INDICE 1 RIFERIMENTI NORMATIVI 2 GENERALITA SULL IMPIANTO. 2.1 Componenti dell impianto. 2.2 Tubazioni antincendio

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2 INDICE 1 RIFERIMENTI NORMATIVI 2 GENERALITA SULL IMPIANTO 2.1 Componenti dell impianto 2.2 Tubazioni antincendio 2.3 Attacchi per mandata per motopompa 2.4 Custodia delle bocche di incendio 2.5 Estintori 2.6 Segnaletica di sicurezza 3 PROGETTAZIONE DELL IMPIANTO 3.1 Ubicazione 3.2 Strutture e materiali 3.3 Superfici e destinazione dei locali 4 AREE A RISCHIO SPECIFICO 5 AFFOLLAMENTO E VIE D USCITA 6 SCHEDE CARICO INCENDIO 7 DIMENSIONAMENTO IMPIANTO 7.1 Perdite di carico distribuite 7.2 Perdite di carico localizzate 8 CALCOLO DELLA RETE 9 IMPIANTI NELL EDIFICIO 10 SCHEMA RILEVATORI INCENDIO 11 INSTALLAZIONE GRUPPO DI POMPAGGIO 11.1 Alimentazioni 11.2 Caratteristiche gruppo pompe 11.3 Requisiti funzionali di prestazioni 11.4 Posizionamento delle pompe 12 INSTALLAZIONI VARIE 1

3 12.1 Ancoraggio 12.2 Drenaggi 12.3 Alloggiamento delle tubazioni fuori terra 12.4 Attraversamento di strutture verticali e orizzontali 12.5 Sostegni 12.6 Valvole di intercettazione 12.7 UNI Segnalazione 12.9 Misuratori di pressione Misuratori di portata delle alimentazioni Indicatori di livello 13 COLLAUDI E VERIFICHE PERIODICHE 13.1 Collaudi degli impianti 13.2 Operazioni preliminari 13.3 Esecuzione del collaudo 13.4 Prova delle alimentazioni 13.5 Esercizio e verifica dell impianto 14 CONCLUSIONI 2

4 1 - RIFERIMENTI NORMATIVI Agli impianti idrici antincendio si applicano le seguenti norme tecniche: - Norma UNI "Impianti di estinzione incendi: reti di idranti" - Norma UNI 9490 "Apparecchiature per estinzione incendi. Alimentazioni idriche per impianti automatici antincendio" - Circolare del Ministero dell'interno n 24 MI.SA. del 26/1/1993. Impianti di protezione attiva antincendio. - D.M. 30/11/1983 Termini, definizioni generali e simboli grafici di prevenzione incendi. - Legge n. 46 del 5/3/1990 norme per la sicurezza degli impianti - D.P.R. n Regolamento di attuazione della Legge n 46 del 5/3/1990 in materia di sicurezza degli impianti. Sono state considerate inoltre le seguenti norme tecniche emanate dall UNI - UNI 802 : Apparecchiature per estinzione incendi - Prospetto di tipi unificati - UNI 804 : Apparecchiature per estinzione incendi - Raccordi per tubazioni flessibili - UNI 805 : Apparecchiature per estinzione incendi - Cannotti filettati per raccordi per tubazioni flessibili - UNI 807 : Apparecchiature per estinzione incendi - Cannotti non filettati per raccordi per tubazioni flessibili - UNI 808 : Apparecchiature per estinzione incendi - Girelli per raccordi per tubazioni flessibili - UNI 810 : Apparecchiature per estinzione incendi - Attacchi a vite - UNI 811 : Apparecchiature per estinzione incendi - Attacchi a madrevite - UNI 813 : Apparecchiature per estinzione incendi - Guarnizioni per raccordi e attacchi per tubazioni flessibili - UNI 814 : Apparecchiature per estinzione incendi - Chiavi per la manovra dei raccordi, attacchi e tappi per tubazioni flessibili 3

