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2 RICHIESTA DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO In osservanza della vigente normativa antincendio per l attività principale individuata al n 1 sottoclasse 1 categoria C dell Allegato I del D.P.R. 01/08/2011 n 151 STG-FR-STD52-R00E PR-R00E Pag. 1 di 29

3 INDICE RICHIESTA DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO Premessa Generalità Ubicazione e accesibilità Descrizione dell impianto...8 Processo digestivo biogas...10 Distribuzione del biogas...11 Desolforazione del biogas...11 Raffreddamento del biogas rispetto delle prescrizioni dell allegato II del D.M Definizioni Pressioni d esercizio Capacità di accumulo Classificazione dei depositi Ubicazione Recinzione Elementi pericolosi Fabbricati interni Distanze di sicurezza Computo delle distanze di sicurezza Caratteristiche degli elementi costruttivi Impianti elettrici e di protezione contro scariche atmosferiche Impianto antincendio Impianto interno di adduzione del gas metano TRINCEE UTILIZZATE PER LO STOCCAGGIO DELLA BIOMASSA VEGETALE ATTIVITA n 36 sottoclasse 2 categoria C (Deposito di biomasse vegetali contenute in trincee all aperto con quantità complessiva maggiore di Kg), dell allegato I del D.P.R. n 151/2011; DEPOSITO DI OLII UBRIFICANTI A SERVIZIO DEL COGENERATORE IN QUANTITA NON SUPERIORE A 2 mc ATTIVITA n 12 sottoclasse 1 categoria A (Deposito di oli lubrificanti e simili per capacità superiore a 1mc) dell allegato I del D.P.R. n 151/2011; COGENERATORE PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA ATTIVITA n 49 sottoclasse 3 categoria C (Gruppo per la produzione di energia sussidiaria con motore endotermico di potenza pari a 999kW), dell allegato I del D.P.R. n 151/2011; Valutazione qualitativa del rischio Compensazione del rischio incendio Organizzazione e gestione della sicurezza antincendio Informazione e formazione Istruzioni di sicurezza...29 STG-FR-STD52-R00E PR-R00E Pag. 2 di 29

4 SCHEDA INFORMATIVA GENERALE (D.M. 4 Maggio 1998) PRATICA: ATTIVITÀ PRINCIPALE: nuova pratica, n 1 sottoclasse 1 categoria C (Stabilimenti ed impianti ove si producono gas combustibili con quantità globali in ciclo superiori a 50 Nmc/h) dell allegato I del D.P.R. N 151/2011, comprendente anche: n 36 sottoclasse 2 categoria C (Deposito di biomasse vegetali contenute in trincee all aperto con quantità complessiva maggiore di Kg), dell allegato I del D.P.R. n 151/2011; n 12 sottoclasse 1 categoria A (Deposito di oli lubrificanti e simili per capacità superiore a 1mc) dell allegato I del D.P.R. n 151/2011; n 49 sottoclasse 3 categoria C (Gruppo per la produzione di energia sussidiaria con motore endotermico di potenza pari a 999kW), dell allegato I del D.P.R. N 151/2011; DITTA: RAPPRESENTANTE LEGALE: SOLENERGIA s.r.l. Via Vittorio Veneto n Calcinelli di Saltara (PU) C.F. e P. IVA Girolametti Claudio STG-FR-STD52-R00E PR-R00E Pag. 3 di 29

5 RICHIESTA VALUTAZIONE DEL PROGETTO (D.P.R. 01 AGOSTO 2011, N 151 ART. 3). a) INFORMAZIONI GENERALI SULL ATTIVITÀ PRINCIPALE: L azienda intende realizzare, in prossimità dello stabilimento principale situato in località S.P. n 48 Montefelcino (fog. 35 mapp ), un impianto per la digestione anaerobica dei materiali agricoli vegetali, con recupero energetico del biogas prodotto da utilizzare come combustibile in motori endotermici per la produzione di energia elettrica. L impianto in progetto avrà una potenza elettrica nominale pari a 998 kwel ed una potenza termica nominale complessiva di circa kw ATTIVITÀ SECONDARIE PRESENTI: Le attività accessorie e facenti parte dell intero ciclo produttivo sono le stesse già elencate nella scheda informativa generale e quindi le seguenti, n dell allegato I del D.P.R. n 151/2011 ALTRE ATTIVITÀ PRESENTI NON SOGGETTE AL CONTROLLO DEI VV.F.. nessuna b) TIPO DI INTERVENTO: si tratta di una nuova attività Il Titolare dell'attività Girolametti Claudio Il Tecnico Per. Ind. Massimo Giommi STG-FR-STD52-R00E PR-R00E Pag. 4 di 29

6 RELAZIONE TECNICA Stabilimenti ed impianti ove si producono gas combustibili con quantità globali in ciclo superiori a 50 Nmc/h (Attività individuata al n 1/1/C dell allegato I del D.P.R. n 151/2011 comprendente anche la n 36/2/C; 12/1/A; 49/3/C del medesimo decreto). 1. PREMESSA In materia di sicurezza non esiste una specifica norma applicabile all intero ciclo produttivo(biogas da biomassa), pertanto l insediamento in oggetto andrà inquadrato nei seguenti riferimenti normativi: D.Lgs. 81/08 Titolo I art. 46 comma 4 e al paragrafo 4 dell allegato IV dello stesso decreto; Titolo XI per la valutazione contro il rischio esplosione e le misure compensative derivanti dal rischio residuo. La presente relazione tecnica, redatta ai sensi del D.M. 4 maggio 1998 (in quanto presenti anche attività non espressamente stabilite da specifiche regole tecniche di prevenzione incendi), evidenzierà l osservanza dei criteri generali di sicurezza antincendio, tramite l individuazione dei pericoli d incendio, la valutazione dei rischi connessi e la descrizione delle misure di prevenzione e protezione antincendio da attuare per ridurre i rischi. Per la trattazione degli argomenti saranno seguiti comunque i riferimenti tecnici delle seguenti Decreti: D.M norme di sicurezza antincendio per il trasporto, la distribuzione, l accumulo e l utilizzazione del gas naturale con densità non superiore a 0,8 D.M regola tecnica per la progettazione, costruzione, collaudo, esercizio e sorveglianza delle opere e dei sistemi di distribuzione di linee dirette del gas naturale con densità non superiore a 0,8 D.M regola tecnica per la progettazione, costruzione, collaudo, esercizio e sorveglianza delle opere e degli impianti di trasporto di gas naturale con densità non superiore a 0,8 D.M approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la installazione di motori a combustione interna accoppiati a macchina generatrice elettrica..omissis.. e di unità di cogenerazione a servizio di attività civili, industriali, agricole, artigianali, commerciali e di servizi STG-FR-STD52-R00E PR-R00E Pag. 5 di 29

