Cortona o settembre UN ECONOMIA PER CREARE LAVORO E O BUONO E GIUSTO. Materiale e per l approfondimento

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Cortona o 18 19 20 settembre UN ECONOMIA PER CREARE LAVORO E O BUONO E GIUSTO. Materiale e per l approfondimento"

Transcript

1 Cortona Centro Convegni ni S, Agostino o settembre 47 incontro o nazionale al di studi 2014 UN ECONOMIA PER CREARE LAVORO E O BUONO E GIUSTO Materiale e per l approfondimento ond nto a curadella funzione n Studi delle e Acli

2

3 INDICE Il lavoro non è finito, di Gianni Bottalico p. 5 Tra Cortona 2013 e Cortona 2014 Da dove veniamo: Cortona 2013, a cura di Ufficio Studi 9 Cortona Il tema, a cura di Ufficio Studi 13 Suggestioni e scenari Una nuova forma di solidarietà, di Roberto Rossini 21 Dalla cooperazione alla comunità, di Piero Bargellini 27 Mutamento sociale, capitalismo e crisi, di Andrea Casavecchia e Fabio Cucculelli 30 Il senso del lavoro Il lavoro nello scorrere del tempo. Un analisi socio-storica, di Andrea Casavecchia 37 Lavorare in gratuità. Un analisi biblica, di Marco Bonarini 45 Il bene nel lavoro. Un analisi dottrinaria, di p. Elio della Zuanna 51 La realtà del lavoro Il lavoro presente e assente, a cura di Iref 59 Lavoro e vulnerabilità sociale: un inedito binomio, a cura di Giuseppe Marchese 92 Famiglia e lavoro: fra vulnerabilità e opportunità, di Santino Scirè 98 Il lavoro e il sindacato europeo, di Simonetta De Fazi 104 Le Acli e il lavoro I servizi al mutare del lavoro: il Patronato, di Marco Calvetto 111 I servizi al mutare del lavoro: il Caf, di Paolo Conti 118 I servizi al mutare del lavoro: Enaip, di Tino Castagna 121 La forza (del) lavoro: una campagna per dimostrare che il lavoro non è finito, di Stefano Tassinari 128 Appendice Bibliografia e filmografia, a cura di Simone Cittadini, Storico Acli 147 Repository, a cura della redazione di BeneComune.Net 150 3

4

5 IL LAVORO NON È FINITO. Un economia per creare lavoro buono e giusto IL LAVORO NON È FINITO Gianni Bottalico Presidente Nazionale Mentre assistiamo a movimenti della storia sempre più intensi, spesso violenti, alla ricerca di un nuovo equilibrio globale capace di sostituire quello impostosi nel ventesimo secolo, a quasi settant'anni dopo la conclusione del secondo conflitto mondiale, e nel centenario dell'inizio della Grande Guerra, le Acli tornano a Cortona per interrogarsi sul ruolo che possono esercitare nell'attuale complicata fase di transizione e di crisi. Il lavoro continua ad essere il termometro della stabilità sociale e politica di un'epoca. Quando questo è ridotto a merce e la giustizia sociale è sacrificata sull'altare dell'idolatria del profitto e di un sistema finanziario basato sulla speculazione, si va incontro a tempi convulsi. Per questo il tempo attuale è così denso di incognite. Oggi tutto congiura contro il lavoro. Le scelte strategiche fondamentali lo penalizzano e sempre meno lo tutelano. Gli stati non trovano le risorse per politiche di sviluppo, ma trovano copiose risorse per soccorrere gli istituti finanziari. Da anni i legislatori sono sottoposti ad una pressione continua e martellante da parte degli organi di stampa per più deregolamentazione e flessibilità, ma nel contempo le istituzioni accettano, senza significative resistenze, le rigidità della politica europea di austerità, e paiono già pronte ad accettare quelle ancor più gravi che si profilano, derivanti dalla stipula in segretezza e senza controllo democratico, di trattati internazionali come il Trattato transatlantico di libero scambio (Ttip) e l'accordo di Commercio sui Servizi (Tisa). Il quadro giuridico e istituzionale che si va costruendo non ha al centro né il lavoro, né la persona, ma il profitto, una sua ulteriore centralizzazione nelle mani di pochi operatori globali a scapito dei diritti sociali, della sicurezza sul lavoro, della salute dei consumatori. I Paesi emergenti hanno approfittato della globalizzazione per avviare la loro industrializzazione, ma adesso invocano un sistema finanziario internazionale più equilibrato ed il riconoscimento del loro ruolo politico sulla scena globale. Un unico centro politico e finanziario oppure diversi centri. È questo l'oggetto del conflitto del nostro secolo. In questa partita l'europa rappresenta l'ago della bilancia ma rischia di divenire il teatro dello scontro se anziché ricercare il bene comune si dovesse lasciare sopraffare dagli altrui interessi. Da dove ripartire, allora, per costruire un'economia che crea lavoro buono e giusto? Da una grande iniziativa politica che scaturisce da una capacità di lettura e di progetto adeguata alle sfide non semplici che questo tempo ci presenta. E da una capacità di cogliere le difficoltà sociali ed economiche che si manifestano sui territori: la deindustrializzazione, l'aumento della disoccupazione, l'impoverimento dei ceti lavoratori, il dilagare della povertà. Su queste emergenze dobbiamo rimodulare la nostra vita associativa e l'intero sistema dei servizi, sia in termini di capacità di lettura dei nuovi bisogni sociali, sia in termini di nuove offerte che puntino a subentrare alle sempre più numerose lacune lasciate dal ritiro e dal ridimensionamento dello stato sociale. Ancora una volta, come in altre epoche, per le Acli il compito principale ed il maggior servizio che possono rendere al bene comune, è quello di cercare di tradurre in progetto politico coerente quanto suggerito dall'esperienza e dal contatto diretto con le difficoltà dei nostri associati e dei concittadini che incrociamo, con le nostre iniziative e con i nostri servizi. 5

6

7 TRA CORTONA 2013 E CORTONA 2014

8

9 IL LAVORO NON È FINITO. Un economia per creare lavoro buono e giusto DA DOVE VENIAMO: CORTONA 2013 Partecipazione e democrazia per abitare la storia a cura di Ufficio Studi Potremmo sintetizzare con un interrogativo l esigenza da cui è nato l incontro di Studi 2013: Come possiamo abitare il nostro tempo? Quale tipo di presenza ci chiede la storia? Il tempo non è neutro o astratto, ma è un tempo calato in una storia ben precisa e delineata, che presenta due grandi sfide, la crisi economico-culturale e la (conseguente) crescita delle disuguaglianze. Le nostre società democratiche si sono sempre distinte (ma ora non più) per la forza della partecipazione con le opportunità da essa create, e per la ricchezza dei diritti di cittadinanza con il loro bagaglio di potenzialità per lo sviluppo integrale della persona. Questo tempo interroga la fedeltà alla democrazia che è una caratteristica genetica delle Acli: appartiene al loro DNA e si declina nell attenzione alla dimensione popolare e nella proiezione verso un ideale di giustizia. Confermare la nostra fedeltà lungo la storia acquista nuovi significati da esplorare per gettare le basi di una cultura politica capace di costruire un nuovo modello di convivenza civile, che consideri la dignità della persona umana nella vita e nelle sue relazioni. Proporci la questione di come abitare la storia significa anche per noi, riscoprire un compito, una vocazione: quali Acli vogliamo per abitare il nostro tempo? Quale missione? Dentro questa cornice inquadriamo i contenuti proposti a Cortona nel 2013, provenienti dai relatori, dagli interlocutori politici, dal confronto delle esperienze nei laboratori tematici. Contesto: quale mondo viviamo? Il politologo Filippo Andreatta ci ha introdotto nel contesto mondiale. Sono segnalati due elementi: da un lato la riduzione della quota di umanità che versa in stato di povertà: se negli anni Settanta del Novecento la metà delle persone viveva con meno di un dollaro al giorno, oggi si trova nella stessa situazione un settimo della popolazione globale. Dall altro lato abbiamo assistito alla separazione della coppia capitale-democrazia: se nel recente passato la crescita economica era legata a doppio filo con la sorte della democrazia di un Paese, oggi i destini si separano: anzi, assistiamo a un blocco delle democrazie. In Cina la crescita economica non è affiancata dalla maturazione di una società garante del pluralismo democratico; così come nei paesi europei la difesa dell economia ha ampliato le disuguaglianze sociali e solo alcuni hanno beneficiato degli effetti della globalizzazione. Quando Filippo Andreatta concentra la sua analisi sull Italia, emergono due indicatori di crisi: il primo riguarda l autoreferenzialità politica, che è emersa in tutta la sua forza nelle ultime elezioni, dove l astensionismo è stato imponente e il Movimento 5 Stelle ha catalizzato il consenso delle categorie più deboli (giovani, autonomi, disoccupati). Il secondo indicatore riguarda la frattura generazionale: l Italia è un paese dove chi lavora controlla meno della metà della ricchezza complessiva, dove i giovani sono poco valorizzati e l investimento nell istruzione è scarso: se pensiamo che sono quasi solo i figli dei laureati a laurearsi, prendiamo atto che alle nuove generazioni sono offerte scarse opportunità di lavoro e scarsi investimenti per il loro futuro. E allora, ecco il problema politico: quali sono le domande di futuro su cui costruire la storia del nostro Paese? Quali forze politiche e civili avranno il coraggio di sceglierle? L economista Leonardo Becchetti ha aggiunto alla 9

