Archivio questiti per OSTETRICHE Pag. 1

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1 Archivio questiti per OSTETRICHE Pag. 1 1 IN QUALI DEI SEGUENTI AMBITI VIENE SUDDIVISA LA RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE? A) Penale - civile - disciplinare Penale amministrativo tecnico Amministrativo tecnico- civile 2 CHE COSA E UN PIANO DI ASSISTENZA? A) E un elemento dell assistenza E uno strumento fondamentale del processo assistenziale che contiene: la raccolta dati, l'analisi dei problemi, gli interventi da mettere in atto e la valutazione dell'assistenza per ogni paziente/cliente E una modalità operativa finalizzata alla buona assistenza 3 QUAL'È LA STRUTTURA DEPUTATA ALL'ORGANIZZAZIONE DELL'ASSISTENZA INFERMIERISTICA DEL PAZIENTE? A) Il Dipartimento di Prevenzione Il Controllo di gestione Il Servizio delle Professioni Sanitarie 4 CHE NOME POSSIAMO ATTRIBUIRE AD UNA UNITÀ ORGANIZZATIVA PER AREE OMOGENEE IL CUI FINE È LA GESTIONE DELLA COMPLESSITÀ CLINICA E ASSISTENZIALE? A) Distretto Ospedale di comunità Dipartimento 5 QUAL'È L'ARTICOLAZIONE ORGANIZZATIVA UTILIZZATA DALL'AZIENDA SANITARIA LOCALE PER GARANTIRE L'ADI, L ASSISTENZA NELLE RSA, L ASSISTENZA SPECIALISTICA ECC. NEL TERRITORIO? A) Il dipartimento di area critica Il distretto Il consiglio delle professioni sanitarie 6 QUALI SONO TUTTE LE FASI DEL PROCESSO ASSISTENZIALE? A) La fase informativa e organizzativa La fase informativa, organizzativa ed esecutiva La fase informativa, organizzativa, esecutiva, valutativa 7 IN AMBITO SANITARIO IL CODICE DEONTOLOGICO È: A) Un documento che riguarda le regole di condotta professionale esclusivamente dei medici Un documento che riguarda le regole di condotta professionale di tutti gli operatori sanitari Un documento che riguarda le regole di condotta professionale esclusivamente degli infermieri 8 IL DIRIGENTE MEDICO NON DIRETTORE DELLA STRUTTURA: A) Può esercitare il potere disciplinare Non può esercitare il potere disciplinare se è presente il Direttore della Struttura Può esercitare il potere disciplinare solo in presenza del Capo Sala 9 NELL AMBITO DI UN PROCEDIMENTO DISCIPLINARE, IN CASO DI TRASFERIMENTO DEL DIPENDENTE, A QUALUNQUE TITOLO, IN UN'ALTRA AMMINISTRAZIONE PUBBLICA, LA SANZIONE: A) E'applicata presso quest'ultima Non si può più applicare È trasformata in una ammenda 10 NELL AMBITO DI UN PROCEDIMENTO DISCIPLINARE, IN CASO DI DIMISSIONI DEL DIPENDENTE, SE PER L'INFRAZIONE COMMESSA È PREVISTA LA SANZIONE DEL LICENZIAMENTO IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE: A) Non ha più corso Ha egualmente corso Si prescrive 11 NELL AMBITO DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE COLUI CHE RENDE DICHIARAZIONI FALSE O RETICENTI: A) È soggetto a sanzioni È soggetto a sanzioni esclusivamente se si tratta di diffamazione Non è soggetto a sanzioni se è in pericolo di licenziamento 12 AI SENSI DELLA COSTITUZIONE ITALIANA LA TUTELA DELLA SALUTE: A) È diritto dell'individuo e interesse della collettività È diritto assoluto dell individuo e della collettività È interesse dell individuo e diritto della collettività 13 IL DIRETTORE GENERALE DELL AZIENDA SANITARIA LOCALE È: A) Componente di diritto del collegio sindacale della ASL Dipendente a tempo indeterminato della ASL stessa Organo della ASL

2 Archivio questiti per OSTETRICHE Pag IL DIRETTORE GENERALE DELL AZIENDA SANITARIA LOCALE È RESPONSABILE: A) Della gestione complessiva dell azienda Per le omissioni penalmente rilevanti dei suoi più stretti collaboratori Dell esito dei ricoveri ospedalieri 15 IL DIRETTORE GENERALE DELL AZIENDA SANITARIA LOCALE NON PUÒ: A) Essere dipendente a tempo indeterminato di qualsiasi ASL Essere dipendente a tempo indeterminato della ASL stessa Essere un libero professionista 16 LE ASL SONO DOTATE DI: A) Personalità giuridica pubblica e autonomia imprenditoriale Personalità fisica e giuridica allo stesso tempo Personalità giuridica privata e autonomia imprenditoriale 17 IL DIRETTORE