la G az z etta Insieme per il traguardo redazione IL GIORNALINO della SCUOLA ELEMENTARE E MEDIA DEL COTTOLENGO

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1 Gazzetta3-13 :Layout 1 13/03/ Pagina 1 la G az z etta 1 Sponsor Scuola S. Giuseppe Cottolengo Primaria Paritaria e Secondaria di I grado Via Cottolengo Torino IL GIORNALINO della SCUOLA ELEMENTARE E MEDIA DEL COTTOLENGO La scuola che Anno V - N. 3 - marzo COPIA OMAGGIO NON fa la differenza Con il patrocinio della Insieme per il traguardo

2 Gazzetta3-13 :Layout 1 13/03/ Pagina 2 2 notizie dalla L EDITORIALE Cari lettori, eccovi il terzo numero del nostro giornalino, col quale vogliamo augurarvi Buona Pasqua. Speriamo che le nostre piccole e semplici storie riescano sempre a divertirvi e magari, a volte, emozionarvi. Nel corso dei mesi la si è allargata ulteriormente e ha accolto nuovi aspiranti giornalisti, che hanno voglia di raccontare di se attraverso la scrittura, quindi in questo numero vedrete nuovi nomi e nuovi volti. Vogliamo ricordarvi che siamo sempre pronti ad accogliere idee, suggerimenti, consigli e c è sempre spazio per pubblicare storie di eventuali giornalisti per un giorno. Vi salutiamo affettuosamente e vi auguriamo buona lettura! La Redazione SONO UNA... PICCOLA FRANA! di Alexandra Chiribau Sono una frana a scuola, perché non ho passione per lo studio. Io non voglio deludere mia mamma, mio papà e nemmeno i miei insegnanti, quindi sarò determinata e centrerò il bersaglio.mia mamma, prima di salutarci al mattino davanti al cancello della scuola, mi ripete sempre le stesse parole: le cose le sai, devi solo concentrarti Poi al pomeriggio, appena arrivata a casa, mia mamma mi aiuta a innaffiare la pianta dell intelligenza, e poi prepara un tè caldo coi biscotti e discutiamo di come è andata la giornata, se ho avuto interrogazioni o verifiche o se ci sono stati degli argomenti nuovi spiegati dai maestri E ogni tanto esco da scuola sorridente perché ho preso un bel voto! LA REDAZIONE: Stefania Chiribau - Alexandra Chiribau - Eleonora Ricci - Elena Batilde - Lorenzo Emidi - Maria Sophie Trad - Michele Vocale - Beatrice Carlomagno - Tommaso Canardi - Davide Curcuglioniti - Rossella Mannone - Davide Tumiati - COMITATO DI REDAZIONE: Direttore: Andrea Bonsignori - Collaboratori: Salvatore Acquas e Daniele Delcarmine - Stampa: Tipografia Gravinese, Torino Questo giornalino è ad uso interno della Scuola Primaria e Secondaria del Cottolengo

3 Gazzetta3-13 :Layout 1 13/03/ Pagina 3 notizie dalla I COMPAGNI DISABILI LA PIÙ BELLA INVENZIONE LA SCUOLA E... STUDIARE! 3 di Stefania Chiribau Ciao lettori, come tutti avrete notato la nostra scuola è particolarmente frequentata da bambini disabili. Penso spesso a loro, e penso che la disabilità non deve penalizzare, ma che i bimbi disabili, nei limiti delle loro possibilità possano divertirsi. Nella mia classe c è un bimbo non vedente, si chiama Edoardo, è un bambino dolcissimo, che anche se non vede con gli occhi fisici, le pupille e la cornea, lo fa con gli occhi del cuore, e non è un modo di dire. Edo, solo dal tono di voce, riesce a capire se siamo tristi, se ci è accaduto qualcosa e chiede a Giusi, la sua maestra, se può venire a consolarci con un bacio e ci fa venire il buonumore. Ecco, i bimbi disabili hanno tante emozioni da regalarci, spetta a noi il compito di insegnargli a farlo. Ciao a tutti, sono certa che la maggior parte di voi, cari lettori giovani e adulti, considera lo studio un attività noiosa. Ma invece per me è il contrario studiare è un investimento, un vantaggio per costruirsi un futuro professionale. E oggi sappiamo tutti quanto è difficile trovare un buon lavoro. Mia mamma ha studiato per diventare infermiera mentre io ero in prima elementare e mi ha dato stimoli per impegnarmi. Lo so, ci sono materie belle e brutte. Ma servono tutte: la matematica per fare i conti, l italiano per imparare a esprimersi correttamente e non fare brutte figure, l inglese perché è la lingua internazionale e bisogna conoscerla. Impegnatevi, e anche se avete voglia di guardare i cartoni in tv e giocare con il pc con le amiche, aprite i libri e leggete! Stefania Chiribau

