L ambiente naturale della Val Codera

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "L ambiente naturale della Val Codera"

Transcript

1 L ambiente naturale della Val Codera Per avere un idea della ricchezza naturalistica della valle vi proponiamo di seguire passo passo la mulattiera di accesso e gli altri sentieri, dallo sbocco di valle fino alle vette, soffermandovi di volta in volta sugli ambienti attraversati. Approfitteremo di questo per richiamare l attenzione sul paesaggio, sulle rocce, sulla vegetazione e sulla fauna. Prima di cominciare la nostra escursione, andremo a ripercorrere l affascinante storia della nascita e formazione della valle, risalendo fino alle più antiche ere geologiche. Da questo punto di vista salire in Val Codera (come peraltro in tutte le Alpi) non è solo un'escursione di alcune ore di salita, ma anche un viaggio nel tempo, dalle rocce più antiche delle Alpi ai più recenti fenomeni idrogeologici. Tutto questo è frutto della complessità degli eventi che hanno caratterizzato questo settore delle Alpi. Storia geologica della Valle L'aspetto attuale delle Alpi - la forma dei pendii e del fondovalle, l aspetto delle rocce, la distribuzione della vegetazione, fino ai modi con cui l'uomo l'ha popolata e modificata - è stato determinato da una catena di eventi che sono avvenuti nel corso dei tempi. Noi in realtà osserviamo una sorta d istantanea di un processo in divenire, lento per la nostra percezione (milioni di anni contro alcuni millenni di memoria storica e alcune decine d anni nella vita di un uomo), ma non per i tempi dell evoluzione della Terra. Proviamo a ripercorrere questa particolare storia. Secondo la teoria della tettonica a zolle, la crosta terrestre è suddivisa in diverse zolle o placche: alcune di queste sono costituite solo dal fondo degli oceani, altre sia da crosta oceanica sia da continenti. Le placche si muovono l una rispetto all altra, e quando due placche si scontrano, solitamente accade che una delle due s immerge sotto l altra. Se lo scontro tra due placche coinvolge un continente, o due continenti, la conseguenza è la formazione di una catena montuosa. Milioni e milioni di anni fa dove ora sono le montagne una volta c era il mare: anche se questa frase non può essere presa alla lettera, la consideriamo generalmente veritiera. Nelle Alpi è successo proprio così, e non una volta sola. Se andiamo indietro nel tempo, fino a 500 milioni di anni fa e ancora prima, gli studi geologici ci dicono che i continenti avevano forma e posizione ben differente dall attuale. Poi, 250 milioni di anni fa, essi si avvicinarono tra loro fino a fondersi in un unico grande supercontinente denominato Pangea. Successivamente la Pangea si spezzò in due parti, due continenti chiamati Laurasia (a nord) e Gondwana (a sud). Tra i due nuovi continenti si aprì un oceano detto Tetide, più o meno proprio nella fascia dove oggi si trovano la catena delle Alpi e, a est, l Himalaya. Circa 130 milioni di anni fa (siamo circa all epoca dei dinosauri) si cominciarono a formare i continenti come li conosciamo oggi. Si aprì l Oceano Atlantico da sud a nord, cosicché l Africa si staccò dall America Meridionale, come anche dall India, dall Australia e dall Antartide, e si avvicinò a quella che stava per diventare l Europa. Ciò fece sì che la Tetide si andò a ridurre e pian piano si chiuse. Nel periodo che è chiamato Terziario (da 65 a 2 milioni di anni fa) i due continenti (Europa e Africa) si scontrarono formando l ossatura principale della catena delle Alpi, con quel fenomeno chiamato orogenesi alpina: quello che noi osserviamo sulle nostre montagne è un accatastamento abbastanza caotico di rocce europee, africane e dell antico oceano, di età e aspetto diverso, spezzate, spostate, deformate e innalzate in seguito allo scontro tra i continenti;

2 contemporaneamente, o quasi, si formarono le catene montuose dell Asia centrale, come l Himalaya. La nostra valle si trova proprio quasi nel mezzo dello scontro dei due continenti: infatti, le rocce di cui è formata appartengono in parte alla zolla europea. Perché solo in parte? Perché in un intervallo fra le spinte compressive (più di 30 milioni di anni fa, sempre durante il Terziario), un enorme massa di roccia fusa risucchiata dal profondo riempì gli spazi esistenti fra roccia e roccia. E' quello che i geologi chiamano un intrusione. Il magma si solidificò formando così il granito del massiccio "intrusivo" Masino-Bregaglia fra le rocce della placca europea, i resti del fondo della Tetide e le rocce di quella africana. Infine, 25 milioni di anni fa, avvenne un ulteriore fenomeno, ancora discusso, simile al precedente del Masino-Bregaglia, che portò alla formazione di quel settore granitico su cui insiste la parte bassa della valle, quello detto sanfedelino. Negli ultimi 2 milioni di anni il fenomeno che più ha inciso sulla catena alpina fu il succedersi di diversi periodi glaciali: almeno 5 secondo i geologi. Le tracce più evidenti sono quelle dell ultima glaciazione che terminò anni fa circa. A quell'epoca la Val Codera era un grande ghiacciaio, dal quale emergevano solo le creste oltre i duemila metri; il fiume di ghiaccio confluiva poi nella grande colata del Mera. Per avere un idea dell estensione dei ghiacciai, basti pensare che nella zona di Colico il ghiaccio aveva uno spessore di diverse centinaia di metri e che le lingue di ghiaccio si spingevano fino alla Brianza. Poi, gradualmente, i ghiacci si ritirarono lasciando le tipiche vallate profilate a U. Le valli laterali, come nel nostro caso, erano state scavate meno profondamente della valle principale, poiché il loro ghiacciaio era più ridotto del grande ghiacciaio in cui si gettavano: così l antico fondovalle della Val Codera, dove oggi sorgono l Avedée e San Giorgio, si trovò con un dislivello di qualche centinaio di metri sul piano sottostante. In alcuni casi allo sbocco delle valli laterali si sono formate spettacolari cascate, mentre in altre situazioni, come in Val Codera, l azione del torrente fu tale da incidere forre profondissime, come lo sbocco della Val Codera e dei valloni di Revelàs e Ladrogno, mentre gigantesche frane cadevano ovunque dalle pareti rocciose non più contenute dai ghiacci. Le morene e i detriti delle frane furono erosi, trasportati e ridepositati dai corsi d acqua, soprattutto nel periodo del disgelo e durante le ripetute e costanti alluvioni, formando terrazzi e scarpate e livellando il fondovalle fino a darci il panorama attuale, come nella parte della valle da Saline al Brasca: questo incessante lavoro di rimaneggiamento continua ad operare anche oggi. Infine, su scala temporale molto diversa, un altro fattore si aggiunse a modificare il paesaggio: l'uomo. Escursione in Val Codera Il territorio della valle presenta per vari motivi una grande varietà del paesaggio. Da un lato ci sono importanti fattori naturali, come il notevole dislivello tra lo sbocco della valle e le cime spartiacque (oltre tremila metri), che comprende praticamente tutti gli orizzonti vegetazionali, il tipo di substrato roccioso, l esposizione e l insolazione dei versanti, i microambienti (le rocce, i torrenti, i pascoli, ecc.) costituiscono ambienti che ospitano un notevole numero di specie vegetali. Molto meno significativa è la presenza della fauna selvatica. La presenza e l intervento dell uomo hanno contribuito ad introdurre ed espandere specie a lui utili (ma ha introdotto a volte delle infestanti), oppure ha modificato radicalmente alcuni ambienti, per esempio disboscando ed aprendo campi e pascoli, o contribuendo attivamente (con la caccia) alla rarefazione o alla scomparsa di diverse specie animali. Abbiamo quindi la dominanza delle colture delle basse altitudini nella "fascia dei paesi" (prevalente fino a 30 anni fa ed ora visibile specie d'inverno, quando la lettura del territorio è resa possibile dallo spogliarsi delle latifoglie), il settore di media valle, brullo e privo di parte forestale (ma ricco di pascolo), i versanti dove la presenza dell'uomo è meno intensa e quindi coperti in maggior misura dai boschi, pur potendo riconoscere, scrutando attentamente, gli effetti delle attività umane (a queste altitudini furono distrutti i cespuglieti ed estese zone boschive per ottenere superfici da pascolo). Lo sguardo tocca poi le praterie oltre le piante d'alto fusto, che sono

