LETTERA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "LETTERA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE"

Transcript

1 LETTERA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Dott.ssa Patrizia Bravo AGEC è un azienda la cui attività si compenetra con quasi 100 anni della storia della città di Verona, soprattutto con la storia dei suoi cittadini più deboli. Nata storicamente per la gestione del patrimonio abitativo residenziale pubblico, con la trasformazione nel 1997 in Azienda Speciale ha visto ampliare le proprie competenze. Nel 2000 è stata affi data ad Agec la gestione dei 23 cimiteri comunali e nel 2005 la gestione delle 13 Farmacie Comunali. Con questo primo bilancio sociale si concretizza la scelta di una nuova modalità di rendicontazione e di comunicazione. Con la rendicontazione sociale delle attività svolte intendiamo comunicare con ogni persona, gruppo o ente che riponga aspettative legittime nei confronti di Agec e che quindi necessiti di informazioni trasparenti, chiare e imparziali. Vogliamo quindi rendere esplicita la dimensione sociale e ambientale dell Azienda, oltre a quella economica già ampiamente rendicontata nei nostri bilanci. Questo percorso di crescita culturale coinvolge il Consiglio di Amministrazione e Agec tutta e parte dalla consapevolezza che la legittimazione sociale di ogni organizzazione sia pubblica che privata non può essere guadagnata e mantenuta nel tempo senza dedicare attenzione e risorse: alle necessità della collettività, alla soddisfazione di utenti e collaboratori, alla salvaguardia della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro, alla collaborazione con le Istituzioni, all attenzione all impatto sociale ed ambientale di ogni attività intrapresa, e, non ultimo, alla necessità di una comunicazione trasparente di tutto ciò. L attitudine al sociale viene a volte data per scontata soprattutto in ambito pubblico ma è solo nell autoanalisi dei comportamenti che si può dare signifi cato veritiero al proprio agire e questo è stato il percorso intrapreso in questi anni dall Azienda. L autoanalisi cui ci siamo sottoposti in questi quattro anni, sia per la certifi cazione di qualità delle attività cimiteriali e funebri sia per la preparazione di questo documento, ha contribuito sicuramente a migliorare il nostro agire e di conseguenza la percezione esterna dell Azienda. I risultati rendicontati attengono all esercizio 2005, un periodo troppo breve tuttavia per poter dare un reale giudizio di valore. Pur essendo Agec radicata nella storia cittadina non sempre è realmente conosciuta; il documento si sofferma quindi a esporre le premesse dell argomento che verrà poi trattato, per scelta comunicativa al fi ne di eliminare ogni eventuale asimmetria informativa. Ci auguriamo che i riscontri da parte dei nostri lettori siano numerosi e propositivi, per incrementare il dialogo tra Agec e la città e per apportare in futuro al documento le modifi che necessarie e utili al miglioramento della conoscenza di Agec da parte dei nostri Stakeholder, e viceversa.

2 COMPOSIZIONE ORGANI SOCIALI DELL AZIENDA CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Dott.ssa PATRIZIA BRAVO Presidente del Consiglio Consiglieri e rispettivi incarichi: Sig.ra FRANCESCA BRAGAJA Sig.ra SILVANA CASTELLANI Dott.ssa ANNA FORESTI Sviluppo e miglioramento dei rapporti con l'utenza immobiliare Sviluppo e miglioramento dei rapporti con l'utenza immobiliare Sviluppo e miglioramento dei contatti con le associazioni e della gestione delle problematiche dei diversamente abili Geom. ROBERTO COLOGNATO Arch. VINCENZO GENOVESE Sviluppo del settore tecnico (progettazioni, lavori e manutenzioni) Sviluppo del settore tecnico (progettazioni, lavori e manutenzioni) Sig ANDREA BRUNELLI Sviluppo e miglioramento dei rapporti con l'utenza cimiteriale e funeraria; sviluppo del settore tecnico Sig. MARCELLO PIGOZZI Sviluppo e miglioramento dell URP e dei rapporti con le Circoscrizioni Sig. ALBINO CALOI Sviluppo e formazione del personale DIRETTORE GENERALE Ing. SANDRO TARTAGLIA COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI Dott. FRANCO POLLANI Presidente del Collegio Dott. GIANLUCA DALL'OGLIO Componente effettivo Rag. AGOSTINO SCAPINI Componente effettivo GARANTE DEGLI INQUILINI Sig. GIUSEPPE BRAGA

3 NOTA INTRODUTTIVA E METODOLOGICA Questo documento è il primo Bilancio Sociale di Agec, Azienda speciale del Comune di Verona. L obiettivo di questo documento è di fornire informazioni sull attività aziendale che siano utili, agli interlocutori dell Azienda, per meglio comprendere e valutare le performance economiche sociali e ambientali di Agec. Trattandosi della prima redazione si cercherà di dare un quadro il più possibile esaustivo e completo di tutte le attività svolte, cercando di esplorare la complessità aziendale in maniera trasparente, neutrale e intelligibile. Questo primo Bilancio Sociale quindi si preoccupa di far conoscere chi è Agec, che cosa gestisce e di dare informazioni oggettive e verificabili sul come vengono svolte le molteplici attività aziendali attraverso indicatori quali-quantitativi. Al lettore la libertà di trarre le proprie conclusioni sui risultati ottenuti. Il bilancio è stato redatto secondo principi e indicazioni procedurali contenute nei Principi di Redazione del Bilancio Sociale elaborati nel 2001 dal Gruppo di Studio per il Bilancio Sociale (GBS). La qualità del processo di formazione e le informazioni in esso contenute rispettano pertanto i principi enunciati dalle Linee guida GBS, con particolare attenzione ai principi di: Responsabilità Trasparenza Neutralità Comparabilità Comprensibilità e chiarezza Significatività e rilevanza Verificabilità dell informazione Attendibilità e fedele rappresentazione L ambito di analisi è relativo all attività svolta dall Azienda speciale attraverso i propri organi aziendali ed i propri collaboratori. Il periodo di riferimento è l esercizio Tuttavia, qualora ritenuto significativo, l indagine si sposta sull ultimo triennio o anche oltre (come ad esempio nella sezione dedicata agli interventi edilizi, nell intento di dare una visione più esaustiva delle performance di questa attività, per sua natura, pluriennale). I dati quantitativi esposti nel documento sono tratti sia dalla contabilità, generale e analitica, sia dal sistema informativo centrale e sezionale (gestionale). I dati descrittivi sono tratti fedelmente dalla documentazione aziendale, sia di tipo istituzionale che tecnico-amministrativo. Come previsto quindi dalle linee guida GBS, il documento si compone di tre parti: 1. L Identità aziendale: la storia, i valori, l assetto, la strategia e gli obiettivi aziendali. 2. La produzione e distribuzione del Valore aggiunto: l effetto economico dell attività sulle categorie di stakeholder. 3. La Relazione sociale, dove, per ciascuna categoria di portatori di interessi, sono descritte le politiche e le attività effettivamente svolte. Trattandosi del primo Bilancio Sociale, il documento risente dei limiti derivanti dalla mancanza a volte di una rilevazione periodica e sistematica dei dati e degli indicatori di performance economica, sociale ed ambientale finalizzati al monitoraggio delle prestazioni e alla rendicontazione sociale periodica.

4 l identita aziendale

5

6 l identita aziendale L identità aziendale Storia ed evoluzione di Agec I valori di riferimento Missione Sistema di governo e assetto organizzativo Le principali attività La strategia aziendale Progetti, obiettivi e la politica della qualità 10 l identita aziendale

7 1908, Facciata di Palazzo Cappella dei Diamanti. l identita aziendale > oooo 11

8 STORIA ED EVOLUZIONE DI AGEC L INIZIO dell ATTIVITA Nel dicembre del 1909 il Consiglio Comunale della Città di Verona propose la costituzione di un azienda municipalizzata per la costruzione dei primi quartieri di case popolari. l identita aziendale Il progetto riportò l approvazione della Commissione Reale nell agosto dell anno successivo ed il 9 ottobre 1910 fu indetto un referendum popolare: la cittadinanza veronese rispose in modo molto favorevole e fu così che l azienda delle case popolari iniziò la propria storia. La posa della prima pietra avvenne il 30 ottobre del 1910 e nel novembre del 1912 furono consegnati gli appartamenti ai primi inquilini. Nel 1913 furono avviati lavori che portarono alla costruzione di ben 19 fabbricati, per la maggior parte ubicati a Porta Palio e gli altri a S. Pancrazio e in Borgo Roma, il tutto per la capienza complessiva di 435 appartamenti. La durissima congiuntura della grande guerra e i difficili inizi della ricostruzione determinarono un comprensibile rallentamento delle attività dell azienda delle case popolari. Dal 1924 al 1937 la costruzione dei fabbricati riprese con slancio nelle diverse zone della città. Inoltre, l Amministrazione comunale, con deliberazione podestarile, il 26 agosto 1930 deliberò di affidare all azienda comunale delle case popolari la gestione, per conto del Comune, degli stabili comunali concessi in affidanza a ditte private. In conformità a tale provvedimento, l azienda assunse il nome di Azienda Gestione Edifici Comunali. Anche nei difficili anni della seconda guerra mondiale, l attività aziendale subì una battuta d arresto, per riprendere poi nel periodo post bellico della ripresa e del successivo boom economico, fino ad arrivare ai giorni nostri 12 l identita aziendale > storia ed evoluzione di agec

