La Voce del Leone. n 4Dicembre Anno VIII. I.I.S. Roncalli-Sarrocchi

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1 La Voce del Leone I.I.S. Roncalli-Sarrocchi Anno VIII n 4Dicembre 2013

2 Pag.2 Le interviste del Leone Quest'anno La Voce del Leone è riuscita ad intervistare un personaggio molto speciale. Siamo qua vicino ad un caminetto, con una tazza di tè fumante ed indovinate un po' chi è il personaggio misterioso di questo mese... Ebbene sì! Non ci crederete ma è proprio Babbo Natale, in persona! Buonasera Babbo Natale! Buonasera a lei! Sono veramente felice di fare questa intervista. E' un piacere per me rispondere alle sue domande e togliere qualche curiosità ai suoi lettori. Bene,allora cominciamo. Da dove viene? La risposta non è così semplice perché dipende dal luogo in cui si trova chi me lo chiede. Può essere più chiaro? Certamente! La mia abitazione cambia a seconda delle tradizioni. Infatti nel nord America io abito al Polo Nord, o meglio, in Alaska. In Europa,invece, la mia casa si trova nel Circolo Polare Artico, nel villaggio di Rovaniemi in Lapponia. Tuttavia i Norvegesi sostengono che io abiti a Drøbak e mi hanno costruito perfino l'ufficio postale e gli Svedesi,poi, mi cercano a Dalecarlia e qualcuno di loro addirittura in Groenlandia ma non è finita qui, perché chi mi scambia con S. Basilio mi fa abitare a Cesarea, in Cappadocia. Insomma sinceramente non lo so più nemmeno io dove abito!!. A proposito di S. Basilio,ma qual'è il suo vero nome? Eh, fosse semplice rispondere... perché qualcuno mi confonde anche con S. Nicola. Insomma, per farla breve, le dirò in quanti modi mi chiamano nel Mondo. Vede.. in Brasile mi chiamano Papai Noel e Perè Noel in Francia. In qualche parte del Pianeta sono chiamato addirittura con nomi quasi impronunciabili come Julenisse ( Norvegia), Joulupukki ( Finlandia). Qualcuno poi mi chiama addirittura Kriss Kringle oppure Sinter Klass o addirittura De Kerstman. Insomma, sono talmente tanti i miei nomi che probabilmente,a causa dei miei anni, ne avrò sicuramente tralasciato qualcuno. Ah, ecco! Vede mi ero quasi dimenticato quello più famoso, Santa Claus! Con tutti questi nomi tra qualche anno non lo saprò più nemmeno io come mi chiamo. Ci ha detto che la confondono con S. Nicola, come mai? Eh, guardi un po' qualche sua foto, non nota una certa somiglianza? Non trova che S. Nicola è un bel vecchietto con una bella barba bianca e lunga e il vestito rosso? Comunque con il santo ho in comune l'amore per i bambini Perché S. Nicola ama così tanto i bambini? Allora... S. Nicola era un vescovo della seconda metà del IV secolo d. C. ed abitava nella città di Mira,in Asia Minore. Figlio di una ricca famiglia di ricchi mercanti aveva dato ai poveri il suo patrimonio prima di prendere i voti. Dante Alighieri, nel XX canto del Purgatorio, racconta che un giorno S. Nicola, passando accanto ad una porta aperta, aveva sentito singhiozzare tre ragazze le quali si lamentavano dicendo che a causa della loro povertà e senza dote nessuno le avrebbe sposate. Nicola, impietositosi, chiese all'oste della taverna se le conoscesse e così venne a sapere che erano le figlie di Melampo,uno dei poveri della città. Il vescovo decise perciò di aiutarle e la notte seguente,vestito di un nero mantello per non essere riconosciuto, fece scivolare sotto la loro porta tre sacchetti di monete d'oro. La sorpresa di Melampo fu grande, ma con quei denari egli fu in grado di pagare i suoi debiti e di far sposare le sue tre figlie. (continua a pag. 3) SSOMMARIO:Intervista a Babbo Natale pp.2-4; La vera storia di babbo natale pp. 5-8 ; Il Natale al tempo della crisi p.9; I social network p.10; Il progetto Comenius p.11; Orazio Nelson pp.12-13; Fan fiction di Natale pp.14-15; Appunti di viaggio pp ; Enigmistica p.21; L'Angolo della Poesia p.22

