Sistemi di controllo distribuito

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Sistemi di controllo distribuito"

Transcript

1 Sistemi di controllo distribuito Ing. Massimiliano Veronesi 1 INTRODUZIONE I CONTROLLORI I SUPERVISORI I PACCHETTI SUPERIORI Ing. Massimiliano VERONESI Sistemi di controllo distribuito Pagina 1 di 17

2 1 Introduzione Nell ambito dell automazione industriale, i sistemi di controllo distribuito (DCS) rappresentano la soluzione più adottata per i grandi impianti continui (raffinerie, centrali di produzione energia, cartiere, vetrerie, impianti chimici etc.). Essi svolgono in modo integrato entrambe le funzioni normalmente implementate sui PLC (Programmable Logic Computer) e sugli SCADA (Supervision Control And Data Acquisition); per questo motivo si possono collocare come rappresentato in figura 1 nell ambito della piramide CIM (Computer Integrated Manifacturing). Gest. Aziend. Pian. Prod. ERP/EDP MES/PIMS Supervisione Controllo di base SCADA PLC / PID DCS Misura e comando Sensori e attuatori Fig. 1 Collocazione dei DCS nell ambito della piramide dell automazione industriale L architettura tipica di un sistema di controllo distribuito è rappresentata in figura 2. Partendo dal basso si possono trovare le interfacce verso il campo, costituite dalle opportune schede elettroniche di acquisizione (ingressi) e comando (uscite). A questo livello stanno anche le interfacce di comunicazione per i più comuni bus di campo, attraverso i quali vengono scambiate informazioni con i trasmettitori e gli attuatori che supportano lo stesso tipo di protocollo. Attraverso il Bus I/O i valori di ingressi ed uscite vengono veicolati ai controllori, che si fanno carico di processarli in base alle strategie di regolazione e alle logiche progettate per la specifica applicazione. Il software viene sviluppato attraverso l implementazione di blocchi funzione che vanno così a costituire il cosiddetto Database di sistema. Ognuno di essi viene etichettato con un nome univocamente definito, comunemente detto Tag: si usa pertanto assimilare ciascun record del database al relativo tag ed i suoi campi alle diverse variabili utilizzate nel blocco funzione, normalmente chiamate item. Ad esempio, un regolatore PID rappresenta normalmente un tag del database ed i suoi item sono la variabile di processo, il setpoint, la variabile di controllo, le soglie di allarme, i parametri proporzionale, integrale e derivativo etc. Al di sopra dei controllori stanno i supervisori, implementati oramai in normali workstation gestite da sistemi operativi disponibili in commercio. È proprio accedendo ai tag e agli item del database che essi svolgono la loro funzione di interfaccia per l operatore di sala controllo, costituita da numerose videate attraverso le quali viene sviluppata una rappresentazione grafica dell impianto e del processo. Ed è proprio qui che sta la chiave Ing. Massimiliano VERONESI Sistemi di controllo distribuito Pagina 2 di 17

3 della differenza tra un DCS e un sistema PLC-Scada: mentre infatti il PLC e lo Scada rimangono due sistemi separati, ciascuno facente uso di proprie variabili e strutture dati, che si scambiano dati attraverso un opportuno driver di comunicazione (facente uso di protocollo proprietario o meno), nel caso del DCS il database, unico, è per l appunto condiviso e distribuito tra controllori e supervisori, ciascuno dei quali si fa carico dei propri compiti di elaborazione. Al di sopra dei supervisori trovano posto i numerosi pacchetti di ottimizzazione, monitoraggio delle prestazioni e gestione della strumentazione e dei macchinari in campo, che sempre più entrano a far parte dello scopo di fornitura di un sistema di controllo distribuito. Queste funzionalità vengono effettuate da normali personal computers che tipicamente possono anche essere connessi alla normale rete aziendale (o di stabilimento). Monitoraggio remoto Integrazione informazioni Gestione strumentazione Rete aziendale Supervisione Ottimizzazione Mondo esterno Database di sistema Rete di sistema Controllo (schede a microprocessore) Contr.avanzato (MPC, FLC) Bus I/O Acquisizione / comando (schede di I/O analogici o digitali) Acquisizione / comando (Schede di comunicazione) Bus di campo Fig. 2 Architettura di un sistema di controllo distribuito Ing. Massimiliano VERONESI Sistemi di controllo distribuito Pagina 3 di 17

4 2 I controllori Le stazioni di controllo sono costituite dai controllori e da tutto l hardware necessario per interfacciarsi con la strumentazione in campo (trasmettitori e attuatori). Le schede di Input/Output si classificano normalmente in: - ingressi analogici multiplexati (generalmente 8 o 16 per scheda), quali segnali in corrente (0/4-20 ma), in tensione (in genere fino a 20 Vdc) o ingressi diretti da termocoppie o termoresistenze - uscite analogiche (generalmente 8 o 16 per scheda), tipicamente 4-20 ma - ingressi digitali (generalmente 16 o 32 per scheda), costituiti ciascuno da un circuito aperto attraverso il quale non passa corrente finché appunto non viene chiuso attraverso i due morsetti di interfaccia con l esterno - uscite digitali (generalmente 16 o 32 per scheda), costituiti ciascuno da un circuito aperto attraverso il quale non passa corrente finché appunto non viene chiuso attraverso il comando che gli arriva dal controllore. Si possono usare anche uscite a relè ma generalmente si preferisce appoggiare il contatto su relè esterni (accorpati su ulteriori Terminal Board dalle quali risulta più agevole sostituirli in caso di guasto). L accuratezza sulla risoluzione dei segnali è dell ordine dei μa (o mv nel caso di ingressi in tensione) mentre i tempi di scansione dei multiplexer sono dell ordine dei msec. Generalmente le schede di I/O sono composte da un corpo di elettronica da installare in uno slot libero del rack e da un frontalino intercambiabile cui collegare direttamente i segnali oppure un cavo di interfacciamento con delle morsettiere esterne di appoggio (fig. 3); quest ultima soluzione rende ovviamente meno laboriosa l eventuale sostituzione della scheda in caso di guasto. Fig. 3 Schede di I/O Ing. Massimiliano VERONESI Sistemi di controllo distribuito Pagina 4 di 17

5 Accanto alle schede di ingressi o uscite possono essere impiegate anche schede di comunicazione compatibili con bus di campo più impiegati nell automazione di processo; tra i più diffusi si possono citare Modbus (RTU o TCP), Foundation Fieldbus, Profibus, DeviceNet. Opportune restrizioni limitano il numero massimo di schede di comunicazione che possono essere gestite da un singolo controllore. Tutte le schede (di I/O o comunicazione) possono venire ridondate in modo relativamente agevole, in modo da non perderne la funzionalità in caso di guasto. Generalmente i DCS gestiscono automaticamente gli indirizzamenti, in modo da non costringere chi fa l ingegneria dell applicazione a sviluppare codice addizionale. La configurazione delle schede di I/O si limita in genere all impostazione del range (per gli ingressi analogici) e all assegnazione (facoltativa) di un identificativo a ciascuno dei segnali, che possa essere utilizzato come riferimento nella stesura del software applicativo. Un po più complessa la configurazione delle schede di comunicazione, che richiede di specificare i parametri relativi al protocollo utilizzato e a definire il significato (range, etichetta, formato) di tutti i registri che vengono scambiati. I racks di I/O, tipicamente dotati di doppio alimentatore, sono normalmente installati nello stesso cabinet del controllore, con il quale comunicano attraverso schede e bus generalmente ridondati a supporto di un protocollo proprietario. Tuttavia può essere necessario o economicamente conveniente avvicinare uno o più rack a sensori ed attuatori. Per questo motivo i DCS consentono anche di remotare l I/O attraverso un bus tipicamente più lento del precedente ma che consente di coprire distanze maggiori e di essere veicolato anche attraverso cavi in fibra ottica (si veda la fig. 4). Opportune restrizioni limitano il numero di rack di I/O gestibili da un singolo controllore e quelli installabili sullo stesso ramo di bus I/O, nonché il numero stesso di rami utilizzabili dal medesimo controllore. Fig. 4 Collegamenti tra controllori e rack I/O Ing. Massimiliano VERONESI Sistemi di controllo distribuito Pagina 5 di 17