9 con un patrimonio di circa unità immobilari civili tra usi abitativi ed usi diversi (cfr. Analisi e composizione del patrimonio immobiliare in gestione ) IL PATRIMONIO IMMOBILIARE PER ANNO DI COSTRUZIONE % % % % % < % DALLA TRASFORMAZIONE ALLA DIVERSIFICAZIONE Dati aggiornati al 20/03/2006 Agec continua la propria attività di amministrazione e gestione degli immobili comunali in forma di Azienda Municipalizzata fino all aprile 1997, data in cui viene trasformata dal Comune di Verona in Azienda Speciale, in ottemperanza del disposto degli artt. 22 e 23 della legge 142/90 Legge di riforma dei servizi pubblici locali. La forma giuridica di Azienda Speciale, ente strumentale del Comune, rende possibile la coesistenza di aspetti pubblicistici e sociali all interno di una struttura gestionale organizzata in forma d impresa, che, a differenza dell impresa commerciale, non mira al profitto ma all economicità della gestione ovvero al pareggio di bilancio. In altre parole, la riforma mirava a creare nuove strutture che consentissero una gestione più dinamica ed imprenditoriale dei servizi pubblici. l identita aziendale > storia ed evoluzione di agec 13

10 Inoltre entro il 31/ , i Comuni veneti potevano decidere di costituire una propria azienda speciale per la gestione del proprio patrimonio ERP oppure devolvere tutti i fabbricati alle competenti Ater provinciali. Il Comune di Verona in data 31/12/97 possedeva già una propria azienda speciale operativa, quindi continuò a gestire direttamente il proprio patrimonio a mezzo di una controllata. Da ciò trae origine la motivazione della coesistenza di due strutture di gestione ERP sul territorio comunale veronese: l Ater e l Agec. Con delibera consiliare n. 105/96, il Comune di Verona elencava e classificava il patrimonio gestito da Agec, e delegava alla stessa tutte le sue competenze in tema di gestione ERP e derivanti dalla L.R. 10/96. Con il successivo Contratto di Servizio il Comune delegava ad Agec la facoltà di modificare la suddivisione del patrimonio; contestualmente Agec diveniva inoltre interlocutore della Regione Veneto in materia di edilizia abitativa. l identita aziendale Nel 1996 l Amministrazione Comunale decideva di assegnare ad Agec il cinquecentesco edificio Palazzo dei Diamanti rendendo così possibile la riunione di tutti gli uffici aziendali in un unica e prestigiosa sede, uffici all epoca suddivisi in quattro diverse localizzazioni. Il palazzo sarà in seguito conferito ad Agec come capitale di dotazione e nel contempo oggetto di ristrutturazioni e migliorie (2001/02). Nel marzo 1999 l Amministrazione Comunale affidava ad Agec la gestione dei 23 cimiteri veronesi e di tutti i servizi cimiteriali connessi; dal mese di aprile, prendeva avvio l affidamento del servizio di trasporto ed onoranze funebri e quello di illuminazione votiva, fino al quel momento gestiti da Agsm. Sopra: cantiere durante la costruzione dell Atrio del Cimietro Monumentale - fine l identita aziendale > storia ed evoluzione di agec

11 Interni Palazzo Diamanti nel 1920 Atrio piano terra In particolare, con deliberazione consiliare 11 marzo 1999 n. 20, in occasione dell approvazione del Piano Programma dell Agec per gli anni , il Consiglio Comunale di Verona stabiliva di unificare la gestione dei servizi cimiteriali e funerari in capo ad Agec trasferendo all Azienda la concessione di tutti i cimiteri cittadini e tutti i rapporti giuridici attivi e passivi relativi alla gestione cimiteriale e funeraria. Con questo atto veniva completata una complessa operazione istituzionale intesa a concentrare in capo all Agec una molteplicità di servizi cimiteriali e funerari, fino ad allora gestiti in modo frammentario da più soggetti; pertanto, in funzione dell affidamento, già con deliberazione consiliare n. 21 del 12 febbraio 1998, era stata ampliata la competenza istituzionale dell Azienda fino a ricomprendervi (art. 2, comma 1, lett. e, dello statuto aziendale) la gestione dei servizi cimiteriali ed, in particolare, gli adempimenti operativi di natura istituzionale disciplinati dal D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, i trasporti e le onoranze funebri e l edilizia cimiteriale con i connessi atti autorizzativi e concessori con il mantenimento del diritto di privativa sui trasporti funebri. Con successiva deliberazione consiliare n.78 del 22 novembre 2001, il testo dell art. 2 dello statuto aziendale veniva ulteriormente modificato eliminando il riferimento all esercizio del servizio di trasporto funebre con diritto di privativa. l identita aziendale > storia ed evoluzione di agec 15

12 Agec, inizia quindi ad operare in un settore totalmente nuovo e gli anni che seguono sono dedicati ad una completa riorganizzazione aziendale sia in funzione dell ampliamento delle attività, sia in funzione della connessa e necessaria espansione delle dimensioni aziendali in termini di risorse umane ed economiche. In data 14/02/2005 Agec ha conseguito la certificazione del proprio sistema di gestione secondo la norma UNI EN ISO 9001:2000 per l erogazione di servizi cimiteriali e funerari. Ed ancora il 14/12/2005 il Consiglio Comunale ha deliberato l affidamento della gestione del servizio farmaceutico comunale in capo ad Agec a partire dal 1 gennaio 2006 Il servizio è articolato sulla gestione delle tredici farmacie comunali localizzate nei vari quartieri della città. l identita aziendale 16 l identita aziendale > storia ed evoluzione di agec

13 I VALORI DI RIFERIMENTO I principi assunti dall azienda per guidare le proprie scelte strategiche, le linee politiche ed i comportamenti operativi di coloro che contribuiscono alla gestione, sono dichiarati nei propri documenti fondamentali (art. 28 dello Statuto; art. 4 Contratto di Servizio; Piano programma) e nel Manuale per la Qualità e possono essere così riassunti : a) Eguaglianza e Imparzialità di trattamento. Agec s impegna a garantire parità di trattamento a tutti i cittadini residenti nel territorio di competenza, con particolare attenzione, sia nel rapporto diretto agli sportelli che in quello indiretto, ai soggetti portatori di handicap, anziani e cittadini appartenenti a fasce sociali deboli. L eguaglianza viene intesa come divieto di ogni ingiustificata discriminazione. Agec nei comportamenti verso gli utenti, si attiene ai principi di obiettività, neutralità ed imparzialità. b) Continuità del servizio. Agec si impegna ad erogare agli utenti servizi regolari, continui e senza interruzioni. c) Comunicazione e Partecipazione. Agec si pone con chiarezza, trasparenza e comprensibilità nei rapporti con l utenza. Agec garantisce la partecipazione di ogni cittadino alla prestazione dei servizi, sia per tutelare il diritto alla corretta erogazione del servizio stesso, sia per favorire la collaborazione tra utenti e azienda. L utente ha perciò diritto di accesso alle informazioni aziendali che lo riguardano, può produrre documenti, formulare reclami o avanzare suggerimenti per il miglioramento del servizio. l identita aziendale > i valori di riferimento 17

14 d) Efficacia, efficienza e qualità nello svolgimento del servizio e nei rapporti con gli utenti. Agec lavora per raggiungere obiettivi di efficienza ed efficacia nell erogazione dei servizi. Al miglioramento continuo delle prestazioni è finalizzata infatti la politica aziendale della qualità in una logica di QualitàTotale. e) Cortesia e soddisfazione Agec impronta i rapporti con gli Utenti a criteri di disponibilità, cortesia e flessibilità. Agec effettua delle rilevazioni per conoscere le opinioni dell utenza in merito all erogazione del servizio. f ) Tutela l identita aziendale Qualsiasi violazione può essere segnalata all azienda. L Azienda si impegna a rispondere a tutte le segnalazioni che pervengono. L Agec ha attivato l Ufficio Relazioni con il Pubblico equiparando lo stesso ai requisiti previsti dalle Pubbliche Amministrazioni: - garantendo un informazione trasparente ed esauriente dell operato dello stesso; - pubblicizzando e consentendo l accesso ai servizi; - promuovendo nuove relazioni con i cittadini; - ottimizzando l efficienza e l efficacia dei prodotti-servizi attraverso un adeguato sistema di comunicazione interna. Anche il Piano programma prevede il rafforzamento dei valori guida, inserendo in particolare i concetti del rispetto dell utenza, dell attenzione e della correttezza formale e sostanziale, valori di riferimento che dovranno guidare le azioni dei lavoratori Agec. 18 l identita aziendale > i valori di riferimento

