LE ATTIVITA ESTRATTIVE

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2 LE ATTIVITA ESTRATTIVE

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4 INDICE LE ATTIVITA ESTRATTIVE... 2 PREMESSA... 1 IL QUADRO CONOSCITIVO DEL PTC CENSIMENTO DELLE CAVE IN ATTIVITÀ, DEI SITI DISMESSI E DEI RAVANETI PRESENTI SUL TERRITORIO PROVINCIALE... 1 Il progetto informativo geografico... 1 Conclusioni... 4 STUDIO SPECIALISTICO MIRATO AD APPROFONDIRE LE CONOSCENZE E LE POTENZIALITÀ ESTRATTIVE DELLE ARENARIE DELLA PROVINCIA DI LUCCA... 4 IL CONTESTO AMBIENTALE... 6 PROGETTO DI RICERCA FINALIZZATO ALLA REALIZZAZIONE DI STUDI CONOSCITIVI SUI SITI ESTRATTIVI ATTIVI E DISMESSI E, INQUADRAMENTO GEOLOGICO GEOMORFOLOGICO ED IDROGEOLOGICO DELLA PROVINCIA DI LUCCA PER LA FORMAZIONE DEL PAERP... 9 Prima fase... 9 Seconda fase... 9

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6 PREMESSA Nell ambito delle attività propedeutiche all avvio delle procedure di formazione del PAERP sono state predisposte, negli anni , dall Amministrazione Provinciale di Lucca due indagini conoscitive: Censimento delle cave in attività, dei siti dismessi e dei ravaneti presenti sul territorio provinciale ; Studio specialistico mirato ad approfondire le conoscenze e le potenzialità estrattive delle arenarie della Provincia di Lucca La prima indagine conoscitiva aveva per obiettivo quello di ottenere una conoscenza esaustiva sul territorio provinciale dei siti estrattivi in generale e di quelli suscettibili di estrazione e/o recupero in particolare. Il quadro conoscitivo è stato predisposto in modo che sia possibile un continuo aggiornamento e revisione ma anche predisposta la condivisione con soggetti competenti in materia di attività estrattive. La seconda indagine, avviata anche a seguito della previsione di assegnazione da parte del PRAER di estrazione di elevati quantitativi di arenaria, aveva l obiettivo di approfondire le conoscenze e le potenzialità estrattive delle arenarie presenti in Provincia di Lucca. IL QUADRO CONOSCITIVO DEL PTC 2000 Il Piano Territoriale di Coordinamento (PTC2000) aveva individuato, con la Carta delle cave e delle miniere e il repertorio e schedatura attivita estrattive (aggiornamento 1996), 70 siti di cava attivi e da ripristinare. CENSIMENTO DELLE CAVE IN ATTIVITÀ, DEI SITI DISMESSI E DEI RAVANETI PRESENTI SUL TERRITORIO PROVINCIALE Il Censimento delle cave in attività, dei siti dismessi e dei ravaneti presenti sul territorio provinciale è stato realizzato attraverso le seguenti attività: organizzazione e aggiornamento dei materiali conoscitivi presenti presso i vari Enti e presso la Provincia di Lucca; costruzione di uno specifico Database contenente informazioni in merito alle attività estrattive attive e dismesse, ai quantitativi estratti e a quelli disponibili, alle condizioni di stabilità dei ravaneti e alla quantificazione del materiale giacente. individuazione ed identificazione cartografica delle superfici dei ravaneti e delle zone di escavazione attraverso fotointerpretazione di riprese aeree recenti indagando sia i siti in attività che quelli dismessi; Il progetto informativo geografico I dati acquisiti sono stati elaborati e restituiti attraverso la compilazione delle schede identificative costituenti la struttura del database e predisposte per ciascun sito estrattivo. La scheda informativa proposta per ogni singola cava (siti attivi, siti dismessi, ravaneti oggetto di piani di recupero) mostra, come nel precedente database, i seguenti elementi: 1. il comune di appartenenza; 2. la localizzazione geografica; 3. la denominazione convenzionale della cava; 4. il numero d ordine assegnato; 5. il riferimento cartografico rappresentato dal n. dell elemento del CTR, scala 1:10.000; 1