3 in parte naturali e in parte ottenute dall eliminazione della vegetazione esistente (è così per i territori di Ladrogno, Arnasca, Averta, Alpìgia, Sivìgia). L'arrestarsi della prateria naturale fornisce un'indicazione d'inasprimento climatico ed infine vi è l'ultima fascia, quella delle specie che sopravvivono alle rigide temperature invernali (riparandosi nelle spaccature della roccia) e dei muschi e licheni incrostati sulle creste più alte. Iniziamo il percorso dal parcheggio dove termina la strada carrozzabile. Si risalgono faticosamente le prime pendici tra le pareti di Granito di San Fedelino, visibile sulle sponde del lago di Mezzòla e sui versanti della bassa Val Codera, e che si estende tra la Motta dei Corvi e la Val de Munt, incuneandosi in valle. La roccia ha un aspetto chiaro con piccole macchie nere e tipiche scagliette lucenti che permettono di distinguerlo dalle altre rocce; è costituita quindi in prevalenza da una parte chiara (dal punto di vista mineralogico quarzo con feldspato di potassio), dalle scaglie lucenti (la cosiddetta "mica bianca", cioè muscovite) e dalle macchioline scure (la "mica nera, la biotite). Esso si presenta, nella zona meridionale degli affioramenti, sotto forma di filoni granitici entro rocce grigiastre; sul versante sud-occidentale, dal fondovalle del torrente Codera alla vetta del Mut de l'avedée, esso appare, invece, frammisto ad elementi di altro granito come il serizzo e a rocce più scure. Gli affioramenti di sanfedelino sono più continui nella parte bassa, dove costituiscono un unico corpo intrusivo. Con i suoi 25 milioni d'anni è una roccia giovanissima e costituisce il risultato dell'ultimo rilevante evento geologico delle Alpi Centrali. In quest ambiente osserviamo una vegetazione particolare. Infatti l'esposizione a sud e sudovest, l'elevata insolazione (anche nei mesi invernali), la presenza di estesi affioramenti rocciosi (che si scaldano prima e trattengono più a lungo il calore) e non ultima l'influenza del Lago di Mezzòla e del Lario, fanno sì che quest ambiente goda i benefici di un clima mite e secco con una vegetazione di tipo quasi mediterraneo, quale si può osservare ad esempio sui litorali rocciosi tirrenici. Tra le specie più significative troviamo brugo, erica arborea, ginestra, biancospino e persino cisto (Cistus Salvifolius, unico sito in provincia di Sondrio). Inframmezzati a questi, compaiono il bagolaro o spaccasassi (Celtis australis), una pianta con la corteccia di un colore grigio uniforme e le foglie lanceolate e seghettate, che conosciamo bene perché utilizzata spesso nei viali cittadini, nonché i primi alberi di castagno e rovere; l erba cipollina, il garofano selvatico, il lilioasfodelo ed il geranio sanguineo completano il quadro, con fioriture ben visibili sin da marzo. Molto diffusa anche la Robinia, una pianta esotica (viene dall America) ormai presente in Europa da qualche secolo, e che tende spesso ad essere piuttosto invasiva ed infestante. Nella gola del fiume si possono notare con l aiuto di un binocolo dei sempreverdi come il tasso e l'agrifoglio oltre ai tigli selvatici (anche questi ben presenti nei nostri viali con le tipiche foglie a forma di cuore). Nei luoghi più impervi, sospeso ai rami sopra gli strapiombi, pende il vischio parassita. Tra gli animali, importante la presenza del gufo reale, capace di predare mammiferi fino alla grandezza di un piccolo capriolo, rarissimo in tutte le alpi ed stato avvistato nella gola del torrente Codera. Proseguendo il cammino oltre l Avedée noteremo un cambio d'orizzonte arboreo. Compaiono in nuclei più consistenti gruppi di betulle, inconfondibili per la loro corteccia chiara. Non manca anche qualche esemplare di faggio. La caratteristica principale è data da boschi via via più estesi di castagno da frutto. Queste colture arboree di varietà migliorate di castagno sono sistemate su prato falciato e pascolato, oppure su pendii con sottobosco incolto e coperto da felce aquilina. Anche se si tratta di una coltura in regressione, è da ricordare per la plurivalenza dimostrata nei periodi economicamente più difficili mediante l'utilizzo del frutto in vari usi culinari, e del legno nei manufatti, molto resistente agli agenti atmosferici, poiché ricco di tannino. Altre piante da frutto spontanee (oltre al castagno), sono il nocciolo, il ciliegio. Da notare qua e là, ma non molto numerosi, i gigli di S. Giovanni, che fiorisce con il suo grande fiore di colore arancio nel mese di giugno, mentre nei pochi prati dell Avedée si vedono, all inizio dell estate, gigli bianchi e piccole orchidee con fiore di colore blu-viola. Non da trascurare è la presenza del rododendro a queste quote (800 m., molto bassa per questa specie) che forma sottobosco nei castagneti di Cii, Avedée e Codera. Un altra specie importante, almeno per i botanici, è una rara felce chiamata Osmunda regalis, che si ritrova lungo il sentiero, nei tratti sotto le tettoie in cemento. Una componente non

4 certo secondaria della vegetazione è data dai funghi che hanno una funzione molto importante, quella cioè di trasformare il materiale organico. Nelle notti autunnali più umide è facile fare conoscenza con la salamandra, dalla vivace livrea giallonera, specie lungo il sentiero di accesso a Codera. Segnalata pure la varietà nera. A Codera ci accolgono i maestosi platani che ombreggiano il prato della chiesa, mentre notiamo qua e à qualche noce, quest'ultimo spesso coltivato sia per il frutto sia per il pregiato legno. Tra le case del villaggio ci sono piccoli orti e qualche minuscolo campo di granoturco. E pure presente la vite che raggiunge il limite massimo a Codera pur non dando garanzia di raccolto. Tra gli animali sono presenti qui ma anche più oltre volpe, faina, donnola, martora, lepre comune, scoiattolo (pure nella varietà grigia) e il ghiro; il tasso si riscontra solo a quote basse. Inconfondibile nel suo volo "spezzato", l'upupa dalla cresta gialla. Tra i Rettili e gli Anfibi sono da annoverare varie specie fra cui la vipera comune ed il marasso, entrambe oggetto di cattura negli anni 70 in quanto pagate allora dagli istituti sieroterapici. Anche lucertole, ramarri, rane e rospi sono presenti in valle. Proseguendo oltre Codera, lungo il fondovalle possiamo osservare le rocce presenti salendo sul lato sinistro: gli scisti cristallini. Sono rocce generalmente di colore grigiastro o grigio scuro, che nella parte mediana della Valle spesso presentano una direzione comune prevalente (si dice che hanno una struttura orientata), oppure più in alto si presentano in massicce bancate di rocce a struttura cristallina. La maggior parte della Val Codera è scavata entro queste formazioni metamorfiche (che hanno cioè subito trasformazioni a causa del calore e della pressione cui sono stati sottoposti), denominate complesso del Grùf. Sono rocce antichissime (più di un miliardo di anni) ed appartengono a strutture precedenti non solo la formazione delle Alpi, ma anche alla Pangea e alla Tetide di cui si è parlato nella prima parte. E stata l orogenesi alpina del Terziario che ha, per così dire, inglobato queste formazioni rocciose preesistenti e le ha spinte in alto, senza provocarne in questo caso una modificazione tale da renderle molto diverse da com erano in origine. In pratica gran parte del settore dal Pizzo di Prata ai Pizzi dei Vanni e della sponda sinistra idrografica sono costituite da scisti. All interno di queste rocce, che ad un occhio non allenato possono apparire monotone e tutte uguali, appaiono a volte lenti e vene di dimensioni variabili, costituite da rocce di colore verdastro (per lo più anfiboliti, della cui lavorazione sono costituiti alcuni manufatti nella chiesa di Codera), da marmi e da calcefiri (rocce di colore giallo-bruno con aspetto granulare), con un affioramento ben conosciuto nei pressi di S.Giorgio. Tra i rapaci notturni sono presenti I allocco, la civetta nana, la civetta capogrosso. Rapaci diurni come l'albanella reale e la poiana calzata sono stati avvistati durante l'inverno. Comuni sono gheppio e poiana, tranne che durante l'inverno. A quote non elevate sono comuni il nibbio bruno ed il falco pecchiaiolo. Sono presenti pure l'astore e lo sparviere. Fino a pochi anni fa veniva avvistato anche il biancone, mentre è stato segnalato di recente il falco pellegrino. Un capitolo a parte merita l'aquila reale. L'ajgula fu cacciata da tempo immemorabile. La caccia si eseguiva con tagliola ed esca, posta all'interno dei due semicerchi mobili. Questo fino agli anni '40, quando sulla sua testa era posta una taglia. In questo modo durante l'inverno nella bassa Val Codera venivano catturate più di 10 aquile per stagione. Il numero così elevato d individui, sembra sia dovuto a migrazione dalla vicina Svizzera, durante i periodi più freddi. Tutt'oggi il più famoso rapace alpino è stabilmente presente in vallata con alcune coppie. Al margine dei boschi di latifoglie e sulle dorsali dei coni di deiezione, la vegetazione cespugliosa è formata dal crespino, un arbusto spinoso che presenta in autunno caratteristiche bacche rosso-arancio di forma ovoidale allungata, rose selvatiche e sambuco nero. A volte in questi intricati grovigli trova rifugio anche il mughetto. Fra gli alberi il frassino trova attualmente nei prati e nei campi abbandonati le migliori condizioni per il suo sviluppo. Il suo limite superiore è Piazzo, mentre l'acero trova a Stoppadura il suo confine naturale. Si ritrova ancora molto spesso la betulla, che colonizza i pascoli abbandonati e le pietraie. La distesa nota ancora oggi con il nome di Tiunèe in memoria di una foresta di pino silvestre che la ricopriva è allietata da numerose ginestre