6 I controllori dei DCS sono costituiti da schede sulle quali vengono montati microprocessori molto potenti ed affidabili affiancati da una notevole quantità di memoria (ad es. 32 MB) per supportare l esecuzione del software applicativo in carico su quella CPU. Il rack sul quale sono installate le CPU (normalmente due, per motivi di ridondanza) sono dotati altresì di doppio alimentatore e su di essi possono già essere installate delle schede di I/O. Fig. 5 Rack CPU e meccanismo di ridondanza I DCS assicurano affidabili meccanismi di gestione della ridondanza tra le CPU in modo da garantire la continuità nell azione di controllo del processo anche in caso di guasto di una delle due unità di elaborazione e della sua conseguente sostituzione a caldo. Tra le tecniche utilizzate si distingue in particolare quella (in uso anche sui PLC certificati per applicazioni di Emergency Shut-Down) che fa uso di due microchip per ciascuna scheda CPU (si veda la figura 5): l eventuale discrepanza tra i risultati da esse elaborati, rilevata attraverso tecniche di watch-dog ed ECC (Error Correction Code), fa partire un ciclo di diagnostica al termine del quale il sistema sceglie se mantenere il controllo o cederlo alla scheda gemella; quest ultima comunque sta sempre elaborando le stesse logiche di regolazione e comando, in modo che la commutazione sia bumpless ovvero non comporti attese né variazioni per il processo sotto controllo. Nel caso si renda necessario sostituire una delle CPU, il sistema copia automaticamente il programma eseguibile su quella nuova che viene inserita vergine. L ingegneria delle stazioni di controllo consiste nella sua configurazione e nello sviluppo del software applicativo. Sono normalmente disponibili vari formalismi di tipo grafico che rendono questo lavoro particolarmente rapido ed alla portata di personale non necessariamente super-specializzato. Tipicamente si possono riscontrare le seguenti modalità di programmazione: Control Drawing. Si tratta di un ambiente di tipo CAD ove comporre le strategie di controllo collegando tra loro opportuni blocchi funzione, attinti da una ricca libreria. È questo il caso di tutte le architetture di regolazione per applicazioni di controllo PID (singolo, di rapporto, in cascata etc..) e in generale di ogni elaborazione matematica dei segnali analogici necessaria. Oltre a numerosi operatori aritmetici e relazionali (comparatori, selettori) sono disponibili anche blocchi di tipo funzione di trasferimento quali Lag, LeadLag, Delay; infine per le computazioni non riconducibili a funzioni standard, Ing. Massimiliano VERONESI Sistemi di controllo distribuito Pagina 6 di 17

7 sono disponibili blocchi di calcolo vuoti, nei quali poter scrivere il codice necessario per svolgere la funzione desiderata. Un formalismo del genere (si veda la fig. 6 per un semplice esempio) consente di sviluppare il software applicativo in un linguaggio molto vicino a quello utilizzato dai processisti per progettare il funzionamento dell impanto. Fig. 6 Esempio di Control Drawing Logic Chart. Si tratta di un ambiente di tipo CAD nel quale sviluppare tutte le logiche binarie, ovvero le reti di tipo combinatorio che elaborano informazioni di tipo vero/falso e restituiscono risultati dello stesso tipo per il comando di motori ed in generale attuatori pilotati da segnali On/Off. Oltre alle normali porte logiche (And, Or, Not, Xor) sono disponibili altri operatori quali timer, counter, fronti di salita o di discesa, filp-flop, che rendono particolarmente agevole realizzare le funzionalità richieste (si veda la figura 7 per un esempio rappresentativo). Fig. 7 Esempio di Logic Chart Ing. Massimiliano VERONESI Sistemi di controllo distribuito Pagina 7 di 17

8 Per la programmazione di reti logiche sono disponibili anche altri formalismi quali il ladder diagram (di provenienza dal mondo PLC) oppure la True/False Table. Sia le logiche di regolazione che quelle di tipo combinatorio vengono normalmente eseguite in modo iterativo dalle CPU, con un tempo di ciclo (comunque non inferiore a quello minimo) che è bene configurare in modo tale da non far eccedere mai il carico di lavoro rispetto a quello sostenibile dai microprocessori. Tuttavia può essere necessario che il controllore esegua routine di tipo sequenziale ovvero con un inizio, determinato da una condizione o da una azione dell operatore, una serie di operazioni consecutive da eseguire una sola volta fino ad una fine, corrispondente alla conclusione della sequenza. Per progettare questo tipo di programmi vengono normalmente usati formalismi di tipo SFC (Sequencial Functions Chart) del tipo riportato in figura 8. In ciascun blocco, o fase, viene scritto il codice relativo alle operazioni da compiere e la transizione tra un blocco e il successivo è espressa attraverso una condizione logica da soddisfare. I linguaggi utilizzati si ispirano generalmente ai più impiegati standard di programmazione (C, Pascal, ) ma prevedono sempre qualche variante proprietaria per accedere ai record (e ai relativi items) del DataBase. Una nota modalità è quella che fa uso della sintassi TagName.ItemName (come ad esempio TIC100.PV) per riferirsi all item ItemName del tag TagName. Ogni costruttore dispone poi un suo personale set di istruzioni. Fig. 8 Esempio di SFC È importante sottolineare come per un vero DCS ciascun blocco funzione, abbia esso una funzionalità predefinita solo configurabile (es. PID) o invece una funzionalità realizzata dal progettista attraverso un opportuno linguaggio (es. logic chart o SFC), rappresenti un solo record (Tag) del database da distribuire sui vari controllori. Ciascuna stazione di controllo può farsi carico di qualche migliaia di tag (che quindi non sono gli I/O) ed il sistema nel suo complesso (decine o anche centinaia di controllori) può arrivare anche a centinaia di migliaia di Tag. Ing. Massimiliano VERONESI Sistemi di controllo distribuito Pagina 8 di 17

9 3 I supervisori Le stazioni di controllo, come accade anche per i PLC, sono cieche. È necessario pertanto che si interfaccino con qualche tipo di visualizzatore che consenta di monitorare i dati e impostare i parametri utilizzati nel software applicativo. Mentre però per i PLC sono disponibili da semplici pannelli operatore (per applicazioni bordo-macchina) fino ai sistemi SCADA, per il DCS le stazioni operatore sono parte integrante dell architettura, essendo esse stesse nodi della rete di sistema come lo sono le stazioni di controllo. A secondo dei costruttori, le reti di sistema si presentano con modalità di comunicazione differenti e protocolli più o meno proprietari. Sono ancora disponibili affidabili reti gestite in Token-ring (IEEE 802.4) ma le soluzioni attualmente più avanzate si basano su Ethernet Industriale (IEEE 802.3) e supportano almeno un traffico a 100 Mbps; in alcuni casi opportuni accorgimenti proprietari consentono di arrivare fino a 1 Gbps. In questi casi la topologia di rete diventa a stella e si avvale di Switch o Router industriali in grado di risolvere i conflitti legati alle collisioni dei pacchetti. Poiché l affidabilità della comunicazione rappresenta un requisito fondamentale anche il bus di sistema viene generalmente ridondato. Tenendo presente come entrambi i bus debbano essere utilizzabili da entrambi i controllori, si capisce come la configurazione necessaria per tre sole stazioni di controllo e tre stazioni operatore debba essere quella illustrata in figura 9. HIS1 Eng HIS2 HIS3 L2SW L2SW FCS-1 FCS-2 Vnet/IP bus1 Vnet/IP bus2 FCS I/O racks Fig. 9 Configurazione con 3 FCS + 3 HIS Un ulteriore accorgimento rivolto a massimizzare la disponibilità del sistema è quello di dedicare uno dei due bus (bus1) solamente alla comunicazione tra controllori e tra controllori e supervisori usando l altro (bus2) per lo scambio dati con gli altri sistemi e Ing. Massimiliano VERONESI Sistemi di controllo distribuito Pagina 9 di 17

10 dispositivi dotati di interfaccia Ethernet (PLC, altri supervisori, videocamere, RTU); una parte della banda sul bus2 viene comunque lasciata libera come backup del bus1: in caso di perdita di quest ultimo il traffico di rete viene così dirottato sul secondo senza causare perdite di dati. Le stazioni operatore forniscono tutte le funzionalità necessarie per la conduzione dell impianto, attraverso l interfaccia software sviluppata per la specifica applicazione. Dalla fine degli anni novanta si tratta ormai di normali workstation disponibili in commercio, gestite da sistemi operativi di uso comune; l unico componente in più da installare è tipicamente la scheda di comunicazione per la rete del DCS, fornita appunto insieme a quest ultimo. La ridondanza del sistema termina generalmente qui: non avendo molto senso pretendere di utilizzare PC con hardware ridondato si preferisce non ridondare nemmeno la scheda di comunicazione ed usare invece almeno due stazioni operatore. Le funzionalità operative e di monitoraggio sono tipicamente le seguenti: - impostazione e comando dei tag attraverso l interfaccia software ( Faceplate ) che il sistema associa a ciascuno di essi sin dalla sua creazione nel database. Un esempio rappresentativo è quello dei blocchi di tipo PID che sono provvisti di numerosi parametri operativi, quali soglie di allarme, limitatori, coefficienti delle azioni proporzionale, integrale e derivativa. Si veda la figura Monitoraggio e controllo delle varie aree di impianto, attraverso le interfacce grafiche (sinottici) appositamente sviluppate per ciascuna. In questo ambito ci si sforza di realizzare delle rappresentazioni il più possibile fedeli dell impianto sotto controllo cercando di perseguire l ergonomia e l usabilità del sistema interattivo. Non mancano mai, dunque, serbatoi, valvole, pompe, tubature variamente animate in funzione dello stato di funzionamento o delle condizioni di operative. - Monitoraggio e gestione degli allarmi, relativi al superamento di soglie preimpostate (tra i parametri operativi dei Tag) o a condizioni legate a logiche combinatorie (ad esempio una pompa in moto con la valvola a valle chiusa) - Auto-Diagnostica del sistema stesso, attraverso una pagina allarmi dedicata alle eventuali avarie hardware e alle pagine grafiche che consentono di visualizzare il software applicativo in funzione, nello stesso formalismo utilizzato dagli sviluppatori ma con opportune animazioni rivolte a facilitarne l interpretazione (ad esempio un logic chart si presenta con i rami veri in rosso e quelli falsi in verde; una SFC con il blocco di istruzioni attualmente attivo colorato diversamente etc..) - Visualizzazione ed archiviazione degli andamenti delle variabili (generalmente legate agli ingressi di tipo analogico) delle quali si vuole mantenere memoria. A questo scopo vengono configurate apposite pagine di trend a ciascuna delle quali è possibile assegnare un periodo di archiviazione dei dati sul disco fisso della stazione operatore. - Produzione di Report di produzione di tipo periodico (ad esempio per le totalizzazioni giornaliere) o ad evento (per esempio le totalizzazioni relative ai batch di produzione); le informazioni, estratte come sempre dagli item dei tag e confezionate in opportuni formati, possono essere stampate direttamente oppure anche archiviate su file. - Gestione degli accessi al sistema e dei rispettivi privilegi operativi, attraverso semplici funzionalità di Login/Logout con UserName e Password - Archiviazione delle azioni eseguite e degli eventi anche non legati a situazioni di allarme, allo scopo di mantenere la traccia degli accadimenti. Ing. Massimiliano VERONESI Sistemi di controllo distribuito Pagina 10 di 17