15 LA MISSIONE: PERCHE AGEC ESISTE? 1. MISSIONE IMMOBILIARE STORICA L azienda storicamente esiste per gestire nell ambito delle politiche abitative del Comune di Verona e compatibilmente con le risorse disponibili il fenomeno sociale dell emergenza abitativa all interno del territorio del Comune di Verona e, nel contempo, amministrare, mantenere ed accrescere il patrimonio immobiliare civile di proprietà del Comune stesso. La missione di Agec è quella di promuovere e difendere il diritto alla casa attraverso l impegno a garantire ai cittadini veronesi, temporaneamente o permanentemente in difficoltà, la disponibilità di una casa dove abitare con la propria famiglia. OFFRIRE L OPPORTUNITA DI AVERE UNA CASA A QUANTI NE HANNO BISOGNO 2. MISSIONE CIMITERIALE La missione per il comparto cimiteriale e funerario è quella di salvaguardare il diritto di tutti i cittadini ad una adeguata sepoltura e ad una dignitosa onoranza dei propri cari, anche fungendo da calmiere del mercato. La missione del settore cimiteriale e funerario può essere declinata nelle seguenti funzioni-missione: Mantenimento del decoro dei luoghi cimiteriali Diritto ad un servizio di onoranza decoroso anche per le fasce più deboli Assicurare e fornire i servizi istituzionali connessi alla sepoltura e custodia dei luoghi cimiteriali (es. trasporti, cremazioni, lampade votive, ecc.) Calmieramento del mercato 3. MISSIONE FARMACEUTICA Collaborare con la Regione del Veneto, le Aziende Ospedaliera e Sanitaria e con il Comune per garantire l interesse primario del cittadino alla salute e al benessere della persona. l identita aziendale > la missione 19

16 Tale diritto deve essere tutelato anche attraverso un servizio di pubblica utilità e di elevato valore sociale come il servizio farmaceutico comunale, integrato nel Servizio Sanitario Nazionale. SISTEMA DI GOVERNO E ASSETTO ORGANIZZATIVO IL SISTEMA DI GOVERNO: LE FONTI obbligatorie e volontarie dell assetto organizzativo l identita aziendale Il sistema di governo aziendale deriva da un sistema coordinato di norme, atti fondamentali, regolamenti pubblici e aziendali, quest ultimi sia obbligatori che facoltativi. Brevemente le fonti da cui deriva l insieme dei valori e comportamenti che informano la corporate governance aziendale sono: Legislazione Nazionale e Regionale, con particolare riferimento alle Aziende speciali Statuto Contratto di servizio Regolamenti aziendali Sistema aziendale di gestione per la qualità I REGOLAMENTI AZIENDALI, obbligatori e volontari I regolamenti sono una forma di codice di autodisciplina che l Azienda redige sia su base obbligatoria perché espressamente previsto dallo statuto aziendale o dalla legge, oppure su base volontaria per disciplinare con maggiore trasparenza e chiarezza determinate funzioni. 20 l identita aziendale > sistema di governo e assetto organizzativo

17 Ecco un breve elenco dei regolamenti interni vigenti con delibera di approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione e distinzione a seconda che si tratti di regolamento obbligatorio (con rifermento normativo di origine) oppure facoltativo: Regolamento per il funzionamento del CDA e Collegio dei Revisori Approvato con delibera n. 139 del e modificato con delibera n. 87 del Origine: obbligatoria art. 17 co II lett. A) Statuto Regolamento di Contabilità e Finanza Approvato n delibera n. 126 del Origine: obbligatoria Art. 17 Statuto Aziendale Regolamento sui contratti Approvato con delibera n 66 del e modificato con delibere n. 128 del , n. 230 del , e n.127 del Origine: obbligatorio art. 17 co.ii lett b) Statuto Regolamento sulle modalità di assunzione del personale Approvato con delibera n.68 del e modificato con delibera n. 18 del Origine: obbligatorio art. 17 co.ii lett c) Statuto Regolamento sulle modalità di accesso e pubblicizzazione degli atti aziendali Approvato con delibera n. 9 del Origine: obbligatorio Legge 241/90 e Drp 352/92 e art. 17 lett.d) dello Statuto Regolamento per l assegnazione degli alloggi soggetti a canone convenzionato L.431/98 Approvato con delibera n. 71 del Origine: volontario Regolamento delle locazioni e concessioni attive di immobili a regime di libero mercato Approvato con delibera n. 71 del 17/05/2005 Origine: obbligatorio art. 4 co.viii del Regolamento sui contratti Regolamento per l accesso ai cimiteri con veicoli privati Approvato con delibera n. 78 del e modificato con delibera n. 171 del Origine: volontario l identita aziendale > sistema di governo e assetto organizzativo 21

18 Regolamento del deposito di osservazione dei cadaveri e dell obitorio Approvato con delibera n. 81 del Origini: volontario Regolamento per le onoranze dei due Pantheon Ingenio Claris e Beneficis in patriam del cimitero Monumentale di Verona Approvato con delibera n. 265 del e approvato con modifiche dal Consiglio Comunale con delibera n. 77 del Origine: fonte Comune di Verona. L attuale regolamento deriva da modifiche del precedente regolamento comunale del 1898 circa. IL SISTEMA INTERNO DI GESTIONE PER LA QUALITA, un codice volontario l identita aziendale L Azienda ha avviato il percorso di certificazione del proprio sistema di gestione secondo la norma UNI EN ISO 9001:2000, il quale prevede l implementazione di un sistema interno di procedure atte a garantire la qualità del servizio e la soddisfazione del cliente-utente, ed il loro continuo miglioramento. E un processo volontario che comporta la redazione ed il rispetto di quanto riportato nella seguente documentazione di sistema: - Manuale della qualità - Procedure gestionali per la qualità - Istruzioni di Lavoro - Modulistica interna. IL SISTEMA DI GOVERNO: L ASSETTO ORGANIZZATIVO L assetto organizzativo di Agec, come disciplinato dallo Statuto, prevede i seguenti organi aziendali: a) il Consiglio di amministrazione; b) il Presidente del Consiglio di amministrazione; c) il Direttore generale; d) il Collegio dei Revisori dei conti. 22 l identita aziendale > sistema di governo e assetto organizzativo

19 a) Il Consiglio di Amministrazione Il Consiglio di Amministrazione è composto da nove membri compreso il Presidente, che durano in carica per un periodo corrispondente al mandato del Consiglio comunale. Le modalità di funzionamento del Consiglio di amministrazione sono oggetto di apposito regolamento di competenza dello stesso Consiglio. Il Consiglio di amministrazione delibera - con la presenza della maggioranza dei membri in carica ed a maggioranza dei presenti - su una vasta gamma di argomenti attinenti la programmazione, l indirizzo e la vigilanza sull attività aziendale, che sono identificati dall art. 8 dello Statuto e possono essere così riassunti: il piano programma ed i suoi adeguamenti; il bilancio di esercizio ed i bilanci preventivi, annuale e triennale; i regolamenti aziendali; la specificazione degli obiettivi e dei programmi da attuare e la correlativa indicazione delle priorità mediante direttive generali; la verifica della rispondenza dei risultati della gestione amministrativa rispetto alle direttive generali impartite; i principi e le linee fondamentali dell organizzazione interna nonché la individuazione delle unità organizzative di più elevato livello e delle loro attribuzioni; le modalità procedimentali da osservarsi per l affidamento dei singoli appalti di lavori, di forniture e di servizi; l acquisto e la cessione di beni immobili e le operazioni finanziarie a lungo e medio termine; la costituzione e la partecipazione ad enti, società, consorzi o associazioni l assunzione di servizi complementari, connessi o affini ovvero a favore di soggetti terzi; le convenzioni, gli accordi e la partecipazione a gare per conseguire l affidamento dei servizi; le tariffe dei servizi pubblici erogati o comunque i criteri per la fissazione dei prezzi delle prestazioni rientranti nei compiti istituzionali ove non impedito da specifiche disposizioni di legge. b) Il Presidente del Consiglio di Amministrazione Il Presidente del Consiglio di amministrazione: a) convoca, presiede ed organizza i lavori del Consiglio di amministrazione, assegnando eventualmente a singoli consiglieri la trattazione di specifiche materie; b) cura le relazioni esterne e, in particolare, i rapporti con il Comune di Verona e con gli utenti l identita aziendale > sistema di governo e assetto organizzativo 23

20 c) vigila sulla corretta gestione dell Azienda; d) esegue gli incarichi affidatigli dal Consiglio; e) esercita ogni altra competenza attribuita dalla legge, dallo statuto o dai regolamenti. c) Il Direttore generale Il Direttore generale è nominato dal Consiglio di amministrazione, previa verifica dei requisiti di professionalità, esperienza e onorabilità; dura in carica tre anni e può essere confermato di triennio in triennio. Il Direttore generale ha la rappresentanza legale dell Azienda ed è responsabile della gestione aziendale. Il Direttore generale, ai sensi dell art. 11 dello Statuto: assume in via generale ogni misura ed iniziativa diretta ad attuare gli indirizzi generali fissati nel piano programma e negli altri atti programmatici di competenza del Consiglio di amministrazione; sovrintende ad ogni aspetto dell attività dell Azienda coordinando l attività dei dirigenti; determina la struttura organizzativa interna per quanto non di competenza del Consiglio di amministrazione; dirige il personale, adottando tutti i provvedimenti incidenti sullo stato giuridico ed economico; promuove le liti e resiste alle stesse con facoltà di conciliarle o transigerle; stipula il contratto di servizio nonché gli altri contratti, convenzioni, accordi che necessitino di una previa deliberazione del Consiglio di amministrazione; cura lo svolgimento delle procedure per l affidamento degli appalti; partecipa con voto consultivo e con potere propositivo alle sedute del Consiglio di amministrazione; cura l esecuzione delle deliberazioni del Consiglio di amministrazione ed i provvedimenti di urgenza adottati dal Presidente; presenta ogni tre mesi al Consiglio di amministrazione una relazione sull identita aziendale Egli esercita ogni competenza non riservata dalla legge, dallo Statuto o dai regolamenti interni ad altri organi dell Azienda. 24 l identita aziendale > sistema di governo e assetto organizzativo

