Nel mondo delle parole

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1 Nel mondo delle parole S in dai primi anni di scolarità, i bambini hanno una naturale predisposizione a riflettere sulla lingua. È su queste attitudini che l insegnante si può basare per condurre gradualmente l allievo verso forme di grammatica esplicita. Si tratta di un affermazione importante delle Indicazioni nazionali per il curricolo: all inizio della scuola primaria, infatti, spesso la riflessione linguistica viene tralasciata in quanto si è molto preoccupati di insegnare a leggere e scrivere. Occorre invece abituare i bambini a riflettere, privilegiando il livello lessicale-semantico. Classificare le parole Proponiamo la filastrocca La frutta con sbaglio per avviare un percorso sulla classificazione con le parole. Prima di leggerla prepariamo il materiale utile: circa cinquanta cartoncini, completi di immagine e parola, relativi ai ventisei frutti e all aglio nominati nella filastrocca, e a ortaggi vari (questi ultimi serviranno anche per un attività successiva). Mescoliamo i cartoncini e distribuiamoli agli alunni suddivisi in tre gruppi. La frutta con sbaglio Mandarino, Pompelmo, Lampone, Fragola, Arancia, Limone, Cocomero, Mela, Melone. Mela cotogna, Melagrana, Fico, Pesca, Banana. Ciliegia, Marasca, Pera, Uva Bianca, Uva Nera. Noce, Nocciola, Nocciolina, Castagna, Loto, Susina, Albicocca, Aglio. Però c è uno sbaglio. Grossi L. (1980). Giocare con le parole. Roma: Armando 8 I quaderni di La Vita Scolastica Leggiamo la filastrocca e chiediamo di ascoltare attentamente. A mano a mano, i bambini devono pescare, dal mucchietto di cartoncini in possesso del gruppo, quelli di cui sentono il nome. Alla fine ogni bambino avrà almeno un cartoncino (qualcuno ne avrà due, se la classe ha meno di ventisei alunni). È probabile che alcuni frutti non siano conosciuti, occasione utile per arricchire il lessico: spieghiamo, per esempio, che susina è un altro nome con cui viene chiamata la prugna; così come loto è un altro nome usato per indicare il caco. Della marasca diciamo che si tratta di una varietà di ciliegia dalla polpa succosa e acidula, da cui si ottiene un liquore (il maraschino). E, a proposito della mela cotogna, chiediamo ai bambini se, tra ottobre e novembre, hanno visto dal fruttivendolo una sorta di strano frutto, simile a un misto tra pera e mela, da cui si fa la cotognata, e il cui albero è il cotogno. Poi invitiamo i bambini a rispondere ad alcune domande: Perché nella filastrocca si dice che c è uno sbaglio? Le parole che avete ascoltato suonano bene tra loro? Se volessimo scrivere su un foglio le parole della filastrocca accompagnate dal disegno, potremmo metterle tutte insieme in un grande cerchio? Starebbero bene? O invece c è qualche parola (e relativo disegno) che non va d accordo con tutte le altre? Perché?.

