Omaggio delle Edizioni Giuridiche Simone

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1 Capitolo2 Il nome di dominio Sommario: 1. Numero IP e nome di dominio Struttura del nome di dominio e gli standard internazionali Naming Authority Italiana e Registration Authority Italiana Il mantainer. 1. NUMERO IP E NOME DI DOMINIO L internet, come detto, è un insieme di reti autonome collegate fra loro: è un sistema che consente a tutti i computer interconnessi di «dialogare» fra loro. Ciascun computer, pertanto, deve essere identificabile; deve cioè poter essere «chiamato» da un altro, che deve potergli «rispondere». Il numero IP, costituito da una sequenza di numeri, consente appunto di identificare in modo univoco il computer con il quale ci si vuole collegare. Il numero IP individua, per esempio, il server che ospita il sito Gandalf (1). Tuttavia, poiché tenere a mente una serie di numeri è cosa poco agevole, si è ben presto studiato un differente criterio di riconoscimento delle macchine, più immediato, consistente nell associare al numero IP una sequenza di caratteri; gli indirizzi numerici sono stati così trasformati in indirizzi alfanumerici. L indirizzo alfanumerico associato al numero IP è gandalf.it. «gandalf.it» è un nome di dominio: il nome di dominio non è altro che la sequenza di caratteri associata al numero IP; nella composizio- (1) Un sito sulla cultura e comunicazione in rete all indirizzo

2 A. Ambrosini - La tutela del nome di dominio ne di un dominio possono rientrare: lettere (non accentate) (2), numeri e segno meno (non iniziale né finale). Originariamente esisteva una corrispondenza biunivoca tra macchina e numero IP e tra numero IP e nome di dominio: ogni computer era identificato da un singolo numero IP e da un singolo nome di dominio. Il passo successivo è stato quello di far coesistere più numeri IP su una stessa macchina: diversi numeri IP identificavano la stessa macchina fisica. L ulteriore passo è stato, infine, quello di rompere la correlazione fissa esistente tra numero IP e nome di dominio: un IP può ora corrispondere, grazie all evoluzione tecnica, anche a più domini; a ciascun dominio, però, sono associate informazioni diverse (3). 2. STRUTTURA DEL NOME DI DOMINIO E GLI STANDARD IN- TERNAZIONALI Un nome di dominio è strutturato in maniera da facilitare l instradamento delle informazioni. A tale scopo riflette, al suo interno, una vera e propria gerarchia: ciascun elemento individua una parte di questa gerarchia ed è legato ad ogni altro secondo uno schema di collocazione che identifica le relazioni interne tra gli elementi stessi. I domini, hanno, naturalmente una convenzione di scrittura (da destra verso sinistra o a etichette) che rappresenta ortograficamente l ordine gerarchico e sono definiti. I domini sono definiti secondo due standard internazionali: l Internet Protocol Suite (IPS) e l Open System Interconnection (OSI). Lo schema che, nel relativo standard, definisce un dominio, non rappresenta altro che l albero gerarchico dei livelli da cui è composto. Lo standard IPS, al fine di questa rappresentazione gerarchica, si avvale di una tecnica posizionale, che scrive i «livelli» che compongo- (2) È indifferente usare maiuscole piuttosto che minuscole; nel senso che il software non è in grado di percepire la differenza. (3) L appendice al volume contiene gli approfondimenti tecnici sul punto.