21 l andamento dell Azienda ed il rendiconto delle operazioni effettuate; relaziona comunque il Consiglio di amministrazione ed il Presidente su ogni affare per il quale gli venga da questi espressamente richiesto qualsiasi tipo di informativa; può sottoporre al Consiglio di amministrazione ogni affare o schema di atto seppur di propria competenza, al fine di ricevere eventuali indicazioni in merito. Il Direttore può delegare il potere di compiere e sottoscrivere singoli atti, o singole categorie di atti, a singoli dirigenti o dipendenti. d) Il Collegio dei Revisori La vigilanza sulla regolarità contabile e della gestione economico finanziaria è affidata ad un Collegio di Revisori composto da tre membri, nominato dal Sindaco, con durata della carica per un triennio. Il Collegio dei Revisori, ai sensi dell art. 13 dello Statuto, svolge numerose funzioni, tra le quali le principali sono: vigilanza sulla regolarità contabile, fiscale, finanziaria ed economica della gestione; l organo di revisione svolge tali funzioni anche con tecniche motivate di campionamento; verifica periodica dello stato di attuazione del Piano programma, formulando eventuali motivate osservazioni e proposte al Consiglio di Amministrazione; relazione sul bilancio di esercizio, deliberato dal Consiglio di Amministrazione dell Azienda; formulazione di pareri sulla proposta di bilancio preventivo economico annuale e triennale prima dell approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione; pareri su specifiche questioni attinenti alla gestione economico finanziaria sottopostegli dal Consiglio di Amministrazione; verifiche periodiche di cassa. Il Collegio dei revisori deve riunirsi almeno ogni bimestre ed è validamente costituito anche nel caso siano presenti solo due componenti. Delle riunioni del Collegio deve redigersi processo verbale, che viene trasmesso nel termine di tre giorni al Sindaco, al Presidente ed al Direttore generale dell Azienda. l identita aziendale > sistema di governo e assetto organizzativo 25

COMUNE DI ALSENO Provincia di Piacenza

COMUNE DI ALSENO Provincia di Piacenza COMUNE DI ALSENO Provincia di Piacenza REGOLAMENTO SULL ORDINAMENTO DEGLI UFFICI E DEI SERVIZI Approvato con deliberazione di G.C. n. 232 in data 30.09.1998 Modificato con deliberazione di G.C. n. 102

Dettagli

CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida

CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida ALL. 5 CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida ***** Regolamento sul funzionamento dell Organismo Indipendente di valutazione \ Approvato con deliberazione

Dettagli

STATUTO ART. 1) DENOMINAZIONE FINALITA SEDE

STATUTO ART. 1) DENOMINAZIONE FINALITA SEDE ART. 1) DENOMINAZIONE FINALITA SEDE STATUTO L Associazione denominata CORILA - Consorzio per il coordinamento delle ricerche inerenti al sistema lagunare di Venezia, è costituita ai sensi degli artt. 14

Dettagli

Comune di Grado Provincia di Gorizia

Comune di Grado Provincia di Gorizia Comune di Grado Provincia di Gorizia REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEGLI INCENTIVI PER LA PROGETTAZIONE E LA REALIZZAZIONE DI LAVORI PUBBLICI, AI SENSI DELL ART.11 DELLA LEGGE REGIONALE 31 MAGGIO 2002,

Dettagli

COMUNE DI MEGLIADINO SAN VITALE Piazza Matteotti, 8-35040 Megliadino San Vitale - PD -

COMUNE DI MEGLIADINO SAN VITALE Piazza Matteotti, 8-35040 Megliadino San Vitale - PD - COMUNE DI MEGLIADINO SAN VITALE Piazza Matteotti, 8-35040 Megliadino San Vitale - PD - REGOLAMENTO DI CONTABILITÀ SOMMARIO: Capo I - Le competenze del servizio economico-finanziario Capo II - La programmazione

Dettagli

DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA PROGETTAZIONE

DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA PROGETTAZIONE UNIVERSITA' DEGLI STUDI SASSARI UFFICIO TECNICO LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE, RESTAURO CONSERVATIVO E ADEGUAMENTO NORMATIVO DELL EDIFICIO SITO IN SASSARI IN LARGO PORTA NUOVA DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA PROGETTAZIONE

Dettagli

PROVINCIA DI PESARO E URBINO

PROVINCIA DI PESARO E URBINO PROVINCIA DI PESARO E URBINO Regolamento interno della Stazione Unica Appaltante Provincia di Pesaro e Urbino SUA Provincia di Pesaro e Urbino Approvato con Deliberazione di Giunta Provinciale n 116 del

Dettagli

REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI. Art. 1 - Fonti

REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI. Art. 1 - Fonti REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI Art. 1 - Fonti 1. Il presente Regolamento disciplina la composizione, la durata e le modalità di funzionamento del Collegio dei Revisori

Dettagli

C O M U N E DI M O L I T E R N O

C O M U N E DI M O L I T E R N O C O M U N E DI M O L I T E R N O (Provincia di Potenza) REGOLAMENTO SUI CONTROLLI INTERNI Approvato con delibera consiliare n.05 del 6/02/2013 modificato con delibera consiliare n. 54 del 30/11/2013 Indice

Dettagli

CODICE DI COMPORTAMENTO INTEGRATIVO ARTICOLO 1 OGGETTO

CODICE DI COMPORTAMENTO INTEGRATIVO ARTICOLO 1 OGGETTO CODICE DI COMPORTAMENTO INTEGRATIVO ARTICOLO 1 OGGETTO 1. Il presente Codice di Comportamento integrativo definisce, in applicazione dell'art. 54 del DLgs. n. 165/2001 come riformulato dall'art.1, comma

Dettagli

TABELLA B. RISORSE INFRASTRUTTURALI E LOGISTICHE di cui all art. 8

TABELLA B. RISORSE INFRASTRUTTURALI E LOGISTICHE di cui all art. 8 TABELLA B RISORSE INFRASTRUTTURALI E LOGISTICHE di cui all art. 8 1 B1) Disponibilità dei locali B1.1) Scansione del documento di disponibilità esclusiva dei locali della sede operativa per almeno tre

Dettagli

DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE N. 760 DEL 08/07/2014

DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE N. 760 DEL 08/07/2014 DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE N. 760 DEL 08/07/2014 SETTORE SEGRETARIO GENERALE SERVIZIO ELABORAZIONE DATI OGGETTO: 97.404,80 I.C. SERVIZIO DI ASSISTENZA TECNICA INTEGRALE E FORNITURA DI MATERIALE CONSUMABILE

Dettagli

REGOLAMENTO E POLITICHE AZIENDALI ALLEGATO (J) DOCUMENTO SULLE POLITICHE DI SICUREZZA E TUTELA DELLA SALUTE SUL LAVORO EX D.LGS. N.

REGOLAMENTO E POLITICHE AZIENDALI ALLEGATO (J) DOCUMENTO SULLE POLITICHE DI SICUREZZA E TUTELA DELLA SALUTE SUL LAVORO EX D.LGS. N. REGOLAMENTO E POLITICHE AZIENDALI ALLEGATO (J) DOCUMENTO SULLE POLITICHE DI SICUREZZA E TUTELA DELLA SALUTE SUL LAVORO EX D.LGS. N. 81/2008 Il Consiglio di Amministrazione della Società ha approvato le

Dettagli

LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n. 27. dalle fondamenta alla copertura un organismo edilizio funzionalmente autonomo.

LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n. 27. dalle fondamenta alla copertura un organismo edilizio funzionalmente autonomo. 17875 LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n. 27 Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza delle costruzioni Istituzione del fascicolo del fabbricato. IL CONSIGLIO REGIONALE HA

Dettagli

Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano

Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Enti locali per Kyoto Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Rodolfo Pasinetti Ambiente Italia srl Milano, 15 dicembre 2006 Contesto Politiche energetiche Nel passato

Dettagli

SEZIONE I LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11

SEZIONE I LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11 SEZIONE I 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11 LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI LEGGE REGIONALE 3 aprile 2006, n. 12 Norme in materia di polizia comunale. IL CONSIGLIO REGIONALE

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA Art. 1 Finalità e compiti del Dipartimento ad attività integrata (DAI) di Medicina Interna

Dettagli

Facility management. per gli immobili adibiti prevalentemente ad uso ufficio, in uso a qualsiasi titolo alle Pubbliche Amministrazioni

Facility management. per gli immobili adibiti prevalentemente ad uso ufficio, in uso a qualsiasi titolo alle Pubbliche Amministrazioni Ope Facility management per gli immobili adibiti prevalentemente ad uso ufficio, in uso a qualsiasi titolo alle Pubbliche Amministrazioni Ingegneria dell efficienza aziendale Società per i Servizi Integrati

Dettagli

COMUNE DI BRIGNANO GERA D ADDA (Provincia di Bergamo) Regolamento recante la disciplina dei Controlli interni

COMUNE DI BRIGNANO GERA D ADDA (Provincia di Bergamo) Regolamento recante la disciplina dei Controlli interni COMUNE DI BRIGNANO GERA D'ADDA (c_b178) - Codice AOO: AOOBRIGNANOADDA - Reg. nr.0001628/2013 del 18/02/2013 ALLEGATO A alla deliberazione del Consiglio comunale n. 2 del 04.02.2013 COMUNE DI BRIGNANO GERA

Dettagli

Si precisa che nessuna delle modifiche rientra tra le ipotesi che attribuiscono ai soci il diritto di recesso.

