COMPONENTE GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA E SISMICA DEL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO d.g.r. 8/7374 del 28 maggio 2008 Adeguamento finale

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1 COMUNE DI VALDIDENTRO PROVINCIA DI SONDRIO COMPONENTE GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA E SISMICA DEL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO d.g.r. 8/7374 del 28 maggio 2008 Adeguamento finale TAVOLA 1 RELAZIONE IL SINDACO DELIBERA C.C. IL SEGRETARIO DECRETO REGIONALE PROGETTISTA DELLA COMPONENTE GEOLOGICA Dott. Geol. Tiziana Da Prada Ordine dei Geologi della Lombardia n. 772 Via del Capitel, GROSOTTO (SO) DATA: aprile 2014

2 pagina 2/126 SOMMARIO 1. PREMESSA METODOLOGIE DI INDAGINE INQUADRAMENTO GEOGRAFICO DEL TERRITORIO COMUNALE INQUADRAMENTO GEOLOGICO DEL TERRITORIO COMUNALE CARATTERISTICHE LITOLOGICHE DEL SUBSTRATO ROCCIOSO ASSETTO STRUTTURALE Depositi sciolti di copertura Depositi morenici Accumuli eluvio-colluviali Falde e coni di detrito Conoidi di deiezione Depositi alluvionali GEOMORFOLOGIA MORFOLOGIA GLACIALE MORFOLOGIA PERIGLACIALE MORFOLOGIA LEGATA ALLA GRAVITÀ MORFOLOGIA DOVUTA ALLE ACQUE SUPERFICIALI MORFOLOGIA CARSICA EVENTI STORICI LINEAMENTI SIGNIFICATIVI DEL TERRITORIO COMUNALE COPERTURA VEGETALE CARATTERIZZAZIONE CLIMATICA Precipitazioni Temperature ELEMENTI DI IDROGRAFIA SUPERFICIALE Morfometria dei bacini considerati Portate di piena Trasporto solido CARATTERISTICHE PRINCIPALI DEI CORSI D ACQUA E SITUAZIONI DI CRITICITÀ IDRAULICA Valle di Fraele Valle del Braulio Val Viola Rio S. Martino Rio Scianno Rio Spigolon Rio Spinadel Rin del Sant Torrente Cadangola Torrente Foscagno Valle de La Presa Torrente Fochin Val Bocciana Valli minori... 53

3 pagina 3/ PROBLEMATICHE DI VERSANTE Colate detritiche Versante di Premadio - Pedenosso Frana di Fior d Alpe Turripiano Caduta massi a Isolaccia Versante di Semogo Versante di S. Carlo Frana alla finestra 37 A.E.M VALANGHE IDROGEOLOGIA Acquedotto comunale NOTE ILLUSTRATIVE DELLA CARTOGRAFIA CARTA DI SINTESI CARTA DELLA PERICOLOSITÀ SISMICA LOCALE (PSL) CARTA DELLA FATTIBILITÀ GEOLOGICA PER LE AZIONI DI PIANO Classe 1 - Fattibilità senza particolari limitazioni Classe 2 - Fattibilità con modeste limitazioni Classe 3 - Fattibilità con consistenti limitazioni Classe 4: fattibilità con gravi limitazioni Aree a rischio idrogeologico molto elevato QUADRO DEL DISSESTO CON LEGENDA UNIFORMATA PAI CARTA DEI VINCOLI NORME TECNICHE DI FATTIBILITA GEOLOGICA DOCUMENTAZIONE BIBLIOGRAFICA UTILIZZATA

4 pagina 4/ PREMESSA Il presente lavoro commissionato dall'amministrazione Comunale di Valdidentro consiste nello studio della Componente Geologica per la Pianificazione Comunale. Come richiesto dall allegato A della d.g.r. 28 maggio 2008, n. 8/7374 Aggiornamento di criteri ed indirizzi per la definizione della componente geologica, idrogeologica e simica del Piano di Governo del Territorio in attuazione all art. 57 della L.r. 11 marzo 2005, n. 12 1, già approvati con d.g.r. 22 dicembre 2005, n. 8/1566, la presente indagine è stata condotta mediante studi di carattere geologico, idrologico e geotecnico nonché sismico al fine di valutare se le attuali previsioni di Piano e gli eventuali futuri cambiamenti di destinazione d uso delle aree siano compatibili con le caratteristiche geologiche e idrologiche generali della zona. Il comune di Valdidentro, era già dotato di studio geologico secondo quanto disposto dalla L.R. 24 novembre 1997, n 41, conforme al PAI (Piano per l Assetto Idrogeologico) dell Autorità di bacino del Fiume Po. Sulla base di quanto indicato dal suddetto allegato A al punto Ambiti di applicazione secondo il quale tutti i Comuni sono comunque tenuti ad aggiornare i propri studi geologici ai sensi della presente direttiva relativamente: - alla componente sismica e, qualora non abbiano già provveduto a farlo: - alla cartografia di sintesi e di fattibilità, che deve essere estesa all intero territorio comunale; - all aggiornamento delle carte dei vincoli, di sintesi e di fattibilità, con relativa normativa, riguardo alle perimetrazioni delle fasce fluviali e delle aree a rischio idrogeologico molto elevato. Si è quindi proceduto alla stesura della componente sismica che ha portato alla Carta della Pericolosità Sismica Locale (PSL), in scala 1: su tutto il territorio comunale e in scala 1:2.000 per l ambito urbanizzato.