3 Pag.3 Le interviste del Leone Interessante! Ma i bambini? Va bene! Vi racconto un'altra leggenda. Come dicevo prima, S. Nicola era molto generoso e si racconta che un giorno,stanco del viaggio, si fosse fermato in una taverna dal nome poco rassicurante"la luna nera". Quando vide l'oste ebbe la sensazione che in quel luogo fosse successo qualcosa di orrendo. Questi era un grosso e losco individuo, con i capelli unti e le mani sporche e grasse, con occhi spiritati e la bocca atteggiata a un ghigno malefico. Il nostro vescovo, illuminato allora dal Santo Spirito, comprese che un orribile delitto si era compiuto nelle stalle di quella taverna dove una forza inferiore sovrannaturale lo spinse ad andare. Scoprì così che l'oste dall'aspetto orribile aveva ucciso, annegandoli in un grosso tino, tre giovani ragazzi,ospiti quella notte della sua taverna, e li aveva derubati.pregando intensamente il Signore, S. Nicola ottenne la grazia di riportare in vita i tre giovanetti che si riemersero dal grosso tino, festosi e riconoscenti. Allora è per la bontà e la generosità che la paragonano a S. Nicola? Beh, sì! Certamente!! Adesso però ci parli di lei. Sappiamo che esistono tante leggende che la riguardano. Potrebbe raccontarcene qualcuna? Insomma,volete che parli proprio di me!! Allora vi racconterò la leggenda che preferisco. Si racconta che in Lapponia,a Nord del Circo Polare Artico,viveva Natale, un simpatico vecchietto. La sua capanna era in una foresta di abeti,vicina ad un limpido ruscello, e lì Natale coltivava un orticello,allevava le renne ed intagliava il legno. Il vecchietto vestiva sempre di rosso,il suo colore preferito, ed aveva capelli e barba bianchissimi. Un giorno,egli pensò che doveva fare di più per i suoi vicini,anche se da tempo li aiutava, e con questo pensiero si addormentò. Sognando gli apparve un angioletto che gli disse che nel Mondo tanti bambini poveri e sfortunati, pur non avendo niente, desidererebbero tanto avere dei giocattoli. L'angelo, commosso, si mise a piangere. Natale,allora, chiese che cosa potesse fare per far sorridere tutti quei bambini e per portare un po' di felicità nei loro cuori. E fu così che, su consiglio dell'angelo, Natale caricò sulla slitta trainata dalle sue renne un sacco pieno di doni da consegnare a ciascun bambino la notte santa. Il vecchietto però era perplesso,dato che non sapeva come sarebbe stato possibile consegnare quei giocattoli in una sola notte e allora l'angelo disse che Gesù Bambino lo avrebbe aiutato a consegnare quei regali in una sola notte e così fu! E da quel giorno il Signore lo rese papà di ogni bambino e gli dette il nome di Babbo Natale! E' vero che i doni li prepara tutti lei? Una volta! Adesso mi aiutano gli elfi. Davvero? Può dirci i loro nomi? Certamente! Alabaster Snowball è quello che ricopre l incarico più delicato perché è l amministratore della mia lista,quella dei bimbi buoni, per intenderci! Poi ci sono: Bushy Evergreen,l' inventore della macchina per rendere magici i regali; Minstix Pepper,il guardiano della mia dimora ; Shinny Upatree, il mio più vecchio amico e cofondatore del villaggio segreto di Babbo Natale ; Sugarplum Maria,più conosciuta come Mary Christmas. Lei è l assistente di mia moglie e l'aiuta a preparare le sue delizie in cucina. Infine c'è Wunorse Openslae, designer della mia slitta e responsabile della sua manutenzione. È lei che si prende cura delle mie renne. (continua a pag. 4)

4 Pag.4 Le interviste del Leone A proposito di renne,può dirci i loro nomi? Molti pensano che le mie renne siano otto, ma non è così. Sono nove! L'equivoco nasce dal fatto che molti sottovalutano la più simpatica e,se si può dire, anche la mia preferita: Rudolph. Ma, mi raccomando, non lo dite a nessuno...shhh. Rudolph guida le altre perché ha il miglior senso dell'orientamento. Le altre, invece, vanno in coppia, maschi e femmine. La prima coppietta è quella di Dasher e Dancer; la seconda è composta da Prancen e Vixen; la terza da Comet e Cupid e infine l'ultima,ma non la meno importante, è quella di Donner e Blitzen.. Le mie renne sono tutte molto efficienti e dotate di poteri magici. Dasher è la più veloce, mentre Dancer è la più aggraziata. Prancer è invece la renna più forte e Vixen non ha poteri particolari,ma è aggraziata. Anche se m non quanto Dancer!E poi Vixen è forte, ma mai quanto Prancer! Insomma diciamo che è un'infelice via di mezzo! Comet, Donner