SANITARIO: A) Nomina i direttori dei servizi sanitari Dirige i servizi sanitari ai fini organizzativi ed igienico-sanitari Non può partecipare alle riunioni del consiglio dei sanitari 18 IL DISTRETTO: A) Assicura i servizi di assistenza primaria Eroga, a carico del servizio sanitario regionale, le prestazioni non ricomprese nei LEA Non garantisce servizi di assistenza primaria ai cittadini esenti dal ticket sanitario 19 NELL'AMBITO DELLE RISORSE ASSEGNATE, IL DISTRETTO: A) Non è dotato di autonomia economico-finanziaria È dotato di autonomia tecnico-gestionale ed economico-finanziaria Non è dotato di autonomia tecnico-gestionale 20 L'ORGANIZZAZIONE DEL DISTRETTO DEVE GARANTIRE: A) L'assistenza primaria, ivi compresa la continuità assistenziale L assistenza sociale L assistenza ospedaliera 21 IL DIRETTORE DEL DISTRETTO: A) Realizza le indicazioni della direzione aziendale È autonomo nella realizzazione degli obiettivi definiti delle norme nazionali e regionali Realizza le indicazioni della Giunta regionale a cui risponde direttamente 22 IL DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE: A) È struttura operativa dell'azienda sanitaria locale È una struttura dotata di personalità giuridica privata ed autonomia imprenditoriale È una struttura dotata di personalità fisica pubblica ed autonomia imprenditoriale 23 LA LEGGE REGIONALE N. 10/2006 E SMI STABILISCE CHE IL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE DELLA SARDEGNA: A) Assicura, nell'ambito del servizio sanitario nazionale, la tutela della salute come diritto fondamentale della persona e interesse della collettività Promuove tutte le iniziative di tutela della salute a garanzia dei cittadini della Sardegna Garantisce la salute e la sicurezza sociale nel territorio della Sardegna 24 LA LEGGE REGIONALE N. 10/2006 E SMI STABILISCE CHE LA REGIONE SARDEGNA ASSICURA I LIVELLI ESSENZIALI E UNIFORMI DI ASSISTENZA: A) Garantiti sull'intero territorio regionale e finanziati con risorse pubbliche Garantiti sull'intero territorio nazionale e con finanziamenti pubblici e privati Garantiti sull'intero territorio della ASL di competenza e finanziati con risorse pubbliche e ticket a carico dei pazienti 25 LA LEGGE REGIONALE SARDA N. 10/2006 E SMI STABILISCE CHE IL PIANO REGIONALE DEI SERVIZI SANITARI: A) Ha durata triennale Individua le risorse finanziarie annuali volte a garantire l assistenza sanitaria su tutto il territorio regionale Indica gli obiettivi annuali per le aziende sanitarie della regione 26 L ACQUISIZIONE DELLA CAPACITÀ FECONDANTE DELLO SPERMATOZOO È DETTA: A) Captazione Capacitazione Fertilizzazione

3 Archivio questiti per OSTETRICHE Pag DOPO QUANTI GIORNI DALLA FECONDAZIONE AVVIENE L ANNIDAMENTO DELL EMBRIONE? A) 3-4 giorni 7-8 giorni LA FUNZIONE NUTRITIVA DELLA PLACENTA CONSISTE: A) Nella produzione di proteine, peptidi ed ormoni steroidi Nell assunzione da parte del sangue fetale di tutti i principi nutritivi e dell O2 presenti in quello materno Nella capacità di trattenere germi patogeni 29 LA FUNZIONE PROTETTIVA DELLA PLACENTA CONSISTE: A) nella produzione di proteine, peptidi ed ormoni steroidi nella capacità di trattenere germi patogeni nell assunzione da parte del sangue fetale di tutti i principi nutritivi e dell O2 presenti in quello materno 30 LA FUNZIONE ENDOCRINA DELLA PLACENTA CONSISTE: A) Nell assunzione da parte del sangue fetale di tutti i principi nutritivi e dell O2 presenti in quello materno Nella capacità di trattenere germi patogeni Nella produzione di proteine, peptidi ed ormoni steroidi 31 IL CORDONE OMBELICALE, HA UNA LUNGHEZZA DI CIRCA: A) 30 cm 50 cm 70 cm 32 A FINE GRAVIDANZA, IL LIQUIDO AMNIOTICO SI AGGIRA INTORNO A: A) Oltre 2000 ml ml ml 33 IL PERIODO PREEMBRIONALE: A) Dura 2 settimane Dura 4 settimane Dura 9 settimane 34 IL PERIODO EMBRIONALE VA: A) Dalla nona alla trentottesima settimana di sviluppo Dalla terza all ottava settimana di sviluppo Dalla prima alla seconda settimana di sviluppo 35 