5 pagina 5/126 Si è inoltre proceduto ad aggiornare le Carte di Sintesi e di Fattibilità, adeguando la prima alla legenda dell allegato A della d.g.r. 28 maggio 2008, n. 8/7374, ed estendendole entrambe all intero territorio comunale in scala 1: con quadri di dettaglio in scala 1:2.000 per l ambito urbanizzato. Si è poi aggiornato il Quadro del Dissesto con legenda uniformata PAI, in scala 1: su tutto il territorio comunale, integrando le aree in dissesto con il database della Carta Inventario delle Frane e dei Dissesti della Regione Lombardia (IFFI). Si è infine predisposta la Carta dei Vincoli in scala 1: su tutto il territorio comunale. Sono state da ultimo aggiornate ed adeguate la Relazione Generale e le Norme Geologiche. 2. METODOLOGIE DI INDAGINE A norma dei criteri sopra menzionati la componente geologica per la pianificazione comunale è costituita dalla presente Relazione Geologica, dalla Carta di Sintesi in scala 1: su tutto il territorio comunale e dalla Carta di Fattibilità geologica per le Azioni di Piano dell intero perimetro urbanizzato in scala 1: L analisi dei vari elementi geologici, idrogeologici, geomorfologici ecc. nonché storici, essenzialmente finalizzata al riconoscimento di limitazioni di uso del suolo dovute ad eventuali situazioni di pericolo in relazione a dissesti presenti e passati, è quindi stato utilizzato per la redazione della zonazione geologica che si attua mediante la Carta di fattibilità geologica delle azioni di piano la quale è realizzata alla stessa scala dell azzonamento urbanistico di piano. All interno della presente relazione, oltre alle consuete informazioni di carattere generale inerenti l'assetto geologico del territorio comunale di Valdidentro, sono riportate le 1 Legge Regionale 11 marzo 2005, n. 12: Legge per il Governo del Territorio

6 pagina 6/126 informazioni necessarie ad una corretta lettura degli elaborati cartografici di Sintesi e di Fattibilità; per eventuali chiarimenti riguardo alla cartografia di base, di inquadramento e tematica si rimanda alle Note ad essa allegate. L'indagine, che ha portato alla redazione degli elaborati elencati nel seguito, è stata sviluppata in tre fasi: 1. fase di analisi 2. fase diagnostica 3. fase propositiva - normativa. La fase di analisi ha comportato oltre all acquisizione di tutte le fonti bibliografiche esistenti, lo studio del materiale disponibile (foto aeree, censimenti di fenomeni franosi, cartografie tematiche, cartografie tematiche di P.R.G., relazioni geologiche, testimonianze dirette di abitanti del luogo, ricerca di notizie storiche, acquisizione di dati geognostici ecc.), seguito da una dettagliata campagna di rilevamento eseguita a scale differenti per le diverse porzioni di territorio. La fase diagnostica ha comportato una valutazione incrociata di tutti i dati acquisiti, individuando le principali caratteristiche geologiche ed idrogeologiche del territorio in esame evidenziando le situazioni di criticità, reali e potenziali, da considerare nella successiva fase propositiva. La fase propositiva ha portato alla redazione di una zonazione di fattibilità geologica che dovrà indirizzare il Progettista Pianificatore nelle future scelte urbanistiche. In considerazione quindi della cartografia disponibile e degli scopi del presente studio sono stati redatti i seguenti elaborati grafici:

7 pagina 7/126 Carta di Sintesi, Carta della Pericolosità Sismica Locale, Quadro del Dissesto con legenda uniformata PAI, Carta di Fattibilità per le azioni di piano e Carta dei Vincoli, in scala 1 : Tali carte sono state redatte per tutto il territorio comunale e comprendono 10 quadri ciascuno. Carta di Sintesi, Carta della Pericolosità Sismica Locale, Quadro del Dissesto con legenda uniformata PAI, Carta di fattibilità geologica per le azioni di piano, in scala 1 : Gli elaborati sono stati redatti relativamente alle porzioni di territorio comunale urbanizzate. Tali carte comprendono ciascuna 7 quadri: 1) San Carlo, 2) Semogo, 3) Isolaccia, 4) Pedenosso, 5) Pian del Vino, 6) Premadio e 7) Molina - Dosso del Grillo- San Gallo. Per la redazione della Cartografia geologica di Piano sopra indicata sono state utilizzate le seguenti basi cartografiche: Cartografia tematica in scala 1:10.000: Carta Tecnica Regionale sezioni ; D1b2 Lago di Livigno Nord; D1b3 - Lago di Livigno Sud; D1c3 S. Giacomo di Fraele, D1d3 Passo di S. Maria; D1b4 Trepalle; D1c4 Lago di Cancano; D1d4 Passo dello Stelvio; D1b5 Monte Foscagno; D1c5 Valle di Dentro; D1d5 Bormio; D2a1 Forcola di Livigno; D2b1 - Val Viola; D2c1 Valle di Sotto Ovest; D2b2 - Valle di Avedo e D2c2 Cime Redasco. Cartografia tematica in scala 1 : 2.000: è stata utilizzata la base cartografica in scala 1:2.000, restituita dall aereofotogrammetria effettuata dalla Rossi S.r.l. nel 1994 appositamente per il Comune di Valdidentro, aggiornata con i nuovi edifici e le nuove opere infrastrutturali sulla base dell aereofogrammetria della Comunità Montana Alta Valtellina di Bormio.