11 Una barra di stato, generalmente superiore, mette a disposizione dell operatore tutti i comandi fondamentali, indipendentemente dalla finestra grafica in cui si trovi. Infine una particolare tastiera operatore, fornita dal costruttore del DCS, rende particolarmente agevole effettuare le tipiche manovre della conduzione, anche in assenza di mouse. Una singola stazione operatore può gestire anche molte centinaia di pagine grafiche e su ciascuna di esse possono trovarsi riferimenti anche a molte decine di variabili (Tag.Item); il sistema deve essere in grado di garantire il richiamo delle interfacce e il refresh dei dati entro un tempo limite massimo che in genere non può superare 1 sec. Fig. 10 Faceplate e pagina di tuning (PID) La configurazione delle funzionalità operative viene fatta nello stesso ambiente di progettazione che contiene anche i sorgenti delle funzioni di controllo. La disponibilità del database condiviso consente di associare in modo immediato agli item dei tag oggetti grafici quali barre verticali, campi numerici o stringhe, bottoni etc. con le relative condizioni di animazione (cambio di dimensione, posizione o colore, azione sul click etc.). Inoltre una nutrita libreria di oggetti grafici rende particolarmente rapido costruire l interfaccia più adatta alla specifica applicazione; tale libreria può anche crescere popolandosi di nuovi oggetti creati dagli sviluppatori e ri-usabili attraverso nuove istanze. Una efficace panoramica delle funzionalità di supervisione è rappresentata dalla figura 11. Sotto l interfaccia di controllo per una colonna di distillazione sono riportate alcune pagine tipiche come quella di soli strumenti, quella di trend, quella degli allarmi, quelle di diagnostica del software applicativo (control drawing e logic chart). Ing. Massimiliano VERONESI Sistemi di controllo distribuito Pagina 11 di 17

12 Fig. 11 Esempi di interfaccia operatore La stazione di ingegneria può essere una qualunque delle stazioni operatore, pur di istallare su di essa anche i pacchetti che consentono la creazione dei file sorgenti, la loro compilazione ed infine il loro scaricamento sulle stazioni (di controllo e operatore) che devono farsi carico delle funzionalità previste. Tuttavia i softwaristi non devono necessariamente disporre di tutto l hardware collegato per debugare la loro applicazione. I migliori sistemi dispongono infatti di una modalità di test che consente alla stazione di ingegneria di simulare la presenza di ciascuna stazione di controllo facendosi carico delle sue funzionalità e simulando anche il comportamento del processo sotto controllo attraverso semplici guadagni unitari (default) oppure inserendo negli anelli altri opportuni blocchi funzione (Lag, Delay etc..). In questo modo gli sviluppatori possono verificare la correttezza di tutto il software applicativo prima di giungere al commissioning del sistema, rendendo così questa attività più agevole e rapida. Ing. Massimiliano VERONESI Sistemi di controllo distribuito Pagina 12 di 17

13 4 I pacchetti superiori Pur non facendo parte del sistema di controllo in senso stretto, entrano generalmente a far parte dello scopo di fornitura anche altri pacchetti a corredo, ai quali vengono demandate alcune funzionalità specifiche. L interfacciamento tra questi pacchetti e il DCS avviene attraverso il formato OPC (Ole for Process Control), oramai stadand de facto nell ambito dell automazione industriale da quando le funzionalità di supervisione vengono implementate su workstations gestite da noti sistemi operativi commerciali. Via OPC vengono scambiati dati di diversa natura tra applicazioni diverse che possono accedere alla stessa rete ethernet. In particolare sono disponibili diversi formati a secondo che il dato sia di tipo numerico (OPC DA utilizzato per i dati di processo) o stringa (OPC A&E, utilizzato per allarmi ed eventi); infine esiste anche la condivisione via OPC di dati non real-time ma già storicizzati, attraverso l OPC HDA ed HA&E. In ogni caso il flusso delle informazioni è sempre quello che prevede il funzionamento di un OPC-Server (eventualmente ridondato) in grado di convertire in formato OPC i dati disponibili sulle stazioni operatore (e quindi provvisto dal fornitore del DCS); i pacchetti superiori non devono allora far altro che integrare la funzionalità di OPC- Client in modo da poter attingere dal server (in lettura e/o scrittura) i dati di interesse per l espletamento della loro funzione. La figura 12 illustra il concetto. Fig. 12 Architettura Client-Server della comunicazione via OPC Utilizzando i formati OPC è possibile dunque realizzare semplici applicazioni (ad esempio in VisualBasic) per accedere ai dati del DCS; lo standard prevede che ad ognuno venga associato il Time-Stamp e un Quality-Code indicativo della bontà del valore conseguente al processo di comunicazione. Talvolta il fornitore del DCS provvede librerie aggiuntive di funzioni utili per poter prelevare i dati dal proprio sistema in modo più agevole (scrivendo meno codice) ed efficace. Ing. Massimiliano VERONESI Sistemi di controllo distribuito Pagina 13 di 17

14 Queste funzionalità di basso livello vengono normalmente integrate nei pacchetti superiori esonerando così chi deve sviluppare l applicazione dal preoccuparsi della comunicazione OPC. Le funzionalità tipiche sono le seguenti. Storicizzazione dati. Pur essendo ciascuna stazione operatore in grado di archiviare sul proprio disco fisso parte (o tutti, in base alla configurazione) degli andamenti (trend) delle variabili, non è opportuno in genere caricare una workstation di sala controllo della memoria storica dell intero impianto; inoltre le funzionalità di interrogazione (data retrieval) dell intefaccia di supervisione sono in genere piuttosto limitate. Per questo motivo si sceglie di sfruttare la comunicazione via OPC per popolare un nuovo database (generalmente basato su tecnologie informatiche standard di mercato) che poi può essere interrogato liberamente dai suoi client in rete, senza bisogno di essere necessariamente in sala controllo, né tanto meno di utilizzare le rete di sistema. Questi database diventano così dei veri e propri centri per la raccolta dei dati e la loro conversione in informazioni utili da smistare nei veri uffici (si parla infatti di Plant Informations Management Systems). Accanto alle potenti funzionalità di storicizzazione e compressione dei dati, questi pacchetti sono in grado di fornire informazioni aggregate (quali medie, varianze, massimi, minimi) e anche elaborazioni in linea dei dati attraverso nuove variabili calcolate utilizzabili per effettuare bilanci di massa e/o energia, valutazione del costo delle materie prime, rendimento delle varie aree di impianto. L architettura funzionale di un tipico Plant Informations Management System è illustrata in figura 13. Exaquantum/Explorer Exaquantum/Explorer User PC User PC User PC User PC Intranet Local Area Network Role Based View OLE DB, ODBC, etc Administration Tools Long-term Archive External Data: ERP, LIMS, etc Real Time Database PCS Interface Historian Exaquantum/PIMS (Server) Exaquantum/PIMS (Server) OPC Servers Exaquantum/PIMS (Server) PCS, DCS, PLCs etc TIC1-2 Fig. 13 Architettura di un tipico Plant Informations Management System Ing. Massimiliano VERONESI Sistemi di controllo distribuito Pagina 14 di 17

