ANDROID Introduzione alla programmazione per applicativi Android Dott. Ing. Ivan Ferrazzi V1.1 del 05/08/2013

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1 ANDROID Introduzione alla programmazione per applicativi Android Dott. Ing. Ivan Ferrazzi V1.1 del 05/08/2013 1/78

2 Copyright 2013 Dott.Ing. Ivan Ferrazzi Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the GNU Free Documentation License, Version 1.2 or any later version published by the Free Software Foundation; with no Invariant Sections, no Front-Cover Texts, and no Back-Cover Texts. 2/78

3 Indice generale INTRODUZIONE...5 Installazione dell'ambiente di lavoro...5 Configurazione dell'ambiente di lavoro...6 Concetti base...7 Activity...7 Intents...7 Service...7 Un primo progetto...9 Creiamo il nostro progetto...9 Compilare il progetto...11 Installare l'applicazione...11 Installazione su dispositivi virtuali...11 Installazione su dispositivi reali...12 File presenti all'interno di un progetto...12 local.properties...12 project.properties...13 AndroidManifest.xml...13 res/values/strings.xml...14 res/layout/main.xml...15 gen/com/example/myfirstapp/r.java...16 I layout...18 LinearLayout...18 RelativeLayout...19 ListView...20 GridView...22 Oggetti di output...25 TextView...25 Struttura XML...25 ImageView...26 Struttura XML...26 Oggetti di input...27 EditText...27 Struttura XML...27 Codice Java...29 Button...31 Struttura XML...31 Codice Java...32 Checkbox...32 Struttura XML...32 Codice Java...33 RadioGroup e RadioButton...34 Struttura XML...34 Codice Java...34 ToggleButton...34 Struttura XML...34 Codice Java...35 Spinner...35 Struttura XML /78

4 Codice Java...36 Le Activity in dettaglio...37 I metodi per il cambio degli stati...37 Da starting a running...37 Da running a paused...37 Da paused a running...37 Da paused a stopped...37 Da stopped a running...37 Da paused a destroyed...38 Da stopped a destroyed...38 I View...39 Esempio: utilizzo Activity...39 Esempio: passaggio informazioni tra Activity...42 Salvare e recuperare i dati...49 Salvare e recuperare copie di dati...49 Utilizzare SQLite...50 Animazione 2D...56 Nuovo progetto TestGame...56 Come prima cosa creiamo un nuovo progetto come segue...56 Nuova superficie di visualizzazione...57 Gestione del ciclo di gioco...59 Aggiungiamo l'iterazione con lo schermo...62 Aggiungiamo un'immagine...63 Animiamo l'immagine...65 Un'oggetto per lo sprite...68 Colpire il nemico...70 Effetti sonori...73 Google Play...76 Registrazione sviluppatore...76 Certificare le nostre applicazioni...76 Creare la nostra chiave privata...77 Configurazione del progetto...77 Creare la nostra release /78

5 INTRODUZIONE Questo tutorial è stato realizzato per introdurre gli interessati all'interno del mondo di sviluppo per applicazioni Android. Cercheremo di installare un ambiente di lavoro idoneo allo sviluppo con Linux per poi continuare nella realizzazione di un progetto. Come distribuzione abbiamo utilizzato Debian, ma si potrà naturalmente utilizzare anche delle distribuzioni diverse come ad esempio Ubuntu. Cercheremo di evitare l'utilizzo di Eclipse per riuscire ad entrare nel vivo della programmazione e per capire al meglio tutti i passaggi necessari. Installazione dell'ambiente di lavoro Per lo sviluppo di applicativi Android ci basiamo sul software di Android per gli sviluppatori (Android Software Development Kit SDK) che possiamo scaricare al seguente indirizzo Consigliamo di scaricare il file bundle che contiene tutto quello che serve (o quasi) per iniziare a programmare. Il file scaricato è un file compresso (nel nostro caso adt-bundle-linux-x86.zip) che possiamo decomprimere all'interno di una cartella creata per il nostro sistema, ad esempio /home/ {user/android, oppure {SYSTEM_DIR/Users/{user/android, dove {user è il nome dell'utente che stiamo utilizzando. 5/78