IL PERIODO FETALE VA: A) Dalla prima alla seconda settimana di sviluppo Dalla terza all ottava settimana di sviluppo Dalla nona alla trentottesima settimana di sviluppo 36 IN GRAVIDANZA, I FENOMENI SIMPATICI E LA COMPARSA DI ZONE DI IPERCROMIA CUTANEA SONO: A) Segni di certezza Segni di probabilità Segni di presunzione 37 IN GRAVIDANZA, LA SOSPENSIONE DEL FLUSSO MESTRUALE E L AUMENTO DEL VOLUME DELL UTERO SONO: A) Segni di presunzione Segni di probabilità Segni di certezza 38 IN GRAVIDANZA, LA PERCEZIONE DEI MOVIMENTI ATTIVI DEL FETO E LA RILEVAZIONE DEL BATTITO CARDIACO FETALE SONO: A) Segni di presunzione Segni di probabilità Segni di certezza 39 LA PRIMA MANOVRA DI LEOPOLD HA LO SCOPO DI: A) Determinare il rapporto tra la parte presentata ed il bacino Determinare la posizione del dorso e delle piccole parti fetali Delimitare l altezza del fondo uterino 40 LA SECONDA MANOVRA DI LEOPOLD HA LO SCOPO DI: A) Determinare il rapporto tra la parte presentata ed il bacino Determinare la posizione del dorso e delle piccole parti fetali Delimitare l altezza del fondo uterino

4 Archivio questiti per OSTETRICHE Pag LA TERZA MANOVRA DI LEOPOLD HA LO SCOPO DI: A) Identificare la grossa parte fetale che si trova al di sopra dell ingresso pelvico Determinare il rapporto tra la parte presentata ed il bacino Determinare la posizione del dorso e delle piccole parti fetali 42 LA QUARTA MANOVRA DI LEOPOLD HA LO SCOPO DI: A) Identificare la grossa parte fetale che si trova al di sopra dell ingresso pelvico Determinare il rapporto tra la parte presentata ed il bacino Determinare la posizione del dorso e delle piccole parti fetali 43 LO STETOSCOPIO OSTETRICO DI PINARD, PERMETTE L ASCOLTAZIONE DEL BATTITO CARDIACO FETALE (BCF) A PARTIRE DALLA: A) settimana di gestazione settimana di gestazione settimana di gestazione 44 IL RILEVATORE AD ULTRASUONI (EFFETTO DOPPLER), PERMETTE L ASCOLTAZIONE DEL BATTITO CARDIACO FETALE (BCF) A PARTIRE DALLA: A) settimana di gestazione settimana di gestazione settimana di gestazione 45 IL CARDIOTOCOGRAFO VIENE UTILIZZATO PER: A) La registrazione contemporanea della frequenza cardiaca materna e delle contrazioni uterine La registrazione contemporanea della frequenza cardiaca materna e della frequenza cardiaca fetale La registrazione contemporanea della frequenza cardiaca fetale e delle contrazioni uterine 46 LE MODIFICAZIONI DEL COLLO UTERINO, DELLA VAGINA, DEL PERINEO E DELLA VULVA, SONO DETTE: A) Fenomeni materni o dinamici Fenomeni materno fetali o meccanici Fenomeni fetali o plastici 47 LE MODIFICAZIONI DEI RAPPORTI TRA IL CORPO MOBILE ED IL CANALE DEL PARTO, SONO DETTE: A) Fenomeni materni o dinamici Fenomeni materno fetali o meccanici Fenomeni fetali o plastici 48 LE MODIFICAZIONI DI FORMA E DI VOLUME A CUI VA INCONTRO LA PARTE PRESENTATA NEL SUO PASSAGGIO NEL CANALE DEL PARTO, SONO DETTE: A) Fenomeni materni o dinamici Fenomeni materno fetali o meccanici Fenomeni fetali o plastici 49 L ESPANSIONE DEL SEGMENTO UTERINO INFERIORE, IL RACCORCIAMENTO E LA SCOMPARSA DEL COLLO DELL UTERO, LA FORMAZIONE DELLA BORSA AMNIO CORIALE SONO: A) Fenomeni dinamici o materni Fenomeni meccanici o materno - fetali Fenomeni plastici o fetali 50 RIDUZIONE, PROGRESSIONE, ROTAZIONE INTERNA SONO: A) Fenomeni dinamici o materni Fenomeni meccanici o materno fetali Fenomeni plastici o fetali 51 LE MODIFICAZIONI PLASTICHE DELLA PARTE PRESENTATA ED I TUMORI DA PARTO SONO: A) Fenomeni dinamici o materni Fenomeni meccanici o materno fetali Fenomeni plastici o fetali 52 PER RIDUZIONE DELLA PARTE PRESENTATA SI INTENDE: A) Il tempo nel quale la parte presentata avanza lungo il canale del parto sotto l azione della forza Il fenomeno per il quale la parte presentata adatta i suoi diametri a quelli dell ingresso pelvico Il tempo durante il quale avviene il passaggio della maggiore conferenza della parte presentata al di là del piano dello stretto superiore 53 PER IMPEGNO DELLA PARTE PRESENTATA SI INTENDE: A) Il tempo nel quale la parte presentata avanza lungo il canale del parto sotto l azione della forza Il tempo nel quale la parte presentata adatta i suoi diametri a quelli dell ingresso pelvico Il meccanismo attraverso il quale avviene il passaggio della maggiore conferenza della parte presentata al di là del piano dello stretto superiore

