Lo scarico della fornace ellenistica di S. Giacomo a Gela: dati preliminari e prospettive di ricerca

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Lo scarico della fornace ellenistica di S. Giacomo a Gela: dati preliminari e prospettive di ricerca"

Transcript

1 Lo scarico della fornace ellenistica di S. Giacomo a Gela: dati preliminari e prospettive di ricerca 1. La revisione dei contesti ellenistici di Gela e la fornace ellenistica di S. Giacomo La cultura materiale in Sicilia in età ellenistica e di conseguenza anche lo sviluppo e i caratteri dell economia dell isola sono in generale poco noti 1. La città di Gela, attraverso il riesame di alcuni interessanti contesti di scavo, può fornire dei dati utili alla ricostruzione dei principali caratteri della ceramica di età ellenistica in un centro della Sicilia meridionale. Sono in corso di revisione, all interno della tesi di dottorato di chi scrive 2, alcuni contesti di scavo di fine IV- III sec. a.c. indagati negli anni da P. Orlandini e D. Adamesteanu 3. L età ellenistica della città di Gela è circoscritta al periodo che intercorre tra l arrivo nel a.c. di Timoleonte arrivo che determina una rinascita della città, debolmente ripresasi dalla disfatta a opera dei Cartaginesi nel 405 a.c. 4 e la distruzione di Gela nel 282 a.c., a opera dei Mamertini e di Finzia, tiranno di Agrigento, con il conseguente abbandono del sito da parte dei suoi abitanti, trasferiti nella nuova fondazione di Finziade, l attuale Licata 5. I contesti di cui sono stati esaminati i materiali ceramici sono localizzati 1 Cfr. per esempio lo status quaestionis sugli studi di ceramica ellenistica e romana in Sicilia tracciato da Malfitana La ricerca per la tesi di dottorato in Archeologia classica, presso l Università La Sapienza di Roma, sotto la guida della prof. G. Olcese, è stata autorizzata dal prof. P. Orlandini, che ho avuto la fortuna di conoscere prima della sua scomparsa, e dall arch. S. Gueli, direttore del Parco archeologico di Gela, che ringrazio per avermi concesso il permesso a questo studio. 3 Adamesteanu 1954, Orlandini, Adamesteanu 1956, Id. 1960, Id. 1962, Orlandini Gli scavi degli anni 70, successivi a quelli condotti da Orlandini e Adamesteanu, congiuntamente alla retrodatazione all età dionigianea e non timoleontea di alcune monete rinvenute, hanno in realtà dimostrato che una prima ripresa della città dopo il 405 a.c. è già riconoscibile nei primi anni del IV sec. a.c. (De Miro, Fiorentini 1978, pp ; Consolo Langher 1964, pp ; Consolo Langher 1993, pp ). Si notano comunque con Timoleonte chiari segni di una rinascita economica e demografica, con l attuazione di un grande progetto urbanistico e architettonico (Anello 2004, p. 406). 5 Per la storia di Gela si veda, tra gli ultimi, Anello Rivista di Studi Liguri, LXXIV, 2008, pp

2 148 STEFANIA GIUNTA quasi esclusivamente nella parte occidentale della collina di Gela, area esterna alla città in età arcaica e classica e che, nell età di Timoleonte e Agatocle, viene occupata da abitazioni, terme, botteghe e circondata da fortificazioni, che abbracciavano l intera collina e che si sono conservate in maniera più evidente presso Capo Soprano, nell estremità occidentale del sito (fig. 1). Fig. 1 - Pianta della città di Gela, la linea tratteggiata indica il limite della città fino all età classica (tratta da Orlandini, Adamesteanu 1956, p. 203). Localizzazione dei contesti ellenistici in corso di studio. Tra tutti in contesti indagati merita una particolare attenzione lo scarico di una fornace ellenistica, localizzato nei pressi della chiesa di S. Giacomo (fig. 1, n. 1). Lo studio dei reperti ceramici da esso provenienti, relativi ai materiali di rifiuto della fornace, offre l opportunità di analizzare oggetti di sicura produzione locale e di esaminarne le caratteristiche. All interno dell analisi della cultura materiale e della storia economica di un centro siciliano, questo fortunato contesto assume, quindi, un significato centrale. L obiettivo fondamentale di questa ricerca è, infatti, tentare di individuare i caratteri della produzione ceramica geloa di età ellenistica, innanzitutto le classi ceramiche documentate, forme, tipi e quantificazioni e, su questa base, le caratteristiche composizionali dell argilla utilizzata per realizzare i vasi, anche tramite le indagini di carattere archeometrico. Queste ultime sono state impostate e sono in corso. Con questo lavoro si intendono, per il momento, presentare i dati preliminari

3 LO SCARICO DELLA FORNACE ELLENISTICA DI S. GIACOMO A GELA 149 relativi alla classificazione tipologica dei materiali e alle prime osservazioni sugli impasti dei reperti e proporre alcuni possibili indirizzi di ricerca, che paiono utili e interessanti per gli studi di carattere storico economico. La città di Gela conosce una continuità di produzione lungo tutta la sua storia antica, dall età arcaica a quella ellenistica. Sono infatti testimoniati resti di fornaci o di scarichi ad esse riferibili fin dal VII sec. a.c. Senza entrare nel dettaglio ma rimandando, in nota, ai riferimenti bibliografici, si possono citare la fornace di via Dalmazia datata all ultimo quarto del VII sec. a.c. 6, lo scarico presso via Bonanno con materiale della metà del VII sec. a.c. 7, le fornaci tra via Venezia e l ex scalo ferroviario di fase tardo arcaica, una fornace di coroplastica presso l ex scalo ferroviario di età classica (attiva dall inizio del V sec. a.c. fino al 405 a.c.) 8, un probabile scarico di fornace nell area di Costa Zampogna - Predio Ventura databile dalla fine del V sec. a.c. alla fine del IV sec. a.c. 9 (fig. 2). Anche per l età ellenistica sono stati scoperti, come si è detto, resti legati con sicurezza alla produzione locale. Nel febbraio 1953, nelle vicinanze della chiesa di S. Giacomo, in una zona in cui si stavano demolendo delle case, fu rinvenuto da D. Adamesteanu lo scarico di una fornace ellenistica, in un area di circa due metri quadrati (fig. 1, n. 1). Si tratta di una zona che conservava anche tracce di sepolture delle età precedenti, al di fuori del limite della città di epoca classica, sul lato occidentale della collina di Gela, di urbanizzazione ellenistica. Adamesteanu, che dà notizie del rinvenimento nel , interpreta il gruppo di oggetti venuti alla luce come il materiale di rifiuto di una fornace, a causa del loro stato di conservazione cattivo e incompleto e della presenza di alcuni frammenti deformati o mal cotti. A testimonianza di una fornace in età ellenistica a Gela restano solo questi reperti ceramici riferibili al suo scarico e nessuna struttura di forni, dal momento che la presenza di una strada moderna impedì l allargamento dello scavo verso sud Adamesteanu 1953, pp ; Orlandini 1956, n. 2084; Orlandini, Adamesteanu 1956, pp ; Cuomo Di Caprio , p. 458; Fiorentini 1980, p. 10; Fiorentini 1985, p. 22; Canzanella 1990, p. 18; Cavagnera, Pizzo in Panvini 1998 (a cura di), pp Fiorentini 1985, p. 22; Canzanella 1990, p. 18; Cavagnera, Pizzo in Panvini 1998 (a cura di), pp Spagnolo 1991; Fiorentini 1996, pp Orsi 1901, pp ; Orsi 1906, coll ; Canzanella 1990, p Adamesteanu Adamesteanu 1954, p. 129.

4 150 STEFANIA GIUNTA Fig. 2 - Pianta della città di Gela (tratta da Orlandini, Adamesteanu 1956, p. 203). Localizzazione delle fornaci o scarichi di fornace di età arcaica e classica. Il quadrato cerchiato indica la localizzazione dello scarico della fornace ellenistica di S. Giacomo. 2. Classi e forme dei materiali ceramici della fornace ellenistica: descrizione e quantificazione Pur non essendo state scoperte strutture relative ad ambienti produttivi, l insieme dei materiali di questo contesto mostra caratteri che consentono la sua sicura attribuzione allo scarico di una piccola fornace: la presenza di un numero abbastanza cospicuo di distanziatori per la cottura dei vasi e di alcuni frammenti di vernice nera completamente deformati e contorti, insieme a due agglomerati di ceramica indistinti (inv e 3713). Inoltre alcuni esemplari risultano incompleti per la mancata stesura della vernice nera (mi riferisco in particolare al piatto inv. 3679) o per la decorazione non finita (sagome prive dei dettagli nei coperchi delle lekanai a figure rosse) (tav. I). Per quanto riguarda le classi ceramiche presenti, sono attestate: la ceramica a vernice nera, la ceramica decorata (a figure rosse, a decorazione sovraddipinta e a decorazione a bande), la ceramica comune/acroma, gli oscilla e i pesi fittili da telaio (fig. 3a).

5 LO SCARICO DELLA FORNACE ELLENISTICA DI S. GIACOMO A GELA 151 SCARTI Tav. I - Gli GLI scarti SCARTI dello DELLO scarico SCARICO della DELLA fornace FORNACE ellenistica ELLENISTICA di S. DI Giacomo S. GIACOMO a Gela. A GELA. 1) scarti 1) scarti di piatti di piatti di ceramica di ceramica a vernice a vernice nera nera (inv. (inv e 3642); e 3642); 2) scarto scarto di di fornace: agglomerato indistinto (inv. 3713); 3) piatto simile a Morel 1314g 1 privo di vernice (inv. 3679); 4) coperchio di lekane con decorazione incompleta (inv. (inv. 3725). Fig. 3 - Grafici della quantificazione della ceramica dello scarico della fornace ellenistica di S. Giacomo a Gela: a) le principali classi ceramiche; b) la ceramica a vernice nera; c) la ceramica comune/acroma.