6 Configurazione dell'ambiente di lavoro Come prima cosa aggiungiamo per Linux i seguenti percorsi alla nostra variabile di ambiente PATH /home/user/android/adt-bundle-linux-x86/sdk/tools /home/user/android/adt-bundle-linux-x86/sdk/platform-tools Per Windows aggiungiamo alla stessa variabile di ambiente i seguenti percorsi utilizzando la seguente forma set PATH=%PATH%;{SYSTEM_DIR\Users\user\android\adt-bundle-windowsx86\sdk\tools;{SYSTEM_DIR\Users\user\android\adt-bundle-windowsx86\sdk\platform-tools Per poter compilare i nostri progetti utilizzeremo il programma ant, un compilatore basato su Java, simile al make, che utilizza file XML al posto di file Makefile (utilizzati da make). Per questo motivo è indispensabile avere sulla propria macchina anche una Java Development Kit (JDK). Una volta installati su Windows sia ant che il JDK sarà necessario eseguire le seguenti righe dal prompt dei comandi set ANT_HOME=C:\Users\Ivan\android\ant set JAVA_HOME=C:\Program Files\Java\jdk1.7.0_21 set PATH=%PATH%;%ANT_HOME%\bin Inoltre abbiamo bisogno di uno spazio di lavoro (workspace) all'interno del quale andremo a depositare tutti i nostri progetti. Creiamo quindi semplicemente la nostra cartella di lavoro come segue mkdir /home/user/android/workspace per quanto riguarda gli ambienti Linux, mentre sotto Windows possiamo creare la cartella {SYSTEM_DIR/Users/user/android/workspace Facciamo ora partire l'ambiente Android SDK Manager con il seguente comando android update sdk Questo ci metterà a disposizione le varie versioni di Android disponibile che possiamo installa a piacere. 6/78

7 Concetti base Activity Un'attività (activity) equivale ad un pannello contenitore che l'utente può vedere. Un'applicazione è normalmente composta da più activities e l'utente ha la possibilità di passare da un activity all'altra. Se prendiamo come esempio un semplice gioco le activies necessarie saranno: activity per la visualizzazione del menu iniziale, activity per il gioco e activity per l'elenco dei punteggi. Un'applicazione Android è composta da un'attività principale (main activity) ed una serie di attività che possono essere richiamate a piacere. Lo stato in qui si trova un'attività viene gestita dall'activity Manager di Android. Gli stati possibili sono: Starting L'attività viene fatta partire inizialmente caricando il necessario in memoria. Running L'utente sta attualmente interagendo con l'attività in questione. Paused L'utente sta attualmente interagendo con un'altra attività. Stopped Se l'utente interagisce con un pannello sovrapposto all'attività principale questa viene messa in modalità di pausa anche se in parte visibile sullo schermo. Un'attività viene definita come stopped quando l'utente esce dall'applicazione. L'applicazione non viene rimossa completamente dalla memoria, ma rimane in attesa di un'eventuale riavvio dell'applicazione stessa. Destroyed Solo se l'applicazione non viene utilizzata per un determinato periodo di tempo questa verrà completamente rimossa dalla memoria per liberare le risorse occupate. Intents Un'intenzione (intent) identifica un'azione che vogliamo svolgere all'interno della nostra applicazione. Mediante intenzione riusciamo a far capire al sistema come effettuare il passaggio da un'attività all'altra. Service Un servizio è simile ad un'attività con l'unica differenza che non contiene componenti grafici in grado di interagire con l'utente, ma viene eseguito in background (es. riproduttore di musica). La vita di un servizio viene gestita dallo sviluppatore piuttosto che dal sistema Android. Non avendo a disposizione un'interfaccia grafica gli stati di un servizio sono di meno. Gli stati possibili sono: Starting Il servizio viene fatto partire inizialmente caricando il necessario in memoria. Running 7/78