5 Archivio questiti per OSTETRICHE Pag PER PROGRESSIONE DELLA PARTE PRESENTATA SI INTENDE: A) Il tempo nel quale la parte presentata adatta i suoi diametri a quelli dell ingresso pelvico Il tempo nel quale la parte presentata avanza lungo il canale del parto sotto l azione della forza Il tempo nel quale avviene il passaggio della maggiore conferenza della parte presentata al di là del piano dello stretto superiore 55 PER ROTAZIONE INTERNA DELLA PARTE PRESENTATA SI INTENDE: A) Il tempo nel quale la parte presentata dispone il suo diametro più lungo (sottoccipito - bregmatico), nella stessa direzione del diametro antero posteriore del canale del parto Il tempo nel quale la parte presentata supera il piano perineale e l anello vulvare ed esce al di fuori del canale del parto Il tempo nel quale la parte presentata, già espulsa, compie una rotazione contraria a quella compiuta durante la rotazione interna 56 PER DISIMPEGNO DELLA PARTE PRESENTATA SI INTENDE: A) Il tempo nel quale la parte presentata supera il piano perineale e l anello vulvare ed esce al di fuori del canale del parto Il tempo nel quale la parte presentata dispone il suo diametro più lungo (sottoccipito - bregmatico), nella stessa direzione del diametro antero posteriore del canale del parto Il tempo nel quale la parte presentata, già espulsa, compie una rotazione contraria a quella compiuta durante la rotazione interna 57 PER ROTAZIONE ESTERNA O RESTITUZIONE DELLA PARTE PRESENTATA SI INTENDE: A) Il tempo nel quale la parte presentata dispone il suo diametro più lungo (sottoccipito - bregmatico), nella stessa direzione del diametro antero posteriore del canale del parto Il tempo nel quale la parte presentata supera il piano perineale e l anello vulvare ed esce al di fuori del canale del parto Il tempo nel quale la parte presentata, già espulsa, compie una rotazione contraria a quella compiuta durante la rotazione interna 58 I FENOMENI MECCANICI DEL PARTO SI COMPIONO: A) In 4 tempi: Riduzione, Rotazione interna, Rotazione esterna o restituzione, Espulsione totale del feto In 6 tempi: Riduzione, Progressione, Rotazione interna, Disimpegno della parte presentata, Rotazione esterna o restituzione, Espulsione totale del feto In 8 tempi: Preparazione, Riduzione, Impegno, Progressione, Rotazione interna, Disimpegno della parte presentata, Rotazione esterna o restituzione, Espulsione totale del feto 59 QUAL È L INDICE FETALE NELLA PRESENTAZIONE DI VERTICE? A) La piccola fontanella La radice del naso La grande fontanella 60 QUAL È L INDICE FETALE NELLA PRESENTAZIONE DI BREGMA? A) La piccola fontanella La grande fontanella La radice del naso 61 QUAL È L INDICE FETALE NELLA PRESENTAZIONE DI FRONTE? A) La piccola fontanella La grande fontanella La radice del naso 62 QUAL È L INDICE FETALE NELLA PRESENTAZIONE DI FACCIA? A) La radice del naso La grande fontanella Il mento 63 QUAL È L INDICE FETALE NELLA PRESENTAZIONE DI SPALLA? A) La piccola fontanella L acromion La grande fontanella 64 QUAL È L INDICE FETALE NELLA PRESENTAZIONE PODALICA? A) L osso sacro La grande fontanella L acromion