10 47 Incontro Nazionale di Studi - Materiali per l approfondimento cornice altre tre coordinate: la crisi di senso, la crisi ambientale e la crisi finanziaria. Dentro di esse si origina la decrescita italiana. Bisogna prendere atto che la delocalizzazione industriale non si può fermare, finché non sarà colmato il divario Nord-Sud del mondo. Inoltre siamo impigliati in un rigorismo autistico che non permette di modificare il rapporto tra il debito pubblico e il Pil. C è infine un problema culturale che domina il sistema economico: si privilegia la produzione di beni di comfort - che creano una dipendenza del consumatore - invece di produrre beni di stimolo - che creerebbero una crescita del cittadino (si preferisce inondare il mercato di Suv tutti uguali, ma personalizzabili, piuttosto di investire su trasporti ecologici, integrare tecnologie ibride e piste ciclabili). Le proposte di Leonardo Becchetti toccano due livelli: il primo livello richiede un cambio di paradigma, che superi l ideologia del Pil per andare verso un economia civile, nella quale si combinino mercato, istituzioni pubbliche e cittadinanza. Il secondo livello è strategico: per uscire dalla congiuntura avversa è importante investire su fattori competitivi non delocalizzabili. L economista ne individua alcuni, dove l Italia parte avvantaggiata: i siti segnalati dall Unesco come patrimonio dell Umanità; il luogo di maggior concentrazione di biodiversità in Europa; la leadership mondiale per i beni culturali e religiosi. Certo ci sarebbe bisogno infine di investimenti per creare un habitat al sistema economico: efficienza della Pubblica Amministrazione, giustizia civile, banda larga, istruzione... La sociologa Rosangela Lodigiani ha allargato la riflessione sul tema della vulnerabilità sociale che, nell ultimo periodo storico, è diventata la categoria interpretativa delle disuguaglianze e della stratificazione sociale. Attraverso il concetto di vulnerabilità sociale si comprende il senso di instabilità, fragilità e incertezza che colpisce in modo trasversale la popolazione. Si introduce una dimensione di disuguaglianza che coinvolge diversi fattori di rischio: precarizzazione del lavoro, instabilità reddituale, corrosione delle reti di prossimità, inerzia istituzionale. Nel corso degli ultimi decenni anche in Italia il contratto sociale, incentrato su lavoro, famiglia e welfare ha segnato il passo: la nostra società perde la capacità di provvedere al benessere e alla sicurezza dei cittadini. Ne scaturisce una modifica dei rischi e dei bisogni sociali: destandardizzazione del lavoro; trasformazioni demografiche; contrazione delle reti familiari; trasformazioni culturali di impronta individualistica. I cambiamenti tendono a favorire l autonomia dei cittadini, la loro indipendenza a scapito della loro sicurezza e della loro socialità. Così attecchisce la vulnerabilità caratterizzata per la scarsa stabilità dei meccanismi di acquisizione delle risorse. Rosangela Lodigiani cita Robert Castel, quando parla di individui per difetto: quelli privi delle risorse e delle capacità necessarie per essere autonomi, quelli per i quali un evento negativo o una normale transizione del corso di vita diventa un ostacolo insormontabile. Tale situazione espone tutti alla vulnerabilità; soprattutto chi si trova nelle posizioni intermedie della società. Lo stato della partecipazione e della democrazia La partecipazione sociale è in bilico nella nostra storia. Ma la partecipazione è uno dei possibili modi di abitare la storia in modo collettivo. Per descriverne lo stato attuale, il sociologo Paolo Ceri ha distinto tre dimensioni. La prima riguarda i compiti e il ruolo che un soggetto svolge all interno di un attività comune: aver parte nel raggiungere un obbiettivo. La seconda riguarda la capacità e la possibilità di influenzare le decisioni collettive: sentirsi parte di un gruppo, della famiglia, di un impresa, di un associazione. La terza dimensione, sostiene Ceri, si inserisce nel quadro del cambiamento di regole e finalità di una comunità: consiste quindi nel prender parte ad un azione di trasformazione collettiva. Oggi sono principalmente due le vie privilegiate di partecipazione per le persone: il mondo digitale e l associazionismo. Entrambe presentano problematicità. La prima via per ora sembra essere sostitutiva più che trasformativa delle forme tradizionali: diventa uno sfogo individuale, un segnale di protesta, ma manca di collante e di forza propositiva. La seconda, l associazionismo, sembra avvitarsi su se stessa; stimola alla partecipazione interna e alle finalità di servizio dell organizzazione, piuttosto che promuovere la cittadinanza tout court. 10

11 IL LAVORO NON È FINITO. Un economia per creare lavoro buono e giusto Per verificare le forme di partecipazione, Paolo Ceri, individua una strategia d azione. Innanzitutto occorre ricostruire la rete della fiducia tra le persone e nel rapporto cittadini e istituzioni. Perciò si propone di operare su tre piani: legalità, giustizia sociale, connessioni tra sfere vitali e culturali. L operazione chiama in causa alcune minoranze attive: dirigenti con visione internazionale; associazioni non corporative; movimenti sociali per i diritti e la democrazia. Infine per riattivare la partecipazione secondo il sociologo bisogna alimentare un collante etico che ruoti attorno all appello per la dignità umana, ancora oggi capace di mobilitare azioni di protesta e proposta. Una seconda modalità dell abitare la storia in modo collettivo è la democrazia, che il politologo Ilvo Diamanti segnala nella sua specificità temporale: la democrazia non esiste se non la collochiamo nell oggi lungo un percorso tra passato e futuro. Il rapporto con la storia è una prima questione da affrontare: nel nostro sistema democratico non garantiamo una previsione di breve e tanto meno di lungo periodo. Nel primo caso è sufficiente considerare l attuale situazione: come si può governare quando non si è a conoscenza della data delle prossime elezioni, quali saranno le alleanze, quali partiti esisteranno? Nel secondo caso è sufficiente osservare le prospettive della condizione giovanile: la fascia adulta della popolazione ha bloccato il tempo e detiene il potere; i giovani non entrano in conflitto, non ne avrebbero la forza economica né demografica, semplicemente se ne vanno. Una seconda questione, per Ilvo Diamanti, attiene al significato della democrazia. L astensionismo mette in crisi la dimensione della rappresentanza e della rappresentatività, che è la forma di democrazia attualmente conosciuta. Si è passati da una democrazia dei partiti alla democrazia dello spettatore, dalla partecipazione alla comunicazione, dall identità agli slogan. Il voto infatti - non riesce a esprimere una vera e propria maggioranza politica e per questo, da tre anni, ricorriamo a governi tecnici composti da saggi. Dentro una fase di eccezione assumono importanza altre figure: la magistratura, l università. Oltre alla dimensione procedurale c è una paralisi contenutistica: uguaglianza, giustizia e legalità sono dentro il patto di delega democratica: cosa succede se non sono rispettate? Infine il sociologo segnala un rischio: stiamo abbandonando la democrazia associativa e deliberativa, accantonate insieme al federalismo... Lo stile dell abitare Nella situazione di crisi, come appare la speranza dei cristiani? Fratel Massimo Fusarelli, a partire dal Salmo 37, indica la peculiarità del vivere nel margine, descritto nella Sacra Scrittura: nel momento della persecuzione, al credente è proposto di coltivare la fedeltà e il bene, di non cedere al male. Ne emerge la differenza tra lo stolto e il saggio: il primo si chiude in sé stesso, si sente protagonista assoluto, invade lo spazio e aspira al possesso esclusivo. Il saggio, invece, rimane ancorato all alleanza e vive la storia dentro la categoria del pellegrino, in continua ricerca della verità, con i piedi ancorati alla terra e gli occhi fissi verso il cielo. Il saggio è capace di vedere l ingiustizia e ascoltare il lamento di chi vive nella sofferenza. Monsignor Riccardo Fontana, vescovo di Arezzo e Cortona, evidenzia la necessità di trovare un posto nella storia per attraversare la palude in cui siamo impantanati. L invito richiede un discernimento attraverso il recupero di uno stile di vita secondo lo Spirito. Il richiamo vale per i singoli, come per le associazioni e la Chiesa stessa. Per abitare la storia dobbiamo fare memoria della nostra tradizione. Il vescovo provoca quindi con due domande: com è possibile traghettare l esperienza del cattolicesimo democratico? Come si concretizza oggi l appello di don Luigi Sturzo rivolto agli uomini liberi e forti? Dentro questo perimetro è possibile ricavare lo spazio politico dell azione locale, che si caratterizza per alcuni elementi: l amore per gli ultimi, la cultura della legalità e il dialogo per superare la cultura dell assedio. Spiega il vescovo: l unico nemico nel Vangelo è il diavolo, non bisogna crearsi fortini. Le sfide per abitare la storia Dal confronto con gli esperti e dal dibattito avvenuti nei laboratori tematici è possibile individuare alcune sfide: 11

12 47 Incontro Nazionale di Studi - Materiali per l approfondimento 1. La democrazia non può prescindere dalla realtà del sociale e non può rinunciare alla trasparenza del suo discorso pubblico. La crisi della democrazia, spiega il politologo Luigi Ceccarini, si individua nell incapacità di unire la dimensione istituzionale a quella sociale. Le persone sono in ricerca di nuovi canali partecipativi per trasmettere le domande sociali che provengono dalla loro vita. I soggetti tradizionali, come i partiti, i sindacati le associazioni, faticano a intercettare questi nuovi modelli partecipativi, a tradurli in istanze concrete a ricondurli nel quadro di una progettualità più ampia. Per le Acli questo si traduce nell impegno a sostenere coesione anche attraverso la costituzione di comitati civici o forme di circolo che rilancino l impegno politico sul territorio. 2. Il lavoro presenta due urgenze: le difficoltà di inserimento e l erosione della socialità. Massimiliano Colombi, l esperto della Cisl, intervenuto al laboratorio, ha sostenuto che c è una vasta area della popolazione che non partecipa al mercato del lavoro si tratta degli esclusi: gli esodati, i giovani, e in particolare i giovani adulti, i disoccupati over 50. Prendiamo atto che i servizi, le cooperative, i progetti sono occasioni di incontro per sostenere le fasce deboli, poi il ruolo dei nostri operatori fornisce una grande varietà di relazioni tra le persone. Nasce l esigenza di occuparsi di lavoro e di economia per essere cittadini e non sudditi. Per e Acli si presenta un ruolo di informazione e di educazione: come alfabetizzare su questioni per l orientamento ai contratti lavorativi, nelle tutele; come creare iniziative di mutualità e sostegno tra persone e tra famiglie; come formare alla costruzione di profili previdenziali e alla finanza. 3. Il sostegno sociale subisce una mutazione genetica. Di fronte ai cambiamenti del welfare e alla costante riduzione della spesa pubblica, destinata ai servizi sociali, è necessario per chi opera nel sociale adottare una prospettiva della cura della relazioni personali, vedendo il singolo soggetto inserito in un sistema di legami (familiari, sociali, comunitarie). Secondo una logica sussidiaria va ripresa un azione che sia capace di tessere reti di protezione sociale, come ha ricordato Fabio Vando della Caritas. La sfida che attende i sistemi di welfare è quella dello sviluppo delle capacità personali e comunitarie per superare la logica dell emergenza. Le politiche sociali dovrebbero adottare una logica dell integrazione istituzionale (Stato, Regioni, province, comuni), di integrazione tra pubblico/privato e di integrazione tra le diverse politiche (sanitarie, abitative, fiscali, del lavoro). Per le Acli si tratta di tradurre in opere l obiettivo di sviluppare un modello sociale che crei reti e costruisca cittadinanza a partire dai giovani e dalle donne. Esempi di questo sono i Punti Famiglia o iniziative di conciliazione vita lavoro. 4. Gli stili di vita mostrano la possibilità di costruire nuovi modi di convivenza. Una novità antropologica sorge nella nostra convivenza umana, in particolare nella famiglia e tra le famiglie: l assopirsi e la difficoltà a svolgere il normale lavoro di cura delle relazioni, tra adulti e con i non-ancora-adulti, l afasia educativa, la corsa a rinchiudersi in cittadelle fortificate da dove guardare il mondo cattivo e pericoloso, la difficile convivenza fisica ed emozionale con il diverso da me e tra generazioni. Viviamo frequentemente la solitudine. L appartenenza non basta a farci riconoscere e vivere buon relazioni buone, in quanto queste nascono se sono generative: lo sottolinea Franco Floris, direttore di Animazione Sociale, nel suo intervento di approfondimento. Per promuovere stili di vita creativi e praticabili è necessario uscire dalla tentazione egocentrica che pervade le persone e i gruppi, per rivolgerci verso le relazioni con gli altri e verso i beni comuni. Dobbiamo cominciare a immaginarci come un gruppo jazz dove non c è un maestro che assembla gli spartiti e i diversi strumenti musicali, ma sono i diversi musicisti che annusano le strade che odorano di fritto misto e che collettivamente costruiscono e producono musica locale. Per le Acli vanno valorizzati percorsi si attivazione della cittadinanza attraverso la promozione di stili di vita responsabili: gruppi di acquisto solidali, Distretti di economia civile, pratiche di educazione civica, iniziative di integrazione dei cittadini immigrati sono esempi da perseguire. 12