6 152 STEFANIA GIUNTA 2.1. La ceramica a vernice nera (tav. II e fig. 3b) La ceramica a vernice nera è la classe ceramica più documentata con quasi 200 frammenti (non vengono conteggiati i frammenti di sole pareti, che ammontano a 209). Le forme attestate sono: coppe, piatti, skyphoi, kantharoi, lekythoi, un anforetta, lucerne. Tra le coppe, in totale circa 30 frammenti, risultano particolarmente significativi la coppetta simile al tipo Morel 1341e a, che si caratterizza per un orlo estroflesso, leggermente pendente e bombato, delimitato verso l interno da un solco e decorato sulla tesa con linee incise perpendicolari all orlo e tra loro parallele; la coppetta simile al tipo Morel 2714f 1, con orlo rientrante, vasca emisferica e piede ad anello con parete esterna verticale; la coppa forse attribuibile alla serie Morel 2253 con orlo rientrante e vasca poco profonda con carena; la coppa simile al tipo Morel 2641a 1, con orlo estroflesso e corpo con vasca abbastanza profonda con parete leggermente obliqua e carena arrotondata. Tra i piatti sono stati riconosciuti due tipi, con una decina di esemplari in tutto: piatto simile al tipo Morel 1314g 1, con orlo a tesa leggermente bombata, vasca con pareti esterne lievemente convesse e leggera carena e piede ad anello; piatto simile al tipo Morel 1514e 1, con orlo a larga tesa appiattita e corpo privo di carena. Per quanto riguarda gli skyphoi, costituiscono la forma più presente, con un centinaio di esemplari (tra orli, fondi, anse e pareti si contano 114 frammenti, oltre a 2 esemplari quasi integri). Se ne possono distinguere due tipi, al primo dei quali è attribuita la quasi totalità dei frammenti: skyphos tipo Morel 4373a 2 o 4373b 1, caratterizzato da un orlo leggermente estroflesso, due anse orizzontali a sezione circolare attaccate immediatamente sotto l orlo, corpo troncoconico e lievemente sinuoso e basso piede a toro che presenta in alcuni casi, sulla faccia esterna, un cerchio bruno o rossiccio su fondo risparmiato; skyphos tipo Morel 4311c 1, caratterizzato da orlo indistinto, due sottili anse orizzontali a sezione circolare attaccate immediatamente sotto l orlo, corpo ovoidale con pareti molto sottili e basso piede ad anello. Dei kantharoi si conservano solo 2 esemplari, ognuno appartenente a un tipo diverso: kantharos simile al tipo Morel 4642a 1, con orlo a tesa pendente leggermente concava, collo a svasare verso l alto, anse orizzontali attaccate sulla parte superiore del corpo, a sezione quasi circolare (forse sopraelevate), attaccatura del collo sul corpo ben marcata e corpo rigonfio e che va a rastremarsi verso il fondo, decorato con linee verticali incise e tra loro parallele; kantharos simile al tipo Morel 3543c 1, con orlo con una specie di tesa che parte 3-4 mm al di sotto di esso e sulla quale è l attacco superiore delle anse. Il kantharos simile al tipo

7 LO SCARICO DELLA FORNACE ELLENISTICA DI S. GIACOMO A GELA 153 CERAMICA A VERNICE NERA Tav. IIa - Le principali forme della ceramica a vernice nera dello scarico della fornace ellenistica di S. Giacomo a Gela. 1) coppetta simile a Morel 1341e 1/Morel 1572a; 2) coppetta simile a Morel 2714f 1; 3) coppa simile alla serie Morel 2253; 4) coppa simile a Morel 2641a 1; 5) piatto simile a Morel 1314g 1; 6) piatto simile a Morel 1514e 1.

8 154 STEFANIA GIUNTA Tav. IIb - Le principali forme della ceramica a vernice nera dello scarico della fornace ellenistica di S. Giacomo a Gela. 7) skyphos Morel 4373a 2 o 4373b 1; 8) skyphos Morel 4311c 1; 9) kantharos simile a Morel 4642a 1.

9 LO SCARICO DELLA FORNACE ELLENISTICA DI S. GIACOMO A GELA Tav. IIc - Le principali forme della ceramica a vernice nera dello scarico della fornace ellenistica di S. Giacomo a Gela. 10) kantharos simile a Morel 3543c 1; 11) lekythos simile a Morel 5471a 1; 12) lekythos simile a Morel 5415a 1; 13) lekythos simile a Morel 5416d 1; 14) anforetta; 15) lucerna.

10 156 STEFANIA GIUNTA Morel 4642a 1, il cui esemplare conservato è quasi integro, è di piccole dimensioni (h.: 9 cm circa). Tre tipi possono essere riconosciuti per le lekythoi (in totale 8 frammenti): lekythos simile al tipo Morel 5471a 1, con bocca con orlo pendente e collo cilindrico; lekythos simile al tipo Morel 5415a 1, con bocca con orlo a larga tesa estroflessa bombata, collo cilindrico segnato nella zona mediana da una o due linee orizzontali incise, al di sotto delle quali c è una decorazione con fasce verticali tra loro parallele, nere su fondo acromo; lekythos simile al tipo Morel 5416d 1, che presenta una bocca ad imbuto dalle pareti convesse (a differenza del tipo Morel 5416d 1 che ha le pareti della bocca rettilinee) segnate da una o due linee incise circa 3 mm sotto l orlo e ad esso parallele, collo cilindrico, un ansa a gomito a sezione ovale appiattita impostata tra la base della bocca e la base della spalla, spalla orizzontale, corpo globulare e piede ad anello. Tra lo scarico della fornace è presente, inoltre, un anforetta di piccole dimensioni (h.: 10 cm), con orlo a fascia, collo cilindrico leggermente a svasare verso l orlo e verso la spalla, anse a gomito, corpo gonfio che va a restringersi verso il fondo e piede a disco troncoconico, e 3 frammenti di lucerne con corpo a serbatoio aperto, globulare, solco intorno al foro centrale e basso piede a disco. Sono infine documentati alcuni frammenti di anse e di fondi non attribuibili con sicurezza ad una forma (i fondi sono probabilmente relativi a coppe e le anse a kylikes e a brocchette). Tutti gli esemplari presentano una vernice di qualità molto scarsa e spesso scrostata o incompleta e sono assenti decorazioni. Tra i piatti del primo tipo descritto (simile a Morel 1314g 1) sono riconoscibili 2 frammenti di orli deformati e un esemplare, intero per metà, privo completamente della vernice (inv. 3679). È presente infine un fondo di piatto (non attribuibile a un tipo, ma probabilmente sempre relativo allo stesso) mal cotto e accartocciato (inv. 3633) (tav. I) La ceramica decorata: a figure rosse, a decorazione sovraddipinta e a decorazione a bande (tav. III) La ceramica decorata è attestata con una cinquantina di frammenti (non vengono contati i frammenti di sole pareti, a decorazione sovraddipinta e non attribuibili a una forma, che sono 26). Si possono distinguere essenzialmente esemplari a decorazione sovraddipinta e altri a figure rosse. La forma principalmente e anzi quasi esclusivamente documentata è la lekane, attribuibile al tipo Morel 4713b 1, a cui sono riferibili 20 frammenti di vasca e 14 di coperchi decorati a figure rosse. La vasca presenta un orlo indistinto con risalto esterno per l appoggio del coperchio, corpo a vasca poco profonda e con

11 LO SCARICO DELLA FORNACE ELLENISTICA DI S. GIACOMO A GELA 157 CERAMICA A FIGURE ROSSE 2 1 CERAMICA A DECORAZIONE SOVRADDIPINTA 3 CERAMICA A DECORAZIONE A BANDE 4 5 Tav. III - La ceramica decorata dello scarico della fornace ellenistica di S. Giacomo a Gela. 1) lekanai Morel 4713b 1; 2) skyphos Morel 4373b a 2 o b 1; 3) lekythos; 4) skyphoi; 5) coperchio di pisside. lieve carena, anse orizzontali a sezione schiacciata e bifide all attaccatura, che è situata sotto la base d appoggio del coperchio. Tra la base d appoggio del coperchio e la carena, sulla parete esterna del corpo, sono dipinti tratti verticali e tra loro paralleli, neri su fondo acromo (il resto del corpo all interno e all esterno è a vernice nera). Il coperchio ha l orlo verticale e la parete schiacciata; la presa è cilindrica e terminante con un grande bottone circolare. È decorato sull orlo con tratti verticali o leggermente obliqui tra loro paralleli neri su fondo acromo, sulla parete con teste femminili tra palmette e sulla faccia esterna del bottone della presa con foglioline o palmetta nera su fondo acromo.

12 158 STEFANIA GIUNTA In tutti gli esemplari di coperchi la decorazione è non finita: sono realizzate infatti solo le sagome delle teste femminile e delle palmette, mentre mancano tutti i dettagli interni. Tra la ceramica a figure rosse si può citare inoltre un frammento di corpo ovoidale forse di una lekythos, che presenta ancora una decorazione non finita, di nuovo con una sagoma di testa femminile e una palmetta, e un fondo con parte di parete di skyphos del tipo con corpo troncoconico (Morel 4373 a 2 o b 1), con tracce di decorazione forse figurata, che sembra sempre incompleta. Per la ceramica a decorazione sovraddipinta sono attestati 9 frammenti di skyphoi (uno, con orlo e ansa, forse attribuibile al tipo con il corpo ovoidale Morel 4311 c1, mentre per gli altri, essendo quasi esclusivamente frammenti di pareti non è possibile stabilire una tipologia), che presentano una decorazione sovraddipinta, sul fondo a vernice nera, in bianco e in rosso, per lo più immediatamente al di sotto dell orlo, con motivi vegetali (una fila di palmette o un ramo rosso con foglioline bianche disposte a spina di pesce). È presente infine un solo frammento di coperchio a decorazione a bande, con fasce concentriche brune-rossicce su fondo acromo La ceramica comune/acroma (tav. IVa - IVb n. 1 e fig. 3c) La ceramica comune/acroma è rappresentata da una sessantina di frammenti (62) (non vengono conteggiati i frammenti di sole pareti che sono 20). Anche per questa classe c è una forma nettamente prevalente: gli unguentari piriformi, di cui si conservano 31 frammenti (tra corpi e orli) e 5 esemplari integri. Sono caratterizzati da un orlo a piccola tesa lievemente inclinata verso il basso, stretto collo cilindrico, corpo piriforme che va a restringersi verso il fondo, finte anse a orecchia alla base della spalla, piccolo piede a disco troncoconico. Presentano una decorazione a cerchi concentrici (di solito tre) neri o bruno-rossicci, sulla spalla e alla base del collo. Tra la ceramica comune/acroma sono attestati inoltre due tipi di coppette: una coppetta biansata, presente con 2 esemplari integri di piccole dimensioni (diam. orlo est.: 6,5 cm), con orlo indistinto leggermente rientrante, piccole anse orizzontali di forma triangolare e a sezione quasi ellittica impostate all altezza dell orlo, corpo a forma di tronco di cono rovesciato, con vasca non molto profonda e lieve carena, piccolo piede a disco con la parete esterna verticale 12 ; una coppetta monoansata, attestata con 6 frammenti di orlo e un esemplare integro e caratterizzata da orlo indistinto, corpo emisferico leggermente carenato, un ansa 12 Cfr. Bechtold 1999, forma C 4 A.

