I S T I T U T O C O M P R E N S I V O O R V I E T O B A S C H I ORVIETO

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1 I S T I T U T O C O M P R E N S I V O O R V I E T O B A S C H I ORVIETO A scuola tra le nuvole Il progetto intende realizzare il connubio tra la tecnologia, come strumento di mediazione dell apprendimento, e il processo didattico, in una società che sta cambiando molto velocemente la modalità di trasmissione delle informazioni. Nasce così l esigenza di ripristinare un dialogo comunicativo con/tra gli allievi, che in realtà rischiano di allontanarsi sempre di più dai docenti, e la necessità di trovare strumenti per: Acquisire abilità nella gestione delle informazioni e delle relazioni interpersonali Insegnare a imparare ad imparare per saperlo fare tutta la vita (Life Long Learning) Sviluppare al meglio le doti di ciascun allievo per apprendere secondo la propria specificità, attivando forme multiple di accesso (web-oriented technologies) Promuovere metodologie didattiche che incoraggino l iniziativa, il ragionamento critico e forme di pensiero innovative per agire, lavorare ed interagire Saper interagire con le TIC sia in ambiente scolastico che extrascolastico, per migliorare la comunicazione studente-insegnante e le rispettive prestazioni. Le metodologie coinvolte saranno in linea con l Agenzia Nazionale per i programmi LLP e la piattaforma INDIRE: Content and Language Integrated Learning (CLIL) per incentivare l uso di L2 anche in contesti pluridisciplinari che coinvolgono il Cooperative Learning. Fino a qualche anno fa, la didattica e la tecnologia vedevano nel laboratorio di informatica il ruolo privilegiato di un connubio. Oggi lo sviluppo tecnologico e la diffusione di LIM, device mobili e fissi hanno portato ad un rovesciamento di questa impostazione, privilegiando la classe e la didattica disciplinare assistita dalle tecnologie. Attraverso la connessione in rete web è possibile infatti strutturare modelli di classe 2.0 in cui gli studenti e i docenti interagiscono mediante tablet o notebook con modalità didattiche co-costruttiviste e cooperative, attraverso app da sfruttare come ambienti o strumenti di apprendimento, superando l impostazione frontale della lezione e favorendo una didattica meno trasmissiva e più operativa. Con il Piano Nazionale Scuola Digitale (1) le indicazioni promuovono un concetto fondamentale e innovativo: le tecnologie devono entrare in classe e supportare la didattica quotidiana, con una maggiore attenzione all aspetto comunicativo-relazionale del loro impiego. Si vuole favorire l apprendimento con le tecnologie, (1) Il Piano Nazionale Scuola Digitale comprende diverse azioni condotte dal MIUR a partire dal 2008 e tuttora in corso di realizzazione ed evoluzione. e non dalle tecnologie, per arrivare ad una ridefinizione complessiva dell aula intesa come ambiente di apprendimento dove le pratiche fanno largo uso di tecnologie digitali. L aula rappresenta così l idea base per un investimento culturale, di cui le tecnologie informatiche sono una parte residuale, che non abbia un fine specialistico ma didattico, dove