5 - UNI 6363 : Tubi di acciaio, senza saldatura e saldati, per condotti di acqua - UNI 7125 : Saracinesche flangiate per condotti di acqua. Condizioni tecniche di fornitura - UNI 7145 : Gaffe per tubazioni a bordo di navi - Prospetto dei tipi unificati - UNI 7421 : Apparecchiature per estinzione incendi - Tappi per valvole e raccordi per tubazioni flessibili - UNI 7422 : Apparecchiature per estinzione incendi - Requisiti delle legature per tubazioni flessibili - UNI 8478 : Apparecchiature per estinzione incendi Lance a getto pieno dimensioni requisiti e prove - UNI 8863 : Tubi senza saldatura e saldati, di acciaio non legato filettabili secondo UNI-ISO UNI 9485 : Apparecchiature per estinzione incendi Idranti a colonna soprasuolo di ghisa - UNI 9486 : Apparecchiature per estinzione incendi Idranti sottosuolo di ghisa - UNI 9487 : Apparecchiature per estinzione incendi Tubazioni flessibili antincendio du DN 45 e 70 per pressioni di esercizio fino a 1.2 MPa - UNI 9488 : Apparecchiature per estinzione incendi Tubazioni semirigida di DN 20 e 25 per naspi antincendio - UNI 9490 : Apparecchiature per estinzione incendi Alimentazioni idriche per impianti automatici antincendio - UNI EN : Sistemi fissi di estinzione incendi Sistemi equipaggiati con tubazioni Naspi antincendio con tubazioni semirigide - UNI EN : Sistemi fissi di estinzione incendi Sistemi equipaggiati con tubazioni Idranti a muro con tubazioni flessibili 4

6 2 GENERALITA DELL IMPIANTO La prevenzione incendi in questo complesso scolastico è individuata dall attività art. 85, scuole di ogni ordine e grado TIPO 5 con oltre 1200 presenze, riportata nel D.M. 16/02/1982. La rete idrica antincendio sarà asservita ad un gruppo di pressurizzazione dal quale si dipartirà una condotta in acciaio zincato del diametro nominale 100 La condotta prevederà un attacco per autopompa da mm 70 conforme UNI esterno al volume protetto ed una rete costituita da un anello al piano terra e da tre montanti del diametro nominale 80. Le derivazioni dal diametro nominale 40 collegheanno gli anelli agli idranti da 45 mm conformi a UNI. Saranno previste tre cassette portaidranti per piano, ubicate in prossimità delle scale. 2.1 COMPONENTI DELL IMPIANTO I componenti dell impianto saranno costruiti, collaudati ed installati in conformità alla specifica normativa vigente. La pressione nominale dei componenti del sistema è superiore alla pressione massima che il sistema può raggiungere in ogni circostanza e comunque non minore a 1.2 MPa. 2.2 TUBAZIONI ANTINCENDIO Le tubazioni flessibili antincendio saranno conformi alla UNI 9487 e quelle semirigide alla UNI 9488 ed avranno una lunghezza non inferiore a 30 metri, ed il complesso lancia - tubazione flessibile stesso sarà tale da consentire di raggiungere con il getto ogni punto dell'area protetta dall'idrante. 2.3 ATTACCHI PER MANDATA PER AUTOPOMPA L attacco per autopompa comprenderà i seguenti elementi: Bocchetta di immissione conforme alla specifica normativa di riferimento, con diametro non inferiore a DN 70, dotati di attacchi a vite con girello (UNI ) protetti contro l ingresso di corpi estranei nel sistema; 5

7 Valvola di intercettazione che consenta l intervento sui componenti senza vuotare l impianto; Valvola di non ritorrno o altro dispositivo atto ad evitare fuoriuscita d acqua dall impianto in pressione; Valvola di sicurezza tarata a 12 bar, per sfogare l eventuale sovrapressione dell autopompa. L impianto sarà dotato di attacchi per autopompe con le seguenti caratteristiche: Accessibili alle autopompe, in modo agevole e sicuro, in ogni tempo anche durante l incendio; Adeguatamente protetti da urti, o altri danni meccanici e dal gelo; Opportunamente ancorati al suolo o ai fabbricati; Dotati di tappo di protezione a chiusura rapida con catenelle di ancoraggio. Gli attacchi saranno contrassegnati in modo da permettere l immediata individuazione dell impianto che alimentano e saranno segnalati mediante cartelli o iscizioni riportanti la seguente targa Pressione massima 12 bar ATTACCO PER AUTOPOMPA VV.F Impianto. 2.4 CUSTODIA DELLE BOCCHE DI INCENDIO Le custodie delle Bocche da incendio, installate in punti ben visibili, saranno munite di sportello in vetro trasparente facilmente frangibile e avranno dimensioni tali da consentire di tenere a sportello chiuso tubazione flessibile e lancia permanentemente collegate. 6

