TABELLA n. 10: Il Silenzio assenso, art. 20, L. 241/90 e s.m.

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1 TABELLA n. 10: Il Silenzio assenso, art. 20, L. 241/90 e s.m. L art. 20, L. 241/90 e s.m. L. 241/90 L. 241/90 modificata dalla L. 127/97 LEGGI L. 7 agosto 1990, n. 241, L. 7 agosto 1990, n. 241, Nuove norme in materia di Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai di diritto di accesso ai documenti amministrativi. documenti amministrativi. L. 241/90 modificata dalla L. 340/00 L. 7 agosto 1990, n. 241, Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi. L. 241/90 modificata dalla L. 15/05 L. 7 agosto 1990, n. 241, Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi. L. 241/90 modificata dalla L. 80/05 L. 7 agosto 1990, n. 241, Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi. Silenzio assenso Art. 20 L. 15 maggio 1997, n. 127, Misure urgenti per lo snellimento dell'attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo. Art. 20 L. 24 novembre 2000, n. 340, Disposizioni per la delegificazione di norme e per la semplificazione di procedimenti amministrativi - Legge di semplificazione Art. 20 L. 11 febbraio 2005, n. 15, Modifiche ed integrazioni alla L. 7 agosto 1990, n. 241, concernenti norme generali sull'azione amministrativa. Art. 20 (Silenzio assenso) L. 14 maggio 2005, n. 80, Conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 14 marzo 2005, n. 35, recante disposizioni urgenti nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale. Deleghe al Governo per la modifica del codice di procedura civile in materia di processo di cassazione e di arbitrato nonché per la riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali. Art. 20 (Silenzio assenso) 1. Con regolamento adottato ai sensi del comma secondo dell articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge e previo parere delle competenti commissioni parlamentari, sono determinati i casi in cui la domanda di rilascio di una 1. Con regolamento adottato ai sensi del comma secondo dell articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge e previo parere delle competenti commissioni parlamentari, sono determinati i casi in cui la domanda di rilascio di una 1. Con regolamento adottato ai sensi del comma 2 dell articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge e previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, sono determinati i casi in cui la domanda di rilascio di una autorizzazione, 1. Con regolamento adottato ai sensi del comma 2 dell articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge e previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, sono determinati i casi in cui la domanda di rilascio di una autorizzazione, 1. Fatta salva l applicazione dell articolo 19, nei procedimenti ad istanza di parte per il rilascio di provvedimenti amministrativi il silenzio dell amministrazione competente equivale a provvedimento di accoglimento della domanda, senza necessità di ulteriori Pagina 1 di 23

2 autorizzazione, licenza, abilitazione, nulla osta, permesso od altro atto di consenso comunque denominato, cui sia subordinato lo svolgimento di un attività privata, si considera accolta qualora non venga comunicato all interessato il provvedimento di diniego entro il termine fissato per categorie di atti, in relazione alla complessità del rispettivo procedimento, dal medesimo predetto regolamento. In tali casi, sussistendone le ragioni di pubblico interesse, l amministrazione competente può annullare l atto di assenso illegittimamente formato, salvo che, ove ciò sia possibile, l interessato provveda a sanare i vizi entro il termine prefissatogli dall amministrazione stessa. 2. Ai fini dell adozione del regolamento di cui al comma 1, il parere delle commissioni parlamentari e del consiglio di stato deve essere reso entro sessanta giorni dalla richiesta. Decorso tale termine, il governo procede comunque all adozione dell atto. autorizzazione, licenza, abilitazione, nulla osta, permesso od altro atto di consenso comunque denominato, cui sia subordinato lo svolgimento di un attività privata, si considera accolta qualora non venga comunicato all interessato il provvedimento di diniego entro il termine fissato per categorie di atti, in relazione alla complessità del rispettivo procedimento, dal medesimo predetto regolamento. In tali casi, sussistendone le ragioni di pubblico interesse, l amministrazione competente può annullare l atto di assenso illegittimamente formato, salvo che, ove ciò sia possibile, l interessato provveda a sanare i vizi entro il termine prefissatogli dall amministrazione stessa. 2. Ai fini dell adozione del regolamento di cui al comma 1, il parere delle commissioni parlamentari e del consiglio di stato deve essere reso entro sessanta giorni dalla richiesta. Decorso tale termine, il governo procede comunque all adozione dell atto. licenza, abilitazione, nulla osta, permesso od altro atto di consenso comunque denominato, cui sia subordinato lo svolgimento di un attività privata, si considera accolta qualora non venga comunicato all interessato il provvedimento di diniego entro il termine fissato per categorie di atti, in relazione alla complessità del rispettivo procedimento, dal medesimo predetto regolamento. In tali casi, sussistendone le ragioni di pubblico interesse, l amministrazione competente può annullare l atto di assenso illegittimamente formato, salvo che, ove ciò sia possibile, l interessato provveda a sanare i vizi entro il termine prefissatogli dall amministrazione stessa. 2. Ai fini dell adozione del regolamento di cui al comma 1, il parere delle Commissioni parlamentari e del Consiglio di Stato deve essere reso entro sessanta giorni dalla richiesta. Decorso tale termine, il Governo procede comunque all adozione dell atto. licenza, abilitazione, nulla osta, permesso od altro atto di consenso comunque denominato, cui sia subordinato lo svolgimento di un attività privata, si considera accolta qualora non venga comunicato all interessato il provvedimento di diniego entro il termine fissato per categorie di atti, in relazione alla complessità del rispettivo procedimento, dal medesimo predetto regolamento. In tali casi, sussistendone le ragioni di pubblico interesse, l amministrazione competente può annullare l atto di assenso illegittimamente formato, salvo che, ove ciò sia possibile, l interessato provveda a sanare i vizi entro il termine prefissatogli dall amministrazione stessa. 2. Ai fini dell adozione del regolamento di cui al comma 1, il parere delle Commissioni parlamentari e del Consiglio di Stato deve essere reso entro sessanta giorni dalla richiesta. Decorso tale termine, il Governo procede comunque all adozione dell atto. istanze o diffide, se la medesima amministrazione non comunica all interessato, nel termine di cui all articolo 2, commi 2 o 3, il provvedimento di diniego, ovvero non procede ai sensi del comma L amministrazione competente può indire, entro trenta giorni dalla presentazione dell istanza di cui al comma 1, una conferenza di servizi ai sensi del capo IV, anche tenendo conto delle situazioni giuridiche soggettive dei controinteressati. 3. Restano ferme le disposizioni attualmente vigenti che stabiliscono regole analoghe o equipollenti a quelle previste dal presente articolo. 3. Restano ferme le disposizioni attualmente vigenti che stabiliscono regole analoghe o equipollenti a quelle previste dal presente articolo. 3. Restano ferme le disposizioni attualmente vigenti che stabiliscono regole analoghe o equipollenti a quelle previste dal presente articolo. 3. Restano ferme le disposizioni attualmente vigenti che stabiliscono regole analoghe o equipollenti a quelle previste dal presente articolo. 3. Nei casi in cui il silenzio dell amministrazione equivale ad accoglimento della domanda, l amministrazione competente può assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli Pagina 2 di 23

