ISTITUTO COMPRENSIVO A. MANZONI PLESSO SCOLASTICO A.FRANK LIZZANO (TA)

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "ISTITUTO COMPRENSIVO A. MANZONI PLESSO SCOLASTICO A.FRANK LIZZANO (TA)"

Transcript

1

2 PREMESSA La Scuola elementare A. Frank sita nel comune di Lizzano (TA) è stato realizzata nel L'edificio costituisce un corpo indipendente, posto in un lotto di terreno, delimitato dalle vie Adige, Calabria e Via Buozzi, circa mq sviluppatesi su due piani: piano terra e primo piano. I diversi piani dell'edificio occupano una superficie totale al lordo dell'ingombro delle murature, di circa mq L altezza utile interna degli ambienti risulta variabile intorno m mentre l'altezza totale fuori terra dell'edificio e' di circa 7.50 m. La struttura portante verticale e' costituita da pilastri in c.a. Le strutture orizzontali sono costituite da travi in c.a. e solai in latero - cemento di spessore complessivo al finito, compreso pavimento ed intonaco, di circa cm. 30. I pavimenti sono in tavelloni di cemento e scaglie di Marmo da cm 40x 40. Gli infissi esterni sono in ferro verniciato, muniti di ante a vetri normali. I portoni di accesso sono realizzati in lega leggera colorata con dimensioni di m. 220x200. INTERVENTI ESEGUITI Alla fine degli anni 80 l edificio è stato soggetto a dei lavori di adeguamento alla norme di sicurezza e di prevenzione incendi. A detti lavori non è seguito il rilascio dei certificati di conformità degli impianti, necessari per ottenere la documentazione relativa al rilascio del certificato di prevenzione incendi così come previsto dalle vigenti normative. L utilizzo del plesso scolastico, nel tempo, ha portato al deterioramento degli impianti all epoca realizzati per le seguenti motivazioni: Atti vandalici consistenti nell asportazione e svellimento di condutture metalliche in rame che costituivano la gabbia Faraday di protezione alle scariche atmosferiche. Atti vandali che hanno asportato : il gruppo antincendio con la relativa motopompa e gli idranti, uni 45, ubicati all interno dell edificio. Numerosi interventi di manutenzione che hanno portato alla modifica sostanziale degli impianti esistenti. Cattiva manutenzione degli impianti elettrici e antincendio, La vasca di accumulo realizzata in calcestruzzo armato, a servizio dell impianto antincendio, ha subito nel tempo ammaloramenti sostanziali con perdite del volume d acqua in essa raccolta; Le tubazioni metalliche esistenti e interrate, costituenti la rete antincendio, prive di un rivestimento protettivo sono state corrose dalla ruggine in varie parti. Le lampade di emergenza interne all edificio non sono conformi alle vigenti norme e le stesse sono fuori uso. PROGETTO ESECUTIVO Pagina 1

3 l entrata in vigore della legge 46/90 e delle successive modifiche ed integrazioni, specificatamente: 1. UNI AGOSTO 2008 relative ai Locali destinati ad ospitare gruppi di pompaggio per impianti antincendio; 2. UNI MAGGIO 2002 relative agli Impianti di estinzione incendi e reti di idranti; 3. UNI 9490 e Relative alla installazione delle stazioni di pompaggio all interno degli impianti; INTERVENTI PREVISTI Con avviso pubblico n 7444 del 27 agosto 2013, l arch. Rosanna Borsci, Responsabile del Procedimento del comune di Lizzano ( Ta), ha indetto una gara per : IL RIFACIMENTO ED ADEGUAMENTO A NORMA DELL IMPIANTO ELETTRICO E ANTINCENDIO DELL ISTITUTO COMPRENSIVO A. MANZONI - PLESSO SCOLASTICO A. FRANK Il sottoscritto, ING. ALBERTO PALMIERI, si è aggiudicato la gara pubblica indetta dal comune. Dai sopralluoghi effettuati si è osservato e documentato lo stato dei luoghi e, quindi, è stato redatto il progetto per l adeguamento alle norme degli impianti in oggetto che prevedono le seguenti lavorazioni: IMPIANTO ANTINCENDIO 1. REALIZZAZIONE DELLA RETE DI DISTRIBUZIONE ANTINCENDIO, IN SOSTITUZIONE TOTALE DELLA RETE ESISTENTE. Detti lavori comprendono,: Smontaggio degli undici idranti a muro esistenti e smontaggio dell attacco UNI 70 esistente. Rifacimento di tutta la linea di condutture antincendio : costituita da tubazioni zincate protette esternamente e interrate. Il diametro, il tracciato, la posizione dei pozzetti d ispezione e degli organi di intercettazione è indicato negli elaborati grafici allegati. ( alcuni tratti della rete antincendio saranno realizzati all interno dell edificio o nel cortile pavimentato ; è prevista quindi la demolizione parziale dei pavimenti, la posa delle tubazioni e il rifacimento della pavimentazione demolita). Messa a norma del locale centrale antincendio. ( attualmente nel locale centrale antincendio esiste solo una pompa di sollevamento e delle tubazioni zincate ). Il vecchio impianto di pressurizzazione, realizzato alla fine degli anni 80 è stato smontato. Il locale ha un altezza interna di 2.30m. I lavori prevedono lo smantellamento del pavimento, del massetto e lo scavo, allo scopo di raggiungere un altezza interna di 2.40 in conformita alle norme vigenti. E prevista inoltre la sostituzione della porta in ferro, la posa della pavimentazione, di una griglia di raccolta acque, la posa di un condizionatore e il relativo impianto elettrico. Fornitura di un gruppo di pressurizzazione antincendio conforme alle norme vigenti. Collegamento dello stesso alla vasca di accumulo interrata e posta in adiacenza del locale. E prevista la posa delle nuove tubazioni di collegamento tra la vasca e il gruppo di pompaggio. I lavori prevedono inoltre lo svuotamento della vasca e la pulizia del materiale depositato. ( è stata verificata la tenuta della vasca e quindi non sono necessari interventi di risanamento interno ) Posa di idranti UNI 45,anche attraverso il recupero parziale di quelli esistenti, e posa di un nuovo attacco UNI 70. PROGETTO ESECUTIVO Pagina 2

4 2. REALIZZAZIONE DI UN NUOVO IMPIANTO ELETTRICO IN SOSTITUZIONE TOTALE DI QUELLO ESITENTE. Detti lavori comprendono,: Smontaggio di tutta la linea di distribuzione elettrica interna esistente costituita da : lampade, tubazioni, canaline e cavi. E previsto lo smontaggio dei quadri elettrici esistenti e delle lampade di emergenza. Realizzazione di un nuovo impianto costituito da : canaline a vista, cavi elettrici, cassette di derivazione, organi illuminanti e di manovra, lampade di emergenza e quadri elettrici. ( la linea di alimentazione del quadro palestra, del quadro centrale antincendio, del quadro centrale idrica e termica sarà realizzato a pavimento; è prevista quindi la demolizione parziale dei pavimenti, la posa delle tubazioni e il rifacimento della pavimentazione demolita) Verifica della continuità della rete di terra esistente. ( l impianto di terra esistente è costituito da corda di rame di spessore adeguato; l intervento prevede la verifica della continuità elettrica in quanto in alcuni pozzetti, di alloggiamento delle puntazze, è stato asportato il chiusino in plastica di copertura e il pozzetto è stato riempito con materiale inerte di varia natura). Il lavoro consiste quindi nella pulizia del pozzetto e nella verifica dei collegamenti tra la puntazza e la corda di rame. La verifica, inoltre, si rende necessaria al fine del rilascio della certificazione di conformità e della denuncia agli enti preposti. Verifica impianto di illuminazione esterna. L impianto di illuminazione esterna esistente è costituito da n. 13 punti luce su palo. Attualmente l impianto funziona ad intermittenza. Il lavoro consiste nel verificare le cause dell intermittenza e nel mettere in verticale un palo interno esistente che è stato danneggiato da mezzi in manovra. La verifica necessita al fine del rilascio della certificazione. 3. OPERE EDILI Le opere edili previste sono: Apertura di una porta di emergenza esterna della palestra con relativa scala di uscita. Il lavoro consiste nel taglio della muratura in tufi, nella realizzazione della scala di uscita e nella posa di porta con maniglione antipanico. ( il dislivello tra l interno della palestra e lo esterno è di circa 1.00 m. Si prevedono: gradini in marmo, scala con parapetto in conci di tufo intonacati e passamano in ferro. Lo sviluppo in pianta della scala con il relativo pianerottolo è di circa 3.70 m x 1.80 m ). Posa di porte Rei zona palestra e grate a protezione delle finestre. E previsto la sostituzione della porta d ingresso alla palestra, di un locale deposito ad essa adiacente e di due porte lungo il corridoio di accesso. Posa in opera di grate metalliche a protezione delle finestre della palestra. Realizzazione di murature interne all edificio. E prevista la realizzazione di una muratura interna nella scala di emergenza N. 1, allo scopo di creare un locale isolato in cui delimitare i comandi elettrici dell impianto fotovoltaico esistente. Controsoffittatura di alcune tubazione idriche e termiche esistenti nel vano ingresso. PROGETTO ESECUTIVO Pagina 3

5 L importo per le lavorazioni previste ha determinato il seguente quadro economico: QUADRO ECONOMICO SCUOLA " A. FRANK" QUADRO ECONOMICO SCUOLA " A. FRANK" 1 Importo dei lavori al netto incidenza manodopera Incidenza manodopera ,37 3 TOTALE IMPORTO LAVORI ,81 4 Oneri della sicurezza 3.347,34 5 TOTALE PARZIALE [ ] ,15 Somme a disposizione dell'amministrazione 6 I.V.A. al 22% sui lavori e oneri di sicurezza ,03 7 Spese generali ( prog. D.L. sicurezza collaudo ) ,00 8 C.A.P. : 4% delle spese generali 500,00 9 I.V.A. al 22% su spese generali + C.A.P ,00 10 Incentivo U.T.C. dello 0,5% sui lavori e oneri della sicurezza 816,25 11 Versamento tassa per autorità di vigilanza 157,50 12 imprevisti, spese di gara e arrotondamento 4.001,07 13 TOTALE da [ 6 a 12 ] ,85 TOTALE GENERALE [ ] ,00 PROGETTO ESECUTIVO Pagina 4

6 RELAZIONE TECNICA IMPIANTO DI PROTEZIONE ANTINCENDIO La presente relazione ha come oggetto la realizzazione dell impianto idrico antincendio a servizio della scuola Elementare A. FRANK. in Lizzano (TA). Essa è stata redatta in conformità: all art. 4 comma 2 del decreto D.P.R. 06/12/1991 n. 447, di attuazione della legge 5 marzo 1990 n. 46, al D.M. 22 gennaio 2008 n. 37, di attuazione dell articolo 11-quaterdecies comma 13 lettera a della legge 248 del 2 dicembre 2005 alle norme UNI ( impianti di estinzione incendi, reti di idranti: progettazione, installazione, esercizio), alle norme UNI11292 ( Locali destinati ad ospitare gruppi di pompaggio per impianti antincendio). La norma UNI individua, per le aree da proteggere, tre differenti livelli di pericolosità in base al loro contenuto ed alla probabilità di sviluppo di un incendio; per ciascun livello di pericolosità sono state indicate le portate, le pressioni, le contemporaneità e le durate di erogazione minime della rete di idranti antincendio considerate adeguate. Le norme definiscono livello di pericolosità 1, quelle aree nelle quali la quantità e/o la combustibilità dei materiali presenti sono basse e che presentano comunque basso pericolo di incendio in termini di probabilità d'innesco, velocità di propagazione delle fiamme e possibilità di controllo dell'incendio da parte delle squadre di emergenza. In queste aree rientrano sicuramente le scuole e in particolare la scuola Elementare A. FRANK in oggetto. Stralcio norme UNI Per il livello 1 è previsto : L'alimentazione idrica deve garantire la portata specificata per un tempo superiore ai 30 minuti. L edificio deve essere provvisto di una protezione interna, cioè l edifico deve essere provvisto di una protezione contro l incendio che si ottiene mediante idranti installati in modo da consentire il primo intervento sull incendio da distanza ravvicinata e soprattutto tali da essere utilizzabili da persone che operano all interno dell attività. La protezione può essere realizzata con l installazione di Idranti DN 45. L impianto deve essere in grado di garantire il simultaneo funzionamento di non meno di 2 apparecchi (o tutti gli apparecchi installati se meno di 2) nella posizione idraulicamente più sfavorevole con portata per ciascun idrante non minore di 0,002 m 3 /s (120 l/min) e pressione residua all ingresso non minore di 0,2 MPa. Non è prevista la protezione esterna. Progetto esecutivo Pagina 1