13 IL LAVORO NON È FINITO. Un economia per creare lavoro buono e giusto CORTONA IL TEMA Le Acli negli anni Per una nuova società del lavoro a cura di Ufficio Studi «[ ] un lavoro che, in ogni società, sia l espressione della dignità essenziale di ogni uomo e di ogni donna: un lavoro scelto liberamente, che associ efficacemente i lavoratori, uomini e donne, allo sviluppo della loro comunità; un lavoro che, in questo modo, permetta ai lavoratori di essere rispettati al di fuori di ogni discriminazione; un lavoro che consenta di soddisfare le necessità delle famiglie e di scolarizzare i figli, senza che questi siano costretti essi stessi a lavorare; un lavoro che permetta ai lavoratori di organizzarsi liberamente e di far sentire la loro voce; un lavoro che lasci uno spazio sufficiente per ritrovare le proprie radici a livello personale, familiare e spirituale; un lavoro che assicuri ai lavoratori giunti alla pensione una condizione dignitosa» (Caritas in Veritate, 63) «La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società» (Costituzione Italiana, art. 4). Come inquadrare il tema del lavoro oggi? È superato lo schema che contrappone il capitale al lavoro, in una lotta che oggi registrerebbe una clamorosa regressione della componente lavoratrice (contemplando in essa il lavoro salariato, il lavoro dipendente, il lavoro falsamente dipendente in realtà precario, dalla classe operaia al cosiddetto quinto stato, passando dai piccoli commercianti)? Quale direzione prendere per meglio proteggere i diritti dei lavoratori? Possiamo anche noi confermare che alle conquiste sindacali degli anni Settanta, è amaramente corrisposta una stagione di contrazione dei diritti dei lavoratori? Per rispondere a queste domande poniamo qualche frammento di realtà, proponiamo un nostro punto di vista per circoscrivere il lavoro attorno a tre poli. La nostra prospettiva parte dalla persona che lavora, si interroga sull organizzazione del sistema produttivo, per arrivare al ruolo del Paese e del territorio. La persona che lavora 1. Il senso del lavoro: il lavoro subisce profonde trasformazioni. Sono molteplici le ricadute sulle persone e sulle loro relazioni. L interrogativo è rivolto alle condizioni future del nostro convivere perché, come recita il dettato costituzionale all art. 3: È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Il lavoro contribuisce a disegnare un progetto di vita. Oggi la logica di quello che alcuni chiamano capitalismo tecno-nichilista propone il lavoro come strumento per il consumo e per la soddisfazione dei desideri suggeriti-imposti dalle innovazioni del mercato. Questa idea svuota il significato del lavoro perché lo individualizza e lo marginalizza all interno del sistema produttivo. Il lavoro diventa essenzialmente 13

14 47 Incontro Nazionale di Studi - Materiali per l approfondimento fonte di guadagno e di autosostentamento, diventa luogo di competizione dove sopraffare l altro, il più debole, per ottenere successo. Così il lavoro consuma le persone: questa economia uccide (EG 53) e incentiva la cultura dello scarto (EG 53). Invece il lavoro non si può circoscrivere al suo mero significato materiale ed economico, perché è actus personae (LE, 6) e come espressione della persona acquista un significato antropologico: la persona è il metro della dignità del lavoro (Compendio DSC, 271). Attraverso il loro lavoro le donne e gli uomini realizzano un prodotto, perfezionano se stessi, entrano in relazione con gli altri, compiono la loro vocazione di lavorare e custodire il creato (Genesi 2,15), contribuiscono a generare bene comune. Quando si pone al centro la persona il lavoro diviene un bene plurale, perché considera i genitori, i figli, le donne e gli uomini in carne e ossa con le loro età e le loro condizioni di vita, con la loro cultura e le loro diverse abilità e competenze. Per promuovere un realistico senso del lavoro è necessario agire su tre dimensioni. Anzitutto stabilire un rapporto sano con il tempo: la dimensione biblica della festa è il luogo nel quale si attribuisce il senso del proprio lavoro, nel quale si valuta se è bello e buono ; il nostro tempo è aggredito dalla logica dell usa e getta e i compiti lavorativi si esauriscono nella prigione del presente e non aprono a una visione progettuale. In secondo luogo ricostruire una socialità del lavoro richiede di investire nelle relazioni, non solamente quelle interne all impresa, ma anche quelle tra impresa e territorio, tra impresa e comunità locale, tra impresa e società civile. Abbiamo bisogno di riappropriarci di un umanesimo del lavoro che chiede l attenzione alle relazioni nella giustizia e nella solidarietà anche con la promozione dei valori di mutualità e cooperazione. Infine fondare una res pubblica, perché occorre un etica del lavoro orientata al bene comune: lavorare è sensato quando ci si interroga sulle conseguenze dei risultati di ciò che si produce, per conciliare sviluppo economico con l innovazione, con la crescita sociale e la compatibilità ambientale. 2. Il lavoro e la cittadinanza: l attuale scenario ci induce a riflettere su una svalutazione del lavoro. Accenniamo ad alcuni aspetti: la crescita degli indicatori di Pil nei Paesi a economia avanzata non produce un corrispettivo aumento dei tassi di occupazione, anzi nei Paesi dell Unione europea, e in particolare in Italia, si assiste all aumento dei tassi di disoccupazione e di inattività. Non c è un automatismo diretto tra lavoro e cittadinanza, ma il legame tra diritti sociali e lavoro è strettissimo e l assenza di lavoro rischia di produrre anche la contrazione dei diritti di cittadinanza. Anche a livello culturale si perde un legame prima presente e fortemente radicato tra lavoro e cittadinanza. Se si erodono i diritti, allora le persone sono schiacciate dal bisogno di lavorare e si aprono vie per trascurare le norme, per rendere accettabili condizioni precarie, lavoro nero, lavoro sommerso. I costi si caricano sull individuo, sulla famiglia e sulla comunità. Lo stesso se passiamo dalla civiltà del lavoro alla civiltà del non-lavoro, dove le persone inoccupate rimangono imprigionate dal bisogno di lavorare. Siamo in presenza di una deriva, che finisce per non considerare il lavoro come un diritto di cittadinanza esigibile da tutti, ma solo come una possibilità a cui non è necessario che tutti accedano. C è uno stretto legame tra lavoro e coesione sociale, lavoro e relazioni con altri, lavoro e costruzione della polis: la mancanza di lavoro da una parte alimenta un vuoto sociale, dall altra parte influisce su spazi e tempi di vita (famiglia su tutti), ricchi di significato ma diseconomici nel breve periodo. Il legame tra lavoro e cittadinanza ci ricorda la stretta e intima connessione tra la fedeltà al lavoro e la fedeltà alla democrazia delle nostre Acli. 3. Il lavoro e la vulnerabilità: la nuova ripartizione del lavoro, tra lavoratori forti e strategici per i processi produttivi e lavoratori deboli e periferici, intacca le posizioni occupazionali intermedie sia con una riduzione della domanda di lavoro, sia con una riduzione salariale. L effetto poi si riproduce nella società con la crisi dei ceti medi. La vulnerabilità è percepita soprattutto dai lavoratori autonomi, da quelli subordinati a medio e basso reddito, dai piccoli artigiani. Tutti vedono da una parte peggiorare il proprio tenore di vita, dall altra parte percepiscono maggiori insicurezze relative alle condizioni lavorative, alla stabilità del lavoro, alle tutele nei rapporti di lavoro. Si aggiunge poi un processo di individualizzazione degli ambienti di lavoro 14

15 IL LAVORO NON È FINITO. Un economia per creare lavoro buono e giusto alimentato dal clima competitivo che contribuisce a sgretolare la dimensione socializzante e all isolamento dei singoli lavoratori. 4. Il lavoro e la virtù: si tratta di una visione poco esplorata, a causa della prevalenza di una visione più astratta (che colloca il lavoro in un quadro di valori morali o di morale politica) oppure più funzionalista (la competenza, l abilità). Tutti e tre i livelli sono evidentemente necessari, ma ci pare che il tema delle virtù - ovvero di quando il valore assume anche una declinazione di bene sul piano pratico - sia centrale. Si pensi a virtù come il sacrificio, la lealtà, il coraggio, la perseveranza, la pazienza, l attenzione, la cura. Il lavoro va compreso nella sua dimensione etica che si evidenzia nelle relazioni e nelle finalità del suo prodotto o servizio. Se perdiamo questa dimensione perdiamo la misura della qualità del nostro lavoro. Non riusciamo a provare i nostri risultati e non comprendiamo quale sia il frutto del lavoro, quali effetti abbia sul benessere delle persone e della comunità. Il lavoro è una questione strettamente relazionale e se ne valuta la qualità sulla base delle alleanze che costruisce, sulla forza dei legami che consolida e sulle dimensioni che lo caratterizzano dalla passione alla gratuità, dalla responsabilità alla cura per la società, dall apertura verso le generazioni, presenti e future. Un etica del lavoro vede l impresa come comunità di persone fortemente radicata sul suo territorio, con il quale stringe legami di senso, condivide sogni per il futuro e sente la responsabilità di progettare uno sviluppo sostenibile. L organizzazione che produce 5. L organizzazione del lavoro: il mondo produttivo ha abbandonato una visione omogenea del lavoro, che veniva sostenuta dal taylor-fordismo: l idea del one best way conteneva una forte impronta razionalistica e ingegneristica che strutturava e gerarchizzava il lavoro di fabbrica come quello delle amministrazioni. Le organizzazioni, inserite in un nuovo contesto di tecnologie informatiche, portano a dividere il lavoro all interno di reticoli più o meno estesi più o meno importanti, portano a privilegiare unità locali all interno di connessioni globali. L immagine del lavoro si articola. Non c è più una catena di montaggio tra un lavoro e un altro, ma i lavori diventano più indipendenti tra loro. Si costituiscono nuclei di knowledge worker iperpagati e sovraoccupati e nuclei di working poor, che sono la contraddizione vivente dell ipotesi per cui il lavoro conferisce (tra le altre cose) l autonomia e la libertà dall indigenza. Secondo alcuni autori si sta generando una società scissa tra queste due polarità, con i primi a governare la produzione e i secondi che operano a loro servizio. Ma emerge un ulteriore figura che si distacca dalle due polarità: i lavoratori artigiani, che cercano nella qualità e nella dimensione relazionale il senso del proprio lavoro, quelli che investono su una produzione cooperativa piuttosto che competitiva. Tra gli esempi citiamo il ritorno all agricoltura o all allevamento (biologica); l esperienza del coworking; l esperienza dei giovani che si giocano su un doppio lavoro ( uno remunerativo, uno espressivo) e le molte start up che investono sulle capacità di mettere insieme intelligenze e idee con sogni e bisogni. In tutte queste diversità organizzative, sarà possibile sostenere un lavoro dignitoso? Saranno immaginabili adeguate misure di protezione sociale? 6. Il lavoro e i giovani: ogni generazione intende il lavoro a seconda delle esperienze che fa e che vede (nel lavoro degli altri) negli anni che precedono l ingresso nel mondo del lavoro. Ma questa generazione rischia di essere la prima a diventare adulta senza passare attraverso l esperienza lavorativa. La generazione dei ventenni e trentenni che sta faticosamente cercando di entrare si caratterizza per aver conformato il proprio modo di vedere attraverso una significativa espansione spaziale (sia sul piano virtuale, ovvero il web e i social network, sia sul piano fisico, la mobilità, l Erasmus, i viaggi low cost, la contaminazione dei linguaggi ecc.) e temporale (più tempo passato in ambienti scolastici e formativi). Le conseguenze di questi modelli formativi influenzeranno il modo di concepire la produzione e il lavoro: non sarà remoto affermare - come già sostiene qualcuno - che una parte assai cospicua delle professioni del futuro prossimo venturo non sono ancora pensabili perché non sono ancora nate. Dobbiamo investire sulla capacità di creare innovazione, nuove idee per 15