3 no il nome da destra verso sinistra, separandoli con un punto; lo standard OSI, invece, si avvale di una tecnica ad etichetta, la quale consiste nel far precedere i vari elementi del nome da etichette standard che identificano il livello. In particolare, nello standard IPS, il dominio risulta formato da un cd. top level domain (TLD), come per esempio «.it», «.com» o «.org» e da un c.d. second level domain (SLD), posto immediatamente a sinistra del TLD, che consiste in un nome o in un espressione liberamente scelta dalla parte interessata all assegnazione del dominio. A sinistra del second level domain possono trovarsi ulteriori livelli, ciascuno separato da un punto (4). I TLD non sono nella disponibilità di nessuno, nel senso che vengono assegnati direttamente dalla Registration Authority (5) cui viene fatta richiesta di registrazione di dominio, e si differenziano in tematici (6) e geografici (7). Nello standard OSI, il nome di dominio risulta formato, al primo livello della gerarchia, da un country code (C) che corrisponde sostanzialmente al TLD geografico. (4) Esempio: barberini.pe.it. Si faccia attenzione a non confondere il dominio con una serie di espressioni e simboli che può essere posta a destra del TLD. Queste espressioni non sono divise da punti ma da barre diagonali e non indicano un indirizzo IP, ma il percorso che porta ad un determinato file all interno del server individuato dal nome di dominio. (5) La Registration Authority è l organismo che gestisce e assegna domini sotto un determinato TLD. (6) I domini tematici attivi sono sette, di cui tre aperti (.com,.net,.org) e quattro chiusi (.edu,.gov,.int,.mil). Sono detti tematici perché originariamente identificavano la natura dell attività svolta dall assegnatario del dominio. Esempio: «.org» identificava i domini di organizzazioni no profit; «.com» i domini di imprese ed aziende commerciali; «.net» quelli di provider e fornitori di connettività; «.gov» quelli degli enti governativi statunitensi ecc. Progressivamente, però, il riferimento all attività svolta dalle «entità» assegnatarie dei domini «.com» «.net» e «.org» è andata perdendosi (emblematico è il caso del Comune di Chieti, che ha richiesto ed ottenuto la registrazione del dominio comunechieti.com). Per questo, dato che qualunque soggetto (a prescindere dalla nazionalità) può chiederne l assegnazione, è più corretto parlare di domini internazionali. Ai sette domini tematici già attivi devono aggiungersi gli ulteriori sette di prossima attivazione: «.firm», «.shop», «.web», «.rec», «.info», «.arts», «.nom». (7) I TLD geografici sono 243. Questo tipo di TLD identifica la locale Registration Authority che ha assegnato il dominio. Esempio: la Registration Authority italiana assegna e gestisce la registrazione dei domini sotto TLD «.it»; quella tedesca, sotto TLD «.de»; quella austriaca, sotto TLD «.at» ecc.

4 A. Ambrosini - La tutela del nome di dominio Al di sotto del country code, il sistema OSI prevede un Administration domain name (ADMD), un Private domain name (PRMD) e un Organization name (O) (8). La registrazione di un dominio secondo lo standard IPS implica, obbligatoriamente, la registrazione di un nome unico ed equivalente anche secondo lo standard OSI e viceversa. 3. NAMING AUTHORITY ITALIANA E REGISTRATION AUTHO- RITY ITALIANA l ICANN (9) è l associazione no profit costituita per assumersi la responsabilità dell allocazione degli spazi degli indirizzi IP, dell assegnazione dei parametri dei protocolli, della gestione del sistema dei nomi a dominio e del root server system. Queste funzioni sono ora esercitate, sulla base di un contratto con il Governo degli Stati Uniti, dalla IANA e da altre entità. La IANA (10), organo designato dall IAB (11), è al vertice del sistema di attribuzione dei nomi di dominio e coordina, nella zona europea, l assegnazione dei numeri IP avvalendosi della collaborazione di diversi soggetti, tra cui il RIPE NCC. (8) Qualche esempio: 1) lavazza.it (standard IPS) C = it; ADMD = 0; PRMD = lavazza (standard OSI). 2) Barberini.pe.it (standard IPS) C = it; ADMD = 0; PRMD = pe; O = barberini; (standard OSI) 3) infn.it (standard IPS) C = it; ADMD = garr; PRMD = infn; (standard OSI) Quanto alla lunghezza massima dei valori delle varie etichette, riportiamo la seguente tabella: Etichetta Numero massimo di caratteri consentiti C Valore noto (ad esempio C = it;) ADMD Valore noto PRMD 16 caratteri O 64 caratteri OU 32 caratteri OU 32 caratteri (9) Internet Corporation for Assigned Names and Numbers: (10) Internet Assigned Numbers Authorithy: (11) Si rinvia al paragrafo 4 del capitolo 1.

