NS RICERCA n. 1, settembre 2012

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "NS RICERCA n. 1, settembre 2012"

Transcript

1 La Scuola come Centro di Ricerca: una didattica essenzialista Elio Damiano, università di Parma In questo saggio provo ad argomentare che la didattica dell SCR era essenzialista, ovvero fondata sul presupposto che le discipline di studio come le rispettive scienze dalle quali venivano fatte discendere direttamente fossero corpi di conoscenze reali, dotate di una loro natura. Saranno illustrati i tratti distintivi, i principi didattici ed i limiti di quell esperienza, insieme ad un breve bilancio dei punti fermi e della distanza dalla ricerca didattica attuale. In this essay I try to argue that the <School as Research Centre> pedagogy was "essentialist", that was based on the assumption that the disciplines of study as the sciences from which they were made directly descent- were considered as reality s realmes, the knowledge bodies with an effective 'nature'. I will describe distinctive characters of Alfredo Giunti proposal, the teaching principles and also its limits, along with a short summary of the still present key points and the gap from the current educational research. Alfredo Giunti ( ) era una persona brillante, dalla conversazione contagiosa. Per quanto fosse occupato, all occasione di una visita era sempre disponibile a discutere di qualcosa, con accanimento. Era soprattutto una persona schietta, e con qualche vena polemica nei riguardi dell accademia pedagogica: esprimeva insofferenza con alcuni dei suoi bersagli preferiti Cesare Scurati, a volte; spesso, invece, Mario Mencarelli ai quali rimproverava di girare intorno alle questioni, senza affrontarle di petto, come si doveva. Era un uomo che poneva domande molte domande e in modo esigente chiedeva delle risposte. Non sempre le trovava dove da parte dei teorici se le aspettava. Il motivo che guidava le sue attese era quello che possiamo chiamare l istanza procedurale: a lui che chiedeva come si fa gli accademici offrivano il cos è. Antica questione di reciproca incomunicabilità. Con l orgoglio del pratico, né si intimoriva e né rinunciava. Invece si incaponiva, cercando soddisfazione dove poteva, per conto suo ed alla sua maniera. Ho preparato questo intervento sulla base della memoria remota delle sue idee, quindi sono andato a rivedere alcune sue pubblicazioni, quelle che si possono considerare le più rilevanti, quali La scuola come centro di ricerca, La ricerca in geografia, Ricerca e lavoro interdisciplinare, Un ipotesi per la scuola di comunità 1. Infine, sono ritornato su due lavori del suo mèntore, Marco Agosti: La lezione, Maturità magistrale, in particolare per i riferimenti al metodo naturale Per le citazioni che seguiranno, farò riferimento generico a queste opere, considerate nel loro insieme, come il thesaurus di questo contributo, senza specificare le pagine. A. Giunti, La scuola come centro di ricerca, La Scuola, Brescia 1973; (a cura di), La ricerca in geografia, ibid., 1976; et Alii, Un ipotesi per la scuola della comunità,

2 La rilettura, a distanza di oltre quarant anni, ha mostrato quanta acqua sia passata sotto i ponti i 60 erano anni magnifici per le speranze di cambiamenti e la nostalgìa è giustificata ma anche quanto le tesi di Giunti ponevano problemi di struttura ancora aperti in fatto di educazione scolastica. Già presenti anche allora, e che Giunti sollevava lealmente perché interni alle stesse soluzioni che egli proponeva (e che il successo popolare poteva indurre a trascurare). Problemi comuni a tutto il movimento dell Attivismo, nella cornice del quale anche Giunti avrebbe potuto riconoscersi. Così ho scelto di considerare l Attivismo come lo sfondo in grado di denotare la specificità de La Scuola come Centro di Ricerca (SCR), nel suo contesto e nella peculiarità della sua idea di insegnamento. Anticipo l interpretazione che intendo argomentare: la didattica dell SCR è essenzialista, ovvero fondata sul presupposto che le discipline di studio come le rispettive scienze dalle quali discendevano direttamente siano dei corpi di conoscenze reali, dotate di una loro natura (o essenza ) distintamente connotata. Còmpito dell insegnamento è puntualmente quello di far fare agli alunni una esperienza qualificata di tali forme di conoscenza. Non è questa l occasione per approfondire le matrici filosofiche dell essenzialismo. Basterà richiamarne le origini nel platonismo e in quel che di continuo, in Aristotele, si può ritrovare del suo Maestro. 3 Così come possiamo fare solo cenno alle critiche dell essenzialismo, a cominciare da Galilei 4 fino a Popper 5, ed alla sua ripresa, nel campo delle scienze sociali, da parte di Dario Antiseri 6, che collaborò in vario modo alle iniziative di Giunti e della SCR, occupandosi di ricerca in didattica 7. D altronde, l opzione essenzialista va considerata nei legami anche personali del Nostro con Marco Agosti e la cultura neo-scolastica dell ambiente dell Editrice La Scuola e dell Università Cattolica di Milano. 2 La ricerca ed il metodo tra scienza e insegnamento ibid., 1982; Ricerca e lavoro interdisciplinare, ibid Le opere del 1973, 1982 e 1983 sono ora in A. Giunti, La scuola come centro di ricerca, La Scuola, Brescia 2012, con introduzione di Giuseppe Bertagna. 2 M. Agosti e V. Chizzolini, Maturità magistrale, La Scuola, Brescia 1961; M. Agosti (a cura di), La lezione, ibid., Non poco, a giudicare da quanto afferma Giovanni Reale, Il concetto di "filosofia prima" e l'unità della "Metafisica" di Aristotele, Bompiani, Milano G. Galilei, Terza lettera a Markus Welser, in Opere, Ricciardi, Milano-Napoli 1953, pp K. Popper, La società aperta e i suoi nemici,armando, Roma D. Antiseri, Didattica della storia: epistemologia contemporanea, Armando Editore, 1999 (v. p. 117). 7 Cfr, tra l altro, D. Antiseri, Teoria e pratica della ricerca nella scuola di base, La Scuola, Brescia 1985

3 La SCR va riconosciuta come uno degli approcci didattici centrati sui rapporti fra scienza e insegnamento, quello che più di altri accredita la scienza come paradigma culturale, per gli aspetti produttivi e creativi l invenzione, la novità, la sorpresa che la denotano come forma di conoscenza: non solo come oggetto di interesse, ma anche, se non soprattutto, come opzione metodologica e finanche quale atteggiamento psicologico, connotato da rigore ed oggettività. La ricerca è la parola d ordine dei movimenti, quei fenomeni che provocano, quando meno li si aspetta, repentine accelerazioni della storia. Condotte collettive in fermento che a volte investono la scuola, denunciata come il pesante fardello il rimorchio che rallenta fino a bloccare la società avviata verso radiose prospettive di cambiamento. E la sollecitano a farsi camion, superare i tradizionalismi che l affliggono e aprirsi all innovazione: non un traguardo pre-definito, bensì un orizzonte nel quale identificarsi come diversa e discontinua rispetto all oscurantismo precedente. Tra le diverse tipologie tentate per inquadrare l Attivismo, ricordiamo, con Cremin 8, che a fianco dei romantici, cantori dell infanzia, custodi e promotori della fioritura naturale e della spontaneità creativa, e dei radicali, ad orientamento politico, che propugnarono, per il tramite dell innovazione nei metodi, nell autogoverno degli alunni e nella accessibilità del sapere, la trasformazione della società in senso democratico, se non addirittura rivoluzionario si potevano certamente annoverare gli scientisti, preoccupati di adottare nel lavoro scolastico le pratiche, appunto, della ricerca scientifica. Una componente, peraltro non maggioritaria, che affermò lo sperimentalismo educativo. A vario titolo, quante sono le differenze tra Montessori, Claparède, Decroly e Dewey, per citarne i più noti, senza dimenticare p.es. che il pedagogista americano è diventato solo da un certo periodo in poi il maestro ispiratore dell Attivismo con gli americani che, nonostante fossero ben orgogliosi ed efficaci propugnatori delle loro scuole progressiste, non aderirono mai alla Lega Internazionale dell Educazione Nuova e che la nostra Montessori non nascose le sue renitenze a includersi nel movimento. Neppure i movimenti pedagogici che sono venuti dopo, e che pur potevano trarne ispirazione dalla Pedagogia istituzionale, alla Nondirettività, al Libertarismo, alla Psicosociologia dei gruppi ispirata dai lavori di K. Lewin hanno mai ammesso di considerarsene, in alcun modo, gli eredi. Così non è mancato chi si è chiesto, provocatoriamente, se l Attivismo sia mai davvero esistito L. A. Cremin, The Transformation of the School, Progressivism in American Education, Vintage Books, New York, L. Raillon, L Education nouvelle a-t-elle existé?, in A. Ohayon, D. Ottavi, A. Savoye (Eds), L Education nouvelle, histoire, présence et devenir, Peter Lang, Bern, 2004, pp

