Pagina 12. IL RAP: LA MUSICA DEL DOMANI Giugno Editoriale

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1 I l g a z z e t t i n o d e l D e S a n c t i s Pagina 12 L i c e o d e l l e s c i e n z e u m a n e e l i n g u i s t i c h e D e S a n c t i s Un genere musicale visto come una sindrome IL RAP: LA MUSICA DEL DOMANI Giugno 2015 Grazie ai mezzi di comunicazione, in questi anni c è stato uno scambio culturale molto elevato e, a poco a poco, sono arrivati da ogni parte del mondo nuovi tipi di arte e con essi anche nuovi generi musicali. Uno stile che spesso, ancora oggi, non è molto apprezzato è il rap. Nato negli anni 70 del secolo scorso, a New York, come forma di rivolta, consiste nel rappare un proprio testo a tempo su una base. Con il passare dei decenni, il rap si è approcciato anche con tematiche generali, storie d amore, condizione quotidiane, e spesso con problemi che riguardano la società che ci circonda. Quello che sembrava essere un genere solo americano strada facendo è arrivato quasi in ogni parte del mondo, compresa l Italia, trascinando molti giovani con sé. Oggi vi sono numerosi rapper famosi ed apprezzati: Fabri Fibra, Emis Killa, Fedez, J-Ax. I seguaci e gli appassionati, comunque, non sono ancora molti. Per capire basta guardare al territorio locale. Questo genere non è ancora penetrato in maniera piena a Paternò, infatti chiunque si trovi in questa città e sceglie di approcciarsi a questo genere automaticamente incomincia ad essere guardato con occhi diversi, come se scrivere su un foglio tramite delle rime fosse un crimine. Chi fa rap è definito spesso come un pagliaccio, il modo scelto per esprimersi non viene preso quasi mai seriamente. Se qualcuno gira vestito in canotta con occhiali o con pantaloni larghi viene subito guardato male. C è quel momento nel quale avresti voglia di esclamare: No! Non ho l ebola! Ma nonostante questo ci sono quelli che vanno avanti fregandosene di ciò che hanno da dire gli altri. Sono pochi, ma ci sono. Tra i quali Alfrà, Tony HC e Mirmas7. Uno di loro Mirmas7 conosciuto soprattutto per il pezzo Paternò, ha inciso un mixtape chiamato In action nel quale si trovano tracce con le collaborazioni di vari rapper soprattutto di Alfrà e Tony HC, e il pezzo tutt ora cavallo di battaglia è Anche senza te che, dopo quasi due mesi dall uscita, ha raggiunto visualizzazioni, con la collaborazione di tutti e tre i rapper. Un pezzo riflessivo da citare è Vittime della strada di Tony HC, testo che fa riflettere molto. Ma nonostante le visualizzazioni e i complimenti, la profondità dei temi trattati, c è sempre chi ha qualcosa da ridire. E l atteggiamento delle persone trasmette provocazione e da essa nasce una risposta in questo caso fatta tramite il rap stesso, ad esempio nel testo Alzati e combatti di Tony HC e Alfrà e Dreams Burned di Alfrà che parla di questo stato di malessere. Purtroppo la pressione della società stessa riesce a farti smettere di sognare, perché ti rendi conto che non hai abbastanza tempo per stare tra le nuvole, A causa di una nazione dove un ragazzo crede in ciò che non esiste. Alfredo Risiglione, III AS Editoriale Un laboratorio di idee, di progetti, di confronto, per conoscere il mondo intorno a noi, per riuscire a guardarlo con occhi diversi, non più semplici e passivi osservatori. Lo studente diventa protagonista, nel raccontare fatti, nel riuscire a ricostruire eventi locali, nazionali ed internazionali, ponendosi domande, accendendo i riflettori su tematiche non sempre note. Questo l obiettivo del corso di giornalismo che quest anno porta con se due importanti risultati: il giornale scolastico che in questo momento avete tra le mani; e una sintesi di un telegiornale. Nel giornale scolastico troverete gli articoli redatti dagli studenti che hanno voluto partecipare e scoprire insieme il f a n t a s t i c o m o n d o dell informazione. Le pagine vi racconteranno, dei gravissimi fatti di terrorismo, che hanno sconvolto il mondo; ma anche di eventi più leggeri, vicini al mondo dei giovani. Per la realizzazione del telegiornale determinante il contributo del cameraman ed esperto di montaggio, Salvo Diolosà. Tutto questo grazie alla preside, Santa Di Mauro, e la supervisione dei tutor, i professori Rosa Privitera e Salvo Bertolami. Mary Sottile JE SUIS CHARLIE JE SUIS TUNISIEN JE SUIS KENYAN JE SUIS PER LA LIBERTE

