Procedura Aziendale IDENTIFICAZIONE E VALUTAZIONE DEI RISCHI

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1 PASPP 01 Rev. 0 Pag. 1 di 7 Procedura Aziendale IDENTIFICAZIONE E VALUTAZIONE DEI RISCHI AUTORIZZAZIONI REV. DATA REDATTO VERIFICATO APPROVATO SPP Direttore Sanitario Direttore Generale A cura di: UO Servizio di Prevenzione e protezione della AziendaUSL 9 di Presentata ai Rappresentanti dei Lavoratori per la sicurezza in data

2 Pag. 2 di 7 Sommario Sommario... 2 SCOPO... 3 CAMPO DI APPLICAZIONE... 3 DOCUMENTI DI RIFERIMENTO... 3 DEFINIZIONI... 3 ABBREVIAZIONI... 3 MODALITÀ OPERATIVE... 3 Identificazione dei pericoli... 4 Identificazione dei lavoratori esposti... 4 Valutazione dei rischi... 4 Descrizione delle misure attuate... 4 Caratterizzazione delle Emergenze... 6 INDICAZIONE DELLE MISURE DI PREVENZIONE E DI PROTEZIONE DA ATTUARE PER ELIMINARE O RIDURRE ULTERIORMENTE L ESPOSIZIONE E GLI INTERVENTI DI MANTENIMENTO... 6 REDAZIONE DEL DOCUMENTO FINALE... 6 RIESAME... 6 ARCHIVIAZIONE... 6 RASSEGNA DEI RISCHI LAVORATIVI... 6 A) RISCHI PER LA SICUREZZA... 7 B) RISCHI PER LA SALUTE... 7 C) RISCHI TRASVERSALI O ORGANIZZATIVI/ERGONOMICI... 7

3 Pag. 3 di 7 SCOPO Individuare i rischi al fine di determinare quali di essi hanno un impatto sulla sicurezza e salute dei lavoratori. CAMPO DI APPLICAZIONE La presente procedura viene applicata a tutte le attività, prodotti e servizi che l Azienda può controllare DOCUMENTI DI RIFERIMENTO D. Lgs 81/2008 e smi DEFINIZIONI PERICOLO RISCHIO VALUTAZIONE DEI RISCHI: proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni. probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione. valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell ambito dell organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza. ABBREVIAZIONI RSPP ASPP RLS Funzioni operative Responsabile Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi Addetti Servizio di Prevenzione e Protezione Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza Dirigenti e preposti MODALITÀ OPERATIVE I rischi identificati e valutati con la presente procedura sono utilizzati per la definizione di un piano di miglioramento. L individuazione delle attività, prodotti e servizi che possono avere un impatto significativo su salute e sicurezza è effettuata dagli ASPP in collaborazione con i Dirigenti, Preposti e lavoratori Il gruppo è coordinato dal RSPP. Gli ASPP individuano e valutano, unitamente alle funzioni operative interessate, i rischi derivanti da ciascuna attività, prodotto o servizio, determinano quali sono significativi e stabiliscono le priorità per le successive decisioni riguardo al piano di miglioramento.

4 Pag. 4 di 7 Gli ASPP riesaminano periodicamente, secondo il calendario prefissato, le decisioni sviluppate nel corso delle valutazioni precedenti al fine di garantire che esse siano aggiornate. Tale aggiornamento viene fornito dal RSPP al Direttore Generale per il riesame della direzione. L individuazione dei rischi viene sviluppata nelle seguenti fasi ognuna delle quali è preliminare alla successiva. Identificazione dei pericoli Avviene mediante l identificazione dell edificio, della struttura organizzativa e dei processi da questa erogati; sulla scorta di questo si procede all individuazione di tutti i pericoli ragionevolmente prevedibili derivanti dall attività. I principali strumenti utilizzati sono: norme tecniche e legislative, registro infortuni, archivi di sostanze e materiali, schede dati di sicurezza, materiale bibliografico, informazioni raccolte dai dirigenti, preposti e lavoratori comprensive dell organizzazione e delle procedure di lavoro, informazioni fornite dal medico competente, sopralluoghi. Identificazione dei lavoratori esposti In relazione ai fattori di rischio evidenziati e delle mansioni svolte che eventualmente espongono a rischi specifici (tali da richiedere una specifica esperienza e adeguata formazione e addestramento), sono identificati i lavoratori, esposti individualmente o come gruppo omogeneo, tenendo conto delle effettive modalità di lavoro. Sono definiti come esposti i lavoratori che vengono in contatto con il fattore di rischio indipendentemente dalla quantificazione. I lavoratori dono differenziati per genere e per età. L identificazione è propedeutica anche alle successive attività di sorveglianza sanitaria e formazione/informazione. Valutazione dei rischi Prima fase: misura semi-quantitativa nella quale si valuta la frequenza, la durata delle operazioni/lavorazioni che comportano rischi e l entità del danno, anche quello che si può verificare a seguito di un emergenza. Seconda fase: stima più precisa basata su misure di igiene industriale. Si utilizza questa strategia, qualora le quantità impiegate nella singola fase di lavoro lo permettano, quando: è esplicitamente previsto dalla normativa; per esposizione a sostanze ad elevata tossicità; per la verifica di efficacia dei sistemi di prevenzione adottati. La classificazione del rischio viene effettuata per mansione. Descrizione delle misure attuate Misure di protezione collettiva, individuale e organizzativo- procedurale Si procede quindi alla classificazione del rischio residuo tenendo conto delle misure già adottate.