4 Non è questa la sede per richiamare un episodio pedagogico polimorfo come l Attivismo 10, del quale è stata segnalata, a ripetizione e autorevolmente, la pre-teoreticità o addirittura la nonteoreticità 11. Ci limitiamo, invece, a richiamarne, quando nel secondo dopoguerra del Novecento si ripresenta alla ribalta nella ricostruzione dell Europa distrutta da una guerra irragionevole quanto suicida, i tratti distintivi: (a) l enfasi posta sul soggetto e sulla sua capacità di assimilare gli stimoli esterni ai suoi schemi di elaborazione e di organizzazione, trasformandoli in esperienza. (b) l attenzione portata sul processo di conoscenza, più che sul prodotto conclusivo, sulla base di orientamenti teorici come il funzionalismo, l evoluzionismo, il migliorismo, e di atteggiamenti pratici quali il dialogo, il pluralismo, l apprezzamento del diverso e del relativo. (c) l istanza metodologica, per la quale si definisce una rigorosa disciplina dei processi di conoscenza e l organizzazione del conflitto con gli ostacoli posti dall ambiente e la differenziazione dei punti di vista della comunità dei ricercatori. (d) l attesa del cambiamento considerato come carattere definiente della realtà e quindi come compito esplicito dell uomo, artefice responsabile di sé e del suo destino. Com è evidente, le quattro connotazioni si richiamano e confermano tra loro, riassumendosi nell orientamento alla ricerca. Il pensatore che più di tutti ha interpretato e portato a consapevolezza filosofica e pedagogica questa via alla cultura è stato John Dewey (non a caso il riferimento negativo di chi gli si è opposto, Jerome S. Bruner, l epigono dello strutturalismo didattico che sulla critica alla ricerca ed il recupero dei contenuti ha fondato i suoi successi 12 ). Il contributo di Dewey 13 consiste nell aver messo a punto una filosofia come metodo, che si manifesta come continua riprecisazione del suo pensiero. Chiave di volta del suo approccio è la nozione di esperienza, che vale come definizione unificante di tutta la realtà, vista come divenire, risultante progressiva e contingente dell interazione tra soggetto e ambiente, con il problem posing che ne consegue e la riflessività mediante la quale l esperienza si compie. Con la riflessività che non è un approdo, bensì un evento fra gli altri, con una 4 10 Per una lettura attualizzante, cfr A. Ohayon, D. Ottavi, A. Savoye (Eds), L Education nouvelle, histoire, présence et devenir, Peter Lang, Bern, Cfr la pedagogista che, a tutt oggi, può essere considerata la maggiore studiosa dell Attivismo storico: C. Metelli Di Lallo, Analisi del discorso pedagogico, Marsilio, Padova J. S. Bruner, Dopo Dewey. Il processo di apprendimento nelle due culture, Armando, Roma Fra tutte le opere, rimandiamo in particolare a: J. Dewey, Democrazia d educazione, La Nuova Italia, Firenze 1972 (orig. 1916); Esperienza ed educazione, ibid., 1968 (orig. 1938).

5 specifica proprietà: la consapevolezza di potersi dirigere, appunto, in quanto metodo. L attitudine riflessiva si esprime così come strategia di problem solving, che consiste nel lavoro di riduzione di un problema da una situazione di indeterminatezza e confusione in una di chiarezza e di efficacia. Un processo di investigazione coincidente con l indagine sperimentale sulla realtà che John P. Wynne, uno dei più consentanei studiosi del Dewey, riassume come segue: I suggerimenti elaborati mentalmente per affrontare la situazione in base all esperienza precedente II definizione delle difficoltà e differenze rispetto ai precedenti III messa a punto dell ipotesi come frutto della riflessione analitica IV prova in prima istanza della soluzione delineata V controllo, attraverso i risultati, della validità dell ipotesi. 14 Siamo dinanzi ad una procedura generalissima, che rilancia il dibattito seicentesco sul methodus, da Bacone a Galileo e a Cartesio, volta all identificazione di una via unica e certa al perseguimento della conoscenza. 15 Al di là delle differenze, di tempi e di argomenti, anche per Dewey il metodo ovvero il modello del pensiero riflessivo è trasferibile in ogni ambito di studio, non solo presso le scienze fisiche, ma pure con particolari adattamenti alle scienze umane. L esperienza umana si colloca nel quadro universale della natura, comprensiva di tutti gli elementi del reale, della quale individui e società fanno parte. Qui la filosofia del metodo si congiunge con la filosofia dell educazione: questa è promozione dell uomo e incremento degli aspetti migliori della vita individuale e sociale. Più l educazione è costante riorganizzazione e ricostruirsi dell esperienza, più è prossima dello sviluppo, più e meglio è educazione. Perché, secondo Dewey, anche l educazione è metodo e pertanto l insegnante deve darsi obiettivi metodologici oggi diremmo trasversali ovvero unificanti, come l attitudine fondamentale ad incrementare l esperienza e le capacità d indagine proprie del pensiero riflessivo: fiducia in se stessi, apertura mentale, onestà intellettuale, responsabilità, capacità di anticipare le conseguenze e di riconoscerle nei fatti. Nonostante le pressioni dei suoi seguaci regolarmente mirate a chiedere di definire i contenuti di conoscenza dei curricoli Dewey non risponde che in termini 5 14 J. P. Wynne, Le teorie moderne dell educazione, Armando, Roma 1982 (VI), pp F. Bacone, Nuovo Organo, a cura di M. Marchetto, Rusconi, Milano 1998; per Galilei, in assenza di un opera specifica sul metodo, v. per alcuni aspetti essenziali del suo sperimentalismo: G. Galilei, Lettera a Pierre de Carcavy (1637), in Opere di Galileo Galilei, volume XVII, Carteggio , Giunti & Barbera, Firenze 1966, pp.68-71; R. Cartesio, Discorso sul metodo, Armando, Roma 1999 (orig. 1637).

6 generali: perché quello che conta è il metodo il contenuto è il metodo l esperienza è un idealtipo, la qualità metodologica dell esperienza è la ricerca. Principi didattici della SCR Fin qui Dewey. Non sono in grado di affermare se e fino a che punto Alfredo Giunti avesse studiato l opera del pedagogista statunitense, che da noi fu reso noto nel secondo dopoguerra; bisognerebbe indagare sulla sua storia personale e professionale e sulla sua biblioteca di formazione. Sono propenso a credere che, invece, queste assonanze, come in genere quelle per il movimento attivista, fossero lo spirito dei tempi della ricostruzione, culturale e morale, quindi pedagogica e scolastica, del nostro Paese. Condivisione pratica di ispirazioni che Alfredo visse come impegno educativo, nei modi dell <artigiano morale> 16 o dell <artista> di scuola 17. Resta l evidenza che i rimandi deweyani tra esperienza, ricerca e metodo, trasferiti in nome della scienza nell insegnamento, si possono considerare come i principi ispiratori della SCR ovvero dell idea di insegnamento di Alfredo Giunti. Proviamo ad esplicitarle in termini didattici: (1) in relazione ai soggetti: (a) la centralità della motivazione (b) il ridimensionamento dell autorità dell insegnante (c) l apertura alla società (2) in relazione ai contenuti: (a) l oggetto di studio è la realtà (b) l unità d indagine è la disciplina di studio, identificata dal metodo (c) la procedura d indagine privilegiata è la ricerca (3) in relazione ai risultati attesi: (a) sviluppo di competenze procedurali (b) sviluppo di competenze formali (c) sviluppo di competenze riflessive La formulazione, a proposito di insegnanti orientati alla ricerca, è di A. R. Tom: Teaching as a moral craft: a metaphor for teaching and teacher education, in Curriculum inquiry, n.3, l980. pp ; Teaching as a moral craft, Longman, New York l984; Inquiry into inquiry-oriented teacher education, in Journal of teacher education, n.5, 1985, pp Cfr L. J. Rubin, Artistry in teaching, Random House, New York l985.

7 Se questo schema può valere a compendio accettabile della SCR, ne discende distintamente l appartenenza al movimento attivista. Con qualche aggiornamento che tocca in particolare il riferimento insistito alle discipline di studio ed alla loro struttura sintattica e concettuale che induce a trovare riferimenti nello strutturalismo didattico proposto dal Bruner. 18 Ma si tratta più di una concessione terminologica i termini disciplina di studio, struttura perché invece la centratura sul metodo e il primato assegnato alla ricerca sono marcature tipicamente attiviste. Ed anche quando la preoccupazione per i contenuti vedremo più avanti si porrà come integrazioni culturali per compensare i risultati acquisiti mediante la ricerca, il problema resterà tutto interno all orientamento attivista. Infatti, possiamo riconoscere questa stretta appartenenza anche a rovescio, ovvero individuando i limiti di un impianto curricolare centrato sulla ricerca (o, meglio, al plurale, sulle ricerche): la a-sistematicità; un insegnamento mediante ricerche si attua mediante monografie, che mettono a fuoco in dettaglio ed in profondità aspetti particolari della realtà indagata. Per quanto numerose e coordinate tra loro, le ricerche sono comunque episodi didattici distinti, che generano un curricolo a tendenza puntiforme, lontano da attese di organicità dell apprendimento e unitarietà della formazione. E tanto più le indagini sono svolte con rigore riguardo all oggetto ed al metodo, di tanto la delimitazione del campo è tenuta ad essere circoscritta, con la conseguenza di risultati che rischiano di restare disarticolati. l equivoco scienza-insegnamento; all origine c è una semplificazione: l identificazione della scienza con il metodo (quello sperimentale ); ne segue un altra: la corrispondenza tra una disciplina con un suo metodo (in genere ad orientamento empirico). In queste due opzioni si cela il problema dell equivoco tra contesto scientifico e contesto didattico: le esigenze, soprattutto nella scuola primaria, per un insegnamento attivo non possono coincidere con una opzione epistemologica a carattere empirico, tagliando insieme al pluralismo metodologico della ricerca scientifica la fondamentale componente della deduzione. Scienza e scuola non possono essere assimilate se non indebitamente, l azione didattica mira a scopi diversi e autonomi rispetto alla ricerca scientifica. 19 La questione si pone a riguardo della stessa parola <ricerca>: quel che vale in termini euristici per l indagine scientifica non può essere esteso, se non per analogia, al campo didattico: dove, 7 18 Cfr in particolare J. S. Bruner, Verso una teoria dell istruzione, Armando, Roma Cfr, tra gli altri, J.-L. Martinand, Connaitre et transformer la matière, Peter Lang, Berne 1986.