7 Descrizione dell impianto A servizio della scuola A: FRANK sarà realizzata una rete antincendio allo scopo di fornire acqua in quantità adeguata per combattere, tramite gli idranti ad essa collegati, l incendio di maggiore entità ragionevolmente prevedibile nella zona protetta. La rete di idranti progettata ha uno sviluppo e una geometria tale che ogni parte del fabbricato sia raggiungibile con il getto d acqua di almeno un idrante (si veda planimetria con indicazione dell area di copertura di ogni singolo idrante). La scuola sarà dotata di un impianto idrico antincendio ad anello e ad uso esclusivo antincendio. La rete ad anello è composta da una linea di distribuzione orizzontale ed una verticale, realizzata con tubi di acciaio zincato di idoneo diametro. La rete di distribuzione è stata progettata per essere protetta sia dal gelo che da urti accidentali, in quanto il suo sviluppo avverrà in parte staffato all intradosso del solaio e in parte sotto traccia nelle murature e parte interrata. Le tubazioni fuori terra, di diametro inferiore a DN100, saranno del tipo a giunzioni filettate e avranno spessori conformi alle norma UNI EN Nell attraversamento delle strutture verticali ed orizzontali come solai, pareti e murature; saranno prese tutte le necessari cautele per evitare il danneggiamento la deformazione delle tubazioni. In particolare negli attraversamenti devono essere lasciati attorno ai tubi giochi adeguati che saranno successivamente sigillati con lana minerale opportunamente trattenuta. Le tubazioni a vista, saranno ancorate alle pareti o al solaio mediante sostegni metallici costituiti da collari chiusi attorno ai tubi, in grado di assorbire gli sforzi assiali e trasversali in fase di erogazione,. Ogni tronco di tubazione sarà supportato da un sostegno ad eccezione dei tratti di lunghezza minore di 0,60 m, dei montanti e delle discese di lunghezza minore a 1 m. Il posizionamento dei supporti garantirà la stabilità del sistema. La distanza fra due sostegni sarà minore di 4 m per tubazioni fino a DN 65 e di 6 metri per quelle di diametro maggiore. La dimensione minima delle barre filettate di sostegno sarà M10. Le tubazioni interrate, di diametro inferiore a DN 100, anch esse a giunzioni filettate saranno conformi alle norme UNI EN e saranno esternamente protette contro la corrosione mediante un rivestimento di tipo bituminoso. Tutte le tubazioni e i relativi accessori avranno una pressione nominale maggiore della pressione massima che il sistema può raggiungere e comunque non inferiore 1,2 MPa. Le tubazioni interrate saranno : protette dal gelo e da possibili danni meccanici provocati dal passaggio di automezzi o carrelli elevatori. posate alla profondità di 0.80 metro, rispetto al piano campagna o alla sistemazione esterna. L anello a servizio dell edificio scolastico è costituito da una tubazione orizzontale, parte interrata e in parte staffata all intradosso del solaio, da 3 colonne montanti e 9 cassette antincendio così distribuite: n 6 al piano terra n 3 al primo piano La posizione delle cassette si evince dagli elaborati grafici allegati. Progetto esecutivo Pagina 2

8 Parte della tubazione, a servizio della scuola, sarà realizzata con una condotta interrata in acciaio zincato rivestita esternamente con catrame pesante. La tubazione flessibile a disposizione di ciascun idrante sarà costituita da un tratto di tubo, di tipo approvato, con caratteristiche di lunghezza tali (20 metri) da consentire di raggiungere col getto ogni punto dell area protetta. Nelle immediate vicinanze dell ingresso principale della scuola sarà installato un idoneo attacco di mandata (UNI 70) per l autopompa. Lo sviluppo orizzontale e verticale della rete antincendio, la posizione delle cassette UNI 45 e dell attacco UNI 70, nonché il diametro delle tubazioni è stato indicato negli elaborati grafici allegati. L impianto è stato dimensionato per garantire una portata minima di 240 l/min ad ogni colonna montante con il funzionamento contemporaneo di almeno 2 colonne. L alimentazione idrica sarà in grado di assicurare l erogazione di 120 l/min ad ognuno dei quattro idranti idraulicamente più sfavoriti, con una pressione residua al bocchello di 2 bar per un tempo di almeno 60 minuti. A servizio della scuola A: Frank esiste una riserva idrica interrata, realizzata con una vasca in cls, della capacità pari a 60 m 3 alimentata da acquedotto pubblico. Le elettropompe di alimentazione della rete saranno alimentate elettricamente da una propria linea preferenziale e non alimenteranno altre utenze. Il gruppo di pompaggio è ubicato in un locale posto al piano terra, centrale antincendio, ad uso esclusivo della rete di alimentazione degli idranti. L accesso al locale avverrà direttamente dall esterno e la temperatura del locale, dove sono ubicate le pompe, sarà superiore ai 4 C. All interno di detto locale sarà installato un corpo scaldante che assicurerà, in inverno una temperatura maggiore di 4 C. Il gruppo sarà formato da due pompe, una di esercizio e l altra di riserva, con alimentazioni diverse di cui una elettrica (elettropompa) e l altra a gasolio (motopompa). L alimentazione dell elettropompa avverrà tramite linea dedicata senza sganciatori magnetici derivata direttamente dal quadro generale, con percorso in cavidotto. L avviamento delle pompe sarà del tipo automatico e fermata manuale come previsto dalle norme UNI EN Calcolo della riserva idrica La riserva idrica è costituita da una vasca in cls interrata, sistemata all esterno dell edificio in prossimità della centrale antincendio, profonda 2,5 metri e a base rettangolare di lati interni 4 e 6 metri per un volume complessivo di 60 m 3. La capacità minima idrica antincendio necessaria è stata calcolata considerando che l impianto debba garantire contemporaneamente ad almeno due colonne montanti, per un tempo minimo di 60 minuti, una portata non inferiore a 240 l/min. Si ha quindi: Cnecessaria = n Q t = = litri Considerando un livello massimo di riempimento pari a 1.90 metri, la capacità utile della vasca progettata sarà: Progetto esecutivo Pagina 3

9 C utile In queste condizioni il tempo di svuotamento è pari a = a b h = 4, 00 6, = litri max C utile t = 95min n Q = = Calcolo della rete e delle tubazioni Il calcolo idraulico consente di dimensionare la rete in relazione alle perdite di carico distribuite e localizzate che si hanno in ogni tratto. Il calcolo della rete antincendio è stato eseguito sulla base dei dati geometrici come la lunghezza delle condotte, i dislivelli geodetici e i diametri nominali delle tubazioni. La procedura di calcolo impiegata ha permesso di determinare tutte le caratteristiche idrauliche come la portata, la prevalenza totale, le perdite distribuite e quelle concentrate. Il diametro delle tubazioni è stato calcolato in funzione della massima portata ammessa Q max e della massima velocità ammissibile dell acqua nella condotta v am. Nel calcolo è stato imposto un limite massimo alla velocità dell acqua e alla perdita di carico per ogni metro di tubo: v ammax = 10 m/s J = 100 mm /m Inoltre, nell ipotesi che tutti i terminali della rete eroghino una certa quantità minima d acqua, si è fatto in modo che anche al terminale più sfavorito sia garantita una prevalenza non inferiore ad un limite prefissato. max H2O Calcolo di massima dei diametri Noti Q max e v am è possibile assegnare, in prima approssimazione, un diametro alle tubazioni utilizzando la seguente formula: D int = 2 Q π v max am posto v ammax si ottiene = = 3 2,4 m/s Qmax 0,006 m /s D int si assumerà pertanto una tubazione DN65. 0,006 = = 2,4π , mm Calcolo della prevalenza dell impianto di pressurizzazione In relazione alle pressioni e alle portate da garantire ai dispositivi antincendio serviti, per il dimensionamento delle tubazioni idriche che li alimentano sono state utilizzate sia le formule di idraulica che i valori contenuti nelle specifiche tabelle. Progetto esecutivo Pagina 4

10 Perdite di carico distribuite Il calcolo delle perdite di carico è stato effettuato per l anello a servizio dell edificio scolastico, che idraulicamente è più sfavorito rispetto a quello a servizio della zona palestra (vedi schema in figura). Al fine di determinare i tre bocchelli idraulicamente più sfavoriti, si sono considerate le perdite di carico su ciascun bocchello, ipotizzando il più probabile cammino dell acqua all interno della rete idrica antincendio. Il calcolo è stato effettuato nelle seguenti ipotesi e condizioni: interruzione della condotta nel punto O. i due idranti più sfavoriti siano quelli della colonna montante M2. percorso dell acqua nella condotta in senso orario con partenza dalla centrale antincendio e arrivo al punto N 2 della colonna montante M 2. la colonna montante M 1 ha due idranti aperti. Nel tratto : gruppo di pressurizzazione - punto L ci sia una portata Q = 480 l/min. Nel tratto punto L punto N ci sia una portata Q = 240 l/min. Come suggerito dalle norme UNI 10779, le perdite di carico distribuite sono state calcolate mediante la formula di Hazen-Williams: dove: 6,05 10 Q J = 4,87 1,85 D C 9 1,85 J è la perdita di carico unitaria in millimetri di colonna d acqua al metro di tubazione Q la portata, in litri al minuto D diametro interno medio della tubazione, in millimetri C coefficiente di scabrezza che dipende dalla natura del tubo. Trattandosi di tubi in acciaio zincato, si è Ponendo assunto un valore pari a 130 mediando i valori suggeriti dalle norme UNI di 120 per tubi di acciaio e 140 per quelli di acciaio inossidabile. si ottiene una perdita di carico unitaria pari a Q 1 = 8 l/s= 480 l/min Q 2 = 4l/s =240 l/min Q 3 = 2l/s =120 l/min J 6,05 10 Q 6, D C ,85 9 1,85 1 D= 65,1 = 4,87 1,85 = 4,87 1,85 = H2O J 6,05 10 Q 6, D C ,6 mm /m 9 1,85 9 1,85 2 D= 65,1 = 4,87 1,85 = 4,87 1,85 = H2O 27.9 mm /m Progetto esecutivo Pagina 5

