DEPOSITO CARBURANTI ENI S.p.A. di NAPOLI

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1 Eni S.p.A. Divisione Refining & Marketing Adempimento Legislativo (D.M. 6/3/98 ) LUGLIO 2 SETTEMBRE 3 DEPOSITO CARBURANTI ENI S.p.A. di NAPOLI SCHEDA DI INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE ( ai sensi del D.Lgs 334/99) Allegato V

2 Eni S.p.A. Divisione Refining & Marketing Adempimento Legislativo (D.M. 6/3/98) 2 Luglio 2 Settembre 3 INDICE SEZIONE.. pag. 3 SEZIONE 2.. pag. 4 SEZIONE 3 DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA SVOLTE NELLO STABILIMENTO.. pag. 5 SEZIONE 4 SEZIONE 5 SOSTANZE E PREPARATI SUSCETTIBILI DI CAUSARE UN EVENTUALE INCIDENTE RILEVANTE pag. 6 NATURA DEI RISCHI DI INCIDENTI RILEVANTI; INFORMAZIONI GENERALI pag. 8 SEZIONE 6.. pag TIPO DI EFFETTI PER LA POPOLAZIONE E PER L AMBIENTE.. pag MISURE DI SICUREZZA E PREVENZIONE ADOTTATE. pag. 2 SEZIONE 7 pag MEZZI DI SEGNALAZIONE INCIDENTI.. pag COMPORTAMENTO DA SEGUIRE pag MEZZI DI COMUNICAZIONE PREVISTI.. pag PRESIDI DI PRONTO SOCCORSO.. pag. 26 SEZIONE 8 SEZIONE 9 INFORMAZIONI PER LE AUTORITA COMPETENTI SULLE SOSTANZE ELENCATE NELLA SEZIONE 4.. pag. 27 INFORMAZIONI PER LE AUTORITA COMPETENTI SUGLI SCENARI INCIDENTALI PREVISTI NEL RAPPORTO DI SICUREZZA. pag. 35

3 Eni S.p.A. Divisione Refining & Marketing Adempimento Legislativo ( D.M. 6/3/98 ) 3 Luglio 2 Settembre 3 SEZIONE Nome della Società: Deposito di : Eni S.p.A. Divisione Refining & Marketing ( ragione sociale ) (comune) Via Ferrante Imparato, 26 (indirizzo) 8/ / (telefono) (fax) La società ha presentato la Notifica prescritta dall art. 6 del D.Lgs. La Società ha presentato il Rapporto di Sicurezza Prescritto dall art. 8 del D.Lgs SI SI La società ha presentato la NO relazione di cui all art. 5 comma del D.Lgs Responsabile del Deposito: Ing. Antonio MUNAFO

4 Eni S.p.A. - Divisione Refining & Marketing TIPOLOGIA DI DOVUMENTO Adempimento Legislativo (D.M. 6/3/98) 4 Luglio 2 Settembre 3 SEZIONE 2 MINISTERO DELL AMBIENTE Serv. Inquinamento Atmosferico ed Acustico ed Industriale a Rischio Via Cristoforo Colombo, ROMA REGIONE CAMPANIA Via S. Lucia, 8 NAPOLI PROVINCIA DI NAPOLI Piazza Matteotti, NAPOLI COMUNE DI NAPOLI Palazzo S. Giacomo Piazza Municipio NAPOLI PREFETTURA DI NAPOLI Piazza del Plebiscito, 22 NAPOLI COMITATO TECNICO REGIONALE CAMPANIA Presso Ispettorato dei Vigili del Fuoco Via Manzoni, 44 NAPOLI

