VIZI E VIRTU DEI VIDEOGIOCHI. Femminicidio, tutti ne parlano, pochi agiscono. bruciate, di chi!".

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1 VIZI E VIRTU DEI VIDEOGIOCHI Gli adolescenti e i preadolescenti di oggi passano le ore sdraiati sul divano a guardare la televisione oppure a giocare con giochi virtuali che molto spesso proiettano immagini di guerra. Questi ragazzi, però, quando vengono sopraffatti dalla rabbia, sono capaci di compiere azioni così gravi che nessuno se lo aspetterebbe. Come quel ragazzino di tredici anni DROGATO da questi videogiochi, che è stato ricoverato all ospedale di Bergamo, in fin di vita; si è suicidato solo perché il padre gli aveva distrutto la playstation, per un brutto voto preso a scuola. Questi ragazzi, molto spesso, sostituiscono la vita virtuale con quella reale e non sanno quali pericoli possono correre, perché molti di loro hanno bisogno di paragonare la loro immagine a questi avatar virtuali e immortali. Essi hanno bisogno di modelli da imitare, leali e responsabili e che soprattutto siano in grado di distinguere la vita reale con quella virtuale. Per questo secondo me i ragazzi che si divertono a giocare in questo modo, devono avere un tempo per farlo molto limitato, poi sarebbe meglio andare a leggere qualche pagina di un buon libro per far riadattare la propria mente alla vita reale. GIORGIA MECONI II E E.MESTICA Femminicidio, tutti ne parlano, pochi agiscono Ne hanno parlato i nostri cari politici peccato che l aula fosse stata deserta. Che fossero loro la principale causa del femminicidio? Si sentono solo frasi banali, ma ora bisogna agire, lo abbiamo sottovalutato per anni questo problema, finché oggi è diventato nazionale. Non siamo più nel medioevo, ora noi donne possiamo lavorare, studiare, ma purtroppo, dopo 2013 anni dalla nascita di Cristo, che ci ha insegnato a rispettare il prossimo, dopo secoli di lotte per i diritti di tutte noi donne, non siamo riuscite ad avere una protezione stabile. Credo che senza fatti di stupri, violenze sessuali, donne picchiate a sangue o addirittura bruciate vive come la 15 enne Fabiana Luzzi, il telegiornale non esisterebbe. A buttarmi ancor più giù di morale è quell orribile pubblicità con uno scheletro in tutù che balla danza classica. Ogni tre giorni diciamo addio ad una vita di donna. Che sia una mamma, una bambina, donna dai grandi potenziali, non importa agli psicopatici, a loro bastano dieci minuti per ucciderle, ai familiari, invece non basta tutta la vita per superare un fatto del genere. MARTINA SCARPONI 2E E.MESTICA Chi è che ci sottovaluta bruciate, di chi!". Ma sopratutto Nuove generazioni Probabilmente è il bisogno adolescenziale di esprimersi che spinge a scrivere,ora sono i diari e i post elettronici ad avere la meglio. Noi piccoli grandi scrittori siamo il futuro del mondo,i giovani sono i lettori più forti con una differenza di circa il 15% dagli adulti. Statisticamente i ragazzi tra gli 11 e i 17 anni negli ultimi mesi hanno letto almeno un libro. Le scuole favoriscono questi progetti giovanili dandoci possibilità di scrivere sui giornalini d'istituto o addirittura di pubblicare i nostri temi migliori su quotidiani importanti come il Resto del Carlino. Le nostre menti sono tecniche, ma ciò non vuol dire che non siano sveglie, sono solo sviluppate diversamente. Riusciremo ad evolvere un po' questo mondo! Noi siamo in tanti e il pianeta è uno solo, riusciremo a ''collaudare'' il mondo! O lo dovremo ''formattare'' del tutto!. Dipende da noi. Rosa Sagripanti

2 La Giornata della Memoria...io non dimentico! Lunedì 27 Gennaio noi alunni della II A della scuola "E. Mestica" dell'istituto Comprensivo Statale "Via Tacito" abbiamo celebrato la Giornata della Memoria in ricordo delle vittime della Shoah. Nel lontano 27 Gennaio 1945 è avvenuta la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz ad opera delle truppe sovietiche che rivelarono, per la prima volta, l'orrore del genocidio nazista: l'apertura dei cancelli del lager mostrò al mondo intero non solo i superstiti della tragedia, ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati in questo luogo del male, dalle camere a gas, capaci di contenere 1500 persone alla volta, ai forni crematori, in grado di bruciare alcune migliaia di cadaveri ogni giorno. Nel Giornata della Memoria tutto il mondo ricorda gli Ebrei che sono stati deportati nei campi di concentramento per essere maltrattati, sfruttati ed uccisi: donne senza capelli, uomini privi di forza, anziani stremati e bambini morenti erano al servizio dei nazisti che avevano un solo ed unico scopo, quello di eliminare la razza ebraica secondo la volontà hitleriana della soluzione finale. Gli Ebrei furono deportati in massa nel più grande lager mai visto, quello di Auschwitz, dove all'ingresso campeggia una scritta che solo a guardarla dà i brividi: Arbeit macht frei (il lavoro rende liberi)... ma liberi da cosa? Liberi dall essere separati dalla propria famiglia? Liberi di morire senza dignità come legname bruciato? O liberi di morire semplicemente, senza