5 Pag. 5 di 7 Matrice di valutazione probabilità/danno I A A B B PP A B M M P B M M E MP M M E E L M G GG Legenda: I - improbabile; PP - poco probabile; P - probabile; MP - molto probabile L - lieve; M medio; G grave; GG gravissimo Ad ogni rischio valutato viene associata la dicitura ACCETTABILE, BASSO, MEDIO, ELEVATO secondo i criteri generali sopra esposti ed elaborati secondo l articolo 17, comma 1, lettera a) e articolo 28 del D.Lgs. 81/2008. In tal modo si ottiene la seguente tabella che rapporta l indice di rischio alle azione correttive: Rischio Accettabile = A Basso = B Medio = M Elevato = E Azioni correttive Non sono necessari interventi di alcun tipo, è necessario mantenere il controllo del sistema. Vanno implementate misure organizzative procedurali e in particolare formazione, informazione, procedure. Non sono necessari altri interventi di protezione collettiva (strutturali e impiantistici) immediati; miglioramenti possono essere considerati nella pianificazione a lungo termine. Interventi correttivi di protezione collettiva (anche strutturali e/o impiantistici), da porre in essere con urgenza: esistono comunque soluzioni temporanee /tampone efficaci sul versante delle misure di protezione individuale e organizzativo procedurali. Interventi correttivi di protezione collettiva (strutturali e/o impiantistici) da porre in essere immediatamente; le soluzioni tampone sul versante delle misure di protezione individuale e organizzativo procedurali non sono efficaci. Per le attività lavorative non esponenti a determinati fattori di rischio o pericoli, viene utilizzata la dicitura SOTTO CONTROLLO intendendo che, in questi casi ed alla data di emissione dello specifico documento, l attività risulta essere monitorata; qualora dovessero variare le condizioni di non esposizione, verrà effettuata la valutazione del rischio con la determinazione delle misure di prevenzione conseguenti.