5 Eni S.p.A. Divisione Refining & Marketing Adempimento Legislativo (D.M. 6/3/98) 5 Luglio 2 Settembre 3 SEZIONE 3 DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA SVOLTE NELLO STABILIMENTO L impianto è classificato come stoccaggio e movimentazione di idrocarburi liquidi, infatti, nell impianto non si effettuano operazioni di processo ma solo operazioni di ricezione di idrocarburi liquidi da oleodotto, loro stoccaggio in serbatoi dedicati, trasferimento e carico su autobotti. Tali prodotti sono specificatamente: benzina senza piombo, gasolio per autotrazione e agricolo. Il Deposito è autorizzato a detenere anche petrolio, olio combustibile e lubrificanti attualmente non movimentati. L attività è svolta attraverso le seguenti fasi: - Ricezione: Il deposito riceve prodotti petroliferi normalmente dal vicino deposito KPI ed eventualmente da navi ormeggiate nel Porto Petroli tramite cinque oleodotti in esercizio; le tubazioni provenienti dal deposito KPI si innestano su quelle provenienti dal Porto Petroli. - Stoccaggio: Lo stoccaggio dei prodotti: benzine e gasoli, avviene in serbatoi atmosferici cilindrici verticali (a tetto fisso e/o galleggiante) collegati alle apparecchiature di movimentazione prodotto attraverso le rispettive tubazioni, in attesa della loro spedizione. - Spedizione: I prodotti: benzine e gasoli, vengono prelevati dai relativi serbatoi con l ausilio di pompe ( quattro parchi pompe presenti in deposito ) e quindi caricati sui tipici mezzi di trasporto stradale ( autobotti ) in corrispondenza delle pensiline di carico.

6 Durante le fasi di scarico da navi il collegamento delle manichette viene effettuato da personale KPI con la Presenza di un addetto del Deposito per il controllo sottobordo. Le tecnologie adottate nelle attività sono quelle che comunemente caratterizzano gli impianti di stoccaggio e movimentazione nelle industrie degli idrocarburi, pertanto trattasi di tecnologia nota e consolidata anche in relazione alle diverse tipologie di rischio. Nell area del Deposito sono presenti anche gli uffici commerciali dell azienda; gli stessi però sono completamente indipendenti dell attività dell impianto. Il Deposito AgipPetroli, è situato a circa 2 m dall autostrada più vicina (/Salerno ), situato a circa 2 m dalla linea ferroviaria /Potenza, ed è a circa 3 Km in linea d aria di distanza dal più vicino aereoporto che è quello di Capodichino. Nel raggio di 5 Km dal baricentro del Deposito, è compreso il centro città di. Eni S.p.A. - Divisione Refining & Marketing Adempimento Legislativo ( D.M. 6/3/98 ) 6 Luglio 2 Settembre 3 SEZIONE 4 SOSTANZE E PREPARATI SUSCETTIBILI DI CAUSARE UN EVENTUALE INCIDENTE RILEVANTE Nome comune o generico Classificazione di pericolo Principali caratteristiche di pericolosità Max Quantità presente Benzina Estremamente Infiammabile (F+) Pericolosità per l ambiente ( N ) Cancerogeno di Categoria 2 ( T ) R 2 Estremamente infiammabile R 38 Irritante per la pelle R 45 Può provocare il cancro R 5/53 Tossico per gli organismi acquatici. Può provocare a lungo termine effetti nocivi per l ambiente acquatico. R 65 Nocivo può provocare danni ai polmoni in caso di ingestione. 7. S 6 S 45 S 53 S 6 S 62 Conservare lontano da fiamme e scintille, non fumare. In caso di incidente / malessere si deve consultare immediatamente il medico. Evitare l esposizione. Non disperdere nell ambiente In caso d ingestione non provocare il vomito; consultare immediatamente

7 Gasolio Nocivo ( Xn ) Pericoloso per L ambiente ( N ) R 4 Pericolo di effetti irreversibili. R 5/53 Tossico per gli organismi acquatici. Può provocare a lungo termine effetti nocivi per l ambiente acquatico. R 65 Nocivo può provocare danni ai polmoni in caso di ingestione S 24 Evitare il contatto con la pelle. S 36/37 Usare indumenti protettivi e guanti adatti. S 45 In caso di incidente / malessere si deve consultare immediatamente il medico. S 6 Non disperdere nell amb iente. S 62 In caso d ingestione non provocare il vomito; consultare immediatamente il medico e mostrargli l etichetta. Eni S.p.A. Divisione Refining & Marketing Adempimento Legislativo ( D.M. 6/3/98) 7 Luglio 2 Settembre 3 SEZIONE 5 NATURA DEI RISCHI DI INCIDENTI RILEVANTI; INFORMAZIONI GENERALI Di seguito vengono riassunti i risultati dell analisi delle possibili sequenze incidentali, suddivisi per sostanza coinvolta: Incidente Incendio serbatoio n 2/3/4 per ignizione diretta Incendio al bacino di contenimento dei serbatoi n 2/3/4 in Seguito a sovrariempimento del serbatoio Incendio alla sala pompe movimentazione benzina Incendio di pozza per rottura tubazione Incendio di pozza conseguente a rottura del braccio di carico/manichetta in area pensiline di carico Dispersione di vapori a seguito di rilascio da braccio di carico/manichetta Sostanza coinvolta Benzina Benzina Benzina Benzina Benzina Benzina