5 Il RIPE NCC (12) è la struttura che, su delega della IANA, assegna i numeri IP alla comunità internet europea. In relazione alla registrazione dei domini e alla gestione dei relativi registri, la IANA ha ripartito il compito fra diverse autorità, con competenze divise per TLD (e Country Code): ciascun TLD e C è amministrato da una Authority nazionale, che deve garantire l unicità dei nomi assegnati. La RA italiana (13) ha la responsabilità dell assegnazione dei nomi di dominio e della gestione dei registri e dei nameserver per il codice «C=it»; secondo lo standard OSI, e per il TLD «.it» secondo lo standard ISP (14). Le procedure operative ed il regolamento in base al quale la Registration Authority italiana opera, sono invece stabilite dalla Naming Authority italiana (15). Questa cesura vale tuttavia solo per l Italia, dato che negli altri paesi esiste un unico organismo, un unica Authority, che assolve ad entrambi i compiti. La Registration Authority, malgrado questa precisa distinzione dei ruoli, mantiene una rappresentanza all interno della Naming Authority italiana. Quest ultima è costituita da un gruppo, denominato ITA- PE, formato da esperti del settore informatico, accademico e commerciale. Il gruppo ITA-PE si è formato nel 1994, dietro richiesta del gruppo di lavoro UNINFO (16). (12) Réseaux IP Européens Network Coordination Centre: (13) (14) Codice di nazione assegnato all Italia secondo ISO (15) (16) Alla fine del 1993 l ISO (International Organization for Standardization, l organizzazione che stabilisce gli standard a livello mondiale) ha richiesto agli organismi nazionali dei paesi membri (UNI per l Italia ed in particolare UNINFO per le problematiche legate alle normative informatiche) la attuazione della norma ISO 6523, con la creazione delle rispettive Authority nazionali. A tale scopo nella riunione tenutasi il 26 gennaio 1994 presso la sede a Roma dell Istituto Superiore del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni è stata affidata ad UNINFO la creazione di un gruppo di lavoro denominato «UNINFO-GL applicazione ed estensione della normativa ISO 6523 in Italia». Tale gruppo ha iniziato la propria attività con una riunione presso lo CSELT di Torino il 15 febbraio I lavori sono proseguiti nelle successive riunioni del 21 marzo 1994, del 27 giugno 1994 e del 15 dicembre 1994.