8 invece che di <ricerca>, in senso proprio, sarebbe corretto parlare di <riscoperta> o di simulazione guidata. La fattibilità; l adozione della ricerca come regola dell insegnamento ha implicazioni sui tempi del curricolo. Infatti, l impegno della problematizzazione, connesso al rigore metodologico, richiede necessariamente tempi lunghi, a quali vanno aggiunti quelli dovuti alla costituzione della scolaresca come comunità di ricerca. Non si tratta, però, solo di estensione temporale, ma anche se non soprattutto di prevedibilità: la sorpresa del problem posing, così come l insight della scoperta (o riscoperta), non sempre si conciliano con le scansioni dell orario scolastico. Ne consegue una impegnativa gestione dei tempi, che difficilmente riesce a superare la virtuosità del criterio <poco ma bene!>. La questione dei tempi si complica ulteriormente se si pensa all obbiettivo di sviluppare le competenze formali presso gli alunni. Si aggiungano che la ricerca è molto esigente con gli insegnanti, da parte dei quali presuppone competenze relative ai processi: di apprendimento, di conduzione metodologica, in senso epistemologico e procedurale, ma anche in chiave didattica, in termini di stimoli indiretti e dal basso per promuovere l iniziativa degli alunni, al di là di ogni tentazione direttiva. Ancora più insidioso un altro tema: un insegnamento centrato come quello della SCR sulla metacognizione, ovvero sulla capacità di verbalizzare le azioni ed i pensieri che riflessivamente le guidano, quali alunni favorisce? Non certo gli svantaggiati dall ambiente di origine Questa è un obiezione rilevante, ancora di più per insegnanti animati da motivazioni democratiche come quanti aderiscono ad una didattica attiva. Il riduzionismo epistemologico; riguarda l opposizione tra metodi e contenuti detta come antinozionismo che separa indebitamente due polarità che nella ricerca scientifica sono intrinsecamente connessi fra loro, se è vero che il metodo non può non corrispondere per essere adeguato ed incisivo agli oggetti in funzione dei quali si sceglie o, addirittura, si costruisce. L opposizione dipende dalla scelta del <metodo unificato> per fare ricerca, una semplificazione implausibile, se non in termini di generalissima analogia: una sorta di filosofia del metodo, che richiama, come sappiamo, la discussione seicentesca sul metodo universale, giustificata all epoca dalla volontà di emancipare il sapere scientifico da quello teologico. Presso l Attivismo, invece, il rifiuto delle nozioni significava la polemica contro la scuola tradizionale, accusata di offrire prodotti cognitivi dall alto, senza attivare processi cognitivi che non fossero la memoria e la riproduzione 8

9 verbale. Ancora una volta, ritorna l equivoco tra ambito scientifico e contesto scolastico: altro è privilegiare processi di apprendimento pregiati come il problem solving altro è svolgere una effettiva ricerca empirica. Alfredo Giunti era tutt altro che ignaro di questi limiti, che percepiva lucidamente e per il superamento dei quali sì è battuto instancabilmente: non solo sul piano delle realizzazioni ovvero degli aggiustamenti concreti ma anche su quello dell argomentazione e della legittimazione teorica. Ed era a questo riguardo che si rivolgeva, in cerca di risposte, agli accademici di professione. Non sempre trovandole pertinenti. E che tentava di reperire direttamente, attingendo fin nel neo-positivismo 20, con risultati non sempre apprezzabili, nemmeno dal suo punto di vista. Oggi, a distanza di tempo, riusciamo a cogliere con maggiore consapevolezza la dissonanza tra scienza e scuola, come anche i limiti intrinseci ad ogni modello sia epistemologico che didattico che comporta per la sua stessa caratterizzazione- una distorsione della realtà che intende rappresentare o, come in didattica, promuovere. Anche se non sempre teniamo ben presente nella ricerca come nell insegnamento che un modello resta comunque un approssimazione, se non una caricatura, della realtà Unità vo cercando ch è sì cara Alfredo dedicò molta attenzione al tema dell unitarietà dell educazione, il limite principale di un curricolo centrato sulla ricerca. Le sue risposte principali furono le tre che seguono: A. Il riferimento alla realtà. Si tratta di una sorta di garanzia esterna: la realtà, infatti, viene riconosciuta, nelle sue argomentazioni, come una unità radicalmente organica, oppure una totalità funzionale e uno stimolo unificante per il pensiero. Sono espressioni riprese direttamente dai suoi testi, citati ripetutamente nei suoi volumi. L unitarietà dell insegnamento viene assicurata da questo aggancio oggettivo all ambiente, considerato come un sistema nel quale tutti gli elementi pur attinti singolarmente rimandano all insieme. 20 Il riferimento ripetuto di Alfredo era C. G. Hempel, La formazione dei concetti e delle teorie nella scienza empirica, Feltrinelli, Milano l970. Manon mancavano Nagel, Popper, Kuhn 21 Cfr M. B. Hesse, Modelli e analogie nella scienza, Feltrinelli, Milano 1980.

10 È una posizione ben nota, che nella storia del pensiero occidentale è stata variamente elaborata, di volta in volta come adeguamento del soggetto al mondo esterno, come corrispondenza tra soggetto conoscente e oggetto di conoscenza, oppure come monismo o olismo. La soluzione di Giunti sembra essere quest ultima: l idea di una realtà che esiste in sé e per sé, anche a prescindere delle apparenti contraddizioni, che la ricerca consente di superare per coglierne l intima coerenza e consistenza. Una risposta che si colloca nel quadro del realismo diremmo platonismo e che fa della ricerca una sorta di itinerario che attraversa il buio della caverna e, dalla confusione iniziale, mediante la problematizzazione e la buona soluzione, consegue l illuminazione finale: la scoperta dell unità del reale. Ovvero una riscoperta, guidata dall insegnante-mentore. B. Le discipline di studio. Nel discorso di Alfredo, lo sappiamo bene, coincidono con le scienze tout court. Il sapere scientifico è connotato dall unitarietà in vari modi: (a) come acquisizione della piena maturità attraverso la sua evoluzione storica; (b) come sistema formale di leggi strutturate organicamente come un sistema ipotetico-deduttivo (v. il riferimento al neo-positivismo logico); (c) per il metodo che adottano, unitario al di là delle specifiche particolarità, da vedere, invece, come varianti di una fondamentale continuità. Il soggetto in apprendimento, se impegnato dall insegnante in un processo autentico e controllato di ricerca, si plasma sulle forme di conoscenza pregiate che sono le scienze: e attraverso questa interazione si costituisce egli stesso in termini unificati. Non è difficile riconoscere, in questa corrispondenza tra ontogenesi lo sviluppo individuale e sociogenesi lo sviluppo della conoscenza collettiva il parallelismo noto come legge biogenetica fondamentale formulata da Ernst Haeckel 22. Al di là dei riferimenti storico-filosofici, Giunti si serviva regolarmente del termine natura per indicare le proprietà intrinseche di ciascuna disciplina di studio. Una categoria, ripresa dal suo Maestro, Alberto Agosti, che trovava il suo corrispettivo generale nel metodo naturale e che conferma il realismo come orizzonte gnoseologico della sua didattica. E tuttavia, la numerosità delle scienze, come la loro riottosità a coordinarsi tra loro, non potevano rassicurare circa la necessità di ordinarle in un quadro unificato. Di qui la perspicua attenzione di Alfredo per la interdisciplinarità, che egli considerava prudentemente come <lavoro interdisciplinare>: ovvero non come un esito spontaneo, E. Haeckel, Storia della creazione naturale, UTET, Torino 1892.