Si precisa che nessuna delle modifiche rientra tra le ipotesi che attribuiscono ai soci il diritto di recesso. RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULLE MODIFICHE DEGLI ARTICOLI 15, 17, 27 E 28 DELLO STATUTO SOCIALE, E SULL INTRODUZIONE DELL ART. 28 BIS. La presente Relazione ha lo scopo di illustrare in

Dettagli

STATUTO FONDAZIONE ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI CASERTA

STATUTO FONDAZIONE ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI CASERTA STATUTO FONDAZIONE ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI CASERTA 1. A norma degli articoli 14 e seguenti del Codice Civile è costituita la Fondazione dell

Dettagli

1. Premessa. Il contesto generale.

1. Premessa. Il contesto generale. Linee di indirizzo del Comitato interministeriale (d.p.c.m. 16 gennaio 2013) per la predisposizione, da parte del Dipartimento della funzione pubblica, del PIANO NAZIONALE ANTICORRUZIONE di cui alla legge

Dettagli

COMUNE DI CAMINO (AL) REGOLAMENTO SUI CONTROLLI INTERNI. Approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 3 del 25/1/2013

COMUNE DI CAMINO (AL) REGOLAMENTO SUI CONTROLLI INTERNI. Approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 3 del 25/1/2013 COMUNE DI CAMINO (AL) REGOLAMENTO SUI CONTROLLI INTERNI Approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 3 del 25/1/2013 INDICE TITOLO I PRINCIPI GENERALI... 3 Articolo 1 Oggetto... 3 Articolo 2 Sistema

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA LOCAZIONE E CONCESSIONE IN USO DI LOCALI ED IMMOBILI COMUNALI DEL PATRIMONIO DISPONIBILE

REGOLAMENTO PER LA LOCAZIONE E CONCESSIONE IN USO DI LOCALI ED IMMOBILI COMUNALI DEL PATRIMONIO DISPONIBILE REGOLAMENTO PER LA LOCAZIONE E CONCESSIONE IN USO DI LOCALI ED IMMOBILI COMUNALI DEL PATRIMONIO DISPONIBILE Approvato dal Consiglio Comunale nella seduta del 13 maggio 2013 - Delibera n. 35 INDICE: Articolo

Dettagli

COMUNE DI ALBIATE SOMMARIO. Provincia di Monza e della Brianza. 1. Oggetto del regolamento. 2. Ambito oggettivo di applicazione

COMUNE DI ALBIATE SOMMARIO. Provincia di Monza e della Brianza. 1. Oggetto del regolamento. 2. Ambito oggettivo di applicazione COMUNE DI ALBIATE Provincia di Monza e della Brianza REGOLAMENTO COMUNALE PER LA RIPARTIZIONE TRA IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO E GLI INCARICATI DELLA REDAZIONE DEL PROGETTO, DEL COORDINAMENTO PER LA

Dettagli

DISCIPLINARE D INCARICO PER L ESPLETAMENTO DEL SERVIZIO DI VERIFICA FINALIZZATA ALLA VALIDAZIONE DEI PROGETTI ESECUTIVI DEI NUOVI OSPEDALI TOSCANI DI

DISCIPLINARE D INCARICO PER L ESPLETAMENTO DEL SERVIZIO DI VERIFICA FINALIZZATA ALLA VALIDAZIONE DEI PROGETTI ESECUTIVI DEI NUOVI OSPEDALI TOSCANI DI DISCIPLINARE D INCARICO PER L ESPLETAMENTO DEL SERVIZIO DI VERIFICA FINALIZZATA ALLA VALIDAZIONE DEI PROGETTI ESECUTIVI DEI NUOVI OSPEDALI TOSCANI DI PRATO, PISTOIA, LUCCA, E DELLE APUANE, AI SENSI DELL

Dettagli

COMUNE DI DONORI Provincia di Cagliari

COMUNE DI DONORI Provincia di Cagliari COMUNE DI DONORI Provincia di Cagliari - 2 COPIA- VERBALE DI ADUNANZA DEL CONSIGLIO COMUNALE Sessione Ordinaria Seduta Pubblica N. 2 Del 21.01.2010 OGGETTO: DETERMINAZIONE QUANTITA E QUALITA DELLE AREE

Dettagli

Le novità per gli appalti pubblici

Le novità per gli appalti pubblici Le novità per gli appalti pubblici La legge 98/2013 contiene disposizioni urgenti per il rilancio dell economia del Paese e, fra queste, assumono particolare rilievo quelle in materia di appalti pubblici.

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO di ZOLA PREDOSA

ISTITUTO COMPRENSIVO di ZOLA PREDOSA ISTITUTO COMPRENSIVO di ZOLA PREDOSA Via Albergati 30 40069 Zola Predosa (BO) Tel. 051/755355 755455 - Fax 051/753754 E-mail: BOIC86400N@istruzione.it - C.F. 80072450374 Pec : boic86400n@pec.istruzione.it

Dettagli

Dir.P.C.M. 27 gennaio 1994 Princìpi sull erogazione dei servizi pubblici

Dir.P.C.M. 27 gennaio 1994 Princìpi sull erogazione dei servizi pubblici Dir.P.C.M. 27 gennaio 1994 Princìpi sull erogazione dei servizi pubblici IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Visto l art. 5, comma 2, lettere b), e) ed f), della legge 23 agosto 1988, n. 400; Ritenuta

Dettagli

COMUNE DI CAPOTERRA Provincia di Cagliari

COMUNE DI CAPOTERRA Provincia di Cagliari COMUNE DI CAPOTERRA Provincia di Cagliari UFFICIO DEL SEGRETARIO GENERALE Responsabile Settore Affari del Personale-Anticorruzione-Trasparenza CODICE DI COMPORTAMENTO INTEGRATIVO ARTICOLO 1 OGGETTO Il

Dettagli

SPAI di Puclini Carlo

SPAI di Puclini Carlo CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA INDICE 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 Politica della Qualità 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO 2.1 Servizi formativi offerti 2.2 Dotazione di risorse professionali e logistico

Dettagli

Provincia di Sassari. C.A.P. 07010 Via A. Mariani n 1 tel. 079 80 50 68 Fax 079 80 53 20

Provincia di Sassari. C.A.P. 07010 Via A. Mariani n 1 tel. 079 80 50 68 Fax 079 80 53 20 C O M U N E D I M A R A Provincia di Sassari C.A.P. 07010 Via A. Mariani n 1 tel. 079 80 50 68 Fax 079 80 53 20 Email: protocollo@comune.mara.ss.it Pec: protocollo@pec.comune.mara.ss.it SERVIZIO AFFARI

Dettagli

PROCEDURA PER L EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

PROCEDURA PER L EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE PROCEDURA PER L EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE ADOTTATA AI SENSI DELL ART. 4 DEL REGOLAMENTO CONSOB 17221 DEL 12 MARZO 2010 (e successive modifiche) Bologna,1 giugno 2014 Indice 1. Premessa...

Dettagli

Dipartimento Ambiente e Sviluppo Servizio Ambiente. U.O. C. Sviluppo Sostenibile, Agenda XXI, Comunicazione SINTESI PROGETTO

Dipartimento Ambiente e Sviluppo Servizio Ambiente. U.O. C. Sviluppo Sostenibile, Agenda XXI, Comunicazione SINTESI PROGETTO Dipartimento Ambiente e Sviluppo Servizio Ambiente U.O. C. Sviluppo Sostenibile, Agenda XXI, Comunicazione SINTESI PROGETTO ATTUAZIONE DEL PROGETTO REBIR Risparmio Energetico, Bioedilizia, Riuso Data 29.01.2009

Dettagli

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA D.LGS 231/01 DI GALA S.P.A. DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE 2013 INDICE ARTICOLO 1 SCOPO E AMBITO DI APPLICAZIONE..3

Dettagli

Decreto di attribuzione di posizioni organizzative ai responsabili di settore IL SINDACO

Decreto di attribuzione di posizioni organizzative ai responsabili di settore IL SINDACO Taviano Città dei Fiori (Lecce Italy) Decreto sindacale 02 lì 22 gennaio 2014 Decreto di attribuzione di posizioni organizzative ai responsabili di settore IL SINDACO VISTA la legge 191/98, recante modifiche