11 J 6,05 10 Q 6, D C ,85 9 1,85 4 D= 40 = 4,87 1,85 = 4,87 1,85 = H2O 82,3mm /m Riportando in tabella le lunghezze dei vari tratti possiamo determinare la perdita di carico distribuita sulla colonna montante M2: Tratto DN Lunghezza (m) Perdita di carico unitaria ( mm H O /m) 2 Perdita di carico ( m H O ) 2 A - B 65 5,00 100, B - C 65 3,00 100,6 0,30 C - D , D - E , E - G , G H , H - I , I - L , L - N N N N 1 N Perdita di carico distribuita totale 7.67 Perdite di carico localizzate Le perdite di carico localizzate in corrispondenza di raccordi, curve, pezzi a T, raccordi a croce, valvole di intercettazione, valvole di non ritorno e cambiamenti di direzione del flusso; sono stati calcolati in lunghezza equivalente di tubazione mediante i dati contenuti nella tabella di Hazen-Williams per un coefficiente di scabrezza C = 120 il quale, per diametri nominali DN65, fornisce: DN65 Lunghezza equivalente (m) TABELLA DI HAZEN-WILLIAMS - C= 120 (accessori in acciaio) Curva 45 Curva 90 Curva 90 a largo raggio Pezzo a T o raccordo a croce Saracinesca Valvola di non ritorno 0,9 1,8 1, ,3 4,2 Progetto esecutivo Pagina 6

12 Per la colonna montante M2 si ha: Pezzo speciale Quantità Lunghezza equivalente (m) Lunghezza equivalente totale (m) Raccordi a T 8 3, Curve a , Saracinesche 5 0,3 1,50 Valvole di non-ritorno 1 4,2 4,20 Totale lunghezza equivalente Perdita di carico unitaria ( ) H2O Perdite di carico totale localizzate ( ) H O mm /m 100,6 m Calcolo della prevalenza L alimentazione idrica dell impianto antincendio deve essere in grado di assicurare l erogazione ai 2 idranti più sfavoriti della montante M2 con una pressione residua al bocchello di 2 bar. Per il calcolo della prevalenza delle due pompe si considereranno le perdite di carico distribuite relative alle suddette montanti sommate alle perdite localizzate e al carico residuo pari a Si ottiene: 20m H2O. Htotale = J distribuite + Jlocalizzate + Hresiduo = = m H O 2 Considerando che il dislivello tra la quota del bocchello più alto e il piano di campagna (piano della vasca) vale: H geodetica = 10,0 m H O 2 Allora la prevalenza delle pompe sarà pari a: Ppompe = Htotale + H geodetica = , 0= 42.20m H O In definitiva il gruppo di pressurizzazione dovrà avere almeno le seguenti caratteristiche: 2 Portata: Q = 480 l/min Prevalenza: P = 43,00 m H2O Progetto esecutivo Pagina 7

13 Esercizio e verifica dell impianto L utente è responsabile del mantenimento delle condizioni di efficienza dell'impianto, che rimangono sotto la sua responsabilità anche esistendo il servizio di ispezione periodica da parte della ditta installatrice o di altro organismo autorizzato. Spetta al manutentore di rendere edotto l'utente sulla condizione dell'impianto con apposita comunicazione scritta, affinché l utente consapevolmente, possa attendere alla messa in efficienza dell'impianto. Operazioni previste L utente deve provvedere affinché venga effettuata: la sorveglianza dell impianto; la manutenzione periodica dell'impianto; la verifica periodica dell'impianto. La sorveglianza consiste nella verifica delle apparecchiature quanto ad integrità, completezza dell'equipaggiamento e possibilità di accesso, nei periodi che intercorrono fra due manutenzioni periodiche. La manutenzione della rete idranti deve essere eseguita da personale competente e qualificato. La manutenzione degli idranti a muro deve essere svolta con la frequenza prevista dalle disposizioni normative e comunque almeno due volte all'anno, in conformità alle UNI EN ed alle istruzioni contenute nel manuale d'uso che deve essere predisposto dal fornitore dell'impianto. Tutte le tubazioni flessibili e semirigide devono essere verificate annualmente sottoponendole alla pressione di rete per verificarne l'integrità. Le tubazioni non perfettamente integre devono essere sostituite o almeno collaudate alla pressione di 1,2MPa, In ogni caso ogni 5 anni deve essere eseguita la prova idraulica delle tubazioni flessibili e semirigide come previsto dalla UNI EN La manutenzione degli attacchi autopompa deve prevedere, con cadenza semestrale, almeno la verifica della manovrabilità delle valvole, con completa chiusura ed apertura delle stesse ed accertamento della tenuta della valvola di ritegno. Per gli idranti le operazioni di manutenzione devono includere almeno: verifica della manovrabilità della valvola principale mediante completa apertura e chiusura; verifica della facilità di apertura dei tappi; verifica del sistema di drenaggio antigelo, ove previsto; verifica ed eventuale ripristino della segnalazione degli idranti sottosuolo; verifica del corredo dì ciascun idrante come indicato nei punti 6,4.1. e L utente deve provvedere a far eseguire a tecnico avente la necessaria competenza una verifica dell impianto atta ad accertare la funzionalità e la conformità alla presente norma. La frequenza di tale verifica deve essere in conformità alle disposizioni di legislative. L utente deve tenere in apposito registro, firmato dai responsabili costantemente aggiornato su cui annotare: i lavori svolti sull impianto o le modifiche apportate alle aree protette le prove eseguite e i guasti e se possibile le relative cause. l esito delle verifiche periodiche. Progetto esecutivo Pagina 8

14 Il locale destinato ad ospitare l unità di pompaggio è stato realizzato in conformità alle norme UNI e in particolare si struttura secondo quanto di seguito riportato: UBICAZIONE Il locale destinato ad ospitare l unità di pompaggio, ubicato all interno del lotto della scuola elementare A: Frank è del tipo fuori terra ed è posto in adiacenza ai muri di confine del vano ascensore e del vano scala. L ubicazione è tale da assicurare, in caso di incendio, il facile accesso al locale da parte delle squadre di soccorso. Il pavimento del locale è posto alla stessa quota del piano di riferimento esterno. ( cortile della scuola ) ACCESSO AL LOCALE L accesso al locale è: garantito sia per le persone che per i macchinari agevole per le persone anche in caso di funzionamento dell impianto antincendio, assenza di luce, presenza di neve e in presenza di qualunque fattore che influisca negativamente sull accessibilità. L accesso è segnalato in modo idoneo. ACCESSO PER GLI OPERATORI E LE MACCHINE L'accesso avviene direttamente dal cortile della scuola. La porta di accesso al locale, delle dimensioni 2.10 m x 1.00 m è stata realizzata in metallo. Le dimensioni della porta di accesso al locale sono tali da garantire l inserimento/estrazione dell unità di pompaggio o dei suoi componenti fondamentali (per esempio pompa, motore, quadro elettrico e serbatoio, ecc). CARATTERISTICHE DEI LOCALI Tipologia costruttiva La struttura portante del locale destinato ad ospitare l unità di pompaggio è stata realizzata con muratura portante, dello spessore di 30 cm, è stata realizzata con laterizi forati dello spessore di 30 cm. Le pareti del locale sono intonacate sia internamente che esternamente. l solaio di copertura è del tipo in latero - cemento, dello spessore di 30 cm rivestito con intonaco normale dello spessore di 1,5 cm. Tutti gli elementi strutturali del locale sono stati realizzati conformemente alle norme UNI EN Dimensioni Il locale a forma rettangolare ha le seguenti dimensioni: 3.00 m x 3.70m e un altezza di 2.40 m. Il locale ha delle estensioni tale da rispettare le dimensioni degli spazi di lavoro specificate dal produttore delle unità di pompaggio o del gruppo di pompaggio preassemblato. Caratteristiche del pavimento del locale Il pavimento del locale è del tipo piano, uniforme, antiscivolo ed ha una pendenza verso la canaletta di drenaggio al fine di evitare ristagni di acqua nel locale. Progetto esecutivo Pagina 9

15 AERAZIONE Il locale è aerato naturalmente a mezzo di una finestra posta sul lato est, delle dimensioni 1.00 m x 1.00 m che apre direttamente su spazio scoperto. L apertura di aerazione è dotata di griglia protettiva. CARATTERISTICHE FUNZIONALI Generalità Il locale presenta caratteristiche tali da consentire sia la gestione delle unità di pompaggio durante la fase di funzionamento dell impianto antincendio sia la loro manutenzione. Impianti elettrici L impianto elettrico e le relative apparecchiature a servizio del locale sono state realizzati e costruiti a regola d arte in conformità alle legislazioni vigenti in materia per quanto riguarda tutte le parti dell impianto e delle relative messe a terra. Impianto di illuminazione Il locale è dotato di un sistema di illuminazione normale di 200 lux che garantisce, anche in assenza di alimentazione di rete, almeno 25 lux per almeno 60 min. Alimentazione elettrica di servizio All interno del locale è stata predisposta una presa di corrente monofase e una presa di corrente trifase avente una alimentazione distinta da quella dei quadri elettrici delle unità di pompaggio. DRENAGGI Generalità Il locale sarà dotato di un sistema di drenaggio adeguato allo smaltimento degli eventuali scarichi d acqua. In particolare all interno del locale sarà ubicata una canaletta prefabbricata in calcestruzzo con griglia metallica. Il sistema di drenaggio impedirà il riflusso e garantirà la fuoriuscita dell acqua anche in caso di gelo. RISCALDAMENTO Il locale sarà dotato di impianto di riscaldamento in grado di evitare il gelo delle tubazioni antincendio e delle parti installate nel locale e in grado di mantenere condizioni di temperatura e di umidità soddisfacenti in tutte le stagioni. Il riscaldamento del locale sarà garantito da un condizionatore posto all interno del locale che garantirà una temperatura interna di almeno 15 C. FISSAGGIO Al fine di evitare la trasmissione delle vibrazioni alle strutture, l unità di pompaggio sarà ancorata o cementata a terra. Il fissaggio garantirà la tenuta nel tempo ed avrà caratteristiche meccaniche tali da sopportare la vibrazione dell impianto durante il suo funzionamento. ESTINTORE Poiché le potenze elettriche installate sono inferiori a 40kW, all interno del locale sarà ubicato un estintore di classe di spegnimento almeno 34A144 BC. Progetto esecutivo Pagina 10

16 RELAZIONE TECNICA IMPIANTO ELETTRICO Il progetto è stato redatto in conformità alla vigente normativa CEI ed in particolare alle seguenti norme: CEI 64-8 Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua. Settima edizione anno 2012; CEI 64-2/A Impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione - Appendici. Quarta edizione anno 2001; CEI Edilizia residenziale - Guida per l integrazione nell edificio degli impianti elettrici utilizzatori e per la predisposizione per impianti ausiliari, telefonici e di trasmissione dati - Criteri generali. Quinta edizione anno 2007 CEI Edilizia ad uso residenziale e terziario - Guida per l integrazione degli impianti elettrici utilizzatori e per la predisposizione di impianti ausiliari, telefonici e di trasmissione dati negli edifici - Criteri particolari per edifici scolastici. Quarta edizione anno 2007 PREMESSA Il presente progetto riguarda un edificio destinato a scuola elementare e materna ed è classificato di tipo 2 (scuole con numero di presenze contemporanee da 301 a 500 persone). In generale le scuole sono individuate nell allegato A fra gli ambienti che rientrano nell ambito di applicazione della norma CEI 64-8/7 sezione 751 Ambienti a maggior rischio in caso d incendio per l elevata densità di affollamento e per l elevato tempo di sfollamento in caso d incendio. Scelta ed installazione dei componenti La scelta dei componenti elettrici è stata effettuata in modo tale che siano soddisfatte le misure di protezione per la sicurezza, le prescrizioni per un funzionamento corretto per l uso previsto dell impianto e le prescrizioni appropriate alle influenze esterne previste. Ogni componente elettrico dovrà essere conforme alle prescrizioni di sicurezza delle rispettive Norme CEI che lo riguardano e deve essere comprovata la presenza della marcatura CE affinché vi sia rispondenza alle Direttive 89/336/CEE e 73/23/CEE Progetto esecutivo Pagina 1