11 bensì come un risultato da conquistare. Una composizione doverosa e indubbiamente faticosa, ma possibile e, in fin dei conti, certamente accessibile. C. La sistematicità della cultura. Qui siamo dinanzi ad una finalità, non ad un dato, bensì ad una attesa irrinunciabile. Nella prospettiva di Giunti, la cultura è, doverosamente, una tensione unitaria. Una connotazione fondamentale, senza la quale non si dà cultura e la formazione scolastica ha fallito il suo scopo. Ma c è di più: la cultura è qualcosa di reale, e la sua unitarietà è il corrispettivo di quella che caratterizza la realtà: un traguardo che qualifica l educazione per renderla adeguata, ovvero conforme alla realtà. È qui che si colloca il dispositivo che corregge la episodicità come rischio di una didattica fondata sulla ricerca: le integrazioni culturali non sono soltanto un recupero di tipo quantitativo, di conoscenze dovute che non riescono ad essere acquisite dagli alunni. Piuttosto, sono concepite come una sorta di riequilibrazione perché consistono in un intervento dedicato ad articolare fra loro, armonicamente, gli apprendimenti segmentari prodotti dalle ricerche. Per fare sintesi ed unità. Queste tre risposte stanno evidentemente ad indicare come Alfredo fosse ben consapevole dei limiti del modello didattico che proponeva, e cercasse di offrire suggerimenti persuasivi alle preoccupazioni che emergevano tra gli insegnanti più avvertiti che facevano parte della numerosa comunità dei gruppi SCR. Ma sono anche affermazioni che disegnavano il quadro della sua rappresentazione del mondo: dove l homo artifex è intento a costruire una cultura in grado di render conto della realtà nelle sue connotazioni peculiari, comprendendola a fondo e provvedendo ad incrementarla. Un realismo che serviva a fondare l opzione per una didattica dedicata allo studio della realtà, attraverso le metodiche dedotte dalla natura delle discipline, in vista della costituzione di una cultura formativa perché conforme al reale. Appunto, una didattica essenzialista, solida e concreta, non ingenua ma ragionata. 11 L acqua passata, e non, sotto i ponti Non sono pochi i punti fermi che l SCR ha contribuito a fissare per l educazione scolastica. Tra i più pregnanti ne sottolineiamo due: la didattica dal basso, che è venuta arricchendo tutto l ampio arsenale del cognitivismo;

12 il maestro come uomo di cultura, un profilo nobile di operatore riflessivo che s aspetta (ancora!) di essere preso in carico dai nuovi corsi di laurea per la scuola primaria, e che da qualche tempo la nuova ricerca didattica ha cominciato a rivalutare come fonte della conoscenza del vero insegnamento. 23 Ancora due possono essere le annotazioni riguardanti la distanza attuale della ricerca didattica rispetto all SCR: la presa di coscienza dell autonomia del sapere scolastico rispetto al sapere scientifico. Per dirla con Develay, non solo a scuola ritroviamo un insieme di credenze che sono riferite alle tensioni etiche della società (v. le cosiddette educazioni ), ma il lavoro proprio della scuola consiste anche, se non principalmente, nella assiologizzazione delle stesse conoscenze scientifiche 24 : il realismo nonostante difese appassionate 25 risulta sempre meno convincente a fronte del ritorno del soggetto, rappresentato dall emergente costruzionismo, che promette di render conto più esaurientemente della conoscenza e della vita in generale come processo di interazione autopoietica. Con quel che ne può conseguire per la ricerca e la pratica didattica. 12 Sono certo che, giunti a questo punto, Alfredo, impazientemente, intavolerebbe una accalorata quanto puntigliosa discussione 23 Cfr E. Damiano, La Nuova Alleanza. Temi problemi e prospettive della Nuova Ricerca Didattica, La Scuola, Brescia Cfr M. Develay, dir., Savoirs scolaires et didactique des disciplines, ESF, Paris Vedi W. P. Alston, A Realistic Conception of Truth, Cornell University Press, Ithaca In Italia, D. Marconi, Per la verità. Relativismo e filosofia, Einaudi, Torino 2007.

L EDUCAZIONE AMBIENTALE E IL RINNOVAMENTO DEL PROCESSO DI INSEGNAMENTO-APPRENDIMENTO. Carlo Fiorentini

L EDUCAZIONE AMBIENTALE E IL RINNOVAMENTO DEL PROCESSO DI INSEGNAMENTO-APPRENDIMENTO. Carlo Fiorentini L EDUCAZIONE AMBIENTALE E IL RINNOVAMENTO DEL PROCESSO DI INSEGNAMENTO-APPRENDIMENTO Carlo Fiorentini La collaborazione ci ha portato ad individuare 5 aspetti caratterizzanti l educazione ambientale 1.

Dettagli

APPRENDIMENTO COOPERATIVO E METODO DELLA RICERCA DI GRUPPO. 5.1. La ricerca di gruppo

APPRENDIMENTO COOPERATIVO E METODO DELLA RICERCA DI GRUPPO. 5.1. La ricerca di gruppo APPRENDIMENTO COOPERATIVO E METODO DELLA RICERCA DI GRUPPO. 5.1. La ricerca di gruppo La ricerca di gruppo è un metodo attraverso il quale gli studenti collaborano tra di loro a piccoli gruppi per esaminare

Dettagli

PROGETTO DI TIROCINIO PER GLI STUDENTI DEI TFA. Motivazioni e criteri di riferimento

PROGETTO DI TIROCINIO PER GLI STUDENTI DEI TFA. Motivazioni e criteri di riferimento 1 PROGETTO DI TIROCINIO PER GLI STUDENTI DEI TFA Motivazioni e criteri di riferimento La formazione completa degli insegnanti sul piano universitario rimanda alla necessità di tenere presente che nel definire

Dettagli

FONDAMENTI E DIDATTICA DELLE SCIENZE NELLA SCUOLA DELL INFANZIA

FONDAMENTI E DIDATTICA DELLE SCIENZE NELLA SCUOLA DELL INFANZIA FONDAMENTI E DIDATTICA DELLE SCIENZE NELLA SCUOLA DELL INFANZIA giuseppina.rinaudo@unito..rinaudo@unito.itit SFP 2006 - "Introduzione al corso" V. Montel, M. Perosino, G. Rinaudo 1 Impostazione del corso

Dettagli

FORMAZIONE DELL UOMO E EDUCAZIONE COSMICA (Dalle conferenze tenute da M.M. al congresso di San Remo del 1949 e da alcuni saggi pubblicati dal 1949 al 1951 e riportati nel quaderno del Consiglio Regionale

Dettagli

Servizio Sociale e Ricerca 20 e 27 novembre 2009

Servizio Sociale e Ricerca 20 e 27 novembre 2009 Università degli Studi di Firenze Facoltà di Scienze Politiche Corso di Laurea Magistrale in Disegno e Gestione degli Interventi i Sociali Corso di Biografia, Cultura e Servizio Sociale Servizio Sociale

Dettagli

Psicologia dell orientamento scolastico e professionale. Indice

Psicologia dell orientamento scolastico e professionale. Indice INSEGNAMENTO DI PSICOLOGIA DELL ORIENTAMENTO SCOLASTICO E PROFESSIONALE LEZIONE I ORIENTAMENTO E PSICOLOGIA PROF.SSA ANNAMARIA SCHIANO Indice 1 L orientamento: significato e tipologie ---------------------------------------------------------------

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SANTA MARIA DELLE GRAZIE P.E.I. Progetto Educativo d Istituto

SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SANTA MARIA DELLE GRAZIE P.E.I. Progetto Educativo d Istituto SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SANTA MARIA DELLE GRAZIE P.E.I. Progetto Educativo d Istituto ANNO SCOLASTICO 2011/2012 IL PROGETTO EDUCATIVO (P.E.I.) è il documento fondamentale che espone l orientamento

Dettagli

(PRIMA BOZZA) Milano, 15 Aprile, 2011

(PRIMA BOZZA) Milano, 15 Aprile, 2011 RETE LOMBARDA DELLE SCUOLE CHE PROMUOVONO SALUTE CORNICE METODOLOGICA (PRIMA BOZZA) Milano, 15 Aprile, 2011 PREMESSA Il presente documento è il frutto di un percorso di elaborazione a cui hanno partecipato

Dettagli

FATTORIA DELLA PACE IPPOASI. Breve presentazione

FATTORIA DELLA PACE IPPOASI. Breve presentazione FATTORIA DELLA PACE IPPOASI Breve presentazione La Fattoria della Pace Ippoasi Onlus è un'associazione di volontariato che gestisce un Rifugio per animali ex da reddito presso S. Piero a Grado (PI), al

Dettagli

DIREZIONE DIDATTICA SAN DANIELE DEL FRIULI CURRICOLO EDUCAZIONE CITTADINANZA E COSTITUZIONE

DIREZIONE DIDATTICA SAN DANIELE DEL FRIULI CURRICOLO EDUCAZIONE CITTADINANZA E COSTITUZIONE DIREZIONE DIDATTICA SAN DANIELE DEL FRIULI CURRICOLO EDUCAZIONE CITTADINANZA E COSTITUZIONE Modello di matrice adottata per la costruzione del curricolo Campo d esperienza/area EUCAZIONE CITTADINANZA COSTITUZIONE

Dettagli

FINALITA DELLA SCUOLA DELL INFANZIA

FINALITA DELLA SCUOLA DELL INFANZIA I.C.S. MAREDOLCE FINALITA DELLA SCUOLA DELL INFANZIA La nostra scuola dell Infanzia con la sua identità specifica sotto il profilo pedagogico e metodologico-organizzativo persegue: l acquisizione di capacità

Dettagli

Profilo dello studente della formazione professionale in esito al biennio dell obbligo di istruzione ed al terzo anno

Profilo dello studente della formazione professionale in esito al biennio dell obbligo di istruzione ed al terzo anno Profilo dello studente della formazione professionale in esito al biennio dell obbligo di istruzione ed al terzo anno Competenze storiche economiche e sociali 1 Le competenze storico-economiche e sociali:

Dettagli

Orientamenti pedagogico-didattici per una scuola di qualità Relazione a cura di Monica Barbolini

Orientamenti pedagogico-didattici per una scuola di qualità Relazione a cura di Monica Barbolini Orientamenti pedagogico-didattici per una scuola di qualità Relazione a cura di Monica Barbolini Il processo didattico è un processo di natura relazionale, nel senso che mira a sostenere lo studente nella

Dettagli

CURRICOLO il sapere, il saper fare, il saper essere. SAPERE, SAPER ESSERE SAPER FARE COMPETENZA VALORIZZAZIONE

CURRICOLO il sapere, il saper fare, il saper essere. SAPERE, SAPER ESSERE SAPER FARE COMPETENZA VALORIZZAZIONE CURRICOLO Il Curricolo è il complesso organizzato delle esperienze di apprendimento che una scuola intenzionalmente progetta e realizza per gli alunni al fine di conseguire le mete formative desiderate.