e Blitzen hanno i più strani poteri. Comet porta allegria, se così si può dire; Donner è una renna sfortunata, poverella,mentre Blitzen è una transgender,mi si passi l'espressione! Infatti Blitzen viene rappresentata sia femmina che maschio e quindi anche lei ha le idee un po' confuse. Gli inglesi,poi, hanno tirato fuori una ricerca scientifica la quale sostiene che le mie renne sono tutte femmine, ma chiariamo subito questa cosa. Non è assolutamente così!! Ritornando alla nostra intervista,ci tolga una curiosità. Il rosso è il colore che preferisce? Beh, non proprio! Anche se tutti mi rappresentano così. Il rosso è un bel colore sì, ma il mio vestito fino agli anni Trenta era verde. Ha cambiato magicamente colore grazie ad una famosa bibita, la Coca-Cola,per intenderci. Beh, ormai non me la prendo più di tanto, sono abituato a vedermi vestito di rosso e, diciamo la verità, mi dona. Prima di venire da lei molti bambini hanno scritto alla nostra redazione chiedendoci a quale indirizzo possono mandarle le loro letterine. Può accontentarli? Certamente! Il mio indirizzo è : Tähtikuja 1, Rovaniemi CIRCOLO POLARE ARTICO La ringrazio davvero di cuore. È stato molto gentile concedendoci un poco del suo tempo nonostante il grande lavoro di questi giorni. Mi raccomando si ricordi di noi la notte di Natale e porti i nostri saluti ai suoi magici aiutanti. Grazie per questa bella tazza di tè e per l'ospitalità. Buon lavoro e buon 2014! Alessia Spedale

5 Pag. 5 Spigolando sul...web La Redazione ha trovato sulla rete un delizioso racconto di Natale e ha deciso di regalarlo ai suoi lettori. La vera storia di Babbo Natale A Nord del Circolo Polare Artico, nell'europa settentrionale, esiste una regione: la Lapponia (nella lingua indigena, Same). E' una regione sterile, parte montuosa, parte piana, con boscaglie e cespugli. Vi sono alcune miniere di rame, d'argento, di piombo, ma sono poco sfruttate. Dai suoi monti scendono parecchi fiumi. Vi sono pure molti laghi, alcuni dei quali abbastanza vasti. Il clima è rigido. Prevale la tundra, ma ci sono anche boschi di conifere e betulle. Nelle parti meridionali la giornata più lunga è di 24 ore, e nelle settentrionali è di tre mesi. I Lapponi sono di razza finno-ungherese; tuttavia, nella forma e figura del corpo, differiscono assai dai Finni Gli uomini hanno la statura media di m. 1,53 e le donne di m. 1,47. Sono di color giallognolo. Riguardo al modo di vivere, si distinguono in Lapponi dei monti, Lapponi. dei boschi e della costa o pescatori. I primi sono nomadi e allevano le renne che sono la loro unica ricchezza e dalle quali traggono tutto ciò che abbisogna alla loro vita. Alcuni vivono in capanne coniche smontabili per poter seguire le renne nei loro spostamenti. La religione predominante è il cristianesimo, ma sono ancora attaccati alle antiche usanze pagane degli antenati. In questa terra viveva un giorno un simpatico vecchietto da cui nasce la fiaba di BABBO NATALE. In una capanna del bosco, tra boschi e ruscelli, Natale coltivava il suo orticello, curava le sue renne, viveva tranquillo. Vestiva sempre di rosso, il suo colore preferito. Era un vecchietto assai buono e generoso ed aiutava tutti i suoi vicini. Un giorno pensò che era troppo poco quello che stava facendo e decise di studiare come dare agli altri qualcosa di più. Fece un sogno. Nel sogno gli apparve un angioletto: era molto bello e grazioso e, con voce soave, gli parlò del mondo lontano dove tanti bambini aspettavano un dono che però mai avrebbero potuto avere. L'angioletto gli disse che avrebbe dovuto partire e caricare la sua slitta con tanti regali: glieli avrebbe fatti trovare lui. Gesù Bambino l'avrebbe guidato e mai gli sarebbe mancato il suo aiuto. Fiducioso Natale rispose che avrebbe ubbidito. Al risveglio ricordò il sogno e decise subito di partire. Chiamò i suoi figlioli e li invitò ad accompagnarlo.il maggiore, Nat, fu felice della proposta e, con i tre fratellini più piccoli, aiutò il Babbo a prepararsi. Uscirono dalla loro casetta Attaccarono alla slitta le renne più forti e così Natale divenne BABBO NATALE e cominciò la sua