8 Incendio di vapori emessi dal collettore d uscita dell impianto Recupero Vapori (flash-fire) Incendio di pozza per rilascio sostanza liquida della tenuta Pompe e/o dalla flangia di accoppiamento nell impianto Recupero Vapori Benzina Benzina Eni S.p.A. - Divisione Refining & Marketing Adempimento Legislativo (D.M. 6/3/98) 8 Luglio 2 Settembre 3 SEZIONE 6 6. TIPO DI EFFETTI PER LA POPOLAZIONE E PER L AMBIENTE Con riferimento agli scenari incidentali nella sezione precedente, di seguitosi riportano i possibili Effetti per la popolazione e l ambiente. L irraggiamento da incendio si manifesta con una emissione di calore, percepibile in misura crescente All avvicinarsi al luogo dell incendio. L incendio comporta inoltre l emissione di grossi quantitativi di fumi neri e densi che, spinti dal calore, si innalzano sopra la zona dell incendio fino ad altezza elevate (alcune centinaia di metri) per poi disperdersi in aria. E possibile la ricaduta di fuliggine sull area interessata dalla dispersione dei fumi. Gli aerosol di particelle solide inerti derivanti dalla ricaduta dei fumi, prodotti dall incendio, sul territorio possono provocare, se inalati, fatti irritativi transitori alle prime vie respiratorie (mucose nasali e faringee). Considerato che l azione degli aerosol si esplica in un tempo limitato, non si arriva mai a lamentare alterazioni broncopolmonari. A seguito degli scenari incidentali indicati nella sezione 5, si può determinare la diffusione di odori sgradevoli percepibili dalle persone anche a grande distanza ed in minima concentrazione delle sostanze che li sviluppano. La diffusione di tali odori non genera assolutamente effetti dannosi sulle persone, oltre ad una sensazione di disagio temporaneo.

9 Eni S.p.A. - Divisione Refining Marketing Adempimento Legislativo (D.M. 6/3/98) 9 Luglio 2 Settembre MISURE DI PREVENZIONE E SUCUREZZA ADOTTATE Precauzioni adottate per prevenire i rilasci dai serbatoi di stoccaggio A) Precauzioni impiantistiche Per eventuali traboccamenti di prodotti dai serbatoi esistono idonei bacini di contenimento. Tutti i serbatoi a tetto fisso contenenti prodotti di cat. C sono dotati di tubo di equilibrio posto sul tetto. Tutti i serbatoi a tetto fisso contenenti prodotti di cat. B sono dotati di valvola di sovra pressione e depressione con filtri taglia fiamma. Ogni serbatoio a tetto galleggiante (cat. A ) è dotato di due sistemi automatici di controllo del livello dei prodotti in essa contenuti. Il primo è costituito, per ogni serbatoio, da un indicatore del livello di prodotto e da interruttori che segnalano in sala controllo la situazione di alto/altissimo livello. Il secondo è un dispositivo di tipo ENRAF : misuratore gestito da un microprocesso, il quale, oltre a rilevare il livello di liquido in un serbatoio, determina anche la densità e la temperatura del prodotto, e fornisce segnali di allarme per alto/altissimo livello e, per basso/bassissimo livello. Tutti i tetti dei serbatoi di cat. A sono provvisti di doppia tenuta. Inoltre tutti i serbatoi sono dotati di bacini di contenimento pavimentati. In particolare ogni serbatoio classificato di cat. A e di capacità superiore a 25 m 3, è dotato di bacino di contenimento di capacità uguale a quella effettiva in volume del liquido che può essere contenuto nel serbatoio. B) Attrezzature fisse e mobili antincendio I serbatoi sono protetti con dispositivi atti ad intervenire direttamente sul fuoco (apparecchiature a schiuma) ma anche con dispositivi (impianti di raffreddamento) aventi soprattutto lo scopo di evitare il propagarsi dell incendio in zone limitrofe con il conseguente coinvolgimento di tutti i serbatoi vicini. I tori di tutti i serbatoi sono valvolati in opportune posizioni per consentire la pulizia mediante lavaggio con acqua. Sulla parte superiore del toro di ogni anello di raffreddamento sono montati, in numero adeguato, appositi ugelli polverizzatori con getto rivolto verso il mantello del serbatoio. L irrorazione sul tetto dei serbatoi a tetto fisso è garantita da un anello posto alla sommità del tetto anch esso munito di ugelli come sopra descritto. C) Precauzioni operative In caso di rilascio e spandimento del prodotto le norme operative prevedono: - il trasferimento del prodotto dal serbatoio - la sistemazione di argini di sabbia Misure adottate per prevenire i rilasci alla pensiline di carico e scarico A) Precauzioni impiantistiche I punti di carico e scarico sono ubicati su aree di cemento compatto ed impermeabile in leggera pendenza. ciò allo scopo di evitare l assorbimento di prodotti sparsi accidentalmente. Eventuali spandimenti di prodotti vengono raccolti in apposite cabalette e da qui inviati alla vasca di separazione per poi essere trasferiti al serbatoio di raccolta delle acque reflue. In caso di perdite di prodotto dagli snodi dei bracci di carico e da rottura dei tubi flessibili le valvole poste sulle tubazioni di trasferimento sono del tipo a chiusura rapida. Durante le caricazioni delle ATB da ogni pensilina di carico è possibile, tramite un pulsante di emergenza, bloccare le pompe di carico e chiudere le valvole automatiche dei contatori; è in fase di realizzazione la