8 2.5 ESTINTORI Come attrezzature mobili di estinzione saranno installati a parete, distribuiti nei locali dell'edificio e nelle aree a rischio specifico, in prossimità degli accessi, lungo i corridoi e nei disimpegni estintori portatili del tipo approvato dal Ministero dell'interno, disposti come nei disegni di progetto. 2.6 SEGNALETICA DI SICUREZZA Verranno installati, distribuiti nei locali dell'edificio e nelle aree a rischio specifico, un congruo numero di cartelli segnaletici di sicurezza di cui al D.P.R n 524, indicanti la posizione degli estintori e degli idranti, le vie d'esodo, di uscita e l'ubicazione degli interruttori generali dell'impianto elettrico. 7

9 3 - PROGETTAZIONE DELL IMPIANTO UBICAZIONE Il Liceo Scientifico Statale Archimede di Acireale occupa i locali di un immobile realizzato nel 1976 dall Impresa Geom. Michele Scuto su progetto dell Ing. Agatino Musumeci ed è stato progettato esclusivamente per assolvere a tale destinazione Era costituito da tre corpi di fabbrica non collegati tra di loro dove trovavano posto in uno le aule, i servizi e le aule speciali, in un altro le due palestre con i servizi e gli spogliatoi e nell ultimo l alloggio del custode. L edificio che ospita le aule, ( Corpo A ), è costituito da tre livelli ed ha l ingresso principale al piano terra, anche se attualmente si utilizza anche l uscita di sicurezza posta al primo piano di fronte al cancello che consente l accesso all intera struttura. 8

10 Nell ampio atrio d ingresso sono ubicati l ascensore e due scale che consentono i collegamenti verticali. L edificio ( Corpo B ) ospita le due palestre, i servizi ed il locale caldaia che ha un ingresso esterno. L edificio è ad una sola elevazione. Recentemente sono stati aggiunti altri due corpi fabbrica posizionati vicino alla palestra ( Corpo D E ) e sono in corso, anche, dei lavori di ristrutturazione per convertire il locale alloggio custode ( Corpo C ) in locale aule. Questi tre corpi sono ad una sola elevazione e non fanno parte di questo adeguamento. Il complesso Archimede è servito da accessi pedonali e carrabili direttamente dalla pubblica Via Ludovico Ariosto e Via Cecilia Deni. Questi accessi immettono nell ampio cortile adibito a parcheggio. Recentemente si è cercato di regolamentare gli ingressi pedonali e veicolari. Infatti dalla Via Ludovico Ariosto ora sono stati aperti tre ingressi pedonale e uno veicolare per i docenti, mentre da Via Cecilia Deni è consentito l ingresso ai soli motoveicoli degli alunni. La rete viaria che circonda il complesso scolastico consente l'avvicinamento dei mezzi di soccorso dei VV. F. in tutte le sue zone facilmente STRUTTURE E MATERIALI L'edificio presenta una struttura portante del tipo intelaiata in c.a., con solai misti eseguiti in opera, coperture piane praticabili, tamponamenti esterni del tipo prefabbricati in cemento vibrato e tramezzature interne con mattoni forati. E costituito da un piano terra e due elevazioni. Per quanto riguarda i materiali impiegati, in particolare negli atri, nei corridoi, nei disimpegni, nelle scale e nei passaggi in genere non esistono arredi particolari, tendaggi o rifiniture con materiali combustibili. L'arredamento dei locali è limitato a quello tipico della destinazione scolastica e degli uffici, con scrivanie, sedie, poltroncine, armadi metallici, classificatori ecc SUPERFICI E DESTINAZIONE DEI LOCALI 9