3 articoli 21-quinquies e 21- nonies. 4. Le disposizioni del presente articolo non si applicano agli atti e procedimenti riguardanti il patrimonio culturale e paesaggistico, l ambiente, la difesa nazionale, la pubblica sicurezza e l immigrazione, la salute e la pubblica incolumità, ai casi in cui la normativa comunitaria impone l adozione di provvedimenti amministrativi formali, ai casi in cui la legge qualifica il silenzio dell amministrazione come rigetto dell istanza, nonché agli atti e procedimenti individuati con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la funzione pubblica, di concerto con i Ministri competenti. L applicazione dell art. 20, L. 241/90 e s.m. nelle REGIONI REGIONI Abruzzo Basilicata Calabria Normativa L.R. 10 luglio 2002, n. 15, Disciplina delle acque minerali e termali. L.R. 31 luglio 1996, n. 60, Testo Unico delle norme che regolano la materia dell artigianato nella Regione Abruzzo. L.R. 20 settembre 1988, n. 83, Disciplina delle funzioni regionali concernenti linee ed impianti elettrici aventi tensione fino a volt. L.R. 23 aprile 1992, n. 12, Prime norme sullo snellimento e sulla trasparenza dell attività amministrativa. Delib.G.R. 23 gennaio 2006, n. 1980, Linee-guida per i Campani nel mondo Anno 2006: approvazione. Delib.C.R. 23 marzo 1999, n. 1090, Riapprovazione dello Statuto del Parco archeologico storico naturale delle chiese rupestri del Materano - L.R. 4 settembre 2001, n. 19, Norme sul procedimento amministrativo, la pubblicità degli atti ed il diritto di accesso. Disciplina della pubblicazione del Bollettino Ufficiale della Regione Calabria. Pagina 3 di 23

4 Note Silenzio assenso L.R. 12 aprile 1983, n. 18, Norme per la conservazione, tutela, trasformazione del territorio della Regione Abruzzo. Nota: Dai riferimenti riportati nelle schede, si evince che la Regione ha normato l istituto del Silenzio assenso per singola materia; in tutti gli atri casi rimane applicato l art. 20, L. 241/90 e s.m. Art. 47, L.R.15/02 (Rinnovo) 1. La concessione può essere prorogata, su richiesta dell'interessato da presentarsi almeno sei mesi prima della scadenza dei periodi concessi. 2. L 'istanza di rinnovo è corredata da una relazione sull'attività svolta e su quella da svolgere ed è accoglibile solo in caso di buona conduzione del giacimento, di razionale manutenzione e miglioramento degli impianti e delle pertinenze, di avvenuta utile gestione dello stabilimento. 3.L'Amministrazione provinciale si pronuncia, previa istruttoria da concludersi con una conferenza dei vari servizi e Enti coinvolti, entro tre mesi, trascorsi i quali opererà il silenzio assenso. 4. La proroga non può essere negata per l'avvenuta insorgenza di vincoli di altra natura, per il rispetto dei quali, comunque, la conferenza fissa apposite prescrizioni. Art. 12, L.R. 60/96 (Rigetto della domanda di iscrizione) La delibera, con la quale la Commissione provinciale per l'artigianato nega l'iscrizione all'albo, deve essere comunicata all'interessato entro il termine di 60 gg. dalla presentazione della domanda. Nel caso che la comunicazione sia eseguita dopo il decorso di tale termine e l'interessato si sia avvalso della formazione del silenzio assenso, lo stesso ha Deliberazione della Comunità del Parco n. 1 dell'8 febbraio 1999 Approvazione. Art. 6, L.R. 12/92 (Accertamenti, certificazioni, autorizzazioni) 3. Con apposito regolamento da adottarsi da parte del Consiglio regionale, su proposta della giunta, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, saranno individuati nelle materie di competenza regionale i casi e i modi in cui: ( ) b) la domanda di rilascio di un atto amministrativo, al quale sia subordinato lo svolgimento di una attività privata, si considera accolta, a norma dell'art. 20 della legge 7 agosto 1990, n. 241, qualora entro i termini stabiliti dal precedente art. 2 il relativo atto non sia comunicato all'interessato. ( ) Delib.G.R. 1980/06 Premesso - Che, acquisito il parere favorevole dei Componenti della Consulta regionale dell'emigrazione nella seduta del 30 novembre 2004, con Delib.G.R. 18 dicembre 2004, n sono state approvate le linee-guida Triennali 2005/2007 per gli interventi da attuare in favore dei corregionali all'estero e/o di ritorno; - Che le stesse hanno acquisito parere favorevole dalla Commissione Consiliare competente, per silenzio assenso - trascorsi inutilmente 30 giorni dalla ricezione della proposta - così come disposto dall'art. 4 della legge regionale 19 febbraio 1996, n. 2; Art. 34, Delib.C.R. 1090/99 (Piano pluriennale economico-sociale) Art. 26 (Attività private subordinate a denuncia preventiva. Silenzio assenso) 1. Nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico desumibili dall'art. 19 della legge n. 241/1990 e successive modifiche ed integrazioni, nei casi in cui l'esercizio di un'attività privata sia subordinato ad autorizzazione, licenza, abilitazione, nulla - osta, permesso o altro atto di consenso comunque denominato, ad esclusione delle autorizzazioni rilasciate ai sensi della legge 1 giugno 1939, n. 1089, della legge 29 giugno 1939, n e del D.L. 27 giugno 1985, n. 312, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1985, n. 431, il cui rilascio dipenda esclusivamente dall'accertamento dei presupposti e dei requisiti di legge, senza l'esperimento di prove a ciò destinate che comportino valutazioni tecniche discrezionali, e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo per il rilascio degli atti stessi, l'atto di consenso si intende sostituito da una denuncia di inizio di attività da parte dell'interessato alla Pubblica Amministrazione competente, attestante l'esistenza dei presupposti e dei requisiti di legge, eventualmente accompagnata dall'autocertificazione dell'esperimento di prove a ciò destinate, ove previste. 2. Nei casi di cui al comma 1, spetta al responsabile del procedimento, entro e non oltre sessanta giorni dalla denuncia, verificare d'ufficio la sussistenza dei presupposti e dei requisiti di legge richiesti e disporre, se del caso, con provvedimento motivato da notificare all'interessato entro il medesimo termine, il divieto di prosecuzione dell'attività e la rimozione dei suoi effetti, Pagina 4 di 23