13 LO SCARICO DELLA FORNACE ELLENISTICA DI S. GIACOMO A GELA 159 CERAMICA COMUNE/ACROMA Tav. IVa - La ceramica comune/acroma dello scarico della fornace ellenistica di S. Giacomo a Gela. 1) coppetta biansata; 2) coppetta monoansata; 3) unguentario piriforme; 4) anforetta miniaturistica; 5) coperchio; 6) brocchetta miniaturistica.

14 160 STEFANIA GIUNTA CERAMICA COMUNE DA FUOCO (?) 1 LUCERNE 2 3 ALTRO Tav. IVb - La ceramica comune da fuoco (?) e altri materiali ceramici della fornace ellenistica di S. Giacomo a Gela. 1) tegame; 2) lucerna Howland 25 A-B; 3) lucerna bilicne; 4) pesi fittili da telaio; 5) oscillum; 6) modellino fittile di barchetta. orizzontale a sezione circolare impostata sotto l orlo, apoda 13. Sono documentati anche una brocchetta miniaturistica, alta 10 cm, con orlo estroflesso leggermente ingrossato, collo a svasare verso l alto, un ansa a nastro a sezione molto schiacciata, corpo globulare e basso piede a disco; un anforetta miniaturistica, con corpo globulare, alta, per la parte conservata (cioè dal piede fino alla base del collo) circa 7,5 cm; un coperchio, con parete schiacciata e corta presa leggermente a svasare verso l alto; lucerne: 8 con corpo con serbatoio aperto, globulare, con breve orlo inclinato verso l interno e solco intorno al foro centrale, un beccuccio abbastanza allungato dall estremità arrotondata e con foro più o meno circolare, piede a disco (simile al tipo Howland 25 A-B 14 ); 2 con corpo con serbatoio aperto, globulare, con breve orlo inclinato verso l interno 13 Cfr. Bechtold 1999, forma C 4 B. 14 Howland 1958.

15 LO SCARICO DELLA FORNACE ELLENISTICA DI S. GIACOMO A GELA 161 e solco intorno al foro centrale, due brevi beccucci dalla forma arrotondata con foro circolare. È infine presente un frammento di orlo forse attribuibile a un tegame in ceramica da fuoco (?), con orlo indistinto, parete leggermente concava e con accentuata carena a spigolo vivo e base di appoggio del coperchio sulla parete interna del corpo, circa 7 mm sotto l orlo 15. Tra la ceramica acroma un gruppo a parte, che si aggiunge alla sessantina di frammenti appena descritti, è quello dei distanziatori per la cottura dei vasi. Ne sono stati rinvenuti 30 (19 integri e 11 frammentari) e costituiscono, come già detto, uno dei principali indizi della presenza di una fornace ellenistica. Alti da 1,8 a 4,4 cm, sono caratterizzati da un orlo a tesa con la superficie superiore abbastanza piana, un corpo cilindrico, che va leggermente a svasare verso il fondo, che è piano, apodo, con apertura al centro di forma circolare irregolare (tav. V). Nella classificazione del Cracolici 16 sono attribuiti al tipo II A2 e sono definiti sostegni a campana, a forma di bicchiere usati per l impilaggio di forme aperte a pareti piuttosto alte, come skyphoi e coppe skyphoidi 17. DISTANZIATORI Tav. V - I distanziatori dello scarico della fornace ellenistica di S. Giacomo a Gela. 15 Ricorda forse la forma delle lopades, molto documentate per esempio a Lipari (Bernabò Brea, Cavalier 1965, passim). 16 Cracolici Cracolici 2003, pp. 22, 35 e fig. 7

16 162 STEFANIA GIUNTA 2.4. Altri materiali ceramici (tav. IVb nn. 2-6) Tra i materiali dello scarico della fornace sono inoltre documentati: 9 oscilla integri, di forma circolare, con uno o due fori per la sospensione, privi di decorazione o decorati con il volto di Medusa 18 (in 2 esemplari) e con la figura di Scilla che emerge da un motivo floreale e afferra con le mani le estremità della coda di pesce (in un unico esemplare 19 ); 5 pesi fittili da telaio integri, 4 di forma troncopiramidale e 1 di forma troncoconica; un modellino fittile di barchetta, probabilmente a carattere votivo 20 (inv. 3733); due frammenti di arule fittili, uno con decorazione a basso rilievo di girali vegetali e l altro con decorazione a rilievo di elementi vegetali, ovuli e dentelli. 3. Osservazioni preliminari sulle caratteristiche della ceramica geloa: i dati della fornace ellenistica Da un preliminare esame macroscopico dei reperti di S. Giacomo, l aspetto prevalente degli impasti risulta non molto depurato, calcareo e poroso. Nello specifico, una maggiore attenzione è stata riservata alla ceramica a vernice nera (anche se le osservazioni su questa classe sembrano potersi estendere alle altre), in quanto la prevalente tra i materiali dello scarico e di particolare interesse per la ricerca storico-economica della Sicilia ellenistica 21. Il colore degli impasti varia dal rosso al rosato-giallastro al grigiastro e la frattura è sempre irregolare e granulosa. Sono distinguibili tre tipi di impasto (tav. VI). Il tipo 1, che sembra essere il più documentato, è di colore rosso con molti piccoli e piccolissimi inclusi bianchi opachi di forma irregolare e distribuiti in modo irregolare abbastanza fitto, alcuni, rari, inclusi grigi di piccole dimensioni e alcuni piccolissimi vacuoli. L impasto tipo 2 è di colore grigiastro non uniforme con fittissimi e piccolissimi inclusi bianchi opachi che appaiono non nettamente distinguibili e come mescolati al colore di fondo; sono inoltre presenti frequenti vacuoli. L impasto tipo 3 è di colore rosato chiaro tendente al giallino, con moltissimi inclusi bianchi opachi piccoli e medi e numerosi piccoli vacuoli. In tutti i casi la vernice nera di rivestimento appare opaca, di qualità modesta, 18 Si tratta del tipo di decorazione più frequente per gli oscilla in tutti i contesti ellenistici di Gela (in corso di studio per la tesi di dottorato di chi scrive). 19 È un unicum tra i contesti ellenistici di Gela. 20 La presenza di questo oggetto suscitò particolare interesse per la precisione e finezza della sua realizzazione, a dimostrazione fra l altro del carattere vario e molteplice dell attività di queste fornaci ellenistiche (Adamesteanu 1954, pp ). 21 Le caratteristiche della ceramica a vernice nera della prima età ellenistica di produzione siciliana sono in generale poco note.

17 LO SCARICO DELLA FORNACE ELLENISTICA DI S. GIACOMO A GELA Impasto tipo 1 Skyphos in vernice nera dallo scarico della fornace Impasto tipo 2 Piatto in vernice nera dallo scarico della fornace Impasto tipo 3 Skyphos in vernice nera dallo scarico della fornace Impasto tipo 4 Distanziatori dallo scarico della fornace Impasto di confronto di probabile produzione non locale Coppa in vernice nera dal terreno dell I.N.A. Casa 163 Tav. VI - Alcuni impasti di ceramiche di Gela. distribuita in modo non sempre uniforme, non perfettamente aderente al corpo del vaso e perciò spesso scrostata. Un altro gruppo di ceramica che merita particolare attenzione è quello dei distanziatori per la cottura dei vasi, il cui impasto (tipo 4), caratteristico, si presenta di colore grigio verdastro, con frattura irregolare e granulosa, molto poroso, con alcuni grossi inclusi di colore nero opaco, di forma irregolare arrotondata, distribuiti in modo irregolare e non molto fitto, e molti vacuoli di piccole dimensioni (tav. VI).