4 Gazzetta3-13 :Layout 1 13/03/ Pagina 4 4 LA NOSTRA REDAZIONE di Eleonora Ricci UN REGALO INASPETTATO... FINITO MALE Ciao a tutti i lettori. Il giornalino che ora state leggendo è formato da tanti articoli che ognuno di noi porta alla REDA- ZIONE secondo il tempo stabilito. La com è? È una domanda che mi ha posto mia sorella e che mi ha dato uno spunto per un articolo. Quest anno ci sono molte più persone dell anno scorso. È bello partecipare a questo laboratorio perché non è un impegno fare gli articoli ma è più un gioco che ci fa divertire e approfondire degli argomenti anche non scolastici. Nella ci sono due collaboratori: Daniele Del Carmine che è l insegnante d inglese delle quarte e delle quinte ed è anche un insegnante di sostegno; e c è anche Salvatore che è un giornalista che ha fatto anche una fiaba al computer! In più nella c è tanto entusiasmo. Lì non facciamo gli articoli ma li leggiamo per dare spunto a degli articoli da fare a casa. E poi Salvatore ci racconta sempre cose nuove sulla storia di quando lui era bambino o anche delle guerre di adesso, quindi, è grazie a lui che capiamo tante cose che non insegnano a scuola. Con questo termino il mio articolo dicendo di andare subito in segreteria a iscrivervi a questo magnifico laboratorio per divertirvi. Ciao. Due anni fa ho ricevuto come regalo il mio primo cellulare che in realtà era di mio padre. Ero molto felice ed emozionata nello stesso tempo perché per averlo, bisognava essere molti responsabili, poiché non dovevo perderlo e quindi mi sentivo molto grande. Non sono mai uscita con il telefono per paura di lasciarlo da qualche parte dato che sono molto sbadata, e lo tenevo a casa per giocarci e scattare foto. Alla festa di fine anno scolastico l avevo portato per fare delle foto con le mie amiche. Eravamo in teatro per le premiazioni, e arrivato il momento del ballo di gruppo tutta la fila dove ero io si alzò e anche le file dietro e davanti, lasciai lì incustodito il mio cellulare pensando che nessuno poteva prenderlo. Quando sono ritornata, non ho trovato più il mio cellulare e iniziai a piangere e non mi sono neanche goduta la medaglia. La cosa che mi ha fatto più rabbia e che è stato sicuramente un genitore perché davanti e dietro non c era nessuno e nei lati c erano gli adulti che facevano le foto quindi è mia impressione che sono stati loro. Sono stata forse troppo precipitosa a pensare questo, però ho imparato una lezione, anche se è brutta però la vita è così: fidarsi è bene e non fidarsi è meglio! Eleonora Ricci

