Processo di stesura del Secondo Piano d Azione italiano OGP

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1 Processo di stesura del Secondo Piano d Azione italiano OGP La bozza del secondo Piano d azione OGP è stata pubblicata in seguito al focus group del 7 ottobre 2014 tra le PA coinvolte, DFP, AGID e ANAC e la società civile che ha consentito un confronto sulle possibili azioni. Successivamente, per un periodo di dieci giorni, i partecipanti al focus group hanno lavorato a distanza su piattaforma informatica per concordare le possibili azioni e i rispettivi obiettivi, fasi di attuazione e metriche. Queste azioni sono quindi confluite nella bozza di Piano. L invito a partecipare al focus group è stato inviato tramite a tutti i membri della società civile italiana presenti nella mailing list a disposizione del Dipartimento della funzione pubblica (Comunità OGP). La lista, che attualmente comprende 53 nominativi di 35 organizzazioni è composta dai rappresentanti della società civile italiana che hanno preso parte alle iniziative e alle attività svolte in ambito OGP a partire da quando l Italia ha preso parte, nel 2011, alla piattaforma internazionale. La consultazione pubblica sulla bozza del secondo Piano d azione italiano OGP ha avuto inizio il 4 novembre 2014 attraverso il sito Partecipa! (www.partecipa.gov.it) fino al 21 novembre. La Comunità OGP è stata sollecitata via a parteciparvi e a diffondere la notizia dell avvio della consultazione. Obiettivo della consultazione è quello di avere un feedback da un maggior numero di rappresentanti della società civile rispetto a quelli che hanno preso parte al focus group e avere indicazioni puntuali e concrete per aggiustare l articolazione della azioni presentate. Le persone presenti nella mailing list hanno poi ricevuto un ulteriore messaggio personalizzato il 6 novembre in cui veniva indicata la data del 27 novembre per il secondo incontro con la società civile presso Palazzo Vidoni. E stato inoltre chiesto loro di fornire i recapiti telefonici per poter essere contattati ed aggiornati circa le fasi della consultazione in corso. L conteneva, infine, un ulteriore invito a prendere parte personalmente alla consultazione pubblica in quanto i risultati di questa sarebbero stati particolarmente rilevanti ai fini dei lavori del giorno 27. Nel corso delle telefonate successive è stato fatto un invito a diffondere la notizia della consultazione tramite i propri canali mediatici. Quasi tutti hanno fatto presente di aver già segnalato l iniziativa tramite i propri siti web, twitter, newsletter ed hanno assicurato che avrebbero volentieri contribuito personalmente alla discussione online. Alla chiusura della consultazione il 21 novembre si sono registrati 40 utenti che hanno espresso 174 e 60 commenti. Allegato l elenco dei commenti ricevuti. Il 27 novembre a Palzzo Vidoni (dalle 16 alle 18) si è svolto un secondo incontro che è stato trasmesso in streaming sul sito del Governo. Vi hanno partecipato le PA promotrici del Piano e la società civile già impegnata nel primo focus group, ed è stato presentato il documento nella sua veste rivista a seguito della consultazione pubblica, con la ratio delle azioni, delle soluzioni scelte per l implementazione e le metriche relative all attuazione. La partecipazione è stata più ampia del primo focus group (erano presenti rappresentati delle organizzazioni nuovi rispetto al precedente incontro) e sono scaturiti temi e richieste nuove rispetto anche alle azioni contenute nel piano; tra queste preme sottolineare:» per quanto non appropriata alla natura del Piano è stata avanzata con forza la richiesta di lavorare per l adozione di un FoIA entro giugno 2016, orizzonte del Piano;» per quanto riguarda SIOPE è stata avanzata la richiesta di assicurare la disponibilità in formato aperto dei dati di bilancio propri delle amministrazioni statali e della Presidenza del Consiglio in particolare;» per quanto riguarda la fase di attuazione, la richiesta di studiare un sistema di monitoraggio durante il 2015 e il 2016 che dovrebbe seguire passo passo lo svolgersi dell'applicazione delle singole azioni ma anche l'intero processo di attuazione del Piano. La discussione scaturita da questo incontro permetterà di definire la versione finale del Piano, che sarà pubblicata nel mese di dicembre 2014, e, soprattutto, sarà l occasione per ridefinire il rapporto tra PA e società civile in vista del attuazione del Piano stesso nel corso del 2015 e del 2016.

2 Il DFP e le PA partner hanno dato pubblicità alla consultazione sui seguenti siti La notizia della consultazione è stata riscontrata sui seguenti siti 20-novembre-2014/ 4-novembre piano-d-azione-ogp-per-l-apertura-delle-pa.html Articoli sulla consultazione e al nuovo Piano OGP si possono trovare alle seguenti pagine: cities communities/1180_open government partnership la sfida dacogliere.htm Infine è stata evidenziata la consultazione pubblica @AgidGov).