6 Archivio questiti per OSTETRICHE Pag PER SITUAZIONE SI INTENDE: A) Il rapporto tra la prima grossa parte fetale (parte presentata) e lo stretto superiore del bacino Il rapporto tra il maggiore asse del corpo fetale ed il maggiore asse della cavità uterina Il rapporto dell indice della parte presentata e la sua maggiore conferenza con i vari piani del canale del parto 66 PER PRESENTAZIONE SI INTENDE: A) Il rapporto tra la prima grossa parte fetale (parte presentata) e lo stretto superiore del bacino Il rapporto tra il maggiore asse del corpo fetale ed il maggiore asse della cavità uterina Il rapporto che l indice della parte presentata fetale assume con gli indici materni 67 PER POSIZIONE SI INTENDE: A) Il rapporto tra la prima grossa parte fetale (parte presentata) e lo stretto superiore del bacino Il rapporto tra il maggiore asse del corpo fetale ed il maggiore asse della cavità uterina Il rapporto che l indice della parte presentata fetale assume con gli indici materni 68 PER LIVELLO DELLA PARTE PRESENTATA SI INTENDE: A) Il rapporto tra la prima grossa parte fetale (parte presentata) e lo stretto superiore del bacino Il rapporto tra il maggiore asse del corpo fetale ed il maggiore asse della cavità uterina Il rapporto dell indice della parte presentata e la sua maggiore conferenza con i vari piani del canale del parto 69 L ATTEGGIAMENTO È DATO: A) Dai rapporti che le parti fetali assumono tra loro Dal rapporto tra la prima grossa parte fetale e l ingresso pelvico Dal rapporto tra l indice della parte presentata fetale e gli indici materni 70 QUAL È IL MAGGIOR DIAMETRO DELLA TESTA FETALE? A) Diametro occipito - frontale Diametro occipito mentoniero Diametro sottoccipito - bregmatico 71 QUAL È IL MINOR DIAMETRO DELLA TESTA FETALE? A) Diametro occipito - mentoniero Diametro occipito - frontale Diametro sottoccipito - bregmatico 72 IN UNA GRAVIDANZA FISIOLOGICA, MEDIAMENTE, L AUMENTO DEL PESO CORPOREO MATERNO È COMPRESO TRA: A) 8-10 Kg Kg Kg 73 TRA LE SEGUENTI METODICHE DI DIAGNOSI PRENATALE QUELLA CHE VIENE ESEGUITA AD EPOCA GESTAZIONALE PIÙ PRECOCE È: A) L Amniocentesi La Funicolocentesi Il Prelievo dei villi coriali 74 PER POLIDRAMNIOS SI INTENDE: A) L assenza di liquido amniotico L aumento del volume del liquido amniotico La diminuzione del volume di liquido amniotico 75 PER OLIGOIDRAMNIOS SI INTENDE: A) L assenza di liquido amniotico L aumento del volume del liquido amniotico La diminuzione del volume di liquido amniotico 76 PER ANIDRAMNIOS SI INTENDE: A) L assenza di liquido amniotico La diminuzione del volume di liquido amniotico L aumento del volume del liquido amniotico 77 IL PUERPERIO HA UNA DURATA DI CIRCA: A) 6-8 settimane 4-6 settimane 8-10 settimane 78 LA SORVEGLIANZA DURANTE IL POST PARTUM È DI A) 4 ore 2 ore 6 ore

7 Archivio questiti per OSTETRICHE Pag DURANTE IL TRAVAGLIO, SI HA LA DILATAZIONE COMPLETA DEL COLLO DELL UTERO QUANDO SI RAGGIUNGONO: A) 8 cm 10 cm 12 cm 80 LA ROTTURA SPONTANEA DELLE MEMBRANE SI DICE TEMPESTIVA SE AVVIENE QUANDO: A) L attività contrattile tipica del travaglio ha già avuto inizio La dilatazione è incompleta La dilatazione è completa 81 LA ROTTURA SPONTANEA DELLE MEMBRANE SI DICE INTEMPESTIVA SE AVVIENE QUANDO: A) La dilatazione è completa La dilatazione è incompleta L attività contrattile tipica del travaglio ha già avuto inizio 82 LA ROTTURA SPONTANEA DELLE MEMBRANE SI DICE PREMATURA SE AVVIENE: A) Prima dell inizio delle contrazioni Durante la fase espulsiva o alla nascita Quando l attività contrattile tipica del travaglio ha già avuto inizio 83 LA ROTTURA SPONTANEA DELLE MEMBRANE SI DICE PRECOCE SE AVVIENE: A) Quando l attività contrattile tipica del travaglio ha già avuto inizio Durante la fase espulsiva o alla nascita Prima dell inizio delle contrazioni 84 LA ROTTURA SPONTANEA DELLE MEMBRANE SI DICE RITARDATA SE AVVIENE: A) Quando l attività contrattile tipica del travaglio ha già avuto inizio Durante la fase espulsiva o alla nascita Prima dell inizio delle contrazioni 85 LA ROTTURA ARTIFICIALE DELLE MEMBRANE È DETTA: A) Amnioressi Amniocentesi Amnioscopia 86 IL PRELIEVO TRANS ADDOMINALE DEL LIQUIDO AMNIOTICO È DETTO: A) Amnioscopia Amniocentesi Amnioressi 87 L ESAME DIAGNOSTICO DEL LIQUIDO AMNIOTICO, CHE VIENE VISUALIZZATO A LIVELLO DEL COLLO DELL'UTERO, È DETTO: A) Amniocentesi Amnioressi Amnioscopia 88 LA SEQUENZA CRONOLOGICA DEGLI STADI (PERIODI) DEL PARTO È: A) Periodo dilatante, periodo del secondamento, periodo prodromico, periodo espulsivo Periodo prodromico, periodo dilatante, periodo espulsivo, periodo