5 diritto all'iscrizione all'albo, «ope legis», dalla data di presentazione della domanda o di ricevuta della stessa alla segreteria della Commissione. La domanda rigettata, ma presentata entro il termine previsto nel 1 comma dell'art. 9, produce l'effetto della tempestiva denuncia di iscrizione al registro delle ditte tenuto presso la Camera di commercio, che provvede nei modi di legge. Art. 3, L.R. 83/88 Le domande di autorizzazione per la costruzione e per l'esercizio di nuove linee, e relative opere accessorie, di stazioni a 132 o 150 KV, di varianti di quelle esistenti, sono presentate al Servizio del Genio civile competente per territorio. Le cabine Mt-bt servite da linee autorizzate non sono soggette ad autorizzazione del Genio civile. Se una linea elettrica interessa le circoscrizioni di due o più servizi del Genio civile la domanda viene presentata a quello nella cui circoscrizione il tracciato della linea ha lunghezza prevalente. Le domande devono essere corredate di relazione tecnica illustrante le caratteristiche elettriche e meccaniche dell'impianto; da una corografia con l'indicazione delle opere da realizzare e relativi disegni illustrativi; dall'attestazione dell'avvenuto pagamento delle spese di istruttoria. Queste sono determinate in misura fissa, aggiornate annualmente dalla Giunta regionale sulla base degli indici ISTAT relativi all'aumento del costo della vita, nei seguenti importi: L per elettrodotti fino a 5 Km; L per elettrodotti oltre i 5 Km e fino a 20 km; L per elettrodotti oltre 20 Km. Dette somme sono finalizzate al miglioramento dello specifico servizio e delle correlate attrezzature e dotazioni. A tal fine è istituito apposito capitolo di bilancio, comune ai Servizi del Genio civile, sul quale sono autorizzati ad operare i rispettivi funzionari delegati per gli scopi di ( ) Il Piano pluriennale è adottato dal Consiglio direttivo tenendo conto del parere della Comunità e degli Enti locali territorialmente interessati da esprimersi entro trenta giorni dalla richiesta. La mancata espressione del parere nei termini previsti equivale a silenzio-assenso. ( ) salvo che, ove ciò sia possibile, l'interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta attività ed i suoi effetti entro il termine prefissatogli dall'amministrazione stessa. 3. Con regolamento adottato dalla Giunta regionale, da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, previo parere della competente Commissione consiliare, sono determinati, nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico desumibili dall'art. 19 della legge n. 241/1990 e successive modifiche ed integrazioni, i casi in cui la domanda di rilascio di una autorizzazione, licenza, abilitazione, nulla osta, permesso od altro atto di consenso comunque denominato, cui sia subordinato lo svolgimento di un'attività privata, si considera accolta qualora non venga comunicato all'interessato il provvedimento di diniego entro il termine fissato, per categorie di atti, in relazione alla complessità del rispettivo procedimento, dal medesimo predetto regolamento. In tali casi, sussistendone le ragioni di pubblico interesse, il responsabile del procedimento può annullare l'atto di assenso illegittimamente formato, salvo che, ove ciò sia possibile, l'interessato provveda a sanare i vizi, entro il termine prefissatogli dall'amministrazione stessa. 4. Ai fini dell'adozione del regolamento di cui al comma 3, il parere delle Commissioni consiliari deve essere reso entro sessanta giorni dalla richiesta. Decorso tale termine, la Giunta regionale procede comunque all'adozione dell'atto. Pagina 5 di 23

6 cui al comma seguente. In attesa della definizione dei tracciati degli elettrodotti da parte della Regione, i nuovi progetti devono contenere l'individuazione di una fascia di rispetto ai fini della tutela della popolazione residente dai rischi derivanti dall'esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici. In ogni caso le fasce di rispetto dovranno essere tali da garantire che nelle vicinanze di scuole, asili nido, parchi gioco, scuole, ospedali, aree sportive attrezzate e centri abitati il livello di esposizione alle onde elettromagnetiche non superino la soglia di sicurezza di 0,2 microtesla (0,2µt). Le amministrazioni provinciali esercitano le funzioni di controllo e vigilanza utilizzando le strutture dell'agenzia regionale per la tutela dell'ambiente (A.R.T.A.). In attesa della costituzione e della piena operatività dell'a.r.t.a. tali funzioni sono esercitate dai P.M.P.I. Il richiedente, o il Servizio del Genio civile, qualora non vi abbia provveduto direttamente il richiedente dà notizia al pubblico della presentazione della domanda mediante avviso da inserire nel Bollettino Ufficiale della Regione e da pubblicare, con contemporanea richiesta, unitamente alla corografia dell'impianto, per quindici giorni consecutivi all'albo pretorio dei Comuni nel cui territorio è prevista la costruzione dell'impianto progettato; informa inoltre i Comuni medesimi, le amministrazioni e gli enti di cui al successivo art. 4 mediante invio di copia della domanda e della corografia. Nella comunicazione dovrà, ove si intenda avvalersene, essere menzionato il ricorso alla formazione del silenzio assenso di cui al secondo e terzo comma del successivo art. 5. Al Ministero delle Comunicazioni deve essere trasmessa unitamente alla domanda anche copia della corografia insieme ad una dichiarazione sull'esistenza o Pagina 6 di 23

7 meno di parallelismi o incroci con linee di telecomunicazioni, ai sensi dell'art. 111 del Testo Unico 11 dicembre 1933, n. 1775, e all'enel nel caso di istanze di enti ed imprese diversi dall'enel stesso, ai sensi dell'art. 18 del decreto del Presidente della Repubblica 18 marzo 1965, n La domanda rimane depositata presso il Servizio del Genio civile istruttore a disposizione di chiunque vi abbia interesse fino alla scadenza dei termini di cui al successivo art. 5. Negli avvisi al pubblico devono essere indicati tali termini. Le imprese e gli enti diversi dall'enel. devono corredare la domanda con gli atti attestanti l'avvenuto rilascio della autorizzazione o concessione all'esercizio delle attività elettriche ai sensi dell'art. 4 (n. 5, 6 e 8) della legge 6 dicembre 1962, n Art. 11, L.R. 83/88 Nei casi di urgenza, il dirigente del Servizio del Genio civile competente, acquisiti gli atti nonché le eventuali osservazioni ad opposizioni e nel rispetto della procedura e prescrizioni dettate dal precedente art. 6, su istanza di parte, autorizza in via provvisoria la costruzione delle opere ai sensi dell'art. 113 del Testo Unico 11 dicembre 1933, n. 1775, dopo che sia intervenuto il consenso di massima del Ministero delle poste e telecomunicazioni, ed il nulla osta del Comune interessato di cui al precedente art. 5. Per le parti riguardanti opere pubbliche e zone militarmente importanti, l'autorizzazione provvisoria deve essere subordinata al consenso di massima delle autorità interessate di cui al precedente art. 4. Si applica la disposizione dettata dal terzo comma del precedente art. 5 sul silenzio assenso. L'autorizzazione provvisoria è subordinata all'assunzione, da parte del richiedente, dell'obbligo di Pagina 7 di 23

8 adempiere alle prescrizioni e condizioni che saranno stabilite nel decreto di autorizzazione definitiva o di demolire le opere nel caso di mancata autorizzazione della linea o degli impianti oggetto di autorizzazione, ovvero di mancata autorizzazione di quelli da cui gli stessi si derivano, nel caso detti impianti non risultino ancora autorizzati definitivamente. La cauzione di cui all'ultimo comma del richiamato art. 113 del Testo Unico n dell'11 dicembre 1933, determinata dal Servizio del Genio civile deve essere depositata presso la Tesoreria regionale e della relativa quietanza di versamento ne viene dato atto nel decreto di autorizzazione. L'Enel, le aziende municipalizzate, gli enti locali territoriali e loro consorzi sono esonerati dal prestare cauzione. Con il decreto di autorizzazione provvisoria può essere dichiarata la indifferibilità ed urgenza dei lavori e si applicano le disposizioni di cui ai punti 2 e 3 dell'art. 10. Art. 21, L.R. 18/83 (Procedimento e limiti di contenuto dei piani attuativi in variante ai piani regolatori generali) 1. I Comuni possono approvare piani attuativi relativi alle zone omogenee del territorio comunale ancorché suddivise in sottozone in variante del Piano regolatore generale e delle sue norme attuative. Il Comune in sede di adozione della deliberazione del piano attuativo in variante è tenuto a motivare congruamente in ordine alla necessità delle nuove scelte. 2. Si applicano le norme di cui all'art. 20 commi 1, 2, 3 e Entro sessanta giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle osservazioni il piano adottato con le relative osservazioni e le controdeduzioni del Consiglio comunale deve essere inviato alla provincia Pagina 8 di 23