3 Azione 2 Organizza la PA per la partecipazione - Ob. generale Sistematizzare la gestione dei processi di partecipazione, definendo linee guida in maniera condivisa con la società civile e identificando un centro di competenze presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sviluppare le competenze e la cultura di PA e cittadini in modo da gestire e intervenire nei processi di partecipazione. Assicurare un monitoraggio esterno sulla partecipazione. 15 Sviluppare le competenze e la cultura di PA e cittadini. Per sviluppare competenze bisognerebbe chiedere (il Ministero FP) alle amministrazioni di presentare proposte definite e contestualizzate, piani per sistematizzare la gestione dei processi di partecipazione. Bisognerebbe passare ad azioni maggiormente operative e programmatiche. Se fossi un Dirigente della PA: chiederei ai responsabili - referenti degli uffici anticorruzione, formazione e politiche sociali di lavorare in forma coordinata realizzando il programma territoriale e relativi strumenti, dedicati ai processi di partecipazione. Il monitoraggio (che in genere non viene svolto e tantomeno certificato nelle pa) esterno deve essere insito nel programma territoriale e deve essere svolto con la partecipazione dei cittadini. Alcune amministrazioni oggi, compresa quella di cui faccio parte, non si sono per nulla adeguate alle direttive sull'istituto dell'accesso civico e questa la dice lunga sulla volontà di agire per il benessere dei cittadini e della stessa amministrazione. 1 su Elio rosati Mettere in rete esperienze, persone, competenze. E diffondere attraverso canali svariati. Marco marrazza Nello Iacono Marco marrazza Mauro Alovisio Per quanto riguarda l'istituto dell'accesso civico e della vigilanza che è necessario attuare per garantirne l'applicazione, nella bozza del piano vi è l'azione 3 che se ne occupa direttamente. Estenderei l'ambito delle linee guida e del Centro di Competenza anche alla collaborazione, includendo così tutte le esperienze di coprogettazione e cogestione che sono già attive in diversi territori e che in parte sono citati nelle azioni sulla Cittadinanza Digitale. Questo anche per costituire un unico nucleo di riferimento e di supporto per la trasformazione della PA verso l'open Gov Per rispettare i tempi del piano, l'azione 2 deve essere limitata ai tre obiettivi specifici indicati. L'impatto di tale azione sarà probabilmente molto basso rispetto ai problemi evidenziati nella situazione attuale. Un obiettivo più ambizioso - standardizzare i processi, formare le competenze e semplificare/ridurre le strutture che si occupano di modernizzazione non è raggiungibile in questo piano. Questa azione risulterà quindi poco efficace Nello, sono d'accordo. In effetti la parola "partecipazione" sotto intende una idea ambiziosa di aumentare sempre più il livello di coinvolgimento dei cittadini... informare -> consultare -> coinvolgere -> collaborare -> far decidere... Ma da qualche parte bisogna pur cominciare... e spero che le linee guida portino proprio ad allargare questo orizzonte. La mia esperienza personale in particolare riguardo la trasparenza e progetti Open Data, è stata quella di ricondurli a livello "culturale" sotto il cappello degli OpenGov e seguire un approccio che partiva dagli aspetti organizativi e metodologici (ancor prima di entrare nel tecnico, in quanto considero i strumenti dell'informatica come fattori abilitanti), mettendo a fattor comune e in economia di scala, le esigenze delle aree dell'ente in cui opero e approfondendo gli aspetti del livello di informatizzazione dello stesso. Da quando sono diventato un dipendente pubblico avverto carenza di una visione trasversale nell'organizzazione finalizzata agli obiettivi (in un ottica di economicità e servizi al cittadino) e con una bella impostazione a processi (a me tanto cara sin dalla metà degli anni 90 quando ero un direttivo nelle TLC e portata poi avanti quando lavoravo per aziende di consulenza in vari settori). Quindi la prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di censire i dati dell'ente, trattandoli come patrimonio informativo pubblico. Collaborando insieme ad una società che ci ha aiutato allo scopo, abbiamo messo in piedi una metodologia organizzativa e di processo aperta e riutilizzabile su come affrontare gli Open Data (progetto premiato al ForumPA a Roma)e dato contributi all'agenzia digitale nella stesura delle Linee Guida Nazionali per la valorizzazione del patrimonio Informativo Pubblico. Da qualche anno adoperandomi affinchè i "processi" amministrativi siano orientati ai cittadini, e le istituzioni siano più aperte al coinvolgimento della società civile, trovo che nel nostro paese le difficoltà più difficili da superare siano quelle "culturali". si propone di prevedere: - un raccordo sinergico fra le varie iniziative di rilascio dei dati a livello dei Comuni con il coinvolgimento dell'anci al fine di evitare frammentazioni, dispersione di risorse, ridondanze e duplicazioni - obbligo di pubblicare on line la cassetta degli attrezzi open data (iter, linee guida, policy, valutazione di impatto privacy, licenze) per il rilascio dei dati ai fini di promuovere la replicabilità delle best practice - attivare forme di consultazioni on line e di ingaggio con la popolazione ( anche sui social media) al fine di individuare i data set da pubblicare on line - previsione all'interno delle organizzazioni dell'obbligo di organizzare la giornata della trasparenza aperta alla cittadinanza, imprese e associazioni, altri enti pubblici con una specifica sessione sugli open data ed illustrare le linee guida e policy in materia ed il rilascio dei dati con relativa pubblicazione on line dei report di sintesi e video con relativo fomr di commenti - la promozione di concorsi di idee sugli open data nelle scuole - attivazione di partnership di convenzioni con le università e centri di ricerca