6 A. Ambrosini - La tutela del nome di dominio La Naming Authority (ITA-PE) si è data da subito una struttura aperta; e, difatti, la partecipazione al gruppo è libera (le modalità di adesione sono indicate nello Statuto (17)). I suoi organi sono: l Assemblea, il Presidente dell Assemblea, il Comitato Esecutivo (che materialmente stabilisce le regole di naming per il TLD.it), il Direttore del Comitato Esecutivo. Il lavoro è svolto sia durante le riunioni periodiche del Comitato Esecutivo sia in Assemblea (che tra l altro è pubblica), sia tramite la mailing-list ITA-PE. I documenti ed i verbali del gruppo sono pubblicati nel sito della Naming Authority. La RA italiana fa capo al Network Information Centre (NIC). Il compito è materialmente svolto da un gruppo di tecnici dell Istituto Applicazioni Telematiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche. La RA svolge una serie di attività affinché un dominio sia regolarmente registrato ed assegnato a chi lo richiede. Le verifiche effettuate riguardano essenzialmente due punti: la congruenza tra la richiesta e le regole di naming stabilite dalla Naming Authority per il dominio «.it», e la correttezza tecnica e formale della richiesta stessa. Dal punto di vista tecnico i controlli riguardano principalmente la congruenza tra i dati forniti ed eventuali dati già presenti nel data base, e la corretta configurazione dei name server indicati per il dominio. In aggiunta alla registrazione dei nomi a dominio, la RA fornisce anche servizi aggiuntivi come, ad esempio, quello di hosting sul proprio name server. Sono, inoltre, mantenute varie liste di discussione su argomenti di interesse per la comunità internet In base al Memorandum of Understanding tra l ISO, ITU (International Telecommunication Union) e la Internet Society, il gruppo di studio ha riconosciuto l esigenza di mantenere in stretto rapporto tra di loro sia i servizi di registrazione per i protocolli OSI che per i protocolli IPS; si è cosi deciso di creare un unico insieme di organismi che si occupassero al tempo stesso di tutte le problematiche di naming e registrazione. Al tempo stesso è stata stabilita la liason con la Commissione TLC del Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni (rappresentante in Italia di ITU) per il coordinamento delle azioni in corso. Le riunioni del gruppo UNINFO sono pertanto proseguite congiuntamente con quelle della Commissione TLC. Nella riunione dell 8 maggio 1995 è stato quindi stabilito di creare documenti ed organismi congiunti che provvedessero alle problematiche di naming e di registrazione sia per i protocolli OSI che per quelli ISP. Sulla base delle indicazioni ricevute, il gruppo di lavoro UNINFO ha pertanto richiesto la creazione del gruppo ITA-PE, affidandogli ad interim il ruolo di Naming Authority ed ha affidato alla struttura operativa che già si occupava delle registrazioni dei nomi a dominio sia per il top level «.it» che per il country code «C=it» il ruolo di Registration Authority ad interim. (17) Art. 5.

7 italiana, e vari database (compreso quello dei domini attivi nel Top Level Domain «.it»). La RA è infine responsabile anche delle attività relative all assegnazione di nomi definiti da altri standard, e cioè dell assegnazione sia di domini secondo lo standard ITU X.400 (posta elettronica) e sia dei relative distinguished names secondo lo standard ITU X.500 (directory globale). In questo ambito è anche responsabile di applicare le regole di traduzione tra i nomi assegnati secondo lo standard ITU X.400 e i nomi a dominio di Internet (18). Si noti, per finire, che tutte le autorità delegate all amministrazione dei TLD sono tenute a predisporre programmi liberamente accessibili a tutti gli utenti dell internet che consentano la conversione dei nomi nel loro equivalente numerico (19). 4. IL MANTAINER Il mantainer è un soggetto (non necessariamente provider) abilitato ad interagire con la RA italiana per la registrazione e manutenzione di nomi di dominio nel TLD «.it». Ma il mantainer (o meglio: oggetto mantainer) è anche lo strumento attraverso il quale un azienda o organizzazione è autorizzata a registrare e mantenere domini nel database della RA italiana. Nell oggetto mantainer sono specificati: le persone (dell azienda intestataria) abilitate ad interagire con la RA; gli indirizzi di posta elettronica ai quali la RA invia ogni comunicazione inerente la registrazione, la modifica o la cancellazione di oggetti mantenuti dalla stessa; gli indirizzi di posta elettronica dell organizzazione abilitati all invio dei moduli per la registrazione la modifica o la cancellazione di oggetti mantenuti dall azienda. Per essere intestatari di un oggetto mantainer è sufficiente sottoscrivere un apposito contratto e riempire un apposito modulo (20). (18) RFC 822. (19) Sul punto cfr. RFC (20) I dettagli sono indicati nel cap. III.