8 pagina 8/ INQUADRAMENTO GEOGRAFICO DEL TERRITORIO COMUNALE Il Comune di Valdidentro ha una superficie di 244 km 2 e quote comprese tra i 1197 m s.m. (Fiume Adda al confine con il Comune di Bormio) ed i 3439 m s.m. (Cima Piazzi). Il territorio comunale comprende una porzione di fondovalle dell Adda a monte di Bormio e si apre poi a raggruppare entro i sui confini, da Est ad Ovest, il versante destro della Valle del Braulio, la valle di Fraele sino all Acqua del Gallo - con le sue tributarie maggiori (in destra la valle Forcola ed in sinistra la valle Alpisella e la valle Pettini) e la Val Viola con i sui affluenti maggiori (la Valle Vezzola-Torrente Cadangola, la Valle del Foscagno, Val Minestra e Valle del Cantone in sinistra e le valli Lia, Cardoné, Verva e Val Cantone di Dosdè in destra). 4. INQUADRAMENTO GEOLOGICO DEL TERRITORIO COMUNALE Il territorio comunale di Valdidentro si trova a Nord della Linea del Tonale ed è interamente occupato da formazioni riferibili alle falde dell Austoalpino superiore, che viene distinto in tre sistemi sovrapposti (dall alto verso il basso): Scarl-Umbrail, Ortles-Quatervals e Languard- Tonale (Carta Geologica d Italia, scala 1: Foglio n 8 - Bormio). Il primo (Scarl-Umbrail) è presente nell alta Valle del Braulio e sul versante sudorientale della Val Viola ed è costituito da un basamento cristallino e da una copertura sedimentaria. Il basamento è formato dal Cristallino del Passo dei Pastori, affiorante tra quest ultimo ed il M.te Forcola, e dal Cristallino di Grosina, del Braulio e della Val d Avigna, che si ritrova tra il M.te Braulio, M.te Radisca e M.te Scorluzzo e, a quote medio-alte, sui versanti della Val Viola (dove quella che veniva denominata Formazione della Punta di Pietra Rossa - Cristallino di Languard e della Pietra Rossa, del Sistema Languard-Tonale è stata recentemente identificata, a causa delle affinità litologiche, petrografiche, petrochimiche e strutturali, con la Formazione di Valle Grosina, con la quale formerebbe quindi un unica unità litologica che occupa tutto il versante destro della Val Viola a monte di Isolaccia ed il sinistro a monte della confluenza con la Val Verva).

9 pagina 9/126 Il sedimentario del Sistema Scarl-Umbrail, costituito prevalentemente da dolomie triassiche (Dolomia Principale s.l., Dolomia di Umbrail, Formazione di Valle Forcola, Dolomia di Wetterstein, Formazione della Val Pila), ma anche da arenarie e conglomerati ( Arenarie Variegate e Verrucano ) affiora invece unicamente nell alta Valle del Braulio, tra il M.te Forcola ed il Piz Umbrail. Il Sistema Ortles-Quatervals è anch esso formato da un basamento cristallino (Filladi di Bormio, presente sul fondovalle dell Adda tra Premadio e Bormio, sul fondovalle del Torrente Viola a partire dalla confluenza con la Val Verva verso Semogo e su quello dei suoi affluenti principali, la Valle del Foscagno ed il Torrente Cadangola) e da una copertura sedimentaria dolomitico-calcarea (Formazione del Monte Motto, Formazione di Fraele, Calcare di Quattervals, Dolomia di Prà Grata, Dolomia dello Stelvio, Dolomia del Cristallo e Dolomia di valle Lunga, nonché nuovamente la Dolomia di Wetterstein, la Formazione di Val Pila, le Arenarie Variegate ed il Verrucano ), affiorante nella Valle di Fraele e nella Valle del Braulio a Nord del cristallino. Il sistema Languard-Tonale é infine rappresentato, come i precedenti, da un basamento cristallino (Micascisti della Cima Rovaia e Gneiss del Tonale) - che si ritrova in lembi isolati in prossimità del M.te Foscagno e da una copertura sedimentaria (Dolomia Principale, Dolomia di Wetterstein, Formazione di Val Pila, Arenarie Variegate e Verrucano ) non presente nel territorio comunale di Valdidentro Caratteristiche litologiche del substrato roccioso Vengono di seguito brevemente esposte le caratteristiche principali delle formazioni precedentemente elencate. Il Cristallino del Passo dei Pastori è rappresentato da una associazione di gneiss e micascisti (prevalentemente biotitici, per lo più cataclastici, di elevato grado metamorfico, testimoniato dalla presenza di granato e sillimanite) con intercalazioni lenticolari di calcari dolomitici cristallini, anfiboliti e piccoli filoni generalmente concordanti di pegmatiti muscovitiche.