9 per l'approvazione. 4. La Provincia approva il piano attuativo in variante entro 120 giorni dall'invio. Entro lo stesso termine la Provincia può chiedere al Comune la modifica ovvero l'integrale rielaborazione dello strumento attuativo esclusivamente in relazione al rispetto delle leggi e dei regolamenti statali e regionali e dei piani territoriali sovracomunali vigenti. Il termine comincia a decorrere nuovamente dalla data di invio alla Provincia del piano modificato o rielaborato da parte del Consiglio comunale. 5. Decorso infruttuosamente il termine di cui al precedente comma 4 il piano si intende approvato. Nel caso di compimento dei termini per il silenzio assenso il Sindaco, previa attestazione dell'effettiva decorrenza del termine da parte del segretario generale della provincia, promuove la pubblicazione del piano nell'albo pretorio e nel Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo di un avviso concernente la vigenza del piano entro i sessanta giorni successivi. Entro il medesimo termine la deliberazione deve essere notificata nella forma delle citazioni a ciascuno dei proprietari degli immobili compresi nel piano. Il piano diviene esecutivo dopo quindici giorni dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo. Art. 57, L.R. 18/83 (Salvaguardia nei confronti di domande ed istanze) 1. Dalla data di prima adozione di ogni atto e documenti di pianificazione, e fino alla loro entrata in vigore, il Sindaco è tenuto a sospendere ogni determinazione sulle domande di autorizzazione e di concessioni edilizie, e sulle istanze di lottizzazione in contrasto con le previsioni e prescrizioni degli strumenti adottati. 2. Il Sindaco è tenuto a sospendere ogni determinazione sulle istanze di cui al comma precedente anche qualora i relativi progetti contrastino Pagina 9 di 23

10 con la deliberazione del Consiglio comunale in ordine alle controdeduzioni sulle osservazioni agli strumenti urbanistici e con il provvedimento del Consiglio provinciale ai sensi dell'art. 11, comma 5 della presente legge. 3. Per gli effetti dei commi precedenti, il Sindaco è tenuto a notificare agli interessati, entro 60 gg. dall'istanza, gli elementi di contrasto rilevati ed a precludere la formazione, per silenzio-assenso, delle autorizzazioni e concessioni edilizie. REGIONI Campania Emilia-Romagna Friuli-Venezia Giulia Normativa L.R. 25 luglio 2002, n. 12, Norme per il contenimento dell'inquinamento luminoso e del consumo energetico da illuminazione esterna pubblica e privata a tutela dell'ambiente, per la tutela dell'attività svolta dagli osservatori astronomici professionali e non professionali e per la corretta valorizzazione dei centri storici. Delib.G.R. 1 settembre 2000, n. 44, Piano regionale di protezione dell'ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto. Proposta al consiglio regionale. L.R. 6 settembre 1993, n. 32, Norme per la disciplina del procedimento amministrativo e del diritto di accesso. Delib.G.R. 13 febbraio 2006, n. 163, Approvazione direttiva ai sensi dell'art. 2, comma 1, lettera a), della L.R. 29 luglio 2004, n. 19 "Disciplina in materia funeraria e di polizia mortuaria". Delib.G.R. 5 settembre 2005, n. 1361, Documenti ed attestazioni da allegare alle richieste di autorizzazione per lo svolgimento di manifestazioni fieristiche. L.R. 20 marzo 2000, n. 7, Testo unico delle norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso. L.R. 5 dicembre 2005, n. 29, Normativa organica in materia di attività commerciali e di somministrazione di alimenti e bevande. Modifica alla legge regionale 16 gennaio 2002, n. 2 «Disciplina organica del turismo». L.R. 6 marzo 2002, n. 8, Nuove norme per la programmazione, razionalizzazione e liberalizzazione della rete regionale di distribuzione dei carburanti e per l'esercizio delle funzioni amministrative. Note Nota: In merito alla risposta fornita dalla Regione sul Questionario di approfondimento (tab. 5), risulta che si applica la L. 241/90 come modificata dalla L. 340/00. L.R. 12 febbraio 2001, n. 3, Disposizioni in materia di sportello unico per le attività produttive e semplificazione di procedimenti amministrativi e del corpo legislativo regionale. Silenzio assenso Nota della Regione: La Regione è in attesa dell approvazione da parte del Consiglio regionale della Delib.G.R. del 5 gennaio 2006, n. 20, di approvazione della proposta di regolamento avente ad oggetto la Disciplina della trasparenza nell attività amministrativa e dell accesso agli atti. Art. 17, L.R. 12/02 (Deroghe) Art. 23, L.R. 32/93 (Attività private subordinate a denuncia preventiva o a Art. 27, L.R. 7/00 (Denuncia di inizio di attività e silenzio-assenso) Pagina 10 di 23

