TRAVAGLIO E PARTO. Sempre con te, passo dopo passo

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1 TRAVAGLIO E PARTO

2 Travaglio e parto 1) Travaglio e parto 6) Il bacino materno 2) L inizio del travaglio è vicino se 3) Andare in ospedale quando 4) L induzione del travaglio di parto 7) Posizioni del travaglio e del parto 8) Utilizzo dell acqua 9) Il perineo in gravidanza 5) Fasi del travaglio di parto

3 Travaglio e parto La data presunta del parto, in genere, è soltanto indicativa. Ogni parto e ogni travaglio seguono un loro corso e non esiste una tabella di marcia valida per tutte le donne. Il travaglio può insorgere anche prima della data presunta del parto. La scadenza, infatti, è soltanto indicativa e il piccolo può dare segnali di voler venire al mondo anche quindici giorni prima o farsi aspettare per un periodo altrettanto lungo dopo il termine. Per questo, si considerano a termine le gravidanze che si concludono in un periodo compreso tra le 37 e le 42 settimane gestazionali.

4 Travaglio e parto È consigliabile preparare la valigia circa un mese prima della data presunta del parto per non trovarsi poi a dimenticare le cose necessarie. È utile stilare un elenco di ciò che non dovrà mancare (a volte è fornito dall'ospedale) e stendere un promemoria con le istruzioni da seguire prima del ricovero (cose da mettere in valigia all'ultimo momento come lo spazzolino da denti, il dentifricio, il deodorante, ecc.). È bene inoltre, lasciare eventuali disposizioni a parenti o amici per l affidamento di altri figli o per la cura di animali domestici che resteranno a casa.

5 Travaglio e parto FETO A FINE GRAVIDANZA

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10 Andare in ospedale quando ANDARE IN OSPEDALE QUANDO: 1) Le contrazioni si susseguono a intervalli regolari di tempo, con frequenza sempre più ravvicinata e intensità e durata crescenti. Le contrazioni, infatti, diventano progressivamente sempre più dolorose. Il passaggio dalle contrazioni preparatorie a quelle da travaglio non è sempre netto, ma queste ultime possono essere facilmente riconosciute per le loro particolari caratteristiche: le contrazioni da travaglio di parto, una volta iniziate, non si interrompono e le pause tra una contrazione e l altra sono regolari e via via sempre più brevi.

11 Andare in ospedale quando È consigliabile andare in ospedale quando le contrazioni si succedono a una distanza di circa 5 minuti e hanno una durata di secondi circa.

12 Andare in ospedale quando UN CONSIGLIO Una mamma tranquilla può rimanere a casa anche a lungo e dedicarsi a ciò che più la rilassa. Non ci sono restrizioni particolari e non esiste un percorso uguale per tutte le donne. Prima di andare in ospedale puoi, ad esempio, sistemare le ultime cose, leggere un libro, ascoltare della musica o fare un bagno tiepido o una doccia. L importante in questi momenti è ascoltare te stessa e il tuo corpo, pensare al tuo bambino che tra poco incontrerai: anche lui, come te, si sta preparando al grande evento. Infine, è bene mettersi un assorbente e portarsi un asciugamano da appoggiare sul sedile dell'auto nel caso si dovessero rompere le acque durante il tragitto.

13 Andare in ospedale quando 2) Si rompono le acque e senti scolare liquido amniotico, anche se non sono ancora cominciate le contrazioni. A questo punto, il bebè non è più difeso dall'ambiente esterno ed è esposto a possibili infezioni. In ospedale il medico provvederà a prescriverti una terapia antibiotica per ridurre il rischio di infezioni. Se il liquido amniotico che scola è chiaro non c è urgenza, potete andare con calma in pronto soccorso. Se il liquido è giallo o verdastro, è meglio accelerare i tempi e presentarsi entro breve in ospedale.