5 (le più alte in tutta la provincia di Sondrio) e da alcune specie di artemisie. Il giglio di S. Giovanni ha fatto ancora più volte la sua vivace comparsa. Le rive dei corsi d'acqua sono occupate da gruppi di ontano bianco (vedi subito dopo Corte, sulla destra idrografica, sotto Belénich e prima di giungere a Stoppadura, mentre una boscaglia occupa interamente una fascia del Revelàs, con limite superiore poco sopra il Tracciolino). Il sorbo degli uccellatori si riconosce per i grappolini di bacche arancioni anche da lontano in autunno, così come il maggiociondolo in tarda primavera presenta i suoi tipici fiori gialli pendenti, mentre il sorbo montano incontrato già nella gola della valle, ne arricchisce la sponda sinistra. La felce maschio e la felce femmina sono legati ad ambienti umidi, ogni tanto quindi faranno la loro comparsa a pochi metri dai sentieri. All'altezza di La Salina sul bordo del fiume Codera il larice inizia a manifestarsi, ripopolando con vigore il greto giovane, provocato dalle esondazioni delle valli e valloncelli laterali (Val de la Lumbra, Sülibiasca, ecc.). Continuando a salire, all'ingresso della Val Grosina, Punt del Cirél, Val Deserta, troveremo il ginepro con esemplari alti anche 5-6 metri. Associati al ginepro possiamo osservare il garofano dei certosini, la stregona gialla, e la cinquefoglia bianca. In questa zona potremmo incontrare Il raro cervo che sale al limite delle conifere nel pieno dell'estate, difficile da avvistare perché animale prettamente notturno, mentre il capriolo, pure molto raro, è più sedentario del fratello maggiore cervo e si trova anche durante l'inverno nei maggenghi attorno ai metri di quota; durante la stagione estiva si spinge fino a 1500 metri in prossimità degli alpeggi. Oltre La Salina la valle piega verso est ed assume una fisionomia più tipicamente alpina: osserviamo lungo tutto lo spartiacque orientale (Porcellizzo - Ligoncio - Sasso Manduino) le formazioni di Ghiandone e Serizzo, che si ritroveranno anche alla testata di Sivigia (dall'altare al Porcellizzo). Il ghiandone appartiene alla famiglia dei graniti, più precisamente è una granodiorite, e si riconosce per i caratteristici grandi cristalli biancastri che sono costituiti da feldspato potassico, ben visibili ad occhio nudo. Questa roccia assume netta prevalenza nel settore centro-settentrionale del massiccio; costituisce tutte le montagne del Màsino e la cresta dal Ligoncio al Badile ed è ben visibile dal circo di Arnasca. L'età del ghiandone, già documentata geologicamente come terziaria, è stata valutata con metodi radioattivi in 30 milioni di anni. Il serìzzo si osserva ai margini sud ed est del massiccio intrusivo, accanto al prevalente ghiandone, e appare come una roccia grigio scura, priva dei grandi cristalli bianchi di feldspato potassico, geologicamente definita una Quarzodiorite. Esso forma una fascia ristretta alla periferia del ghiandone: i passaggi dal serizzo al ghiandone avvengono per lo più gradualmente, talora però sono segnati da una sottile fascia di scaglie lucenti (la mica bianca muscovite che abbiamo già visto nel sanfedelino) e da alternanze di bande dell'una e dell'altra roccia. Spesso verso il contatto con gli scisti cristallini a sud s incontrano in rapida successione zone di serizzo e zone di ghiandone. Per quanto riguarda l'età del serizzo, si ritiene che esso sia poco più antico del ghiandone (32 milioni di anni) e rappresenti la base del massiccio Masino-Bregaglia. Dopo il ricco lariceto sul conoide della Sülibiasca, il peccio (o Abete rosso) inizia a Bresciàdiga e si spinge sino a Codera di Cech, nel fondovalle, per occupare tutta la fascia forestale sul versante solatio. Tra le specie proprie dì quest associazione si possono citare l'erba lucciola maggiore e la veronica latifoglia. Con l abete rosso ed il larice, allignano nel sottobosco il mirtillo rosso, quello nero e l'uva ursina. L'ontano verde si trova addensato soprattutto al margine della pecceta o negli impluvi ripidi dove la formazione del bosco è ostacolata dal passaggio delle slavine. Infatti le masse di neve che si staccano dalle praterie superiori seguono percorsi abbastanza regolari, e le conlfere cresciute su questi percorsi vengono spazzate via, mentre l'ontano verde resiste per la sua ramificazione aperta e l'elasticità del suo legno. Qui rintracceremo la stellaria dei boschi, l'aconito pannocchiuto a fiori gialli e il ribes (nelle varietà alpinum e uva crispa). Dove esistono le condizioni (abbondanti precipitazioni e maggiore umidità) si noterà che all'abete rosso si mischia in quantità molto variabile l'abete bianco (sul pianoro da Bresciàdiga a Coéder e nell'accesso a Ladrogno) e a questa specie si accompagna spesso la lattuga montana, le

6 felci, il sorbo degli uccellatori, le due specie di mirtillo. La pecceta avrebbe dovuto occupare anche buona parte dell'attuale pascolo della fascia che va dal Grialésc alla Grosina, con la presenza di parecchi esemplari secolari, se la valle in passato non fosse stata deforestata (per ben due volte nel corso di questo secolo) a raso da tutte le conifere (compresi quindi larice, abete bianco, pino mugo e cembro). Tra il fitto bosco di abeti ed ontani vive il gallo forcello, il tetraonide più grosso della vallata. Nello stesso habitat troviamo anche il francolino di monte. Fino a vent'anni or sono si avvistava ancora il gallo cedrone, presente con rari esemplari ormai solo in Val Bregaglia. Nelle conifere di media valle vive il picchio nero, riconoscibile per il volo ondulato e per i richiami schiamazzanti; sono comuni anche il picchio verde, il picchio rosso maggiore e il "torcicollo". Un discorso a parte merita il picchio muraiolo, specie rupicola che è possibile vedere d'estate sulle pareti rocciose fino a 2500 metri. Presenti i corvidi più comuni oltre all'imponente corvo imperiale, il più grosso corvide europeo, riconoscibile per la forma del becco e la coda cuneiforme. Nel tratto a monte di Bresciàdiga le Pegmatiti mostrano una discreta diffusione: sono Rocce di varia origine, diffuse (con densità variabile) a margine dei settori granitici, nella media e alta Val Codera e accolgono i minerali per cui la valle è famosa. Le pegmatiti sono rocce derivate da materiale molto fluido e ricchi in elementi rari, che hanno favorito la formazione di minerali rarissimi. Abbiamo così cristalli di berillo, presente nella preziosa varietà acquamarina, o il granato varietà spessartìna i cui esemplari di valle sono per qualità e dimensioni i migliori d'europa. La "specialità" della valle è però la saffirite, un unicum (altrove solo in Groenlandia e Madagascar). Altre rarità includono la tormalina varietà shörlite, titanite, zirconio e spinello. In Val Codera la formazione delle pegmatiti è fatta risalire a periodi in successione, collegati agli ultimi stadi del raffreddamento dell'intrusione Masino-Bregaglia ed alla messa in posto del sanfedelino. A quote più alte, si affianca al larice, sempre molto frequente, il pino cembro. Quest'ultimo fu utilizzato dai pastori per ricavarne recipienti vari per la lavorazione del latte, ma soprattutto trasportato nei maggenghi e villaggi per costruire mobili (credenze, cassoni, tavoli, panche, rivestimenti di locali invernali come la stüa). Questa pianta un tempo aveva una diffusione molto più estesa, anche se, molto probabilmente, limitata ai versanti settentrionali. Negli alpeggi d alta quota, dove non troviamo più che qualche albero isolato e stentato, e poi solo pascolo e qualche basso cespuglio, i prati si presentano come estensione di graminacee e, nei pressi delle baite, romice, senecione, aconito napello, alchemilla. L'abbandono delle attività pastorali in quota favorisce al margine degli alpeggi la formazione del ginepro nano e l espansione del rododendro. Salendo ancora più in altro, troviamo l ambiente di vita del camoscio che è (con l'aquila) l'animale per eccellenza della Val Codera. Le leggendarie cacce al camoscio risuonano tuttora nelle orecchie dei cacciatori della valle. Attualmente è presente da metri in su. Durante l'inverno scende nei boschi di conifere, specialmente nelle zone dove vi sono i pini mughi, mentre d'estate si alza nelle praterie alpine fino al limite delle nevi. L'imponente stambecco è ancora molto raro da vedere e comunque rimane sempre sulle creste spartiacque, scegliendo quelle esposte al sole in inverno. Purtroppo non comuni come altrove la marmotta, dall'inconfondibile fischio acuto che emette come allarme in caso di pericolo, l'ermellino, la lepre variabile. Presenti nei pascoli ma in consistente riduzione la coturnice, che, frequentando le zone battute e concimate dagli animali da pascolo, quali capre e mucche, ha risentito dell'abbandono degli alpeggi, ed anche la pernice bianca, ormai divenuta molto rara, anche per la caccia. Al termine degli ultimi pascoli entriamo nel piano nivale, dove la copertura vegetale comincia ad essere discontinua, dove vivono, libere da neve per pochi mesi l anno, le specie più appariscenti della flora alpina. Tra questi, vari tipi di sassifraga, cuscinetti fioriti di androsace e genziane, ranuncoli, anemoni, oltre all'arnica e alla calendula. Incontriamo sui detriti morenici in particolare l erba iva (achillea nana) e il genepì (artemisia glacialis), che qui trovano la loro sede ideale e hanno per molto tempo contribuito ad integrare il reddito dei pastori, che le raccoglievano per venderle una volta essiccate e portate a valle.