7 6. l appartenenza del sito alla pianificazione regionale per l attività estrattiva (Piano Regionale delle Attività Estrattive - P.R.A.E. - e Piano Regionale delle Attività Estrattive, di Recupero delle aree escavate e di riutilizzo dei residui recuperabili P.R.A.E.R.); 7. l eventuale collocazione all interno di aree protette e/o loro aree contigue; 8. il titolare dell autorizzazione alla coltivazione ed eventualmente proprietario dell area; 9. lo stato autorizzativo con indicazione dei procedimenti e degli estremi degli atti di autorizzazione; 10. il tipo e le tecniche di escavazione compresa la presenza di discarica; 11. il tipo e l uso del materiale estratto nonché le condizioni di sfruttamento del bacino; 12. la geometria del fronte di coltivazione e l utilizzo delle aree per la lavorazione del materiale in prima e/o seconda fase; 13. le condizioni di ripristino; 14. le previsioni circa il volume estraibile complessivamente ed annualmente secondo le indicazioni progettuali; 15. iale realmente commercializzato (a partire dall anno 2000); 16. la presenza di impianti di prima e seconda lavorazione nell area destinata all esercizio della coltivazione; 17. competente dei quantitativi di materiale estratto annualmente dai titolari dell autorizzazione; 18. due forms per l indicazione delle fonti da cui derivano le informazioni e brevi considerazioni sulla cava che riguardano notizie su ubicazione e accessibilità e aspetti ambientali e paesaggistici. Nella seconda fase operativa é stata realizzata la rappresentazione geografica dei dati organizzata secondo tre distinti file, riguardante l attuale e recente attività di cava ed i ravaneti distribuiti nell ambito del territorio provinciale, compresi i siti attivi e i ravaneti ricadenti nelle zone del Parco delle Apuane. Tale operazione, oltre a permettere l identificazione territoriale dei siti già archiviati mediante database, per lo svolgimento in primo luogo di una ulteriore ricerca documentale e in subordine per l utilizzo dello stesso processo di analisi territoriale (funzione sistemi GIS), ha portato all individuazione di molti siti di cave inattive e ravaneti non coltivati. In dettaglio, sono stati espletati i seguenti punti: a) operazioni preliminari comportanti l esame di studi precedenti e la predisposizione di piani di analisi e di restituzione geografica del dato informativo, mediante carte georeferenziate e foto aeree digitali; b) acquisizione e archiviazione del dato geografico; c) trattamento ed analisi attraverso l integrazione dei dati geografici con i dati non geografici. Tutti gli elaborati prodotti sono stati informatizzati e rappresentati nel formato.shp per ARC View, georeferenziati nella rappresentazione Gauss-Boaga e muniti dei relativi metadati. La cartografia utilizzata è in formato vettoriale (CTR scala 1: 5000 in file DWG) e le foto aeree si riferiscono a voli recenti effettuati negli anni Vista la notevole quantità di siti localizzati non sono state svolti rilievi diretti per ogni sito ma si sono effettuate ricognizioni di campagna attraverso sopraluoghi mirati per la taratura di alcune chiavi interpretative (c.d.: verità a terra). Nel dettaglio le feature realizzate sono: 1. PUNTO CAVA feature contenente entità puntuali assegnate a presunti siti estrattivi e riferibile sia ad aree di nuova identificazione (aree prive di informazione storica, ma riconosciute per assetto morfologico ed interpretazione fotografica) e a siti di cui si è ricavata traccia di localizzazione territoriale da precedenti studi (rif.: L attività estrattiva nel Bacino del Fiume Serchio- novembre 1993; rif.: L attività estrattiva nel Bacino 2

