Insieme è fatica ma è più bello

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1 Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB - Jesi Settimanale d informazione Impôt reprisétassa riscossa Ufficio di Jesi ANNO LV- N. 40 Euro 1 DIREZIONE E REDAZIONE: JESI - PIAZZA FEDERICO II, 8 - TEL. E FAX domenica sport - basket In tv, su Rai Sport Più, domenica 16 ore 20,30: sfida Varese Fileni Jesi di Giuseppe Papadia 15 Diocesi: La parrocchia di San Giuseppe celebra il sinodo pastorale dal 13 al 16 novembre Insieme è fatica ma è più bello cultura Il dottore della Villa dell agronomo don Rastelli di Riccardo Ceccarelli 3 psicologia Un esempio grande così per noi tutti di Federico Cardinali 12 economia Anche nella Vallesina arriva la crisi di Remo Uncini 4 vita difficile Una situazione che si muove tra speranza e disperazione di Asmae Dachan 13 di don Giuliano Fiorentini Il Sinodo è un progetto ambizioso. Il titolo forse lo è ancora di più. Il fatto è che venendo parroco a San Giuseppe la ricchezza di questo territorio, delle persone, delle etnie, degli intrecci, delle relazioni e delle potenzialità mi hanno affascinato. L unico problema era come mescolare e organizzare una tale ricchezza. Allora l idea: bisogna aprire una strada per camminare insieme, sinodo. La ricchezza a volte è anche fatica e questo è un altro punto chiave della scelta del sinodo. Non si può più faticare da soli. Noi parroci siamo abituati a fare tutto da noi e nel migliore dei casi siamo abituati a dirigere i nostri collaboratori, pochi o tanti che essi siano. A San Giuseppe non era possibile. Bisognava fare insieme. Quest estate ho imparato che gli scouts prendono i tempi del cammino sull ultimo che arriva. Allora bisogna fare insieme e soprattutto con chi più fatica. Perché magari si porta sulle spalle un fardello esistenziale più grosso o più pesante. Un altra motivazione che mi ha portato a promuovere il sinodo è stato lo stupore per quante persone di questa parrocchia conoscono di teologia e di tante persone appassionate per la propria chiesa e il proprio territorio. Tutto questo si deve valorizzare. La struttura sociale del quartiere, forse il più identificato nel dopo guerra come il quartiere indigeno, è cambiata notevolmente sia per la sua grande espansione, sia per il grosso numero di immissione di nuove famiglie nel quartiere SMIA, sia per la presenza di un numero straordinario di stranieri, sia per l alta concentrazione di poli commerciali e produttivi, sia per la commistione di città post-moderna e di campagna. Mettetevi nei panni di chi viene da un paese, dove la struttura economica, commerciale e sociale vede ancora nella chiesa e nella piazzetta di fronte un luogo chiaro di incontro e di appartenenza, il suo riferimento naturale. Dal punto di vista dell organizzazione pastorale l annessione delle due parrocchie di Santa Lucia e di Coppetella ne fanno la prima naturale rappresentazione di iper-parrocchia. Si aveva bisogno di una riflessione e di un coordinamento che vedesse la partecipazione massiccia dei laici, con il loro punto di vista, le loro aspirazioni, i loro desideri. Immaginate anche quanto tutta la ricchezza crei tensioni e drammi anche di gruppi, etnie, religioni. Convivenze indesiderate. Paure nuove e antiche del diverso e di una globalizzazione che si fa sentire anche da noi. La fatica degli abitanti di vedersi trasformare la realtà culturale e sociale con una velocità inimmaginabile appena venti anni fa. Un arcobaleno di culture, idee, pensiero politico e religioso che attende l annuncio del vangelo. arcivescovo Desmond L Tutu aveva coniato per la sua nazione, il Sudafrica, il titolo di Rainbow Nation (nazione arcobaleno), intuendo che solo dalla lotta contro l apartheid si poteva costruire qualcosa di nuovo, solo valorizzando le diversità si potevano armonizzare le ricchezze di quella terra e di quelle popolazioni. Anzi la sua accusa collega la missionarietà della chiesa e l evangelizzazione ad un soppruso della terra: Quando i missionari vennero in Africa loro avevano la Bibbia e noi avevamo la terra. Dissero: Preghiamo. Chiudemmo i nostri occhi. Quando li riaprimmo, noi avevamo la Bibbia e loro avevano la terra. Nel nostro dna la memoria insostituibile della terra promessa e di un Dio che benedice il popolo che gli appartiene consegnando loro una terra. E l amara esperienza dell esilio babilonese che mette il popolo nella consapevolezza di essere abbandonato da Dio perché privato della terra e soprattutto con la terra è privato della sua consistenza di un popolo. segue a pag. 10 elaborazione grafi ca su un dipinto dell artista Giuseppe Panzelli - foto Valerio Lancioni - S.Giuseppe Terra benedetta da DIO Giovedì 13 Novembre Ore 18,00 Relazione di Don Arturo Paoli - segue dibattito Scuola Media Federico II Ore 21,15 Veglia di preghiera comunitaria VIENI SANTO SPIRITO a cura del gruppo liturgico - Chiesa S. Giuseppe Venerdì 14 Novembre Sinodo Parrocchiale jesi, s.giuseppe 13 - Ore 18,00 Relazione di Don Vincenzo Solazzi - segue dibattito Scuola Media Federico II Ore 21,15 Recital artistico DAL DOLORE ALLO STUPORE a cura dell Ass. Culturale Res Humanae Chiesa S. Giuseppe Sabato 15 Novembre Ore 16,00 Lavori di gruppo aperti a tutti sui temi ecclesiali del Sinodo Chiesa S. Giuseppe Domenica 16 Novembre Ore 10,30 Assemblea parrocchiale con presentazione delle sintesi finali sui lavori di gruppo Ore 11,30 S. Messa conclusiva celebrata dal Vescovo di Jesi Don Gerardo Rocconi Chiesa S. Giuseppe Segreteria dell evento: Parrocchia S.Giuseppe, Jesi - Tel Il nuovo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama già alle prese con i grandi problemi del mondo USA, hai molti difetti, ma rimani un grande esempio di democrazia Il nuovo presidente degli Stati Uniti non si è preso nemmeno un giorno di riposo, quasi a sottolineare l enorme difficoltà del momento per la sua nazione e per il mondo intero. Già, per il mondo intero, perché egli, in quanto responsabile del più potente Stato della terra, è automaticamente coinvolto nei grandi problemi che legano i cinque continenti. L avvento alla Casa Bianca di un afro-americano ci obbliga, fra le tante, soprattutto ad una considerazione di fondo. Ancora poco più di quaranta anni fa, Kennedy doveva intervenire per permettere ad un americano di pelle nera di poter frequentare l università accanto ad un giovane di pelle bianca. E Martin Luther King ancora sognava il giorno in cui tutti i figli di Dio, neri e bianchi, ebrei e gentili, cattolici e protestanti sapranno unire le loro mani e cantare Quel giorno è arrivato il 4 novembre scorso. Non solo perché è stato eletto alla Casa Bianca un nero, ma perché egli è stato eletto anche con il 43 per cento dei bianchi che hanno votato. Così quell America che pure, nonostante la sua ricchezza, non sa offrire assistenza medica ai più bisognosi, sa inaugurare l avvento del meticciato nel mondo. Obama impersona una novità generazionale planetaria, figlia dei secoli delle immigrazioni di massa. Egli anticipa il nostro comune futuro (Gad Lerner). Il sangue plurimisto arrivato sul tetto della politica mondiale diventa un accadimento dirompente. Un accadimento cioè, che è il simbolo e il segno di quello che saranno, volenti o nolenti, le società nazionali dell avvenire, a cominciare da quelle europee. Quel che appena tre anni fa un presidente del senato - Marcello Pera - paventava, e cioè il rischio di diventare tutti meticci in forza della massiccia immigrazione, è una realtà in atto. E Obama, non a caso, lo sottolinea nella sua prima conferenza stampa: Il cagnolino delle mie bambine è un bastardino come me. Dovremo fare i conti con la differenza. L identità non sarà più legata al colore della pelle, ma solo alla persona. E la più straordinaria interpretazione del concetto cristiano di fratellanza. E l ultimo insegnamento che ci viene dall America. Un insegnamento che comprende anche il saluto del perdente McCain ( Sei il mio presidente ) e che ha molto da dire a certi perdenti italiani. * * * Il risultato delle elezioni Usa, ancor prima che la svolta politica ed economica, fa risaltare la svolta antropologica, una svolta che possiamo paragonare, mutatis mutandis, alla svolta che ha subito la Chiesa di Roma con l avvento al soglio pontificio di uno straniero papa Woytjla dopo oltre quattro secoli di italianità dei pontefici. Dobbiamo augurarci che, di fronte agli enormi problemi che Obama si trova sul tavolo, l Europa unita ritrovi sintonia con gli Usa non per piaggeria né per debolezza, ma soltanto perché in questo modo più facilmente saranno affrontate le difficoltà (Medio Oriente, Iran, Russia). Sarà la via maestra anche per superare l eccezionale crisi economico-finanziaria che attanaglia il mondo intero. Un ultima speranza. Che l impianto dello scudo stellare progettato dagli Usa nell Europa orientale sia superato allo scopo di frenare la corsa al riarmo anche da parte della Russia. La quale, con l auspicabile superamento dell unilateralismo di Bush, dovrà essere ricompresa, insieme alla Cina, all India, al Brasile, alla Corea, al Vietnam in quel superg-20, un G20 da rendere permanente e tale da permettere la cancellazione degli Usa come guardiano unico del mondo. Vittorio Massaccesi Dove siamo Voce della Vallesina è disponibile, oltre che su abbonamento e nelle parrocchie, nelle seguenti edicole e librerie di Jesi dal mercoledì pomeriggio: Isi Center di via San Giuseppe - Edicola Pinocchio di viale della Vittoria - Nuova edicola Romagnoli di viale Trieste - Edicola Avaltroni di piazza della Repubblica - Edicola Torcoletti di via Gallodoro - Libreria Cattolica di corso Matteotti Edicola al distributore Erg di viale del Lavoro

2 2 Cultura e società Del più e del meno Una lezione di democrazia Se ne è scritto tanto e dappertutto, in questi giorni. Mi riferisco alle recenti elezioni americane. Cedo anch io alla tentazione, ma solo per alcuni asterischi, così come escono dalla tastiera del computer Noi, in Italia, per festeggiare il successo elettorale di questo o quello schieramento politico, scendiamo in piazza con le bandiere dei partiti che hanno vinto: una varietà di bandiere: grandi e meno grandi, con simboli diversi, le scritte più varie e una fantasia di colori. Là, a Chicago, nel parco di Grant Park gremito da un milione di persone e forse più, ce n erano centinaia, migliaia con bandierine tutte uguali, tutte a stelle e strisce, come a riaffermare che non avevano vinto i democratici o i repubblicani, ma aveva vinto l America. Ha vinto l America. Un popolo che si divide e si dà battaglia senza esclusione di colpi quando c è da conquistare il governo del Paese, ma che una volta uscito dall urna smette di litigare, si ricompatta sotto la bandiera dell orgoglio americano. Ha detto Obama, alla folla accorsa per festeggiarlo: Gli americani hanno mandato un messaggio al mondo: non siamo mai stati solo una lista di individui o una lista di Stati rossi e Stati blu. Siamo, e sempre saremo, gli Stati Uniti d America. Da noi, la vera campagna elettorale si accende dopo le votazioni e brucia a fuoco vivo con violente fiammate fino alle votazioni successive di Giuseppe Luconi Una campagna elettorale, quella americana, protrattasi per mesi (troppi!) e in crescendo, la cui eco è rimbalzata, complice la tv, nelle case in tutti i continenti: per l importanza di una consultazione non restringibile ad un fatto locale, per varie ragioni, tra cui l economia mondiale in grave sofferenza e le novità fra gli aspiranti alla Casa Bianca (per la prima volta, una donna e un uomo di colore). Poi, a giochi fatti, come si diceva, la riconciliazione, l onore delle armi ai vinti.. «Ho avuto l onore di congratularmi con il senatore Obama, che questa notte è diventato il nuovo presidente degli Stati Uniti», ha detto John McCain, lo sconfitto, ai suoi sostenitori. Il senatore merita il mio rispetto - ha aggiunto - Ora bisogna rimettere in pista questo Paese». Questa sera ho ricevuto una bellissima telefonata dal senatore Mc- Cain - ha confermato Barack Obama - Il senatore McCain ha combattuto lungamente e duramente in questa campagna e ha combattuto anche più lungamente e duramente per il Paese che ama. Ha sopportato sacrifici per l America che la maggioranza di noi neanche possono immaginare. Siamo tutti migliori per i servigi resi da questo coraggioso, altruista leader. Mi congratulo con lui. Provate ad immaginare Veltroni al posto di McCain e Berlusconi al posto di Obama che si scambiano queste stesse battute. Non ricordo precedenti del genere in Italia. Dopo che l America lo ha decretato suo 44esimo presidente, Barack Obama si è presentato sul palco con la moglie e le figliolette: Vi voglio tanto bene, ha detto Obama. E le ultime inquadrature ci hanno mostrato, di spalle, Obama che si allontanava tenendo per mano una delle sue bambine e a fianco la moglie con l altra bambina Andavano verso la gente, a piedi: non a bordo in un auto blu Immagini di una famiglia unita che hanno riempito i teleschermi di tutto il mondo. Ci sono arrivate dopo la vittoria di Obama, non prima, quindi immagini non sospette: per un messaggio che si commenta da sé. E per concludere Da noi i discorsi ufficiali, in tema di patriottismo vero o presunto, quando va bene si concludono con il Viva l Italia McCain ha chiuso il suo intervento con le parole: Dio benedica l America, Dio benedica gli Stati Uniti. Un po più tardi, Obama concludeva il suo discorso con le parole : Dio vi benedica e Dio benedica l America. Forse perché da quelle parti si è coscienti che gli uomini di tutto il mondo sono troppo bravi nel combinare guai e nel farsi del male, per cui hanno bisogno che Qualcuno, da lassù, li aiuti a rinsavire. MOIE Volontari del Gruppo Comunale di Protezione Civile Operazione Fiumi 2008 Anche il Comune di Maiolati Spontini ha aderito all iniziativa Operazione Fiumi 2008, la campagna nazionale di monitoraggio, prevenzione e informazione per l adattamento ai mutamenti climatici e la mitigazione del rischio idrogeologico. Un progetto promosso da Legambiente e dal dipartimento della protezione civile, in collaborazione con gli scout, l associazione vigili del fuoco in congedo, e i dipartimenti della protezione civile delle regioni Marche e Sicilia. Una ventina i corsi d acqua in tutta Italia coinvolti nell iniziativa, fra cui l Esino. La base dell Operazione Fiumi nella Vallesina è stata a Moie, presso il parco fluviale di via della Chiusa, sabato 25 e domenica 26 ottobre. Presenti i volontari della Protezione Civile di Maiolati Spontini e dell Unione dei Comuni, e il nucleo SAF dei Vigili del Fuoco di Jesi. A portare il saluto dell amministrazione comunale, il sindaco Giancarlo Carbini, l assessore all Ambiente Fabrizio Mancini e l assessore al Verde Pubblico e Protezione Civile Michele Ricci, coordinatore dell iniziativa. «Gli obiettivi» ci spiega Ricci «una corretta gestione del territorio e dell ambiente e un opera di prevenzione e monitoraggio, necessari soprattutto» ricorda l assessore «in tempi in cui si diffondono pericolosamente i danni causati dai mutamenti anomali del clima, dovuti soprattutto alle crescenti emissioni di gas serra». Gli effetti negativi riguardano, in particolare, gli ecosistemi più fragili e le aree più sensibili, tra cui i fiumi, soggetti a momenti di secca e a piene improvvise che comportano pericoli per la popolazione e danni a strutture e zone agricole, frane e alluvioni. Argomenti presentati nel materiale informativo distribuito durante l iniziativa. Da tempo l Amministrazione di Maiolati ha abbracciato le proposte di Legambiente: oltre a Operazione Fiumi, anche Puliamo il mondo e Non scherzate col fuoco. Protagonisti di questa due giorni sull Esino: i volontari del Gruppo di Protezione Civile di Maiolati Spontini, sempre presenti al fianco della comunità e in situazioni di emergenza (ricordiamo la visita del Papa a Loreto nel 2004 e nel 2007, l incendio all Arena di Castelplanio nel 2007, le alluvioni di Osimo e Falconara nel 2006, l emergenza neve nel 2005). I volontari, nei due giorni dell iniziativa, hanno messo in opera diversi interventi sul fiume, liberando alcuni punti dall ostruzione di rami e tronchi finiti nelle acque, facendo sopralluoghi e scoprendo anche (su segnalazione di alcuni cittadini) una discarica abusiva a confine tra Castelbellino e Maiolati, proprio su un argine del fiume. «È importante» ci dice Marco Simmi, coordinatore del Gruppo Comunale di Protezione Civile «controllare gli strumenti idrometrici a disposizione, monitorare costantemente il livello delle acque (attualmente molto basso, circa 56 centimetri) e fare manutenzione sul corso d acqua, cercando di abbracciare tutta la zona, dalla Gola della Rossa a Chiaravalle. Fondamentale» precisa Simmi «è l aiuto dei cittadini nello scoprire situazioni di criticità e abusi». Per informazioni sulle attività del gruppo e sulle iscrizioni, nonché sul piano d emergenza, si può consultare il sito del Comune di Maiolati Spontini: Maria Chiara La Rovere Nella foto da sinistra i volontari della Protezione Civile Andrea Cerioni, Flavio Pistoli e Romano Ceci Benvenuto alla vita Ecco la piccola Maria Livia Torcoletti nata il 5 giugno scorso a Jesi per la gioia dei genitori Marco e Felicita Triccoli, dei nonni, degli zii e dei cuginetti. A Maria Livia gli auguri più belli per crescere in serenità e grazia circondata dall affetto, dall amore e dall esempio dei suoi familiari. La Confartigianato, tramite il proprio Patronato Inapa, offre agli imprenditori ed ai cittadini stranieri, il servizio gratuito di compilazione e invio telematico delle richieste di rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno e pratiche varie. Tutti i Patronato Inapa della Confartigianato Rinnovo dei permessi di soggiorno cittadini stranieri possono quindi rivolgersi presso tutte le sedi della Confartigianato. I responsabili del Patronato Inapa hanno anche seguito un corso di aggiornamento e formazione per rispondere sempre meglio alle richieste dei cittadini. Sulla base del protocollo di intesa firmato dai Patronati, questi ultimi sono impegnati a collaborare con le locali Questure nell ambito del programma di semplificazione dei procedimenti amministrativi per il rilascio rinnovo dei titoli di soggiorno e delle carte di soggiorno dei cittadini stranieri fornendo assistenza e consulenza nella compilazione delle istanze agli stranieri e per la predisposizione della documentazione prevista dalla normativa vigente e nell invio on-line della domanda. L Inapa, il Patronato della Confartigianato, è presente in ogni sede dell Associazione con il compito di risolvere i problemi che i cittadini quotidianamente incontrano nei confronti della Previdenza Sociale, dell Inail, delle Aziende Sanitarie e di tutti gli altri enti pubblici di previdenza ed assistenza. Si occupa inoltre pratiche amministrative e medico legali, nei confronti dell Inps, Inpdap, Asl, Inail, ed altri enti, pensioni anzianità, invalidità, vecchiaia, superstiti, indennità di maternità, verifiche e rettifiche su posizioni assicurative, estratti contributivi, disoccupazione, malattie professionali, infortuni sul lavoro.

