Enterprise Digital Infranstructures

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Enterprise Digital Infranstructures"

Transcript

1 Enterprise Digital Infranstructures 1 Hard Disk Drives Gerarchie di memoria Tempo di accesso ai dati Struttura dischi SSD 7 3 Prestazioni dei dischi Service time (S disk ) Response time (R) Coefficiente di variazione Service time di I/O RAID Striping Problemi Architetture RAID Tipi di RAID RAID RAID RAID 2 - bit interleaved parity RAID 3 - bit/byte interleaved parity RAID 4 - block interleaved parity RAID 5 - block interleaved distributed parity Comparazione tra RAID 3,4 e RAID RAID Selezione del tipo di RAID Prestazioni RAID Calcolo del tempo di accesso - RAID Calcolo del tempo di accesso - RAID Affidabilità RAID Misure calcolabili RAID RAID RAID RAID RAID RAID Storage System Modello fisico Modello logico Direct Attached Storage 24 1

2 10 Storage Area Network Protocolli SAN Ethernet Fibre Channel Confronto protocolli Protocollo iscsi Fibre Channel over IP Fibre Channel over Ethernet Network Attached Storage Parallel Architectures Metriche Caso ideale Legge di Amdahl Tassonomia di Flynn Tecnologie vettoriali Sistemi con architetture parallele Multi-core Simultaneous Multi Threading Many-core Multi-CPU Sistemi a memoria condivisa Cache Coherency tra più processori Sistemi a memoria distribuita Pipeline Parallelismo GPU Data Center Architecture Firewall Circuit gateway firewall Demilitarized Zone - DMZ Single firewall Dual firewall Introduzione al Cloud Definizione Cluster Classificazioni Single System Image Grid Computing Struttura

3 22 Web Service Virtual Organization Virtualizzazione Memoria virtuale Virtualizzazione di applicazioni Network virtuale Virtualizzazione storage Virtualizzazione dei sistemi operativi Server e machine virtualization Emulazione Paravirtualizzazione Virtualizzazione completa Virtualizzazione a livello Kernel Tecnologie di virtualizzazione Disaster recovery Testare ambienti su richiesta PoC (Proof of Concept) Background teorico Architettura dei computer x Traduzione binaria Paravirtualizzazione Modifiche all architettura Modelli Services Cloud Application Layer Utility Computing Cloud Software Environment Layer Cloud Software Infrastructure Layer Software Kernel Layer Firmware/Hardware layer Cloud privati Cloud pubblici Queueing Network Model Utilization Law Little s Law Response Time Law The Forced Flow Law Flow Balance Assumption 78 3

4 35 Prestazioni Asymptotic Bounds Balanced System Bounds Dependability Distribuzione esponenziale Processo senza memoria

5 Storage servers and technologies 1 Hard Disk Drives Evoluzione delle caratteristiche generali descritte dalla legge di Moore. Gap tra dischi e CPU aumenta di anno in anno, anche tra le altre periferiche. Evoluzione della capacità di un disco nel tempo è lineare, si sviluppa lungo scala logaritmica. Possibile misurare l evoluzione della densità di superficie di un disco, per memorizzare più dati, e dello scambio di dati. Disco è la fonte dei maggiori problemi del computer. E componente meccanico che ruota, massa che ruota che può vibrare. La testina che legge i dati può impattare sul disco e rovinare la traccia, perdendo tutti i dati. data rate = linear density rpm diameter tempo di attesa = seek time ogni caratteristica dei dischi migliora con modalità e tempi differenti la capacità delle memorie migliora più velocemente del tempo di accesso, quindi la densità degli accessi diminuisce nel tempo cambia il collo di bottiglia: rischio di starvation, alcune risorse non sono utilizzate alla loro massima capacità collo di bottiglia può diventare la risorsa più utilizzata, no quella più lenta, soprattutto in casi di routing complessi 1.1 Gerarchie di memoria differenza tra programma e processo programma è statico, è un file processo viene lanciato quando si lancia un programma percorre ciclo centinaia di volte protocollo write back-write through per trasferire dati tra i vari livelli dati usati più di recente sono in cima alla piramide 1.2 Tempo di accesso ai dati probabilità di ricercare i dati in un certo livello di memoria p(livello) = p(livello 1) miss rate(livello 1) tutti i livelli precedenti devono essere visitati tempo di accesso ad un dato livello di memoria: p(livello) tempo(livello) tempo totale = Σp(livello) tempo(livello) 5

6 algoritmo differente probabilità di trovare i dati in un certo livello di memoria p (livello) = p(livello) (1 miss rate(livello) tempo per arrivare ad un dato livello di memoria: tempo (livello) equivale alla somma tempi di accesso dal livello 1 al livello considerato tempo totale = Σp (livello) tempo (livello) per incrementare le prestazioni per il tempo di accesso/esecuzione è necessario modificare il componente con p t maggiore 1.3 Struttura dischi dati organizzati in tracce suddivise in settori (segmento più piccoli possibile) i settori sono numerati in modi sequenziale, contengono un header e un error correction code è presente una testina per ogni piatto magnetico, le testine sono tutte sincronizzate un cilindro è un insieme di tracce con lo stesso raggio, presenti diversi cilindri impilati ogni disco a velocità di rotazione espressa come RPM (giri al minuto) diametro dei dischi è rimasto stabile nel tempo buffer cache, memoria interna di un disco, funziona come buffer tra il disco e il computer le testine leggono/scrivono, sono sollevate rispetto ai piatti di una decina di nanometri movimenti della testina sono meccanici, tempo di spostamento è seek time (tempo per raggiungere la traccia che contiene i dati). E il componente maggiore nel tempo di accesso, perchè coinvolge un componente meccanico presenti URE (nonrecoverable read error), che impediscono di completare la lettura dei dati Per risolvere il problema si utilizzano dati aggiuntivi, che aumentano il costo, ma che permettono di riparare all errore 6

7 2 SSD i dati sono salvati in un array di celle NAND SLC, salvano un bit MLC, salvano più bit con correnti multi-livello capacità doppia rispetto a SLC, con tolleranza minore per livelli adiacenti cella NAND è organizzata in pagine, unità più piccola che può essere lette/scritta contiene diversi LBA (logical block address) blocchi, unità più piccola che può essere cancellata ogni blocco contiene all incirca 64 pagine velocità di accesso migliora notevolmente rispetto ai dischi tradizioni utilizzando dei programmi la velocità non migliora quando legge è veloce, quando scrive deve attuare una serie di controlli che lo rallenta Problemi costo elevato memorie flash posso essere scritte solo un limitato numero di volte (wear) durata minore, necessario algoritmi per risolvere questo problema possibile utilizzare over-posing, aggiungendo spazio aggiuntivo velocità di scrittura diversa da quella di lettura il controller diventa il collo di bottiglia nel trasferimento dei dati non devono essere deframmentati, non hanno il problema della località dei dati le prestazioni scrittura degradano dopo la prima volta 7

8 3 Prestazioni dei dischi performances non decrementano in modo lineare 3.1 Service time (S disk ) differenti componenti per il tempo di accesso ad un disco: seek time + rotation latency + data transf er time + controller overhead seek time, riguarda il movimento della testina, riferito al numero di cilindri attraversati latency time, riguarda la velocità di rotazione, il tempo di attesa per raggiungere il settore transfer time, funzione con velocità di rotazione, densità dei dati e posizione del cilindro, che ne determina la dimensione controller overhead, riguarda la gestione del buffer e il tempo di interruzione per inviare i dati 3.2 Response time (R) tempo speso in coda per aspettare la risorsa al momento occupata e per l esecuzione della richiesta per ridurre la coda di attesa è necessario modificare a livello alto la modalità di trasferimento. riguarda: lunghezza della coda, numero di richiesta in attesa livello di utilizzazione della risorsa, percentuale riguardo il tempo trascorso in cui la risorsa è utilizzata service time medio variazione del service time (distribuzione dei dati) distribuzione dei tempi di arrivo il response time aumenta con l incremento della variabilità R= response time U= utilizzazione = λ service time 1-U=waiting time S= service time R = S 1 U 8

9 3.3 Coefficiente di variazione è l indice normalizzato della variazione di una distribuzione più alta è la variazione di una variabile, più alta sarà la deviazione standard, maggiore sarà il coefficiente. C = σ µ = deviazione standard media C 2 = V ar µ 2 C=1 per una variabile con distribuzione esponenziale C<1 per distribuzioni hypo-esponenziali C>1 per distribuzioni hyper-esponenziali data locality, riguarda come viene utilizzato il disco Se l utilizzo dei dati da parte del sistema operativo è ottimale, il seek time e la latenza è pari a zero esistono due modi per considerare l effetto sulla lettura/scrittura di un file su più blocchi i considera l effetto del data locality nel service time medio, quindi si moltiplica questo valore per il numero totale di operazioni I/O richieste per l intero file si moltiplica il numero di operazioni di I/O affette dal data locality, considerando il service time senza seek time e latenza, quindi si moltiplica il numero rimanente di operazioni per il service time completo. Il valore finale è la somma dei due valori service time = (seek + latenza) (1 data locality) + trasferimento + controller 3.4 Service time di I/O service time = seek + latenza + trasf erimento + controller ipotesi seek time, valori distribuiti uniformemente tra il valore minimo e massimo latenza per rotazione, uniforme e compresa tra 0 e un giro completo tempo trasferimento costante tempo controller costante Per analizzare il service time è necessario calcolare per seek time e latenza: media M 1 = max + min 2 media M 2 = max2 + min max + min 2 3 9