un motivo? Quante le preghiere vane, quanti i pensieri inutili e quante le lacrime versate non solo per il pensiero della morte in sé e per sé, ma anche per la separazione dalla propria famiglia, per un ciao non pronunciato prima dell addio! Nella celebre poesia Considerate se questo è un uomo Primo Levi, testimone diretto dell Olocausto, invita tutta l umanità a meditare sulla brutalità di ciò che è stato, di parlarne alle generazioni future e di ricordare queste pagine buie della storia, affinché niente di simile si ripeta in quanto se comprendere è impossibile, conoscere è necessario. Il ricordo della Shoah è un preciso dovere per tutti noi: non rimanere indifferenti ma riflettere sugli errori del passato. Voglio commemorare questa giornata particolare soffermandomi sulle parole pronunciate da Itzhak Stern, il segretario di Oskar Schindler nel film Schindler s list : Chi salva una vita, salva il mondo intero. Questa frase toccante mi ha fatto riflettere sul senso della vita e sull'importanza del rispetto verso l'altro, che va aiutato concretamente nonostante le differenze di religione, sesso, colore della pelle o condizione sociale: noi siamo tutti uomini con pari dignità e nessuno può privarci di un diritto fondamentale, quello alla vita. Eleonora Gaetani, in collaborazione con Elisa Moschini e Nicola Doria, 2A E.MESTICA IL GIORNO DELLA MEMORIA Il giorno della memoria è il giorno in cui si ricorda la liberazione degli ebrei. Il fatto che i tedeschi volessero sterminare un'intera popolazione è una cosa orribile, ma alla fine l'opinione pubblica non sapeva realmente cosa stesse accadendo. Io penso che sia una cosa sbagliata discriminare delle persone solo per le loro origini o per l'aspetto fisico, però, sicuramente, la gente che arriva ad uccidere altra gente perché è "diverso" da loro, è abbastanza malata. Non si capisce che nessuna vita è più importante di un'altra; nessun uomo deve sentirsi in dovere di uccidere un altro uomo perché quando ciò accade come può definirsi tale? Il giorno della memoria serve per ricordare, ma non vuol dire nulla ricordare in quel giorno se poi il giorno dopo si riprende a discriminare e a trattare male le persone vicine a noi, perché siamo tutti bravi a dire che i tedeschi sono stati dei mostri e che hanno fatto una cosa orribile, ma poi non ci rendiamo conto di quello che facciamo noi ad altre persone. Beh, è così che nasce una guerra: le persone non pensano. Federica Sopranzi III F E. Mestica

3 UN GIORNO PER RICORDARE!"#$%#&'(()*+#,*#-*.+-/)#")#,0-)&'#/'&"*#'1-'*2#,0'-3*()0*#/)*#0'/',.4*#/)"#5678#)"#5679:;+-*-+( ABBIAMO VISTO IN CLASSE VOLO VIA Il 27 gennaio è la giornata della memoria, in vista di questa occasione, il nostro professore di religione ci ha mostrato un video: Volo via. Qui si racconta la storia di 20 ragazzini, prima catturati e poi uccisi, con la scusa di far loro vedere la mamma. Gli ebrei venivano strappati dalle loro case e trasportati nei campi di concentramento, senza risparmiare bambini e vecchi, che venivano trascinati, con l inganno, verso la morte. I più forti erano costretti a lavorare fino allo sfinimento, con una pagnotta di pane al giorno da dividere in tanti minuscoli pezzi. A tutto questo noi pensiamo solo per un minuto in silenzio, ma non potrà mai bastare per ricordare tutte le sofferenze inflitte a tante persone innocenti, da un pazzo di nome Hitler. Noi oggi ci poniamo solo una domanda: Perché tutto questo?. Giorgia Greco, Martina Scarponi, Iris Iacopini E. Mestica

4 QUELLA VOLTA UN IMPROVVISO E VIOLENTO ACQUAZZONE MI SORPRESE FUORI CASA. Era un giorno autunnale, le foglie degli alberi si staccavano a causa del vento, che le faceva danzare sul terreno umido. I miei genitori ed io decidemmodi fare un passegiata nel piccolo bosco fuori città. Ci incamminammo verso il boschetto. Era veramente meraviglioso. Si sentivano i versi degli animali che vi abitavano, l'odore di foglie secche e di muschio e nel cielo faceva corona quell'arcobaleno di colori: il rossastro, il giallo, l'arancione e il verde delle foglie che ricoprivano il suolo marrone, in contrasto con il celeste-grigio delle nuvole del cielo. Camminavamo, ma sembrava che il piccolo bosco non finisse mai. Tutto d'un tratto il cielo si oscurò e le nuvole non erano più bianche e soffici, ma pesanti e grigie. Si sentì un rumore assordante di un tuono e le nuvole cominciavano a far pioggia fortissimamente. Per fortuna, gli alberi curvi, facendo una sorta di galleria, ci proteggievano un po', ma il terreno presto si trasformò in fango, le nostre scarpe si sporcarono tutte e gli animaletti che stavano cantichiando, come il cinguettio degli uccelli, il verso dell'upupa e il cri-cri dei grilli, dovettero rifugiarsi nelle loro tane. Addirittura per il forte vemto, un alberello perse un ramo e tutte le sue foglie. I miei genitori ed io aspettammo la fine del temporale che però, non arrivava. Così papà si tolse il cappotto e propose di tenerlo sopra le nostre teste in modo da non bagnarci almeno i capelli. La mamma ed io accettammo e di corsa ci dirigemmo verso