Il Messaggero. Il XIX Convegno Interregionale della Stampa Studentesca nel Parco più bello d'italia. n. 30 Lunedì 6 Giugno I.I.S.

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1 I.I.S. Arimondi-Eula Il Messaggero n. 30 Lunedì 6 Giugno 2011 Il XIX Convegno Interregionale della Stampa Studentesca nel Parco più bello d'italia "Diventiamo cittadini europei " Due liceali al Parlamento Europeo pag. 2-3 Giovanni Paolo II Beato Un Papa nel cuore del mondo pag. Global Seed Vault "Un ghiacciato giardino dell'eden" pag. 12 La Banca CRS e la nostra scuola 8 L'A.D. Allocco parla ai giovani pag. 16

2 2 Il Messaggero CRONACA Notizie dalla scuola Concorso Diventiamo cittadini europei : vincitori due liceali dell'arimondi-eula Un racconigese a Strasburgo Andrea Vaschetto Tra i ventiquattro studenti di quarta superiore vincitori del concorso Diventiamo cittadini europei della Consulta Regionale Europea del Piemonte che hanno partecipato, tra l 11 e il 14 maggio, a un viaggio di studio presso il Parlamento Europeo di Strasburgo, in Francia, c era anche un racconigese: Andrea Vaschetto, studente al quarto anno del Liceo Scientifico Arimondi-Eula nella nostra cittadina, e con lui un arimondino: Alessandro Iezza. Dopo una tappa a Berna, capitale svizzera, durante il viaggio di andata e dopo un primo giorno dedicato alla visita guidata della città alsaziana, il 13 maggio i ragazzi hanno avuto il privilegio di entrare al Parlamento europeo dove hanno simulato una seduta parlamentare, coordinati da alcuni politici e funzionari dell istituzione europea strasburghese. Colleghi di lavoro non erano però i soliti compagni di banco con cui fanno i lavori di gruppo a scuola, ma tanti altri studenti di 17 anni come loro che venivano da 23 Paesi europei diversi. In totale quasi 600 giovani che per una giornata sono diventati eurodeputati e si sono seduti sui banchi dei parlamentar i europei lavorando come loro. «È stata un emozion e grandissima racconta Andrea entrare nell aula del Parlamento europeo, quell emiciclo che fino al giorno prima è stato occupato dai veri parlamentari in seduta plenaria, quella sala che ogni tanto vediamo tutti in televisione. Enorme, ha 863 posti, tutto blu, con vetri trasparenti e pavimenti di legno. Ogni ragazzo aveva un proprio banco numerato con le cuffie per seguire i lavori nelle tre lingue ufficiali non sembrava vero di essere lì, nel luogo frutto di quel sogno che per secoli ha ispirato grandi pensatori e che stiamo vivendo oggi in fase di realizzazione: la nostra Europa. Ci siamo trovati a parlare, ridere, giocare, mangiare pranzo con coetanei belgi, bulgari, cechi, danesi, tedeschi, estoni, irlandesi, spagnoli delle isole Canarie, francesi, ciprioti, lettoni, lituani, maltesi, olandesi, austriaci, polacchi, portoghesi, romeni, sloveni, slovacchi, finlandesi, svedesi e inglesi tutti diversi per lingua, nazionalità, abitudini ma tutti uniti da un unico obiettivo: costruire insieme il nostro futuro. Tutti abbiamo avuto il coraggio di alzarci e parlare in quelle lingue, inglese e francese, che ognuno aveva soltanto studiato a scuola e quindi nessuno ha temuto o meglio così ha dato a vedere - per l inesattezza della propria pronuncia o per la scarsa conoscenza dei termini..ci abbiamo provato.

3 Lunedì 6 Giugno 3 Un arimondino al Parlamento Europeo Alessandro Iezza "Una perfetta occasione per i ragazzi di capire l' organizzazione e il funzionamento del Parlamento europeo, allo stesso tempo socializzando non solo con persone della loro nazionalità, ma anche con gente proveniente da paesi diversi. Naturalmente anche motivo di divertimento". Così dichiara il preside Pasquale Iezza dell' Arimondi-Eula di Savigliano-Racconigi dopo aver ascoltato la testimonianza del figlio Alessandro, uno dei 24 studenti vincitori del concorso "Diventiamo cittadini europei". Ventiquattro è un numero esiguo considerando il fatto che molti in tutto il Piemontehanno provato a scrivere un tema sull' Europa purtroppo senza ottenere il premio di un viaggio di quattro giorni a Strasburgo non solo per visitare la città, ma anche il Parlamento Europeo. Un' esperienza per giovani diciassettenni più unica che rara. Oltre ad ammirare l' ordine e la bellezza di Strasburgo, i ventiquattro studenti hanno avuto l' onore di sostituire per una giornata i deputati del Parlamento, insieme ad altri ragazzi di altre nazionalità. "Mai in una sola giornata" racconta il giovane Alessandro "ho conosciuto tante persone e mai ho affrontato un' esperienza simile". Il fatto di aver discusso dei principali problemi del mondo, di averlo fatto tentando di capire e di farsi capire nell' esporre le proprie idee, malgrado la difficoltà di adattarsi alle varie lingue, è stato motivo di vera gioia per i "provvisori deputati". Si è parlato di giustizia, di scienza, di tecnologia, di politica, di razzismo, di valori umani, tutti argomenti che dipendono dalle decisioni del Parlamento e i giovani si sono sentiti in dovere di fare proposte serie e ragionevoli. Certo c' è stato chi ha parlato di più chi di meno, ma tutti con l' intenzione di migliorare il mondo. Nessuno non si è lasciato sfuggire di bocca l' esclamazione "Non vedo l' ora di tornarci!". E' incredibile anche la facilità con cui pur non conoscendosi, i ragazzi hanno subito socializzato, spinti da un necessario bisogno di avvicinarsi l'uno all' altro. Dunque, da un lato l' emozionante esperienza di essere deputati e pensare a un mondo migliore, dall' altro la conoscenza necessaria di persone con cui condividere le stesse impressioni fanno del viaggio a Strasburgo un ricordo indelebile. Eurogame: una babele di lingue Uno dei momenti più belli è stato l Eurogame, un gioco a tempo in cui siamo stati divisi a gruppi formati da 4 ragazzi di quattro nazionalità diverse. È stato il momento di mettersi in gioco. Ogni gruppo doveva rispondere a 24 domande sull Europa; domande non particolarmente difficili sui trattati, le date, il numero dei Paesi, le finalità dell Unione, le lingue utilizzate, le sedi di lavoro. Ma la difficoltà - ed anche la parte più divertente - è proprio quella legata alla lingua: le domande infatti sono scritte in tutte le 23 lingue parlate nell Unione europea. Tutte, comprese quelle scritte in caratteri greci e in cirillico. Il gioco consisteva prima di tutto nel leggere e comprendere le domande e le tre risposte offerte: con l aiuto dei compagni di squadra, bisognava decifrare i quesiti e crocettare la risposta giusta. E vi assicuro sottolinea lo studente racconigese con espressione soddisfatta che non è stato così semplice leggere in finlandese o in lituano sono subito scattate la ricerca e l inseguimento, ognuno ci ha messo del suo; uno riusciva a leggere il cirillico, noi traducevamo l italiano, l altro aveva un idea del motto latino citato. Sembrava davvero una babele di lingue!» Nel pomeriggio gli studenti sono passati ai lavori in Commissione suddivisi in base all argomento scelto in precedenza: ambiente, ideali europei, anno del volontariato, libertà di informazione, democrazia e cittadinanza, futuro dell Europa. «Anche se gli interpreti ci dice Andrea hanno svolto ottimamente il loro compito, è stato davvero faticoso seguire un intera giornata di lavori in una lingua che non era la mia. Uno sforzo fatto però con molto entusiasmo, per non sprecare neanche un secondo di questa giornata unica in cui davvero ognuno ha potuto lasciare la sua firma e dare il suo contributo a costruire l Europa.» La giornata si è conclusa con un emozionante sventolio delle bandiere europee sulle note dell'inno alla gioia. Una giornata intensa che ha risvegliato le coscienze dei giovani e non solo: prendete in mano il vostro futuro è stato l invito abbiate il coraggio di sognare la vostra Europa e di portare avanti il nostro grande obiettivo: essere uniti nelle diversità!".