10 Eni S.p.A. - Divisione & Marketing T Adempimento Legislativo (D.M. 6/3/98) Luglio 2 2 Settembre 3 chiusura automatica delle valvole motorizzate installate sulla linea di aspirazione delle pompe. Il deposito dispone di sala attuazione e di sala controllo esercizio, ubicata nella palazzina uffici, ove è installato un quadro sinottico riportante in continuo la situazione delle pensiline di carico, ed in particolare i bracci impiegati e il tipo di prodotto movimentato. Le operazioni di carico alle pensiline avvengono a ciclo chiuso con il quale si evita qualsiasi fuoriuscita di vapori di prodotto che a contatto con l aria potrebbero formare una miscela infiammabile. I vapori raccolti vengono inviati a due impianti a carboni attivi per il recupero del prodotto che viene rinviato nei serbatoi di stoccaggio di competenza. B) Precauzioni operative Le operazioni di carico/scarico sono sorvegliate ininterrottamente dal personale del deposito, e dalle apparecchiature dell automazione di campo. In caso di spandimento di prodotto sul terreno esiste una procedura per le istruzioni agli addetti alle pensiline sulle operazioni da compiersi. C) Attrezzature fisse e mobili antincendio Impianti fissi di estinzione e di raffreddamento, nonché attrezzature mobili antincendio sono state Predisposte in tutta l area destinata alla pensiline di carico. Misure adottate per prevenire i rilasci da tubazioni La potenziale situazione di sicurezza che potrebbe insorgere nel caso di perdite all esterno di sostanze Pericolose (benzine, gasoli) a seguito di avaria degli organi di tenuta (es.: tenuta delle macchine rotanti, accoppiamenti flangiati, assottigliamento di spessori di tubazioni provocato da corrosione, ecc.) è resa estremamente improbabile non solo per la continua presenza di personale operativo, ma anche e soprattutto quale risultato della estrema cura con cui vengono programmate ed eseguite l ispezione periodica e gli interventi di manutenzione. Misure adottate per prevenire i rilasci da oleodotti Durante le operazioni di ricezione prodotti da KPI gli oleodotti sono vigilati da un addetto Agip in turno. Gli oleodotti, a fine operazione di discarica, vengono spiazzati con acqua. Gli oleodotti sono periodicamente sottoposti a pressature idrauliche pari a,5 volte la pressione di esercizio. Misure adottate nell Unità Recupero Vapori A protezione dell unità, allo scopo di impedire ad un possibile innesco esterno di propagarsi all interno dell impianto stesso, sono installati: - n arrestatore di fiamma sul camino di uscita vapori (quota 8 m); - n 2 trappole antidetonanti sulla linea di ingresso vapori all impianto. Inoltre sulla candela è installato un sistema di rilevazione incendio che, in caso di attivazione, aziona un sistema di estinzione a CO 2 Misure adottate per prevenire i ris chi di incendenti dovuti ad errori umani Le misure adottate per prevenire i rischi dovuti ad errori umani, consistono principalmente in, - selezione adeguata dal personale - addestramento periodico - istruzioni operative/manuali operativi