11 1. Non sono soggetti alle prescrizioni di cui alla presente legge: a) porti, aeroporti e strutture, militari e civili, limitatamente agli impianti ed ai dispositivi di segnalazione strettamente necessari a garantire la sicurezza della navigazione marittima ed aerea; b) gli impianti di illuminazione sotto tettoie, portici, sottopassi, gallerie e strutture similari con effetto schermante; c) gli impianti per le manifestazioni all'aperto e itineranti con carattere di temporaneità e provvisorietà che hanno ottenuto le autorizzazioni di cui al comma 2, per un limite massimo di tre giorni al mese per ogni Comune interessato; d) gli impianti con massimo cinque punti- luce e con emissione non superiore a lumen per punto purché il flusso diretto verso l'emisfero superiore non ecceda il 20 per cento di quello nominale prodotto dalle lampade; e) le strutture in cui sono esercitate attività relative all'ordine pubblico ed all'amministrazione della giustizia limitatamente agli impianti necessari a garantire la sicurezza; f) per gli impianti di cui alla lettera c) resta operante il divieto dell'impiego di giostre e fasci luminosi e di illuminazione dal basso verso l'alto. 2) Le richieste di deroga per le manifestazioni di cui al comma 1, lettera c), sono presentate all'ufficio Tecnico Comunale interessato. In caso di mancata risposta si applica il criterio del silenzio assenso. Capo 2, Delib.G.R. 44/00 Punto 2.1 (Linee di Indirizzo regionale per la Sorveglianza sulle Attività di Rimozione di Materiali Contenenti Amianto in Matrice Friabile) ISTRUTTORIA PER L'APPROVAZIONE PIANO DI LAVORO: Apertura del procedimento istruttorio con definizione del termine di scadenza per il rilascio silenzio assenso) 1. Il Consiglio regionale, si proposta della Giunta, determina: a) i casi in cui l'esercizio di un' attività privata, subordinato ad autorizzazione, licenza, abilitazione, nulla-osta, permesso o altro atto di assenso comunque denominato, può essere intrapreso su denuncia di inizio dell'attività stessa da parte dell'interessato all' Amministrazione competente; b) i casi in cui la domanda di rilascio di una autorizzazione, licenza, abilitazione, nulla osta, permesso od altro atto di assenso comunque denominato, cui sia subordinato lo svolgimento di un'attività privata, si considera accolta qualora non venga comunicato all'interessato il provvedimento di diniego entro il termine fissato per categorie di atti in relazione alla complessità del rispettivo procedimento. 2. In tali casi spetta all'amministrazione competente verificare d' ufficio la sussistenza dei presupposti e dei requisiti di legge richiesti e, se del caso, disporre con provvedimento motivato il divieto di prosecuzione dell'attività e la rimozione dei suoi effetti, o l'annullamento dell'atto di assenso illeggttimamente formato, salvo che, ove ciò sia possibile, l'interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta attività ed i suoi effetti entro il termine prefissatogli dall'amministrazione stessa. 3. In relazione alla previsione della lettera a) del comma 1 l'atto del Consiglio regionale indica i casi in cui all'attività può darsi inizio immediatamente dopo la presentazione della denuncia ovvero dopo il decorso di un termine fissato per categorie di atti, in relazione alla complessità degli accertamenti richiesti. 4. La disciplina di cui alla lettera a) del comma 1 si applica nei casi in cui il rilascio dell'atto di assenso dell' Amministrazione dipenda esclusivamente dall'accertamento dei presupposti e dei requisiti prescritti, senza l'esperimento di prove a ciò destinare, e non sia previsto alcun limite o contingente 1. I casi nei quali trovano applicazione l'articolo 19, come sostituito dall'articolo 2 della legge 537/1993, e l'articolo 20 della legge 241/1990 sono individuati dalle leggi di settore. 2. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano in materia ambientale, paesaggistica o sanitaria. Art. 12, L.R. 29/05 (Medie strutture di vendita) 2. L apertura, il trasferimento di sede, l ampliamento e la concentrazione delle medie strutture aventi superficie di vendita superiore a metri quadrati 400, sono soggetti ad autorizzazione del Comune per la quale è previsto il silenzio assenso, subordinato al possesso del titolo abilitativo edilizio e all osservanza delle disposizioni di cui ai commi 3 e 4. Art. 26, L.R. 29/05 (Disposizioni concernenti il commercio equo e solidale) 5. La domanda di conferimento della denominazione di «Bottega del Mondo» va presentata alla Direzione centrale attività produttive, completa di tutti i dati identificativi del soggetto di cui al comma 2, incluso il possesso dei requisiti morali e professionali, nonché di tutti i dati identificativi dell'esercizio per il quale si intende ottenere la denominazione. Alla domanda vanno allegati, in particolare, copia dell'atto costitutivo e dello statuto, nonché dichiarazione sostitutiva di atto notorio, dove si attesta di essere a conoscenza delle prescrizioni regionali vigenti in materia di commercio equo e solidale. La domanda si considera accolta per silenzio assenso, se il provvedimento negativo non viene comunicato entro il termine perentorio di sessanta giorni decorrente dalla data di presentazione della domanda stessa. In caso di accertamento definitivo della non conformità degli atti presentati alle disposizioni contenute nel presente articolo, la Pagina 11 di 23

12 dell'autorizzazione. il termine massimo di completamento è di novanta giorni, decorsi i quali si intende acquisito il parere favorevole dell'organo di vigilanza. da evitare la procedura del "silenzio assenso". complessivo per il rilascio dell'atto stesso e in ogni caso non possa derivare pregiudizio alla tutela dei valori storico-artistici e ambientali e della salute dei cittadini. Nota della Regione: La l.b), co. 1, art. 23 della legge regionale rimanda ad un atto del Consiglio regionale, su proposta della Giunta, la determinazione dei casi di Silenzio assenso. All. alla Delib.G.R. 163/06 Direttiva della Giunta regionale, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera a), della L.R. 29 luglio 2004, n. 19 (Disciplina in materia funeraria e di polizia mortuaria) ( ) La Delib.G.R. n. 156/2005 prevede i requisiti di cui devono dotarsi le imprese che intendono esercitare attività funebre ai fini della relativa autorizzazione, rilasciata dal Comune anche attraverso un meccanismo di silenzio-assenso sulla base di un'autocertificazione presentata dagli interessati. Delib.G.R. 1361/05 (Documenti ed attestazioni da allegare alle richieste di autorizzazione per lo svolgimento di manifestazioni fieristiche). 1) Premessa L'autorizzazione regionale o comunale allo svolgimento di manifestazioni fieristiche è disciplinata dall'istituto del silenzio-assenso, per il quale la domanda di autorizzazione s'intende accolta qualora l'amministrazione competente non provveda entro sessanta giorni dal ricevimento dell'istanza medesima. ( ) Direzione centrale attività produttive provvede con atto motivato di diniego, da comunicarsi al soggetto che ha inoltrato la domanda. Art. 109, L.R. 29/05 (Denuncia di inizio attività e domanda di titoli autorizzativi) 2. Sono elencate all'allegato E le attività alla cui domanda di svolgimento da parte del privato si applica il regime del silenzio assenso relativamente ai seguenti settori: a) iscrizione agli appositi registri o albi presso le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura; b) commercio in sede fissa; c) commercio sulle aree pubbliche; d) commercio della stampa quotidiana e periodica; e) somministrazione al pubblico di alimenti e bevande. Art. 2, L.R. 8/02 (Disposizioni per liberalizzare la distribuzione dei carburanti sulla rete ordinaria) 14. Salvo che non siano pendenti ricorsi in sede giurisdizionale o amministrativa, l'autorizzazione decade di diritto se entro due anni dal suo rilascio o dalla maturazione del silenzio assenso il nuovo impianto o il potenziamento non sono attivati. Art. 13, L.R. 3/01 (Disposizioni organizzative) 7. Nel caso di impianti a struttura semplice, individuati secondo i criteri previamente stabiliti dalla Regione, la realizzazione del progetto si intende autorizzata se lo sportello unico, entro quarantacinque giorni dal ricevimento della domanda, non comunica il proprio motivato dissenso, ovvero non convoca l'impresa per l'audizione. Nell'ipotesi in cui si rendano necessarie modifiche al progetto, si adotta la procedura di cui ai commi 5 e 6. La realizzazione dell'opera è comunque subordinata al rilascio della concessione edilizia, ove Pagina 12 di 23

