Sviluppo percettivo. Sv Cogn H. Bulf

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1 Sviluppo percettivo 1

2 Che cosa si intende per sviluppo percettivo? Lo studio dell emergere della capacità di percepire il mondo che ci circonda. ü Il mondo percettivo non è una copia immediata e diretta dell ambiente. ü Il mondo percettivo è il risultato di mediazioni e attività svolte dall individuo. ü La percezione è un processo attivo e dinamico di elaborazione degli stimoli sensoriali che procede attraverso l analisi, la selezione e l elaborazione dell informazione. 2

3 Che cosa si intende per sviluppo percettivo? Il contatto con il mondo esterno avviene attraverso La sensazione La percezione Effetto soggettivo e immediato provocato dagli stimoli sui diversi organi di senso Organizzazione dinamica e significativa degli stimoli sensoriali 3

4 Che cosa si intende per sviluppo percettivo? Illusione di Muller- Lyer Illusione di Ebbinghaus 4

5 Triangolo di Kanizsa Oggetti parzialmente occlusi Ciò che percepiamo appare VERO a tutti gli effetti. 5

6 6

7 percepire gli oggetti come separati e distinti + 7

8 individuare i margini che definiscono una configurazione 8

9 determinare i diversi piani di profondità nei quali ciascun oggetto del campo visivo risiede DIETRO DAVANTI 9

10 Movimento biologico 10

11 Individuazione dei confini delle parole SOLITAMENTE CHIARA SOLITAMENTECHIARA SOLITA MENTE CHIARA SOLITAMENTE CHI ARA 11

12 Che cosa si intende per sviluppo percettivo? INNATISMO SOLITAMENTE CHIARA SOLITAMENTECHIARA SOLITA MENTE CHIARA SOLITAMENTE CHI ARA Segmentare il flusso continuo di informazioni in entrata in unità coerenti 12

13 Che cosa si intende per sviluppo percettivo? Lo studio dello sviluppo percettivo costituisce una delle maggiori aree di indagine nell ambito della ricerca sulla prima infanzia. DOMANDE. Cosa è in grado di percepire il bambino alla nascita o ancor prima della nascita? Come si modificano le abilità percettive nei primi mesi di vita? Qual è il rispettivo ruolo dell esperienza e della maturazione nel determinare il loro sviluppo? 13

14 Che cosa si intende per sviluppo percettivo? La capacità del bambino di acquisire una gamma sempre più vasta di informazioni sensoriali (Es. incremento dell acuità visiva). # # La capacità del bambino di compiere discriminazioni sempre più raffinate fra eventi fisici o stimoli che differiscono per alcune caratteristiche percettive (Es. discriminazione di dimensione, forma, colore). La capacità del bambino di riconoscere uno stimolo familiare. Il bambino è in grado di trattenere in memoria l informazione selezionata e discriminata (Es. riconoscimento visivo di uno stimolo familiare). # La capacità del bambino di organizzare l informazione in categorie percettive di oggetti o eventi accomunati da determinate qualità (Es. oggetti rossi vs. verdi). 14

15 La concezione del bambino nella prima infanzia Negli ultimi decenni l attenzione all infanzia e le ricerche sulle competenze cognitive ed emotive precoci hanno modificato l immagine del neonato. IERI OGGI passivo recettore di stimoli dotato di soli riflessi incompetente immaturo scarsa o nulla capacità di percepire la realtà attivo nell elaborazione delle esperienze dotato di prerequisiti percettivi e cognitivi precoci che si sviluppano grazie all interazione con l ambiente competenze percettive adattive 15

16 La concezione del bambino nella prima infanzia Quali fattori hanno portato a modificare la concezione del bambino nella prima infanzia? 1. Il mutamento nella prospettiva teorica 2. I progressi in ambito tecnologico e metodologico 3. I progressi nelle conoscenze della funzionalità dei sistemi sensoriali alla nascita 16