11 Eni S.p.A. - Divisione Fefining & Marketing Adempimento Legislativo (D.M. 6/3/98) - cartellonistica di sicurezza ed operativa - corsi di aggiornamento - riunioni periodiche di sicurezza - continue migliorie impiantistiche. Luglio 2 2 Settembre 3 Criteri di progettazione degli impianti elettrici, della strumentazione e degli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche. Gli impianti elettrici della rete di illuminazione e forza motrice sono stati realizzati in accordo con le norme CEI. La strumentazione (logica di carico ATB, allarmi di alto livello serbatoi) è di tipo elettronico. La protezione contro le cariche elettrostatiche è argomento di particolare pertinenza dei serbatoi di stoccaggio poiché la massa liquida in essi contenuta può essere elettrizzata come conseguenza del suo flusso in fase di pompaggio. I serbatoi sono dotati di messa a terra elettrica, come richiesto da esigenze di protezione contro le scariche atmosferiche. Le strutture di sostegno delle tubazioni così come tutte le masse metalliche e tutte le apparecchiature elettriche sono collegate alla rete equipotenziale di massa a terra. Tutti i dispersori sono collegati ad un unica rete equipotenziale di terra formata da più sistemi autosufficienti con anelli di messa a terra realizzati in corda nuda e pozzetti tutti ispezionabili con puntazze secondo gli standards. IMPIANTO ANTINCENDIO La sala pompe è situata nel capannone antincendio, nell area sud-ovest del Deposito ed è composta da: - n 2 elettropompe centrifuga da 2 m 3 /h e prevalenza pari a m.c.a. - n 2 motopompe diesel da 3 m 3 / h e prevalenza pari a 2 m.c.a. - n elettropompa centrifuga da 2 m 3 /h e prevalenza pari a 3 m.c.a. - n 2 collettori di diam. 8 per alimentazione anelli principali antincendio, dai quali si derivano le alimentazioni alle tre centraline per la produzione di miscela schiumogena. L avviamento delle pompe, testate settimanalmente, avviene in loco. PIANO DI EMERGENZA Scopo del Piano di Emergenza Interno è affrontare in maniera organizzata gli eventi che dovessero verificarsi, mettendo in atto le misure necessarie per minimizzare gli effetti e limitarne i danni per l uomo, l ambiente e le cose. Principali obbiettivi del Piano di Emergenza Interno sono: prevenire e controllare qualsiasi situazione di emergenza, definendo i criteri per il coordinamento del personale e l utilizzo degli impianti e dei mezzi per fronteggiare eventuali situazioni di pericolo, in attesa dell intervento dei Vigili del Fuoco, di altre Autorità e/o delle Società convenzionate per la messa in sicurezza ed il ripristino dell area; assicurare che le persone potenzialmente coinvolte nell accadimento di un incidente all interno del deposito siano adeguatamente informate sulle misure di sicurezza e sul corretto comportamento da adottare;

12 Eni S.p.A. - Divisione Refining & Marketing Adempimento Legislativo ( D.M. 6/3/98) 22 Luglio 2 Settembre 3 garantire tempestiva comunicazione agli Enti preposti di tutte le informazioni necessarie per l attuazione e la gestione dei piani di emergenza territoriali (piani di emergenza esterni ); salvaguardare l uomo all interno ed all esterno dell impianto, garantendo une esodo sicuro e ordinato del personale dai luoghi di lavoro in caso di pericolo e prestando immediato soccorso alle persone coinvolte in incidenti; minimizzare i danni alla proprietà ed all ambiente; provvedere al ripristino e al disinquinamento dell ambiente dopo un incidente rilevante. Il Piano di Emergenza Interno del Deposito di si applica a tutti gli incidenti/emergenze del deposito e degli oleodotti di collegamento e si affianca al Piano di Emergenza Uffici del deposito. Il segnale di emergenza generale nel Deposito viene dato con 3 suoni discontinui della durata di 5 secondi con intervalli di secondi. La segnalazione di fine emergenza, autorizzata dal Responsabile del Deposito, viene comunicata con 2 suoni discontinui della durata di 3 secondi con una pausa di 5 secondi tra il primo ed il secondo. Nel Piano di Emergenza Interno del Deposito sono individuate le attrezzature per affrontare l emergenza e i compiti e le responsabilità in caso di emergenza.