15 Gestione allarmi. Pur essendo ciascuna stazione operatore provvista delle sue pagine allarmi (tipicamente suddivise tra allarmi di processo e di sistema), è in genere opportuno disporre di funzionalità aggiuntive che consentano da un lato una migliore interazione da parte dell operatore con l evento di allarme, dall altro una elaborazione statistica dell archivio di eventi ed allarmi. I requisiti da parte degli utenti sono che ciascun allarme sia: - rilevante: non relativo a condizioni ininfluenti e quindi ignorabili - unico: relativo ad informazioni non già riportate da un altro allarme - non fatale: tale da segnalare una condizione non già irrimediabile - comprensibile: il messaggio deve essere preciso e quanto più diagnostico possibile - prognostico: il messaggio deve indicare la contromisura - associato a una priorità, in modo da consentire un ordinamento non dipendente solo dal TimeStamp dell evento I pacchetti di gestione allarmi devono pertanto consentire di organizzare gli allarmi in interfacce che consentano agli operatori una chiara interpretazione dell evento. A questo scopo sono disponibili funzionalità per: - descrizione aggiuntiva da allegare all evento in modo da dare una informazione completa, associandovi indicazioni di tipo prognostico - ordinamento degli eventi secondo varie chiavi - pre-filtraggi atti a collocare il messaggio arrivato automaticamente nella cartella più opportuna (inclusa quella degli allarmi poco urgenti) - mascheramento delle ripetizioni dello stesso allarme Questi pacchetti consentono in genere anche l acquisizione dei messaggi via OPC A&E, costituendo così un utile strumento per la supervisione del DCS e degli altri (sotto)sistemi. Un altra funzionalità di questo tipo di Tools è quella di analizzare quantitativamente gli allarmi e gli eventi registrati dal sistema di controllo. Lo scopo è quello di fornire a chi esercisce gli impianti di produzione un quadro chiaro delle situazioni tipiche alle quali gli operatori di sala controllo si trovano a dover far fronte. Un analisi di questo tipo può essere infatti di grande aiuto per individuare inefficienze, malfunzionamenti ripetuti o errori di progettazione rimediando ai quali è possibile incrementare il rendimento dell impianto e la qualità dei prodotti. Il pacchetto si basa in genere sull analisi off-line degli Operation Log-files salvati dal DCS sulle stazioni operatore. Questi files (di testo) vengono letti (su comando manuale oppure periodicamente) ed il risultato viene presentato in forme grafiche facili da interpretare. Si riporta a titolo esemplificativo quanto illustrato in figura 14. Il grafico a barre rappresenta il diagramma eventi (sopra, in rosso) vs. azioni (sotto, in blu) costituendo così un utile strumento per analizzare le contromosse effettuate a fronte delle situazioni intervenute sull impianto. Un area rossa positiva dovrebbe essere infatti sfasata in anticipo di poco rispetto ad una blu negativa; se quest ultima è molto ampia allora significa che le azioni da fare a fronte degli eventi sono state piuttosto complesse; se invece l area negativa è sfasata in anticipo rispetto a quella positiva allora significa che sono state le azioni manuali degli operatori a generare allarmi ed anomalie successive. Posizionandosi con il cursore in corrispondenza dell ascissa desiderata, è possibile individuare l evento corrispondente visualizzando sia quando che quante volte si è verificato nelle finestre inferiori. Sono riportati parecchi attributi, come data e ora, tipologia, sorgente, etc. Ing. Massimiliano VERONESI Sistemi di controllo distribuito Pagina 15 di 17

16 Il diagramma a torta rappresenta invece la ripartizione tra le diverse tipologie di evento. È possibile visualizzarla per categorie, per priorità, per sorgente (stazione di controllo) etc., e cliccando su un particolare settore della torta si passa ad analizzare solo i record (allarmi / eventi) di quel particolare sotto-gruppo. In questo modo è immediato disporre di informazioni riassuntive in merito alle categorie di eventi (allarmi, alarm recovery, messaggi, operazioni) alle tipologie (di allarmi intervenuti, di operazioni effettuate, di stato dei tag, etc.). È possibile infine effettuare filtri in modo da includere/escludere nell analisi solo gli eventi desiderati. I risultati possono essere facilmente esportati in Excel in formato CSV. Fig. 14 Funzionalità di un tipico pacchetto di gestione allarmi Ing. Massimiliano VERONESI Sistemi di controllo distribuito Pagina 16 di 17

17 Gestione della strumentazione in campo Il pacchetti cosiddetti di gestione degli Asset, sempre più ritenuti una importante leva per la competitività degli impianti di produzione, rappresentano i tool per estrarre e gestire la notevole quantità di informazioni provenienti dalla strumentazione su bus di campo. Essi sono tipicamente basati su un database commerciale che raccoglie i dati provenienti dal DCS, veicolati attraverso il bus di sistema. Il loro scopo principale è quello di costituire un database della strumentazione e dei dispositivi in campo mettendo a disposizione numerose funzioni di esplorazione e diagnostica, quali: Visualizzazione on-line della strumentazione installata per tipologia di trasmettitore, tipologia di bus di campo, nome del fornitore Verifica delle tipologie di guasto Configurazioni, tarature e calibrazioni degli strumenti Storicizzazione degli eventi e delle azioni (Audit Trail) per singolo strumento e per area di impianto Comparazione della configurazione di più strumenti (funzionalità molto efficace in caso di sostituzione di uno strumento con un altro presente a magazzino dalle caratteristiche sconosciute) Programmazione del calendario delle attività di manutenzione periodica Manutenzione predittiva della strumentazione attraverso l impostazione di soglie sui contatori dei flags di allerta resi disponibili dallo strumento Il Field Communication Server può interfacciarsi direttamente attraverso i protocolli Hart (attraverso DCS o via seriale) e Foundation Fieldbus (attraverso DCS). Sono supportate le modalità di interfacciamento FDT/DTM oppure EDDL. Ogni server può interfacciarsi con un numero massimo di stazioni di controllo e può essere a sua volta server (OPC A&E) verso i pacchetti di gestione allarmi, in modo da veicolare ivi i messaggi provenienti dalla strumentazione in campo. I clients possono attingere informazioni da server diversi, attraverso una commutazione manuale. I pacchetti di Asset Management possono anche essere, limitatamente, impiegati per archiviazione dati storici e routine di diagnostica avanzata, basate sul modelli dei dispositivi (valvole, compressori, turbine) ricavati dalle leggi fisiche che governano il processo incrociate con i dati rilevati. In tal caso, come concettualmente illustrato in fig. 15, è necessario implementare ulteriori routine di calcolo oppure importare (via OPC) i dati elaborati dai pacchetti forniti dal costruttore del sotto-sistema. Fig. 15 Architettura di un pacchetto di Asset Management Ing. Massimiliano VERONESI Sistemi di controllo distribuito Pagina 17 di 17

Sistemi di Supervisione e Controllo

Sistemi di Supervisione e Controllo Sistemi di Supervisione e Controllo Argomento Docente - Sistemi di Controllo Distribuito (DCS) - Prof. Elio USAI eusai@diee.unica.it Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica Università di Cagliari

Dettagli

Luigi Piroddi piroddi@elet.polimi.it

Luigi Piroddi piroddi@elet.polimi.it Automazione industriale dispense del corso 2. Introduzione al controllo logico Luigi Piroddi piroddi@elet.polimi.it Modello CIM Un moderno sistema di produzione è conforme al modello CIM (Computer Integrated

Dettagli

Componenti per l automazione industriale

Componenti per l automazione industriale Componenti per l automazione industriale Gest. Aziend. Pian. Prod. EDP PIMS Supervisione Controllo di base SCADA PLC / PID DCS Misura e comando Sensori e attuatori Architettura a singolo anello Realizzata

Dettagli

SCADA: struttura modulare

SCADA: struttura modulare Sistemi per il controllo di supervisione e l acquisizione dati o (Supervisory Control And Data Acquisition) Sistema informatico di misura e controllo distribuito per il monitoraggio di processi fisici

Dettagli

SISTEMA DI CONTROLLO DISTRIBUITO DI UN IMPIANTO DI PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA DA RIFIUTI NON PERICOLOSI

SISTEMA DI CONTROLLO DISTRIBUITO DI UN IMPIANTO DI PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA DA RIFIUTI NON PERICOLOSI SISTEMA DI CONTROLLO DISTRIBUITO DI UN IMPIANTO DI PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA DA RIFIUTI NON PERICOLOSI s.d.i. automazione industriale ha fornito e messo in servizio nell anno 2003 il sistema di controllo

Dettagli

STRUMENTAZIONE. Il Sistema di supervisione e acquisizione dati: S.C.A.D.A. APPARATI SINGOLI MASTER RETE LOCALE SUPERVISIONE

STRUMENTAZIONE. Il Sistema di supervisione e acquisizione dati: S.C.A.D.A. APPARATI SINGOLI MASTER RETE LOCALE SUPERVISIONE Il Sistema di supervisione e acquisizione dati: S.C.A.D.A. Ing.Francesco M. Raimondi www.unipa.it/fmraimondi Lezioni del corso di Automazione Industriale Dipartimento di Ingegneria dell Automazione e dei

Dettagli

idaq TM Manuale Utente

idaq TM Manuale Utente idaq TM Manuale Utente Settembre 2010 TOOLS for SMART MINDS Manuale Utente idaq 2 Sommario Introduzione... 5 Organizzazione di questo manuale... 5 Convenzioni... Errore. Il segnalibro non è definito. Installazione...

Dettagli

SISTEMI INTERESSATI ALL ACQUISIZIONE DATI

SISTEMI INTERESSATI ALL ACQUISIZIONE DATI SISTEMI INTERESSATI ALL ACQUISIZIONE DATI Strumenti dedicati a particolari fasi operative (esempio: analizzatori di bus di campo, sniffer, strumenti per il monitoraggio della distribuzione dell energia,..)