17 modificate dalla Direttiva 93/68/CEE secondo quanto stabilito dai Decreti Legislativi del 12/11/96 n. 615 e 25/11/96 n Tutti i componenti elettrici, condutture comprese, sono stati disposti in modo da rendere agevole la loro manovra, la loro ispezione, la loro manutenzione e l accesso alle loro connessioni. I componenti elettrici di comando, segnalazione e comunicazione, necessari alle persone per la libera fruizione degli ambienti e delle attività in essi svolte, saranno installate ad altezze comprese tra i 40 e i 140 cm in posizione tale da essere facilmente individuabili anche in condizioni di scarsa visibilità. Tutte le prese saranno dotate di alveoli schermati così come indicato anche dalla Norma CEI Quadri elettrici Il quadro elettrico principale al piano terra e il quadro elettrico al primo piano saranno ubicati in appositi vani tecnici accessibili solo a personale autorizzato; gli altri quadri dei laboratori e dell aula magna, saranno muniti di sportello apribile solo tramite chiave o attrezzo. Nei quadri di piano saranno collocate i dispositivi per il comando e controllo dei circuiti di illuminazione comune come i corridoi, le scale e le luci esterne. Tutti i quadri saranno costruiti e certificati in conformità alle norme CEI e CEI Il quadro generale di distribuzione sarà in armadio a struttura prefabbricata in lamiera di acciaio verniciato con polveri termoindurenti mentre i sottoquadri di piano o di zona di tipo modulare in armadi o cassette metalliche munite di portello trasparente con chiave, con grado di protezione IP 40. La rimozione degli involucri o dei ripari o l apertura di coperchi e porte avverrà con uso di chiavi o attrezzi. I quadri saranno adeguatamente protetti contro i contatti indiretti mediante efficace collegamento a terra di tutte le parti metalliche. Tutte le apparecchiature di comando saranno contrassegnate con apposite targhette di identificazione e i cavi si attesteranno su morsetti. I quadri nelle aule e nei laboratori saranno di tipo incassato o a parete in materiale plastico o in resina. Progetto esecutivo Pagina 2

18 Condutture Tutte le condutture saranno posate generalmente a vista tranne alcune linee come quelle che alimentano i vani tecnici e il quadro palestra che saranno invece posate sottotraccia a pavimento. I cavi, tutti in rame a norme CEI e marchio IMQ, saranno essenzialmente di due tipi: N07V-K per la posa all interno e all esterno non interrata FG7(0)M1 sia unipolari che multipolari per la posa interrata Le condutture sono state scelte in accordo alle prescrizioni della Sezione 751 della Norma CEI 64-8/7 in modo da ridurre al minimo la probabilità di innesco e propagazione dell incendio nelle condizioni di posa. Il dimensionamento dei cavi è stato effettuato in base alla corrente di impiego a cui sono stati destinati con un certo margine di sicurezza e senza mai superare i valori delle portate di corrente ammesse, indicate nelle tabelle CEI-UNEL Per le tratte più lunghe e per i cavi principali la scelta della sezione è stata vincolata oltre che alla portata anche alla caduta di tensione affinché quest ultima sia contenuta entro valori tali che su qualunque utenza alimentata non superi il 4% della tensione di esercizio (al massimo 9,2 V sulle linee monofase e 16 V su quelle trifasi). I valori di caduta di tensione unitari sono stati desunti dalla tabella UNEL I conduttori impiegati nell esecuzione degli impianti saranno contraddistinti dalle colorazioni previste dalle vigenti tabelle di unificazione CEI-UNEL e In particolare, i conduttori di neutro e di protezione, saranno contraddistinti rispettivamente ed in modo esclusivo, con il colore blu chiaro e con il bicolore giallo-verde. I conduttori di fase devono essere contraddistinti in modo univoco per tutto l impianto dai colori: nero, grigio e marrone. Nei circuiti monofase e trifase la sezione dei conduttori di neutro sarà uguale a quella dei corrispondenti conduttori di fase. I conduttori che costituiscono gli impianti saranno protetti contro le sovracorrenti causate da sovraccarichi o da corto circuiti. La protezione contro i sovraccarichi sarà effettuata in ottemperanza alle prescrizioni delle norme CEI 64-8/433. In particolare, i conduttori sono stati scelti in modo che la loro portata I z sia superiore o almeno uguale alla corrente di impiego I b (valore di corrente calcolato in funzione della Progetto esecutivo Pagina 3

19 massima potenza da trasmettere in regime permanente). Gli interruttori automatici magnetotermici, dovranno pertanto soddisfare le seguenti relazioni: Ib In I z I f 1,45I z dove I n è la corrente nominale del dispositivo compresa fra la corrente di impiego del conduttore I b e la sua portata nominale I z ; mentre I f è la sua corrente di funzionamento. La seconda delle due disuguaglianze sopra indicate è automaticamente soddisfatta impiegando interruttori automatici conformi alle norme CEI 23-3 e CEI Gli interruttori automatici magnetotermici dovranno interrompere le correnti di corto circuito che possono verificarsi nell impianto, in modo tale da garantire che, nel conduttore protetto, non si raggiungano temperature pericolose (norme CEI 64-8/434.3) secondo la relazione: dove I t K S I t è l energia specifica per unità di resistenza lasciata passare dall interruttore, K è una costante caratteristica dei cavi che dipende sia dal materiale conduttore che dal tipo di isolante ed S è la sezione del cavo in mm 2. Essi devono avere un potere di interruzione almeno uguale alla corrente di corto circuito presunta nel punto di installazione. Saranno tuttavia utilizzati dispositivi di protezione con potere inferiore, quando a monte è presente un altro dispositivo avente il necessario potere di interruzione. In questo caso le caratteristiche dei due dispositivi saranno coordinate in modo che l energia specifica 2 I t, lasciata passare dal dispositivo a monte, non risulti superiore a quella che può essere sopportata, senza danno, dal dispositivo a valle e dalle condutture protette. La sezione minima dei conduttori sarà coordinata con le protezioni, poste a monte, contro i sovraccarichi. Per l alimentazione dei centri luminosi è prevista una sezione dei cavi di 2,5 mm 2 per le dorsali con calate da 1,5 mm 2. Per l alimentazione delle prese è prevista invece una sezione dei cavi di 4 mm 2 per le dorsali con calate da 2,5 mm 2. Il conduttore di protezione avrà in generale sezione uguale al corrispondente conduttore di fase è sarà posato nella stessa conduttura. Quando un conduttore di protezione sia comune a diversi circuiti, la sua sezione dovrà essere dimensionata in funzione del conduttore di fase avente la sezione più grande (CEI 64/ ). Progetto esecutivo Pagina 4

20 Tubi protettivi e cassette di derivazione L impianto elettrico sarà realizzato in parte sottotraccia sotto intonaco o a pavimento e principalmente a vista in canalina, i tubi protettivi sotto traccia saranno in materiale termoplastico in corrugato serie pesante sia per i percorsi sotto intonaco che per gli attraversamenti a pavimento. Per le canalizzazioni principali si useranno tubazioni con diametro esterno da 32 mm e conterranno un numero di conduttori tali che il diametro del cerchio circoscritto al fascio aumentato del 40%, sia inferiore al diametro interno del tubo. Per l impianto a vista si useranno canaline in pvc di dimensioni adeguate. Le giunzioni dei conduttori saranno eseguite nelle cassette di derivazione con impiego di opportuni morsetti o morsettiere. Dette cassette saranno costruite in modo che, nelle condizioni di installazione, non sia possibile introdurvi corpi estranei; inoltre, deve risultare agevole la dispersione del calore in esse prodotta. Il coperchio delle cassette deve offrire ottima resistenza agli urti, buone garanzie di fissaggio ed essere apribile solo con attrezzo. Impianto di terra L impianto di terra sarà realizzato sfruttando quello esistente del precedente impianto elettrico. Al termine dei lavori dovrà essere verificata la continuità elettrica dell impianto e il valore della resistenza di terra. Sono previsti dei collettori o nodi equipotenziali inseriti all interno dei quadri elettrici ai quali faranno capo tutti i conduttori di protezione dell ambiente interessato. La rete di collegamento tra i conduttori di protezione e l anello generale di terra verrà realizzata con conduttore in rame di sezione deducibile da quanto indicato nella Norma CEI 64-8/ Protezione contro i contatti diretti ed indiretti La protezione contro i contatti diretti sarà affidata agli involucri dei dispositivi, tutti a marchio IMQ aventi almeno grado di protezione IP4X o IPXXD per quelli a portata di mano e IP2X o IPXXB per tutti gli altri (Norma CEI 64-8/412.2). La protezione contro i contatti indiretti verrà garantita mediante l interruzione automatica dell alimentazione e collegando tutte le masse e le masse estranee all impianto di terra dell edificio attraverso conduttori di protezione (PE). Secondo la Norma CEI 64-8/ in caso di guasto il dispositivo deve essere in grado Progetto esecutivo Pagina 5

Tali impianti elettrici saranno ubicati nella scuola elementare e materna di Marliana, in Via Goraiolo, Marliana (PT).

Tali impianti elettrici saranno ubicati nella scuola elementare e materna di Marliana, in Via Goraiolo, Marliana (PT). ndividuazione degli impianti Gli impianti oggetto del progetto sono previsti all interno di una struttura scolastica. Gli impianti esistenti sono sprovvisti di Dichiarazione di Conformità, pertanto saranno

Dettagli

Il D.M. 16 maggio 1987, n 246. Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione.

Il D.M. 16 maggio 1987, n 246. Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione. Il D.M. 16 maggio 1987, n 246 Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione. 1 1.0. Scopo Le presenti norme hanno per oggetto i criteri di sicurezza antincendi da applicare agli edifici

Dettagli

PROGETTO DI IMPIANTO ELETTRICO RISTORANTE VIA DONATO SOMMA xx, GENOVA

PROGETTO DI IMPIANTO ELETTRICO RISTORANTE VIA DONATO SOMMA xx, GENOVA PROGETTO DI IMPIANTO ELETTRICO RISTORANTE VIA DONATO SOMMA xx, GENOVA PROGETTO REDATTO DA ARCH/ING ELENA AMERI Ai sensi del D.M. 37/28 art 5 comma 2 punto c) RELAZIONE TECNICA 0. PREMESSA Il progetto dell

Dettagli

Comune di Carmiano. Provincia di Lecce

Comune di Carmiano. Provincia di Lecce Regione Puglia Unione Europea Comune di Carmiano Provincia di Lecce BANDO PER IL FINANZIAMENTO IN FAVORE DEI COMUNI PUGLIESI DI OPERE DI URBANIZZAZIONE PRIMARIA E SECONDARIA NELL'AMBITO DI INSEDIAMENTI

Dettagli

RELAZIONE TECNICA. Impianto elettrico

RELAZIONE TECNICA. Impianto elettrico RELAZIONE TECNICA Impianto elettrico SOMMARIO 1. GENERALITÀ 4 1.1 Premessa 4 2. DESCRIZIONE SOMMARIA DEI LAVORI 5 2.1 Distribuzione 5 2.1.1 Impianto elettrico esterno e locali speciali. 6 2.1.2 Impianto

Dettagli

Un condominio, ubicato su un area a forma rettangolare, comprende:

Un condominio, ubicato su un area a forma rettangolare, comprende: Un condominio, ubicato su un area a forma rettangolare, comprende: - tre piani fuori terra con una scala interna; - tre appartamenti per piano aventi rispettivamente una superficie di circa 50 m 2, 100

Dettagli

NORME DI SICUREZZA ANTINCENDI PER GLI EDIFICI DI CIVILE ABITAZIONE

NORME DI SICUREZZA ANTINCENDI PER GLI EDIFICI DI CIVILE ABITAZIONE Decreto Ministero dell interno 16 maggio 1987, n. 246 Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione. (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 148 del 27 giugno 1987) Il testo del presente

Dettagli

RELAZIONE TECNICA SPECIALISTICA

RELAZIONE TECNICA SPECIALISTICA COMUNE DI MILANO Settore Edilizia Scolastica GRUPPO 1 - ZONA 2 - SCUOLA N 1170 -------- RELAZIONE DESCRITTIVA DELLE OPERE DA REALIZZARE PER L ADEGUAMENTO DEGLI IMPIANTI ANTINCENDIO E ADDUZIONE GAS NEL

Dettagli

Decreto Ministeriale n 246 del 16/05/1987 Norme di sicurezza antincendio per gli edifici di civile abitazione.