13 Eni S.p.A. - Divisione Refining & Marketing Adempimento Legislativo ( D.M. 6/3/98 ) 23 Luglio 2 Settembre 3 SEZIONE 7 7. MEZZI DI SEGNALAZIONE INCIDENTI I mezzi di comunicazione fra l impianto e l esterno sono i seguenti: n linee telefoniche; n 2 linee telefoniche di flusso; n 2 linee ISDN di cui una dedicata alla comunicazione di emergenza tra impianti contigui (KPI, Eni S.p.A DR&M Gas, Esso Cleam, Petrolchimica Partenopea, Italcost, Darsena Petroli). I numeri di emergenza esterni ( personale dipendenti ed organi esterni) nonché quelli interni per l orario normale di lavoro sono riportati nel piano di emergenza interno. Il deposito è collegato mediante ponte radio con le altre emanazioni del gruppo di appartenenza. E provvisto di n 8 radio ricetrasmittenti per il pontile/deposito durante le operazioni di trasferimento da KPI/discarica n/c, con stazione fissa ubicata in ufficio operativo. Per quanto riguarda i mezzi di segnalazione incidenti all esterno del deposito si fa riferimento al Piano di emergenza esterno, predisposto dall Autorità.

14 Eni S.p.A. - Divisione Refining & Marketing Adempimento Legislativo ( D.M. 6/3/98) 24 Luglio 2 Settembre COMPORTAMENTO DA SEGUIRE All interno del deposito gli operatori sono addestrati all emergenza ed a conoscenza delle disposizioni definite nel Piano d Emergenza Interno. Premesso che, gli effetti degli incidenti, non comportino danni a persone o cose nell abitato di, si riportano, per completezza di informazione, i comportamenti che in ogni caso è opportuno adottare, in via precauzionale, per evitare qualsiasi possibile coinvolgimento di persone o cose. Tali comportamenti sono desunti dal documento L informazione preventiva alla popolazione sul rischio industriale, Linee Guida predisposto dal Ministero dell Interno, Dipartimento di Protezione Civile: non portarsi assolutamente a ridosso dello stabilimento; evitare di creare ingorghi per facilitare l accesso allo stabilimento da parte dei mezzi di soccorso; rifugiarsi al chiuso; evitare l uso degli ascensori; chiudere tutte le finestre e le porte esterne; mantenersi sintonizzati mediante radio o TV sulle stazioni emittenti indicate dalle Autorità, ovvero prestare attenzione ai messaggi inviati mediante rete telefonica o altoparlanti; fermare i sistemi di ventilazione o condizionamento siano essi centralizzati o locali; spegnere i sistemi di riscaldamento e le fiamme libere; non andare a prendere i bambini a scuola; sono protetti e curati dalla struttura scolastica; non arrestare l auto per osservare quanto accade. Per quanto riguarda l area esterna al deposito si fa riferimento al Piano di emergenza esterno, predisposto dall Autorità.

15 Eni S.p.A - Divisione Refining & Marketing Deposto Fiduciario Costiero di Adempimento Legislativo (D.M. 6/3/98) 25 Luglio 2 Settembre MEZZI DI COMUNICAZIONE PREVISTI L impianto dispone di : - n 3 linee TELECOM Durante le emergenze vengono interrotte le conversazioni commerciali e le linee TELECOM riservate e rese libere per l emergenza. Inoltre n 8 ricetrasmittenti sono date in dotazione al Responsabile del Deposito, ai tecnici di piazzale ed agli addetti alla sicurezza. 7.4 PRESIDI DI PRONTO SOCCORSO Il locale adibito ad infermeria per il primo intervento sanitario si trova nel fabbricato ubicato sulla sinistra del varco di emergenza dopo la palazzina uffici. L attrezzatura in dotazione dell infermeria è costituita da : - n BARELLA; - n 2 bombole di ossigeno - n lettini per visita medica; - n apparecchio per controllo pressione arteriosa; - n bilancia. Il locale non è normalmente presidiato.