3 Cultura 3 SCUSATE IL BISTICCIO (ghiribizzi lessicali) Peter Pun (con la u) RAMPANTISMO CINICO Cambio di consonante per carognoni L arrivista senza scrupoli, pur di raggiungere l obiettivo, non va per il sottile. Questo potrebbe essere il suo motto: se vuoi la concorrenza sgominare, la concorrenza devi sgomitare. DIALETTICA SERVO-PADRONE Cambio sillabico iniziale malinconico Per ogni signorotto ci vuole un caudatario, ci vuole un reggicoda per ogni feudatario. L APPRENDISTA STREGONE Cambio di iniziale per iniziati Segnaliamo il libro: GIORGIO GALLI, Hitler e il nazismo magico. Le componenti esoteriche del Reich millenario. Come dire: Merlino a Berlino OMERO E LA SFINGE Aggiunta iniziale montiana Nel celebre proemio dell Iliade compaiono (versi 6 e 8), nella versione del Monti, due vocaboli che realizzano tra loro il bisticcio verbale sopra descritto. Il poeta, come si ricorderà, si propone di cantare l ira d Achille, che generose travolse xxxx d eroi nell Aldilà e abbandonò a cani e ad avvoltoi le loro yxxxx. *** Soluzione del gioco precedente: leon + cavallo = Leoncavallo La Citazione a cura di Riccardo Ceccarelli Figli dell indifferenza Stiamo sempre più diventando figli dell indifferenza e della menzogna: abbiamo finito per non aver più nulla che ci stia veramente a cuore, più nulla per cui valga la pena di vivere o di morire. Daniele Garota, L onnipotenza povera di Dio, Paoline Editoriale Libri, Milano 2001, pp Incontro Meic Il 18 novembre alle ore 18 presso la sala teatro del Museo Diocesano, la presidente del Meic di Jesi, prof.ssa Maria Rita Manzi terrà una relazione, in merito al decimo congresso nazionale dell associazione, dal titolo Dal Congresso nazionale al nuovo codice Camaldoli. Spunti di riflessione. La partecipazione è per tutti, non solo per i soci del Meic. Castelplanio-Monsano: bicentenario da ricordare Il Dottore della Villa di Don Rastelli Duecento anni fa, nel 1808, veniva pubblicato a Jesi, presso la Tipografia di Pietropaolo Bonelli il volume in due tomi Il Dottore della Villa. Autore era don Angelo Antonio Rastelli parroco di Monsano. Rastelli era nato a Castelplanio nel 1750, aveva studiato presso il Seminario di Jesi e dopo essere stato ordinato sacerdote fu insegnante a Montecarotto, San Marcello, Serra San Quirico, Castelplanio e San Ginesio, per ricoprire infine la cattedra di Umanità e Retorica nel Seminario di Jesi. Nel 1786 vinceva la più importante cattedra presso il Ginnasio della città. Nel 1798 divenne Rettore-Parroco di San Nicolò di Jesi per passare poi parroco a San Giovanni Battista. Da San Giovanni Battista fu trasferito alla parrocchia di Monsano, dove morì nel La fama di Don Rastelli è sì legata al suo ruolo di docente e di ispettore di tutte le scuole jesine nel periodo del napoleonico Regno d Italia, ma soprattutto Burro, salvia e operetta Si direbbe un personaggio d altri tempi. Alto, fronte aperta, sguardo acceso; un modo di gestire garbato, aristocratico. Sembra un eroe romantico, un affiliato alla Carboneria o un fervente garibaldino. E forse di altri tempi lo è davvero. Si chiama Franco Corinaldesi ed è conosciuto in città ma non solo come la voce del complesso Burro e salvia. Tenore spinto, precisa, come fosse un segno particolare o una qualifica da indicare con esattezza su un passaporto o una carta d identità. Sarà opportuno allora completare puntualmente la sua scheda biografica. E nato a Jesi e ha quarantatré anni (ma non li dimostra). Svolge in Ancona un lavoro che sarebbe molto difficile indovinare: è istruttore dei macchinisti delle Ferrovie dello Stato. L identikit appare tuttavia sommario. Cerchiamo di saperne di più sul suo conto: E da molto tempo che è nata la sua passione per il canto? L ho sempre avuta. Ho però iniziato veri e propri studi di canto solo nel Per caso, direi. Un anno prima mi avevano regalato una musicassetta. L ho ascoltata e riascoltata tante volte, provando a imitare quello che sentivo. E mi sono convinto che avrei potuto seriamente imparare a cantare anche io. Da chi ha preso lezioni? All inizio ho frequentato la Scuola Musicale dell Arci; poi, a Bologna, ho avuto diversi maestri. Poco validi, però: i bravi maestri sono rari. Finalmente ho trovato la strada giusta. Ho frequentato e ancora continuo a frequentare l Accademia di Perfezionamento in Canto Lirico a Recanati, con il M Nazzareno Antinori. Con lui, dal 2004, ha fatto veri progressi. Con i Burro e salvia lei ha avuto molto e meritato successo. Quando è stato fondato questo complesso e con quali altri componenti? Burro e salvia è nato nel E stato fondato con Giuliano Pietroni, al mandolino, e Mario Gozzi, chitarra e voce Avete proposto un repertorio di belle canzoni classiche, interpretate però con un pizzico di ironia e rivisitate con ottimi arrangiamenti. Come mai questa scelta? Non è giusto dimenticare le belle canzoni del passato soprattutto quando c è in giro molta musica scadente. Non è poi nemmeno troppo difficile interpretarle o reinterpretarle in uno stile appropriato. Con i Burro e salvia la scelta è risultata vincente. Siamo stati un po dappertutto nelle Marche: anche al Festival Internazionale della Fisarmonica di Castelfidardo. Ora però lei ha cambiato rotta, almeno momentaneamente. Alla Festa del Prato, con un nuovo gruppo, ha proposto arie da operette registrando ancora un indice di alto gradimento. Non è stato un debutto. Già nel 2006 ci eravamo esibiti in Piazza della Repubblica. E per sua iniziativa che è stato fondato questo nuovo complesso? Mio e di Antonella Zallocco che ho conosciuto qualche anno fa ad un concerto dei Burro e salvia. Alle spalle di Antonella c è però sua madre che ama molto l operetta. Quanti sono i componenti del gruppo? Stefano Sarzani, al pianoforte, diplomato al Conservatorio di Pesaro dove ora si sta specializzando per diventare direttore d orchestra; Lucia Santinelli, flautista: fa parte dell organico della Banda di Jesi. Terzo componente di prestigio è il violinista Enrico Bottegal, collaboratore della Filarmonica Marchigiana e dell Orchestra Rossini di al volume Il Dottore della Villa, opera premiata dallo stesso Napoleone. Il testo tratta tutti i principali oggetti dell agricoltura, c o m e recita il sottotitolo, e può e s s e r e considerato un classico dell agronomia dei tempi moderni, come scrive d. Costantino Urieli. Fu pubblicato, come già ricordato, nel 1808 in prima edizione, nel 1818 in seconda edizione ad Ancona e poi nel 1885, in terza edizione, dal Tipografo Editore Floro Flori di Jesi con una prefazione di Ruggero Rosi ed annotato da Arzeglio Felcini. In maniera discorsiva, immaginando una serie di veglie nel periodo invernale in casa di agricoltori, l autore passa in rassegna tutti gli aspetti che interessano un intelligente gestione di una colonìa agricola, dalla natura dei terreni alla coltura dei vegetali erbacei e delle piante fino all allevamento degli animali. Non c è argomento che viene trascurato, tutto è approfondito con un linguaggio semplice, accessibile, concreto, particolareggiato. Questo di Rastelli fu il primo e più importante trattato di agricoltura sia della Vallesina e probabilmente dell intera regione marchigiana e si affiancò alle accademie o società agrarie di Jesi, Treia e Pesaro che formarono nuove generazioni di proprietari-imprenditori più aperti al progresso e alle innovazioni Quando la musica non ha età Da Serra San Quirico a Rosora, dopo Mario Capanna ecco Elfo. Prosegue il viaggio alla scoperta del Sessantotto con la rassegna Nel cuore del libro parole d autore, promossa dal Sistema Bibliotecario Locale della Comunità Montana dell Esino- Frasassi. Prossimi compagni d avventura saranno il disegnatore Giancarlo Ascari, più noto con il nomignolo di Elfo, ed il suo libro Tutta colpa del 68, un insolita fotografia di quella stagione intensa e foriera di novità. Un fumetto, una serie di storie disegnate che raccontano gli anni di piombo a partire dal vissuto dell autore. In 140 tavole, infatti, Elfo, che incontrerà il pubblico domenica 16 novembre presso l aula magna della scuola media di Angeli di Rosora (ore 18) e sarà presentato da Lucio Tribellini, traccia la storia di un anno indimenticabile per che venivano poi trasmesse ai coloni. Un testo sul quale hanno studiato gli allievi delle scuole rurali per tutto l Ottocento contribuendo alla loro formazione. specifica. Si può leggere ancora oggi con interesse questo libro di importanza fondamentale per la storia e la tradizione della nostra agricoltura: molte cose appariranno ovviamente superate, in particolare quello che riguarda la famiglia colonica, rimane comunque insuperata quella passione per la terra e per l agricoltura che don Rastelli ha certamente inculcato. Castelplanio e Monsano debbono essere orgogliosi per questo loro figlio che oltre ad essere ottimo sacerdote ed encomiabile docente ha trattato in maniera viva e suadente l Arte dell Agricoltura, come egli la chiama. L eventuale nuova edizione dell opera non può essere che un notevole ed eccellente fatto culturale. Riccardo Ceccarelli Pesaro. Naturalmente ci siamo anche io e Antonella, mezzosoprano. Brava, vero? Ma non è detto che non si possano aggiungere anche altri al nostro complesso. Trovate difficoltà nell organizzare i vostri concerti? Diverse. Ci sono innanzi tutto di mezzo i vari impegni di ognuno. Occorre anche scegliere gli ambienti adatti per esibirsi. Non tutti possono accordarsi con la nostra musica. Vi vedete spesso per le prove? Un mese prima di ogni concerto incominciamo a incontrarci, sacrificando anche il nostro tempo libero. Abbiamo fatto prove anche il giorno di Natale! Non abbiamo programmi standardizzati. Ci piace aggiungere, modificare, scegliere di volta in volta. Mentre parla gli brillano gli occhi. Già, ha ragione. La bella musica non ha età; come del resto non ne ha qualsiasi altra vera opera d arte. Fotoservizio Augusta Franco Cardinali Nella foto: Franco Corinaldesi e Antonella Zallocco Rosora, domenica 16 novembre parole d autore chi l ha vissuto e che continua a incuriosire e far discutere. Scritto e disegnato da chi allora era un ragazzo, a partire dai propri ricordi e dalle proprie esperienze (ma anche irrobustito da un accurato lavoro storico e documentaristico), Tutta colpa del 68 restituisce, attraverso immagini e parole, il sentimento di una stagione che ci ha cambiato nel profondo. L incontro sarà preceduto dalla visita guidata e gratuita alle mura cittadine, alla chiesa di S. Michele e a palazzo Luminari (qui sabato 15 si potrà degustare il tè ascoltando letture di brani tratti dai libri presentati nell arco della rassegna) e si concluderà con la consueta Cena con l autore, presso il country-house Vittoria (costo 22). Per informazioni e prenotazioni rivolgersi allo entro sabato 15 novembre.

4 4 Attualità Eccessi di Riccardo Ceccarelli Per molto tempo si era consolidata l abitudine di demonizzare l America, per tutto quello che di male poteva derivare da quella nazione: le mode, lo stile di vita, la cultura. Quello che veniva di là non era sempre ben visto, anche se poi tutti, chi più e chi meno, ci siamo abbeverati a quelle fonti. Soprattutto si è condannato il suo imperialismo, il suo essere sceriffo del mondo. Non sarebbe sufficiente un enciclopedia voluminosa come la Treccani ad antologizzare tutte le pagine scritte negli anni su questo argomento, cominciando da L espresso a tutta la stampa di ogni colore politico. L imperialismo americano è ancora argomento forte e di attualità. Nei giorni scorsi se ne è fatta una pausa o forse è stato dimenticato. Alla demonizzazione dell America è subentrata nelle scorse settimane l obamamania. Era per il vero incominciata già negli ultimi mesi della campagna elettorale per l elezione del Presidente degli Stati Uniti con un crescendo che è esploso con l elezione appunto di Barack Obama alla suprema carica del paese. Il fenomeno non ha colpito ovviamente gli Stati Uniti, ma quello che più meraviglia è che ha colpito il mondo intero. Il colore della sua pelle, la sua gioventù, i messaggi di speranza che ha lanciato, il suo modo di fare, hanno suggestionato profondamente tutti, tanta da farlo diventare un idolo, non nel suo paese, ma da noi. Lo si è salutato, in Africa, come il salvatore non solo del Kenia, la patria di suo padre, ma dell intero continente; del Sud America da quei regimi in urto con l attuale governo americano; i partiti democratici ed anche quello nostro lo hanno acclamato, lo hanno fatto uno di loro, come se bastasse un nome uguale ad assimilare persone e programmi: allora si dovrebbero ad essi uguagliare anche i regimi democratici di staliniana memoria che per decenni hanno governato molti paesi europei, Repubbliche Democratiche e pure Popolari, si chiamavamo. L obamamania insomma imperversa o meglio è imperversata. Forse continuerà. Si è arrivati a dire anche la scempiaggine che Barack è uno dei nostri. Come è stato osservato Con l elezione di Barack Obama è cambiato il presidente degli Stati Uniti, non sono però cambiati né gli Stati Uniti né il mondo ( Il Messagero 6 novembre). Certamente un uomo nuovo come Obama darà ritmi diversi e si spera che riesca in quello che ha promesso; non dimentichiamoci però che dovrà, come tutti, fare i conti con il pragmatismo che necessariamente oscurerà in parte le molte belle parole dette in campagna elettorale e che ci hanno fatto ben sperare. Da tener presente poi che nel silenzio i finanziatori della sua ascesa alla Casa Bianca passeranno all incasso. Bello il suo discorso dopo la vittoria come altrettanto incisivo il discorso dello sconfitto John McCain. Gli Stati Uniti non si oscureranno e non si faranno oscurare. Ha detto Obama: Questa sera abbiamo dimostrato che la vera forza della nostra nazione deriva non dalla potenza delle nostre armi o dalla nostra ricchezza ma dal potere sempiterno dei nostri ideali: democrazia, libertà, opportunità e incrollabile speranza. È questo l autentico spirito dell America: la consapevolezza che l America può cambiare. McCain a sua volta aveva detto: Auguro buona fortuna all uomo che è stato il mio ex avversario e che sarà il mio presidente. Chiedo agli americani di non disperare per le nostre difficoltà attuali, ma di credere, sempre, nella promessa e nella grandezza americane, perché nulla qui è impossibile. Gli americani non mollano mai, non ci arrendiamo mai. Non ci nascondiamo mai dalla storia. Altro che obamamania, queste sono vere le lezioni da prendere, da Obama e McCain, non certo gli eccessi che rischiano di essere un vieto provincialismo. Economia: Le cooperative della Provincia di Ancona e le prospettive per la crescita Armonia e cooperazione contro la crisi La regione Marche sta cercando di affrontare l emergenza economica e accelerare i tempi della ripresa. Nella Vallesina e nell area del fabrianese sono pesanti le conseguenze della crisi economica, in seguito alle difficoltà dell azienda Antonio Merloni con sede centrale a Fabriano, per la chiusura di altre piccole e medie imprese, per il rallentamento dell economia globale. Venerdì 7 novembre la città di Fabriano si è fermata. In tantissimi hanno riempito la piazza per una grande manifestazione di preoccupazione e di protesta. Fabriano ferita nell orgoglio: era considerata città modello della trasformazione da un economia agricola a un economia industriale. Un lungo corteo per tutta la città, quasi 5000 tra operai, cittadini e autorità, tutti colpiti dalla crisi economica dell industria di Antonio Merloni; il vescovo di Fabriano mons. Vecerrica dopo aver partecipato al corteo così tanto imponente ha preso la parola in piazza esprimendo solidarietà ma invitando anche ad avere coraggio. In quello sfilare composto, con quelle bandiere dei vari consigli di fabbrica della zona montana c era tutta la rabbia di chi per anni ha lavorato affinché Fabriano diventasse un polo industriale. Ora la crisi mette paura! In quei visi l incertezza del futuro era palpabile. Quello Dal Centro Servizi della Caritas Diocesana Siamo in emergenza? Al Centro Servizi della Caritas Diocesana si avvertono segnali che destano qualche preoccupazione: stanno aumentando le richieste di aiuti in ordine alle bollette, al cibo, all affitto, al lavoro Segnali che ci pervengono anche dai Servizi Sociali e dalle Parrocchie. Ci sono delle situazioni ancora più allarmanti di altre: affitti non corrisposti da diversi mesi, chiusure del servizio Enel e dell Acqua La situazione attuale certamente presenta un quadro grigio sul fronte dell occupazione e più in generale, a livello economico. Accanto alla realtà di un emergenza che si evidenzia, ad una presa di coscienza a cui anche la Caritas deve porsi in ascolto e attuare progetti a sostegno della persona, è urgente ed evidente dover prendere coscienza che il fenomeno ha bisogno di un profondo discernimento. Proviamo ad elencare, anche in maniera disordinata, alcune riflessioni che potrebbero aiutarci ad individuare le vere povertà e gli interventi che ne potrebbero derivare. 1 i mass media hanno contribuito, accanto alla reale precarietà e difficoltà della situazione economica, a creare un allarmismo che in molto casi si traduce nel dire non si va più avanti, non si arriva a fine mese ; 2 le fasce più deboli, come gli anziani, le persone sole, le famiglie numerose, gli immigrati, hanno trovato spesso, in questa situazione, il motivo per rivolgersi a destra e sinistra per ottenere un aiuto; 3 - si stanno verificando però, situazioni incresciose, perché molte richieste sono pretestuose e puntano sul far breccia nel sentimento altrui per ottenere subito. E ci riescono. In Caritas al Centro Servizi, ci siamo ritrovati richieste di abbonamenti tv scaduti, di Sky, bollette Enel, magari vecchie non corrisposte (si trattava del primo avviso), e così via In definitiva, l atteggiamento da tenere è quello di un colloquio con la persona, di un discernimento dei bisogni che si caratterizzano come emergenze e come progetti, di un coinvolgimento della persona in questo percorso. Il Centro Servizi Caritas pertanto invita: a) parrocchie, sacerdoti, laici, enti evitino le elemosine che a molti, bussando qua e là, portano facile che si erano creati, la stabilità che coniugava l industria con la campagna, dove non si faceva più ritorno dalle emigrazioni dei paesi del nord, d improvviso l incertezza del futuro diventa reale. Le industrie della Merloni avevano creato una espansione occupazionale da riguardare oltre Fabriano diversi paesi della Vallesina con unità occupate grazie alla capacità dell azienda di impiantare industrie meccaniche per costruire elettrodomestici. Si è creata a Fabriano in poco tempo la capitale del bianco così viene chiamata la lavorazione dei frigoriferi, delle lavatrici, delle cucine, delle cappe e di altri prodotti collegati. Una riflessione merita la globalizzazione, però, che oltre ad offrire opportunità pone anche dei limiti. E vero che il mercato si ampia, ma è anche vero che il lavoro diventa globalizzante, offre opportunità di risparmio elevate anche in altri paesi. Costa meno fare i frigoriferi in Romania, oppure in Polonia, oppure in Cina rispetto a Fabriano. Dato che non siamo di fronte a processi industriali di alta tecnologia, esportare lavorazioni di elettrodomestici non crea nessun problema. Basta impiantare catene che producano come in Italia gli stessi prodotti con costi minori. Perchè oggi nel mondo globalizzato sono i Quattro anni fa s erano incontrate per la prima volta. Venerdì 7 novembre c è stato il bis, ma niente, o quasi, è più come allora. Le cooperative della Provincia di Ancona (aggregate nelle loro centrali Agci, Confcooperative, Legacoop e Unci) si sono date appuntamento alla Rotonda a mare di Senigallia per la loro seconda Conferenza provinciale della cooperazione in provincia di Ancona prospettive per la crescita. La crisi internazionale, in pochi mesi, ha toccato tutti gli attori dell economia: da finanziaria è diventata bancario/creditizia. E da lì ha cominciato ad erodere sicurezze ed eccellenze che sembravano intoccabili, primo fra tutti il famigerato modello marchigiano, quell economia reale che è da sempre il primo ed insostituibile riferimento del mondo cooperativo. In tanti hanno affollato la sala della Rotonda che, negli Anni Venti, celebrava la voglia di futuro di un turismo che prometteva bene. In tanti e preoccupati, nonostante il rapporto di ricerca presentato da Fabrizio Luciani (curato da Partner srl ) lasci intravedere qualche luce in fondo al tunnel, nonostante tutto. L invecchiamento della popolazione, l immigrazione, la finanza locale, le fatiche del welfare. E ancora, la svalutazione del dollaro, il caro petrolio, i nuovi attori dell economia mondiale, le fatiche della politica agricola comunitaria, giusto per farsi un idea di come siamo messi, chiedono nuove strategie, nuove scelte imprenditoriali e tanto coraggio. Il mondo è cambiato ma nel periodo il numero di cooperative attive a livello nazionale è praticamente rimasto costante (circa ), mantenendo un peso dell 1,4% circa sul totale delle imprese. Nelle Marche, nel corso dello stesso periodo, c è stata una diminuzione del 2,5% nel numero di cooperative attive, che comunque si mantiene intorno alle unità. Zoomando sul territorio provinciale di Ancona, le cooperative censite sono 531, con una modesta diminuzione del 4% sul 2003, con oltre soci e circa addetti. Nel complesso, la provincia di Ancona rappresenta il 35,4% del movimento cooperativo regionale. Le cooperative sono concentrate soprattutto nel capoluogo, dove ha sede il 35% del totale. L analisi evidenzia come il peso in termini di addetti alla cooperazione, nel territorio provinciale, abbia raggiunto valori di primaria importanza nel settore socio-sanitario, in quello della produzione e lavoro, dell agroalimentare, dell abitazione e dei servizi finanziari. Ed ecco i punti di forza delle coop provinciali: presenza e diffusione della cooperazione nella provincia di Ancona superiore ai valori medi regionali, discreta tendenza al cambiamento organizzativo e all innovazione e chiara propensione a sviluppare livelli di associazionismo e di reti, sia all interno del mondo cooperativo che con altre forme di impresa. E sono proprio questi i punti di forza capaci di trasformare la crisi in opportunità e crescita. Esordisce così il prof. Alberto Niccoli, docente di Economia all Università Politecnica delle Marche, quando descrive una situazione a dir poco difficile: La situazione è nera, nerissima anche per l economia marchigiana: non sono più soltanto il distretto delle calzature o quello dei grandi stabilimenti della ex cassa del mezzogiorno ad essere in difficoltà. I problemi, oggi, toccano tutti. Se c è un momento in cui piangere è quello attuale. Per una volta almeno, l analisi macroeconomica si incontra facilmente con l esperienza imprenditoriale cooperativa di molti dei presenti in sala. Che annuiscono e ascoltano con interesse. Niccoli rilancia: In tutto questo disastro, ci sono imprese che fanno utili. Bisogna guardare a quelle e copiare: si sono spostate sulla fascia alta dei mercati; hanno saputo fare rete con tanti soggetti; si sono rafforzate da un punto di vista patrimoniale; hanno una sola banca di riferimento forte. Gli anticorpi alla crisi attuale le cooperative li hanno già. Praticamente il loro dna è l esatto contrario della deriva in cui versa l economia attuale che ha fatto del motto di Hobbes Homo homini lupus il suo grido di battaglia. L impresa cooperativa è un soggetto che genera fiducia: non contrapposizione ma cooperazione, non lotta, ma armonia. Tutto qui?, verrebbe da dire: Sì, il futuro è della cooperazione aperta ai nuovi soci, al servizio della Pubblica amministrazione (non servile), basate sullo spirito di iniziativa, che scommettono sui giovani. Laura Mandolini guadagno ma non favoriscono la crescita della persona; b) a creare una catena di collaborazioni per evitare sprechi, per evitare di favorire i furbi; c) a non dire andate in Caritas (che oggi è sinonimo di la Caritas è obbligata a darti ) ma sarebbe preferibile dire presentati alla Caritas o meglio io presenterò la tua situazione alla Caritas. È cosa certa che l attuale situazione socio - economica-lavorativa va seguita con attenzione: noi come Chiesa siamo chiamati a farci prossimo verso chi vive momenti difficili con l ascolto, con la condivisione e con l attuazione di cammini e progetti di sostegno e di stimolo all autonomia e alla dignità personale. Il Direttore Don Nello Barboni Dopo la cassa integrazione della Antonio Merloni di Fabriano, è necessario ripartire Anche in Vallesina la crisi sta arrivando! mercati internazionali a dettare le regole; le quali indicano come strumenti prioritari la precarietà, i bassi salari, orari massacranti, dumping sociale. Dove trovare queste condizioni se non in Paesi che si affacciano allo sviluppo con nessuna rete protettiva sia sociale e sia politica? Il capitale va dove ci sono meno lacci e laccioli per far soldi! Mano libera all economia di mercato che disloca, trasferisce dove crede sia meglio e più opportuno produrre. Dentro a questa analisi si inserisce la crisi di Antonio Merloni che a fronte della congiuntura economica mondiale sfavorevole deve affrontare una ristrutturazione che mette in crisi un modo di lavorare, economico per le economie forti, meno per quei Paesi emergenti che si stanno industrializzando. Per questo i lavoratori della Merloni si troveranno ad affrontare una ristrutturazione che deve mirare ad elevare la qualità tecnologica perchè non basta più produrre frigoriferi ma devono essere sempre più innovativi. Consapevoli che nel mercato globale non sono più soli ma che devono competere in qualità ed economia con una globalizzazione che porrà sempre il costo del loro lavoro in primo piano e dove le distanze non mettono più paura. Remo Uncini

