Fusione termonucleare controllata e High Performance Computing. S. Briguglio e G. Vlad ENEA Frascati

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Fusione termonucleare controllata e High Performance Computing. S. Briguglio e G. Vlad ENEA Frascati"

Transcript

1 Fusione termonucleare controllata e High Performance Computing S. Briguglio e G. Vlad ENEA Frascati

2 Sommario La fusione nucleare La simulazione particle in cell (PIC) Il porting di un codice PIC su architetture parallele Risultati

3 La fusione nucleare 3.5 MeV Schema di reattore 14.1 MeV Il neutrone cede la sua energia a un mantello che circonda la camera calore raffreddamento ad acqua vapore turbina energia elettrica Vantaggi: combustibile quasi inesauribile; scarsa produzione di scorie rischio di fuga radioattiva trascurabile; sistema intrinsecamente sicuro

4 La fusione nucleare (segue ) D + T: repulsione elettrostatica a grandi distanze; attrazione nucleare a piccolissima distanza (10-15 m) Energia cinetica iniziale dei nucleoni molto alta Acceleratore? Non conviene Alta temperatura (>107 C): centro delle stelle B Contenimento? Nucleoni carichi: forza di Lorentz Solenoide campo magnetico E le pareti di fondo?

5 La fusione nucleare (segue ) Tokamak: тороидальная камера с магнитными катушками (camera toroidale con bobine magnetiche) JET: il più grande tokamak in attività

6 La fusione nucleare (segue ) Road map verso il reattore: riscaldare un gas (plasma) di deuterio-deuterio (corrente, microonde, fasci di particelle) idem, con deuterio-trizio (attivazione dei materiali, ma reazioni di fusione numerose) garantire che i nuclei di elio siano ben confinati e trasferiscano la loro energia al plasma spegnere il riscaldamento dall esterno e lasciare che siano i nuclei di elio a tener caldo il plasma (ignizione)

7 La fusione nucleare (segue ) Per tenere caldo il centro del plasma è necessario un trasporto di energia e di particelle ridotto Onde elettromagnetiche che si sviluppano nel plasma, però, incrementano il trasporto Risonanze tra onde elettromagnetiche e particelle cariche che viaggiano in fase con l onda: l onda cresce in ampiezza a spese dell energia della particella il campo elettromagnetico che così si produce trascina la particella verso il bordo del plasma

8 Le equazioni del sistema Funzione di distribuzione (densità nello spazio x,v) Equazione di Vlasov Forza su ciascuna particella Equazioni per i campi nel limite non relativistico: Eq. Coulomb Eq. Ampère

9 Perché l approccio computazionale? Tipiche semplificazioni per una trattazione analitica: limite perturbativo (la struttura del campo elettromagnetico è data; le particelle agiscono su di esso come una piccola perturbazione) limite fluido (le particelle sono caratterizzate da pochi parametri medi: densità, temperatura, etc.; non conta il loro comportamento individuale) limite lineare (si valuta solo il grado di stabilità di un equilibrio, non la sua evoluzione in caso di instabilità) Una conoscenza piena del comportamento del sistema richiede invece una trattazione auto-consistente (campi determinati dalle particelle; moto delle particelle determinato dai campi) cinetica (particelle con velocità diverse interagiscono con i campi in modo diverso: risonanze) non lineare (il confinamento delle particelle dipende da quanto i campi modificano le loro orbite: ampiezza di saturazione) approccio computazionale

10 La simulazione a particelle Discretizzazione: Eq. moto: Eq. campi:

11 Plasma numerico e plasma fisico Discretizzazione dello spazio fisico e dello spazio delle velocità: ciascuna particella rappresenta un gran numero di particelle fisiche con coordinate x,v in un intorno di x i,v i (macroparticella) Nota: è una scelta obbligata: in un Tokamak: circa particelle per ciascuna particella occorre memorizzare 6 variabili real*8 (x,v) per descriverle tutte, occorrerebbero circa Gbytes di memoria Discretizzazione del tempo: scelta obbligata, in mancanza di una soluzione esatta Quanto può essere lasca la discretizzazione? accuratezza (campionamento): molte macroparticelle in un volume ρ L 3 (lunghezza d onda tipica ρ L ) molti step temporali in un tempo 1/ω (frequenza tipica = ω ) vincoli più stringenti?