7 2. GENERALITÀ Oggetto del presente documento è quindi la descrizione del progetto di un impianto cogenerativo per la produzione di energia elettrica e termica mediante la combustione del biogas generato dal processo di fermentazione anaerobica di biomasse al fine di ottenere l autorizzazione unica ai sensi dell art. 12 del D.Lgs. 387/2003 Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità. L energia verrà prodotta da un gruppo co-generativo 1 a ciclo otto dalla potenza termica massima in ingresso di circa kw e di potenza elettrica nominale in uscita pari a 998 kwel. L impianto sarà di proprietà della ditta Solenergia s.r.l. e sarà ubicato presso il Comune di Montefelcino in provincia di Pesaro e Urbino, su terreni di proprietà privata. 1 L impianto sarà co-generativo ovvero produrrà contemporaneamente, partendo da un unica sorgente di energia primaria (la biomassa), energia elettrica (che verrà immessa nella rete di distribuzione nazionale) ed energia termica, una parte significativa della quale verrà recuperata e riutilizzata nel processo. STG-FR-STD52-R00E PR-R00E Pag. 6 di 29

8 L impianto sarà alimentato con colture agrarie dedicate (in particolare insilato di mais, di sorgo, di loietto, di erba medica e triturato di fibre secche vegetali) ed una certa quantità di digestato prelevato da altri impianti simili, necessario per dare avvio ai processi fermentativi. materiale in ingresso quantità (T/anno) quantità media giornaliera (T/giorno) insilato di mais ,0 insilato di sorgo ,0 insilato di loietto ,0 insilato di erba medica ,0 Triturato di fibre vegetali ,0 Tabella 1 : Piano d alimentazione giornaliera dell impianto L iniziativa si colloca nel panorama della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ed ha una certa significatività, dato che si prevede una produzione lorda annua di energia elettrica pari a circa di kwh. L utilizzo di prodotti e sottoprodotti agricoli da trasformare per via anaerobica in gas rappresenta, a tutti gli effetti, un attività agricola. Il biogas prodotto dalla fermentazione anaerobica non si presta al trasporto a distanza, per cui risulta più agevole e conveniente il suo utilizzo nel sito in cui è prodotto. Ovviamente la sua combustione per la produzione di energia elettrica è il modo di sfruttamento più razionale, dato che quest ultima è decisamente più facile da trasportare. STG-FR-STD52-R00E PR-R00E Pag. 7 di 29

9 3. UBICAZIONE E ACCESSIBILITÀ Il terreno (individuato al catasto al foglio 35 mappali 36, 72, 87, 88) L impianto, esplicitato dalle tavole grafiche in allegato, prevede una viabilità generale su strada dettata dall arrivo delle biomasse nel sito ed una viabilità secondaria, sempre su strada asfaltata, necessaria per la movimentazione ed il carico delle biomasse nell impianto e per la manutenzione degli impianti stessi. Non sussistono impedimenti di avvicinamento e di accostamento dei mezzi di soccorso alle strutture dell impianto. 4. DESCRIZIONE DELL IMPIANTO Le opere previste saranno strettamente funzionali alla conduzione del ciclo tecnologico finalizzato alla valorizzazione energetica di biomasse di origine agricola. La biomassa necessaria è quantificabile in circa t/anno e 45 t/giorno. Dopo una prima fase di stoccaggio all aperto attraverso un sistema d'insilamento a terra, la biomassa verrà caricata, attraverso la tramoggia di carico da 80mc, all interno dei fermentatori dove avverranno le reazioni biochimiche e la produzione di biogas. Il biogas, opportunamente depurato verrà inviato ad un motore cogenerativo alloggiato in un vicino container acusticamente isolato e distante da qualsiasi altro manufatto. L energia elettrica prodotta viene ceduta alla rete pubblica, tramite collegamenti diretti. L energia termica prodotta dal motore in conseguenza della combustione, viene parzialmente riutilizzata per il riscaldamento delle vasche di fermentazione. In questo modo tutta l energia (termica ed elettrica) prodotta per via naturale, trova impiego senza alcuna dispersione. Il progetto prevede di realizzare: un fermentatore ad anello isolato e riscaldato, con agitatori ad immersione e tecnologia d immissione di solidi, con copertura a soletta in cls; un postfermentatore riscaldato, con copertura a telo in poliestere e agitatori ad immersione, concentrico al fermentatore; una vasca di stoccaggio, di forma circolare con copertura a telo, parzialmente interrata, all interno della quale si completa la digestione delle biomasse e lo sviluppo di biogas; una tramoggia per il caricamento dei cofermenti palabili nei fermentatori; una prevasca chiusa per la raccolta dei cofermenti non palabili; una sala di pompaggio del materiale in fermentazione e sala controllo; un impianto di distribuzione liquidi per i fermentatori; condotte del biogas e impianto di desolforazione dello stesso; il container insonorizzato per il cogeneratore; un piccolo locale destinato a spogliatoi e WC; un locale per l alloggiamento del gruppo pompe antincendio; una cabina di trasformazione e una cabina ENEL per l allaccio alla rete elettrica; parcheggi interni all area. STG-FR-STD52-R00E PR-R00E Pag. 8 di 29