10 varianza V ar = (max min)2 12 = M 2 (M 1 ) 2 la varianza del service time risulta: V [service time] = V [seek time] + V [latenza] Il service time risulta la somma di variabili indipendenti, è differente per ogni richiesta utilizzo di due dischi in parallelo ipotesi: le operazioni sono eseguite in parallelo su due dischi, con service time pari alla metà di quello del disco originale considerando lo stesso utilizzo con i due dischi in parallelo, il response time per un operazione di I/O è la metà e il throughtput è duplicato il miglioramento non è lineare workload processato è incrementato considerando lo stesso response time Per un SSD lettura eseguita in due fasi: T readp, per leggere la pagina nella cache T transp, per trasferire la pagine al OP a cui va aggiunto il T cmd n P, considerare il numero di pagine coinvolte T R = T cmd + T readp + Max(T readp, T transp ) + (n P 1) 10

11 4 RAID Redundant Arrays of Independent (Inexpensive) Disks non usa in modo efficiente i dischi, salva dati ridondanti il controller considera una serie di dischi come un unica entità per incrementare le prestazioni e l affidabilità si utilizzano: una serie si dischi indipendenti che sono considerati come un unico disco logico, grande e con elevate prestazioni i dati sono partizioni su diversi dischi, con accesso parallelo trasferimento dei dati elevato, si può accedere anche a dati di dimensioni elevate in modo rapido elevato I/O, si può accedere rapidamente a dati di piccole dimensioni equilibrio nel carico di lavoro tra i vari dischi disponibili due tecniche: data striping, per aumentare prestazioni redundancy, per aumentare affidabilità virtualizzazione I/O i dati sono distribuiti in modo trasparente in diversi dischi 4.1 Striping distribuire i dati su più dischi i dati sono scritti in modo sequenziale in unità, su più dischi, scelti tramite un algoritmo ciclico (round robin) stripe unit, unità minima di dati scritti su un singolo disco stripe width, numero di dischi considerato dall algoritmo non coincide necessariamente con il numero reali dei dischi richieste I/O multiple sono eseguite in parallelo da una serie di dischi diminuisce la lunghezza della coda e il tempo di attesa richieste I/O singole sono eseguite da una serie di dischi in parallelo, aumentando il ritmo di trasferimento per singola richiesta aumentando il numero di dischi aumentano le prestazioni aumenta anche la probabilità di un guasto 11

12 Per rimediare a questo svantaggio si utilizza ridondanza inserisce error correcting codes, salvati su dischi differenti rispetto a quello contenente i dati, utilizzati per sopperire alla perdita di dati per un errore sul disco ogni operazione di scrittura deve aggiornare anche le informazioni aggiuntive, le prestazioni sono peggiori rispetto alla scrittura tradizionale organizzazione dei RAID può essere distinta in base a due caratteristiche granularità del data interleaving due tipi grana fine, dati divisi in piccole uniti, tutte le operazioni I/O accedono a tutti i dischi, indipendente dalla loro dimensione alto rate di trasferimento per tutte le operazioni di I/O unica operazione logica di I/O attiva in ogni istante, perchè diversi dischi sono sempre in uso tutti i dischi perdono tempo a causa del seek e della latenza per ogni richiesta grana grezza i dati sono suddivisi in grandi unità piccole operazioni di I/O richiedo solo un piccolo numero di dischi, mentre grandi operazioni possono accedere a tutti i dischi nell array piccole operazioni multiple possono essere servite contemporaneamente a grandi operazioni metodo e pattern in base a cui le informazioni ridondanti sono calcolate e distribuite attraverso la serie dei dischi 4.2 Problemi selezione del metodo di computazione delle informazioni aggiuntive selezione del metodo per distribuire le informazioni aggiuntive tra i vari dischi possibili due soluzioni concentrare le informazioni in un piccolo numero di dischi distribuire le informazioni in modo uniforme attraverso tutti i dischi (equilibrio di carico ottimale) 12

13 5 Architetture RAID 5.1 Tipi di RAID RAID 0, solo striping RAID 1, solo mirroring RAID 0+1, livelli innestati RAID 1+0, livelli innestati RAID 2, bit interleaving (non usato) RAID 3, byte interleaving - redundancy (parity disk) RAID 4, block interleaving - redundancy (parity disk) RAID 5, block interleaving - redundancy (parity block distributed), molto utilizzato RAID 5+0, livelli innestati RAID 6 grande redundancy (2 disks rotti sono tollerati) RAID 7 (soluzione proprietaria) possibile combinare i vari tipi RAID x+y (RAID xy) n * m dischi totali considera m gruppi di n dischi applica modello Raid x per primo a ciascun gruppo degli n dischi applica modello Raid y per secondo, considerando gli m gruppi come dischi singoli, sul modello Raid x 5.2 RAID 0 i dati sono scritti in un singolo disco logico e divisi in diversi blocchi distribuiti su più dischi in base a un algoritmo di striping caratteristiche: utilizzato quando le prestazioni e la capacità sono le caratteristiche primarie, piuttosto che l affidabilità richiesti come minimo due dischi costi più bassi perchè non utilizza ridondanza non vengono utilizzati error correcting code prestazioni di scrittura migliori, non deve aggiornare informazioni aggiuntive e opera in parallelo se si rompe un disco si perdono i dati 13

14 5.3 RAID 1 ogni dato scritto è replicato (mirrored) su un secondo disco ci sono due copie per ogni dato, sono necessari come minimo due dischi alta affidabilità, quando un disco si rompe, è usata la seconda copia possibile sono una rottura per volta lettura di un dato, può essere recuperato dal disco con la coda più piccola, con minor ritardo per latenza e seek scritture più veloci, non c è abbondanza, non computa nessun error correcting code costo alto, viene utilizzata solo la metà della capacità a livello teorico può replicar il contenuto su più di un disco fornisce resiliency agli errori se si rompe più di un disco tramite un voting mechanism identifica gli errori non riportati dal controller mai utilizzato perchè l overhead è troppo elevato possibili due soluzioni RAID level applica prima striping (modello 0), quindi il mirroring (modello 1) caratteristiche: alte prestazioni e affidabilità necessari minimo 4 dischi dopo il primo guasto diventa come un RAID 0 alto overhead, c è duplicazione dei dischi RAID level applica prima mirroring (modello 1), quindi striping(modello 0) caratteristiche: elevata affidabilità e prestazioni rispetto a raid 0+1 necessari minimo 4 dischi stessa tolleranza dei guasto di RAID 1 usato nei database con carico di lavoro elevato, scritture rapide differenze di organizzazione i blocchi sono gli stessi ma sono sistemati in ordine differente alcuni controller 0+1 eseguono le operazioni di striping e mirroring come un unica operazione 0+1 due guasti contemporanei non sono supportati, ad accezione di quando avvengono sulla stessa stripe 14

15 1+0 dopo un guasto di un disco, ogni altro guasto è un elemento critico per il sistema tutti i dischi dell array devono recuperare le informazioni perse un disco guasto per ogni gruppo RAID1 è tollerato, ma dopo questa rottura di ogni altro disco guasto è elemento critico per l intero array 5.4 RAID 2 - bit interleaved parity non usato ipotesi: il componente guasto non è identificato caratteristiche: stile per la memoria ECC (Hamming codes), costo minore rispetto a mirroring ma comunque elevato 4 dischi dati, 3 dischi redundant (uno in meno del mirroring) numero dischi redundant: proporzionale a logaritmo del numero totale dei dischi blocchi di parità sono elaborati per diversi sottoinsiemi di dati sovrapposti quando un disco si rompe diversi blocchi di parità avranno valori inconsistenti, il componente guasto è tenuto in comune per ogni sottoinsieme errato 5.5 RAID 3 - bit/byte interleaved parity ipotesi: il componente guasto è identificato caratteristiche: i dati sono divisi a livello di bit nei vari dischi ogni singolo disco di parità è richiesto per tutti i bit di parità usato in applicazioni che richiedono elevata banda dati ma non elevato rate di I/O ogni accesso lettura accede a tutti i dischi ogni accesso scrittura accede a tutti i dischi e ai dischi di parità solo una richiesta per volta 15

16 5.6 RAID 4 - block interleaved parity caratteristiche i dati sono divisi tra i dischi in vari blocchi di dimensione arbitraria (non in bit) letture di unità più piccole della striping unit accedono a disco singolo scritture devono aggiornare i blocchi dati richiesti e devono calcolare e aggiornare il blocco di parità disco singolo per dati aggiuntivi (disco di parità a cui si accede ad ogni scrittura) può diventare collo di bottiglia dischi di scorta possono essere usati supporta due dischi guasti in contemporanea 5.7 RAID 5 - block interleaved distributed parity posizionamento parità simmetrico a sinistra caratteristiche striping a livello di blocco, costo minimo parità distribuita in modo uniforme su tutti i dischi, evita collo di bottiglia sul disco di parità dati distribuiti su tutti i dischi scritture lente rispetto a RAID0 e RAID1 lettura sono più veloce di RAID1, per il parallelismo dello striping carico equilibrato in tutti dischi supporta due dischi guasti in contemporanea due possibili algoritmi di scrittura: primo metodo, poco efficiente scrivere nuovi dati in blocco 1 leggo blocchi 2,3 e 4 calcolo il nuovo blocco di parità 1-4 con il nuovo blocco 1 scrivo il blocco 1 e il blocco di parità 1-4 sono richieste 5 I/O, una per disco secondo metodo leggo il vecchio blocco 1 e il vecchio blocco di parità 1-4 calcolo il nuovo blocco di parità 1-4 dal vecchio blocco 1, da quello nuovo e dal vecchio blocco di parità