Dettagli

OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 10 OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI AUTOCONTROLLO ATTENZIONE E PARTECIPAZIONE ATTEGGIAMENTO E COMPORTAMENTO

Dettagli

A cura di Roberta Ferdenzi, componente del Coordinamento pedagogico provinciale di Piacenza

A cura di Roberta Ferdenzi, componente del Coordinamento pedagogico provinciale di Piacenza Provincia di Piacenza Settore Sistema Scolastico e servizi alla persona e alla comunità RIFLESSIONI SUL LAVORO DEL COORDINATORE CHE OPERA PER FACILITARE, SUPPORTARE, SVILUPPARE LA CRESCITA PROFESSIONALE

Dettagli

PSA: Laboratorio disciplinare di religione per gli insegnanti della scuola elementare

PSA: Laboratorio disciplinare di religione per gli insegnanti della scuola elementare PSA: Laboratorio disciplinare di religione per gli insegnanti della scuola elementare Sottogruppo coordinato da Fortunata Capparo (verbale 2 incontro - 18 /11 2002) L ispettore Gandelli ha iniziato l incontro

Dettagli

PIANO DI LAVORO: Disegno e storia dell arte

PIANO DI LAVORO: Disegno e storia dell arte Obiettivi educativi e didattici PIANO DI LAVORO: Disegno e storia dell arte Obiettivi formativi generali: Formazione di un metodo di studio flessibile. Inquadramento e schematizzazione degli argomenti.

Dettagli

Progetto 5. Formazione, discipline e continuità

Progetto 5. Formazione, discipline e continuità Istituto Comprensivo Statale Lorenzo Bartolini di Vaiano Piano dell Offerta Formativa Scheda di progetto Progetto 5 Formazione, discipline e continuità I momenti dedicati all aggiornamento e all autoaggiornamento

Dettagli

ISTITUTO ISTRUZIONE SUPERIORE Federico II di Svevia Indirizzi: Liceo Scientifico Classico Linguistico Artistico e Scienze Applicate

ISTITUTO ISTRUZIONE SUPERIORE Federico II di Svevia Indirizzi: Liceo Scientifico Classico Linguistico Artistico e Scienze Applicate ISTITUTO ISTRUZIONE SUPERIORE Federico II di Svevia Indirizzi: Liceo Scientifico Classico Linguistico Artistico e Scienze Applicate PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE MATEMATICA CLASSE 3 AS ANNO SCOLASTICO 2013/2014

Dettagli

DIOCESI di REGGIO EMILIA GUASTALLA UFFICIO SCUOLA Aggiornamento docenti di IRC 3 Incontro Reggio Emilia 21 novembre 2011 PROFESSIONALITÀ IDR e AUTONOMIA DELLA FUNZIONE DOCENTE Da diversi anni la strategia

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MILANO BICOCCA. Facoltà di Sociologia. Corso di Laurea in Sociologia. Flessibilità e Precarietà.

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MILANO BICOCCA. Facoltà di Sociologia. Corso di Laurea in Sociologia. Flessibilità e Precarietà. UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MILANO BICOCCA Facoltà di Sociologia Corso di Laurea in Sociologia Flessibilità e Precarietà. Le conseguenze sulla vita dei giovani lavoratori temporanei. Relatrice: Prof.ssa

Dettagli

Istituto Comprensivo I. NIEVO SAN DONA DI PIAVE (VE) PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA a.s. 2014-2015

Istituto Comprensivo I. NIEVO SAN DONA DI PIAVE (VE) PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA a.s. 2014-2015 Istituto Comprensivo I. NIEVO SAN DONA DI PIAVE (VE) PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA a.s. 2014-2015 PREMESSA L Insegnamento della Religione Cattolica (I.R.C.) fa sì che gli alunni

Dettagli

a. s. 2013-2014 PIANO DI LAVORO ANNUALE DEL CONSIGLIO DELLA CLASSE 3B DOCENTE Coordinatore Teresa Persiano

a. s. 2013-2014 PIANO DI LAVORO ANNUALE DEL CONSIGLIO DELLA CLASSE 3B DOCENTE Coordinatore Teresa Persiano a. s. 2013-2014 PIANO DI LAVORO ANNUALE DEL CONSIGLIO DELLA CLASSE 3B DOCENTE Coordinatore Teresa Persiano 1. PROFILO DELLA CLASSE La classe, formata quest anno da 25 alunni, comprende 20 alunne e 1 alunno

Dettagli

PROCESSI AUTO-ETERO VALUTATIVI E APPRENDIMENTO

PROCESSI AUTO-ETERO VALUTATIVI E APPRENDIMENTO PROCESSI AUTO-ETERO VALUTATIVI E APPRENDIMENTO Intendiamo parlare della valutazione come di un processo interazionale tra un soggetto valutante ed un soggetto valutato. Trattandosi di un processo dinamico

Dettagli

test di autorientamento

test di autorientamento università degli studî suor orsola benincasa facoltà di scienze della formazione CORSO DI LAUREA IN Scienze dell Educazione test di autorientamento Prova a rispondere alle seguenti domande e confronta

Dettagli

UNIVERSITÀ DI GENOVA CENTRO DI ATENEO PER LA RICERCA EDUCATIVA E DIDATTICA (C.A.R.E.D.) Master in

UNIVERSITÀ DI GENOVA CENTRO DI ATENEO PER LA RICERCA EDUCATIVA E DIDATTICA (C.A.R.E.D.) Master in UNIVERSITÀ DI GENOVA CENTRO DI ATENEO PER LA RICERCA EDUCATIVA E DIDATTICA (C.A.R.E.D.) Genova, 16 marzo 2006 Via Balbi, 1a - 16126 GENOVA Tel. 010/2095962 Fax 010/2095961 e-mail: cared@unige.it Master

Dettagli

PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA PER GLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI ANNO SCOLASTICO 2014/2015

PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA PER GLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI ANNO SCOLASTICO 2014/2015 PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA PER GLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI ANNO SCOLASTICO 2014/2015 La programmazione educativa, redatta dal Presidente del Gruppo H e stilata dalla Docente F/S per le attività a sostegno

Dettagli

CONTINUITÀ EDUCATIVO- DIDATTICA

CONTINUITÀ EDUCATIVO- DIDATTICA CONTINUITÀ EDUCATIVO- DIDATTICA mediante momenti di raccordo pedagogico, curriculare e organizzativo fra i tre ordini di scuola, promuove la continuità del processo educativo, condizione essenziale per

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO CEPAGATTI a. s. 2014-2015. DIPARTIMENTI per AREE DISCIPLINARI e/o per ASSI CULTURALI

ISTITUTO COMPRENSIVO CEPAGATTI a. s. 2014-2015. DIPARTIMENTI per AREE DISCIPLINARI e/o per ASSI CULTURALI ISTITUTO COMPRENSIVO CEPAGATTI a. s. 2014-2015 DIPARTIMENTI per AREE DISCIPLINARI e/o per ASSI CULTURALI Composizione I Dipartimenti sono composti dai docenti, raggruppati per aree disciplinari e/o per

Dettagli

Promuovere e valutare competenze nella scuola

Promuovere e valutare competenze nella scuola Promuovere e valutare competenze nella scuola Intervento di Michele Pellerey Sul concetto di competenza in un contesto scolastico Nei documenti della Commissione Europea sulla competenze chiave della cittadinanza

Dettagli

Verifica acquisizione conoscenze. Pubblico: fornisce informazioni anche all esterno (diplomi, voti,...) Alla fine di un segmento di formazione

Verifica acquisizione conoscenze. Pubblico: fornisce informazioni anche all esterno (diplomi, voti,...) Alla fine di un segmento di formazione VALUTAZIONE SOMMATIVA VALUTAZIONE FORMATIVA Verifica acquisizione conoscenze Pubblico: fornisce informazioni anche all esterno (diplomi, voti,...) Alla fine di un segmento di formazione SCOPO CARATTERE

Dettagli

ASSE STORICO SOCIALE

ASSE STORICO SOCIALE ASSE STORICO SOCIALE 1 ASSE STORICO SOCIALE competenze attese d asse indicatori descrittori Competenze di asse Indicatori Descrittori 1. Comprendere il cambiamento e la diversità dei tempi storici in una

Dettagli

INDICATORI, ABILITA /CAPACITA, CONOSCENZE

INDICATORI, ABILITA /CAPACITA, CONOSCENZE BIENNIO BIENNIO 5 ANNO Competenza storico-sociale n. Comprendere il cambiamento e la diversita dei tempi storici in una dimensione diacronica attraverso il confronto fra epoche e in una dimensione sincronica