del secondamento Periodo del secondamento, periodo prodromico, periodo dilatante, periodo espulsivo 89 IL SECONDAMENTO È: A) Periodo di tempo che intercorre dalla fine del parto al ritorno alle condizioni preesistenti alla gestazione Periodo in cui si verificano il distacco e l espulsione della placenta Periodo di emostasi funzionale uterina 90 IL POST PARTUM È: A) Periodo di tempo che intercorre dalla fine del parto al ritorno alle condizioni preesistenti alla gestazione Periodo in cui si verificano il distacco e l espulsione della placenta La fase più precoce del puerperio, ovvero le prime due ore successive al secondamento 91 LE PERDITE VAGINALI PRESENTI NEL PUERPERIO, VENGONO DENOMINATE: A) Perdite emorragiche Perdite metrorragiche Lochiazioni 92 LA EIEZIONE DEL LATTE: A) È caratterizzata da un insieme di fenomeni che corrispondono alla sintesi del latte È generata dalla stimolazione fisiologica della lattopoiesi È caratterizzata dalla espulsione lattea

8 Archivio questiti per OSTETRICHE Pag UNA DONNA CHE HA PARTORITO UNA SOLA VOLTA UNO O PIÙ FETI IN GRADO DI SOPRAVVIVERE È DETTA: A) Multipara Primipara Partoriente 94 UNA DONNA CHE HA AVUTO DUE O PIÙ GRAVIDANZE PORTATE AL LIMITE DELLA SOPRAVVIVENZA DEL FETO È DETTA: A) Multipara Primipara Partoriente 95 UNA DONNA CHE È IN TRAVAGLIO DI PARTO È DETTA: A) Primipara Multipara Partoriente 96 UNA DONNA CHE NON È MAI RIMASTA GRAVIDA È DETTA: A) Nullipara Nulligravida Puerpera 97 UNA DONNA CHE NON HA MAI PARTORITO È DETTA: A) Nulligravida Nullipara Puerpera 98 UNA DONNA CHE HA PARTORITO DA POCO TEMPO È DETTA: A) Puerpera Nulligravida Nullipara 99 L ESAME DEL BACINO CON CUI SI DETERMINANO LE DIMENSIONI DELLA PELVI È DENOMINATO: A) Partogramma Pelvimetria Cardiotocografia 100 DURANTE IL TRAVAGLIO, IL GRAFICO SUL QUALE VENGONO PERIODICAMENTE E REGOLARMENTE REGISTRATI I PARAMETRI RELATIVI AI FENOMENI DINAMICI E MECCANICI È DETTO: A) Cardiotocografia Pelvimetria Partogramma 101 NELLA PRESENTAZIONE CEFALICA, IL BATTITO CARDIACO FETALE SI RILEVA AL LIVELLO: A) Della metà inferiore dell utero Della metà superiore dell utero Del piano equatoriale dell utero 102 NELLA PRESENTAZIONE PODALICA, IL BATTITO CARDIACO FETALE SI RILEVA AL LIVELLO: A) Del piano equatoriale dell utero Della metà superiore dell utero Della metà inferiore dell utero 103 NELLA SITUAZIONE TRASVERSA, IL BATTITO CARDIACO FETALE SI RILEVA AL LIVELLO: A) Della metà inferiore dell utero Della metà superiore dell utero Del piano equatoriale dell utero 104 LE CONTRAZIONI DI BRAXTON HICKS SI MANIFESTANO: A) Durante il secondamento Durante il periodo espulsivo Nelle ultime settimane di gravidanza 105 PER TONO DELLA CONTRAZIONE UTERINA SI INTENDE: A) La pressione intrauterina più bassa esistente nell intervallo tra le contrazioni La differenza tra la pressione massima all acme della contrazione ed il tono basale Il numero delle contrazioni nell unità di tempo 106 PER INTENSITÀ DELLA CONTRAZIONE UTERINA SI INTENDE: A) La pressione intrauterina più bassa esistente nell intervallo tra le contrazioni La differenza tra la pressione massima all acme della contrazione ed il tono basale Il numero delle contrazioni nell unità di tempo

9 Archivio questiti per OSTETRICHE Pag PER FREQUENZA DELLA CONTRAZIONE UTERINA SI INTENDE: A) La pressione intrauterina più bassa esistente nell intervallo tra le contrazioni La differenza tra la pressione massima all acme della contrazione ed il tono basale Il numero delle contrazioni nell unità di tempo 108 LA MANOVRA DI CREDÈ, VIENE UTILIZZATA: A) Durante il parto Durante il secondamento Durante il puerperio 109 IL LATTE PRODOTTO I PRIMI GIORNI DOPO IL PARTO È DETTO: A) Colostro Primo latte o latte iniziale Ultimo latte o latte terminale 110 IL LATTE PRODOTTO ALL INIZIO DELLA POPPATA È DETTO: A) Primo latte o latte iniziale Colostro Ultimo latte o latte terminale 111 IL LATTE PRODOTTO ALLA FINE DELLA POPPATA È DETTO: A) Primo latte o latte iniziale Colostro Ultimo latte o latte