Dettagli

TECNICO SUPERIORE PER L INFORMATICA INDUSTRIALE

TECNICO SUPERIORE PER L INFORMATICA INDUSTRIALE ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE INDUSTRIA E ARTIGIANATO TECNICO SUPERIORE PER L INFORMATICA INDUSTRIALE STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI DESCRIZIONE DELLA FIGURA

Dettagli

La tecnica proporzionale

La tecnica proporzionale La tecnica proporzionale Regolatori di pressione La tecnica proporzionale Regolatori di pressione La tecnica proporzionale La tecnica proporzionale Controllo direzione e flusso La tecnica proporzionale

Dettagli

SUPERVISIONE, AUTOMAZIONE E TELECONTROLLO DI UN IMPIANTO DI TRATTAMENTO E BONIFICA DI ACQUE DI SCARICO CIVILI E INDUSTRIALI

SUPERVISIONE, AUTOMAZIONE E TELECONTROLLO DI UN IMPIANTO DI TRATTAMENTO E BONIFICA DI ACQUE DI SCARICO CIVILI E INDUSTRIALI SUPERVISIONE, AUTOMAZIONE E TELECONTROLLO DI UN IMPIANTO DI TRATTAMENTO E BONIFICA DI ACQUE DI SCARICO CIVILI E INDUSTRIALI Nel corso degli anni 2000 2007 s.d.i. automazione industriale ha realizzato,

Dettagli

smar Primi nel fieldbus

smar Primi nel fieldbus e smar Primi nel fieldbus Il Sistema Prodotto Una applicazione ripetitiva, affrontata con tecnologia Fieldbus porta alla Prodottizzazione. Fornitore - società costruttrice e cliente finale non devono più

Dettagli

ACQUISIZIONE DATI TELECONTROLLO AUTOMAZIONI

ACQUISIZIONE DATI TELECONTROLLO AUTOMAZIONI 1 ACQUISIZIONE DATI 2 TELECONTROLLO 3 BUILDING E INFRASTRUTTURE 4 AUTOMAZIONI ACQUISIZIONE DATI Sistema di acquisizione dati: sistema in grado di raccogliere, elaborare e memorizzare grandezze analogiche

Dettagli

Computer Integrated Manufacturing

Computer Integrated Manufacturing Computer Integrated Manufacturing Sistemi per l automazione industriale Ing. Stefano MAGGI Dipartimento di Elettrotecnica Politecnico di Milano lunedì 10 novembre 2008 Contenuti Il processo e l impianto

Dettagli

Linea LINEA SYSTEMS vers. 4.0

Linea LINEA SYSTEMS vers. 4.0 Linea LINEA SYSTEMS vers. 4.0 Categoria COMPUTO E CAPITOLATO Famiglia SISTEMI DI CONTROLLO Tipologia SISTEMA DI SUPERVISIONE GEOGRAFICO Modello TG-2000 WIDE AREA Pubblicata il 01/09/2006 TESTO PER COMPUTO

Dettagli

BMSO1001. Virtual Configurator. Istruzioni d uso 02/10-01 PC

BMSO1001. Virtual Configurator. Istruzioni d uso 02/10-01 PC BMSO1001 Virtual Configurator Istruzioni d uso 02/10-01 PC 2 Virtual Configurator Istruzioni d uso Indice 1. Requisiti Hardware e Software 4 1.1 Requisiti Hardware 4 1.2 Requisiti Software 4 2. Concetti

Dettagli

PLC - Linguaggi. I linguaggi di programmazione dei PLC sono orientati ai problemi di automazione e utilizzano soprattutto:

PLC - Linguaggi. I linguaggi di programmazione dei PLC sono orientati ai problemi di automazione e utilizzano soprattutto: PLC - Linguaggi Il software è l elemento determinante per dare all hardware del PLC quella flessibilità che i sistemi di controllo a logica cablata non possiedono. Il software che le aziende producono

Dettagli

SERVIZIO IMPIANTI E SICUREZZE

SERVIZIO IMPIANTI E SICUREZZE Pag. 1 di 7 1.0 OGGETTO L'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (I.N.F.N.) Sezione di Milano ha la necessità di provvedere all'automazione del sistema di gestione dell intera sala macchine del centro di

Dettagli

Descrizione del Sistema TLOG-Commander per la gestione della protezione catodica.

Descrizione del Sistema TLOG-Commander per la gestione della protezione catodica. Descrizione del Sistema TLOG-Commander per la gestione della protezione catodica. Il sistema proposto è composto da un Centro operativo di raccolta dati dotato del software Commander e dai logger TLOG

Dettagli

PROGRAMMA FORMAZIONE SCADA/HMI MOVICON

PROGRAMMA FORMAZIONE SCADA/HMI MOVICON PROGRAMMA FORMAZIONE SCADA/HMI MOVICON Il programma di formazione Movicon prevede la disponibilità dei seguenti corsi: Corso base : Nr. 1 gg. Presso sede Progea o centro autorizzato. Su accordo, presso

Dettagli

P R O G E T T O L A R S A A P P U N T I S U L P. L. C.

P R O G E T T O L A R S A A P P U N T I S U L P. L. C. P R O G E T T O L A R S A A P P U N T I S U L P. L. C. L automazione di un qualunque procedimento industriale si ottiene mediante un insieme d apparecchiature, opportunamente collegate tra loro, in modo

Dettagli

sigmapac - micropac - M81 Soluzioni potenti e flessibili

sigmapac - micropac - M81 Soluzioni potenti e flessibili sigmapac - micropac - M81 Soluzioni potenti e flessibili PC SUPERVISIONE internet PANNELLO OPERATORE WEB SCADA modem router MODEM micropac MODEM sigmapac I CONTROLLORI ARChITETTURA APERTA Per gestire la

Dettagli

Programmable Logic Controllers - PLC

Programmable Logic Controllers - PLC Programmable Logic Controllers - PLC Introduzione! Negli anni sessanta i sistemi di automazione e controllo potevano essere implementati solo tramite circuiti a relè oppure con dispositivi allo stato solido

Dettagli

Verona, 29-30 ottobre 2013!

Verona, 29-30 ottobre 2013! Verona, 29-30 ottobre 2013! L interfaccia tra i sistemi di controllo ed i sistemi elettrici: nuove architetture basate su reti e/o bus di comunicazione Andrea Bazzani Michele Monaco Sergio Guardiano SISTEMI

Dettagli

L'automazione nei processi industriali

L'automazione nei processi industriali L'automazione nei processi industriali Un processo industriale è l insieme delle operazioni che concorrono a trasformare le caratteristiche e le proprietà di materiali, tipi di energia e/o informazioni

Dettagli

Reti di calcolatori. Condivisione di risorse e comunicazione con gli altri utenti

Reti di calcolatori. Condivisione di risorse e comunicazione con gli altri utenti Reti di calcolatori Condivisione di risorse e comunicazione con gli altri utenti Reti di calcolatori Anni 70: calcolatori di grandi dimensioni, modello time-sharing, centri di calcolo Anni 80: reti di

Dettagli

Il Telecontrollo Cloud Virtualizzato

Il Telecontrollo Cloud Virtualizzato Il Telecontrollo Cloud Virtualizzato Dare vita ad un network intelligente di impianti distribuiti sul territorio, migliorando la sostenibilità e massimizzando la competitività globale. Laura Graci e Domenico

Dettagli

DARCA HERITAGE V2 TOUR

DARCA HERITAGE V2 TOUR Sez.02 - SOLUZIONI PER DIAGNOSTICA E TELECONTROLLO - Pagina 02.2.4 1/8 DARCA HERITAGE V2 TOUR 1. SUDDIVISIONE IN ZONE DI MONITORAGGIO Darca Heritage V2 ti permette di analizzare i dati in riferimento al

Dettagli

SPECIFICA TECNICA. Sistemi di Supervisioe S.C.A.D.A. Gennaio 2008. a cura di Marco Dal Prà. Edizione 3.1. Appunti di Automazione

SPECIFICA TECNICA. Sistemi di Supervisioe S.C.A.D.A. Gennaio 2008. a cura di Marco Dal Prà. Edizione 3.1. Appunti di Automazione Sistemi di Supervisioe S.C.A.D.A. SPECIFICA TECNICA a cura di Marco Dal Prà Edizione 3.1 Gennaio 2008 SCADA Specifica Tecnica Ver 3.1 Pag. 1 di 16 PRESENTAZIONE Questa specifica tecnica si occupa di descrivere

Dettagli

Il sistema Mitrol si presenta come un pannello operatore dotato di display LCD a colori con Touch Screen, all interno del quale è installata

Il sistema Mitrol si presenta come un pannello operatore dotato di display LCD a colori con Touch Screen, all interno del quale è installata Il sistema Mitrol si presenta come un pannello operatore dotato di display LCD a colori con Touch Screen, all interno del quale è installata tipicamente una monoscheda, contenente tutte le CPU richieste