5 Cultura 5 Le interviste impossibili: al sindaco Pacifico Carotti L Eurostar ce lo facciamo da soli Arrivo con un certo timore nella sua stanzetta adattata a stu- Come vuole, sind...,ehm, ragio- a mano a mano, quasi tutte le varie che potrebbero fare la spola ogni ora anni, e non mi pare il caso! dotto. E qualche anno dopo, quando, carrozze leggere, tipo metropolitana, diolo, dove la Leggenda mi viene incontro con cordialità. Ti ringrazio di avermi chiesto questa intervista, dice stringendomi la mano, ormai nessuno si ricorda più di me. Sono io che la ringrazio, sindaco, dico mentre mi seggo sulla poltroncina che mi indica, io non faccio il giornalista di mestiere e per me è un grande onore essere ricevuto senza formalità da uno niere; dunque, la ragione per cui le ho chiesto di ricevermi è di sentire la sua opinione sull abolizione della fermata dell Eurostar a Jesi. Che cos è una provocazione? Sai bene quanto mi sono arrabbiato quando hanno spostato la stazione e poi quando hanno tolto la biglietteria. E adesso ci tolgono il treno! Chissà se ci rimarranno gli occhi per piangere Ma lei pensa che si possa fare qualcosa? fonti di approvvigionamento degli altri comuni si esaurirono o divennero inutilizzabili perché inquinate, tutti quanti, compresa Ancona e Senigallia, si vollero allacciare all acquedotto che Jesi aveva costruito. E sai chi era il sindaco di Jesi che volle fare l acquedotto? Lei? L hai detto, ero io, perché io non solo non sono modesto, ma quando mi metto in testa qualcosa la faccio, altro da Ancona a Fabriano e viceversa, fermando in tutte le stazioncine ed eliminando il traffico pendolare da e per Ancona. E se le coppie di treni diventassero due, i treni passerebbero ogni mezz ora. Non sarebbe una gran spesa e avremmo istituito una metropolitana leggera di superficie. E vero, non ci avevo pensato: così non ci sarebbe più il problema di posteggiare la macchina a Falconara per andare a prendere l Eu- che tavoli di concertazione! rostar. dei più grandi politici della Jesi Senti, le cose basta volerle. Il problema sono grinta e carattere. Ma che vuole dire con questo e Certo! Ma tu credi che ci sia qual- a Torino, mica a Jesi. E Jesi non è più del dopoguerra. Allora, intendiamoci bene subito, io Ma che centra, scusi? che c entra con l Eurostar? che politico che potrebbe avere la la Milano delle Marche; e manco la non voglio fare il modesto, ma cambiamo l approccio: lasciamo stare le dotto di Gorgovivo? Bene: quando vano il treno? E noi ce lo compriamo! so di questo genere o anche solo di E vero, assomigliamo sempre più Centra, centra. Hai presente l acque- C entra, ti dico. Ragiona: quelli ci le- volontà di portare avanti un discor- Torino sviolinate; tu fai le domande e io rispondo, senza tanti fronzoli, capito? Vallesina di fare l acquedotto cap- non è mica la padrona dei binari. Se una risposta. L hai detto tu, non l ho detto io. Ma Jesi propose agli altri comuni della Trenitalia, la padrona dell Eurostar, proporlo? Guardati intorno e datti a Paperopoli. Certo, certo, sindaco, come vuole tando l acqua da Gorgovivo, tutti tutti i comuni della Vallesina e, perché no, anche quelli del fabrianese, zemolo, che ha comprato gli Euro- A presto, sindaco, e grazie; riferirò Mi viene in mente Luca di Monte- ricordati sempre: volere è potere. lei mi risposero che non era compito E non mi chiamare sindaco: ormai dei comuni, altri dovevano pensarci. si mettessero d accordo, potremmo star di nuova generazione. a chi di dovere. non lo sono più da cinquantadue E allora Jesi lo fece da sola, l acque- comprare una coppia di treni con Cala giù, amico mio, Luca Duca sta Paolo Marcozzi Un opera nuova commissionata dalla Form in prima assoluta al Pergolesi Dalla genesi della parola al mito di Arianna In principio è il silenzio; poi, nel buio primordiale, il silenzio prende a respirare, a vivere. E percorso da suoni sommessi, indistinti, misteriosi. In assoluta solitudine l uomo ascolta con rapimento. Incomincia a distinguere: un alito di vento, un battito d ala, lo stormire delle foglie, il fruscio di insetti nascosti nel verde, lo strisciare di un serpente, il gocciolio di foglie che stillano rugiada. Nei suoni recepiti identifica le prime consonanti ad essi corrispondenti; s,r,z: poi ne riconosce altri e altri ancora. I fonemi si moltiplicano, si diversificano, si compongono, scompongono, ricompongono a formare miriadi di parole che si espandono all infinito. E così che un giovane compositore pesarese, Paolo Marzocchi ha interpretato la genesi della parola ne L Albero, un opera per piccolo coro e orchestra commissionata dalla Form conformemente a un progetto in atto da qualche anno, presentata in prima esecuzione assoluta al Pergolesi il 7 novembre con uno spettacolo a titolo Soffio, suono, parola. Ad ispirarla è stata una poesia, Logos, di Joseph Denise, autore di un calligramma che raffigura un albero interamente composto da lettere dell alfabeto. Il disegno è riprodotto e animato con magici effetti video da Mariangela Malvaso che poco a poco lo fa apparire su un sipario trasparente oltre il quale, come nel buio di una notte ancestrale, sono il coro e l orchestra. Dai primitivi atomi sonori che si accendono e spengono come lucciole germogliano poco a poco le lettere dell alfabeto, a formare le radici, il tronco, i rami, la chioma dell albero. Così è immaginata e visualizzata la nascita della parola nell universo di un armonia cosmica. E un concetto estetico filosofico diversamente riconoscibile anche in altre composizioni di Paolo Marzocchi, musicista dotato di talento, originalità creativa e profondità di ispirazione. Affascinante spettacolo, denso di suggestioni, realizzato con l Orchestra Filarmonica Marchigiana diretta dal M Mario Zuccarini e l Ensemble Coro Lirico Marchigiano V. Bellini diretto dal M Davide Crescenzi. Un altra novità era in programma nel secondo tempo: il melologo Arianna a Nasso di J. A. Benda: opera di rarissima esecuzione, ma modello di riferimento per comprendere quale sia stato nel tempo l itinerario della drammaturgia in musica. Il mito di Arianna ha trovato non solo nella letteratura, ma anche nel melodramma, da Benedetto Marcello, Monteverdi, Pasquini, Händel fino a J. Massenet e R. Strauss, soluzioni diverse e anche di opposto significato. E tragica quella accolta da J.C. Brandes, autore di un testo che ispirò a un compositore boemo del 18 secolo, J.B. Benda, un opera anticipatrice del romanticismo musicale e dei suoi successivi sviluppi. Teseo e Arianna vi sono descritti come creature predestinate a respingere l amore. Il primo, attratto dal desiderio di avventura e di gloria, si allontana da Arianna che, abbandonata in un luogo selvaggio paurosamente ostile, non resiste all angoscia della solitudine e finisce per uccidersi. Nell opera di Benda la disperazione non è espressa dal canto, ma dalla parola che, come una colonna sonora, la musica puntualmente commenta, descrive, sottolinea preannunciandone a volte i significati. Non vi è ancora l enfasi del grande melodramma, ma un lirismo e una drammaticità condivisi da musica e poesia nello stile di una compostezza neoclassica. Il melologo, in un adattamento di Cristiano Veroli e di Valentina Rosati, ha avuto come interpreti due valenti attori: Valeria Almerighi (Arianna) e Luca Marinelli (Teseo). Ancora Valentina Rosati, giovane e promettente regista anconetana, ha simbolicamente raffigurato, con il supporto di una scenografia multimediale, un Arianna angosciata da incubi affioranti dall inconscio incatenata da trecce intricate di erbe dalle quali non riesce a liberarsi mentre incombono su di lei rocce e dirupi. Lo spettacolo è stato attentamente seguito e applaudito anche da un folto gruppo di studenti; ai quali non solo può aver rilasciato intense impressioni, ma anche suggerito numerose riflessioni e approfondimenti. Fotoservizio Augusta Franco Cardinali Nella prima foto il compositore Paolo Marzocchi; nell altra, accanto al maestro Marco Zuccarini, al centro, la giovane regista Valentina Rosati con i suoi genitori, ai lati. Latte Fresco Alta Qualità Da Gandhi a Martin Luther King a Thomas Merton e San Francesco La pace nell era postcristiana Gandhi sosteneva che è essenziale per l uomo la ricerca della Verità; constatava che nel suo paese la saggezza era appannaggio dei poveri che affollavano migliaia di villaggi: il loro era il volto autentico dell India. In quelle misere moltitudini, in mezzo a quelle povere case si poteva trovare un concentrato di saggezza nel rispetto per la vita e nella lotta non violenta praticata per conquistare la libertà. Gandhi ricordava di essere stato sopraffatto dalla gioia leggendo il Discorso della Montagna di Gesù che esorta ad amare i propri nemici, ma pensava anche che i cristiani avessero sfigurato il Suo messaggio d amore. La pratica della non violenza non bagna le strade e le case di sangue, unisce gruppi senza distinzione di classe o di efficienza fisica: anche il paralitico e lo zoppo possono parteciparvi, ma essa esige il massimo coraggio e poggia sulla forza dell anima e sullo spirito di sacrificio. Martin Luther King fece della non violenza l espressione del suo essere cristiano pronunciando queste parole rivolte ai suoi persecutori: metteteci in prigione e noi vi ameremo ancora, lanciate bombe sulle nostre case e minacciate i nostri figli e noi vi ameremo ancora, mandate i vostri sicari incappucciati, batteteci e noi vi ameremo ancora. Thomas Merton, il monaco scrittore, in un interessante saggio sulla pace pubblicato postumo lo scorso anno, definisce la nostra era postcristiana perché caratterizzata dal rifiuto di adorare Dio da parte di molti; dice infatti che avevano molto più in comune un tempo cristiani e pagani di quanto ne abbiano i cristiani e i non credenti di oggi. Secondo Merton i cristiani dovrebbero essere all avanguardia dando l esempio come pacifisti nel mondo spaventoso delle armi atomiche. Poiché il Cristo Risorto ha ricevuto il dominio su tutto il cosmo e ha inviato il suo Spirito ad abitare negli uomini, il Regno della Pace è già stabilito nella Chiesa, quindi l amore per i nemici non è soltanto espressione di un ideale morale, quanto piuttosto di una fede profonda nella realizzazione delle promesse messianiche. Scrive Merton che con la forza della preghiera si può difendere la pace meglio che con le armi: da un lato si possono promuovere i valori umani più alti come il diritto alla libertà e la pratica della giustizia, dall altro è possibile proteggere l uomo stesso dall abuso dell enorme potenza distruttiva che ha acquisito. In Occidente il più grande propugnatore di pace è stato San Francesco, il Povero di Dio, che si è fatto mendicante come Cristo per radicare la storia nell eternità. San Francesco era una fonte perenne di cortesia, di gioia, di mitezza. Alla radice della sua gentilezza verso tutte le creature è il desiderio di non offendere il prossimo, di non rattristarlo con azioni dettate dall egoismo e dall orgoglio; ciò che amiamo di più in lui è la sua umiltà, il suo autentico spirito di sottomissione. Oggi il numero degli umili è diminuito: un folle può scatenare una guerra e condurre il mondo al macello, il sapere si è fatto strada ma non si è accostato allo spirito di Dio, emerge la superbia del superuomo e dello scaltro: esempi di umanità impazzita di ammirazione per se stessa, stregata dai beni materiali e dal potere, incapace di dare un senso al desiderio di felicità infinita annidato nella coscienza di ogni uomo. Maria Costanza Santacroce Cestaro