11 Alle misurazioni effettuate il CORPO A sviluppa: un volume totale di circa mc una superficie coperta di mq una superficie complessiva di mq dei quali: Piano terra mq x 3.13 = mc Piano primo mq x 3.13 = mc Piano Secondo mq x 3.13 = mc Copertura mq x 2.65 = mc mq x 2.65 = mc Il CORPO B sviluppa: un volume totale di circa mc una superficie complessiva di mq dei quali: zona palestre zona servizi mq x 5.76 = mc mq x 3.21 = mc Il volume totale dei Corpi A e B è di mc per una superficie complessiva di mq Le destinazioni di ciascun ambiente sono riportate nei disegni allegati. 10

12 4 - AREE A RISCHIO SPECIFICO All interno del complesso adibito a scuola si individua un area a rischio specifico, l aula magna, dotata di posti fissi ma ha una capienza certamente superiore a 100 posti ed è servita attualmente da una sola via di fuga. Trattasi di una sala di mq lordi che occupa l'ala Sud al secondo piano del CORPO A e viene destinata alle riunioni assembleari o rappresentazioni teatrali. Si prevede di renderla agibile per un numero massimo di 250 posti. Il locale è con pavimento piano e verrà dotato di un sistema indipendente di vie d esodo con la realizzazione di una scala d emergenza posizionata nelle vicinanze della zona palco. 11

13 5 - AFFOLLAMENTO E VIE D'USCITA Attualmente l edificio ospita 49 aule con una presenza di 1274 alunni e si è rilevata inoltre la presenza di 40 persone per i servizi d ufficio e 80 professori per un totale di 1394 persone. Nel caso di utilizzo dell aula magna si ipotizza un affollamento di 250 persone e l utilizzo in ore serali o distinte dall attività didattica. La distinta dell affollamento per piano è così ipotizzata: Piano terra 19 aule x 26 = 494 Docenti e non = 40 Totale = 534 Piano primo 18 aule x 26 = 468 Docenti e non = 60 Totale = 528 Piano Secondo 12 aule x 26 = 312 Docenti e non = 30 Aule Magna = 250 Totale = 592 Per quanto riguarda i percorsi d'uscita la distribuzione degli ambienti lungo due corridoi con al centro il vano scala consente che essi non siano superiori a circa 40 metri e facilmente individuabili. La scale interne sono una del tipo "a giorno" ed una del tipo protetta costituite da rampe rettilinee con gradini a pianta rettangolare, aventi alzata di 17 cm e pedata di 30 cm mentre i corridoi sono larghi circa 3.60 metri. Le uscite di sicurezza ed i relativi moduli sono così distinti per ogni piano: Piano terra (5x 2) = 10 moduli e si ha quindi 534/10 = 53,40 < 60 Piano primo (3 x 2) + (1 x 3) = 9 moduli e si ha quindi 528/9 = 58,66 < 60 Piano Secondo (4 x 2) + (1 x 3) = 11 moduli e si ha quindi 592/11 = 53,82 < 60 12

14 A vantaggio di sicurezza non sono state considerate vie d esodo una scala interna perché non a prova di fumo. Le porte delle uscite d emergenza sono quindi sufficienti per modulo e numero alle esigenze dell'affollamento ipotizzabile. I percorsi e le vie d'uscita sono segnalati e dotati di punti luce d'emergenza che li rendono facilmente individuabili. Le vie d esodo sono state dimensionate per due situazioni diverse che sono quelle relative al normale affollamento della scuola e quella relativa all esercizio dell Aula Magna. Si avranno pertanto due sistemi di vie d esodo. 13

15 6 - SCHEDE CARICO INCENDIO Aula Tipo da mq 25,00 N Materiali di arredo presenti Kcal Kcal Totali 1 Scrivania di metallo Sedie non imbottite Armadio con classificatore Tavolino con piedi in metallo TOTALE Q = / 25,00 = ,84 Kcal/mq Q = ,84 / 4400 = 22,05 Kcal/mq Archivio Documenti da mq 16,00 N Materiali di arredo presenti Kcal Kcal Totali 2 Armadio con classificatore Casellario per archivio Scrivania piccola Sedia non imbottita TOTALE Q = / 16,00 = ,88 Kcal/mq Q = ,88 / 4400 = 28,75 Kcal/mq Aula Magna N Materiali di arredo presenti Kcal Kcal Totali 3 Banco da lavoro Sedie non imbottite Apparecchio radio Poltrone TOTALE