17 Il mutamento della prospettiva teorica Neonato Il neonato cognitivista HIP 17

18 La concezione del bambino nella prima infanzia Quali fattori hanno portato a modificare la concezione del bambino nella prima infanzia? 1. Il mutamento nella prospettiva teorica 2. I progressi in ambito tecnologico e metodologico 3. I progressi nelle conoscenze della funzionalità dei sistemi sensoriali alla nascita 18

19 I progressi in ambito tecnologico e metodologico Specifici compiti di laboratorio che consentono di sfruttare le risposte comportamentali che i bambini spontaneamente mettono in atto al fine di compiere inferenze circa i processi che hanno prodotto tali risposte. Alcuni ESEMPI di risposte non verbali utilizzate nelle ricerche sulla prima infanzia: Movimenti oculari. Orientamento della testa in direzione di uno stimolo Risposte di startle Modificazioni nelle espressioni facciali Indici fisiologici (ritmo cardiaco e respiratorio, attività elettrica cerebrale) Movimenti degli arti inferiori e superiori 19

20 La rilevazione dei movimenti oculari!

21 Technological and methodological improvement. Nutritive or non-nutritive sucking behaviour 21

22 Technological and methodological improvement. Modifications in facial expressions Stimolo dolce > espressione positiva, lieve sorriso, movimenti di suzione Stimolo amaro > espressione di non gradimento, arricciamento del naso, chiusura occhi, movimenti di sputo. from Steiner,

23 Il condizionamento della rotazione del capo! Condizionamento operante utilizzato per addestrare i bambini a compiere "movimenti di rotazione della testa verso un determinato stimolo." La generalizzazione o meno della risposta consente di indagare le capacità di discriminazione percettiva." 23

24 Technological and methodological improvement. Limb movements (e.g., kicking) from Rovee-Collier,

25 Technological and methodological improvement. Physiological measures Heart rate Event Related Potentials from Richards,

26 Indici fisiologici! Event-Related Potentials (ERP)" 26

27 Indici fisiologici! 27

28 I progressi in ambito tecnologico e metodologico VANTAGGI Possono essere somministrati in tempi rapidi permettono di raccogliere una notevole quantità di dati in tempi relativamente brevi. Non sono invasivi Consentono di effettuare rilevazioni oggettive Sono facilmente somministrabili anche da personale non altamente specializzato 28

29 Paradigmi sperimentali utilizzati nella 1 infanzia ü Sfruttano le poche risposte comportamentali che i bambini nel primo anno di vita sanno produrre spontaneamente (fissazione visiva, suzione, rotazione del capo, battito cardiaco). ü Si basano sulla ideazione di una situazione sperimentale critica all interno della quale la risposta prodotta dal soggetto consente di compiere inferenze sulla natura dei processi sottostanti. ü Non sono invasive. ü Consentono rilevazioni oggettive, attraverso l utilizzo di strumenti che registrano le risposte dei soggetti. ü Hanno ampie potenzialità di applicazione: vengono utilizzate per studiare diversi aspetti dei processi attentivi, percettivi e cognitivi.

30 Paradigmi sperimentali utilizzati nella 1 infanzia Preferenza visiva Percezione visiva: preferenze visive spontanee specificate per via innata o acquisite grazie all esperienza Abituazione visiva Condizionamento (classico e operante) della risposta di suzione, della rotazione del capo Scansione visiva (registrazione dei movimenti oculari) Tecniche di attivazione dell attività cerebrale Percezione visiva, acustica, tattile, olfattiva: capacità di discriminazione tra 2 stimoli che differiscono per 1 o + caratteristiche Memoria di riconoscimento Categorizzazione percettiva Percezione visiva, acustica: capacità di discriminazione tra 2 stimoli che differiscono per 1 o + caratteristiche Capacità di apprendimento Percezione visiva: strategie di selezione dell informazione utilizzate durante l esplorazione dello stimolo; natura dell informazione selezionata nello stimolo Permettono di indagare i correlati neurali di competenze percettive e cognitive precedentemente indagate con compiti comportamentali 30