13 necessaria ai sensi della normativa vigente, o della comunicazione dell'applicazione dell'istituto del silenzio assenso, nelle forme previste dall'articolo 84 della legge regionale n. 52/1991, come sostituito dall'articolo 38, comma 1, della legge regionale n. 34/1997. REGIONI Lazio Liguria Lombardia Normativa L.R. 22 ottobre 1993, n. 57, Norme generali per lo L.R. 6 giugno 1991, n. 8, Norme in materia di svolgimento del procedimento amministrativo, procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai l'esercizio del diritto di accesso ai documenti documenti amministrativi. amministrativi e la migliore funzionalità dell'attività amministrativa. L.R. 30 dicembre 1999, n. 30, Norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto d'accesso ai documenti amministrativi. L.R. 22 luglio 2002, n. 15, Legge di semplificazione Semplificazione legislativa mediante abrogazione di leggi regionali. Interventi di semplificazione amministrativa e delegificazione. Note Silenzio assenso Art. 24 (Silenzio-assenso) 1. Con i regolamenti di cui all'articolo 39 sono determinati i casi in cui la domanda di rilascio di una autorizzazione, licenza, abilitazione, nulla osta, permesso od altro atto di consenso regionale, comunque denominato, cui sia subordinato lo svolgimento di un'attività privata, si considera accolta qualora non venga comunicato all'interessato, a cura del responsabile del procedimento, il provvedimento di diniego entro il termine prefissato per categorie di atti. 2. Nei casi di cui al comma 1, sussistendone le ragioni di pubblico interesse che giustifichino l'esercizio del diritto di autotutela, l'amministrazione regionale può annullare l'atto di assenso illegittimamente formatosi, salvo che, ove ciò sia possibile, l'interessato provveda a sanare i vizi entro il termine prefissatogli. 3. Restano ferme le disposizioni attualmente vigenti che stabiliscono regole analoghe o equipollenti a quelle Art. 21 (Attività private subordinate a rilascio di autorizzazione, licenza, abilitazione, nulla osta, permesso od altri atti di consenso) 1. In tutti i casi in cui l'esercizio di un'attività privata sia subordinato ad autorizzazione, licenza, abilitazione, nulla-osta, permesso o altro atto di consenso comunque denominato, ad esclusione delle autorizzazioni rilasciate ai sensi delle leggi 1 giugno 1939, n. 1089, 29 giugno 1939, n e del decreto-legge 27 giugno 1985, n. 312 convertito, con modificazioni, nella legge 8 agosto 1985, n. 431, il cui rilascio dipenda esclusivamente dall'accertamento dei presupposti e dei requisiti di legge, senza l'esperimento di prove a ciò destinate che comportino valutazioni tecniche discrezionali, e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo per il rilascio degli atti stessi, l'atto di consenso si intende sostituito da una denuncia di inizio di attività da parte dell'interessato alla pubblica amministrazione competente, attestante l'esistenza dei presupposti e dei requisiti di legge, L.R. 1 febbraio 2005, n. 1, Interventi di semplificazione Abrogazione di leggi e regolamenti regionali Legge di semplificazione Art. 25, L.R. 30/99 (Silenzio assenso e denuncia di inizio attività) 1. Entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge, la Regione provvede con legge a determinare, in relazione alle funzioni amministrative esercitate dalle amministrazioni indicate all'articolo 2, i casi in cui trovano applicazione le fattispecie contemplate dagli articoli 19 e 20 della legge n. 241 del Art. 4, L.R. 15/02 (Silenzio-assenso) 1. Nei casi indicati dall'allegato C alla presente legge, la domanda di rilascio di una autorizzazione, licenza, abilitazione nulla-osta o altro atto di consenso comunque denominato, cui sia subordinato lo svolgimento di una attività, si considera accolta qualora non venga comunicato all'interessato il provvedimento di diniego entro il termine fissato per ciascun procedimento dalle relative disposizioni di legge o regolamentari ovvero dal predetto allegato C o, in Pagina 13 di 23

14 previste dal presente articolo. eventualmente accompagnata dall'autocertificazione dell'esperimento di prove a ciò destinate, ove previste. In tali casi spetta alla struttura competente, entro e non oltre sessanta giorni dalla denuncia, verificare d'ufficio la sussistenza dei presupposti e dei requisiti di legge richiesti e disporre, se del caso, con provvedimento motivato da notificare all'interessato entro il medesimo termine, il divieto di prosecuzione dell'attività e la rimozione dei suoi effetti, salvo che, ove ciò sia possibile, l'interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta attività ed i suoi effetti entro il termine prefissatogli dall'amministrazione stessa. 2. Con regolamento sono determinati i casi in cui la disposizione del comma 1 non si applica, in quanto il rilascio dell'autorizzazione, licenza, abilitazione, nullaosta, permesso o altro atto di consenso comunque denominato, dipenda dall'esperimento di prove che comportino valutazioni tecniche discrezionali. 3. Con regolamento sono anche determinati i casi in cui la domanda di rilascio di un'autorizzazione, licenza, abilitazione, nulla osta, permesso o altro atto di consenso comunque denominato, cui sia subordinato lo svolgimento di un'attività privata, si considera accolta qualora non venga comunicato all'interessato il provvedimento di diniego entro il termine che viene fissato per categorie di atti, in relazione alla complessità del rispettivo procedimento, dal predetto regolamento. In tali casi, sussistendone le ragioni di pubblico interesse, la struttura competente promuove l'annullamento dell'atto di assenso illegittimamente formato, salvo che, ove ciò sia possibile, l'interessato provveda a sanare i vizi entro il termine prefissatogli dall'amministrazione stessa. 4. Restano ferme le norme attualmente vigenti che stabiliscono regole analoghe o equipollenti a quelle previste dal presente articolo. Art. 22 (Dichiarazioni dell'interessato) mancanza, entro sessanta giorni dalla presentazione dell'istanza, domanda od altro atto di avvio del procedimento. 2. Nei casi di cui al comma 1, sussistendo ragioni di pubblico interesse, l'amministrazione competente può annullare l'atto di assenso illegittimamente formato, salvo che l'interessato provveda, ove possibile, a sanare i vizi entro il termine assegnatogli dall'amministrazione medesima. È comunque in facoltà dell'amministrazione adottare il provvedimento espresso di accoglimento prima della scadenza del termine prestabilito. Art. 4, L.R. 1/05 (Silenzio assenso) 1. Nei procedimenti amministrativi relativi a materie rientranti nella competenza legislativa regionale, fatto salvo quanto disposto dal comma 2, la domanda di rilascio di un'autorizzazione, di una licenza o di un atto di assenso comunque denominato cui sia subordinato lo svolgimento di un'attività si considera accolta qualora non venga comunicato al richiedente il provvedimento di diniego entro il termine fissato per ciascun procedimento dalle relative disposizioni di legge regionale o di regolamento o provvedimento regionale, provinciale o comunale o, in mancanza, entro sessanta giorni dalla presentazione dell'istanza, della domanda o di altro atto di avvio del procedimento. 2. La Giunta regionale, d'intesa con le rappresentanze regionali delle province e dei comuni e previo parere della commissione consiliare competente, individua, entro il 31 dicembre 2005, gli atti di autorizzazione, licenza o assenso comunque denominati cui non si applica quanto disposto dal comma Entro sei mesi dalla pubblicazione della deliberazione di cui al comma 2, i comuni e le province adeguano i propri regolamenti e provvedimenti a quanto disposto dal comma 1. Pagina 14 di 23