14 Andare in ospedale quando Infatti, questa colorazione rivela la presenza di meconio nel liquido amniotico. Il meconio è il materiale di rifiuto contenuto nell'intestino del neonato (le sue prime feci) e, di solito, viene emesso nelle prime ore dopo la nascita. In alcuni casi però l emissione avviene già in utero.

15 Andare in ospedale quando 3) Compaiono perdite di sangue rosso vivo Possono essere dovute a un problema della placenta che va affrontato subito. 4) Non senti più muovere il tuo bambino come al solito Ogni mamma durante la gravidanza impara a conoscere le abitudini del suo bimbo. Quindi, le risulta molto semplice accorgersi se qualcosa si discosta dalla normalità.

16 Andare in ospedale quando In condizioni di sofferenza fetale, che può essere causata, ad esempio, da insufficienza placentare, liquido amniotico ridotto o liquido amniotico tinto, il bambino presenterà una riduzione dei suoi movimenti, come meccanismo di compenso all'ipossia (carenza di ossigeno) indotta. Ogni bambino ha il proprio pattern di attività, quindi può essere poco utile confrontarlo con i movimenti dei bimbi di altre mamme in attesa o di altre gravidanze precedenti. Da quando inizi a percepire i movimenti del tuo bambino con una certa regolarità, ti consigliamo di prestarvi attenzione.

17 Andare in ospedale quando 5) Sei colta da un senso di agitazione Finché le contrazioni non sono troppo forti è consigliabile stare a casa perché l'ambiente è più confortevole e meno stressante. Alcune donne, però, si sentono più tranquille se vivono questo momento all'interno di un ospedale. È una questione personale, l'importante è scegliere la situazione che dà più tranquillità.

18 L induzione del travaglio di parto L INDUZIONE DEL TRAVAGLIO DI PARTO Durante la gravidanza potrebbero insorgere alcune condizioni che rappresentano un indicazione per l induzione del travaglio di parto: riduzione della quantità di liquido amniotico o assenza di liquido amniotico (oligoidramnios - anidramnios) liquido amniotico tinto di meconio gravidanza oltre il termine (in genere dopo le 41 settimane gestazionali) rottura delle acque prima dell insorgenza del travaglio (dopo 24 ore) patologie materne (ipertensione, diabete gestazionale ) patologie fetali (ritardo di crescita, peso previsto fetale superiore ai 4 Kg )

19 L induzione del travaglio di parto Per l induzione del travaglio possono essere utilizzate diverse metodiche. Le più utilizzate sono: 1) APPLICAZIONE LOCALE DI PROSTAGLANDINE: a seconda delle condizioni cliniche e dell epoca gestazionale si applicheranno candelette o gel a base di questo ormone per via vaginale a somministrazioni ripetute. La procedura non è dolorosa. 2) AMNIORESSI: la rottura delle membrane che viene applicata con un apposito strumento inserito attraverso il collo dell utero già dilatato. La procedura non è dolorosa. 3) SOMMINISTRAZIONE DI OSSITOCINA: inizia in genere a qualche ora di distanza (in genere 2 ore) dall esecuzione dell amnioressi se nel frattempo non sono comparse contrazioni uterine da travaglio e avviene per via endovenosa.

20 L induzione del travaglio di parto La scelta della metodica di induzione del travaglio di parto dipende dalle condizioni del collo uterino e dal livello raggiunto dalla testa fetale in relazione al bacino materno, parametri che sono valutati dall ostetrica e dal ginecologo che assistono la donna. L induzione del travaglio richiede l attento monitoraggio delle condizioni di benessere del tuo bambino. Per questo motivo il battito cardiaco fetale sarà frequentemente controllato con il tracciato cardiotocografico (procedura identica al tracciato di controllo che si esegue in gravidanza). Anche il travaglio indotto, una volta insorto, sarà monitorato continuamente con tale strumento.