17 scrivo il nuovo blocco 1 e il blocco di parità 1-4 sono richieste solo 4 I/O Per la lettura non si accede al blocco di parità. Se il settore soffre di un errore CRC (cyclic redundancy check) può essere ricostruito tramite i blocchi rimanenti della stripe e il blocco di parità 5.8 Comparazione tra RAID 3,4 e 5 hanno tutti le stesse caratteristiche di overhead, protezione per i guasti e capacità totale disponibile complessità del controller RAID 3 ha controller semplice, ma richiede sincronizzazione tra dischi RAID 4 ha come collo di bottiglia il disco di parità RAID 5 deve implementare un algoritmo più complesso stesso costo per tutte le tre architetture RAID 3 e 4 non più utilizzati 5.9 RAID 5+0 ogni gruppo ha un blocco di parità si può accedere ai vari gruppi in parallelo, si accelera RAID RAID 6 con l incremento delle dimensioni degli array è possibile avere guasti multipli aumenta probabilità di incappare in un URE(Unrecoverable-Uncorrectable Read Error) maggiore tolleranza ai guasti possibile sopportarne due in contemporanea due schemi per redundancy (P+Q), distribuiti e indipendenti elevato overhead per il calcolo della parità richiede n+2 dischi ogni scrittura richiede, con n dischi, n+2 accessi per aggiornare il blocco di parità in P e Q scritture lente utilizzato per applicazioni critiche non è efficiente quando il numero di dischi è piccolo quando aumenta il numero di dischi diminuisce la perdita di efficienza, ma aumenta la probabilità di due guasti contemporanei, necessario utilizzare RAID 6 17

18 5.11 Selezione del tipo di RAID Valutazione prestazioni velocità scrittura I/O velocità lettura I/O tempo di recovery prestazioni del parallelismo Trattamento dati affidabilità tolleranza ai guasti correzione degli errori redundancy duplicazione Costi utilizzo della capacità fisica tipologia della soluzione caratteristiche del controller Figura 1: Come scegliere il tipo di raid da usare 18

19 6 Prestazioni RAID caratteristiche RAID 0 b indica i byte da leggere per l operazione I/O λ rate di arrivo delle richieste dall esterno su stripe unit, dimensione del blocco m larghezza della stirpe, numero di dischi D = b/su numero di dischi per operazione λ * D rate di arrivo delle richieste generate dall algoritmo di striping λ D m rate di arrivo delle richieste per ogni disco 6.1 Calcolo del tempo di accesso - RAID 0 assumendo che non c è perdita di tempo per controller non c è perdita di tempo per CPU (in sovrapposizione con I/O) non ci sono altri processi in parallelo tempo di accesso al blocco è costante e sincronizzato (in particolare quelli contenuti nella larghezza della stripe) si può calcolare tempo medio di accesso per un blocco = seek +latenza+trasferimento (1 blocco) latenza= tempo per 1/2 giro tempo di accesso per leggere file in sequenza = dimensione media del file * tempo medio di accesso tempo minimo di lettura = tempo di accesso per leggere file in sequenza / larghezza stripe Con l aumento del numero di dischi non sincronizzato, il tempo di trasferimento di un gruppo pari alla larghezza stripe si avvicina al valore massimo : dimensione media file * tempo medio accesso file 19

20 6.2 Calcolo del tempo di accesso - RAID 1 mirror tra due dischi assumendo che: S è service time medio per un operazione I/O λ rate di arrivo delle richieste, per secondo λ r /λ w numero di letture rispetto a scritture situazione iniziale con un disco: λ = λ r + λ w se si considera che il secondo disco duplica le scritture si ottiene: λ = λ r + 2 λ w rate di I/O per due dischi λ = λ r /2 + λ w rate di I/O per un disco una lettura si esegue solo su un disco una scrittura si esegue su due dischi e termina quando la seconda scrittura è conclusa 20

21 7 Affidabilità RAID unità principali di misura MTTF1, tempo medio di guasto (Mean Time To Failure) tempo medio per periodo in cui funziona tutto, a partire dall avvio (se la risorsa è nuova) o dal riavvio(dopo la riparazione di un guasto o la sostituzione di una risorsa guasta), fino al prossimo guasto MTTR,(tempo medio di ripristino), downtime medio per riparare un guasto MTTDLn, tempo medio prima che si guastino più dischi in un array, causando perdita irrimediabile di dati (Mean Time To Data Loss) 7.1 Misure calcolabili tempo minimo di guasto per n dischi si suppone che il tempo di guasto sia distribuito in modo esponenziale t F(t) è la distribuzione del tempo per guasto: F x (t) = 1 e MT T F E possibile approssimare la probabilità che un insieme di n dischi, ciascuno con un dato MTTF, continui a funzionare dopo t giorni come: F min(x1...x n)(t) = n t MT T F t se MT T F 1 MTTDL per n dischi il rate di guasto per n dischi ha distribuzione potenziale: n t F min(x1...x n)(t) = 1 emt T F la media di questa distribuzione è : E[F min(x1...x n)(t)] = MT T F = MT T DL n 7.2 RAID 0 MT T DL = MT T F n Per RAID 0 MTTDL non dipende dal MTTR, perchè con un guasto si perdono tutti i dati 7.3 RAID 1 Per RAID 1 il sistema si guasta se avviene un secondo guasto quando la prima risorsa è rotta e è in riparazione è possibile approssimare la probabilità di guasto della primo disco come: 2 P (1 guasto) = MT T F la probabilità di guasto dell intero sistema RAID1: 21

22 P (RAID1) = P (1 guasto) P (2 guasto < MT T R) = si ottiene: MT T DL = 7.4 RAID P (RAID1) = MT T F 2 2 MT T R 2 MT T F MT T R MT T F Per RAID 1+0 il secondo guasto causa perdita di dati solo se il guasto accade al disco di mirroring di quello già rotto n P (1 guasto) = MT T F (del disco P (2 guasto nel disco di mirroring del 1 guasto) = MT T R MT T F MT T DL = MT T F 2 n MT T R 7.5 RAID 0+1 Per RAID 0+1 il secondo guasto causa perdita di dati se accade in qualunque altro disco dell altro gruppo di mirroring n P (1 guasto) = MT T F (del disco p(2 guasto di un disco nell altro gruppo di mirroring) = MT T R MT T DL = MT T F 2 n n MT T R MT T F 2 n RAID 1+0 ha un MTTDL maggiore del RAID 0+1, tuttavia è più facile da implementare 7.6 RAID 5 RAID 5 si guasta quando due dischi di rompono in contemporanea (il secondo si guasta durante l intervallo richiesta per riparare il primo). G è il numero di dischi presenti in un gruppo, se uno si guasta, ne rimangono G-1. N è il numero di gruppi G P (1 guasto) = MT T F (G 1)MT T R P (2 guasto) = MT T F MT T F 2 P (guasto gruppo) = G(G 1)MT T R P (RAID 5) = N P (guasto gruppo) 7.7 RAID 5+0 G è il numero di dischi presenti in un gruppo, se uno si guasta, ne rimangono G-1. N è il numero di gruppi, n il numero totale di dischi MT T Fdisco 2 MT T DL = n(g 1)MT T R 22

23 8 Storage System requisiti base per uno storage system: reliability: i dati non possono essere persi o corrotti availability: i dati devono essere sempre disponibili manageability: i dati devono essere recuperati in modo efficiente, condivisi tra gli utenti, con copie di backup frequenti, indipendentemente da dove si trovano (nodo locale o remoto) scalability: l espansione della capacità di storage deve essere gestita in modo trasparente rispetto agli utenti i nodi di elaborazione sono disaccoppiati dai nodi di storage due tipi di tecnlogia storage DAS (Direct Attached Storage) basata su host SAN (Storage Area Networks) basata sulla rete di network 8.1 Modello fisico storage device è solitamente RAID due host separati (host livello 1 e 2) tre livelli, connessi da network 8.2 Modello logico storage extent, vista logica della memoria, con lunga serie di dati connesso a livello successivo da network con blocco I/O virtualizzazione dello storage 23

24 9 Direct Attached Storage dispositivo di immagazzinamento dati collegato direttamente a un server o a una workstation, senza una rete come tramite caratteristiche tolleranza ai guasti sui dati, con sistemi RAID tolleranza ai guasti sull hardware per mezzo di ridondanza dei controller, del raffreddamento e dell alimentazione tipi di sistemi più economici sono dei semplici contenitori per le unità di memorizzazione, senza componenti attivi come i controller necessitano che logiche di accesso e di fault tolerance siano gestite dal HBA presente sul server sistemi di fascia media ed elevata sono dotati di controller integrati che forniscono funzionalità RAID controller integrati consentono anche di abilitare l accesso condiviso ai dati, permette a più server di accedere alla stessa unità di storage logica Limiti connessione diretta al server accesso e condivisione delle informazioni difficili da gestire espansione comporta numerosi problemi mancanza di flessibilità coinvolgimento dei server nelle operazioni di trasferimento dati verso lo storage unità di memorizzazione e il formato dei dati sono vincolati alla piattaforma a cui è connessa l unità elevate performance messe a disposizione dai server e dai dispositivi di memorizzazione non sono quindi pienamente utilizzabili caratteristiche modello fisico scalabilità limitata gestione complessa performance limitate 24

25 10 Storage Area Network Una Storage Area Network (SAN) è una rete o parte di una rete ad alta velocità costituita da dispositivi di memorizzazione di massa scopo rendere risorse di storage disponibili per qualsiasi computer connesso trasferimento di dati tra sistemi di computer ed elementi di storage e tra elementi di storage infrastruttura di comunicazione, che fornisce connessioni fisiche e in un livello di gestione, che organizza connessioni, elementi di storage e sistemi di computer in modo da garantire un trasferimento di dati sicuro e robusto tutti i dispositivi di memorizzazione sono disponibili a qualsiasi server della rete vantaggio è che tutta la potenza di calcolo dei server è utilizzata per le applicazioni, in quanto i dati non risiedono direttamente nei server utilizza dischi collegati con una struttura di tipo RAID per migliorare le prestazioni e aumentare l affidabilità del sistema. caratteristiche Alte prestazioni Alta disponibilità Scalabilità Facilità di gestione vantaggi rispetto a DAS connettività any-to-any tra server e dispositivi di storage trasferimento diretto di dati tra periferiche di memorizzazione ( miglioramenti dell efficienza dello spostamento dei dati e di processi, quali il backup o la replica dei dati impiego di tecnologia di networking consente di: raggiungere distanza di connettività superiori e prestazioni migliori facilitare centralizzazione la gestione dello storage consolidamento dello storage e del clustering dei sistemi condividere i dati tra piattaforme diverse 25