terminale 112 IL PARTO VIENE DEFINITO EUTOCICO QUANDO: A) Si hanno ostacoli al suo andamento o complicanze che mettono in pericolo la vita della madre e del feto Si verifica con le sole forze naturali e con l assenza di anomalie o rischi per la partoriente e per il feto Viene espletato per via vaginale mediante l ausilio di strumenti quali ventosa, forcipe o mediante taglio cesareo 113 IL PARTO VIENE DEFINITO DISTOCICO QUANDO: A) Si hanno ostacoli al suo andamento o complicanze che mettono in pericolo la vita della madre e del feto Si verifica con le sole forze naturali e con l assenza di anomalie o rischi per la partoriente e per il feto Viene espletato per via vaginale mediante l ausilio di strumenti quali ventosa, forcipe o mediante taglio cesareo 114 IL PARTO VIENE DEFINITO STRUMENTALE OPERATIVO QUANDO: A) Si hanno ostacoli al suo andamento o complicanze che mettono in pericolo la vita della madre e del feto Si verifica con le sole forze naturali e con l assenza di anomalie o rischi per la partoriente e per il feto Viene espletato per via vaginale mediante l ausilio di strumenti quali ventosa, forcipe o mediante taglio cesareo 115 IL PARTO VIENE DEFINITO PROVOCATO (INDOTTO) QUANDO: A) Per cause materne e/o fetali si ricorre ad aiuto esterno (PG, amnioressi, ossitocina), con lo scopo di stimolare l'inizio del travaglio Se inizia, decorre e si espleta in modo naturale e autonomo senza alcun intervento Viene espletato per via vaginale mediante l ausilio di strumenti quali ventosa, forcipe o mediante taglio cesareo 116 IL PARTO VIENE DEFINITO SEMPLICE QUANDO: A) Si verifica con le sole forze naturali e con l assenza di anomalie o rischi per la partoriente e per il feto Viene partorito un unico feto È talmente rapido da impedire che la madre possa essere assistita 117 IL PARTO VIENE DEFINITO MULTIPLO QUANDO: A) Viene espletato per via vaginale mediante l ausilio di strumenti quali ventosa, forcipe o mediante taglio cesareo Vengono partorito più feti Il travaglio viene provocato artificialmente con farmaci o mediante amnioressi 118 IL PARTO VIENE DETTO A TERMINE SE SI VERIFICA: A) Dalla 37esima settimana compiuta alla 42esima settimana compiuta Oltre la 42esima settimana compiuta Prima della 37esima settimana compiuta 119 IL PARTO VIENE DETTO POST TERMINE SE SI VERIFICA: A) Dalla 37esima settimana alla 42esima settimana compiuta Oltre la 42esima settimana compiuta Prima della 37esima settimana compiuta 120 IL PARTO VIENE DETTO PRETERMINE SE SI VERIFICA: A) Dalla 37esima settimana alla 42esima settimana compiuta Oltre la 42esima settimana compiuta Prima della 37esima settimana completa

10 Archivio questiti per OSTETRICHE Pag A CHE ETÀ IL CICLO MESTRUALE TENDE AD AVERE CARATTERISTICHE IRREGOLARI? A) Primi due anni dopo il menarca e nei tre anni che precedono la menopausa Prima della menopausa Primi tre anni dopo il menarca 122 LA DURATA MEDIA DI UN CICLO MESTRUALE È DI CIRCA: A) 28 giorni +/ - 7 giorni 30 giorni + / - 2 giorni 25 giorni + / - 5 giorni 123 L'ESTROGENO È UNO DEGLI ORMONI CHE CARATTERIZZANO IL CICLO MESTRUALE, IN QUALE FASE È PREVALENTE? A) Fase mestruale Fase luteinica Fase follicolare 124 IL PROGESTERONE È UNO DEGLI ORMONI CHE CARATTERIZZANO IL CICLO MESTRUALE, IN QUALE FASE È PREVALENTE? A) In fase luteinica In fase follicolare In fase mestruale 125 QUALI SONO GLI ORMONI CHE CARATTERIZZANO IL CICLO MESTRUALE? A) Progesterone e prolattina Estrogeno e ossitocina Progesterone e estrogeno 126 SI PARLA DI POLIMENORREA QUANDO? A) L'intervallo di tempo tra una mestruazione e quella successiva è inferiore a 20 giorni L'intervallo di tempo tra una mestruazione e quella successiva è inferiore a 25 giorni L'intervallo di tempo tra una mestruazione e quella successiva è inferiore a 15 giorni 127 SI PARLA DI OLIGOMENORREA QUANDO: A) L'intervallo di tempo tra una mestruazione e quella successiva è superiore a 32 giorni L'intervallo di tempo tra una mestruazione e quella successiva è superiore a 36 giorni