15 1. Con la denuncia o con la domanda di cui all'art. 21, l'interessato deve dichiarare la sussistenza dei presupposti e dei requisiti di legge richiesti. In caso di dichiarazioni mendaci o di false attestazioni non è ammessa la conformazione dell'attività e dei suoi effetti di legge o la sanatoria prevista dallo stesso art. 21. intervenuti nel procedimento per presentare memorie scritte e documenti; b) in pendenza dei pareri obbligatori degli organi consultivi dello Stato e di altre Amministrazioni, in conformità a quanto previsto dall'art. 16 della L. 7 agosto 1990, n. 241; c) in dipendenza del termine per la formazione dell'eventuale silenzio assenso nei casi previsti dal successivo art. 16, comma 3; d) in pendenza dell'adozione e della trasmissione alla Regione di atti e provvedimenti di enti o di organi esterni, allorché tali atti o provvedimenti costituiscano fasi del procedimento amministrativo; e) in pendenza dell'espressione dei pareri obbligatori degli organi consultivi regionali secondo quanto sarà stabilito nel o nei regolamenti di cui all'art. 1, comma 3, della presente legge. 4. Gli effetti previsti dal comma 1 decorrono dal giorno successivo alla scadenza dei sei mesi dalla pubblicazione della deliberazione di cui al comma Ai casi di silenzio assenso previsti dal presente articolo si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 4, comma 2, e all'articolo 5 della legge regionale 22 luglio 2002, n. 15 (legge di semplificazione Semplificazione legislativa mediante abrogazione di leggi regionali. Interventi di semplificazione amministrativa e delegificazione). Nota della Regione: Si evidenzia quanto stabilito dall art. 4, L.R. 1/05 che prevede il Silenzio assenso nei procedimenti amministrativi relativi a materie rientranti nella competenza legislativa regionale con conseguente obbligo di adeguamento da parte degli Enti locali (previa intesa con gli stessi). Nota della Regione: È stata inoltre adottata circolare. REGIONI Marche Molise Piemonte Normativa L.R. 31 ottobre 1994, n. 44, Norme concernenti la democratizzazione e la semplificazione dell'attività Amministrativa regionale. L.R. 11 novembre 2004, n. 25, Disposizioni regionali in materia di sanatoria degli abusi edilizi, in attuazione del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito in legge 24 novembre 2003, n. 326, e successive modifiche. Reg. 15 maggio 2002, n. 9, Regolamento di attuazione della legge 7 agosto 1990, n. 241, recante nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi, relativamente alla determinazione dei termini entro i quali debbono essere adottati i provvedimenti di competenza della Regione in materia L.R. 4 luglio 2005, n. 7, Nuove disposizioni in materia di procedimento amministrativo e di accesso ai documenti amministrativi. Pagina 15 di 23

16 di Demanio marittimo a finalità turistico-ricreative. Note Nota della Regione: Si applica la L. 241/1990. Silenzio assenso Art. 14 (Denunce sostitutive, silenzio accoglimento) Art. 7, L.R. 25/04 (Silenzio assenso) Art. 27 (Silenzio-assenso e dichiarazione di inizio attività). 2. Con regolamento regionale, da adottarsi su proposta della giunta regionale entro sei mesi dall entrata in vigore della presente legge, sono individuati, nelle materie di competenza regionale, i casi e i modi in cui la domanda di rilascio di un atto autorizzativo, al quale sia subordinato lo svolgimento di un attività privata, si considera accolta, a norma dell articolo 20 della legge 241/1990, qualora entro il termine stabilito ai sensi dell articolo 3 il relativo atto non sia comunicato all interessato. 1. Per le istanze di sanatoria presentate ai sensi della presente legge, il titolo abilitativo in sanatoria si intende rilasciato decorso il termine di ventiquattro mesi dal 30 giugno 2005 senza l'adozione di provvedimenti negativi o di prescrizioni da parte del Comune. Art. 6, Reg. 9/02 (Termine finale del procedimento) 5. Quando la legge prevede che la domanda dell'interessato si intenda respinta o accolta dopo l'inutile decorso di un determinato tempo dalla presentazione della domanda stessa, il termine previsto dalla legge o dal regolamento per la formazione del silenzio-rifiuto o del silenzio-assenso costituisce altresì il termine entro il quale l'amministrazione deve adottare la propria determinazione. Quando la legge stabilisca nuovi casi e nuovi termini di silenzio-assenso o di silenzio-rifiuto i termini contenuti nelle tabelle allegate si intendono integrati o modificati in conformità. 1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale provvede con regolamento, adottato ai sensi dell'articolo 27, comma 2, dello Statuto, a disciplinare i casi in cui trovano applicazione le fattispecie di cui agli articoli 19 e 20 della L. n. 241/1990, come da ultimo modificati dall'articolo 3 del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35 (Disposizioni urgenti nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale), convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n Il regolamento di cui al comma 1 viene adottato in conformità ai seguenti principi: a) semplificazione dei procedimenti amministrativi in modo da ridurre il numero delle fasi procedimentali; b) regolazione uniforme dei procedimenti dello stesso tipo che si svolgono presso i diversi uffici regionali; c) riduzione dei termini per la conclusione dei procedimenti; d) rispetto della potestà regolamentare degli enti locali nell'esercizio delle funzioni e dei compiti ad essi conferiti. Nota della Regione: Fino alla data di entrata in vigore del regolamento, trovano applicazione le disposizioni vigenti. REGIONI Puglia Sardegna Sicilia Normativa L.R. 22 agosto 1990, n. 40, Norme sul rapporto tra i cittadini e l'amministrazione della Regione Sardegna nello svolgimento dell'attività amministrativa. Note Nota della Regione: La Regione Puglia non ha emanato norme dopo l entrata in vigore della L. 241/90 e s. m.; risulta pertanto applicata la normativa statale in materia. Nota della Regione: La normativa regionale manca delle disposizioni in materia di DIA e di Silenzio assenso. Nota della Regione: L.R. 30 aprile 1991, n. 10, Disposizioni per i procedimenti amministrativi, il diritto di accesso ai documenti amministrativi e la migliore funzionalità dell'attività amministrativa. Pagina 16 di 23

17 Silenzio assenso In generale, si precisa che la normativa regionale in vigore risale al Sino ad oggi non si è proceduto ad alcuna modifica. Alla luce di tale considerazione si vuole far rilevare la portata innovativa (per il periodo di emanazione) di numerose disposizioni. Si precisa che il Servizio riforma della Regione e revisione legislativa dell Assessorato Affari Generali della Regione Sardegna ha elaborato una bozza di disegno di Testo unico delle norme sul rapporto tra i cittadini e l amministrazione della Regione Sardegna nello svolgimento dell attività e dei procedimenti amministrativi, che raccoglie, innovandole anche alla luce delle modifiche introdotte alla L. 241/90 dalla L. 15/05 e dalla L. 80/05, le preesistenti leggi regionali in materia, e, nell ottica della semplificazione legislativa, include materie strettamente connesse tra loro in un quadro integrato e unitario di norme. Tale bozza sarà presto presentata in Giunta per essere formalizzata in disegno di legge. Art Ferme restando le speciali norme già vigenti per la materia, e salva la disciplina regolamentare prevista dall'articolo 20 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modifiche ed integrazioni, qualora disposizioni normative prevedano che l'esercizio di un'attività privata sia subordinato ad abilitazione, autorizzazione, licenza, nulla osta, permesso, o ad altro atto di consenso comunque denominato, da rilasciare a domanda dell'interessato, la domanda deve considerarsi accolta qualora non venga comunicato un motivato provvedimento di diniego entro il termine dalle medesime disposizioni individuato. 2. L'amministrazione, ove accerti, dopo la scadenza del termine per comunicare il diniego, che l'attività è illegittimamente esercitata, annulla l'assenso formatosi, salvo che l'interessato, ove possibile, provveda ad eliminare i vizi entro il termine stabilito dall'amministrazione, che non può essere inferiore a quindici né superiore a trenta giorni. REGIONI Toscana Trentino Alto Adige: Provincia di Bolzano Trentino Alto Adige: Provincia di Trento Normativa L.R. 20 gennaio 1995, n. 9, Disposizioni in materia di procedimento amministrativo e di accesso agli atti. L.P. 22 ottobre 1993, n. 17, Disciplina del procedimento amministrativo e del diritto di accesso ai L.P. 30 novembre 1992, n. 23, Principi per la democratizzazione, la semplificazione e la Pagina 17 di 23