2 class e 1 Forma e significato La generalizzazione Conduciamo gli alunni, con le nostre domande, a esprimersi facendo osservazioni relative a due aspetti delle parole della filastrocca, la forma e il significato: suonano tutte bene perché sono in rima (finiscono con gli stessi suoni nella parte finale); tranne una, si riferiscono tutte a nomi di frutti. L aglio, infatti, non è un frutto, perciò non possiamo mettere aglio nel grande cerchio delle parole che indicano i frutti. Attacchiamo i cartoncini con i nomi dei frutti a un cartellone appeso al muro. Invitiamo i bambini a proseguire con le esercitazioni sul quaderno: possono scrivere autonomamente (o copiare) le parole in diversi cerchi, in base a specifiche consegne. Il criterio di raggruppamento può essere la lettera iniziale, quella finale, le lettere doppie contenute in alcune parole ecc. Lavoriamo ancora con i cartoncini, con le parole e i disegni degli ortaggi. Fissiamo alla parete un cartellone e attacchiamo i cartoncini. Leggiamo insieme le parole, poi chiediamo: Perché abbiamo messo insieme questi cartoncini? Che cosa rappresentano? Dove si coltivano? A che cosa servono?. SCRIVI I NOMI DEI FRUTTI CHE FINISCONO CON A SCRIVI I NOMI DEI FRUTTI CHE FINISCONO CON E Tutti insieme, proviamo a dare un unico nome all intero gruppo. Potrà venir fuori il termine verdure ; cerchiamo di insistere sul fatto che queste verdure sono coltivate negli orti, per far emergere la parola ortaggi come termine generale rispetto a quello specifico di ogni oggetto contenuto nel cerchio. Chiediamo ai bambini di copiare sul quaderno disegni e nomi, racchiudendoli in un insieme di colore rosso. L attività può continuare in vari modi. Per esempio: facciamo disegnare sul quaderno gli spinaci, poi domandiamo: Possiamo disegnarli nel cerchio? Perché? ; facciamo disegnare una banana e, prima di farlo, domandiamo di nuovo se è possibile inserirla nel cerchio o no. Alla stessa maniera i bambini potranno disegnare una mela, un panino L esercizio è funzionale a un ulteriore attività di W la grammatica! 9

3 Nel mondo delle parole classificazione e generalizzazione: chiediamo di tracciare, con il colore verde, un cerchio grande che racchiuda tutti i disegni e le parole. Domandiamo: Che nome possiamo dare a ciò che è contenuto nel cerchio verde?. Emergerà probabilmente Cibi o Cose che si mangiano. Concordiamo la parola da scrivere nel cerchio grande come se si trattasse di un etichetta, portando i bambini a conoscere e usare il termine generale Alimenti, che ha lo stesso significato di Cibi. ALIMENTI ORTAGGI Parole come etichette Discutiamo con i bambini chiedendo perché è necessario usare le parole più generali che ne comprendono altre, e quando è necessario farlo. Per aiutarli a rispondere, ipotizziamo una scenetta: il signor Bianchi entra da un fioraio a comprare delle rose da regalare alla moglie per il suo compleanno. Ne ha viste in vetrina alcune rosse molto belle. Facciamo impersonare a due bambini l acquirente e il negoziante: che cosa chiederà il signor Bianchi? Dirà: Vorrei dei fiori oppure: Vorrei delle rose? O, ancora: Vorrei quelle rose rosse che sono in vetrina?. Un altra scena può essere interpretata da una bambina che riferisce all insegnante di aver cambiato casa, e descrive la situazione del trasloco. Chiediamo: Secondo voi dirà: Ieri è venuto il camion dei traslochi e gli operai hanno caricato i 10 I quaderni di La Vita Scolastica mobili ; oppure: Ieri è venuto il camion dei traslochi e gli operai hanno caricato il letto, i comodini, gli armadi, il tavolo, le sedie ecc., con un elenco che non finisce più?. Facciamo insieme varie ipotesi e, alla fine, concordiamo sul fatto che, a volte, è necessario utilizzare le parole specifiche, per essere precisi e consentire agli altri di capire (come farebbe altrimenti il fioraio a sapere quali fiori vuole comprare il signor Bianchi?). Altre volte, invece, è utile usare le parole più generali. Lavoriamo ancora sul piano dei significati con il supporto della scheda 1, nella quale sono illustrati alcuni prodotti del banco salumi e formaggi di un negozio. Discutiamo insieme per descrivere che cosa è disegnato e quali parole possiamo usare. La parola formaggio è sicuramente più familiare rispetto a salumi, ma non è difficile capire e usare il termine salumi perché imparentato con salame, noto ai bambini. Diamo quindi ai bambini la scheda 2 e individuiamo il nome latticini per tutti i prodotti ricavati dal latte. Osserviamo infatti che nel banco del negozio ci sono formaggi a pasta dura e molle, il parmigiano e il pecorino, ma anche la mozzarella; e ci sono la ricotta e il burro, che si ricavano sempre dal latte, ma con un diverso procedimento. Ampliamo poi l attività con un esercizio di partizione relativo alla forma delle parole. Stimoliamo i bambini a osservare che, nell intersezione, c è una parola, burro, che finisce con la lettera O e contiene le lettere doppie.