16 47 Incontro Nazionale di Studi - Materiali per l approfondimento sostenere un economia che non può pensare di riprodurre gli schemi e i prodotti del passato. Innovazione è una parola chiave. 7. Il lavoro e la rappresentanza: è una questione bloccata e problematica. Il modello italiano di sindacato non sembra rispondere adeguatamente alle sfide attuali. I due principali poli sindacali si muovono lungo un asse che a un polo colloca una visione prevalentemente antagonista e all altro una visione prevalentemente trattativista secondo il principio del male minore; a un polo un sindacato fortemente tentato dal protagonismo politico, all altro un sindacato che cerca di non farsi coinvolgere troppo dalla politica senza disdegnare il dialogo con le diverse maggioranze politiche. Entrambi i poli, comunque, fanno politiche sociali : si occupano non solo di diritto del lavoro ma anche di welfare e di politiche economiche, cercando di condizionare l agenda politica. Nel frattempo si rileva la riduzione della percentuale di lavoratori sindacalizzati (anche per il fatto che oltre il 90% delle imprese è inferiore ai 15 lavoratori, e pertanto il clima sociale è informale e probabilmente ostile verso il sindacato, per cui si preferisce rinunciare ad una rappresentanza istituzionalmente formata). Una scarsa rappresentatività però può indurre alla formazione di un idea asettica di uguaglianza che finisce per produrre una falsa contrapposizione tra chi è garantito e chi non lo è. Forse sarebbe necessario evolvere vero un modello sindacale che privilegi la contrattazione. In tal senso diventa sempre più centrale la contrattazione di secondo livello anche sul piano della tutela e del riconoscimento di vecchi e nuovi diritti. Non mancano esperienze di welfare contrattuale innovativo ma è assente una prassi diffusa capace di cambiare la cultura delle relazioni industriali. A questo secondo livello deve corrispondere un adeguata e coerente partecipazione delle forze lavoro a alla governance delle imprese come i consigli di sorveglianza o strumenti analoghi. 8. Il lavoro e la partecipazione: L esigenza di favorire i meccanismi di partecipazione e di collaborazione dei lavoratori nell azienda era indicata nostra Costituzione che all articolo 46: Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende. Questa norma è rimasta a lungo disattesa. Promuovere partecipazione significa stimolare democrazia, ma anche aumentare la produttività, perché quando le persone sono coinvolte in un progetto sentono il loro lavoro utile per un obiettivo, che va oltre la mera sussistenza verso una dimensione creativa. Le forme di partecipazione sono diverse: operativa, organizzativa, strategica. Vanno da un livello minimo che riguarda le modalità di lavoro, a uno medio che tocca le corde organizzative, fino a uno massimo che attiene alla visione strategica dell impresa. La strada della democrazia economica è fondamentale per realizzare una vera democrazia in quanto favorisce lo sviluppo di forme di partecipazione dei dipendenti ai processi decisionali dell impresa e alla distribuzione degli utili prodotti dalla stessa. Ad oggi gli strumenti tecnici che possono costituire i pilastri necessari alla realizzazione della democrazia economica sono i fondi pensione e l azionariato collettivo; ci sono poi esperienze dove i lavoratori condividono le scelte di gestione aziendale mediante partecipazione dei rappresentanti eletti dai lavoratori o designati dalle organizzazioni sindacali. Lo Stato e la comunità che si assumono una responsabilità 9. Lavoro e modello economico: la qualità e la stabilità del lavoro derivano dal modello di economia che si sceglie, sono una variabile dipendente del modello economico. In Germania è prevalso e si è stabilizzato il modello dell economia sociale di mercato; in Italia ci si è per molti anni ispirati al Codice di Camaldoli, un modello di economia mista. È stato per almeno quattro decenni un modello vincente: inclusivo e remunerativo. Poi i cambiamenti internazionali (ma non solo: anche una degenerazione interna dell applicazione del modello) hanno indebolito un modello che non ha aggiornare l intuizione ai tempi che correvano rapidi e inesorabili. L assenza di una precisa politica economica e industriale ci ha portato ad essere assoggettati a flussi del mercato globale 16

17 IL LAVORO NON È FINITO. Un economia per creare lavoro buono e giusto e ai capricci della speculazione finanziaria, gestita esclusivamente dagli interessi privati, senza l argine di istituzioni regolative mondiali. Ma un modello economico che parta dal lavoro, dai lavoratori, dai cittadini ha invece bisogno di istituzioni sovranazionali. Per questo anche l Europa avrà senso se riconoscerà tra i sui compiti la costituzione di un cartello di protezione degli interessi dei Paesi membri verso un sistema di sviluppo giusto, sostenibile e solidale. Nella consapevolezza che «non possiamo più confidare nelle forze cieche e nella mano invisibile del mercato. La crescita in equità esige qualcosa di più della crescita economica, benché la presupponga, richiede decisioni, programmi, meccanismi e processi specificamente orientati a una migliore distribuzione delle entrate, alla creazione di opportunità di lavoro, a una promozione integrale dei poveri che superi il mero assistenzialismo» (EG, 203). Proponiamo allora di collocare il lavoro dentro un modello di economia civile, all interno di esso è recuperabile una dimensione collettiva di lavoro che depotenzi una visione individualistica a favore di una dinamica persona-comunità. Si tratta di affiancare al binomio lavoro-competizione il binomio lavoro-cooperazione. L economia civile, dentro un modello italiano, propone una strada che noi riconosciamo come possibile. La comunità, il territorio il distretto Alla tendenza globalizzante si contrappone l attenzione alle dinamiche dei territori che promuovono la biodiversità delle economie, nelle quali fare sistema, in cui riscoprire vocazioni antiche e nuove, in cui costruire con chi sente una responsabilità sociale e civile. Questa pensiamo sia anche la strada privilegiata per radicare una coesione territoriale che consideri le peculiarità regionali e le questioni complesse come lo sviluppo del Mezzogiorno, dove la marginalità va trasformata in tipicità, ovvero in elemento di alta qualità. Dentro tale modello vorremo concretizzate le seguenti caratteristiche: a - la forte partecipazione dei lavoratori ai destini dell impresa (utili compresi); b - il principio dell azione responsabile, per radicare la consapevolezza che il destino dell impresa ha a che fare con la comunità locale, nella quale è inserita; la comunità locale deve molto all impresa, ma anche l impresa deve saper di dover molto alla comunità locale all interno della quale è nata; il bene dell impresa non si riduce al profitto: sarebbe una visione miope anche sul piano economico e finanziario; c - la concreta alleanza tra lavoro, impresa, natura, cultura e territorio (istituzioni comprese) fondata sulla creazione di maggior benessere, pace sociale e sostenibilità ambientale; d - la valorizzazione della conoscenza, la forte spinta verso la formazione delle persone, di competenze, di ricerca e innovazione per migliorare la qualità del prodotto, della produzione e della produttività, ma anche la responsabilità sociale dell impresa e la crescita del senso civico; e - la creazione di welfare comunitario che mette in connessione i soggetti attivi del territorio: azienda, amministrazione pubblica, associazioni di promozione sociale, realtà della società civile, terzo settore, anche a partire dal sostegno al welfare aziendale (con la messa in atto di strumenti di sostegno sociale e familiare per i lavoratori), come una sorta di secondo livello rispetto al welfare universale rivolto a ogni cittadino; f - una politica orientata all equa distribuzione dei redditi; g - l investimento sul lavoro diffuso e utile per impegnare le persone in una sorta di lavoro civile per il benessere socio-ambientale, per curare la bellezza del territorio e quindi la qualità della vita in cui nascono e crescono i figli. 10. Ripartire il lavoro e ripartire il reddito: perché sia possibile rilanciare il lavoro è necessario condividere le risorse e i beni a partire da due nuclei basilari: la ricchezza e il lavoro. È inaccettabile lo squilibrio dei guadagni che si sta realizzando tra dirigenti e operai, tra manager e impiegati, tra rendite e redditi da lavoro. Si generano sacche di opulenza e altrettante di indigenza. Si tratta di un fenomeno pericoloso anche per il capitalismo in sé, che non può funzionare in assenza di una buona pace sociale fondata sull assenza di clamorosi squilibri. 17

18 47 Incontro Nazionale di Studi - Materiali per l approfondimento Allo stesso tempo è inaccettabile assistere alla polarizzazione tra il non lavoro e l iperlavoro, a volte anche scarsamente remunerato. Una società del lavoro cresce dentro un idea di uguaglianza e di libertà: occorre ripartire i redditi perché tutti abbiano il necessario e occorre ripartire il lavoro perché ognuno possa contribuire alla vita della comunità. In questo senso, in termini minimali, si può incentivare il part time e aumentare il costo orario del lavoro straordinario (attualmente più basso di quello ordinario), se non prevedere - in termini più progettuali - forme di cooperazione tra lavoratori. Conclusione: creare lavoro buono e giusto L Italia attraversa un momento difficile che richiede di impostare scelte efficaci per il suo futuro. Il lavoro è una risorsa strategica e irrinunciabile, fondativa per la nostra Costituzione, la nostra società è una repubblica democratica fondata sul lavoro (art. 1). Se manca il lavoro, manca l humus della nostra coesione, cede il patto che cementa la nostra alleanza di cittadini. Ci muoviamo all interno di un contesto europeo e non possiamo leggere le sorti del nostro paese al di fuori dell Unione, come istituzione che chiediamo sia sempre più vicina ai cittadini. Sosteniamo che le trasformazioni del mondo del lavoro, causate dai mutamenti dei sistemi economici, non possano stravolgerne il senso. Pensiamo quindi che dal lavoro riparte l Italia e a partire dal lavoro si crea un solido sistema economico, sociale e democratico. Per questo riteniamo essenziale la creazione di lavoro buono e giusto attraverso il contributo dei diversi soggetti: cittadini e imprese, sindacati e istituzioni, comunità locali e società civile perché sia possibile un economia equa sostenibile radicata sulla vocazione dei variegati territori del nostro paese. Per buono intendiamo dire un lavoro che produca beni utili, innovativi, rispettosi dell ambiente e del territorio, capaci di risolvere bisogni e non di creare dipendenze; per giusto intendiamo dire un lavoro che consenta lo sviluppo integrale della persona umana come singolo e come membro delle comunità all interno delle quali si sviluppa il suo percorso umano, la sua opera e la sua vocazione. Un lavoro buono e giusto contribuisce realmente sia al progresso materiale sia al progresso sociale sia al progresso spirituale. Un lavoro buono e giusto non è mai semplicemente individualistico perché è sempre sociale:. Il vero plusvalore è il bene comune. Cerchiamo di raccogliere l invito di Papa Francesco a dare priorità al tempo piuttosto che allo spazio. Questo «significa occuparsi di iniziare processi più che di possedere spazi. Il tempo ordina gli spazi, li illumina e li trasforma in anelli di una catena in costante crescita, senza retromarce. Si tratta di privilegiare le azioni che generano nuovi dinamismi nella società e coinvolgono altre persone e gruppi che le porteranno avanti, finché fruttifichino in importanti avvenimenti storici» (EG 223). Allora, per un lavoro buono e giusto, le Acli s impegneranno a restituire spessore alla cultura del lavoro, costituita di parole e di idee popolari, capaci di rappresentare la realtà e non l astrazione della realtà; è importante ridare spazio e tempo alle esperienze concrete, attraverso analisi e studio delle condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici nei diversi ambiti professionali. Sarà altrettanto fondamentale ridisegnare le nostre attività ponendole a servizio delle persone che lavorano: il lavoro è il centro della nostra iniziativa politica, sociale, culturale ed ecclesiale; la fedeltà al lavoro conferisce piena identità alla nostra storia e alla nostra progettualità sociale, attuale. Le Acli vogliono immaginare nuovi modi per sostenere i lavoratori e le lavoratrici nella loro ricerca di senso: progetti reti, sportelli, circoli, cooperative, start up Tutto quanto rimetterà in circolo una creatività sociale capace di sostenere, promuovere e tutelare le comunità territoriali e i cittadini. Nella nostra tradizione abbiamo sempre coniugato pensiero e azione. È questo modo di agire che continua a qualificarci: un lavorare critico, capace di discernere ciò che è buono e giusto, sarà anche ciò che servirà per ricostruire l Italia. 18