4 4 Il Messaggero Giornata a temi Conflitti in Medio Oriente, Soft-air e Legalità Giulio Lungu Giovedì 5 maggio si è svolta a Racconigi la giornata a temi, nella quale le classi del Liceo, dei Geometri e dell ITIS hanno affrontato varie attività come rugby, dodgeball, legalità, design, che si sono svolte presso la sede di Piazza Muzzone e all aperto nel parco del vecchio ospedale psichiatrico. Coinvolgente il progetto dei conflitti in Medio Oriente, in particolare in Afghanistan; è stata una lezione sulla geografia del paese e sulle regioni militari nelle quali è stato suddiviso. Ci è stato spiegato come lì opera il reparto speciale dei Carabinieri: addestra la polizia e costruisce infrastrutture come pozzi, scuole e ospedali; la lezione è stata svolta da un carabiniere del reparto speciale dei Paracadutisti. Un altra attività presentata è il softair; questo è uno sport di squadra basato sulla simulazione di tattiche e combattimento militari; per il combattimento si usano armi che sparano pallini sferici di plastica: di solito queste simulazioni avvengono nei boschi. Tuttavia non abbiamo sparato perchè ci vuole l autorizzazione del Comune per tale pratica sportiva, nonché il materiale necessario; la lezione è stata tenuta nel parco del vecchio ospedale dai fondatori racconigesi di questo sport. Si è affrontato anche il tema della legalità: due carabinieri ci hanno Trucco e stile, teatro e design Laura Masucci Il corso di trucco e stile tenuto dal truccatore Calogero e dall ormai noto stilista Roberto Squillaciotti ha riscontrato un grande successo, soprattutto tra le ragazze. E stato introdotto da un ampia spiegazione su cosa sia e come si imposta il dietro le quinte di una sfilata. Il truccatore, in seguito, servendosi di Francesca Bazzanini (V F) come modella l ha truccata illustrandoci brevemente i trucchi del mestiere. Poi le sono stati dati degli abiti da indossare per simulare una sfilata. Nel gruppo di teatro, situato in uno dei locali dell ex Neuro, abbiamo avuto l opportunità di realizzare esercizi all apparenza semplici ma che fondano le basi per avere un buon rendimento su un palcoscenico e molte volte anche nella vita di tutti i giorni. Il corso era tenuto da alcuni ragazzi della scuola Voci Erranti. Il laboratorio di design (grafico pubblicitario) invece era tenuto da Stefano Ronco. Ci è stato brevemente parlato del Codice stradale, della guida in stato di ebbrezza o sotto l' effetto di stupefacenti. Tutte le lezioni sono state molto interessanti: ognuno degli alunni doveva scegliere tre attività. spiegato in cosa consiste il suo lavoro e abbiamo appreso tutto l impegno che c è dietro una semplicissima pubblicità: lo studio delle parole, le immagini da usare. Poi ci sono stati presentati vari video per esporci meglio le dinamiche di tutto il lavoro.

5 Lunedì 6 Giugno 5..ecco le foto di altri temi della giornata: ordic Walking Musica Aikido Assemblea di primavera: tra hippy e pecore nere Federica Barbuto Il 19 aprile si è svolta, come consuetudine, l assemblea d istituto prima delle vacanze pasquali: l assemblea di primavera. Tutte le classi hanno seguito le prime due ore di lezione e poi si sono recate presso l Ala polifunzionale di Savigliano; quindi hanno atteso l inizio dell assemblea. Verso le ha preso la parola il vicepreside Pierluigi Amisano per l usuale augurio alle famiglie e agli studenti di una felice Pasqua e per informarci sulla scaletta della mattinata. In seguito il Prof. Magliano ha consegnato ai ragazzi di II classico, di 4 A e 4 B, il diploma dei diciottenni; dopodiché l istituto ha potuto ammirare i video realizzati da alcuni ragazzi presenti al viaggio d istruzione, ovvero le foto dei migliori momenti della gita. Le quarte hanno visitato la magnifica ed emozionante città dell amore: Parigi. Invece, gli studenti di seconda si sono recati in visita a Siena e Firenze. Sul finir dell assemblea quest anno, al contrario degli anni passati, non hanno suonato le band studentesche come i Burnt Dreams, i Those Of The Cellar o Le note che non vuoi, ma il Prof. Magliano ha avuto un idea diversa e molto originale: tutte le classi si dovevano travestire da qualsiasi cosa venisse loro in mente; i vincitori avrebbero ricevuto, come premio, circa 100 euro. Quasi tutti gli alunni, chi per sfida, chi per il puro piacere di vestirsi in modo strano, hanno accettato. Sul palco si sono viste divertenti scenette : dagli scienziati pazzi ai barboni, dagli dei dell Olimpo agli hippy, dai Cugini di Campagna alle mummie, dai nerd alle pecore nere, insomma si è visto di tutto! Gli studenti sono stati presentati dal Prof. Turco e valutati dalla giuria, composta dal Prof. Catalfamo, dalla Prof.ssa Mellano, dalla Prof.ssa Albertini e dalla Prof.ssa Galletto. Alla fine hanno vinto i ragazzi della II classico con la loro Galleria d arte : questi hanno deciso di mettere in scena alcuni dei quadri e delle statue, a parer loro, più famose e più belle dei secoli passati. Hanno optato per: Il Discobolo di Mirone: Federico Forneris; La primavera di Botticelli: Stefano Borello, Valentina Ruffa, Federica Barbuto, Giulia Schiraldi, Clara Monasterolo, Noemi Tabbone, Esmeralda Tushe, Alessandro Iezza; Dama con l ermellino di Leonardo da Vinci: Chiara Barbero; La Gioconda di Leonardo da Vinci: Anna Vitagliano; La Venere di Milo di Alessandro di Antiochia: Anna Nyffeneger; La libertà che guida il popolo di Eugène Delacroix: Gabriele Scommegna, Pierre Mucciolo, Marica Maccagno, Martina Ambrogio, Anna Testa, Elena Damilano, Lorenzo Leone; Apollo e Dafne di Gian Lorenzo Bernini: Luca Blengino, Chiara Pennetta. Bisogna anche ricordare le immancabili turiste, di cui una anche presentatrice: Federica Parodi, Francesca Forghieri. A conclusione dei lavori molte classi si sono ritrovate al parco Graneris per parlare, scherzare e cantare fra cibo e bevande.

6 6 Il Messaggero Vivere e lavorare sulle terre confiscate alla mafia Maurizio Marchisio Beppe, Simmaco e Mauro. Tre uomini che stanno donando sè stessi per una causa importantissima, che da molti è reputata come persa in partenza: la lotta alle mafie. Presso i locali del cinema di San Giovanni a Racconigi questi tre esponenti dell associazione Libera Terra della provincia di Caserta hanno incontrato la cittadinanza, grazie ad un evento programmato dall associazione Mandacarù, descrivendo le attività da loro svolte nei terreni confiscati alle cosche mafiose. Il primo incontro si è tenuto giovedì 7 aprile ed è stato aperto a tutta la popolazione, mentre il secondo, che si è tenuto venerdì 8 aprile, ha avuto come partecipanti solamente gli studenti che frequentano l istituto Arimondi-Eula. Questi tre ragazzi hanno preso la parola non solo raccontando la loro esperienza personale vissuta nei campi-lavoro, ma anche cercando di descrivere nel modo più diretto possibile a noi studenti il fenomeno mafioso, che molte volte ci pare essere così lontano dalla nostra realtà di piccola città. Il messaggio forte da loro espresso è stato quello di non smettere di combattere e di uscire da comportamenti malsani come menefreghismo e omertà, che spesso ci inducono a non vedere la realtà per come si presenta veramente, oppure a considerarla come una cosa che non ci riguarda. Dobbiamo avere il coraggio di armarci di parola, come dice Saviano, perché questa ha un potere, quello dell'informazione, che è fondamentale per cercare di estirpare questa male così profondo dal nostro paese. Lottare ed aver fiducia in ciò che si fa, questi sono i presupposti per aver successo in una battaglia così difficile. Sicuramente questo incontro ci ha aiutato a motivarci maggiormente, anche vedendo con quanta passione e quanto orgoglio questi tre ragazzi parlavano commuovendosi della loro terra, un tempo in mano ai clan camorristi ed ora sempre più libera. In questa riconquista ha sicuramente pesato molto il riutilizzo e la conversione dei beni confiscati, che danno un esempio forte e concreto di come la mafia vada combattuta; infatti secondo la legge 109/96 ogni bene sequestrato deve avere un riutilizzo per finalità istituzionali e sociali, riconsegnando in mano ai cittadini, tramite i comuni o le associazioni, tutti quei beni che erano stati accumulati dalla camorra con il sangue dei morti ammazzati. La speranza è quella di fondare un presidio di Libera anche nella nostra piccola realtà, per iniziare a dare un aiuto concreto, per prendere davvero coscienza dei problemi del nostro paese, per non smettere di sperare in un futuro migliore. Meraviglioso... Quando dicono che la scuola non fa niente per i disabili non credeteci! Io sono al 5 anno all'istituto Arimondi-Eula di Racconigi, credetemi per me sono stati fantastici! I miei compagni sempre pronti a capirmi, ad accudirmi e a trattarmi come uno di loro, mi mancherete amici miei. I miei professori sensibili e disponibili, i Presidi professionali e competenti, le bidelle sempre gentili. Poi un ringraziamento speciale alla mia assistenza fisica ciao Franci t.v.b.!. Quest anno ho partecipato alla gita a Barcellona che è stata meravigliosa e volevo ringraziare il Preside Pasquale Iezza, la professoressa Perlo, esperta nel trovare posti accessibili per i disabili, i prof. Milanesio e Anzilotti e il mio prof. di sostegno Michele..e non me ne vogliano se non conosco tutti i nomi dei prof del Liceo e dei Geometri. Un ringraziamento speciale va alla Croce Rossa, al presidente Cardellino che ha messo a disposizione il mezzo per portarmi in gita e ai due valorosi autisti Isa e Andreas per aver guidato tanti chilometri, senza di loro non sarei arrivato in Spagna. Ho solo un piccolo dispiacere: sto per finire il 5 anno e quando passerò l'esame dovrò lasciare tutti e tutto: vi terrò nel cuore e ne farò tesoro e a tutti quelli che come me hanno dei problemi di disabilità posso solo consigliarvi di andare a scuola all'arimondi - Eula di Racconigi..ti senti a casa tua, lì puoi trovare accoglienza, bontà e molta professionalità. Grazie a tutti vi porterò nel cuore. In gita a Barcellona: "vi porterò nel cuore!" Ferdinando De ichilo