31 Paradigmi sperimentali utilizzati nella 1 infanzia 31 Preferenza visiva Percezione visiva: preferenze visive spontanee specificate per via innata o acquisite grazie all esperienza Abituazione visiva Condizionamento (classico e operante) della risposta di suzione, della rotazione del capo Scansione visiva (registrazione dei movimenti oculari) Tecniche di attivazione dell attività cerebrale Percezione visiva, acustica, tattile, olfattiva: capacità di discriminazione tra 2 stimoli che differiscono per 1 o + caratteristiche Memoria di riconoscimento Categorizzazione percettiva Percezione visiva, acustica: capacità di discriminazione tra 2 stimoli che differiscono per 1 o + caratteristiche Capacità di apprendimento Percezione visiva: strategie di selezione dell informazione utilizzate durante l esplorazione dello stimolo; natura dell informazione selezionata nello stimolo Permettono di indagare i correlati neurali di competenze percettive e cognitive precedentemente indagate con compiti comportamentali

32 Il paradigma della preferenza visiva (Fantz, 1958; Berlyne, 1958) Consiste nella presentazione simultanea di 2 stimoli, uno a destra e uno a sinistra di un punto centrale di fissazione. VARIABILI DIPENDENTI: direzione dello sguardo e tempo di fissazione su ciascuno stimolo. ASSUNTO DI BASE: se il bambino fissa per più tempo uno stimolo rispetto all altro, ciò significa che ha selezionato l informazione contenuta in entrambi gli stimoli, li ha discriminati, ossia ha colto le caratteristiche che li differenziano, e ne ha preferito spontaneamente uno. N.B.: perché si possa parlare di preferenza, è necessario che il bambino abbia guardato almeno una volta entrambi gli stimoli, ossia che li abbia codificati entrambi. 32

33 33

34 Il paradigma sperimentale della PREFERENZA VISIVA 34

35 Il paradigma della preferenza visiva Le variabili dipendenti che la tecnica consente di rilevare sono: " " Tempo di latenza Numero di orientamenti indici dell orientamento dell attenzione (Cohen, 1973) " " Tempo totale di fissazione Durata della prima fissazione Durata della fissazione più lunga indici di mantenimento dell attenzione (Cohen, 1973) ON stimolo 1 fissazione 2 Fissazione (+ lunga) 3 fissazione OFF stimolo Tempo di Latenza 35

36 Il paradigma sperimentale della PREFERENZA VISIVA 36

37 Technological and methodological improvement. Looking behavior FILMATI preferenze NEWBORNS 3-Mth-OLD-INFANTS center left right

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41 Newborns perception of illusory contours 495 Newborns perception of illusory contours 495 stigated whether kinetic information ns to perceive an illusory Kanizsa y, full-term newborn infants were maternity ward of the Paediatric ersity of Padova. Seven subjects were sample because of position bias (n = (n = 3) or because newborns changed testing (n = 1). So the final sample ewborns, randomly assigned to two atic and moving conditions). All of ening criteria of normal delivery, a een 2625 and 4620 g, an Apgar score min. Infants were tested only if they an alert state. Their ages at the time from approximately 12 to 120 hr Informed Sv Cogn consent H. Bulf was obtained from Figure 1 Stimuli used in Experiment 1. Top figure illustrates the stimuli presented under the static condition; Bottom figure illustrates the stimuli presented under the moving condition. 41