4 Azione 1 Partecipa! - Obiettivo generale Ristrutturare e rilanciare il portale Partecipa! come piattaforma di riferimento per i processi di partecipazione di iniziativa pubblica, ampliando il contesto attuale limitato alla consultazione ed estendendolo anche alle fasi di monitoraggio dell implementazione e valutazione dei servizi. Creare un sistema di registrazione unico per i cittadini che partecipano, in modo che siano coinvolti anche nelle fasi di implementazione e valutazione delle iniziative e ne possano seguire l evoluzione. Favorire la gestione e la diffusione delle applicazioni disponibili, ottimizzando l uso dei media civici. 12 Nello Iacono Estenderei (anche con una fase sperimentale) le funzionalità accessibili dal portale Partecipa! con una sorta di spazio pubblico strutturato (foro pubblico) in cui ci sia la possibilità di avanzare proposte di normative,iniziative, progetti, miglioramenti vari.. specificando il destinatario (parlamento, amministrazione centrale, regionale, locale, associazioni di società civile, associazioni di imprese, ecc..) Il piano d'azione prevede azioni di partecipazione, trasparenza, integrità, accountability, innovazione tecnologica. La parola semplificazione non appare in modo esplicito, ma costituisce uno degli obiettivi generali della modernizzazione della PA. Tuttavia, la bozza di action plan è strutturata in tre sezioni, e ognuna prevede un portale: Partecipa, Comunica con ANAC, portale unico (azioni 1, 3 e 6). L'action plan potrebbe prevedere UN front end unico per i cittadini, eventualmente strutturato in sezioni (partecipa, segnala, chiedi servizi). La possibilità di aprire luoghi virtuali di "partecipazione dal basso" va gestita con attenzione perchè comporta rischi molto elelvati. Bassa qualità - la partecipazione generica e generalizzata non garantisce una qualità e una selezione di proposte significative, con il rischio di aumento di rumore di fondo. Opportunismo - la partecipazione potrebbe essere usata da utenti smaliziati con scopi demagogici, di opportunismo, anche di propaganda Delusione - aumenta il rischio di deludere le aspettative di chi scrive, che non vedrà seguito alla sua proposta, seria o meno. Manca tra gli obiettivi dell'azione 1 - ma in generale di tutte le azioni - un sistema di monitoraggio e feedback del funzionamento del costo di tali iniziative, anche in rapporto agli investimenti necessari (in termini economici, di impiego di competenze interne o esterne). Se ne trova un accenno nell'azione 2

5 Azione 2 Organizza la PA per la partecipazione - Ob. spec. 1 Definire un documento di policy e linee guida per i processi di partecipazione della PA. 10 Pizzicanella potrebbe essere questa un'azione che cambia il passo delle PA italiane vs le politiche di consultazione Vittorio Alvino Nello Iacono Davide Brunato Occorre fare pratica, valorizzare esperienze e costruirne di nuove. Fare l'inventario di esperienze passate e in corso e su questa base di conoscenza delineare le linee guida. Poi è necessario passare alla sperimentazione effettiva di processi di partecipazione per diverse tipologie di procedimenti e di amministrazioni altrimenti tutto è inutile se resta su un piano astratto e burocratico. Vanno selezionati dei casi d'uso significativi per i quali il coinvolgimento di cittadini/utenti è importante per valutare e ridisegnare il processo (servizi PAC e PAL e altro). Vanno condotte le sperimentazioni per un congruo periodo di tempo al termine del quale bisogna tiratele somme di cosa ha funzionato cosa no e a partire da questo estendere sperimentazioni e pratiche per altre amministrazioni e contesti. Come scritto nel commento sull'obiettivo generale, estenderei policy e linee guida anche all'ambito della collaborazione, fin qui assente dal Piano. Essendo in Italia ancora più "giovane" della partecipazione, potrebbe inizialmente essere trattato insieme, ma dandogli una visibilità esplicita. Le linee guida vanno bene se limitano a poche pagine e dare le indicazioni essenziali. Se si fanno linee guida di 70 pagine poi pochi le leggono e nessuno le applica. Poche informazioni mirate e il resto si apprende on-line seguendo indicazioni di aiuto collegate alle procedure.

6 Azione 2 Organizza la PA per la partecipazione - Ob. spec. 3 Attuare un coordinamento centrale con un articolazione sulle amministrazioni che agisca anche come centro di competenza per la diffusione e migliore attuazione delle pratiche di partecipazione. 6 ddelmonte Creare un vero e proprio network per i responsabili trasparenza e anticorruzione, in cui si possano facilmente scambiare esperienze, competenze, soluzioni. Il network potrebbe risultare in una piattaforma web dedicata ai responsabili (contenente documentazione e linee guida + forum), in modo tale che chi si trovi di fronte a un problema / dubbio possa verificare se qualcuno ha già affrontato e risolto situazioni simili in precedenza. Nello Iacono Come scritto nel commento sull'obiettivo generale, estenderei l'ambito del centro di competenza anche alla collaborazione, fin qui assente dal Piano. Essendo in Italia ancora più "giovane" della partecipazione, potrebbe inizialmente essere trattato insieme, ma dandogli una visibilità esplicita.

7 Azione 1 Partecipa! - Obiettivo specifico 2 Realizzare un sistema di registrazione unico per i cittadini con attivazione di newsletter e alert sull avanzamento dell iniziativa a cui si è partecipato;costituire un repository per tutte le esperienze di partecipazione, accessibile da Partecipa! 5 Nello Iacono Nel repository * darei evidenza delle similarità tra le esperienze; * darei evidenza del riuso delle esperienze (anche con un premio agganciato a chi è + riusato); * prevederei sempre una sorta di breve analisi da parte del centro di competenza centrale agganciato ad una breve presentazione da parte dell'amministrazione che ha realizzato l'esperienza. Azione 2 Organizza la PA per la partecipazione - Ob. spec. 2 Attuare un processo di monitoraggio con esponenti esterni all Amministrazione che segua i processi di partecipazione fin dalla definizione delle linee guida. 5 Azione 1 Partecipa! - Obiettivo specifico 1 Ristrutturare e rilanciare il portale Partecipa! come front-end accessibile in cui aggregare le iniziative di partecipazione e raccogliere gli strumenti, la documentazione tecnica e procedurale, le guide, ecc. per gestire i processi di consultazione. 4 Nello Iacono Come scritto nel commento sull'obiettivo generale, estenderei Partecipa! (anche sperimentalmente) con un foro pubblico che consenta di inserire proposte normative, progettuali specificando anche il destinatario (parlamento, amministrazione centrale, regionale, locale, associazioni di società civile e di imprese,...). Azione 1 Partecipa! - Obiettivo specifico 3 All interno del portale Partecipa! creare un repository delle applicazioni civiche open source e dei media civici che possono essere usate per costruire i processi di consultazione. 4 Nello Iacono Prevederei che gli utilizzatori possano inserire commenti/suggerimenti (ovviamente con moderatori)

8 Azione 4 Portale open data - Obiettivo specifico 2 Per le Aziende: a) possibilità di avere la disponibilità di dati aperti per sviluppare beni e servizi; b) maggiore trasparenza; c) possibilità di fruire di servizi on line innovativi; 11 d) semplificazione rapporti con la PA. Riccardo Barberis questi sono obiettivi e non azioni. L'azione 4 rimane completamente indefinita. Ottima iniziativa.