21 Fasi del travaglio di parto FASI DEL TRAVAGLIO DI PARTO 1) PERIODO PRODROMICO Le contrazioni prodromiche compaiono a intervalli irregolari, in genere non sono ravvicinate tra loro, sono di intensità diversa l una dall altra e non tendono ad aumentare progressivamente. È consigliabile aspettare e non allarmarsi. Non sentirti delusa, anche tali contrazioni hanno una loro funzione: sono indispensabili per il raccorciamento e l appianamento del collo dell utero.

22 Fasi del travaglio di parto 2) PERIODO DILATANTE Dopo essersi ammorbidito ed assottigliato, il collo dell utero comincia a dilatarsi. La durata del travaglio varia molto a seconda dei casi: se è il tuo primo bambino la dilatazione procede in media 1 cm all ora. Se hai già partorito la dilatazione procede in media 2 cm all ora. L ostetrica eseguirà ad intervalli regolari (in genere ogni 2 ore) l esplorazione vaginale, al fine di valutare dilatazione cervicale e posizione fetale, controllando cosi l andamento del travaglio.

23 Fasi del travaglio di parto SEQUENZA DI APPIANAMENTO DEL COLLO UTERINO NELLA NULLIPARA Nella nullipara (donna al primo parto) il collo dell utero prima si appiana (periodo prodromico), poi si dilata (periodo dilatante): Collo di nullipara fuori dal travaglio: conservato, posteriore, chiuso Collo di nullipara inizio travaglio: raccorciato, in via di centralizzazione, chiuso Collo di nullipara in travaglio: raccorciato e centralizzato ulteriormente, pervio al dito Collo di nullipara travaglio avanzato: appianato, centralizzato con dilatazione cm 1

24 Fasi del travaglio di parto SEQUENZA DI APPIANAMENTO E INIZIALE DILATAZIONE DEL COLLO UTERINO NELLA PLURIPARA Nella pluripara (donna che ha già partorito) appianamento e inizio della dilatazione avvengono contemporaneamente: Collo di pluripara fuori dal travaglio: conservato, posteriore, pervio al dito Collo di pluripara inizio travaglio: raccorciato, in via di centralizzazione, dilatazione passiva cm 1,5 Collo di pluripara in travaglio: quasi appianato, centralizzato, dilatazione passiva cm 2,5 Collo di pluripara travaglio: appianato, centralizzato, dilatazione cm 6-7

25 Fasi del travaglio di parto Il battito cardiaco del tuo bambino sarà monitorato a intermittenza (in genere ogni 15 minuti); se vi sono particolari indicazioni, sarà monitorato in continuo attraverso il tracciato cardiotocografico (procedura identica al tracciato di controllo che si esegue in gravidanza), il quale registrerà contemporaneamente anche le tue contrazioni uterine. Se non vi sono controindicazioni, durante questa fase del travaglio potrebbe essere utile bere acqua, un succo di frutta o un tè zuccherato, o un piccolo snack (cracker, frutta, biscotti, fette biscottate...) per recuperare energie.

26 Fasi del travaglio di parto 3) PERIODO ESPULSIVO La fase espulsiva inizia quando la dilatazione del collo dell utero è completa. SEGMENTO ATTIVO SEGMENTO PASSIVO CERVICE VAGINA RISULTATO FINALE DELLA TRASFORMAZIONE DEL COLLO: FORMAZIONE DEL CANALE DA PARTO

27 Fasi del travaglio di parto Quando la testa del bambino inizia a progredire nel canale del parto, adattandosi al tuo bacino e ai tuoi tessuti, comprimendo il sacro, causerà la sensazione di premito, cioè la voglia irrefrenabile di spingere, simile al bisogno di defecare. Le spinte fanno progredire ulteriormente il tuo bambino, fino al disimpegno prima della testa fetale e poi, alla contrazione successiva, di tutto il corpo.

28 Fasi del travaglio di parto L ostetrica potrebbe comunicarti la necessità di ricorrere all episiotomia, una piccola incisione che viene eseguita a livello perineale (previa anestesia locale) per facilitare la nascita del tuo bambino. Non esiste una durata limite a priori se tu e il tuo bambino state bene. La durata media del periodo espulsivo al primo bambino è di 1 ora, ai figli successivi di 30 minuti.

