Autocentralità e psicosi. statu nascendi

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1 Autocentralità e psicosi statu nascendi CARLO MAGGINI 1, ANDREA RABALLO 1, EMANUELA LEUCI 2, STEFANIA FONTÒ 1 1 Dipartimento di Neuroscienze, Sezione di Psichiatria, Università di Parma 2 Azienda Ospedaliera, Desenzano del Garda, Brescia RIASSUNTO Il fenomeno dell autocentralità connota la modificazione qualitativa dell esperienza psicotica. Transitori vissuti di autoriferimento sono riscontrati sistematicamente in soggetti in fase prodromica, all esordio o nella fase postpsicotica e trovano un preciso riconoscimento nella semiotica dei sintomi di base. Tuttavia, oltre che come organizzatore morfologico della crisi psicotica, l autocentralità ricorre anche nel disturbo schizotipico di personalità e nei familiari di 1 grado di schizofrenici (dove correla con l intensità dei tratti schizotipici). In questi soggetti manifestazioni sfumate di autocentralità potrebbero indicare un latent vulnerability trait suscettibile di modulare l espressività personologica e psicopatologica della diatesi schizotassica. ESORDI PSICOTICI (PARTE I) NÓOς 1:2005; Parole chiave: autocentralità, modello dei sintomi di base, psicosi nascente, schizotassia. SUMMARY Self-centrality phenomenon denotes a characteristic transformation of the structure of experiencing which is often clinically met in psychosis. Such vague and unstable feelings of reference, which have been originally described in inpending psychosis (and proposed as a formal organizer of the onset phase), seem to occur in non-initial phases of schizophrenia as well and are detailed in the basic symptoms semeiology. Furthermore, self-centrality intervenes also in schizotypal personality disorder and correlates with the magnitude of schizotypal traits in 1 st degree unaffected relatives. In this population such subliminar experiences of self-centrality might be indicative of a latent vulnerability trait modulating the personologic and psychopathologic expression of the underlying schizotaxic disposition. Key words: self-centrality, basic symptoms model, beginning psychosis, schizotaxia. Indirizzo per la corrispondenza: Carlo Maggini, Dipartimento di Neuroscienze, Sezione di Psichiatria, Università di Parma, P.le Matteotti Parma. Tel , Fax ; 49

2 NÓOς Nelle ore e nei giorni in cui nasce alla psicosi, il soggetto sembra provenire da un luogo e da un tempo indeterminati, da un punto asintotico dell esperienza umana. H. Grivois, 1999 INTRODUZIONE C. MAGGINI - A. RABALLO E. LEUCI - S. FONTÒ AUTOCENTRALITÀ E PSICOSI STATU NASCENDI Incoerenza, polimorfismo, perdita di senso, così Sirere, Naudin e Grivois 1 sintetizzano la fenomenica clinica dell esperienza psicotica inaugurale, che sembra sottrarsi ad ogni possibilità di decodificazione unificante che trascuri il campo delle esperienze soggettive. Tra queste, il vissuto di centralità offre una suggestiva traccia indiziaria per delineare alcuni organizzatori tipologici dell entrata acuta nella psicosi, richiamando nella sua stessa struttura formale la paticità pervasiva dell esordio a. Ad essa rimanda Die beginnende Schizophrenie 7, in cui Klaus Conrad tratteggia una dettagliata rassegna delle tappe fenomenologiche del costituirsi e del procedere della coscienza psicotica, enfatizzando il significato psicopatologico del cambiamento gestaltico dei modi elementari dell esperire 8. Conrad segnala, infatti, come il vissuto dell abnorme attribuzione di significati (apofania) e l impressione cogente di essere al centro del mondo (anastrofe) siano i due elementi caratterizzanti la mutazione strutturale del vissuto schizofrenico e si trovino in immediato rapporto reciproco. L anastrofe, in particolare, testimonierebbe una profondamente disturbata capacità di cambiare i sistemi di riferimento, che esita in una progressiva perdita dei gradi di libertà posizionale b. Nella sua psicosi, prosegue