9 Azione 4 Portale open data - Obiettivo generale Questa azione punta a dare un forte impulso alla trasparenza dell azione amministrativa e all economia dei dati aperti attraverso le seguenti attività: a) il potenziamento del portale nazionale dei dati aperti dati.gov.it; b) la pubblicazione dei dati più importanti per cittadini e imprese. 9 L azione è in sintonia con iniziative analoghe svolte a livello internazionale, come quella contenuta nella G8 Open Data Charter sottoscritta dall Italia nel Vittorio Alvino punto a) che significa potenziamento? per cosa? come? punto b) chi e come stabilisce quali sono i dati importanti per i cittadini? Concordo sulla necessità di potenziare il datastore, aumentando quantità e qualità di dati disponibili. E' importante che i dati non siano solo quelli richiesti dal d.lgs 33 ma siano anche quelli che permettono di tracciare i processi della PA dalla loro genesi (es delibere, determine), i soggetti coinvolti, fino al loro risultato finale. Prendendo ad esempio le iniziative monithon e opencoesione - due iniziative di trasparenza - va evidenziato che si tratta di due iniziative ad alta opacità indiretta, nel senso che le informazioni rilevanti (quanto costano le iniziative, chi viene assunto, a chi sono date le consulenze, chi definisce i criteri per le nomine, come si dividono le funzioni tra ministeri, società partecipate, società private etc) sono sparpagliate in mille canali diversi delle pagine web delle diverse PA. Trasparenza della PA significa migliorare anche questo. Condivido il punto b del primo commento: bisogna individuare i dati prioritari da aprire. Chiesa Paola Ai fini di un utilità tangibile degli open data per imprese, cittadini e altre pubbliche amministrazioni, sarebbe utile prevedere la normalizzazione tecnica e l armonizzazione funzionale dei dati stessi. E impensabile, oltre che dispersivo, che ogni portale open data sia una realtà a sé. Chiesa Paola Prevedere un "numero verde open data" a supporto di aziende e cittadini, per la segnalazione di reiterate inefficienze tecniche e/o funzionali nei portali open data.

10 Azione 4 Portale open data - Obiettivo specifico 1 Per i Cittadini: a) maggiore trasparenza; b) possibilità di fruire di servizi online innovativi; c) miglioramento qualità della vita. 8 Antonella Napolitano queste non sono azioni ma obiettivi. l'azione 4 resta completamente indefinita Esempio di servizi online innovativi?