6 6 Jesi L avvocato risponde IL RITARDO DEL TRENO E LA SPORCIZIA DELLE CARROZZE DEVONO ESSERE RISARCITI Con sentenza del 4 luglio 2008, n. 890, il Giudice di Pace di Novara ha condannato la società che gestisce il trasporto su treni a risarcire i danni ad un passeggero a causa dei ritardi con cui ha effettuato i viaggi in treno ed a causa delle pessime condizioni della sala d aspetto della stazione. Il viaggiatore aveva lamentato numerosi ritardi dei treni (anche di oltre 30 minuti) in varie date: ciò aveva fatto sì che egli arrivasse sul luogo di lavoro in ritardo di un ora e venti minuti (e anche oltre), provocando il malcontento di superiori, colleghi e utenti, sottraendo tempo alla propria famiglia, dovendo l attore fermarsi sul luogo di lavoro a recuperare 1e ore perse a causa dei ritardi, provocando stato di disagio, stanchezza, rabbia e stress, mancati aumenti di stipendi, mancata partecipazione agli incentivi e mancate promozioni. Lamentava inoltre il viaggiatore 1o stato di disagio derivante dalle precarie condizioni igieniche dei treni, sporchi e impregnati di polvere oltre i limiti di tollerabilità, e dall inadeguatezza della sala di attesa della stazione, spesso priva di aria condizionata quando la temperatura esterna è elevata, e di riscaldamento quando la temperatura atmosferica è fredda, disagio accentuato da1 fatto che le due porte di accesso sono sempre aperte esponendo il pubblico alle correnti d aria. Il Giudice di Pace accertava in giudizio che, effettivamente, in molteplici occasioni, il treno aveva subito notevoli ritardi, per cui il viaggiatore aveva perso la coincidenza con altro treno, giungendo conseguentemente con consistenti ritardi sul proprio posto di lavoro presso il Comune, con relativi disagi e negative conseguenze. Tali ritardi erano sicuramente da addebitare a responsabilità della società che gestisce il trasporto, la quale, pur eseguendo la normali ( di routine ) operazioni di manutenzione, non è stata in grado di assicurare il regolare funzionamento dei treni, suo preciso dovere nei confronti dell utenza. Pure la sporcizia dei sedili (a volte anche rotti) e in genere dei treni in questione e le condizioni molto disagevoli per l utenza nella sala di attesa della stazione devono essere evidentemente addebitate alla scarsa diligenza nella manutenzione dei treni e della sala d aspetto stessa. Per questi fatti (e solo per questi, essendo le altre circostanze lamentate dall attore carenti di valida prova e privi di rilevanza giuridica) il Giudice ha affermato il diritto del viaggiatore ad ottenere il risarcimento dei danni da lui subiti, danni che, pur esistenti, non sono e non possono essere determinati nella loro precisa entità e pertanto, secondo l art del codice civile, sono stati liquidati in via equitativa in euro 500,00. Paolo Marcozzi, avvocato Mergo: un convegno su verdicchio e turismo E tempo di creare un marchio Domenica 9 novembre in occasione della 19 Festa di San Martì all Angeli di Mergo si è svolto un convegno dal titolo: I castelli del Verdicchio: una associazione turistica? Realtà e prospettive per lo sviluppo turistico dell Entroterra. A fare gli onori di casa e presentare il convegno, il sindaco di Mergo, Ferdinando Tiberini, che ha cercato di far capire l importanza del tentativo che si sta facendo, in accordo con altri comuni della Vallesina, nel creare un associazione unita nel nome del vino per promuovere il turismo. Gli altri interventi sono stati dei sindaci di: Poggio San Marcello, Cupramontana, Rosora e Serra San Quirico, in rappresentanza di alcuni dei comuni coinvolti in questa associazione; del presidente dell associazione turistica Riviera del Conero, Mirko Bilò e del presidente dell Accademia Italiana della Cucina, Mauro Magagnini. Tutti uniti per discutere di turismo e del vino come prodotto caratteristico del territorio. Quello che è emerso da questo lungo ed animato confronto tra diverse amministrazioni ed esperienze riuscite, come quelle del sistema turistico Riviera del Conero, è che nel nostro territorio c è bisogno di fare sinergia, di spendere tempo e denaro affinché si crei un marchio ed un prodotto, come può essere il verdicchio dei castelli di Jesi, riconoscibile dal turista. Inoltre risulta necessario abbandonare la politica e dedicarsi seriamente ad un dialogo tra i vari comuni della Vallesina e con la costa, permettendo che il flusso turistico che confluisce lungo la riviera adriatica, si possa, in qualche modo, riversare nell entroterra. Che tutto ciò non sia ancora stato realizzato, ne sono testimonianza i tanti cambiamenti che ha subito il sistema turistico locale provinciale, fino ad arrivare a quello attuale, in via di costituzione, della Marca Anconetana, che a detta dei molti intervenuti, ancora una volta non sembra, almeno nelle intenzioni iniziali, disposta a fare rete con i comuni collinari dell entroterra produttori di questo importante prodotto che è il vino Verdicchio. Questo messaggio di fiducia All AEROPORTO DI ANCONA aperta la PARAFARMACIA A breve servizi per i ciliaci stata inaugurata al Raffaello Sanzio di Ancona e Falconara la Pa- E rafarmacia attivata presso il terminal partenze con un servizio teso a soddisfare le esigenze di chi viaggia e lavora all interno dello scalo marchigiano e non solo. E in prossimità dei banchi check-in e prima dei controlli di sicurezza, accessibile a tutti i cittadini e vede operare, al suo interno, un farmacista poliglotta e personale qualificato. Il servizio comprende tutta la gamma delle prestazioni consentite dalla legge: dalla misurazione della pressione e della glicemia, ad una puntuale e qualificata assistenza nella vendita di farmaci e prodotti parafarmaceutici. «Chi arriva nelle Marche attraverso l aeroporto di Ancona ha dichiarato la farmacista Florencia Tamburrini - troverà ad accoglierlo un ulteriore servizio, che siamo orgogliosi di offrire, verso il turismo come risorsa economica per le Marche è venuto da parte di tutti gli interventi, anche se un po più scettico si è visto il sindaco di Cupramontana: sono convinto che il turismo possa essere solo una ricchezza aggiuntiva, da integrare con quella industriale. Un esempio di turismo riuscito è venuto anche dal sindaco di Rosora, che ha da poco terminato l esperienza positiva del reality-game danese: il turismo da prendere è quello estero. La conclusione è andata all organizzatore di questa giornata di confronto, l assessore al turismo del comune di Mergo, Simone Cola, che si è detto convinto che I castelli di Jesi, sono già una sinergia, in quanto legati da un target comune, il territorio del Verdicchio. Forse quello che ancora manca è lo spirito di accoglienza turistica e un ufficio turistico nell area della Vallesina, che permetta al turista di trovare informazioni di tutto il territorio e alle amministrazioni locali di dialogare tra loro per fare rete. Cristiana Simoncini consapevoli anche dell importanza del nostro compito, come prima parafarmacia ad essere ospitata all interno di uno dei più importanti Aeroporti del centro Italia. Siamo grati alla direzione di averci dato questa opportunità e faremo del nostro meglio per fare un eccellente lavoro, operando nel rispetto dell utente-cliente, con disponibilità e competenza». In armonia con la localizzazione il negozio ha un aspetto moderno, funzionale e accogliente: «Cercheremo ha aggiunto Florencia Tamburrini - di porci come un collegamento ed un primo punto di contatto con il territorio, oltre che di dare risposta alle molteplici esigenze di chi viaggia». Gli operatori e i locali sono stati benedetti dal parroco di Castelferretti don Gabriele Ruzziconi. Il rinfresco conclusivo della manifestazione è stato realizzato a base di alimenti per coloro che sono intolleranti al glutine; a breve, infatti, la parafarmacia commercializzerà prodotti per i celiaci, dimostrando la sensibilità ad un utenza assai eterogenea. IMPIANTI IDRAULICI ASSISTENZA TECNICA MATERIALI E ACCESSORI PER BAGNI TERMOIDRO di GIANFRANCO MUZI Via Giuseppe Guerri, 17 JESI Tel Jesi - Semafori Hanno preso il via nei giorni scorsi i lavori di manutenzione straordinaria sui 22 impianti semaforici presenti in città. L intervento prevede non solo la messa a norma ma anche la riprogrammazione sulla base dei flussi di traffico nelle principali strada di scorrimento. Saranno sistemati anche i sensori a terra e le lanterne pedonali. I lavori per un importo complessivo di circa 20 mila euro saranno completati entro un mese e rientrano tra gli interventi programmati dall assessorato ai lavori pubblici e viabilità con l obiettivo di aumentare la sicurezza stradale. Al tema della sicurezza stradale è dedicata la prima rubrica di Jesi Tv la web tv del Comune di Jesi, dove l assessore ai lavori pubblici Stefano Tonelli ha rivolto un invito ai cittadini a segnalare all ufficio relazioni con il pubblico (tel ) situazioni di pericolo in materia di viabilità. Castelplanio (An) - Via Roma, Tel r.a. - Fax

7 Vita ecclesiale 7 Parola di Dio Dal Vangelo secondo Matteo (25,14-30) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. Bene, servo buono e fedele gli disse il suo padrone sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. Si presentò infine (dopo colui che aveva ricevuti due ) anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo. Il padrone gli rispose: Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti». Parola del Signore. - 33^ domenica del tempo ordinario La paura fa brutti scherzi! COMMENTO Dopo la domenica sullo spazio, (la dedicazione della chiesa) oggi è la domenica sul tempo. Come valutiamo il tempo trascorso in base alle possibilità che il Signore ci ha dato? Il quinto grande discorso di Gesù, riportato da Matteo è escatologico. Riguarda cioè gli ultimi tempi, appunto il tempo del giudizio capp 23-25). Una di queste parabole è la famosa dei talenti. Gesù usa un vocabolario di economia bancaria (talenti, banchieri, interessi, guadagnare, denaro, fare i conti). C è la consegna ai tre servi secondo le capacità di ognuno. C è il diverso comportamento nell impiego del denaro, in assenza del padrone. I primi sono lodati, perché con fiducia, rischio e intraprendenza hanno messo a frutto i talenti. Il terzo è condannato perché ha nascosto il tesoro in una buca. La parabola rivela il suo messaggio proprio in questo ultimo dialogo. Il servo candidamente dichiara di aver agito per paura, paura delle durezza e della severità del suo padrone. Perché? Perché lui si è fatto una certa idea del suo padrone: so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ha l idea che davanti ad un simile padrone (Dio) c è solo da osservare scrupolosamente la legge (ridare quello che ha ricevuto). Senza rischi, ma anche senza amore! Se in fondo questa è la parabola della fedeltà quotidiana nelle piccole cose, alla fine questa dipende dalla concezione e dal rapporto che ha con Dio. Dio ricompensa i primi due in modo incredibile; si fida e si affida a loro con generosità. Sono ancora una volta gli scribi e i farisei, osservanti freddi della legge, senza una rapporto d amore che ricevono la minaccia del padrone. Essi pensano che la giustizia di Dio (non la nuova giustizia raccontata da Matteo) sia tantoquanto, la giustizia della parità e non quella dell amore senza calcoli e senza paura. Anche tu di don Mariano Piccotti puoi scavare buche nel terreno per nascondere il talento. Quando vivi il matrimonio come un consumo, gli affetti nella noia del sesso, tutto in base agli interessi, i beni sciupati dal consumismo, il tempo perso in chiacchiere futili, la fede ridotta a cerimonia ripetuta stancamente. Se ti adorassi per paura dell inferno allora, ah! bruciami. Se ti adorassi nella speranza del paradiso allora, ah! sbarrami il paradiso. Ma se ti adoro solo per amor tuo allora o Dio congiungimi con la tua eterna bellezza. Kurt Marti Agenda Pastorale del Vescovo Giovedì 13 novembre ore : Collegio dei Consultori ore 21: Parrocchia S. Giuseppe, Veglia di preghiera Venerdì 14 novembre ore 16.30: Partecipazione alla Conferenza al Circolo Ferrini Sabato 15 novembre Pomeriggio-sera: Incontro con UNITALSI a Gualdo Tadino ore 21: Parrocchia di San Francesco d Assisi: Rappresentazione su S. Elisabetta Domenica 16 Novembre ore 10.30: Parrocchia San Giuseppe, Sinodo: conclusioni-proposte della Comunità ore 11.15: Parrocchia San Giuseppe, S. Messa di ringraziamento ore 18: Celebrazioni per gli 800 anni della Cattedrale: Concelebrazione con Mons. Orlandoni ore 21: Incontro a carattere vocazionale con un gruppo di ragazze Lunedì 17 novembre ore 11: Riunione del Consiglio Diocesano per gli affari Economici ore 16: Riunione della Commissione Arte sacra Martedì 18 novembre ore : il Vescovo riceve nella cappella di San Floriano, in Duomo, coloro che desiderano confessarsi o avere un colloquio spirituale. Senza appuntamento. Giovedì 20 novembre Mattino: Incontro del Clero per aggiornamento ore 18.15: Parrocchia San Sebastiano: incontro con la Comunità CHIESA dell ADORAZIONE luogo di adorazione e di ascolto Dal lunedì al venerdì (eccetto i giorni festivi infrasettimanali), dalle ore 16 alle 19,30 un Sacerdote è a disposizione nella Chiesa dell Adorazione, in Piazza della Repubblica 2 a Jesi, per le Confessioni e il colloquio spirituale. Questo servizio, offerto a tutti, vuol essere in modo particolare una opportunità data ai giovani. La parrocchia Santa Maria del Cammino a Macine ha predisposto un ricco programma per la festa di San Martino Festa della Giustizia e della Solidarietà. Il 16 novembre alle ore 11 la Santa Messa della comunità e nel pomeriggio, dalle ore 16 presso la Casa del catechismo, numerose attività ricreative come la gara di briscola, di bigliardino, di ping pong. I ragazzi proporranno anche uno spettacolo di Ombre cinesi. La serata si concluderà con la cena collettiva di solidarietà e l estrazione dei biglietti della lotteria. Sarà possibile acquistare anche i prodotti Parrocchia di Macine del commercio equo e solidale e ammirare gli elaborati della gara di pittura Gesù e l acqua. I ragazzi delle scuole medie ma anche i giovani e gli adulti potranno presentare le loro opere su pannello che rimarranno ad abbellire le stanze del catechismo; alcuni lavori, a discrezione del parroco, saranno scelti per colorare alcune vetrate della chiesa. Il ricavato della festa sarà devoluto per la realizzazione di un pozzo d acqua nel nord del Ciad ai confini con il Cameroom, pozzo che verrà costruito da marzo a cura dell associazione Diletta Onlus in una comunità dove abitano centinaia di bambini. Jesi - Regina della Pace Messa Polacca Domenica 16 novembre alle ore 16 nella Chiesa Regina della Pace via Gramsci, 99 a Jesi il sacerdote polacco don Wladimiro celebrerà la S. Messa secondo la tradizione della Polonia. E un dono che la Parrocchia intende offrire a tutta la Comunità Polacca che opera a beneficio specialmente degli anziani e malati bisognosi di assistenza a Jesi e in Vallesina. Si invitano le famiglie che accolgono le assistenti e badanti polacche a permettere loro di poter partecipare. L invito è esteso anche ai parroci di tutta la Vallesina a diffondere la notizia molto gradita agli interessati. Operatori di pace Riprendono gli incontri di spiritualità proposti dall associazione Noi operatori di pace di Jesi. Venerdì 28 novembre alle ore 18,45 presso la sala della Confraternita della Cattedrale di Jesi, don Vittorio Magnanelli terrà una conversazione di gli ultimi saranno i primi. Venerdì 21 novembre Ora da stabilire: Monastero delle Clarisse: S. Messa nella giornata delle claustrali Ore 15.30: Riunione del Centro Regionale Vocazioni Sabato 22 novembre ore 16.30: Palazzo della Signoria, Ricordo di Don Mario Bagnacavalli ore 18.30: Chiesa San Pietro Apostolo, Concelebrazione con Mons. Cleto Bellucci Domenica 23 Novembre ore 10: Parrocchia del S. Cuore, Coppetella, S. Messa ore 18: Celebrazioni per gli 800 anni della Cattedrale: Concelebrazione con Mons. Menichelli ore 21: Incontro a carattere vocazionale con un gruppo di ragazze Piazza Federico II, Jesi An Telefono Fax Settimanale di ispirazione cattolica fondato nel 1953 c/c postale Direttore responsabile Beatrice Testadiferro Proprietà Diocesi di Jesi Registrazione Tribunale di Ancona n. 143 del Stampa Galeati Industrie Grafiche, Imola Spedizione in abbonamento postale Abbonamento annuo 35 euro - di amicizia 50 euro - sostenitore 100 euro Tutti i diritti riservati Esce ogni mercoledì Associato alla Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) Ai sensi dell articolo 13 del D. Lgs 196/2003 (Codice privacy) si comunica che i dati dei destinatari del giornale, forniti all atto della sottoscrizione dell abbonamento o diversamente acquisiti sono contenuti in un archivio informatico idoneo a garantire la sicurezza e la riservatezza. 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8 8 Vita Ecclesiale Un corpo senza anima? Venerdì 7 novembre alle ore 21 presso la sala della biblioteca la Fornace di Moie, il filosofo e scrittore Umberto Galimberti, ha tenuto una conferenza sulla definizione del corpo e dell anima. La sala era gremita di tante persone che hanno ascoltato la non facile relazione filosofica nella quale sono stati presentati alcuni aspetti della cultura giudaica, greca e cristiana e del pensiero di Platone, San Paolo, Sant Agostino, Cartesio fino a Schopenauer. Galimberti ha incentrato il suo discorso sul fatto che anima e corpo sono due scenari incompatibili tra di loro. Ha evidenziato il maggiore coinvolgimento del corpo rispetto alla realtà poiché il concetto di anima è sfuggente ed è l elaborazione della cultura ellenistica di Platone. Il silenzio con cui è stata seguita la relazione ha lasciato percepire la necessità di tutti di riflettere in un momento di crisi di valori per cercare quelli ideali e mettersi in ascolto per riuscire a capire la complessità dell esistenza. Il corpo può vivere disconoscendo l esistenza dell anima? Questa è stata la domanda iniziale e il tema della serata sulla quale il professore ha ragionato per circa un ora di conversazione. Ha posto il corpo al centro, definendolo il mezzo e il fine che si rapporta alla realtà perché è il corpo che pone l equilibrio dell esistenza tra il fare e lo stare ponendolo nella condizione di pensare alla propria vita. Non crede nell anima, il professor Galimberti. Così motiva questa sua convinzione: credere nell anima è mettersi fuori dalla realtà in cui si vive perché l anima non è quantificabile, né verificabile, è astratta perché si pone su un piano che non è di nostra conoscenza, è fuorviante perché non aiuta il corpo ad essere presente, alla concretezza che invece richiede. Secondo lui siamo condizionati da una visione troppo astratta della vita, mentre la filosofia definisce la psiche un tutt uno con il corpo e non viceversa, per questo ogni manifestazione del corpo proviene da un rapporto con la realtà che ne determina il benessere. Abbiamo troppo psicanalizzato la vita, rendendola separata ed astratta, come se con la cura della psiche si raggiungesse la felicità a prescindere dalla sofferenza del corpo. Si è creato intorno all esigenza della psiche un mercato della mente dove con diverse terapie si vuole entrare e condizionare il profondo di noi stessi, non conoscendo l intimo che vuole uno spazio in cui l inconscio vive una propria dimensione. Per far questo si utilizzano anche farmaci che anestetizzano sia la mente e sia il corpo per condizionare e determinare l esistenza.. La fenomenologia, che studia i fenomeni che vi sono tra il corpo e la mente rifiuta il concetto di far diventare schiavo il corpo determinato dalla psiche, non li considera separati, ma ambedue uniti nella vita. Secondo Platone è l anima che da sostanza, finalità e vitalità al corpo. Non è facile capire anche attraverso la psicologia quanto l anima influenzi il corpo, e quanto invece il corpo la influenzi, perché ambedue sono interconnessi. Il cristianesimo, che Galimberti ha definito la religione del corpo, mette al centro del messaggio il corpo e la resurrezione, dandogli una prospettiva ultra-terrena non separato dall anima, ma unificandolo nella salvezza. Ovviamente ciascuno è libero di condividere o meno questa analisi. In me, ha rafforzato la convinzione che non vi è filosofia o psicologia che possa dare risposte profonde alla vita! Anche lui cerca nella filosofia risposte alla vita! Invece la fede semplice e accogliente, quella che si affida e sa accettare la vita, attraversando le sue stagioni porta inevitabilmente ad affrontare il senso profondo del Mistero. Il salto che dobbiamo fare a conclusione della nostra vita è l atto che pone tutti credenti e non credenti di fronte alla domanda profonda di senso del perché siamo esistiti. Soltanto con la speranza delle parole di Gesù: Chiedete e vi sarà dato: cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto (Mt 7,7) dà senso, speranza all esistenza dell anima, perchè risiede nel profondo di ognuno di noi e che soltanto la Sua Misericordia può cercare. In alternativa vi è soltanto il buio della logica!... Remo Uncini Elio Brocanelli il falegname del Duomo Nessuno muore sulla terra finchè vive nel cuore di chi resta La comunità del Duomo e la sua Germana lo ricordano con simpatia e affetto per la sua vita di fede e in amicizia con tutti. Egli ora vive nella gloria di Dio. Anniversario 21 novembre: Presentazione della Beata Vergine Maria Modello di ogni consacrato Memoria mariana di origine devozionale, si collega a una pia tradizione attestata dal protovangelo di Giacomo. Il protovangelo afferma, nel capitolo sesto, che all età di un anno Maria viene presentata ai sacerdoti del Tempio dai suoi due genitori, Anna e Gioacchino; pochi anni dopo viene fatta accedere all interno, prendendo parte alla vita sacerdotale, fino al momento dell incontro con Giuseppe. La celebrazione liturgica, che risale al sec. VI in Oriente e La parrocchia di San Sebastiano si sta preparando a festeggiare il sessantesimo anniversario di sacerdozio di don Roberto Vigo. Un programma predisposto dal comitato e rivolto ai parrocchiani, agli abitanti del quartiere Prato e alle tante persone che hanno condiviso alcuni momenti della loro vita con don Roberto prevede incontri in parrocchia sul tema della famiglia e della vocazione. Mercoledì 19 novembre alle ore 18,15 don Claudio Procicchiani terrà una conversazione sul tema: Il sacramento del sacerdozio: i giovani e le vocazioni religiose. Giovedì 20 novembre alle ore 18,15 relazione *l asterisco La Bibbia, questa sconosciuta Solo il 14% degli italiani è in grado di rispondere esattamente ad alcune domande di conoscenza base della Bibbia, del tipo I Vangeli sono parte della Bibbia? o Gesù ha scritto libri della Bibbia?. L Italia si piazza poi negli ultimi posti come lettura della Bibbia in generale: se il 75% degli statunitensi afferma di aver letto un brano biblico negli ultimi 12 mesi, solo il 27% degli italiani può dire altrettanto. Peggio stanno altri due Paesi cattolici, la Francia (il 21%) e la Spagna (il 20%). Tuttavia gli italiani, che pure si proclamano cattolici all 88%, non si distinguono nemmeno per la partecipazione ai riti religiosi: solo il 32% frequenta assiduamente le chiese, contro un 55% dei polacchi e un 45 per cento degli statunitensi. Tra i dodici paesi presi in esame dall Eurisko, Usa, Gran Bretagna, Olanda, Germania, Spagna, Francia, Italia, Polonia, Russia, Filippine e Argentina, compare anche Hong Kong: il 46% della popolazione adulta della città cinese afferma - secondo l indagine - di credere in Dio e il 94% per cento LA GRANDE GUERRA 90 ANNI DOPO Abbiamo celebrato il novantesimo anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale. Iniziamo subito col dire, per evitare polemiche, che è giusto ricordare i nostri morti che con coraggio e onore si sono battuti per la patria. Sarebbe anche bello poter tornare a festeggiare il 4 Novembre come festa nazionale, visto che è la data dell unità d Italia e un occasione che unisce tutti gli italiani. Chiariti questi punti, però, non possiamo tacere su altri fatti che la retorica patriottica ha sempre tenuto nascosti. Prima di tutto, lo spirito nazionale che raccolse tutti gli italiani con convinzione sotto la bandiera sabauda iniziò solo dopo la disfatta di Caporetto, nel 1917, quando l esercito austriaco invase il nostro territorio. Prima di allora, la stragrande maggioranza della gente, fatta di contadini e operai, era tutt altro al sec. XIV in Occidente, dà risalto alla prima donazione totale che Maria fece di sé, divenendo modello di ogni anima che si consacra al Signore. In tal modo la serva di Dio si prepara ad accogliere Gesù, attuando nel suo umile servizio al Signore nel Tempio, gli insegnamenti del Figlio: Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano. Essa inoltre costituisce un profondo atto di umiltà ed obbedienza compiuto da Gioacchino Parrocchia di San Sebastiano Auguri don Roberto IL REFRATTARIO ed Anna, per i quali Maria costituiva un tesoro umano, poiché figlia unica concepita nella piena maturità e un sommo tesoro spirituale. Il nuovo calendario, conservando questa memoria, ha inteso additare in Maria una figura completa che ci aiuta ad esaltare Dio per la sua meravigliosa opera di salvezza. Ogni cristiano, come Maria, «trova grazia» presso Dio nello Spirito Santo, per la mediazione di Cristo e diviene «Arca dell alleanza nuova» e Tempio del Signore del Vescovo su Il sacramento del matrimonio: segno dell amore di Crsito per la Chiesa. Venerdì 21 novembre alle ore 18,15 alcune coppie di sposi racconteranno la loro testimonianza di famiglie cristiane fondate sul matrimonio come scuola di fedeltà e di amore. Domenica 23 novembre, nella solennità di Cristo Re, nel corso della Santa Messa delle ore 11 gli sposi potranno rinnovare le loro promesse di matrimonio. che contenta di andare a combattere per uno scopo che nemmeno conosceva e che non sentiva come proprio. Nel 1915, infatti, coloro che erano favorevoli all entrata in guerra dell Italia erano una sparuta minoranza, che però ebbe successo perché rumorosa. In realtà l Italia avrebbe potuto ottenere dall Austria quello che voleva, cioè Trento e Trieste, anche gratis, come pensava il saggio Giolitti. Invece si optò per il conflitto e in questo ebbe una parte importante la massoneria internazionale. I circoli massonici volevano da tempo la distruzione totale del cattolico Impero Austro-Ungarico, modello di convivenza tra più etnie e religioni. Non è un caso, infatti, che dopo il conflitto, la carta d Europa fu ridisegnata secondo i desideri della massoneria anglo-americana e che vennero create, come la storia recente ha dimostrato, mostruosità geo-politiche come la Cecoslovacchia e la Jugoslavia. Gli imperi cristiani come l Austria e la Russia, invece, vennero in forza della consacrazione dello Spirito nel Battesimo e nell Eucaristia. Giordano Maria Mascioni Nella foto di Augusta Cardinali, don Roberto con il vescovo Gerardo in piazza san Pietro, in occasione dell udienza con il Santo Padre. di Giacomo Galeazzi dichiara di frequentare un luogo di culto; solo il 13% confessa di aver letto un brano biblico nell ultimo anno. La Bibbia, pur essendo il libro più diffuso nel mondo, deve essere ancora tradotto in 4500 lingue per essere a disposizione dell intera popolazione mondiale, ha ricordato mons. Vincenzo Paglia, Presidente della Federazione Biblica Cattolica, anche lui alla presentazione della ricerca Eurisko. Proprio per accelerarne la diffusione è stato firmato stamane un accordo tra la Federazione Biblica cattolica e la protestante United Bible Societies. Anche il segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, ha messo in luce il problema del rapporto fra i giovani e la conoscenza delle Sacre Scritture. Il porporato ha recentemente rilevato al Sinodo dei Vescovi che solo il 13% dei ragazzi credenti reputano di dovere meditare la Bibbia, ma il porporato ha sottolineato che, pur essendo indifferenti alle Sacre Scritture, i ragazzi di oggi sono pronti e disponibili ad accogliere la testimonianza viva di adulti ed educatori che mettano in pratica il Verbo di Dio nella vita quotidiana spazzati via e con essi tutto un certo tipo di civiltà. La Grande Guerra, per scongiurare la quale San Pio X offrì la sua vita e che Benedetto XV definì giustamente un inutile strage impegnandosi attivamente per la pace, fu il frutto del progressivo allontanamento dei popoli da Dio e dall insegnamento della Chiesa, la logica conseguenza delle perverse ideologie ottocentesche del nazionalismo, del positivismo e del darwinismo sociale. Dopo la guerra, nulla fu più come prima e si spalancarono le porte ai grandi totalitarismi del XX secolo che tante tragedie hanno portato in Europa e nel mondo. Alla fine, a rimetterci, fu, come al solito, la povera gente, costretta a lasciare famiglia e lavoro per scontrarsi contro altri fratelli, magari appartenenti alla stessa confessione religiosa. Ma si sa, con la Prima Guerra Mondiale, l Europa e la civiltà cristiane, già duramente provate, tramontarono definitivamente. Federico Catani

