PREVENZIONE DEL TABAGISMO NOTE PER I DOCENTI

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1 PREVENZIONE DEL TABAGISMO NOTE PER I DOCENTI Tabacco: pianta della famiglia delle solanacee, comprendente specie commestibili (patate, pomodori, peperoni, melanzane), specie medicinali (stramonio, belladonna) e specie ornamentali (petunia). Cresce in climi tropicali o caldo temperati, è originaria dell America Centro-Meridionale. Storia: arriva in Europa a fine 500, precisamente nel 1495 d.c., con la seconda spedizione di Cristoforo Colombo: al suo ritorno, il frate Romano Pane descrive l usanza rituale dei capi religiosi indios di fumare lunghe pipe contenenti le foglie secche della pianta. La sigaretta viene inventata dai Turchi alla metà dell 800, quando durante la prima guerra contro l Egitto utilizzano le cartucce dei fucili per riempirle di polvere di tabacco pressata avvolta in una cartina. La produzione industriale di sigarette è di fine 800, con la fabbricazione a macchina. Fisica: Il fumo di sigaretta è una miscela gassosa, contenente microscopici corpuscoli in sospensione, di diametro 2,5 micron (PM 2,5 = particolato specifico per il fumo). Le polveri totali sospese misurabili nell atmosfera delle nostre città (inquinamento da traffico veicolare) vengono distinte in classi dimensionali corrispondenti alla capacità di penetrazione nelle vie respiratorie: le polveri sottili PM10 hanno diametro minore di 10 micron e sono dette inalabili, in quanto in grado di penetrare nel tratto superiore dell apparato respiratorio (dal naso alla laringe); le polveri PM 2,5 hanno diametro inferiore a 2,5 micron e vengono definite respirabili, in quanto capaci di penetrare nel tratto inferiore dell apparato respiratorio, fino agli alveoli. L intensità degli effetti nocivi è inversamente proporzionale alle dimensioni delle particelle: la correlazione tra la presenza di polveri fini e le patologie dell apparato respiratorio e cardiovascolare è stata confermata da più di uno studio. Nel Decreto Ministeriale n.60 del 2/4/2002 il valore limite per il materiale particolato PM10 è stato fissato a 50 microgrammi/mc.(soglia massima consentita, da non superare più di 35 volte per anno civile). Al fine di esemplificare l impatto del fumo di sigaretta sull aria respirata, si riportano alcuni dati quantitativi riguardanti il livello di polveri sottili rilevato in differenti misurazioni ambientali eseguite a Milano. In una piazza a traffico intenso si registra un valore di PM10 pari a 147 mcg/mc; 151 mcg/mc all interno di abitazioni prospicienti arterie ad elevata circolazione; 559 mcg/mc in una stanza in cui si è fumata una sigaretta, mcg/mc in locale pubblico in cui sia consentito fumare, mcg/mc nell abitacolo di un autovettura dopo una sola sigaretta fumata. L inquinamento da emissioni autoveicolari, industriali e da riscaldamento urbano,sommate, risulta pertanto di 1

2 un ordine di grandezza quasi 100 volte minore rispetto all inquinamento da fumo passivo. In Italia si stimano in 3.500/anno le morti causate da concentrazioni di PM10>30 mcg/mc nelle 8 maggiori città italiane (dati 1998); il traffico pesante (autocarri motori diesel) è il maggior responsabile dell aumento di incidenza di asma e bronchite nei bambini esposti. Il particolato ultrafine del fumo di tabacco (PM 2,5) penetra più profondamente nell albero respiratorio, veicolando sostanze nocive rapidamente assorbibili. In Italia si stimano in /anno le morti evitabili causate dal tabagismo. Chimica : Analisi delle sostanze contenute in una sigaretta e loro meccanismo d azione. Una sigaretta contiene più di 4000 sostanze chimiche diverse in miscela, di cui più di 50 riconosciute cancerogene. Alcune si trovano allo stato gassoso, altre come microscopici corpuscoli in sospensione, costituenti il particolato ultrafine. Tra le prime troviamo: il