L'intervallo di tempo tra una mestruazione e quella successiva è superiore a 40 giorni 128 SI PARLA DI AMENORREA PRIMARIA QUANDO: A) Il menarca non è ancora comparso all età di 18 anni Il menarca non è ancora comparso all età di 16 anni il menarca non è ancora comparso all età di 20 anni 129 SI PARLA DI AMENORREA SECONDARIA QUANDO: A) Dopo un periodo di flussi più o meno regolari vi è la scomparsa delle mestruazioni per almeno 3 mesi Dopo un periodo di flussi più o meno regolari vi è la scomparsa delle mestruazioni per almeno 6 mesi Dopo un periodo di flussi più o meno regolari vi è la scomparsa delle mestruazioni per almeno 12 mesi 130 SI PARLA DI IPOMENORREA QUANDO: A) La perdita ematica mestruale è inferiore a 20 ml La perdita ematica mestruale è inferiore a 50 ml La perdita ematica mestruale è inferiore a 80 ml 131 SI PARLA DI IPERMENORREA QUANDO: A) La perdita ematica supera i 100 ml La perdita ematica supera gli 80 ml La perdita ematica supera i 120 ml 132 SI PARLA DI MENORRAGIA QUANDO: A) La mestruazione è molto abbondante e/o di durata superiore alla norma La mestruazione è scarsa La mestruazione è irregolare 133 SI PARLA DI METRORAGGIA QUANDO: A) La perdita ematica abbondante compare nel periodo intermestruale La perdita ematica supera i 200 ml La perdita ematica abbondante compare durante le mestruazioni 134 SI PARLA DI MENOMETRORRAGIA QUANDO: A) Vi è una mestruazione molto abbondante che si prolunga anche nel periodo intermestruale Vi è una mestruazione dolorosa Vi una mestruazione scarsa

11 Archivio questiti per OSTETRICHE Pag SI PARLA DI SPOOTING QUANDO: A) La perdita ematica intermestruale è di scarsa entità Si ha la luecorrea Si ha una vaginite 136 LE AMENORREE DA PRESENZA DI ADENOMI PROLATTINO SECERNENTI SONO CARATTERIZZATI DA: A) Alti livelli di progesterone Alti livelli di prolattina Alti livelli di estrogeno e progesterone 137 LE ALTERAZIONI MESTRUALI DA IPERPROLATTINEMIA POSSONO CAUSARE: A) Mestruazioni molto scarse Ipermenorrea Anovulazione 138 L ACNE E L IRSUTISMO POSSONO ESSERE DOVUTI ALL AUMENTATA PRODUZIONE DI QUALE ORMONE? A) Androgeno Progesterone Estrogeno 139 L IRSUTISMO IDIOPATICO DA QUALE ORMONE È DIPENDENTE? A) Tiroideo Androgeno Progesterone 140 L IRSUTISMO IATROGENICO A SEGUITO DELL ASSUNZIONE DI QUALI FARMACI VIENE ASSOCIATO? A) Ormoni androgeni, anabolizzanti, progestinici Estrogeni Cortisonici 141 COSA SI INTENDE CON IL TERMINE CLIMATERIO? A) Periodo di vita della donna in cui si perde progressivamente la capacità riproduttiva Periodo di vita della donna in cui scompaiono le mestruazioni Periodo di vita della donna in cui comincia l invecchiamento 142 QUALI SONO LE STRUTTURE NERVOSE ED ENDOCRINE CHE COMPONGONO L ASSE RIPRODUTTIVO? A) Corteccia celebrale ipotalamo ipofisi gonadi Ipotalamo ipofisi gonadi Ipotalamo ipofisi tiroide 143 QUALE PORZIONE DELL IPOFISI CONTROLLA LA FUNZIONE OVARICA? A) La porzione anteriore (adenoipofisi) La porzione midollare La porzione posteriore 144 QUALE GONADOTROPINA SVOLGE UN RUOLO PREDOMINANTE NELLA FASE FOLLICOLARE DEL CICLO MESTRUALE? A) FSH Estradiolo LH 145 QUALE GONADOTROPINA SVOLGE UN RUOLO PREDOMINANTE NELLA FASE LUTEALE DEL CICLO MESTRUALE? A) FSH LH Progesterone 146 LE INTERAZIONI ORMONALI DEL PERIODO PREPUBERALE DELLA RAGAZZA COMPORTANO DELLE MODIFICAZIONI DELL ASPETTO CORPOREO, QUALI SONO? A) Crescita staturale, telarca, pubarca, adrenarca Telarca, pubarca Pubarca, tenarca, menarca 147 SI PARLA DI PUBERTÀ PRECOCE QUANDO: A) Lo sviluppo dei caratteri secondari si verifica prima degli 8 anni e/o il menarca compare prima dei 10 anni Lo sviluppo dei caratteri secondari si verifica prima dei 10 anni Il menarca compare prima degli 8 anni 148 SI PARLA DI PUBERTÀ RITARDATA QUANDO: A) All età di anni non è comparso il menarca e i caratteri sessuali secondari All età di 18 anni non è ancora comparso il menarca All età di anni non è comparso il menarca e i caratteri sessuali secondari

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