7 Lunedì 6 Giugno Le seconde in gita a Fenestrelle Andreea Vlasin Venerdì 6 maggio, alcune classi seconde di Racconigi assieme ad una terza hanno partecipato alla visita di istruzione al forte di Fenestrelle, un complesso fortificato eretto dal XVIII al XIX secolo in Val Chisone, nella provincia di Torino. La nostra guida, con tanto di dettagli, ci ha mostrato tutto il percorso storico del forte. A quanto pare, è la più grande fortezza settecentesca a serravalle esistente al mondo ed è classificata come la seconda costruzione militare antica del pianeta in termini di lunghezza complessiva, solamente dopo la grande muraglia cinese. La costruzione della fortificazione ebbe inizio nel 1694, quando il re di Francia, Luigi XIV, ne ordinò la edificazione con lo scopo di proteggere il confine con il Ducato di 7 Savoia. Successivamente, il forte si è esteso sempre di più, e malgrado i numerosi attacchi che ha subito, è tuttora intatto (per lo meno a livello strutturale); tutto questo grazie alle sue mura molto spesse e anche alle fondamenta ben impiantate. La gita è stata molto bella, nonostante il clima frizzantino della montagna: lassù faceva molto freddo, infatti, per riscaldarci, finita la visita, siamo andati al campetto sportivo e abbiamo giocato a calcio e a pallavolo. Ci siamo divertiti molto e, insieme a noi, anche i prof che ci hanno accompagnato. CULTURA Gli antichi insegnano Il genere umano invano si affanna consumando la vita in inutili travagli Arianna Serpone L epicureismo è una dottrina greca fondata da Epicuro, da cui prende il nome la stessa corrente filosofica, il cui massimo esponente latino è stato Lucrezio, che scrisse il De rerum natura. L epicureo per eccellenza dedica completamente la sua vita alla ricerca della felicità, che si può raggiungere solo tramite il piacere: quello vero, che non è basato su una semplice e spesso momentanea gioia, ma consiste nell eliminazione totale del dolore e quindi nel non soffrire. Ecco perché la felicità si persegue soltanto sviluppando l atarassia, ossia l annullamento delle paure irrazionali (come la stolta paura della morte) o delle passioni perturbatrici, prime fra tutte quella amorosa. Qualsiasi coinvolgimento emotivo, come appunto l amore, priva l uomo della propria serenità e pace interiore, tanto ricercata dagli scrittori classici, e della lucidità razionale, della ragione necessaria alla salvezza e alla realizzazione del proprio essere. Anche lo stoicismo, fondato da Zenone di Cizio, è una filosofia cinica ed edonista che ricerca la felicità per mezzo della virtù. Nega totalmente il valore delle emozioni, che definisce semplici opinioni o giudizi dettati da leggerezza, perciò fenomeni di stoltezza o di ignoranza consistenti nel giudicare di sapere ciò che non si sa. Il sapiente stoico si ritiene immune da queste malattie, poiché conosce la perfezione dell universo ed è quindi indifferente ad ogni emozione. Con ciò non si vuole affermare che questi filosofi conducessero una vita emarginata, monotona e senza divertimenti. Anzi! Spesso essi stessi conducevano una vita sregolata. Lo stesso Lucrezio, che più volte condanna violentemente l amore, dice nella sua opera che chi fugge l amore gode ugualmente i frutti di Venere; anzi, non ne sente le pene. Ed è meglio volgere altrove la mente, meglio versare il succo vitale in un corpo qualunque senza serbarlo all amore di una sola persona: e scanserai un sicuro dolore, promuovendo quindi un rapporto puramente carnale, come soddisfacimento di un impulso sessuale, naturale, libero da ogni legame sentimentale, in quanto ostacolo al raggiungimento dell atarassia. Dunque vediamo che al nostro corpo necessitano ben poche cose che possono lenire il dolore e in tal modo offrono anche molti soavi piaceri.

8 8 Il Messaggero CRONACA Notizie dal mondo Beato Giovanni Paolo II Un Papa nel cuore del mondo Arianna Avalle «Santo subito!» urlava il folto gruppo di fedeli,soprattutto giovani, in piazza San Pietro l 8 aprile 2005 durante il funerale di Papa Giovanni Paolo II. Ed oggi questo Papa non è ancora santo, ma quasi. È beato. Grazie al fervore dei suoi fedeli, infatti, l iter per la beatificazione di Papa Wojtyla è stato piuttosto breve e si è concluso il 14 gennaio 2011; è stata fissata la data della celebrazione: dal 1 maggio Karol Wojtyla è il Beato Giovanni Paolo II. Un Papa davvero unico ricordato dalla gente con diversi nomi: pellegrino, parroco del mondo, apostolo della giustizia e della pace, papa operaio, poeta e filosofo. Era un uomo semplice: amava i bambini, sapeva parlare di speranza ai giovani, arrivando al cuore di tutti, credenti e non. Fin dalle sue prime parole il mondo intero ne è rimasto affascinato: «Non abbiate paura! Aprite le porte, anzi, spalancatele a Cristo!», disse durante l omelia della messa inaugurale del suo ministero. Per i fedeli è stato impossibile non affezionarsi ad un Papa così buono e capace di far sorridere con una semplice frase: Se sbaglio mi corrigerete!. Con queste parole Karol non voleva solo fare una battuta circa la sua pratica con la lingua italiana, ma egli autorizzava il popolo, altrettanto pratico di Vangelo, a correggerlo, a indicargli la via e a sostenerlo, se avesse tentennato. Papa Giovanni Paolo II si presenta quindi come un uomo uguale a tutti gli altri, con le sue debolezze ed i suoi momenti di sconforto, ma anche come un grande Papa con un immenso Amore da donare a tutti. Karol Wojtyla fu un Papa missionario che proiettò la sua missione universale ai 4 punti cardinali: Sud con il Messico, Est con la Polonia, Nord ed Ovest con l Irlanda e gli Usa. Infatti durante il suo pontificato egli ha viaggiato più di ogni altro Papa precedente. Per lui il viaggiare era indispensabile come cercare di costruire la pace. Diceva infatti che essa era una priorità assoluta della sua missione ed un urgenza per tutti, non solo per quelli che hanno responsabilità politiche mondiali; per questo egli spronava tutti a compiere gesti di pace e ne dà l esempio, come quando perdona e visita in carcere il suo attentatore, Malhmat Ali Agca, un turco che il 13 maggio 1981 gli sparò in piazza San Pietro. Oltre al Papa del perdono, Karol Wojtyla fu anche il Papa del dialogo con le altre religioni e dell ecumenismo. Infatti il 13 aprile 1986 fece una storica visita alla Sinagoga di Torino e ancora, il 27 ottobre del medesimo anno istituì la Giornata Mondiale di preghiera per la pace ad Assisi. Quel giorno gli esponenti delle differenti religioni si trovarono d accordo nel dire che per obbedire a Dio si deve cercare la pace attraverso la non violenza. Giovanni Paolo II fu inoltre il Papa dei giovani. Il segno più evidente della sua particolare attenzione per il mondo giovanile sono le GMG, o Giornate mondiali della gioventù, incontri con cadenza biennale tra il Papa ed i giovani cattolici di tutto il mondo. La loro nascita è da datarsi nella Domenica delle palme del Era il 31 marzo e almeno 350 mila ragazzi riempirono piazza San Pietro su invito del Papa.

9 Lunedì 6 Giugno Negli anni successivi l iniziativa si rivelò un successo straordinario, oltre ogni aspettativa, fino a raggiungere la cifra record di 4 milioni di persone nelle Filippine, nel Il Papa polacco rivolse a noi giovani parole importanti e fiduciose nella GMG del 2000: Voi difenderete la pace, pagando anche di persona, se necessario. Voi non vi rassegnerete ad un mondo in cui gli esseri umani muoiono di fame, restano analfabeti, mancano di lavoro. Voi difenderete la vita, vi sforzerete con ogni vostra energia per rendere questa terra sempre più abitabile per tutti. Ricordando ci che noi siamo il futuro, che noi siamo «la luce del mondo ed il sale della Mariella Lo Giudice I filosofi esprimono le loro teorie e ognuno di essi si concentra nello studio di ciò che ama maggiormente; sono comunque esperienze di vita che trasmettono agli altri. Ma la comunicazione verbale è accompagnata dai gesti, dall'espressione del volto, dal tono della voce che rafforzano o manifestano ciò che a volte si vuole celare. Nei primi mesi di vita il bambino piange per comunicare il bisogno di quel momento - fame, sete, sonno, dolore, caldo, freddo e il suo pianto esprime ciò che le parole non possono dire. Ma è pur sempre comunicazione! Anche il silenzio è comunicazione, in una forma tacita, ma non per questo negativa. I muti, che non hanno il dono della parola, si esprimono con i gesti e riescono, comunque, a farsi capire. Anche l'indifferenza è comunicazione, nonostante si possa pensare che non lo sia; essa è una forma di espressione, perché si manifesta la negazione o l'isolamento dagli altri, a volte momentanea e a volte persistente. Non bisogna pensare che questa sia negativa, perché ogni suo "modus" rappresenta ciò che si vuole trasmettere. La comunicazione Si sente parlare spesso di comunicazione. Ma cos'è? Conscia o inconscia, è tutto ciò che permette di trasmettere agli altri le proprie emozioni, i propri sentimenti, lo stato d'animo. Esistono vari tipi di comunicazione: verbale, gestuale, espressiva, musicale, artistica, ecc. Se ne potrebbero elencare ancora tante altre, ma ci soffermeremo su queste. La comunicazione verbale è quella più diffusa, perché attraverso le parole la nostra voce trasmette agli altri ciò che vogliamo esprimere, comunicando così, anche inconsciamente, il nostro stato d'animo o le nostre emozioni. Anche gli animali comunicano tra loro, ma con un linguaggio diverso. Un artista che dipinge un'opera d'arte, un musicista che compone una canzone o un'opera, uno scrittore che scrive un libro o un poeta un'ode, sono tutte espressioni di una comunicazione che ognuno percepisce e a cui dà un significato, a volte diverso. Quello che conta è ciò che essi vogliono comunicare agli altri, a chi osserva le loro opere o ascolta le loro composizioni o legge i loro scritti. 9 terra» si è guadagnato il nostro rispetto ed il nostro affetto. Papa Giovanni II scherzosamente diceva che non gli bastava essere Pietro, ma voleva anche essere Paolo, l apostolo delle genti. E ci è riuscito: il suo popolo di fedeli lo porta sempre nel cuore gridando a gran voce. Santo subito! Si può pensare che il pianto sia un'espressione di tristezza o d'infelicità, ma è anche un'espressione di felicità, quando questa è talmente forte da emozionare, come si sorride spesso di gioia e di contentezza, ma anche questa, a volte, può non esserlo. Tutte forme di comunicazione espressiva, emozionale, che esternano uno stato d'animo. Così pure lo scritto, sia nella forma che nel contenuto, esprime il carattere di un individuo, la calligrafia è la carta d'identità di ogni uomo, perché inconsciamente delinea il suo carattere o lo stato d'animo di quel momento. Anche attraverso il telefono si può percepire l'umore, l'emozione, il carattere di un individuo, nonostante la mancanza di comunicazione diretta. La pubblicità è altresì una forma di comunicazione, con lo scopo di commercializzare un prodotto. Si potrebbe continuare a parlare ancora per molto di questo argomento così vasto, così inesauribile, ma si può certamente dire che la comunicazione che funziona è quella che ci mette in contatto diretto con le persone e con le esperienze, per vivere la vita in modo più pieno e più ricco.