Conrad, lo schizofrenico ha perso questa possibilità di trascendersi qualunque sia l oggetto del suo sguardo, in qualunque direzione vada lo strale della sua intenzionalità, quell oggetto lo riguarda. L irrigidimento della capacità di situarsi prospetticamente, tuttavia, affiora già nella fase del Trema, dove l impossibilità del passaggio è sentita come barriera e l intero campo psichico è percorso da uno stato di allarme immanente e indefinibile. Questo vissuto trapassa nell apofania (caratterizzata dal dispiegarsi totalizzante del dispositivo antropologico della rivelazione) e nell anastrofe (siglata dallo scivolamento in un diffuso e incombente erlebnis di autoriferimento), ma è suscettibile, se non si cristallizza, di regredire col ripristino della capacità di decentrarsi. a Configurazioni autocentriche dell esperire, accomunate dal vissuto di riferimento, sono state differentemente descritte e contestualizzate da Bleuler (Beziehungswahn) 2, Kretschmer (deliroide caratterogeno sensitivo, che attualizza una trasformazione paranoica delle esperienze vissute 3 ), e, Schneider che, con Jaspers e Gruhle, rimarca come già nella nella percezione delirante l emergenza del significato abnorme avvenga generalmente nel senso dell autoriferimento 4,5. Successivamente, Binswanger ha coniato la nozione prototipica dell essere posti al centro quale fenomeno nodale, attorno al quale si articola il passaggio dell esperienza naturale all esperienza delirante (caso Ilse) 6. Tuttavia, una descrizione più esplicitamente orientata alla caratterizzazione delle peculiarità formali dell esordio psicotico è stata originalmente compendiata da Conrad, e successivamente ripresa in ambito francofono da Grivois. b La capacità di cambiare liberamente il sistema di riferimento costituisce per Conrad il fondamento della sintonia interpersonale, rappresenta cioè quella facoltà che garantisce spontaneamente a ciascuno, nonostante ogni singolo individuo stia al centro del suo mondo, la possibilità di vedere se stesso dall esterno, dall alto, dalla prospettiva a volo d uccello, [e di] mettere il proprio mondo in concordanza col mondo generale degli altri 7. 50

3 Nella teoresi di Grivois 9, la centralité (caratterizzata come una erronea autoattribuzione di altrui intenzioni, giudizi o istanze comportamentali) si propone come l invariante clinica della psicosi incipiente; la psicosi nasce dalla crisi della relazione interindividuale che esita in un abnorme certezza di essere un punto focale al centro del mondo condiviso. La centralità, suggerisce Grivois, è dovuta ad un crollo della soggettività che deriva dall incertezza della relazione con l altro, ed è sottesa da una prima fase sensorio-motoria infracosciente di concernement, prodotta da un disturbo dei meccanismi elementari che regolano le relazioni di reciprocità nella loro coordinazione spontanea 10. Inizialmente, il concernimento ha un carattere puramente percettivo-mimetico, ancora privo di un significato minacciante, solo in seguito diviene un emozione specifica che s intensifica, cosicché gli scambi e le interazioni più infime e marginali diventano segni allusivamente riguardanti il soggetto. Successivamente il concernimento si radicalizza in una generalizzata alterazione della interindividualità (centralité) che modifica, talvolta in modo folgorante, l esperienza di essere uomo in una collegialità sociale: l individuo si sente al centro della realtà al punto che ogni avvenimento che accade a livello mondano è in relazione a lui 11. In una recente riformulazione concettuale Sirene, Grivois e Naudin 1,5 hanno proposto una interpretazione antropofenomenologica della centralità come quarta forma di esistenza mancata, sussidiaria al trittico binswangeriano (esaltazione fissata, stramberia, manierismo). Nella centralité è infatti coglibile una infrazione di quel rapporto tra ampiezza dell esperire e capacità elaborativa che sostanzia