8 dell Arno dicembre 1994), ma per i quali, a seguito di difficoltà interpretative, non si pervenuti alla loro individuazione. 2. AREA DI CAVA feature contenente entità areali distinte in cave attive, sospese e dismesse. Sono assegnati i seguenti attributi: il n. d ordine identificativo; il comune di appartenenza; la denominazione convenzionale della cava; lo stato di attività (cave attive o con attività sospesa e cave dismesse); il tipo di materiale estratto; dati geometrici: perimetro in ml ed estensione in mq. 3. RAVANETI feature contenente entità areali caratterizzati in siti attivi e inattivi. L analisi territoriale ha avuto come presupposto basilare l interpretazione delle foto aeree, integrata dall osservazione cartografica, relativamente all assetto morfologico d insieme e dalle informazioni progettuali riguardanti siti attivi interessati da piani di recupero ambientale. Sono assegnati i seguenti attributi: il n. d ordine identificativo; il comune di appartenenza; la denominazione ricavata dalla cava di appartenenza o dalla località geografica di riferimento; lo stato di attività (attivi e inattivi); condizioni di ripristino; condizioni di stabilità; dati geometrici: perimetro in ml, estensione in mq e volume in mc. Per le condizioni di ripristino sono state individuate soltanto due possibili situazioni - ripristino parziale o assente - considerato che proprio una scarsa copertura vegetazionale e/o un grado di ossidazione del materiale litoide poco intenso hanno costituito il presupposto fondamentale dell analisi identificativa della stessa copertura detritica. Relativamente alle condizioni di stabilità, si è proceduto tenendo conto delle sole condizioni di acclività, escludendo molti altri fattori (pezzatura del ravaneto, presenza di matrice tra gli ammassi, effettivo volume detritico in gioco, reale assetto topografico del profilo di superficie e di appoggio del detrito, natura dell impianto vegetazionale, etc.) predisponenti la suscettibilità del ravaneto all evento franoso. In tale ottica si è proceduto con la definizione di opportune classi di pendenza, che fossero capaci di evidenziare la maggiore o minore attitudine all instabilità. Per la caratterizzazione di tali categorie di pendenza è stato impiegato il DTM prodotto dalla Regione Toscana. In particolare, la valutazione della propensione al dissesto proposta e riferibile al solo dato di acclività del pendio, si basa sul riconoscimento di tre classi, che attribuiscono ai ravaneti perimetrati, condizioni di: moderata stabilità, per acclività minori di 30, potenziale instabilità, per acclività comprese fra i 30 e i 40, elevata instabilità, per pendenze superiori ai 40. Infine, per quanto concerne la valutazione di massima dei potenziali volumi detritici costituenti ogni singolo ravaneto, è stata operata la combinazione tra il dato geometrico, restituito direttamente dal software Arcview, e uno spessore medio presunto. In particolare, tale valore, fatto corrispondere a ca. 2 m, deriva da un osservazione generalizzata delle ricostruzioni geologico-stratigrafiche messe a punto nei diversi progetti di recupero ambientale, consultati ed osservati, come più volte precisato, nell ambito di questa attività di censimento. 3

9 Conclusioni Sono stati censiti: 442 siti di cava distinti in cave attive, sospese e siti dismessi; 232 punti cava, riguardanti presunti siti estrattivi; 151 ravaneti, di cui 5 attualmente interessati da piani di ripristino ambientale. Per i SITI DI CAVA le situazioni di ripristino sono così suddivise: 21 siti di cava con ripristino artificiale da iniziare; 48 siti di cava con ripristino artificiale in corso; 46 siti di cava con ripristino naturale assente; 54 siti di cava con ripristino naturale ossidato; (si tratta dei siti estrattivi nelle apuane in cui non è possibile né auspicabile un ripristino vegetale) 198 siti di cava con ripristino naturale vegetato; Per i RAVANETI le situazioni di ripristino sono così suddivise: 66 siti con ripristino naturale parziale; 85 siti con ripristino assente; La suddivisione dei ravaneti per condizioni di stabilità: 54 siti presentano condizioni di elevata instabilità; 47 siti presentano condizioni di potenziale instabilità; 30 siti presentano condizioni di moderata instabilità; STUDIO SPECIALISTICO MIRATO AD APPROFONDIRE LE CONOSCENZE E LE POTENZIALITÀ ESTRATTIVE DELLE ARENARIE DELLA PROVINCIA DI LUCCA Nell ambito di una convenzione stipulata con il Dipartimento di Scienze della Terra dell Università di Pisa (Prof. Marco Franzini), sono stati condotti studi e ricerche tese ad approfondire le conoscenze e le potenzialità estrattive delle arenarie presenti in provincia. L arenaria macigno affiora estesamente in provincia di Lucca su tutta la dorsale appenninica. Questa roccia viene estratta con relativa facilità, ha buona resistenza, ottima lavorabilità e un grande pregio estetico. I borghi e i centri storici della provincia sono evidenza diretta del largo uso che se ne è fatto nel passato. Nell ultimo decennio l interesse per questa pietra è cresciuto proporzionalmente all interesse nel restauro e nella conservazione dei centri storici presenti sul territorio. Per la quasi totalità dei fabbisogni il materiale oggi presente sul mercato viene prodotto dal comparto produttivo della Pietra di Fiorenzuola, ma è necessario evidenziare che tale pietra non è Macigno né in senso geologico né in senso petrografico ed il suo utilizzo in area lucchese non è coerente. Le finalità di ricerca sono state: raccolta dei dati bibliografici esistenti in letteratura sull arenaria Macigno; determinazione di alcuni dei principali requisiti di qualificazione tecnica, secondo la normativa UNI-EN e le raccomandazioni NorMaL (CNR-ICR) quali: massa volumica, capacità d imbibizione e contenuto totale di CO2, in modo da disporre di un iniziale caratterizzazione delle qualità delle diverse varietà di pietra arenaria macigno presenti in provincia; effettuare un censimento preliminare della quantità e qualità di pietra arenaria Macigno, impiegata nell edilizia storica del territorio della provincia di Lucca (con esclusione del Parco Alpi Apuane), valutandone lo stato di conservazione, al fine di definirne il fabbisogno necessario per la manutenzione delle emergenze storicomonumentali. 4