monossido di carbonio (CO), l acido idrocianidrico, l acroleina,la formaldeide, l ammoniaca (NH4+ = ione ammonio), la nitrosamina; tra le seconde troviamo: la nicotina, gli idrocarburi aromatici policiclici, il catrame, il 3-4 benzopirene. Agiscono provocando danni all organismo con tre modalità differenti: 1) azione irritante: propria di acroleina, formaldeide, ammoniaca. Effetto acuto sulle vie respiratorie, di tipo infiammatorio : si manifesta con tosse ed espettorato. Per esposizione ripetuta le sostanze gassose provocano riduzione di motilità delle ciglia vibratili sino alla loro distruzione, riduzione dei macrofagi alveolari e dei globuli bianchi con effetto immunosoppressore: ne deriva una maggiore suscettibilità alle infezioni. Lo stato di infiammazione continua dei bronchi (bronchite cronica) comporta una riduzione della capacità respiratoria, che può condurre all enfisema polmonare, irreversibile. 2) azione tossica: - immediata: propria del monossido di carbonio, rilevabile nel respiro, e dell acido idrocianidrico (cianuri). Il monossido di carbonio interferisce con gli scambi gassosi a livello alveolare, avendo maggior affinità per l emoglobina rispetto all ossigeno, si lega ad essa con formazione di carbossiemoglobina, causa di tossicità sistemica (v. esalazioni da scaldabagni a gas difettosi). La ridotta ossigenazione del sangue, insieme alla riduzione della capacità respiratoria, è alla base del calo nella performance sportiva, uno dei primi effetti del fumo di tabacco. - ritardata: dovuta alla nicotina, per effetto cumulativo, da esposizione al fumo di tabacco prolungata nel tempo. La nicotina aumenta la frequenza cardiaca ed essendo dotata di proprietà vasocostrittrici, anche la pressione arteriosa: valori pressori pur modestamente elevati sono causa di danno vascolare precoce; alle lesioni dell endotelio vascolare si associano aumenti del livello di fibrinogeno e dell aggregabilità piastrinica, pure dovuti alla nicotina, che favoriscono la progressione dell aterosclerosi, elevando il rischio di trombosi. 2

3 Le manifestazioni compaiono in età media (40-50 anni), per insorgenza di fenomeni trombotici all interno dei vasi, a livello periferico (tromboangioite obliterante degli arti inferiori), a livello cardiaco (insufficienza coronarica, infarto), a livello cerebrale (TIA, ictus). La nicotina inoltre determina un aumento di secrezioni e motilità del tratto gastroenterico per stimolazione vagale diretta: può favorire la comparsa di gastrite e ulcera gastroduodenale. 3) azione cancerogena: effetto tardivo, dopo anni di esposizione, con manifestazioni a comparsa in età più avanzata (50-60 anni). Ne sono responsabili sostanze quali la nitrosamina, gli idrocarburi aromatici policiclici, il catrame e il benzopirene, in grado di indurre mutazioni del DNA contenuto nel nucleo cellulare. I tumori correlati al fumo sono l 85% dei tumori polmonari (carcinoma broncogeno) e il 35% di quelli extrapolmonari, comprendenti carcinomi del cavo orale, della faringe, dell esofago, della laringe, della vescica. Dipendenza: la nicotina viene assorbita dalla mucosa del cavo orale ed invece degradata dai succhi gastrici. L assorbimento sistemico è di 1 mg. per sigaretta; nelle urine viene dosato il suo metabolita, la cotinina. A livello cerebrale stimola recettori specifici di nuclei paleoencefalici (nucleus accumbens, locus coeruleus), determinando una attivazione dopaminergica, che crea dipendenza psichica: gli effetti che ne risultano - euforia e rilassamento - funzionali a contenere l ansia e migliorare il tono dell umore, sono quelli che mantengono l abitudine al fumo di tabacco ( piacevole ). Occorrono 2 anni per ridurre l affinità dei recettori cerebrali per la nicotina: il tabagismo è infatti considerato tra le malattie psichiatriche da dipendenza. Epidemiologia: il tabagismo è la