19 SUGGESTIONI E SCENARI

20

MANIFESTO per la Buona politica e per il Bene comune

MANIFESTO per la Buona politica e per il Bene comune Forum delle Persone e delle Associazioni di ispirazione cattolica nel Mondo del Lavoro MANIFESTO per la Buona politica e per il Bene comune I Promotori del Forum delle Persone e delle Associazioni di ispirazione

Dettagli

MANIFESTO APERTO VERSO IL PATTO COMUNITARIO VENETO Per una Responsabilità Sociale d Impresa e di Territorio

MANIFESTO APERTO VERSO IL PATTO COMUNITARIO VENETO Per una Responsabilità Sociale d Impresa e di Territorio OLTRE LA CRISI MANIFESTO APERTO VERSO IL PATTO COMUNITARIO VENETO Per una Responsabilità Sociale d Impresa e di Territorio Nel nostro mondo sempre più globalizzato viviamo in una condizione di interdipendenza

Dettagli

FESTIVAL DELLA FAMIGLIA

FESTIVAL DELLA FAMIGLIA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO AGENZIA PER LA FAMIGLIA, LA NATALITÀ E LE POLITICHE GIOVANILI FESTIVAL DELLA FAMIGLIA La Famiglia come risorsa per la crisi economica Se cresce la Famiglia, cresce la Società

Dettagli

1. Corso istituzionale di Formazione politica 2012

1. Corso istituzionale di Formazione politica 2012 1. Corso istituzionale di Formazione politica 2012 Descrizione del progetto L Istituto di Formazione Politica Pedro Arrupe Centro Studi Sociali è per tradizione e per vocazione impegnato nella promozione

Dettagli

J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo

J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo L utopia dell educazione L educazione è un mezzo prezioso e indispensabile che

Dettagli

Impoverimento globale, povertà locale: il contesto, i dati, le politiche. Dove e cosa guardare?

Impoverimento globale, povertà locale: il contesto, i dati, le politiche. Dove e cosa guardare? Impoverimento globale, povertà locale: il contesto, i dati, le politiche. Dove e cosa guardare? Mauro Migliavacca Università Cattolica Milano mauro.migliavacca@polimi.it Qualche flash per incominciare?

Dettagli

La cultura manageriale per il rilancio del Paese Roma, 18 novembre 2013

La cultura manageriale per il rilancio del Paese Roma, 18 novembre 2013 Relazione dei Presidente CIDA, Silvestre Bertolini La cultura manageriale per il rilancio del Paese Roma, 18 novembre 2013 Prima di iniziare, vorrei ringraziare le autorità presenti in sala, che è sempre

Dettagli

Fundraising. Un altro welfare è possibile. Sintesi dell intervento introduttivo di Massimo Coen Cagli Direttore Scientifico della Scuola di Roma

Fundraising. Un altro welfare è possibile. Sintesi dell intervento introduttivo di Massimo Coen Cagli Direttore Scientifico della Scuola di Roma Fundraising. Un altro welfare è possibile Sintesi dell intervento introduttivo di Massimo Coen Cagli Direttore Scientifico della Scuola di Roma Premessa: il senso dell itinerario Fundraising un altro Welfare

Dettagli

MANIFESTO PER PARMA UNITA

MANIFESTO PER PARMA UNITA MANIFESTO PER PARMA UNITA Parma è una città piena di risorse, ricca di intelligenze vivaci, di saperi e cultura, fatta da persone intraprendenti che non possono non avvertire la responsabilità di questo

Dettagli

LA COMUNICAZIONE: IDENTITA E TEMPO

LA COMUNICAZIONE: IDENTITA E TEMPO LA COMUNICAZIONE: IDENTITA E TEMPO SPAZIO DEL PRESENTE Come si percepiscono i Capi e le Comunità Capi. Una serie di pensieri emersi dalle chiacchierate fatte nelle Zone e nelle CoCa. [siamo in emergenza

Dettagli

CONCLUSIONI SU SOLIDARIETÀ INTERGENERAZIONALE, WELFARE ED ECOLOGIA UMANA *

CONCLUSIONI SU SOLIDARIETÀ INTERGENERAZIONALE, WELFARE ED ECOLOGIA UMANA * Intergenerational Solidarity, Welfare and Human Ecology Pontifical Academy of Social Sciences, Acta 10, Vatican City 2004 www.pass.va/content/dam/scienzesociali/pdf/acta10/acta10-conclusioni.pdf CONCLUSIONI

Dettagli

Il costo dei figli Quale welfare per le famiglie?

Il costo dei figli Quale welfare per le famiglie? Il costo dei figli Quale welfare per le famiglie? Rapporto famiglia Cisf 2009 A cura di Pierpaolo Donati Con questo volume inizia la nuova serie del Rapporto Cisf sulla famiglia in Italia che presenta

Dettagli

Educare alla solidarietà, scoprire il volontariato

Educare alla solidarietà, scoprire il volontariato Educare alla solidarietà, scoprire il volontariato Il progetto Educare alla solidarietà, scoprire il volontariato è nato in seguito ad un progetto pilota avviato durante l anno scolastico 1999/2000 e presentato

Dettagli

LA CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO

LA CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO LA CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO C A R TA D E I VA L O R I 2 0 0 9 LA CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO C A R TA D E I VA L O R I 2 0 0 9 LA CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO La Carta dei valori è

Dettagli

V ASSEMBLEA CONGRESSUALE NAZIONALE CTA

V ASSEMBLEA CONGRESSUALE NAZIONALE CTA V ASSEMBLEA CONGRESSUALE NAZIONALE CTA Il Centro Turistico Acli Il CTA è nato negli anni 60 come servizio sociale costituito dalle ACLI (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) per dare risposte concrete

Dettagli

BOZZA. di Pier Paolo Inserra

BOZZA. di Pier Paolo Inserra BOZZA PRIMI CENNI AL PARADIGMA DI ECONOMIA SOCIALE SPERIMENTATO CON IL DISTRETTO INTEGRATO DI ECONOMIA SOCIALE AREA MARCHE NORD di Pier Paolo Inserra Da un modello collettivo ad un modello connettivo Il

Dettagli

GENERAZIONE dei BENI COMUNI Altri modi di abitare il mondo

GENERAZIONE dei BENI COMUNI Altri modi di abitare il mondo Educa 2012: invito ai giovani GENERAZIONE dei BENI COMUNI Altri modi di abitare il mondo 1. Il nucleo tematico Il nostro tempo è adesso, qui e ora. Il progetto è qui e ora, il futuro è qui e ora, l orizzonte

Dettagli

Crisi economica e suicidi in italia

Crisi economica e suicidi in italia a cura del dottor Roberto ciavoni Sociologo Crisi economica e suicidi in italia Crisi e suicidio nel mondo del lavoro Parlarne senza Tabù è la prima forma Di Prevenzione Crisi economica e suicidi in italia

Dettagli

IL VERO SIGNIFICATO DELL ATTIVITÀ IMPRENDITORIALE

IL VERO SIGNIFICATO DELL ATTIVITÀ IMPRENDITORIALE IL VERO SIGNIFICATO DELL ATTIVITÀ IMPRENDITORIALE 27 IL VERO SIGNIFICATO DELL ATTIVITÀ IMPRENDITORIALE Giorgio Vittadini Presidente Fondazione per la Sussidiarietà La crisi che ha recentemente colpito

Dettagli

Meeting nazionale sulle Politiche giovanili

Meeting nazionale sulle Politiche giovanili Meeting nazionale sulle Politiche giovanili PATTO APERTO PER LA GIOVENTU Oltre la Strategia di Lisbona: la dimensione culturale nello sviluppo sostenibile Urbino 13-14-15-16 Luglio 2005 Investire nella

Dettagli

all'italia serve una buona scuola,

all'italia serve una buona scuola, all'italia serve una buona scuola, che sviluppi nei ragazzi la curiosità per il mondo e il pensiero critico. Che stimoli la loro creatività e li incoraggi a fare cose con le proprie mani nell era digitale.

Dettagli

POCHE MA ONESTE RIFLESSIONI SULLE ASSOCIAZIONI FAMILIARI AFFILIATE ALLE ACLI DI PADOVA

POCHE MA ONESTE RIFLESSIONI SULLE ASSOCIAZIONI FAMILIARI AFFILIATE ALLE ACLI DI PADOVA POCHE MA ONESTE RIFLESSIONI SULLE ASSOCIAZIONI FAMILIARI AFFILIATE ALLE ACLI DI PADOVA Le Acli di Padova hanno una rete di 22 associazioni di famiglie che promuovono servizi per l infanzia e la famiglia.

Dettagli

Gruppo provinciale di formazione permanente degli assistenti sociali della provincia di Mantova

Gruppo provinciale di formazione permanente degli assistenti sociali della provincia di Mantova Gruppo provinciale di formazione permanente degli assistenti sociali della provincia di Mantova 1 Percorso di aggiornamento e formazione per assistenti sociali Mantova 3 aprile 2013 Secondo modulo- secondo

Dettagli

Luigino Bruni Milano-Bicocca e Sophia (Firenze) Per crescere un bambino ci vuole l intero villaggio.