12 La soluzione più immediata: simulazione N-corpi Calcolo dei campi nel punto in cui si trova la macroparticella come sovrapposizione dei campi prodotti da ciascuna delle altre macroparticelle: Due problemi: il numero di operazioni per l evoluzione delle coordinate delle macroparticelle scala con N part 2 (con N part numero di macroparticelle) interazioni a piccole distanze

13 N-corpi (segue ) n particelle con carica e + rappresentate da una macroparticella con carica ne + : l interazione da lontano non è alterata l interazione da vicino può essere sovrastimata da lontano da vicino Condizione per curare il problema: molte macroparticelle in un volume λ 3 D (λ D =lunghezza di Debye) nota: λ D << ρ L vincolo molto più stringente del bisogno di accuratezza E n e + n e + 1 ne + 1 ne + E E E

14 Alternativa: particle in cell Benché le particelle si muovano nel continuo, il dominio spaziale viene suddiviso in celle (griglia)

15 Ciascuna particella distribuisce la propria densità di carica e di corrente ai vertici vicini: density computing ( N part ) I campi vengono calcolati solo sui vertici delle celle, in base alle densità di carica e di corrente: field solving ( N celle Log N celle ) Posizione e velocità di ciascuna particella sono ricalcolate in base ai campi nella posizione della particella, ottenuti da un interpolazione dei valori calcolati sui vertici vicini: pushing ( N part )

16 Vantaggi (rispetto all approccio N-corpi): Il numero delle operazioni scala con N part (anziché con N part2 ) L estrapolazione dei campi e la suddivisione di carica e corrente tra i vertici produce un taglio delle interazioni a distanza inferiore alla dimensione di una cella: le interazioni a piccola distanza, che con numeri ragionevoli di macroparticelle acquisterebbero un peso eccessivo, sono artificiosamente soppresse a parità di accuratezza, si guadagna un fattore (ρ L / λ D ) nel numero N part richiesto

17 Struttura di un codice PIC: c call inizializza(x,field) do istep=1,nstep call pushing(field,x) call compute_density(x,density) call field_solver(density,field) enddo

18 Ancora guai: il problema degli alias Una griglia spaziale con celle di ampiezza Δx confonde perturbazioni con numero d onda k e k n =k+n(2π/δx): l una è vista come alias dell altra Il sistema presenta instabilità non fisiche (scompaiono per Δx 0) Ne deriva un limite superiore sul Δx tollerabile In un plasma confinato magneticamente, si riottiene Δx < λ D Δx x Problema analogo per Δt: Δt < ω p -1 (ω p = frequenza di plasma)

19 I fenomeni da investigare sono caratterizzati da scale di variazione molto più lente: 1/k ρ L 20 λ D 1/ω 1/ω /ω p Per sopprimere le instabilità non fisiche occorrerebbe una discretizzazione inutilmente fine: a fissata accuratezza N part più grande di un fattore (ρ L / λ D ) n step più grande di un fattore (ω p / ω ) CPU time più grande di un fattore 10 8 Soluzione: mediare le equazioni del moto rispetto alla girazione (rapida) intorno alle linee di campo (formalismo girocinetico) Risultato: si perde l informazione su ciò che succede su scale spaziotemporali brevi, ma si sopprimono le instabilità numeriche su quelle scale si può rilassare la risoluzione: Δx < ρ L Δt < 1/ω

20 Parallelizzazione di un codice PIC su architettura distributed memory Esigenze: Esplorare l effetto di perturbazioni di campo elettromagnetico su scale di ordine ρ L per macchine con dimensioni 10 2 ρ L Descrivere accuratamente (basso rumore numerico) la funzione di distribuzione nello spazio delle velocità (alto numero di particelle per cella) Problema di dimensioni medie: N celle 10 6 N particelle N celle N time-steps 10 4 N particelle >> N celle prioritaria la distribuzione dei carichi (memoria e calcolo) relativi alle particelle Due strategie possibili: decomposizione per particelle decomposizione per dominio