10 10 Il Messaggero MUSICA Il primo maggio, tra ricordo e satira Il concertone di piazza San Giovanni a Roma Marco Biolatto interpretazione del nostro inno nazionale cantanto da Finardi con Sapete tutti perchè si celebra la festa l appoggio dei migliaia di giovani dei lavoratori? La ricorrenza si provenienti da Nord, Centro e Sud festeggia perchè nei primi giorni di d Italia. maggio, a Chicago ci fu una rivolta Appena finita la canzone, è indetta dai lavoratori chiamata rivolta apparso sul palco il di Haymarket, che ebbe il proprio presentatore del concerto culmine il 4 maggio quando la polizia (durato ben dieci ore) Neri fece fuoco sui manifestanti provocando Marcorè che con il suo grande molte vittime. Il presidente degli USA amico Luca Barbarossa ha di quei tempi, Grover Cleveland, improvvisato una bella ritenne che la festa del primo maggio canzone avente come tema il avrebbe potuto costituire un'opportunità nostro amato premier e i suoi affari. Ma per commemorare questo episodio. avendo entrambe, come tutti gli altri Ogni anno, più precisamente il primo di artisti partecipanti al concertone, maggio, in tutte le città del mondo si firmato una liberatoria che obbligava, celebra la festa dei lavoratori. essendo in piena campagna elettorale In Italia, Roma che presenta la festa più per le amministrative, alla piena par bella: il concertone del primo maggio in condicio politica (esempio: se si parla piazza San Giovanni, organizzato dalle di un partito politico di destra, si deve tre sigle sindacali più importanti anche parlare di un partico di sinistra e di centro), i due artisti hanno dovuto d Italia (CGIL-CISL-UIL). Lo scorso primo maggio dopo una ricca prendere in giro anche l Italia Dei con una bellissima antreprima, si è aperto il vero e proprio Valori, concerto con una bellissima interpretazione di Marcorè di Antonio Di Pietro e con un altrettanto bella interpretazione di Pier Ferdinando Casini, dell UDC. Però, l enorme pubblico presente in piazza ha manifestato in piena euforia quando i Modena City Ramblers hanno iniziato a cantare Bella Ciao, canzone partigiana criticata nel pre-festival di Sanremo. Il concertone non è stato soltanto satira e tanta musica, ma anche occasione di solidarietà verso la popolazione giapponese, reduce dal terromoto, maremoto e incidente nucleare, e di ricordo di tutti i lavotari morti sul lavoro. Nella parte serale del concerto del Primo maggio si sono esibiti alcuni big della musica italiana. Oltre al famoso concertone di Roma, a Torino c è stata una grande manifestazione, avente come tema la festa dei lavoratori, però il corteo è stato fermato nella centralissimma via Po da un gruppo di anarchici. Fortunatamente i due cortei erano divisi dalla polizia che ha evitato il verificarsi di incidenti gravi. Anche a Marsala, dove il generale Garibaldi con i suoi mille uomini iniziò la grande conquista del sud e del centro Italia per riunire sotto un solo re lo stivale, le tre sigle sindacali hanno sfilato, per fortuna senza creare grandi problemi. Speriamo che il prossimo Primo maggio non si debba più sentire di nuove morti bianche, di morti sul lavoro causate da una mancata attenzione alle basilari norme di sicurezza.

11 Lunedì 6 Giugno Ieri e oggi Jessica Afan Engolo Ultimamente nel mondo della musica vediamo molti e sempre più giovani volti di successo come il tanto acclamato quanto odiato Justin Bieber, la bravissima Miley Cyrus o la neoscoperta Alexis Jordan. Pensando però che, al loro tempo, anche cantanti come Vasco Rossi, Madonna o i Beatles sono stati giovani volti di successo, sorge subito un paragone tra le nuove e le passate generazioni: le esigenze musicali sono davvero cambiate o è solo un fatto apparente? Infatti, oggi la musica si concentra molto su stili hip-hop/pop/r&b, mentre nel passato era un rock molto soft e pop. È interessante però notare come i testi trattino sempre maggiormente dello stesso argomento: un amore infinito, ingenuo, adolescenziale oppure profondo e puro, ma pur sempre amore. Questo è trattato in modo differente da ogni blocco di generazione musicale, ma c è chi cambia totalmente registro, chi continua a fare la propria musica e chi riesce ad avere successo costante anche cambiando solo un po la propria musica. Un genio indiscusso che è riuscito a farsi amare nelle sue due vite, quella passata e quella presente, è il mitico Vasco Rossi. Lui non solo era, e continua ad essere, l idolo dei nostri genitori, ma molti giovani d oggi cantano a squarciagola le sue canzoni provando le stesse emozioni provate anni prima da altri. Secondo me, le esigenze musicali sono sia un fatto personale che legato alle mode. Nella maggior parte dei casi la gente segue i cantanti più acclamati 11 dell ultima ora, in altri, minori ma non rari, il proprio modo di percepire e di sentire la musica e, quindi, il proprio piacere. Questi nuovi idoli dei teenager riusciranno come Vasco a rimanere nella storia abbastanza a lungo da assicurarsi l adorazione di generazioni intere? Oppure rimarranno in testa alle classifiche per un anno o due e poi spariranno nel nulla come molti altri? Banalità musicale? Alessandro Leone Spesso si sente dire che in Italia non ci siano band valide, nessuna che osi, sperimentando, o che cerchi di fare qualcosa di nuovo, che non sia la solita melodia orecchiabile già sentita in altre mille e mille canzoni. Certo, se accendi la radio o guardi i video che passano su Mtv, non puoi che trovare questo, ma se cerchi un po' di più, potrai trovare degli artisti davvero interessanti. Con un po' di fortuna potresti anche imbatterti in una casa discografica indipendente, La Tempesta, che produce gruppi come i Tre Allegri Ragazzi Morti (che sono appunto i fondatori de La Tempesta), Le Luci Della Centrale Elettrica, i Pan del Diavolo o ancora gli Zen Circus. Questi quattro gruppi son perfetti se cercate testi non banali (consiglio "La lotta armata al bar" delle Luci) e tanta energia e sentimento, in particolare i Pan del Diavolo sono davvero "potenti". Per gli amanti dell'elettronica ci sono gli Aucan, una band bresciana nata da poco sulla quale non c'è molto da dire se non che dovete ascoltare assolutamente una loro canzone, capirete il perchè. Un altro gruppo che voglio consigliare sono i Bologna Violenta, progetto di Nicola Manzan, violinista dei Teatro degli Orrori, che, come suggerisce il nome, sono "violenti". Il loro ultimo cd "Il nuovissimo mondo" è crudo e cattivo, forse di difficile ascolto, ma per chi ha il coraggio di ascoltarlo potrebbe essere una bella scoperta. Ci sarebbero molti altri gruppi che meriterebbero una menzione, ma questi sono quelli che preferisco e che, secondo me, han cercato di fare qualcosa di nuovo e diverso, senza cadere però nell'inascoltabile. IL MESSAGGERO è realizzato con il contributo di