avventura. Attraversò boschi e colline, salì sulle montagne, passò ponti e superò valli, sempre alla ricerca di chi poter aiutare. Arrivò in una città bellissima, dove pensò che tutti fossero felici. Ma non era così! Infatti, fermatosi davanti ad un grande edificio, gli parve di percepire dei pianti di bimbi. Si trovava di fronte ad un orfanotrofio dove molti bambini piangevano nella loro solitudine. Natale ritenne che quello doveva proprio essere il luogo dove portare un po' di gioia. Suonò alla porta e una donna gli aprì domandandogli che cosa volesse. "Sono venuto a fare visita ai bambini che si trovano qui. Ho portato dei doni per loro"."bravo! - disse la signora - questo è proprio il giorno di Natale e questi poveri bimbi non hanno nessuno che si ricordi di loro."natale entrò e, come lo videro così vestito di rosso e allegro, gli si fecero incontro festosi ed egli cominciò ad aprire un grosso sacco. Tutti gli occhi erano sgranati per vedere che cosa ci fosse. Ecco la prima scatola! Come fu aperta saltò fuori un orsacchiotto e tutti si misero a ridere. (continua a pag.6 )

6 Pag. 6 Spigolando sul...web Altre scatole contenevano giocattoli di ogni tipo, mai sognati da quei bimbi. Babbo Natale era più felice di loro e capì che quella era proprio la sua missione: portare doni ai bambini il giorno di Natale. Saltando e ballando per la gioia, proseguì il suo viaggio. i trovò davanti ad un altro grande edificio e volle entrare per vedere se ci fossero bambini. Era un ospedale! I ricoverati erano tutti piccolini di pochi anni. Natale portò con sé i suoi figlioli e fece porgere da loro giocattoli e dolcetti. Come era bello vedere la felicità di quei bimbi. Natale però volle anche andare negli altri reparti. C'erano adulti malati e tristi. Anche a loro portò doni: non giocattoli, ma libri, riviste, leccornie. Tutti erano stupiti e il sorriso ritornò sui loro volti. Cammina, cammina, anzi galoppa, galoppa, si trovò vicino ad una casetta. Bussò alla porta: sentiva che lì era atteso. C'era un grande albero addobbato, un abete e, ai piedi, un gattino assai grazioso che si divertiva con un giochino. Depose sotto l'albero alcuni doni cercando di indovinare i gusti dei padroni di casa. Poi restò a guardare. Ad un tratto due bimbetti si affacciarono alla porta con un bel pigiamino a fiori. Di soppiatto scrutarono il locale e videro i pacchi ai piedi dell'albero. "Hai visto? Quanti regali, disse il maschietto alla bambina, - chissà chi li ha portati!! " "Li apriremo domani mattina con babbo e la mamma " - disse saggiamente la bimba. "Chissà se ci sarà qualcosa anche per Francuccio!" Francuccio era un bambino handicappato e per questo non si era unito ai fratellini per la perlustrazione, Babbo Natale rimase pensieroso quando capì di che si trattava. E pensò: "Che cosa potrà mai piacere ad un bimbo in carrozzella? Certo non una palla né un cerchio. Il poverino non può correre" Pensa e ripensa decise di procurargli un esserino vivo e docile. Il gattino c'era già. E allora? Allora decise per un uccellino. Un uccellino ammaestrato, che gli volasse in mano ad un suo richiamo per prendere il cibo e cinguettasse per rallegrare la sua infermità. Già! Ma Musetto, il gattino di casa, come si sarebbe comportato? Si sa che i gatti acchiappano gli uccelli oltreché i topi...e allora? Bisognava tenere Cip Cip in una gabbietta, non tanto piccola, perché potesse svolazzare e, quando lo si faceva uscire, stare attenti che Musetto si trovasse in un'altra camera. Di questo si preoccuparono i fratellini che, trovata la gabbietta accanto a Francuccio, capirono il da farsi anche perché nella gabbia c'erano le istruzioni lasciate da Babbo Natale e furono felici del dono che aveva ricevuto il fratello e con lui si rallegrarono. In un villaggio vicino c'era un raduno di giovani. Il nostro caro vecchietto li osservò e capì che tra di loro c'era qualcuno un po' birbantello. Si chiamava Marco. Sembrava il capo di quella banda e stava parlando. "Provate questa sigaretta, per una volta che male vi può fare?" Stava esortando gli amici a fumare uno spinello. Babbo Natale capì al volo il