18 Note Silenzioassenso Art. 61 (Silenzio-assenso) documenti amministrativi. Art. 22 (Silenzio assenso per l'esercizio di attività private) partecipazione all'azione amministrativa provinciale e norme in materia di procedimento amministrativo. Art. 23 (Denuncia di inizio attività e silenzio - assenso) 1. Fuori dei casi di cui all'art. 58, con apposito regolamento sono individuate le autorizzazioni, le licenze, le abilitazioni, i nulla osta e gli altri atti di consenso previsti dall'ordinamento vigente alla data di entrata in vigore della presente legge, che si ritengono rilasciati qualora l'amministrazione non comunichi all'interessato il provvedimento di diniego entro il termine fissato, per l'adozione del medesimo, ai sensi dell'art Il regolamento dispone in merito ai provvedimenti di cui al primo comma, previsti nell'ambito di procedimenti inerenti l'esercizio di funzioni amministrative nelle materie di attribuzione regionale ovvero delegate dallo Stato alla regione, anche se i procedimenti medesimi, o singole loro fasi, sono attribuite o delegate alla competenza degli enti locali. 3. L'atto di assenso formato ai sensi del primo comma, ove illegittimo, può essere successivamente annullato dall'amministrazione, qualora sussistano ragioni di pubblico interesse. 4. Nei casi di cui al precedente comma, ove possibile, si applicano le disposizioni di cui al terzo e quarto comma dell'art Con regolamento di esecuzione, da emanarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono determinati i casi in cui la domanda di rilascio di una autorizzazione, licenza, abilitazione, nulla osta, permesso od altro atto di consenso comunque denominato, cui sia subordinato lo svolgimento di un'attività privata, si considera accolta qualora non venga comunicato all'interessato il provvedimento di diniego entro il termine fissato per categorie di atti, in relazione alla complessità del rispettivo procedimento, dal medesimo predetto regolamento. In tali casi, sussistendone le ragioni di pubblico interesse, l'organo provinciale competente può annullare l'atto di assenso illegittimamente formato, salvo che, ove ciò sia possibile, l'interessato provveda a sanare i vizi entro il termine prefissatogli dall'amministrazione. 2. Restano ferme le disposizioni attualmente vigenti che stabiliscono regole analoghe o equipollenti a quelle previste dal presente articolo. 1. In tutti i casi in cui l'esercizio di un'attività privata sia subordinato ad autorizzazione, a licenza, ad abilitazione, a nullaosta, a permesso o ad altri atti di consenso comunque denominati, ad eccezione delle autorizzazioni rilasciate ai sensi della normativa vigente in materia di tutela ambientale, paesaggisticoterritoriale, del patrimonio storico-artistico, il cui rilascio dipenda esclusivamente dall'accertamento dei presupposti e dei requisiti di legge, senza l'esperimento di prove a ciò destinate che comportino valutazioni tecniche discrezionali, e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo per il rilascio degli atti stessi, l'atto di consenso si intende sostituito da una denuncia di inizio attività da parte dell'interessato alla struttura competente in via principale per il procedimento, attestante l'esistenza dei presupposti e dei requisiti di legge, eventualmente accompagnata dall'autocertificazione dell'esperimento di prove a ciò destinate, ove previste. In tali casi spetta alla struttura competente, entro e non oltre sessanta giorni dalla denuncia, verificare d'ufficio la sussistenza dei presupposti e dei requisiti di legge richiesti e disporre, se del caso, con provvedimento motivato da notificare all'interessato entro il medesimo termine, il divieto di prosecuzione dell'attività e la rimozione dei suoi effetti, salvo che, ove ciò sia possibile, l'interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta attività e i suoi effetti entro il termine prefissatogli dal dirigente della struttura stessa. 2. La Giunta provinciale determina i casi in cui la disposizione di cui al comma 1 non si applica, in quanto il rilascio dell'atto di consenso dipenda dall'esperimento di prove che comportino valutazioni tecniche discrezionali. Pagina 18 di 23

19 3. La Giunta provinciale determina i casi in cui la domanda di rilascio di autorizzazione, di licenza, di abilitazione, di nullaosta, di permesso o di altro atto di consenso comunque denominato, cui sia subordinato l'esercizio di un'attività privata, si considera accolta qualora non venga comunicato all'interessato il provvedimento di diniego entro il termine fissato per categorie di atti, in relazione alla complessità di procedimenti, dalla medesima deliberazione. In tali casi la struttura competente per il procedimento in via principale può annullare l'atto di assenso illegittimamente formato, salvo che, ove ciò sia possibile, l'interessato provveda a sanare i vizi entro il termine prefissatogli dal dirigente della struttura stessa. 4. Le deliberazioni della Giunta provinciale di cui ai commi 2 e 3 sono pubblicate nel Bollettino ufficiale della regione. 5. Nulla è innovato per quanto concerne la disciplina urbanistica. Nota della Provincia autonoma: Si riporta qui la disciplina del D.d.L. 4 novembre 2005, n. 135, Modifiche della legge provinciale 30 novembre 1992, n. 23, d iniziativa della Giunta provinciale e attualmente in istruttoria presso la prima Commissione permanente del Consiglio provinciale. Il D.d.L. 135/05 punta a recepire alcune novità della L. 15/05, modificando conseguentemente la L.P. 23/92. Le modifiche riguardano in prevalenza le disposizioni concernenti il rapporto tra amministrazione e cittadini, con particolare riguardo ai principi che governano l attività della pubblica amministrazione, ai termini di conclusione dei procedimenti amministrativi, all attuazione delle disposizioni statali in materia di amministrazione digitale, agli istituti dell Autocertificazione e del Silenzio assenso. Art. 23bis, D.d.L.135/05 (Silenzio assenso) 1. Fermo restando quanto disposto dall articolo 23, nei Pagina 19 di 23

20 procedimenti ad istanza di parte per il rilascio di provvedimenti amministrativi il silenzio dell amministrazione equivale a provvedimento di accoglimento della domanda, senza necessità di ulteriori istanze o diffide, se la medesima amministrazione non comunica all interessato, nei termini di cui all articolo 3, il provvedimento di diniego. 2. Nei casi in cui il silenzio dell amministrazione equivale ad accoglimento della domanda, l amministrazione competente può assumere determinazioni in via di autotutela. 3. Le disposizioni di questo articolo non si applicano agli atti e ai procedimenti in materia di tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico e della salute, ai casi in cui la legge qualifica il silenzio dell amministrazione come rigetto dell istanza, nonché ai casi in cui la normativa comunitaria impone l adozione di provvedimenti amministrativi formali e agli atti individuati con successiva deliberazione della Giunta provinciale. Pagina 20 di 23

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