26 due tipologie SAN attached due reti distinte (una TCP/IP e un network dedicato) alta scalabilità, aumentando il numero di storage connessi alla rete SAN + NAS head utilizzare due reti, standard TCP/IP ha dei pacchetti di dimensione standard troppo piccoli per la mole di interazioni che un san deve dare, mentre fubre channel permette i pacchetti jumbo, molto più grossi a parità di informazioni pacchetti più grossi, meno header, meno tempo 26

27 11 Protocolli SAN 11.1 Ethernet introduce alto overhead per CPU overhead è proporzionale alla quantità di dati costanti riduce transfer rate risultati migliori con pacchetti più grandi TCP/IP stack su Ethernet aggiunge una serie di overheads network overhead, gestione Ethernet frames CPU overhead, dimensione dei Ethernet frames network devices overhead, routing dei pacchetti IP overhead richiesto per la comunicazione generale del network, in molti casi non richiesto per comandi di trasferimento su disco proporzionale alla quantità di dati trasmessi 11.2 Fibre Channel accesso veloce e facile al bus locale protocollo network flessibile che può supportare tipologie complesse e offre un alto livello di scalabilità una porta è qualsiasi entità che comunica attivamente sulla rete, non necessariamente una porta hardware caratteristiche generali alta bandwidth, bassa latenza, controllo del flusso dati avanzato per trasferimenti di burst storage, collegamenti full-duplex tecnologia più utilizzata per connettere sistema di storage ai client tramite un network larga distanza tra i nodi computazionali e i nodi di storage integrità dei dati garantita su tutta la rete architettura del protocollo application FC3 (servizi in comune), FC4 (mapping) upper layer, corrisponde all application a TCP dell isp FC2 (protocollo framing),fc1 (protoollo trasmissione) e FC0(canale fisico) lower layer, corrisponde a IP, trasmission e physical dell ips 27

28 livelli presenti FC0 Livello fisico, che comprende cavi, fibre ottiche, connettori ecc. FC1 Livello data link, che implementa la codifica e decodifica del segnale. FC2 Livello network, definito dallo standard FC-PI-2, è il nocciolo del Fibre Channel, e definisce i principali protocolli. FC3 Livello common services. FC4 Livello Protocol Mapping, nel quale altri protocolli vengono incapsulati in unità informative per essere consegnati Confronto protocolli Fibre Channel alto overhead per TCP/IP su Ethernet costi per ogni porta sono più elevenati rispetto a quelli per Ethernet a causa del basso volume dei dati migliore performance rispetto a 1 Gigabit Ethernet richiede un network dedicato per collegare gli storage agli utenti Ethernet costi sono minori rispetto a Fibre Channel infrastuttura IP e Ethernet sono ben conosciute dalla maggior parte dei tecnici è possibile riusare infrastrutture network già installate mercato più ampio rispetto a quello delle Fibre Channel problemi: costa molto e necessita di una rete tutta sua per connettere gli storage 11.4 Protocollo iscsi Internet Small Computer System Interface, protocollo basato su IP per collegare storage diversi incapsula richieste SCSI in pacchetti IP Vantaggi meno costo delle Fibre Channel non richiede nuovi componenti o infrastrutture Svantaggi non ha le stesse prestazioni delle Fibre Channel 28

29 11.5 Fibre Channel over IP incapsula i pacchetti di Fibre Channel in pacchetti IP permette di costruire intrastrutture distribuite, che connettono differenti reti Fibre Channel usando lo standard IP un FCIP è un peer che comunica usando TCP/IP permette di superare i limiti di distanza tipici delle Fibre Channel, permettendo a reti SAN di essere distribuite geograficamente 11.6 Fibre Channel over Ethernet Caratteristiche sostituisce i livelli inferiori delle Fibre Channel con Ethernet i livelli coinvolti sono FC0,FC1,FC2 evita l overhead dell IP permette l uso di 10GGb Ethernet Confronto con ISCSI ISCSI adatta per le soluzioni di fascia bassa, senza implementazioni particolari della rete ethernet FCoE utile per ambito locale, con infrastruttre che fanno ampio utilizzo di Fibre Channel più efficienti di ISCSI 29

30 12 Network Attached Storage dispositivo collegato ad una rete di computer la cui funzione è quella di condividere tra gli utenti della rete uno storage differenze SAN SAN comprende rete e fa riferimento a tecnologie e protocolli spesso proprietari sistema NAS può essere utilizzato come nodo di una SAN, data la scalabilità di tale architettura. vantaggi vantaggio di rendere disponibili i file contemporaneamente su diverse piattaforme, dove il sistema operativo implementa i server di rete con gli standard più diffusi permette di centralizzare l immagazzinamento dei dati in un solo dispositivo accessibile a tutti i nodi della rete, altamente specializzato per le prestazioni permette di implementare schemi RAID, garantendo una migliore gestione della sicurezza dei dati consente rimozione ed aggiunta di dischi a caldo, senza la necessità di disattivare l unità (hot swap). svantaggi enorme quantità di dati che viene a transitare sulla rete caratteristiche modello fisico ogni elemento NAS ha il suo indirizzo IP buona scalabilità possibile incrementare i supporti in ogni NAS o il numero dei NAS 30

31 13 Parallel Architectures modalità per incrementare le prestazioni: Parallel Architectures usare un hardware più veloce migliorare la velocità dei processori e degli altri componenti vincoli imposti dalla velocità della luce, dalle leggi della termodinamica e dagli alti costi per fabbricare i processori ottimizzare gli algoritmi e le tecniche per risolvere operazioni computazionali usare computer/core multipli per risolvere una particolare operazione unire insieme computer(core) multipli e coordinare le loro operazioni computazionali tramite computer paralleli o abilitando la condivisione di un operazione computazionale tra processori multipli 13.1 Metriche Speed-up misura l incremento delle prestazioni quando il numero dei computer/core aumenta è una funzione del numero di processori utilizzati per eseguire un programma S n = T 1 T n con: T 1 è il tempo di esecuzione di un processore T n è il tempo di esecuzione di n processori Efficienza Esprime l abilità di sfruttare le risorse E n = S n n 13.2 Caso ideale T n = T 1 n S n = n E n = 1 Speed-up ideale il tempo richiesto per eseguire l applicazione è condiviso in modo equo tra tutti gli n processori lo speed-up equivale al numero dei processori l efficienza di ogni processore è 1 31

32 se l efficienza è pari a 1, ogni processore/core è utilizzato al massimo delle sue possibilità nella parallelizzazione E n = S n n = T 1 T n n = T ( 1 T1 n n ) = 1 32

33 14 Legge di Amdahl solo una frazione del tempo richiesto per eseguire un applicazione può essere parallelizzato T 1 = T s + T p con: T s è il componente in serie che non può essere parallelizzato T p è il componente in parallelo (che benefica dalla presente di più processori) la frazione in serie risulta: f s = 0 f s 1 T s (T s + T p ) con: se f s = 0 il programma corrisponde al caso ideale se f s = 1 il programma non può essere eseguito in parallelo e non ci sono benefici con la parallelizzazione la frazione in parallelo risulta: f p = T p (T s + T p ) = 1 f s tramite la definizione di T s e T p si ha che T n = T s + T p n se n tende all infinito T = T s, anche con un numero infinito di processori non si può ridurre il tempo di computazione a meno della parte in serie è possibile usare la frazione in serie per computare lo speed-up e l efficienza di n processori T p = T s(1 f s ) f s T n = T s(n f s + (1 f s )) n n S n = (n f s + (1 f s )) E n = 1 ((n f s + (1 f s )) lo speed-up e l efficienza dipendono solo dalla parte in serie e da n, non dal tempo di esecuzione 33

34 15 Tassonomia di Flynn classifica i sistemi di calcolo a seconda della molteplicità del flusso di istruzioni e del flusso dei dati che possono gestire estesa con una sotto classificazione per considerare anche il tipo di architettura della memoria. Figura 2: Architetture di calcolo SISD (Single Instruction Single Data) nessun parallelismo, le operazioni vengono eseguite sequenzialmente, su un dato alla volta la classica architettura di von Neumann, quasi tutti i computer in commercio sono basati su questa filosofia. la velocità è limitata dal rate con cui il computer può trasferire internamente le informazioni SIMD (Single Instruction Multiple Data) Processori vettoriali(un control unit per ogni clock), Array processor, Array sistolici la stessa istruzione è eseguita su tutti i processori con differenti flussi di informazioni ogni processore ha la sua memoria per idati, la memoria per le istruzioni è unica ed esiste solo una processore per le funzioni di controllo MISD (Multiple Instruction Single Data) MIMD (Multiple Instruction Multiple Data) ogni processore esegue un flusso di istruzioni indipendente dalla istruzioni eseguite da altri processori ogni processore ha il suo flusso di istruzioni e di dati, lavorando in modo asincrono tipo di memoria: 34

Appunti di Enterprise Digital Infrastructures

Appunti di Enterprise Digital Infrastructures Appunti di Enterprise Digital Infrastructures Matteo Gianello 30 settembre 2013 1 Indice 1 Hard Disk 3 1.1 Caratteristiche base....................... 3 1.1.1 Hard Disk: componenti e caratteristiche........