2 vengono sviluppate in modo crescente competenze come il lavoro di gruppo, il pensiero critico, la soluzione dei problemi, la capacità di comunicare e la consapevolezza della diversità. Quest insieme di competenze deriva tipicamente dalle teorie socio-costruttiviste. Esiste però anche l altra prospettiva che invece pone l accento sulle competenze conoscitive delle singole discipline. In realtà, entrambe le tendenze sono importanti completandosi a vicenda. Learning by doing - Learning by playing per favorire l apprendimento diretto tramite la pratica situazionale e ludica già in uso in una terza grazie ad un progetto sperimentale A scuola con gli ipad 1,con ipad concessi in comodato d uso. In realtà in futuro è già prevista in classe una eterogeneità di device come elemento costitutivo, modalità piuttosto diffusa in molti paesi europei nell acronimo BYOD ( bring your own device) che trova nella connessione l elemento fondamentale per poter utilizzare i device sincronicamente in cloud, indipendentemente dalla specificità dei sistemi operativi. L eterogeneità dei device costituisce un modello che riproduce la realtà esterna all aula con la quale alunni e docenti hanno e avranno continuamente a che fare; favorisce inoltre un approccio flessibile e non rigidamente legato ad un sistema operativo. Ancora, il multitasking e la diffusione nella quotidianità di device diversi ci portano spesso a utilizzare indifferentemente, per esempio nell elaborazione / consultazione di uno stesso documento, i vari sistemi, attraverso la rete e la connettività. Efficace è questa metafora : A polygamous relationship with mobile devices. Si deve pensare a questa poligamia come un esperienza digitale sempre più alla portata e diffusa, anche in classe. Podcasting materiali didattici (lezioni, ricerche, trasmissioni radiofoniche a tema frutto di specifici laboratori) per promuovere il protagonismo diretto degli allievi, la capacità di comprensione e ascolto, e favorire l apprendimento dislocato (sperimentato quest anno in una classe a T.P.) Partnership con altri paesi europei ( Spagna, Olanda e Gran Bretagna) Multilaterale Comenius ipad-me (richiesta accettata in data 24/07/2013) tramite Progetto Knowledge management: tre classi hanno già realizzato un proprio sito (in ambiente Google Apps for Education) per la condivisione di materiali e responsabilità Tecnologie proposte al fine di diffondere la cultura dell innovazione nella scuola: Utilizzo di device interattivi in grado di interagire con software Learning Suite (collaborazione, condivisione, ricerche semantiche e comunicazione sociale) Suite didattiche digitali in grado di sviluppare obiettivi didattico-educativi utilizzando strategie didattiche quali giochi, simulazioni, esposizione tutoriale ed esercitazioni per giungere alla valutazione formativa, documentare le esperienze in classe con video e podcast, condivisione nella community, partecipazione a Survey online pubblicate sul sito della classe Didattica ipermediale come metodologia tradizionale integrata con sistemi avanzati di condivisione per stimolare e creare un contesto cooperativo e collaborativo dove ciascuno è cocostruttore di conoscenza (come dimostrano le esperienze nate a scuola con Google Apps for

3 Education in alcune classi). Una classe 2.0, intesa per lavorare come tale, che usa device mobili, apre a un mondo completamente nuovo per la scuola e i docenti che vi lavorano. In classe diviene possibile costruire un documento, un testo, sviluppare operazioni logiche o analizzare un immagine, strutturare mappe concettuali efficaci ed immediate, preparare presentazioni accattivanti, tramite servizi cloud, potendo disporre di tutte le funzionalità e i vantaggi di un Google Drive ad esempio o di formati opensource e opendocument come LibreOffice.Tutto questo è solo un cenno alla miniera di opportunità didattiche che fino a qualche anno fa era inimmaginabile. L idea stessa di cloud è innovativa e permette i vantaggi fondamentali di una classica piattaforma di e-learning senza le difficoltà di una laboriosa amministrazione e, soprattutto, azioni simultanee e cooperative su uno stesso documento. Interessante è l esperienza degli allievi della Sc. Sec. di 1 gr. Signorelli di Orvieto dove hanno potuto accedere e condividere documenti, foto e prodotti da loro creati su Google Drive tramite la semplice gestione di un account. E innegabile che un idea di classe 2.0, sia essa istituzionalmente riconosciuta o no, come quella delineata, interpella, scuote, suggerisce, impone un ripensamento della didattica in senso più costruttivista, in cui si privilegi il processo di apprendimento, l esperienza, il saper fare. Resta fortemente ancorato nelle nostre scuole il modello cognitivo di lezione frontale e unidirezionale. L idea classe 2.0 spinge tutti verso una didattica in cui, a partire dall ambiente e talvolta dalla disposizione stessa dei banchi, arrivando alle modalità di lavoro interne alla classe, il ruolo del docente diviene principalmente di preparazione, osservazione, stimolo e accompagnamento didattico e non di diffusione lineare e unidirezionale dei contenuti. Interagire a più mani, simultaneamente, su un documento, costruire file condivisibili multimediali porta necessariamente i docenti a cercare una didattica più cooperativa e più attenta al saper fare, al costruire, al rielaborare, allo sperimentare, al cercare soluzioni. L aula in questo modo, si espande, si allarga oltre i confini delle mura per accedere anche a coloro che non possono fisicamente entrare nello spazio dell aula, trovando così un accesso cloud virtuale, sempre disponibile e aggiornato. Il superamento della didattica frontale. L utilizzo delle nuove tecnologie va proposto come una gamma di strumenti fondamentali per favorire determinate operazioni cognitive che inducano a mettere in campo abilità precise e a sviluppare competenze fondamentali come lo sviluppo di un pensiero critico e selettivo all interno di una sempre crescente abbondanza di informazioni; l agilità di pensiero e la sua adattabilità; lo sviluppo di un pensiero laterale che sappia cogliere con facilità connessioni e inferenze; la gestione e risoluzione di problemi attraverso il ragionamento, il riconoscimento, la decostruzione e ricostruzione di messaggi multimediali; il riconoscimento e l utilizzo dei diversi linguaggi principali ( testo, immagine, video, audio) ai fini di un risultato. Le tecnologie possono diventare strumenti cognitivi, consentendo agli alunni di essere padroni della propria conoscenza senza necessariamente ripetere in maniera consequenziale quella dell insegnante o del libro di testo, ma co-costruendole integrando anche gli stimoli di partenza.