l'uscita del boschetto. Salimmo in auto e accendemmo il riscaldamento. Da qui ci fu un altro problema: la macchina con tutta quell'acqua e quel fango, non partiva e quindi dovemmo aspettare ancora. Finalmente, dopo aver aspettato una mezzoretta, il temporale cessò e l'auto partì. Ritornammo a casa infreddoliti e bagnati dalla testa ai piedi. GIORGIA GRECO, 2E E. MESTICA DONNE NEL RINASCIMENTO La donna nel Rinascimento era considerata un uomo mal costruito o uomo a metà. La loro educazione era severa e la nascita di una femmina non era gradita per via della dote che le si doveva dare, una volta che ella fosse cresciuta. Si sposava presto, il suo compito era occuparsi della casa e dei bambini e riuscire a fare ogni anno un figlio. Le donne nobili invece, venivano educate a guidare la famiglia, potevano studiare e sapevano danzare e suonare almeno uno strumento. GIORGIA GRECO E. Mestica

5 M ILLUMINO DI MENO E questo lo slogan della decima campagna di sensibilizzazione nazionale sul risparmio energetico e sulla razionalizzazione dei consumi. Tutti i cittadini sono invitati a spegnere le luci almeno un ora il 14 febbraio 2014 e tante sono le iniziative promosse nel nostro Paese, dalle case alle scuole, dai negozi agli uffici, dalle piazze ai musei che resteranno al buio per mostrare simbolicamente l amore del Pianeta Terra, per sottolineare il legame tra cittadinanza attiva e sviluppo sostenibile. Ecco il decalogo delle buone abitudini da seguire a casa e a scuola nella nostra quotidianità, per risparmiare energia e rispettare il mondo che ci ospita: 5. spegnere le luci quando non servono, sfruttando magari quella diretta del Sole, gratuita e pulita; 6. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici, staccando le prese degli elettrodomestici che non vengono utilizzati per molto tempo; 7. chiudere il rubinetto quando ci si lava i denti e non rimanere troppo tempo sotto la doccia: si risparmia una grande quantità di acqua; 8. non buttare mai un foglio di carta se ne è stato utilizzato solo una facciata: gli alberi ringrazieranno; 9. se si sente troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire la finestra; 10. sostituire lampadine tradizionali a incandescenza con quelle fluorescenti che consumano fino a cinque volte meno. 11. evitare di lasciare il frigorifero o il congelatore aperti; 12. non utilizzare l'automobile per brevi tratti; 13. suggerire l istallazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda e energia elettrica; 14. separare i rifiuti e osservare la raccolta differenziata. Raggiungere in futuro un rapporto più equilibrato tra uomo e risorse naturali esauribili è un obiettivo del cui raggiungimento siamo tutti responsabili, anche per le generazioni future: un cambiamento efficace comincia dai piccoli accorgimenti e dai buoni comportamenti individuali, perchè il nostro futuro dipende da noi.!"#$%"&''#$()""%$**+$, *-.$/0#%$1%2#3456$7)()$/89$:)73#2%5

6 DIFFIDENZA UNA COSA NATURALE, MA ORA E TUTTO COSI ARTIFICIALE Si può capire la diffidenza,quella è una cosa naturale,ma nascondersi dietro quest enorme parola è davvero troppo. Per quanto possano fare inchieste giornalistiche, questa cosa continua ad andare avanti e studiando ho capito che le pagine del libro di storia sono il racconto della vita dell uomo, come i precedenti per un criminale ma, nonostante i secoli trascorsi, non ci siamo evoluti. Siamo solo scimmie avvolte in bei vestiti, come dice una canzone, ma di parole ne sono state sprecate tante. Questo vuol dire che non si è ancora risolto niente. Non si può tornare indietro, tanto vale andare avanti,diversamente però, non come è stato fatto in precedenza. Le inchieste giornalistiche sono importantissime, tante persone gridano ingiustizia verso la schiavitù,ma non c è nessuno che si è alzato dalla propria sedia o almeno è quello che penso. Rosa Sagripanti 2 E E. Mestica Domenica nel sacchetto dell umido E Domenica,in teoria potrei dormire,in pratica alle sette sono già pronta sulla soglia della porta di casa per uscire,saremmo andati in montagna,tanto per cambiare,quest idea non mi piace per niente; io alle sette di Domenica mattina amo dormire o leggere al calduccio sotto le coperte,perché gli altri giorni alle sette e trenta sono in piedi,figuriamoci se oggi posso essere sveglia. Finalmente usciamo,anche se tra i pianti del mio fratellino che si era piantato davanti alla tv,o meglio davanti a Peppa Pig,una famiglia di maiali con il naso storto. Partiamo,una di quelle giornate in cui hai bisogno del odore del barattolo della Illy appena stappato,ma so che stasera,quando tornerò a casa,avrò il naso così attappato che l unico odore che forse sentirò sarà quello dell Augumentin. E passata un ora, la macchina si ferma,strano di solito il viaggio è più lungo,scendo dalla macchina: forse la ruota è sgonfia,penso tra me e me,tanto è ferma su un parcheggio,ci è andata bene! Comunque siamo già in un posto in montagna,ci avviamo verso un boschetto. Vi erano buche nel terreno,sicuramente opera di qualcuno a cui piaceva la vegetazione del posto,anzi