10 pagina 10/126 La Formazione di Valle Grosina è costituita da una vasta gamma di rocce, ma il tipo petrografico medio prevalente è rappresentato da uno gneiss minuto, al quale sono intercalate facies micascistose e gneiss granitoidi ed occhiadini. Mentre questi ultimi risultano, in massa, più compatti e sono caratterizzati da una divisibilità in lastre spesse o cubetti, nei micascisti la scistosità più accentuata rende la roccia poco consistente e particolarmente fissile. Ciò che distingue i due litotipi non è infatti la composizione mineralogica, benché lo gneiss sia in media più ricco di feldspati, ma il tipo di fratturazione. Le diverse facies presenti sono state raggruppate in tre membri: la Filladi del M.te Radisca (affioranti solo nell alta Valle del Braulio), le Migmatiti di Vernuga e gli Gneiss del M.te Storile. Il membro delle Filladi del Monte Radisca è rappresentato da filladi e micascisti filladici con biotite e clorite, passanti localmente a gneiss biotitici con abbondanti lenti di quarzo; si tratta di rocce incoerenti che danno luogo a versanti poco ripidi oppure instabili, franosi e coperti di sfasciumi. Le Migmatiti di Vernuga sono rappresentate da gneiss granitoidi compatti e gneiss occhiadini poco scistosi, con biotite e muscovite in larghe lamine ondulate, di origine migmatica. Costituiscono il termine topograficamente più alto della formazione e le cime dei monti più elevati della regione: C.ma de Piazzi, C.no di Verva, C.ma di Lago Spalmo, P.zo di Dosdè e C.no di Dosdè. Gli Gneiss del M.te Storile sono gneiss biotitici a grana minuta con accessori anfibolo e staurolite, con passaggi a facies di tendenza micascistosa dove, localmente, una maggiore quantità di biotite rimpiazza il plagioclasio andesinico. La Dolomia Principale, è rappresentata sia nel sistema di Languard-Toanle che di Scarl-Ubrail. Nel primo rientrano gli affioramenti del Pizzo Cantone di dolomie grigie, giallo-brune in superficie, in strati di spessore vario con locali sottili intercalazioni di marne argillose brunorossiccie. Al Sistema Scarl-Umbrail si riferiscono invece dolomie cristalline grigio-brune o nerastre, intensamente brecciate, grigio-chiaro o rossicce in superficie, in strati di cm, associate a brecce dolomitiche grigie o rossicce a stratificazione indistinta (affioramenti di Bocchetta di Valle Bruna, P.ta La Monata, M. Cornaccia, M. Solena).

11 pagina 11/126 La Dolomia di Umbrail, il cui spessore complessivo è di 360 m è affiorante dalla Bocchetta del Lago al Piz. Umbrail attraverso la P.ta di Rims; è rappresentata da dolomie e dolomie calcaree grigio-nerastre, spesso zonate, a stratificazione indistinta o in strati di cm, associate a brecce dolomitiche grigie o rossastre. La Formazione della Val Forcola (spessore massimo stimato in 750 m), affiorante in alta Val Forcola e all Acqua del Gallo, è costituita da dolomie cristalline grigio-gialle o brune, talora brecciate, dolomie argillose e dolomie vacuolari grigio-giallastre, intercalate ad argilliti marnose grigio-brune o verdastre e localmente a gessi e brecce ad elementi calcarei e dolomitici. La Dolomia di Wetterstein, il cui spessore è di circa 200 m e che affiora nei dintorni dell Alpe Trela, dall alta Val Pila alla Cima Doscopa, è rappresentata da una dolomia cristallina grigiocinerea o nerastra, grigio chiara in superficie, in strati regolari di cm, con locali intercalazioni, più frequenti verso la base, di argilliti ed argilliti siltose nerastre in giunti sottili. Tale formazione, riferibile ai tre sistemi dell Austroalpino superiore Scarl-Umbrail, Ortles- Quattervals e Languard-Tonale - contiene infine dei fossili (frammenti di alghe, gasteropodi e lamellibranchi). La Formazione di Val Pila, avente spessore limitato a m, è riferibile a tutti e tre i sistemi dell Austroalpino superiore Scarl-Umbrail, Ortles-Quattervals e Languard-Tonale, nei quali la formazione è compresa tra le Arenarie Variegate, alla base e la Dolomia di Wetterstein al tetto. Il passaggio con quest ultima è caratterizzato dalla comparsa di dolomie cristalline grigionerastre o grigio-cenere in stati medi. La Formazione di Val Pila è invece formata da calcari, calcari dolomiti e dolomie calcaree, di colore grigio o giallo nocciola in strati di 5-30 cm, alternati ad argilliti siltoso-arenacee varicolori o a calcareniti binco-gialline nella parte inferiore. Le Arenarie Variegate di spessore ridotto (7-12 m) affiorano in prossimità dell Alpe Trela (Valle Corta) e sono costituite essenzialmente da arenari grigiastre, rosso-violacee, verdi o giallastre a tessitura debolmente scistosa in strati medio-sottili (spessore massimo 30 cm) di