Luigino Bruni Milano-Bicocca e Sophia (Firenze) Per crescere un bambino ci vuole l intero villaggio. Luigino Bruni Milano-Bicocca e Sophia (Firenze) Per crescere un bambino ci vuole l intero villaggio. Per crescere un bambino ci vuole l intero villaggio, recita un noto proverbio africano. Perché la famiglia

Dettagli

UN CURRICOLO CENTRATO SUL SIGNIFICATO di Lucio Guasti *

UN CURRICOLO CENTRATO SUL SIGNIFICATO di Lucio Guasti * UN CURRICOLO CENTRATO SUL SIGNIFICATO di Lucio Guasti * PREMESSA La breve riflessione che segue si colloca nell ambito degli attuali orientamenti di riforma, di conseguenza considera suo principale punto

Dettagli

Nelle politiche dell'ue il tema famiglia non trova particolare rilievo poiché la competenza in questa materia è rinviata ai singoli Stati.

Nelle politiche dell'ue il tema famiglia non trova particolare rilievo poiché la competenza in questa materia è rinviata ai singoli Stati. Rubbettino Università, Soveria Mannelli 2009 Nelle politiche dell'ue il tema famiglia non trova particolare rilievo poiché la competenza in questa materia è rinviata ai singoli Stati. Diversi sono tuttavia

Dettagli

CODICE ETICO E DEI VALORI ASSOCIATIVI. di Confindustria

CODICE ETICO E DEI VALORI ASSOCIATIVI. di Confindustria CODICE ETICO E DEI VALORI ASSOCIATIVI di Confindustria 19 giugno 2014 1 Il presente Codice, approvato dalla Assemblea straordinaria di Confindustria del 19 giugno 2014, è parte integrante dello Statuto

Dettagli

I fattori di contesto. La famiglia. Caratteri e trasformazioni. Il caso italiano

I fattori di contesto. La famiglia. Caratteri e trasformazioni. Il caso italiano I fattori di contesto. La famiglia. Caratteri e trasformazioni. Il caso italiano Corso di Politiche Sociali Facoltà di Scienze della Formazione Università Milano Bicocca Anno Accademico 2011-12 La famiglia

Dettagli

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO FORMATIVO DI EDUCAZIONE ALLA MONDIALITA

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO FORMATIVO DI EDUCAZIONE ALLA MONDIALITA PRESENTAZIONE DEL PROGETTO FORMATIVO DI EDUCAZIONE ALLA MONDIALITA PREMESSA La società attuale non solo ci invita a pensarci e a pensare in termini di globalità e di globalizzazione, ma ci chiede anche

Dettagli

1. Il welfare locale. 1. 1 Contesto normativo

1. Il welfare locale. 1. 1 Contesto normativo 1. 1 Contesto normativo L evoluzione normativa, avvenuta negli ultimi trentanni a livello nazionale in materia sanitaria e sociale e a livello regionale (dalle Leggi Regionali n. 78/1979, n. 13/ 1980,

Dettagli

esercitata sui bilanci pubblici dall espulsione

esercitata sui bilanci pubblici dall espulsione 44 FOCUS INVESTIMENTI SOCIALI IL PACCHETTO DI INVESTIMENTI SOCIALI PER LA CRESCITA E LA COESIONE È LO STRUMENTO CREATO DALL UNIONE EUROPEA PER CONTRASTARE LA POVERTÀ E L EMARGINAZIONE SOCIALE. L ARTICOLO

Dettagli

MADRE ANNUNCIATA COCCHETTI IL PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA

MADRE ANNUNCIATA COCCHETTI IL PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA SCUOLA PARITARIA dell INFANZIA e PRIMARIA MADRE ANNUNCIATA COCCHETTI IL PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA Chi è chiamato ad educare e ad animare educazione, deve offrire nutrimento, nascondendo la mano che

Dettagli

PROGRAMMAZIONE GENERALE DI AZIONE CATTOLICA PARROCCHIA IMMACOLATA - ADELFIA ANNO 2013/2014

PROGRAMMAZIONE GENERALE DI AZIONE CATTOLICA PARROCCHIA IMMACOLATA - ADELFIA ANNO 2013/2014 PROGRAMMAZIONE GENERALE DI AZIONE CATTOLICA PARROCCHIA IMMACOLATA - ADELFIA ANNO 2013/2014 Introduzione unitaria: «Ecco ora il momento favorevole» (2Cor 6,2) Santi nel quotidiano Orientamenti per il triennio

Dettagli

LAVORO, FUTURO, ITALIA RIPARTIAMO INSIEME! ALLEANZA DELLE COOPERATIVE ITALIANE ASSEMBLEA NAZIONALE 2013

LAVORO, FUTURO, ITALIA RIPARTIAMO INSIEME! ALLEANZA DELLE COOPERATIVE ITALIANE ASSEMBLEA NAZIONALE 2013 LAVORO, FUTURO, ITALIA RIPARTIAMO INSIEME! ALLEANZA DELLE COOPERATIVE ITALIANE ASSEMBLEA NAZIONALE 2013 LE COOPERATRICI E I COOPERATORI PROTAGONISTI DEL FUTURO DELL ITALIA UN NUOVO IMPEGNO PER LO SVILUPPO

Dettagli

La Santa Sede PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO IN AUSTRALIA DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AL «WILLSON TRAINING CENTRE» Hobart (Australia), 27 novembre 1986

La Santa Sede PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO IN AUSTRALIA DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AL «WILLSON TRAINING CENTRE» Hobart (Australia), 27 novembre 1986 La Santa Sede PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO IN AUSTRALIA DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AL «WILLSON TRAINING CENTRE» Hobart (Australia), 27 novembre 1986 Cari, amici, cari abitanti della Tasmania. 1. La mia

Dettagli

Dal financial al social verso nuovi modelli di Economia

Dal financial al social verso nuovi modelli di Economia Dal financial al social verso nuovi modelli di Economia Vedano Olona 20 3 2012 "Quando una persona viene al mondo è un albero di possibilità, di tante possibili vite; tanti rami, tanti bivi: di questo

Dettagli

INTERVENTO del card. Giuseppe BETORI

INTERVENTO del card. Giuseppe BETORI Convegno Regionale FISM Toscana 2014 LE SCUOLE PARITARIE E IL MODELLO TOSCANO. LAVORI IN CORSO! Novità, impegni e progetti per un sistema scolastico realmente integrato e paritario Firenze, Convitto della

Dettagli

Settore Inclusione Sociale e Nuove Povertà SERVIZIO NUOVE POVERTA AREA PROGETTI INNOVATIVI PROGETTO SPERIMENTALE

Settore Inclusione Sociale e Nuove Povertà SERVIZIO NUOVE POVERTA AREA PROGETTI INNOVATIVI PROGETTO SPERIMENTALE Settore Inclusione Sociale e Nuove Povertà SERVIZIO NUOVE POVERTA AREA PROGETTI INNOVATIVI PROGETTO SPERIMENTALE FAMIGLIA IN COMPAGNIA (allegato n. 2) PREMESSA Il Progetto FAMIGLIA IN COMPAGNIA mette al

Dettagli

Pensionamento flessibile e (Ri)equilibrio tra generazioni

Pensionamento flessibile e (Ri)equilibrio tra generazioni Pensionamento flessibile e (Ri)equilibrio tra generazioni Brevi considerazioni con qualche numero di Maggio 2013 Si riaperto il cantiere delle pensioni. L obiettivo è irrobustire i risultati raggiunti

Dettagli

Sistemi di welfare 6. STRUTTURA, FUNZIONI, MODELLI DI WELFARE. A.A. 2014-2015 Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell Amministrazione

Sistemi di welfare 6. STRUTTURA, FUNZIONI, MODELLI DI WELFARE. A.A. 2014-2015 Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell Amministrazione A.A. 2014-2015 Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell Amministrazione Sistemi di welfare 6. STRUTTURA, FUNZIONI, MODELLI DI WELFARE Maria Letizia Pruna SPS/09 Sociologia dei processi economici e del

Dettagli

Indicatori di qualità per l Educazione alla cittadinanza mondiale

Indicatori di qualità per l Educazione alla cittadinanza mondiale Indicatori di qualità per l Educazione alla cittadinanza mondiale Premessa La Carta di qualità di cui si parla in questa scheda è stata elaborata da ONG e associazioni di 5 regioni italiane nel corso del

Dettagli

CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO

CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO PRINCIPI FONDANTI 1. Volontario è la persona che, adempiuti i doveri di ogni cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri, per

Dettagli

MANIFESTO GIORNATA MONDIALE sul SERVIZIO SOCIALE Action Day 2007

MANIFESTO GIORNATA MONDIALE sul SERVIZIO SOCIALE Action Day 2007 Ass.N.A.S. ASSOCIAZIONE NAZIONALE ASSISTENTI SOCIALI MANIFESTO GIORNATA MONDIALE sul SERVIZIO SOCIALE Action Day 2007 L Ass.N.A.S.- Associazione Nazionale Assistenti Sociali intende dare, con questo documento,

Dettagli

Il Progetto provinciale extrascuola Valore aggiunto al tempo libero

Il Progetto provinciale extrascuola Valore aggiunto al tempo libero Il Progetto provinciale extrascuola Valore aggiunto al tempo libero Istituzioni scolastiche, famiglie e territorio uniti in un esperienza finalizzata a incoraggiare e orientare i ragazzi nell avventura

Dettagli

INDICE. Nella Programmazione Didattica, suddivisa per campi di esperienza, si potranno trovare: - L INTRODUZIONE, che motiva le scelte educative;

INDICE. Nella Programmazione Didattica, suddivisa per campi di esperienza, si potranno trovare: - L INTRODUZIONE, che motiva le scelte educative; INDICE Nella Programmazione Didattica, suddivisa per campi di esperienza, si potranno trovare: - L INTRODUZIONE, che motiva le scelte educative; - LE LINEE DI METODO, che individuano le esperienze di apprendimento,

Dettagli

La globalizzazione ci renderà tutti uguali?

La globalizzazione ci renderà tutti uguali? La globalizzazione ci renderà tutti uguali? Suzanne Berger insegna Scienze Politiche al MIT di Boston ed è l autrice di How We Compete. Questo libro riporta i risultati di un indagine condotta, con altri

Dettagli

Patto educativo di corresponsabilità Scuola Famiglia

Patto educativo di corresponsabilità Scuola Famiglia Patto educativo di corresponsabilità Scuola Famiglia (Approvato dal Consiglio d Istituto nella seduta del 18 dicembre 2008) ---------------- L Istituto Comprensivo VIA CASAL BIANCO è una scuola che svolge

Dettagli

AUTO MUTUO AIUTO cos è?