16 Q = / 284,00 = ,53 Kcal/mq 1 Teatro ( mq 94,00 ) = ,00 Kcal/mq Totale ,53 Kcal/mq Q = ,53 / 4400 = 22,84 Kcal/mq 15

17 7 - DIMENSIONAMENTO DELL'IMPIANTO L'impianto idrico antincendio è stato progettato con caratteristiche idrauliche tali da garantire una portata minima di 360 l/min. per ogni colonna ed il funzionamento di almeno due colonne. L alimentazione idrica è in grado di assicurare l erogazione ai tre idranti più sfavoriti di una portata minima pari a 120 l/min. con una pressione al bocchello non inferiore a 1,5 bar per una durata di almeno 60 min. L'impianto sarà alimentato da riserva idrica con apposito impianto di pompaggio idonei a conferire permanentemente alla rete le caratteristiche idrauliche sopra citate. In particolare, sono stati previsti serbatoi avente la capacità utile di 34 mc, uno esistente realizzato in calcestruzzo ed interrato nell'area esterna della capacità di 24 mc ed un serbatoio esterno della capacotà di 10 mc, un gruppo di pressurizzazione composto da motopompa, una elettropompa principale accoppiata a motore elettrico, una elettropompa pilota, un pressurizzatore da 24 lit. e due pacchi batterie per l avviamento del motore diesel. due elettropompe, una di riserva all'altra, aventi la portata di 720 l/min e la prevalenza di 53 m.c.a. alimentate con linea preferenziale direttamente dal punto consegna ENEL. Per maggior dettagli vedi voce di Analisi Prezzi La rete antincendio è costruita da una maglia chiusa in acciaio zincato, diametro nominale 80 mm, che si sviluppa ad anello internamente all edificio. La maglia è collegata al serbatoio di alimentazione tramite una condotta di adduzione sempre in acciaio zincato DN 100. Dalla maglia staccano 3 colonne, ciascuno a servizio dei piani superiori, collegate tramite una tubazione DN 50. Il collegamento agli idranti è realizzato tramite tubazione DN 40 in acciaio zincato. Il dimensionamento dell anello è stato effettuato con il metodo dei percorsi ; il metodo è iterativo e in sintesi consiste in quanto segue: posta la condizione di progetto di contemporaneo funzionamento dei tre idranti, scelti fra quelli idraulicamente più sfavoriti, conosciamo il valore di portata richiesto; si sconnette 16

18 la maglia e si fa una prima ipotesi di distribuzione della portata nei semi anelli; si calcolano le perdite distribuite; le iterazioni procedono variando la distribuzione della portata fino a verificare la continuità nel punto di sconnessione, garantendo che le perdite nei due semi anelli differiscano per un prefissato. 7.1 PERDITE DI CARICO DISTRIBUITE Per il calcolo delle perdite distribuite abbiamo utilizzato la formula di Hazen Williams: Q D 1,85 8 H 0,605 L 10, ,87 c essendo: H la perdita espressa in Kpa; Q la portata espressa in l/min; c il coefficiente di Strickler espresso in m1/3/s; D il diametro espresso in mm; L la lunghezza del tratto espressa in m. I tre idranti più sfavoriti sono certamente quelli posti al piano secondo, a causa delle loro posizioni geodetiche. 7.2 PERDITE DI CARICO LOCALIZZATE Le perdite di carico localizzate sono dovute: Ai raccordi, curve, Ti e raccordi a croce, attraverso i quali la direzione del flusso subisce una variazione di 45 o maggiore; Alle valvole di controllo e allarme (per le quali le perdite ci carico da assumere sono quelle specificate dai costruttori o nei relativi certificati di prova) e a quelle di non ritorno. Le perdite localizzate sono state trasformate in lunghezze di tubazione equivalente come specificato dalla Norma UNI 10779, ed aggiunte aala lunghezza reale della tubazione di uguale diametro e natura. Nella determinazione delle perdite di carico localizzate si è tenuto conto che: 17