8 Capitolo3 Regole di naming italiane e aspetti operativi Sommario: 1. Introduzione Le nuove forme di assegnazione I soggetti abilitati ad interagire con la RA per la registrazione e gestione dei domini «.it» Aspetti operativi preliminari Procedura per l assegnazione di nomi di dominio sotto TLD «.it» Verifiche formali e tecniche sulla registrazione Procedura di modifica della registrazione dei nomi di dominio «.it» Revoca di un dominio assegnato Sospensione di un dominio assegnato Risoluzione delle dispute Prospettive di sviluppo: multi-ra. 1. INTRODUZIONE Le regole di naming sono norme per l assegnazione dei nomi di dominio all interno di un TLD. Le norme e procedure per l assegnazione di un dominio sotto TLD «.it», e cioè le norme e procedure in base alle quali opera la Registration Authority italiana (RA), sono definite dalla Naming Authority italiana (NA). È opportuno sottolineare, preliminarmente, che i domini «.it» sono assegnati in uso e non in proprietà dalla RA (1); di conseguenza, l Authority si riserva la facoltà di revocare la registrazione. I domini possono essere assegnati direttamente sotto il TLD «.it» (2) oppure sotto albero geografico (3). (1) L assegnazione in uso del dominio implica la non alienabilità dello stesso; può tuttavia essere oggetto di negoziazione la rinuncia al suo utilizzo. In questo caso si presenterà alla RA detta rinuncia contestualmente alla richiesta di riassegnazione (da parte del soggetto a questa interessato) del dominio. (2) Ad esempio azienda.it (3) Ad esempio azienda.milano.it, azienda.rho.mi.it ecc. I nomi che costituiscono la struttura geografica fungono da «contenitore gerarchico» per il dominio di cui è richiesta l assegnazione sotto detto albero. Per questo motivo, sono riservati e non assegnabili.

9 A. Ambrosini - La tutela del nome di dominio La registrazione presso la RA italiana è obbligatoria solo per i domini collocati direttamente al di sotto del TLD «.it» oppure direttamente al di sotto della struttura geografica predefinita. Non è soggetto invece a registrazione il cd. naming interno, che in genere descrive la struttura interna dell entità assegnataria del dominio (4). Alcuni domini sono riservati e non assegnabili o assegnabili solo a soggetti predeterminati. Tra i nomi non assegnabili, rientrano quelli costituiti da due soli caratteri; questa limitazione è stata introdotta per evitare possibili collisioni con eventuali nuove Province (5) istituite in futuro; non sono, inoltre, utilizzabili i nomi utilizzati per indicare gli strumenti operativi dell internet o che comunque risultano generici nella Rete ( , FTP, SLIP ecc.); le sigle dei TLD geografici e tematici; le denominazioni e sigle geografiche, i termini come per esempio «regione», «provincia» o «comune» che sono riservati ai corrispondenti enti pubblici (6). Per concludere, un dominio «.it» non è prenotabile, non può essere, cioè registrato in previsione di un uso futuro; il non uso comporta la revoca d ufficio della sua assegnazione (7). Un nome assegnato, infine, in uso all interno dello spazio dei domini sotto TLD «.it», non può considerarsi come riservato in altre posizioni dell albero dei nomi stesso (8). (4) Se il dominio è «azienda.it», il relativo naming interno potrebbe per esempio essere «amministrazione.azienda.it» oppure «vendite.azienda.it». (5) Non è registrabile, ad esempio, il dominio «su.it» che potrebbe contraddistinguere l eventuale provincia di Sulmona (paese in provincia di L Aquila), qualora dovesse essere istituita. (6) L elenco dei nomi di dominio non assegnabili e riservati sono riportati in appendice. (7) Le regole di naming parlano di non «visibilità/raggiungibilità» degli oggetti appartenenti al nome di dominio assegnato per un periodo superiore ai tre mesi. La verifica di questo stato è effettuata tecnicamente dalla RA. In caso di revoca, il dominio non può essere assegnato nuovamente in uso ad altri prima di un mese dalla data della revoca stessa. (8) I nomi collocati, ad esempio, ad un livello differente dell albero geografico (come, ad esempio: nome.lombardia.it, nome.milano.lom.it o nome.rho.mi.lom.it) sono considerati differenti e i relativi domini possono essere assegnati ad entità diverse e non correlate tra loro.