11 Azione 4 Portale open data - Obiettivo specifico 3 Per le Pubbliche Amministrazioni: a) razionalizzazione della spesa; b) stimolazione del riutilizzo dei dati aperti; c) maggiore fiducia; 8 d) incremento produttività. Ciro Spat grazie dell'opportunità di questa consultazione online. Riguardo ad AZIONE OPEN DATA - Ob.spec. 3 -> per le PA vorrei sottolineare un aspetto, considerato che collaboro un dirigente responsabile open data di uno dei più grandi comuni d'italia. Gli open data oggi nella maggior parte delle PA sono dataset costruiti spesso a valle del lavoro quotidiano dei dipendenti. Cioè non sono dataset che derivano (= vengono generati) automaticamente dalla piattaforma digitale utilizzata per lo svolgimento del lavoro quotidiano. Questo è uno dei principali fattori 1) della mancata omogeneizzazione delle procedure per costruire open data nelle varie PA, ) del mancato aggiornamento dei dataset, in quanto spesso sono file storicizzati sistemati in un angolo di server disponibili al download di chi è interessato. Ho scritto ampiamente di questo argomento in questo articolo di innovatoripa = tracciando criticità attuali e proposte. Le proposte per superare le criticità attuali sulla generazione di open data? Ipotesi 1) Unica piattaforma digitale abilitante nazionale open source. Si potrebbe pensare ad un unica piattaforma digitale abilitante nazionale ed open source da usare per tutte le migliaia di PA, si otterrebbe la generazione di un processo di perfetta omogeneizzazione e standardizzazione dei dati, con la conseguenza di generare Linked data in maniera eccellente. Certo questo comporterebbe stravolgimenti di assetti localmente consolidati e impiego di tempo notevole, almeno in Italia, ma lo vedo come un reale fabbisogno di innovazione dell'intera PA e chissà se la procedura degli appalti pre commerciali (già usata) non potrebbe contribuire a soddisfare tale fabbisogno unendo il mondo della ricerca industriale a quello della PA. Ipotesi 2) Fissare set minimi di criteri per gli applicativi gestionali usati ad oggi dalla PA. Fissare un set minimo di criteri nazionali ai quali tutti gli applicativi oggi usati dalle PA devono adeguarsi potrebbe rappresentare un altro scenario operativo per la standardizzazione del processo di generazione del dato aperto nel pieno rispetto della diversità dei sistemi informatici usati nelle migliaia di enti pubblici. Senza piattaforme digitali abilitanti alla produzione costante di dataset in formato aperto, ci saranno migliaia di enti pubblici con file di csv storicizzati e non aggiornati frequentemente. Dataset che non servono affatto alla nascita e proliferazione di servizi web innovativi di cui tanto si parla negli ambiti di smart city. Le applicazioni o webservice che gli sviluppatori della società dovrebbero creare hanno bisogno di alimentarsi da fonti di dataset aggiornati in tempo reale e non di csv storicizzati. Spero/mi auguro che AGID (insieme ad altre organizzazioni attive in tema di open data) possa contribuire operativamente a fissare standard omogenei per la creazione di open data aggiornati in tempo reale nella PA italiana. Perchè è ovvio che una guida/cabina di regia nazionale ci vuole se si vogliono far decollare i servizi innovativi basati sugli open data. Marco Marrazza Concordo con quanto detto da Ciro. Segnalo a questo proposito una interessante esperienza che è in corso presso EXPO2015, ovvero l'ecosistema Digitale E015: Da cittadino utente, rimango impressionato dalla esistenza di 8000 comuni, e ben 20 regioni. Si tratta di più di 8000 siti Web tutti differenti, tutti organizzati in modo originale... Le funzioni di questi 8000 comuni sono diverse tra un comune e l'altro? A me pare che sia indispensabile una profonda riunificazione di tutte le risorse informatiche dei comuni in un unico cloud comune a tutti. Quale sistema scegliere? Occorre verificare quale siano i comuni con la best practice e portare questa esperienza nel cloud. Probabilmente occorre differenziare tra comuni minori di 20 abitanti, comuni minori di 100mila abitanti, e comuni con più di 100mila abitanti.lo stesso per le regioni come si fa ad avere una Agenda digitale Italiana, ed altre 20 agende digitali regionali? Con regioni spesso minuscole! Occorre identificare una o due regioni con la best practice e poi clonare questa struttura sulle altre regioni, sono i localismi che hanno distrutto l'italia! Dove partire :dal Sole 24 ore:"ci sono oltre 130mila stazioni appaltanti, anche per importi di lavori servizi e forniture che superano la soglia europea. Questo numero andrebbe drasticamente abbattuto, mantenendo solo la Consip, cioè la centrale acquisti del Tesoro, una centrale acquisti per Regione e al massimo un'altra nelle aree per ciascuna delle città metropolitane. Lo ha detto il commissario per la spending Review, Carlo Cottarelli, in un'audizione al Senato, dove ha illustrato il lavoro fatto." Dove partire: Ridurre le stazioni appaltanti a due o tre! 1 su Ciro Comunità: sei stato chiaro! L'omogeneizzazione delle procedure è inevitabile se si vuole semplificare la comunicazione e rendere più semplice anche il lavoro dei dipendenti pubblici. L'AGID su questo punto fortunatamente ha cominciato a lavorarci -> vedi il monitoraggio nazionale delle basi di dati e dei relativi applicativi nelle migliaia di enti della PA italiana. Questa azione rimane ampiamente indefinita, sono indicati solo gli obiettivi. Sono condivisibili le osservazioni di automatizzare l'alimentazione dei dati e di concentrare in un unico portale tutto ciò che riguarda l'open government (partecipazione, trasparenza, monitoraggio, banche dati, servizi innovativi). Questa azione non è però realisticamente raggiungibile in due anni (il tempo di questo action plan), ma la modernizzazione della PA dovrebbe essere una strategia progressiva, alla quale l'ap di OGP può apportare un contributo

12 Antonella Napolitano Nicolguar Sì, è molto generico. Ad esempio, cosa vuol dire esattamente "maggiore fiducia"? Le disposizioni recenti che impegnano le pubbliche amministrazioni ad esporre le proprie basi di dati in formato aperto, corredate dai relativi metadati, non sono certo sufficienti di per sé a garantire la condivisione del significato dei dati stessi, condizione indispensabile per l effettivo riuso del software, l integrazione delle applicazioni e la trasparenza verso i cittadini. Questo sia perché la terminologia stessa della PA presente nei documenti ufficiali è soggetta a mille varianti e interpretazioni, sia perché i termini utilizzati nelle applicazioni informatiche molto spesso non sono allineati con la normativa o comunque con la terminologia ufficiale. Le recenti linee guida nazionali per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico pubblicate dall AGID suggeriscono un modello operativo per la produzione e gestione dei dati di tipo aperto basato sulla tecnologia dei linked data, ma si limitano a fornire solo a titolo indicativo alcuni esempi minimali di ontologie o vocabolari condivisi che, se allineati con le basi di dati esistenti, potrebbero contribuire a risolvere il problema per le amministrazioni che decidessero di adottare tali ontologie. Dal punto di vista dei costi, rimangono aperti due problemi. Il primo è che le ontologie esistenti non sono comunque allineate alla terminologia della PA italiana, per cui la loro utilizzazione comporta dei costi di comprensione, di allineamento e di estensione. Tali costi spesso sono talmente alti che per le Amministrazioni interessate risulta più conveniente rinunciare al riuso o all integrazione, duplicando il software, o adottare soluzioni ad hoc. Il secondo problema, ben più grave e collegato al precedente, è che, se si lascia l iniziativa o la responsabilità dell integrazione alle singole amministrazioni, il costo dell integrazione cresce quadraticamente col numero di amministrazioni interessate. Un ovvia alternativa, di cui si parla ahimè da anni, sarebbe l adozione di un ontologia di riferimento unificata per la pubblica amministrazione, costituita essenzialmente da un vocabolario condiviso supportato da schemi che mettono in relazione i vari termini tra loro e chiariscono eventuali problemi di interpretazione. Tale risorsa unificata potrebbe essere gradualmente allineata ai database esistenti, con costi di allineamento via via decrescenti per ogni database (in quanto gli sforzi di comprensione si riducono), e soprattutto che crescono linearmente col numero di database. Si propone quindi la costituzione di una task force per la standardizzazione semantica della terminologia della Pubblica Amministrazione. Si tratterebbe di una struttura di standardizzazione che lavorerebbe di concerto con l AGID, l ISTAT, i rappresentanti delle amministrazioni locali e regionali e i ministeri interessati, e che potrebbe svolgere un lavoro graduale, partendo dalle priorità già individuate per l Agenda Digitale. Fortunatamente, le competenze per questo ci sono. Dal punto di vista scientifico, l Italia è punto di riferimento mondiale sia per quanto riguarda lo sviluppo di ontologie, sia per quanto riguarda le tecniche di accesso integrato a basi di dati guidato da un ontologia. Dal punto di vista dei contenuti, si tratta di valorizzare le svariate iniziative pregresse, adottando un approccio sistematico e partecipativo, che tenga innanzitutto conto della terminologia della PA che compare nella normativa. E un grosso lavoro, ma costa comunque molto meno che lasciare le cose come stanno. E soprattutto i costi (e i risparmi) sono incrementali: ogni singolo passo verso la standardizzazione semantica in questo settore ha un immediata ricaduta. Che sia la volta buona?