12 pagina 12/126 frequente lenticolari con rare impronte del tipo ripple marks alla base; mineralogicamente le stesse sono formate da una matrice quarzoso-sericitica con clasti di quarzo e subordinatamente di rocce eruttive, mica e feldspato potassico mentre come accessori si trovano biotite, rutilo, zircone, leucoxeno, magnetite e tormalina. Alle arenarie si intercalano con frequenza argilliti, argilliti siltose e siltiti grigio-verdoline, giallastre o rosse in strati sottili o lamine e sporadicamente calcareniti giallo nocciola in lenti di spessore massimo di 30 cm. Il Verrucano, che affiora alla base della successione stratigafica in tutti e tre i sistemi dell austoalpino superiore (bell esempio all Alpe Trela e in Valle Corta) ha uno spessore di m ed è costituito da conglomerati poligenici grigio-verdastri, rosso vinati o violacei con elementi di dimensioni varie, a spigoli smussati, di natura soprattutto quarzosa, quarzosomicacea e porfirica in matrice arenacea localmente prevalente (arenaria quarzosa con feldspati, muscovite e sericite nettamente subordinati); la stratificazione quando non indistinta, è marcata da orizzonti di spessore vari, spesso lenticolari. Localmente si intercalano argilliti siltososabbiose, rosse o verdi ad accentuata scistosità in lenti sottili alle quali, lungo le linee di frattura principali, si sostituiscono scisti sericitici grigio-biancastri, cataclasiti e miloniti nerastre o violacee. Le Filladi di Bormio sono rocce metamorfiche, mineralogicamente costituite da quarzo, clorite e sericite, localmente arricchite in feldspato andesinico, di colore grigio-verde, tessitura granoblastica, grana molto minuta e scistosità accentuata. Affiorano in tutto il fondovalle del Comune di Valdidentro, nella Valli di Foscagno e Vezzola e sul fondovalle del Torrente Viola dalla confluenza con la Val Verva alla confluenza in Adda. La Formazione del Monte Motto, dello spessore massimo di 375 m, affiora sul versante destro della Valle Alpisella (Cima di Pozzin, Monte Torraccia e Monte Pettini); si tratta di calcari e calcari marnosi grigio scuri o neri, fossiliferi, talora con selce solitamente in strati di cm. La Formazione di Fraele occupa, con uno spessore massimo di 375 m, l intera Valle di Fraele, prolungandosi poi nella valle del Braulio. E costituita da calcari e calcari marnosi fossiliferi

13 pagina 13/126 grigio-nerastri in strati di potenza varia, alternati ad argilliti grigio-plumbee o nerastre in giunti sottili o in banchi. Il Calcare di Quatervals, avente spessore massimo di 700 m costituisce gli affioramenti delle cime Paradiso e del Serraglio e dell alta Val Paolaccia ed è costituito da calcari e calcari marnosi neri spesso alterati in giallo-rossastro, fossiliferi, con vene di calcite, per lo più in strati medio-sottili con intercalazioni di argilliti nerastre in lamine sottili e, nella parte inferiore, dolomie grigie in strati medi. La Dolomia di Prà Grata, ( m di spessore) costituisce il Pizzo del ferro, la Cima di Prà Grata, il Pizzo Aguzzo e la parte inferiore della Val Paolaccia. Dal punto di vista litologico è divisibile in due parti, una inferiore a dolomie massicce a stratificazione pressoché indistinta e una superiore ben stratificata; si tratta comunque sempre di dolomie cristalline, scarsamente fossilifere, spesso zonate, con alterazione superficiale rossiccia, localmente piuttosto brecciate alle quali talora si alternano, con maggiore frequenza verso l alto, calcari neri o grigio scuri con vene calcitiche in strati quasi sempre sottili. La Dolomia dello Stelvio, affiorante dal versante meridionale del Monte Solena al Giogo dello Stelvio, è costituita da dolomie grigio-azzurre o grigio scure alterate in grigio-cenere o in grigio-giallastro, a stratificazione indistinta, piuttosto brecciate. La Dolomia del Cristallo, avente spessore massimo di circa 1600 m, affiora a partire dalle falde meridionali della Cima Pozzin e del Monte Torraccia da dove si allarga progressivamente verso Est per formare le Cime di Plator e il Monte delle Scale. Si tratta di dolomie cristalline da grigie a nere, sovente zonate, in strati medi, alternate a calcari dolomitici e, nella parte superiore, a calcari marnosi neri, bituminosi, in strati sottili. La Dolomia di Valle Lunga, affiorante nelle zone dell Alpe Trela (Valle Lunga) e di Premadio- Pedenosso (Sasso di Prada) ha uno spessore complessivo di m. Si tratta di dolomie localmente cristalline argillose grigio nerastre o brune con patina di alterazione superficiale bianco-giallastra in strati di cm (fino ad un massimo di cm o a stratificazione