principale causa prevenibile di morte nei paesi sviluppati. La prevalenza totale di fumatori nel mondo è del 29%. Le malattie con rapporto causale o concausale dimostrato con il tabacco sono: - tumori - broncopneumopatie croniche ostruttive (bronchite cronica, asma,enfisema) - malattie vascolari (infarto, trombosi cerebrale, arteriopatia periferica) Complessivamente 1 morte su 5 è attribuibile al fumo di tabacco: morti / anno in Italia, morti / giorno nel mondo. Il primo apparato ad essere interessato dal fumo è l apparato respiratorio, con effetto immediato: il fumo è causa dell 85% delle bronchiti croniche. In età media compaiono i danni all apparato vascolare: il fumo è causa del 30-40% delle patologie coronariche e cardiovascolari. In età più avanzata si sviluppano i tumori: il fumo è causa dell 85% dei tumori polmonari, del 75% di quelli del cavo orale, della faringe, della laringe, dell esofago, del 35% dei tumori della vescica, della mammella, della prostata. La riduzione nell aspettativa di vita è di 7,5 anni per i fumatori, di 10 anni per i forti fumatori. Il tasso di cessazione spontanea è basso (2-5%): solo per cessazione prima dei 45 anni, si ha un effetto positivo sull aspettativa di vita. Il rischio di tumore si riduce del 30-50% dopo 10 anni di cessazione. 3

4 Incidenza e prevalenza: I fumatori in Italia sono 10 milioni e 925 mila, pari al 21,7% della popolazione di 14 anni e più. Sono il 27,5% dei maschi e il 16,3% delle femmine (dati Istat 2005). nella popolazione italiana la fascia di età a maggiore prevalenza di fumatori è quella compresa trai 20 e i 54 anni, con valori del 29-30% sul totale dei soggetti di pari età Gli adolescenti e i giovani iniziano a fumare più precocemente di cinque anni fa; il 7,8% dei giovani di anni ha iniziato a fumare prima dei 14 anni. Rispetto al la quota di quanti iniziano a fumare prima dei 14 anni aumenta solo per i maschi (+60%). Per entrambi i sessi, sale invece la quota di giovani di anni che riferisce di avere iniziato a fumare tra i 14 e i 17 anni, passando dal 57,8% nel al 65,6% con un incremento del 13,5%. In Italia il 21,6% della popolazione di 14 anni e più è ex fumatore, il 29,2% degli uomini e il 14,5% delle donne. La strada principale per smettere di fumare è l autodeterminazione: ben il 93,8% degli ex-fumatori riferisce di avere smesso da solo. Oltre il 50% degli exfumatori ha smesso di fumare da oltre 10 anni e il 18,8% da 2-5 anni. Si smette intorno ai 40 anni; la decisione di smettere di fumare matura mediamente dopo 22 anni di abitudine. Si riduce la quota di donne che fuma in gravidanza dal 9,2% al 6,5%. Abitudini tabagiche dei giovani lombardi: nell anno scolastico 2005/2006 Regione Lombardia in collaborazione con ASL e scuole lombarde ha effettuato uno studio di sorveglianza sulle abitudini tabagiche dei giovani lombardi che ha interessato circa studenti di tre fasce di età (13, 15 e 18 anni) frequentanti rispettivamente la classe 3 della scuola secondaria di primo grado, la classe 2 e 5 della scuola secondaria di secondo grado. I risultati hanno evidenziato che nella classe 3 della scuola secondaria di primo grado la prevalenza di fumatori abituali (almeno 1 sigaretta alla settimana) è risultata del 6,6% per i maschi e del 5,4% per le femmine (M+F = 6%). Il numero medio di sigarette fumate alla settimana è di 9 sigarette ed il 43% dei ragazzi fumatori fuma ogni giorno. Nella classe 2 della scuola secondaria di secondo grado la prevalenza di fumatori aumenta considerevolmente, raggiungendo il 26,5% (26,9% M e 26,3% F) con una media di 8 sigarette fumate ogni giorno. L 80% di questi giovani fumatori fuma tutti i giorni. In 5 la prevalenza aumenta ulteriormente fino al 33,2% (33,9% M e 32,7% F). Il numero medio di sigarette fumate ogni giorno è sovrapponibile a quello degli studenti di seconda e l 84,4% dei fumatori