29 Fasi del travaglio di parto 3) PERIODO DEL SECONDAMENTO Con il termine secondamento si intende l espulsione della placenta e degli annessi fetali (membrane e cordone ombelicale), evento assolutamente indolore e naturale. SUPERFICIE FETALE AMNIOS CORDONE OMBELICALE CORION SUPERFICIE MATERNA PLACENTA IN SEZIONE TRASVERSALE E CORDONE OMBELICALE

30 Fasi del travaglio di parto Di solito avviene immediatamente dopo il parto, ma si può attendere fino ad 1 ora. L ostetrica potrà chiederti di eseguire una piccola spinta per facilitare la fuoriuscita della placenta. Successivamente, l ostetrica eseguirà il taglio del cordone ombelicale, procedura assolutamente indolore per il tuo bambino.

31 Il bacino materno IL BACINO MATERNO ll bacino è l anello osseo che il bambino deve attraversare per venire alla luce. Nella grandissima maggioranza dei casi il bacino femminile ha un canale del parto sufficientemente largo da poter essere attraversato dal feto; non ingannino le misure esterne, nel senso che anche donne esili e con un bacino esternamente stretto possono avere un ottimale canale del parto, e viceversa per le donne con un bacino esternamente largo. OSSO ILIACO COCCIGE OSSO SACRO ISCHIO

32 Il bacino materno Il bacino femminile somiglia, dal punto di vista del feto, ad una sorta di imbuto. Sono tre i passaggi ossei, che il bambino deve attraversare per guadagnare l uscita: 1) ingresso pelvico o stretto superiore (il punto in cui il bambino inizia ad impegnarsi quando capisce che è giunta l ora); 2) stretto medio; 3) egresso pelvico o stretto inferiore Il bambino, durante il periodo espulsivo, aiutato dalle spinte materne, compie una rotazione nella sua discesa lungo il canale del parto, affinché il diametro più lungo del suo cranio affronti sempre il diametro più lungo del bacino materno.

33 Il bacino materno Il bacino femminile non è rigido. Le ossa sono connesse da cartilagini particolarmente cedevoli, in modo che il diametro possa leggermente allargarsi al passaggio del bambino. Inoltre, il cranio fetale, per la presenza di zone ancora non ossificate (fontanelle e suture) è caratterizzato da una straordinaria elasticità e plasticità: l'elasticità serve per assorbire la inevitabile deformazione che la testa fetale subisce durante il passaggio nel canale da parto alla nascita, la plasticità serve affinché la crescita del cervello non trovi ostacoli alla sua espansione.

34 Il bacino materno È importante sapere che la posizione materna al parto può contribuire a determinare l ampiezza dei diametri del bacino. Si riconoscono due movimenti di base del bacino. Movimento di contronutazione: aumenta le dimensioni dello stretto superiore del bacino, facilitando così l impegno della parte presentata fetale all inizio del periodo espulsivo. Il movimento di contronutazione si attua ad esempio nelle posizioni asimmetriche e genupettorale. Movimento di nutazione: aumenta le dimensioni dello stretto inferiore, facilitando cosi il disimpegno della parte presentata fetale. Il movimento di nutazione si attua ad esempio nella posizione accovacciata o ponendo le cosce in flessione.

35 Il bacino materno In ogni caso madre natura ha previsto che la mamma, seguendo il proprio istinto alla ricerca di una posizione meno dolorosa, riesca ad assecondare le necessità del bambino nel parto.

36 Posizioni del travaglio e del parto POSIZIONI DEL TRAVAGLIO E DEL PARTO Il travaglio e il parto sono un fenomeno dinamico, un succedersi di eventi in cui il movimento è adattamento e risposta al dolore. La libertà di movimento durante il travaglio di parto ti permette di assumere istintivamente le posizioni più comode e più antalgiche. Premesso che l assunzione di una posizione libera e la possibilità di movimento sono sicuramente fattori positivi durante il travaglio e il parto, ecco di seguito alcune posture che possono esservi d aiuto in alcuni casi.