10 2. LE NUOVE FORME DI ASSEGNAZIONE Prima del 15 dicembre 1999 l assegnazione dei domini sotto TLD «.it» si basava sui seguenti principi: assegnazione del dominio sulla base del first come, first served (9); assegnazione del dominio solo ad entità italiane o che avessero una filiale italiana; assegnazione del dominio solo ad entità dotate di partita IVA, enti o associazioni no profit dotate di atto costitutivo e statuto depositati all ufficio del registro o rogati da un notaio e di codice fiscale; assegnazione di un solo dominio per ciascuna entità, salvo due eccezioni: i service provider iscritti al «Pubblico Registro» previsto dall articolo 8 del DPR 420/1995 potevano richiedere l assegnazione di ulteriori domini: uno per ogni servizio applicativo o a valore aggiunto offerto (10); se si sceglieva di registrare il proprio dominio sotto albero geografico (es. azienda.milano.it), lo stesso nome poteva essere registrato, dall entità intestataria, anche sotto ulteriori differenti domini geografici (ad esempio: azienda.roma.it, azienda.carpi.modena.it ecc.) (11). A partire dal 15 dicembre 1999 i principi sopra indicati sono stati modificati eccetto quello del first come, first served, che è rimasto invariato. In particolare, i domini sotto TLD «.it» possono essere assegnati in uso a tutti i soggetti appartenenti ad un paese membro dell Unione Europea; chi è titolare di partita IVA, codice fiscale o equivalente può (9) Questo principio comporta che la RA attribuisca il dominio al primo utente che ne faccia richiesta. In base a tale meccanismo, la RA non inibirà l adozione di un nuovo dominio se non quando questo risulti, in entrambe le componenti TLD e SLD, del tutto identico ad uno già precedentemente assegnato. (10) Era ammessa l ulteriore registrazione di un nome a dominio specifico per ciascuno dei servizi applicativi o a valore aggiunto compresi nel seguente elenco: servizio di fornitura di caselle postali; servizio di MHS X.400 in qualità di ADMD; servizio di directory X.500; servizio di accesso mediato ai servizi di rete; servizio di fornitura di spazio gopher; servizio di fornitura di spazio WWW; servizio di fornitura di spazio FTP. (11) Si noti che, in tal caso, lo stesso nome poteva essere registrato sotto ulteriori e diversi domini geografici, ma non anche sotto diretto TLD «.it» (azienda.it).

11 A. Ambrosini - La tutela del nome di dominio registrare un numero illimitato di domini, inoltre a partire dal 15 gennaio 2000 la possibilità di richiedere esclusivamente un solo dominio, direttamente sotto TLD «.it», è stata estesa anche alle persone fisiche non esercenti attività economiche o commerciali, e alle associazioni non dotate di partita IVA né codice fiscale o equivalente. In seguito alla raccomandazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 25 gennaio 2000 la RA ha sospeso attivazione dei domini relativi a nomi e cognomi di persone fisiche quando il richiedente non abbia dimostrato di avere titolo all uso di quello specifico nome e cognome. 3. I SOGGETTI ABILITATI AD INTERAGIRE CON LA RA PER LA REGISTRAZIONE E GESTIONE DEI DOMINI «.IT» Prima di addentrarci nella disamina puntuale delle regole di naming e negli aspetti strettamente pratici, è bene ricordare che soltanto i mantainer (12) possono registrare e gestire domini, per proprio conto o per conto terzi (13), sotto TLD «.it». Anche nel caso in cui una entità voglia richiedere direttamente la registrazione del proprio (evitando cioè i mantainer ufficiali), dovrà stipulare un apposito contratto con la RA italiana diventando mantainer dei domini stessi. Ovviamente questi soggetti gestiscono direttamente le proprie reti e non richiedono registrazioni per conto terzi. Le persone fisiche facenti capo ai mantainer, abilitati ad interagire con la RA per la registrazione e la gestione dei domini, sono quelli indicati nell «oggetto mantainer». 4. ASPETTI OPERATIVI PRELIMINARI A) Come si diventa mantainer Il primo passo consiste nel prelevare dal sito della RA il relativo contratto (14), che deve essere compilato con tutti i dati, stampato in (12) Soggetti che hanno stipulato un contratto con la Registration Authority Italiana. (13) Per terzo si intende uno dei soggetti indicati nel precedente paragrafo. (14) Al 14 gennaio 2000 sono disponibili due tipi di contratto: contratto per nuovi provider o mantainer; contratto diretto con l assegnatario del dominio, nel caso di enti che vogliano gestire in proprio i relativi domini.