10 Per l esecuzione della ricerca sono stati raccolti ed analizzati 35 campioni di arenaria Macigno, provenienti da 5 località della Provincia di Lucca e selezionati in modo da coprire un estensione significativa del territorio. I siti sono: Bagni di Lucca Isola Capannori Matraia Camporgiano - Scorticchiaia Coreglia Antelminelli Tereglio Sillano Capanne di Sillano Il materiale prelevato è stato selezionato in modo da avere, per ciascuna località di campionamento, una discreta rappresentatività delle principali varietà presenti e con i vari stati di alterazione. Le metodologie analitiche utilizzate si suddividono per la caratterizzazione fisica con la misura dei seguenti parametri: masse volumiche, capacita d imbibizione porosità totale indice di saturazione analisi chimiche: gasometrie per il contenuto totale di CO2, per la stima del tenore di calcite teorica e perdita alla calcinazione fluorescenza a raggi-x per la percentuale in peso dei componenti chimici presenti analisi mineralogiche e petrografiche, effettuate su 10 campioni opportunamente selezionati, finalizzate alla classificazione pertografico-mineralogica dei campioni: analisi termiche TG/DSC diffrattometria di polveri a raggi-x per grado di alterazione analisi microscopica di sezioni sottili per granulometria e stratificazione Per le analisi che riguardano l utilizzo della pietra arenaria sul territorio provinciale per quantità, qualità e stato di conservazione, sono stati effettuati sopralluoghi nei centri di: Sillano, S. Romano in Garfagnana, Camporgiano, Loppia, Tereglio, Benabbio, Boveglio, Villa Basilica, Montecarlo, S. Gennaro, Borgo a Mozzano, Nozzano e Camaiore. Conclusioni Il colore dell arenaria Macigno, affiorante in Provincia di Lucca, è grigio ceruleo quando la roccia non è interessata da fenomeni alterativi mentre assume per ossidazione una colorazione ocracea di tonalità crescente all aumentare dello stato di alterazione. Negli affioramenti campionati, la grana della roccia è variabile localmente per motivi genetici ma presentano, nel complesso, la dimensione di una sabbia grossa o mediogrossa. In affioramento, le bancate presentano evidenti fenomeni di classazione del materiale detritico, che non sono altrettanto visibili alla scala del campione; la stratificazione originaria della roccia è facilmente individuabile sulle superfici a spacco o verso della pietra, grazie alla presenza di lamelle di mica bianca (muscovite). Dal punto di vista mineralogico-pertografico, i campioni prelevati sono classificabili come grovacca feldspatica a prevalente cemento fillosilicatico, con calcite in subordine. La calcite è presente nelle rocce esaminate in quantità generalmente inferiore al 5% in peso, e contribuisce, collegando più saldamente tra loro i granuli detritici e riducendo la porosità della roccia, a migliorane le caratteristiche tecniche. Dalle caratteristiche fisiche misurate, l arenaria Macigno della provincia di Lucca, è classificabile come roccia compatta, a bassa o media porosità. 5

11 L osservazione dello stato di conservazione dell arenaria utilizzata nell edilizia storica della provincia di Lucca, unitamente alle informazioni di carattere fisico-chimiche ricavate in laboratorio, permettono di avanzare le seguenti considerazioni: la pietra arenaria Macigno è adatta sia per utilizzo esterno che interno; la migliore varietà ha granulometria fine e colore grigio-ceruleo, ed il comportamento in opera, a parità di esposizione agli agenti atmosferici esterni, è tanto migliore quanto più la tonalità e scura; tra i campioni analizzati quelli che presentano caratteristiche fisico-chimiche migliori sono quelli provenienti dal bacino estrattivo di Matraia. IL CONTESTO AMBIENTALE Ricordando che sono stati individuati 389 siti estrattivi dismessi, 53 siti di escavazione attivi e 151 ravaneti, è stata analizzata la collocazione dei siti di escavazione in rapporto alle particolarità e/o fragilità ambientali riconosciute dal PTC Siti escavazione all interno di SIR (SIC-ZPS): Siti estrattivi dismessi informazione 59 - Siti estrattivi dismessi informazione Siti estrattivi attivi informazione 9 17 Ravaneti Siti escavazione ricadenti nel Parco delle Alpi Apuane (area parco e area contigua): Siti estrattivi dismessi informazione 67 - Siti estrattivi dismessi informazione Siti estrattivi attivi informazione Ravaneti Siti escavazione soggetti a Vincolo Paesaggistico: Siti estrattivi dismessi informazione Siti estrattivi dismessi informazione Siti estrattivi attivi informazione Ravaneti