Val Codera QUADERNO NATURA

Val Codera QUADERNO NATURA Val Codera QUADERNO NATURA A cura della Fondazione Mons. Andrea Ghetti - Baden testi di M. Lucchelli e A. Faes, disegni di M. Berutti Formazione Valle e presenza dell uomo; Gli ambienti della Valle; Particolarità

Dettagli

COME NASCONO LE MONTAGNE

COME NASCONO LE MONTAGNE Le montagne sono dei rilievi naturali più alti di 600 metri. Per misurare l ALTITUDINE di una montagna partiamo dal LIVELLO DEL MARE. Le montagne in base a come e dove sono nate sono formate da vari tipi

Dettagli

L ITALIA SI TROVA A METÀ STRADA TRA IL POLO NORD E L EQUATORE NELLA PARTE MERIDIONALE (PARTE SUD) DELL EUROPA.

L ITALIA SI TROVA A METÀ STRADA TRA IL POLO NORD E L EQUATORE NELLA PARTE MERIDIONALE (PARTE SUD) DELL EUROPA. L ITALIA SI TROVA A METÀ STRADA TRA IL POLO NORD E L EQUATORE NELLA PARTE MERIDIONALE (PARTE SUD) DELL EUROPA. MARI: SI TROVA AL CENTRO DEL MAR MEDITERRANEO I MARI CHE LA BAGNANO SONO : MAR LIGURE, MAR

Dettagli

IL CLIMA IN EUROPA PRINCIPALI TIPI DI CLIMA CHE SI INCONTRANO IN EUROPA. ATLANTICO ALPINO MEDITERRANEO CONTINENTALE U N I T A N 1 1

IL CLIMA IN EUROPA PRINCIPALI TIPI DI CLIMA CHE SI INCONTRANO IN EUROPA. ATLANTICO ALPINO MEDITERRANEO CONTINENTALE U N I T A N 1 1 U N I T A N 1 1 IL CLIMA IN EUROPA PRINCIPALI TIPI DI CLIMA CHE SI INCONTRANO IN EUROPA. ATLANTICO ALPINO MEDITERRANEO CONTINENTALE Libro di geografia classe 1 - Scuola secondaria di primo grado Pagina

Dettagli

Il Clima. Le zone climatiche e gli ambienti naturali terrestri. Istituto Comprensivo di Buddusò - Scuola Primaria - Ins. Dore

Il Clima. Le zone climatiche e gli ambienti naturali terrestri. Istituto Comprensivo di Buddusò - Scuola Primaria - Ins. Dore Il Clima Le zone climatiche e gli ambienti naturali terrestri Istituto Comprensivo di Buddusò - Scuola Primaria - Ins. Dore Tempo e clima sono termini che vengono spesso confusi ma in realtà sono ben distinti.

Dettagli

La macchia mediterranea. Creato da Francesco e Samuele.

La macchia mediterranea. Creato da Francesco e Samuele. La macchia mediterranea Creato da Francesco e Samuele. La macchia mediterranea La macchia mediterranea si chiama così perché é formata da vegetazione che ama i terreni asciutti, il sole, molta luce, un

Dettagli

CONFRONTO PARCO ALTO MILANESE E PARCO DEI CORNI DI CANZO

CONFRONTO PARCO ALTO MILANESE E PARCO DEI CORNI DI CANZO CONFONTO PACO ALTO LANESE E PACO DE CON D CANZO SVOLTO DALLA 2 Lavoro svolto da: atteo Foroni, ario Nebuloni, Cinotti Filippo, Claudio Giugnoli, Sofia imoldi, Vanessa Divone 2^ appa Esseri Viventi Parco

Dettagli

La vegetazione dei Monti Simbruini APPUNTI

La vegetazione dei Monti Simbruini APPUNTI La vegetazione dei Monti Simbruini FOTO VEGETAZIONE MONTI SIMBRUINI APPUNTI Il massiccio calcareo dei Monti Simbruini presenta una ben conservata copertura forestale, che occupa il 75% dell intero areale

Dettagli

SCOPRI LE SPLENDIDE ALPI LIGURI CON L AIUTO DI UNA GUIDA AMBIENTALE ESCURSIONISTICA

SCOPRI LE SPLENDIDE ALPI LIGURI CON L AIUTO DI UNA GUIDA AMBIENTALE ESCURSIONISTICA SCOPRI LE SPLENDIDE ALPI LIGURI CON L AIUTO DI UNA GUIDA AMBIENTALE ESCURSIONISTICA È guida ambientale escursionistica chi, per professione, accompagna persone singole o gruppi di persone nella visita

Dettagli

Azione 1 Italiano come L2- La lingua per studiare

Azione 1 Italiano come L2- La lingua per studiare Azione 1 Italiano come L2- La lingua per studiare Disciplina: Geografia Livello: A2 B1 LA MONTAGNA Gruppo 2 Autori: Conti Federica, Gatti Flora, Ranzolin Agnese, Salmaso Gianna Prerequisiti: Riconoscere

Dettagli

DOLOMITI FRIULANE. Trekking. 27-30 Agosto 2015

DOLOMITI FRIULANE. Trekking. 27-30 Agosto 2015 Trekking ANELLO DELLE DOLOMITI FRIULANE 27-30 Agosto 2015 Trekking ad anello in senso orario di 4 giorni all interno delle Dolomiti Friulane, tra guglie vertiginose e prati assolati. L itinerario attraversa

Dettagli

Si possono distinguere 3 diversi paesaggi naturali: 1. terreni vulcanici in Islanda Con cime che arrivano fino a 500mt

Si possono distinguere 3 diversi paesaggi naturali: 1. terreni vulcanici in Islanda Con cime che arrivano fino a 500mt EUROPA DEL NORD L'Europa del Nord è una vasta area che si estende tra l'oceano Atlantico, il Mar Glaciale Artico e il Mar Baltico. Essa rappresenta 1/5 di tutta l'europa e comprende: la parte settentrionale

Dettagli

MONT GLACIER 3182 M VAL D'AOSTA VAL DI CHAMPORCHER Sabato 5 e Domenica 6 luglio 2014

MONT GLACIER 3182 M VAL D'AOSTA VAL DI CHAMPORCHER Sabato 5 e Domenica 6 luglio 2014 CLUB ESCURSIONISTI ARCORESI Via IV Novembre, 9 20043 ARCORE Tel. 039-6012956 cell. 3479471002 www.cea-arcore.com e-mail: cea.arcore@gmail.com GITA alla ROSA DEI BANCHI 3163 M E MONT GLACIER 3182 M VAL

Dettagli

Altopiano del Cansiglio CLASSI QUARTE

Altopiano del Cansiglio CLASSI QUARTE Altopiano del Cansiglio CLASSI QUARTE L'Altopiano del Cansiglio si è formato dalla spinta del continente afri-cano verso quello europeo formando delle pieghe come la montagna dell Alpago, che si vede sullo

Dettagli

Abete. Quercia. Orso bruno. Volpe. Ciclamini. Fragole. Lupo

Abete. Quercia. Orso bruno. Volpe. Ciclamini. Fragole. Lupo Il bosco e il sottobosco Il bosco è un ambiente naturale caratterizzato da alti alberi con grandi chiome. Gli alberi proteggono la parte più bassa del bosco, detta sottobosco, dal sole e dal vento. Abete

Dettagli

UNITA N 8 parte seconda I BIOMI

UNITA N 8 parte seconda I BIOMI UNITA N 8 parte seconda I BIOMI LA TAIGA E LA TUNDRA Al di sopra dei 50-60 gradi di latitudine si estendono gli ambienti freddi e glaciali, caratterizzati da temperature particolarmente basse. Il sole,