5 Gazzetta3-13 :Layout 1 13/03/ Pagina 5 5 IMPARARE PER CRESCERE di Elena Batilde Che cosa significa imparare per crescere? Imparare non vuol dire solo dover studiare italiano, storia, geografia ecc... si gnifica dover imparare dai propri errori. Attenti a non frainten der mi eh! Non ho detto che non bisogna studiare, ma questo è il significato giusto del titolo dell articolo. Vi faccio un esempio per rendere il mio concetto più chiaro, se due bambini litigano arrivando addirittura alle mani, non devono continuare a menarsi selvaggiamente, ma, ancora prima di arrivare alle mani, devono avvertire i maestri, o gli educatori, o gli assistenti a seconda del momento della giornata. Ecco, così si impara. IO ALLO SPECCHIO Quando mi vedo allo specchio ogni volta dico a me stessa: Accipicchia! Vorrei essere più alta e non avere queste orecchie... sembro DUMBO 2! Ma poi ogni mattina mi alzo vado allo specchio e dico sempre dentro di me: Elena, non devi dar conto a quello che ti dicono gli altri o pensano di te, perché tu sei fatta così. Ok, devo ammettere che almeno un pochino mi vorrei cambiare, però Dio e miei genitori mi hanno fatta così e devo accettare i miei difetti!. Quindi non dovete lamentarvi per quello che siete! Beh spero che questo consiglio vi sia di aiuto! Adesso... vi saluto. Ciao! Elena Batilde

6 Gazzetta3-13 :Layout 1 13/03/ Pagina 6 6 HO SOGNATO DI TROVARMI DAVANTI A UNA VETRINA... di Lorenzo Emidi Vi è mai capitato di addormentarvi e pensare un mondo dove dolciumi, giochi... prendono vita? A me è capitato. Ho sognato di trovarmi in una città e di fermarmi davanti a una vetrina piena di giocattoli, dolciumi Guardando questa vetrina desiderai che tutti gli oggetti e che tutte le caramelle prendessero vita. È così fu: giochi, dolciumi presero vita. I trenini iniziarono a parlare, le barrette di cioccolato, camminare, un robot mi salutò, da un mazzo di carte uscirono il Re e la Regina che m invitarono a giocare con loro. Ero proprio nel Paese dei Balocchi! Poi sentii una voce, era la mia mamma che mi diceva: Lorenzo, svegliati che ora di andare a scuola!. Nella mia mente pensai: Peccato che sia stato solo un sogno! LA MIA SCUOLA... PERCHÉ È SPECIALE La scuola che frequento si chiama Cottolengo, frequento la quarta elementare. È una scuola bellissima perché accoglie anche dei bambini stranieri, disabili, creando un ambiente unico in cui tutti stiamo insieme e possiamo essere amici. Oltre a studiare e imparare tante cose, questa scuola ti permette di partecipare a tante attività, sportive e non, aperte a tutti noi bambini. Io frequento anche il laboratorio teatrale, perché sono esuberante e a me piace stare al centro dell attenzione. Un altra cosa bella del Cottolengo è la partecipazione ai tornei di calcio e pallavolo. Durante la ricreazione, tutti i maestri, gli assistenti, sono fantastici! Non cambierei scuola per nessuna cosa al mondo, perché è speciale! È vero! Lorenzo Emidi

7 Gazzetta3-13 :Layout 1 13/03/ Pagina 7 7 UNA LETTERA AI MIEI GENITORI di Maria Sophie Trad LO SNOWBOARD di Tommaso Canardi Ciao a tutti voi lettori. Questa volta vi voglio parlare del mio sport preferito: lo snowboard. Si tratta di uno sport complicato ma io lo pratico già da tre anni e me la cavo abbastanza bene. Di solito mio fratello ed io andiamo allo snow park di Prali dove possiamo grindare e saltare. Abbiamo tanti amici con cui ci divertiamo a scivolare sulle tavole e con cui chiaccheriamo e ci raccontiamo barzellette durante le risalite in seggiovia. La cosa più bella di questo sport è che si pratica all aria aperta in mezzo alle montagne bianche di neve. Non c è nulla di più bello che divertirsi facendo sport... anche se non è niente male neppure la merenda con il pane e nutella quando torniamo a casa! Cari mamma e papà, mi siete sempre stati accanto e vi ringrazio, per tutto quello che fate per me e a Gian mio fratello. Quando mi sgridate e mi dite di studiare di più, io mi arrabbio ma so che è per il mio bene. Non ci sarete per sempre, questo lo so, quindi cerco di sfruttare il mio tempo che ho per stare insieme a voi e di aiutarvi! Non sapete quanto vi voglio bene! Sarete sempre nel mio cuore anche quando non ci sarete più! Per sempre! Quanto vorrei non perdervi... non sapete quanto! Ora vi lascio... Ho un idea per un nuovo articolo, scappo!