Dettagli

Dischi RAID. high-performance high-reliability. G.Serazzi a.a. 2003/04 Impianti Informatici RAID - 1/32

Dischi RAID. high-performance high-reliability. G.Serazzi a.a. 2003/04 Impianti Informatici RAID - 1/32 Dischi RAID high-performance high-reliability 15/03 03/04 G.Serazzi a.a. 2003/04 Impianti Informatici RAID - 1/32 indice caratteristiche generali dei dischi parallelismo ed alte prestazioni affidabilità

Dettagli

Sistemi RAID. Sistemi RAID. Sistemi RAID

Sistemi RAID. Sistemi RAID. Sistemi RAID Sistemi RAID 1 Sistemi RAID Dei tre elementi fondamentali di un qualsiasi sistema computerizzato: processore, memoria primaria, memoria secondaria, quest ultimo è di gran lunga il più lento. Inoltre, il

Dettagli

Sistemi RAID. Sistemi RAID

Sistemi RAID. Sistemi RAID Sistemi RAID 1 Sistemi RAID Dei tre elementi fondamentali di un qualsiasi sistema computerizzato: processore, memoria primaria, memoria secondaria, quest ultimo è di gran lunga il più lento. Inoltre, il

Dettagli

Sistemi RAID tutti i dati che contiene RAID

Sistemi RAID tutti i dati che contiene RAID Sistemi RAID 1 Sistemi RAID Dei tre elementi fondamentali di un qualsiasi sistema computerizzato: processore, memoria primaria, memoria secondaria, quest ultimo è di gran lunga il più lento. Inoltre, il

Dettagli

Calcolatori Elettronici

Calcolatori Elettronici Calcolatori Elettronici Dispositivi di I/O Francesco Lo Presti Rielaborate da Salvatore Tucci Organizzazione di un Calcolatore I/O 1 Dispositivi di I/O!! Un dispositivo di I/O è costituito da due componenti:!!

Dettagli

I/O Dispositivi di input/output

I/O Dispositivi di input/output I/O Dispositivi di input/output Corso di Calcolatori Elettronici A 2007/2008 Sito Web:http://prometeo.ing.unibs.it/quarella Prof. G. Quarella prof@quarella.net Dispositivi di I/O Processor Interrupts Cache

Dettagli

Memorizzazione dei dati: Dischi e File

Memorizzazione dei dati: Dischi e File Memorizzazione dei dati: Dischi e File Query\update Query plan Execution Engine richieste di indici, record e file Index/file/record Manager comandi su pagine Query Compiler Buffer Manager Lettura/scrittura

Dettagli

Redundant Array of Inexpensive (Independent) Disks. Disco magnetico

Redundant Array of Inexpensive (Independent) Disks. Disco magnetico 26/5/25 RAID Redundant Array of Inexpensive (Independent) Disks Disco magnetico Costituito da un insieme di piatti rotanti (da a 5) Piatti rivestiti di una superficie magnetica Esiste una testina (bobina)

Dettagli

Indice. 1 Introduzione 7 1.1 Introduzione... 7 1.2 Cos è un impianto informatico enterprise... 8

Indice. 1 Introduzione 7 1.1 Introduzione... 7 1.2 Cos è un impianto informatico enterprise... 8 Indice 1 Introduzione 7 1.1 Introduzione............................. 7 1.2 Cos è un impianto informatico enterprise............. 8 2 Affidabilità 11 2.1 Introduzione............................. 12 2.1.1

Dettagli

Sistemi avanzati di gestione dei Sistemi Informativi

Sistemi avanzati di gestione dei Sistemi Informativi Esperti nella gestione dei sistemi informativi e tecnologie informatiche Sistemi avanzati di gestione dei Sistemi Informativi Docente: Email: Sito: eduard@roccatello.it http://www.roccatello.it/teaching/gsi/

Dettagli

Corso di studi in Ingegneria Elettronica A.A. 2003/2004. Calcolatori Elettronici. Esercitazione n 2. Ing Giovanni Costa

Corso di studi in Ingegneria Elettronica A.A. 2003/2004. Calcolatori Elettronici. Esercitazione n 2. Ing Giovanni Costa Corso di studi in Ingegneria Elettronica A.A. 2003/2004 Calcolatori Elettronici Esercitazione n 2 Ing Giovanni Costa Sommario: Codici a correzione di errori Dispositivi per: Memorizzazione Output Input

Dettagli

Solitamente la capacità è minore di un disco magnetico, ma la velocità è molto più alta.

Solitamente la capacità è minore di un disco magnetico, ma la velocità è molto più alta. C4. MEMORIA SECONDARIA Nel seguito verranno analizzati, oltre alla struttura dei dispositivi di memorizzazione, anche gli algoritmi di scheduling delle unità a disco, la formattazione dei dischi, la gestione

Dettagli

Parte VIII. Architetture Parallele

Parte VIII. Architetture Parallele Parte VIII Architetture Parallele VIII.1 Motivazioni Limite di prestazioni delle architetture sequenziali: velocità di propagazione dei segnali, la luce percorre 30 cm in un nsec! Migliore rapporto costo/prestazioni

Dettagli

La componente tecnologica dei. sistemi informativi. Architettura hw. Componenti di una architettura hw

La componente tecnologica dei. sistemi informativi. Architettura hw. Componenti di una architettura hw Informatica o Information Technology La componente tecnologica dei sistemi informativi m. rumor Architettura del Sistema tecnologico Sistema tecnologico: insieme di componenti connessi e coordinati che

Dettagli

Architetture dei WIS. Definizione di WIS. Benefici dei WIS. Prof.ssa E. Gentile a.a. 2011-2012

Architetture dei WIS. Definizione di WIS. Benefici dei WIS. Prof.ssa E. Gentile a.a. 2011-2012 Architetture dei WIS Prof.ssa E. Gentile a.a. 2011-2012 Definizione di WIS Un WIS può essere definito come un insieme di applicazioni in grado di reperire, cooperare e fornire informazioni utilizzando

Dettagli

Struttura dei dischi

Struttura dei dischi Università di Udine Facoltà di Scienze MM.FF.NN. A.A. 2007-2008 Copyright c 2000 04 Marino Miculan (miculan@dimi.uniud.it) La copia letterale e la distribuzione di questa presentazione nella sua integrità

Dettagli

Memoria secondaria. Sistemi Operativi mod. B 14.1

Memoria secondaria. Sistemi Operativi mod. B 14.1 Memoria secondaria Struttura del disco Scheduling del disco Gestione dell unità a disco Gestione dello spazio di swap La struttura RAID Affidabilità dei dischi Connessione dei dischi 14.1 Memoria secondaria

Dettagli

Memoria Esterna (secondaria) n Materiale usato per il disco: era in alluminio n Ora è di vetro, perché Migliora l uniformità della superficie

Memoria Esterna (secondaria) n Materiale usato per il disco: era in alluminio n Ora è di vetro, perché Migliora l uniformità della superficie Memoria Esterna (secondaria) Dischi magnetici RAID Rimovibili Ottica CD-ROM CD-Recordable (CD-R) CD-R/W DVD Nastri magnetici Dischi Magnetici Disco rivestito con materiale magnetico (ossido di ferro) Materiale

Dettagli

Sistemi RAID. Corso di Calcolatori Elettronici. Feragotto Elena

Sistemi RAID. Corso di Calcolatori Elettronici. Feragotto Elena Sistemi RAID Corso di Calcolatori Elettronici Feragotto Elena Cos è RAID Nato all Università di Berkeley nel 1968, RAID significa: Redundant Array of Inexpensive Disk L idea era quella di sostituire un

Dettagli

SISTEMI OPERATIVI. Gestione dei dischi. Gestione dei dischi e sistemi RAID

SISTEMI OPERATIVI. Gestione dei dischi. Gestione dei dischi e sistemi RAID SISTEMI OPERATIVI 08.c Gestione dei dischi e sistemi RAID Gestione dei dischi Caratteristiche dei dischi magnetici Schedulazione degli accessi al disco Sistemi RAID 1 Struttura meccanica 2 traccia testina

Dettagli

Virtualizzazione. Orazio Battaglia

Virtualizzazione. Orazio Battaglia Virtualizzazione Orazio Battaglia Definizione di virtualizzazione In informatica il termine virtualizzazione si riferisce alla possibilità di astrarre le componenti hardware, cioè fisiche, degli elaboratori

Dettagli

File System Distribuiti

File System Distribuiti File System Distribuiti Introduzione Nominazione e Trasparenza Accesso ai File Remoti Servizio Con/Senza Informazione di Stato Replica dei File Un esempio di sistema 20.1 Introduzione File System Distribuito

Dettagli

Introduzione. File System Distribuiti. Nominazione e Trasparenza. Struttura dei DFS. Strutture di Nominazione

Introduzione. File System Distribuiti. Nominazione e Trasparenza. Struttura dei DFS. Strutture di Nominazione File System Distribuiti Introduzione Nominazione e Trasparenza Accesso ai File Remoti Servizio Con/Senza Informazione di Stato Replica dei File Un esempio di sistema Introduzione File System Distribuito

Dettagli

Sistemi Operativi A Parte VI - La memoria secondaria. Dischi magnetici. Nastri magnetici

Sistemi Operativi A Parte VI - La memoria secondaria. Dischi magnetici. Nastri magnetici Sistemi Operativi A Parte VI - La memoria secondaria Augusto Celentano Università Ca Foscari Venezia Corso di Laurea in Informatica Dischi magnetici Proprietà principali e parametri - Velocità di rotazione

Dettagli

Nastro magnetico. Gestione della memoria di massa. Disco magnetico. Disco magnetico. Usato in passato come dispositivo di memorizzazione secondaria

Nastro magnetico. Gestione della memoria di massa. Disco magnetico. Disco magnetico. Usato in passato come dispositivo di memorizzazione secondaria Impossibile visualizzare l'immagine. Nastro magnetico Gestione della memoria di massa Usato in passato come dispositivo di memorizzazione secondaria Può contenere grosse quantità di dati Principalmente

Dettagli

Impianti informatici. Sistemi di storage. Paolo Cremonesi

Impianti informatici. Sistemi di storage. Paolo Cremonesi Impianti informatici Sistemi di storage Paolo Cremonesi Capacità e Prestazioni Aumento di capacità dei dischi Densità di informazione (Mbit/cm 2 ) 100.000 10.000 1.000 100 10 1 1980 1985 1990 1995 2000

Dettagli

STORAGE. 2015 Arka Service s.r.l.