16 Eni S.p.A. - Divisione Refining & Marketing Adempimento Legislativo (D.M. 6/3/98) 26 Luglio 2 Settembre 3 SEZIONE 8 INFORMAZIONE PER LE AUTORITA COMPETENTI SULLE SOSTANZE ELENCATE NELLA SEZIONE 4 All. I parte D.Lgs. 334/99 Sostanza BENZINA senza PIOMBO Benzina per autoveicoli e altre essenze minerali Codice aziendale Soglia : > 5. t / < 5. t Utilizzazione : materia prima solvente intermedio catalizzatore n prodotto finito altro Identificazione Nome chimico : n.a. Nomi commerciali : Benzina senza piombo Nomenclatura Chemical Abstract n.a. : Numero di registro CAS : n.a. Formula bruta : n.a. Peso molecolare n.a. : Formula di struttura : n.a. Caratteristiche chimico fisiche Stato fisico : Liquido limpido Colore : Verde Odore : Pungente Solubilità in acqua (%) : Non solubile Solubilità nei principali solventi organici : Solubile in alcool etere, cloroformio e benzene Densità (g/l) : Peso specifico dei vapori, relativo all aria 3,4 : Punto di fusione ( C) : n.a Punto di ebolizione ( C) 25 : Punto di infiammabilità ( C) : < -4 Limite inferiore e superiore di Infiammabilità in aria (% in volume ) :,4 % (inferiore); 7,6 % (superiore) Temperatura di autoaccensione ( C) : > 2 Tensione di vapore (kpa) 35-9 a 37,8 C : Reazioni pericolose : Non avvengono

17 Eni S.p.A. - Divisione Refining & Marketing Adempimento Legislativo ( D.M. 6/3/98) 27 Luglio 2 Settembre 3 Classificazione ed etichettatura Di legge Provvisoria Non richiesta Simbolo di pericolo : F+ T N Indicazione di pericolo : Estremamente infiammabile Cancerogeno di categoria 2 Pericoloso per l ambiente : R 2 Estremamente infiammabile R 38 Irritante per la pelle R 45 Può provocare il cancro R 5/53 Tossico per gli organismi acquatici, può provocare a lungo Termine effetti negativi per l ambiente acquatico R 65 Nocivo: può provocare danni ai polmoni in caso di ingestione Consigli di prudenza : S 6 Conservare lontano da fiamme e scintille. Non fumare S 53 Evitare l esposizione S 6 Non disperdere nell ambiente S 62 In caso di ingestione non provocare il vomito: consultare Immediatamente il medico e mostrargli il contenitore o l etichetta Informazioni tossicologiche Vie di penetrazione Ingestione Inalazione Contatto Tossicità acuta : Orale, cutanea e inalatoria. Tossicità cronica cancerogeno di categoria 2 : Corrosività/Potere irritante : Può causare irritazione a pelle e occhi Cute : Provoca azione irritativa locale Occhio : Provoca irritazione alle mucose congiuntiveli Potere sensibilizzante : - Cancerogenesi : Cancerogeno di categoria 2 Mutagenesi : - Teratogenesi : -

18 Eni S.p.A. - Divisione Refining & Marketing Adempimento Legislativo ( D.M. 6/3/98) 28 Luglio 2 Settembre 3 Informazione ecotossicologiche Specificare : Aria Acqua Suolo Biodegradabilità scarsa scarsa scarsa Dispersione Persistenza Bioaccumulo Bioconcentrazione Non sono disponibili informazioni ecotossicologiche poiché l elevata volatilità del prodotto e la non solubilità nel mezzo acquoso,non consentono di portare a termine i test.

19 Eni S.p.A _ Divisione Refinig & Marketing Adempimento Legislativo ( D.M. 6/3/98) 29 Luglio 2 Settembre 3 All. I parte 2 D.Lgs. 334/99 Sostanza GASOLIO n 9 Sostanze pericolose per l ambiente p.to ii) Codice aziendale Soglia > 2. t Utilizzazione: materia prima solvente intermedio catalizzatore prodotto finito altro Identificazione Nome chimico : n.a. Nomi commerciali : Gasolio Nomenclatura Chemical Abstract n.a. : Numero di registro CAS : n.a. Formula bruta : n.a. Peso molecolare n.a. : Formula di struttura : n.a. Caratteristiche chimico - fisiche Stato fisico : Liquido Colore : Incolore, commercialmente Giallo Verde Odore : Tipico Solubilità in acqua ( %) : Non solubile Solubilità nei principali solventi organici : Densità ( relativa all aria ).85 Peso specifico dei vapori, relativo all aria 3,4 : Punto di fusione ( C) : n.a. Punto di ebolizione ( C ) 5 : Punto di infiammabilità ( C) : > 55 Limite inferiore e superiore di % Infiammabilità in aria ( % in volume) : 6 % Temperatura di autoaccensione ( C ) : > 22 Tensione di vapore ( Kpa ).4 a 37.8 C : Reazioni pericolose : Non avvengono