18 164 STEFANIA GIUNTA In linea generale, l aspetto degli impasti dei materiali dello scarico della fornace ellenistica di S. Giacomo appare confrontabile con le descrizioni degli impasti dei vasi di Gela di epoche diverse, come sono presentate negli studi passati. In particolare sono state esaminate dagli studiosi le anfore di età arcaica e classica di Gela 22. Nell analisi puntuale condotta dalla Spagnolo 23 vengono individuati, tra queste, alcuni impasti considerati locali, nei quali una delle caratteristiche dominanti sembra la presenza abbondante di inclusi bianchi di calcare di cui restano spesso i vacuoli. Sono state effettuate dagli studiosi anche analisi archeometriche su anfore di epoca arcaica e classica, che non provengono da contesti sicuramente produttivi, ma che sono state riconosciute come locali sulla base di confronti con mattoni di fornaci moderne e perché compatibili con la geologia dell area di Gela 24. Da queste indagini risulta che le caratteristiche della ceramica di produzione locale di Gela sono: argilla calcarea (CaO > 7-8 %), presenza di microforaminiferi, tracce di muscovite e prevalenti clasti di quarzo 25. Anche per i materiali della fornace, oggetto di questo lavoro, sono in corso analisi di laboratorio, chimiche (XRF) e mineralogiche (microscopia ottica su sezioni sottili), che permettono di descrivere i caratteri composizionali dell argilla dei vasi prodotti a Gela, partendo direttamente dai reperti provenienti da una fornace. Sono stati fino adesso analizzati tre campioni di ceramica a vernice nera, tra cui due sicuri scarti, e uno di distanziatore 26. Tutti i campioni sono riferibili ad uno stesso gruppo petrografico, che a livello di matrice si caratterizza per una distribuzione areale da omogenea a moderatamente omogenea, una classazione moderata, dimensioni degli inclusi che variano tra 0.04 e 0.14 mm (da silt grossolano a sabbia molto fine), con la mode intorno a 0.06 mm. La massa di fondo risulta otticamente inattiva, con colore brunastro a nicols paralleli e nero a nicols incrociati, con chiazze di materiale cripto cristallino birifrangente (speckled b- 22 Spagnolo 1995; Barone 2002; Barone et al Spagnolo 1995, pp Barone 2002, pp ; Barone et al. 2004, p. 44. Per una sintesi dei caratteri geologici della collina di Gela vd. Barone 2002, p. 276, con bibliografia citata. Di recente, inoltre, è in corso un programma di analisi di laboratorio su diverse classi ceramiche provenienti da contesti di Gela di differenti periodi, da parte delle Università di Messina e Catania, i cui risultati preliminari sono stati presentati durante un seminario tenutosi presso il Museo archeologico di Gela nell ottobre 2010 ( Risorse ambientali e impianti produttivi a Gela nell antichità: primi risultati di una ricerca congiunta con le Università di Messina e Catania ). 25 Barone 2002, p Lo studio petrografico è stato condotto da I. Iliopoulos dell Università di Patrasso, che ha presentato i risultati analitici anche di altri materiali ceramici di Gela e altri siti della Sicilia nel suo intervento in Olcese 2010, all interno del progetto Immensa Aequora (www.immensaaequora.org).

19 LO SCARICO DELLA FORNACE ELLENISTICA DI S. GIACOMO A GELA 165 fabrics). Predomina il quarzo monocristallino angoloso. In quantità subordinate si riscontrano granuli di calcite. c:f:v 10μ =20:80:<1 27 (fig. 4a-b). Fig. 4a-b 4. Alcune linee di studio Dallo studio finora effettuato emergono diverse linee di ricerca, che sono in corso e che saranno in futuro approfondite. Nei paragrafi successivi ne vengono esposte in maniera preliminare alcune che sembrano di particolare interesse, in relazione alle informazioni che se ne possono ricavare di utilità per gli studi di carattere storico-economico La circolazione della ceramica geloa in età ellenistica L identificazione dei caratteri della ceramica prodotta a Gela in età ellenistica è il punto di partenza per estendere le osservazioni agli altri contesti coevi della città e al territorio circostante La città I materiali di questo scarico non sono molto abbondanti e danno l idea che si tratti di una piccola fornace per la distribuzione locale dei prodotti, forse legata anche alla realizzazione di ceramica per uso funerario e/o cultuale, come si potrebbe dedurre dall abbondante presenza degli unguentari 28 e di alcune forme 27 c = componente grossolano (>0,0625 mm); f = componente fine (<0,0625 mm); v = spazi vuoti. 28 Data l ampia presenza di questo tipo di vasi, Adamesteanu, che li chiama lacrimatoi e ne nota la comune attestazione nelle necropoli, ritiene che la fornace, a cui si riferisce questo scarico, rifornisse gli abitanti di Gela per i corredi funerari (Adamesteanu 1954, pp ).

20 166 STEFANIA GIUNTA miniaturistiche (anforetta e brocchetta acroma, anforetta e kantharos a vernice nera, coppette sia acrome sia a vernice nera). Tramite lo studio in corso 29, è possibile evidenziare in che modo i materiali prodotti localmente, nel periodo in esame, circolino all interno della stessa città e in quale misura si affianchino a ceramiche di probabile importazione. Al punto attuale della ricerca risulta che la maggior parte dei reperti ceramici presenti in diversi contesti ellenistici di Gela, case, terme, necropoli 30, è simile alla ceramica locale. Appare però evidente la compresenza di ceramiche dalle caratteristiche molto diverse. Limitandosi, in questa sede, ad accennare solamente alla problematica, un esempio molto chiaro è dato dalla ceramica a vernice nera. Gli impasti dei reperti della fornace ellenistica si differenziano da altri impasti di contenitori, pure presenti a Gela con molta probabilità importati, che appaiono molto più depurati, con rarissimi inclusi poco visibili e con frattura generalmente netta. In questi stessi campioni inoltre anche l aspetto della vernice è differente: è molto lucida, compatta e ben stesa, di qualità decisamente superiore. Si tratta spesso di vasi che presentano anche una decorazione stampigliata, in prevalenze con palmette e festoni, che non è invece mai documentata tra i materiali della fornace ellenistica (tav. VI) Il territorio Per quanto riguarda invece il territorio circostante, un obiettivo di questa ricerca è, dopo aver stabilito, tramite lo studio dei materiali della fornace, i caratteri della ceramica geloa, tentare di differenziare la produzione di Gela da quella di altri siti della Sicilia, della stessa epoca. Innanzitutto si può notare che molte delle forme attestate tra i materiali dello scarico della fornace ellenistica di Gela trovano confronti con ceramiche provenienti da contesti di scavo di altri siti coevi della Sicilia. La produzione di Gela si inserisce pienamente all interno del panorama della cultura materiale della Sicilia della prima età ellenistica. Le osservazioni, al punto attuale del presente lavoro, sono soltanto tipologiche. Si possono citare, a titolo di esempio, per la ceramica vernice nera la coppetta simile al tipo Morel 2714 f1 31, ben documentata in Sicilia tra la fine del IV e la prima metà del III sec. a.c. e presente, per esempio, nella necropoli di Lilybeo 29 Ricerche per la tesi di dottorato di chi scrive. 30 Si tratta dei contesti indagati da Orlandini e Adamesteanu (vd. paragrafo 1 e nota 3), in corso di studio per la tesi di dottorato di chi scrive. 31 Il tipo Morel 2714 f1 è relativo a un vaso proveniente da Segesta, di produzione locale o regionale, ed è datato circa al 310 ± 30 a.c. (Morel 1981, p. 209).

Oppure si lavorava l argilla con il tornio (figg. 4 5).

Oppure si lavorava l argilla con il tornio (figg. 4 5). Ceramica Nell antichità il vaso non era un semplice un semplice oggetto utile nella vita quotidiana, ma era anche merce di scambio. Il lavoro del vasaio, inizialmente era collegato alle stagioni e dunque

Dettagli

10 consigli per la salute e il benessere degli addetti ai lavori

10 consigli per la salute e il benessere degli addetti ai lavori L ergonomia al microscopio 10 consigli per la salute e il benessere degli addetti ai lavori 1 Regolare correttamente l altezza della sedia. Per lavorare in maniera confortevole è importante adattare gli

Dettagli

La rappresentazione dello spazio nel mondo antico

La rappresentazione dello spazio nel mondo antico La rappresentazione dello spazio nel mondo antico L esigenza di creare uno spazio all interno del quale coordinare diversi elementi figurativi comincia a farsi sentire nella cultura egizia e in quella

Dettagli

Contesti ceramici dai Fori Imperiali

Contesti ceramici dai Fori Imperiali Contesti ceramici dai Fori Imperiali a cura di BAR International Series 2455 2013 Published by Archaeopress Publishers of British Archaeological Reports Gordon House 276 Banbury Road Oxford OX2 7ED England

Dettagli

AUTOLIVELLI (orizzontalità ottenuta in maniera automatica); LIVELLI DIGITALI (orizzontalità e lettura alla stadia ottenute in maniera automatica).

AUTOLIVELLI (orizzontalità ottenuta in maniera automatica); LIVELLI DIGITALI (orizzontalità e lettura alla stadia ottenute in maniera automatica). 3.4. I LIVELLI I livelli sono strumenti a cannocchiale orizzontale, con i quali si realizza una linea di mira orizzontale. Vengono utilizzati per misurare dislivelli con la tecnica di livellazione geometrica

Dettagli

LEGAMBIENTE NEI CAMPI, I CAMPI PER LEGAMBIENTE

LEGAMBIENTE NEI CAMPI, I CAMPI PER LEGAMBIENTE LEGAMBIENTE NEI CAMPI, I CAMPI PER LEGAMBIENTE Volume VIII manuali campi volontariato Il fare e il dire di Legambiente nei campi Dal 1991 ad oggi sono stati oltre 3.000 i campi di volontariato che Legambiente

Dettagli

Vediamo ora altre applicazioni dei prismi retti descritti in O1.