42 Il paradigma della preferenza visiva I limiti della tecnica: 1 Produce risultati interpretabili solo se positivi Se non vi è differenza significativa tra la durata delle fissazioni sui due stimoli non è possibile sapere: A. se il bambino non ha discriminato gli stimoli, ossia non ha colto le caratteristiche che li differenziano B. se il bambino ha discriminato i 2 stimoli ma non ne ha preferito nessuno. Soluzione: attraverso la tecnica dell abituazione visiva è possibile determinare se l assenza di preferenza è imputabile all incapacità del bambino di percepire come diversi (discriminare) i 2 stimoli. 2 La preferenza può dipendere dalla posizione spaziale in cui compare lo stimolo anziché dalle sue caratteristiche intrinseche (preferenza di posizione). Soluzione: la coppia di stimoli viene presentata 2 volte in successione, con la posizione (sinistra e destra) degli stimoli invertita. 42

43 Il paradigma della preferenza visiva Consente di studiare le preferenze visive SPONTANEE del bambino nei primi mesi di vita, ossia le naturali preferenze che il bambino manifesta per alcuni tipi di stimoli visivi o per alcune proprietà dello stimolo, come risultato delle caratteristiche funzionali del suo sistema visivo. Es: - preferenza per il volto umano rispetto ad altri stimoli di pari complessità in neonati di 3 giorni; - preferenza per l orientamento orizzontale in neonati di 3 giorni E particolarmente utilizzata da chi è interessato a studiare le predisposizioni specificate per via innata, che guidano l orientamento e il mantenimento dell attenzione del bambino su particolari classi di input visivi. Permette di studiare anche le preferenze visive ACQUISITE dal bambino come risultato dell esperienza. Es.: - preferenza per il volto della madre rispetto al volto di una donna estranea in neonati di 3 giorni. - preferenza per volti femminili rispetto a volti maschili in bambini di 3 mesi. 43

44 Paradigmi sperimentali utilizzati nella 1 infanzia 44 Preferenza visiva Percezione visiva: preferenze visive spontanee specificate per via innata o acquisite grazie all esperienza Abituazione visiva Condizionamento (classico e operante) della risposta di suzione, della rotazione del capo Scansione visiva (registrazione dei movimenti oculari) Tecniche di attivazione dell attività cerebrale Percezione visiva, acustica, tattile, olfattiva: capacità di discriminazione tra 2 stimoli che differiscono per 1 o + caratteristiche Memoria di riconoscimento Categorizzazione percettiva Percezione visiva, acustica: capacità di discriminazione tra 2 stimoli che differiscono per 1 o + caratteristiche Capacità di apprendimento Percezione visiva: strategie di selezione dell informazione utilizzate durante l esplorazione dello stimolo; natura dell informazione selezionata nello stimolo Permettono di indagare i correlati neurali di competenze percettive e cognitive precedentemente indagate con compiti comportamentali

45 Il paradigma dell abituazione visiva Consiste nella misurazione del decremento nella durata del tempo di fissazione visiva, in conseguenza della ripetuta presentazione di uno stesso stimolo, e del successive incremento in corrispondenza della presentazione di uno stimolo nuovo, diverso da quello familiare per 1 o più caratteristiche. IDEA DI BASE: La tecnica sfrutta la spontanea tendenza del bambino a preferire la NOVITA, ossia a fissare più a lungo uno stimolo nuovo rispetto a uno familiare. Si compone di 2 fasi: 1. fase di abituazione: lo stesso stimolo viene presentato ripetutamente al bambino e viene registrata la durata delle fissazioni. La presentazione continua fino a quando la somma dei tempi di fissazione non raggiunge una soglia predeterminata, o fino a quando i tempi di fissazione non diminuiscono al di sotto di un criterio predefinito dallo sperimentatore. 2. fase di violazione dell aspettativa: lo stimolo familiare viene ripresentato insieme a uno stimolo nuovo, diverso dal precedente per una o più caratteristiche. 45

46 Il paradigma dell abituazione visiva Curva di abituazione: descrive le variazioni nella durata della fissazione visiva in conseguenza della ripetuta presentazione dello stimolo familiare A (fase di abituazione) e della successiva ripresentazione dello stimolo familiare e di uno stimolo nuovo B (fase test) 46