Dettagli

COMPRENSORIO ALPINO PENISOLA LARIANA CONSUNTIVO ISTITUTI A REGOLAMENTAZIONE SPECIALE

COMPRENSORIO ALPINO PENISOLA LARIANA CONSUNTIVO ISTITUTI A REGOLAMENTAZIONE SPECIALE COMPRENSORIO ALPINO PENISOLA LARIANA CONSUNTIVO ISTITUTI A REGOLAMENTAZIONE SPECIALE Confini: Settori: il Comprensorio Alpino è delimitato a nord e sui due lati dalle acque del Lario; a sud dal confine

Dettagli

CIMA MUTTA (2135 m s.l.m.) Interesse: panoramico Dislivello: 781 m Difficoltà: E (E+ per la variante principale di salita) Durata: 2h-2h30

CIMA MUTTA (2135 m s.l.m.) Interesse: panoramico Dislivello: 781 m Difficoltà: E (E+ per la variante principale di salita) Durata: 2h-2h30 CIMA MUTTA (2135 m s.l.m.) Interesse: panoramico Dislivello: 781 m Difficoltà: E (E+ per la variante principale di salita) Durata: 2h-2h30 Presentazione: escursione faticosa ma breve e di soddisfazione,

Dettagli

Deserti I CLIMI DESERTICI

Deserti I CLIMI DESERTICI Deserti Dune di sabbia, palmizi e dromedari. È così che ci si immagina un deserto, di solito. In realtà, nella maggior parte dei deserti, la sabbia non c è e non c è mai stata! Enormi aree desertiche sono

Dettagli

Il nostro monito di quest anno veleggia verso chi distrugge, incendia e inquina la

Il nostro monito di quest anno veleggia verso chi distrugge, incendia e inquina la RN La macchia mediterranea è tipica del Mar Mediterraneo, peculiarità riservata alle terre che si affacciano in questa distesa blu E la nostra splendida isola gode della centralità nel Mar Mediterraneo.

Dettagli

IL PROFILO DEL SUOLO

IL PROFILO DEL SUOLO Cognome... Nome... IL PROFILO DEL SUOLO Se scaviamo una buca abbastanza profonda in un terreno, osserviamo che la parete tagliata presenta una successione di strati, di diverso colore e struttura, che

Dettagli

I PAESAGGI NATURALI DELLA FASCIA TROPICALE

I PAESAGGI NATURALI DELLA FASCIA TROPICALE 1 I PAESAGGI NATURALI DELLA FASCIA TROPICALE Nella fascia tropicale ci sono tre paesaggi: la foresta pluviale, la savana, il deserto. ZONA VICINO ALL EQUATORE FORESTA PLUVIALE Clima: le temperature sono

Dettagli

Scuola Media Piancavallo www.scuolapiancavallo.it pagina 1 di 5

Scuola Media Piancavallo www.scuolapiancavallo.it pagina 1 di 5 L Africa è il terzo continente della terra per superficie. Ha una forma simile a un triangolo, le coste sono poco articolate. A ovest è bagnata dall Oceano Atlantico, a sud è bagnata dall Oceano Indiano

Dettagli

Sistemi Informativi Territoriali. Paolo Mogorovich www.di.unipi.it/~mogorov

Sistemi Informativi Territoriali. Paolo Mogorovich www.di.unipi.it/~mogorov Sistemi Informativi Territoriali Paolo Mogorovich www.di.unipi.it/~mogorov Nozioni di Cartografia Esempi di lettura di carte Tratto da La lettura delle carte geografiche di Aldo Sestini Firenze, 1967 1

Dettagli

allargarsi, andare da a Si dice anche: la pianura si estende; i confini si estendono... Scrivi tu una frase con il verbo estendersi...

allargarsi, andare da a Si dice anche: la pianura si estende; i confini si estendono... Scrivi tu una frase con il verbo estendersi... GLI APPENNINI Gli Appennini sono una catena montuosa che si estende da Nord a Sud per circa 1400 chilometri lungo la penisola italiana. Le montagne degli Appennini sono montagne meno alte di quelle delle

Dettagli

Club Alpino Italiano Sezione di Ascoli Piceno Via Serafino Cellini, 10 63100 Ascoli Piceno Tel. 0736 45 158. www.caiascoli.it

Club Alpino Italiano Sezione di Ascoli Piceno Via Serafino Cellini, 10 63100 Ascoli Piceno Tel. 0736 45 158. www.caiascoli.it Escursione alla ricerca e al riconoscimento delle piante di interesse etnobotanico, in collaborazione con Accademia delle Erbe Spontanee. Insieme al prof. Fabio Taffetani, esperto Botanico dell'università

Dettagli

Completa e Colora GIOCO 01

Completa e Colora GIOCO 01 GIOCO 01 ENTE FORESTE DELLA SARDEGNA www.sardegnaforeste.it REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA Completa e Colora stropicciato I suoi fiori sono grandi e rosa, con petali dal caratteristico aspetto......................

Dettagli

GLI ELEMENTI DEL CLIMA

GLI ELEMENTI DEL CLIMA GLI ELEMENTI DEL CLIMA Il clima è l insieme delle condizioni atmosferiche di una regione in un periodo di tempo. Gli elementi principali del clima sono: La temperatura: può essere calda o fredda. La temperatura

Dettagli

Il Ghiacciaio Del Calderone

Il Ghiacciaio Del Calderone Il Ghiacciaio Del Calderone DOV E SITUATO Il ghiacciaio del Calderone si trova in Abruzzo, provincia di Teramo, sul versante settentrionale del Corno Grande all'interno del massiccio del Gran Sasso d'italia,

Dettagli

Clima e orsi polari Svolgimento della lezione

Clima e orsi polari Svolgimento della lezione Scheda per gli insegnanti Clima e neve WWF SVIZZERA www.wwf.ch/scuola L inverno per gli animali Clima e orsi polari Svolgimento della lezione - Ogni bambino riceve un biglietto con una caratteristica riguardante

Dettagli

L ECOSISTEMA. Educazione ambientale

L ECOSISTEMA. Educazione ambientale L ECOSISTEMA Sai che cos è un ambiente? Il tuo ambiente, ad esempio, è il posto dove vivi ed è fatto dalla casa dove vivi, ma anche dalle persone, delle piante, degli animali che vi abitano. Un ambiente

Dettagli

Valle d Aostad. REGIONE AUTONOMA VALLE D AOSTA Assessorato Agricoltura e Risorse naturali - Dipartimento Risorse Naturali - Servizio Aree Protette

Valle d Aostad. REGIONE AUTONOMA VALLE D AOSTA Assessorato Agricoltura e Risorse naturali - Dipartimento Risorse Naturali - Servizio Aree Protette Valle d Aostad La in natura Aree Protette Il sistema delle Il sistema delle aree protette in Valle d Aosta è composto dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dal Parco Naturale del Mont Avic e da nove riserve

Dettagli

LA DIVERSITÀ BIOLOGICA

LA DIVERSITÀ BIOLOGICA LA DIVERSITÀ BIOLOGICA Partiamo da noi Cosa conosco di questo argomento? Cosa si intende con biodiversità? Ma quante sono le specie viventi sul pianeta? ancora domande Come mai esistono tante diverse specie

Dettagli

I FATTORI CHE DETERMINANO IL CLIMA

I FATTORI CHE DETERMINANO IL CLIMA UNITA N 10 I FATTORI CHE DETERMINANO IL CLIMA Quali sono i fattori che influenzano il clima? Si chiamano fattori climatici le condizioni che producono variazioni negli elementi del clima. Molto importante

Dettagli

Birdgarden Un giardino biologico

Birdgarden Un giardino biologico Birdgarden Un giardino biologico - Progettazione del giardino - Scelta delle piante ed essenze vegetali - Creazione di laghetti e/o piccoli stagni - Installazione di nidi e mangiatoie - Come attirare le

Dettagli

CHE COS È IL CLIMA? Gli elementi del clima. Scopro le parole. 1 Voyager 4, pagina 159

CHE COS È IL CLIMA? Gli elementi del clima. Scopro le parole. 1 Voyager 4, pagina 159 CHE COS È IL CLIMA? L atmosfera: è l aria che circonda la Terra. Ti è capitato di vedere in televisione o su un giornale le previsioni del tempo? La persona che parla spiega che cosa succede nell aria

Dettagli

MONT ORFANO: la sua storia

MONT ORFANO: la sua storia MONT ORFANO: la sua storia Il Mont Orfano, alto appena 794 metri, deve il suo nome al fatto che si erge solitario all imbocco della Val d Ossola, sopra la pianura alluvionale di Fondotoce, che divide il

Dettagli

GLI AMBIENTI L Antartide L Antartide è un continente, sepolto sotto una calotta di ghiaccio Dai suoi bordi si staccano degli iceberg Dalla calotta di ghiaccio emergono cime di montagne fra cui un grande

Dettagli

Deriva dei Continenti e Tettonica a Zolle

Deriva dei Continenti e Tettonica a Zolle Deriva dei Continenti e Tettonica a Zolle Struttura della Terra Lo studio delle onde sismiche ha fatto ipotizzare agli scienziati che la Terra sia formata da :tre principali strati La crosta terrestre

Dettagli

LA VALLE DI PALANFRÈ

LA VALLE DI PALANFRÈ LA VALLE DI PALANFRÈ Località di partenza: Palanfrè, Alpe di Palanfrè Epoca consigliata: giugno-settembre Tipo di itinerario: escursionistico Quota di partenza/arrivo: 1379 m - 2057 m Durata del percorso

Dettagli

PROVINCIA DI BERGAMO Settore Politiche Sociali e Salute

PROVINCIA DI BERGAMO Settore Politiche Sociali e Salute PROVINCIA DI BERGAMO Settore Politiche Sociali e Salute geografia Gli elementi naturali : spazi terrestri e spazi acquatici Autore: Calegari Giuliana Anno 2011 1 Indice I vulcani..pag. 3 Il terremoto.pag.