21 Decomposizione per particelle Ogni nodo vede tutto il dominio spaziale, ma solo una parte delle particelle

22 Decomposizione per dominio Ogni nodo vede solo una parte del dominio spaziale, e tutte le particelle che vi si trovano

23 Decomposizione per particelle Dominio replicato, particelle distribuite Pro: carichi perfettamente bilanciati nessuna migrazione di particelle da un nodo all altro implementazione relativamente semplice Contro: memoria relativa ai campi e alle densità replicata (la risoluzione massima ottenibile non scala perfettamente con N nodi ) necessaria una riduzione tra nodi delle densità (comunicazione: lo speed up non scala perfettamente con N nodi )

24 Scheletro del codice parallelo (MPI) c c c call MPI_Init(ierr) call MPI_Comm_size(MPI_COMM_WORLD, n_nodi, ierr) call MPI_Comm_Rank(MPI_COMM_WORLD,my_rank,ierr) call decomposizione(n_part,n_nodi,peso_nodo,n_part_nodo) allocate (x(n_part_nodo)) call inizializza(my_rank,x,field) do istep=1,nstep call pushing(field,x) call compute_density(x,density_nodo) call MPI_ALLREDUCE(density_nodo,density,n_celle, & MPI_DOUBLE_PRECISION,MPI_SUM, & MPI_COMM_WORLD,ierr) call field_solver(density,field) enddo call MPI_Finalize(ierr)

25 Decomposizione per dominio Dominio distribuito; particelle distribuite Pro: memoria relativa a campi e densità distribuita (risoluzione spaziale massima ottenibile N nodi ) non è necessaria riduzione tra nodi delle densità (speed up N nodi ) eccezione: confini tra sub-domini adiacenti (v. prossima slide) Contro: migrazione di particelle da un nodo all altro: check su ogni particella dopo il pushing ed eventuale riassegnazione al nuovo nodo (comunicazione) possbile sbilanciamento dei carichi con perdita dello scaling quasi ideale di risoluzione ottenibile e speed up con N nodi cura: bilanciamento dinamico (riassegnazione di dominio e particelle quando necessario) più difficile da implementare

26 Decomposizione per dominio: problema dei sub-domini adiacenti Al confine tra sub-domini adiacenti, i vertici sono in comune tra celle appartenenti a sub-domini diversi Conseguenza: particelle assegnate a nodi diversi richiedono, per il pushing, i valori dei campi su quei vertici contribuiscono alle densità di quegli stessi vertici Due possibilità: nodo 1 nodo 2 assegnare i vertici in comune a uno solo dei nodi (ogni particella di pertinenza di quel vertice, ma appartenente all altro nodo, richiede comunicazione per conoscere i campi e contribuire alle densità) replicare sui due nodi le locazioni di memoria relative ai vertici comuni ed operare la riduzione delle densità: lieve peggioramento degli scaling con N nodi Conviene la seconda!

27 Scheletro del codice parallelo (MPI) c c c call MPI_Init(ierr) call MPI_Comm_size(MPI_COMM_WORLD, n_nodi, ierr) call MPI_Comm_Rank(MPI_COMM_WORLD,my_rank,ierr) call decomposizione(n_part,n_celle,n_nodi,peso_nodo,n_part_nodo,ncelle_nodo) allocate (x(n_part_nodo)) allocate(field_nodo) call inizializza(my_rank,x,field_nodo) do istep=1,nstep call load_balancing(n_part_left,n_part_right) call riassegna_dominio(n_part_left,n_part_right,n_part_nodo,n_celle_nodo, & x,field_nodo) call pushing(field_nodo,x) call riassegna_particelle(n_part_nodo,x) call compute_density(x,density_nodo) call density_bordo(density_nodo) call field_solver(density,field_nodo) enddo call MPI_Finalize(ierr)