Vediamo ora altre applicazioni dei prismi retti descritti in O1. O2 - I PRISMI OTTICI S intende con prisma ottico un blocco di vetro ottico 8 limitato normalmente da superfici piane, di forma spesso prismatica. Un fascio di luce 9 può incidere su una o due delle sue

Dettagli

Pietra dei solstizi di Montevila Perca (Alto Adige)

Pietra dei solstizi di Montevila Perca (Alto Adige) Dott. Huber Josef Pietra dei solstizi di Montevila Perca (Alto Adige) La pietra dei solstizi di Montevila é un blocco di granito con un volume di ca. 1,3 m³. Ha cinque fori con un diametro di ca. 3 cm

Dettagli

PIANO GENERALE DEGLI IMPIANTI DI AFFISSIONE E ALTRI MEZZI PUBBLICITARI

PIANO GENERALE DEGLI IMPIANTI DI AFFISSIONE E ALTRI MEZZI PUBBLICITARI COMUNE DI SIRIGNANO PROVINCIA DI AVELLINO Piazza Aniello Colucci 83020 SIRIGNANO (AV) Tel. 081-5111570 Fax 081-5111625 CF 80004370641 P. IVA 00256240649 PIANO GENERALE DEGLI IMPIANTI DI AFFISSIONE E ALTRI

Dettagli

Metodi e strategie per la redazione di una tesi di dottorato in diritto comparto

Metodi e strategie per la redazione di una tesi di dottorato in diritto comparto Metodi e strategie per la redazione di una tesi di dottorato in diritto comparto Elena Sorda Con le note del Prof. G. Rolla Premessa Questo breve scritto nasce dall idea, espressa dal Prof. Rolla, di individuare

Dettagli

DALLA TEORIA ALLA PRATICA

DALLA TEORIA ALLA PRATICA DALLA TEORIA ALLA PRATICA Comunicare a distanza: il telefono a filo La prima esperienza di telecomunicazione (dal greco tele = distante) si realizza con due piccoli contenitori di plastica, cartone o metallo,

Dettagli

Livellazione Geometrica Strumenti per la misura dei dislivelli

Livellazione Geometrica Strumenti per la misura dei dislivelli Università degli studi di Brescia Facoltà di Ingegneria Corso di Topografia A Nuovo Ordinamento Livellazione Geometrica Strumenti per la misura dei dislivelli Nota bene: Questo documento rappresenta unicamente

Dettagli

Pensionati e pensioni nelle regioni italiane

Pensionati e pensioni nelle regioni italiane Pensionati e pensioni nelle regioni italiane Adam Asmundo POLITICHE PUBBLICHE Attraverso confronti interregionali si presenta una analisi sulle diverse tipologie di trattamenti pensionistici e sul possibile

Dettagli

Che cosa è un museo: storia, finalità, organizzazione l ecomuseo

Che cosa è un museo: storia, finalità, organizzazione l ecomuseo Che cosa è un museo: storia, finalità, organizzazione l ecomuseo La storia del museo Il Museo deriva il suo nome da quello delle Muse, personaggi della mitologia greca. Le Muse erano 9 ed erano figlie

Dettagli

La f(x) dovrà rimanere all interno di questo intorno quando la x è all interno di un intorno di x 0, cioè I(x 0 ), cioè:

La f(x) dovrà rimanere all interno di questo intorno quando la x è all interno di un intorno di x 0, cioè I(x 0 ), cioè: 1 Limiti Roberto Petroni, 2011 Possiamo introdurre intuitivamente il concetto di limite dicendo che quanto più la x si avvicina ad un dato valore x 0 tanto più la f(x) si avvicina ad un valore l detto

Dettagli

IL CIELO PER GLI ANTICHI I fenomeni celesti più appariscenti e l influsso che hanno avuto sulla storia

IL CIELO PER GLI ANTICHI I fenomeni celesti più appariscenti e l influsso che hanno avuto sulla storia IL CIELO PER GLI ANTICHI I fenomeni celesti più appariscenti e l influsso che hanno avuto sulla storia Affronteremo un breve viaggio per scoprire il significato che la volta celeste aveva per i popoli

Dettagli

VOLUME 2 CAPITOLO 2 MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE. Alla fine del capitolo scrivi il significato di queste parole nuove: ... ... ... ... ... ...

VOLUME 2 CAPITOLO 2 MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE. Alla fine del capitolo scrivi il significato di queste parole nuove: ... ... ... ... ... ... LA CITTÀ VOLUME 2 CAPITOLO 2 MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE 1. Parole per capire Alla fine del capitolo scrivi il significato di queste parole nuove: città... città industriale... pianta della città...

Dettagli

La mancanza di un approccio formale, fondato su un assunzione analitica dei dati all interno di un sistema organizzato in termini logici, insieme con

La mancanza di un approccio formale, fondato su un assunzione analitica dei dati all interno di un sistema organizzato in termini logici, insieme con 5. CONCLUSIONI. Lo studio proposto in questo lavoro ha analizzato le profonde ragioni delle varie tradizioni di ricerca che hanno caratterizzato l analisi degli assetti territoriali a partire dall età

Dettagli

tanhαl + i tan(ωl/v) 1 + i tanh αl tan(ωl/v). (10.1)

tanhαl + i tan(ωl/v) 1 + i tanh αl tan(ωl/v). (10.1) 10 - La voce umana Lo strumento a fiato senz altro più importante è la voce, ma è anche il più difficile da trattare in modo esauriente in queste brevi note, a causa della sua complessità. Vediamo innanzitutto

Dettagli

È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni.

È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni. È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni. 8 regioni settentrionali: il Piemonte (Torino), la Val d Aosta (Aosta),

Dettagli

2.1 Difetti stechiometrici Variano la composizione del cristallo con la presenza di elementi diversi dalla natura dello stesso.

2.1 Difetti stechiometrici Variano la composizione del cristallo con la presenza di elementi diversi dalla natura dello stesso. 2. I difetti nei cristalli In un cristallo perfetto (o ideale) tutti gli atomi occuperebbero le corrette posizioni reticolari nella struttura cristallina. Un tale cristallo perfetto potrebbe esistere,

Dettagli

PROGETTO PAIKULI - IRAQ

PROGETTO PAIKULI - IRAQ Dario Federico Marletto PROGETTO PAIKULI - IRAQ RAPPORTO TECNICO SUI LAVORI PER IL CORSO DI FORMAZIONE PRESSO LA SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA DI OSTIA ANTICA Intervento sul mosaico pavimentale del Cortile

Dettagli

Non appena chiudi gli occhi comincia l avventura del sonno. Al posto della solita penombra nella stanza, volume oscuro che si interrompe qua e là,

Non appena chiudi gli occhi comincia l avventura del sonno. Al posto della solita penombra nella stanza, volume oscuro che si interrompe qua e là, Un uomo che dorme Non appena chiudi gli occhi comincia l avventura del sonno. Al posto della solita penombra nella stanza, volume oscuro che si interrompe qua e là, dove la memoria identifica senza sforzo

Dettagli

O5 - LE ABERRAZIONI delle LENTI

O5 - LE ABERRAZIONI delle LENTI O5 - LE ABERRAZIONI delle LENTI Per aberrazione intendiamo qualsiasi differenza fra le caratteristiche ottiche di un oggetto e quelle della sua immagine, creata da un sistema ottico. In altre parole, ogni

Dettagli

IL CLASSICO NEL PENSIERO E NELLE FORME

IL CLASSICO NEL PENSIERO E NELLE FORME - CEREA, VERONA IL CLASSICO NEL PENSIERO E NELLE FORME DALL AGNELLO F.LLI & C. s.n.c. di Dall Agnello Luigi Via Muselle, 377-37050 ISOLA RIZZA (VR) Tel. +39 045 6970644 - +39 045 7135697 - Fax +39 045

Dettagli

G LI ITALIANI E LA BICICLETTA: DALLA RISCOPERTA ALLA CRESCITA MANCATA

G LI ITALIANI E LA BICICLETTA: DALLA RISCOPERTA ALLA CRESCITA MANCATA G LI ITALIANI E LA BICICLETTA: DALLA RISCOPERTA ALLA CRESCITA MANCATA AUDIMOB O SSERVATORIO SUI C OMPORTAMENTI DI M OBILITÀ DEGLI I TALIANI Maggio 2012 LE FERMATE AUDIMOB S U L L A M O B I L I T A n. 15

Dettagli

DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA PROGETTAZIONE

DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA PROGETTAZIONE UNIVERSITA' DEGLI STUDI SASSARI UFFICIO TECNICO LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE, RESTAURO CONSERVATIVO E ADEGUAMENTO NORMATIVO DELL EDIFICIO SITO IN SASSARI IN LARGO PORTA NUOVA DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA PROGETTAZIONE

Dettagli

EQUIPARAZIONI TRA LAUREE DI VECCHIO ORDINAMENTO, LAUREE SPECIALISTICHE E LAUREE MAGISTRALI

EQUIPARAZIONI TRA LAUREE DI VECCHIO ORDINAMENTO, LAUREE SPECIALISTICHE E LAUREE MAGISTRALI EQUIPARAZIONI TRA LAUREE DI VECCHIO ORDINAMENTO, LAUREE SPECIALISTICHE E LAUREE MAGISTRALI Ai fini della partecipazione ai pubblici concorsi: nei bandi che fanno riferimento all ordinamento previgente

Dettagli

SCUOLA PRIMARIA DI MONTE VIDON COMBATTE CLASSE V INS. VIRGILI MARIA LETIZIA

SCUOLA PRIMARIA DI MONTE VIDON COMBATTE CLASSE V INS. VIRGILI MARIA LETIZIA SCUOLA PRIMARIA DI MONTE VIDON COMBATTE CLASSE V INS. VIRGILI MARIA LETIZIA Regoli di Nepero Moltiplicazioni In tabella Moltiplicazione a gelosia Moltiplicazioni Con i numeri arabi Regoli di Genaille Moltiplicazione

Dettagli

Classe V A a.s. 2012/2013 Liceo Classico Vitruvio Pollione

Classe V A a.s. 2012/2013 Liceo Classico Vitruvio Pollione Classe V A a.s. 2012/2013 Liceo Classico Vitruvio Pollione Algebra Geometria Il triangolo è una figura piana chiusa, delimitata da tre rette che si incontrano in tre vertici. I triangoli possono essere

Dettagli

Cultura, creatività e sviluppo sostenibile

Cultura, creatività e sviluppo sostenibile Cultura, creatività e sviluppo sostenibile Forse sarebbe necessario che iniziassi correggendo il titolo di questa mia breve introduzione: non cultura, creatività e sviluppo sostenibile, ma cultura globalizzata,

Dettagli

Valore caratteristico EC7

Valore caratteristico EC7 Procedura da adottare - Azioni (E) Valore caratteristico EC7 Per le combinazioni delle azioni si rimanda a quanto detto ampiamente in precedenza. Resistenze (Rd) del sistema geotecnico Il valore di progetto

Dettagli

ALOIS RIEGL (1858-1905)