12 12 Il Messaggero Slipknot: futuro incerto, ma pronti ad esplodere! icolò Devale La recente scomparsa del bassista Paul Grey, avvenuta nel 24 maggio 2010, ha gettato l universo degli Slipknot nello sconforto. Il Batterista della band Joey Jordison, durante un intervista ad un giornale locale, ha dichiarato: Ci sarà sicuramente un altro album! Non importa quello che sto facendo con Rob Zombie e con i Murderdools. Gli Slipknot torneranno! Vorrei anche aggiungere che non ci sarà un rimpiazzo per il defunto bassista, perché all interno del gruppo siamo tutti in grado di suonare la chitarra ed il basso!. Corey Taylor, cantante, dichiara invece: E una sorta di area grigia al momento! Tutti ne stiamo ancora soffrendo. Sono molto combattuto nel volere o menomare qualcosa con gli Slipknot, perché Paul era l anima della band ed è troppo presto per dire qualsiasi cosa!. Invece il percussionista, Shaw Clown Crahan, ha parlato recentemente a Sirius XM, pronunciandosi finalmente sul futuro della band: Avendo formato la band insieme a Paul, ho la responsabilità di pensare, ogni giorno, a cosa lui avrebbe voluto che accadesse. Ma io e lui abbiamo iniziato questo percorso ed è dura che si possa andare avanti senza lui che aiuta con le sue opinioni!. Successivamente, con minaccia alle altre band, finisce la sua intervista e aggiunge anche che per gli Slipknot ci sarà un nuovo inizio! ARTE Dadaismo: l'anti-arte Giulia Folgori Zurigo, nel cuore della Svizzera neutrale, oltre i confini l umanità è protagonista inerme del conflitto più devastante che la storia abbia conosciuto, gli uomini sono personaggi costretti sul palco mondiale. E il 14 luglio del 1916 quando, al Cabaret Voltaire Hugo Ball recita il primo manifesto Dada, lo stesso che verrà ripreso e sostanzialmente modificato nel 1918 da Tristan Tzara (pseudonimo che significa triste nel proprio Paese natale ). Il Dada, che sarebbe, per i suoi caratteri fortemente ribaltanti rispetto a qualsiasi altro genere artistico o letterario, persino scorretto chiamare Dadaismo, non era un arte, era l anti-arte: i suoi seguaci tentavano di combattere l arte con l arte. Così questo movimento culturale invade ogni settore del pensiero umano: si espande in letteratura, ribalta i canoni delle arti visive, si intrufola nel teatro, rinnova la grafica, si interessa di politica. Il suo essere anti bellico, motivazione scatenante della sua nascita, va a sradicare ogni convenzione dell epoca, a mettere in dubbio qualsiasi valore passato, che fosse questo appartenente alla classicità o alle avanguardie. Sovverte le virtù, svaluta la bellezza, si scontra con gli ideali, li distrugge instaurando il culto dell irrazionalità, del caos, seguendo il principio cardine della sua azione: lo svalutare ed il negare i canoni estetici della tradizione ed, in generale, di tutto ciò che c è stato prima. Infatti, questo, avendo portato ad un conflitto tra i popoli di tali dimensioni, non può che basarsi su un innegabile malignità di fondo. Così i valori borghesi vengono messi in crisi, in favore di una libertà senza freni, nell esaltazione della creatività: l idea destabilizza la bellezza, mentre il pensiero e la mente che lo formula, tolgono il primato all abilità tecnica; l arte non deve essere superiore alla realtà, ma confondersi con essa. Arte può essere qualsiasi cosa: l artista non è più colui che sa lavorare nuove forme con le proprie mani, ma colui che propone nuovi ruoli ad oggetti già esistenti. Così il mondo dell arte, della letteratura e la concezione della vita in generale risentì del rombo causato dallo sconvolgimento della visuale portato dagli artisti Dada. Irragionevolezza, il moto casuale degli eventi, la sconsideratezza invasero le vene dell arte, attraverso un movimento il cui nome non significa nulla. Dada, infatti, non ha un significato, a parte il richiamo al qui o al questo tedesco, al sì rumeno, o molto semplicemente al verso degli infanti. Sostanzialmente, tuttavia, Dada non vuol dire niente. Così, complici non solo di una tecnica, ma anche di una denominazione fortemente provocatoria, i maestri dissestarono la concezione tradizionale, tagliando le radici, slacciando le catene, facendo spazio, sostituendolo alla bellezza, al perché?

13 Lunedì 6 Giugno 13 SCIENZA La cassaforte della fine del mondo Silos in Artide custodisce 100 milioni delle nostre piante Giuseppe Rubatto La Svalbard International Seed Vault (SISV), conosciuta anche come la cassaforte della fine del mondo, è stata progettata per conservare un campione di tutte le varietà di semi conosciuti dall uomo. L obiettivo è di trasformarla in un arca di Noè, un enorme magazzino contenente i campioni delle piante necessarie al genere umano per ricominciare la conquista della Terra, nel caso in cui si verificasse un disastro ambientale, per cause naturali o per l azione dell uomo. L arca di Noè è stata costruita a Longyearbyen, un piccolo villaggio minerario nell isola di Spitsbergen, che fa parte dell arcipelago norvegese delle Svalbard, a Nord della Norvegia, a circa chilometri dal Polo Nord. Il luogo è stato scelto per la sua stabilità sismica e perché il gelo permanente del territorio artico facilita la conservazione. Anche nel peggiore scenario provocato dal riscaldamento globale, le stanze del deposito rimarranno congelate per almeno 200 anni. La cassaforte è stata costruita nel cuore di una montagna artica e contiene più di 100 milioni di semi provenienti da tutte le parti del mondo. I semi, in pacchetti di alluminio a triplo strato chiusi ermeticamente e introdotti in casse di plastica nere, sono conservati in ambienti con muri di un «Questo è un ghiacciato giardino dell'eden. Un luogo dove la vita può essere curata in eterno, non importa cosa succede la fuori nel resto del mondo.» José Manuel Barroso metro di spessore, ai quali si accede tramite un tunnel lungo 125 metri scavato nella roccia, rinforzato con una struttura circolare in acciaio, creata per evitare il pericolo di frane. L entrata della cassaforte ha una concezione futuristica con alcuni specchi metallici che riflettono il sole durante il giorno e brillano nell oscurità della notte, concepiti dall artista norvegese Dyveke Sanne. All entrata, oltre alla sala di controllo dove i tecnici registrano e classificano i semi campione in arrivo da tutte le parti del mondo, si trovano i compressori, la cui funzione è di raffreddare l interno del bunker. Ma gli scienzati dicono che, anche se tutti i sistemi di raffreddamento finissero di funzionare, la temperatura della montagna sarebbe superiore alla temperatura di congelamento grazie al perenne strato di ghiaccio che ricopre la regione. Per quanto attiene alla sicurezza, il bunker è dotato di una porta blindata e di un perimetro di protezione, affidato alle autorità norvegesi. I responsabili affermano comunque che la sua posizione isolata, gli inverni incredibilmente freddi, le banchise e l aggressività degli orsi polari verso gli esseri umani, sono misure di sicurezza supplementari. Finanziato e costruito dalla Norvegia, il deposito è stato realizzato con il supporto operativo del Fondo Mondiale per la Diversità della Colture mentre la gestione della struttura è affidata al Centro Nordico per le risorse genetiche, che rende disponibile on line una banca dati dei campioni dei semi alla quale può accedere tutta la comunità scientifica. Hanno inoltre investito in questa cassaforte dell apocalisse: la fondazione Bill Gates con circa 20 milioni di euro, oltre naturalmente ai giganti dell agrochimica Monsanto e Syngenta, e la fondazione privata Rockefeller. La conservazione dei semi è un servizio gratuito. I paesi che hanno inviato e invieranno i semi, continueranno ad esserne i proprietari e potranno ricorrere ai medesimi, conservati nel centro artico, nel caso in cui una delle varietà sparisse dal suo ambiente naturale.

14 14 Il Messaggero CONCORSI Cinema: che passione! Federica Barbuto Sabato 7 maggio 2011 gli alunni del Laboratorio di cinema dell'istituto Arimondi-Eula sono stati accompagnati dal professor Carlo Turco a Santo Stefano Belbo per prender parte alla fase finale del concorso cinematografico Ragazzi in Gamba, giunto alla 49 Rassegna Festival. Gli studenti hanno gareggiato con il loro cortometraggio Tutto è ormai per te contro ragazzi delle scuole medie e superiori provenienti dal Piemonte, Liguria e Val d Aosta. In seguito gli organizzatori hanno rivolto ai partecipanti alcune domande sul lavoro di preparazione al loro video, sul motivo che li ha spinti a scegliere il loro soggetto e su mille altre curiosità! Così parla una componente del gruppo: La realizzazione del cortometraggio ha richiesto un duro anno di lavoro sia da parte di noi alunni che del professore; dopo aver votato un soggetto che piacesse a tutto il gruppo, abbiamo fatto i provini per scegliere i ruoli e, infine, abbiamo scelto le location in Savigliano. Il video è stato girato in una sola giornata, ma alla fine abbiamo raggiunto il nostro obiettivo: abbiamo superato le semifinali!. Ora aspettano con un po di paura ma anche con tanto entusiasmo e speranza il giorno della finale che si terrà il 29 e il 30 maggio a Chiusi. In bocca al lupo ragazzi, siamo con voi! Vivere con il lavoro, non morire per il lavoro.. La scuola per Geometri vince il primo premio Gianfranco Capello In Italia il lavoro scarseggia, ma anche quando è presente esso diventa talvolta un pericolo che arriva ad avere conseguenze mortali per i prestatori di manodopera: dei circa quattromila caduti sul lavoro nel 1963 (anno cruciale del boom economico italiano) le statistiche sono diminuite fino di circa mille deceduti per cause di servizio nel 2010, anche se nel solo anno 2007, in Piemonte, sono ancora accadute le stragi della Thyssenkrupps a Torino e del Molino Corsero a Fossano. Si può anche pensare, purtroppo, che gli episodi mortali nel mondi del lavoro siano discesi, soprattutto, perché è diminuito il numero dei lavoratori occupati e la quantità delle ore lavorative, in seguito alla crisi occupazionale recente. In ogni caso, tuttavia, il problema degli infortuni mortali sul lavoro, specialmente nei settori dell edilizia, dei trasporti e delle attività estrattive, è ancora molto vivo e preoccupante. A fronte di queste premesse, da alcuni anni la Federazione sindacale dei lavoratori delle costruzioni di Torino e la Direzione Scolastica Regionale del Piemonte hanno organizzato incontri e conferenze di esperti medici, legali e sindacali con giovani studenti degli Istituti Tecnici per geometri di tutto il Piemonte, al fine di migliorare la preparazione dei futuri tecnici delle costruzioni nel delicato campo della prevenzioni e della salvaguardia rispetto agli infortuni nei cantieri edili. Nel corrente anno scolastico, è stato anche organizzato e concluso un concorso regionale di idee e di proposte per avvicinare maggiormente gli studenti ai gravi problemi della sicurezza sul lavoro: il grande concorso (intitolato Infortuni, sicurezza e prevenzione nei cantieri edili ), rivolto a tutte le scuole superiori del Piemonte, dedicato al compianto avvocato della Federazione Lavoratori delle Costruzioni dott. Pino VIRGILIO (1958/2008), ha registrato la partecipazione di moltissimi giovani delle scuole piemontesi. I temi del concorso erano Esempi di gestione del rischio dovuto alle interferenze e Conseguenze legali, personali, sociali, psicologiche e