Dettagli

MANUALE OPERATIVO INTRODUZIONE. Manuale Operativo

MANUALE OPERATIVO INTRODUZIONE. Manuale Operativo Pagina 1 di 24 INTRODUZIONE SEZ 0 Manuale Operativo DOCUMENTO TECNICO PER LA CERTIFICAZIONE DEL PROCESSO DI VENDITA DEGLI AGENTI E RAPPRESENTANTI DI COMMERCIO OPERANTI PRESSO UN AGENZIA DI RAPPRESENTANZA:

Dettagli

9. Le disposizioni di cui al presente articolo non comportano aumenti di spesa a carico del bilancio regionale.

9. Le disposizioni di cui al presente articolo non comportano aumenti di spesa a carico del bilancio regionale. 9. Le disposizioni di cui al presente articolo non comportano aumenti di spesa a carico del bilancio regionale. Art. 27 Adeguamento della legge regionale n.3/2007 alla normativa nazionale 1. Alla legge

Dettagli

PROCEDURE DEL MODELLO ORGANIZZATIVO 231 PROCEDURE DI CONTROLLO INTERNO (PCI)

PROCEDURE DEL MODELLO ORGANIZZATIVO 231 PROCEDURE DI CONTROLLO INTERNO (PCI) Pag. 1 di 16 PROCEDURE DEL MODELLO Pag. 2 di 16 Indice PROCEDURE DEL MODELLO... 1 PCI 01 - VENDITA DI SERVIZI... 3 PCI 02 PROCEDIMENTI GIUDIZIALI ED ARBITRALI... 5 PCI 03 AUTORIZZAZIONI E RAPPORTI CON

Dettagli

L'anno duemilaquattordici, il giorno ventidue del mese di agosto, nel proprio ufficio, IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO

L'anno duemilaquattordici, il giorno ventidue del mese di agosto, nel proprio ufficio, IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO C O M U N E D I A L A N N O (PROVINCIA DI PESCARA) DETERMINAZIONE DEL RESPONSABILE DEL SERVIZIO AREA AFFARI GENERALI - UFFICIO PERSONALE N. 162 del Reg. Oggetto: PROCEDURA DI MOBILITA, PER TITOLI E COLLOQUIO

Dettagli

Comune di Sant'Agata sul Santerno

Comune di Sant'Agata sul Santerno CdC CDR009 RESP. SEGRETERIA GENERALE PROGETTO RPP: AREA SERVIZI GENERALI RESPONSABILE: RAMBELLI STEFANO 100 Miglioramento e razionalizzazione attività ordinarie Area Servizi Generali 1 UFFICIO SEGRETERIA

Dettagli

COMUNE DI BOSCHI SANT ANNA

COMUNE DI BOSCHI SANT ANNA COMUNE DI BOSCHI SANT ANNA PROVINCIA DI VERONA VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE N. 70 O G G E T T O AFFIDAMENTO INCARICO ALLA SIG.RA CARLA GANZAROLI DEL COMUNE DI LEGNAGO PER PRESTAZIONI

Dettagli

Ordinanza n. 15 del 14 Aprile 2015

Ordinanza n. 15 del 14 Aprile 2015 IL PRESIDENTE IN QUALITA DI COMMISSARIO DELEGATO AI SENSI DELL ART. 1 COMMA 2 DEL D.L.N. 74/2012 CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE N. 122/2012 Ordinanza n. 15 del 14 Aprile 2015 Modalità attuative

Dettagli

CODICE ETICO SOMMARIO. Premessa Principi generali. pag. 2 pag. 2 pag. 3 pag. 3 pag. 4 pag. 4 pag. 5 pag. 7 pag. 7 pag. 7 pag. 8 pag. 8 pag.

CODICE ETICO SOMMARIO. Premessa Principi generali. pag. 2 pag. 2 pag. 3 pag. 3 pag. 4 pag. 4 pag. 5 pag. 7 pag. 7 pag. 7 pag. 8 pag. 8 pag. CODICE ETICO SOMMARIO Premessa Principi generali Art. I Responsabilità Art. II Lealtà aziendale Art. III Segretezza Art. IV Ambiente di Lavoro, sicurezza Art. V Rapporti commerciali Art. VI Rapporti con

Dettagli

LEGGE REGIONALE 10 marzo 2014, n. 8

LEGGE REGIONALE 10 marzo 2014, n. 8 9306 LEGGE REGIONALE 10 marzo 2014, n. 8 Norme per la sicurezza, la qualità e il benessere sul lavoro. IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA LA SEGUENTE LEGGE:

Dettagli

Statuto dell Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)

Statuto dell Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) Statuto dell Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) INDICE Articolo 1 - Finalità e natura dell Ente 2 Articolo 2 - Attività dell INAF 3 Articolo 3 - Principi di organizzazione 5 Articolo 4 - Organi 6

Dettagli

REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE COMUNALE DI CONTROLLO DI CUI ALL ART. 15 DELLO STATUTO

REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE COMUNALE DI CONTROLLO DI CUI ALL ART. 15 DELLO STATUTO COMUNE di SAN COLOMBANO AL LAMBRO BORGO INSIGNE (Titolo Araldico) Provincia di MILANO REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE COMUNALE DI CONTROLLO DI CUI ALL ART. 15 DELLO STATUTO (Approvato con delibera del Consiglio

Dettagli

L'anno duemiladieci, addì 30 del mese di aprile con la presente scrittura privata, da valere ad ogni effetto di legge, TRA

L'anno duemiladieci, addì 30 del mese di aprile con la presente scrittura privata, da valere ad ogni effetto di legge, TRA Repertorio Unione Terre di Pianura n. 7 del 30/04/2010 CONVENZIONE TRA I COMUNI DI BARICELLA, BUDRIO, GRANAROLO DELL EMILIA, MINERBIO E L UNIONE DI COMUNI TERRE DI PIANURA PER IL CONFERIMENTO DELLE FUNZIONI

Dettagli

- Altri servizi generali. QUADRO A Elementi specifici. Gestione Associata in Unione di comuni

- Altri servizi generali. QUADRO A Elementi specifici. Gestione Associata in Unione di comuni generali di amministrazione, di gestione e di controllo - Organi istituzionali, partecipazione e decentramento - Segreteria generale, Personale e Organizzazione - Gestione economica, Finanziaria, Programmazione,

Dettagli

COMUNE DI GOLFO ARANCI Provincia Di Olbia-Tempio REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL CENTRO DI AGGREGAZIONE SOCIALE

COMUNE DI GOLFO ARANCI Provincia Di Olbia-Tempio REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL CENTRO DI AGGREGAZIONE SOCIALE COMUNE DI GOLFO ARANCI Provincia Di Olbia-Tempio REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL CENTRO DI AGGREGAZIONE SOCIALE Art. 1 - ISTITUZIONE E istituito presso il Comune di Golfo Aranci, un Centro di Aggregazione

Dettagli

COMUNE DI ALCAMO PROVINCIA Dl TRAPANI

COMUNE DI ALCAMO PROVINCIA Dl TRAPANI Allegato 1 COMUNE DI ALCAMO PROVINCIA Dl TRAPANI REGOLAMENTO PER LA DOTAZIONE FINANZIARIA COMUNALE PER INTERVENTI DI MANUTENZIONE ORDINARIA E DI FUNZIONAMENTO IN FAVORE DEGLI ISTITUTI DI ISTRUZIONE PRIMARIA

Dettagli

Accademia Beauty and Hair

Accademia Beauty and Hair INDICE CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 Politica della Qualità 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO 2.1 Servizi formativi offerti 2.2 Dotazione di risorse professionali e logistico

Dettagli

COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto)

COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto) COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto) REGOLAMENTO DI ISTITUZIONE DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE Art. 1 - Area delle posizione organizzative 1. Nel rispetto dei criteri generali contenuti nelle disposizioni

Dettagli

CRITERI DI ASSEGNAZIONE DELLE FUNZIONI STRUMENTALI AL P.O.F.

CRITERI DI ASSEGNAZIONE DELLE FUNZIONI STRUMENTALI AL P.O.F. ISTITUTO ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE Giovanni Caboto GAETA CRITERI DI ASSEGNAZIONE DELLE FUNZIONI STRUMENTALI AL P.O.F. A.S. 2013-2014 1. Richiesta per accedere alle Funzioni strumentali al P.O.F.

Dettagli

LEZIONE 2 L ORDINAMENTO COMUNALE RIPORTATO NEL T.U.E.L. (D.LGS N. 267/2000 E SUCC. MODIFICHE)

LEZIONE 2 L ORDINAMENTO COMUNALE RIPORTATO NEL T.U.E.L. (D.LGS N. 267/2000 E SUCC. MODIFICHE) Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale LEZIONE 2 L ORDINAMENTO COMUNALE RIPORTATO NEL T.U.E.L. (D.LGS N. 267/2000 E SUCC. MODIFICHE) ELEMENTI DI CONTABILITA RIFERITI ALLA FASE DELLA SPESA

Dettagli

Gruppo PRADA. Codice etico

Gruppo PRADA. Codice etico Gruppo PRADA Codice etico Indice Introduzione 2 1. Ambito di applicazione e destinatari 3 2. Principi etici 3 2.1 Applicazione dei Principi etici: obblighi dei Destinatari 4 2.2 Valore della persona e

Dettagli

REGOLAMENTO UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO

REGOLAMENTO UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO 1 ' UFFICIO GENERALE DELLE RISORSE, ORGANIZZAZIONE E BILANCIO Ufficio X ex DGPOB Ufficio relazioni con il pubblico e Centro di documentazione REGOLAMENTO UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO SOMMARIO CAPO

Dettagli

Bozza di Regolamento sul rapporto di lavoro a tempo parziale

Bozza di Regolamento sul rapporto di lavoro a tempo parziale Bozza di Regolamento sul rapporto di lavoro a tempo parziale Art. 1 Personale avente diritto I rapporti di lavoro a tempo parziale possono essere attivati nei confronti dei dipendenti comunali a tempo

Dettagli

L anno duemila il giorno del mese di TRA

L anno duemila il giorno del mese di TRA CONVENZIONE PER LA GESTIONE IN FORMA ASSOCIATA DELLE FUNZIONI CATASTALI DI CUI ALL ART. 3, COMMA 2, lett. A), D.P.C.M. 14 GIUGNO 2007 (OPZIONE DI 1 LIVELLO). L anno duemila il giorno del mese di TRA 1.