8 Gazzetta3-13 :Layout 1 13/03/ Pagina 8 8 NESSUNO È PERFETTO Girando per le diverse scuole ti viene inevitabile la tentazione di fare dei confronti. Si guarda a cosa si ha e cosa non si ha, alle pulizie, a come sono distribuiti i luoghi didattici, a come ti accolgono le persone. Sarebbe sciocco però iniziare a fare confronti ed evidenziare le cose belle della scuola Cottolengo, perché sembrerebbe alla vista dei lettori il più classico dei... guarda questi se la cantano e se la suonano. E allora voglio solo raccontarvi di una lacrima, scesa da una mamma perché per la prima volta il proprio figlio non è stato scartato da una società sportiva. Quella lacrima aveva i riflessi di un prato, dove si urlava meno per le vittorie e più per un punto segnato da un amico che proprio nessuno si aspettava mai che potesse segnare Invece dei soliti finti modi di accogliere stando in un gruppo... che diventa sempre più piccolo, fino a stare da solo in un È uscito lʼultimo numero del fumetto. Seguici su angolo, perché alla fine facciamo sport e quindi bisogna vincere! Oppure vai in quel gruppetto non fanno partite mai ma stanno tra loro Quella lacrima invece mentre scendeva aveva anche i riflessi di una classe, piena, con i banchi, i compagni ed in mezzo... si! Suo figlio che vabbè urla, ogni tanto và un po in escandescenza ma era con gli altri e gli altri erano con lui perché poi in fondo tutti quanti andiamo in escandescenza e ci sopportiamo... quindi era poi solo una palestra di vita. Questo vi voglio raccontare oggi, non per cantarcela e suonarcela ma con una speranza assurda... che la scuola Cottolengo, la vostra Associazione Giuco non servano più... che un giorno possano chiudere, perché finalmente in Italia avremo scuole e società sportive che accolgono e integrano fin dall inizio chi ha avuto qualche difficoltà in più, perché la società di do - mani... è la scuola di oggi! Billy Spaccaossa

9 Gazzetta3-13 :Layout 1 13/03/ Pagina 9 OLTRE I MURI! UN MESSAGGIO IMPORTANTE 9 Riportiamo qui di seguito una mail inviata al nostro Rettore e alla scuola Cottolengo dal Ministro del l Istruzione Profumo che era venuto a farci visita. Grazie Francesco! Finalmente, gli occhi di qualche operatore e soprattutto gli occhi attentissimi dei nostri ragazzi hanno notato che un piccolo cantiere è nato nella piazza adiacente la nostra scuola, quella di via Lanino o piazza del mercato del Gran Balon che dir si voglia. Si, la nostra scuola si affaccia al esterno direttamente in questo grande progetto di restyling che inizia con questa apertura. Sarà finalmente possibile, in una piazza completamente rinnovata, poter entrare direttamente a scuola, parcheggiare con più spazio l auto e non imbottigliarsi in via Cottolengo. A seguire la scuola avrà una rete wirless che permetterà di essere sempre on line per le lezioni, il registro e tante altre facilitazioni della tecnologia. Grazie alla Divina Provvidenza a settembre potremo presentare un nuovo modo di fare scuola, di scrivere sul diario di interagire con il mondo per essere sempre una scuola al passo con i tempi! Deo Gratias! La Caro Don Andrea, ti ringrazio molto del messaggio e delle tue parole nel giorno del nostro incontro presso la tua scuola. Questa parentesi della mia vita è stata molto intensa e gratificante sia dal punto umano, che da quello professionale. Ho avuto il privilegio di occuparmi del bene comune più importante: la formazione delle nuove generazioni. Vorrei poter dire un grazie a tutte le persone che mi hanno aiutato in questo difficile compito e spero di non aver fatto troppi errori. Ho molto apprezzato il grande valore della comunità della scuola (studenti, docenti, personale e genitori) e il mio giudizio nonostante le difficoltà oggettive) è molto positivo. Dai primi di aprile tornerò a Torino al Politecnico e certamente avremo modo di incontrarci e di fare cose insieme. Ti prego di trasmettere il mio saluto a tutti gli studenti, gli insegnanti, i dirigenti e il personale della scuola. Mi auguro che oggi e domani tanti cittadini vadano a votare e che, con responsabilità, scelgano i loro rappresentanti per il nostro Parlamento. Io ho già fatto il mio dovere. Un caro saluto. Francesco