Dettagli

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale I beni culturali Il problema I beni culturali un elemento di estremo rilievo per la crescita della cultura e della qualità della vita dei cittadini - possono favorire lo sviluppo di alcune iniziative economiche

Dettagli

PROGRAMMAZIONE D ISTITUTO ARTE E IMMAGINE ANNO 2013/2014

PROGRAMMAZIONE D ISTITUTO ARTE E IMMAGINE ANNO 2013/2014 SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO ALESSANDRO ANTONELLI TORINO PROGRAMMAZIONE D ISTITUTO ARTE E IMMAGINE ANNO 2013/2014 Tenendo conto dei programmi ministeriali, delle indicazioni metodologiche, degli obiettivi

Dettagli

L uso dei dati nelle politiche pubbliche

L uso dei dati nelle politiche pubbliche L uso dei dati nelle politiche pubbliche Antonio Calafati Gran Sasso Science Institute (IT) & Accademia di architettura, USI (CH) www.gssi.infn.it Istat 4 Giornata Nazionale dell Economia Roma, 21 o:obre

Dettagli

LA CULTURA DEI DIRITTI UMANI PER UNA SOCIETÀ POSSIBILE

LA CULTURA DEI DIRITTI UMANI PER UNA SOCIETÀ POSSIBILE CURRICOLO PER L ORA ALTERNATIVA ALLA RELIGIONE CATTOLICA Presentazione LA CULTURA DEI DIRITTI UMANI PER UNA SOCIETÀ POSSIBILE Secondo la delibera del Collegio dei Docenti tenutosi in data 3 ottobre 2013

Dettagli

Dalle indicazioni nazionali alla costruzione del curricolo

Dalle indicazioni nazionali alla costruzione del curricolo Ufficio XVI - Ambito territoriale per la provincia di Reggio Emilia Ufficio Educazione Fisica e Sportiva Dalle indicazioni nazionali alla costruzione del curricolo Prof. DALLE INDICAZIONI AL CURRICOLO

Dettagli

LICEO DELLE SCIENZE UMANE ed OPZIONE ECONOMICO-SOCIALE DI SANGANO Sez. associata del Liceo Scientifico Darwin di Rivoli

LICEO DELLE SCIENZE UMANE ed OPZIONE ECONOMICO-SOCIALE DI SANGANO Sez. associata del Liceo Scientifico Darwin di Rivoli LICEO DELLE SCIENZE UMANE ed OPZIONE ECONOMICO-SOCIALE DI SANGANO Sez. associata del Liceo Scientifico Darwin di Rivoli via San Giorgio 10090 Sangano - TO - tel. 011 90 87 184. e-mail: darwin@liceodarwin.rivoli.to.it

Dettagli

CORSO DI FORMAZIONE L educazione e l istruzione in Europa. Ipotesi di sviluppo e di intervento nella scuola

CORSO DI FORMAZIONE L educazione e l istruzione in Europa. Ipotesi di sviluppo e di intervento nella scuola CORSO DI FORMAZIONE L educazione e l istruzione in Europa. Ipotesi di sviluppo e di intervento nella scuola Prof. ssa Maria Vittoria Isidori Titolare dell insegnamento di didattica generale e pedagogia

Dettagli

Documentazione dell Unità di Lavoro su Rappresentazione cartografica 1

Documentazione dell Unità di Lavoro su Rappresentazione cartografica 1 Documentazione dell Unità di Lavoro su Rappresentazione cartografica 1 Ordine di scuola Scuola Primaria De Amicis Santa Maria Nuova di Jesi: classe IV B Insegnante Silvia Cherubini Tempi A discrezione

Dettagli

assolutamente condivisibili.

assolutamente condivisibili. Si fa riferimento alla proposta di Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 7 settembre 2006. Il Quadro europeo delle Qualifiche e dei Titoli contiene le seguenti definizioni: Competenze

Dettagli

MANIFESTO. Formare Insegnanti che sappiano Insegnare A.N.F.I.S. ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI FORMATORI, INSEGNANTI, SUPERVISORI INIZIALE FORMAZIONE

MANIFESTO. Formare Insegnanti che sappiano Insegnare A.N.F.I.S. ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI FORMATORI, INSEGNANTI, SUPERVISORI INIZIALE FORMAZIONE ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI FORMATORI, INSEGNANTI, SUPERVISORI per la FORMAZIONE INIZIALE Formare Insegnanti che sappiano Insegnare COORDINAMENTO NAZIONALE DEI SUPERVISORI DEL TIROCINIO 2 2 3 PRESENTAZIONE

Dettagli

1-BEN-ESSERE DELLA PERSONA

1-BEN-ESSERE DELLA PERSONA AREA SOCIO/AFFETTIVA- SCUOLA PRIMARIA Integrazione tra i lavori di gruppo di settembre (Thouar, Villini, Paganini, Montanella) 1-BEN-ESSERE DELLA PERSONA Competenza personale L alunno è consapevole della

Dettagli

RICERCA E SVILUPPO: DALL UNIVERSITÀ ALL INDUSTRIA

RICERCA E SVILUPPO: DALL UNIVERSITÀ ALL INDUSTRIA RICERCA E SVILUPPO: DALL UNIVERSITÀ ALL INDUSTRIA Cosa vuol dire R&D? R&D significa prima di tutto innovazione, nuove tecnologie, nuove idee. Ma concretizzare le innovazioni richiede investimenti a volte

Dettagli

IMPARARE AD IMPARARE DISCIPLINE DI RIFERIMENTO: TUTTE

IMPARARE AD IMPARARE DISCIPLINE DI RIFERIMENTO: TUTTE IMPARARE AD IMPARARE DISCIPLINE DI RIFERIMENTO: TUTTE IMPARARE AD IMPARARE Imparare a imparare è l abilità di perseverare nell, di organizzare il proprio anche mediante una gestione efficace del tempo

Dettagli

Roberto Farnè Università di Bologna

Roberto Farnè Università di Bologna Roberto Farnè Università di Bologna Ora l apertura della parte scientifica a questi lavori, per capire innanzitutto il senso di questo appuntamento. Non abbiamo bisogno, nessuno di noi credo abbia bisogno

Dettagli

4.0 IL PROGETTO EDUCATIVO

4.0 IL PROGETTO EDUCATIVO 4.0 IL PROGETTO EDUCATIVO 4. 1 LA MISSION La Direzione Didattica San Giovanni conferma le scelte educative delineate nel corso degli ultimi anni, coerenti con le finalità e gli obiettivi del sistema nazionale

Dettagli

PROFILO PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO PER I DOCENTI DELLE SCUOLE COMUNALI

PROFILO PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO PER I DOCENTI DELLE SCUOLE COMUNALI CISCo Ufficio delle scuole comunali PROFILO PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO PER I DOCENTI DELLE SCUOLE COMUNALI Per profilo professionale è intesa la descrizione accurata delle competenze e dei comportamenti

Dettagli

PROGETTO DI FORMAZIONE PER COMPRENDERE, SPERIMENTARE E FAR PROPRIO IL METODO

PROGETTO DI FORMAZIONE PER COMPRENDERE, SPERIMENTARE E FAR PROPRIO IL METODO LO SPAZIO MAGICO DELLA RELAZIONE TM Metodo di intervento sulle dinamiche relazionali e sulla prevenzione del disagio nella Scuola dell Infanzia e nella Scuola Primaria PRIMO LIVELLO PROGETTO DI FORMAZIONE

Dettagli

OBIETTIVI EDUCATIVI E DIDATTICI

OBIETTIVI EDUCATIVI E DIDATTICI ISTITUTO COMPRENSIVO DI BREMBATE SOPRA - SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO FERRUCCIO DELL ORTO OBIETTIVI EDUCATIVI E DIDATTICI CLASSI PRIME SOCIALIZZAZIONE - PARTECIPAZIONE Primo quadrimestre Si pone nella

Dettagli

Progetto. Cittadinanza e Costituzione: le competenze e il curricolo

Progetto. Cittadinanza e Costituzione: le competenze e il curricolo Misure di accompagnamento alle Indicazioni Nazionali Progetto CITTADINANZA COME AGIRE SOCIALE Incontro conclusivo 25 maggio 2015 Cittadinanza e Costituzione: le competenze e il curricolo Un percorso che

Dettagli

Il Direttore Generale. Loredana Gulino

Il Direttore Generale. Loredana Gulino PICCOLI E GRANDI INVENTORI CRESCONO: UN LUNGO VIAGGIO NELLE SCUOLE ITALIANE PER PROMUOVERE LA CULTURA BREVETTUALE PREMESSA Quando, nel 2008, ho assunto la direzione della Direzione Generale per la Lotta

Dettagli

formazione e lavoro Sabrina Laura Nart scegliere il master in affari e finanza Guida alla formazione e all esercizio della professione

formazione e lavoro Sabrina Laura Nart scegliere il master in affari e finanza Guida alla formazione e all esercizio della professione formazione e lavoro Sabrina Laura Nart scegliere il master in affari e finanza Guida alla formazione e all esercizio della professione Perché e come scegliere un master in Affari e Finanza, i master universitari