8 Il servizio è attualmente in esecuzione. Destroyed Il servizio viene terminato e non ha più bisogno di esistere. 8/78

9 Un primo progetto Vediamo ora come creare un semplice progetto iniziale con il quale potremmo controllare il corretto funzionamento dell'intero ambiente di lavoro. Creiamo il nostro progetto Eseguiamo come prima cosa il seguente comando per verificare i così chiamati target, che identificano le versioni di Android attualmente disponibili all'interno del nostro ambiente. android list targets Il comando restituisce un risultato simile al seguente: Available Android targets: id: 1 or android-17 Name: Android 4.2 Type: Platform API level: 17 Revision: 1 Skins: WQVGA432, WVGA800 (default), QVGA, WXGA800-7in, WXGA720, HVGA, WXGA800, WSVGA, WQVGA400, WVGA854 ABIs : armeabi-v7a In base a queste informazioni creiamo il nostro progetto con il seguente comando sotto Linux android create project --target {target_id --name MyFirstApp \ --path /home/user/android/workspace/myfirstapp \ 9/78

10 --activity MainActivity --package com.example.myfirstapp mentre per Windows modifichiamo il percorso alla cartella base con android create project --target {target_id --name MyFirstApp \ --path c:\users\user\android\workspace\myfirstapp \ --activity MainActivity --package com.example.myfirstapp Dove target_id corrisponde all'id (numerico o testuale) presente nel risultato precedente. Nel nostro caso scriviamo quindi su Linux: android create project --target 1 --name MyFirstApp \ --path /home/user/android/workspace/myfirstapp \ --activity MainActivity --package com.example.myfirstapp su Windows android create project --target 1 --name MyFirstApp \ --path c:\users\user\android\workspace\myfirstapp \ --activity MainActivity --package com.example.myfirstapp Il sistema crea la cartella indicata con path all'interno della quale deporrà una struttura di cartelle e file iniziale in base agli altri parametri forniti. I file inseriti corrispondono al semplice esempio funzionante HelloWorld. Vediamo qui di seguito alcune delle risorse più importanti: AndroidManifest.xml Questo file contiene le caratteristiche base del nostro progetto, come versione minima e massima supportata. src/ res/ Questa cartella contiene il sorgente dell'intero progetto. Con il parametro package del comando precedente il sistema crea la struttura a cartelle e sottocartelle conosciuta nel mondo Java. All'interno dell'ultima cartella (quindi myfirstapp) il sistema crea il file.java che rappresenta l'attività iniziale lanciata da Android quando si clicca sull'apposita icona. Il nome del file è definito grazie al parametro activity. Questa cartelle contiene delle sottocartelle che a loro volta contengono le varie risorse della nostra applicazione. drawable-*/ Contiene file immagine che possono essere utilizzati per dispositivi con risoluzioni (densità di schermo) differenti. layout/ Contiene i file che definiscono la disposizione dell'interfaccia 10/78

11 grafica per l'utente finale. values/ Questa cartella può contenere diverse risorse della nostra applicazione come i file XML che definiscono le stringe o i colori da utilizzare. Compilare il progetto Ora possiamo provare a compilare l'esempio di default messo a disposizione dopo la creazione del nostro progetto iniziale. Ci spostiamo all'interno della cartella del nostro progetto, quindi in /home/user/android/workspace/myfirstapp ed eseguiamo il seguente comando ant debug che ci porterà ad avere il progetto compilato e pronto per Android depositato all'interno della cartella bin del nostro progetto. Installare l'applicazione Installazione su dispositivi virtuali Se non siamo in possesso di un dispositivo Android possiamo creare dei dispositivi virtuali che ci permetteranno di emulare le versioni di Android a piacere. Ora possiamo provare a compilare l'esempio di default messo a disposizione dopo la creazione del nostro progetto iniziale. Eseguiamo nuovamente l'ambiente Android SDK Manager con android update sdk e apriamo la finestra per la gestione dei dispositivi virtuali dal menu Tools -> Manage AVDs... Nella scheda Android Virtual Devices presente nella finestra clicchiamo sul pulsane New... per aggiungere un nuovo dispositivo. Confermando dovremo trovare il nuovo dispositivo nell'elenco della finestra. Clicchiamo sul dispositivo per selezionarlo e premiamo sul pulsante Start... per avviare l'emulatore. A emulatore caricato ci spostiamo nella cartella root del nostro progetto e digitiamo il seguente comando da terminale per installare il nostro piccolo progetto sul dispositivo in questione. 11/78