10 Gazzetta3-13 :Layout 1 13/03/ Pagina VI EMOZIONERÒ Certe emozioni sono come le persone.. nascono... muoiono... ma non si ripetono mai... IL SERVIZIO CIVILE NELLA NOSTRA SCUOLA di Michele Vocale di Beatrice Carlomagno Rabbia, coraggio, paura, amore sono tutte emozioni che ognuno ha dentro di sé e che non può rinnegare. Dicono che se non si ama si diventa immortali e che se non si ha paura, si diventa eroi storici. Senza rabbia si potrebbe far finire una guerra e senza coraggio staremmo 24 ore su 24 in casa. Io di sicuro voglio amare, essere coraggioso ma un po fifone, qualche volta arrabbiarmi ma poi fare pace E a voi, cosa vi piacerebbe fare? Far scatenare o terminare una guerra? Aver paura o affrontare qualunque sfida con incoscienza? E a te, che stai leggendo il mio articolo, cosa ti piacerebbe fare? A te la scelta. Le emozioni sono queste, c è a chi piace essere in un modo più che un altro, per questo siamo tutti diversi: senza emozioni la nostra sarebbe una vita buia e senza vitalità. Ora ritorniamo allegri! Alla prossima! Ciao! Presso la Piccola Casa della Divina Provvidenza possiamo trovare dei volontari che prestano il loro aiuto ai ragazzi. Alcuni sono ben conosciuti e si chiamano: Sergio, Eleonora, Ario e Alessandra. Il loro servizio di volontariato ha la durata di un anno, è chiamato servizio civile. Da grande mi piacerebbe poter svolgere questo tipo di servizio perché penso che aiutare le persone più bisognose ti possa far sentire una persona con un cuore buono e generoso.

11 Gazzetta3-13 :Layout 1 13/03/ Pagina LA REDAZIONE DE LA GAZZETTA AUGURA A TUTTI UNA SANTA E FELICE PASQUA. BUONA PASQUA Nei miei sogni ho immaginato un grande uovo colorato. Per chi era? Per la gente dall Oriente all Occidente: pieno, pieno di sorprese destinate ad ogni paese. C era dentro la saggezza e poi tanta tenerezza, l altruismo, la bontà, gioia in grande quantità. Tanta pace, tanto amore da riempire ogni cuore. È PASQUA È Pasqua, è Pasqua! dice allegro il sole mentre gioca con i fiori delle aiuole. È Pasqua, è Pasqua! già risponde il vento mentre insegue le nubi del firmamento. È Pasqua, è Pasqua! canta allegro il cuore E in questo dì è risorto il Signore! L UOVO ARCOBALENO La mattina di Pasqua nel mio prato un uovo arcobaleno ho trovato, era un uovo profumato e strano non più grande di una mano. Quando l ho aperto, con stupore ho trovato sorprese d ogni colore: giallo il sorriso d un cinesino, rosso il canto di un algerino, azzurro il sorriso di uno svedese, verde la capriola di un portoghese, violetta la danza di mille bambine, indaco i suoni di mille ocarine. E arancione rotondo e paffuto un sole caldo di benvenuto, un sole caldo paffuto e rotondo uguale per tutti i bimbi del mondo. Dall uovo di Pasqua è uscito un pulcino di gesso arancione col becco turchino. Ha detto: Vado mi metto in viaggio e porto a tutti un gran messaggio! E svolazzando di qua e di là, attraversando paesi e città ha scritto sui muri, nel cielo e per terra: Viva la pace, abbasso la guerra.