14 pagina 14/126 indistinta) intercalate a argilliti grigio-nerastre in straterelli sottili e associate a dolomie vacuolari grigiastre di solito intensamente brecciate e a gessi, con alla base brecciole dolomitiche a matrice argilloso-arenacea. La Formazione degli Gneiss del Monte Tonale è costituita prevalentemente da gneiss e micascisti a due miche, in prevalenza biotitici, sillimanitici e granatiferi iniettati da lenti quarzoso-feldspatiche. Ovunque diffuse nella formazione risultano le intercalazioni lenticolari di anfiboliti e anfiboliti gneissiche, spesso associate a calcari, calcari dolomitici cristallini e calcefiri, mentre più rare sono le lenti di quarziti micacee. Tali intercalazioni, di carattere singenetico sedimentario sono da porre in rapporto a locali variazioni nella composizione litologica di un originario deposito argilloso-arenaceo, colpito dal metamorfismo principale della formazione. Sono inoltre molto diffusi i filoni di pegmatite e gneiss aplitico-pegmatitici, rocce con quarzo come componente prevalente, a cui seguono il feldspato potassico, il plagioclasio, la muscovite, nonché granato, tormalina ed ortite come accessori. Tali iniezioni sono spesso discordanti ed attraversano le intercalazioni di marmi e anfiboliti, nelle quali si notano segni di trasformazioni pneumatolitiche; esse sono quindi da ricollegare ad un ciclo di manifestazioni magmatiche o di mobilizzazioni successive al metamorfismo catazonale. I Micascisti della Cima Rovaia affioranti nel territorio comune di Valdidentro (Monte Foscagno) si presentano in evidente facies metamorfica di contatto e, non conservando i caratteri petrografici e mineralogici tipici della formazione, sono invece rappresentati da horfels nodulari a due miche o prevalentemente muscovitici, staurolitici ed andalusitico-granatiferi con struttura da catacalstica a milonitica. Frequenti risultano comunque le intercalazioni in lenti concordanti di anfiboliti biotitiche talora granatifere mentre sono più rari i filoni di gneiss aplitici e pegmatitici e del tutto assenti i calcari cristalli e i calcefiri Assetto strutturale Le diverse unità dell edifico austroalpino sono tra di loro in contatto attraverso lineamenti tettonici di importanza regionale.

15 pagina 15/126 La Linea di Trafoi tra il Sistema Scarl-Umbrail ed il sistema Ortles-Quatervals ha carattere di sovrascorrimento con immersione a N di e decorre da Trafoi al Giogo dello Stelvio, quindi sui versanti meridionali di monti Scorluzzo, Radisca e Braulio fino all Alta Val Forcola. La Linea dell Alpisella tra sedimentario Quatervals a Nord e sedimentario Ortles a Sud, ha andamento WNW-ESE e attraversa la Valle di Fraele e la Valle del Braulio. La Linea dello Zebrù tra il Sedimentario ed il Cristallino dell Ortles, con direzione NW-SE passa tra il M.te Trela e le C.me di Plator, alle pendici meridionali del M.te delle Scale e della Cresta di Reit. Inoltre il Cristallino del Tonale affiorante in prossimità del M.te Foscagno è in contatto tettonico con le formazioni circostanti. Infine si ha il sovrascorrimento Foscagno - Val Viola - Vallecetta tra il Cristallino dell Ortles con quella che veniva un tempo indicata come Formazione della Punta di Pietra Rossa (ora Formazione di Valle Grosina). Questi ha andamento pressoché NW-SE, ma presenta un evidente ripiegamento entro la Val Viola a monte di Semogo. I rapporti tra le varie formazioni del sedimentario possono essere invece così riassunti: - alle base delle successioni statigrafiche dei tre sistemi si ha il Verrucano, sempre sovrastato dalle Arenarie Variegate ; - queste sono a loro volta sempre sottoposte alla Formazione di Val Pila che passa a sua volta alla Dolomia di Wetterstein; - mentre nel Sistema Languard-Tonale quest ultima passa direttamente, chiudendo la serie, alla Dolomia Principale, è sovrastata dalla Formazione di Val Forcola nel Sistema Scarl- Umbrail, e dalla Dolomia di valle Lunga nel Sistema Ortles-Quatervals; - quest ultimo prosegue la successione stratigrafica con la Dolomia del Cristallo, la Dolomia dello Stelvio, la Dolomia di Prà Grata, il Calcare di Quatervals, la Formazione di Fraele e la Formazione del Monte Motto; - il Sistema Scarl-Umbrail passa invece dalla Formazione di Val Forcola alla Dolomia di Umbrail ed infine alla Dolomia Principale.