13 Azione 3 trasparenti +1 - Obiettivo generale L iniziativa, denominata trasparenti +1 è diretta a promuovere e favorire la partecipazione attiva dei cittadini nell azione di vigilanza condotta dall A.N.AC. con il duplice scopo di diffondere l utilizzo dell istituto dell accesso civico da parte delle amministrazioni pubbliche e di intensificare gli sforzi di innalzamento della trasparenza intesa come accessibilità totale delle informazioni sui siti istituzionali delle amministrazioni (artt. 1 e 2 del d.lgs. 33/2013). 7 ddelmonte Si potrebbe pensare ad una figura simile all'"information Commissioner" sloveno, da identificare all'interno dell'anac (uno dei consiglieri?) con lo scopo specifico di raccogliere e dar seguito alle segnalazioni dei cittadini rispetto a informazioni non date / risposte non ricevute dalle PA. 1 su In termini di trasparenza, il d. lgs 33/2013 ha creato un aumento del carico amministrativo per le PA, con il rischio di instaurare un sistema di trasparenza più formale (adempimento degli obblighi) che sostanziale (informazione agli stakeholders). Ovviamente la trasparenza è un valore, per cui potenziare il portale sull'accesso civico è una idea valida. Andrebbe tuttavia inserito all'interno di un portale unico assieme alle altre iniziative front end, in modo da ridurne il numero Il problema per le PA è l'organizzazione del lavoro, delle risorse e degli uffici. Istituire obbligatoriamente l'ufficio Comunicazione ai sensi del 33/13. La PA è incancrenita su un sistema vecchio di relazione con i cittadini.(vedi gli urp) A livello istituzionale e on-line ormai esistono una moltitudine di siti e blog della stessa PA, degli operatori della PA, sui quali si segue, si discute, ci si confronta su questa tematica, si propongono riflessioni e strumenti. Allo stesso forumpa 2014 la presentazione del protocollo eglu 2.0, sembrava dovesse essere o diventare strumento di utilizzo unico. Mancano direttive specifiche ministeriali. Per smuovere le negligenze dirigenziali il ministero dovrebbe inviare strumenti impostati che le pa locali possono "personalizzare" e chiedere relazioni di monitoraggio sull'avvenuta applicazione dell'istituzione dell'accesso civico. L'Anac dovrebbe vigilare e controllare anche attraverso un contatto diretto con un referente dell'ufficio cominicazione della PA locale. Al contrario tra anni avremo cittadini che dell'accesso civico non conosceranno l'esistenza. La mia esperienza personale in particolare riguardo la trasparenza e progetti Open Data, è stata quella di ricondurli a livello "culturale" sotto il cappello degli OpenGov e seguire un approccio che partiva dagli aspetti organizativi e metodologici (ancor prima di entrare nel tecnico, in quanto considero i strumenti dell'informatica come fattori abilitanti), mettendo a fattor comune e in economia di scala, le esigenze delle aree dell'ente in cui opero e approfondendo gli aspetti del livello di informatizzazione dello stesso. Da quando sono diventato un dipendente pubblico avverto carenza di una visione trasversale nell'organizzazione finalizzata agli obiettivi (in un ottica di economicità e servizi al cittadino) e con una bella impostazione a processi (a me tanto cara sin dalla metà degli anni 90 quando ero un direttivo nelle TLC e portata poi avanti quando lavoravo per aziende di consulenza in vari settori). Quindi la prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di censire i dati dell'ente, trattandoli come patrimonio informativo pubblico. Collaborando insieme ad una società che ci ha aiutato allo scopo, abbiamo messo in piedi una metodologia organizzativa e di processo aperta e riutilizzabile su come affrontare gli Open Data (progetto premiato al ForumPA a Roma)e dato contributi all'agenzia digitale nella stesura delle Linee Guida Nazionali per la valorizzazione del patrimonio Informativo Pubblico. Da qualche anno adoperandomi affinchè i "processi" amministrativi siano orientati ai cittadini, e le istituzioni siano più aperte al coinvolgimento della società civile, trovo che nel nostro paese le difficoltà più difficili da superare siano quelle "culturali" comuni e 20 regioni con una possibilità di 8000 differenti standard di opendata, in ossequio al localismo più spinto oppure in ossequio a 8000 fornitori diversi. E noi cittadini dovremmo interfacciarsi ad una giungla simile???? IL governo, se esiste, dovrebbe definire le best practice, e copiare questa struttura obbligatoriamente sugli altri comuni e regioni riottose. E' la morte delle micro aziende di informatica? Ma non si possono consorziare in un player sufficientemente grande da competere almeno in ambito nazionale? In ogni caso non è certo la morte del consulente... Antonella Napolitano Domanda: perché ci sono azioni legate all'istituto dell'accesso civico, ma nessuna menzione di una riforma della legge sull'accesso/creazione di una nuova legge, sul modello Freedom of Information Act? Tra l'altro numerose organizzazioni della società civile hanno proposto un'iniziativa che si chiama Foia4Italy (presentata durante l'incontro di Digital Venice, lo scorso luglio) e che propone un vero e proprio testo di legge. siamo indietro sul FOIA, il d.lgs n.33 è stato un passo avanti, ma si sente che manca qualcosa, dobbiamo girare il punto di vista focalizzandolo totalmente verso il cittadino. ci sono stati incontri tra società civile ed istituzioni richiesti da quanti vogliono rafforzare ed adeguare l'impianto normativo, ma ancora non si vede la luce, e più che altro sembra il solito problema "culturale"... e le priorità della politica vanno in altre direzioni. la trasparenza va affrontata nella sostanza non solo nella forma.