12 duplice copia e sottoscritto; nel caso di aziende, associazioni ed enti la sottoscrizione deve essere apposta da legale rappresentante. Il contratto deve, poi, essere bollato ed inviato per posta ordinaria alla RA (15). Successivamente è necessario prelevare il modulo per l ottenimento di un oggetto mantainer (16); questo modulo, una volta compilato, deve essere inviato all indirizzo La RA confermerà, via posta elettronica, la ricezione del modulo segnalando gli eventuali errori di compilazione. In quest ultimo caso sarà necessario rinviare un nuovo modulo corretto. Ricevute le copie del contratto debitamente sottoscritte, la RA le firmerà entrambe e ne rispedirà una al soggetto richiedente. Poiché la sottoscrizione di un nuovo contratto comporta anche il pagamento di una somma, unitamente alla copia del contratto la RA spedirà anche relativa fattura. La RA attiverà successivamente quanto necessario nel database Whois e ne darà conferma via posta elettronica al mantainer. La sottoscrizione del contratto con la RA comporta il pagamento di una somma; i prezzi per l anno 2000 (al netto dell IVA), stabiliti nel corso della Riunione del Comitato dei Contributori svoltasi a Bologna il 29 ottobre 1999, sono: sottoscrizione nuovo contratto (per mantainer): ; la somma comprende trenta domini prepagati, i costi di inizializzazione della posizione del nuovo provider o mantainer e l assistenza iniziale; sottoscrizione nuovo contratto per entità che non intendono avvalersi di un mantainer ufficiale, ma preferiscono gestire in proprio i domini: ; la somma comprende il costo di registrazione e mantenimento per un anno di un solo dominio e i costi di assistenza; registrazione nuovi domini (per mantainer): ; mantenimento domini già esistenti (per mantainer): ; Si sottolinea che le entità che vogliano gestire in proprio più di un dominio, dovranno sottoscrivere una lettera di affidamento separata per ciascun nome. I contratti indicati sono riportati in appendice. (15) Questi i recapiti della RA italiana: Network Information Center c/o IAT Istituto del CNR Via Alfieri, 1 (Loc. S. Cataldo) - I Ghezzano (Pisa) - Tel Fax (16) ftp://ftp.nic.it/ra/doc/modulo-registrazione-mntner