per averla raccolta l avrebbe dovuta odiare,ma l egoismo della gente non è mai troppo,mi sono addirittura inciampata perché c era una vanga per terra. Questo non sembra un paesaggio di montagna,ma un sacchetto dell umido, non c è traccia neanche di una piccola formica,mancano il cinguettio degli uccellini,i colori rigogliosi delle piante,manca quella spizzicatura di zanzara,le orme degli animali sulla terra umida. E così tutto inquinato che mancano anche le goccioline di rugiada sulle foglie,ed è strano,ieri ha piovuto! Perfino le piante scarseggiano, un bosco senza vegetazione non l ho mai visto. Sento il fruscio di un fiume,magari qualcosa di bello c è,mi sporgo,quello che vedo non è un corso d acqua ma una sottospecie di fiume formata al 70% di fango e una casetta vicino poteva anche essere la fabbrica di cioccolato di Willy Woncan,ma mancava la barca degli Lumpa Lumpa a navigare sul fiume di cioccolato,so che è una fantasia,ma a volte bisogna cercare di illudersi da soli per sorridere. Rosa Sagripanti 2 E E.Mestica

7 CERVELLI-ON Non per forza i laureati sono destinati a lavorare al Mcdonald ( senza offesa per chi ci lavora). Ora il Canada è in cerca di 2000 posto doc per coloro che sognano di intraprendere una vita verso un indirizzo scientifico. Lo stato Canadese ha stanziato 10 milioni di dollari per sviluppare il campo educativo e attrarre menti giovani e brillanti da tutto il mondo, perché abbiano il sogno di lavorare nei laboratori di ricerca. Come seconda possibilità ci sono alcune università come la University of Toronto, quella della British Columbia, la University of Waterloo e la Mcgill University, le quali sono in cerca di ragazzi studiosi delle scienze ambientali. A favorire l arrivo di tanti ragazzi in Canada è stata la scoperta del petrolio all interno del paese. Molti ricercatori si sono recati nella nazione per studiare il sistema di estrazione e lavorazione. A primeggiare invece, negli studi di biochimica e scienze della vita c è la celebre Mcgill University di Montréal, è la prima in classifica su tutto il Canada, mentre quella di Toronto favorisce l ingegneria dei tessuti dove è stato sviluppato un modo biodegradabile e biocompatibile per velocizzare la rigenerazione del tessuto osseo. Infine l University of Guelph si occupa di astronomia, qui è dove hanno scoperto la presenza d acqua sul pianeta rosso Marte. Rosa Sagripanti 2 E Mestica LA CIA CI SPIA A questo punto ho paura di chiamare le mie amiche o di parlare con loro via e persino navigare in internet. Sapevamo che la CIA ci spiava,ma ora è un fatto certo. Umberto Rapetto ci ha svelato tutto, dopo aver scoperto di una rete di spionaggio che avvolge tutto il mondo e ci ha detto che la National Security Agency ha fermato la CIA. Ogni parola che diciamo per telefono e che ai nostri spioni sembra pericolosa, può essere estrapolata dal contesto per essere esaminata, al fine di capire i nostri intenti. La NASA potrebbe essere alleata con la CIA, mettendo in giro la voce della più che famosa area 51 e scoprire che cosa pensa la gente sugli alieni o su scoperte impensabili. Secondo noi, la CIA potrebbe approfittare delle idee di scienziati importanti a livello nazionale, a fini di vantaggi economici. IRIS IACOPINI, MARTINA SCARPONI IIE E. Mestica UN FIORE,UN COLORE UNA MEDICINA. Pink is good si chiama. E stato promosso in Italia dalla federazione Venoresi, numerose aziende vendono prodotti con il logo dell iniziativa; il ricavato delle vendite andrà in parte a spendersi in dieci borse di studio. Il Pink is good è un progetto che studia medicina per un tumore che colpisce molte donne; il tumore al seno. Negli scorsi anni questa fondazione curante il tumore si è occupata anche degli studi sulla diagnosi precoce,dell effetto di nuove molecole di combinazioni farmaceutiche, di tossicità provocate dalle terapie e di nuovi protocolli radioterapeutici e chirurgici. Oltre alla biologia tumorale e al ruolo dei geni delle forme ereditarie. Tendiamo una mano a chi ne ha bisogno,è ora di ricominciare a vivere come persone è questo quello che ci vogliono insegnare federazioni come Pink is good. Ora sta a noi svolgere la parte più difficile, apprendere. Rosa Sagripanti 2 E Cara maestra Rosy

8 ti vorrei parlare dalla mia esperienza alle medie. La verità? Io odiavo le medie fino all anno scorso, perché c è stato un cambiamento molto difficile, poi ho scoperto che questo invece è il periodo più bello della vita, anche se include molte stranezze, ma sono normalissime, poiché esse ci aiutano a crescere. Quest anno rispetto all anno scorso, io e i miei compagni ci conosciamo meglio e siamo più uniti. Per esempio: quando qualcuno comincia a ridere ridiamo tutti e cosi condividiamo insieme tutte le emozioni. Inoltre alla scuola media sento il cambiamento anche del mio linguaggio, dei miei pensieri. Il mio cervello si sta alfabetizzando sempre più e questo mi piace tanto. Adoro vedere che tutti ci preoccupiamo l un per l altro, mi ricordo quando Giorgia era malata di appendicite e le abbiamo scritto una lettera che poi gliel ho