12 Gazzetta3-13 :Layout 1 13/03/ Pagina LA GITA IN MONTAGNA... CON LA CIASPOLATA (da non confondersi con la cioccolata!) Giovedì 31 gennaio, siamo stati in gita in montagna, precisamente a Bellino. Dopo oltre due ore di viaggio siamo finalmente arrivati. Il tragitto in pullman è stato divertente, abbiamo riso e cantato e anche i maestri erano contenti e sorridenti. Appena arrivati, hanno diviso le due classi in base al programma. C era da fare la ciaspolata, cioè una passeggiata nella neve e poi c era da costruire un igloo il mattino noi della 5 b abbiamo costruito l igloo, trasportando pezzi di ghiaccio, mentre la A ha fatto la ciaspolata. Poi dopo pranzo ci siamo invertiti le attività. La ciaspolata è stata faticosa, specie il tratto in salita. Purtroppo nessuno è scivolato... se lo avessero fatto ci sarebbe stato da ridere! È stato bello andare in gita d inverno, di solito la fanno tutti in estate, ma noi ci andremo ancora a giugno... e vi racconterò tutto!! di Davide Curcuglioniti

13 Gazzetta3-13 :Layout 1 13/03/ Pagina IO E LA MUSICA di Davide Tumiati Ciao lettori, in questo articolo voglio parlarvi di quello che per me rappresenta la musica. Per me la musica non è semplicemente un ritmo su cui vengono costruiti suoni e parole, ma è molto più di questo. La musica aiuta a capire le cose, le insegna. Anche se ci sono canzoni con più significato e altre che ne hanno me no, bisogna sempre interpretare le parole e adattarle alle proprie emozioni e stati d animo Ci sono diversi tipi di musica: il rap, il rock, il pop, il jazz, la classica e infiniti altri. Il mio genere preferito è sena dubbio il rap, soprattutto le canzoni di Lil Wayne. La musica ti tira su il morale quando sei triste e ti senti giù, ti entra dentro e ti induce a cantare ballare mimare gli strumenti con le mani insomma è coinvolgente!! L ANGOLO DEL SANTO COTTOLENGO A cura di don Emanuele In diverse circostanze ho visto dei poveri chiedere l elemosina a don Giuseppe Cot - tolengo alla porta della Piccola Casa, ed egli dava volentieri quei pochi soldi che gli restavano, dicendo che dava loro tutto ciò che aveva. Ed era abitudine del santo Cottolengo di non conservare fondi per il domani, ma di impiegare giornalmente in opere buone tutto quello che la Provvidenza gli aveva mandato in quel gior no, dicendo, che per i bisogni dell indomani ci avrebbe pensato la Provvidenza. (P.O.: Suor Teresa Rey VI,142).