28 Esempio: bilanciamento dei carichi dinamico N part-left (1) > 0 N part-left (2) < 0 N part-rght (0) < 0 N part-rght (1) > 0 & & & & & & if(my_rank.eq.0)then do irank=1,n_nodi-1 call MPI_RECV(n_part_nodo(irank),1,MPI_INTEGER, irank,itag1,mpi_comm_world,status,ierr) enddo calcola il numero di particelle che ciascun nodo deve scambiare con i nodi adiacenti do irank=1,n_nodi-1 call MPI_SEND(n_part_left(irank),1,MPI_INTEGER, irank,itag2,mpi_comm_world,status,ierr) call MPI_SEND(n_part_right(irank),1,MPI_INTEGER, irank,itag3,mpi_comm_world,status,ierr) enddo else call MPI_SEND(n_part_nodo(my_rank),1,MPI_INTEGER, 0,itag1,MPI_COMM_WORLD,status,ierr) call MPI_RECV(n_part_left(my_rank),1,MPI_INTEGER, 0,itag2,MPI_COMM_WORLD,status,ierr) call MPI_RECV(n_part_right(my_rank),1,MPI_INTEGER, 0,itag3,MPI_COMM_WORLD,status,ierr) endif individua la porzione di dominio che ciascun nodo deve scambiare con i nodi adiacenti

29 Parallelizzazione su architettura shared memory: il pushing I processori condividono la memoria Distribuiamo le iterazioni dei loops sulle particelle tra i diversi processori mediante direttive OpenMP Distribuzione delle iterazioni del loop relativo al pushing: è possibile che una particella (iterazione) legga le stesse locazioni di memoria lette simultaneamente da altra particella (field); scrive però solo su locazioni di memoria non toccate da altre particelle (x); sufficiente privatizzare le variabili locali!$omp parallel do default(shared) private(i,j) do i=1,n_particelle j = g(i) x(i) = x(i) + field(j) enddo!$omp end parallel do

30 Parallelizzazione su architettura shared memory: il calcolo delle densità Distribuzione delle iterazioni del loop relativo al calcolo delle densità: particelle diverse spazialmente vicine possono cercare di scrivere simultaneamente (race conditions) sulla stessa locazione di memoria (es.: densità di carica in un certo vertice di cella) Possibili ricette: decomposizione per particelle tra processori decomposizione per dominio tra processori

31 Decomposizione per particelle Si introducono copie private (una per processore) degli arrays da aggiornare e si effettua la riduzione delle copie al termine del loop OpenMP prevede la clausola reduction a questo scopo, ma non è affatto certo che sia utilizzabile anche per arrays Più sicura un implementazione fatta in casa: density(:) = 0.!$OMP parallel default(shared) private(i,j,density _aux) density_aux(:) = 0.!$OMP do do i=1,n_particelle j = g(i) density_aux(j) = density_aux(j) + d(i) enddo!$omp end do!$omp critical density(:) = density(:) + density_aux(:)!$omp end critical!$omp end parallel Pro: semplicità Contro: operazione di riduzione seriale memoria richiesta da density_aux N processori

32 Decomposizione per dominio Loop sulle particelle per identificare il sub-dominio in cui si trova ciascuna particella: viene definito il numero delle particelle n_part_sub(j) che si trovano in ciascun sub-dominio j a ciascuna particella i sono assegnati gli indici j_sub(i)=j e k(i) 1,n_part_sub(j) La definizione di n_part_sub(j) e di k(i) presenta il rischio di race conditions: viene effettuata all interno di una critical section n part-sub (j) k(i)

33 Decomposizione per dominio (segue ) La serializzazione può essere minimizzata limitando la riassegnazione alle sole particelle che hanno appena cambiato subdominio di appartenenza) Pro: il supplemento di memoria richiesto (j_sub, k) è modesto rispetto a quello già richiesto per le particelle, e non scala con N processori Contro: un loop in più sulle particelle implementazione non semplice (ma divertente )

34 Decomposizione per dominio (segue ) Calcolo delle densità: loop sui subdomini dispari - loop sulle particelle contenute nel sub-dominio loop sui subdomini pari - loop sulle particelle contenute nel sub-dominio Pro: non c è rischio di race conditions (iterazioni effettuate da processori diversi aggiornano locazioni di memoria relative a sub-domini diversi e non adiacenti non è necessario introdurre copie degli arrays di densità, né operazioni di riduzione