10 Come già accennato l'insilato 2 (biomassa) è riposto in trincee di cemento armato prefabbricato, affiancate una vicino all'altra, in cui la pianta di mais triturata, viene posata sul fondo e su vari livelli e pressata. Completata una trincea si passa all'altra. Le trincee (n 4) sono poste a distanza di circa 20 m. dai locali tecnici (sala pompe e sala controllo) e circa 20 m. dai fermentatori. L'area mediamente occupata dalle trincee è di circa 2738 mq totali. Per evitare fenomeni di fermentazione già in trincea l insilato viene coperto con teli di PVC di colore chiaro per impedire l'ingresso delle acque piovane. I liquami sono contenuti in una vasca interrata in c.a., aperta, con pompa interna per il lancio ai fermentatori. 2 Per insilato si intende un materiale succulento ottenuto con un processo di fermentazione (silaggio) a partire da erba o altri materiali vegetali freschi. 3 Le misure dei componenti e delle apparecchiature sono indicative, i componenti potrebbero subire variazioni dettate da esigenze impiantistiche della ditta fornitrice dell impianto. STG-FR-STD52-R00E PR-R00E Pag. 9 di 29

11 L'insilato viene raccolto in un sistema di dosatori, costituito da un container, con pesa del prodotto prelevato, registrazione ed invio per via meccanica (coclea) alle tramogge di carico. I digestori ed il post fermentatore sono costituiti da vasche in c.a. di diametro 26 m, per i digestori primari e diametro 26 m per il post fermentatore, la vasca di stoccaggio ha un diametro di 33m. Tra il fermentatore e la vasca di stoccaggio, è inserito il locale pompe e la sala di controllo. All'interno di ciascuna vasca sono previsti degli agitatori meccanici ad elica per omogeneizzare la fermentazione. Il gas viene raccolto nella parte alta attraverso un sistema a campana costituito da un telo in PVC, a sua volta una seconda copertura protegge l'involucro di ritenzione del gas e costituisce la seconda captazione alle perdite del primo sistema. Il gas è prelevato dal pozzo di servizio. La fermentazione avviene con temperature intorno ai 38-40C, di gran lunga lontano dalla temperatura di autoaccensione del metano che è di 540 C. Il biogas, come precedentemente accennato, non può bruciare da solo, in quanto la quantità dell'ossigeno non arriva all'1% del volume, contro almeno il 12% necessario per iniziare la combustione. All'esterno del gruppo di cogenerazione è posto un chiller di deumidificazione del biogas, una soffiante per incrementare la pressione ed una torcia di emergenza per il bruciamento dell'eventuale gas in caso di emergenza, cioè mal funzionamento della cogenerazione. La torcia è posta ad oltre 15 m. dai fermentatori e ad oltre 15 m. dal container di produzione energia. La rete di distribuzione gas dalla captazione alle soffianti e da queste al cogeneratore od alla torcia in caso di emergenza verrà realizzata secondo il D.M. 16/4/2008 con materiali coerenti alle pressioni. All atto della richiesta S.C.I.A. sarà redatto verbale di collaudo con pressione di prova 2.5 bar come previsto dalla norma e dettagli costruttivi degli impianti e della rete gas. Il gruppo di cogenerazione, di cui sarà redatta relazione specifica ad hoc, è posto in un locale metallico, distante dai fermentatori, ed occuperà un'area di circa 40 mq (13,5 x 2,5 m) con un'altezza interna di circa 2,5 m. Il cogeneratore avrà una potenza elettrica attiva di 998 kw ed erogherà energia elettrica a 400 V che sarà elevata dal trasformatore, in cabina MT/BT, alla tensione della rete Enel più prossima. Processo digestivo biogas Il processo biochimico della digestione anaerobica si sviluppa attraverso l azione di diversi gruppi di microrganismi capaci di trasformare la sostanza organica in composti intermedi quali acido acetico, anidride carbonica, idrogeno ed altri. I composti intermedi sono utilizzati dai microrganismi metanigeni che concludono il processo producendo metano. La digestione anaerobica ha luogo in assenza di ossigeno e i microrganismi anaerobi, responsabili dello sviluppo del processo biochimico, presentano basse velocità di crescita e di reazione. Data la complessità di questo processo biochimico è necessario mantenere, nell ambiente di sviluppo della digestione anaerobica, condizioni ottimali al fine di consentire la crescita contemporanea di tutti i gruppi microbici coinvolti. Nel nostro caso il processo di digestione anaerobica avviene in condizioni di mesofilia, cioè i microrganismi anaerobi interessati agiscono nel range di temperatura di C. Il processo si svilupperà all interno dei 2 digestori anaerobici, ove vengono garantite le condizioni ottimali per lo sviluppo del suddetto processo, ossia temperatura mantenuta pressoché costante nel range di mesofilia e omogeneizzazione della sostanza organica. Per riscaldare all interno i digestori e garantirvi la temperatura di mesofilia (38-40 C) viene sfruttata l energia termica recuperata dal gruppo elettrogeno ceduta al processo biochimico mediante serpentine scambiatrici costituite da tubazioni in acciaio in contatto con il materiale da riscaldare. Come già accennato il processo di fermentazione porta alla produzione di biogas, che è costituito da una miscela di vari gas la cui concentrazione varia in relazione al tipo di fermentazione, STG-FR-STD52-R00E PR-R00E Pag. 10 di 29