2 I l g a z z e t t i n o d e l D e S a n c t i s Pagina 2 I l g a z z e t t i n o d e l D e S a n c t i s Pagina 11 NO AL TERRORISMO. IL MONDO VUOLE LA PACE Nel 2015 tra la crisi, i problemi sociali, l incoerenza politica e l economia che non funziona si aggiunge una nuova e forte minaccia, l ISIS, uno dei gruppi islamici sunniti più estremisti in circolazione, lo Stato Islamico dell Iraq e del Levante. Da più di due anni essa combatte contro il presidente sciita Bash al Assad in una guerra civile siriana, e da un anno più o meno cerca di mettere le fondamenta per un nuovo regime totalitario. Tutto ciò è dovuto al fatto che gli adepti dell ISIS vogliono schiacciare le i n f l u e n z e dell Occidente in merito di economia, politica, società e in particolar modo quello che riguarda la sfera religiosa. Ogni giorno i vari telegi orn ali trasmettono immagini di omicidii, sequestri di persone e scempi culturali; ovviamente tutto questo trasmette inquietudine e/o paura, ma gli adolescenti come si app r o c c i a n o a q u e s t o f e n o m e n o? Secondo una recente ricerca, in base alla quale è stato somministrato un questionario (composto da cinque quesiti) ad un campione di 10 ragazzi/e (5 ragazzi e 5 ragazze) di un età compresa tra 15 e i 18 anni, alla domanda Sei informato su cosa sia l ISIS? il 70% si dichiara informato. Al quesito Come vivi il fenomeno ISIS? il 90% degli intervistati ha risposto di viverlo con paura, il restante 10% ha risposto di non saperlo mostrando così un forte senso di disinteresse. Mentre alla domanda secondo te, la gente come sta reagendo a questo drammatico fenomeno?, il 70% ha risposto di far finta di nulla, il 25% ha dichiarato di non essere in grado di reagire e il 5% non ha saputo rispondere adeguatamente. Al q u a r t o q u e s i t o Secondo te, perché i membri dell ISIS si stanno rendendo protagonisti di atti alquanto negativi se non a dir più terribili? L 85% del campione intervistato ha risposto per motivi di stampo religioso e il 15% ha risposto per motivi di carattere politicoeconomico. All ultimo e quinto quesito Se l ISIS dovesse arrivare anche nella penisola italiana come reagiresti? L intero campione ha risposto che reagirebbe con un forte senso d i i n q u i e t u d i n e. In conclusione, i ragazzi intervistati anche non essendo molto attenti alla miriade di informazioni di cui sono bombardati giornalmente inerenti tutto quello che riguarda l ISIS, hanno chiaramente in mente cosa esso sia e soprattutto cosa esso possa causare. Nella società di oggi dove la libertà di pensiero che viene sempre più messa in discussione, l informazione è rimasto uno dei pochi modi di esprimersi, allora perché privarsene? Giorgia Navarria, IV AP Genitori e figli...nell era della tecnologia Scontro generazionale o convergenza sull utilizzo dei nuovi mezzi? La società si evolve e cambia a ritmo quasi frenetico, di conseguenza anche il modo di essere giovani. La tecnologia e il tempo hanno modificato la qualità dei rapporti interpersonali, cambiando anche la relazione tra genitori e figli. La famiglia rappresenta il pilastro fondamentale su cui poggia l intera organizzazione della società. Una famiglia composta da genitori maturi è in grado di offrire opportunità e coraggio nell affrontare situazioni difficili. Molti genitori hanno difficoltà a trasmettere il proprio affetto e la buona educazione ai rispettivi figli, da questo ne risente la vecchia concezione di famiglia. Mentre oggi il rapporto è diretto, si tende verso un processo di educazione alla pari. I genitori sono più permissivi, condividono gli stessi interessi dei figli e hanno a disposizione gli stessi mezzi di comunicazione per informarsi e scambiare idee. Molti genitori assumono un atteggiamento permissivo cioè favorevole all utilizzo di strumenti tecnologici, anche fin dalla più tenera età. Con questi nuovi mezzi lasciano libertà ai propri figli, ma con l obiettivo di tenere sempre sotto controllo le loro attività. Molti, invece, sono contrari all utilizzo della tecnologica, perché hanno paura delle insidie che si nascondono nel web, quindi, vietano tutto questo, tentando di proteggerli. Aspetti negativi e positivi, dunque, due facce di una stessa medaglia. A questo si aggiunge che vi sono altri a- spetti negativi, nel passato non presenti. Oggi in alcune famiglie manca il rispetto verso i genitori, una situazione che determina liti e incomprensioni. Si dovrebbe, invece, capire che è necessario rispettare e conciliare, in modo democratico, le esigenze e le capacità di entrambi: i genitori devono imparare a rispettare le esigenze e la libertà dei figli, dando loro fiducia e insegnando loro che devono saper scegliere da soli, anche a costo di sbagliare, rendendoli così responsabili. I figli a loro volta devono rispettare la responsabilità e il senso di protezione dei genitori, le loro ansie e preoccupazioni. Nonostante tutte le incomprensioni il rapporto tra genitori e figli sarà l unico che durerà per sempre, poiché, anche se nel tempo cambieranno le cose, l amore che li lega non finirà mai. Veronica Faro, V BP Deborah Sanfilippo, V BP