12 adb install bin/myfirstapp-debug.apk Ad installazione terminata troviamo l'applicazione MainActivity tra i programmi installati. Clicchiamoci sopra per avviare ed ammirare la nostra prima applicazione. Per rimpiazzare un'applicazione attualmente presente sul dispositivo usiamo il parametro -r come segue adb install -r bin/myfirstapp-debug.apk Installazione su dispositivi reali Se si possiede un dispositivo reale basta collegare il dispositivo al nostro pc ed attivare la funzione USB debugging. Infine ci spostiamo nella cartella root del nostro progetto e digitiamo il seguente comando da terminale per installare il nostro piccolo progetto sul dispositivo in questione. adb install bin/myfirstapp-debug.apk Ad installazione terminata troviamo l'applicazione MainActivity tra i programmi installati. Clicchiamoci sopra per avviare ed ammirare la nostra prima applicazione direttamente dal nostro dispositivo. In caso di necessità possiamo disinstallare il pacchetto con adb uninstall com.example.myfirstapp File presenti all'interno di un progetto La programmazione per dispositivi Android si basa su dei file XML intuitivi e facili da comprendere. Questo mette a disposizione la possibilità di creare progetti adattabili a dispositivi dalle dimensioni diverse e di gestire più lingue basandosi solamente sulle traduzioni dei testi necessari. local.properties Questo file contiene il riferimento alla cartella che al suo interno ha il ADT utilizzato in fase di creazione del progetto. Nel nostro caso dovremmo trovare la riga sdk.dir=/home/user/android/adt-bundle-linux-x86/sdk su sistemi Linux e sdk.dir={system_dir\\users\\user\\android\\adt-bundle-windows-x86\\sdk su sistemi Windows, dove {SYSTEM_DIR è la cartella di sistema di Windows. Siccome il backslash (\) ha una funzionalità particolare sui sistemi Windows è indispensabile sostituire ogni backslash con un doppo backslash. 12/78

13 Se trasferiamo un progetto da un computer all'altro dobbiamo verificare la presenza della cartella specificata. project.properties Questo file contiene il target utilizzato per la creazione del nostro progetto. Il contenuto potrebbe essere target=android-17 L'id del target utilizzato può variare da computer a computer mentre l'identificatore testuale (es. android-17) rimane invariato perché identifica direttamente la versione SDK utilizzata. In base di compilazione ant prende come punto di riferimento la versione SDK presente all'interno di questo file. Per evitare quindi problemi in fase di compilazione dobbiamo scaricare da Internet la versione SDK richiesta, oppure modificare il contenuto di questo file con la versione di SDK installata sul nostro computer. AndroidManifest.xml Questo file è il file base all'interno del quale si definisce da cosa è composta l'applicazione, qual'è l'attività principale (quella che viene fatta partire da Android quando clicchiamo sull'apposita icona) e quali permessi sono necessari per l'avvio. Vediamo un semplice esempio iniziale <?xml version= 1.0 encoding= utf-8?> <manifest xmlns:android= package= com.example.myfirstapp android:versioncode= 1 android:versionname= 1.0 > <uses-sdk android:minsdkversion= 8 android:targetsdkversion= 17 /> <application > <activity android:name= MainActivity > <intent-filter> <action android:name= android.intent.action.main /> <category android:name= android.intent.category.launcher /> </intent-filter> </activity> </application> </manifest> Nel tag manifest si definiscono le proprietà principali dell'applicazione come il percorso del pacchetto (package), la versione numerica (android:versioncode) ed il nome della versione (android:versionname) dell'applicazione. Nel tag uses-sdk si definisce la versione più bassa funzionante per l'applicazione (android: minsdkversion) e quella utilizzata come target base (android:targetsdkversion). Si consiglia di utilizzare come versione target quella più alta e di effettuare i test su tale versione. 13/78