Dettagli

Il crinale tosco emiliano Comunalie interessate : Montegroppo, Groppo, Boschetto, Tombeto

Il crinale tosco emiliano Comunalie interessate : Montegroppo, Groppo, Boschetto, Tombeto Il crinale tosco emiliano Comunalie interessate : Montegroppo, Groppo, Boschetto, Tombeto Lunghezza: 9.800 metri Durata media:6 7 ore Livello di difficoltà: medio facile Splendidi boschi di faggi, interrotti

Dettagli

I Biomi. Corso di Ecologia Applicata - Prof. Simona Castaldi Dipartimento di Scienze Ambientali - SUN

I Biomi. Corso di Ecologia Applicata - Prof. Simona Castaldi Dipartimento di Scienze Ambientali - SUN I Biomi Corso di Ecologia Applicata - Prof. Simona Castaldi Dipartimento di Scienze Ambientali - SUN La vita delle piante e degli animali delle comunità naturali è determinata principalmente dal clima

Dettagli

TREKKING IN VAL MASTALLONE

TREKKING IN VAL MASTALLONE TREKKING IN VAL MASTALLONE ITINERARIO N 1 : Santa Maria (Fobello) Colle d Egua Partenza: Santa Maria di Fobello Arrivo : Colle d Egua Codice catasto : 517 Tempo : 3 ore e 15 minuti Dislivello : 1064 m

Dettagli

LA TUTELA DEI BOSCHI Aspetti forestali e paesistici

LA TUTELA DEI BOSCHI Aspetti forestali e paesistici Corso di formazione per guardie ecologiche volontarie Parco del Rio Vallone aprile 2011 LA TUTELA DEI BOSCHI Aspetti forestali e paesistici Il bosco: unità ecologica e definizione della norma Il bosco:

Dettagli

VERIFICA Climi e biomi I/1 I/2 I/3. Vero o Falso? Vero o Falso? Indica tra quelli elencati quali sono gli elementi che determinano il clima.

VERIFICA Climi e biomi I/1 I/2 I/3. Vero o Falso? Vero o Falso? Indica tra quelli elencati quali sono gli elementi che determinano il clima. ERIICA Climi e biomi Cognome Nome Classe Data I/1 ero o also? Il clima della fascia mediterranea è caratterizzato da estati calde e siccitose La regione della vite corrisponde all incirca alla fascia climatica

Dettagli

Erickson. Le carte geografiche, il tempo e il clima, il paesaggio italiano. Scuola primaria. Carlo Scataglini. Collana diretta da Dario Ianes

Erickson. Le carte geografiche, il tempo e il clima, il paesaggio italiano. Scuola primaria. Carlo Scataglini. Collana diretta da Dario Ianes Strumenti per la didattica, l educazione, la riabilitazione, il recupero e il sostegno Collana diretta da Dario Ianes Carlo Scataglini GEOGRAFIA facile per la classe quarta Le carte geografiche, il tempo

Dettagli

Rocce metamorfiche Metamorfismo:

Rocce metamorfiche Metamorfismo: Rocce metamorfiche Metamorfismo: variazione mineralogica e strutturale delle rocce allo stato solido in risposta a condizioni chimiche e fisiche differenti da quelle in cui si è formata la roccia originaria.

Dettagli

BOSCHI E UOMINI IN VAL CHIARINO Escursione storico naturalistica Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

BOSCHI E UOMINI IN VAL CHIARINO Escursione storico naturalistica Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga BOSCHI E UOMINI IN VAL CHIARINO Escursione storico naturalistica Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga 3 Aprile 2005 - Quota: 16,50 euro La Val Chiarino, coperta da una foresta tra le più estese

Dettagli

EISRIESENWELT Scienza

EISRIESENWELT Scienza EISRIESENWELT Scienza 1. Come si è formata la grotta Eisriesenwelt La maggioranza delle grotte presenti nella regione alpina si trovano nelle montagne calcaree, a differenza delle grotte formatesi tramite

Dettagli

61 Ghiacciaio della Capra

61 Ghiacciaio della Capra IT4L01451010 61 Ghiacciaio della Capra Gruppo montuoso: Gran Paradiso, Alpi Graie, Alpi Occidentali Bacino idrografico: Lago Serrù, Orco, PO Comune: Ceresole Reale, Torino, Piemonte, Italia DOVE SI TROVA

Dettagli

Italia del nord verso est Nord: Trentino Alto Adige- Austria Sud: Emilia Romagna Est: Friuli Venezia Giuliamare. Ovest: Lombardia

Italia del nord verso est Nord: Trentino Alto Adige- Austria Sud: Emilia Romagna Est: Friuli Venezia Giuliamare. Ovest: Lombardia POSIZIONE E CONFINI Italia del nord verso est Nord: Trentino Alto Adige- Austria Sud: Emilia Romagna Est: Friuli Venezia Giuliamare Adriatico Ovest: Lombardia Montuoso (29%), collinare (14%), pianeggiante

Dettagli

TORNIMPARTE CAMPO FELICE RIFUGIO SEBASTIANI

TORNIMPARTE CAMPO FELICE RIFUGIO SEBASTIANI TORNIMPARTE CAMPO FELICE RIFUGIO SEBASTIANI La partenza è da Villagrande di Tornimparte (880 m s.l.m.) lungo la strada provinciale SP1 Amiternina; dopo 400 metri circa in falsopiano svoltare a sinistra

Dettagli

La deriva dei continenti. Il geofisico Alfred WEGENER, nel 1915, formulò una teoria sulla formazione dei continenti e degli oceani.

La deriva dei continenti. Il geofisico Alfred WEGENER, nel 1915, formulò una teoria sulla formazione dei continenti e degli oceani. La deriva dei continenti Il geofisico Alfred WEGENER, nel 1915, formulò una teoria sulla formazione dei continenti e degli oceani. La deriva dei continenti Wegener presuppose che le terre attualmente emerse

Dettagli

Il lupo è un mammifero appartenente alla famiglia dei canidi, come la volpe, lo sciacallo e il cane, di cui è un progenitore. Ci sono due specie di

Il lupo è un mammifero appartenente alla famiglia dei canidi, come la volpe, lo sciacallo e il cane, di cui è un progenitore. Ci sono due specie di Il lupo è un mammifero appartenente alla famiglia dei canidi, come la volpe, lo sciacallo e il cane, di cui è un progenitore. Ci sono due specie di lupo nel mondo: il lupo grigio (Canis Lupus) e il lupo

Dettagli

LA MONTAGNA STRUTTURA

LA MONTAGNA STRUTTURA PROGETTO RETE INNOVA 2014/2015 INSEGNANTE Maria Vignali SCUOLA Jacopo Sanvitale COORDINATRICI Isotta Giubilini e Giulia Cantini UTENTI: Alunni di classe 3* primaria LIVELLO: Intermedio OBIETTIVI COMUNICATIVI:

Dettagli

L AMERICA ANGLOSASSONE

L AMERICA ANGLOSASSONE L AMERICA ANGLOSASSONE Scuola Media Pio X Artigianelli - Classe III A L America anglosassone si estende per migliaia di Km dal Mar Glaciale Artico fino al confine con il Messico. Questa porzione di continente

Dettagli

Il clima delle Alpi e della Valle d Aosta

Il clima delle Alpi e della Valle d Aosta Il clima delle Alpi e della Valle d Aosta Il clima delle Alpi Il clima della Valle d Aosta Precipitazioni durante l alluvione del 2000 Temperature estreme registrate in Valle d Aosta Il ruolo delle montagne

Dettagli

Unità di Apprendimento ideata da Sabrina Ercolani nell'ambito dell'attività per l'integrazione.