Dettagli

PROGETTO CITTADINANZA E COSTITUZIONE

PROGETTO CITTADINANZA E COSTITUZIONE PROGETTO CITTADINANZA E COSTITUZIONE SICUREZZA E RISPETTO DELLE REGOLE FINALITA e OBIETTIVI DEL PROGETTO Le direttive comunitarie in tema di salute e sicurezza sul luogo di lavoro sottolineano la necessità

Dettagli

PRIMO BIENNIO DELLE SCIENZE UMANE

PRIMO BIENNIO DELLE SCIENZE UMANE PRIMO BIENNIO DELLE SCIENZE UMANE Le competenze sono state definite dal Dipartimento di Scienze Umane tenendo presenti sia le Competenze chiave di cittadinanza sia le Competenze base (4 assi), sia le Competenze

Dettagli

Insegnando. Dentro la realtà per la crescita della persona SCUOLA PRIMARIA PARITARIA DON LUIGI MONZA

Insegnando. Dentro la realtà per la crescita della persona SCUOLA PRIMARIA PARITARIA DON LUIGI MONZA E d u c a r e Insegnando Dentro la realtà per la crescita della persona SCUOLA PRIMARIA PARITARIA DON LUIGI MONZA PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA a.s. 2012-13 (estratto) L istituzione scolastica è espressione

Dettagli

Alla Dottoressa Francesca Sabella Ufficio IV Al Direttore ANSAS nucleo del Veneto Dottoressa A. Missana

Alla Dottoressa Francesca Sabella Ufficio IV Al Direttore ANSAS nucleo del Veneto Dottoressa A. Missana Alla Dottoressa Francesca Sabella Ufficio IV Al Direttore ANSAS nucleo del Veneto Dottoressa A. Missana Oggetto: Relazione della quarta annualità del progetto Psicologia dell'apprendimento della matematica.

Dettagli

L alternanza scuola-lavoro e il riordino del secondo ciclo di istruzione. Dario Nicoli

L alternanza scuola-lavoro e il riordino del secondo ciclo di istruzione. Dario Nicoli L alternanza scuola-lavoro e il riordino del secondo ciclo di istruzione Dario Nicoli I Regolamenti sul Riordino Nei nuovi Regolamenti sul Riordino dei diversi istituti secondari di II grado (Istituti

Dettagli

INDICAZIONI NAZIONALI 2012 IL TESTO SLIDE 3 A CURA DELLA DOTT.SSA GIOVANNA GRISETA

INDICAZIONI NAZIONALI 2012 IL TESTO SLIDE 3 A CURA DELLA DOTT.SSA GIOVANNA GRISETA INDICAZIONI NAZIONALI 2012 IL TESTO SLIDE 3 A CURA DELLA DOTT.SSA GIOVANNA GRISETA Quali le novità più evidenti? FINALITA GENERALI : Scuola, Costituzione, Europa; Profilo dello studente(nuovo) L ORGANIZZAZIONE

Dettagli

Abilità e competenze. Conoscenze, abilità, competenze: Tentativo di una definizione

Abilità e competenze. Conoscenze, abilità, competenze: Tentativo di una definizione Abilità e competenze Qual è il confine tra abilità e competenza? Conoscenze, abilità, competenze: Tentativo di una definizione Conoscenze indicano il risultato dell assimilazione di informazioni (fatti,

Dettagli

Leggere la riforma Sostenere i diritti

Leggere la riforma Sostenere i diritti Leggere la riforma Sostenere i diritti La scheda di analisi dei provvedimenti del Governo a cura della Uil Scuola 1 Con l anno scolastico 2015/2016 entra in vigore per alcune parti importanti la legge

Dettagli

Scheda di Progettazione di un Curricolo verticale

Scheda di Progettazione di un Curricolo verticale Scheda di Progettazione di un Curricolo verticale ISTITUTO COMPRENSIVO Taverna di Montalto Uffugo (CS) Anno Scolastico 2013-2014 Docenti: Anna Maria Santoro e Silvia Mazzeo Nel nostro tempo, dove situazioni

Dettagli

MASTER UNIVERSITARIO di II livello in Gestione del Lavoro nelle Pubbliche Amministrazioni

MASTER UNIVERSITARIO di II livello in Gestione del Lavoro nelle Pubbliche Amministrazioni dipartimento di scienze politiche MASTER UNIVERSITARIO di II livello in Gestione del Lavoro nelle Pubbliche Amministrazioni VI edizione A.A. 2014/2015 Nota: per le modalità concorsuali, si prega cortesemente

Dettagli

Le FINALITA del percorso curricolare all interno della Scuola dell Infanzia sono:

Le FINALITA del percorso curricolare all interno della Scuola dell Infanzia sono: Le FINALITA del percorso curricolare all interno della Scuola dell Infanzia sono: 1. CONSOLIDAMENTO DELL IDENTITA : Imparare a sentirsi bene e a sentirsi sicuri nell affrontare nuove esperienze in un ambiente

Dettagli

Tecniche strategie e metodologie del processo di insegnamento-apprendimento. a cura della Dott.ssa Donata Monetti

Tecniche strategie e metodologie del processo di insegnamento-apprendimento. a cura della Dott.ssa Donata Monetti Tecniche strategie e metodologie del processo di insegnamento-apprendimento a cura della Dott.ssa Donata Monetti Gli elementi di base della dinamica insegnamento - apprendimento LA PROGRAMMAZIONE DEGLI

Dettagli

qwertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdf ghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghjklzxcvbnmq wertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfg

qwertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdf ghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghjklzxcvbnmq wertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfg qwertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdf ghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghjklzxcvbnmq wertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfg CURRICOLO DI RELIGIONE hjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghjklzxcvbnmqw CATTOLICA ertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghj

Dettagli

Per costruire e migliorare il rapporto di collaborazione Scuola /Famiglia

Per costruire e migliorare il rapporto di collaborazione Scuola /Famiglia Istituto Comprensivo - Monte Urano Via Vittorio Alfieri 1 - Monte Urano - prov. Ascoli Piceno - cap.63015 telefono 0734/840605 Fax 0734/840880 Per costruire e migliorare il rapporto di collaborazione Scuola

Dettagli

L autonomia scolastica

L autonomia scolastica L autonomia scolastica di Giacomo D Alterio La Legge 7 agosto 1990 n. 241, che detta le nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto d accesso ai documenti amministrativi, meglio

Dettagli

UDA UNITA DI APPRENDIMENTO. Costruzione di un itinerario turistico nella città di New York

UDA UNITA DI APPRENDIMENTO. Costruzione di un itinerario turistico nella città di New York UDA Denominazione Prodotti UNITA DI APPRENDIMENTO Viaggio a New York Costruzione di un itinerario turistico nella città di New York Competenze chiave/competenze culturali GEOGRAFIA: L alunno si orienta

Dettagli

LEADLAB LAVORO 1 e 2 Incontro 1

LEADLAB LAVORO 1 e 2 Incontro 1 LEADLAB LAVORO 1 e 2 Incontro 1 Sintesi per le partecipanti Laboratorio LAVORO 1 e 2 Progetto Leadership femminile aprile-giugno 2013 Elena Martini Francesca Maria Casini Vanessa Moi 1 LE ATTESE E LE MOTIVAZIONI

Dettagli

PROGETTO EDUCATIVO TRIENNALE

PROGETTO EDUCATIVO TRIENNALE Scuole dell infanzia di Baraggiole e Calderara PROGETTO EDUCATIVO TRIENNALE Anni scolastici 2012-13/2014-15 Le scuole dell infanzia dell Istituto Comprensivo T. Croci si pongono come obiettivo, nel corso

Dettagli

Progetto. A.S. 2015/2016 Scuola secondaria di primo grado. Sedi di Simaxis, Solarussa, Ollastra, Villaurbana e Zerfaliu

Progetto. A.S. 2015/2016 Scuola secondaria di primo grado. Sedi di Simaxis, Solarussa, Ollastra, Villaurbana e Zerfaliu ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE SIMAXIS -VILLAURBANA DI SCUOLA DELL INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO VIA ROMA, 2-09088 SIMAXIS (OR) - Tel. 0783 405013/Fax 0783 406452 C.F. 80005050952 - E-Mail

Dettagli

C O S A B O L L E I N P E N T O L A?