14 All'interno del tag application troviamo gli attributi android:label e android:icon che identificano il nome dell'applicazione così come l'icona da mostrare all'interno delle applicazioni del nostro Android. Il nome definito mediante questo tag è quello che identifica l'applicazione all'interno della scheda dell'applicazione del sistema Android. Per garantire un determinato grado di flessibilità all'interno di questi attributi non inseriamo dei valori statici ma un identificatore a delle risorse ben precise all'interno della struttura del nostro progetto. L'identificatore ad una risorsa è composto dalle seguenti La posizione della risorsa identifica il file XML o la cartella dalla quale recuperare l'effettiva risorsa. La posizione string, ad esempio, recupera la risorsa dal file XML res/values/strings.xml estrapolando il valore del tag string identificato dal nome della risorsa. La posizione drawable invece identifica un file (ad esempio.png) all'interno di una delle cartelle res/drawable-* (ad esempio res/drawable-hdpi) create per rappresentare l'immagine nelle giuste dimensioni su dispositivi diversi. All'interno del tag application troviamo una serie di tag activity uno dei quali si utilizza per specificare le caratteristiche delle singole attività presenti all'interno della nostra applicazione. Gli attributi principali sono android:name e android:label dove il primo identifica il nome della classe che Android deve far partire come attività principale, mentre il secondo ne identifica il titolo. Per far capire ad Android quale delle attività far partire come prima è indispensabile inserire il blocco <intent-filter> <action android:name= android.intent.action.main /> <category android:name= android.intent.category.launcher /> </intent-filter> all'interno dell'attività desiderata. Nel caso in cui il valore di android:name non esistesse l'applicazione verrebbe compilata senza errori, ma non saremmo in grado di avviare la nostra applicazione una volta installata sul nostro Android. Il valore di android:label dell'attività principale è quello utilizzato per il nome che identifica l'intera applicazione. In versioni differenti di Android il valore di android:label presente nel tag application e quello presente nel tag activity dell'attività principale possono essere sostituiti l'uno con l'altro. Si consigli quindi di utilizzare lo stesso valore per ambedue gli attributi. res/values/strings.xml Questo file contiene (o dovrebbe contenere) tutti i testi utilizzati all'interno della nostra applicazione. Anche questo è un file XML ed ha la seguente struttura <?xml version= 1.0 encoding= utf-8?> 14/78

15 <resources> <string name= hello >Hello World!</string> <string name= app_name >MainActivity</string> </resources> Il tag root è resources che contiene una serie di tag string identificati dall'attributo name. Il valore lo troviamo tra il tag di apertura e quello di chiusura. Il valore di name è quello che si utilizza come nome della risorsa negli indicatori di risorsa, ad res/layout/main.xml Il file in questione è un file XML che permette di definire il layout da utilizzare per un'attività particolare. In questo caso definiamo il layout dell'attività principale (main). Il nome che utilizziamo per salvare il file in questione non è fondamentale visto che siamo noi a decidere quale file utilizzare all'interno di quale attività con apposito metodo Java (che vedremo più avanti). La struttura base di questo file potrebbe essere come segue <?xml version= 1.0 encoding= utf-8?> <LinearLayout xmlns:android= android:orientation= vertical android:layout_width= fill_parent android:layout_height= fill_parent > <TextView android:layout_width= fill_parent android:layout_height= wrap_content /> </LinearLayout> Android premette di definire all'interno di questo file dei contenitori (ViewGroup) in grado di contenere degli oggetti allineati in base alla funzionalità del contenitore stesso. Il contenitore definito all'interno del file è LinearLayout che permette di allineare gli oggetti contenuti al suo interno in maniera orizzontale oppure verticale (android:orientation). La larghezza (android:layout_width) e l'altezza (android:layout_height) del contenitore principale dovranno corrispondere con le dimensioni dello schermo messo a disposizione. Ecco perché si utilizza come valore fill_parent per riempire completamente lo spazio presente. Gli oggetti presenti all'interno di un contenitore possono essere altri contenitori oppure degli elementi in grado di visualizzare qualcosa di particolare (View) come pulsanti, testi, campi di input, immagini, ecc. Nel nostro caso abbiamo l'oggetto TextView in grado di visualizzare il testo presente in android:text nelle dimensioni definite grazie agli attributi android:layout_width e android:layout_height. In larghezza utilizziamo tutto lo spazio disponibile, mentre in altezza solo quello strettamente necessario (wrap_content) per la visualizzazione del contenuto in questione. 15/78