47 Il paradigma dell abituazione visiva Fase Test Fase di Abituazione

48 Il paradigma dell abituazione visiva

49 3 giorni

50 5 mesi

51 8 mesi

52 Paradigmi sperimentali utilizzati nella 1 infanzia 52 Preferenza visiva Percezione visiva: preferenze visive spontanee specificate per via innata o acquisite grazie all esperienza Abituazione visiva Condizionamento (classico e operante) della risposta di suzione, della rotazione del capo Scansione visiva (registrazione dei movimenti oculari) Tecniche di attivazione dell attività cerebrale Percezione visiva, acustica, tattile, olfattiva: capacità di discriminazione tra 2 stimoli che differiscono per 1 o + caratteristiche Memoria di riconoscimento Categorizzazione percettiva Percezione visiva, acustica: capacità di discriminazione tra 2 stimoli che differiscono per 1 o + caratteristiche Capacità di apprendimento Percezione visiva: strategie di selezione dell informazione utilizzate durante l esplorazione dello stimolo; natura dell informazione selezionata nello stimolo Permettono di indagare i correlati neurali di competenze percettive e cognitive precedentemente indagate con compiti comportamentali

53 Condizionamento operante La Tecnica della Suzione Non Nutritiva Utilizzato per studiare le capacità di categorizzazione percettiva Bambini di 1-3 mesi apprendono a modificare la pressione con la quale succhiano al fine di ottenere un rinforzo visivo (la messa a fuoco di una immagine). [Siqueland e De Lucia, 1969] 53

54 Condizionamento operante Il Mobile Conjugate Reinforcement Task (Rovee-Collier) A partire dai 2 mesi i bambini possono apprendere la relazione tra il movimento della loro gamba e il movimento conseguente di un mobile appeso sopra il lettino (un nastro attaccato al mobile viene legato alla caviglia, in modo che quando il bambino muove la gamba, si muove anche il mobile ) il bambino apprende la relazione tra un suo specifico comportamento (muovere la gamba inun certo modo) e il rinforzo visivo (movimento del mobile ) 54

55 Condizionamento operante Limb movements (e.g., kicking) - Rinforzo coniugato al movimento di un giocattolo Età: 3 mesi VD: numero di calci/minuto Fase training: 2 sessioni da 15 minuti Fase test: 24 hr dopo il training (Rovee-Collier, Hankins, & Bhatt, 1992)

56 Condizionamento operante Limb movements (e.g., kicking) - Rinforzo coniugato al movimento di un giocattolo Training Test (Rovee-Collier, Hankins, & Bhatt, 1992)

57 Come opera l attenzione nel selezionare l informazione relativa ad un oggetto? Quali sono i meccanismi attentivi coinvolti nella percezione e nel riconoscimento di un oggetto e delle sue caratteristiche? ricerca visiva di un particolare bersaglio (compagno di viaggio) in mezzo ad un numero enorme di distrattori

58 Ricerca visiva Tempo di reazione Ricerca di target pop-out Grandezza del set effetto pop-out

59 Condizionamento operante Limb movements (e.g., kicking) - Rinforzo coniugato al movimento di un giocattolo Training Test (Rovee-Collier, Hankins, & Bhatt, 1992)

60 Abituazione Età: 3 mesi Effetto pop-out nei primi mesi di vita (Rovee-Collier, Hankins, & Bhatt, 1992) (Quinn & Bhatt, 1995)