Decreto Ministeriale n 246 del 16/05/1987 Norme di sicurezza antincendio per gli edifici di civile abitazione. Decreto Ministeriale n 246 del 16/05/1987 Norme di sicurezza antincendio per gli edifici di civile abitazione. Sono approvate le norme di sicurezza antincendio per gli edifici di civile abitazione contenute

Dettagli

Comune di Livorno. UNITÀ ORGANIZZATIVA MANUTENZIONI Ufficio Prevenzione e Protezione Gestione Impianti Elettrici e Ascensori RELAZIONE TECNICA

Comune di Livorno. UNITÀ ORGANIZZATIVA MANUTENZIONI Ufficio Prevenzione e Protezione Gestione Impianti Elettrici e Ascensori RELAZIONE TECNICA Comune di Livorno UNITÀ ORGANIZZATIVA MANUTENZIONI Ufficio Prevenzione e Protezione Gestione Impianti Elettrici e Ascensori RELAZIONE TECNICA OGGETTO: NUOVA SEDE SCUOLA MATERNA PESTALOZZI IMPIANTI ELETTRICI

Dettagli

D.M. 16-05-1987, n. 246 Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione.

D.M. 16-05-1987, n. 246 Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione. D.M. 16-05-1987, n. 246 Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione. (G.U. 27-06-1987, n. 148, Serie Generale) Preambolo IL MINISTRO DELL'INTERNO Vista la legge 27 dicembre 1941,

Dettagli

Ministero dell'interno: Decreto ministeriale 16/05/1987 N. 246 Gazzetta Ufficiale N. 148 del 27/06/1987

Ministero dell'interno: Decreto ministeriale 16/05/1987 N. 246 Gazzetta Ufficiale N. 148 del 27/06/1987 Norme di sicurezza antincendio per gli edifici di civile abitazione. Preambolo Ministero dell'interno: Decreto ministeriale 16/05/1987 N. 246 Gazzetta Ufficiale N. 148 del 27/06/1987 Il Ministro dell'interno

Dettagli

1. Generalità. 3. Normativa di riferimento

1. Generalità. 3. Normativa di riferimento 1. Generalità L intervento prevede la nuova realizzazione dell impianto elettrico e comunicazione interno alle unità immobiliari e le dorsali di alimentazione dal cortile posto al piano terra fino alle

Dettagli

ALLEGATO - Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione

ALLEGATO - Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione D.M.Interno del 16/05/87, n.246 Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione. Sono approvate le norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione contenute in allegato

Dettagli

D.M. n 246 del 16 maggio 1987

D.M. n 246 del 16 maggio 1987 Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione. Sono approvate le norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione contenute in allegato al presente decreto. Sono

Dettagli

COMPLESSO E 13 RETE IDRANTI

COMPLESSO E 13 RETE IDRANTI COMPLESSO E 13 RETE IDRANTI Con la costituzione dei nuovi filtri in adiacenza ai vani scala a prova di fumo, si prevede lo spostamento degli idranti attualmente esistenti all'interno dei vani filtro sopra

Dettagli

Raggruppamento Temporaneo di Professionisti ing. Giuseppe Puglisi (Mandatario) - ing. Vincenzo Marco Nicolosi e arch. Lorenzo Santoro (MandantI)

Raggruppamento Temporaneo di Professionisti ing. Giuseppe Puglisi (Mandatario) - ing. Vincenzo Marco Nicolosi e arch. Lorenzo Santoro (MandantI) Raggruppamento Temporaneo di Professionisti ing. Giuseppe Puglisi (Mandatario) - ing. Vincenzo Marco Nicolosi e arch. Lorenzo Santoro (MandantI) via E. Boner n 36 - Messina tel. 090.46868 - fax 090.5726244

Dettagli

Relazione tecnica di prevenzione incendi 1

Relazione tecnica di prevenzione incendi 1 1. RELAZIONE TECNICA DI PREVENZIONE INCENDI... 2 1.1. PREMESSA... 2 1.2 ACCESSIBILITÀ PER I DISABILI... 3 2. GENERALITA... 4 2.1. PRESIDI PASSIVI ANTINCENDIO... 4 2.2 SISTEMA DI RIVELAZIONE INCENDIO...

Dettagli

IMPIANTO ELETTRICO RELATIVO A STABILE ADIBITO AD USO BAITA-BIVACCO, REALIZZATO IN ZONA PIAN VADA (COMUNE DI AURANO - VB)

IMPIANTO ELETTRICO RELATIVO A STABILE ADIBITO AD USO BAITA-BIVACCO, REALIZZATO IN ZONA PIAN VADA (COMUNE DI AURANO - VB) RELATIVO A STABILE ADIBITO AD USO BAITA-BIVACCO, REALIZZATO IN ZONA PIAN VADA (COMUNE DI AURANO - VB) 1. INTRODUZIONE Il bivacco di Pian Vadà è costituito da un edificio a due piani, ciascuno di superficie

Dettagli

Comando Rieti, maggio 2010

Comando Rieti, maggio 2010 Ministero dell Interno Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile CORPO NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO IMPIANTI DI SPEGNIMENTO AD IDRANTI Comando Rieti, maggio 2010

Dettagli

PROGETTO ESECUTIVO DEGLI IMPIANTI ELETTRICI RELAZIONE

PROGETTO ESECUTIVO DEGLI IMPIANTI ELETTRICI RELAZIONE LOCALITA : ORBASSANO (TO) INDIRIZZO: Via Fratelli Rosselli 37 DESTINAZIONE D USO: Centro diurno per disabili PROGETTO ESECUTIVO DEGLI IMPIANTI ELETTRICI RELAZIONE Data: marzo 2012 Il tecnico: dott. ing.

Dettagli

RETI IDRANTI UNI 10779-07. A cura di BM SISTEMI srl. Progettazione, Installazione ed Esercizio

RETI IDRANTI UNI 10779-07. A cura di BM SISTEMI srl. Progettazione, Installazione ed Esercizio RETI IDRANTI Progettazione, Installazione ed Esercizio UNI 10779-07 A cura di BM SISTEMI srl Introduzione La progettazione e l installazione delle reti idranti è regolata in Italia dalla norma UNI 10779.

Dettagli

RELAZIONE DI CALCOLO ELETTRICO E ILLUMINOTECNICO

RELAZIONE DI CALCOLO ELETTRICO E ILLUMINOTECNICO RELAZIONE DI CALCOLO ELETTRICO E ILLUMINOTECNICO 1 Indice 1 PREMESSA...2 2 RIFERIMENTI NORMATIVI...2 3 CARATTERISTICHE GENERALI...3 4 CORPI ILLUMINANTI PREVISTI IN PROGETTO...5 5 VERIFICHE ILLUMINOTECNICHE...8

Dettagli

INDICE. 1. Premessa e riferimenti legislativi e normativi pag. 2. 2. Descrizione dei sistemi pag. 3 2.1 Sistema edificio B2 pag. 3

INDICE. 1. Premessa e riferimenti legislativi e normativi pag. 2. 2. Descrizione dei sistemi pag. 3 2.1 Sistema edificio B2 pag. 3 INDICE 1. Premessa e riferimenti legislativi e normativi pag. 2 2. Descrizione dei sistemi pag. 3 2.1 Sistema edificio B2 pag. 3 2.1.1 Campo fotovoltaico pag. 3 2.1.2 Sezionatore pag. 4 2.1.3 Inverter

Dettagli

RELAZIONE TECNICA DI CALCOLO IMPIANTO IDRICO ANTINCENDIO

RELAZIONE TECNICA DI CALCOLO IMPIANTO IDRICO ANTINCENDIO RELAZIONE TECNICA DI CALCOLO IMPIANTO IDRICO ANTINCENDIO Premessa Attualmente all interno della struttura è già presente un impianto di estinzione incendi costituito da idranti UNI45; si provvederà ad

Dettagli

EDIFICI DI CIVILE ABITAZIONE

EDIFICI DI CIVILE ABITAZIONE EDIFICI DI CIVILE ABITAZIONE Attività n. 95 di cui alla tabella allegata al D.M. 16 febbraio 1982 A questo punto, con l entrata in vigore del DPR 151/2011, bisogna precisare: ALLEGATO II DPR 151/2011 (di

Dettagli

COMUNE DI ROCCALUMERA Me ssina

COMUNE DI ROCCALUMERA Me ssina COMUNE DI ROCCALUMERA Me ssina pr oget t o per OPERE DI RECUPERO, RI S TRUTTURAZI ONE E ADEGUAMENTO ALLE NORMATI VE VI GENTI DELLA S CUOLA MATERNA DI VI A TORRENTE S CI GLI O - pr oget t o esecut ivo -

Dettagli

1 PREMESSA... 2 2 DESCRIZIONE E CARATTERISTICHE DEGLI IMPIANTI... 3

1 PREMESSA... 2 2 DESCRIZIONE E CARATTERISTICHE DEGLI IMPIANTI... 3 INDICE 1 PREMESSA... 2 2 DESCRIZIONE E CARATTERISTICHE DEGLI IMPIANTI... 3 2.1 NORMATIVA DI RIFERIMENTO... 3 2.2 DATI TECNICI DI PROGETTO... 4 2.3 DESCRIZIONE DELLE OPERE... 6 2.3.1 Linee e cavidotti di

Dettagli

IL MINISTRO DELL INTERNO

IL MINISTRO DELL INTERNO D.M. 16 maggio 1987, n. 246 (G.U. n. 148 del 27 giugno 1987) NORME DI SICUREZZA ANTINCENDI PER GLI EDIFICI DI CIVILE ABITAZIONE IL MINISTRO DELL INTERNO Vista la legge 27 dicembre 1941, n. 1570: Vista

Dettagli

SOMMARIO. 44-EIDRT004 VVF.doc 1/9

SOMMARIO. 44-EIDRT004 VVF.doc 1/9 SOMMARIO... 2 1.1 Premessa... 2 1.2 Riferimenti normativi... 2 1.3 Caratteristiche generali dell impianto e prestazioni garantite... 2 1.4 Caratteristiche generali della rete.... 5 1.5 Progettazione ed

Dettagli

I&Q STUDIO TECNICO ASSOCIATO COMUNE DI SEGRATE PROVINCIA DI MILANO

I&Q STUDIO TECNICO ASSOCIATO COMUNE DI SEGRATE PROVINCIA DI MILANO I&Q STUDIO TECNICO ASSOCIATO COMUNE DI SEGRATE PROVINCIA DI MILANO AL COMANDO PROVINCIALE DEI VV.F. DI MILANO Ufficio Prevenzione Incendi Relazione tecnica concernente l installazione di cucina per ristorante

Dettagli

NOVITA! Sono in via di pubblicazione la nuova norma sulle reti idranti UNI 10779 e la specifica tecnica TS sulle reti idranti a secco

NOVITA! Sono in via di pubblicazione la nuova norma sulle reti idranti UNI 10779 e la specifica tecnica TS sulle reti idranti a secco NOVITA! Sono in via di pubblicazione la nuova norma sulle reti idranti UNI 10779 e la specifica tecnica TS sulle reti idranti a secco Ing. Marco Patruno Forum Prevenzione Incendi Milano : 1 ottobre 2014

Dettagli

MP7 UNI Strumento per la misurazione della portata H 2 O delle reti idrauliche antincendio in funzione della pressione dinamica e residua.