6 Pag. 6 di 7 Caratterizzazione delle Emergenze Le potenziali situazioni d emergenza che possono costituire un aggravamento delle condizioni di rischio sono analizzate considerando i seguenti elementi: la definizione della situazione di anomalia o di emergenza che può generarsi nell ambito di una attività, un processo o un prodotto; le misure di prevenzione già messe in atto per ridurre la probabilità di accadimento dell evento; le misure di mitigazione, ovvero i sistemi adottati per diminuire la gravità delle conseguenze; le modalità di gestione, costituite dalle procedure e dai sistemi adottati per intervenire a seguito dell evento al fine di diminuire gli effetti negativi dell evento o di ripristinare velocemente la normalità; i sistemi di allarme adottati che possono garantire il pronto intervento in caso di evento incidentale o anomalo e la messa in atto delle misure di gestione dell emergenza previste. INDICAZIONE DELLE MISURE DI PREVENZIONE E DI PROTEZIONE DA ATTUARE PER ELIMINARE O RIDURRE ULTERIORMENTE L ESPOSIZIONE E GLI INTERVENTI DI MANTENIMENTO Rappresentano il programma degli interventi di miglioramento e consistono in: Misure di protezione collettiva, individuale e organizzativo- procedurali La descrizione sarà inserita in ogni paragrafo relativo alle singole tipologie di rischio. REDAZIONE DEL DOCUMENTO FINALE Contiene l individuazione delle procedure per l attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell organizzazione aziendale che vi debbono provvedere; nella sua interezza risulta costituito da un insieme di documenti citati all interno degli stessi paragrafi. Tale attività è a carico della Direzione Aziendale. Il documento è sottoposto, prima dell approvazione definitiva, agli RLS. RIESAME I risultati della più recente valutazione dei rischi, come registrati nel documento di valutazione dei rischi, sono riesaminati nell ambito del riesame della Direzione. Sulla base di tale riesame il Direttore generale determina le eventuali necessità di aggiornamento della valutazione dei rischi. I fattori che influiscono sulla necessità di aggiornamento sono relativi, tra l altro, a : cambiamenti o innovazioni nei prodotti, processi o servizi dell Azienda cambiamenti delle metodologie e tecniche di valutazione cambiamenti nello stato delle conoscenze (compresa la normativa applicabile), tali da influenzare i criteri e/o i parametri di valutazione. ARCHIVIAZIONE Tutta la documentazione relativa alla identificazione e valutazione dei rischi viene conservata da RSPP. RASSEGNA DEI RISCHI LAVORATIVI I Rischi lavorativi presenti negli ambienti di lavoro, in conseguenza dello svolgimento delle attività lavorative, possono essere divisi in tre grandi categorie:

7 Pag. 7 di 7 A) RISCHI PER LA SICUREZZA I Rischi per la Sicurezza, o Rischi di natura infortunistica, sono quelli responsabili del potenziale verificarsi di incidenti o infortuni, ovvero di danni o menomazioni fisiche (più o meno gravi) subite dalle persone addette alle varie attività lavorative, in conseguenza di un impatto fisico-traumatico di diversa natura (meccanica, elettrica, chimica, termica, etc.). Le cause di tali rischi sono da ricercare almeno nella maggioranza dei casi, in un non idoneo assetto delle caratteristiche di sicurezza inerenti: l ambiente di lavoro, le macchine e/o le apparecchiature utilizzate, gli impianti, le modalità operative, l organizzazione del lavoro, ecc. B) RISCHI PER LA SALUTE I Rischi per la salute, o Rischi igienico-ambientali, sono quelli responsabili della potenziale compromissione dell equilibrio biologico del personale addetto ad operazioni o a lavorazioni che comportano l emissione nell ambiente di fattori ambientali di rischio, di natura chimica, fisica e biologica, con seguente esposizione del personale addetto. Le cause di tali rischi sono da ricercare nell insorgenza di non idonee condizioni igienicoambientali dovute alla presenza di fattori ambientali di rischio generati dalle lavorazioni, (caratteristiche del processo e/o delle apparecchiature) e da modalità operative. C) RISCHI TRASVERSALI O ORGANIZZATIVI/ERGONOMICI Tali rischi, sono individuabili all interno della complessa articolazione che caratterizza il rapporto tra l operatore e l organizzazione del lavoro in cui è inserito. Il rapporto in parola è peraltro immerso in un quadro di compatibilità ed interazioni che è di tipo oltre che ergonomico anche psicologico ed organizzativo. La coerenza di tale quadro, pertanto può essere analizzata anche all interno di possibili trasversalità tra rischi per la sicurezza e rischi per la salute. A B C RISCHI PER LA SICUREZZA DOVUTI A: (Rischi di natura infortunistica) RISCHI PER LA SALUTE DOVUTI A: (Rischi di natura igienico ambientale) RISCHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DOVUTI A: (Rischi di tipo cosiddetto trasversaleorganizzativo/ergonomico) Luoghi di lavoro e impianti Macchine e Apparecchiature Trasferimenti in auto Incendio Gas Atmosfere esplosive Agenti Chimici: gas anestetici, disinfettanti, detergenti, formaldeide, reagenti di laboratorio, liquidi di sviluppo e fissaggio, farmaci antiblastici, agenti allergizzanti, materiale per la rimozione di cerotti, materiali ortopedici, materiali odontoiatrici Agenti Biologici: uso deliberato e potenziale esposizione Agenti Fisici: rumore, vibrazioni, radiazioni ionizzanti 1, radiazioni non ionizzanti Organizzazione del lavoro: stress, lavoro in turni, lavoro notturno VDT Movimentazione manuale dei carichi 1 A cura dell esperto qualificato

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