STORAGE. 2015 Arka Service s.r.l. STORAGE STORAGE MEDIA indipendentemente dal modello di repository utilizzato i dati devono essere salvati su dei supporti (data storage media). I modelli utilizzati da Arka Service sono i comuni metodo

Dettagli

SISTEMI OPERATIVI MEMORIA SECONDARIA E TERZIARIA. Meccanica di un hard disk

SISTEMI OPERATIVI MEMORIA SECONDARIA E TERZIARIA. Meccanica di un hard disk SISTEMI OPERATIVI MEMORIA SECONDARIA E TERZIARIA Meccanica di un hard disk 2 Stru:ura di un disco 3 Dischi magne>ci» Velocità di rotazione fra i 60 e i 200 giri al secondo» La velocità di trasferimento

Dettagli

Sistemi Operativi e informatica 1

Sistemi Operativi e informatica 1 1 Dip. Scienze dell Informatica Università degli Studi di Milano, Italia marchi@dsi.unimi.it a.a. 2011/12 1 c 2010-2012 M.Monga R.Paleari M.. Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 2.5

Dettagli

Il clustering. Sistemi Distribuiti 2002/2003

Il clustering. Sistemi Distribuiti 2002/2003 Il clustering Sistemi Distribuiti 2002/2003 Introduzione In termini generali, un cluster è un gruppo di sistemi indipendenti che funzionano come un sistema unico Un client interagisce con un cluster come

Dettagli

Sommario. Gestione dell I/O e Scheduling dei Dischi. Categorie di Dispositivi di I/O. Human readable

Sommario. Gestione dell I/O e Scheduling dei Dischi. Categorie di Dispositivi di I/O. Human readable Sommario Gestione dell I/O e Scheduling dei Dischi Dispositivi di I/O Organizzazione delle funzioni di I/O Problematiche di Progettazione I/O Buffering Disk Scheduling Categorie di Dispositivi di I/O Area

Dettagli

* Continuo incremento delle prestazioni della tecnologia dei semiconduttori ( > 50 % / anno )

* Continuo incremento delle prestazioni della tecnologia dei semiconduttori ( > 50 % / anno ) * Continuo incremento delle prestazioni della tecnologia dei semiconduttori ( > 50 % / anno ) * Grandi quantita di memoria primaria -> richiede grandi quantita di memoria secondaria * Le applicazioni richiedono

Dettagli

PARALLELISMO NELLE MEMORIE PERMANENTI

PARALLELISMO NELLE MEMORIE PERMANENTI PARALLELISMO NELLE MEMORIE PERMANENTI Struttura di un data server CPU memoria centrale memorie permanenti (dischi) rete PC server altre reti memorie permanenti 2 Qualità di un data server velocità della

Dettagli

Reti di Calcolatori. Lezione 2

Reti di Calcolatori. Lezione 2 Reti di Calcolatori Lezione 2 Una definizione di Rete Una moderna rete di calcolatori può essere definita come: UN INSIEME INTERCONNESSO DI CALCOLATORI AUTONOMI Tipi di Rete Le reti vengono classificate

Dettagli

PROGETTAZIONE FISICA

PROGETTAZIONE FISICA PROGETTAZIONE FISICA Memorizzazione su disco, organizzazione di file e tecniche hash 2 Introduzione La collezione di dati che costituisce una BDD deve essere fisicamente organizzata su qualche supporto

Dettagli

Memoria secondaria. Struttura del disco. Scheduling del disco. Gestione dell unità a disco. Affidabilità dei dischi: RAID

Memoria secondaria. Struttura del disco. Scheduling del disco. Gestione dell unità a disco. Affidabilità dei dischi: RAID Memoria secondaria Struttura del disco Scheduling del disco Gestione dell unità a disco Affidabilità dei dischi: RAID Sistemi Operativi 13.1 Struttura del disco I dischi vengono indirizzati come grandi

Dettagli

Reti di computer. Agostino Lorenzi - Reti di computer - 2008

Reti di computer. Agostino Lorenzi - Reti di computer - 2008 Reti di computer Telematica : termine che evidenzia l integrazione tra tecnologie informatiche e tecnologie delle comunicazioni. Rete (network) : insieme di sistemi per l elaborazione delle informazioni

Dettagli

Il Sistema Operativo. C. Marrocco. Università degli Studi di Cassino

Il Sistema Operativo. C. Marrocco. Università degli Studi di Cassino Il Sistema Operativo Il Sistema Operativo è uno strato software che: opera direttamente sull hardware; isola dai dettagli dell architettura hardware; fornisce un insieme di funzionalità di alto livello.

Dettagli

Input e Output. Input / Output. Performance. Misure di banda e tempi di trasferimento

Input e Output. Input / Output. Performance. Misure di banda e tempi di trasferimento Input e Output INPUT Input / Output Salvatore Orlando OUTPUT I dati trasferiti durante le operazioni di I/O possono passare (o meno) dal processore programmed I/O vs. DMA Arch. Elab. - S. Orlando 1 La

Dettagli

CALCOLO PARALLELO SUPERARE I LIMITI DI CALCOLO. A cura di Tania Caprini

CALCOLO PARALLELO SUPERARE I LIMITI DI CALCOLO. A cura di Tania Caprini CALCOLO PARALLELO SUPERARE I LIMITI DI CALCOLO A cura di Tania Caprini 1 CALCOLO SERIALE: esecuzione di istruzioni in sequenza CALCOLO PARALLELO: EVOLUZIONE DEL CALCOLO SERIALE elaborazione di un istruzione

Dettagli

Sistemi Operativi GESTIONE DELLA MEMORIA SECONDARIA. D. Talia - UNICAL. Sistemi Operativi 11.1

Sistemi Operativi GESTIONE DELLA MEMORIA SECONDARIA. D. Talia - UNICAL. Sistemi Operativi 11.1 GESTIONE DELLA MEMORIA SECONDARIA 11.1 Memoria Secondaria Struttura del disco Scheduling del disco Gestione del disco Gestione dello spazio di swap Struttura RAID Affidabilità Implementazione della memoria

Dettagli

Sistemi Operativi. Memoria Secondaria GESTIONE DELLA MEMORIA SECONDARIA. Struttura del disco. Scheduling del disco. Gestione del disco

Sistemi Operativi. Memoria Secondaria GESTIONE DELLA MEMORIA SECONDARIA. Struttura del disco. Scheduling del disco. Gestione del disco GESTIONE DELLA MEMORIA SECONDARIA 11.1 Memoria Secondaria Struttura del disco Scheduling del disco Gestione del disco Gestione dello spazio di swap Struttura RAID Affidabilità Implementazione della memoria

Dettagli

Sicurezza architetturale, firewall 11/04/2006

Sicurezza architetturale, firewall 11/04/2006 Sicurezza architetturale, firewall 11/04/2006 Cos è un firewall? Un firewall è un sistema di controllo degli accessi che verifica tutto il traffico che transita attraverso di lui Consente o nega il passaggio

Dettagli

INTRODUZIONE A RETI E PROTOCOLLI

INTRODUZIONE A RETI E PROTOCOLLI PARTE 1 INTRODUZIONE A RETI E PROTOCOLLI Parte 1 Modulo 1: Introduzione alle reti Perché le reti tra computer? Collegamenti remoti a mainframe (< anni 70) Informatica distribuita vs informatica monolitica

Dettagli

Dispensa di Fondamenti di Informatica. Architettura di un calcolatore

Dispensa di Fondamenti di Informatica. Architettura di un calcolatore Dispensa di Fondamenti di Informatica Architettura di un calcolatore Hardware e software La prima decomposizione di un calcolatore è relativa ai seguenti macro-componenti hardware la struttura fisica del

Dettagli

Scopo del documento. Sistemi di protezione. Possibili configurazioni di reti. Connessioni telefoniche. Sistemi di Backup

Scopo del documento. Sistemi di protezione. Possibili configurazioni di reti. Connessioni telefoniche. Sistemi di Backup Scopo del documento Fornire supporto per aumentare l affidabilità dei sistemi evitando danni all azienda in base a : esigenze aziendali esperienza acquisita evoluzione tecnologica Possibili configurazioni

Dettagli

Gestione della memoria secondaria. Marco Cesati. Schema della lezione. File system annotati. Il disco magnetico. Prestazioni dei dischi

Gestione della memoria secondaria. Marco Cesati. Schema della lezione. File system annotati. Il disco magnetico. Prestazioni dei dischi Di cosa parliamo in questa lezione? Lezione 13 La gestione della Sistemi operativi 1 I file system annotati 2 Tecnologia e prestazioni del magnetico 3 Algoritmi di schedulazione del 26 maggio 2015 4 I

Dettagli

1. I dispositivi periferici

1. I dispositivi periferici La gestione dell I/O 1. I dispositivi periferici Un ulteriore aspetto fondamentale del SO è la gestione dei dispositivi periferici (periferiche) Dal punto di vista del sistema operativo per periferiche

Dettagli

Informatica Grafica. Architetture degli elaboratori

Informatica Grafica. Architetture degli elaboratori Informatica Grafica Corso di Laurea in Ingegneria Edile Architettura Architetture degli elaboratori Paolo Torroni Dipartimento di Elettronica, Informatica e Sistemistica (DEIS) Università degli Studi di

Dettagli

Implementazione del File System

Implementazione del File System Implementazione del file system Implementazione del File System Struttura del file system. Realizzazione del file system. Implementazione delle directory. Metodi di allocazione. Gestione dello spazio libero.