pericolo che quei ragazzi sprovveduti stavano correndo. Si avvicinò loro e cominciò a trattenerli con un simpatico discorso, come se niente fosse. Domandò loro di dove venissero e raccontò che lui stava facendo un lungo viaggio. Parlò della sua terra, dei suoi figli, delle sue renne e del compito che si era prefisso. Quei giovani, che non erano cattivi, lo ascoltarono con interesse e gli rivolsero molte domande. Quando Natale parlò di Francuccio si commossero e dissero che avrebbero avuto piacere di seguirlo in uno dei suoi viaggi. Solo il birbantello rimase indifferente, anzi fu scocciato di aver dovuto interrompere la sua offerta precedente. Sperava di riuscire a vendere la droga per ricavarne un guadagno. (continua a pag.7 )

7 Pag.7 Spigolando sul...web Cominciò a canzonare Babbo Natale per il suo abbigliamento, a metterlo in ridicolo di fronte agli amici e cercò di distoglierli dall'ascoltarlo. Però ormai Babbo Natale aveva fatto presa sul loro cuore e tutti zittirono il briccone. Nat, il più grande dei figli di Natale, li invitò ad accompagnare lui e il babbo nel prossimo viaggio. Natale capì che questo era il dono più bello che avesse fatto fino ad ora: proteggere i giovani. Marco se ne andò deluso, mentre gli altri prepararono il loro viaggio al seguito di Babbo Natale. Chi voleva salire su un'auto, chi su una moto, ma Natale propose loro di utilizzare una slitta come la sua. "Ma dove la troviamo? Qui non ce ne sono e neppure le renne" "Non preoccupatevi: ci penso io". Sapeva che l'angioletto del suo sogno non l'avrebbe abbandonato e si rivolse a lui con una preghiera. Arrivò Anghel, suonatore di violino e, sentita l'esigenza dei giovani, usò l'archetto del suo violino come una bacchetta magica ed in un momento apparve una slitta nuova di zecca guidata da due renne. I giovani, sempre più meravigliati, non si fecero neppure invitare e vi salirono sopra. Erano quattro, ma ci stavano comodamente. Natale riprese il suo viaggio seguito da loro che si misero a cantare liete canzoni. Sorvolarono mari e montagne, città e villaggi. Già: le slitte avevano il potere di alzarsi in volo! I giovani erano stupiti e più che mai felici. Avevano dimenticato Marco e lo spinello. Non avevano occhi e orecchie se non per osservare. ammirare ciò Arrivarono che in potevano una città sconosciuta con tanti grattacieli. "Qui sì che ci sarà da fare!" esclamò Babbo Natale. Infatti gli abitanti erano moltissimi ed i bambini assai numerosi. Scesero in una zona della città dove gli abitanti erano scuri di carnagione e all'apparenza molto poveri. Non vivevano in belle case, ma in catapecchie, che contrastavano con le sfarzose abitazioni vicine. Era un ghetto. Negri sfruttati dai bianchi e da loro isolati. Lavoravano nelle piantagioni pagati e trattati male. Non avevano quasi più desideri. Ma i bimbi, come tutti i bambini del mondo, sognavano. Sognavano giocattoli, dolci, felicità e sapevano che a Natale possono avvenire anche i miracoli. Conoscevano il Natale, ma temevano che sarebbe stato un giorno triste come tutti gli altri. Ma si sbagliavano: infatti Natale capì che proprio lì doveva fermarsi. Con i suoi figli ed il suo seguito si presentò loro ed offrì tante di quelle cose che neppure potevano sognarsele. Gli occhi sgranati, stupiti, ma pieni di felicità quei bimbi non sapevano dire altro che "Grazie, grazie, grazie!" Il viaggio prosegue. Lungo la strada incontrano paesaggi nuovi e animali mai visti se non allo zoo od al Circo. I giovani, che seguivano Natale nei suoi spostamenti, erano raggianti di felicità e di stupore. Ecco passare un grazioso cerbiatto. Sembrava intimorito, quasi spaventato dalla vista di qualcosa o di qualcuno che temeva alle sue spalle. Infatti ecco apparire una tigre Non era molto minacciosa, sembrava andare per i fatti suoi, ma, si sa, i cerbiatti sono facile preda dei grossi carnivori, così il nostro amico si impaurì e cominciò a scalciare per preparasi alla fuga. La tigre passò oltre e il cerbiatto, tranquillizzato, proseguì il suo cammino. Lungo la strada incontrarono un altro Babbo Natale. Era il fratello di Natale. Come lo vide Natale primo (chiamiamolo così per non confonderci) fu felice. Era molto tempo che non si vedevano: abitavano in due case diverse e non sapevano l'uno dell'altro delle decisioni prese di portare doni. (continua a pag.8)