12 al materiale fermentato e alla qualità del processo di fermentazione. All'interno dei digestori la concentrazione del gas metano e degli altri componenti è descritto nella tabella seguente, all interno dei digestori non esiste la possibilità di fenomeni di combustione interna od esplosione del fermentatore per assenza totale di ossigeno. Solo nell'eventualità di strappo o danneggiamento dell'involucro in pvc si avrà la fuoriuscita del metano e la potenziale accensione, trovando eventuali punti di innesco. Il controllo automatico della pressione interna fa si che si possa riconoscere l'integrità del contenitore. Data la bassa pressione del gas (5 mbar) all'interno del digestore o del post fermentatore non si possono avere dardi con i quali investire l'insilato e tanto meno insediamenti al di fuori della recinzione. Il biogas (potere calorifico compreso fra 5 e 7,5 kwh/m 3 ) viene utilizzato per produrre energia elettrica e termica (in forma di acqua per riscaldamento) attraverso il cogeneratore, cui giunge dopo essere stato desolforizzato, raffreddato e deumidificato. Distribuzione del biogas L intero impianto (fino al chiller per la deumidificazione) lavora con una pressione massima di 5 mbar, dopodichè una soffiante aumenta la pressione del gas fino ad un massimo di 200 mbar pressione necessaria per alimentare il co-generatore. Le tubazioni del gas collocate in superficie saranno realizzate con tubi di acciaio INOX DN 200, mentre quelle interrate sono condotte forzata PE DN 200. Tutte le vasche saranno collegate con una condotta di biogas che fuoriesce dai pozzi di servizio posti sulla sommità delle vasche stesse. Su ogni entrata e uscita della condotta dal pozzo di servizio sarà montata una valvola, tramite la quale ogni vasca può essere esclusa dal sistema (bypass). Partendo dal fermentatore il biogas prodotto prosegue verso il postfermentatore e giungerà quindi al chiller e poi al cogeneratore. Le tubazioni poste tra il postfermentatore e il cogeneratore percorreranno dapprima nel suolo, poi fuori terra, fino al pozzo di condensa con una pendenza dell 1-1,5%. Desolforazione del biogas Il biogas prodotto prima di essere utilizzato nel motore a combustione interna subirà i trattamenti atti ad adattarlo in quantità e qualità alle esigenze di sfruttamento energetico. Infatti il biogas estratto dovrà essere depurato allo scopo di eliminare quelle sostanze nocive che potrebbero danneggiare il motore endotermico e per rispettare il quadro emissivo imposto dagli Enti di Controllo. STG-FR-STD52-R00E PR-R00E Pag. 11 di 29

13 Il controllo della qualità del biogas è affidato ad apposite apparecchiature, tra cui un modulo analitico per la misurazione di CH4, O2, H2S, poste nell apposito quadro analisi biogas. Nessun combustibile fossile tradizionale viene aggiunto al Biogas per la produzione di energia elettrica. Il primo trattamento è la desolforazione del biogas, la quale avviene tramite l aggiunta controllata di piccole quantità d aria nel fermentatore. L attività dei batteri sulfurei (sulfobakter oxydans) combina l idrogeno solforato con l ossigeno contenuto nell aria per dare origine a zolfo elementare ed acqua. Lo zolfo si separa dal biogas sotto forma di liquido giallastro, sarà asportato insieme al liquido fermentato e potrà essere sfruttato come fertilizzante per piante. La soffiante aspira aria attraverso dei filtri; essa è regolata in maniera tale da aggiungere al massimo il 4-6% d aria in relazione alla quantità di biogas, in modo da evitare che si crei un gas esplosivo (il biogas è esplosivo quando la miscela è composta dal 5-15% di metano e 85-95% di aria). La quantità d aria aggiunta viene dosata automaticamente usando un dispositivo che gestisce la portata dell aria immessa secondo i valori monitorati in continuo dal sistema stesso. In caso di malfunzionamento della soffiante una valvola d arresto provvederà a chiudere i tubi dell aria. La soffiante d aria è dimensionata in modo tale da garantire che non si possano creare miscele esplosive nel fermentatore. Raffreddamento del biogas A causa della temperatura di processo e dell ambiente umido nel fermentatore il biogas grezzo ha un alto contenuto di umidità, che può raggiungere valori fino a 57,6 g/m³ di acqua. Attraverso il gruppo frigo, il biogas viene raffreddato ad una temperatura di 7-8 C, l acqua condensata in seguito al raffreddamento viene separata e raccolta nel pozzo per la condensa dal quale, poi, tramite una pompa, viene portata nel post-fermentatore, cioè re- immessa nel sistema fermentativo. Con questo processo l acqua contenuta nel biogas si riduce fino a 7,8 g/m3. STG-FR-STD52-R00E PR-R00E Pag. 12 di 29