4 class e 1 scheda 1 tanti nomi diversi OSSERVA L IMMAGINE. CHE COSA SI VENDE IN QUESTO NEGOZIO? COMPLETA le due etichette CON UN NOME GENERALE scheda 2 parole amiche del latte Scrivi sull etichetta il nome che comprende tutti i prodotti ricavati dal latte. cerchia con Il rosso le parole che contengono le lettere doppie E CoN Il verde QUELLE che finiscono in O. BURRO RICOTTA... PECORINO CACIOTTA PARMIGIANO MOZZARELLA W la grammatica! 11

5 I pezzi delle parole Abbiamo svolto finora attività di riflessione sulla lingua mirate allo sviluppo della capacità dei bambini di compiere operazioni cognitive di diverso tipo. E ciò nell ottica di una interconnessione tra linguaggio e pensiero, rapporto stretto e di natura circolare. Proseguiamo adesso utilizzando il gioco linguistico. Dopo i primi mesi di scuola i bambini cominciano a conoscere e usare le lettere e i suoni dell alfabeto. Proponiamo attività finalizzate a farli giocare con tali lettere e suoni come se fossero pezzi di un gioco, che possono essere combinati in modo diverso per ottenere oggetti diversi costituiti dalle parole. Scomporre e ricomporre Fotocopiamo su un cartoncino la scheda 3 della pagina accanto e facciamo ritagliare i quattro pezzi. Invitiamo ogni bambino a provare le possibili combinazioni: ROSA RASO ORSA ARSO SARO. Il fenomeno che gli alunni cominciano a intuire è di estrema importanza: le singole unità /r/, /o/, /s/, /a/ non hanno alcun significato se prese a sé. Se combinate tra loro, invece, formano parole. Ogni parola avrà un determinato significato in relazione a come i pezzi sono stati mescolati. Gli alunni possono così scoprire le innumerevoli possibilità espressive della nostra lingua. Quando troviamo parole non note forniamo spiegazioni e facciamo conoscere nuovi significati. Incontrando arso, per esempio, diciamo che significa bruciato dal fuoco, e proponiamo una frase del tipo: Il fuoco ha arso una capanna di paglia nel bosco. Possiamo anche aggiungere che si dice Il sole ha arso le piante per indicare che il calore le ha fatte seccare. Alla stessa maniera spieghiamo che molti abiti da sposa sono fatti di raso, che è una stoffa liscia e lucente. La parola orsa, invece, che indica la femmina dell orso, non dovrebbe dare problemi perché si tratta di un animale molto conosciuto. Possiamo approfittarne per chiedere ai bambini che cosa sanno di questo animale e farne esplicitare le caratteristiche. Ma soprattutto abbiamo l occasione per riflettere insieme sull uso figurato della parola. Chiediamo perché a volte si dice: Quando cammini mi sembri un orso oppure: Non vuoi mai venire al parco con noi. Resti sempre a casa. Sei proprio un orso!. Discutiamone con i bambini facendo varie ipotesi e poi tiriamo le somme: le due persone e l orso hanno caratteristiche comuni, si somigliano. Infatti nel primo caso ci riferiamo a una persona goffa e impacciata nel camminare; nel secondo caso, invece, a una persona scorbutica e scontrosa: si sa che l orso passa molto tempo da solo, infatti ama dormire a lungo nella sua caverna quando va in letargo. 12 I quaderni di La Vita Scolastica

6 classe 1 Il puzzle delle parole scheda 3 Ritaglia i quattro pezzi e mettili insieme in tanti modi diversi. Quali parole ottieni? o S A R Continuiamo il lavoro con altri cartoncini da manipolare, con lettere adesive da spostare sulla lavagna magnetica, con esercizi su scheda e con le lettere di semplici parole quali, per esempio, Remo More, Nodo Dono, Nave Vena, Toro, Orto, Mela Lame. Ogni volta, dopo aver scoperto le diverse parole, discutiamo sul significato e proviamo a far produrre delle frasi in cui sia inserita la parola trovata. Nella scheda 4, per esempio, le diverse combinazioni portano a Ramo, Roma, Omar e Mora. I bambini potranno scrivere: Roma è una città, Omar è il nome di un bambino ecc. W la grammatica! 13