3 Il gazzettino del De Sanctis Pagina 10 Cellulare in classe, gioie e dolori degli studenti Giusy è con il cellulare in mano in qualsiasi momento della giornata. A scuola lo inserisce sempre dietro lo zaino, posato sul tavolo; oppure lo nasconde dietro il giubbotto o addirittura dentro il borsellino, lo fa quando si annoia, quando non ha voglia di ascoltare il professore, mentre spiega oppure per il semplice piacere di usarlo. Giusy con il cellulare trova sempre qualcosa da fare. Quello che ama di più, è fare foto, ne avrà almeno mille. Ma ovviamente, come tutti, lei non fa solo foto, ma manda pure sms, entra su facebook, whatsapp e cosi via. Ma come in ogni cosa le conseguenze sono tante: voti bassi dato che non ascolta e non capisce cosa studiare, note, rimproveri. Le risposte di giustificazione di Giusy sono le più comuni: il cellulare lei non lo tocca, era dentro lo zaino e sicuramente il professore ha visto male. Usare il cellulare in classe adesso è diventato un vizio di tutti i ragazzi. Nonostante l'uso a scuola è vietato, molti professori, ne consentono l'uso per un fine didattico. Altri professori, invece, decidono di far posare a tutti gli alunni i cellulari in un banco vuoto. Il divieto, in classe, dovrebbe essere scritto su tutti i regolamenti scolastici e portato a conoscenza degli alunni. Usare il cellulare in classe può essere una forma di distrazione sia per chi lo usa che per gli altri nel caso dovesse squillare. Il regolamento dice che può essere usato solo se il professore ne consente l'uso o per delle ricerche oppure per registrare la lezione sempre sotto autorizzazione del prof. Non deve essere usato per scattare foto,per ascoltare musica. Nel momento del sequestro il professore deve restituirlo alla fine dell'ora tranne se l'alunno non ha posto resistenza in questo caso il professore può decidere di tenerlo e consegnarlo ai genitori. Inoltre, quando un alunno viene beccato con il cellulare in mano durante un compito, il professore ha il dovere di sequestrare sia il cellulare che il compito e assegnare un voto bassissimo. Tra i divieti possiamo trovare anche il divieto di scatta re o realizzare filmati all'interno dell'aula per poi diffonderli in rete. L'applicazione delle sanzioni, in questo caso, prevede la sospensione dell'alunno (1 giorno), la riduzione del voto in condotta oppure la persona che è stata danneggiata può decidere di fare denuncia. I professori dovrebbero trovare una soluzione a questo problema e noi alunni dovremmo fare in modo di non utilizzare il cellulare, durante le lezioni rispettando le regole e soprattutto rispettando gli altri. Ester Palumbo, III AS Selfie: la moda-mania dell era moderna Il selfie (autoscatto in italiano), è quella moda, divenuta mania, che ormai ci circonda quotidianamente e che ha colpito proprio tutti, dai politici, ai personaggi dello spettacolo fino agli adolescenti. Ogni giorno vengono scattate migliaia e migliaia di foto che poi verranno pubblicate nei vari social network. La mania di scattarsi foto deriva perlopiù dal bisogno di sentirti apprezzati e di doversi mettere al centro dell attenzione. Il bisogno è così grande che a volte le ragazze si scattano foto anche durante le ore di lezione e in pose abbastanza inconsuete. Si ricorre anche all utilizzo di filtri, vestiti attillati e scollati solamente per apparire. Ormai la prima cosa che si nota è sempre l apparenza e in alcuni casi vale anche di più dell essere. Molti di questi selfie puntano sull apparire, per questo molte ragazze perdono anche la propria dignità mettendosi a nudo sui social, mostrando tutto il loro non essere, perché dietro tutto quel trucco e quell imbottitura si nasconde un'altra persona. Naturalmente si parla soprattutto di ragazze adolescenti che cercano in tutti i modi di attirare l attenzione da parte di chiunque. L apparenza è anche una delle principali cause del bullismo. Le ragazze più bruttine e che non amano mettersi in mostra vengono sempre escluse e prese in giro. Ogni giorno sembra essere una lotta per apparire, si svegliano la mattina con il pensiero di ciò che dovranno indossare, perdono tempo per sistemare trucco e capelli e arrivano puntualmente tardi a lavoro, a scuola o a qualsiasi appuntamento. Ma perché perdere cosi tanto tempo per prepararsi? Perche apparire piuttosto che essere? Ormai viviamo in un mondo finto, in una società che apprezza di più un bel seno che un grande cervello. Ovvio, chi non preferisce guardare un bel fisico a confronto a uno brutto, ma di certo guardare un bel fisico non risolve i problemi. Chi si crede più bello crede di essere superiore a chi è più brutto; ma è realmente così? Non proprio. Il tempo, la preparazione personale e culturale, stabiliranno il giusto equilibrio, almeno in parte. Il mondo dovrebbe, invece, completamente cambiare, dovrebbe dare più spazio a chi cura il cervello e non a chi cura l aspetto. Milena Costa, III AS Il gazzettino del De Sanctis Pagina 3 11 settembre 2001 il mondo scopre il terrorismo L 11 settembre 2001, a New York, poco meno di 3 mila persone morirono a causa di un attacco terroristico da parte dei fanatici seguaci di Osama bin Laden. A questo evento possiamo collegare l attentato al giornale satirico Charlie Hebdo, avvenuto il 7 gennaio 2015, a Parigi. Questi eventi hanno segnato la storia contemporanea. L attentato alle torri gemelle, fu un rifiuto della civiltà