13 A. Ambrosini - La tutela del nome di dominio mantenimento domini (per entità che non intendono avvalersi di un mantainer ufficiale): Il maggior prezzo dovuto per coloro che non intendono avvalersi di un mantainer ufficiale è motivato dalla più massiccia assistenza che la RA dovrà, prevedibilmente, fornire. B) Come si compila l oggetto mantainer Il modulo va riempito come segue. Sezione 0 Informazioni obbligatorie mntner: in questo campo va inserito il nome del mantainer, scritto in maiuscolo e seguito da «-MNT», ad esempio: NOME-MNT. descr: in questo campo va inserita una breve descrizione dell attività del soggetto richiedente; se la descrizione occupa più di un rigo, bisogna ripetere «descr:» all inizio di ogni rigo. admin-c: in questo campo va inserito il NIC-handle del cd. administrative contact, cioè del soggetto che amministra l oggetto mantainer. tech-c: in questo campo va inserito il NIC-handle del technical contact (ossia della persona che va contattata in caso di problemi tecnici); una società può prevedere anche più figure di questo tipo, le quali dovranno, però, essere tutte referenziate nel campo «tech-c:» del modulo; bisognerà riportare, per ogni rigo, un solo NIC-handle, ciascuno preceduto da «tech-c:». upd-to: in questo campo va inserito l indirizzo di posta elettronica cui si vuole che la RA comunichi qualsiasi richiesta relativa ad oggetti «mantenuti» dal mantainer in questione. È possibile inserire anche più indirizzi di posta elettronica; in tale caso si dovrà riportare, per ogni rigo, un solo indirizzo di posta elettronica, ciascuno preceduto da «upd-to:».

14 mnt-nfy: in questo campo va inserito l indirizzo di posta elettronica cui si vuole che la RA comunichi l avvenuta registrazione, modifica o cancellazione di un dominio mantenuto dal mantainer in questione. È possibile inserire anche più indirizzi di posta elettronica ma, in tal caso, bisognerà riportare per ogni rigo un solo indirizzo di posta elettronica, ciascuno preceduto da «mnt-nfy:». auth: in questo campo vanno inseriti gli indirizzi di posta elettronica da cui possono essere fatte pervenire alla RA italiana moduli per la registrazione o modifica di un qualsiasi dominio o oggetto mantenuto dal mantainer in questione. Gli indirizzi vanno inseriti nel campo seguendo una sintassi particolare. Volendo, per esempio, inserire l indirizzo di posta elettronica del signor Paperino, che supponiamo essere si dovrà scrivere: auth: MAIL-FROM PAPERLINE\.IT). Su ogni rigo va riportato un solo indirizzo di posta elettronica, ciascuno preceduto da «auth:» (17). mnt-by: mantainer del presente oggetto: NOME-MNT. Sezione 1 Informazioni opzionali remarks: eventuali chiarimenti, commenti. notify: gli indirizzi di posta elettronica delle persone a cui si vuole che la RA comunichi eventuali modifiche dell oggetto mantainer. Su ogni rigo va riportato un solo indirizzo di posta elettronica, ciascuno preceduto da «notify:». (17) Alcuni strumenti messi a disposizione dal NIC (come per esempio quello che consente di verificare lo stato di registrazione di un dominio) possono essere consultati dal mantainer via Web all indirizzo: Per accedere al servizio è necessaria una password criptata. Nel caso il mantainer intenda avvalersi di questi strumenti dovrà dunque comunicare al NIC la propria password, inserendola nel campo «auth:».

15 A. Ambrosini - La tutela del nome di dominio Sezione 2 Informazioni obbligatorie changed: l indirizzo di posta elettronica della persona che sta compilando l oggetto mantainer e la data nel formato anno, mese e giorno. Supponendo che sia Paperino, in data 20 dicembre 1999, a compilare l oggetto mantainer, si avrà: changed: source: la fonte dei dati: IT-NIC. Sezione 3 Informazioni obbligatorie sulle persone citate nelle sezioni precedenti se non già registrate nel data base della RA. Il gruppo di campi va ripetuto per ciascuna persona (lasciando una riga vuota prima di ogni riga «person:»). person: nome e cognome della persona. address: via e numero civico; in genere quello dell azienda mantainer per il quale la persona lavora. address: CAP e città dell azienda mantainer. address: Stato. phone: numero di telefono. fax-no: numero di fax. indirizzo di posta elettronica del soggetto.

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