la proporzione antropologica per una profonda distorsione in senso spaziale dell orientamento interumano. Proprio la nozione di centralità come forme de la Présence manquée rende conto del suo perdurare in fase pre e post-psicotica 15-17, laddove la modalità autocentrica rimane il medium privilegiato nel subire il mondo della vita ogni qualvolta si verifichi una situazione conflittuale che il paziente non riesce a gestire 18. Ed è in questa qualità di medium del contatto interumano 19 che la strutturazione tolemaica dello spazio peripersonale assume quella connotazione di atmosferica impregnazione di significato che prelude alla rivelazione psicotica 15,16. ESORDI PSICOTICI (PARTE I) NÓOς 1:2005; CENTRALITÀ E MODELLO DEI SINTOMI DI BASE C Consonanti e complementari al paradigma di Conrad, i modelli dinamicopatogenetici di Huber (transizioni tra i vari sintomi di base) 20,21 e di Klosterkoetter (connessione seriale) 22 consentono sulla scia del comprendere jaspersiano una stimolante revisione psicopatologica dell esordio psicotico. c La nozione di «Sintomi di Base» si fonda clinicamente sul rilievo conferito a quel «novum» che segnala l entrata nel registro psicopatologico: esperienze elementari, acaratteristiche e aspecifiche, vissute come disturbi, confinate nella sfera soggettiva 20,21. Operativamente i sintomi di base sono segnalati da una compromissione autopercepita di spinta, emozioni, percezione, proprocettività, pensiero, linguaggio, e pianificazione delle attività e sono identificabili attraverso l impiego della Bonn Scale for the Assessment of Basic Symptoms 23 [BSABS]. 51

4 NÓOς C. MAGGINI - A. RABALLO E. LEUCI - S. FONTÒ AUTOCENTRALITÀ E PSICOSI STATU NASCENDI Questo sfondo epistemico rende possibile una ricontestualizzazione del vissuto autocentrico nelle phenomenologically unitarian sequences che sovrintendono all elaborazione dei sintomi produttivi conclamati e, contemporaneamente, una raffinata discriminazione clinica tra l autocentrismo delirante (overt - true delusional Self-Centrality) e una forma più sfumata, preliminare ed elusiva, cioè l autocentralità subapofanica (subapophanic Self-centrality) 16,17, in cui la svolta copernicana rimane accessibile nel concomitare di sentore di autoriferimento e perplessa negazione di esso. Questa autocentralità basale (che è codificata nella Bonn Scale for the Assessment of Basic Symptoms d ) 23 denota una fondamentale precarietà della capacità di trascendersi ad un livello primariamente preriflessivo e protopatico, e rimanda, plausibilmente, all intervento di meccanismi neurofunzionali transfenomenici 10,11,23,24. Il richiamo al disturbo dell intersoggettività, di cui il vissuto autocentrico è una declinazione paradigmatica, rimanda alla preservata capacità di passaggio (Überstiegsfähigkeit) come precondizione per l instaurarsi intuitivo della sintonia vitale con l ambiente 25. In particolare, se la condizione psicotica si configura anche come una patologia della competenza intersoggettiva, il disturbo della capacità pre-riflessiva di attunement (sintonizzazione) adombrato dall autocentrismo (soprattutto nelle sua veste subapofanica dettagliata nel modello dei sintomi di base) potrebbe costituire un indicatore psicopatologico di vulnerabilità psicotica ed un eventuale modulatore di decorso e. Già nella forma minor inscritta nel come se, l autocentrismo disvela infatti uno stato di surproximité 28 col mondo che impedisce di sostare indisturbati presso le cose 29 ed allude ad una soggiacente vulnerabilità autistica 30,31. EVIDENZE CLINICHE Sul piano empirico il rapporto tra autocentralità, anomalie dell esperienza soggettiva (e/o sintomi di base) e psicosi è stato affrontato in differenti paradigmi sperimentali. Esordio Uno studio prospettico a 10 anni (Cologne Early Recognition Project), condotto su un gruppo di soggetti afferenti ai servizi ambulatoriali per putativi d L item Subject-Zentrismus