8 Pag. 8 Spigolando sul...web Stupiti dell'incontro si fermarono e si abbracciarono felici, mentre i tre piccolini saltavano di gioia.i ragazzi del seguito guardavano meravigliati. Non si aspettavano tante sorprese... I due fratelli si scambiarono notizie e ciascuno volle ammirare i doni portati dall'altro. C'erano bambole, orsacchiotti, altri animali di peluche, giochi elettronici, dolci, confetti, torte, caramelle di ogni forma. "Proseguiamo insieme per un tratto, così continuiamo le nostre confidenze" - propose Natale primo. Quante cose avevano da dirsi! Quante esperienze maturate nei loro viaggi! I ragazzi ascoltavano sempre più meravigliati: non si aspettavano di venire a conoscere tante meraviglie e ben presto dimenticarono la loro vita fatta di tante sciocchezze e vanità. Dopo aver scavalcato monti, superati fiumi e città, arrivarono in un bellissimo paesino di montagna. La neve era scesa in abbondanza e lungo le piste gli sciatori sembravano volare."ecco un modo per festeggiare l'inverno. E poi dicono che sia una stagione triste. Certo, non c'è sempre il bel tempo, ma la natura offre spettacoli sempre bellissimi e anche la neve ha il suo pregio" Così esclamò Nat, che avrebbe voluto scendere dalla slitta e fare capriole e scivolate sulla neve soffice. "Non è questo lo scopo del nostro viaggio - replicò saggiamente Natale -dobbiamo affrettarci perché abbiamo ancora tante case da visitare". Un elfo, con le ali di farfalla, udì questi discorsi e si complimentò con Natale. Propose di accompagnarlo in una casetta dei dintorni dove qualcuno, nella sua solitudine temeva di essere stato dimenticato da tutti. "Dovrai calarti dalla cappa del camino per non farti scoprire, e lasciare lì i tuoi doni. Poi potrai osservare la gioia di chi li troverà con tanta sorpresa." Babbo Natale sempre gioioso, non si fece ripeter l'invito e, allegramente, saltò dentro il camino anche se era un po' stretto per lui. Depose tanti doni quanti più poté e si fermò per osservare la scena del rinvenimento. Ben presto un vecchietto, che non riusciva a dormire, si avvicinò al camino per accendervi il fuoco (per fortuna era spento quando vi entrò Natale!). Al vedere tutti quei pacchi di ogni forma e colore, pensò ad uno scherzo o di avere le traveggole. Prima di aprire i pacchi li rigirò tra le mani osservandoli da ogni parte. Natale aveva scritto il suo nome su ciascuno, quindi il vecchietto capì che erano stati messi proprio per lui. Credeva di sognare. Mai aveva ricevuto tanti regali. Quando li aprì non finiva di esclamare: OOOOOHHHHH!! Un cappotto, un paio di pantaloni, un paio di scarpe, un giaccone, una sciarpa e tante cose buone da mangiare. Non era mai stato così felice e dimenticò la sua solitudine e la sua povertà. Natale era più felice di lui e non si trattenne dal battere le mani per la gioia. Così il vecchietto si accorse di lui e capì che anche i sogni, a volte, possono diventare realtà. Babbo Natale, con il suo seguito, proseguì la sua strada per tutta la notte, mentre la luna sembrava festosa pure lei. Le stelle brillavano in cielo, tutto era un sorriso e ognuno si sentiva più buono. La notte trascorse così veloce che l'alba trovò ancora Natale e i suoi figli con i ragazzi in cammino. Presto però cercarono di scomparire per non lasciarsi scorgere dai mortali a cui tanto avevano dato con il loro amore. Mariangela Vinci