14 Azione 3 trasparenti +1 - Obiettivo specifico 1 Potenziare la funzionalità di front end dell'interfaccia web di comunicazione con il cittadino Comunica con A.N.AC., semplificando l interfaccia di acquisizione dei dati e la loro qualità (vigilanza partecipativa). 3 come detto si suggerisce di inserire l'iniziativa all'interno di un portale unico per il cittadino. bisogna chiarire meglio la funzione e i potenziali risultati per il cittadino di questo portale che raccoglie le iniziative di accesso civico Azione 3 trasparenti +1 - Obiettivo specifico 2 Rafforzare gli strumenti di comunicazione esterna on line dell interfaccia web di comunicazione con il cittadino Comunica con A.N.AC.. 3 non è chiaro questo obiettivo. "Rafforzare gli strumenti di comunicazione esterna on line" significa promuovere l'uso del portale? Azione 3 trasparenti +1 - Obiettivo specifico 3 Sviluppare la funzionalità di back end, creando una piattaforma interna di gestione ed elaborazione dei dati acquisiti (banca dati), che consenta: di interpretare in chiave di prevenzione della corruzione le informazioni ottenute eventualmente anche sulla base di alcuni indicatori di rischio di corruzione che potranno essere identificati dall Autorità con riferimento ad alcuni settori di attività delle pubbliche amministrazioni; di rendicontare all esterno (pubblicazione web) gli esiti dell attività di vigilanza azionata dal cittadino (accountability); 3 di valorizzare il ricorso da parte dei cittadini all istituto dell acceso civico mediante apposite iniziative di sensibilizzazione e di monitoraggio civico sviluppate congiuntamente con le associazioni della società civile. non è chiaro come lo sviluppo di una piattaforma interna di gestione ed elaborazione dei dati acquisiti può permettere di interpretare in chiave di prevenzione della corruzione. "valorizzare il ricorso da parte dei cittadini all istituto dell acceso civico mediante apposite iniziative di sensibilizzazione e di monitoraggio civico sviluppate congiuntamente con le associazioni della società civile" sembra rientrare più nell'obiettivo di rafforzare gli strumenti di comunicazione esterna on line l'obiettivo "di interpretare in chiave di prevenzione della corruzione le informazioni ottenute eventualmente anche sulla base di alcuni indicatori di rischio di corruzione che potranno essere identificati dall Autorità con riferimento ad alcuni settori di attività delle pubbliche amministrazioni" rientrerebbe meglio nella parte integrità, non trasparenza. Nel dibattito con la società civile è emerso, tra le criticità, che trasparenza non significa integrità.

15 Azione 5 Follow the money - Obiettivo generale Miglioramento fruibilità dei dati, attivazione per il riuso degli stessi, iniziative di comunicazione, sensibilizzazione e formazione per il riuso dei dati. BilanciAperti è una piattaforma web per monitorare e analizzare le informazioni finanziarie provenienti dagli enti pubblici, come ad esempio i bilanci, le spese e gli appalti. Un insieme di dati aperti che fornisce una maggiore trasparenza e comprensione di come vengono spesi i soldi pubblici, attraverso la rappresentazione grafica dei dati e la loro elaborazione. Tutto il materiale della piattaforma sarà in modalità open data e open content, prevalentemente costruito con strumenti open e reso disponibile con licenza aperta. 4 Vittorio Alvino Segnalo che da maggio 2014 è online che mi pare realizzi buona parte, se non tutti, gli obiettivi indicati. Certo per ora i bilanci trattati dalla piattaforma sono solo quelli dei Comuni (i bilanci preventivi e consunti degli ultimi 10 anni degli 8100 Comuni) ma non sarebbe sensato pensare al riuso di questa soluzione - per altro realizzata con il contributo dei Fondi strutturali - per altri dati e amministrazioni (regioni, asp, stato etc.)? 1 su Rimane un gap tra il dato pubblicato, eventualmente riutilizzato, e il suo effettivo potenziale uso per monitoraggio civico. L'evidenza pratica mostra che il portale openbilanci non serve a individuare episodi di malamminsitrazione, a causa della difficoltà di interpretare le macro voci di un bilancio. l?iniziativa è encomiabile in termini di promozione di attenzione da parte dei cittadini e come strumento che avvicina l'utente finale al dato. ma non è sufficiente. Follow the money deve collegare alle macro voci di bilancio gli elenchi di beneficiari, le spese della PA, i nomi dei responsabili dei procedimento, gli uffici/unità coinvolte, ed un collegamento al beneficio finale. I soldi per le infrastrutture ne sono un esempio.