16 pagina 16/126 Oltre agli importanti sovrascorrimenti precedentemente descritti, nell area in esame, ci sono almeno due sistemi di faglie principali. Uno orientato NE-SW, che interessa particolarmente la Valle del Braulio e l alta Val Viola dalle sorgenti all abitato di Semogo; l altro con direzione NW-SE (grosso modo ortogonale al primo) maggiormente evidente nella Valle di Fraele e del Foscagno. Associate a queste faglie principali, vi sono poi numerose fratture minori Depositi sciolti di copertura Si tratta dei depositi quaternari che ricoprono il substrato roccioso. Nel territorio comunale di Valdidentro sono presenti diversi tipi di accumuli, dalle alluvioni di fondovalle ai conoidi di deiezione, dai depositi morenici ed eluvio-colluviali alle falde di detrito Depositi morenici Sono presenti soprattutto alle quote superiori della Val Viola (e delle sue tributarie principali le valle Lia, Cardonè, Foscagno e Vezzola) e della Valle del Braulio nonché nelle laterali della valle di Fraele (Valle Alpisella, Pettini e Forcola) e sono legati all azione dei ghiacciai che un tempo le occupavano e che, nelle zone più elevate si sono mantenuti fino ad oggi. Sono costituiti da un accumulo caotico di diverse facies granulometriche: ghiaia, sabbia e trovanti di diverse dimensioni sono mescolati a limo glaciale senza alcuna selezione e traccia di stratificazione. I depositi più recenti, che si trovano alla base dei ghiacciai attuali (e quindi a quote piuttosto elevate e per la maggior parte sui versanti settentrionali delle valli), hanno però una predominanza di granulometrie grossolane (ghiaia), mentre quelli più antichi presentano una matrice prevalentemente sabbioso-limosa. Questi ultimi hanno inoltre subito processi di diagenesi e sono quindi moderatamente addensati e ricoperti da uno strato di suolo vegetale. Lo spessore di tali accumuli è molto variabile (massimo in corrispondenza dei cordoni morenici), ma solitamente tale da impedire l affioramento del substrato.

17 pagina 17/ Accumuli eluvio-colluviali Sono molto diffusi soprattutto sui versanti della Val Viola (a quote medio-basse) e rappresentano i prodotti di alterazione del substrato roccioso da parte degli agenti atmosferici. Le loro caratteristiche dipendono da quelle della roccia di origine e, derivando da litotipi prevalentemente filladici e micascistosi, hanno verosimilmente una composizione granulometrica prevalentemente sabbioso-limosa con sparsi frammenti lapidei spigolosi. I rari accumuli di origine calcareo-dolomitica presentano invece matrice sabbiosa con ghiaia e poco limo. Sono moderatamente addensati e spesso colonizzati da bosco o ricoperti da suolo vegetale. Mentre il termine eluvio è riferito agli accumuli rimasti in sito, con colluvio si indicano i materiali che hanno subito un certo rimaneggiamento, con breve trasporto e rideposizione, da parte delle acque superficiali. Hanno spessori solitamente ridotti e ricoprono le porzioni di versante che presentano pendenze tali da permettere agli stessi di rimanere in posto a proteggere il substrato dall ulteriore disgregazione. In presenza di inclinazioni maggiori, infatti, i frammenti derivati dalla frantumazione della roccia precipitano al piede del pendio a formare gli accumuli di detrito Falde e coni di detrito Si ritrovano distribuiti abbastanza uniformemente nel territori comunale di Valdidentro, alla base delle pareti rocciose e sono in parte attivi, soprattutto nelle porzioni più alte, poiché soggetti alla continua caduta di massi mentre la parte inferiore dell accumulo è invece spesso colonizzata da vegetazione ed inattiva. Sono formati da frammenti lapidei di diverse dimensioni, con matrice fine subordinata e, sebbene la distribuzione dei materiali nei riguardi delle dimensioni non sia regolare, i più grossolani si ritrovano verso il basso ed i più minuti nella parte alta. Degni di nota sono gli accumuli sulle pendici meridionali del M.te delle Scale (derivanti dalla ben nota frana di Turripiano-Monte delle Scale, che sbarrò il corso del Torrente Viola formando un lago successivamente colmato da depositi alluvionali a costituire il Pian del Vino), le falde e

18 pagina 18/126 di coni coalescenti delle valli di Fraele della Forcola, Paolaccia, dell Acqua del Gallo, Alpisella e Braulio nonché le falde attive che occupano quasi tutti gli antichi circhi glaciali. Particolare evidenza hanno infine le colate detritiche che si osservano a monte delle località Bagni Vecchi, Molina e Dosso del Grillo, nella Valle dell Acqua del Gallo, sulle pendici del Monte delle Scale e localmente lungo la Valle di Fraele e che prendono origine da accumuli di falda più estesi non colonizzati dalla vegetazione (anche in relazione alla modesta fertilità degli stessi) Conoidi di deiezione Sono gli accumuli che si formano alla confluenza dei corsi d acqua laterali con la valle principale: i materiali erosi nel bacino di alimentazione e lungo l asta torrentizia vengono presi in carico dalle acque di ruscellamento e trasportati sul fondovalle dove vengono depositi con una caratteristica forma a ventaglio. L accumulo ha una granulometria prevalentemente ghiaioso-sabbiosa con scarsa matrice limosa ed è moderatamente addensato e ricoperto da suolo vegetale se inattivo oppure sciolto e privo di copertura se attivo. Sono presenti in Valle di Fraele, talora con caratteristiche di delta lacustre, affacciati sui bacini artificiali di S. Giacomo e Cancano (Valle Paolaccia, Val Cancano e valle Pettini i più importanti) ed in Val Viola da Semogo alla confluenza con l Adda (Rio Scianno e valli Bocciana, Fochin e Rio Spinadel). Non si hanno invece conoidi in alta Val Viola e nella Valle del Braulio Depositi alluvionali Sono localizzati lungo il talweg dei corsi d acqua, in particolare nell alta Valle del Braulio, nel tratto ove la stessa ha mantenuto inalterata la morfologia glaciale (con profilo trasversale ad U), ed in Val Viola (Val Cantone di Dosdè e nell ampia piana tra Isolaccia e Seghetto, formata, come già ricordato dallo sbarramento per frana del corso d acqua). Si tratta di accumuli generalmente ghiaioso-sabbiosi con scarsa matrice limoso-argillosa, che può però raggiungere quantità significative e addirittura predominanti quando la deposizione avviene in ambienti a bassa energia (bacini lacustri naturali o artificiali).