61 Effetto pop-out nei primi mesi di vita Tempi di latenza oculare Adler & Orprecio, 2 Adulti 3 mesi

62 Paradigmi sperimentali utilizzati nella 1 infanzia Preferenza visiva Percezione visiva: preferenze visive spontanee specificate per via innata o acquisite grazie all esperienza Abituazione visiva Condizionamento (classico e operante) della risposta di suzione, della rotazione del capo Scansione visiva (registrazione dei movimenti oculari) Tecniche di attivazione dell attività cerebrale Percezione visiva, acustica, tattile, olfattiva: capacità di discriminazione tra 2 stimoli che differiscono per 1 o + caratteristiche Memoria di riconoscimento Categorizzazione percettiva Percezione visiva, acustica: capacità di discriminazione tra 2 stimoli che differiscono per 1 o + caratteristiche Capacità di apprendimento Percezione visiva: strategie di selezione dell informazione utilizzate durante l esplorazione dello stimolo; natura dell informazione selezionata nello stimolo Permettono di indagare i correlati neurali di competenze percettive e cognitive precedentemente indagate con compiti comportamentali 62

63 Il paradigma della scansione visiva Consiste nella registrazione dei movimenti oculari prodotti dal bambino durante l esplorazione visiva di uno stimolo, attraverso l utilizzo di una telecamera sensibile ai raggi infrarossi Eye Tracking System Consente di determinare le zone dello stimolo sulle quali si concentrano le fissazioni del bambino e i movimenti saccadici compiuti dal bambino per spostare lo sguardo da una porzione all altra dello stimolo. Consente di analizzare le modalità di esplorazione visiva utilizzate dal soggetto, rappresentate da un tracciato dei movimenti oculari, e il tempo impiegato dal bambino per esplorare le diverse parti dello stimolo. 63

64 Il paradigma della scansione visiva 64

65 65

66 Il paradigma della scansione visiva I risultati ottenuti hanno dimostrano che: Fino dalla nascita il bambino è un attivo e dinamico ricercatore di informazione, piuttosto che un selettore statico di stimoli. Si verificano marcate modificazioni nel comportamento di esplorazione visiva nel corso dei primi 2 mesi di vita e oltre: i neonati e i bambini di 1 mese tendono a concentrare le loro fissazioni su limitate porzioni dello stimolo, e a effettuare numerosi movimenti oculari di ampiezza ridotta. I bambini più grandi compiono movimenti oculari ampi per esplorare zone più ampie dello stimolo. 66

67 Il paradigma della scansione visiva " Recentemente, la registrazione dei movimenti oculari viene utilizzata per studiare come si sviluppano nei primi mesi la capacità di integrare le informazioni presenti nel campo visivo e individuare i margini di una configurazione segregandola dallo sfondo. " La percezione di oggetti parzialmente occlusi! (2 mesi)! (4 mesi)! 67 59

68 68 Il paradigma della scansione visiva!la percezione di oggetti parzialmente occlusi! DIFFERENZE INDIVIDUALI, 3 mesi " (Johnson, 2004, 2008)" Ogni punto bianco rappresenta una fissazione, ogni linea una saccade." Concentra le fissazioni sulle porzioni rilevanti del percetto. Guarda l oggetto occluso (le porzioni visibili, i punti di intersezione con l occlusore, il movimento) piuttosto che sull occlusore. " " Percepisce l unitarietà dell oggetto occluso." Concentra le fissazioni sulle porzioni MENO rilevanti del percetto. Guarda l occlusore piuttosto che l oggetto occluso. " " " NON percepisce l unitarietà dell oggetto occluso."

69 Eye-tracker: Preferenza e abituazione visiva Turati et al.,

70 Il paradigma della scansione visiva 70

71 Il paradigma della scansione visiva La percezione di margini illusori! 71

72 Il paradigma della scansione visiva La percezione di margini illusori! 72

73 Il paradigma della scansione visiva I limiti della tecnica: Permette di determinare su quali porzioni dello stimolo il bambino ha posizionato la FOVEA. Ciò consente di fare inferenze circa le modalità di esplorazione visiva dello stimolo attuate dal bambino, ma non consente di sapere se l informazione presente nelle altre porzioni dello stimolo sia stata percepita o meno dal bambino (fornisce una misura riduzionista). Soluzione: la misurazione dei movimenti oculari andrebbe realizzata all interno del paradigma della preferenza o dell abituazione visiva, al fine di disporre anche di misure meno riduzioniste del comportamento visivo del bambino. 73