Dettagli

GTECH S.p.A. REGOLAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA. ex D.Lgs. n. 231/2001

GTECH S.p.A. REGOLAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA. ex D.Lgs. n. 231/2001 GTECH S.p.A. REGOLAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA ex D.Lgs. n. 231/2001 Approvato dal consiglio di amministrazione in data 31 luglio 2014 INDICE ARTICOLO 1 - SCOPO ED AMBITO DI APPLICAZIONE... 3 ARTICOLO

Dettagli

STATUTO DELL ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI (*)

STATUTO DELL ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI (*) 1 STATUTO DELL ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI (*) I - Costituzione dell Accademia Articolo 1 1. L Accademia Nazionale dei Lincei, istituzione di alta cultura, con sede in Roma, ai sensi dell art. 33 della

Dettagli

Allegato sub. A alla Determinazione n. del. Rep. CONVENZIONE

Allegato sub. A alla Determinazione n. del. Rep. CONVENZIONE Allegato sub. A alla Determinazione n. del Rep. C O M U N E D I T R E B A S E L E G H E P R O V I N C I A D I P A D O V A CONVENZIONE INCARICO PER LA PROGETTAZIONE DEFINITIVA - ESECUTIVA, DIREZIONE LAVORI,

Dettagli

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 3 giugno 2010, n. 1309

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 3 giugno 2010, n. 1309 18120 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 104 del 16-06-2010 vista la dichiarazione posta in calce al presente provvedimento da parte dei Dirigenti responsabili per competenza in materia che

Dettagli

DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA PROGETTAZIONE

DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA PROGETTAZIONE Sede legale: Via G. Cusmano, 24 90141 PALERMO C.F. e P. I.V.A.: 05841760829 Dipartimento Provveditorato e Tecnico Servizio Progettazione e Manutenzioni Via Pindemonte, 88-90129 Palermo Telefono: 091 703.3334

Dettagli

REGOLAMENTO. Articolo 1

REGOLAMENTO. Articolo 1 REGOLAMENTO Il presente Regolamento disciplina, a norma di quanto disposto dallo Statuto, le norme applicative per l organizzazione ed il funzionamento del CRAL e dei suoi organismi, e stabilisce, in prima

Dettagli

Ministero dell Interno

Ministero dell Interno Ministero dell Interno Osservatorio per la finanza e la contabilità degli enti locali FINALITA E POSTULATI DEI PRINCIPI CONTABILI DEGLI ENTI LOCALI Testo approvato dall Osservatorio il 12 marzo 2008 1

Dettagli

Allegato "A" al N. 67357/8101 di repertorio Milano il 10.02.2009 STATUTO DELL ASSOCIAZIONE CULTURALE "In Atto" Art. 1) Ai sensi della Legge 7

Allegato A al N. 67357/8101 di repertorio Milano il 10.02.2009 STATUTO DELL ASSOCIAZIONE CULTURALE In Atto Art. 1) Ai sensi della Legge 7 Allegato "A" al N. 67357/8101 di repertorio Milano il 10.02.2009 STATUTO DELL ASSOCIAZIONE CULTURALE "In Atto" Art. 1) Ai sensi della Legge 7 dicembre 2000, n. 383 e delle norme del codice civile in tema

Dettagli

L.R. 15/2014, art. 9, c. 29 B.U.R. 4/3/2015, n. 9 L.R. 13/2014, art. 26. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 18 febbraio 2015, n. 036/Pres.

L.R. 15/2014, art. 9, c. 29 B.U.R. 4/3/2015, n. 9 L.R. 13/2014, art. 26. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 18 febbraio 2015, n. 036/Pres. L.R. 15/2014, art. 9, c. 29 B.U.R. 4/3/2015, n. 9 L.R. 13/2014, art. 26 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 18 febbraio 2015, n. 036/Pres. Regolamento attuativo dell articolo 9, commi da 26 a 34 della

Dettagli

COMUNE DI CALCIANO Provincia di Matera

COMUNE DI CALCIANO Provincia di Matera COMUNE DI CALCIANO Provincia di Matera Cap. 75010 Via Sandro Pertini, 11 Tel. 0835672016 Fax 0835672039 Cod. fiscale 80001220773 REGOLAMENTO COMUNALE RECANTE NORME PER LA RIPARTIZIONE DELL INCENTIVO DI

Dettagli

Principi d Azione. www.airliquide.it

Principi d Azione. www.airliquide.it Principi d Azione Codice Etico www.airliquide.it Il bene scaturisce dall'onestà; l'onestà ha in sè la sua origine: quello che è un bene avrebbe potuto essere un male, ciò che è onesto, non potrebbe essere

Dettagli

I PRINCIPI CONTABILI PER GLI ENTI LOCALI

I PRINCIPI CONTABILI PER GLI ENTI LOCALI MINISTERO DELL INTERNO DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI DIREZIONE CENTRALE DELLA FINANZA LOCALE OSSERVATORIO PER LA FINANZA E LA CONTABILITÀ DEGLI ENTI LOCALI I PRINCIPI CONTABILI PER

Dettagli

Art. 2 (Procedimento di approvazione e variazione) PARTE PRIMA

Art. 2 (Procedimento di approvazione e variazione) PARTE PRIMA 4 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 162 suppl. del 15-10-2009 PARTE PRIMA Corte Costituzionale LEGGE REGIONALE 7 ottobre 2009, n. 20 Norme per la pianificazione paesaggistica. La seguente

Dettagli

Indice. La Missione 3. La Storia 4. I Valori 5. I Clienti 7. I Numeri 8. I Servizi 10

Indice. La Missione 3. La Storia 4. I Valori 5. I Clienti 7. I Numeri 8. I Servizi 10 Indice La Missione 3 La Storia 4 I Valori 5 I Clienti 7 I Numeri 8 I Servizi 10 La Missione REVALO: un partner operativo insostituibile sul territorio. REVALO ha come scopo il mantenimento e l incremento

Dettagli

Rischio impresa. Rischio di revisione

Rischio impresa. Rischio di revisione Guida alla revisione legale PIANIFICAZIONE del LAVORO di REVISIONE LEGALE dei CONTI Formalizzazione delle attività da svolgere nelle carte di lavoro: determinazione del rischio di revisione, calcolo della

Dettagli

Cos è e come si costituisce una cooperativa. Roberta Trovarelli Legacoop Emilia Romagna

Cos è e come si costituisce una cooperativa. Roberta Trovarelli Legacoop Emilia Romagna Cos è e come si costituisce una cooperativa Roberta Trovarelli Legacoop Emilia Romagna 1 Che cos è una cooperativa un'associazione autonoma di persone che si uniscono volontariamente per soddisfare i propri

Dettagli

C O P I A DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE

C O P I A DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE C O P I A DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE N. 140 del 25.09.2013 OGGETTO:Accordo tra Comune di Sarzana e Consorzio Sviluppo Sarzana per la realizzazione dell'edizione 2013 del L anno duemilatredici,

Dettagli

- gestione procedimenti volti ad ottenere finanziamenti pubblici per lo sviluppo del territorio;

- gestione procedimenti volti ad ottenere finanziamenti pubblici per lo sviluppo del territorio; 5) GESTIONE DELL UFFICIO SVILUPPO TURISTICO, CULTURALE, RICETTIVO VALLI JONICHE Comuni di Pagliara, Mandanici, Itala, Scaletta Zanclea, Ali Terme, Ali, Nizza di Sicilia, Roccalumera, Fiumedinisi. S T A

Dettagli

Condizioni generali di fornitura

Condizioni generali di fornitura Condizioni generali di fornitura 1) Responsabilità di trasporto Resa e imballo a ns. carico. 2) Custodia dopo consegna in cantiere Dopo la posa da parte ns. del materiale / macchine in cantiere la responsabilità

Dettagli

Regione Siciliana ASSESSORATO AI LAVORI PUBBLICI DIPARTIMENTO LAVORI PUBBLICI UFFICIO DEL GENIO CIVILE DI TRAPANI U.O.B.C. N. 4 EDILIZIA PRIVATA

Regione Siciliana ASSESSORATO AI LAVORI PUBBLICI DIPARTIMENTO LAVORI PUBBLICI UFFICIO DEL GENIO CIVILE DI TRAPANI U.O.B.C. N. 4 EDILIZIA PRIVATA REPUBBLICA ITALIANA Regione Siciliana ASSESSORATO AI LAVORI PUBBLICI DIPARTIMENTO LAVORI PUBBLICI UFFICIO DEL GENIO CIVILE DI TRAPANI U.O.B.C. N. 4 EDILIZIA PRIVATA Al Dirigente Responsabile della U.O.B.S.