9 Pag. 9 Il Natale al tempo della crisi Quando pensava al Natale, almeno fino a qualche anno fa, la stragrande maggioranza delle persone aveva la mente rivolta solamente al Natale e, anche se quest'affermazione potrebbe sembrare priva di senso, oggigiorno le cose sono un po' cambiate. Infatti, prima di pensare alla festa dei regali, molti pensano all'economia della propria famiglia o, per meglio dire, al proprio portafoglio, che solo successivamente andrà messo in relazione con la festività e gli eventuali doni da fare agli altri. Il motivo? LA CRISI! In prossimità dell'imminente Natale, abbiamo provato ad interessarci brevemente dell'effetto che questa crisi avrà sulle abitudini festaiole degli italiani in generale e in quali modi riuscirà ad influire sul loro budget, ormai sempre più ridotto. La crisi non è solo quella di cui si parla, però! La crisi si tocca e, in questo caso, non significa risparmiare sull acquisto del giocattolo, del regalo per gli zii o del panettone di marca. Purtroppo il binomio Natale/Crisi ha assunto ben altri significati. Il mese di Dicembre,in generale, sta gradualmente trasformando l'umore delle persone, facendole sentire sempre più insicure riguardo al proprio futuro e,soprattutto, all'anno avvenire. Infatti, sempre più ditte chiudono e sempre più contratti a breve termine scadono, lasciando alla gente una piccolissima dose di speranza basata,solamente, su un forse ci risentiremo. Per questo, nel corso del tempo, il concetto naturale del risparmio ha subito notevoli cambiamenti, in quanto non riguarda più il sano risparmio del superfluo, bensì quello delle ultime risorse economiche a disposizione della maggioranza delle famiglie. Quali provvedimenti sono stati presi al riguardo? Secondo alcune statistiche, il 65% degli italiani spenderà meno per i regali di Natale rispetto allo scorso anno. Infatti, a pesare sulle spese - spiega lo studio - è soprattutto la situazione economica personale, che il 24% degli italiani, ovvero l'8% in più' rispetto allo scorso anno, indica come fattore condizionante. Al secondo posto si collocano le tasse, indicate dal 21% (+3% su 2012) come elemento dirimente. Sull'umore generale, poi, tra le altre preoccupazioni, pesano anche altre spese eventuali che molte famiglie devono sostenere in relazione proprio alle loro spese maggiori come gli eventuali mutui coperti da un'infinità di tasse che fanno passare agli italiani molte notti insonni e piene di preoccupazione. Tutto questo, infine, comporta un cambiamento generale nella mentalità di coloro che già stanno pensando ai regali da fare. Infatti, sempre secondo il sondaggio preso in considerazione, l'utilità è il primo criterio di scelta degli italiani che si accingono a comprare i doni per questo Natale. Entrando nello specifico, quasi 6 persone su 10 (il 58%) regalerà solo oggetti utili; mentre il 30%, vale a dire 14,4 milioni, è orientata verso piccoli regali simbolici. L'11% poi, segnala che prenderà in considerazione solo i prodotti scontati e il rimanente 10% solo quelli di qualità. E' invece soltanto dell' 1%, pari a 500mila persone,la pattuglia di chi comprerà senza badare a spese. Un Natale, perciò, sempre più condizionato dalla crisi, e questo proprio a scapito delle famiglie. Vi ricordate i tempi in cui a Natale la banca regalava l agenda? Ecco, adesso invitate gli Istituti di Credito a regalare ai clienti un attimo di tregua per riorganizzarsi in vista di un nuovo anno in cui sperare. Daniel Prodan

10 Pag. 10 Facebook ha cambiato la nostra società È così che nel Mondo tantissime persone comunicano a distanza Con la nascita e diffusione dei social network la società è cambiata notevolmente nel giro di pochi anni, in particolare è cambiato il modo di comunicare con gli altri. Il più utilizzato è facebook che ha superato un miliardo di inscritti,nonostante siano tutti schedati, infatti nel profilo personale sono inserite tantissime informazioni. L'uso di facebook possiede parecchi vantaggi: ad esempio è molto più facile comunicare con gli altri, infatti è possibile trovare spesso anche vecchi amici che non si vedono da anni. Ma è usato parecchio per trovare anche lavoro perché può essere usato per inviare il curriculum. Tuttavia facebook possiede anche degli svantaggi. Primo dei quali è il causare dipendenza, infatti ci sono persone che passano anche 3 o 4 ore al giorno ad aggiornare il proprio profilo,oppure a mettere le foto o a guardare quelle postate dagli amici,oppure semplicemente a condividere link.il rischio maggiore è quello del furto di immagini o la perdita della privacy per le istantanee più personali che vengono viste da tutti. Infatti