ALOIS RIEGL (1858-1905) ALOIS RIEGL (1858-1903 DER MODERNE DENKMALKULTUS : IL CULTO MODERNO DEI MONUMENTI ANTICHI... NEGLI ULTIMI ANNI SI E VERIFICATO UN PROFONDO CAMBIAMENTO NELLE NOSTRE CONCEZIONI SULLA NATURA E LE ESIGENZE

Dettagli

Le piante. Piante senza fiori Piante con fiori. La radice Il fusto La foglia Il fiore I frutti e i semi

Le piante. Piante senza fiori Piante con fiori. La radice Il fusto La foglia Il fiore I frutti e i semi Le piante Le piante Piante senza fiori Piante con fiori La radice Il fusto La foglia Il fiore I frutti e i semi Piante senza fiori Milioni di anni fa esistevano sulla Terra soltanto piante senza fiori

Dettagli

Sussidi didattici per il corso di PROGETTAZIONE, COSTRUZIONI E IMPIANTI. Prof. Ing. Francesco Zanghì FONDAZIONI - II

Sussidi didattici per il corso di PROGETTAZIONE, COSTRUZIONI E IMPIANTI. Prof. Ing. Francesco Zanghì FONDAZIONI - II Sussidi didattici per il corso di PROGETTAZIONE, COSTRUZIONI E IMPIANTI Prof. Ing. Francesco Zanghì FONDAZIONI - II AGGIORNAMENTO 12/12/2014 Fondazioni dirette e indirette Le strutture di fondazione trasmettono

Dettagli

LA PROGETTAZIONE SECONDO LA ISO 9001: 2000 (Giorgio Facchetti)

LA PROGETTAZIONE SECONDO LA ISO 9001: 2000 (Giorgio Facchetti) LA PROGETTAZIONE SECONDO LA ISO 9001: 2000 (Giorgio Facchetti) Uno degli incubi più ricorrenti per le aziende certificate l applicazione del requisito relativo alla progettazione in occasione dell uscita

Dettagli

NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO

NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO Mariano Paganelli Expert System Solutions S.r.l. L'Expert System Solutions ha recentemente sviluppato nuove tecniche di laboratorio

Dettagli

Istituto Comprensivo di Pero a.s. 2014-2015 COMPLET@MENTE. Progetto di sperimentazione delle Indicazioni Nazionali- Scienze Tecnologia

Istituto Comprensivo di Pero a.s. 2014-2015 COMPLET@MENTE. Progetto di sperimentazione delle Indicazioni Nazionali- Scienze Tecnologia Istituto Comprensivo di Pero a.s. 2014-2015 COMPLET@MENTE Progetto di sperimentazione delle Indicazioni Nazionali- Scienze Tecnologia Nella prima parte dell anno scolastico 2014-2015 alcune classi del

Dettagli

a) Si descriva, internamente al triangolo, con centro in B e raggio x, l arco di circonferenza di π π

a) Si descriva, internamente al triangolo, con centro in B e raggio x, l arco di circonferenza di π π PROBLEMA Il triangolo rettangolo ABC ha l ipotenusa AB = a e l angolo CAB =. a) Si descriva, internamente al triangolo, con centro in B e raggio, l arco di circonferenza di estremi P e Q rispettivamente

Dettagli

Oggetto: Autorizzazione per l esecuzione di opere e lavori di qualunque genere sui beni culturali (articolo 21, comma 4, d.lgs. n.

Oggetto: Autorizzazione per l esecuzione di opere e lavori di qualunque genere sui beni culturali (articolo 21, comma 4, d.lgs. n. PROTOCOLLO Responsabile del procedimento 14,62 Al Ministero per i beni e le attività culturali Soprintendenza..... Oggetto: Autorizzazione per l esecuzione di opere e lavori di qualunque genere sui beni

Dettagli

Se dico la parola TEMPO che cosa ti viene in mente?

Se dico la parola TEMPO che cosa ti viene in mente? Se dico la parola TEMPO che cosa ti viene in mente? Ognuno di noi ha espresso le proprie opinioni, poi la maestra le ha lette ad alta voce. Eravamo proprio curiosi di conoscere le idee ti tutti! Ecco tutti

Dettagli

Il campionato Catania nail design2014 unghie è suddiviso in specialità :

Il campionato Catania nail design2014 unghie è suddiviso in specialità : Il campionato Catania nail design2014 unghie è suddiviso in specialità : 1. Stiletto in gel ed in acrilico ; 2. Scultura/ Tip pink & white in Gel/acrilico Principianti ; 3. Scultura/ Tip pink & white in

Dettagli

8 - LE OPERE DI URBANIZZAZIONE. Prof. Pier Luigi Carci

8 - LE OPERE DI URBANIZZAZIONE. Prof. Pier Luigi Carci 8 - LE OPERE DI URBANIZZAZIONE Prof. Pier Luigi Carci Introduzione Introduzione Le opere di urbanizzazione costituiscono tutte le strutture e i servizi necessari per rendere un nuovo insediamento adatto

Dettagli

I tiri principali nel badminton

I tiri principali nel badminton I tiri principali nel badminton 4 2 3 5 6 1 Drop a rete 2 Pallonetto (lob) 3 Drive 4 Clear 5 Drop 6 Smash (schiacciata) 1 Traiettoria Definizione Impugnatura 1 Drop a rete Rovescio Sequenza fotografica

Dettagli

Io ò bevuto circa due. mesi sera e mattina. d una aqqua d una. fontana che è a. quaranta miglia presso. Roma, la quale rompe. la pietra; e questa à

Io ò bevuto circa due. mesi sera e mattina. d una aqqua d una. fontana che è a. quaranta miglia presso. Roma, la quale rompe. la pietra; e questa à Io ò bevuto circa due mesi sera e mattina d una aqqua d una fontana che è a quaranta miglia presso Roma, la quale rompe la pietra; e questa à rotto la mia e fàttomene orinar gran parte. Bisògniamene fare

Dettagli

CORALLO: COME SI LAVORA

CORALLO: COME SI LAVORA CORALLO: COME SI LAVORA di Giuseppe Rajola Edizioni vesuvioweb La lavorazione del corallo si divide in due differenti grosse famiglie: il liscio e l inciso. Cosa si intende per liscio? La lavorazione del

Dettagli

4.1 COSTRUZIONI DI CALCESTRUZZO.. 7.4 COSTRUZIONI DI CALCESTRUZZO..

4.1 COSTRUZIONI DI CALCESTRUZZO.. 7.4 COSTRUZIONI DI CALCESTRUZZO.. E. Cosenza NORME TECNICHE Costruzioni di calcestruzzo Edoardo Cosenza Dipartimento di Ingegneria Strutturale Università di Napoli Federico II 4.1 COSTRUZIONI DI CALCESTRUZZO.. 7.4 COSTRUZIONI DI CALCESTRUZZO..

Dettagli

Punti inaccessibili e artifici

Punti inaccessibili e artifici Appunti di Topografia Volume 1 Goso Massimiliano Punti inaccessibili e artifici Punti inaccessibili e Artifici. Revisione 1-06/11/2009 Autore : Massimiliano Goso Email: Copyright (c) 2009 Massimiliano

Dettagli

LA SCIENZA DAI SEMI AL PIATTO

LA SCIENZA DAI SEMI AL PIATTO FOOD LA SCIENZA DAI SEMI AL PIATTO FOOD. LA SCIENZA DAI SEMI AL PIATTO PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA UNA STRAORDINARIA MOSTRA CHE AFFRONTA IL TEMA DEL CIBO DAL PUNTO DI VISTA SCIENTIFICO, SVELANDONE TUTTI

Dettagli

Classi di concorso (D.M. 39/98) e abilitazioni

Classi di concorso (D.M. 39/98) e abilitazioni Classi di concorso (D.M. 39/98) e abilitazioni Classi di concorso tabella A 1/A Aerotecnica e costruzioni aeronautiche 2/A Anatomia, fisiopatologia oculare e laboratorio di misure oftalmiche 3/A Arte del

Dettagli

Scheda 4 «Territorio e Turismo sostenibile» IL TERRITORIO CULTURALE ED ECONOMICO. GREEN JOBS Formazione e Orientamento

Scheda 4 «Territorio e Turismo sostenibile» IL TERRITORIO CULTURALE ED ECONOMICO. GREEN JOBS Formazione e Orientamento Scheda 4 «Territorio e Turismo sostenibile» IL TERRITORIO TERRITORIO CULTURALE ED ECONOMICO GREEN JOBS Formazione e Orientamento L uomo è il principale agente di trasformazione del territorio sia direttamente,

Dettagli

A COSA SERVONO LE FOGLIE?