37 Posizioni del travaglio e del parto 1) Semiseduta o distesa sul fianco Favoriscono il riposo e neutralizzano la forza di gravità, quindi possono aiutare a recuperare energie in caso di stanchezza. SEMISEDUTA LATERALE

38 Posizioni del travaglio e del parto 2) Erette (seduta o in piedi) Aumentano la forza di gravità, migliorano l efficienza delle contrazioni e favoriscono la discesa del feto; possono essere d aiuto anche in caso di dolore lombare. SEDUTA SEDUTA piegata in avanti con supporto INGINOCCHIATA ERETTA

39 Posizioni del travaglio e del parto 3) Asimmetriche (seduta, in piedi o inginocchiata con una gamba sollevata rispetto all altra) Oltre ad aumentare la forza di gravità, ampliano i diametri d ingresso del bacino; possono essere d aiuto in caso di dolore lombare. IN PIEDI SEDUTA INGINOCCHIATA

40 Posizioni del travaglio e del parto 4) Carponi e genupettorale Riducono il dolore lombare e la pressione esercitata sul sacro dalla testa del bambino. CARPONI GENUPETTORALE

41 Posizioni del travaglio e del parto 5) Dorsali (supina o litotomica) Sono sconsigliabili in assenza di precisa indicazione in quanto tendono a causare ipotensione supina, aumentano il dolore lombare e provocano contrazioni più frequenti e dolorose, ma non più efficaci. LITOTOMICA LITOTOMICA ESAGERATA Potrà esserti utile chiedere a chi ti accompagnerà durante il travaglio e il parto (l ostetrica o direttamente il tuo compagno) alcuni massaggi nella zona lombare, al fine di alleviare la percezione dolorosa.

42 Utilizzo dell acqua UTILIZZO DELL ACQUA Una modalità di assistenza alternativa al travaglio e parto tradizionali è offerta dall'uso dell'acqua. L'uso dell'acqua può offrire numerosi vantaggi fisici ed emotivi e si è rivelato particolarmente gradito alle donne. È stato dimostrato che non comporta effetti collaterali dannosi. Naturalmente il suo utilizzo dipende dalla disponibilità della vasca e dall'assenza di situazioni di rischio.

43 Utilizzo dell acqua Tra i vantaggi dell utilizzo dell acqua: favorire il rilassamento; favorire la libertà di movimento; favorire il rilasciarsi dei muscoli del pavimento pelvico; diminuzione del livello degli ormoni dello stress e aumento del livello di endorfine, sostanze naturali che hanno un effetto antidolorifico. Il bimbo viene alla luce in un elemento che gli è familiare (simile al liquido amniotico) e la temperatura dell'acqua, sovrapponibile a quella corporea, rende il passaggio dall'utero all'ambiente esterno meno traumatico.

44 Utilizzo dell acqua Questa metodica è particolarmente indicata per tutte quelle donne che hanno un travaglio molto lungo, per favorire il recupero di energia e riposo, nei travagli molto intensi con pause brevi, per le donne molto ansiose e quelle che presentano forti dolori lombari. In vasca il battito cardiaco fetale viene monitorizzato ad intermittenza, in genere ogni minuti. Se decidi di travagliare in acqua, per l espletamento del parto puoi comunque cambiare idea e uscire dalla vasca. Nel caso insorgano complicazioni durante il travaglio o il parto, sarai comunque invitata ad uscire dalla vasca.