15 Lunedì 6 Giugno organizzative degli infortuni e potevano essere realizzati nelle forme grafiche, linguistiche, multimediali a scelta degli studenti partecipanti, purchè lo svolgimento fosse rigorosamente attinente alla tematica principale del dramma collettivo delle disgrazie sul lavoro e, quindi, alle possibilità di prevenzione. La commissione giudicante, composta da funzionari della Direzione Scolastica Regionale e della Federazione Sindacale, ha fatto conoscere i risultati finali del concorso regionale soltanto pochi giorni fa e la positiva sorpresa è stata che i vincitori del primo premio assoluto sono sette allievi della classe V E geometri della sezione di Racconigi dell I.I.S. ARIMONDI EULA guidati dai proff.ri Angela Fumero (docente di progettazione) ed Enrico Testa (docente 15 di laboratorio). Gli alunni Piovano Umberto, Paviera Rosario, Piva Davide e Calliano Giacomo hanno volto una parte multimediale generale dal sottotitolo Rischio? No, grazie, mentre gli studenti Cocut Verdiana, Supin Giulia, Vitale Giorgia) hanno svolto una parte linguistico giuridica dal sottotitolo La sicurezza non è un bleff, ma vita. I sette giovani aspiranti geometri sono stati premiati lunedì 23 maggio scorso a Torino presso la Scuola Edile Provinciale: accompagnati dai loro docenti e da tutti i compagni della classe V E, hanno ricevuto la somma di euro 150,00 caduno ed hanno portato in dono alla loro scuola la cifra di euro mille. Gli studenti davanti al Direttore Scolastico Regionale dott. Francesco DeSanctis, hanno ricevuto le congratulazioni del Presidente della Cassa Edile Regionale ing. Brasso e della Direttrice di Edilscuola, prof.ssa Lampugnani, insieme agli omaggi di alcuni Dirigenti Sindacali. In compagnia degli altri studenti vincitori del secondo premio (l Istituto professionale di Oulx) e del terzo (il Liceo di Acqui terme), gli allievi geometri di Racconigi sono poi stati ospiti di un generoso pranzo di lavoro presso la efficiente mensa dell Edilscuola e hanno visitato alcuni laboratori di quest ultima: al ritorno dall imprevisto e gradevole gita torinese, il morale dagli studenti racconigesi era alto, anche perché c era la loro consapevolezza di essere stati premiati per una giusta causa, che il loro Istituto Scolastico continuerà a seguire e a studiare. EVENTI Il matrimonio del secolo Andreea Serghie Il 29 aprile 2011 si sono sposati il principe William d Inghilterra e Catherine Middleton. E stato il matrimonio più atteso del secolo e al quale hanno partecipato numerose persone famose come Victoria e David Beckham. La cerimonia si è tenuta nell abbazia di Westminster, mentre il banchetto al Buckingham Palace. Kate ha avuto un bellissimo vestito da sposa bianco con le spalle coperte ed in testa ha indossato il diadema della regina Elisabetta, mentre il principe William il tipico costume rosso, ma senza il cappello di pelle d orso. Le dame invitate alla cerimonia hanno esibito dei vestiti molto eleganti e dei cappelli originali, alcune, però, hanno esagerato. Per esempio, la principessa Beatrice ha indossato un cappello insolito che è stato paragonato all arma di Star Trek. Il sogno di tutte le ragazze è di diventare una principessa,ma quello di Kate si è avverato. Da piccola si era presa una cotta per William e aveva nella sua stanza i poster del principe incollati sulle pareti, mentre gli amici la chiamavano The Princess-Waiting, cioè la principessa in attesa. Nessuno in quel momento pensava che il sogno della bella Kate un giorno sarebbe diventato realtà. Nonostante tutto, la vita di una principessa non è affatto facile, anzi, è abbastanza difficile. La nuova duchessa di Cambridge dovrà cambiare il proprio stile di vita. Non potrà più dedicarsi alla politica,non potrà più lavorare, ma solo prodigarsi in attività di beneficenza, non mangerà più le ostriche, anche se sembra pazzesco, per evitare di essere avvelenata, e non potrà più interrompere la cena, se prima non avrà finito il pasto la regina. Questo spettacolare matrimonio è stato seguito da milioni di persone in tutto il mondo.

16 16 Il Messaggero Il saluto dell'a.d. Banca CRS giornalismo giovane e fresco ed anche e soprattutto il fatto di essere stati coinvolti attivamente nel vostro lavoro. Ci avete resi partecipi dandoci spazio per raccontarvi quelle attività ed iniziative che maggiormente potevano essere attinenti con i vostri interessi e questo ha fatto sì che si creasse un legame che confidiamo possa continuare e svilupparsi in futuro. Da parte nostra non possiamo che confermare la massima disponibilità a fornire informazioni sulle offerte e sui servizi appositamente studiati per voi. So che quest anno scolastico ha portato onori e riconoscimenti e di questo mi congratulo vivamente con voi studenti e con gli insegnanti che vi hanno seguito e supportato. Arriva Loredana De Robertis Convegno interregionale della stampa studentesca, giunto ormai alla sua XIX edizione; un appuntamento che riunirà circa 450 tra studenti e docenti di tutta Italia, impegnati nel confronto sulle politiche giovanili. Un occasione di richiamo nazionale da non perdere per il futuro della nostra scuola e per le potenzialità di sviluppo del territorio. Non a caso il titolo proposto è Giovani, beni culturali, architettonici, paesaggistici e nuova occupazione. Il prestigio raggiunto dal Messaggero e dalla sua redazione, il fascino della Residenza Sabauda e l azione già intrapresa dal Comune, dalle Istituzioni locali e dall Associazione Terre dei Savoia, stanno facendo di Racconigi una candidata molto forte. Adesso tocca ai protagonisti competenti mettersi d accordo e assicurare le risorse e le condizioni per riuscire in simile impresa. Noi ci contiamo e Il Messaggero vi terrà aggiornati. Il Messaggero, la storia continua Quest ultima pagina chiude Il Messaggero per il corrente anno scolastico. I due articoli qui proposti assicurano tuttavia che la storia continua con nuove e promettenti puntate per il 2011/2012. La prima è contenuta nell articolo a fianco dell A.D. della Banca CRS, Giuseppe Allocco. Quando scrive che ci stima per i risultati conseguiti quest anno, ci autorizza da un lato ad essere orgogliosi per l autorevole apprezzamento, dall altro ad auspicare che anche per il prossimo anno scolastico non verrà meno il suo sostegno, indispensabile per proseguire la nostra attività. La seconda puntata per il 2011/2012 è invece anticipata nel titolo di copertina: il Liceo Scientifico racconigese Arimondi-Eula ha candidato la sede di Racconigi per ospitare la prossima primavera il adesso il momento del meritato riposo ed il saluto che vi trasmetto non vuole essere un congedo, ma un arrivederci a settembre con nuove energie per continuare a far crescere "Il Messaggero" dell Arimondi-Eula. L Amministratore Delegato Banca CRS S.p.A. Giuseppe Allocco Periodico mensile I.I.S. Arimondi-Eula Savigliano-Racconigi Luisa Barbero Federica Barbuto Marco Biolatti Luca Brondino Lorenzo Cardellino Michela Cuman Nicolò Devale Giulia Folgori Stefania Ghietto Monica Granetto Alessandro Leone Federico Lombardo Giulio Lungu Laura Masucci Federico Orlanda Federica Parodi Claudia Raso Alberto Reynero Giuseppe Rubatto Alessio Secco Andreea Serghie Arianna Serpone Giulia Tacchetto Andreea Vlasin Caporedattori: Mattia Devale & Andrea Vaschetto Docenti referenti: Loredana De Robertis Anna Maria Anzillotti Franco Magliano Fiorella Pignata Collaboratori: Mariella Lo Giudice Il Messaggero La fine di questo anno scolastico e l ultimo numero de Il Messaggero" mi offrono l occasione per riflettere su questa esperienza vissuta insieme che mi permetto di considerare molto positiva. Banca e Fondazione CRS sostengono da sempre le iniziative promosse dalle Istituzioni Scolastiche, poiché in esse viene riconosciuto un valore pedagogico che va oltre al semplice intento didattico. In questo tipo di attività si legge chiaramente un percorso di crescita che affianca i ragazzi e li aiuta a sviluppare senso civico, spirito di gruppo, senso critico: il giornalino scolastico è a mio giudizio uno strumento perfetto per raggiungere questi obbiettivi. Ho apprezzato molto il vostro