Unità di Apprendimento ideata da Sabrina Ercolani nell'ambito dell'attività per l'integrazione. Unità di Apprendimento ideata da Sabrina Ercolani nell'ambito dell'attività per l'integrazione. Destinatario: alunno con deficit cognitivo di grado lieve e sindrome ipercinetica da danno cerebrale lieve

Dettagli

PRIMO GIORNO: SENTIERO DA PIAN TREVISAN A PIAN DEI FIACCONI

PRIMO GIORNO: SENTIERO DA PIAN TREVISAN A PIAN DEI FIACCONI Il gruppo della Marmolada detiene, in Dolomiti, una indiscussa sovranità, da cui il nome di Regina delle Dolomiti, appunto per la massima elevazione dell intero sistema dolomitico di cui ne ospita anche

Dettagli

Club Alpino Italiano Sezione di Ascoli Piceno Via Serafino Cellini

Club Alpino Italiano Sezione di Ascoli Piceno Via Serafino Cellini Ciclo Cinque uscite cinque cime Anello del Monte Cavallo e Monte Forcellone Gruppo delle MAINARDE - Parco Nazionale d Abruzzo, Lazio e Molise- DATA ESCURSIONE: 16-17 ottobre 2010 ORA PARTENZA: ore 16.00

Dettagli

IL CONTINENTE EUROPEO

IL CONTINENTE EUROPEO IL CONTINENTE EUROPEO L'Europa è, dopo l'oceania, il più piccolo continente della Terra; esso occupa circa 10.400.000 Kmq, pari solo al 7% delle terre emerse. Il continente si trova interamente nell'emisfero

Dettagli

La geologia dell Antartide

La geologia dell Antartide L evoluzione geologica L'Antartide è un continente unico non solo dal punto di vista climatico e ambientale ma anche da quello geologico. L'Antartide, infatti, si distingue dagli altri continenti per essere

Dettagli

La natura in autunno Le foglie cambiano colore e cadono

La natura in autunno Le foglie cambiano colore e cadono La natura in autunno Le foglie cambiano colore e cadono L autunno è una stagione con caratteristiche sue proprie, non è soltanto un periodo di passaggio tra le calde giornate estive e i primi geli invernali.

Dettagli

IL MONTE ROSA A cura di Augusta Vittoria Cerutti I Posizione geografica, geologia, clima, flora e ghiacciai. Alba sul Monte Rosa foto A.V.

IL MONTE ROSA A cura di Augusta Vittoria Cerutti I Posizione geografica, geologia, clima, flora e ghiacciai. Alba sul Monte Rosa foto A.V. IL MONTE ROSA A cura di Augusta Vittoria Cerutti I Posizione geografica, geologia, clima, flora e ghiacciai Alba sul Monte Rosa foto A.V.Cerutti Il versante valdostano del Monte Rosa Foto: A.V.Cerutti

Dettagli

L OASI DEL BARANT E IL GIARDINO BOTANICO ALPINO BRUNO PEYRONEL. Di Anita Vittoria Tarascio CAI UGET VALPELLICE

L OASI DEL BARANT E IL GIARDINO BOTANICO ALPINO BRUNO PEYRONEL. Di Anita Vittoria Tarascio CAI UGET VALPELLICE L OASI DEL BARANT E IL GIARDINO BOTANICO ALPINO BRUNO PEYRONEL Di Anita Vittoria Tarascio CAI UGET VALPELLICE L Oasi del Barant é situata a quota 2.323 m. al colle Barant,nel territorio di Bobbio, in Val

Dettagli

La scuola integra culture. Scheda3c

La scuola integra culture. Scheda3c Scheda3c Gli ELEMENTI DEL CLIMA che caratterizzano le condizioni meteorologiche di una regione sono: la temperatura, la pressione atmosferica, i venti, l umidità e le precipitazioni. La temperatura è data

Dettagli

Scheda 1 «Territorio e Turismo sostenibile» IL TERRITORIO TERRITORIO FISICO. GREEN JOBS Formazione e Orientamento

Scheda 1 «Territorio e Turismo sostenibile» IL TERRITORIO TERRITORIO FISICO. GREEN JOBS Formazione e Orientamento Scheda 1 «Territorio e Turismo sostenibile» IL TERRITORIO TERRITORIO FISICO GREEN JOBS Formazione e Orientamento IL TERRITORIO Introduzione Il territorio è per sua natura un entità dinamica, esito delle

Dettagli

I MARMI DI ROCCA BIANCA

I MARMI DI ROCCA BIANCA I MARMI DI ROA BIANA SE Rocca Bianca Risalendo la Val Germanasca, fin dai primi chilometri, è possibile vedere davanti a sé FAGLIA MIASISTO A GRANATO (guardando quindi verso S), la parete nord-orientale

Dettagli

oltre i confini L esperienza del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi Nino Martino Direttore del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

oltre i confini L esperienza del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi Nino Martino Direttore del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi Workshop AIDAP: Classificare per Innovare la Gestione delle Aree Protette Torino 19 Maggio 2008 Nino Martino Direttore del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi Andare oltre i confini L esperienza del Parco

Dettagli

PIANO DI INDIRIZZO FORESTALE

PIANO DI INDIRIZZO FORESTALE PIANO DI INDIRIZZO FORESTALE SCHEDE DEI MODELLI COLTURALI E DELLE AZIONI DI PIANO (Periodo di validità 2013-2027) Data: aprile 2010 Agg.: marzo 2011 Parco delle Orobie Valtellinesi Il coordinatore del

Dettagli

I Funghi Porcini. caratteristiche morfologiche e organolettiche simili. E' il più conosciuto ed apprezzato

I Funghi Porcini. caratteristiche morfologiche e organolettiche simili. E' il più conosciuto ed apprezzato I Funghi Porcini Porcino è il nome comune di alcune specie di funghi del genere Boletus, aventi caratteristiche morfologiche e organolettiche simili. E' il più conosciuto ed apprezzato tra i funghi commestibili,

Dettagli

Gianpiero Andreatta IL BOSCO RACCONTA. Storie di uomini, alberi e animali. Dieci racconti e una riflessione. Disegni di Ernesto Roversi

Gianpiero Andreatta IL BOSCO RACCONTA. Storie di uomini, alberi e animali. Dieci racconti e una riflessione. Disegni di Ernesto Roversi Gianpiero Andreatta IL BOSCO RACCONTA Storie di uomini, alberi e animali Dieci racconti e una riflessione Disegni di Ernesto Roversi Gianpiero Andreatta, Il bosco racconta Copyright 2014 Edizioni del Faro

Dettagli

Ottobre 2015. Bollettino del clima Ottobre 2015. MeteoSvizzera. Inizio di mese freddo. Correnti da ovest e da sudovest. Breve estate indiana

Ottobre 2015. Bollettino del clima Ottobre 2015. MeteoSvizzera. Inizio di mese freddo. Correnti da ovest e da sudovest. Breve estate indiana Ottobre 2015 MeteoSvizzera Bollettino del clima Ottobre 2015 10 novembre 2015 Forti nevicate fino a basse quote e temperature gelide, perlomeno al nord delle Alpi, alternate a periodi di splendido tempo

Dettagli

Villaggi Walser a due passi dal Cielo

Villaggi Walser a due passi dal Cielo Martedì 7 Luglio Villaggi Walser a due passi dal Cielo I Walser, popolo di coloni contadini dissodatori, arrivò nel medioevo nell alta Valle di Gressoney, allora disabitata, attraverso il Monte Rosa fondando

Dettagli

ITG A. POZZO LICEO TECNOLOGICO MORFOLOGIA FLUVIALE. INDIRIZZO: Costruzioni, Ambiente, Territorio - opzione B GEOLOGIA E TERRITORIO

ITG A. POZZO LICEO TECNOLOGICO MORFOLOGIA FLUVIALE. INDIRIZZO: Costruzioni, Ambiente, Territorio - opzione B GEOLOGIA E TERRITORIO ITG A. POZZO LICEO TECNOLOGICO MORFOLOGIA FLUVIALE INDIRIZZO: Costruzioni, Ambiente, Territorio - opzione B GEOLOGIA E TERRITORIO Classe 4^ - 3 ore settimanali Schede a cura del prof. Romano Oss Come tutti

Dettagli

STORIA GEOLOGICA D ITALIA

STORIA GEOLOGICA D ITALIA STORIA GEOLOGICA D ITALIA PERMIANO-TRIASSICO 300-250 Ma Il Triassico (250 Ma) che cominciò con una grande estinzione di massa, fu l epoca nella quale si avviarono i grandi cambiamenti geografici ed evolutivi

Dettagli

FRATTURAZIONE Della LITOSFERA. MOVIMENTO Delle PLACCHE

FRATTURAZIONE Della LITOSFERA. MOVIMENTO Delle PLACCHE Tettonica a placche FRATTURAZIONE Della LITOSFERA MOVIMENTO Delle PLACCHE Placche Frammenti di litosfera Crosta continentale Crosta oceanica Crosta continentale + Crosta oceanica Cosa succede? Prima

Dettagli

Anello nel bosco di conifere, attorno ai prati di Margherita dei Boschi (1.100 m.). Lunghezza itinerario 3,6 km; tempo di percorrenza 1h e 30.

Anello nel bosco di conifere, attorno ai prati di Margherita dei Boschi (1.100 m.). Lunghezza itinerario 3,6 km; tempo di percorrenza 1h e 30. Itinerari 1) GOUTA: boschi di conifere, prati, quota 1.100 m Anello nel bosco di conifere, attorno ai prati di Margherita dei Boschi (1.100 m.). Lunghezza itinerario 3,6 km; tempo di percorrenza 1h e 30.