16 Azione 5 Follow the money - Obiettivo specifico 1 Per i Cittadini: a) maggiore trasparenza; b) possibilità di comprendere meglio la spesa pubblica c) partecipare a iniziative di bilancio partecipato 4 Vittorio Alvino Segnalo che da maggio 2014 è online che mi pare realizzi buona parte, se non tutti, gli obiettivi indicati. Certo per ora i bilanci trattati dalla piattaforma sono solo quelli dei Comuni (i bilanci preventivi e consunti degli ultimi 10 anni degli 8100 Comuni) ma non sarebbe sensato pensare al riuso di questa soluzione - per altro realizzata con il contributo dei Fondi strutturali - per altri dati e amministrazioni (regioni, asp, stato etc.)? L'azione non è definita, sono riportati solo obiettivi. L'azione potrebbe essere quella di collegare dati su spesa (per ente, per categoria, per zona geografica) a decisione (a monte), a eventuali procedure di selezione di privati (ed appalti), al risultato finale, al pagamento. 1 su

17 Azione 5 Follow the money - Obiettivo specifico 2 Per le Pubbliche Amministrazioni: a) razionalizzazione della spesa; b) stimolazione del riutilizzo dei dati aperti; c) maggiore fiducia; 4 d) confrontare la spesa con altre amministrazioni. Vittorio Alvino Segnalo che da maggio 2014 è online che mi pare realizzi buona parte, se non tutti, gli obiettivi indicati. Certo per ora i bilanci trattati dalla piattaforma sono solo quelli dei Comuni (i bilanci preventivi e consunti degli ultimi 10 anni degli 8100 Comuni) ma non sarebbe sensato pensare al riuso di questa soluzione - per altro realizzata con il contributo dei Fondi strutturali - per altri dati e amministrazioni (regioni, asp, stato etc.)? L'azione non è definita, si riportano solo degli obiettivi, come nell'obiettivo specifico 1. segnalo che tutte queste iniziative dovrebbero avere la massima trasparenza e prendere in considerazione gli investimenti necessari per realizzarle. Soprattutto nelle fasi iniziali, è possibile che gli investimenti necessari superino le razionalizzazioni della spesa previste come risultato. Cioè si spende di più, non di meno, ma almeno si spende meglio

18 Azione 6 - Cittadinanza digitale - Obiettivo specifico 4 Incentivare i cittadini e le Amministrazioni ad utilizzare strumenti digitali per l erogazione dei servizi. 7 Nello Iacono Ugo Bonelli Mauro Alovisio Purtroppo da cittadino mi sono trovata a constatare che servizi digitali a volte non funzionano. Come nel caso di una Denuncia - on line fatta alla polizia. Quando mi sono recata al commissariato per convalidarla mi è stato detto che dovevo portarla io stampata dove sarebbe stato apposto un timbro, che non era compito loro né potevano stamparla. Il sistema on - line rilascia solo una ricevuta con un numero di protocollo che deve essere dichiarato al funzionario, non c' possibilità di stampare la denuncia. Pertanto, utilizzando un servizio digitale mi sono trovata a perdere il triplo del tempo e mi sono sentita anche presa in giro, da chi probabilmente nemmeno conosceva la procedura di denuncia on line. Credo che le amministrazioni debbano essere costrette (logica del switch-off) senza vie alternative, e i cittadini accompagnati-supportati. In una logica di coprogettazione e di gestione effettiva del feedback, il ciclo diventa virtuoso. Affiancherei una ulteriore azione (con eventuali obiettivi specifici) rivolta all' "impresa digitale". Analogo switch-off al digitale nei rapporti PA/imprese appurato che non sono risultate efficaci scadenze e ipotesi di sanzioni; occorre cambiare tattica e e strategia: proporre riduzioni fiscali ed incentivi per i comuni che rilasciano dati open data, possibilità di attivare borse di studio e convenzioni con Centri di ricerca e pubblicare on line i dati connessi ai servizi erogati e puntare al settore turistico e culturale per i quali saranno pianificati finanziamenti europei 1 su

19 Azione 6 - Cittadinanza digitale - Obiettivo specifico 7 Garantire la possibilità di effettuare pagamenti elettronici. 6

20 Azione 6 - Cittadinanza digitale - Obiettivo generale L azione punta a dotare i cittadini e le imprese dei principali strumenti necessari ad interagire tra di loro e con lo Stato in modo digitale. Oltre agli obiettivi di efficacia, efficienza ed economicità si vuole perseguire una maggiore trasparenza dei processi amministrativi, in particolare quelli legati a flussi di pagamento, e più in generale promuovere l evoluzione della cittadinanza in senso digitale. Forte impulso in questo direzione verrà dato da un laboratorio Government as a Service che sperimenterà la creazione di servizi cloud avanzati a basso costo e la loro graduale fornitura a tutta la PA, anche con finanziamenti europei. Un portale unico realizzato con logiche moderne e centrate sull utente, ispirato alle best practice internazionali, è indispensabile per razionalizzare l offerta dei servizi pubblici digitali e abbatterne drasticamente il costo. Per i Cittadini: a) maggiore semplicità nella fruizione dei servizi digitali; b) possibilità di fruire di servizi online innovativi; c) miglioramento qualità della vita. Per le Aziende: a) maggiore semplicità dei pagamenti; 5 b) maggiore trasparenza; c) possibilità di fruire di servizi on line innovativi; d) semplificazione rapporti con la PA. Per le Pubbliche Amministrazioni: a) semplificazione dei processi b) miglioramento dei servizi attraverso l analisi dei dati; c) maggiore fiducia; d) incentivazione all utilizzo dei servizi digitali Per tutti: Riduzione dei costi di intermediazione dei servizi pubblici e aumento competenze digitali. Nello Iacono Ugo Bonelli L'obiettivo dovrebbe includere tutti gli ingredienti per il successo dell'egov, non solo la facile fruibilità (che è essenziale), ma anche * la coprogettazione degli utenti come metodo standard (livinglabs ecc) * la previsione di campagne di alfabetizzazione digitale strettamente connesse alla messa in esercizio dei nuovi servizi e all'utilizzo degli esistenti, oltre che con una struttura di supporto dedicata da parte delle amministrazioni (es. innovando-rivedendo gli Urp) * la disponibiità di spazi pubblici di accesso assistiti in ciascun comune-quartiere * la gestione del feedback (anche qui, innovando la rete degli Urp). per le PAL propongo un'obiettivo specifico ulteriore: - standardizzare le procedure disponibili negli sportelli unici per le imprese

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