spedita io. Anche quando avevo la febbre e sono stata via per una settimana, i compagni hanno detto che senza di me la scuola non era stata divertente. Questa frase mi ha reso felicissima. Delle conoscenze che ho maturato, non so proprio farne a meno. Studiare una nuova lingua, per me significa ampliare i miei orizzonti, sapere che posso fare sempre di più mi entusiasma. Cultura significa anche divertimento, perché noi adolescenti sappiamo sempre vedere il lato buffo delle cose e questo ci aiuta a ricordarle, che sia storia, matematica,geografia o addirittura religione. In questo periodo ci sono anche molto di aiuto i dispiaceri, essi fanno sì che non si veda tutto con la stessa sfumatura. Voglio concludere la mia lettera, cara maestra, ricordandoti che questo è avvenuto anche grazie a te, che mi sei sempre stata al fianco e mi hai preparato ad affrontare questa nuova esperienza. Un abbraccio Martina. E. Mestica L addio a Nelson Mandela Con la morte di Mandela il novecento si è definitivamente chiuso. Un secolo di guerre, ma anche di grandi interpreti di valori universali. Non perché manchino i conflitti a favore della libertà, dell uguaglianza e la dignità dell uomo, ma perché è sempre più difficile trovare una persona che rappresenti il popolo. Mandela è stato tutto questo: ha rappresentato, insieme alla libertà dei neri del Sudafrica, la voglia di riscattare tutti coloro che soffrivano. È stato il leader che ha abbattuto ogni barriera di razza, colore e religione. Ma ciò che ha fatto di lui, ancor più eroe, è stata l infinita saggezza del perdono. Tutte le cose sembrano impossibili finché non vengono fatte. Sognate è un dovere lottare una necessità, rassegnarsi è una colpa. Queste parole furono recitate da Nelson Mandela, un uomo dall anima generosa e sempre pronto a seguire le persone in difficoltà. Con il suo coraggio Nelson Mandela ha ispirato il mondo è diventato l indimenticabile simbolo della lotta al razzismo. Ha trascorso un terzo della sua esistenza in carcere, è stato eletto presidente del Sudafrica, ha ricevuto il premio nobel per la pace ed è scomparso all età di 95 anni.

9 COSI VEDO L AMORE Se mi capita di fantasticare? Diciamo che sono una persona abbastanza fantasiosa e che sono capace di fantasticare su cose alquanto improponibili, ma chi è che non ha mai sognato di andare a cena con il proprio idolo, che ovviamente poi si sarebbe innamorato? Sarebbe un amore impossibile che non potrebbe andare da nessuna parte. Mi piacciono gli amori impossibili o, comunque, difficili, aumentano il desiderio che si ha per quella persona. Però io sono per il lieto fine, ammesso che ce ne sia uno, perlomeno quando leggo delle storie mi assicuro che finiscano bene. La cosa strana è che ora non provo alcun interesse per nessuno, ma mi piace fantasticare su come sarà il primo amore e chi sarà. In fatto di ragazzi ho i gusti abbastanza strani e tante volte penso che non troverò mai la persona giusta. Sicuramente "la persona giusta" non sarà la prima, neanche la seconda, e questa cosa mi fa venire l'ansia perché dovrebbe essere bello sentirsi apprezzati o amati dalla persona che ami. Mi piacerebbe avere una famiglia numerosa anche se la cosa mi spaventa perché avere dei figli richiede sacrifici. Non sogno uno di quegli amori che si vedono nei film per ragazze in cui tutto è perfetto e monotono, preferisco di gran lunga gli amori che si possono leggere nei libri, dove si può vedere che nonostante tutte le imperfezioni e tutti i problemi si va avanti insieme perché è l'unica cosa che conta realmente. L'amore può essere tante cose, l'amore per la famiglia, per qualcosa a noi caro, per un amico, per la musica, per qualsiasi cosa. Ora non mi importano i ragazzi, sembrano tutti dei bambini e sono irritanti, piuttosto, come dicevo prima, preferisco l'amore per un idolo; in un certo senso, lui sa della tua esistenza anche se non direttamente e ti ama, ti ama perché in fondo per un cantante o una band i fan sono tutto. Appunto, ho sognato molte volte di poter conoscere i miei idoli di persona, anche solo per ringraziarli di tutto. Ho paura di non capire quale sia la persona giusta e di farla andare via, di perderla. Ho paura anche di finire come quelle donne che a quarant'anni si ritrovano sole e insoddisfatte della propria vita perché magari hanno rinunciato ai loro sogni per amore, si sono sposate e poi il marito le ha tradite, e ovviamente non c è un "per sempre, non si ha tutta la vita per rimediare ai propri errori, quindi me ne starò ad aspettare impazientemente mentre continuerò a fantasticare su come sarà, sperando di non rimanerne delusa. Federica Sopranzi IIIF STAR BENE A SCUOLA. La classe è una grande famiglia : insieme si collabora, si affrontano i problemi che via via si presentano e si cresce nel senso che i figli imparano dai genitori ed i genitori spesso imparano dai figli. In classe noi ragazzi siamo tanti; ognuno si porta dietro la sua esperienza personale di bambino, alunno, figlio e deve pian piano imparare a relazionarsi con gli altri ragazzi e con gli insegnanti. Nella