45 Il perineo in gravidanza IL PERINEO IN GRAVIDANZA Il perineo o piano perineale, è l ultimo ostacolo da superare al momento del parto poiché è la parte esterna del pavimento pelvico compresa tra la vagina e l ano. Il pavimento pelvico è un insieme di strutture, soprattutto muscolari, che chiudono inferiormente la cavità addominale e pelvica. È essenzialmente composto dal muscolo elevatore dell ano, che ha un azione di sostegno e una sfinterica: la prima assicura il sostegno degli organi pelvici (utero, vescica e retto), la seconda garantisce il funzionamento degli sfinteri anale e vescicale e la qualità della vita sessuale.

46 Il perineo in gravidanza Il parto determina sempre una distensione del perineo, che interessa la cute, la mucosa vaginale e la muscolatura perineale. In particolare, il passaggio della testa del bambino attraverso il canale del parto, circondato da queste strutture, provoca lo stiramento dei muscoli, un aumento della distanza dell ano dalla vulva e una distorsione e dilatazione degli sfinteri, uretrale ed anale. È importante sottolineare che la presenza e il grado di lesioni al perineo durante il periodo espulsivo sono soggettivi, cioè dipendono molto dai tessuti di ciascuna donna, dalla predisposizione, dall età e dalla preparazione del perineo durante la gravidanza.

47 Preparazione del perineo in gravidanza PREPARAZIONE DEL PERINEO IN GRAVIDANZA Massaggiare il perineo in gravidanza può aiutare a rendere i tessuti più flessibili ed elastici. Non è necessario massaggiare fin dall inizio della gravidanza l'area perineale, anche se non vi sono controindicazioni. È sufficiente iniziare circa sei settimane prima della data prevista del parto (34 settimane gestazionali), eseguendo un delicato massaggio per 5-10 minuti al giorno nella zona perineale.

48 Preparazione del perineo in gravidanza TECNICA: 1) Appoggia una gamba sul bordo della vasca o sulla sedia. 2) Il massaggio va eseguito umidificando la parte, con olio naturale (di oliva o di germe di grano) o un olio apposito per il perineo eseguendo col pollice sulle grandi e piccole labbra movimenti circolari per aumentare la circolazione e la sensibilità della parte. 3) Appena l olio è stato assorbito dalla cute si passa all esecuzione del massaggio interno, introducendo la prima falange del pollice in vagina e pinzando il perineo (zona cutanea tra vagina e ano) tra pollice e indice, descrivendo una mezzaluna verso i lati della vagina.

49 Preparazione del perineo in gravidanza In tale modo si riproduce la sensazione della testa fetale che durante il parto preme sul perineo, allenando cosi la zona cutanea allo stiramento che subirà durante il parto. 4) Mentre si esegue questo esercizio ci si deve concentrare sui muscoli del perineo stesso, cercando di rilassarli il più possibile. Tale massaggio vale anche per quei perinei in cui c è tessuto cicatriziale per precedenti episiotomie o lacerazioni: il tessuto cicatriziale non si modifica di molto, però i tessuti vicini possono diventare più cedevoli ed elastici.

50 Rieducazione del perineo dopo il parto RIEDUCAZIONE DEL PERINEO DOPO IL PARTO: È essenziale la rieducazione del perineo dopo il parto, ovvero praticare con costanza e impegno un insieme di tecniche riabilitative con lo scopo di migliorare il tono e la contrattilità della muscolatura perineale. Gli obiettivi della rieducazione del perineo sono: Recuperare una qualità di vita sessuale soddisfacente dopo il parto Garantire una continenza urinaria e fecale perfetta anche a lungo termine Prevenire l incontinenza urinaria e il prolasso utero/vescicale

51 Rieducazione del perineo dopo il parto L ideale sarebbe cominciare la riabilitazione del perineo dopo circa un mese dal parto, quando gli eventuali punti dell episiotomia o della sutura della lacerazione si saranno sicuramente assorbiti e il fastidio scomparso. Inoltre è bene aspettare quest epoca per lasciare il tempo agli organi addominali e pelvici di riprendere la propria posizione all interno della cavità addominale e alla muscolatura addominale di riprendere tonicità ed elasticità.