Dettagli

STRATEGIES FOR ACHIEVING DEPENDABILITY IN PARALLEL FILE SYSTEMS

STRATEGIES FOR ACHIEVING DEPENDABILITY IN PARALLEL FILE SYSTEMS UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II Dottorato di Ricerca in Ingegneria Informatica ed Automatica STRATEGIES FOR ACHIEVING DEPENDABILITY IN PARALLEL FILE SYSTEMS XIX Ciclo Tesi di Dottorato di

Dettagli

Corso di Sistemi di Elaborazione delle informazioni. Reti di calcolatori 2 a lezione a.a. 2009/2010 Francesco Fontanella

Corso di Sistemi di Elaborazione delle informazioni. Reti di calcolatori 2 a lezione a.a. 2009/2010 Francesco Fontanella Corso di Sistemi di Elaborazione delle informazioni Reti di calcolatori 2 a lezione a.a. 2009/2010 Francesco Fontanella Una definizione di Rete Una moderna rete di calcolatori può essere definita come:

Dettagli

Sistemi Operativi. Lezione 12 Il File System

Sistemi Operativi. Lezione 12 Il File System Sistemi Operativi Lezione 12 Il File System I Dischi Alcune delle fotografie riportate sono riprese da: http://royal.pingdom.com/2010/02/18/amazing-facts-and-figures-aboutthe-evolution-of-hard-disk-drives/

Dettagli

Reti di calcolatori: Introduzione

Reti di calcolatori: Introduzione Reti di calcolatori: Introduzione Vittorio Maniezzo Università di Bologna Reti di computer e Internet Rete: sistema di collegamento di più computer mediante una singola tecnologia di trasmissione Internet:

Dettagli

SISTEMI OPERATIVI DISTRIBUITI

SISTEMI OPERATIVI DISTRIBUITI SISTEMI OPERATIVI DISTRIBUITI E FILE SYSTEM DISTRIBUITI 12.1 Sistemi Distribuiti Sistemi operativi di rete Sistemi operativi distribuiti Robustezza File system distribuiti Naming e Trasparenza Caching

Dettagli

Griglie computazionali LEZIONE N. 10. Università degli Studi di Napoli Federico II Corso di Laurea Magistrale in Informatica I Anno

Griglie computazionali LEZIONE N. 10. Università degli Studi di Napoli Federico II Corso di Laurea Magistrale in Informatica I Anno Griglie computazionali Università degli Studi di Napoli Federico II Corso di Laurea Magistrale in Informatica I Anno LEZIONE N. 10 Tecnologie di Storage; DAS, NAS, SAN Esempio di SRM: StoRM 1 Introduzione

Dettagli

La macchina di Von Neumann. Archite(ura di un calcolatore. L unità di elaborazione (CPU) Sequenza di le(ura. Il bus di sistema

La macchina di Von Neumann. Archite(ura di un calcolatore. L unità di elaborazione (CPU) Sequenza di le(ura. Il bus di sistema La macchina di Von Neumann rchite(ura di un calcolatore us di sistema Collegamento Unità di Elaborazione (CPU) Memoria Centrale (MM) Esecuzione istruzioni Memoria di lavoro Interfaccia Periferica P 1 Interfaccia

Dettagli

Indice. settembre 2008 Il File System 2

Indice. settembre 2008 Il File System 2 Il File System Indice 4. Il File System 5. Vantaggi del FS 6. Protezione 7. Condivisione 8. I file - 1 9. I file - 2 10. Attributi dei file 11. Directory 12. Livelli di astrazione - 1 13. Livelli di astrazione

Dettagli

D3.1 Documento di analisi della visualizzazione 3D in ambiente Cloud e relative problematiche

D3.1 Documento di analisi della visualizzazione 3D in ambiente Cloud e relative problematiche D3.1 Documento di analisi della visualizzazione 3D in ambiente Cloud e relative problematiche Il Cloud Computing La visualizzazione nella Cloud Problematiche Virtualizzazione della GPU Front end Virtualization

Dettagli

Valutazione del sistema di storage EMC CLARiiON AX4

Valutazione del sistema di storage EMC CLARiiON AX4 Valutazione del sistema di storage EMC CLARiiON AX4 Relazione preparata sotto contratto con EMC Introduzione EMC Corporation ha incaricato Demartek di eseguire una valutazione pratica del nuovo sistema

Dettagli

Organizzazione della memoria

Organizzazione della memoria Memorizzazione dati La fase di codifica permette di esprimere qualsiasi informazione (numeri, testo, immagini, ecc) come stringhe di bit: Es: di immagine 00001001100110010010001100110010011001010010100010

Dettagli

1 Nested Multiple Raid level

1 Nested Multiple Raid level Corso: Gestione ed elaborazione grandi moli di dati Lezione del: 20 aprile 2006 Argomento: Nested Multiple Raid level, Interfacciamento, Drive swaping, RAID 6 Scribes: Andrea Giuseppe Abate, Valentina

Dettagli

Struttura del File-System! Implementazione del File System! Filesystem!

Struttura del File-System! Implementazione del File System! Filesystem! Struttura del File-System Implementazione del File System Struttura dei File Unità logica di memorizzazione Collezione di informazioni correlate File control block (inode) struttura dati per le informazioni

Dettagli

FAMIGLIA EMC VPLEX. Continuous availability e data mobility all'interno e tra i data center

FAMIGLIA EMC VPLEX. Continuous availability e data mobility all'interno e tra i data center FAMIGLIA EMC VPLEX Continuous availability e data mobility all'interno e tra i data center CONTINUOUS AVAILABILITY E DATA MOBILITY PER APPLICAZIONI MISSION- CRITICAL L'infrastruttura di storage è in evoluzione

Dettagli

ASPETTI PRINCIPALI DELLA GESTIONE AUTOMATIZZATA DI UN ARCHIVIO

ASPETTI PRINCIPALI DELLA GESTIONE AUTOMATIZZATA DI UN ARCHIVIO ARCHIVIO è un insieme di informazioni che hanno tra di loro un nesso logico (sono inerenti ad uno stesso argomento) e sono organizzate in modo tale da renderne facile la consultazione Le informazioni di

Dettagli

Manuale Servizi di Virtualizzazione e Porta di Accesso Virtualizzata

Manuale Servizi di Virtualizzazione e Porta di Accesso Virtualizzata Manuale Servizi di Virtualizzazione e Porta di Accesso Virtualizzata COD. PROD. D.6.3 1 Indice Considerazioni sulla virtualizzazione... 3 Vantaggi della virtualizzazione:... 3 Piattaforma di virtualizzazione...

Dettagli

Programmazione. Dipartimento di Matematica. Ing. Cristiano Gregnanin. 25 febbraio 2015. Corso di laurea in Matematica

Programmazione. Dipartimento di Matematica. Ing. Cristiano Gregnanin. 25 febbraio 2015. Corso di laurea in Matematica Programmazione Dipartimento di Matematica Ing. Cristiano Gregnanin Corso di laurea in Matematica 25 febbraio 2015 1 / 42 INFORMATICA Varie definizioni: Scienza degli elaboratori elettronici (Computer Science)

Dettagli

Sistemi Distribuiti. Introduzione Definizione Vantaggi e svantaggi Architetture hardware e software Problemi di progetto. Sistemi Operativi mod.

Sistemi Distribuiti. Introduzione Definizione Vantaggi e svantaggi Architetture hardware e software Problemi di progetto. Sistemi Operativi mod. Sistemi Distribuiti Introduzione Definizione Vantaggi e svantaggi Architetture hardware e software Problemi di progetto 19.1 Introduzione A metà degli anni quaranta inizia l era dei calcolatori elettronici

Dettagli

Introduzione. Sistemi Distribuiti. Introduzione. Introduzione. Definizione di sistema distribuito. Introduzione

Introduzione. Sistemi Distribuiti. Introduzione. Introduzione. Definizione di sistema distribuito. Introduzione Sistemi Distribuiti Definizione Vantaggi e svantaggi Architetture hardware e software Problemi di progetto A metà degli anni quaranta inizia l era dei calcolatori elettronici moderni: grandi, costosi e

Dettagli

Reti di Calcolatori IL LIVELLO RETE

Reti di Calcolatori IL LIVELLO RETE Reti di Calcolatori IL LIVELLO RETE D. Talia RETI DI CALCOLATORI - UNICAL 3-1 Il Livello RETE Servizi del livello Rete Organizzazione interna Livello Rete basato su Circuito Virtuale Livello Rete basato

Dettagli

La classificazione delle reti

La classificazione delle reti La classificazione delle reti Introduzione Con il termine rete si intende un sistema che permette la condivisione di informazioni e risorse (sia hardware che software) tra diversi calcolatori. Il sistema

Dettagli

Reti di computer- Internet- Web. Concetti principali sulle Reti Internet Il Web

Reti di computer- Internet- Web. Concetti principali sulle Reti Internet Il Web Reti di computer- Internet- Web Concetti principali sulle Reti Internet Il Web Condivisione di risorse e comunicazione con gli altri utenti n n n Anni 70: calcolatori di grandi dimensioni, modello timesharing,

Dettagli

Active Solution & Systems illustra La virtualizzazione dei Server secondo il produttore di Storage Qsan

Active Solution & Systems illustra La virtualizzazione dei Server secondo il produttore di Storage Qsan Active Solution & Systems illustra La virtualizzazione dei secondo il produttore di Storage Qsan Milano, 9 Febbraio 2012 -Active Solution & Systems, società attiva sul mercato dal 1993, e da sempre alla

Dettagli

Università degli Studi G. d'annunzio C.L. Economia e Informatica per l'impresa. Sistemi Operativi e Reti A.A. 2014/2015 prof.