9 In diocesi 9 ARTE E FEDE: I catechisti e il laboratorio dentro la Cattedrale di Jesi La comunità racconta la sua fede Qualche anno fa a Milano è stata realizzata una mostra collettiva dal titolo Arte, religione, politica. Il Corriere della sera in quella occasione aveva scritto: Le religioni sono ancora fonte di ispirazione? Queste opere dicono di sì! Ma questo riconoscimento va accolto con una certa cautela. Il cristianesimo non è una religione affermava il card. Biffi in un suo celebre intervento. E infatti in quella occasione della mostra milanese, una delle artiste Charo Oquet, di origine dominicana, che aveva presentato una specie di tempio vudu dove le divinità sono abbigliate con paillettes, teste di bambole, tessuti ecc affermava: Non avete fatto voi lo stesso con il duomo di Milano, con le vetrate colorate, le guglie, la Madonna d oro sulla cima? E aggiungeva: Non avete voluto anche voi fare in modo che la divinità scendesse sulla terra, sedotta dalla bellezza? Questa risposta esprime un modo di vedere il rapporto arte e fede che non è cristiano. Non abbiamo bisogno di attirare Dio sulla terra. E venuto Lui stesso. Né abbiamo bisogno di confrontarci con altre espressioni culturali o religiose per far vedere che siamo più alti!! La sera del mandato diocesano ai catechisti e animatori, domenica scorsa 26 ottobre, chi è entrato in cattedrale verso le 16, si è trovato davanti a gruppetti di giovani o adulti che stavano guardando e scrivendo, dialogando e cercando. Più d uno ha chiesto che cosa stessero facendo. Stavano cercando di cogliere il senso artistico-spirituale di quello che vedevano. Vedevano ad esempio il grande Cristo dell abside e si domandavano cosa potesse esprimere della presenza del Risorto e come riesprimerlo per i ragazzi che camminano nella fede. Guardavano attentamente l ambone, l altare, la cattedra e il coro, il battistero ottagonale, i leoni di marmo rosso, lo stesso campanile e, naturalmente, il grande portone del giubileo e si chiedevano il senso di quella espressione artistica. Il lavoro è stato molto interessante. L artista salvadoregno, di cui s è ricordato all inizio, forse non avrebbe compreso il nostro lavoro. Ma l annuncio che Dio già abita, non tanto dentro un tempio fatto di pietre, ma dentro una comunità che racconta la sua fede, che è attenta alla presenza del Risorto e che continua ad abitare luoghi e tempi, dove i credenti lo portano questa sarebbe stata una bella notizia. Se poi avesse visto il video preparato da Francesco Collamati e altri, avrebbe avuto in 10 minuti una panoramica della cattedrale, vista con gli occhi degli artisti, ma anche delle persone di fede. Da tempo l Ufficio Catechistico diocesano promuove questa attenzione tra arte e fede in funzione anche catechistica ed a questo proposito dieci anni fa ha editato un album con 25 figurine che raccontano la fede e la storia della nostra Vallesina attraverso l arte. Don Mariano Piccotti Sguardi sulla cattedrale Mostra fotografica Domenica 9 novembre, presso il Palazzo dei Convegni di Jesi, alle ore è stata inaugurata la Mostra Fotografica sul tema 800 Anni della Cattedrale della Diocesi di Jesi Questa è un iniziativa che rientra nei festeggiamenti per questo significativo evento per la nostra Città. Erano presenti il Vicario Generale della Diocesi mons. Giuseppe Quagliani, in sostituzione del Vescovo. Ha introdotto il discorso di presentazione il prof. Randolfo Frattesi Direttore dell Ufficio Beni Culturali e le dott.sse Ester Donninelli e Katia Buratti del Museo Diocesano, che hanno pubblicamente ringraziato chi ha contribuito alla realizzazione di questa iniziativa. Il parroco del Duomo don Vittorio Magnanelli ha voluto spiegare ai presenti il significato di questa manifestazione in relazione a tutti i festeggiamenti in corso. Questi i partecipanti che hanno esposto fotografie di notevole pregio artistico e di interesse collettivo: Simone Agostinelli, Mario Barchiesi, Simonetta Bravi, Alessia Giulia Brecciaroli, Gino Candolfi, Lorenzo Candolfi, Chiara Carbonari, Carlo Chiatti, Roberto Cirilli, Patrizia Frulla, Irene Gattini, Daniele Nicolini, Claudio Pasquinelli, Tiziana Pasquini, Pierpaoli Paolo, Stefania Secondini, Jonathan Soverchia, Daniela Spurio. Al termine della mostra a ogni partecipante verrà consegnato un omaggio a ricordo e ringraziamento. La serata è proseguita in Cattedrale con la Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da Mons Giovanni Tonucci, Arcivescovo di Loreto. La mostra resterà aperta fino a domenica 16 novembre con orario 10-12,30 e 17-19,30. r.f. Ottavo centenario della Cattedrale (XXII) Una cattedrale icona del Corpo di Cristo Nell articolo precedente ho preso lo spunto dalle dodici croci preziose, poste a memoria della dedicazione del duomo, per parlare delle immagini edilizie della chiesa (Casa-Tempio-Città di Dio). Ora vorrei proseguire con la metafora della Chiesa- Corpo, che troviamo sviluppata nelle lettere di S. Paolo, particolarmente nella prima ai Corinti. In questa città i cristiani erano divisi in aggregazioni, diverse a seconda dei predicatori-fondatori da cui avevano ricevuto il vangelo (un po come succede oggi con i vari gruppi e movimenti ecclesiali!). Paolo tuona contro le divisioni, portando il motivo che tutti i battezzati formano un unico Corpo di Cristo. Pio XII nell enciclica Mystici Corporis (1943) aggiungerà tale qualifica di mistico, per distinguerlo dal corpo eucaristico. Ma si tratta di dimensioni profondamente legate: Un solo Pane, un solo Calice, un solo Corpo (cfr 1Cor 10,14) ammonirà ancora Paolo. A dire la verità, tale immagine non è del tutto farina del suo sacco, essendo anzi comune nell antichità, addirittura dagli antichi Egizi. Tutti ricordano, ad esempio, il fortunato comizio del console Menenio Agrippa che, proprio con l apologo della necessaria unità fra ventre e membra (argomento che i romani capivano bene: sono sempre stati un po magnacciù!), convinse la riottosa plebe a ritirarsi dal Monte Sacro e tornare a Roma, mentre correva l anno 494 a.c. Vediamo dunque questa figura della Chiesa-Corpo nella nostra Cattedrale. Comincio con uno schizzo (n.1) del nostro (perché ha fatto il Palazzo della Signoria) Francesco di Giorgio Martini, preso dal suo Trattato sull architettura, ove traccia una figura umana circoscritta da una chiesa. E vero che tale figura fa parte di una serie di studi che vedevano nell uomo - quale microcosmo perfetto - il segreto per la costruzione di edifici razionali. E risaputo infatti che il Rinascimento è l epoca della affannosa ricerca della perfetta proporzione, durata fino a Le Corbusier con il suo Modulor. Però è possibile vederci anche con l occhio teologico, si capisce un richiamo a quell Uomo Perfetto (Ef 4,13) che è Cristo. Da non intendere soltanto come persona fisica, ma dilatato a quella pienezza di cui si fa cantore ancora S. Paolo quando tratta del rapporto di Cristo con la Chiesa, anzi con tutto il cosmo. Ecco, per tutti, il celebre inno del primo capitolo della Lettera ai Colossesi: Egli è immagine del Dio invisibile per mezzo di Lui sono state create tutte le cose e tutte in Lui sussistono. Egli è anche il Capo del Corpo, cioè della Chiesa piacque a Dio far abitare in Lui ogni pienezza e per mezzo di Lui riconciliare a sé tutte le cose. E quando la Chiesa canta il non meno famoso Salmo 8, dove l uomo è posto al centro del creato, sa che la sua piena realizzazione avviene in Cristo insieme con quanti sono a lui uniti. E allora passiamo al disegno n.2, che raffigura la pianta della chiesa del Gesù a Roma (sì, la chiesa-madre dei Gesuiti, nella piazza della ex sede della DC!). E quasi perfettamente uguale a quella del nostro duomo (il quale è tuttavia sfrondato dai ghirigori manieristico-barocchi). E comunque tale somiglianza non è casuale, dato che il vescovo Fonseca veniva da Roma, dove il Gesù era servita da modello perfino per la basilica di S. Pietro, oltre che, in seguito, per innumerevoli chiese tridentine. Si presenta dunque ad aula unica, per favorire la predicazione e la visibilità delle celebrazioni (a differenza di tante chiese romaniche e gotiche, con quegli ingombranti pilastri). Questa essenziale finalità è espressa dai disegnetti 3 e 4 (perdonate, sono di tipo catechistico, però aiutano ). Quello a sinistra fa vedere Cristo tutt uno col suo Corpo. Mentre a destra si presenta un assemblea raccolta attorno all altare in una chiesa dai contorni simili a quelli della nostra cattedrale: dove l area del prete (presbiterio) corrisponde a sinistra al Cristo-capo, di cui il sacerdote è rappresentante. Diciamo appena due cose. Primo, che i cristiani, come sono uniti a Cristo, non meno debbono vivere uniti fra loro. E poi che la 15 e 16 novembre - Santa Elisabetta diversità delle membra (cioè dei doni e carismi), deve sollecitare ad esercitarli armonicamente a vantaggio di tutto l organismo. Questa unità nella diversità va espressa nella vita delle nostre comunità (ricordate la nostra Tresere pastorale dal titolo CorrensAbili?). Ma deve manifestarsi anche nelle celebrazioni. Dove il rischio di perpetuare la presenza di assemblee anonime e passive di fronte al prete-chedice-la-messa è tutt altro che scomparso. Insomma è sempre incombente il rischio del prete-figaro, Factotum della città. Anche se si tratta della Città di Dio. Don Vittorio Magnanelli Sabato 15 novembre alle ore e domenica 16 novembre alle ore presso la Chiesa di San Francesco d Assisi di Jesi, la Compagnia El Passì presenta Santa Elisabetta d Ungheria. Un opera impegnativa, proposta alla Compagnia dall Ordine Francescano Secolare locale per celebrare gli ottocento anni dalla nascita della santa, sua patrona. Con la messa in scena di questo dramma, El Passì propone una vicenda umana appassionante in una rappresentazione corale, fedele all atmosfera del tempo. Il testo teatrale è di Gemma Freddi Pallottelli, la regia di Claudio Corinaldesi. In scena anche l orchestra della Scuola Musicale Pergolesi di Jesi. Un appuntamento da non perdere- sottolinea Maria Carla Cesaroni, portavoce de El Passì- che sicuramente colpisce il cuore e può aiutare ad umanizzare le vicende del nostro tempo. t.t.