asserisce di fumare tutti i giorni. Fumo passivo: si calcola che l effetto sulla salute sia pari a 1/3 di quello dovuto al fumo attivo. Le concentrazioni di CO e cancerogeni sono maggiori nel fumo passivo: l esposizione aumenta il rischio di ammalarsi di tumore e malattie cardiovascolari del 25% circa. Nei bambini esposti si registra un aumento delle infezioni delle vie respiratorie (laringiti,tracheiti,bronchiti) del 35%, delle infezioni dell orecchio medio (otiti) del 48%, delle crisi asmatiche del 21%. La misurazione del PM10 in ambiente chiuso in cui sono state fumate 2 sigarette dà valori 10 volte superiori alla soglia di allarme di 50 mcg/mc (inquinamento indoor). 4

5 Fumo e apparato riproduttivo: il tabagismo diminuisce la fertilità nel maschio per azione tossica diretta sugli spermatozoi e determina un calo della potenza sessuale legato al danno vascolare cronico. Nella donna gravida aumenta il rischio di aborto, ritarda l accrescimento del feto e il suo sviluppo cerebrale e polmonare, aumenta la mortalità neonatale e la nascita di neonati sottopeso. Anticipa l età del climaterio. Fumo e cavo orale: il tabagismo è causa di gengiviti del cavo orale, per diminuzione delle difese immunitarie nei confronti della placca batterica: queste, se persistono nel tempo, determinano perdita di supporto osseo e di attacco parodontale, con caduta prematura di elementi dentari (piorrea). Esiste una relazione dose dipendente tra fumo e prevalenza e gravità delle infezioni parodontali. Anche la terapia è destinata ad avere minor successo, nel paziente tabagico. La guarigione delle ferite dopo chirurgia orale (estrazioni) è più lenta, il rischio di sanguinamento maggiore, la percentuale di fallimento della terapia implantare (successo iniziale e a lungo termine di un impianto dentale) è raddoppiata. Il fumo inoltre esercita un effetto cancerogeno diretto sulle cellule epiteliali della mucosa orale: è il maggior fattore di rischio per il carcinoma a cellule squamose e per le precancerosi del cavo orale (leucoplachie), 6 volte più frequenti nei fumatori. Altera la sensibilità del gusto e dell olfatto, riducendole, e provoca alitosi. Fumo ed estetica: Il catrame contenuto nelle sigarette ingiallisce lo smalto dei denti, così come i polpastrelli delle dita. L ipossia tissutale periferica, causata dall azione tossica del monossido di carbonio, si manifesta invece, a seguito di esposizione al fumo prolungata con la precoce comparsa di rughe e con un aspetto particolare delle unghie a vetrino di orologio. Il normale processo di invecchiamento della pelle viene pertanto accelerato dal fumo di tabacco. Fumo e apparato scheletrico: il tabagismo è noto fattore di rischio per osteoporosi, termine con il quale si intende una riduzione di densità minerale del tessuto osseo, che conserva normale struttura. Nei fumatori si verifica una più rapida perdita di massa ossea, che risulta ridotta del 5-10% rispetto ai non fumatori, in particolare a livello delle anche. Gli effetti maggiori interessano gli uomini anziani e sono dose dipendenti. Si stima che il fumo aumenti il rischio di fratture vertebrali del 13% nelle donne e del 32% nell uomo, di fratture dell anca del 32% nelle donne e del 40% nell uomo. La cessazione influisce positivamente sulla densità dell osso, abbattendo parzialmente il rischio di fratture. Pare che l azione del fumo sull osso possa ricondursi ad alterata produzione ormonale: nelle fumatrici è infatti dimostrato un rischio maggiore di patologie legate alla deficienza di estrogeni, così come di ipertiroidismo. E peraltro noto l effetto anabolizzante sull osso del testosterone (stimola la sintesi di nuova matrice organica da parte degli osteoblasti) e l effetto inibitorio degli estrogeni sull attività osteoclastica di riassorbimento osseo; gli ormoni tiroidei da parte loro agiscono sull osso aumentando la velocità di riassorbimento, con contemporanea riduzione del calcio disponibile per diminuito assorbimento intestinale. Peraltro è probabile che la tossicità vascolare sistemica da nicotina determini una riduzione locale di flusso anche a livello dell osso, con diminuito rifornimento di ossigeno e 5