7 I pezzi delle parole Parole misteriose Segui i fili di ogni lettera e forma le parole. scheda 4 A R O M A R O M A R O M A R O M 14 I quaderni di La Vita Scolastica

8 classe 1 Il gioco di sostituzione I bambini provano un gusto particolare a giocare con i suoni delle parole: assonanze, consonanze e rime create dalla fantasia degli scrittori producono allegria. Leggiamo una filastrocca. L autrice ha utilizzato in rima le parole patto, gatto e matto, ottenute con il cambio del suono iniziale. Facciamo ascoltare la filastrocca e, nel contempo, scriviamo le tre parole alla lavagna. Chiediamo: Che cosa possiamo osservare confrontando le parole patto, gatto, matto?. Stimoliamo osservazioni. Ho fatto un patto con il mio gatto che nel salotto non faccia il matto. Se come un matto graffia il salotto mai più biscotto, anzi lo sfratto. Cella L. (2006). Un monello sul cammello. Trieste: EL Facciamo ascoltare un altra filastrocca, che ha due parole incomplete. Diciamo ai bambini di prestare attenzione ai due suoni che mancano e facciamo dire quali sono. L omino dei palloni L omino dei palloni Ne aveva sette tutti arancioni. Uno s è sgonfiato: che peccato. Uno ha fatto un BOTTO e s è -OTTO. Gli altri col vento prendono il VOLO. E l omino? Rimane -OLO. Martini L. (2010). in AA.VV. Tutto Filastrocche. Firenze: Giunti Junior Scriviamo le parole alla lavagna per far osservare che quelle utili a fare rima con botto e con volo si ottengono mediante un gioco del cambio della lettera iniziale. Giocando a sostituire le lettere, i bambini intuiscono un fenomeno molto importante della nostra lingua: la coppia gatto-matto della prima filastrocca, per esempio, si differenzia per la presenza di un fonema al posto di un altro nella stessa posizione. Questa commutazione produce parole diverse, con una differenza anche sul piano del significato. Facciamo giocare i bambini a sostituire i suoni delle parole, in modo che prendano operativamente consapevolezza di questo fenomeno linguistico (scheda 5, scheda 6 e scheda 7). Utilizziamo le parole ottenute per costruire alcune frasi, per esempio: Ho messo i fiori nel vaso. Ho il naso rosso per il raffreddore. W la grammatica! 15

9 I pezzi delle parole Giocare con i suoni/1 scheda 5 CAMBIA LA PRIMA LETTERA DI OGNI PAROLA. CHE COSA OTTIENI? MELA PORTA RAGNO PANE TETTO ELA ORTA AGNO ANE ETTO VASO DENTI BOTTE moto collo aso enti otte oto ollo tana cuoco festa SACCO GONNA ana uoco esta ACCO ONNA LAGO TAVOLA ROCCIA FOGLIE BALLO AGO AVOLA OCCIA OGLIE ALLO 16 I quaderni di La Vita Scolastica

10 classe 1 scheda 6 Giocare con i suoni/2 CAMBIA LA LETTERA EVIDENZIATA IN OGNI PAROLA. CHE COSA OTTIENI? MORE ORTO ELEGANTE TOPO BARCA M RE OR O ELE ANTE TO O BAR A LANA SALE FOGLIA NAVE PAZZA L NA S LE F GLIA N VE P ZZA FAI LO STESSO GIOCO CAMBIANDO LE LETTERE DOPPIE. PAPPA GATTO ROSSO PELLE SACCO PA A GA O RO O PE E SA O scheda 7 Giocare con i suoni/3 LEGGI GLI INDOVINELLI E POI COMPLETA SCRIVENDO LE PAROLE GIUSTE. Qual è la differenza tra una scarpa e l albero di Natale? sotto la scarpa c è il TACCO Sotto l albero c è il... Qual è la differenza tra il banco della scuola e il gelato? Sul banco c è la PENNA Sul gelato c è la... W la grammatica! 17

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