19 Quando il flusso attraversa un Ti e un raccordo a croce senza cambio di direzione, le relative perdite di carico possono essere trascurate; Quando il flusso attraversa un Ti e un raccordo a croce in cui, senza cambio di direzione, si ha una riduzione della sezione di passaggio, è stata presa in considerazione la lunghezza equivalente relativa alla sezione di uscita (la minore) del raccordo medesimo; Quando il fusso subisce un cambio di direzione (curva, Ti o raccordo croce), è stata presa in considerazione la lunghezza equivalente relativa alla sezione d uscita. Per il calcolo viene impostata la prevalenza residua minima da assicurare al terminale di erogazione idraulicamente più sfavorito, nell ipotesi che tutti i terminali della rete eroghino simultaneamente una portata minima. 18

20 8 CALCOLO DELLA RETE Calcolo portate e perdite anello tratto lunghezza diametro portata costanti cadente cadente m mm l/min kpa m.c.a ,6 265,3 84 0, ,6 145,3 84 0,898 3-T 15 81,6 25,3 84 0, totale perdite semianello 1,196 0, ,6 94,7 84 1,184 4-T 3 81,6 25,3 84 0, totale perdite semianello 1,194 0,119 Calcolo delle perdite distribuite dell'adduttrice adduttrice , ,277 0,728 curve , ,426 0,243 totale perdite 9,702 0,970 (A) Perdita nella porzione di anello interessata ,6 265,3 84 0,249 0,025 (B) Calcolo perdite colonna e manichetta sfavorita 19

21 2-2' 11 53, ,795 2'-2'' 15 42, ,614 curve 20 53, ,719 tes 16,5 42, ,675 totale perdite addutrice manichetta 56,803 5,680 perdite manichette + efflusso 290,000 29,000 prevalenza geodetica 11,000 totale perdite 346,803 45,680 (C) Perdita di imbocco serbatoio - pompa DN D (mm) 106,2 Q v DH l/min m/s m 360 0, , (D) Prevalenza richiesta alla pompa somma di A B C D 47,802 20

22 9 IMPIANTI NELL EDIFICIO A servizio della scuola e della palestra per riscaldamento ed acqua sanitaria vi è una centrale termica per la quale sono ancora in corso lavori di completamento e che pertanto è esclusa da questo progetto. E stata solo previsto la formazione di un interruttore di sezionamento della linea generale e relativo telecomando di sicurezza ad azione positiva, inseriti nel sottoquadro palestra. L'edificio è dotato di impianto ascensore in vano proprio in c.a. avente una corsa sopra il piano terreno di circa 8 metri. Il locale macchine ascensore è posto nella parte alta del vano corsa, avente accesso tramite porta incombustibile e dotato di finestra di aerazione dall'esterno. In prossimità della porta di accesso alla cabina al piano terra è installato un interruttore elettrico generale. 21

23 10 - SCHEMA RILEVATORI LEGENDA SIMBOLI Centrale allarme incendio Sirena di allarme antincendio O A Pannello ottico acustico Pulsante indirizzato per impianto di allarme Rilevatore ottico 22

24 11 INSTALLAZIONE GRUPPO DI POMPAGGIO Il gruppo di pompaggio e tutto l impianto idrico risultano essere conformi a quanto disposto dalla norma UNI 9490 Apparechiature per estinzione incendi. Alimentazioni idriche per impianti automatici antincendio. Essa definisce le caratteristiche che devono presentare le alimentazioni idriche ad azionamento automatico utilizzate per gli impianti automatici antincendio. In particolare vengono rispettate le prescrizioni che riguardano le seguenti sezioni: 11.1 ALIMENTAZIONI L alimentazione dell impianto idrico antincendio sarà data conformemente a quanto indicato al punto 4.9 della Norma. Tutte le alimentazioni sono situate nella stessa proprietà in cui sono installati gli impianti. Gli impianti sono dotati di attacchi, che ne consentono il rincalzo di emergenza mediante le autopompe dei vigili del fuoco e conformi alle specificazioni di cui al punto 4.5 della Norma. L impianto antincendio ha alimentazione a suo esclusivo servizio CARATTERISTICHE DEL GRUPPO POMPE Il gruppo pompe, le condotte e le relative apparecchiature saranno protetti contro gli urti. Gli spazi disponibili e l ubicazione dei macchinari permetterà le operazioni di manutenzione, anche in loco, e di ispezione senza difficoltà. L accesso ai quadri delle pompe sarà impedito a persone non autorizzate; gli addetti tuttavia potranno accedere senza difficoltà in ogni tempo. Il gruppo pompe sarà ad avviamento automatico e sarà minito di: Una targa inamovibile e chiaramente leggibile indicante i suoi dati caratteristici; Dispositivo per lo spurgo dell aria eventualmente intrappolata nella parte superiore del corpo pompa; 23