12 Siti escavazione soggetti a Vincolo Idrogeologico: Siti estrattivi dismessi informazione Siti estrattivi dismessi informazione Siti estrattivi attivi informazione Ravaneti Siti escavazione ricadenti in aree a prevalente naturalità di crinale (art. 51 PTC): Siti estrattivi dismessi informazione 40 - Siti estrattivi dismessi informazione Siti estrattivi attivi informazione Ravaneti Siti escavazione ricadenti in aree a prevalente naturalità diffusa (art. 52 PTC): Siti estrattivi dismessi informazione Siti estrattivi dismessi informazione Siti estrattivi attivi informazione Ravaneti Siti escavazione ricadenti in aree a frana (attive e quiescenti): Siti estrattivi dismessi informazione 5 - Siti estrattivi dismessi informazione 28 7 Siti estrattivi attivi informazione 0 0 Ravaneti 9 6 Siti escavazione ricadenti in aree a subsidenza (acclarata o potenziale): Siti estrattivi dismessi informazione 50 - Siti estrattivi dismessi informazione 5 1 Siti estrattivi attivi informazione 0 0 Ravaneti 0 0 7

13 Siti escavazione ricadenti in aree con acquifero vulnerabile per porosità (primaria o secondaria): Siti estrattivi dismessi informazione 75 - Siti estrattivi dismessi informazione Siti estrattivi attivi informazione Ravaneti Siti escavazione ricadenti in aree con evidenze di insalinamento dell acquifero: Siti estrattivi dismessi informazione 46 - Siti estrattivi dismessi informazione 2 0,5 Siti estrattivi attivi informazione 0 0 Ravaneti 0 0 8

14 PROGETTO DI RICERCA FINALIZZATO ALLA REALIZZAZIONE DI STUDI CONOSCITIVI SUI SITI ESTRATTIVI ATTIVI E DISMESSI E, INQUADRAMENTO GEOLOGICO GEOMORFOLOGICO ED IDROGEOLOGICO DELLA PROVINCIA DI LUCCA PER LA FORMAZIONE DEL PAERP Nell anno 2010, la Provincia di Lucca ha portato a conclusione la 1 fase del progetto di ricerca finalizzato alla realizzazione di studi conoscitivi sui siti estrattivi attivi e dismessi e, inquadramento geologico geomorfologico ed idrogeologico della Provincia di Lucca per la formazione del PAERP, realizzato con l Università di Siena Centro di Geotecnologie. Prima fase La prima fase comprendeva le seguenti fasi di lavoro: 1. Organizzazione dei dati relativi ai siti estrattivi attivi e dimessi nel territorio provinciale attraverso la redazione di un nuovo Geodatabase dei siti estrattivi e dismessi. E stata realizzata la progettazione di una nuova banca dati geografica dei siti estrattivi del territorio provinciale a partire da un precedente archivio gestionale esistente. Definizione nello spazio di: aree di cava; aree ravaneti; punti ubicazione di cave. Implementazione di: anagrafica siti estrattivi; dati amministrativi; dati economici; dati di produttività; dati ambientali. 2. Inquadramento geologico del territorio provinciale (vedi relazione 1 Capitolo) 3. Inquadramento geomorfologico e idrogeologico delle aree di risorsa 4. Allestimento di una carta litotecnica digitale delle aree di risorsa non comprese nel territorio del Parco delle Alpi Apuane 5. Relazione tecnica Seconda fase La seconda fase delle attività di ricerca prevede: 1. Approfondimento studi qualità degli ammassi rocciosi 2. Monitoraggio dei volumi estratti 3. Studio stabilità dei fronti di cava 4. Sito web per la consultazione e aggiornamento on-line della documentazione prodotta Al momento la seconda fase del progetto di ricerca non è ancora finanziata. 9

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