14 5 RISPETTO DELLE PRESCRIZIONI DELL ALLEGATO II DEL D.M Si esamina puntualmente il rispetto delle prescrizioni dell Allegato II del D.M. 24/11/ Definizioni Relativamente alle definizioni del punto 2.2 nel caso in oggetto i serbatoi interessati devono essere classificati come gasometri. 3. c) gasometri: recipienti metallici ad asse verticale ed a volume variabile, con dispositivi di tenuta, tra le strutture mobili e quella fissa, di tipo a secco o idraulico; 2.3. Pressioni d esercizio Le pressioni di esercizio ammesse sono rispettate in quanto nel caso specifico per il gasometro al punto 2.3 è ammessa una pressione di 0,5 bar decisamente superiore a quella di 5 mbar del progetto in esame Le pressioni sono quelle relative, cioè al di sopra della pressione atmosferica. I depositi costituiti da: 1. accumulatori e gasometri; 2. serbatoi fuori terra; 3. tubi-serbatoi; sono definiti depositi rispettivamente in bassa, media ed alta pressione Capacità di accumulo La capacità di accumulo è data da: 1. C = V (P/P0) dove: 1. V = volume geometrico dei serbatoi, espresso in m³; 2. P = pressione assoluta massima, espressa in bar; 3. P0 = pressione assoluta barometrica, espressa in bar e assunta convenzionalmente uguale ad 1 bar. La capacità di accumulo è pertanto misurata in m³ ed è numericamente uguale al prodotto del volume geometrico per la pressione assoluta massima. Per i gasometri ed accumulatori pressostatici, si assume come volume geometrico quello geometrico massimo. Per pressione assoluta massima si intende quella massima di esercizio così come dichiarata dall'esercente. Nel caso in esame pertanto il volume del fermentatore è di 3185 mc quello del post fermentatore di 3185 mc e quello della vasca di stoccaggio di 5131 mc. Mentre la pressione di esercizio è quella dichiarata di 5 mbar Classificazione dei depositi Relativamente alla classificazione ( art. 2.5 ) i serbatoi dell impianto, visti i volumi suddetti, sono di 3ª categoria in quanto tutti inferiori ai mc 2.6. Ubicazione Relativamente all ubicazione (art. 2.6) i depositi sono ubicati in area agricola, classificata E2 dal vigente Piano Urbanistico Comunale, e quindi essendo di 3^ categoria, possono essere realizzati al di fuori delle zone industriali. La densità di edificazione attestata dall allegato Certificato di destinazione urbanistica è inferiore ai 3 mc/mq in un raggio superiore a 100 metri 2.7. Recinzione Relativamente alla recinzione l art Recinzione recita testualmente: L'area di pertinenza del deposito deve essere delimitata da apposita recinzione, di altezza pari ad almeno 2,50 m posta ad una distanza dagli elementi pericolosi non inferiore a quella di protezione fissata per gli elementi. La recinzione deve essere di tipo continuo realizzata in muratura o con elementi prefabbricati di calcestruzzo. Per i depositi costituiti da tubi-serbatoio è ammessa una recinzione in semplice rete metallica. Nella recinzione devono essere previste almeno due aperture idonee ad assicurare, in caso di necessità, l'accesso dei mezzi di soccorso e l'esodo del personale presente. STG-FR-STD52-R00E PR-R00E Pag. 13 di 29

15 La recinzione dei singoli serbatoi risulta piuttosto complicata da realizzarsi, inoltre realizzare una muratura in cemento armato alta 2,5m intorno all intero impianto risulta altamente impattante e contrasta con tutte le altre iniziative volte a mitigare l impatto visivo dei serbatoi e delle trincee. In analogia con tutti gli altri impianti uguali autorizzati dai VV.F. in tutta Italia, si propone una recinzione, non dei singoli serbatoi ma di tutta l area con rete metallica dell altezza di metri 1,80 ciò in virtù di quanto sancito dalla norma suddetta che permette, essendo i serbatoi in bassa pressione, di omettere la stessa recinzione specifica. Per tale motivo, le misure tecniche che si ritengono idonee a compensare il rischio aggiuntivo sono: la realizzazione di un impianto di video-sorveglianza che controlli l intero perimetro dell area e che, in caso di intrusione dall esterno, possa allarmare il luogo presidiato (sala controllo) attraverso l azionamento di sirene e allarmi ottico/acustici remotabili anche a distanza Elementi pericolosi Sono considerati elementi pericolosi: i serbatoi; le stazioni di compressione e le cabine di decompressione; le cabine elettriche di trasformazione; ogni altro elemento che presenti pericolo di esplosione o di incendio nelle normali condizioni di funzionamento. Nel caso in esame si avranno i tre serbatoi attigui (fermentatore, post-fermentatore e vasca di stoccaggio) e la cabina elettrica di trasformazione distante dai serbatoi a circa 100m lineari Fabbricati interni All'interno del complesso di cui fa parte il deposito, possono essere costruiti fabbricati destinati ad uffici e servizi inerenti l'attività e l'esercizio del complesso stesso. Le distanze fra i recipienti d'accumulo, misurate a partire dalla loro proiezione in pianta, e i suddetti fabbricati non devono essere inferiori a:. Omissis 3. c) per depositi in bassa pressione: 1. 6 m per capacità di accumulo del singolo serbatoio fino a 500 m³; m per capacità di accumulo del singolo serbatoio superiore a 500 m³ e fino a m³; m per capacità di accumulo del singolo serbatoio superiore a m³ e fino a m³; m per capacità di accumulo del singolo serbatoio oltre i m³. Insiste nel complesso un edificio destinato a servizi e/o ufficio che essendo il serbatoio a bassa pressione con capacità di 3185 mc dovrebbe avere una distanza di 10 m dai serbatoi Distanze di sicurezza Tutte le distanze vanno misurate a partire dal contorno della proiezione in pianta dei serbatoio. Attorno ad ogni gruppo di serbatoio, deve essere mantenuta una fascia libera di terreno, di larghezza non inferiore alla distanza di protezione. Anche attorno ai singoli recipienti di accumulo in bassa pressione ed ai depositi in alta pressione deve essere mantenuta una fascia libera di terreno, di larghezza non inferiore alla distanza di protezione. Tra i recipienti di accumulo e gli altri elementi pericolosi dell'impianto, di cui al punto 2.8, deve intercorrere la distanza di sicurezza interna. La distanza di sicurezza esterna, variabile in funzione della categoria del deposito, deve intercorrere tra i recipienti di accumulo ed il perimetro del più vicino fabbricato esterno allo stabilimento o in confini di aree edificabili. In quest'ultimo caso è consentito comprendere nella distanza di sicurezza anche la prescritta distanza di rispetto qualora i regolamenti edilizi locali vietino la costruzione sul confine. La distanza di sicurezza esterna deve STG-FR-STD52-R00E PR-R00E Pag. 14 di 29