moderna da parte dei musulmani estremisti, che desidera- vano e desiderano tutt oggi, annientare il nostro modo di pregare, il nostro modo di vestire, di bere e di scegliere. All interno delle torri gemelle, non c erano solo occidentali ma anche musulmani che morirono, uccisi dai loro fratelli. Non possiamo fare di tutta un erba un fascio, infatti, non tutti gli islamici condividono gli atteggiamenti violenti e privi di civiltà adottati dai terroristi. Gli stessi islamici sono stati uccisi dai loro fratelli estremisti: non è una questione religiosa ma ideologica e forse di interessi economici. Ricordiamo le migliaia di donne uccise perché il burqka che indossavano non era abbastanza lungo o per altri motivi a parer nostro futili. L attacco a New York nel 2001 e l attentato a Parigi di quest anno, sono due eventi che fanno molto riflettere sulla questione islamica, un popolo vittima di se stesso. Rebecca Falanga, IV BL L EUROPA NON DEVE PIU RESTARE A GUARDARE E un orrore senza fine. Un ecatombe, come mai prima. Nell ottobre del 2013 l Europa, il mondo intero, hanno aperto gli occhi, sul triste fenomeno della migrazione. Ci sono voluti 366 morti, per accendere i riflettori sui paesi africani, sulle guerre interne, fratricide, sulla fame, la miseria, la povertà, che vivono molte nazioni dell Africa. Per scoprire che intere generazioni di uomini, donne e bambini, lasciano le loro terre alla ricerca di un futuro nuovo, diverso. Per quanti scelgono di lasciare le loro terre, il futuro nuovo è legato ad un viaggio al buio, ma carico di possibilità. E dovuto intervenire con forza Papa Francesco, che al mondo intero ha lanciato un monito: mai più morti in mare, per decidere di aiutare quanti si imbarcano verso l ignoto, a rischio della vita. Da quel momen- to arrivano «Mare Nostrum», sostituita nel novembre del 2014 da «Triton», gestita non più dalla sola Italia, ma dall Unione Europea, con l agenzia Frontex. Non basta però. L orrore non si arresta. Nell aprile di quest anno, sono tra i 700 ed i 900 i migranti che hanno trovato la morte durante uno sbarco. I loro corpi, chiusi nella stiva del barcone con il quale stavano viaggiando, restano in fondo al mare. I centri di accoglienza scoppiano, l Italia a gestire l emergenza resta di fatto, da sola.

4 I l g a z z e t t i n o d e l D e S a n c i t s Pagina 4 I l g a z z e t t i n o d e l D e S a n c i t s Pagina 9 Un ora di legalità per una vita di solidarietà! Incontro con Istituzioni e forze dell ordine per discutere di rispetto delle regole e giustizia. L associazione Liberaimpresa onlus incontra gli studenti del De Sanctis, durante una conferenza dedicata alla legalità, organizzata da Rosario Cunsolo, presidente dell associazione belpassese. L ora di legalità è un progetto destinato alle scuole del territorio catanese, nasce principalmente per educare i giovani alla lotta contro l intimidazione mafiosa, nei fenomeni di racket e di usura. Ospiti della conferenza: il Sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Catania e presidente dell Associazione nazionale magistrati, sede di Catania, Pasquale Pacifico; il presidente della Commissione antimafia dell ARS, l onorevole Nello Musumeci. A rappresentare le forze dell ordine, erano presenti, Angelo Caruso, vice comandante della Guardia di finanza della Tenenza di Paternò; Giancarlo Consoli, vice questore aggiunto di Adrano; Salvo Montemagno, vice questore aggiunto della Questura di Catania; e il maresciallo Marco Di Bartolo comandante della Stazione dei carabinieri di Paternò. Il presidente di Libera impresa, Rosario Cunsolo ha proiettato un video che incitava a riconoscere il valore dell onore, non nella malavita organizzata ma nell onestà che garantisce una serena convivenza sociale. Volendo esprimere l importanza civica che assume l istruzione nei confronti della società il magistrato Pacifico, intervenuto per primo all incontro, ha citato lo scrittore siciliano Gesualdo Bufalino che diceva: la mafia sarà vinta da un esercito di maestre elementari ; poiché la miglior nemica dei mafiosi è la cultura. Altro argomento affrontato dal magistrato ha riguardato la paura che il mafioso avverte nella vittima. Pacifico a tal proposito ha affermato che la legalità inizia con il dire no alla sopraffazione e alla raccomandazione ed ancora, ha aggiunto, che nessuno ha il diritto di rubare il nostro futuro. Dopo l intervento del procuratore Pacifico, ha preso la parola il Presidente della commissione antimafia dell ARS, Nello Musumeci che in veste di rappresentante della politica italiana, ha evidenziato l importanza che la scuola e le istituzioni hanno nella formazione. Inoltre, l onorevole si è soffermato sulla questione della buona e cattiva politica che ancora affligge il nostro Paese indicandone le differenze. L ultima parte della conferenza è stata dedicata alle domande poste dagli studenti del nostro liceo agli ospiti; il tutto si è concluso con un coinvolgente dibattito dal