Dettagli

Richiami di informatica e programmazione

Richiami di informatica e programmazione Richiami di informatica e programmazione Il calcolatore E una macchina usata per Analizzare Elaborare Collezionare precisamente e velocemente una grande quantità di informazioni. Non è creativo Occorre

Dettagli

Organizzazione delle informazioni: Database

Organizzazione delle informazioni: Database Organizzazione delle informazioni: Database Laboratorio Informatico di base A.A. 2013/2014 Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche Università della Calabria Dott. Pierluigi Muoio (pierluigi.muoio@unical.it)

Dettagli

Introduzione Il programma di formazione base di Movicon prevede la disponibilità di nr. 10 moduli, così suddivisibili:

Introduzione Il programma di formazione base di Movicon prevede la disponibilità di nr. 10 moduli, così suddivisibili: Introduzione Il programma di formazione base di Movicon prevede la disponibilità di nr. 10 moduli, così suddivisibili: Corso base 1 = nr. 5 moduli, 1 gg. presso sede Progea o centro autorizzato Corso base

Dettagli

Installazione e caratteristiche generali 1

Installazione e caratteristiche generali 1 Installazione e caratteristiche generali 1 Installazione di SIGLA SIGLA viene fornito su un CDROM contenente la procedura d installazione. La procedura può essere installata eseguendo il programma SIGLASetup.exe

Dettagli

Sistemi di rivelazione: certificazione SIL, impianti ridondati. Il mondo dell energia chiede sempre maggiore sicurezza

Sistemi di rivelazione: certificazione SIL, impianti ridondati. Il mondo dell energia chiede sempre maggiore sicurezza Sistemi di rivelazione: certificazione SIL, impianti ridondati. Il mondo dell energia chiede sempre maggiore sicurezza FORUM di PREVENZIONE FORUM di PREVENZIONE Certificazione SIL (Safety Integrity Level)

Dettagli

PRESENTAZIONE SOLUZIONE GESTIONALE WORKGEST

PRESENTAZIONE SOLUZIONE GESTIONALE WORKGEST PRESENTAZIONE SOLUZIONE GESTIONALE WORKGEST Cos è WORKGEST? Workgest è un software progettato per la gestione e l'automazione delle celle di lavoro in linea. Con il termine Cella di Lavoro intendiamo un

Dettagli

CIM A CIM B. Computer-Integrated Manufacturing (CIM)

CIM A CIM B. Computer-Integrated Manufacturing (CIM) Computer-Integrated Manufacturing (CIM) Il Computer Integrated Manufacturing (CIM) è un metodo di produzione nel quale l'intero processo produttivo è controllato da un computer. Tipicamente, è composto

Dettagli

Descrizione della piattaforma software MPS Monitor

Descrizione della piattaforma software MPS Monitor Descrizione della piattaforma software MPS Monitor MPS Monitor è il più completo sistema di monitoraggio remoto e di gestione integrata ed automatizzata dei dati e degli allarmi relativi ai dispositivi

Dettagli

Logic Lab. un progetto italiano. www.axelsw.it. soluzioni SOFTWARE PER L'AUTOMAZIONE INDUSTRIALE

Logic Lab. un progetto italiano. www.axelsw.it. soluzioni SOFTWARE PER L'AUTOMAZIONE INDUSTRIALE Logic Lab soluzioni SOFTWARE PER L'AUTOMAZIONE INDUSTRIALE un progetto italiano www.axelsw.it Logic Lab La garanzia e l economia degli standard più diffusi sul mercato LogicLab è un ambiente di sviluppo

Dettagli

COMANDI PER RIBOBINATRICI SUPERVISORE APPROFONDIMENTO TECNICO

COMANDI PER RIBOBINATRICI SUPERVISORE APPROFONDIMENTO TECNICO COMANDI PER RIBOBINATRICI SUPERVISORE APPROFONDIMENTO TECNICO STRUTTURA SOFTWARE Il sistema si basa sulla gestione di svariate basi di dati, alle quali accede in modo dinamico ed in realtime l interfaccia

Dettagli

NETWORKER Monitoring System

NETWORKER Monitoring System NETWORKER Monitoring System La soluzione wireless per controllare e gestire il processo di maglieria con macchine circolari ADVANCED KNITTING TECHNOLOGY NETWORKER Monitoring System Description du système

Dettagli

PLC Programmable Logic Controller

PLC Programmable Logic Controller PLC Programmable Logic Controller Sistema elettronico, a funzionamento digitale, destinato all uso in ambito industriale, che utilizza una memoria programmabile per l archiviazione di istruzioni orientate

Dettagli

PlantPAx : interfaccia per dispositivi di campo e asset management

PlantPAx : interfaccia per dispositivi di campo e asset management PlantPAx : interfaccia per dispositivi di campo e asset management Simone Cerizza Commercial Engineer Process Italian Region Agenda Cenni generali fieldbus digitale Tecnologia FDT/DTM Piattaforma di integrazione

Dettagli

SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE DA RIPORTARE SUL P.O.F. A.S. 2014-2015. Ripasso programmazione ad oggetti. Basi di dati: premesse introduttive

SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE DA RIPORTARE SUL P.O.F. A.S. 2014-2015. Ripasso programmazione ad oggetti. Basi di dati: premesse introduttive SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE DA RIPORTARE SUL P.O.F. A.S. 2014-2015 ASSE DISCIPLINA DOCENTE MATEMATICO INFORMATICA Cattani Barbara monoennio CLASSE: quinta CORSO D SEZIONE LICEO SCIENZE APPLICATE

Dettagli

Infrastrutture Software

Infrastrutture Software Infrastrutture Software I componenti fisici di un sistema informatico sono resi accessibili agli utenti attraverso un complesso di strumenti software finalizzati all utilizzo dell architettura. Si tratta

Dettagli

PLC Sistemi a Logica Programmabile

PLC Sistemi a Logica Programmabile PLC Sistemi a Logica Programmabile Prof. Nicola Ingrosso Guida di riferimento all applicazione applicazione dei Microcontrollori Programmabili IPSIA G.Ferraris Brindisi nicola.ingrosso @ ipsiaferraris.it

Dettagli

Ph@ses 3003. Sistema informativo di fabbrica 1/12

Ph@ses 3003. Sistema informativo di fabbrica 1/12 Ph@ses 3003 Sistema informativo di fabbrica 1/12 1 Indice 1 Indice...2 2 Introduzione...3 3 Il prodotto: Ph@ses 3003...3 4 Tecnologia...3 5 Schema logico generale di produzione...4 5.1 Layuot logico di

Dettagli

ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE "L. EINAUDI" ALBA ANNO SCOLASTICO 2015/2016

ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE L. EINAUDI ALBA ANNO SCOLASTICO 2015/2016 ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE "L. EINAUDI" ALBA ANNO SCOLASTICO 2015/2016 CLASSE 5 I Disciplina: Sistemi automatici Docenti: Linguanti Vincenzo Gasco Giovanni PROGETTAZIONE DIDATTICA ANNUALE COMPETENZE

Dettagli

Xpress MANUALE OPERATIVO. Software di configurazione e controllo remoto I440I04_15

Xpress MANUALE OPERATIVO. Software di configurazione e controllo remoto I440I04_15 Xpress I440I04_15 Software di configurazione e controllo remoto MANUALE OPERATIVO INDICE 1 INTRODUZIONE... 3 2 REQUISITI HARDWARE E SOFTWARE... 3 3 SETUP... 3 4 PASSWORD... 4 5 HOME PAGE... 4 6 CANALE...

Dettagli

PROGRAMMI ACCESSORI A CORREDO CON EUREKA

PROGRAMMI ACCESSORI A CORREDO CON EUREKA PROGRAMMI ACCESSORI A CORREDO CON EUREKA Oltre al programma di gestione EUREKA contenuto nel CD di installazione, altri software complementari vengono installati quando si installa il programma EUREKA.

Dettagli

Sistema di acquisizione dati SME

Sistema di acquisizione dati SME OGGETTO: Sistema di acquisizione dati SME Caratteristiche generali Il software da noi proposto è completamente rispondente a tutti i decreti legge che regolano la materia dell acquisizione dati delle emissioni

Dettagli

Tecnologie di Campo nell Automazione Industriale

Tecnologie di Campo nell Automazione Industriale Tecnologie di Campo nell Automazione Industriale Reti per l Automazione Stefano Panzieri Lan e Bus di Campo - 1 Stefano Panzieri Al livello più basso Misura e acquisizione delle grandezze di interesse

Dettagli

La classificazione delle reti

La classificazione delle reti La classificazione delle reti Introduzione Con il termine rete si intende un sistema che permette la condivisione di informazioni e risorse (sia hardware che software) tra diversi calcolatori. Il sistema

Dettagli

Descrizione della piattaforma software MPS Monitor

Descrizione della piattaforma software MPS Monitor Descrizione della piattaforma software MPS Monitor MPS Monitor è il più completo sistema di monitoraggio remoto e di gestione integrata ed automatizzata dei dati e degli allarmi relativi ai dispositivi

Dettagli

P.D.M. (Product Document Management) Hierarchycal Tree

P.D.M. (Product Document Management) Hierarchycal Tree DOKMAWEB P.D.M. (Product Document Management) Hierarchycal Tree BBL Technology Srl Via Bruno Buozzi 8 Lissone (MI) Tel 039 2454013 Fax 039 2451959 www.bbl.it www.dokmaweb.it BBL Technology srl (WWW.BBL.IT)

Dettagli

Controllo della temperatura di fermentazione del vino

Controllo della temperatura di fermentazione del vino Controllo della temperatura di fermentazione del vino Il futuro è di chi lo sa immaginare. Benefici e Sviluppi - E la giusta risposta a una richiesta di innovazione tecnologica, per qualsiasi tipo di impianto.