16 essere aumentata del 50% se i fabbricati esterni da proteggere sono adibiti ad attività industriali che presentino pericolo di esplosione o di incendio, oppure sono costituiti da chiese, scuole, ospedali, locali di pubblico spettacolo, alberghi, convitti, caserme, grandi magazzini, mercati stabili, stazioni ferroviarie o da luoghi similari soggetti a notevole affollamento... omissis. Si applica, pertanto, a ciascun serbatoio la distanza di sicurezza esterna propria del tipo (alta,media o bassa pressione) e della capacità singola di accumulo, considerando però una "categoria" che tenga conto della capacità totale di accumulo come sopra definita. L'area occupata dai serbatoio fuori terra e quella circostante, definita dall'applicazione delle distanze di protezione previste, non deve essere attraversata da linee elettriche aeree; le linee elettriche con tensione superiore a 30 KV devono distare in pianta almeno 50 m e quelle con tensione superiore a 1 KV e fino a 30 KV almeno 20 m dal perimetro della proiezione in pianta del serbatoio più vicino. Tutte le condizioni suddette sono rispettate, in quanto non esiste nessun tipo di attività tra quelle elencate, e le distanze dalle linee elettriche sono ampiamente rispettate Computo delle distanze di sicurezza Per le distanze si è fatto riferimento alla tabella allegata al punto 2.11 delle nome in oggetto che viene di seguito riportata 3. c) Depositi in bassa pressione: le distanze risultano dalla seguente tabella. Pertanto nel nostro caso ed in accordo con le capacità di accumulo calcolate al precedente punto 2.4, si avrà: metri 6 per la distanza di protezione (fascia di rispetto intorno ai singoli recipienti) metri 8 per la distanza di sicurezza interna (distanza tra i singoli elementi pericolosi dell impianto). (nota 1) Per gli accumulatori pressostatici la capacità di accumulo singola è limitata a 500 m 3 Al fine di compensare il limite di 500m 3 imposto dalla nota di cui sopra, si propone la seguente soluzione tecnica alternativa: la realizzazione di un impianto di rilevazione ed allarme fughe di gas metano (CH4) da installare nella camera d aria presente tra le due membrane sovrapposte utilizzate per la copertura sia del post-fermentatore che della vasca di stoccaggio. Detto impianto sarà in grado di segnalare piccole concentrazioni di gas CH4 e in caso di pre-allarme ed in seguito di allarme, oltre ad azionare i segnalatori acustici ed ottici, azionerà le valvole di sicurezza del gas metano e quindi l azionamento della torcia di emergenza. STG-FR-STD52-R00E PR-R00E Pag. 15 di 29

17 2.12. Caratteristiche degli elementi costruttivi 2. C2) gli accumulatori per biogas devono essere costruiti in tessuto gommato con inserto tessile di idonea fibra sintetica. La gomma utilizzata deve rispondere ai requisiti prescritti dalle norme specifiche per quanto riguarda in particolare: tipo di gomma; caratteristiche meccaniche; resistenza a bassa ed alta temperatura; resistenza agli agenti atmosferici; resistenza ai liquami organici; permeabilità al biogas. Il tessuto non deve permettere la formazione di cariche elettrostatiche. Le tubazioni di collegamento degli accumulatori al resto dell impianto devono rispettare le norme previste per gli impianti a gas naturale a pressione minore di 5 bar. Negli accumulatori non devono formarsi sovrapressioni e sottopressioni. A tal fine devono essere installati opportuni dispositivi di sicurezza (valvole di blocco dell alimentazione, valvole di scarico all atmosfera, pressostati). Appositi separatori di condensa devono essere installati in tutti i punti più bassi dell impianto. Da parte del Costruttore dell impianto saranno ottemperate tutte le prescrizioni indicate al punto Come specificato anche negli elaborati di progetto l impianto sarà dotato dei seguenti dispositivi di sicurezza: 1. apparecchio di sicurezza di sovra-pressione per ogni vasca coperta a telo; 2. valvola automatica di chiusura per la condotta del biogas per ogni vasca; 3. valvola automatica di chiusura del biogas a monte della condotta del biogas; 4. valvola automatica di chiusura del biogas a valle della condotta in ingresso al 5. cogeneratore; 6. valvola automatica elettromagnetica per il cogeneratore; 7. controllo di depressione del biogas (pressostato di minima); 8. controllo della pressione del biogas (pressostato di alta e altissima pressione); 2.13 Impianti elettrici e di protezione contro scariche atmosferiche L impianto elettrico sarà conforme a quanto disposto al punto 2.13 e quindi conforme al DPR n. 547 del 27 aprile 1955 e alla legge n. 186 del 1 marzo 1968 e s.m.i. E le masse metalliche afferenti i depositi di accumulo metallici saranno collegati elettricamente a terra, in modo da garantire la dispersione delle scariche atmosferiche Impianto antincendio Per l impianto antincendio, il cui dimensionamento è esplicitato attraverso le tavole grafiche allegate alla presente, è stato dimensionato per garantire le seguenti caratteristiche tecniche: la rete idrica chiusa è interrata e chiusa ad anello e di diametro DN 110 in PEAD PN16; la rete sarà alimentata da un gruppo di pressurizzazione conforme alla UNI EN composto da elettropompa pilota e elettropompa principale la riserva idrica calcolata in 72mc utili, è idonea ad assicurare il funzionamento contemporaneo di n 4 idranti soprasuolo UNI 70 e garantiranno 300lt al minuto con pressione residua al bocchello di 3 bar cadauno; le bocche da incendio tipo UNI 70, sono poste a distanza reciproca non superiore a 50 m; ogni bocca sarà munita di cassetta completa di tubazione lunga almeno 20 m e di lancia erogatrice. STG-FR-STD52-R00E PR-R00E Pag. 16 di 29