Università degli Studi G. d'annunzio C.L. Economia e Informatica per l'impresa. Sistemi Operativi e Reti A.A. 2014/2015 prof. Università degli Studi G. d'annunzio C.L. Economia e Informatica per l'impresa Sistemi Operativi e Reti A.A. 2014/2015 prof. Gianluca Amato Architettura degli elaboratori Architettura Hardware Architettura

Dettagli

Modulo 8 Ethernet Switching

Modulo 8 Ethernet Switching Modulo 8 Ethernet Switching 8.1 Ethernet Switching 8.1.1 Bridging a livello 2 Aumentando il numero di nodi su un singolo segmento aumenta la probabilità di avere collisioni e quindi ritrasmissioni. Una

Dettagli

Tecnologie per il web e lo sviluppo multimediale. Reti di Calcolatori e Internet

Tecnologie per il web e lo sviluppo multimediale. Reti di Calcolatori e Internet Tecnologie per il web e lo sviluppo multimediale Reti di Calcolatori e Internet Luca Pulina Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione Università degli Studi di Sassari A.A. 2015/2016 Luca Pulina (UNISS)

Dettagli

IBM System Storage DS5020 Express

IBM System Storage DS5020 Express Gestione della crescita, della complessità e dei rischi grazie a un sistema storage scalabile ad elevate prestazioni IBM System Storage DS5020 Express Punti di forza Interfacce FC a 8 Gbps di nuova Storage

Dettagli

Le Memorie. Il concetto di bit. Indirizzi di memoria. La memoria principale (RAM)

Le Memorie. Il concetto di bit. Indirizzi di memoria. La memoria principale (RAM) Le Memorie Giuseppe Pozzi Impianti di Elaborazione Facoltà di Ingegneria dell'informazione Politecnico di Milano giuseppe.pozzi@polimi.it - versione del 3 settembre 23 - La memoria principale (RAM) Bibliografia:

Dettagli

MEMORIE MAGNETO- OTTICHE

MEMORIE MAGNETO- OTTICHE MEMORIE SECONDARIE I dati e i programmi devono essere conservati su memorie non volatili, di adeguate dimensioni e di costo contenuto. Occorre utilizzare dispositivi di memoria di massa quali ad esempio

Dettagli

Componenti del Sistema di Elaborazione

Componenti del Sistema di Elaborazione Componenti del Sistema di Elaborazione Il Sistema di Elaborazione Monitor Tastiera Processore Memoria Centrale (Programmi + Dati) Memorie di massa Altre periferiche Rete Rete a.a. 2002-03 L. Borrelli 2

Dettagli

SISTEMI OPERATIVI. Realizzazione del file system. Prof. Luca Gherardi Prof.ssa Patrizia Scandurra (anni precedenti) (MODULO DI INFORMATICA II)

SISTEMI OPERATIVI. Realizzazione del file system. Prof. Luca Gherardi Prof.ssa Patrizia Scandurra (anni precedenti) (MODULO DI INFORMATICA II) SISTEMI OPERATIVI (MODULO DI INFORMATICA II) Realizzazione del file system Prof. Luca Gherardi Prof.ssa Patrizia Scandurra (anni precedenti) Università degli Studi di Bergamo a.a. 2012-13 Sommario Realizzazione

Dettagli

Anatomia e fisiologia del computer: l architettura del calcolatore

Anatomia e fisiologia del computer: l architettura del calcolatore Corso di Laurea Ingegneria Civile Fondamenti di Informatica Dispensa 01 Anatomia e fisiologia del computer: l architettura del calcolatore Marzo 2009 L architettura del calcolatore 1 Nota bene Alcune parti

Dettagli

Milano 5 Ottobre. Andrea Goldoni

Milano 5 Ottobre. Andrea Goldoni Milano 5 Ottobre Andrea Goldoni Premessa Panoramica delle tecnologie disponibili Virtualizzazione dello storage Modello di valutazione dello storage Alcuni esempi Conclusioni Info: Work: Blog: www.itgold.info

Dettagli

Cluster per architetture a componenti

Cluster per architetture a componenti Luca Cabibbo Architetture Software Cluster per architetture a componenti Dispensa ASW 442 ottobre 2014 Un buon progetto produce benefici in più aree. Trudy Benjamin 1 -Fonti [IBM] Clustering Solutions

Dettagli

Capitolo 12 -- Silberschatz

Capitolo 12 -- Silberschatz Gestione della memoria di massa Capitolo 12 -- Silberschatz Nastro magnetico Usato in passato come dispositivo di memorizzazione secondaria Può contenere grosse quantità di dati Principalmente usato per

Dettagli

Corso di Sistemi di Elaborazione delle informazioni

Corso di Sistemi di Elaborazione delle informazioni Corso di Sistemi di Elaborazione delle informazioni Sistemi Operativi a.a. 2010/2011 Francesco Fontanella Il Sistema Operativo Sistema Operativo 2 Il Sistema Operativo Il Sistema Operativo è uno strato

Dettagli

Lezione 14. Sistemi operativi. Marco Cesati System Programming Research Group Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Lezione 14. Sistemi operativi. Marco Cesati System Programming Research Group Università degli Studi di Roma Tor Vergata Lezione 14 Sistemi operativi 9 giugno 2015 System Programming Research Group Università degli Studi di Roma Tor Vergata SO 15 14.1 Di cosa parliamo in questa lezione? Ottimizzazione degli accessi alla

Dettagli

Parte II: Reti di calcolatori Lezione 9

Parte II: Reti di calcolatori Lezione 9 Università di Roma Tor Vergata Corso di Laurea triennale in Informatica Sistemi operativi e reti A.A. 2013-14 Pietro Frasca Parte II: Reti di calcolatori Lezione 9 Martedì 1-04-2014 1 Applicazioni P2P

Dettagli

Corso di Sistemi di Elaborazione delle informazioni

Corso di Sistemi di Elaborazione delle informazioni Corso di Sistemi di Elaborazione delle informazioni LEZIONE 2 (HARDWARE) a.a. 2011/2012 Francesco Fontanella Tre concetti Fondamentali Algoritmo; Automa (o anche macchina); Calcolo; 2 Calcolatore MACCHINA

Dettagli

Sistemi Distribuiti. Informatica B. Informatica B

Sistemi Distribuiti. Informatica B. Informatica B Sistemi Distribuiti Introduzione Che cos è un sistema distribuito? Un sistema distribuito è una collezione di computer indipendenti che appare all utente come un solo sistema coerente Da notare: le macchine

Dettagli

La Gestione delle risorse Renato Agati

La Gestione delle risorse Renato Agati Renato Agati delle risorse La Gestione Schedulazione dei processi Gestione delle periferiche File system Schedulazione dei processi Mono programmazione Multi programmazione Gestione delle periferiche File

Dettagli

Lezione 10. Scheduling nei sistemi multiprocessori. Esempio: P=2 processori. Scheduling dei processi

Lezione 10. Scheduling nei sistemi multiprocessori. Esempio: P=2 processori. Scheduling dei processi Lezione 10 Cenni ai sistemi operativi distribuiti 2. Gestione della CPU e della memoria nei multiprocessori Gestione dei processi Scheduling Bilanciamento del carico Migrazione dei processi Gestione della

Dettagli

Esercizio progettazione rete ex-novo

Esercizio progettazione rete ex-novo Esercizio progettazione rete ex-novo Si vuole cablare un edificio di due piani di cui si riporta la piantina. In ognuna delle stanze numerate devono essere predisposti 15 punti rete, ad eccezione della

Dettagli

Informatica. Ing. Pierpaolo Vittorini pierpaolo.vittorini@cc.univaq.it. Università degli Studi dell Aquila Facoltà di Medicina e Chirurgia

Informatica. Ing. Pierpaolo Vittorini pierpaolo.vittorini@cc.univaq.it. Università degli Studi dell Aquila Facoltà di Medicina e Chirurgia pierpaolo.vittorini@cc.univaq.it Università degli Studi dell Aquila Facoltà di Medicina e Chirurgia 2 ottobre 2007 L architettura del calcolatore Concetti iniziali L architettura del calcolatore Con il

Dettagli

Concetti base. Impianti Informatici. Web application

Concetti base. Impianti Informatici. Web application Concetti base Web application La diffusione del World Wide Web 2 Supporto ai ricercatori Organizzazione documentazione Condivisione informazioni Scambio di informazioni di qualsiasi natura Chat Forum Intranet

Dettagli

LABORATORIO di INFORMATICA

LABORATORIO di INFORMATICA Università degli Studi di Cagliari Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria per l Ambiente ed il Territorio LABORATORIO di INFORMATICA A.A. 2010/2011 Prof. Giorgio Giacinto ARCHITETTURA DEI CALCOLATORI

Dettagli

Indice generale. 1 Il calcolatore: astrazioni. 2 Le istruzioni: il linguaggio. e tecnologia 1. dei calcolatori 57

Indice generale. 1 Il calcolatore: astrazioni. 2 Le istruzioni: il linguaggio. e tecnologia 1. dei calcolatori 57 I Indice generale Prefazione viii 1 Il calcolatore: astrazioni e tecnologia 1 1.1 Introduzione 1 Tipi di calcolatore e loro caratteristiche 2 Cosa si può imparare da questo libro 5 1.2 Cosa c è dietro

Dettagli