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E DI FUNZIONAMENTO DELLO SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA S U E Settore URBANISTICA ED EDILIZIA PRIVATA Febbraio 2013 TITOLO I PRINCIPI GENERALI... 3 Art. 1 Definizioni... 3

Dettagli

PROVINCIA DI REGGIO EMILIA

PROVINCIA DI REGGIO EMILIA PROVINCIA DI REGGIO EMILIA REGOLAMENTO PER IL CONSEGUIMENTO DELL IDONEITA PROFESSIONALE PER L ESERCIZIO DELL ATTIVITA DI CONSULENZA PER LA CIRCOLAZIONE DEI MEZZI DI TRASPORTO - Approvato con deliberazione

Dettagli

STATUTO DEL CONSIGLIO PARROCCHIALE PER GLI AFFARI ECONOMICI. La Parrocchia

STATUTO DEL CONSIGLIO PARROCCHIALE PER GLI AFFARI ECONOMICI. La Parrocchia STATUTO DEL CONSIGLIO PARROCCHIALE PER GLI AFFARI ECONOMICI La Parrocchia Art. 1. La parrocchia è una persona giuridica pubblica, costituita con decreto dell Ordinario Diocesano (can. 515,3 ), riconosciuta

Dettagli

Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili

Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili TITOLO I - PRINCIPI GENERALI Art. 1 Oggetto e ambito di applicazione Art. 2 Principi normativi Art. 3 Finalità Art. 4 Destinatari degli interventi

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013

LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013 LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013 DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETA PARTECIPATE DALLA REGIONE CAMPANIA DEL POLO SVILUPPO, RICERCA E I.C.T. IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato

Dettagli

Repertorio n. CONVENZIONE PER LA CESSIONE IN PROPRIETA DI AREA P.E.E.P. GIA CONCESSA IN DIRITTO DI SUPERFICIE REPUBBLICA ITALIANA COMUNE DI ROCCASTRADA (Provincia di Grosseto) L anno duemila il giorno

Dettagli

IL DIRETTORE DEI LAVORI RUOLO E RESPONSABILITA (Alcune note del Consiglio dell Ordine)

IL DIRETTORE DEI LAVORI RUOLO E RESPONSABILITA (Alcune note del Consiglio dell Ordine) IL DIRETTORE DEI LAVORI RUOLO E RESPONSABILITA (Alcune note del Consiglio dell Ordine) La figura giuridica del Direttore dei Lavori compare per la prima volta nel R.D. del 25.05.1895 riguardante il Regolamento

Dettagli

Bilancio finale di liquidazione e piano di Riparto

Bilancio finale di liquidazione e piano di Riparto Bilancio finale di liquidazione e piano di Riparto Natura e composizione Non vi sono specifiche indicazioni in merito alle modalità di redazione del bilancio; Il bilancio finale di liquidazione dovrebbe

Dettagli

SINTESI DDL CITTA METROPOLITANE, PROVINCE, UNIONI COMUNI SENATO

SINTESI DDL CITTA METROPOLITANE, PROVINCE, UNIONI COMUNI SENATO SINTESI DDL CITTA METROPOLITANE, PROVINCE, UNIONI COMUNI SENATO Il disegno di legge 1212 Disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni approvato dal Senato ha

Dettagli

Codice di Comportamento Genesi Uno. Linee Guida e Normative di Integrità e Trasparenza

Codice di Comportamento Genesi Uno. Linee Guida e Normative di Integrità e Trasparenza Codice di Comportamento Genesi Uno Linee Guida e Normative di Integrità e Trasparenza Caro Collaboratore, vorrei sollecitare la tua attenzione sulle linee guida ed i valori di integrità e trasparenza che

Dettagli

TABELLA DELLE NUOVE MAGGIORANZE ASSEMBLEARI

TABELLA DELLE NUOVE MAGGIORANZE ASSEMBLEARI TABELLA DELLE NUOVE MAGGIORANZE ASSEMBLEARI AVVERTENZA Nella tabella viene usato il termine per fare riferimento ai partecipanti al condominio, mentre viene usato il termine per far riferimento ai partecipanti

Dettagli

DOCUMENTO UNICO DI VALUTAZIONE RISCHI DA INTERFERENZE (DUVRI)

DOCUMENTO UNICO DI VALUTAZIONE RISCHI DA INTERFERENZE (DUVRI) DOCUMENTO UNICO DI VALUTAZIONE RISCHI DA INTERFERENZE (DUVRI) COMPITI DELLE IMPRESE E DOCUMENTAZIONE CONTRATTUALE AI SENSI DI QUANTO PREVISTO DAL D.L.GS 8108 e s.m.i. TIPOLOGIA APPALTO: SERVIZIO DI PULIZIA

Dettagli

IL PRINCIPIO CONTABILE N. 10 RENDICONTO FINANZIARIO di Nicola Lucido

IL PRINCIPIO CONTABILE N. 10 RENDICONTO FINANZIARIO di Nicola Lucido IL PRINCIPIO CONTABILE N. 10 RENDICONTO FINANZIARIO di Nicola Lucido Sommario: 1. Il rendiconto finanziario 2. L OIC 10 ed il suo contenuto 3. La costruzione del rendiconto finanziario: il metodo diretto

Dettagli

DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO PARZIALE E DELLE INCOMPATIBILITA

DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO PARZIALE E DELLE INCOMPATIBILITA Città di Medicina Via Libertà 103 40059 Medicina (BO) Partita I.V.A. 00508891207 Cod. Fisc.00421580374 Tel 0516979111 Fax 0516979222 personale@comune.medicina.bo.it DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALEPER LA TRASPARENZA E INTEGRITÀ 2013 / 2014 / 2015

PROGRAMMA TRIENNALEPER LA TRASPARENZA E INTEGRITÀ 2013 / 2014 / 2015 Istituto Comprensivo Statale Scuola dell Infanzia, Primaria e Secondaria di I Grado Piazzale della Civiltà Tel. 0828/941197 fax. 0828/941197 84069 ROCCADASPIDE (Salerno) C.M. SAIC8AH00L Email-dirdirocca@tiscali.it

Dettagli

COMUNE DI SORAGA COMUN DE SORAGA BANDO DI CONCORSO PER LA REALIZZAZIONE DI UN OPERA D ARTE PER L ABBELLIMENTO DE LA GRAN CIASA NEL COMUNE DI SORAGA

COMUNE DI SORAGA COMUN DE SORAGA BANDO DI CONCORSO PER LA REALIZZAZIONE DI UN OPERA D ARTE PER L ABBELLIMENTO DE LA GRAN CIASA NEL COMUNE DI SORAGA BANDO DI CONCORSO PER LA REALIZZAZIONE DI UN OPERA D ARTE PER L ABBELLIMENTO DE LA GRAN CIASA NEL COMUNE DI SORAGA ai sensi dell art. 20 della L.P. 3 gennaio 1983 n.2 e s.m. e i. e del relativo Regolamento

Dettagli

CONVENZIONI. L art. 2, commi 569, 573 e 574, L. 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008) prevede che:

CONVENZIONI. L art. 2, commi 569, 573 e 574, L. 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008) prevede che: Prospetto esplicativo riguardante i requisiti soggettivi per l abilitazione ai servizi del Programma per la Razionalizzazione negli Acquisti della Pubblica Amministrazione CONVENZIONI L art. 26, commi

Dettagli

INDICE PREMESSE... 2 1. VALUTAZIONI TERRITORIALI URBANISTICHE... 4

INDICE PREMESSE... 2 1. VALUTAZIONI TERRITORIALI URBANISTICHE... 4 INDICE PREMESSE... 2 1. VALUTAZIONI TERRITORIALI URBANISTICHE... 4 2. VALUTAZIONI DI CARATTERE ECONOMICO... 6 2.1 COSTO DI PRODUZIONE DI UN FABBRICATO... 6 2.2 INCIDENZA DEL VALORE DEL TERRENO SUL FABBRICATO...

Dettagli

PROCEDURE PER LE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE ai sensi della delibera Consob 17221 del 12 marzo 2010

PROCEDURE PER LE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE ai sensi della delibera Consob 17221 del 12 marzo 2010 PROCEDURE PER LE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE ai sensi della delibera Consob 17221 del 12 marzo 2010 approvate dal Consiglio di Amministrazione di Davide Campari-Milano S.p.A. l 11 novembre 2010 e in

Dettagli

ENTI LOCALI LEGGE REGIONALE 29 OTTOBRE 2014, N. 10

ENTI LOCALI LEGGE REGIONALE 29 OTTOBRE 2014, N. 10 ENTI LOCALI LEGGE REGIONALE 29 OTTOBRE 2014, N. 10 Disposizioni in materia di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte della Regione e degli enti a ordinamento regionale, nonché modifiche

Dettagli