A COSA SERVONO LE FOGLIE? A COSA SERVONO LE FOGLIE? Le foglie fabbricano il cibo della pianta, trasformando aria e acqua in glucosio (zucchero). Una foglia è formata da: Di solito la foglia è formata LAMINA da una parte appiattita

Dettagli

PRODOTTI DA COSTRUZIONE CON L OBBLIGO DI DOP E MARCATURA CE (elenco aggiornato al 31 luglio 2014) ACCIAI e altri PRODOTTI DA COSTRUZIONE

PRODOTTI DA COSTRUZIONE CON L OBBLIGO DI DOP E MARCATURA CE (elenco aggiornato al 31 luglio 2014) ACCIAI e altri PRODOTTI DA COSTRUZIONE CON L OBBLIGO DI DOP E MARCATURA CE (elenco aggiornato al 31 luglio 2014) ACCIAI e altri Acciai per la realizzazione di strutture metalliche e di strutture composte (laminati, tubi senza saldatura, tubi

Dettagli

esame di stato 2012 seconda prova scritta per il liceo scientifico di ordinamento

esame di stato 2012 seconda prova scritta per il liceo scientifico di ordinamento RTICL rchimede 4 esame di stato seconda prova scritta per il liceo scientifico di ordinamento Il candidato risolva uno dei due problemi e risponda a 5 quesiti del questionario PRBLEM Siano f e g le funzioni

Dettagli

Kangourou Italia Gara del 19 marzo 2015 Categoria Student Per studenti di quarta e quinta della secondaria di secondo grado

Kangourou Italia Gara del 19 marzo 2015 Categoria Student Per studenti di quarta e quinta della secondaria di secondo grado Kangourou Italia Gara del 19 marzo 2015 Categoria Student Per studenti di quarta e quinta della secondaria di secondo grado I quesiti dal N. 1 al N. 10 valgono 3 punti ciascuno 1. Angela è nata nel 1997,

Dettagli

La Ville Radieuse di Le Corbusier

La Ville Radieuse di Le Corbusier Modelli 8: la città funzionale La Ville Radieuse di Le Corbusier Riferimenti bibliografici: - Le Corbusier, Verso una architettura, a cura di P. Cerri e P. Nicolin, trad. it., Longanesi, Milano, 1987 -

Dettagli

NUOVA SEGNALAZIONE DI CROSTACEI DECAPODI NEL CRETACICO INFERIORE DI VERNASSO (UDINE, NE ITALIA)

NUOVA SEGNALAZIONE DI CROSTACEI DECAPODI NEL CRETACICO INFERIORE DI VERNASSO (UDINE, NE ITALIA) A. GARASSINO NUOVA SEGNALAZIONE DI CROSTACEI DECAPODI NEL CRETACICO INFERIORE DI VERNASSO (UDINE, NE ITALIA) NEW DISCOVERY OF DECAPOD CRUSTACEANS IN THE LOWER CRETACEO US OF VERNASSO (UDINE, NE ITALY)

Dettagli

Università per Stranieri di Siena. Centro. Certificazione CILS. Certificazione. di Italiano come Lingua Straniera. Sessione: Dicembre 2012 Livello: A1

Università per Stranieri di Siena. Centro. Certificazione CILS. Certificazione. di Italiano come Lingua Straniera. Sessione: Dicembre 2012 Livello: A1 Università per Stranieri di Siena Centro CILS Sessione: Dicembre 2012 Test di ascolto Numero delle prove 2 Ascolto - Prova n. 1 Ascolta i testi: sono brevi dialoghi e annunci. Poi completa le frasi.

Dettagli

Il Dipartimento per le Comunicazioni: uno studio dell età del personale. Miriam Tagliavia Marzo 2011

Il Dipartimento per le Comunicazioni: uno studio dell età del personale. Miriam Tagliavia Marzo 2011 Il Dipartimento per le Comunicazioni: uno studio dell età del personale Marzo 2011 2 Il Dipartimento per le Comunicazioni: uno studio dell età del personale Il Dipartimento per le Comunicazioni, uno dei

Dettagli

La movimentazione dei materiali (material handling)

La movimentazione dei materiali (material handling) La movimentazione dei materiali (material handling) Movimentazione e stoccaggio 1 Obiettivo generale La movimentazione e stoccaggio dei materiali (material handling MH) ha lo scopo di rendere disponibile,

Dettagli

CON LO SGUARDO RIVOLTO AL FUTURO

CON LO SGUARDO RIVOLTO AL FUTURO CON LO SGUARDO RIVOLTO AL FUTURO LA PRODUTTIVITÀ HA UN NUOVO LOGO ED UNA NUOVA IMMAGINE resentiamo il nuovo logo e il nuovo pay off aziendali in un momento P storico della realtà Laverda, contraddistinto

Dettagli

La protezione delle culture agricole è la nostra specialità

La protezione delle culture agricole è la nostra specialità La protezione delle culture agricole è la nostra specialità Ugelli antideriva ad aspirazione d aria ed accessori per irrorazione AirMix e TurboDrop i più conosciuti e diffusi nel mondo per la protezione

Dettagli

SETTORE TERRITORIO Servizio Urbanistica

SETTORE TERRITORIO Servizio Urbanistica SETTORE TERRITORIO Servizio Urbanistica VARIANTE CONNESSA A S.U.A. IN ZONA C3 DEL VIGENTE PRG RELAZIONE E NORME DI ATTUAZIONE IL DIRIGENTE SETTORE TERRITORIO (Ing. Gian Paolo TRUCCHI) IL PROGETTISTA (Arch.

Dettagli

III.8.2 Elementi per il bilancio idrico del lago di Bracciano

III.8.2 Elementi per il bilancio idrico del lago di Bracciano III.8.2 Elementi per il bilancio idrico del lago di Bracciano (Fabio Musmeci, Angelo Correnti - ENEA) Il lago di Bracciano è un importante elemento del comprensorio della Tuscia Romana che non può non

Dettagli

14.12.2013 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 335/3

14.12.2013 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 335/3 14.12.2013 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 335/3 REGOLAMENTO (UE) N. 1332/2013 DEL CONSIGLIO del 13 dicembre 2013 che modifica il regolamento (UE) n. 36/2012 concernente misure restrittive in

Dettagli

OO.PP. Puglia 2008. Unità Misura. Prezzo DESCRIZIONE

OO.PP. Puglia 2008. Unità Misura. Prezzo DESCRIZIONE IG 01.001 IG 01.002 IG 01.003a Approntamento dell' attrezzatura di perforazione a rotazione compreso il carico e lo scarico e la revisione a fine lavori. Per ogni approntamento dellattrezzatura cad 667,35

Dettagli

NORME PER GLI AUTORI E COLLABORATORI DELLA CASA EDITRICE LEO S. OLSCHKI

NORME PER GLI AUTORI E COLLABORATORI DELLA CASA EDITRICE LEO S. OLSCHKI NORME PER GLI AUTORI E COLLABORATORI DELLA CASA EDITRICE LEO S. OLSCHKI La Casa editrice Olschki è da sempre particolarmente attenta alla cura e uniformità grafica delle proprie pubblicazioni. Nell intento

Dettagli

STUDIO COMPLETO Il commercio in tempo di crisi Analisi degli esercizi commerciali

STUDIO COMPLETO Il commercio in tempo di crisi Analisi degli esercizi commerciali STUDIO COMPLETO Il commercio in tempo di crisi Analisi degli esercizi commerciali Calo degli esercizi commerciali in sede fissa. Nell ultimo decennio l intero comparto della distribuzione commerciale ha

Dettagli

Guida all applicazione (spruzzatura ad aria nebulizzata)

Guida all applicazione (spruzzatura ad aria nebulizzata) Guida all applicazione (spruzzatura ad aria nebulizzata) 1 Spruzzo convenzionale (aria nebulizzata) Una pistola a spruzzo convenzionale è uno strumento che utilizza aria compressa per atomizzare ( nebulizzare

Dettagli

RELAZIONE SULLA FORMAZIONE DEL CATASTO DEGLI AGGREGATI EDILIZI

RELAZIONE SULLA FORMAZIONE DEL CATASTO DEGLI AGGREGATI EDILIZI Comune di San Demetrio Ne Vestini Provincia dell Aquila RELAZIONE SULLA FORMAZIONE DEL CATASTO DEGLI AGGREGATI EDILIZI 1. INTRODUZIONE La sottoscritta arch. Tiziana Del Roio, iscritta all Ordine degli

Dettagli

Il viaggio oltre la vita. Gli Etruschi e l aldilà tra capolavori e realtà virtuale

Il viaggio oltre la vita. Gli Etruschi e l aldilà tra capolavori e realtà virtuale Comunicato stampa Venerdì 24 ottobre 2014 alle ore 17.30 presso Palazzo Pepoli. Museo della Storia di Bologna (via Castiglione, 8 Bologna) inaugura la mostra Il viaggio oltre la vita. Gli Etruschi e l

Dettagli

UNIVERSITÀ - LA NUOVA CLASSIFICA DI VISION

UNIVERSITÀ - LA NUOVA CLASSIFICA DI VISION The Italian Think Tank UNIVERSITÀ - LA NUOVA CLASSIFICA DI VISION Vision propone un nuovo modello di ranking multi-dimensionale che mette a confronto le università italiane sulla base di cinque parametri

Dettagli

Ri...valutando: azione e ricerca per il miglioramento

Ri...valutando: azione e ricerca per il miglioramento Il team di ricerca Mario Ambel (Responsabile) Anna Curci Emiliano Grimaldi Annamaria Palmieri 1. Progetto finalizzato alla elaborazione e validazione di un modellostandard - adattabile con opportune attenzioni

Dettagli

STUDIO DELLA DIFFUSIONE DI INTERNET IN ITALIA ATTRAVERSO

STUDIO DELLA DIFFUSIONE DI INTERNET IN ITALIA ATTRAVERSO STUDIO DELLA DIFFUSIONE DI INTERNET IN ITALIA ATTRAVERSO L USO DEI NOMI A DOMINIO di Maurizio Martinelli Responsabile dell Unità sistemi del Registro del cctld.it e Michela Serrecchia assegnista di ricerca

Dettagli

ATTIVITA MOTORIA DAI 5 AI 7 ANNI PREMESSA

ATTIVITA MOTORIA DAI 5 AI 7 ANNI PREMESSA ATTIVITA MOTORIA DAI 5 AI 7 ANNI PREMESSA DAI 5 AI 7 ANNI LO SCOPO FONDAMENTALE DELL ALLENAMENTO E CREARE SOLIDE BASI PER UN GIUSTO ORIENTAMENTO VERSO LE DISCIPLINE SPORTIVE DELLA GINNASTICA. LA PREPARAZIONE

Dettagli

LA MISURAZIONE DEL CARATTERE

LA MISURAZIONE DEL CARATTERE TPO PROGETTAZIONE UD 03 GESTIONE DEL CARATTERE IL TIPOMETRO LA MISURAZIONE DEL CARATTERE A.F. 2011/2012 MASSIMO FRANCESCHINI - SILVIA CAVARZERE 1 IL TIPOMETRO: PARTI FONDAMENTALI Il tipometro è uno strumento

Dettagli

Cognome... Nome... LE CORRENTI MARINE

Cognome... Nome... LE CORRENTI MARINE Cognome... Nome... LE CORRENTI MARINE Le correnti marine sono masse d acqua che si spostano in superficie o in profondità negli oceani: sono paragonabili a enormi fiumi che scorrono lentamente (in media

Dettagli

OGGI LA BIANCHI PER FORTUNA NON C'E' MA L'ITALIANO LO SAI ANCHE TE PER OGNI PAROLA DICCI COS'E', E NUOVE ISTRUZIONI AVRAI PER TE.