6 substrati esogeni (glucosio, aminoacidi, calcio, fosforo) necessari per la deposizione di nuovo tessuto. Anche i dischi intervertebrali non ricevono nutrimento sufficiente, degenerano e diventano lentamente più sottili. Fumo e apparato visivo: L infiammazione della congiuntiva è la manifestazione più frequente di irritazione oculare da fumo di tabacco. Per effetto tossico diretto la nicotina è fattore di rischio di tromboembolia vascolare anche a livello retinico. Il tabagismo inoltre raddoppia il rischio di sviluppare cataratta nonchè di incorrere nella degenerazione maculare senile della retina, principale causa di cecità negli anziani (sopra i 60 anni provoca offuscamento della visione centrale, con perdita della capacità di mettere a fuoco le immagini). Il fumo in gravidanza raddoppia il rischio di strabismo nel bambino; in caso di ipertiroidismo aumenta di 8 volte il rischio di oftalmopatia (esoftalmo). Ringraziamenti Si ringrazia la dr.ssa Chiara Astolfi del Servizio Medicina Preventiva di Comunità dell ASL Città di Milano per il contributo offerto nella redazione di questa nota. 6

7 Elenco indirizzi di rete contenenti materiale didattico di prevenzione tabagismo 1. vi si trova un videogioco dal titolo Oranges and Lemons proponibile ad alunni di V classe della scuola primaria o I classe della Secondaria di I grado. 2. vi si trova un videoclip prodotto da Le jene sui valori di PM10 in differenti situazioni (ambienti chiusi-auto-traffico-fumo), proponibile ad alunni della scuola Secondaria di I e II grado. 3. E possibile richiedere gratuitamente all Istituto Superiore di Sanità Osservatorio Fumo, Alcool e Droga da parte dei docenti delle scuole Secondarie di II grado il kit Venditori di fumo *, percorso multimediale interattivo contenente la riproduzione del film Insider : dietro la verità, con relativa guida didattica, e un CD Web in fumo, con indirizzi di rete utili. La visione del film è consigliata ad alunni di IV -V della scuola Secondaria di II grado. *Kit Fumo: "Venditori di fumo" Venditori di fumo - percorso multimediale interattivo Manuale per l attuazione del lavoro di ricerca nel suo complesso, con l indicazione di un percorso flessibile e personalizzabile da parte di ogni insegnante. Il film Insider Film del E la prima aperta denuncia all industria del tabacco e alla connivenza del mondo dell informazione. Nel progetto Venditori di fumo il film vuole essere l elemento che stimola la discussione e introduce gli alunni al complesso tema del tabagismo. Insider - dietro la verità Guida didattica alla visione del film, ne integra i contenuti e ne facilita la comprensione con una serie di documenti; suggerisce inoltre un percorso ben articolato per una discussione ampia sui temi affrontati nella pellicola. CD Web in fumo Supporto informatico che contiene: o il manuale Venditori di fumo ; o la guida didattica Insider: dietro la verità ; o il materiale per le ricerche riversato dai siti internet consigliati nel manuale. Il CD consente di avere accesso a quanto contenuto nei siti anche a chi non potesse collegarsi ad internet e di duplicare e stampare tutti i materiali nelle copie necessarie per effettuare le varie ricerche. Gli indirizzi dei siti riportati nel menu consentono, a chi è collegato, di entrare direttamente in rete, mentre le voci sottostanti danno la possibilità di accedere al contenuto del CD. Osservatorio Fumo, Alcol e Droga Istituto Superiore di Sanità Viale Regina Elena, Roma (I) Telefono: Fax:

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