AUTO MUTUO AIUTO cos è? AUTO MUTUO AIUTO cos è? L Auto Mutuo Aiuto è un processo, un modo di trattare i problemi concreti che ciascuno si trova a fronteggiare nella propria vita: malattie, separazioni, lutti, disturbi alimentari,

Dettagli

Vi sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quanto se ne sognano nella vostra filosofia (Amleto William Shakespeare)

Vi sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quanto se ne sognano nella vostra filosofia (Amleto William Shakespeare) Vi sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quanto se ne sognano nella vostra filosofia (Amleto William Shakespeare) Oggi la qualità delle relazioni sociali, delle condizioni ambientali, dei processi

Dettagli

CON-DIVIDERE PER MOLTIPLICARE FAMIGLIE E STILI DI VITA. Forum Regionale delle Associazioni Familiari della Lombardia

CON-DIVIDERE PER MOLTIPLICARE FAMIGLIE E STILI DI VITA. Forum Regionale delle Associazioni Familiari della Lombardia CON-DIVIDERE PER MOLTIPLICARE FAMIGLIE E STILI DI VITA Forum Regionale delle Associazioni Familiari della Lombardia Obiettivi della serata Presentazione del contesto in cui si inserisce il percorso «Famiglie

Dettagli

(LA RESPONSABILITÀ DELLA VERSIONE ITALIANA DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI NEL BLOG DEL PROFESSOR NAVARRO È DEL

(LA RESPONSABILITÀ DELLA VERSIONE ITALIANA DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI NEL BLOG DEL PROFESSOR NAVARRO È DEL (LA RESPONSABILITÀ DELLA VERSIONE ITALIANA DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI NEL BLOG DEL PROFESSOR NAVARRO È DEL TRADUTTORE, MICHELE ORINI) LA PRINCIPALE E PIÙ OCCULTATA CAUSA DELL AUMENTO DELLE DISEGUAGLIANZE

Dettagli

gli indicatori di cittadinanza attiva

gli indicatori di cittadinanza attiva gli indicatori di cittadinanza attiva 205 4. Osservazioni conclusive: gli indicatori di cittadinanza attiva La ricerca sul campo è stata condotta orientando il sistema di riferimento concettuale all individuazione

Dettagli

Allegato 1 - Linee di Indirizzo a.s.2015/2016

Allegato 1 - Linee di Indirizzo a.s.2015/2016 Allegato 1 - Linee di Indirizzo a.s.2015/2016 La valigia delle idee Progetti e percorsi formativi per gli studenti delle scuole dell infanzia, primarie e secondarie di primo grado di Sesto Fiorentino 1

Dettagli

MATERIALE A SUPPORTO DEL WORKSHOP TERRITORIALE REGIONE PUGLIA WELFARE AZIENDALE. ISTITUTO PER LA RICERCA SOCIALE (IRS) Capofila BRIGHT.

MATERIALE A SUPPORTO DEL WORKSHOP TERRITORIALE REGIONE PUGLIA WELFARE AZIENDALE. ISTITUTO PER LA RICERCA SOCIALE (IRS) Capofila BRIGHT. Direzione generale per le politiche attive, i servizi per il lavoro e la formazione DIPARTIMENTO PER LE PARI OPPORTUNITA Promozione di un azione di sistema volta alla programmazione e attuazione degli

Dettagli

Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale

Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale Preambolo La Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale è il documento che definisce i valori e i princìpi condivisi da tutte le organizzazioni

Dettagli

Modera Antonio POLITO Direttore del Quotidiano Il Riformista" Intervento del Segretario generale Cisl Raffaele Bonanni

Modera Antonio POLITO Direttore del Quotidiano Il Riformista Intervento del Segretario generale Cisl Raffaele Bonanni Forum La partecipazione dei lavoratori nelle imprese, promosso dal Quotidiano Il Riformista e Cisl, Roma 13 giugno 2008 c/osenato della Repubblica - Sala Capitolare Chiostro del Convento di S. Maria sopra

Dettagli

Costruire un Partito Democratico Europeo Un Manifesto

Costruire un Partito Democratico Europeo Un Manifesto Costruire un Partito Democratico Europeo Un Manifesto Ci sono momenti nella storia in cui i popoli sono chiamati a compiere scelte decisive. Per noi europei, l inizio del XXI secolo rappresenta uno di

Dettagli

CURRICOLO DI RELIGIONE CATTOLICA della scuola primaria

CURRICOLO DI RELIGIONE CATTOLICA della scuola primaria CURRICOLO DI RELIGIONE CATTOLICA della scuola primaria CURRICOLO DI I.R.C. al termine della classe prima della scuola primaria...2 CURRICOLO DI I.R.C. al termine della classe seconda della scuola primaria...4

Dettagli

GRUPPO LVMH CODICE DI CONDOTTA

GRUPPO LVMH CODICE DI CONDOTTA GRUPPO LVMH CODICE DI CONDOTTA I II III PREMESSA PRINCIPI APPLICAZIONE 1 I. PREMESSA Il Gruppo LVMH ( LVMH ) intende essere il leader indiscusso nel settore dei beni di lusso. Il suo sviluppo e il suo

Dettagli

POF 2014-2015 CLIMA POSITIVO: PARTECIPAZIONE ATTIVA E COOPERATIVA APPRENDIMENTO SOCIALIZZATO: RELAZIONI CON ALTRI, CON I LIBRI, CON I MEDIA

POF 2014-2015 CLIMA POSITIVO: PARTECIPAZIONE ATTIVA E COOPERATIVA APPRENDIMENTO SOCIALIZZATO: RELAZIONI CON ALTRI, CON I LIBRI, CON I MEDIA ISTITUTO PARITARIO NAZARETH SCUOLA DELL INFANZIA-PRIMARIA-SECONDARIA DI I GRADO - LICEI CLASSICO-LINGUISTICO-SCIENTIFICO POF 2014-2015 Il piano offerta formativa è il documento fondamentale che rappresenta

Dettagli

Cultura, creatività e sviluppo sostenibile

Cultura, creatività e sviluppo sostenibile Cultura, creatività e sviluppo sostenibile Forse sarebbe necessario che iniziassi correggendo il titolo di questa mia breve introduzione: non cultura, creatività e sviluppo sostenibile, ma cultura globalizzata,

Dettagli

Per un Expo che getti un seme contro la fame nel mondo

Per un Expo che getti un seme contro la fame nel mondo Per un Expo che getti un seme contro la fame nel mondo Il primo maggio 2015 si inaugura a Milano l EXPO, un contenitore di tematiche grandi come l universo: "Nutrire il pianeta. Energia per la vita. Una

Dettagli

Progettazione annuale di sezione

Progettazione annuale di sezione ISTITUTO COMPRENSIVO GANDHI Via Mannocci, 23 59100 PRATO Scuola dell Infanzia Gandhi Progettazione annuale di sezione Sez. 1 ANNO SCOLASTICO 2014-15 PROGETTAZIONE ANNUALE DI SEZIONE SEZ. 1) CAMPI DI ESPERIENZA

Dettagli

LA VINCOLATA LIBERTA DEL VOLONTARIO

LA VINCOLATA LIBERTA DEL VOLONTARIO LA VINCOLATA LIBERTA DEL VOLONTARIO di Lorenzo Sartini 1. Quali necessità nell azione del volontario? Ciò che contraddistingue le associazioni di volontariato fra le altre organizzazioni che agiscono per

Dettagli

IMMIGRAZIONE: ANDARE OLTRE L EMERGENZA PER GARANTIRE UNA NUOVA STAGIONE DI DIRITTI FONDAMENTALI, DI TOLLERANZA E D INTEGRAZIONE DEI MIGRANTI

IMMIGRAZIONE: ANDARE OLTRE L EMERGENZA PER GARANTIRE UNA NUOVA STAGIONE DI DIRITTI FONDAMENTALI, DI TOLLERANZA E D INTEGRAZIONE DEI MIGRANTI IMMIGRAZIONE: ANDARE OLTRE L EMERGENZA PER GARANTIRE UNA NUOVA STAGIONE DI DIRITTI FONDAMENTALI, DI TOLLERANZA E D INTEGRAZIONE DEI MIGRANTI Dell attuale situazione migratoria in Italia ed in Calabria,

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI MORI PIANI DI STUDIO RELIGIONE CATTOLICA

ISTITUTO COMPRENSIVO DI MORI PIANI DI STUDIO RELIGIONE CATTOLICA ISTITUTO COMPRENSIVO DI MORI PIANI DI STUDIO RELIGIONE CATTOLICA Per sviluppare una competenza di area occorre in primo luogo promuovere l acquisizione delle relative conoscenze e abilità in modo che esse

Dettagli

Se la sussidiarietà diventa un voucher

Se la sussidiarietà diventa un voucher Voucher universale: ragioni e obiettivi della proposta Perché istituire un voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia? Quali sono i risultati attesi della riforma? di Roberto Cicciomessere

Dettagli

INTRODUZIONE. Unipol Gruppo Finanziario ha invece scelto di ascoltare tutti, offrendo a tutti l opportunità di partecipare.

INTRODUZIONE. Unipol Gruppo Finanziario ha invece scelto di ascoltare tutti, offrendo a tutti l opportunità di partecipare. CARTADEIVALORI INTRODUZIONE Questa Carta dei Valori rappresenta in se stessa un Valore perché è il frutto di un grande impegno collettivo. Alla sua stesura hanno concorso migliaia di persone: i dipendenti

Dettagli

TRACCIA INTERVENTO Quale finanza per uno sviluppo partecipato in America Latina? Franco Caleffi

TRACCIA INTERVENTO Quale finanza per uno sviluppo partecipato in America Latina? Franco Caleffi TRACCIA INTERVENTO Quale finanza per uno sviluppo partecipato in America Latina? Franco Caleffi Gentili ospiti e convenuti, dopo un incontro così denso di interventi e ricco di stimoli cercare di tirare

Dettagli

Proposta per un Nuovo Stile di Vita.

Proposta per un Nuovo Stile di Vita. UNA BUONA NOTIZIA. I L M O N D O S I P U ò C A M B I A R E Proposta per un Nuovo Stile di Vita. Noi giovani abbiamo tra le mani le potenzialità per cambiare questo mondo oppresso da ingiustizie, abusi,

Dettagli

Liceo Marco Foscarini - Piano dell Offerta Formativa (P.O.F.) A.S. 2014-2015 RELIGIONE CATTOLICA

Liceo Marco Foscarini - Piano dell Offerta Formativa (P.O.F.) A.S. 2014-2015 RELIGIONE CATTOLICA RELIGIONE CATTOLICA L insegnamento della religione cattolica (Irc) risponde all esigenza di riconoscere nei percorsi scolastici il valore della cultura religiosa e il contributo che i principi del cattolicesimo

Dettagli

Processi di cambiamento strategico e organizzativo richiedono attori

Processi di cambiamento strategico e organizzativo richiedono attori Le competenze organizzative come vantaggio distintivo di Domenico Bodega Processi di cambiamento strategico e organizzativo richiedono attori rapidi nel pensiero, nel giudizio, nell azione e nella parola.

Dettagli

LIBRO VERDE Verso sistemi pensionistici adeguati, sostenibili e sicuri in Europa. Valutazioni della CGIL Nazionale

LIBRO VERDE Verso sistemi pensionistici adeguati, sostenibili e sicuri in Europa. Valutazioni della CGIL Nazionale LIBRO VERDE Verso sistemi pensionistici adeguati, sostenibili e sicuri in Europa Valutazioni della CGIL Nazionale Il Libro Verde sulle pensioni proposto dalla Commissione europea prende avvio da un assunto:

Dettagli

Cambiare mentalità. Il lavoro come vocazione

Cambiare mentalità. Il lavoro come vocazione Cambiare mentalità. di Jaime Ortega Professore ordinario di Organizzazione aziendale, Dipartimento di Economia aziendale, Università Carlos III di Madrid Negli ultimi vent anni (1991-2011) in Europa e

Dettagli

Laboratori di intercultura in classe Attività formative in classe rivolte agli alunni delle scuole di ogni ordine e grado. www.canalescuola.