quale è emerso l interesse che i ragazzi hanno nei confronti di un futuro all insegna della legalità e della buona politica. All iniziativa culturale è, inoltre, legato un progetto al quale anche il nostro liceo ha aderito, insieme alle altre scuole del catanese coinvolte quest anno, con la redazione di un articolo di giornale sul tema legalità, valutato da un apposita commissione che premierà il miglior elaborato durante un incontro, a Catania, presso la sede del Tribunale del capoluogo etneo, in programma a maggio. Marilena Genova 5 BP Rebecca Falanga, 4 BL BULLISMO: PIAGA PER GLI ADOLESCENTI STORIE DI ORDINARIA FOLLIA QUOTIDIANA PER VITTIME E CARNEFICI Il bullismo è un fenomeno, presente soprattutto tra i giovani. Casi di bullismo si registrano quando si aggredisce qualcuno con violenza fisica o verbale. Il bullo è colui che commette l aggressione; solitamente un debole che, per sentirsi forte, ha bisogno di mettere in evidenza la debolezza altrui. Il bullo viene visto apparentemente forte e solitamente, nell ambiente che frequenta, è popolare. Ragazzi e ragazze hanno in comune il bisogno di dover stare sempre al centro dell attenzione, inoltre, pensano che la violenza e l insulto siano l unico modo per ottenere vantaggi e prestigio, e non hanno quasi sempre la consapevolezza delle proprie azioni. La vittima è, quasi sempre, di età scolare e non è in grado di difendersi, trovandosi quasi sempre emarginato dai coetanei per l aspetto fisico, per la religione, per l orientamento sessuale, o per semplice paura. La vittima di bullismo accetta passivamente quanto accade perché, sbagliando, non riesce a parlarne con i genitori, gli insegnanti o gli amici, per paura e vergogna. È un fenomeno che si manifesta, soprattutto, all interno del contesto scolastico in cui i giovani condividono parte delle loro giornate. Per chi è vittima di bullismo insulti, battute e prese in giro sono fatti in modo sistematico, intenzionale e aggressivo. Il bullo è spesso incoraggiato da un gruppo di coetanei che, anche passivamente, incitano alla violenza. Gli osservatori di fenomeni di bullismo spesso non intervengono per paura di diventare nuove vittime o per indifferenza; inoltre, essi possono anche favorire o frenare l atteggiamento di violenza attraverso questo loro intervento. In questo periodo si è tornati sfortunatamente a parlare di questo fenomeno che non smette di esistere ma che sembra ormai stabile nella nostra società; ci si è resi conto che durante questi avvenimenti terribili la maggior parte degli osservatori sono impegnati a riprendere l'accaduto con un telefonino, per poi pubblicarlo sui social network o per diffonderlo tra amici. È impressionante come nessuno sia disposto ad intervenire per frenare il bullo, e come quest ultimo non sappia regolare le proprie azioni. Bisogna far prendere coscienza ai bulli della gravità di quello che commettono. Si diventa bulli perché forse le famiglie sono inesistenti e di conseguenza mancano le regole di cui i giovani hanno bisogno per sapersi orientare; ciò che potremo chiederci è inoltre, se le famiglie sono presenti, perché non intervengono? La vittima di bullismo, invece, dovrebbe superare le proprie paure, parlare con qualcuno che potrà certamente aiutarlo e fermare le violenze subite. Bisogna saper dire: basta! I segni del bullismo sulla carne scompaiono presto, ma restano indelebili nell anima. Maria La Delfa, III AS

5 Pagina 8 LA NUOVA SCUOLA: TRA PASSATO E PRESENTE La scuola che cambia, divisa tra i tradizionali libri di testo e le nuove tecnologie. Stare al passo con i tempi è importante, ma senza dimenticare di coltivare i rapporti umani, coltivando aspettative ed esigenze dei giovani. Per capire come si muove, in questo contesto, il Liceo De Sanctis, abbiamo incontrato la preside della scuola, Santa Di Mauro. Quando è arrivata in questa scuola aveva qualche obbiettivo in particolare? Il mio obbiettivo era quello di creare un clima sereno tra il personale e gli alunni perché è fondamentale per il buon andamento della scuola e secondariamente di riuscire a gestire la sua complessità, con un valido supporto amministrativo finalizzato alla didattica. Crede di essere riuscita a raggiungerli? In parte sicuramente si, ma è un obbiettivo a lungo termine, un processo che necessita di tempi medi. Come pensa di migliorare l inserimento nella scuola degli alunni portatori di handicap? Una delle caratteristiche che ho trovato in questa scuola è che c è una forte presenza di alunni disabili e per fortuna c è anche un grande tradizione dell accoglienza, da parte di alunni e insegnanti che deve essere migliorata dal punto di vista organizzativo. Stiamo già cercando di garantire a tutti questi ragazzi un aiuto nel quotidiano, promuovendo la loro partecipazione alle visite d istruzione e a tutte le attività. A volte ci sono vincoli strutturali purtroppo che sto cercando di risolvere pian piano; i genitori ci scelgono perché sanno che noi