MP7 UNI Strumento per la misurazione della portata H 2 O delle reti idrauliche antincendio in funzione della pressione dinamica e residua. MP7 UNI Strumento per la misurazione della portata H 2 O delle reti idrauliche antincendio in funzione della pressione dinamica e residua. 9 4 6 5 7 3 8 1 2 1. Strumento base MP7 UNI 2. Attacco UNI 45

Dettagli

Si deve realizzare l'impianto elettrico di una autofficina per riparazione e revisione autoveicoli. con dimensioni di 18 x 10 metri.

Si deve realizzare l'impianto elettrico di una autofficina per riparazione e revisione autoveicoli. con dimensioni di 18 x 10 metri. ESAMI DI STATO PER L'ABILITAZIONE ALL'ESERCIZIO DELLA LIBERA PROFESSIONE DI PERITO INDUSTRIALE SESSIONE 2001 Indirizzo: ELETTROTECNICA Seconda prova scritta Si deve realizzare l'impianto elettrico di una

Dettagli

FACOLTÀ DI INGEGNERIA

FACOLTÀ DI INGEGNERIA FACOLTÀ DI INGEGNERIA CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN INGEGNERIA TERMOMECCANICA DIPARTIMENTO DI ELETTRONICA, INTELLIGENZA ARTIFICIALE E TELECOMUNICAZIONI IMPIANTO ELETTRICO DI UN APPARTAMENTO PROFESSORE:

Dettagli

Comune di Acqui Terme (AL) Centro Congressi Area Bagni PROGETTO ESECUTIVO RELAZIONE TECNICA E DI CALCOLO - IMPIANTI FLUIDO-MECCANICI (IDROSANITARIO)

Comune di Acqui Terme (AL) Centro Congressi Area Bagni PROGETTO ESECUTIVO RELAZIONE TECNICA E DI CALCOLO - IMPIANTI FLUIDO-MECCANICI (IDROSANITARIO) INDICE 1 Premessa...2 2 Caratteristiche del sistema edilizio...3 3 Impianti previsti...4 3.1 IMPIANTI FLUIDOMECCANICI ED AFFINI...4 3.1.1 IMPIANTI IDROSANITARI E PER SMALTIMENTO ACQUE...4 3.1.2 IMPIANTI

Dettagli

Programma Integrato di interventi produttivi nell ambito della zona D5 (in variante al PRG vigente)

Programma Integrato di interventi produttivi nell ambito della zona D5 (in variante al PRG vigente) Sommario Capitolo 1- Rete Idrica. Capitolo 2- Rete Metano. Capitolo 3- Rete elettrica e Telematica. Capitolo 4- Rete fognarie Bianche e Nere. Capitolo 5- Impianti di Pubblica Illuminazione. Relazione e

Dettagli

COMUNE DI STAZZANO RELAZIONE TECNICA GENERALE IMPIANTO ELETTRICO E SCHEMA DEI QUADRI PROVINCIA DI ALESSANDRIA GAVI,15 FEBBRAIO 2010

COMUNE DI STAZZANO RELAZIONE TECNICA GENERALE IMPIANTO ELETTRICO E SCHEMA DEI QUADRI PROVINCIA DI ALESSANDRIA GAVI,15 FEBBRAIO 2010 Pagina 1 di 1 COMUNE DI STAZZANO PROVINCIA DI ALESSANDRIA RELAZIONE TECNICA GENERALE IMPIANTO ELETTRICO E SCHEMA DEI QUADRI OGGETTO: EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA PROGRAMMA CASA: 10.000 ALLOGGI ENTRO

Dettagli

1. Premessa. 2. Descrizione degli impianti antincendio

1. Premessa. 2. Descrizione degli impianti antincendio Sommario 1. Premessa...2 2. Descrizione degli impianti antincendio...2 3. Centrali antincendio...4 4. Locali destinati ad ospitare i gruppi di pressurizzazione (Osservanza della norma UNI 11292 - Agosto

Dettagli

COMPUTO METRICO ESTIMATIVO IMPIANTO ANTINCENDIO

COMPUTO METRICO ESTIMATIVO IMPIANTO ANTINCENDIO Comune di Offida Lavori di: Legge 27 dicembre 2002 n. 289, art. 21 comma 80 PIANO STRAORDINARIO PER LA MESSA IN SICUREZZA DEGLI EDIFICI SCOLASTICI Delibera CIPE n. 143/2006 di approvazione del II programma

Dettagli

RELAZIONE. OGGETTO: Risistemazione con Risanamento Ambientale e Funzionale del Porto di Torre Annunziata CARATTERISTICHE GENERALI DELL IMPIANTO

RELAZIONE. OGGETTO: Risistemazione con Risanamento Ambientale e Funzionale del Porto di Torre Annunziata CARATTERISTICHE GENERALI DELL IMPIANTO RELAZIONE OGGETTO: Risistemazione con Risanamento Ambientale e Funzionale del Porto di Torre Annunziata CARATTERISTICHE GENERALI DELL IMPIANTO L impianto in progetto presenta le seguenti caratteristiche

Dettagli

IMPIANTO IDRICO-SANITARIO. Sussidi didattici per il corso di PROGETTAZIONE, COSTRUZIONI E IMPIANTI. Prof. Ing. Francesco Zanghì

IMPIANTO IDRICO-SANITARIO. Sussidi didattici per il corso di PROGETTAZIONE, COSTRUZIONI E IMPIANTI. Prof. Ing. Francesco Zanghì Sussidi didattici per il corso di PROGETTAZIONE, COSTRUZIONI E IMPIANTI Prof. Ing. Francesco Zanghì IMPIANTO IDRICO-SANITARIO I AGGIORNAMENTO 14/12/2013 GENERALITÀ L impianto idrico-sanitario comprende:

Dettagli

L intervento ricade all interno della cinta portuale del porto di Gioia Tauro. L area oggetto

L intervento ricade all interno della cinta portuale del porto di Gioia Tauro. L area oggetto RELAZIONE TECNICA L intervento ricade all interno della cinta portuale del porto di Gioia Tauro. L area oggetto dell intervento è individuata come Area Franca ed istituita dalla Regione Calabria con legge

Dettagli

RELAZIONE DI CALCOLO IMPIANTI ELETTRICI

RELAZIONE DI CALCOLO IMPIANTI ELETTRICI RELAZIONE DI CALCOLO IMPIANTI ELETTRICI 1. premessa Il complesso immobiliare oggetto dell intervento consta di due edifici, CENTRO DI AGGREGAZIONE GIOVANILE PER L ARTE E LA CULTURA e OSTELLO DELLA GIOVENTU

Dettagli

2 - Carichi convenzionali di utilizzazione

2 - Carichi convenzionali di utilizzazione Estratto delle normative per gli impianti elettrici in bassa tensione per impianti utilizzatori a carattere stabile in abitazioni, uffici, negozi, magazzini, laboratori, officine, scuole ed annessi. L'impianto

Dettagli

INDICE 1. DESCRIZIONE GENERALI DELLE COMPONENTI DELL IMPIANTO MECCANICO...

INDICE 1. DESCRIZIONE GENERALI DELLE COMPONENTI DELL IMPIANTO MECCANICO... INDICE 1. DESCRIZIONE GENERALI DELLE COMPONENTI DELL IMPIANTO MECCANICO... 2 1.1 IMPIANTO DI SCARICO... 2 1.1.1 Calcolo delle Unità di scarico... 3 1.2 IMPIANTO IDROSANITARIO... 5 1.2.1 Alimentazione...

Dettagli

RELAZIONE TECNICA IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI

RELAZIONE TECNICA IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI RELAZIONE TECNICA IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI PREMESSA La Presente relazione tecnica di progetto definitivo intende illustrare la metodologia seguita nella progettazione e descrivere le principali caratteristiche

Dettagli

Impianto Antincendio. 1 di 5

Impianto Antincendio. 1 di 5 1 Impianto Antincendio 1. 01 Allestimento di cantiere comprensivo di apposizione di segnaletica di sicurezza, apposizione di cartello di cantiere indicante lavori da eseguire, committente, impresa e quant'altro,

Dettagli

Sommario RELAZIONE TECNICA GENERALE IMPIANTO ELETTRICO

Sommario RELAZIONE TECNICA GENERALE IMPIANTO ELETTRICO Sommario 1 PREMESSE... 2 2 NORMATIVA DI RIFERIMENTO... 2 2.1 Norme CEI ed UNI... 2 2.2 Legislazione vigente... 3 3 CLASSIFICAZIONE DEGLI AMBIENTI... 3 4 CARATTERISTICHE ELETTRICHE... 3 5 MISURE DI PROTEZIONE

Dettagli

Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione arch. Antonio Esposito Comando Provinciale VV.F. Pisa

Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione arch. Antonio Esposito Comando Provinciale VV.F. Pisa «Scienza e Tecnica della Prevenzione Incendi» A.A. 2013-2014 Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione arch. Antonio Esposito Comando Provinciale VV.F. Pisa DPR 151/2011 Regolamento

Dettagli

RELAZIONE TECNICA INDICE. - 1. Scopo Pag. 3. - 2. Riferimento a legislazioni vigenti.. Pag. 4. - 3. Generalità struttura, attività, ambiente Pag.