25 Dispositivi per il mantenimento di una circolazione continua d acqua attraverso la pompa per evitarne il surriscaldamento quando funziona a mandata chiusa. I motori del pruppo di pompaggio saranno di tipo elettrico e saranno in grado di erogare la potenza assorbita dalla pompa a qualunque portata lungo tutta la sua curba caratteristica. Le caratteristiche costruttive della elettropompa corrispondono a quelle specificate dalla CEI 2-3. L alimentazione di energia elettrica al motore sarà disponibile in ogni tempo. Essa sarà garantira da un gruppo motopompa accoppiato al gruppo pompe. L interruttore sulla linea sarà protetto contro la possibilità di apertura accidentale o di manomissione e chiaramente segnalato mediante cartelli recanti l avviso: ALIMENTAZIONE DELLA POMPA PER GLI IMPIANTI ANTINCENDIO. NON APRIRE L INTERRUTTORE IN CASO DI INCENDIO. La linea di alimentazione del quadro di controllo sarà protetta da fusibili ad alta capacità di rottura. Indicatori luminosi segnaleranno che l energia elettrica è disponibile al motore. Tutte le lampadine spie saranno duplicate. Le linee saranno realizate con cavi resistenti al fuoco almeno 3 h, conformemente alla CEI Il quadro elettrico oltre alle normali apparecchiature necessarie per il funzionamento dei motori, comprende per ognuna di questi: Un amperometro; Un voltpmetro per il controllo della tensione di ciascuna fase; Una lampadina spia gialla indicante eventuali interruzioni di corrente; Un selettore a tre posizioni (automatico-manuale-arresto) con chiavetta di manovra estraibile esclusivamente nella posizione automatco ; Pulsanti di arresto e marcia con le relative lampadine spia; 24

26 Un contattore senza potenziale (una presa con interruttore) liberamente utilizzabile REQUISITI FUNZIONALI DI PRESTAZIONE Le pompe saranno conformi alla UNI ISO La curva caratteristica portata-prevalenza sarà tale che la prevalenza diminuisca costantemente con l aumentare della portata ma con variazione ridotta: la prevalenza a portata nulla è minore della massima di non più del 5% POSIZIONAMENTO DELLE POMPE Il gruppo di pompaggio sarà installato in posizione sottobattente; infatti il loro asse si troverà al di sotto del livello minimo dell acqua di almeno 0,60 m. L imbocco della condotta di aspirazione di ciascuna pompa sarà posizionato come indicato nel punto e delle UNI 9490 rispettivamente. La condotta di aspirazione sarà orizzontale ed avrà pendenza in salita verso la pompa e, comunque, per evitare la formazione di sacche d aria sulla condotta stessa, sarà installato un vuoto-manometro in vicinanza della bocca diaspirazione della pompa. La condotta di mandata di ciascuna pompa sarà direttamente collegata al collettore di alimentazione dell impianto e corredata nell ordine di: Un manometro tra la bocca di mandata della pompa e la valvola di nonritorno; Una valvola di non-ritorno posta nelle vicinanze della pompa, con a monte il relativo rubinetto di prova; un tubo di prova con relativa valvola di prova e misuratore di portata con scarica a vista; saranno inoltre previsti degli attacchi per verificare la taratura dell apparecchio tramite un misuratore portatile; Un collegamento al dispositivo di avviamento automatico della pompa; Una valvola di intercettazione. 25