10 10 Cultura e società Diocesi: La parrocchia di San Giuseppe celebra il sinodo pastorale dal 13 al 16 novembre Un invito a prendere coscienza della novità segue da pag. 1 Il profeta interpreta il vissuto. E profezia è il prezioso servizio che un uomo fa ai propri fratelli, al proprio popolo, interpretando, con la potenza di Dio e con la sapienza, dono di Dio, le vicende e gli accadimenti in cui si è coinvolti Cambiano tempi e situazioni. Anche da noi. In una nazione cattolica per eccellenza potremmo cadere nell errore di collegare la nostra evangelizzazione a schemi di potere più che di liberazione. La via, nel libro Non c è futuro senza perdono, che Tutu traccia è la via del perdono. Il rischio di una parrocchia multietnica è che invece di creare vie di condivisione e di perdono crescano tensioni e paure. La stampa e i mass media vanno avanti con due tendenze opposte: il processo o la rimozione. Processi a volte gratuiti contro lo straniero di turno che farebbe meglio a tornarsene a casa. Rimozioni dettate dal fatto che gli stranieri sono utili al nostro sistema economico produttivo e quindi necessari e pertanto non bisogna parlarne. L annuncio evangelico passa per il perdono, la convivenza pacifica, la consapevolezza che ogni umanità è carica della benevolenza e dell amore di Dio. L ideale di umanità di Desmond Tutu è l uomo ubuntu. E una parola intraducibile e che riguarda l intima essenza dell uomo. Ubuntu è una persona generosa, accogliente benevola, sollecita, compassionevole, che condivide quello che ha. Una persona così aperta e disponibile verso gli altri, riconosce agli altri il loro valore, non si sente minacciata dal fatto che gli altri siano buoni e bravi, perché ha una giusta stima di sé che le deriva da una conoscenza di appartenere ad un insieme più vasto, e quindi si sente sminuita e umiliati, quando gli altri vengono oppressi, o trattati come se fossero inferiori a ciò che sono. A volte le tensioni che si vengono creare in questa terra benedetta da Dio possono incrinare la volontà di annunciare il vangelo o addirittura a distorcelo per ottenere sicurezza e prestigio. Il Sinodo allora interpella le comunità parrocchiali di San Giuseppe, Coppetella e Santa Lucia, invitandole a prendere coscienza di tante novità, di tante situazioni nuove e difficili. Della carenza di clero e delle potenzialità che una comunità cristiana matura e responsabile gioca un suo ruolo fondamentale a partire dai laici, nei confini di quella terra che le è assegnata e nella quale si ha ancora il coraggio di annunciare il Cristo e perciò benedetta da Dio. Tutta la drammaticità di una missione come questa mi porta alla mente un film di Roberto Rossellini Stromboli Terra di Dio che vorrei usare come parabola. Il film più vecchio di me, e Collocato nel filone Classico del neorealismo italiano che ha come interprete principale una delle più grandi attrici del secolo scorso, Ingrid Bergman. Per quale motivo una isoletta occupata fondamentalmente da un vulcano, da un istituto di pena e da un piccolo porto per pescherecci può risultare una terra di Dio? Si narra di Karin, giovane lituana, che la guerra ha sbalestrato lontano dal suo paese, mentre si trova in un campo di concentramento italiano, conosce Antonio, pescatore dell isola di Stromboli. Antonio si innamora pazzamente della bella straniera, la quale per sottrarsi alla prigionia, acconsente a sposarlo. Ma a Stromboli Karin non trova il paradiso descrittole da Antonio: l isola è un ammasso di pietre vulcaniche, gli abitanti sono dei primitivi, il loro nido d amore è una bicocca desolata e spoglia. Alla ribellione dei primi giorni subentra uno stato d animo più equilibrato: Karin cerca di avvicinarsi al marito, collabora con lui nel riassettare la casa, cerca di fare amicizia con gli isolani, ma trova incomprensioni e ostilità. Mentre la sua vita trascorre agitata tra delusioni e speranze si manifestano in lei i segni premonitori della non lontana maternità. A questo punto il vulcano entra in una fase d attività, cagionando distruzioni e spavento. Karin decide di fuggire dall isola, passando attraverso il vulcano; ma sopraffatta dalla stanchezza e soffocata dalle esalazioni sulfuree, dopo una crisi di disperazione, s addormenta. Al suo risveglio, il pensiero della vita, che porta in grembo, la spinge a rivolgersi al Dio misericordioso, ch ella invoca piangendo. Di queste storie o analoghe ne è piena la nostra comunità parrocchiale. Alcune molto vicine anche dal punto di vista dei contenuti, altre molto vicine dal punto di vista del significato. Quanti dei nostri amici stranieri cristiani o no possono raccontarci storie analoghe? Quanti anche dei nostri cristiani indigeni possono far tesoro di una storia personale che trova il senso del suo evolversi al momento in cui s apre un invocazione al Dio vivente e Signore della vita. A ripartire dalla consapevolezza che San Giuseppe, parrocchia, quartiere o come lo si voglia interpretare, anche se ogni terra è benedetta da Dio, ci mette tutti sullo stesso piano, ci obbliga a parlare e ad interrogarci consapevoli che la comunità cristiana può ancora illuminare gli immensi drammi collettivi ed individuali che si giocano nel territorio. Si spiega in questo modo il perché dei due relatori. Don Arturo Paoli, che considero un profeta, per la sua lunga esperienza di sacerdote, a volte anche scomodo, nell Azione Cattolica, nella missione, nell esperienza monastica dei Piccoli Fratelli di Gesù insieme a Carlo Carretto. Don Vincenzo Solazzi un sacerdote della diocesi di Fano con una profonda passione per la sacra scrittura, la famiglia, l ecumenismo. Temi essenziali con i quali confrontarsi e crescere nella nostra comunità parrocchiale. Si spiegano inoltre anche i due momenti di incontro nel dopo cena. Uno, il giovedì 13 novembre alle ore 21, di preghiera e di invocazione dello Spirito Santo perché guidi la nostra comunità parrocchiale. L altro il venerdì 14 novembre alle ore 21 di teatro, danza, poesia e musica perché coinvolga con i mezzi dell umano sentire una popolazione che sta oltre il sagrato della chiesa ma che si interroga sul senso della vita e dell esistere. Si spiega così anche l immagine del Sinodo. L immagine trasfigurata della chiesa di San Giuseppe su di un ammasso di elementi apparentemente un poco convulsi ma arricchiti da una cromaticità che rincuora e spinge alla speranza. Il Sinodo allora ha l obiettivo di reinventare la comunità dei credenti che è fatta da tutte le componenti del territorio nel quale è chiamata a vivere e quelle stesse componenti sono i destinatari del messaggio affidatogli dal suo maestro, lumen gentium. Non ci rimane allora di prostarci con la faccia a terra, come Abramo, perché Dio continui a parlare al suo popolo. Il parroco, Don Giuliano Fiorentini La Chiesa e la parrocchia di San Giuseppe sono nate assieme nell intervallo fra la prima e la seconda guerra mondiale (nel 1925, posata la prima pietra dal vescovo Gandolfi, e nel 1933 consacrato l altare maggiore dal vescovo Zaccherini). Un paio di fotografie di allora ci mostrano, una il grande corteo che, proveniente dal Duomo, scendeva da Porta e via Garibaldi verso una spianata ad est della Mura, un altra, la posa della prima pietra. Nel 1905 era stata demolita l anticha chiesetta di San Giuseppe, una rotonda collocata dove oggi è l angolo fra la piazza ed il tratto di via Garibaldi verso Ancona; era forse la chiesetta di un cimitero, posta in un angolo di un area inscritta fra la grande via per Ancona, la strada per San Marcello e il torrente Granita; l avevano avuta in cura i falegnami che costruivano le bare, e l avevano dedicata al loro protettore, san Giuseppe, il falegname di Nazareth. A volere la nuova chiesa furono i due don Angeli, Battistoni e Cappannini. Nessuno ha trovato mai un disegno planimetrico originale della chiesa, e don Giuseppe Palmolella raccontava che furono proprio quei due sacerdoti a pretendere la trasformazione del progetto, che prevedeva tre navate di uguale larghezza, nel modo in cui invece oggi si presenta, per garantire una maggiore capienza. Don Arduino Rettaroli fu poi il primo parroco. Una chiesa per le ranocchie dicevano i critici, ma con essa ed attorno ad essa sarebbe cresciuto nel giro di pochi decenni il quartiere più popoloso e popolare della città di Jesi. Lo stile romanico riscaldato la dice lunga sullo sfondo culturale ed ideologico di allora. In un tempo di ideologie esaltate fino alle estreme conseguenze (le guerra, il nazismo, il fascismo, il capitalismo, il comunismo ) la chiesa si ergeva alta come riferimento ad un patrimonio religioso e civico antico, storicamente consolidato e destinato a durare! Cresciuta nella pace! Nel secondo dopoguerra il Paese e la Città si ricostruiscono sulle macerie materiali, ideologiche e spirituali, dell immane conflitto; nel mondo e nel territorio ancora le ideologie tengono i timoni di una popolazione unanime nella volontà di ricostruzione, ma divisa nella visione etica, sociale e culturale. La chiesa, suo malgrado, di fatto educa e nutre solo una porzione del popolo, il suo messaggio è ideologizzato, ci sono i nostri e gli altri, (l associazionismo cattolico, il partito cattolico, il cinema cattolico, il bar cattolico ) ma questa contrapposizione non cancella la capacità dei cattolici di costruire assieme agli altri in un serrato e democratico confronto, le basi di un nuovo benessere. E immancabili, come frutti della pace, arrivano nei primi anni Sessanta il benessere e la sicurezza: la gente sta meglio e può esplicare, ormai liberata dalle ristrettezze della miseria, le sue potenzialità. Il quartiere e STORIA DELLA PARROCCHIA: nata tra la prima e la seconda guerra mondiale Chiesa come riferimento duraturo la parrocchia vivono la dimensione popolare di questa rivoluzione pacifica: il boom economico, le prime auto, le prime gite, i primi risparmi, l abbandono di costumi ed abitudini tradizionali, le nuove potenzialità di lavoro. Sarà proprio il lavoro cercato altrove ed uno sviluppo urbanistico residenziale verso la Jesi Nuova, a rallentare e fermare lo sviluppo demografico degli anni settanta di San Giuseppe. Nella modernità, il dono del Concilio Si chiama secolarizzazione il grande fenomeno culturale che dagli anni Sessanta mette in discussione nel mondo occidentale il fondamento religioso dell esistenza. Tutti ne sono permeati. Ma per la Chiesa lo Spirito suscita la straordinaria stagione del Concilio Ecumenico Vaticano II; ad aprire la strada è papa Giovanni XXIII con la distinzione fra peccato e peccatore; segue un periodo travagliato di vita ecclesiale, dove processi di rinnovo si mescolano a momenti di chiaro dissenso interno. Fra gli anni 70 e 90 la scelta strategica della nuova missionarietà della Chiesa Italiana produrrà oltre al pluralismo dell associazionismo cattolico, il ritorno alla centralità liturgica e alla formazione religiosa. Questo processo verrà cadenzato dai grandi convegni nazionali promossi dalla Conferenza Episcopale Italiana: evangelizzazione e promozione umana nel novembre 1977 a Roma, riconciliazione e comunità degli uomini nel maggio 1986 a Loreto, il vangelo della carità per una nuova società in Italia nel novembre1995 a Palermo e, ultimo, Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo a Verona nell ottobre Vito Collamati Continua al prossimo numero Conosciamo San Paolo Per offrire una qualificata occasione di approfondimento della Scrittura e del pensiero dell apostolo Paolo, la Diocesi con il Terz ordine Carmelitano e l Ordine Francescano Secolare si impegna a celebrare in semplicità e concretezza l apostolo delle genti, san Paolo, nell anno giubilare a lui dedicato. L iniziativa di alcuni incontri vuole aprirsi a tutte le realtà della diocesi: parrocchie, movimenti ecclesiali, animatori delle comunità locali, laici e consacrati, credenti e non credenti. Il secondo incontro sarà giovedì 20 novembre alle ore 17 nella parrocchia di San Francesco d Assisi con una meditazione di padre Giancarlo Corsini dei Frati Minori Conventuali.

11 Vallesina 11 UNIVERSITA DI JESi: inaugurato il nuovo Dipartimento della Fondazione Colocci Un investimento per la città La Fondazione Colocci ha vinto la sfida: essere un polo universitario a tutti gli effetti. Questo è il valore aggiunto che il nuovo Dipartimento di Studi giuridico-economici - inaugurato la settimana scorsa nei locali di via Angeloni - porta con sé. Dopo il taglio del nastro, tutte le autorità presenti hanno espresso la loro soddisfazione per un momento così importante per la cultura e la società jesina. Siamo molto orgogliosi ha detto il presidente della Colocci Gabriele Fava - Il nostro programma di mandato aveva un punto cruciale: Jesi nuovo polo universitario e noi abbiamo portato a termine questo obiettivo. Non bastano i corsi di laurea per fare la qualità di un centro accademico, ci vuole anche una ricerca aperta agli ampi scenari del nostro territorio. Un pensiero particolare va ora ai ricercatori che lavoreranno nella nostra sede: il successo di questo dipartimento dipenderà dalla loro capacità di produrre risultati con il mondo delle imprese, con la società civile, con le istituzioni. Abbiamo appena fatto un grande investimento per la cultura e la crescita della nostra città. Soddisfazione massima anche per Roberto Sani, Rettore dell Università di Macerata: Il percorso iniziato anni fa ha sottolineato oggi segna una tappa fondamentale con il nuovo dipartimento, un progetto che, unito alla validità dei corsi e ad una rinnovata spinta organizzativa, sfocia in una struttura che non ha eguali in tutte le Marche: l Università di Jesi. Questo perché, unica nella realtà didattica di tutto il nostro territorio, essa coniuga economia e diritto offrendo nuovi servizi efficientissimi. Jesi non è una semplice sede distaccata ma un polo accademico di ricerca vero e proprio, una università autentica che sa essere anche diversa dalle altre perché è interamente puntata su iniziative che coinvolgono la realtà locale in cui è impiantata. Non meno entusiasta il sindaco, Fabiano Belcecchi: Grande emozione ed orgoglio da parte di tutta la città per un momento di cui vale la pena sottolineare l importanza. Abbiamo vinto la sfida: questa non è l Università a Jesi ma di Jesi. La nostra è una struttura completa, la miglior testimonianza che abbiamo un bel gusto nelle scommesse di qualità perché siamo riusciti ad unire e soddisfare i bisogni di tutti. Sala convegni e nuovi locali gremiti di studenti, cittadini e autorità, che hanno applaudito al nuovo dipartimento dove 15 gli operatori dell Università di Macerata che d ora in poi opereranno in pianta stabile. La sezione giuridico-economica, dislocata su 400 metri quadri, offrirà servizi, studi e ricerche al mondo dell imprenditoria locale e della società civile. Ad essa è stato dedicato il convegno che ha fatto il punto su Crisi finanziaria internazionale e sistema bancario italiano, con interventi di Diego Piacentino, neo direttore del Dipartimento jesino, Marco Onado della Bocconi di Milano, Giorgio Galeazzi e Federico Boffa dell Università di Macerata, Massimo Bianconi e Luciano Goffi, rispettivamente Direttore di Banca Marche e della Banca Popolare di Ancona, il Preside della Facoltà di Giurisprudenza di Macerata Rino Froldi. Nella foto di Maria Chiara La Rovere, i presenti alla manifestazione in una delle nuove sale del dipartimento La festa del IV Novembre celebrata in tutti i Comuni Italia unita e solidale nell impegno per la pace Jesi - Domenica 9 novembre, presso i giardini di via Cavallotti, al dolce tepore del sole d autunno, la banda di Jesi intona Il Piave mormorava e via via un buon numero di cittadini si raduna intorno al monumento dedicato ai Caduti. Anche Jesi celebra la Giornata delle Forze Armate e la festa dell Unità d Italia nel novantesimo anniversario della fine della prima guerra mondiale e ricorda il sacrificio di tanti giovani che hanno dato la vita per la patria. Rappresenta la cittadinanza il sindaco di Jesi, Fabiano Belcecchi. Sventolano le bandiere e i gagliardetti delle associazioni dei combattenti e delle armi: presenti la Marina, l Aeronautica, l Esercito, i Bersaglieri, i Carabinieri, i Vigili urbani, i Partigiani Cristiani e i volontari della Croce Rossa. Alle 10,30 ha inizio la S. Messa in suffragio dei Caduti, celebrata dal Vescovo di Jesi, Gerardo Rocconi, coadiuvato dal parroco di san Francesco di Paola, don Bruno Gagliardini. Nell omelia il Vescovo, ricordando le vittime della guerra, ha sollecitato tutti, credenti e non credenti, a cooperare, in questo momento storico assai critico, perché si possa costruire la pace: La giustizia non è sufficiente E necessaria la solidarietà, la disponibilità ad accogliere, ad aiutare l altro, come avviene nel volontariato: occorre un etica della gratuità. Dove indirizzare l impegno? Verso i poveri, i sofferenti, ma soprattutto verso tanti giovani, soli e a rischio sempre, nella vita quotidiana e nei luoghi del divertimento. Soffermandosi poi sul brano del profeta Ezechiele (Ez ) il quale vede scaturire dal tempio della città di Dio un torrente d acqua che risana e dà la vita, il Vescovo ha detto: Dal costato di Gesù in croce esce sangue e acqua: quell acqua che purifica e zampilla per la vita eterna. Solo da Gesù Cristo ci può venire l aiuto per costruire un mondo più giusto, più solidale più umano. E il Risorto la speranza che non delude. Dopo la Messa il Sindaco, con religioso silenzio, ha deposto la corona d alloro sul Sacrario. Ha quindi ricordato il sacrificio di quasi 700 mila giovani soldati morti per liberare l Italia e difendere gli ideali di libertà e democrazia sanciti poi dalla Costituzione Italiana del 1948: libertà e democrazia che oggi dobbiamo portare avanti con la nostra vita. Accennando poi alla delicata situazione politica internazionale ed alle complesse problematiche della società odierna, il Sindaco ha osservato che é compito della scuola promuovere la crescita della coscienza civile e morale dei giovani facendo emergere dallo studio degli eventi del passato la memoria storica. Infine, al suono dell inno di Mameli, si forma il corteo che, percorrendo corso Matteotti, giungerà in Comune per deporre una corona davanti alla lapide-ricordo. Maria Crisafulli Moie - L Amministrazione comunale di Maiolati ha celebrato domenica 9 novembre la Festa del IV novembre dedicata all Unità nazionale e al ricordo delle vittime delle guerre con tre cerimonie commemorative: una nella cittadina di Moie, una nella frazione di Scisciano e una nel capoluogo collinare. Il sindaco Giancarlo Carbini e gli ex combattenti hanno partecipato alla messa in suffragio di tutti i caduti; il parroco don Fabio Belelli ha proposto una riflessione sul valore di ogni persona, che non è legato alla nostra conoscenza o, a volte, pregiudizio, ma al fatto che è figlia di Dio. Dopo la benedizione, si è formato il corteo, aperto dalla banda musicale L Esina e dal gonfalone comunale che si è fermato al Monumento ai Caduti, dove è stata deposta una corona e dove il sindaco ha esortato a rendersi conto del bene prezioso che è l unità della Nazione. Anche il sindaco del Consiglio Comunale dei Ragazzi, Sebastiano Mazzarini ha partecipato alla commemorazione. Celebriamo la triplice ricorrenza del 4 novembre ha ricordato Carbini - l anniversario di una vittoria che segnò il conclusivo ricongiungimento con l Italia di ogni sua parte, il giorno dell Unità nazionale così pienamente conseguita e consolidata e la Festa delle Forze Armate, che sono state protagoniste del formarsi dell Italia unita e ne presidiano oggi le conquiste storiche e il nuovo ruolo nel mondo. Sono novant anni dalla fine della prima guerra mondiale e proprio in questi giorni sono scomparsi prima Domenico Vincenzo Chiarello e poi Delfino Borroni, entrambi di 110 anni, gli ultimi due cavalieri di Vittorio Veneto, gli ultimi ragazzi mandati al fronte nel disperato tentativo di recuperare le sorti del conflitto dopo la disfatta di Caporetto. Sono in molti a chiedersi, insieme a noi, se sia giusto o meno festeggiare la vittoria di una guerra che fu un vero e proprio massacro e che costò all Italia 650 mila morti e un milione di mutilati e feriti. Il Sindaco ha poi rivolto un messaggio alle generazioni che non hanno conosciuto la guerra, che hanno vissuto nella nuova Europa affinchè siano rispettose e riconoscenti ai tanti che caddero sul campo, e a quanti comb at t e r o no, onorando la loro bandiera. Un segno di ringraziamento lo ha rivolto poi alla locale sezione dell associazione nazionale combattenti e reduci a cominciare dal suo presidente Pierino Vitali, che testimoniano con orgoglio il loro impegno e il loro sacrificio per difendere la democrazia e la libertà nel nostro paese e che ancora oggi si sentono ragazzi e con entusiasmo partecipano al corteo con la loro bandiera tricolore. Oggi, deve sempre considerarsi un bene prezioso e fondamentale l unità della nazione, che può essere preservata anche attraverso l attuazione di possibili forme di federalismo. E solo rafforzando la comune identità e l effettiva coesione del paese, che l Italia può mettere a frutto le sue potenzialità e far valere - nel nuovo contesto globale - il suo contributo di nazione indipendente e pienamente partecipe del concerto delle nazioni europee. SABATO 15 NOVEMBRE: UN ATTRICE DI STILE VALERIA MORICONI Protagonista dell incontro che apre la rassegna Scompagina/2 curata dal Centro Valeria Moriconi e promosso dalla Fondazione Pergolesi Spontini in collaborazione con l Amat, con gli Assessorati alla Cultura della Provincia di Ancona, del Comune di Jesi e degli altri Comuni aderenti alla Fondazione e con diverse realtà associative e culturali che operano nel territorio. Valeria Moriconi, attrice di stile la cui intelligenza e seduzione, passione interpretativa e rigore di approfondimenti saranno indagati da Anna Ossani professore ordinario di Letteratura Teatrale Italiana presso l Università di Urbino. Nella ricorrenza del 77 anniversario della nascita di Valeria, sabato 15 novembre alle ore verrà presentato a Jesi un affascinante profilo biografico e critico della grande attrice. A delinearlo al Teatro Moriconi, sarà Anna T. Ossani. Il tema: Un attrice di stile Valeria Moriconi che è anche il titolo del volume primo pubblicato ad opera della stessa Ossani nell ambito del progetto Teatro di Marca. Figure marchigiane del teatro di prosa del Novecento. Verrà presentato anche il nuovo sito internet del Centro Studi e Attività Teatrali Valeria Moriconi (www.centrovaleriamoriconi.org) realizzato con il contributo del Rotary Club di Jesi per navigare nel mondo di Valeria, per consentire al suo pubblico, a operatori e studiosi, la ricerca a livello informatico, sia sulla vita, l attività artistica e l immagine dell attrice sia sul suo ricchissimo Fondo archivistico.