Dettagli

1 Introduzione al corso 3 1.1 Architettura del sistema di controllo... 6

1 Introduzione al corso 3 1.1 Architettura del sistema di controllo... 6 Indice 1 Introduzione al corso 3 1.1 Architettura del sistema di controllo................ 6 2 Elementi di modellistica 8 2.1 Modelli nel dominio del tempo................... 8 2.2 La trasformata di Laplace......................

Dettagli

Digital Persona Client/Server

Digital Persona Client/Server Documentazione Tecnica Digital Persona Client/Server Installazione 03/10/2012 INDICE DOCUMENTO Introduzione... 3 Versioni del documento... 3 Premessa... 3 Digital Persona... 3 Prerequisiti... 3 Installazione...

Dettagli

SPECIFICHE PER L INSTALLAZIONE DEL SISTEMA AEDOS

SPECIFICHE PER L INSTALLAZIONE DEL SISTEMA AEDOS SPECIFICHE PER L INSTALLAZIONE DEL SISTEMA AEDOS DG Ambiente, Energia e Reti Pagina 1 Indice 1 PREMESSA... 3 2 DEFINIZIONI... 3 3 LA CONFIGURAZIONE HARDWARE... 4 3.1 informazioni generali... 4 3.2 Scelta

Dettagli

ISTITUTO TECNICO ECONOMICO MOSSOTTI

ISTITUTO TECNICO ECONOMICO MOSSOTTI CLASSE III INDIRIZZO S.I.A. UdA n. 1 Titolo: conoscenze di base Conoscenza delle caratteristiche dell informatica e degli strumenti utilizzati Informatica e sistemi di elaborazione Conoscenza delle caratteristiche

Dettagli

Sistema di supervisione e controllo TAC VISTA

Sistema di supervisione e controllo TAC VISTA Sistema di supervisione e controllo TAC VISTA Software TAC VISTA IV TAC VISTA IV è il sistema di supervisione e gestione per edifici che permette il monitoraggio, il controllo e la gestione degli impianti

Dettagli

Il sistema operativo

Il sistema operativo Il sistema operativo Percorso di Preparazione agli Studi di Ingegneria Università degli Studi di Brescia Docente: Massimiliano Giacomin Cos è un Sistema Operativo? Per capirlo, immaginiamo inizialmente

Dettagli

Ing. Paolo Domenici PREFAZIONE

Ing. Paolo Domenici PREFAZIONE Ing. Paolo Domenici SISTEMI A MICROPROCESSORE PREFAZIONE Il corso ha lo scopo di fornire i concetti fondamentali dei sistemi a microprocessore in modo semplice e interattivo. È costituito da una parte

Dettagli

Installazione e attivazione delle licenze

Installazione e attivazione delle licenze Capitolo 1 Installazione e attivazione delle licenze L installazione del software su una singola macchina è di solito un operazione piuttosto semplice, ma quando si deve installare AutoCAD in rete è richiesta

Dettagli

WE500 APPLICATION NOTES GESTIONE DELLE ACQUE

WE500 APPLICATION NOTES GESTIONE DELLE ACQUE WE500 APPLICATION NOTES GESTIONE DELLE ACQUE 1 INTRODUZIONE I sistemi di telecontrollo ed il monitoraggio diventano sempre più importanti nell'ampliamento delle reti di distribuzione idrica ed in particolar

Dettagli

Registro unico Antiriciclaggio

Registro unico Antiriciclaggio Registro unico Antiriciclaggio VERSIONE PROFESSIONISTI E CED VERSIONE 4.0.0 Sommario Introduzione... 4 Requisiti di sistema... 5 Installazione del software... 6 Verifica automatica dei requisiti di installazione...

Dettagli

LOCALIZZAZIONE SATELLITARE GEOREFENRENZIATA

LOCALIZZAZIONE SATELLITARE GEOREFENRENZIATA LOCALIZZAZIONE SATELLITARE GEOREFENRENZIATA 1 Indice 1 Indice... 2 2 Introduzione... 3 2.1 Glossario... 3 2.2 Generalità... 3 3 Applicativo... 4 4 Stato del mezzo... 6 4.1 Toolbar Mezzo... 6 4.2 Identificativo

Dettagli

ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE "L. EINAUDI" ALBA

ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE L. EINAUDI ALBA ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE "L. EINAUDI" ALBA CLASSE 5H Docenti: Raviola Giovanni Moreni Riccardo Disciplina: Sistemi elettronici automaticih PROGETTAZIONE DIDATTICA ANNUALE COMPETENZE FINALI Al termine

Dettagli

Matrice delle competenze THEME - Settore tecnologie elettriche/elettroniche con competenze parziali/ risultati di apprendimento

Matrice delle competenze THEME - Settore tecnologie elettriche/elettroniche con competenze parziali/ risultati di apprendimento AREE DI COMPETENZA FASI DELLO SVILUPPO DELLE COMPETENZE 1. Preparazione, progettazione, montaggio e installazione di impianti elettrici e/o elettronici per edifici a uso civile e applicazioni industriali

Dettagli

Informatica di Base - 6 c.f.u.

Informatica di Base - 6 c.f.u. Università degli Studi di Palermo Dipartimento di Ingegneria Informatica Informatica di Base - 6 c.f.u. Anno Accademico 2007/2008 Docente: ing. Salvatore Sorce Il Sistema Operativo Gerarchia del software

Dettagli

Informatica. Scopo della lezione

Informatica. Scopo della lezione 1 Informatica per laurea diarea non informatica LEZIONE 1 - Cos è l informatica 2 Scopo della lezione Introdurre le nozioni base della materia Definire le differenze tra hardware e software Individuare

Dettagli

IL PLC 1/9. permanente, la memoria volatile e i pin di I/O, oltre ad eventuali altri blocchi specializzati.

IL PLC 1/9. permanente, la memoria volatile e i pin di I/O, oltre ad eventuali altri blocchi specializzati. IL PLC 1/9 Storia Il motivo per il quale nacque il PLC fu la necessità di eliminare i costi elevati per rimpiazzare i sistemi complicatissimi basati su relè. Nel anni 70 la società Beadford Associates

Dettagli

Cambia vincite. Documento tecnico Aggiornamento tarature per lettore di banconote Smart Payout. Cod. DQMBI00001.0IT Rev. 1.

Cambia vincite. Documento tecnico Aggiornamento tarature per lettore di banconote Smart Payout. Cod. DQMBI00001.0IT Rev. 1. Nexus PRO Cambia vincite IT Documento tecnico Aggiornamento tarature per lettore di banconote Smart Payout Cod. DQMBI00001.0IT Rev. 1.0 06 10 2015 Aggiornamento delle tarature per erogatore di banconote

Dettagli

Turbodoc. Archiviazione Ottica Integrata

Turbodoc. Archiviazione Ottica Integrata Turbodoc Archiviazione Ottica Integrata Archiviazione Ottica... 3 Un nuovo modo di archiviare documenti, dei e immagini... 3 I moduli di TURBODOC... 4 Creazione dell armadio virtuale... 5 Creazione della

Dettagli

DATABASE IN RETE. La gestione informatizzata di un Centro Cefalee

DATABASE IN RETE. La gestione informatizzata di un Centro Cefalee DATABASE IN RETE La gestione informatizzata di un Centro Cefalee Reti Informatiche Database relazionali Database in rete La gestione informatizzata di un Centro Cefalee RETI INFORMATICHE Per connettere

Dettagli

RETI INDUSTRIALI. Sistemi di rete a cablatura tradizionale. Sistemi di rete a cablatura innovativa Bus. Introduzione GERARCHIA DI CONTROLLO

RETI INDUSTRIALI. Sistemi di rete a cablatura tradizionale. Sistemi di rete a cablatura innovativa Bus. Introduzione GERARCHIA DI CONTROLLO RETI INDUSTRIALI Ing.Francesco M. Raimondi www.unipa.it\fmraimondi Lezioni del corso di Automazione Industriale Dipartimento di Ingegneria dell Automazione e dei Sistemi GERARCHIA DI CONTROLLO Ing. F.M.