74 Paradigmi sperimentali utilizzati nella 1 infanzia 74 Preferenza visiva Percezione visiva: preferenze visive spontanee specificate per via innata o acquisite grazie all esperienza Abituazione visiva Condizionamento (classico e operante) della risposta di suzione, della rotazione del capo Scansione visiva (registrazione dei movimenti oculari) Tecniche di attivazione dell attività cerebrale Percezione visiva, acustica, tattile, olfattiva: capacità di discriminazione tra 2 stimoli che differiscono per 1 o + caratteristiche Memoria di riconoscimento Categorizzazione percettiva Percezione visiva, acustica: capacità di discriminazione tra 2 stimoli che differiscono per 1 o + caratteristiche Capacità di apprendimento Percezione visiva: strategie di selezione dell informazione utilizzate durante l esplorazione dello stimolo; natura dell informazione selezionata nello stimolo Permettono di indagare i correlati neurali di competenze percettive e cognitive precedentemente indagate con compiti comportamentali

75 Tecniche di visualizzazione dell attività cerebrale Consentono di ottenere delle mappe funzionali dell attività neurale in tempo reale, basate sulle modificazioni dell attività metabolica (flusso sanguigno) o dell attività elettrica del cervello in risposta alla stimolazione. Permettono di indagare i correlati neurali di competenze percettive e cognitive precedentemente indagate con compiti comportamentali. 75

76 76 Near-InfraRed Spectroscopy (NIRS) Misura le variazioni nel livello di OSSIGENAZIONE (concentrazioni di oxi- e deoxi-emoglobina) Usata per studiare attivazione cerebrale in risposta a stimolazione visiva, acustica, olfattiva, motoria.

77 Event-Related Potentials (ERP) 77

78 Event-Related Potentials (ERP) 2 possibili modi in cui vengono rappresentati graficamente i risultati ottenuti attraverso la registrazione degli ERP: (1) La distribuzione spaziale della risposta elettrica cerebrale evocata dalla presentazione di uno stimolo visivo. Le aree GIALLE e ROSSE si riferiscono alle risposte elettriche di segno positivo (+) Le zone BLU indicano risposte di segno negativo (-)

79 Event-Related Potentials (ERP) (2) L andamento temporale della risposta elettrica registrata da un elettrodo o da un gruppo di elettrodi. Ampiezza della risposta elettrica, espressa in microvolt, in funzione del tempo, espresso in millisecondi. 79

80 Event-Related Potentials (ERP) Csibra et al., 2000 Science 80

81 Eliminano il problema dell EQUIVALENZA DELLE MISURE: le differenze rilevate tra le età sono imputabili a cambiamenti intrinseci ai soggetti e non a cambiamenti inerenti il contesto/compito. 81 La registrazione dei movimenti oculari e le tecniche di visualizzazione dell attività cerebrale sono particolarmente adatte per lo studio dello sviluppo cognitivo: (1) Consentono di indagare le competenze cognitive dei bambini in situazioni che implicano carichi attentivi e mnestici ridotti (FREE VIEWING CONDITION) N.B.: maggiori sono le domande poste dal compito, minori sono le competenze che il bambino sembrerà avere (2) Consentono di utilizzare lo stesso compito con soggetti di diverse età, ricavando misure confrontabili

82 La concezione del bambino nella prima infanzia Quali fattori hanno portato a modificare la concezione del bambino nella prima infanzia? 1. Il mutamento nella prospettiva teorica 2. I progressi in ambito tecnologico e metodologico 3. I progressi nelle conoscenze della funzionalità dei sistemi sensoriali alla nascita 82