RELAZIONE TECNICA INDICE. - 1. Scopo Pag. 3. - 2. Riferimento a legislazioni vigenti.. Pag. 4. - 3. Generalità struttura, attività, ambiente Pag. RELAZIONE TECNICA INDICE - 1. Scopo Pag. 3-2. Riferimento a legislazioni vigenti.. Pag. 4-3. Generalità struttura, attività, ambiente Pag. 5-4. Generalità e tipologia impianto elettrico. Pag. 5-5. Quadri

Dettagli

Progettazione, ampliamento o modifica di una rete idranti: obblighi normativi e di legge per la sua corretta realizzazione e certificazione

Progettazione, ampliamento o modifica di una rete idranti: obblighi normativi e di legge per la sua corretta realizzazione e certificazione Progettazione, ampliamento o modifica di una rete idranti: obblighi normativi e di legge per la sua corretta realizzazione e certificazione Ing. Marco Patruno Forum Prevenzione Incendi Milano : 27 settembre

Dettagli

NELL AMBITO DELL OPERA DI

NELL AMBITO DELL OPERA DI f di Maurizio Livraghi, Tecnoprogen srl MEGASTORE A MILANO IMPIANTO SPRINKLER E IDRANTI NELL AMBITO DELL OPERA DI RISTRUTTURAZIONE DI UNA STORICA SALA CINEMATOGRAFICA, RICONVERTITA IN MEGASTORE NEL CENTRO

Dettagli

RELAZIONE TECNICA IMPIANTI IDRICO FOGNANTI

RELAZIONE TECNICA IMPIANTI IDRICO FOGNANTI RELAZIONE TECNICA IMPIANTI IDRICO FOGNANTI E' previsto il rifacimento di tutti i corpi bagni. Gli apparecchi sanitari previsti nella progettazione edile, sono delle seguenti tipologie: vaso del tipo a

Dettagli

RELAZIONE IMPIANTO IDRICO ANTINCENDIO

RELAZIONE IMPIANTO IDRICO ANTINCENDIO 1. TERMINOLOGIA RELAZIONE IMPIANTO IDRICO ANTINCENDIO Idrante antincendio: apparecchiatura antincendio dotata di un attacco unificato, di valvola di intercettazione ad apertura manuale e collegato ad una

Dettagli

Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania

Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania Ministero per i Beni e le Attività Culturali Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania LAVORI DI BONIFICA, DISINFESTAZIONE E SPOLVERATURA DEL PATRIMONIO LIBRARIO E DELLA SCAFFALATURA

Dettagli

Impianti di estinzione incendi Reti di idranti Progettazione, installazione ed esercizio

Impianti di estinzione incendi Reti di idranti Progettazione, installazione ed esercizio NORMA ITALIANA Impianti di estinzione incendi Reti di idranti Progettazione, installazione ed esercizio UNI 10779 Fire fighting equipment Hydrants systems - Design, installation and operation SETTEMBRE

Dettagli

LICEO SCIENTIFICO STATALE GIOVANNI DA PROCIDA via De Falco, 2 84126 Salerno 089 236665 info@liceodaprocida.it www.liceodaprocida.

LICEO SCIENTIFICO STATALE GIOVANNI DA PROCIDA via De Falco, 2 84126 Salerno 089 236665 info@liceodaprocida.it www.liceodaprocida. 3 L EDIFICIO SCOLASTICO 3.1 DESCRIZIONE DELL EDIFICIO SCOLASTICO 3.1.1.IMPIANTO TERMICO CENTRALE -E presente all interno dell edificio nel piano seminterrato il locale caldaie. Ciascuna delle due caldaie

Dettagli

AREA FUNZIONALE TECNICA U.O. NUOVE OPERE Piazza Giovanni XXIII 51100 PISTOIA Telefono 0573/3521 352070 Fax 352059 E mail: e.tesi@usl3.toscana.

AREA FUNZIONALE TECNICA U.O. NUOVE OPERE Piazza Giovanni XXIII 51100 PISTOIA Telefono 0573/3521 352070 Fax 352059 E mail: e.tesi@usl3.toscana. Opere per adeguamento normativo ai fini della prevenzione incendi del fabbricato uso uffici e ambulatori dell Azienda Usl. 3 di Pistoia ubicato in viale Matteotti nc. 19 Pistoia di Progetto rete idrica

Dettagli

Impianti tecnici. Distribuzione acqua per uso sanitario

Impianti tecnici. Distribuzione acqua per uso sanitario Impianti tecnici Distribuzione acqua per uso sanitario Impianti idrici Requisiti - Coibentazione: riferimento ai requisiti di legge per le tubazioni di acqua calda; - Protezione dalla condensa; - Protezione

Dettagli

CITTÀ di FABRIANO PROVINCIA DI ANCONA

CITTÀ di FABRIANO PROVINCIA DI ANCONA CITTÀ di FABRIANO PROVINCIA DI ANCONA Settore Assetto e Tutela del Territorio Oggetto: Lavori di adeguamento alle norme di igiene e sicurezza e realizzazione di dotazioni impiantistiche presso il Sant

Dettagli

RELAZIONE DI CALCOLO RETI ANTINCENDIO. Le apparecchiature e gli impianti di estinzione degli incendi saranno realizzati a regola d'arte.

RELAZIONE DI CALCOLO RETI ANTINCENDIO. Le apparecchiature e gli impianti di estinzione degli incendi saranno realizzati a regola d'arte. RELAZIONE DI CALCOLO RETI ANTINCENDIO MEZZI ED IMPIANTI DI ESTINZIONE DEGLI INCENDI Generalità Le apparecchiature e gli impianti di estinzione degli incendi saranno realizzati a regola d'arte. Estintori

Dettagli

Impianto di terra. messa a terra di protezione, è una misura atta a proteggere le persone dai contatti diretti;

Impianto di terra. messa a terra di protezione, è una misura atta a proteggere le persone dai contatti diretti; Impianto di terra Generalità L impianto di terra costituisce fondamentalmente un mezzo per disperdere correnti elettriche nel terreno e per proteggere, unitamente ai dispositivi d interruzione automatica

Dettagli

LAVORI DI REALIZZAZIONE DEL PIANO INTERMEDIO EDIFICIO C PLESSO CENTRALE RELAZIONE TECNICA IMPIANTO ELETTRICO

LAVORI DI REALIZZAZIONE DEL PIANO INTERMEDIO EDIFICIO C PLESSO CENTRALE RELAZIONE TECNICA IMPIANTO ELETTRICO Sommario 1. PREMESSA... 2 2. NORMATIVE DI RIFERIMENTO... 3 3. DESCRIZIONE DELL IMPIANTO ELETTRICO... 5 a) Quadri elettrici... b) Cavi... c) Condutture... d) Cassette e connessioni... e) Impianti elettrici

Dettagli

1.2. ALTEZZA DEI PIANI. Altezza massima misurata tra pavimento e intradosso del soffitto.

1.2. ALTEZZA DEI PIANI. Altezza massima misurata tra pavimento e intradosso del soffitto. ESPRESSIONI SPECIFICHE DELLA PREVENZIONE INCENDI ( ESTRATTO DEL D.M. 30 NOVEMBRE 1983 ) Ai fini di un uniforme linguaggio ed uniforme applicazione delle norme emanate, si è rilevata la necessità di determinare

Dettagli

Lavori di installazione di n. 6 impianti ascensore negli immobili ubicati in Reggio Calabria Viale Europa n. 49 e Via Sbarre Superiori lotto 2/D

Lavori di installazione di n. 6 impianti ascensore negli immobili ubicati in Reggio Calabria Viale Europa n. 49 e Via Sbarre Superiori lotto 2/D INDICE: 1 PREMESSA... 2 2 INQUADRAMENTO e DESCRIZIONE dei LUOGHI OGGETTO di INTERVENTO 2 3 RIFERIMENTI NORMATIVI... 7 4 SCELTE E CRITERI PROGETTUALI... 8 5 BARRIERE ARCHITETTONICHE: VINCOLI PROGETTUALI...

Dettagli

L'impianto elettrico nei locali da bagno e doccia

L'impianto elettrico nei locali da bagno e doccia L'impianto elettrico nei locali da bagno e doccia Pubblicato il: 11/12/2003 Aggiornato al: 11/12/2003 di Gianluigi Saveri Secondo la Norma 64-8 sez. 701, in funzione della pericolosità, nei locali bagno

Dettagli

COMUNE DI MONTEMARCIANO Provincia di Ancona

COMUNE DI MONTEMARCIANO Provincia di Ancona COMUNE DI MONTEMARCIANO Provincia di Ancona V SETTORE LAVORI PUBBLICI e MANUTENZIONE Progetto per la realizzazione della nuova scuola d infanzia del capoluogo PROGETTO ESECUTIVO RELAZIONE IMPIANTO ELETTRICO

Dettagli

10. DIMENSIONAMENTO DELL IMPIANTO IDRICO IMPIANTO DI ADDUZIONE DELL ACQUA (RETE DI DISTRIBUZIONE)

10. DIMENSIONAMENTO DELL IMPIANTO IDRICO IMPIANTO DI ADDUZIONE DELL ACQUA (RETE DI DISTRIBUZIONE) 10. DIMENSIONAMENTO DELL IMPIANTO IDRICO IMPIANTO DI ADDUZIONE DELL ACQUA (RETE DI DISTRIBUZIONE) Per la determinazione delle portate massime contemporanee, necessarie per il dimensionamento delle reti

Dettagli

Locali contenenti riscaldatori per saune Norme di installazione

Locali contenenti riscaldatori per saune Norme di installazione Protezione contro i contatti diretti e indiretti Interruzione automatica dell alimentazione mediante interruttore differenziale con I dn non superiore a 30 ma. Norma CEI 64-8 sezione 703 - Art. 703.412.5

Dettagli

IMPIANTI IDRAULICI ED ANTINCENDIO PROGETTO ESECUTIVO

IMPIANTI IDRAULICI ED ANTINCENDIO PROGETTO ESECUTIVO SETTORE LAVORII PUBBLIICII E MANUTENZIIONE DEL PATRIIMONIIO REALIZZAZIONE DEL NUOVO MAGAZZINO COMUNALE IN REGIONE DENTE RELAZIONE TECNICA SPECIALISTICA E CALCOLI ESECUTIVI (articolo 37 e 39 del Decreto

Dettagli

IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI Relazione Tecnica Specialistica. R ie

IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI Relazione Tecnica Specialistica. R ie IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI Relazione Tecnica Specialistica R ie Luglio 2012 I N D I C E I N D I C E...1 1 - Premessa...2 2 - Principali norme di riferimento...4 3 - Tipo di forniture e tipo di sistema

Dettagli

PROGRAMMI INTEGRATI DI RIQUALIFICAZIONE DELLE PERIFERIE FONDO PER LO SVILUPPO E COESIONE 2007-2014

PROGRAMMI INTEGRATI DI RIQUALIFICAZIONE DELLE PERIFERIE FONDO PER LO SVILUPPO E COESIONE 2007-2014 PROGRAMMI INTEGRATI DI RIQUALIFICAZIONE DELLE PERIFERIE FONDO PER LO SVILUPPO E COESIONE 2007-2014 PROGETTO ESECUTIVO PER LAVORI DI COSTRUZIONE DI UN FABBRICATI DI E.R.P. COMPOSTO DA N. 8 ALLOGGI SITO

Dettagli

2. Leggi norme e regolamenti

2. Leggi norme e regolamenti Premessa La presente relazione fa parte della documentazione relativa alla progettazione degli impianti elettrici previsti nei lavori di rifunzionalizzazione laboratori e spazi didattici presso l istituto

Dettagli

1. RIFERIMENTI NORMATIVI

1. RIFERIMENTI NORMATIVI Pag. 1 1. RIFERIMENTI NORMATIVI Agli impianti idrici antincendio si applicano le seguenti norme tecniche: Norma UNI 10779 "Impianti di estinzione incendi: Reti di Idranti" (Luglio 2007) Norma UNI EN 12845

Dettagli

RELAZIONE TECNICA IMPIANTI ELETTRICI

RELAZIONE TECNICA IMPIANTI ELETTRICI AMGA - Azienda Multiservizi S.p.A. - Udine - Pag. 1 di 18 RELAZIONE TECNICA IMPIANTI ELETTRICI LAVORO: INTERVENTO: UBICAZIONE: TIPOLOGIA DELL'EDIFICIO : DESTINAZIONE DELL'IMPIANTO: POTENZIALITA' IMPEGNATA:

Dettagli

RELAZIONE DELLA RETE IDRICA E ANTINCENDIO

RELAZIONE DELLA RETE IDRICA E ANTINCENDIO RELAZIONE DELLA RETE IDRICA E ANTINCENDIO INDICE 1 PREMESSE... 1 2 NORMATIVA DI RIFERIMENTO... 4 3 GENERALITA SULL IMPIANTO... 6 4 CONDOTTE... 6 4.1 Rete idrica-antincendio ed allacciamenti secondari...