52 Rieducazione del perineo dopo il parto Gli esercizi vanno eseguiti con costanza. All inizio potrebbero risultare difficili, soprattutto l individuazione e la presa di coscienza della zona muscolare da esercitare, poiché non sono muscoli che utilizziamo coscientemente nella vita di tutti i giorni e tale zona viene sempre considerata come una sorta di tabù. In questo caso, potete chiedere consigli alle ostetriche che vi presteranno assistenza nel reparto di Maternità oppure alle ostetriche del consultorio familiare del vostro territorio.

53 Rieducazione del perineo dopo il parto TECNICA: FASE 1: individuazione e presa di conoscenza dei muscoli da esercitare. Sedetevi o sdraiatevi in una posizione comoda, rilassate i muscoli delle cosce, della natiche e dell addome; Toccate la zona del perineo con le dita o guardatela con uno specchio, in modo da osservarne la risalita durante la fase di contrazione; Contraete l anello muscolare attorno all ano come se doveste controllare uno stimolo di diarrea. Poi rilassatelo. Eseguite l esercizio diverse volte finché non siete sicure di esercitare il muscolo giusto. Ricordatevi di non stringere le natiche;

54 Rieducazione del perineo dopo il parto Contraete il muscolo che circonda l uretra come se doveste interrompere o trattenere la pipì. Poi rilassatelo. Eseguite l esercizio diverse volte finché non siete sicure di esercitare il muscolo giusto, cercando di non stringere le natiche; Quando fate pipì, cercate di arrestare il flusso a metà, poi avviatelo di nuovo. Eseguite l esercizio finché non avete imparato a riconoscere i muscoli che entrano in gioco e poi non fatelo più di una-due volte al giorno, solo per controllare i vostri progressi, poiché potrebbe interferire col corretto svuotamento della vescica. Quando vi sentite pronte e credete di aver preso coscienza della muscolatura perineale che dovrete esercitare, allora potrete passare agli esercizi di rinforzo e tonificazione (fase 2).

55 Rieducazione del perineo dopo il parto FASE 2: esercizi di rinforzo e tonificazione. Vuotate la vescica. Assumete una posizione comoda, in cui riuscite facilmente a rilassare i muscoli di cosce, natiche e addome. Fate in modo di non essere disturbata durante gli esercizi. Contraete e tirate in dentro i muscoli attorno all ano, la vagina e l uretra contemporaneamente, sollevandoli verso l alto all interno (può esservi d aiuto immaginare di avere un ascensore dentro di voi che deve salire fino all ultimo piano e voi dovete tirarlo in su). Cercate di trattenere saldamente la contrazione per cinque secondi e poi rilasciate e abbandonate i muscoli. Ripetete l esercizio di contrazione e sollevamento e rilassatevi. Tra una contrazione e l altra devono passare circa 10 secondi. Ripetete l esercizio il massimo di volte possibile fino a un massimo di 8-10 volte;

56 Rieducazione del perineo dopo il parto Ora eseguite da 5 a 10 contrazioni brevi, veloci e decise, poi rilassatevi. Eseguite la serie di esercizi, per intero, almeno 4-5 volte al giorno, ricordando di: - non trattenere il respiro durante la fase di contrazione; - non spingere verso il basso, ma contrarre e tirare verso l alto; - non contrarre le natiche, le cosce e i muscoli addominali.

57 Rieducazione del perineo dopo il parto FASE 3: integrazione dell attività muscolare perineale nella vita quotidiana. Una volta che avete preso coscienza della vostra muscolatura perineale e che la state esercitando con costanza e regolarità, gli esercizi vi torneranno utili nella vita quotidiana come meccanismo accessorio della continenza per esempio durante un colpo di tosse, uno starnuto, un salto, una risata

58 Multicentrum Materna è formulato per riflettere i risultati delle più recenti ricerche riguardanti le richieste nutrizionali in gravidanza e allattamento. I livelli di vitamine e minerali sono sicuri, nel rispetto della posologia.

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