Dettagli

Power-Studio è un semplice, veloce potente ed intuitivo applicativo software di monitoraggio e supervisione energetica che consente di realizzare:

Power-Studio è un semplice, veloce potente ed intuitivo applicativo software di monitoraggio e supervisione energetica che consente di realizzare: Software di monitoraggio e supervisione energetica Power-Studio & Scada Power-Studio è un semplice, veloce potente ed intuitivo applicativo software di monitoraggio e supervisione energetica che consente

Dettagli

Sommario. Introduzione 1

Sommario. Introduzione 1 Sommario Introduzione 1 1 Il Telecontrollo 1.1 Introduzione... 4 1.2 Prestazioni di un sistema di Telecontrollo... 8 1.3 I mercati di riferimento... 10 1.3.1 Il Telecontrollo nella gestione dei processi

Dettagli

Dispensa di Fondamenti di Informatica. Architettura di un calcolatore

Dispensa di Fondamenti di Informatica. Architettura di un calcolatore Dispensa di Fondamenti di Informatica Architettura di un calcolatore Hardware e software La prima decomposizione di un calcolatore è relativa ai seguenti macro-componenti hardware la struttura fisica del

Dettagli

Capitolo 3: Strutture dei sistemi operativi

Capitolo 3: Strutture dei sistemi operativi Capitolo 3: Strutture dei sistemi operativi Componenti del sistema Servizi di un sistema operativo Chiamate del sistema Programmi di sistema Struttura del sistema Macchine virtuali Progettazione e realizzazione

Dettagli

Automazione Direzione Progetto Progettazione HSRIO

Automazione Direzione Progetto Progettazione HSRIO HSRIO_BROCHURE.DOC HSRIO HIGH SPEED REMOTE INPUT OUTPUT Nome documento: Hsrio_Brochure.doc Responsabile: Bassignana Luigi Data: 01/04/2008 1 DESCRIZIONE Sistema modulare di IO remoto ad alta velocità,

Dettagli

Prof. Capuzzimati Mario - ITIS Magistri Cumacini - Como LOGICA DI CONTROLLO

Prof. Capuzzimati Mario - ITIS Magistri Cumacini - Como LOGICA DI CONTROLLO Logiche di controllo LOGICA DI CONTROLLO Una automazione può, oggi, essere realizzata secondo due diverse tecnologie. In passato la logica di controllo era implementata (realizzata) attraverso la tecnologia

Dettagli

Informatica Documentale

Informatica Documentale Informatica Documentale Ivan Scagnetto (scagnett@dimi.uniud.it) Stanza 3, Nodo Sud Dipartimento di Matematica e Informatica Via delle Scienze, n. 206 33100 Udine Tel. 0432 558451 Ricevimento: giovedì,

Dettagli

Touch screen, mille dati con un dito

Touch screen, mille dati con un dito DD 1050 Terminale di pesatura Serie Diade Touch screen, mille dati con un dito Strumenti e Tecnologie per Pesare Terminale di pesatura Serie Diade DD 1050 DIADE in matematica indica la combinazione di

Dettagli

GUIDA ALL INSTALLAZIONE DELOS SYSTEMS 4.02.28

GUIDA ALL INSTALLAZIONE DELOS SYSTEMS 4.02.28 GUIDA ALL INSTALLAZIONE DELOS SYSTEMS 4.02.28 Requisiti minimi (sistema operativo hardware).... pag. 1 Procedura di disinstallazione e installazione del software Delos Systems 4.02.28.. pag. 2 Salvare

Dettagli

elisa - LIMS Tecnologia Microsoft per la gestione completa del processo di analisi di laboratorio

elisa - LIMS Tecnologia Microsoft per la gestione completa del processo di analisi di laboratorio elisa - LIMS Tecnologia Microsoft per la gestione completa del processo di analisi di laboratorio Panoramica LISA Web è il software LIMS di riferimento per i laboratori di analisi Gestio Sviluppato in

Dettagli

SMS Supervisor Management System

SMS Supervisor Management System www.brccompressors.it www.brcfuelmaker.it SMS Supervisor Management System SMS: Sistema di Supervisione e Controllo degli impianti di erogazione metano. Totalmente ingegnerizzato da Dresser Wayne, il sistema

Dettagli

Corso di Informatica

Corso di Informatica Corso di Informatica Modulo T2 A2 Introduzione ai database 1 Prerequisiti Concetto di sistema File system Archivi File e record 2 1 Introduzione Nella gestione di una attività, ad esempio un azienda, la

Dettagli

RIORDINO DEGLI ISTITUTI TECNICI. Figura Professionale Perito Elettronico ed Elettrotecnico

RIORDINO DEGLI ISTITUTI TECNICI. Figura Professionale Perito Elettronico ed Elettrotecnico Il Perito in Elettronica ed Elettrotecnica: RIORDINO DEGLI ISTITUTI TECNICI Figura Professionale Perito Elettronico ed Elettrotecnico ha competenze specifiche nel campo dei materiali e della tecnologia

Dettagli

I SISTEMI COMPUTERIZZATI PER LA RILEVAZIONE, L ANALISI E L OTTIMIZZAZIONE DEI CONSUMI

I SISTEMI COMPUTERIZZATI PER LA RILEVAZIONE, L ANALISI E L OTTIMIZZAZIONE DEI CONSUMI I SISTEMI COMPUTERIZZATI PER LA RILEVAZIONE, L ANALISI E L OTTIMIZZAZIONE DEI CONSUMI Giovanni Barozzi, Agostino Colombi AUTECO SISTEMI SRL Via Nazionale, 7 27049 Stradella (PV) auteco@auteco.net Sommario

Dettagli

disponibili nel pacchetto software.

disponibili nel pacchetto software. Modulo syllabus 4 00 000 00 0 000 000 0 Modulo syllabus 4 DATABASE 00 000 00 0 000 000 0 Richiede che il candidato dimostri di possedere la conoscenza relativa ad alcuni concetti fondamentali sui database

Dettagli

Base di dati e sistemi informativi

Base di dati e sistemi informativi Base di dati e sistemi informativi Una base di dati è un insieme organizzato di dati opportunamente strutturato per lo svolgimento di determinate attività La base di dati è un elemento fondamentale per

Dettagli

DIAGNOSTICA: SEGNALAZIONE ERRORI DI SISTEMA. (Reporting of System Errors)

DIAGNOSTICA: SEGNALAZIONE ERRORI DI SISTEMA. (Reporting of System Errors) DIAGNOSTICA: SEGNALAZIONE ERRORI DI SISTEMA (Reporting of System Errors) Indice 1 Introduzione...2 1.1 Componenti supportati e insieme delle funzioni...2 2 STEP7: Configurazione HW...3 2.1 Scheda Generale...4

Dettagli

Installazione della turbina TURBEC T100 presso la piattaforma ZECOMIX. M. Nobili, A. Assettati, G. Messina, L. Pagliari. Report RdS/PAR2013/267

Installazione della turbina TURBEC T100 presso la piattaforma ZECOMIX. M. Nobili, A. Assettati, G. Messina, L. Pagliari. Report RdS/PAR2013/267 c Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l energia e lo sviluppo economico sostenibile MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO Installazione della turbina TURBEC T100 presso la piattaforma ZECOMIX M. Nobili,

Dettagli

WIN SENT programma di supervisione allarmi

WIN SENT programma di supervisione allarmi pg. 1 1. DESCRIZIONE GENERALE 1.1. SCOPO Per migliorare l efficacia globale degli interventi e per diminuire i costi di gestione nei complessi di grandi dimensioni ovvero ove siano presenti impianti di

Dettagli

Sistemi di Automazione Industriale

Sistemi di Automazione Industriale Introduzione ai PLC Sistemi di Automazione Industriale Ridurre e/o eliminare il ruolo dell operatore umano Ogni sistema di automazione prevede: Sistema Controllato; è un generatore di eventi non prevedibili

Dettagli

SOFTWARE. È l insieme delle istruzioni che è necessario fornire alla macchina per il suo funzionamento. Vi sono due categorie di software:

SOFTWARE. È l insieme delle istruzioni che è necessario fornire alla macchina per il suo funzionamento. Vi sono due categorie di software: 1 SOFTWARE È l insieme delle istruzioni che è necessario fornire alla macchina per il suo funzionamento. Vi sono due categorie di software: SOFTWARE DI SISTEMA (o di base), che deve gestire le funzioni

Dettagli

ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE "L. EINAUDI" ALBA

ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE L. EINAUDI ALBA ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE "L. EINAUDI" ALBA CLASSE 5H Docenti: Raviola Giovanni Moreni Riccardo Disciplina: Sistemi elettronici automatici PROGETTAZIONE DIDATTICA ANNUALE COMPETENZE FINALI Al termine

Dettagli

L ambiente di sviluppo STEP 7 è un pacchetto software creato per sviluppare progetti di automazione basati sui prodotti Siemens della serie SIMATIC.

L ambiente di sviluppo STEP 7 è un pacchetto software creato per sviluppare progetti di automazione basati sui prodotti Siemens della serie SIMATIC. STEP 7 L ambiente di sviluppo STEP 7 è un pacchetto software creato per sviluppare progetti di automazione basati sui prodotti Siemens della serie SIMATIC. Le informazioni relative alle caratteristiche

Dettagli

UPS... 1. 2 2. 3 2.1. 4 2.2. RS : 5 3. UPS

UPS... 1. 2 2. 3 2.1. 4 2.2. RS : 5 3. UPS Sommario 1. Che cosa è UPS Communicator?... 2 2. Installazione di UPS Communicator... 3 2.1. Server UPS... 4 2.2. RS System : Remote Shell System... 5 3. UPS Diag Monitor... 6 3.1. Connessione e disconnessione

Dettagli