Dettagli

http://www.vigilfuoconole.it/normativa/1983-dm-30-11-83-simboli.htm

http://www.vigilfuoconole.it/normativa/1983-dm-30-11-83-simboli.htm Pagina 1 Decreto Ministeriale 30 novembre 1983 Termini, definizioni generali e simboli grafici di prevenzione incendi (Gazzetta Ufficiale n. 339 del 12 dicembre 1983) IL MINISTRO DELL'INTERNO Vista la

Dettagli

COMUNE DI LIZZANO PROVINCIA DI TARANTO

COMUNE DI LIZZANO PROVINCIA DI TARANTO COMUNE DI LIZZANO PROVINCIA DI TARANTO PROGETTO ESECUTIVO ADEGUAMENTO DELLA CENTRALE TERMICA E DELL'IMPIANTO DI RISCALDAMENTO DELL'ISTITUTO COMPRENSIVO "ALESSANDRO MANZONI" - PLESSO A. MANZONI ELABORATI

Dettagli

1. OGGETTO...1 2. DESCRIZIONE DELLE OPERE...2

1. OGGETTO...1 2. DESCRIZIONE DELLE OPERE...2 INDICE pag. 1. OGGETTO...1 2. DESCRIZIONE DELLE OPERE...2 2.1 PREMESSA... 2 2.2 CABINA MT/BT... 2 2.3 IMPIANTO DI TERRA... 3 2.4 QUADRI ELETTRICI... 3 2.5 DISTRIBUZIONE ELETTRICA... 5 2.6 APPARECCHI DI

Dettagli

IMPIANTI ELE L TT T R T IC I I

IMPIANTI ELE L TT T R T IC I I IMPIANTI ELETTRICI 1 CORRENTE ELETTRICA La corrente alternata è caratterizzata da cariche elettriche in moto variabile nel tempo sia in intensità che in direzione. Normalmente la corrente elettrica viene

Dettagli

E-00. IMPIANTI ELETTRICI Relazione Tecnica e descrittiva. Elaborato E-00.pdf Giugno 2007 P.I. Giancarlo Cirri P.I. E. Panichi

E-00. IMPIANTI ELETTRICI Relazione Tecnica e descrittiva. Elaborato E-00.pdf Giugno 2007 P.I. Giancarlo Cirri P.I. E. Panichi E-00 IMPIANTI ELETTRICI Relazione Tecnica e descrittiva Elaborato E-00.pdf Giugno 2007 P.I. Giancarlo Cirri P.I. E. Panichi Per.Ind. Giancarlo Cirri Via Sandro Pertini 26, 50027 Strada in Chianti (FI).

Dettagli

IMPIANTI ELETTRICI PAG. 1

IMPIANTI ELETTRICI PAG. 1 Cap. XI IMPIANTI ELETTRICI PAG. 1 11.2 OPERE COMPIUTE Prezzi medi praticati dalle ditte installatrici del ramo per ordinazioni dirette (di media entità) da parte del committente, comprensivi di: materiali,

Dettagli

2.3.1 Condizioni ambientali

2.3.1 Condizioni ambientali 2.3 impianti elettrici delle macchine CEI EN 60204-1 /06 L impianto elettrico delle macchine riveste, ai fini della sicurezza, un importanza rilevante. Al momento dell acquisto della macchina o in caso

Dettagli

Provincia di Lecce PROGETTO ESECUTIVO

Provincia di Lecce PROGETTO ESECUTIVO CITTÀ DI MELISSANO Provincia di Lecce RISTRUTTURAZIONE E MESSA IN SICUREZZA DELL'EDIFICIO SCOLASTICO "ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE - SCUOLA SECONDARIA I GRADO" DI VIA FELLINE - MELISSANO (LE) PROGETTO

Dettagli

C O M U N E D I C E R V I A

C O M U N E D I C E R V I A C O M U N E D I C E R V I A MANUTENZIONE DI ALLOGGIO DELLE CASE DEI SALINARI pag.1 di 10 RELAZIONE ILLUSTRATIVA INDICE PARTE 1... 3 OGGETTO DELL INTERVENTO... 3 DESIGNAZIONE DELLE OPERE DA ESEGUIRE...

Dettagli

STUDIO TECNICO INGEGNERIA IMPIANTISTICA

STUDIO TECNICO INGEGNERIA IMPIANTISTICA via aspromonte, 29-23900 LECCO - tel. 0341-282334 / 365570 fax c.f. - p. i.v.a. via colonna, 29-22100 COMO - tel. 031-505548 / 505410 fax 01985140134 e-mail : scilecco@tin.it - scicomo@tin.it A.L.E.R.

Dettagli

Relazione specialistica impianti meccanici. 1. Dati generali e descrizione dell'opera... 2. 2. Descrizione degli interventi... 4

Relazione specialistica impianti meccanici. 1. Dati generali e descrizione dell'opera... 2. 2. Descrizione degli interventi... 4 Sommario 1. Dati generali e descrizione dell'opera... 2 2. Descrizione degli interventi... 4 2.1 Impianto protezione idrica antincendio... 4 2.1.1 Rete idranti... 4 2.1.2 Sostituzione del gruppo di pressurizzazione

Dettagli

COMUNE DI LIZZANO PROVINCIA DI TARANTO

COMUNE DI LIZZANO PROVINCIA DI TARANTO COMUNE DI LIZZANO PROVINCIA DI TARANTO PROGETTO ESECUTIVO ADEGUAMENTO DELLA CENTRALE TERMICA E DELL'IMPIANTO DI RISCALDAMENTO DELL'ISTITUTO COMPRENSIVO "ALESSANDRO MANZONI" - PLESSO A. MANZONI ANALISI

Dettagli

I N D I C E 1. GENERALITÀ... 2

I N D I C E 1. GENERALITÀ... 2 I N D I C E 1. GENERALITÀ... 2 2. CARATTERISTICHE DELL IMPIANTO ELETTRICO... 2 2.1 CATEGORIA E SISTEMA... 2 2.2 CARICHI PREVISTI... 2 2.3 CONDUTTURE... 3 2.3.1 Tipi di cavi... 3 2.3.2 Tubi protettivi e

Dettagli

Fabbricati per stabilimenti

Fabbricati per stabilimenti Impostazioni progettuali dello stabilimento Fabbricati per stabilimenti industriali Classificazione dei fabbricati e sistemi costruttivi Elementi principali dei fabbricati industriali Strutture varie Piano

Dettagli

SOMMARIO. STUDIO CANALI per. ind. LEONARDO GOZZI

SOMMARIO. STUDIO CANALI per. ind. LEONARDO GOZZI Relazione Illustrativa impianti elettrico e speciali - Pag.1 SOMMARIO SOMMARIO... 1 1. OGGETTO E LIMITI DELLA FORNITURA... 2 2. ELENCO ELABORATI... 3 3. DESTINAZIONE e CLASSIFICAZIONE DEI LOCALI... 3 4.

Dettagli

! # # % & (() # +, ++. /012 3!4, 5 3!4 3 #, 5 , 3!4 # ++ 6, 7 8 + 9 8 % 9!( :, 9!(: ; 9 6 &7! + 8 % 9 (( :, + ; 9 6 7!, 9 6 5

! # # % & (() # +, ++. /012 3!4, 5 3!4 3 #, 5 , 3!4 # ++ 6, 7 8 + 9 8 % 9!( :, 9!(: ; 9 6 &7! + 8 % 9 (( :, + ; 9 6 7!, 9 6 5 ! # # % & (() # +, ++. /012 3!4, 5 3!4 3 #, 5, 3!4 # ++ 6, 7 8 + 9 8 % 9!( :, 9!(: ; 9 6 &7! + 8 % 9 (( :, + ; 9 6 7!, 9 6 5 : 7 3?3# 7 8 8 + 8 7!( < 9 +

Dettagli

Inpdap ISTITUTO NAZIONALE DI PREVIDENZA PER I DIPENDENTI DELL AMMINISTRAZIONE PUBBLICA DIREZIONE COMPARTIMENTALE DELLA LOMBARDIA

Inpdap ISTITUTO NAZIONALE DI PREVIDENZA PER I DIPENDENTI DELL AMMINISTRAZIONE PUBBLICA DIREZIONE COMPARTIMENTALE DELLA LOMBARDIA Inpdap ISTITUTO NAZIONALE DI PREVIDENZA PER I DIPENDENTI DELL AMMINISTRAZIONE PUBBLICA DIREZIONE COMPARTIMENTALE DELLA LOMBARDIA EDIFICIO SITO IN VIA FORTEZZA N. 11 - MILANO SEDE TERRITORIALE INPDAP ATTIVITA

Dettagli

AUTOSILO PREVENZIONE INCENDI OGGETTO: DOCUMENTAZIONE RELATIVA AD ATTIVITA' REGOLATA DA SPECIFICHE DISPOSIZIONI ANTINCENDIO RELAZIONE TECNICA

AUTOSILO PREVENZIONE INCENDI OGGETTO: DOCUMENTAZIONE RELATIVA AD ATTIVITA' REGOLATA DA SPECIFICHE DISPOSIZIONI ANTINCENDIO RELAZIONE TECNICA Sanremo, 23 luglio 2012 Riferimento: Trasformazione ex convento ISTITUTO SUORE CAPPUCCINE DI MADRE RUBATTO In zona A1 A1 bis f30 del vigente P.R.G. Sanremo (IM) Proponente: RENATO Gaggino l.r., GEORGIA

Dettagli

PREZZI, COSTI e DATI

PREZZI, COSTI e DATI SCUOLA MEDIA 29-02-2008 08:28 Pagina 50 PREZZI, COSTI e DATI PER COSTRUIRE Tipologie edilizie e costi Scuola Media Quanto costa costruire una scuola media composta da aule didattiche, aule speciali e spazi

Dettagli

LA NUOVA NORMATIVA EUROPEA PER GLI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO A PAVIMENTO

LA NUOVA NORMATIVA EUROPEA PER GLI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO A PAVIMENTO LA NUOVA NORMATIVA EUROPEA PER GLI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO A PAVIMENTO UNI UNI EN EN 1264/1-2-3-4 Presentazione a cura di: RDZ S.p.A. Configurazione della norma Configurazione della norma UNI UNI EN

Dettagli

Impianti di Messa a Terra

Impianti di Messa a Terra FACOLTÁ DI INGEGNERIA UNIVERSITÁ DEGLI STUDI DI ROMA TOR VERGATA Impianti di Messa a Terra Prof. Roberto Mugavero tel/fax 06-72597320 e-mail mugavero@ing.uniroma2.it Normativa L'impianto di terra può essere

Dettagli

2. ADEGUAMENTO ALLE NORME DI SICUREZZA - ANTINCENDIO

2. ADEGUAMENTO ALLE NORME DI SICUREZZA - ANTINCENDIO 1. INTERVENTI IN PROGETTO Il progetto in sintesi prevede: la realizzazione di una serie di opere finalizzate al conseguimento del Certificato di Prevenzione Incendi; l abbattimento delle barriere architettoniche

Dettagli

IMPRESA SICURA s.r.l.

IMPRESA SICURA s.r.l. REGISTRO DEI CONTROLLI E DELLA MANUTENZIONE ANTINCENDIO ai sensi del D.P.R. 151/2011 IMPRESA SICURA s.r.l. Via N. Bixio n. 6 47042 - Cesenatico (FC) Tel. 0547.675661 - Fax. 0547.678877 e-mail: info@impresasicurasrl.it

Dettagli