14 Gazzetta3-13 :Layout 1 13/03/ Pagina UN PICCOLO SOLE di Lauretta Perassi Alle nove del mattino, tornando dalla spesa, la tartaruga Luigina incontra la piccola volpe Bettina e le dice: «Ciao, cara! Ho appena comperato della marmellata di ribes, ne vuoi?». La piccola volpe golosa annuisce. Mentre Bettina lecca la marmellata, la tartaruga dice ancora: «A quest ora, tutte le piccole volpi sono a scuola. A te non piace studiare?». «Oh, sì, molto! È la scuola che non mi piace!». «Perché?». «Perché, all uscita, le mie amichette trovano ad aspettarle la mamma oppure il papà o mamma e papà, insieme! Io invece, quasi sempre non trovo nessuno perché mamma e papà non si vogliono più bene, non abitano più nella stessa casa. Dovrebbero venire a turno, ma si dimenticano e così litigano: Toccava a te! No, toccava a te!. Io quando li sento sto male. E poi mi dicono che sono fortunata perché possiedo due case, due lettini, due televisori! Non capiscono che io ero più contenta quando avevo una cosa sola di tutto? Una volta, papà e mamma si volevano molto bene. Dove va a finire il bene quando non ci si vuole più bene, sparisce?». «No, cara, l amore, dato o ricevuto, non va mai perduto. È come una linfa che scorre nelle grandi vene del mondo e fa sbocciare i fiori. Tu sei un fiorellino sbocciato dall amore di mamma e papà: il loro amore non è sparito, perché il loro amore sei tu!». «Io so che sono nata dal bene-insieme di mamma e papà, così non voglio il bene di mamma e quello di papà, staccati, voglio il bene di mamma papà! Certe volte li odio, non vorrei vederli più!». «Ti capisco, piccola, ma in questo momento, più che esigere il loro bene, devi dar loro il tuo. Sai, hanno un grande vuoto dentro il cuore e sentono freddo, anche se è quasi primavera. Tu devi essere un piccolo sole, per riscaldarli». «Voglio provarci Luigina, se tu mi aiuti». «Volentieri, piccola. Sai cosa facciamo? Da oggi, verrò a prenderti ogni giorno all uscita della scuola, sei contenta?». «Sìììììì! Avrò una nonna che mi aspetta!». «E che ti porterà la marmellata». «Evviva!», grida la piccola volpe avviandosi serena verso la scuola.

15 Gazzetta3-13 :Layout 1 13/03/ Pagina 15 IL RUGBY di Lorenzo Emidii P ratico il rugby da tre anni ed è uno sport bello ma impegnativo, il rugby l ho conosciuto al Cottolengo. Non avevo la minima idea di come si potesse giocare a rugby perciò ho cominciato a praticarlo per curiosità. Dopo un po però ho cominciato ad appassionarmi e a fare tornei e partite. Il rugby è un gioco di squadra, per vincere bisogne fare tanti punti chiamati mete. Una delle cose belle del rugby è che possono giocare tutti: magri e non magri, ed io non rientro certo nella prima categoria! Un altra cosa bella del rugby è il terzo tempo, dove gli avversari si ritrovano per mangiare. E lì non si gioca, si fa sul serio! Quello che mi piace di più di questo sport è che c è una sana competizione, si è sempre tutti amici! È uno sport che consiglio a tutti! 15

16 Gazzetta3-13 :Layout 1 13/03/ Pagina LA GIORNATA AL LUNA PARK di Tommaso Canardi Cari lettori oggi vi parlerò di una bellissima giornata. Domenica sono andato al luna park con mia nonna e mio fratello, abbiamo girato giostre: il galeone dove ci siamo divertiti come dei pazzi, poi siamo andati sul l autoscontro dove ci siamo divertiti ancora di più. C era anche la gara con i gokart che avevano il motore a scoppio. Ab - biamo fatto un gioco dove ti davano dei cerchi e dovevi centrare direttamente i premi. Ma il più bello di tutti è stato quello dove c erano delle bolle giganti di gomma in una piscina e ti facevano entrare nella bolla: una volta dentro iniziavi a rotolare e la bolla si muoveva di conseguenza. Io e mio fratello ci siamo divertiti moltissimo. (vi do un consiglio venite con il taxi se se no troverete parcheggio quattro isolati dopo). Tornati a casa abbiamo farcito la base per la pizza che aveva comprato nostra nonna ed abbiamo concluso la giornata con una bella scorpacciata. Per fortuna hanno inventato i nonni!

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