Laboratori di intercultura in classe Attività formative in classe rivolte agli alunni delle scuole di ogni ordine e grado. www.canalescuola. INTERCULTURA accoglienza, inclusione, educazione e didattica interculturale Corsi di formazione per dirigenti scolastici, insegnanti, personale non docente e operatori sociali che collaborano con le scuole

Dettagli

DISCORSO DEL PRESIDENTE MINA GIANNANDREA IN OCCASIONE DEL PRIMO CONVEGNO DI FEDERstrade Le proposte dei commercianti di vicinato

DISCORSO DEL PRESIDENTE MINA GIANNANDREA IN OCCASIONE DEL PRIMO CONVEGNO DI FEDERstrade Le proposte dei commercianti di vicinato DISCORSO DEL PRESIDENTE MINA GIANNANDREA IN OCCASIONE DEL PRIMO CONVEGNO DI FEDERstrade Le proposte dei commercianti di vicinato Cari amici, illustri ospiti, Voglio innanzitutto ringraziarvi tutti per

Dettagli

CONSULTA REGIONALE DEL VOLONTARIATO DELLA TOSCANA. Linee di indirizzo in vista della Conferenza Regionale del Volontariato. Lucca 10/11 marzo 2007

CONSULTA REGIONALE DEL VOLONTARIATO DELLA TOSCANA. Linee di indirizzo in vista della Conferenza Regionale del Volontariato. Lucca 10/11 marzo 2007 CONSULTA REGIONALE DEL VOLONTARIATO DELLA TOSCANA Linee di indirizzo in vista della Conferenza Regionale del Volontariato. Lucca 10/11 marzo 2007 La Consulta Regionale del Volontariato (che indicheremo

Dettagli

Sistemi di welfare 7. STRUTTURA, FUNZIONI, MODELLI DI WELFARE. A.A. 2013-2014 Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell Amministrazione

Sistemi di welfare 7. STRUTTURA, FUNZIONI, MODELLI DI WELFARE. A.A. 2013-2014 Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell Amministrazione A.A. 2013-2014 Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell Amministrazione Sistemi di welfare 7. STRUTTURA, FUNZIONI, MODELLI DI WELFARE Maria Letizia Pruna SPS/09 Sociologia dei processi economici e del

Dettagli

POLITICHE PER LA FAMIGLIA

POLITICHE PER LA FAMIGLIA Segreteria Confederale Servizio Politiche di Cittadinanza e della Salute POLITICHE PER LA FAMIGLIA Documento in preparazione alla Conferenza sulla Famiglia 1 Premessa I provvedimenti del Governo sono serviti

Dettagli

Il sistema di welfare

Il sistema di welfare Il sistema di welfare (pp. 205 273 del volume) La numerazione di tabelle, tavole e figure riproduce quella del testo integrale L empowerment degli operatori fa la buona sanità Nella tensione alla razionalizzazione

Dettagli

Tenersi per mano nella società dell incertezza.

Tenersi per mano nella società dell incertezza. Tenersi per mano nella società dell incertezza. Ricerca Spi Cgil Lombardia-AASter, settembre 2004 Discorsi sugli anziani. Viviamo, anziani e non anziani, nel postmoderno. Che in prima approssimazione si

Dettagli

DOCUMENTO PER IL SOTTOSEGRETARIO AL LAVORO ON.LE JOLE SANTELLI

DOCUMENTO PER IL SOTTOSEGRETARIO AL LAVORO ON.LE JOLE SANTELLI DOCUMENTO PER IL SOTTOSEGRETARIO AL LAVORO ON.LE JOLE SANTELLI Premessa I Trattamenti Pensionistici In Italia, come anche in tutti i paesi maggiormente industrializzati, alla precarietà del mercato del

Dettagli

Progetto Educativo PEI Pagina 1 Approvato e adottato il 07/07/2011

Progetto Educativo PEI Pagina 1 Approvato e adottato il 07/07/2011 PEI Pagina 1 LA DOMANDA FORMATIVA La nostra scuola è consapevole di essere una risposta alle esigenze formative delle famiglie del territorio come descritto nel PEN:

Dettagli

EDUCARE ALLA CORRESPONSABILITA Aspetti psico-educativi nella relazione genitori-figli. Alessandro Ricci Psicologo Psicoterapeuta Università Salesiana

EDUCARE ALLA CORRESPONSABILITA Aspetti psico-educativi nella relazione genitori-figli. Alessandro Ricci Psicologo Psicoterapeuta Università Salesiana EDUCARE ALLA CORRESPONSABILITA Aspetti psico-educativi nella relazione genitori-figli Alessandro Alessandro Ricci Ricci Psicologo Psicologo Psicoterapeuta Psicoterapeuta Università Università Salesiana

Dettagli

UNA RICERCA ESPLORATIVA

UNA RICERCA ESPLORATIVA UNA RICERCA ESPLORATIVA ISTRUZIONE E CAPITALE SOCIALE Prof. Adriana Fazio Anno scolastico 2009/2010 1 Istruzione e capitale sociale Capitale sociale è una rete di relazioni caratterizzate da fiducia e

Dettagli

LA CHIAVE D INGRESSO

LA CHIAVE D INGRESSO LA CHIAVE D INGRESSO Una personalità così ricca e così umanamente complessa quale quella che emerge dai manoscritti di Sandra Sabattini non poteva non essere analizzata da un punto di vista psico-grafologico.

Dettagli

Per il rafforzamento dell identità culturale e politica della UIL.

Per il rafforzamento dell identità culturale e politica della UIL. Per il rafforzamento dell identità culturale e politica della UIL. Una proposta per il futuro. La natura solidaristica e democratica del sindacato si accompagna per la UIL alla sua indipendenza e alla

Dettagli

PROGRAMMA DI STORIA PER IL DOPPIO RILASCIO DEL DIPLOMA: ESAME DI STATO BACCALAURÉAT

PROGRAMMA DI STORIA PER IL DOPPIO RILASCIO DEL DIPLOMA: ESAME DI STATO BACCALAURÉAT ALLEGATO 3 PROGRAMMA DI STORIA PER IL DOPPIO RILASCIO DEL DIPLOMA: ESAME DI STATO BACCALAURÉAT Il programma comune di storia del dispositivo per il doppio rilascio del diploma di Baccalauréat e d Esame

Dettagli

Dal welfare al workfare il nuovo ruolo del sistema pubblico dei servizi per l impiego

Dal welfare al workfare il nuovo ruolo del sistema pubblico dei servizi per l impiego Dal welfare al workfare il nuovo ruolo del sistema pubblico dei servizi per l impiego Il workfare (o welfare to work), termine derivante dalla fusione di work e welfare, é un modello alternativo al classico

Dettagli

Sintesi dei risultati

Sintesi dei risultati 1 Sintesi dei risultati Il presente documento sintetizza i principali risultati ottenuti dall attività di ricerca e di intervista sviluppata dallo Studio GMB per conto dell Associazione Territorio e Cultura

Dettagli

IL FENOMENO DELL INDEBITAMENTO IN ITALIA: CAUSE, FORME, ASPETTI EDUCATIVO-SOCIALI. Luciano Gualzetti» Savona, 12 novembre 2011

IL FENOMENO DELL INDEBITAMENTO IN ITALIA: CAUSE, FORME, ASPETTI EDUCATIVO-SOCIALI. Luciano Gualzetti» Savona, 12 novembre 2011 IL FENOMENO DELL INDEBITAMENTO IN ITALIA: CAUSE, FORME, ASPETTI EDUCATIVO-SOCIALI Luciano Gualzetti» Savona, 12 novembre 2011 Premessa 1/2 Il titolo del Convegno recita: «Siamo indebitati perché non siamo

Dettagli

Management Consulting Boutiques e mercati globali

Management Consulting Boutiques e mercati globali Management Consulting Boutiques e mercati globali Antonella Negri Clementi * 1. Un modello distintivo Affiancare l azienda nel momento in cui si trova ad affrontare cambiamenti sostanziali di una o più

Dettagli

CURRICOLO DI RELIGIONE CATTOLICA

CURRICOLO DI RELIGIONE CATTOLICA ISTITUTO COMPRENSIVO 3-VICENZA DIPARTIMENTO DI RELIGIONE SCUOLA PRIMARIA CURRICOLO DI RELIGIONE CATTOLICA COMPETENZE CHIAVE EUROPEE Comunicazio ne nella madre lingua COMPETENZE SPECIFICHE Conoscere il

Dettagli

APPROFONDIMENTO RISORSE UMANE

APPROFONDIMENTO RISORSE UMANE APPROFONDIMENTO RISORSE UMANE Iniziativa Comunitaria Equal II Fase IT G2 CAM - 017 Futuro Remoto Approfondimento LEADERSHIP E TEAM BUILDING La soddisfazione del lavoratore A livello individuale, la gestione

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA AGAZZI SORBOLO (PR) Via Beethoven n 5 Telefono: 0521690123 Fax: 0521690123

SCUOLA DELL INFANZIA AGAZZI SORBOLO (PR) Via Beethoven n 5 Telefono: 0521690123 Fax: 0521690123 SCUOLA DELL INFANZIA AGAZZI SORBOLO (PR) Via Beethoven n 5 Telefono: 0521690123 Fax: 0521690123 ORGANIZZAZIONE La scuola accoglie i bambini da 3 a 6 anni. E aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 7,30

Dettagli

CHE COS E IL MENTORING

CHE COS E IL MENTORING CHE COS E IL MENTORING E un dato di fatto che il numero delle donne che lavorano è in sensibile aumento in ogni paese, ma nonostante questo, e malgrado molte donne rivestano posizioni anche altamente professionali,

Dettagli

Valori Essenziali Finalità Organizzazione Rapporti con la Società Risorse

Valori Essenziali Finalità Organizzazione Rapporti con la Società Risorse Consulta Ecclesiale d e g li Organismi Socio-Assistenziali Riflessioni su Caratteristiche e Valori portanti del Volontariato che incontra le Istituzioni Sociali Valori Essenziali Finalità Organizzazione

Dettagli

L identità di una università non statale

L identità di una università non statale L identità di una università non statale Rettore dell Università LUMSA (Libera Università Maria Ss. Assunta) di Roma di Giuseppe Della Torre Nell ultimo decennio il numero delle università non statali

Dettagli

DOMENICO BODEGA. Le forme della leadership

DOMENICO BODEGA. Le forme della leadership DOMENICO BODEGA Le forme della leadership Redazione e fotocomposizione Norma, Parma ISBN 978-88-17-05823-0 Copyright 2002 RCS Libri S. p. A. Prima edizione Etas: maggio 2002 Quinta ristampa Rizzoli Etas:

Dettagli

La scuola valutata: Europa, Italia, OCSE-PISA e altro

La scuola valutata: Europa, Italia, OCSE-PISA e altro 5 N PRMO PANO La scuola valutata: Europa, talia, OCSE-PSA e altro La scuola valutata: Europa, talia, OCSE-PSA e altro D PATRZA BORETT La scuola italiana bocciata ancora una volta n talia il dibattito sulla

Dettagli