83 I progressi nelle conoscenze della funzionalità dei sistemi sensoriali alla nascita Vista Udito Odorato Il sistema visivo, anche se immaturo, è in grado fino dalla nascita di rispondere alla stimolazione e consente al neonato di discriminare un ampia gamma di stimoli Diversamente da quello visivo, il sistema uditivo è già funzionale durante la vita intrauterina. Alla nascita è ben sviluppato. Il neonato è sensibile ad una vasta gamma di stimoli olfattivi. Gusto Tatto La sensibilità nei confronti di gusti differenti è presente fin dalla nascita. La sensibilità tattile è presente ancor prima della nascita. 83

84 I progressi nelle conoscenze della funzionalità dei sistemi sensoriali alla nascita Vista Udito Odorato Gusto Tatto Mette a fuoco con entrambi gli occhi a una distanza di 20 cm Segue con gli occhi un oggetto in movimento Preferenza alcuni stimoli visivi rispetto ad altri Localizza la fonte sonora Risponde a diversi suoni, soprattutto alla voce umana Discrimina la voce della madre da quella di altre persone Reagisce ad alcuni odori, ad esempio, l ammoniaca Discrimina l odore della madre già nella prima settimana di vita Discrimina stimoli olfattivi gradevoli e sgradevoli (variabile dipendente: espressione facciale) Discrimina il dolce dal salato. Riconosce l acido dall amaro Preferisce le sostanze zuccherine e rifiuta quelle salate Risponde alle stimolazioni tattili in quasi tutte le parti del corpo, soprattutto intorno alle mani e sulla bocca 84

85 I progressi nelle conoscenze della funzionalità dei sistemi sensoriali alla nascita Competenze gustative e olfattive precoci: Il neonato risponde diversamente a: Sapori dolci Sapori amari e acidi Espressioni di soddisfazione Espressioni di disgusto e irritazione Odori gradevoli (latte materno) Odori sgradevoli * Le sensazioni gustative e olfattive nel neonato sono importanti ai fini della nutrizione ma anche al fine di mediare la relazione con il caregiver. 85

86 I progressi nelle conoscenze della funzionalità dei sistemi sensoriali alla nascita Percezione uditiva precoce Prima della nascita il feto è in grado di udire gli stimoli sonori esterni, s.tto se di elevata intensità, che penetrano attraverso la parete addominale materna in utero. la voce della madre, trasmessa verso il basso tramite il diaframma, è lo stimolo sonoro che può essere udito meglio dal feto. Alla nascita sono predisposti ad elaborare le caratteristiche ritmiche degli stimoli linguistici. Es. orientano gli occhi e la testa in direzione di suoni ritmici e di voci umane. riconoscono precocemente la voce materna e la preferiscono ad altri stimoli sono inizialmente in grado di discriminare i fonemi delle diverse lingue, per poi focalizzarsi selettivamente solo su quella della propria cultura di appartenenza 86

87 87 I progressi nelle conoscenze della funzionalità dei sistemi sensoriali alla nascita Tatto Sensibilità tattile comincia a svilupparsi a partire dall ottava settimana dal concepimento. A tre mesi dal concepimento il feto si gira nella direzione di uno stimolo tattile. il neonato è in grado di discriminare alcuni stimoli tattili con le mani o la bocca (ruvidi versus lisci). Dolore gli stimoli dolorosi elicitano una forte risposta di stress nel neonato: modificazioni nell espressione facciale, negli indici fisiologici, pianto (Es. prelievo del sangue). il dolore nei neonati può essere alleviato da una varietà di stimoli: suzione di soluzione zuccherina, suoni, odori gradevoli.

88 I progressi nelle conoscenze della funzionalità dei sistemi sensoriali alla nascita I sistemi sensoriali sono già funzionali alla nascita o prima della nascita. I neonati NON sono dei recettori passivi di stimoli e NON vengono semplicemente catturati dalle stimolazioni ambientali. I neonati manifestano preferenze nei processi attentivi qualunque sia il sistema sensoriale coinvolto (visivo, uditivo, tattile, olfattivo e gustativo). NB Ciò NON significa che i processi percettivi siano già definitivamente sviluppati alla nascita!!! 88

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