abbiamo cura dei loro figli, nonostante le difficoltà. Che tipo di difficoltà ha incontrato a causa dei continui tagli al budjet scolastico? Le difficoltà mi hanno spinto a scegliere, naturalmente insieme al consiglio d istituto, delineando una sorta di gerarchia delle priorità per gli interventi che si devono effettuare. Cosa ne pensa delle classi 2.0 e come mai noi non ne abbiamo? L innovazione didattica è importantissima però è importante che a queste innovazioni di carattere strumentale poi corrisponda un innovazione di carattere metodologico, ovvero saper usare LIM e tablet. Il problema dell innovazione tecnologia nella nostra scuola è in parte causato da una formazione dei docenti non ancora pronta e dall altra da motivi strutturali. Non basta comprare le LIM ma è necessaria una manutenzione continua, che non sempre è possibile. Cosa ne pensa di questo mondo tecnologico che sta cambiando anche il nostro modo di pensare? Per me ha già cambiato il modo di rapportarsi alla realtà. Il mio obbiettivo è far capire ai ragazzi che questo mondo tecnologico è complesso e difficile da gestire. Per me, la missione della scuola è quella di dare agli studenti gli strumenti critici per leggere il mondo, come la capacità di analisi, sintesi, interpretazione. Io credo che la tecnologia ci abbia fornito degli strumenti eccezionali dal punto di vista pratico ma allo stesso tempo non ci permette di approfondire, visto che ci fornisce una conoscenza un po troppo superficiale per certi aspetti. Essa è uno dei tanti modi per approcciarsi alla realtà ma non deve essere l unico perché, se così fosse, si rischia di creare un mondo che non esiste; quindi ben venga la tecnologia ma il mondo non è solo questo, non trascurate mai i rapporti interpersonali fatti di sguardi, gesti e parole. Francesca Cavallaro, IV AP Pagina 5 NO ALLE MELE MARCE Il convegno tenutosi a scuola è stato dedicato ad uno degli argomenti più importanti dei nostri giorni, la legalità; il principio secondo cui il potere deve essere esercitato in modo giusto e discrezionale, in contrapposizione all oppressione. Da qui prende inizio il particolare intervento del deputato del parlamento siciliano, Nello Musumeci, con un messaggio di speranza e di coraggio per noi giovani, per esser pronti e per riuscire ad affrontare con consapevolezza la paura, l omertà, l assoggettamento, il disinteresse al sapere. La mafia non ha paura del carcere ha evidenziato l onorevole Musumeci, non ha paura di morire, la mafia ha paura della cultura. La mafia si nutre proprio della non conoscenza, del non sapere, perché la mafia ama il silenzio, se un fenomeno non è conosciuto, non può essere riconosciuto. La mafia si nutre del clima che crea e alimenta l'intimidazione. Noi al contrario dobbiamo essere in grado di reagire, dobbiamo avere coraggio, conquistarci i nostri diritti con dignità ed onestà, dobbiamo ottenere verità e giustizia. Educarci alla legalità significa educarci alla responsabilità. La legalità è proprio l'anello che unisce l'io e il "noi". Ma non bastano solo le regole; esse funzionano solo se abbiamo delle coscienze critiche, responsabili, capaci di distinguere, di scegliere, di essere coerenti con quelle scelte. Tutto questo contro l individualismo puntando, invece, al bene comune. E proprio l'individualismo il primo fattore che induce a fare solo i propri interessi, a discapi- to della collettività. Individualismo che genera comportamenti di giustificazione, con le frasi "così fan tutti" e nel contempo far credere che "le cose non cambieranno mai". A questo bisogna opporsi e presentarsi con un atteggiamento di ribellione positiva volto a non conformarci, a non diventare "mele marce", perché siamo ancora quella parte sana che può cambiare le cose. L'uguaglianza deve essere il fondamento della legge, altrimenti blocca il legame sociale, alimentando le distanze culturali. La legalità è lo strumento della giustizia, contro il crimine. L'unione, la sicurezza, l'uguaglianza e la legalità possono essere attuate solo grazie all'estensione dei diritti. Il contesto sociale può essere sicuro nel momento in cui ogni persona viene accolta nella sua dignità, viene dotata dei mezzi per realizzarsi, può concretizzare i propri sogni e passioni, senza dimenticare che la libertà è responsabilità e quindi impegno per il bene comune. Bisogna capire il vero senso del vivere insieme, perché responsabilità significa vita libera dai vincoli e dalle paure. Noi dobbiamo concretizzare le nostre aspirazioni, crederci profondamente e nel farlo unirci insieme agli altri per portarci al bene comune per condurci verso il fine della legalità che è proprio "La giustizia sociale". Giada Leanza, IV AP Ricordando Falcone Un corteo per ricordare la strage di Capaci in cui morirono, il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani, e nel contempo per dire no all illegalità e chiedere più sicurezza per commercianti e cittadini. Nel giorno dell anniversario