mia classe siamo 23 alunni. Penso che tutto sommato non siamo maleducati, ma siamo vivaci. E vero che siamo ragazzi e quindi pieni di energia e con tanta voglia di vivere e di scoprire il mondo, ma molte volte non riusciamo a controllarci, non riusciamo a capire che c è un momento in cui si scherza e c è un momento in cui bisogna star buoni per prestare attenzione a tutto quanto ci viene chiesto. Il momento più critico è il cambio dell ora: ci alziamo, scherziamo facendoci i dispetti, spingendoci e tutto questo non solo non è rispettoso nei confronti dei nostri insegnanti e della scuola stessa, ma potrebbe risultare pericoloso, perché non volendo possiamo procurare danni fisici a noi stessi ed agli altri. Forse noi ragazzi oggi guardiamo troppa televisione e stiamo troppo tempo davanti ai giochi elettronici, dove i vari personaggi vincono se riescono ad essere più violenti. Nella realtà poi tentiamo di imitarli perché magari, così facendo, risultiamo più simpatici agli occhi dei nostri coetanei. Dobbiamo abituarci invece a parlare, a raccontare, a giocare con giochi dove si è abili se si usa la logica ed il buon senso. Un giorno nella mia classe alcuni bambini hanno litigato per un motivo banale e si sono insultati a vicenda. Penso non sia mai corretto un comportamento violento, in qualsiasi contesto: a scuola, in famiglia, al parco giochi. Ci si deve rispettare sempre e comunque, si devono rispettare gli oggetti e dobbiamo abituarci ad aiutare gli altri. Ognuno di noi deve sapere che la sua libertà finisce dove comincia la libertà di un altra persona. Mi auguro che con il tempo riusciremo a controllarci, a gestire le nostre emozioni con le buone maniere perché ancora siamo disorientati e impauriti in questa nuova scuola : non vogliamo sentirci piccoli, ma non siamo neanche grandi come i nostri colleghi di seconda e terza media! ANTONIO MANCINI, classe I C

10 COME DA UNA TRAGEDIA PUO' NASCERE UN SORRISO Oggi é l'anniversario del terremoto di Santa Lucia, in Sicilia, che ha provocato diciassette morti e tantissime persone sono rimaste senza casa... I miei genitori vengono proprio da quella regione e ogni anno ricordano quella catastrofe con malinconia e tristezza; ma quella notte di ventitre anni fa, ha dato inizio ad una storia che dura fino ad oggi... La mia mamma aveva appena venti anni quando fu colta, durante il sonno, da una scossa di terremoto. La sentì forte e chiara, come del resto tutta la sua città. Spaventatissimi lei e la sua famiglia abbandonarono la casa e scesero per strada, ancora in pigiama e pantofole di lana. La scossa è stata talmente forte da far correre addirittura la polizia e i vigili del fuoco perchè qualche vecchia casa era andata in frantumi. Una di queste era la casa di una conoscente di mia nonna una lontana parente forse, una vecchietta che abitava da sola e che aveva qualche problema motorio. Mia nonna era molto preoccupata e anche la mia mamma. Lei ricorda quella vecchia come la simpatica signora della porta accanto che le faceva regali ad ogni occasione. Per questo motivo andò a chiedere informazioni ad un poliziotto, il quale rispose che della signora non si sapeva ancora niente, ma che i vigili del fuoco stavano cercando di salvarla. A quelle parole sul viso di mia madre scivolò una lacrima che impietosì l'agente, quest'ultimo le appoggiò una mano sulla spalla pronunciando parole di conforto. La mamma se ne andò ringraziando e l'uomo si volse un po' imbarazzato. Passarono circa due ore e la gente, a quel punto, ebbe la possibilità di rientrare in casa. La mamma, ormai stanca e infreddolita, si diresse verso casa, ma quel poliziotto la fermò per un attimo e le disse: Scusa non volevo spaventarti, volevo solo dirti che la signora è sana e salva. Mamma fu così felice della notizia che lo abbracciò forte. Il giorno dopo in città non si parlava d'altro, le scuole erano chiuse e c'era tantissimo trambusto. La mamma uscì per vedere come era la situazione e, passando davanti all'asilo nido, si accorse che c'era scritto momentanea sede del commissariato. Dalla finestra i suoi occhi incontrarono quelli del poliziotto del giorno avanti, lui contraccambiò il sorriso e uscì per parlare con lei. Si scambiarono i numeri di telefono e poi... sono passati ventitre anni, durante i quali sono cresciuti insieme, allietati da me e da mio fratello. Giorgia Greco 2E Girare il mondo con gli insetti, un avventura unica. Nel nostro pianeta c è una fantastica varietà di animali,ma i miei preferiti in assoluto sono gli insetti. Ho imparato a ammirarli per la loro particolarità e bellezza,mi piacerebbe girare il mondo per gli insetti. Ci si diverte a trovarli,soprattutto in Africa. Purtroppo non tutti gli insetti sono buoni come possono sembrarvi. Alcuni animali(scorpioni,api africane,qualche serpente)sono pericolosi e il loro veleno è letale,quindi attenzione a chi vuole esplorare l Africa! Tutti i giorni delle persone di Nairobi e altre cittadine africane muoiono per le ferite di questi piccoli killer. Possono provocare emorragie che a loro volta portano alla morte,ma il lato positivo degli insetti è che sono interessanti ed alcuni innocui. Le coccinelle,simpatici animaletti con il dorso rosso e le macchie nere,sono forse la razza più bella d insetto che io abbia mai visto,ne esistono vari tipi,quelle gialle e arancioni si trovano più facilmente. Per quelli che leggeranno quest articolo consiglio di esplorare il mondo,affinché trovino molte varietà di insetti e li studino bene come farò io in futuro. Eros Junior Maravalli IIE