della BSABS, esplicitamente, esplora la Centralità del soggetto come esperienza di autoriferimento percepita e descritta dal paziente, che vive avvenimenti appartenenti alla sfera dell indistinto col sentimento che i comportamenti e le affermazioni degli altri siano rivolti a lui, anche se allo stesso tempo (o immediatamente dopo) si rende conto che è impossibile o improbabile. Il paziente ha l impressione di essere al centro degli avvenimenti senza che questo vissuto sia ulteriormente elaborato e concretizzato 23. e È infatti la capacità di passaggio che consente di transitare con inapparente fluidità dal solipsismo dell idios kosmos (mondo privato) al mondo comune. Proprio nel venir meno dell Überstiegsfähigkeit si situa l impossibilità di accedere allo spazio geografico della koinè che sancisce l invalicabilità autistica dell orizzonte del paesaggio 26,27 e l incomunicabilità tra due spazi che, nota Gozzetti, noi tutti viviamo contemporaneamente [e] ci è dato solitamente di oltrepassare 8. 52

5 sintomi prodromici, ha rivelato che alcuni sintomi di base, inclusi nella subsindrome Disturbi del pensiero, linguaggio, percezione e motricità, presenta un elevato potere predittivo positivo per identificare gli individui ad alto rischio di transizione in schizofrenia (79 individui su 160 valutati). Tra questi highly predictive prodromal symptoms (HPPS) sono rubricate anche le transitorie idee di riferimento esperite in modalità come se (Item C1.17 della BSABS: specificità, 0,89; falsi positivi, 5,6 %) 12,32. Più recentemente un protocollo di short term follow-up, condotto dallo stesso gruppo, ha consentito di confermare il potere predittivo degli HPPS già a 15 mesi 13. Inoltre, sempre il gruppo di Colonia, comparando le anomalie dell esperienza soggettiva precedenti il primo episodio schizofrenico e depressivo, ha rilevato l autocentrismo tra i sintomi di base discriminanti (oltre a: sensazione di sopraffazione da parte degli stimoli sensoriali, disturbi della percezione acustica e disturbo della capacità di mostrarsi ), segnalando che questo complesso di sintomi di base anticipa di 2-7 settimane l episodio clinico conclamato 33. Consensuali sono i risultati preliminari dello studio EPOS (European Prediction of Psychosis Study): l analisi della baseline symptomatology in un High Risk Sample del braccio di Amsterdam ha rivelato che l autocentralità ricorre in oltre tre quarti dei probandi (76%) 34. ESORDI PSICOTICI (PARTE I) NÓOς 1:2005; Fase post-psicotica Una serie di indicazioni empiriche derivate da campioni in fase postpsicotica consente di relativizzare l enfasi sull autocentralità come erlebnis elettivo dell esordio (o degli immediati prodromi pre-psicotici), estendendone la rilevanza psicopatologica anche ai periodi intercritici contrassegnati da una relativa stabilità sintomatologica 15. In campioni in fase postpsicotica, infatti, la distinzione delusional vs subapophanic Self-centrality si è rivelata appropriata per separare aspetti conclamati dell esperienza psicotica da più sottili cambiamenti qualitativi della percezione spaziale non ancora organizzati in senso delirante 15,16. Sul piano analitico, transitorie impressioni di autoriferimento con un immediato ripristino della capacità di riattuare la svolta copernicana risultano riconoscibili in oltre due terzi dei soggetti schizofrenici in fase di remissione psicotica 15. La presenza di autocentralità si associa ad un peculiare profilo psicopatologico: maggior intensità di tematiche a coloritura xenopatica rispetto agli altri delusional themes e maggiori livelli di basal distress 16. Inoltre l autocentralità risulta fortemente correlata ad aspetti non-delusional dell esperienza soggettiva, quali alessitimia, depersonalizzazione e ossessioni di base 15. La rivalutazione delle evidenze preliminari su un campione più esteso ha confermato che delle tre costellazioni psicopatologiche più salienti in rapporto all autocentralità as if (delusions of control-persecution, alexithymic difficulty identifying feelings, e abnormal body feelings), i sintomi di base cenestesici sono quelli più strettamente predittivi della sua co-occorrenza 17, sug- 53