Dettagli

INDICE. L area dei pioppeti dell Azienda Agricola Cascina Bosco e il Parco Naturale del Ticino... La flora e la fauna presenti...

INDICE. L area dei pioppeti dell Azienda Agricola Cascina Bosco e il Parco Naturale del Ticino... La flora e la fauna presenti... INDICE L area dei pioppeti dell Azienda Agricola Cascina Bosco e il Parco Naturale del Ticino... La flora e la fauna presenti... Impatti ambientali delle attività forestali del 2015... Quantità di legno

Dettagli

Un antica casa che non ha patito nella ristrutturazione. In basso: la storia di Langa è passata da

Un antica casa che non ha patito nella ristrutturazione. In basso: la storia di Langa è passata da 1 Un antica casa che non ha patito nella ristrutturazione. In basso: la storia di Langa è passata da questi ciabot, quando i nostri nonni li adoperavano per riempirli di foraggi o forse anche come umile

Dettagli

La riserva naturale di pietraporciana

La riserva naturale di pietraporciana Il podere La riserva naturale di pietraporciana Il podere di Pietraporciana faceva parte della vasta tenuta La Foce, di proprietà dei marchesi Origo. Dopo l 8 settembre del 1943 i marchesi misero a disposizione

Dettagli

Conoscere e studiare l Italia Piccola guida per studenti stranieri

Conoscere e studiare l Italia Piccola guida per studenti stranieri Franca Marchesi Conoscere e studiare l Italia Piccola guida per studenti stranieri Franca Marchesi Conoscere e studiare l Italia Piccola guida per studenti stranieri È vietata la riproduzione, anche parziale,

Dettagli

CIMA DI PRAMPERET m 2337

CIMA DI PRAMPERET m 2337 OTTO l DOLOMITI ZOLDANE CIMA DI PRAMPERET m 2337 Parete Sud Via Cavaliere Errante PRIMI SALITORI: fra i vari percorsi che in qualche parte coincidono con questo: A. Da Valt e G. Da Rold, 12 ottobre 1958

Dettagli

La segale. Lavori della terra e alimentazione sulle Alpi dell Ossola. L agricoltura mista di montagna. La civiltà alpina

La segale. Lavori della terra e alimentazione sulle Alpi dell Ossola. L agricoltura mista di montagna. La civiltà alpina Paolo Crosa Lenz La segale Lavori della terra e alimentazione sulle Alpi dell Ossola Gennaio 2013 L agricoltura mista di montagna L agricoltura mista di montagna (Alpwirtschaft) è il modello economico

Dettagli

L inventario delle azioni di tutela attiva e di ricostruzione della connettività nell Ambito Territoriale Omogeneo della Val di Fiemme

L inventario delle azioni di tutela attiva e di ricostruzione della connettività nell Ambito Territoriale Omogeneo della Val di Fiemme L inventario delle azioni di tutela attiva e di ricostruzione della connettività nell Ambito Territoriale Omogeneo della Val di Fiemme Tesero, 27 novembre 2014 Dott. Franco Rizzolli (MUSE) Dott. Angela

Dettagli

Mobile +39 349 4320563 info@guidemonterosa.info www.guidemonterosa.info. Gressoney, la valle del Lys e il Monte Rosa

Mobile +39 349 4320563 info@guidemonterosa.info www.guidemonterosa.info. Gressoney, la valle del Lys e il Monte Rosa SOCIETA DELLE GUIDE DI GRESSONEY Sede legale: Località Tache 11020 Gressoney-La-Trinité (Ao) Sede ufficio: Località Lago Gover 11025 Gressoney-Saint-Jean (Ao) Mobile +39 349 4320563 info@guidemonterosa.info

Dettagli

6. La Terra. Sì, la terra è la tua casa. Ma che cos è la terra? Vediamo di scoprire qualcosa sul posto dove vivi.

6. La Terra. Sì, la terra è la tua casa. Ma che cos è la terra? Vediamo di scoprire qualcosa sul posto dove vivi. 6. La Terra Dove vivi? Dirai che questa è una domanda facile. Vivo in una casa, in una certa via, di una certa città. O forse dirai: La mia casa è in campagna. Ma dove vivi? Dove sono la tua casa, la tua

Dettagli

Piano di Gestione area psic Foresta di Monte Arcosu

Piano di Gestione area psic Foresta di Monte Arcosu Figura 4 Carta sentieri presenti nella Riserva WWF Monte Arcosu. 7.3 DITTA SANAI srl 7.3.1 Descrizione e ubicazione L azienda di proprietà della SANAI s.r.l. si estende su una superficie complessiva di

Dettagli

Antola: la montagna dei Genovesi Paolo De Lorenzi

Antola: la montagna dei Genovesi Paolo De Lorenzi Antola: la montagna dei Genovesi Paolo De Lorenzi Il monte Antola, posto sul crinale di collegamento tra l alta valle Scrivia e l alta val Trebbia, con i suoi 1597 metri di altezza sul livello del mare,

Dettagli

9. La morena. Il fianco destro orografico della Val Martello (carta geologica 2) 8. Le strie glaciali

9. La morena. Il fianco destro orografico della Val Martello (carta geologica 2) 8. Le strie glaciali Il fianco destro orografico della Val Martello (carta geologica 2) 8. Le strie glaciali L azione erosiva del ghiacciaio, in senso stretto, viene indicata con il termine esarazione; una delle forme caratteristiche

Dettagli

VOLUME 3 CAPITOLO 7 MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE. Alla fine del capitolo scrivi il significato di queste parole nuove: ... ... ... ... ... ...

VOLUME 3 CAPITOLO 7 MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE. Alla fine del capitolo scrivi il significato di queste parole nuove: ... ... ... ... ... ... L AFRICA VOLUME 3 CAPITOLO 7 MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE 1. Parole per capire Alla fine del capitolo scrivi il significato di queste parole nuove: deserto...... Sahara...... altopiano...... bacino......

Dettagli

Masai Mara. foto di Lucia Congregati. di Simone Meniconi

Masai Mara. foto di Lucia Congregati. di Simone Meniconi 18 foto di Lucia Congregati di Simone Meniconi La National Reserve si trova a circa 250 chilometri da Nairobi in direzione ovest al confine con la Tanzania. Ha una superficie di quasi 1600 chilometri quadrati

Dettagli

15/10/2014. Precambriano. Importanti: Nomi di Ere e Periodi (anche delle Epoche per l Era Cenozoica) e le date evidenziate 1,8-2

15/10/2014. Precambriano. Importanti: Nomi di Ere e Periodi (anche delle Epoche per l Era Cenozoica) e le date evidenziate 1,8-2 Importanti: Nomi di Ere e Periodi (anche delle Epoche per l Era Cenozoica) e le date evidenziate 1,8-2 65 248 543 4600 Precambriano L intervallo di tempo fra la nascita della Terra 4.6 miliardi di anni

Dettagli

Acqua in cambio di energia. Lucia Grugni, 2 a C

Acqua in cambio di energia. Lucia Grugni, 2 a C Acqua in cambio di energia Lucia Grugni, 2 a C Energia idroelettrica L energia idroelettrica si ottiene sfruttando il movimento di grandi masse di acqua in caduta. Queste producono energia cinetica che

Dettagli

Catena alpino-himalayana

Catena alpino-himalayana Catena alpino-himalayana Stadi di evoluzione nella formazione delle Alpi Paleogeografia 150 Milioni di anni fa (Giurassico) L Atlantico settentrionale non era ancora aperto e il mare Tethys (oceano Ligure-piemontese

Dettagli

Organizziamo una vacanza ambientale

Organizziamo una vacanza ambientale Organizziamo una vacanza ambientale Per frenare il crescente degrado ambientale è indispensabile l adozione di senso di responsabilità e rispetto verso la biosfera. Fondamentale è, pertanto, sensibilizzare

Dettagli

In viaggio con Gellindo Ghiandedoro

In viaggio con Gellindo Ghiandedoro In viaggio con Gellindo Ghiandedoro ITINERARIO E FOTOGRAFIE DI SILVIA VERNACCINI Dal Rifugio Garibaldi alla Cima Marogna VALLE DI LEDRO: PASSO DI TREMALZO (TIARNO DI SOPRA Nei pressi del Lago d Ampola

Dettagli

La Storia della Vita sulla Terra

La Storia della Vita sulla Terra Le Ere Geologiche La Terra, secondo gli scienziati, ha circa 4,5 miliardi di anni e la vita sul pianeta è iniziata circa 3,5 miliardi di anni fa! La Storia della Vita sulla Terra La Storia della Vita sulla

Dettagli

La storia della Terra

La storia della Terra Gli uomini, fin dai tempi antichi e in tutti i luoghi del mondo si sono fatti delle domande. Per esempio: come ha avuto origine la Terra? come hanno avuto origine il Sole e la Luna? come hanno avuto origine

Dettagli