12 12 Jesi Federcasalinghe promuove le Marche turismo e artigianato Dopo il successo ottenuto la scorsa edizione, anche quest anno la Federcasalinghe Marche ha ricevuto da parte della Direzione generale Udine e Gorizia Fiere l invito a partecipare a Idea Natale, l evento fieristico dedicato al Natale più atteso nel friulano, che si terrà dal 14 al 17 novembre. La proposta è stata nuovamente accolta con entusiasmo da Maria Elvira Conti Fabbri, presidente regionale dell Associazione, che ha subito coinvolto socie e capogruppo per la preparazione dello stand. All appuntamento, saranno presenti espositori italiani e stranieri con una molteplicità di prodotti gastronomici e di artigianato tradizionale locale, artistico, addobbi, accessori, regali, giochi, musica e quant altro renda il Natale un occasione speciale. Un vero e proprio viaggio tra tradizioni, usi e costumi provenienti da varie località d Italia e del mondo volta a far conoscere come la festa più magica dell anno venga vissuta in luoghi e modi diversi. Idea Natale è un ottima vetrina per valorizzare e diffondere le tipicità delle Marche - spiega la presidente Conti Fabbri - per questo motivo, l Associazione ha deciso di rinnovare la sua partecipazione all evento con una presenza ancora più importante e incisiva, atta a promuovere le risorse del territorio, sia dal punto di vista del turismo e dei prodotti tipici di qualità, sia per quanto riguarda l artigianato artistico delle donne. Lo stand allestito da Federcasalinghe per la fiera di Udine sarà fornito di depliant turistici, dvd illustrativi, oggetti di artigianato artistico e specialità gastronomiche, tra cui pasta, marmellate, formaggi, salumi, olio, cioccolata e quant altro possa raccontare le Marche, nei suoi profumi, sapori e tradizioni. Con la partecipazione a Idea Natale - conclude la presidente Conti Fabbri - vogliamo dare un piccolo contributo all economia della regione, promuovendone i prodotti tipici, le risorse e le attrattive. E inoltre questa un occasione per valorizzare le attività artistiche e artigianali delle donne casalinghe e non, anziane e giovani, che vedono così realizzata l occasione di poter trasformare i loro hobbies in un ulteriore fonte di reddito e di benessere. Molteplici obiettivi dunque per un iniziativa che sembra già preannunciare un ulteriore successo Federcasalinghe Marche, forte anche dei buoni risultati ottenuti dalla Mostra d artigianato artistico femminile L Arte del Fare, svoltasi lo scorso luglio. Per ulteriori informazioni sull iniziativa e sulle prossime novità di Federcasalinghe Marche, è possibile contattare la sede regionale al numero Chiara Cascio CUPRAMONTANA: sabato 15 novembre Archivio fotografico comunale I l comune di Cupramontana sabato 15 novembre, alle ore 18, presso la Sala Consiliare, presenterà il Riordino dell Archivio Fotografico Comunale. A compiere questo pregevole lavoro la dott.ssa Simona Guerra, esperta di archivi fotografici, che in due anni ha ordinato e catalogato un materiale composto da oltre 9000 scatti. Queste foto sono una ulteriore importante testimonianza della storia di Cupramontana, perché ci raccontano, attraverso le immagini di quello che era, una storia che va dagli inizi fino agli ultimi anni del Novecento. Inoltre sono raccolte, in questo archivio, le foto relative alla Sagra dell Uva dalla prima del 1928 al Con questa opera di riordino, voluta dall amministrazione comunale e con il prezioso contributo della Fondazione Carifac, che da sempre è sensibile alla valorizzazione del territorio, Cupramontana si aggiunge ai pochissimi comuni della provincia di Ancona che hanno un archivio fotografico riordinato. Inoltre sono state scansionate circa 200 foto disponibili per una pubblicazione, alcune di queste verranno proiettate in occasione della presentazione. L archivio è conservato all interno dei locali della biblioteca comunale. Parteciperanno alla presentazione, oltre agli amministratori e alla curatrice del riordino, Riccardo Ceccarelli, bibliotecario del comune di Cupramontana e Vittorio Gagliardini, vice presidente della Fondazione Carifac. Cristiana Simoncini Volevo raccontarle una cosa che mi è capitata e che ha sconvolto la mia vita. Sono un uomo di cinquant anni e ho due figli. Tre anni fa mio figlio ha avuto un bambino. Come può immaginare è stata una cosa straordinaria la nascita di questo nipotino, ma oggi posso dire che la cosa ancora più straordinaria è stata la sua storia. In tre anni di vita Alessio ha già subìto tre interventi chirurgici nel tentativo di asportare un tumore che l accompagna fin dalla nascita, e ancora non è finita. Ma la cosa che voglio dirle è che Alessio mi ha insegnato a guardare la vita con altri occhi. Prima mi perdevo dietro a mille questioni: le cose che avevo non mi bastavano mai, guardavo con invidia chi guadagnava più di me, se qualcuno mi faceva un torto ero tutto preso dal fargliela pagare ad ogni costo, e tanto altro Questo bambino mi ha fatto riscoprire cosa significa essere un padre: quanto ero stato distratto prima con i miei figli! Mi capita, parlando con gli amici, di dire che Alessio, con tutta la sua storia di malattia, è stato il più grande dono che la vita mi ha fatto. Loro mi guardano esterrefatti, come se fossi un marziano. Lo so che non possono capire: anche io, se tre anni fa mi avessero detto che avrei avuto un nipotino con un problema così grosso, penso che mi sarei sparato un colpo in testa. Oggi ringrazio la vita per un dono così grande. Questo non vuol dire che non sono preoccupato, io con tutta la famiglia. Può immaginare l ansia ogni volta che dobbiamo rifare gli esami di controllo Le chiedo: non sono normale se ragiono così? Gli altri mi guardano davvero in modo strano, come se fossi fuori di testa Roberto G. Caro Roberto, penso che lei non è affatto fuori di testa. Lei è un uomo che sta provando ad ascoltare gli insegnamenti che la vita, la nostra grande maestra, ha deciso di offrirle. Nessuno di noi cerca la sofferenza per la sofferenza: sarebbe stolto. Ma credo sarebbe altrettanto stolto non guardare ciò che la vita ci mette davanti e voler per forza guardare altrove. Tante volte ci chiediamo il senso di quello che ci capita. Ma ciò che più colpisce è che questa domanda riusciamo a farcela soltanto quando l esperienza che viviamo è incorniciata dalla sofferenza. Quando viviamo nella gioia, quando il nostro cuore è colorato di felicità, non ci chiediamo il perché, non ringraziamo la vita - che chiamiamo Dio, se siamo credenti. Quando invece è il dolore che invade l anima, allora ci fermiamo a chiederci la ragione di tale sofferenza. E il primo pensiero diventa perché proprio a me?. E siamo pronti a ribellarci, a imprecare perfino. Non è questo un segno di quanto siamo superficiali? Sembra che solo la sofferenza ci rende capaci di fermarci, e dialogare con noi stessi e con la vita. Forse, però, è stato sempre così. Un saggio, vissuto oltre duemiladuecento anni fa, aveva scritto: Insegna più la sofferenza che l allegria (Qoelet). E un poeta indiano, vissuto nella prima metà del secolo scorso, scriveva: Poggio San Marcello - Un altro premio per la scuola Multimedialità e giornalismo La Scuola Primaria e dell Infanzia di Poggio San Marcello (Istituto Comprensivo Moie di Maiolati) dispone di un Laboratorio Multimediale ben attrezzato, realizzato con donazioni e finanziamenti da parte di privati e della locale Pro Loco. Il Progetto di Laboratorio Multimediale, giunto al sesto anno di attuazione, si rivolge a tutte le classi della Scuola Primaria e ai bambini di cinque anni della Scuola dell Infanzia. L uso della multimedialità contribuisce alla capacità di consolidare e organizzare le conoscenze acquisite attraverso la realizzazione di un giornalino scolastico, un prodotto multimediale di tipo ipertestuale in cui confluisca un lavoro di ricerca disciplinare o interdisciplinare e una presentazione multimediale Conoscenze enologiche un piccolo grande maestro di Federico Cardinali Cerca la ragione della tua esistenza nella fiamma della lampada del dolore: forse vi troverai un tesoro eterno (Tagore). Non so bene che cosa lei, Roberto, debba imparare in questa vita. Ma sembra che stia davvero imparando qualcosa di grande se i suoi occhi sono capaci, ora, di ampliare il campo visivo al punto tale da ridimensionare tante questioni che prima sembravano così importanti. E che continuano a sconvolgere tante persone che si perdono dietro a vere e proprie meschinità. (Pensi a quanti di noi si lasciano rovinare l esistenza da problemi come quelli che lei accennava: ostilità con i colleghi di lavoro per un torto ricevuto, disaccordi interminabili in famiglia per una parola di troppo tra marito e moglie, rancori tra fratelli o con altri familiari al punto da non rivolgersi più la parola per uno screzio o per una ingiustizia subita ). E Alessio? Che dire della sua vita? Possiamo chiederci che senso può avere che un bambino così piccolo debba affrontare delle prove tanto dolorose Vorrei proporle un pensiero che, credo, lei può comprendere se ha già iniziato un dialogo così aperto con la vita. Un pensiero molto antico (un filosofo greco, Platone, ce ne parlava duemilaquattrocento anni fa) sostiene che ciascuno di noi viene al mondo con un compito da svolgere, meglio, con un progetto da realizzare: per sé stesso e per gli altri. In altre parole è come dire che veniamo al mondo per imparare qualcosa (per noi) e per insegnare qualcosa (agli altri). E sono le anime più forti che vengono con un progetto più impegnativo. \E un pensiero condiviso da molti, anche oggi, soprattutto in certe filosofie/religioni dell oriente. E un pensiero, per la verità, che a me non pare neanche tanto lontano da una visione cristiana della vita se ricordiamo, per esempio, quando, nella lettera ai cristiani di Corinto, ci viene detto che ognuno di noi ha un dono particolare dello Spirito e che questo dono ci è dato anche perché sia a vantaggio di tutti. Certo, che cosa Alessio sia venuto ad imparare, per sé stesso, in una vita con un inizio tanto difficile, noi ancora non lo sappiamo. Una parte del suo progetto, però, forse possiamo già intravederla: non le pare che si stia rivelando fin da ora come un maestro di vita? Questo piccolo maestro sta insegnando a lei e ai suoi figli a guardare ciò che davvero conta nella vita di ogni giorno. E il suo insegnamento potrà arrivare, attraverso voi, a chi sa quanti altri. Oggi, per esempio, arriva anche a me e a tutti quelli che ci stanno leggendo. La ringrazio per i pensieri che ha voluto condividere con noi. E un grazie particolare, con un grande abbraccio che l accompagni nel suo cammino, ad Alessio, questo nostro piccolo grande maestro. Chi vuole scrivere allo psicologo può farlo o per o it) o per posta a Voce della Vallesina - colloqui con lo psicologo - P.za Federico II, JESI di un argomento disciplinare. Il nostro giornalino scolastico Poggiogiornalandio ha vinto il Premio Penne Sconosciute 2008 ed è entrato a pieno titolo nella collezione nazionale dei giornali scolastici. Interessante la motivazione del premio: Un giornalino scolastico semplice nella forma ma estremamente ricco di informazioni, in cui la voce dei bambini emerge in modo strepitoso e inarrestabile a ricordare e dimostrare che fra i banchi di scuola si fanno tante esperienze, si riflette su tanti argomenti, semplici e complessi: insomma, a scuola si cresce. Il 23 ottobre scorso ci siamo recati per la premiazione nel teatro comunale Belvedere di Piancastagnaio (Siena). Prima della cerimonia di premiazione alla presenza di autorità e sponsor, si è svolto un interessante confronto di esperienze tra le varie scuole, coordinato da Roberto Alborghetti, direttore di Okay, uno dei più importanti giornali scolastici a livello nazionale. Gli alunni di quinta classe della scuola primaria di Poggio San Marcello Il 28 ottobre presso l Osteria di Palazzo Bettini di Emanuele Benedetti nel corso di una cena con bollicine sono stati presentati gli spumanti dell Azienda Tenuta del Bosco dell Oltrepo Pavese della Famiglia Zonin; analoga iniziativa si svolgerà il 20 novembre a San Apollinare di Monte Roberto presso il Ristorante Al Pontemagno con la presentazione di due novelli: Nuvis della Tenuta di Ca Bollandi di Cervioganano del Friuli e Sant Ilario del Castello di Arbola di Radda del Chianti, anch esse della Famiglia Zonin. r.c.

13 In dialogo 13 Una storia vera, come tante altre, ci interroga sul ruolo dello stato sociale Tra speranza e disperazione Si sente spesso parlare delle cosiddette Categorie protette, di quelle persone, cioè, che per particolari problematiche di natura fisica o psico-motoria, non possono ricoprire che determinate mansioni. In verità non si sa molto di come stiano, come vivano, cosa chiedano queste persone. La solita logica per la quale, finché un problema non ci tocca da vicino, sembra persino non esistere. Eppure la questione esiste ed è molto seria. A richiamare la mia attenzione su questo tema è stato l incontro con una donna che chiameremo solo con la sua iniziale per una questione di privacy, N. In realtà io e N. ci incontriamo tutte le mattine, un sorriso ed un saluto veloce, poi ognuna corre verso il suo lavoro. Qualche giorno fa, tuttavia, N., sapendo del fatto che scrivo, mi ferma e mi dice che vorrebbe raccontarmi la sua storia. Nel 1995 N. scopre di avere una malattia genetica, la Charcot Marie Thout. Si tratta di una malattia rara, per molti versi sconosciuta, ancora senza cura, che colpisce i muscoli estensori; non porta alla morte, ma ad un intorpidimento progressivo degli arti, fino a costringere, chi ne è affetto, ad una forma di immobilità. A N. viene riconosciuta un invalidità del 67%. N. racconta questo dramma con gran dignità, sembra persino forte. Il suo tono cambia, tuttavia, quando mi racconta che questa malattia, che lei per anni non sapeva di avere, si è trasmessa anche al suo primogenito. Al figlio, oggi ventenne, è stata riconosciuta un invalidità del 75%. La vera battaglia di N. sembra iniziare proprio in quel momento, proprio per lui. N. si rivolge all Ufficio per l impiego di Jesi lo scorso agosto, chiedendo presso l apposito sportello un lavoro per il figlio, disoccupato da febbraio. Passa poco tempo e N. riceve una telefonata dal medesimo ufficio, in cui le viene annunciato che, dal primo ottobre, il figlio avrebbe dovuto iniziare un lavoro presso una nota azienda della Vallesina. Secondo le informazioni che le forniscono, si tratterebbe di un contratto iniziale di sei mesi, da prolungarsi per un periodo più lungo. N. ed il figlio sono felici e aspettano quella data con impazienza. Un lavoro significava uscire di casa, incontrare gente, avere un autonomia ed un indipendenza economica: tutti elementi fondamentali per la vita di ogni persona, in particolare per un giovane. Arriva la sospirata data del primo ottobre; il ragazzo di alza di buon ora, si prepara per affrontare una nuova vita. Una volta in ditta il giovane si vede crollare il mondo addosso: l azienda lo manda via perché non ha ricevuto nessuna comunicazione dall Ufficio per l impiego. Quest ultimo, interpellato da N. che è comprensibilmente indignata, risponde che la commissione che si occupa di individuare ed assegnare gli incarichi alle persone con invalidità riconosciuta, si era riunita in ritardo rispetto ai tempi previsti e non aveva preparato i documenti necessari per tempo. È l iter, servono determinati tempi. N. non si arrende, interpella l assistente sociale del comune in cui risiede, la quale le risponde che è stata fortunata a trovare per ben due volte un lavoro tramite l Ufficio per l impiego, che ci sono persone che aspettano per anni invano. Sembra tutto assurdo, ma è tutto vero. Intanto l azienda in cui il giovane doveva iniziare a lavorare, manda in cassa integrazione buona parte dei suoi dipendenti. La speranza di un lavoro si va sempre più affievolendo. Non è difficile immaginare in quale stato d animo sia precipitato il figlio di N.; oltre a dover sopportare il dolore e la sofferenza che impone una malattia come la Charcot Marie Thout, il ragazzo si trova ad affrontare tutta la delusione e l incertezza di un ventiquattrenne senza lavoro, senza soldi, senza una via d uscita. Come è possibile tutto questo? Dove è finito lo Stato di diritto fondato sul lavoro? Dove sono finiti i diritti sociali, le garanzie per le categorie protette? Perché si condanna un giovane di 24 anni, già provato da una malattia così devastante, a restare chiuso in casa senza una via d uscita? N. non perde la sua compostezza in tutta questa situazione, ma non vuole di certo arrendersi. Lei che si paga di tasca propria le terapie ed i massaggi per la sua malattia, visto che l esenzione del ticket per questo tipo di interventi non è prevista, lei che sta crescendo da sola due figli, che nonostante i diritti della 104 lavora tutto il giorno in piedi senza mai lamentarsi, non vuole restare a guardare mentre suo figlio, a24 anni, si vede sbarrata ogni via. Oggi abbiamo voluto raccontare la sua storia, ma non vogliamo limitarci a questo. N. e tutte le persone che si trovano nella sua stessa situazione, vanno sostenute in questa lotta e nella loro richiesta per il rispetto di un diritto fondamentale come quello al lavoro ed all indipendenza. Asmae Dachan Jesi - Il Palazzo e dintorni Sale, salette e monopolio Non è da oggi che si discute delle nostre storiche sale cinematografiche, sale che tutti ricordiamo con un bel pizzico di nostalgia, legata anche alla scuola, cioè agli incontri mattutini fuori aula! - quando gli istituti superiori le usavano per assemblee e cineforum. E certo che sono destinate a scomparire. Nessuna perdita in termini architettonici e artistici. Qualcosa si perde, certo, in termini storici. Ma meraviglia che si meravigli di questa fine chi ha voluto la multisala. Era nella natura delle cose, una volta che Giometti, per portare avanti il suo monopolio (e senza minimamente nascondere le sue intenzioni), si impadroniva delle sale concorrenti. Due piccioni con una fava: solo sulla piazza e investimento aureo. Che il Comune acquisti una sala non sarebbe male, almeno in linea teorica, ma trattasi di un sogno, dato che sta vendendo quel che possiede, costretto dalla difficile situazione finanziaria. Giometti permettendo, un gioco a parte potrebbe sviluppare il Diana. Io vado poco al cinema e molto spesso mi è capitato di andare al Diana: sempre una decina di spettatori, eccetto l ultima volta con La classe : strapieno. Tutto sommato si presta bene per films d autori. Intanto si salvaguarderebbe una sala che in avvenire, in quella zona, potrebbe prestarsi non poco alla polivalenza. Naturalmente finchè il monopolista lo riterrà opportuno, perché non vedo come abbia interesse a gestire la sala di via Setificio se il centro di S. Maria del Piano darà anche la possibilità di muoversi con una certa libertà per opere d autore. Il Diana sarebbe una sala che, da una parte terrebbe il problema in sospeso, dall altra avrebbe un costo relativamente modesto rispetto alle altre tre sale e sarebbe utile a tutto l ampio quartiere (e anche alla città come avviene oggi). Sempre che lo permetta chi ha conquistato una decina di città tra Rimini e Chieti. v.m. NotizieBrevi Babele, favole e videoclip Venerdì 14 novembre, alle ore 21,15 presso la Sala III Circoscrizione in via Tessitori a Jesi: ultimo appuntamento con Babele, favole e videoclip, un evento finale di chiusura per ascoltare e condividere i racconti, le favole, le filastrocche dal mondo, raccolte dai ragazzi che frequentano il Centro di Aggregazione Giovanile di Jesi. Il progetto, nato dallo stretto contatto degli operatori della CO.ST.e.S.S. - che gestiscono i Cag jesini e Radio Tana Libera Tutti (TLT) - con i giovani immigrati di seconda generazione del territorio della Vallesina, ha puntato alla promozione della conoscenza e della migliore convivenza tra le persone di varie nazionalità e culture.protagonisti di Babele, favole e videoclip sono stati, infatti, i giovani immigrati che frequentano il Centro di Aggregazione Giovanile di Jesi e operano a Radio TLT, un gruppo di ragazzi ancora legato (per tradizioni, quotidianità familiare, ecc.) alla cultura delle famiglie di origine, ma al tempo stesso ben inserito nei vari circuiti che compongono la socialità e la cultura del territorio che li ha accolti. Visita guidata a Ripa Bianca Domenica 16 novembre alle 9.30 si terrà alla Riserva Naturale Ripa Bianca l iniziativa I paesaggi di Ripa Bianca. C era una volta una discarica visita guidata gratuita agli ambienti dell Area Protetta che solo 30 anni fa era la discarica di Jesi chiamata comunemente dagli jesini il Vesuvio. Visitare oggi la Riserva diventa un esempio tangibile di come dei luoghi fortemente antropizzati possano recuperare il loro aspetto naturalistico originario e ricreare un equilibrio ecosistemico tale da diventare luogo soggetto a tutela naturalistica. L attività è inoltre inserita nell ambito dell iniziativa 1 DOMENICA INSIE- ME Il paesaggio a portata di piede - Visite guidate lungo la Rete INFEA in occasione dell inaugurazione del Centro regionale di Educazione Ambientale. La visita è ad ingresso gratuito e a prenotazione obbligatoria telefonando al numero oppure scrivendo ad

14 Da loro ho ricevuto più di quanto potrei dare. La mia piccola Offerta è il mio modo per dirgli grazie. Ho sempre pensato che chi crede in qualcosa debba anche sostenerla economicamente. Mi hanno spinto a donare le figure di sacerdoti che ho conosciuto. Tutte diverse, ma accomunate da una grande fede. Il parroco che mi è stato più vicino era immagine di Gesù Buon Pastore. Un prete dal cuore aperto, disponibile al confronto e un confessore misericordioso. Questo contributo è uno dei tanti modi per comunicare la mia vicinanza. Sono una casalinga, madre di 5 figli. È attraverso il presbitero che vivo in pienezza il dono dell Eucaristia. Questa mia piccola Offerta annua è il mio grazie alla dedizione di ogni sacerdote. A nome di tutta la mia famiglia. Dono per i sacerdoti perché hanno lasciato tutto per il Vangelo e per noi. E l Offerta mi dà modo di sentirmi parte viva, protagonista della vita della Chiesa. È l occasione per farci riflettere su un aspetto basilare della nostra vita di Christi fideles laici. La Chiesa è nostra madre e ci accompagna in tutti i momenti cruciali dell esistenza. Dal battesimo, all Eucaristia fino all unzione degli infermi. E i sacerdoti non sono forse il tramite tra la nostra (ed anche la loro fragilità umana) e la grandezza incommensurabile di Dio? Se guardo indietro alla mia vita, trovo sempre la figura di un sacerdote che mi ha aiutato nei momenti difficili. Ringrazio Dio se adesso posso fare qualcosa per loro, anche se poco. Sono a fianco dei preti, perché aiutano tutti. I sacerdoti sono loro per primi generosi. E oggi ho dato un piccolo aiuto per loro. Vorrei parlare del prete della mia comunità. È parroco di due parrocchie, quindi sempre di corsa, tra una chiesa e l altra, a celebrare messe, a esercitare il ministero, a occuparsi e preoccuparsi di tutti, bambini, giovani, adulti, anziani, soprattutto ammalati. Tutti preghiamo perché Dio lo benedica e sorregga questa sua attività tanto preziosa. Ho letto da qualche parte che il sacerdote è come una lampada: per far luce agli altri consuma se stesso. Il mio parroco è quella lampada. Ho un nipote sacerdote e so l importanza del mio gesto. Vedo più direttamente l impegno di un prete per arrivare in tutti i posti in cui è chiamato a donarsi. Avvicino ai dodici apostoli i sacerdoti del terzo millennio. Quando essi giravano per il mondo c era chi li ascoltava, poi li ospitava, perché loro non avevano nulla. Oggi i nostri sacerdoti hanno un tetto, ma per vivere è giusto che siano aiutati da quelli che loro stessi aiutano spiritualmente. Che società sarebbe la nostra senza la loro opera? In questi anni ho visto la dedizione del mio parroco, specialmente a persone sole o ammalate. Che cosa sarebbe la vita senza i sacerdoti? Ci fanno vivere in pienezza, con il dono dell Eucaristia e la gioia del perdono. Perciò sono riconoscente con la mia Offerta e prego per loro. Un prete, un paese di mille anime e 48 adozioni a distanza. È quello che ho visto fare ad un parroco con il suo impegno a favore dei più poveri. Penso che l opera di sacerdoti così vada adeguatamente sostenuta.