6 NÓOς C. MAGGINI - A. RABALLO E. LEUCI - S. FONTÒ AUTOCENTRALITÀ E PSICOSI STATU NASCENDI gerendo che un disturbo della corporeità vissuta concomiti con la polarizzazione autocentrica della subjective experience 16,17. Questo dato è coerente con il rilievo conferito dalla fenomenologia alla corporeità quale condizione di strutturazione dell esperienza del mondo 1,27. L importanza dell autocentrismo per la caratterizzazione della vulnerabilità schizofrenica sembra inoltre confortata dalla valutazione comparativa dei sintomi di base in differenti classi diagnostiche; l autocentralità subapofanica ha dimostrato di accrescere sensibilmente il potere discriminativo delle anomalie dell esperienza soggettiva 35 (designate secondo un criterio fenomenologico 36 per caratterizzare supposti aspetti nucleari dello spettro schizofrenico f ) sia rispetto ai disturbi affettivi sia rispetto al disturbo ossessivo-compulsivo, indicando che una opportuna considerazione delle autocentric disturbances of intersubjectivity potrebbe rivelarsi fertile per la comprensione della psicopatologia esperienziale della schizofrenia 17,24,35. Suggestivo a questo proposito è l auspicio (psicopatologico-nosologico, prima che nosografico) formulato da Conrad: se si orientasse il concetto di schizofrenia in base a questi criteri fenomenali soprattutto i criteri dell apofania, dell anastrofe e della perdita di potenziale energetico, la diagnosi di schizofrenia potrebbe, secondo noi, essere formulata uniformemente in tutto il mondo 7. Vulnerabilità schizotropica Il fenomeno dell autocentralità ricorre anche in soggetti affetti da disturbo schizotipico di personalità e in parenti di 1 grado di soggetti schizofrenici g. Questa popolazione, ad elevato rischio schizotassico 38,39, mostra (analogamente a quanto è stato riscontrato a livello neurocognitivo e personologico) un profilo di anomalie dell esperienza soggettiva intermedio tra la popolazione generale e le condizioni di spettro clinico 40, con particolare riferimento ai sintomi di base cognitivi e cenestesici 37. La correlazione tra questi ultimi domini e l intensità dei tratti schizotipici 41 sembra suggerire come un alterata esperienza della corporeità e della fluidità cognitiva costituisca lo psychological correlate 38 delle dimensioni della schizotipia. Inoltre, è stato riscontrato che l autocentralità subapofanica si correla sia al cognitive-perceptual che all interpersonal factor 42 della schizotipia, definendo uno shared experiential background per entrambi 24. Ulteriori approfondimenti, soprattutto di psicopatologia dell età evolutiva, sono necessari per accertare se la predisposizione al vissuto di autoriferimen- f Questa originale riclassificazione dei sintomi di base ha portato alla definizione di 7 sottodomini: Diminished affectivity (globale deflazione del potenziale affettivo), Disturbed contact (difficoltà e imbarazzo soggettivamente vissuto nei contesti sociali e interpersonali), Perplexity (alterata articolazione o prensione intuitiva dei significati), Cognitive disorder (esperienza della ridotta fluidità dei processi cognitivi), Self-disorder (anomalie dell esperienza del sé), Coenesthesias (anomalie dell esperienza della corporeità) e Perceptual disorder (distorsioni percettive) 36. g La prevalenza cross-sectional di autocentralità as if in campioni recentemente valutati 37 presso il servizio ambulatoriale della Sezione di Psichiatria del Dipartimento di Neuroscienze dell Università di Parma è risultata: controlli [< 3%], fratelli di soggetti schizofrenici [12%], pazienti con disturbo schizotipico di personalità [71%], pazienti schizofrenici in remissione postpsicotica [69%]. 54