17 Andrea Vaschetto e Alessandro Iezza Traccia: " el 2011 ricorrono i centocinquant anni dell unità nazionale italiana. Questa unità, che oggi si inserisce nel quadro più vasto, continentale, del processo di unificazione europea, ha di fronte a sé sia nuove opportunità (una nuova forma di convivenza di tipo federale) sia nuovi problemi e nuovi rischi (crescita delle differenze interne, minore coesione nazionale, spinte disgregatrici). Quali rapporti vi sono, a vostro parere, fra unità nazionale italiana e unificazione europea, fra prospettive di riforma federale dell Italia e prospettive di costruzione di una vera e propria federazione europea? Come si può valutare l idea di una nuova unità federale italiana nel quadro di una nuova unità federale europea?" Andrea Vaschetto «Celebrare il 150 Anniversario dell'unità d'italia significa diverse cose: significa verificare da dove veniamo, ma anche dove siamo arrivati e dove andiamo» ha detto recentemente il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano. «Deve essere un momento alto di coscienza civile, capace di coinvolgere l'intera società italiana, offrendo momenti e occasioni di riflessione sulla nostra storia e sulla nostra identità, necessari per realizzare una più profonda coscienza dell'unità nazionale» ha aggiunto il Ministro dei Beni Culturali del nostro Paese Sandro Bondi. Non si può pensare di sperare nel futuro e progettare il nostro avvenire se non siamo pienamente consapevoli della memoria del nostro passato e se non siamo vivamente attivi nell esperienza del presente; il messaggio di coesione nazionale e di coesione internazionale si basa sul presupposto, forse banale ma sicuramente valido ieri come oggi, che l unione fa la forza. Lo capirono bene il Re Vittorio Emanuele II e Cavour, tanto da azzardare una mossa politica che avrebbe cambiato la configurazione europea e stabilizzato almeno in parte quei conflitti che avevano reso la nostra penisola terra di nessuno. Cominciò infatti in quell epoca il diffondersi della convinzione che l'italia unita avrebbe potuto costituire un elemento di stabilità per l'intero continente. Invece di essere terra di scontro tra potenze decise ad acquistare una posizione egemonica nell'europa centro-meridionale e nel Mediterraneo, l'italia unificata, cioè un regno di oltre 22 milioni di abitanti, avrebbe potuto rappresentare un efficace ostacolo alle tendenze espansioniste della Francia da un lato e dell'impero asburgico dall'altro e, grazie alla sua favorevole posizione geografica, inserirsi nel contrasto tra Francia e Gran Bretagna per il dominio del Mediterraneo. Ma non solo sul piano estero l unità avrebbe giovato al paese: le graduali unificazioni dei commerci, le integrazioni delle varie culture e l assimilazione dei vari stili di vita avrebbero dovuto portare ad una totalità compatta e coesa con un unico obiettivo: crescere, svilupparsi e porsi come potenza mondiale. In realtà molti sono stati i fattori storici che ancora oggi ci stanno facendo rimpiangere e vedere non totalmente realizzato il piano del Re e dei suoi consiglieri. Tutta la storia, dalle invasioni barbariche sino al periodo medioevo-rinascimentale e oltre, ci mostra un Italia frammentata dove il susseguirsi di dominazioni sempre diverse ha contribuito in senso negativo allo sviluppo di una civiltà con sue proprietà caratteristiche e ha incrementato la suddivisione e la regionalizzazione della cultura all interno dei microstati formatisi come risposta alle continue conquiste: se non era possibile mantenere un potere centrale stabile allora, per non cadere nel caos, ci si organizzò come si poteva. Ma non bisogna fare del passato un eterno presente. Molte persone oggi vogliono giustificare le spinte disgregatrici della politica SPECIALE CONCORSO "DIVENTIAMO CITTADINI EUROPEI" I temi dei due liceali dell'arimondi-eula vincitori del concorso Diventiamo cittadini europei :

18 Speciale: Conscorso "Diventiamo Cittadini Europei" italiana sulla base di queste diversità di fondo; ma forse non ci rendiamo conto che, se siamo arrivati ad avere qualcosa di positivo nel nostro paese, è perché tutti insieme abbiamo costruito il nostro Stato. Cosa sarebbe il nord senza il sud? Cosa sarebbero le banche e le multinazionali dell Italia settentrionale se non ci fossero le materie prime del meridione? Cosa sarebbe l Italia nella sua unità se non c è niente da unire ma solo volontà di separare? Semplice, non sarebbe Italia. Ricollegandoci alla storia, possiamo vedere che nell Europa si è sempre sentita la necessità di un macro impero che gestisse questo immenso continente con una politica coesa ma che rispettasse sempre le autonomie statali; forse il sogno dantesco si è realizzato nel non lontano 1992 quando con il trattato di Maastricht si dava inizio ad una nuova era: la fondazione della Unione Europea come entità supra stato che, affiancata alla già preesistente Comunità Europea, segnava l inizio di una politica fatta di consapevolezza non del singolo paese, di cui si è preso atto dell inefficacia, ma di corresponsabilità di una intera comunità che affida un potere di guida all insieme degli stati membri sotto forma decisionale di direttive valide come leggi nei vari ordinamenti. L Europa nasce dalla forte necessità di abbattere l impotenza del singolo e di raggiungere un livello in cui tutti insieme si faccia qualcosa di grande per tutti; ma sicuramente le grandi diversità etnico-culturali che via via si stanno creando all interno dell Europa portano problemi legati all incontro di diverse civiltà; il rischio è che proprio le difficoltà di integrazione possano andare a intaccare la funzione dell Europa stessa: un macrostato che non vuole unificare dal punto di vista culturale ma che ha come obiettivo quello di sfruttare l impegno di un gruppo compatto, anche se diverso, per migliorare la situazione. Ognuno è parte della collettività; il privatismo è inefficace oltre che ingenuo. La recente crisi economica ha fatto emergere questo lato del Europa; l Unione Europea si è mobilitata con fondi internazionali per riuscire a salvare gli Stati in difficoltà, quegli stessi Stati che se fossero andati in bancarotta avrebbero causato la crisi dell Europa stessa. L Europa si è dimostrata consapevole della sua funzione: ogni Stato è parte fondamentale del gruppo e basta che uno solo di questi si trovi in una situazione irreversibile che il gruppo stesso sia in pericolo. Le borse europee lo dimostrano: i cali o le crescite economiche sono concatenati l uno all altro, i paesi dell Unione sono ormai legati tra loro in una realtà di forse incosciente interdipendenza. La possibilità che l Europa possa diventare una Federazione Europea sarebbe a mio parere un vantaggio solo qualora essa andasse a determinare le decisioni economiche degli Stati lasciando a questi la loro indipendenza legata alle scelte in funzione dell identità nazionale. Tuttavia, la mancata ratifica della Costituzione europea è collegata alla volontà degli Stati membri di non cedere troppo potere all'europa e quindi per ora la Federazione Europea sembra essere ancora lontana. In realtà l ipotetica Europa federale comporterebbe sì un aumento di potere del macrostato il quale rappresenterebbe il potere decisionale centrale al quale sono legati tutti i poteri statali indipendenti nelle decisioni ma dipendenti dalle linee guida decise dal gruppo; non ci sarebbe però una sovranità superiore bensì una superiore sovranità: si chiama democrazia multilivello cioè il potere cittadino non solo rappresentato nello stato federato ma che confluisce nel governo federale europeo stesso. Il cittadino quindi non sarà solo italiano, spagnolo, francese o tedesco, ma sarà anche cittadino europeo, consapevole della realtà in cui vive cioè una realtà che è direttamente immersa nell Europa perché sarà l Europa stessa con le sue decisioni ad entrare nella vita di tutti i giorni. È stata introdotta la cittadinanza europea che dà la possibilità ai cittadini di interagire con le varie istituzioni; poi è stata introdotta la carta dei diritti fondamentali europea che serve ad aumentare la tutela dei diritti fondamentali contenuti nella varie carte costituzionali. Naturalmente tutto questo non deve andare a modificare, come ho già detto, la struttura organizzativa dello stato federato: il suo ordinamento, se conforme a quanto deciso in sede di governo federale, sarà comunque fondamentale e garante della stabilità dello singolo stato. Sicuramente i beni pubblici, la salute e quant altro sono diritti che esigono coesione tra i vari livelli: comuni, provincie, regioni, stato ed Europa dovranno creare azioni di gruppo per essere certi di ottenere i risultati che si desiderano. L ipotesi di un Italia federale che si sta delineando nel nostro paese sembrerebbe un controsenso in un Europa federale e soprattutto nei confronti della nostra Costituzione stessa che recita proprio agli articoli 1 e 5 che l Italia è una repubblica, una ed indivisibile. L Europa unisce le proprie forze in un unico organismo e l Italia invece favorisce una funzione di decentramento del potere. Il motivo che spinge una parte del nostro paese a optare per questa soluzione è sicuramente di carattere finanziario. Il potere centrale a quanto pare non è più in grado di gestire tutta la penisola e quindi decide di voler dare maggiore potere alle regioni e agli enti locali affinché si possano diminuire gli sprechi, il denaro pubblico arrivi davvero a destinazione e si rattoppi quel sistema che da molti anni fa crescere il debito pubblico portando l Italia sul podio europeo; tutto questo