dell attentato a Capaci, poco più di 300 persone si sono ritrovate in strada, a Paternò, per un corteo che ha attraversato via Vittorio Emanuele, concludendosi in piazza Umberto. Un momento che ha visto insieme: Amministrazione comunale, forze dell ordine e cittadini, uniti nella consapevolezza che solo unendo le forze la società può cambiare. Per arginare la criminalità, organizzata e non, il silenzio non serve, bisogna alzare la testa. A Catania, conclusa l ora di legalità Con una cerimonia, nella Sala delle adunanze, al Palazzo di giustizia, di via Giovanni Verga, a Catania, si è concluso il progetto l ora di legalità. L iniziativa ha visto coinvolte, nel corso dell anno scolastico, otto scuole del catanese, per un evento curato dall associazione antiracket ed antiusura Libera impresa onlus, insieme all Associazione Nazionale Magistrati di Catania, alle forze dell ordine di Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di finanza, e la redazione giornalistica dell emittente televisiva Ciak Telesud. Ad aprire i lavori, il neopresidente dell ANM di Catania, il magistrato Daniela Monaco Crea. Al suo fianco, il suo predecessore alla presidenza dell ANM, il magistrato Pasquale Pacifico e il presidente di Liberaimpresa, Rosario Cunsolo. Ed eccole le otto scuole che hanno aderito all iniziativa. Si tratta della scuola media Martoglio, di Belpasso; dell Istituto comprensivo Scandura di Aci S.FilippoAcicatena; dell Istituto comprensivo Guglielmino, di Aci Catena; dell Istituto delle scienze umane Regina Elena, di Acireale; ed ancora, l Istituto superiore Branchina, di Adrano; il Liceo delle scienze umane Rapisardi, di Biancavilla; il Liceo delle scienze umane De Sanctis, di Paternò; il Liceo scientifico Fermi, di Paternò. L istituto De Sanctis, ha partecipato con un articolo preparato dalla studentessa, Maria La Delfa, della III sezione AS. Presente all appuntamento una delegazione di studenti, accompagnati dal professore Salvo Bertolami. L articolo di Maria La Delfa ha ricevuto un premio riconosciutole dalla Guardia di Finanza, rappresentata dal tenente colonnello, Salvatore Berluti. Presenti, tra gli altri il tenente colonnello dei carabinieri, Mario Pantano; il dirigente della Squadra mobile della Polizia di Stato, Antonio Salvago; la giornalista, Mary Sottile (direttore di Ciak News e collaboratore per il quotidiano La Sicilia ).

6 Pagina 6 Coca cola: un marchio leader anche a Catania L azienda Sibeg di Catania è la più grande realtà siciliana nel settore delle bevande analcoliche. Nata nel 1959 per opera di imprenditori locali, già occupati in Sicilia nel settore farmaceutico, oggi è una importante punto di riferimento industriale. Nel 2001, Maria Cristina Elmi Busi, diventa Presidente dell azienda Sibeg. Lo stabilimento ha 200 dipendenti, 93 agenti e 8 automezzi. Ogni giorno partono dai 30 ai 100 autotreni di prodotto diretti a circa 32 mila punti vendita dell intera Sicilia. L azienda locale e familiare è profondamente legata al territorio siciliano e mira ad essere la Gazzella del sistema Coca-Cola in Italia; un azienda dunque rapida e veloce. La bevanda più bevuta al mondo, oltre alle squadre di calcio, sponsorizza concerti di musica, organizzati con MTV, ed eventi vari. Un importante trovata pubblicitaria della CocaCola, lanciata lo scorso anno, è legata alla scelta di scrivere accanto l etichetta nomi di persone o frasi d amore che invogliano il consumatore ad acquistare il prodotto. Le tre fasi della creazione della bevanda sono: processo di produzione, assicurazione di qualità e tracciabilità (sistema di registrazione e raccolta dei dati, finalizzato alla rintracciabilità dei prodotti venduti o consegnati). Grazie ad un iniziativa del Liceo De Sanctis, un gruppo di studenti ha avuto l occasione di visitare i locali, conoscendo da vicino come si lavora. Barbara Paparo, III AS Emanuela Sinigaglia, III AS Etis 2000: il più grande centro stampa del mezzogiorno Uno spazio di oltre 45 mila metri quadrati, 18 mila dei quali destinati alla stampa di quotidiani, riviste e prodotti editoriali in genere. Etis 2000 è il più grande centro stampa del mezzogiorno, con sede nella zona industriale di Catania. Ad oggi si stampano nove quotidiani, di tiratura nazionale e regionale, per circa mila copie stampate e poi distribuite ogni giorno in Sicilia e parte della Calabria. Grazie al corso di giornalismo, che anche quest anno il Liceo De Sanctis, ha voluto realizzare con incontri pomeridiani, gli studenti che hanno partecipato all iniziativa, hanno avuto la possibilità di visitare i locali. Accompagnati dai tutor del progetto Salvo Bertolami e Rosa Privitera, insieme all esperto esterno, la giornalista, Mary Sottile. E stata l occasione per conoscere da vicino tutte le fasi, dalla preparazione alla stampa di un quotidiano. Nel corso della visita, abbiamo scoperto anche il mondo di Simeto docks, azienda dello stesso gruppo che si occupa della stampa di libri, cataloghi, cartellonistica