7 to è un pre-requisito per lo sviluppo dei tratti positivo e negativo della schizotipia o se ne è una conseguenza. Appare comunque plausibile (nell ottica del Basic Symptoms Model 20,21 e della teoresi di Meehl 38 ) l ipotesi che una comune vulnerabilità schizotassica condizioni una liability transfenomenica dello spazio intersoggettivo, che si riverbera sul piano personologico nelle dimensioni interpersonali e cognitivo-percettive della schizotipia e su quello esperienziale nei transitori vissuti di autoriferimento 24,41. IMPLICAZIONI CLINICO-DIAGNOSTICHE E TERAPEUTICHE Un attenta considerazione del fenomeno della polarizzazione centrale, sia nelle sue configurazioni subliminari (as if) che conclamate, ha rilevanti conseguenze cliniche in quanto può consentire di predire la suscettibilità ad una evoluzione schizofrenica e a ricadute psicotiche, permettendo così di formulare un adeguato protocollo osservazionale e terapeutico. L intervento psicoterapeutico-educazionale e psicofarmacologico sui sintomi di base può frenare la loro transizione a sintomi psicotici, facilitare il loro ritorno a sintomi meno persistenti e disturbanti (sintomi di base di I livello) e quindi evitare la stabilizzazione ed autonomizzazione della psicosi 21,22. In questo contesto diventa prioritaria la chiarificazione dei vissuti di autocentralità, nel tentativo di massimizzare il coping riflessivo all impressione globale di concernimento. A questo proposito Grivois e Grosso sottolineano l opportunità di un approccio clinico relazionale nell incontro con la psicosi nascente: medico e paziente si trovano auspicabilmente inscritti nella prospettiva condivisa di una comune intelligenza dell evento. Il clinico tenta di ricostruire lo svolgimento dell episodio in corso iniziando dalle sue radici interindividuali recenti senza introdurre nozioni semplicistiche di causalità, né abbandonandosi ad un altrettanto frettolosamente riduttiva ricerca di significato legata al passato, ma tenta soltanto di rispondere con modestia a ciò che più definisce lo stato di acuta sofferenza del paziente 11. Oltre ad aiutare il paziente a verbalizzare una esperienza altrimenti angosciosamente saturante, questo modello ha delle implicazioni sul piano riabilitativo, in quanto consente di riconoscere uno specifico dominio di vulnerabilità interpersonale, che se non tempestivamente mitigata costituisce un potenziale interferente per la relazione terapeutica ed il reinserimento sociale. ESORDI PSICOTICI (PARTE I) NÓOς 1:2005; CONCLUSIONI Il fenomeno dell autocentralità contrassegna in modo caratteristico l esperienza psicotica inaugurale e post-psicotica; questi vissuti, che trovano un preciso riconoscimento nella semiotica dei sintomi di base, rimandano all originaria nozione conradiana di perdita di gradi di libertà come prologo al cambiamento psicotico dell esperire, e si associano ad anomalie discenestesiche della corporeità vissuta. Proprio questa autonomizzazione di 55

8 NÓOς C. MAGGINI - A. RABALLO E. LEUCI - S. FONTÒ AUTOCENTRALITÀ E PSICOSI STATU NASCENDI momenti essenziali normalmente integrati 43 segnala la possibile (e fenomenologicamente coerente) coimplicazione di disturbed bodily awareness e polarizzazione autocentrica 17. Contestualmente, una perturbazione dei meccanismi elementari che regolano le relazioni di coordinazione interindividuale 11 potrebbe costituire il primum movens transfenomenico del concernement-centralité, traducentesi in un disturbo delle competenze e dei vissuti interpersonali, espresso sul piano comportamentale in una disposizione al ritiro sociale. Quest ultima riscontrabile anche in soggetti schizotassici come social aversiveness di tratto potrebbe essere condizionata da una maggior proneness a transitori disturbi della polarizzazione centrale quali l autocentrismo subpscotico h, 24. L analisi psicopatologica dei vissuti di autocentralità risulta dunque promettente sia