27 Il dispositivo di avviamento automatico di ciascuna pompa è costituito da un pressostato tarato in modo da avviarla quando la valle si riduce ad un valore compreso tra il 75 e 85% di quella prodotta dalla pressione a pompa funzionante a mandata chiusa. Sarà installato almeno un pressostato per ciascuna pompa. Dovranno essere installati dispositivi per avviamento manuale di ogni pompa mediante simulazione di caduta di pressione nel collettore di alimentazione dell impianto. Ogni caduta di pressione, tale da provocare avviamento di una o più pompe, azionerà contemporaneamente un segnale diallarme acustico e luminoso in locael permanentemente controllato; l avviamento della pompa non provocherà la tracitazione del segnale; l alimentazione elettrica di tale dispositivo di allarme sarùà indipendente da quella delle elettropompe e delle batterie di accumulatori utilizzate per l avviamento delle motopompe di alimentazione dell impianto. 26

28 12 INSTALLAZIONE VARIE Le tubazioni saranno installate tenendo conto dell affidabilità che il sistema deve offrire in qualunque condizione, anche in caso di manutenzione e in modo da non risultare esposte a danneggiamenti per urti meccanici ANCORAGGIO Le tubazioni fuori terra saranno ancorate alle strutture dei fabbricati a mezzo di adeguati sostegni DRENAGGI Tutte le tubazioni saranno svuotabili senza dovere smotare componenti significative dell impianto ALLOGGIMENTO DELLE TUBAZIONI FUORI TERRA Le tubazioni fuori terra saranno installate in modo da essere sempre accessibili per interventi di manutenzioni ATTRAVERSAMENTO DI STRUTTURE VERTICALI E ORIZZONTALI Nell attraversamento d strutture verticali o orizzontali, quali pareti o solai, saranno previste le necessarie precauzioni atte ad evitare la deformazione delle tubazioni o il danneggiamento degli elementi costruttivi derivanti da delimitazioni o da cedimenti strutturali SOSTEGNI Il tipo di materiale ed il sistema di posa dei sostegni delle tubazioni saranno tali da assicurare la stabilità dell impianto nelle più severe condizioni di esercizio ragionevolmente prevedibili. In particolare: I sostegni saranno in grado di assorbire gli sforzi assiali e trasversali in fase di erogazione; 27

29 Il materiale utlizzato per qualunque componente del sostegno sarà non combustibile; I collari saranno chiusi attorno ai tubi; Non saranno utilizzati sostegni aperti (come ganci a uncino o simili); Non saranno utilizzati sostegni ancorati tramite graffe elastiche; Non saranno utilizzati sostegni saldati direttamente alle tubazioni ne avvitati ai relativi raccordi. Ciascun tronco di tubazione sarà supportato da un sostegno, ad eccezione dei tratti di lnghezza minore di 0,5 meri, dei montanti e delle discese di lunghezza minore a 1,0 metro per i quali non sono richiesti sostegni specifici. Il posizionamento dei supporti garantirà la stabilità del sistema, in generale la distanza tra due sostegni non sarà maggiore di 4,0 metri per tubazioni di dimensioni minori a DN 65 e 6,0 metri per quelle di diametro maggiore VALVOLE DI INTERCETTAZIONE Le valvole di intercettazioni della rete di naspi saranno installate in posizione facilmente accessibile e segnalata. La distribuzione delle valvole di intercettazione in un impianto sarà accuratamente studiata in modo da consentire l esclusione di parti di impianto per manutenzione o modifica, senza dovere ogni volta mettere fuori servizio l inetro impianto. Ogni collettore di alimentazione sarà dotato di valvola di intercettazione primaria in modo tale da potere essere selezionato singolarmente. Le valvole di intercettazione saranno bloccate mediante apposito sigillo nella posizione di normale funzionamento, opprure sorvegliate mediante dispositivo di controllo a distanza. Le valvole saranno conformi alla UNI 6884 e, se a saracinesca, alla UNI Le valvole devono avere PN compatibile con le caratteristiche degli impianti. Le valvole saranno costruite in modo che sia possibile individuare con immediatezza se sono aperte o chiuse; su di esse sarà chiaramente indicato il senso di chiusura. 28

1. RETI ANTINCENDIO AD IDRANTI... pag. 2. 1.1 Riferimenti Normativi... pag. 2. 1.2 Generalità sull Impianto... pag. 3

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