11 QUANDO INTERNET PUO ESSERE PERICOLOSO Gli insulti e le paure stanno crescendo sempre di più, su Internet e sui Social-Network. Sono state moltissime le vittime, anche nel nostro Paese. Il sito americano, fortunatamente ha deciso di intervenire per risolvere la brutta faccenda, rintracciando quelli che mandano messaggi offensivi. Il bottone di segnalazione di questi messaggi, riesce anche a registrare l indirizzo, da dove partono i testi e lo mandano subito alla polizia. In questo modo si farà a meno di raggiungere il centro assistenza per segnalare le minacce. Per fare in modo che il bottone funzioni, Caroline Criodo-Perez, sostenitrice delle donne, è riuscita a convincere la banca d Inghilterra a coniare monete con il volto di una donna. Ha ricevuto per posto insulti e minacce da tutto il mondo. Ma lei non si è scoraggiata, ha raccolto migliaia di firme, tramite Twitter, e ha costretto i Social- Network ad attaccare bottone con i violenti. L ULTIMA VITTIMA Hannah, studentessa di 14 anni, si era iscritta al sito Ask, però il suo divertimento si è presto trasformato in un incubo. Le sono arrivate minacce e brutti commenti come: Se muori nessuno se ne accorgerà. La ragazza, esasperata, si è impiccata. Quelli che hanno mandato le minacce si sbagliavano: Hannah manca al tutto il mondo e ora, la piange. Per evitare di correre rischi via Internet, non bisogna iscriversi a questi Socia-Network perché è inevitabile che qualche sconosciuto ti insulti con parole pesanti e offensive, che poi avranno la meglio su di noi. GIORGIA MECONI 2E E. Mestica LO SFRUTTAMENTO MINORILE La famiglia è povera e i figli sono tanti, questo vuol dire tante bocche da sfamare. Così si crea lo sfruttamento minorile, famiglie addebitate che per risolvere il problema, mandano i loro, anche se molto piccoli, a lavorare nei campi, nei fornaci di mattoni, per persone avide e prive di scrupoli. I padroni di questi poveri angeli, adottano ogni tattica per non far fuggire nessuno di loro, ma Iqbal, ragazzino pakistano di 12 anni, costretto a lavorare in una fabbrica di tappeti, c'è riuscito. Spinto dal suo coraggio, Iqbal insieme ad alcuni compagni, per portarli fuori da quel posto infernale. Noi per questo lo ammiriamo e lo idealizziamo come simbolo della lotta contro la schiavitù e la violenza sui bambini. Purtroppo questa storia è finita tragicamente con la morte di questo piccolo-grande eroe -ucciso il giorno di Pasqua-, ma è ancora viva la voglia di continuare il suo lavoro. Iris Iacopini, Giorgia Greco e Martina Scarponi 2E, E. Mestica

12 Un mondo di tecnologie. Ma la tecnologia è proprio quello che pensiamo? Oggi siamo nell era tecnologica e il settore terziario prevale,ma ogni macchina ha un suo difetto. La macchina ogni tot di ore ha bisogno della benzina e se non la riempi non parte. Quello che noi chiamiamo PC(computer)è in verità molto pericoloso,volete sapere il motivo?più ci stai e più diventi violento e dipendente. Pensate che in America durante una gara un bambino è rimasto 27 ore davanti ad un semplice PC e alla fine non si muoveva più. Parliamo ora degli elettrodomestici e dei giochi virtuali,sono entrambi cose utili,ma come il computer sono molto pericolosi,per il fatto che elettrodomestici e giochi virtuali vanno a cariche di elettricità,quindi si raccomanda di non tenerli alla portata dei bambini di pochi anni. Se leggerete questo articolo imparerete qualcosa su quelle che voi chiamate tecnologie. Eros Junior Maravalli 2E E.Mestica L UOMO AL CENTRO DI SE Conosco solo una razza,quella umana citava Albert Einstein, ma di menti così ce ne sono davvero poche. Ogni uomo,o essere vivente della terra è stato in grembo ad un altro uomo,ogni persona ha avuto la pelle liscia e le manine di 5 cm,ogni uomo ha pianto lacrime e disegnato sorrisi sul proprio volto e pensare che basta una lama,una corda o una pallina di ferro per rompere la magia della vita,bastano pochi attimi per fermare un cuore che batte da anni. Come si dice ognuno è artefice del proprio desino e qui manca proprio la capacità di decidere e di dirigere la propria vita e per mancanza di ciò si ruba. Si ruba tutto quello che non si ha,tutto quello che gli altri hanno, perché sono stati capaci di trovare una direzione giusta nella loro vita. Ebbene si,questo è l uomo,non lo definirei proprio intelligente come viene descritto nel libro di scienze. Ora che studio l illuminismo capisco quanto possiamo essere tornati indietro. Pensare che ero convinta non si potesse perdere un sentiero già percorso,in tal caso la vita o meglio,l esperienza che ognuno ha dentro sé. Rosa Sagripanti 