19 Speciale: Conscorso "Diventiamo Cittadini Europei" senza nulla togliere all organo Stato che fungerà come sempre da potere centrale e da linea guida. Ecco quindi la differenza tra federalismo italiano ed europeo: l Italia decide per il federalismo in virtù di problemi fiscali che verrebbero risolti con un decentramento della gestione statale pur mantenendo inalterata la funzione del governo centrale quale sovrano su qualsiasi decisone. L Europa invece attuerebbe il processo contrario: la Federazione Europea sì gestirebbe in linea di massima l economia e le finanze degli stati federati tramite l Unione Europea, ma in primis utilizzerebbe questa organizzazione come mezzo di coesione e di forza nell impartire direttive comuni, nell essere insieme per il futuro del gruppo. È questo il valore che manca in Italia: l unità. Eppure si festeggiano in questo 2011 i centocinquant anni della nostra unità nazionale, i centocinquant anni di quel processo che ha cambiato radicalmente la nostra storia e ci avrebbe dovuto rendere uniti! Ahimè però, anche dopo un secolo e mezzo, vuoi per la configurazione storica, vuoi per le spinte disgregatrici di alcune fazioni politiche, vuoi per il poco senso di unione di noi italiani, è ancora difficile realizzare di essere un popolo unico anche se caratterizzato da diversi tipi di dialetti e diversi modi di fare. È difficile per noi coalizzarci e unire le forze senza cadere in banalità e discriminazioni di provenienza; figuriamoci in scala continentale! Eppure l Europa ce la sta mettendo tutta e forse riuscirà nel suo obiettivo. Solo così, con la coesione della gente che si sente cittadina non di quel piccolo paesino ma cittadina del mondo, solo con la forza che deriva dalla volontà e dalla convinzione che insieme si può fare tanto, solo con la corresponsabilità di tutti gli Stati e di tutti noi, solo con questi fattori si può raggiungere l unità sia essa nazionale o europea, abbattere i falsi provincialismi e le inutili ostilità tra culture e costruire, passo dopo passo, pietra sopra pietra, questo grande sistema che vuole e deve tutelare noi come cittadini, noi come uomini ma soprattutto noi come coloro che nella vita cercano la felicità e il bene comune. Un diritto nuovo deve nascere con l Europa e con la volontà di migliorare: il diritto di tutti, nessuno escluso, alla felicità. Tutto questo potrebbe sembrare un utopia se pensiamo che, come hanno teorizzato grandi filosofi politici come Hobbes, ognuno guarda al suo interesse; ma in questo caso non è il mio interesse a prevalere, non è l interesse dell imprenditore a prevalere, non è l interesse del singolo ad avere la meglio, ma vince l interesse di tutti per un mondo che prima o poi possa diventare quello che vogliamo, un mondo che sia come nei nostri sogni; è vero, magari i sogni non si realizzano, ma se già a priori non cerchiamo di realizzarli non sapremo mai come andrà a finire. Alessandro Iezza necessariamente tener conto dei bisogni dei cittadini e solo un modello di Stato più snello e decentrato può in qualche modo incontrare le esigenze delle singole persone. Da un modello di Stato accentrato i governi europei sono passati ad un organizzazione con una maggiore autonomia delle istituzioni locali e regionali fino ad arrivare, in alcune nazioni, alla riforma federale dello Stato, esperienza politica che anche l Italia sta iniziando a valutare. Il rafforzamento delle istituzioni locali e regionali, infatti, potrebbe determinare a livello politico una riforma federale degli Stati, che non dovrebbe implicare una maggiore frammentazione del territorio ma un impegno a distribuire equamente i fondi strutturali in modo da rispettare l uguaglianza negli Stati membri e la parità di trattamento. Il federalismo sarà un sistema politico vincente se potenzierà la cooperazione tra le istituzioni regionali, nazionali, comunitarie: solo attraverso un confronto aperto e costruttivo tra le diverse realtà locali si può trarre profitto dalle buone procedure seguite nelle diverse regioni. In Italia con la Traccia: " ella recente storia europea, accanto agli Stati, sono protagonisti del processo di unificazione europea anche le istituzioni locali e regionali che sono rappresentate a livello europeo nel Comitato delle Regioni che è un importante organismo dell Unione. Di fatto la vita dei cittadini europei si svolge oggi nello stesso tempo a diversi livelli: locale, regionale, nazionale, comunitario. Quale ruolo pensi debbano avere le regioni nei confronti delle istituzioni europee a fronte anche delle maggiori competenze che andranno ad avere grazie al processo di riforma federale dello Stato? E quale ruolo specifico pensi possano e debbano svolgere le istituzioni locali e regionali per far fronte alle difficoltà e ai problemi del percorso di unificazione europea?" Il processo di unificazione europea ha progressivamente reso responsabili nella gestione amministrativa le istituzioni locali e regionali alleggerendo il compito agli Stati. Dal Trattato di Maastricht del 1992, che ha sancito la nascita dell Unione Europea, alla Carta dell Unione europea di Nizza del 2000, che ha stabilito i diritti fondamentali quali dignità, libertà, uguaglianza, solidarietà, cittadinanza, giustizia, è chiaro che la realizzazione dei programmi unitari devono

20 Speciale: Conscorso "Diventiamo Cittadini Europei" legge costituzionale n. 3 del 2001 si sono gettate le basi per organizzare un decentramento amministrativo che ha indicato alle Regioni alcune funzioni e compiti da portare avanti con la collaborazione dello Stato. In Europa il Comitato delle Regioni è diventato un importante organismo dell Unione che ascolta le proposte provenienti dai diversi ambiti territoriali. I cittadini sono così invitati ad esprimere le proprie opinioni consapevoli del fatto che c è un Comitato, un istituzione più vicina che può ascoltare la loro voce. In tal modo è rispettato il fondamentale principio di sussidiarietà, per cui, quando lo Stato non riesce a risolvere i problemi delle persone, c è un ente locale preposto ad offrire risposte concrete. Essere cittadini europei, allora, significa vivere la vita sociale non solo a livello nazionale e comunitario ma anche a livello locale e regionale; solo se si vive attivamente all interno della propria comunità di riferimento si può avere una visione unitaria più ampia. Bisogna allora iniziare a comunicare con le persone più vicine per poter poi essere ascoltati da chi si trova più lontano. L Europa non è un organismo più grande che si aggiunge agli altri, ma è un istituzione culturale di riferimento per tutti gli Stati membri che arricchisce il senso di appartenenza. Il Parlamento europeo e le organizzazioni della società civile possono ricoprire, così, un ruolo fondamentale nel ridisegnare i compiti delle regioni per sollecitare una consultazione pubblica in merito all evoluzione dei futuri programmi. L allargamento dell Unione europea e le politiche nazionali per la stesura di un nuovo trattato costituzionale saranno le sfide per ridefinire le funzioni delle istituzioni europee e per avviare riforme economiche e sociali condivise. Penso che il ruolo specifico che debbano svolgere le istituzioni locali e regionali sia quello di partire dall individuazione dei servizi di interesse generale. E' importante per una società, che sempre più si basa sulla conoscenza, avere un sistema d istruzione nazionale capace di dare ai giovani il senso della cittadinanza che rispetti le diverse identità nazionali e le differenze culturali in modo da allontanare ogni forma di xenofobia. La scuola, considerando che ogni persona ha diritto all istruzione, dovrebbe offrire pari opportunità per tutti e garantire agli studenti una capacità di sviluppo autonomo del pensiero capace anche di spunti innovativi. La disaffezione dei giovani nei confronti della politica e della partecipazione alla vita pubblica deve spingere le istituzioni locali e regionali a realizzare iniziative di maggior coinvolgimento dei futuri cittadini nei meccanismi funzionali dell organismo sociale. L obiettivo principale delle istituzioni locali dovrebbe essere quello di preparare persone che possano inserirsi nella vita attiva della comunità in modo da ricoprire un ruolo sociale e professionale adeguato. La strategia operativa è sicuramente quella di facilitare la costruzione di momenti e di luoghi dove è possibile il confronto, la relazione, il dibattito pubblico. L Europa è una comunità che sarà vitale solo se le istituzioni locali favoriranno politiche di cooperazione attraverso la mobilità e gli scambi; l apertura ai movimenti di merci, servizi e persone incoraggerà il passaggio di risorse economiche e culturali che arricchiranno ogni regione disposta ad accogliere la diversità. Solo in questo modo si potrà crescere, essere competitivi e si potrà avere occupazione. L Europa non è soltanto un area di libero scambio, ma deve diventare un insieme politico organizzato dove ogni Stato si senta rappresentato e dove ogni istituzione locale e regionale possa portare il suo contributo di idee e di sviluppo. La condivisione di un trattato costituzionale europeo è allora il terreno di confronto comune in grado di tenere unito il mosaico di identità politiche che possono portare finalmente alla concreta unità. Il tentativo di stilare una Costituzione per l Europa è stato fatto nel 2004, ma alcune nazioni non l hanno sottoscritta, per cui ora è necessario ridefinire la carta: le difficoltà si sono avute proprio nell armonizzare le diverse disposizioni legislative degli Stati membri. E allora necessario partire da quello che è stato già fatto, dai documenti prodotti in tutti questi anni, realizzati con il contributo dei diversi governi nazionali, tra questi da ricordare sono i diversi libri bianchi realizzati a partire dal Il libro bianco, il documento che contiene la raccolta ufficiale di proposte per il conseguimento dei programmi dell Unione Europea, per il periodo 2008/2013, invita a tener maggiormente presenti le esigenze, i bisogni dei giovani nelle politiche locali, regionali, nazionali e comunitarie. Nel libro bianco si afferma, inoltre, che per realizzare concretamente l Unità dell Europa è necessario essere più attenti allo sviluppo personale dei singoli cittadini degli Stati membri. Queste semplici ma fondamentali indicazioni operative sono uno stimolo significativo per me, italiano, proprio perché quest anno nel mio Paese celebriamo il centocinquantesimo dell unità nazionale. Nella strategia di Lisbona del 2000 il Consiglio europeo ha indicato le basi per trasformare l Unione europea nella comunità basata sui saperi più competitiva e dinamica del mondo. Per realizzare questo ambizioso obiettivo è fondamentale avere un approccio dinamico. La parola fondamentale è allora adattamento: solo cercando di orientarsi tra le diverse ipotesi e prospettive è possibile un integrazione tra quelle che possono sembrare distanti visioni politiche. Da allora in poi l uomo non è più visto come oggetto passivo, ma come soggetto attivo del processo di trasformazione: da questa consapevolezza bisogna partire per realizzare qualsiasi progetto di coesione sociale.

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