C O S A B O L L E I N P E N T O L A? C O S A B O L L E I N P E N T O L A? I m p a r a r e m a n g i a n d o Progetto di educazione alimentare ISTITUTO COMPRENSIVO DI FAEDIS Scuola dell Infanzia di Attimis Anno scolastico 2007/08 NARRAZIONE

Dettagli

UNA LIM PER TUTTI PREMESSA

UNA LIM PER TUTTI PREMESSA UNA LIM PER TUTTI PREMESSA Nelle scuole dei Comuni di Tavarnelle Val di Pesa e Barberino Val d Elsa si è venuta rafforzando negli ultimi anni la collaborazione tra scuola e famiglie. La nascita del Comitato

Dettagli

L AP come elemento qualificante della mission didattica degli Atenei

L AP come elemento qualificante della mission didattica degli Atenei L AP come elemento qualificante della mission didattica degli Atenei Convegno Nazionale RUIAP Riconoscimento degli apprendimenti e certificazione delle competenze: sfide per l Università e per il Paese

Dettagli

Piano pluriennale di ricerca-azione della Rete S:O.S. sul Curricolo delle competenze di cittadinanza

Piano pluriennale di ricerca-azione della Rete S:O.S. sul Curricolo delle competenze di cittadinanza www.lecito.org info@lecito.org Piano pluriennale di ricerca-azione della Rete S:O.S. sul Curricolo delle competenze di cittadinanza Il Convegno A scuola di Competenze del 29 ottobre 2013 ha avuto una partecipazione

Dettagli

L alternanza scuola lavoro Dott.ssa Eleonora Grossi

L alternanza scuola lavoro Dott.ssa Eleonora Grossi L alternanza scuola lavoro Dott.ssa Eleonora Grossi Neuroscienze e Riabilitazione neuropsicologica Psicologia dello sviluppo e dell educazione Potenziamento cognitivo Metodo Feuerstein L alternanza scuola

Dettagli

Unità d apprendimento /Competenza

Unità d apprendimento /Competenza Titolo dell Unità di Apprendimento/Competenza: Moltiplichiamo Unità d apprendimento /Competenza Denominazione Classe Competenza/e da sviluppare Prova di accertamento finale Prerequisiti in termini di competenze,

Dettagli

Le abilità di pensiero e il loro esercizio (capitolo ottavo)

Le abilità di pensiero e il loro esercizio (capitolo ottavo) Dimensione formativa della didattica: A quali condizioni l apprendimento delle discipline promuove La crescita personale? Apprendere le discipline per potenziare la capacità di Interagire col mondo. Competenza:

Dettagli

CRESCERE LAVORANDO IN GRUPPI AUTENTICI

CRESCERE LAVORANDO IN GRUPPI AUTENTICI Progetto in rete I CARE CRESCERE LAVORANDO IN GRUPPI AUTENTICI ISTITUTO COMPRENSIVO DI CURNO SCUOLA PRIMARIA DI CURNO GIOCHI LOGICI MATEMATICI REFERENTE: Ins. EPIFANI VINCENZA Tempi : II QUADRIMESTRE Classe

Dettagli

Ministero dell Istruzione dell Università e della Ricerca MOTIVAZIONI Educativa Metodologica Esistenziale Sociale Ambientale

Ministero dell Istruzione dell Università e della Ricerca MOTIVAZIONI Educativa Metodologica Esistenziale Sociale Ambientale Ministero dell Istruzione dell Università e della Ricerca Istituto Comprensivo Statale C. CARMINATI Scuola Primaria e Scuola Secondaria di 1 grado Via Dante 4 21015 - LONATE POZZOLO (VA) Tel 0331/66.81.62

Dettagli

Lo Sviluppo delle Capacità

Lo Sviluppo delle Capacità Lo Sviluppo delle Capacità 1 Come elaborare un Piano di sviluppo: premesse e processo 3 2 Appendice A: Una guida per la Diagnosi degli ostacoli 7 3 Appendice B: Una guida per la scelta delle Tecniche 8

Dettagli

PROGETTO SCUOLE DELL INFANZIA A.S. 2012-2013

PROGETTO SCUOLE DELL INFANZIA A.S. 2012-2013 ISTITUTO COMPRENSIVO SASSUOLO 2 NORD PROGETTO SCUOLE DELL INFANZIA San Carlo Borromeo e H. C. Andersen A.S. 2012-2013 (Laboratorio di logico-matematica) Siamo nati per contare, abbiamo dei circuiti incorporati

Dettagli

Progetto Educativo d Istituto

Progetto Educativo d Istituto LICEO SCIENTIFICO Paritario LICEO delle SCIENZE UMANE OPZIONE ECONOMICO-SOCIALE Paritario ISAAC NEWTON Progetto Educativo d Istituto P.E.I. A.S. 2014/2015 0 INDICE 1. Introduzione. pag. 2 2. Finalità e

Dettagli

Percorsi formativi per lo sviluppo di competenze gestionali per medici responsabili

Percorsi formativi per lo sviluppo di competenze gestionali per medici responsabili Percorsi formativi per lo sviluppo di competenze gestionali per medici responsabili Studio APS S.r.l. - 20123 Milano - Via S. Vittore, 38/A - Tel. 02.4694610 - Fax 02.4694593 - E-mail: studioaps@studioaps.it

Dettagli

John Dewey. Le fonti di una scienza dell educazione. educazione

John Dewey. Le fonti di una scienza dell educazione. educazione John Dewey Le fonti di una scienza dell educazione educazione 1929 L educazione come scienza indipendente Esiste una scienza dell educazione? Può esistere una scienza dell educazione? Ṫali questioni ineriscono

Dettagli

Lezione n 2 L educazione come atto ermeneutico (2)

Lezione n 2 L educazione come atto ermeneutico (2) Lezione n 2 L educazione come atto ermeneutico (2) Riprendiamo l analisi interrotta nel corso della precedente lezione b) struttura dialogica del fatto educativo Per rispondere a criteri ermenutici, l

Dettagli

via Regina Elena, 5-62012- Civitanova Marche (MC) Tel. 0733/812992 Fax 0733/779436 www.icviareginaelena.gov.it IL PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA

via Regina Elena, 5-62012- Civitanova Marche (MC) Tel. 0733/812992 Fax 0733/779436 www.icviareginaelena.gov.it IL PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA 1 via Regina Elena, 5-62012- Civitanova Marche (MC) Tel. 0733/812992 Fax 0733/779436 www.icviareginaelena.gov.it PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA A.S. 2015/2016 IL PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA CHE COS E IL

Dettagli

Istituto Comprensivo di Iseo a.s. 2014/20145 SCUOLA PRIMARIA Compito Esperto Classi Quinte TITOLO: educazione all'affettività e alla sessualità

Istituto Comprensivo di Iseo a.s. 2014/20145 SCUOLA PRIMARIA Compito Esperto Classi Quinte TITOLO: educazione all'affettività e alla sessualità VALORE DI RIFERIMENTO Istituto Comprensivo di Iseo a.s. 2014/20145 SCUOLA PRIMARIA Compito Esperto Classi Quinte TITOLO: educazione all'affettività e alla sessualità Democrazia, non violenza e pace (società):

Dettagli

PROMUOVERE LO SVILUPPO PERSONALE E SOCIALE. Laboratorio Life Skills Education 2007

PROMUOVERE LO SVILUPPO PERSONALE E SOCIALE. Laboratorio Life Skills Education 2007 PROMUOVERE LO SVILUPPO PERSONALE E SOCIALE 200 Programma di lavoro PRIMA PARTE: FONDAMENTI TEORICI la scuola dell autonomia come contesto di promozione della salute e dello sviluppo personale e sociale

Dettagli

Curricolo, Competenze, Educazione ambientale: riflessioni epistemologiche, metodologiche e didattiche. Carlo Fiorentini

Curricolo, Competenze, Educazione ambientale: riflessioni epistemologiche, metodologiche e didattiche. Carlo Fiorentini Curricolo, Competenze, Educazione ambientale: riflessioni epistemologiche, metodologiche e didattiche Carlo Fiorentini Alfabeti ecologici Ministero dell ambiente Gruppo di Saggi costituito dal Sottosegretario

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI SAN DANIELE DEL FRIULI CURRICOLO CITTADINANZA E COSTITUZIONE

ISTITUTO COMPRENSIVO DI SAN DANIELE DEL FRIULI CURRICOLO CITTADINANZA E COSTITUZIONE ISTITUTO COMPRENSIVO DI SAN DANIELE DEL FRIULI CURRICOLO CITTADINANZA E COSTITUZIONE MODELLO DI MATRICE ADOTTATA PER LA COSTRUZIONE DEL CURRICOLO CITTADINANZA E COSTITUZIONE Periodo di riferimento Traguardi

Dettagli

Partecipazione e processi decisionali.

Partecipazione e processi decisionali. Partecipazione e processi decisionali. La legge regionale della Toscana sulla partecipazione: principi, finalità, contenuti. Antonio Floridia Responsabile del settore Politiche per la partecipazione Giunta

Dettagli

Capitolo 5 Qual è il "mandato" della scuola?

Capitolo 5 Qual è il mandato della scuola? Pagina 1 di 6 Qual è il "mandato" della scuola? 5.1 Ogni scuola deve avere un "mandato" 5.2 Le nostre idee-guida 5.3 Le dimensioni dell apprendimento 5.4 La funzione educativa del rispetto delle regole

Dettagli

POF 2013-2014 - COMPETENZE

POF 2013-2014 - COMPETENZE POF 2013-2014 - COMPETENZE Seguendo le indicazioni della normativa, La Scuola anche per il SECONDO BIENNIO riconosce l importanza dei quattro assi culturali sulla base dei quali gestire la formulazione

Dettagli

Allegato n. 1 alla relazione riassuntiva compilata il 28 Gennaio 2011

Allegato n. 1 alla relazione riassuntiva compilata il 28 Gennaio 2011 Procedura di valutazione comparativa per n. 1 posto di personale addetto ad attività di ricerca e di didattica integrativa con contratto a tempo determinato, ai sensi dell'art. 1, comma 14, della Legge

Dettagli

Politica per la Qualità della Formazione

Politica per la Qualità della Formazione Politica per la Qualità della Formazione Valutazione e accreditamento lasciano un segno se intercettano la didattica nel suo farsi, se inducono il docente a rendere il suo rapporto con i discenti aperto,

Dettagli