15 Sport e tempo libero 15 XXXIX edizione della mostra Ornitologica Mille canarini in mostra Un insolito spettacolo di gabbiette e di uccellini dalle incredibili variazioni cromatiche ha catturato gli sguardi di tantissima gente che si trovava a passare in questi giorni per il Viale della Vittoria. Al civico 18, in effetti, l 1 e il 2 novembre, ha avuto luogo, con successo, la XXXIX edizione della mostra Ornitologica organizzata dall associazione ornitologica anconetana presieduta da Graziano Giampieri (nella foto accanto). Abbiamo cercato di saperne di più. Quando è nata l associazione e con quali obiettivi? L associazione è nata il 16 ottobre del 1953, inizialmente con lo scopo di produrre e allevare razze e specie di canarini. Dagli ultimi quindici anni a oggi diversi allevatori si stanno specializzando ad allevare anche le molteplici razze e specie di uccelli presenti nei cinque continenti, assicurando la sopravvivenza delle specie già esistenti e quelle in via di estinzione. Quante razze e specie esistono attualmente del canarino? Per il canarino sono 29 razze e 300 le specie per la diversità di colori e piumaggi; innumerevoli anche le razze di uccelli di tutti i continenti che i nostri allevatori amano veder crescere: dal Diamante Mandarino al Diamante Pappagallo; o di nostri uccelli che vivono nei parchi come il Verzellino, il Cardellino, il Verdone, il Ciuffolotto ecc. Qual è lo scopo della mostra? Far vedere la spettacolarità di questi uccelli nella varietà dei loro colori. È come se fosse una gara di bellezza: ogni allevatore mette in mostra i suoi canarini. Ci sono poi anche gare di canto. Qui sono presenti oltre mille soggetti. Ai Campionati italiani invece partecipano circa quindicimila canarini. L ultimo Campionato si è tenuto a Pesaro, il 16 dicembre dell anno scorso. Dove si trova la sede dell associazione a Jesi? Il Comune ci ha concesso un locale che utilizziamo sia per il deposito del materiale delle mostre sia per riunirci e consultarci sui nostri allevamenti. E gli uccelli? Dove li tenete? Ogni socio li tiene nella sua abitazione o in giardino. Siamo circa centoventi soci e ognuno cura i suoi. Poi ci sono anche allevatori esterni alla nostra associazione che partecipano comunque alle mostre. Così come la nostra associazione partecipa con i suoi uccelli alle mostre delle altre associazioni sparse su tutto il territorio nazionale ed europeo. Quale soddisfazione traete da questa passione? Prima di tutto, il fatto di vedere questi esserini nascere, crescere e poi vincere e poi il fatto di riuscire ad ottenere, attraverso selezioni accurate e accoppiamenti, tipi singolari per colore, canto e infine, la gioia di vedere i bambini estasiati a guardarli Ogni quanto tempo c è la covata? Abbiamo tre covate all anno di quattro uova ognuna. La schiusa avviene dopo tredici giorni e il piccolo diventa autonomo, ossia comincia a mangiare da solo, dopo trentacinque giorni. L accoppiamento avviene in primavera, la nascita ad aprile. Per cui le mostre vanno da ottobre a gennaio. I canarini vivono in genere cinque, sei anni Chi li valuta e che cosa viene valutato? La nostra associazione fa riferimento alla Federazione Ornicoltori Italiani che, tra i suoi vari organi, ha anche quello dell Ordine dei giudici. Sono questi a valutare e ad attribuire i vari punteggi a ciascun canarino presentato. Si valutano il piumaggio, il portamento, le proporzioni, la forma Le schede di giudizio adottate alle mostre dalla FOI- Onlus sono queste che vede appese ad ogni gabbietta. Anche io sono un giudice, però esercito questa funzione per le altre associazioni, ovviamente. Come ne gestite il controllo delle specie e delle razze che possedete? Ogni uccello ha alla zampetta un anellino di riconoscimento che contiene una sorta di carta d identità con la sigla dell associazione di appartenenza, l anno di nascita e il numero progressivo. Avete altri uccelli oltre al canarino? Cardellino, Verdone, Ciuffolotto, Verzellino, uccelli esotici e indigeni, pappagalli africani, australiani innumerevoli come vede in questa mostra. Fotoservizio Paola Cocola BASKET Diretta Rai Sport Più sabato ore Fileni Bpa a Varese per lo scontro al vertice Riprende in fretta la marcia della Fileni Bpa in cima alla classifica. Sabato scorso gli arancio-blu sono tornati al successo, battendo al PalaTriccoli il Sassari 84 a 70, al termine di una prova non brillantissima ma illuminata da un superlativo Maggioli (nella foto), autore di 26 punti ed un ottimo cinque su sette da tre. Siamo stati concentrati nei momenti critici e lì abbiamo difeso palla su palla ha detto coach Zanchi Abbiamo fatto un grande lavoro. Fondamentale essere riusciti a limitare e ridurre le palle perse. La classifica dopo il sesto turno di andata: Fileni Bpa Jesi, Varese 10 punti; Scafati, Casale Monferrato 8; Pistoia, Livorno, Reggio VOLLEY Mercoledì in Coppa Italia c è ancora Novara La Monte Schiavo Banca Marche prosegue la sua scalata alla classifica. Domenica scorsa al PalaTriccoli le prilline hanno battuto 3-1 il forte Novara (parziali: 25-23, 22-25, 25-20, 25-22) e si sono insediate da sole al secondo posto in classifica. Protagonista della gara, Heather Bown (nella foto) autrice di 26 punti. Mercoledì 5 Rinieri e compagne avevano debuttato in Challenge Cup, passeggiando contro le modeste bosniache del Brcko. 3-0 il risultato finale (parziali: 25-13, 25-16, 25-16). Mercoledì 12 si è giocato il ritorno in Bosnia. La classifica dopo la quinta giornata di andata: Pesaro, Bergamo 14 punti; Monte Schiavo Banca Marche Jesi 12; Busto Arsizio 10; Castellana Grotte, Conegliano, Sassuolo 9; Novara 8; Santeramo 6; Pavia, Perugia 4; Chieri 3; Vicenza 2; Cesena 1 punto. Emilia, Roseto, Brindisi, Imola, Soresina, Sassari 6; Veroli, Venezia 4; Rimini, Pavia 2 punti. Oggi, sabato 15 novembre, è il giorno della grande sfida tra le due leader della Lega due. Gli arancio-blu, infatti, vanno a far visita al Varese per l anticipo televisivo (ore 20.30). La gara sarà trasmessa in diretta da Rai Sport Più. I lombardi, retrocessi dalla serie A, puntano ad un veloce ritorno nell elite del basket e per farlo hanno allestito una formazione di tutto rispetto. In panchina un coach esperto come Pillastrini, un play specializzato in promozioni come Childress ed un argento olimpico come Galanda. Giuseppe Papadia Monte Schiavo contro la pericolante Chieri CALCIO Calcio Eccellenza, promozione, prima e seconda categoria Eccellenza Uno zero a zero chiude l atteso e duro derby tra Civitanovese e Jesina. Soprattutto per i nostri leoncelli, turbati da incresciosi accadimenti e impegnati in questa trasferta non agevole: da sempre tra le due compagini il blasone, l agonismo e l impegno a superarsi hanno fruttificato in belle partite, meritevoli di tifo caldo e stentoreo. E vero che è mancato il gol, ma possiamo aggiudicare questo risultato alla bravura dei contendenti, che si sono bilanciati le occasioni e la capacità difensiva, richiesta dall impegno reciproco. Da parte civitanovese si rimbrotta contro lo spreco di occasioni; da parte jesina si loda la bella organizzazione e la compattezza. Noi ci aggiungiamo il grande cuore, profuso da tutti e durante tutto l arco dell incontro. Visti gli ostacoli di questa giornata fuori casa, possiamo dire: punto guadagnato! Oggi viene a Jesi l Osimana: altro osso duro da superare anche col cuore! Oggi, domenica 16 novembre, le prilline vanno a far visita al Chieri (ore 17.30). La formazione allenata dall esordiente Salomoni punta ad una salvezza tranquilla. Per raggiungere questo obiettivo, le torinesi si affidano alla buona vena dei martelli Cicolari e Popovic. Ex di turno è il libero piemontese, Puerari, lo scorso anno a Jesi. Mercoledì 19 la Monte Schiavo e Novara torneranno ad incontrarsi, stavolta per la Coppa Italia, competizione giunta al secondo turno. L andata si gioca al Pala- Triccoli (ore 20.30), mentre il ritorno è in programma mercoledì 26 in Piemonte. Gip Promozione Il San Marcello ottiene in casa dell Ostra Vetere una bella vittoria, dopo aver incassato un gol su rigore: doppietta di Ribichini (1-2). A Moie, il Vallesina è beffato da un gol a tempo scaduto (1-1). Prima categoria Tre sconfitte. Cupramontana a Camerano (1-0). Le Torri buscano un poker a Ostra (4-0). Monserra consolida il fanalino a San Costanzo (3-0). Seconda categoria La Sampaolese perde in casa con la Serrana (2-3). Borgo Minonna batte il Castelfidardo (4-0). Pareggio casalingo del Castelbellino con la Folgore (0-0). Monsano in casa cede al Cerreto (0-2). L Aurora in trasferta perde con Le Grazie (2-1). A Camerano, l Aesina cede pesantemente (4-1). Vir cral banca popolare di ancona - gare sociali di bowling e biliardino Bowling e biliardino, la sfida dei bancari. Gare di bowling e sfide a biliardino al Playcenter Paradise di Monsano. Nei giorni scorsi si è conclusa con la vittoria di Gustavo Notari la gara di bowling e con la vittoria della coppia Elio Grilli e Tonino Luconi la gara di biliardino, organizzata dal Cral della Banca Popolare di Ancona. Più che ottimi risultati, che nella classifica finale di bowling hanno contraddistinto i partecipanti Silvano Arzoni (secondo), Adriano Vichi e Tonino Luconi che si sono classificati entrambi al terzo posto nella sfida. Questa, invece, la classifica generale della gara di biliardino: dietro la coppia Elio Grilli e Tonino Luconi si è classificata la coppia Lino Micci e Aldo Berluti. Al terzo posto sono arrivate le coppie composte da Nicola Fantini e Antonio Cantiani e da Romando Massaccesi e Silvano Arzoni. Grande la soddisfazione da parte dei partecipanti al termine delle due manifestazioni organizzate al Paradise per l impegno di Attilio Priori, socio del Cral della Banca Popolare di Ancona, che ha provveduto alla realizzazione di entrambe le gare.

16 16 Esperienze D a u n a s e t t i m a n a l l a l t r a La riforma della scuola Lunedì 10 novembre il Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci di Jesi ha organizzato l assemblea di istituto interamente dedicata ai decreti legislativi 133 e 137 sulla Riforma della scuola. Nella prima parte della mattinata, gli studenti si sono informati e confrontati in aula sui due dispositivi legislativi per poter così conoscere più approfonditamente i testi dei decreti e affrontare poi in maniera adeguata il dibattito che si è svolto al Palazzetto dello Sport. Buona l affluenza degli studenti, che non si sono lasciati scoraggiare dallo sciopero dei mezzi pubblici. Ospiti dell istituto due parlamentari, l on. Paola Frassinetti del PdL vicepresidente della VII commissione della Camera dei Deputati, Cultura e Istruzione e l on. Letizia Detorre del PD che nel precedente governo è stata sottosegretario all Istruzione. Durante il dibattito, largo spazio è stato lasciato alle domande degli studenti, che hanno sollevato anche questioni spinose per le due parlamentari, come ad esempio gli stipendi stellari dei parlamentari e l assenteismo in Parlamento. Molti gli studenti intervenuti, sia degli ultimi anni che tra i più giovani, tutti coinvolti dal tema e sicuramente consci dell importanza di poter ricevere risposte direttamente dai parlamentari. Come anche le due onorevoli hanno notato, l evento è stato sicuramente formativo per tutti quelli che vi hanno partecipato e gli studenti jesini hanno dimostrato di essere preparati e preoccupati sia del loro futuro che della gestione del Paese. Fotoservizio Sara Federici Premio Vallesina Martedì 18 novembre alle ore 10 presso la sala congressi del centro direzionale della Banca Popolare di Ancona oltre 300 ragazzi che rappresentano le terze classi delle scuole medie di Jesi, Moie, Santa Maria Nuova e Cupramontana incontreranno due dei vincitori della scorsa edizione del Premio Vallesina: l artista Corrado Olmi e l orologiaio pensionato artigiano Lino Ceccarelli. Saranno presenti vari dirigenti della Banca Popolare di Ancona, sindaci soci dell associazione no profit e la dirigenza del Premio. Prima dell intervista saranno proiettate immagini della vita dei due vincitori. Già due anni or sono gli studenti degli istituti superiori di Jesi ebbero modo di incontrare il dott. Italo De Curtis (già vice segretario generale della Presidenza della Repubblica Italiana), il prof. Franco Rustichelli (fisico nucleare) ed il pittore Mario Sasso vincitori della terza edizione del Premio svoltasi a Jesi. Nella foto Vincenzoni, Corrado Olmi a destra con il sindaco di Cupramontana Fabio Fazi Monsano virtuoso La sezione EMAS Italia del Comitato per l Ecolabel e l Ecoaudit ha deliberato la registrazione EMAS del Comune di Monsano. Per il Comune si tratta di un prestigioso traguardo; primo nella provincia di Ancona, terzo nelle Marche si può ben parlare della realizzazione compiuta di un percorso virtuoso, iniziato alcuni anni fa, verso una attenzione concreta e vantaggiosa verso le tematiche ambientali e la gestione del proprio territorio. Dal Biodiesel utilizzato per gli automezzi comunali alle iniziative sul risparmio energetico verso i cittadini, dal fotovoltaico nella scuola materna all oltre 65% di raccolta differenziata raggiunto con il sistema di raccolta dei rifiuti urbani attraverso il metodo porta a porta spinto: sono questi i numeri principali di Monsano, che hanno portato i propri cittadini ad acquisire nuove importanti consapevolezze in campo ambientale, insieme a significativi, concreti risultati in termini economici, in linea con i valori contenuti nel Manifesto dei Comuni Virtuosi. Nella foto di Maria Chiara La Rovere, la conclusione della conferenza stampa di presentazione del riconoscimento: da sinistra Federica Allegrezza (ARPAM), Cioni Isarema (dirigente regionale Struttura Salvaguardia, Sostenibilità e Cooperazione Ambientale), Marcello Mariani (assessore all Ambiente Provincia di Ancona), Gianluca Fioretti (sindaco di Monsano), Marina Melappioni (assessore al Bilancio di Monsano), Francesco Baldoni (verificatore accreditato EMAS), Vincenzo Fasoli (consulente SGA per il Comune). Acquisto solidale Il modo di consumare dei gruppi di acquisto solidale sta diventando una realtà sempre più presente nel nostro territorio. L Associazione Accademia della cipolla sabato 15 novembre ore 17 presso la sala ex Cral di piazza Garibaldi, Chiaravalle presenta il dibattito La spesa ti pesa, dibattito e presentazione del Gruppo di acquisto solidale (G.A.S.) di Chiaravalle a cura della Presidente Amicucci Cristina. Interverranno il dott. Riccardo Di Maio, agronomo del GAS di Chiaravalle ( Il buon cibo, criteri di scelta dei prodotti), la prof. Adele Finco docente presso la Facoltà di Agraria dell Università Politecnica delle Marche ( La filiera corta dal produttore al consumatore; i benefici di una scelta consapevole: certificazione sociale, km zero e tracciabilità del prodotto). Concluderà Evasio Sebastianelli, presidente della Confederazione Italiana Agricoltori della provincia di Ancona. Il Gas di Chiaravalle persegue una filosofia di consumo che va oltre il risparmio e che diventa critico cioè comprende aspetti etici e sociali, avvicinandosi alle esigenze reali dell uomo e dell ambiente, predilegendo produttori locali e prodotti il più possibile genuini, perseguendo anche il fine zero km, 0 imballaggi. Sempre più famiglie si stanno ritrovando in questo nuovo modo di acquisto; il Gas Chiaravalle sta crescendo ed è nella rete Gas regionale e nazionale (www.retegas.org). Per avere ulteriori informazioni: Nasce Jesi Tv Uno strumento a disposizione del Comune e dei cittadini, tecnologicamente avanzato, per ascoltare ed interloquire - così il sindaco Belcecchi ha presentato la nuova web tv del comune di Jesi che prende il via sperimentalmente - con l umiltà di chi si affaccia per la prima volta in questo mondo. Il prestigioso patrocinio dell Ordine dei Giornalisti delle Marche permetterà di supportare professionalmente quanti partecipano a questo progetto che prevede anche uno spazio dedicato ai giovani e da loro gestito con il Cag (Centro di Aggregazione Giovanile) ha ancora spiegato il sindaco che si è soffermato poi sui costi di questa iniziativa. La collaborazione attivata tra il responsabile dell Ufficio Stampa Francesco Cherubini e la società Web Communication di Jesi che gestisce Vallesina Tv ha permesso di avviare sperimentalmente, fino al prossimo marzo, e con il costo complessivo di seimila euro la web tv. Un ruolo è stato affidato ai ragazzi che frequentano il Cag i quali hanno partecipato a laboratori per la realizzazione di brevi filmati e che ora, ha detto il coordinatore Doriano Pela, potranno contribuire a questa nuova esperienza. Il presidente dell Ordine dei Giornalisti, Gianni Rossetti, nel salutare positivamente questa nuova forma di informazione dell ente pubblico ha evidenziato come sia necessario essere aggiornati nell utilizzare i nuovi sistemi e linguaggi della comunicazione che oggi sono più immediati, semplici e diretti. Francesco Cherubini ha concluso la presentazione con l augurio che questo strumento possa essere utilizzato al meglio e sia capace di proporre una informazione obiettiva ed equilibrata. Daniele Bedetti e Roberto Carletti, amministratori della società, hanno salutato felicemente questa collaborazione che si avvia ad un anno da Vallesina Tv, la web tv nata con il desiderio di seguire e raccontare i tanti avvenimenti sociali, sportivi, culturali e ricreativi che la Vallesina esprime. Jesi tv è consultabile dal sito del comune di Jesi Nella foto Vincenzoni, da sinistra Doriano Pela, Daniele Bedetti, Roberto Carletti, Fabiano Belcecchi, Gianni Rossetti e Francesco Cherubini Vini Monte Schiavo Lo scorso 30 ottobre, si è svolta ad Ancona la presentazione di una raccolta di poesie inedite del poeta, scomparso, Mario Bellardinelli, a cura dell Associazione culturale marchigiana Voci nostre, del giornalista Terenzio Montesi e soprattutto dei vecchi compagni di classe dello scomparso poeta. Iniziative di questo tipo sono importanti per promuovere e diffondere la cultura, e in particolare quella cultura che ha radici natali proprio nella nostra regione dice Gian Luigi Calzetta, Amministratore Delegato della Vini Monte Schiavo che ha offerto le bottiglie di vino per il buffet.

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