4 Le tecnologie, pur velocizzando e rendendo immediate molte operazioni, diventano strumenti che costringono l alunno a fare fatica nell applicarsi in modo significativo con un approccio esperienziale e non solo teorico, a risolvere problemi e a diventare anche creativo. Assume così particolare importanza l ambiente di apprendimento, che ha come caratteristiche l autenticità e la situazionalità, la molteplicità dei contesti e delle prospettive: la classe 2.0 può così corrispondere a questo ambiente con una sapiente regia del docente che accompagni, motivi e operi in scaffolding. Anche le nuove Indicazioni nazionali (2) inseriscono le nuove tecnologie nell impianto complessivo dei traguardi e delle competenze assumendole come strumento cognitivo e relazionale importante e valorizzandone il ruolo all interno della didattica, in linea con le esperienze del Piano Nazionale Scuola Digitale. Si dà innanzitutto particolare attenzione alle competenze digitali, declinate come il saper utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie della società dell informazione per il lavoro, il tempo libero e la comunicazione. Questa competenza implica necessariamente abilità di base nelle tecnologie dell informazione e della comunicazione (TIC) come l uso del computer per reperire, valutare, conservare, produrre, presentare e scambiare informazioni nonché per comunicare e partecipare a reti collaborative tramite Internet. Si sottolinea con forza la necessità di incoraggiare l apprendimento collaborativo favorendo l esplorazione e la scoperta al fine di promuovere il gusto per la ricerca di nuove conoscenze. Questo deve avere un ruolo significativo per la sua valenza sociale e per la sua efficacia didattica. A questo scopo risulta molto efficace l utilizzo delle nuove tecnologie che permettono agli alunni di operare insieme per costruire nuove conoscenze, ad esempio attraverso ricerche sul web e per corrispondere con coetanei anche di altri Paesi. E a questo proposito il Progetto Comenius Multilaterale ipad me ( già autorizzato, come menzionato precedentemente) viene a soddisfare tutte le dinamiche qui delineate dando agli alunni della Sc. Secondaria di 1 gr. Signorelli di Orvieto una grande opportunità per realizzare questo nuovo contesto. Si indica, inoltre, come da privilegiare la problematizzazione che svolge una funzione insostituibile sollecitando gli alunni a individuare problemi, sollevare domande, a mettere in discussione le conoscenze già elaborate, a trovare appropriate piste di indagine, a cercare soluzioni originali. Formazione e supporto. Come ampiamente sottolineato, l attività della classe digitale non può funzionare su uno schema di lavoro tradizionale, che vede il docente operare con modalità trasmissive e agire unicamente per lezioni frontali e successive verifiche. (2) Le citazioni di questa pagina sono tratte da Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell infanzia e del primo ciclo di istruzione, 2012 L introduzione in una scuola a modalità mista tale da trasformare la classe in una classe 2.0 non può prescindere da un adeguata azione di formazione e soprattutto di accompagnamento che, prendendo presto le distanze da un inevitabile addestramento tecnico all uso di hardware e software nuovi per molti docenti, sia fortemente incentrata sugli aspetti pedagogici e didattici delle modalità di lavoro che prevedano l uso delle tecnologie.

5 Non vanno perse tutte le opportunità disponibili: formali e informali. E necessaria un azione di accompagnamento da parte di un docente / formatore che abbia già maturato esperienze simili e sia così disposto a seguire l introduzione di una struttura di questo tipo, presentando anche situazioni specifiche. Oltre ad una alfabetizzazione di base sulle LIM e sui device che soddisfi le esigenze più tecniche per un utilizzo immediato degli strumenti, esistono molte online community che possono soddisfare azioni di coaching sistematico, graduale e costante. Si tratta di luoghi di incontro e confronto importanti in cui i docenti condividono link, articoli, esperienze, buone pratiche in una logica di community. Esistono anche molti blog tematici, realizzati da docenti di ogni ordine e grado di scuola. Sono tutti ambienti di auto-aggiornamento, di auto-formazione e condivisione. In fede Simona Marchini Chiara Petrangeli

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