2 E E.Mestica PROGETTI IDRAULICI PER LA CITTA DI ROMA Roma non è mai stata collocata accanto al mare, anche se il suo potere dipende da quella parte azzurra che domina la terra, l acqua. Il mare ha consentito alla città di Roma di diventare una delle più grandi metropoli del mondo. Roma ha combattuto molte battaglie contro gli eserciti nemici, codeste lotte, però, anche se si dilungavano per secoli e secoli portavano alla costruzione degli acquedotti che sfruttavano ufficialmente la potenza dell acqua. Si tratta di condotte che trasportano ogni giorno milioni di litri di acqua e una volta arrivata a Roma si dividono in serbatoi e attraverso tubi posti sotto le città, portano l acqua agli abitanti. Gli acquedotti servivano principalmente per far arrivare l acqua in città e permettere alla gente del posto e ai popoli conquistati di lavarsi di usare i bagni e di bere acqua potabile ogni qualvolta si volesse. Non tutti erano favorevoli alla realizzazione del progetto, a causa dei rischi e del pagamento, ma non si poteva rimandare poiché la città scarseggiava di acqua pulita,pura e potabile. I geometri e gli operai si impegnarono al massimo per ottenere ottimi risultati e dopo tanta fatica, con l aiuto di strumenti adatti come il carobate che serviva per verificare l equilibrio e la pendenza del terreno, riuscirono a ottenere delle condutture larghe e ampie. Inoltre ricoprirono con lastre o archi la struttura creando opere grandiose. Ovviamente quando il lavoro è stato completato solo i più ricchi potevano permettersi il privilegio di

13 ottenere acqua potabile in casa, anche se dovevano pagare un ingente somma. Oggi Roma è meta di numerosi turisti solo grazie alla sua grandezza e all opera di operai laboriosi che hanno contribuito al benessere della popolazione. Giulia Panichelli IIE E. Mestica L ELEFANTESSA MALTRATTATA Un pensionato ha perso la vita dopo essere stato aggredito da una femmina di elefante. L uomo è stato risucchiato dalla proboscide, buttato a terra e alla fine calpestato. Si è venuto a sapere a sapere che l elefantessa è stata vittima di gravi maltrattamenti al circo a cui apparteneva, e questo è il motivo del suo comportamento. Secondo alcuni studi, si dice che gli elefanti non dimenticano mai la loro brutale cattura e dell uccisione di qualcuno del loro branco, ciò sfoga comportamenti brutali e contro l uomo possono essere anche mortali. Comunque l aggressività, sia per gli animali che per noi uomini, è sempre causata da un episodio passato in cui siamo stati vittima di bullismi o offese pesanti. UNA SETTIMANA IN NOVE SECONDI E lunedì mattina, ho lo zaino sulle spalle, oggi il mio pensiero principale non è la scuola, bensì le scale che dovrò affrontare per arrivare in classe. Mi fa male il piede e Domenica ho la gara, dovrei avere un problema al nervo, ma non ne sono sicura. I miei genitori continuano a dirmi di non gareggiare, ma tanto sono pochi metri, giusto nove secondi e sarà tutto finito; dalla pista non mi toglie nessuno,la mia prima gara inter-regionale indoor, ma scherziamo? I giorni passano velocemente e il viso di mia madre, da cui sono spesso condizionata, diventa sempre più scuro, stavolta non mi importa niente, l allenatore conta su di me e io non mancherò. E finalmente Domenica, sono le sei, mi ritrovo come in un mondo parallelo,anche se è solo casa di mio padre, non sono abituata a dormire lì, il dolore peggiora, ma faccio finta di niente, davanti ai miei occhi c è solo la linea del traguardo. Siamo finalmente arrivati, sono di ghiaccio, o almeno appaio così, mentre dentro mi brucia lo stomaco dall emozione e nascondere il dolore sta diventando sempre più difficile. Sto per cominciare a fare strekcing, ma il vibrare del telefono mi blocca ; un messaggio. Buongiorno cucciola, buona fortuna Wow mamma si è convertita penso tra me e me. Neanche papà è entusiasta della mia scelta, ma sono cose che ora scorgo solo con la coda dell occhio. E ora di partire : Sagripanti corsia sette. Mi sistemo sui blocchi di partenza, giro un po la testa e guardo il telefono che avevo dato all allenatore. Ripenso a mamma, al suo volto arrabbiato, al suo messaggio, ora era lei la gara più importante. Avevo ancora pochi secondi prima della partenza e il piede sembrava staccarsi, vidi le mie avversarie, sembravano già sudare, avrei dovuto fare i sessanta metri, ma per come ero messa i cento metri ad ostacoli sarebbero stati più azzeccati, Ecco il via, ero già schizzata in avanti, non esisteva più niente, del piede me ne ero dimenticata, sembrava passassero millenni, mi guardai intorno, ero arrivata a metà percorso ed ero quarta, accellerai. Il dolore al piede si accentuò, avevo sorpassato il traguardo, era tutto finito, guardai il tabellone, avevo un immagine un po sfocata per le lacrime. Troppi miscugli ed emozioni per un solo metro e cinquanta d altezza. L allenatore mi venne incontro. Seconda, brava Non ci potevo credere ed invece era vero, neanche il dolore al piede era più forte della felicità. Rosa Sagripanti 2 E

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