in prospettiva clinico-terapeutica che di ricerca; disturbi elusivi dell interpersonal space sono infatti, ad oggi, insufficientemente caratterizzati dalle nozioni di alterato contatto interpersonale, che focalizzano prevalentemente gli aspetti minus-astenici del deficit interpersonale, trascurando il potenziale effetto di vissuti, quali l autoriferimento, che testimoniano piuttosto una relativa incapacità di tenere il mondo a distanza 18. In questa prospettiva l autocentrismo delinea un riconoscibile fenotipo esperienziale particolarmente suggestivo per l elaborazione di un approccio empirico sussidiario alla rinata attenzione al fenomeno della perdita di competenza sociale nello spettro schizofrenico 44 e della vulnerabilità autistica in individui schizotassici 24,30,31. Bibliografia 1. Sirere S, Naudin J, Grivois H. La centralité comme mode de présence spécifique de l expérience psychotique inaugurale. Ann Méd Psychol 1999; 157: Bleuler E. Dementia praecox oder Die Gruppe der Schizophrenien. In: Aschaffenburg G, ed. Handbuch der Psychiatrie. Leipzig-Wien: Deuticke, Jaspers K. Allgemeine Psychopathologie. Berlin: Springer-Verlag, Schneider K. Klinische Psychopathologie. Stuggart: Thieme, Gozzetti G, Sava V. La nascita della psicosi in adolescenza. Una introduzione critica e epistemologica, con divagazioni. Congresso Nazionale: Trasgressione, Crescita, Identità. Cosenza, 1-2 giugno Binswanger L. Wahnsinn als lebensgeschichtliches Phaenomen und als Geisteskrankheit. Der fall Ilse (1945). In: Schizophrenie. Neske: Pfullingen, h Come precisano Grivois e Grosso 11, il concernimento nelle sue forme minori è un esperienza normale, comune a tutti gli uomini quando essi si sfiorano e modificazioni effimere del cornernimento possono comparire anche in certe situazioni sociali inattese, o essere prerogativa di soggetti angosciati o fobici, tuttavia l amplificazione e la persistenza di distorsioni del concernement, che si fa irresistibilmente invadente ed incoercibile, sembrano siglare quella globale trasformazione qualitativa del vissuto che introduce la psicosi e risulta rintracciabile, seppur nei termini più elusivi e sfumati di una maggior inclinazione ai deragliamenti dell Überstiegsfähigkeit, anche nei parenti biologici di soggetti schizofrenici. 56

9 7. Conrad K. Die beginnende Schizophrenie. Versuch einer Gestaltanalyse des Wahns. Stuttgart: Thieme, Gozzetti G, Cappellari L, Ballerini A. Psicopatologia fenomenologica della psicosi. Milano: Raffaello Cortina Editore, Grivois L. Le fou et le mouvement du monde. Paris: Éditions Grasset et Fasquelle, Grivois H. De l individuel à l universel: la centralité psychotique. In: Dupuy JP, Grivois H, eds. Mécanismes mentaux, mécanismes sociaux: de la psychose à la panique. Paris: Éditions La Découverte, Grivois H, Grosso L. La schizophrénie débutante. Paris: Edition John Libbey Eurotext, Klosterkotter J, Hellmich M, Schultze-Lutter F. Is the diagnosis of schizophrenic illness possible in the initial prodromal phase to the first psychotic manifestation? Fortschr Neurol Psychiatr 2000; 68 (Suppl 1): s Hambrecht M, Lammertink M, Klosterkotter J, Matuschek E, Pukrop R. Subjective and objective neuropsychological abnormalities in a psychosis prodrome clinic. Br J Psychiatry 2002; (Suppl 43): s Ruhrmann S, Schultze-Lutter F, Klosterkotter J. Early detection and intervention in the initial prodromal phase of schizophrenia. Pharmacopsychiatry 2003; (Suppl 3): S Raballo A, Maggini C. Autocentralità, delirio e sintomi di base nella schizofrenia cronica. III Congresso nazionale della Società Italiana per la Psicopatologia: Fenomenologia, Psicopatologia e Terapia. Firenze, 30 Novembre Maggini C, Raballo A. Self-centrality and delusions in schizophrenia. Neurol Psych Brain Res 2002; 10: Maggini C, Raballo A. Self-centrality, basic symptoms model and psychopathology in schizophrenia. Psychopathology 2004; 37: Cappellari L. Sul