18 Estintori portatili: I locali destinati agli altri elementi pericolosi dell'impianto saranno dotati di estintori portatili Distribuiti secondo le indicazioni del costruttore e comunque con capacità estinguente minima 34A 233 B C. 6. Impianto interno di adduzione del gas metano Per l impianto interno di adduzione del gas saranno utilizzati solo materiali idonei (acciaio, rame, polietilene) rispondenti alle caratteristiche, e modalità di posa in opera ed esecuzione, di seguito riportate. Tubi di acciaio: a) i tubi di acciaio possono essere senza saldatura oppure con saldatura longitudinale e devono avere caratteristiche qualitative e dimensionali non inferiori a quelle indicate dalla norma UNI 8863; b) i tubi in acciaio con saldatura longitudinale, se interrati, devono avere caratteristiche qualitative e dimensionali non inferiori a quelle indicate dalla norma UNI Tubi di rame: I tubi di rame, da utilizzare esclusivamente per le condotte del gas della VII specie (pressione di esercizio non superiore a 0,04 bar) devono avere caratteristiche qualitative e dimensionali non minori di quelle indicate dalla norma UNI 6507, serie B. Nel caso di interramento lo spessore non può essere minore di 2,00 mm. Tubi di polietilene: I tubi di polietilene, ammessi unicamente per l interramento all esterno di edifici, devono avere caratteristiche qualitative e dimensionali non minori di quelle indicate dalla norma UNI ISO 4437 serie S8, con spessore minimo di 3 mm. Giunzioni, raccordi e pezzi speciali, valvole Tubazioni in acciaio: a) l impiego di giunti a tre pezzi è ammesso esclusivamente per i collegamenti iniziale e finale dell impianto interno; b) le giunzioni dei tubi di acciaio devono essere realizzate mediante raccordi con filettatura o a mezzo saldatura di testa per fusione o a mezzo di raccordi flangiati; c) nell utilizzo di raccordi con filettatura è consentito l impiego di mezzi di tenuta, quali ad esempio canapa con mastici adatti (tranne per il gas con densità maggiore di 0,8), nastro di tetrafluoroetilene, mastici idonei per lo specifico gas. d) È vietato l uso di biacca, minio o altri materiali simili; e) tutti i raccordi ed i pezzi speciali devono essere realizzati di acciaio oppure di ghisa malleabile; quelli di acciaio con estremità filettate o saldate, quelli di ghisa malleabile con estremità unicamente filettate; f) le valvole devono essere di facile manovrabilità e manutenzione e con possibilità di rilevare facilmente le posizioni di aperto e di chiuso. Esse devono essere di acciaio, di ottone o di ghisa sferoidale con sezione libera di passaggio non minore del 75% di quella del tubo sul quale vengono inserite. Non è consentito l uso di ghisa sferoidale nel caso di gas con densità maggiore di 0,8. Tubazioni in rame: a) le giunzioni dei tubi di rame devono essere realizzate mediante brasatura capillare forte; b) i collegamenti mediante raccordi metallici a serraggio meccanico sono ammessi unicamente nel caso di installazioni fuori terra e a vista o ispezionabili. Non sono ammessi raccordi meccanici con elementi di materiale non metallico. I raccordi ed i pezzi speciali possono essere di rame, di ottone o di bronzo. Le giunzioni miste, tubo di rame con tubo di acciaio, devono essere realizzate mediante brasatura forte o raccordi filettati; c) non è ammesso l impiego di giunti misti all interno degli edifici, ad eccezione del collegamento della tubazione in rame con l apparecchio utilizzatore; d) le valvole per i tubi di rame devono essere di ottone, di bronzo o di acciaio, con le medesime caratteristiche di cui al punto lettera e). STG-FR-STD52-R00E PR-R00E Pag. 17 di 29