spiando un utente su facebook possiamo sapere con precisione parecchie informazioni personali. Chi lavora deve stare attento ai link che pubblica, perché molti datori di lavoro utilizzano Internet e soprattutto i social network per ricavare informazioni sui propri dipendenti, anche tramite gli amici degli amici. Un grosso rischio è quello di avere il proprio profilo rubato dagli hacker che individuano facilmente le password brevi o troppo facili da scoprire usate da molti utenti oppure, a volte, rispondendo alla domanda preimpostata entrano negli account. Secondo le statistiche il 68,8% dei ragazzi è online su Facebook tutti i giorni: il 32,2% per 1-2 ore al giorno, il 14,4% da 2 a 5 ore e il 3,9% più di 5 ore. Il 30 % degli utenti possiede più di 500 amici. La società è cambiata nel giro di pochi anni e questo grazie ai social network. Fino qualche decennio fa non era facile comunicare a distanza. Ramin Afzali

11 Pag.11 Il Progetto Comenius Come avete letto nel giornalino di mese scorso, ragazzi delle classi Seconde e Quarte del corso Turistico all inizio di Novembre sono stati a Varsavia, in Polonia per il Progetto sull ambiente, Comenius School Partnership. Sono stati in tanti posti interessanti come il Copernicus Science Center, dove abbiamo fatto tanti esperimenti, abbiamo letto tante informazioni sull energia, sul corpo umano, sul mondo animale. Abbiamo visitato anche la vecchia Varsavia sotto la pioggia e abbiamo visto il Monumento alla Rivolta,il Palazzo della Cultura e della Scienza da cui abbiamo visto la città dall alto. Poi siamo andati nella foresta vicina e abbiamo imparato a calcolare l età degli alberi e l ultimo giorno abbiamo fatto una passeggiatina nel Parco Lazienki. Il Primo e l ultimo giorno del nostro soggiorno li abbiamo trascorsi al Liceum Ogolnoksztalcace dove abbiamo conosciuto i ragazzi Croati, Turchi, Polacchi e Ungheresi che partecipavano al progetto come noi. Tutti insieme abbiamo giocato, ballato, suonato, fatto gli esperimenti di chimica e alla fine ogni gruppo ha espresso il proprio pensiero su Varsavia. Alcuni gruppi hanno creato cose stupende usando tutti i materiali a disposizione e qualcuno ha riprodotto addirittura il Palazzo della Cultura e della Scienza. Siamo stati anche al centro commerciale Zlote Tarasy e ai ristoranti tipici polacchi dove abbiamo gustato piatti tradizionale della cucina locale. È stata una bella lezione per noi tutti, abbiamo imparato tante cose e sopratutto abbiamo migliorato il nostro inglese e abbiamo visto quanto sia diversa la vita in Polonia rispetto all Italia. Ci siamo affezionati molto a tutti i ragazzi che abbiamo conosciuto, abbiamo fatto delle amicizie che durano ancora e con alcuni di loro ci sentiamo sempre su facebook. Ci mancano tanto quei giorni perché ci siamo divertiti davvero tanto Il Copernicus Science Center e ci mancano le giornate passate insieme agli amici stranieri Spero che quando ci sarà la fase italiana del Comenius e la nostra scuola sarà ospite ci potremo divertire allo stesso modo anche se con persone diverse da quelle che abbiamo conosciuto in Polonia. Dopo questo viaggio, ho capito che progetti come questo ci aiutano tanto, e non solo a fare amicizia con gli stranieri, ma anche a conoscere meglio le persone che vediamo tutti i giorni e con le quali, magari, non abbiamo la possibilità di passare del tempo. Era bello stare in compagnia dei nostri insegnanti anche se tutti i giorni li vediamo dall altra parte della cattedra perché durante la gita abbiamo capito che sono diversi, sono Il Palazzo della Cultura e persone e non solo professori. Anche la nostra preside, che vediamo sempre impegnata, di solito arrabbiata con noi, sempre seria, ci è della Scienza apparsa diversa perché abbiamo visto scherzare e sorridere con noi ci è apparsa diversa e più vicina. Il Progetto Comenius è come Euro School Sport, ci aiuta moltissimo. Ci fa aprire gli occhi ed il cervello e ci fa vedere il bello della scuola che altrimenti non vedremmo. Vi invito moltissimo a parteciparvi, se ne avete la possibilità. Olga Socha

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