concetto di anastrophé. Psich Gen Età Evolutiva 2003; 3: Tellenbach H. Geschmack und Atmosphäre. Salzburg: Otto Müller Verlag, Huber G. Das Konzeptz substratnaher Basissymptome und seine Bedeutung fur Theorie und Therapie schizophrener erkrankungen. Nervenarzt 1983; 54: Huber G, Gross G. The concept of basic symptoms and basic stages and its meaning for schizophrenia and schizoaffective psychoses. In: Maggini C, ed. Psicopatologia e clinica della schizofrenia. Pisa: ETS, 1995; pp Klosterkoetter J. The development of Schneiderian first rank symptoms. In: Maggini C, ed. Psicopatologia e clinica della schizofrenia. Pisa: ETS, 1995; pp Gross G, Huber G, Klosterkoetter J, Linz M. BSABS. Bonner Skala fur die Beurteilung von Basissymptomen (Bonn Scale for the Assessment of Basic Symptoms). Berlin: Springer, 1987; Trad. Ital. Maggini C, Dalle Luche R, eds. Scala di Bonn per la valutazione dei sintomi di base. Pisa: ETS, Raballo A, Maggini C. Personality and psychosis: subjective experiences, self-centrality and schizotypal dimensions in 1 st degree relatives of schizophrenics. Eur Psychiatry 2004; 19 (Suppl 1): 94s. 25. Minkowski E. La notion de perte de contact vital avec la réalité et ses applications en psychopathologie. Paris: Jouve & Cie, Straus E. Vom Sinn der Sinne. Berlin-Gottingen-Heidelberg: Springer, Merleau-Ponty M. Phénoménologie de la perception. Paris: Éditions Gallimard, Tatossian A. Phénoménologie des psychoses. Paris: Masson, Binswanger L. Being-In-The-World: selected papers. New York: Basic Books, Ballerini A. Autismo e schizofrenie paucisintomatiche. Psichiatria Oggi 2002; 2: Ballerini A. Patologia di un eremitaggio. Uno studio sull autismo schizofrenico. Torino: Bollati Boringhieri, Klosterkotter J, Hellmich M, Steinmeyer EM, Schultze-Lutter F. Diagnosing schizophrenia in the initial prodromal phase. Arch Gen Psychiatry 2001; 58: Bechdolf A, Schultze-Lutter F, Klosterkotter J. Self-experienced vulnerability, prodromal ESORDI PSICOTICI (PARTE I) NÓOς 1:2005;

10 NÓOς C. MAGGINI - A. RABALLO E. LEUCI - S. FONTÒ AUTOCENTRALITÀ E PSICOSI STATU NASCENDI symptoms and coping strategies preceding schizophrenic and depressive relapses. Eur Psychiatry 2002; 17: Van de Fliert JR, Becker HR, Linszen DH, et al. Patients at high risk for psychosis: baseline symptomatology. Eur Psychiatry 2004; 19 (Suppl 1): 199s. 35. Raballo A, Maggini C. Anomalies of subjective experiences in schizophrenia, affective disorder and obsessive-compulsive disorder. Eur Psychiatry 2004; 19 (Suppl 1): 165s-166s. 36. Parnas J, Handest P, Sæbye D, Jansson L. Anomalies of subjective experience in schizophrenia and psychotic bipolar illness. Acta Psychiatr Scand 2003; 108: Maggini C, Raballo A. Subjective experience of schizotropic vulnerability in siblings of schizophrenics. Psychopathology 2004; 37: Meehl P. Schizotaxia revisited. Arch Gen Psychiatry 1989; 46: Tsuang MT, Stone WS, Tarbox SI, Faraone SV. An integration of schizophrenia with schizotypy: identification of schizotaxia and implications for research on treatment and prevention. Schizophr Res 2002; 54: Wieneke A, Schultze-Lutter F, Steinmeyer EM, Klosterkotter J. Abnormal subjective experiences and neuropsychological deficits in first-degree relatives of schizophrenics. Schizophr Res 1997; 24: 49s. 41. Maggini C, Raballo A. Subjective experience of personality dimensions in 1 st degree relatives of schizophrenics. Acta Biomed Ateneo Parmense 2003; 74: Raine A, Reynolds C, Lencz T, Scerbo A, Triphon N, Kim D. Cognitive perceptual, interpersonal, and disorganized features of schizotypal personality. Schizophr Bull 1994; 20: Blankenburg W. Der Verlust der naturlichen Selbstverstandlichkeit. Ein Beitrag zur Psychopathologie symptomarmer Schizophrenien. Stuttgart: Enke, Maj M. Critique of the DSM-IV operational diagnostic criteria for schizophrenia. Br J Psychiatry 1998; 172:

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