19 Tubazioni in polietilene: a) i raccordi ed i pezzi speciali devono essere realizzati in polietilene; le giunzioni devono essere realizzate mediante saldatura di testa per fusione a mezzo di elementi riscaldanti o mediante saldatura per elettrofusione o saldatura mediante appositi raccordi elettro-saldabili; b) le giunzioni miste, tubo di polietilene con tubo metallico, devono essere realizzate mediante raccordi speciali (giunti di transizione) polietilene-metallo idonei per saldatura o raccordi metallici filettati o saldati. Sono altre sì ammesse giunzioni flangiate; c) le valvole per tubi di polietilene possono essere, oltre che dello stesso polietilene, anche con il corpo di ottone, di bronzo o di acciaio, sempre con le medesime caratteristiche di cui al punto lettera e). Posa in opera Percorso delle tubazioni Il percorso tra punto di consegna ed apparecchi utilizzatori deve essere il più breve possibile ed è ammesso: a) all esterno del fabbricato: - interrato; - in vista; - in canaletta; b) all interno dei fabbricati: - in appositi alloggiamenti, in caso di edifici o locali destinati ad uso civile o ad attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco; - in guaina d acciaio in caso di attraversamento di locali non compresi nei punti precedenti, di androni permanentemente aerati, di intercapedini, a condizione che il percorso sia ispezionabile. Nei locali di installazione degli apparecchi il percorso delle tubazioni è consentito in vista. Generalità a) le tubazioni devono essere protette contro la corrosione e collocate in modo tale da non subire danneggiamenti dovuti ad urti. b) è vietato l uso delle tubazioni del gas come dispersori, conduttori di terra o conduttori di protezione di impianti e apparecchiature elettriche, telefono compreso;c) è vietata la collocazione delle tubazioni nelle canne fumarie, nei vani e cunicoli destinati a contenere servizi elettrici, telefonici, ascensori o per lo scarico delle immondizie; c) eventuali riduttori di pressione o prese libere dell impianto interno devono essere collocati all esterno degli edifici o, nel caso delle prese libere, anche all interno dei locali, se destinati esclusivamente all installazione degli apparecchi. Queste devono essere chiuse o con tappi filettati o con sistemi equivalenti; d) è vietato l utilizzo di tubi, rubinetti, accessori, ecc., rimossi da altro impianto già funzionante; e) all esterno dei locali di installazione degli apparecchi deve essere installata, sulla tubazione di adduzione del gas, in posizione visibile e facilmente raggiungibile una valvola di intercettazione manuale con manovra a chiusura rapida per rotazione di 90 ed arresti di fine corsa nelle posizioni di tutto aperto e di tutto chiuso; f) per il collegamento dell impianto interno finale, e iniziale (se alimentato tramite contatore), devono essere utilizzati tubi metallici flessibili continui. g) nell attraversamento di muri la tubazione non deve presentare giunzioni o saldature e deve essere protetta da guaina murata con malta di cemento. Nell attraversamento di muri perimetrali esterni, l intercapedine fra guaina e tubazione gas deve essere sigillata con materiali adatti in corrispondenza della parte interna del locale, assicurando comunque il deflusso del gas proveniente da eventuali fughe mediante almeno uno sfiato verso l esterno; h) è vietato l attraversamento di giunti sismici; i) le condotte, comunque installate, devono distare almeno 2 cm dal rivestimento della parete o dal filo esterno del solaio; j) fra le condotte ed i cavi o tubi di altri servizi deve essere adottata una distanza minima di 10 cm; nel caso di incrocio, quando tale distanza minima non possa essere rispettata, deve comunque essere evitato il contatto diretto interponendo opportuni setti separatori con adeguate caratteristiche di rigidità dielettrica e di resistenza meccanica; qualora, STG-FR-STD52-R00E PR-R00E Pag. 18 di 29

20 nell incrocio, il tubo del gas sia sottostante a quello dell acqua, esso deve essere protetto con opportuna guaina impermeabile in materiale incombustibile o non propagante la fiamma; Modalità di posa in opera all esterno dei fabbricati Posa in opera interrata a) tutti i tratti interrati delle tubazioni metalliche devono essere provvisti di un adeguato rivestimento protettivo contro lo corrosione ed isolati, mediante giunti dielettrici, da collocarsi fuori terra, nelle immediate prossimità delle risalite della tubazione; b) le tubazioni devono essere posate su un letto di sabbia lavata, di spessore minimo 100 mm, e ricoperte, per altri 100 mm, di sabbia dello stesso tipo. Per le tubazioni in polietilene è inoltre necessario prevedere, a circa 300 mm sopra la tubazione, la sistemazione di nastri di segnalazione; c) l interramento della tubazione, misurato fra la generatrice superiore del tubo ed il livello del terreno, deve essere almeno pari a 600 mm. Nei casi in cui tale profondità non possa essere rispettata occorre prevedere una protezione della tubazione con tubi di acciaio, piastre di calcestruzzo o con uno strato di mattoni pieni; d) le tubazioni interrate in polietilene devono essere collegate alle tubazioni metalliche prima della fuoriuscita dal terreno e prima del loro ingresso nel fabbricato; e) le tubazioni metalliche interrate devono essere protette con rivestimento esterno pesante, e devono essere posate ad una distanza reciproca non minore del massimo diametro esterno delle tubazioni (ivi compresi gli spessori delle eventuali guaine). Nel caso di parallelismi, sovrappassi e sottopassi tra i tubi del gas e altre canalizzazioni preesistenti, la distanza minima, misurata fra le due superfici affacciate, deve essere tale da consentire gli eventuali interventi di manutenzione su entrambi i servizi. Posa in opera in vista a) Le tubazioni installate in vista devono essere adeguatamente ancorate per evitare scuotimenti, vibrazioni ed oscillazioni. Esse devono essere collocate in posizione tale da impedire urti e danneggiamenti e ove necessario, adeguatamente protette. b) Le tubazioni di gas di densità non superiore a 0,8 devono essere contraddistinte con il colore giallo, continuo o in bande da 20 cm, poste ad un distanza massima di 1 m l una dall altra. Le altre tubazioni di gas devono essere contraddistinte con il colore giallo, a bande alternate da 20 cm di colore arancione. All interno dei locali serviti dagli apparecchi le tubazioni non devono presentare giunti meccanici. Posa in opera in canaletta Le canalette devono essere: ricavate nell estradosso delle pareti; rese stagne verso l interno delle pareti nelle quali sono ricavate mediante idonea rinzaffatura di malta di cemento; nel caso siano chiuse, dotate di almeno due aperture di ventilazione verso l esterno di almeno 100 cm2 cadauna, poste nella parte alta e nella parte bassa della canaletta. L apertura alla quota più bassa deve essere provvista di rete taglia-fiamma e, nel caso di gas con densità superiore a 0,8, deve essere ubicata a quota superiore del piano di campagna; ad esclusivo servizio dell impianto. Modalità di posa in opera all interno dei fabbricati Posa in opera in appositi alloggiamenti L installazione in appositi alloggiamenti è consentita a condizione che: gli alloggiamenti siano realizzati in materiale incombustibile, di resistenza al fuoco pari a quella richiesta per le pareti del locale o del compartimento attraversato ed in ogni caso no inferiore a REI 30; le canalizzazioni non presentino giunti meccanici agli interni degli alloggiamenti non ispezionabili; STG-FR-STD52-R00E PR-R00E Pag. 19 di 29

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