stradale. Alla fase della rilegatura, e pronto alla distribuzione, abbiamo trovato il volume che celebra i 70 anni del quotidiano La Sicilia. Pagina 7 I musei: per riscoprire la memoria di un popolo I beni culturali sono un importante risorsa per il patrimonio storico-culturale di un Paese. Essi possiedono un valore di testimonianza del passato ed esprimono la cultura e la civiltà delle popolazione che li hanno prodotti. La classe V sezione Bp, insieme alla professoressa di Storia dell arte, Monica Corsaro, ha svolto un attività didattica per ampliare le conoscenze in materia. Divisi in gruppi di lavoro sono stati analizzati i diversi aspetti della tematica: le legislazioni sui beni culturali ed alcuni aspetti amministrativi quali l istituto del prestito; l istituzione museale; la storia del museo dalle sue origini fino all attuale eco-museo. Dalle varie ricerche, presentate attraverso file in power point, cartelloni e mappe concettuali, è emerso che per poter parlare di tutela di beni, occorre aver chiara la loro importanza, anche giuridica. Tra le leggi più importanti che hanno garantito la salvaguardia di opere d arte, parchi nazionali, monumenti, figurano: l Editto Pacca del 1820, primo provvedimento legislativo, emanato dal cardinale Pacca, che regolamentava la tutela dei beni e delle esportazioni; Legge Rosadi del 1909, che assicurava la inalienabilità dei beni demaniali e del patrimonio pubblico; la Costituzione della Repubblica italiana, del 1948, che assunse tra i suoi principi quello della tutela del patrimonio storico artistico (articolo 9); il nuovo Codice dei beni culturali e del paesaggio, del Guardando al museo, esso è un luogo destinato alla conservazione, studio, ed esposizione di oggetti di interesse culturale. Il termine deriva dal greco antico mouseion, la casa delle muse, figlie di Zeus. Proprio in quanto luoghi di conservazione e di studio, esso ha un importante funzione nel processo di rievocazione della memoria come stimolo per indagare e comprendere sia il passato che il presente, ma soprattutto trasforma in eredità vivente il patrimonio culturale. Da questa certezza ne deriva che il patrimonio storico-artistico-culturale, è testimonianza delle civiltà e, quindi deve poter esser fruito da tutti. A questo scopo è stato pensato l Istituto del Prestito, entità legale che si occupa dell attività di scambio, prestito e collaborazione tra gli istituti museali e le altre istituzioni culturali. Oltretutto, consente l importazione di opere straniere in Italia così da permettere al popolo di conoscere artisti stranieri, in modo da arricchire il proprio bagaglio culturale. Certo, bisogna considerare alcuni aspetti negativi determinati dall attività di scambio. Ad esempio, nel momento in cui un opera viene allontanata dal suo luogo d origine, essa perde valore del contesto, e inoltre, vi è il rischio che si arrechino danni. Esistono diverse tipologie di musei, tra questi, figurano: i musei d arte, storici, delle scienze e delle tecnologie. Un discorso a parte, merita un particolare tipo di museo, chiamato ecomuseo, la cui idea venne espressa, per la prima volta, nel 1971 e nacque dall esigenza di salvaguardare la memoria delle società rurali e di tutte quelle conoscenze, tradizioni millenarie che andavano scomparendo con il diffondersi dell urbanizzazione e delle tecnologie moderne. In Italia, esistono numerosi ecomusei che sono regolati da leggi regionali specifiche. All inizio del 2015 è stato inaugurato il primo ecomuseo siciliano che ha sede a Nicosia (EN) (nella foto). Da un punto di vista amministrativo è costituito sotto forma di associazione culturale e ambientalistica; i soci fondatori dell opera affermano che «l idea di un ecomuseo, in un territorio incastonato tra la natura rigogliosa, ha come fine principale di recuperare il passato, valorizzare il presente e guardare al futuro». Marilena Genova V Bp Deborah Sanfilippo V Bp RISCOPRENDO LA COLLINA STORICA DI PATERNO Con una visita al Museo archeologico Savasta, ricavato negli storici locali dell ex carcere, ed un sopralluogo sulla collina storica, si è concluso il corso di giornalismo per gli studenti del liceo De Sanctis, che hanno scelto quest anno lo studio del mondo dell informazione, tra le attività extradidattiche pomeridiane. La visita ad entrambi i siti, gli studenti del corso, l hanno raccontata attraverso due servizi giornalistici. Dalle riprese, alle interviste, ogni cosa è stata curata dai corsisti, dietro la supervisione del cameraman, Salvo Diolosà e della giornalista, Mary Sottile. Ad accompagnarci nella scoperta dei reperti, presenti all interno del Museo, è stato il presidente regionale giovani di SiciliAntica, Giuseppe Barbagiovanni. Sulla collina storica, a svelarci i segreti del restaurato convento dei Cappuccini, è stato uno dei progettisti dell intervento di recupero, l architetto Francesco Finocchiaro.

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