20 Eni S.p.A. - Divisione Refinig & Marketing Adempimento Legislativo ( D.M. 6/3/98) 3 Luglio 2 Settembre 3 Classificazione ed etichettatura Di legge Provvisoria Non richiesta Simbolo di pericolo : Xn N Indicazione di pericolo : Nocivo Pericoloso per l ambiente Frasi di rischio : R4 Pericolo di effetti irreversibili R 5/53 Tossico per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine effetti negativi per l ambiente acquatico R 65 Nocivo: può provocare danni in caso di ingestione Consigli di prudenza : S 24 Evitare il contatto con la pelle S 36/37 Usare indumenti protettivi e guanti adatti S 6 S 62 S 45 Non disperdere nell ambiente In caso di ingestione non provocare il vomito: consultare immediatamente il medico e mostrargli il contenitore o l etichetta In caso di incidente o di malessere consultare immediatamente il medico Informazioni tossicologiche Vie di penetrazione Ingestione Inalazione Contatto Tossicità acuta : LD 5 orale (ratto ) e cutanea (coniglio ) > 2 g/kg LC 5inalatorio (ratto) 5 mg/l/4 h Tossicità cronica : Corrosività/Potere irritante : In caso di sovraesposizione dovuta ad utilizzo non corretto non corretto Potere sensibilizzante : Cancerogenesi : Mutagenesi : Teratogenesi :

21 Eni S.p.A. Divisione Refining & Marketing Adempimento Legislativo ( D.M. 6/3/98) 3 Luglio 2 Settembre 3 Informazioni ecotossicologiche Specificare : Aria Acqua Suolo Biodegradabilità Dispersione Persistenza Bioaccumulo Prodotto scarsamente biodegradabile. Tossicità per gli organismi acquatici: mg/i

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23 Eni S.p.A. - Divisione Refining & Marketing Deposito Costiero di Adempimento Legislativo (D.M. 6/3/98) 32 Luglio 2 Settembre 3 SEZIONE 9 INFORMAZIONE PER LE AUTORITA COMPETENTI SUGLI SCENARI INCIDENTALI PREVISTI NEL RAPPORTO DI SICUREZZA Le coordinate del baricentro dello Stabilimento ( sistema UTM ED 5 ) X: 44. Y: Fuso: 33 Evento iniziale Condizioni Modello sorgente I zona ( m ) II zona ( m ) III zona ( m ) Note in fase liquida Incendio da recipiente (Tank fire) Incendio Si localizzato in aria Incendio da pozza ( Pool fire ) A Incendio da pozza ( pool fire ) B No In fase gas/vapore ad alta velocità Getto di fuoco ( Jet fire ) Incendio di nube ( Flash fire ) In fase gas/vapore Sfera di fuoco ( Fireball ) Si confinata Reazione sfuggente ( run-a-way reaction ) Miscela gas/vapori infiammabili Polveri infiammabili Esplosione No non confinata Miscela gas/vapori infiammabili ( U.V.C.E.) Transizione rapida di fase Esplosione fisica

24 Eni S.p.A. - Divisione Refining & Marketing Adempimento Legislativo ( D.M. 6/3/98) Deposito Costiero di 33 Luglio 2 Settembre 3 B: Incendio pozza di benzina per rottura tenuta pompa nell impianto recupero vapori Evento iniziale Condizioni Modello sorgente I zona (m) II zona (m) III zona (m) Note in acqua Dispersione liquido/liquido (fluidi solubili) Si in fase liquida Emulsioni liquido/liquido (fluidi insolubili) Evaporazione da liquido (fluidi insolubili) Dispersione da liquido (fluidi insolubili) sul suolo Dispersione Rilascio Evaporazione da pozza No in fase gas/vapore ad alta o bassa velocità di rilascio Dispersione per turbolenza (densità della nube inf. a quella dell aria) Dispersione per gravità (densità della nube sup. a quella dell aria)

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