16 gen/com/example/myfirstapp/r.java Il file R.java è un file creato e modificato automaticamente in fase di compilazione. Il contenuto di questo file non verrà quindi mai modificato manualmente, ma è indispensabile comprenderne l'utilizzo per capire meglio come si identifichi una risorsa all'interno della nostra applicazione. Vediamo ora la struttura di questo file /* AUTO-GENERATED FILE. DO NOT MODIFY. * * This class was automatically generated by the * aapt tool from the resource data it found. It * should not be modified by hand. */ package com.example.myfristapp; public final class R { public static final class attr { public static final class drawable { public static final int ic_launcher=0x7f020000; public static final class layout { public static final int main=0x7f030000; public static final class string { public static final int app_name=0x7f040001; public static final int hello=0x7f040000; La presenza di questa classe permette di identificare all'interno di Android una qualsiasi risorsa presente in essa. Per recuperare la risorsa che identifica il layout main possiamo scrivere R.layout.main L'utilizzo di questa forma lo scopriamo all'interno del prossimo file. src/com/example/myfirstapp/mainactivity.java Questo file contiene l'effettivo codice Java in gradi di far partire la nostra applicazione. Nel nostro caso il file sarà simile al seguente: package com.example.myfirstapp; import android.app.activity; import android.os.bundle; public class MainActivity extends Activity { /** Called when the activity is first called. */ public void oncreate(bundle savedinstancestate) { super.oncreate(savedinstancestate); 16/78

17 setcontentview(r.layout.main); Il file inizia con l'identificazione della posizione del file mediante comando package ed importa le classi necessarie per il corretto funzionamento del nostro codice con import. La classe android.app.activity è indispensabile per l'utilizzo delle attività. La classe Activity ha al suo interno i motodi protected void oncreate(bundle savedinstancestate); protected void onstart(); protected void onrestart(); protected void onresume(); protected void onpause(); protected void onstop(); protected void ondestroy(); Il metodo che serve a noi è oncreate(bundle) che viene fatto partire da Android nel momento in cui lanciamo l'applicazione. Facciamo capire al compilatore l'intenzione di sovrascrivere il contenuto del metodo della superclasse (la classe Activity che estendiamo con il comando extends) con La classe android.os.bundle è indispensabile per permettere di memorizzare eventuali informazioni prima che l'applicazione venga interrotta da Android per poi riprendere le informazioni ad un prossimo riavvio. Ecco perché troviamo Bundel savedinstancestate all'interno del metodo oncreate(). Con la riga super.oncreate(savedinstancestate); richiamiamo il metodo in questione della superclasse, mentre la riga setcontentview(r.layout.main); permette di indicare la risorsa che punta al file XML da utilizzare per il layout desiderato. 17/78

18 I layout I layout di Android si dividono in layout come Linear Layout e Relative Layout e view come List View e Grid View. Vediamo qui di seguito quando e come poterli utilizzare. LinearLayout Questo tipo di layout permette di allineare gli elementi in una direzione, verticale (vertical) o orizzontale (horizontal), utilizzando l'attributo android:orientation. Vediamo un semplice esempio: <?xml version="1.0" encoding="utf-8"?> <LinearLayout xmlns:android="http://schemas.android.com/apk/res/android" android:layout_width="fill_parent" android:layout_height="fill_parent" android:paddingleft="16dp" android:paddingright="16dp" android:orientation="vertical" > <EditText android:layout_width="fill_parent" android:layout_height="wrap_content" /> <EditText android:layout_width="fill_parent" android:layout_height="wrap_content" /> <EditText android:layout_width="fill_parent" android:layout_height="0dp" android:layout_weight="1" android:gravity="top" /> <Button android:layout_width="100dp" android:layout_height="wrap_content" 18/78