19 pagina 19/126 Viceversa, nell alveo attuale dei corsi d acqua si ritrovano granulometrie prevalentemente grossolane: sabbia e ghiaia, fino a massi di dimensioni metriche. 5. GEOMORFOLOGIA Come già accennato il territorio comunale di Valdidentro può essere suddiviso in tre sottobacini principali, la Valle di Fraele (che rappresenta la parte superiore del corso dell Adda), la Valle del Braulio e la Val Viola. Mentre la prima (dalle sorgenti dell Adda fino a Bormio) ha direzione NW-SE, le ultime due hanno andamento approssimativamente NE-SW; ciò riflette l orientamento delle faglie più importanti, già analizzato in precedenza. Va però sottolineato che, da Semogo alla confluenza con l Adda (nella parte terminale), la Val Viola è posta esattamente E-W. Tutte e tre le incisioni rivelano inoltre un origine glaciale, ma all azione di questo agente morfogenetico si è poi sovrapposta quella delle acque di ruscellamento, della gravità e dei fenomeni criogenici e nivali, le cui forme principali vengono di seguito descritte Morfologia glaciale E testimoniata sia da forme di erosione che di accumulo riconoscibili soprattutto alle quote più alte ed è quindi meglio visibili nelle valli di Fraele e del Braulio e nella porzione superiore dei versanti della Val Viola. Proprio in queste ultime due aree, sulle pendici Nord delle cime che formano lo spartiacque meridionale, sono presenti ghiacciai attuali, quali la Vedretta del M.te Cristallo, la Vedretta dè Piazzi, la Vedretta di Dosdè e la Vedretta Viola. Altri circhi sono occupati da glacionevai (quelli del M.te Val Nera e del C.no Dosdè), da laghetti o rock glaciers. Tra le forme di erosione si ricordano le creste rocciose affilate (che rappresentano i limiti orografici della Valle dell Acqua del Gallo nonché delle valli di Fraele, Forcola Verva e alta Val Viola) le quali individuano numerosi circhi di diversa forma ed estensione a volte sede di conche di sovraescavazione glaciale (Passo dei Pastori-Bochetta del Lago, Bocchetta di Cancano- Bochetta di Val Cancano) evidenti talvolta anche su ripiani di erosione, tra i quali si ricordano quello di Pedenolo (tra la Val Fraele e la Valle del Braulio) quello compreso tra Passo di Val

20 pagina 20/126 Viola, Dosson e Passo Confine e quello in parte occupato dai Laghi di Val Viola. Quest ultima è infine caratterizzata da un profilo longitudinale interrotto da gradini di valle (a monte di Baita Caricci a 2200 m s.m. e presso Baita Paluetta intorno ai 1800 m s.m.) mentre nell alta Valle del Braulio e nella media Val Fraele sono conservati i profili trasversali ad U, con fondo largo e piatto e ripidi versanti. Tra le forme di accumulo si ricordano da ultimo i depositi e cordoni morenici sia di età recente (dal Tardiglaciale all Olocene), che occupano in prevalenza i circhi, sia più antichi la cui distribuzione è stata precedentemente descritta Morfologia periglaciale Tra le forme di erosione vanno ricordati anzitutto i corridoi di valanga (diffusi in particolare nella Valle di Fraele e nella Valle del Braulio), molto ripidi e spesso impostati lungo discontinuità strutturali di importanza locale, che fungono anche da solchi di scorrimento con trasporto di detrito in massa e di ruscellamento concentrato, svolgendo un ruolo attivo anche nei periodi estivi, in concomitanza con forti piogge. Sul versante ad Ovest di Cancano si osservano inoltre solchi di erosione legati al ruscellamento nivale, dovuti ad erosione selettiva impostati sugli strati più deboli delle unità carbonatiche il cui modellamento è inoltre favorito dal loro assetto strutturale. Si hanno poi nicchie di nivazione, (Pizzo Aguzzo, quota 2550 m s.m.) e fenomeni di gelifrazione e crioclastismo che producono abbondante materiale detritico, mobilizzato poi da processi di versante e fenomeni valanghivi. Vanno inoltre ricordati il soliflusso (ben visibile sui versanti dell alta Valle del Braulio a monte della confluenza del Rio Scorluzzo) e i campi a drumlin nell area tra il Passo di Verva e il Monte Maurigno. Espressioni della morfogenesi periglaciale sono infine le vallecole a fondo concavo tra le quali si segnalano quelle a Sud-Ovest di S. Giacomo di Fraele e quelle sui versanti di Semogo (Producena) e Isolaccia (S. Antonio di Scianno)

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