OGGI LA BIANCHI PER FORTUNA NON C'E' MA L'ITALIANO LO SAI ANCHE TE PER OGNI PAROLA DICCI COS'E', E NUOVE ISTRUZIONI AVRAI PER TE. 1 SE UNA SORPRESA VOLETE TROVARE ATTENTAMENTE DOVETE CERCARE. VOI ALLA FINE SARETE PREMIATI CON DEI GOLOSI DOLCINI INCARTATI. SE ALLE DOMANDE RISPONDERETE E NON CADRETE IN TUTTI I TRANELLI, SE TROVERETE

Dettagli

NOVITÀ FINESTRE IN PVC E PVC-ALLUMINIO TOP 9O. Qualità dell'abitare per le esigenze più moderne

NOVITÀ FINESTRE IN PVC E PVC-ALLUMINIO TOP 9O. Qualità dell'abitare per le esigenze più moderne NOVITÀ FINESTRE IN PVC E PVC-ALLUMINIO TOP 9O Qualità dell'abitare per le esigenze più moderne 3 Sintesi perfetta fra isolamento termico, tecnica e design Le finestre e le porte di oggi non solo devono

Dettagli

NOVITÀ ASSOLUTA NEL PANORAMA DEL TURISMO SCOLASTICO SICILIANO, IN COLLABORAZIONE CON LA SCUOLA DELLA GIOIA- FAVOLANDIA

NOVITÀ ASSOLUTA NEL PANORAMA DEL TURISMO SCOLASTICO SICILIANO, IN COLLABORAZIONE CON LA SCUOLA DELLA GIOIA- FAVOLANDIA Il Museo Diocesano di Catania desidera, anche quest anno, proseguire con le scuole l impegno e la ricerca educativa con particolare attenzione ai Beni Culturali, Artistici e Ambientali. L alleanza fra

Dettagli

ESEDRA ENERGIA. S o c i e t à C o o p. S o c. SISTEMI DI FISSAGGIO PER PANNELLI SOLARI C A T A L O G O 2 0 1 1

ESEDRA ENERGIA. S o c i e t à C o o p. S o c. SISTEMI DI FISSAGGIO PER PANNELLI SOLARI C A T A L O G O 2 0 1 1 ESEDRA ENERGIA S o c i e t à C o o p. S o c. SISTEMI DI FISSAGGIO PER PANNELLI SOLARI C A T A L O G O 2 0 1 1 La decennale esperienza di Esedra nel mondo delle energie rinnovabili ha dato vita alla linea

Dettagli

L ALIMENTAZIONE, LA CUCINA E ALTRE ATTIVITÀ DOMESTICHE

L ALIMENTAZIONE, LA CUCINA E ALTRE ATTIVITÀ DOMESTICHE MINISTERO PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA DELLA TOSCANA SEZIONE DIDATTICA L ALIMENTAZIONE, LA CUCINA E ALTRE ATTIVITÀ DOMESTICHE Le fonti letterarie conservateci che trattino

Dettagli

P.L.I.D.A. Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri Certificazione di competenza della lingua italiana

P.L.I.D.A. Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri Certificazione di competenza della lingua italiana P.L.I.D.A. Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri Certificazione di competenza della lingua italiana CRITERI DI VALUTAZIONE PER LE PROVE SCRITTE L obiettivo del valutatore, nella correzione delle prove

Dettagli

OPERE SPECIALI PREFABBRICATI

OPERE SPECIALI PREFABBRICATI OPERE SPECIALI PREFABBRICATI (Circ. Min. 13/82) ISTRUZIONI SCRITTE (Articolo 21) Il fornitore dei prefabbricati e della ditta di montaggio, ciascuno per i settori di loro specifica competenza, sono tenuti

Dettagli

Nel cemento armato si valorizzano le qualità dei due materiali: calcestruzzo e acciaio, che presentano le seguenti caratteristiche

Nel cemento armato si valorizzano le qualità dei due materiali: calcestruzzo e acciaio, che presentano le seguenti caratteristiche CEMENTO ARMATO METODO AGLI STATI LIMITE Il calcestruzzo cementizio, o cemento armato come normalmente viene definito in modo improprio, è un materiale artificiale eterogeneo costituito da conglomerato

Dettagli

Indagine sui consumi degli edifici pubblici (direzionale e scuole) e potenzialità degli interventi di efficienza energetica

Indagine sui consumi degli edifici pubblici (direzionale e scuole) e potenzialità degli interventi di efficienza energetica Indagine sui consumi degli edifici pubblici (direzionale e scuole) e potenzialità degli interventi di efficienza energetica Marco Citterio, Gaetano Fasano Report RSE/2009/165 Ente per le Nuove tecnologie,

Dettagli

Campioni atomici al cesio

Campioni atomici al cesio Campioni atomici al cesio Introduzione Gli orologi con oscillatore a cristallo di quarzo, che si sono via via rivelati più affidabili e precisi degli orologi a pendolo, hanno iniziato a sostituire questi

Dettagli

Beni pubblici e analisi costi benefici

Beni pubblici e analisi costi benefici Beni pubblici e analisi costi benefici Arch. Laura Gabrielli Valutazione economica del progetto a.a. 2005/06 Economia pubblica L Economia pubblica è quella branca della scienza economica che spiega come

Dettagli

Introduzione alla Teoria degli Errori

Introduzione alla Teoria degli Errori Introduzione alla Teoria degli Errori 1 Gli errori di misura sono inevitabili Una misura non ha significato se non viene accompagnata da una ragionevole stima dell errore ( Una scienza si dice esatta non

Dettagli

STORIA DELL USO DELL ENERGIA IN ITALIA Cesare Silvi Presidente GSES

STORIA DELL USO DELL ENERGIA IN ITALIA Cesare Silvi Presidente GSES STORIA DELL USO DELL ENERGIA IN ITALIA Cesare Silvi Presidente GSES NEW LIGHT ON ROME, ROMA, MERCATI DI TRAIANO, 2000 ARTISTA PETER ERSKINE Gruppo per la storia dell'energia solare (GSES) www.gses.it

Dettagli

Regolamento Nazionale Specialità "POOL 8-15" ( Buche Strette )

Regolamento Nazionale Specialità POOL 8-15 ( Buche Strette ) Regolamento Nazionale Specialità "POOL 8-15" ( Buche Strette ) SCOPO DEL GIOCO : Questa specialità viene giocata con 15 bilie numerate, dalla n 1 alla n 15 e una bilia bianca (battente). Un giocatore dovrà

Dettagli

2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA

2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA 2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA 2.1 Principio del processo La saldatura a resistenza a pressione si fonda sulla produzione di una giunzione intima, per effetto dell energia termica e meccanica. L energia

Dettagli

Uno spettroscopio fatto in casa

Uno spettroscopio fatto in casa Uno spettroscopio fatto in casa Angela Turricchia Laboratorio per la Didattica Aula Planetario Comune di Bologna, Włochy Ariel Majcher Centro di fisica teorica, PAS Varsava, Polonia Uno spettroscopio fatto

Dettagli

LIMITARE LA CIRCOLAZIONE DELLE AUTO? PER I CITTADINI SI PUÒ FARE

LIMITARE LA CIRCOLAZIONE DELLE AUTO? PER I CITTADINI SI PUÒ FARE LIMITARE LA CIRCOLAZIONE DELLE AUTO? PER I CITTADINI SI PUÒ FARE AUDIMOB O SSERVATORIO SUI C OMPORTAMENTI DI M OBILITÀ DEGLI I TALIANI Dicembre 2007 LE FERMATE AUDIMOB S U L L A M O B I L I T A n. 3 La

Dettagli

DERIVATE DELLE FUNZIONI. esercizi proposti dal Prof. Gianluigi Trivia

DERIVATE DELLE FUNZIONI. esercizi proposti dal Prof. Gianluigi Trivia DERIVATE DELLE FUNZIONI esercizi proposti dal Prof. Gianluigi Trivia Incremento della variabile indipendente e della funzione. Se, sono due valori della variabile indipendente, y f ) e y f ) le corrispondenti

Dettagli

COMUNE DI RONCO SCRIVIA Provincia di Genova. progetto preliminare relazione di progetto elaborati grafi ci * * *

COMUNE DI RONCO SCRIVIA Provincia di Genova. progetto preliminare relazione di progetto elaborati grafi ci * * * COMUNE DI RONCO SCRIVIA Provincia di Genova progetto preliminare relazione di progetto elaborati grafi ci ina 1 L Amministrazione comunale di Ronco Scrivia (provincia di Genova) intende integrare la dotazione

Dettagli

Oggetto SEZIONE O «ONDE. Muscoli. ciliare. Cornea. Retina. Nervo ottico. Umore acqueo. A Figura 1. Gli elementi fondamentali dell'occhio

Oggetto SEZIONE O «ONDE. Muscoli. ciliare. Cornea. Retina. Nervo ottico. Umore acqueo. A Figura 1. Gli elementi fondamentali dell'occhio SEZIONE O «ONDE Cornea Umore acqueo Muscolo ciliare Retina Nervo ottico A Figura 1. Gli elementi fondamentali dell'occhio umano. La luce entra nell'occhio attraverso la cornea e il cristallino. Viene fecalizzata

Dettagli

Macchine per la disinfestazione e la disinfezione

Macchine per la disinfestazione e la disinfezione GPE-F GPC Macchine per la disinfestazione e la disinfezione GPE-P GPC - GPE GPC Sicurezza conforme alle ultime normative CE; valvole di sicurezza; riempi botte antinquinante; miscelatore nel coperchio

Dettagli