19 android:layout_gravity="right" /> </LinearLayout> RelativeLayout Questo tipo di ViewGroup ci permette di inserire elementi posizionandoli in relazione agli elementi padre e/o agli elementi fratelli. Gli attributi che possiamo utilizzare per il posizionamento relativo sono: android:layout_alignparenttop Se attivato (true) l'angolo alto del View in questione corrisponde all'angolo alto del View padre. android:layout_centervertical Se attivato (true) centra il View verticalmente all'interno del View padre. android:layout_below Posiziona l'angolo alto del View in questione al di sotto del View specificato dal relativo id di risorsa. android:layout_torightof Posiziona l'angolo sinistro del View in questione a destra del View specificato dal relativo id di risorsa. Vediamo il seguente esempio: <?xml version="1.0" encoding="utf-8"?> <RelativeLayout xmlns:android="http://schemas.android.com/apk/res/android" android:layout_width="fill_parent" android:layout_height="fill_parent" android:paddingleft="16dp" android:paddingright="16dp" > <EditText android:layout_width="fill_parent" android:layout_height="wrap_content" /> <Spinner android:layout_width="0dp" android:layout_height="wrap_content" android:layout_alignparentleft="true" /> <Spinner android:layout_width="96dp" android:layout_height="wrap_content" android:layout_alignparentright="true" /> <Button android:layout_width="96dp" android:layout_height="wrap_content" android:layout_alignparentright="true" /> 19/78

20 </RelativeLayout> ListView Questo tipo di ViewGroup è probabilmente l'elemento più utilizzato nel mondo Android, perché è quello in grado di visualizzare dei contenuto sotto forma di elenco. Vediamo nel seguente esempio come visualizzare un'array contenente stringhe all'interno di un elenco. Modifichiamo il file res/layout/main.xml come segue inserendo un ListView <?xml version="1.0" encoding="utf-8"?> <LinearLayout xmlns:android="http://schemas.android.com/apk/res/android" android:layout_width="fill_parent" android:layout_height="fill_parent" android:orientation="vertical" > <ListView android:layout_width="fill_parent" android:layout_height="wrap_content" > </ListView> </LinearLayout> Inoltre aggiungiamo il nuovo file res/layout/row.xml che contiene il layout da utilizzare per ogni elemento del nostro elenco <?xml version="1.0" encoding="utf-8"?> <LinearLayout xmlns:android="http://schemas.android.com/apk/res/android" android:layout_width="match_parent" android:layout_height="match_parent" android:orientation="vertical" > <TextView android:layout_width="wrap_content" android:layout_height="wrap_content" android:text="" android:padding="10dip" android:textsize="22dip"/> </LinearLayout> Infine modifichiamo il file principale ListViewLoader.java come segue package com.example.listviewloader; import android.app.activity; import android.os.bundle; import android.widget.arrayadapter; import android.widget.listview; import android.widget.textview; import android.widget.toast; import android.widget.adapterview; import android.widget.adapterview.onitemclicklistener; import android.view.view; 20/78

21 public class ListViewLoader extends Activity { public void oncreate(bundle savedinstancestate) { super.oncreate(savedinstancestate); setcontentview(r.layout.main); ListView listview = (ListView)findViewById(R.id.listViewDemo); String[] array = {"Antonio", "Giovanni", "Michele", "Giuseppe", "Leonardo", "Alessandro"; ArrayAdapter<String> arrayadapter = new ArrayAdapter<String>( this, R.layout.row, R.id.textViewList, array ); listview.setadapter(arrayadapter); listview.setonitemclicklistener( new OnItemClickListener() { public void onitemclick(adapterview<?> parent, View v, int position, long id) { Toast.makeText(getApplicationContext(), "Position:" + position, Toast.LENGTH_SHORT).show(); ); All'interno di questo codice creiamo il ListView dall'id definito nel file xml con ListView listview = (ListView)findViewById(R.id.listViewDemo); e l'array delle stringhe che vogliamo aggiungere con String[] array = {"Antonio", "Giovanni", "Michele", "Giuseppe", "Leonardo", "Alessandro"; Infine creiamo un ArrayAdapter che aggiungiamo al ListView creato precedentemente ArrayAdapter<String> arrayadapter = new ArrayAdapter<String>( this, R.layout.row, R.id.textViewList, array ); listview.setadapter(arrayadapter); I parametri necessari per creare un ArrayAdapter sono il Context (nel nostro esempio this), il layout da utilizzare per le singole righe (R.layout.row), l'id dell'elemento che vogliamo riempire all'interno dell'elenco 21/78

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