35 Architetture a memoria distribuita/condivisa La combinazione di questi concetti si può applicare per la parallelizzazione su cluster di sistemi shared-memory multiprocessor (SMP) particelle/ particelle dominio/ dominio nodi processori o le altre possibili combinazioni (particelle/dominio, dominio/particelle)

36 Performances Confronto tra strategie (IBM sp3, nel 2003) particle-particle (Cresco; 256 nodi Intel-Xeon con 2 processori quad core per nodo)

37 Bibliografia B. Di Martino, S. Briguglio, G. Vlad and P. Sguazzero, Parallel PIC plasma simulation through particle decomposition techniques, Parallel Computing, 27: , 2001 G. Vlad, S. Briguglio, G. Fogaccia and B. Di Martino, Gridless finite-size-particle plasma simulation, Computer Physics Communication, 134: 58-77, 2001 S. Briguglio, G. Vlad, B. Di Martino, and G. Fogaccia, Parallelization of plasma simulation codes: Gridless finite size particle versus particle in cell approach, Future Generation Computer Systems, 16: (2000) B. Di Martino, S. Briguglio, M. Celino, G. Fogaccia, G. Vlad, V. Rosato, and M. Briscolin,. Development of large scale high performance applications with a parallelizing compiler. International Journal of Computer Research. Special Issue: Practical Parallel Computing, 10: , 2001 B. Di Martino, S. Briguglio, G. Vlad and G. Fogaccia, Workload decomposition strategies for Shared Memory Parallel Systems with OpenMP, Scientific Programming: Special Issue on OpenMP, 9: , 2001 B. Di Martino, S. Briguglio, M. Celino, G. Fogaccia, G. Vlad, V. Rosato, and M. Briscolini, Chapter "Experiences on Parallelizing Compilation for development and porting of large scale applications on Distributed Memory Parallel Systems", in Advances in Computation: Theory and Practice S. Briguglio, B. Di Martino, and G. Vlad, Workload decomposition strategies for hierarchical distributedshared memory parallel systems and their implementation with integration of high level parallel languages. Concurrency and Computation: Practice and Experience, 14: , 2002 S. Briguglio, B. Di Martino, and G. Vlad, A performance-prediction model for PIC applications on clusters of Symmetric MultiProcessors: Validation with hierarchical HPF+OpenMP implementation. Scientific Programming: Special Issue, 11: , 2003 S. Briguglio, B. Di Martino, G. Fogaccia and G. Vlad, MPI+OpenMP Implementation of memory-saving parallel PIC applications on hierarchical distributed-shared memory architectures, Proceedings of the 2003 European Simulation and Modelling Conference, ESMC2003, October 27-29, 2003, Naples, Italy, 2003 B. Di Martino, S. Venticinque, S. Briguglio, G. Fogaccia, and G. Vlad, High Performance Computing: Paradigm and Infrastructure, chapter 27: "A Grid based distributed simulation of Plasma Turbulence", pages John Wiley and Sons, 2005 S. Venticinque, R. Aversa, B. Di Martino, R. Donini, S. Briguglio, and G. Vlad, Management of high performance scientific applications using mobile agents based services. Scalable Computing: Practice and Experience, 11(2): , July 2010

Parallelizzazione Laplace 2D: MPI e MPI+OMP. - Cineca - SuperComputing Applications and Innovation Department

Parallelizzazione Laplace 2D: MPI e MPI+OMP. - Cineca - SuperComputing Applications and Innovation Department Parallelizzazione Laplace 2D: MPI e MPI+OMP - Cineca - SuperComputing Applications and Innovation Department Outline Parallelizzazione Laplace 2D Parallelizzazione Laplace 2D - MPI bloccante Parallelizzazione

Dettagli

LEZIONE 5 MERCOLEDÌ 4 APRILE 2012 LA FUSIONE NUCLEARE

LEZIONE 5 MERCOLEDÌ 4 APRILE 2012 LA FUSIONE NUCLEARE LEZIONE 5 MERCOLEDÌ 4 APRILE 2012 LA FUSIONE NUCLEARE CONSORZIO RFX Quanto contenuto in questa presentazione è estratto dal testo Fisica e ingegneria della fusione: la ricerca verso una nuova fonte di

Dettagli

L elettromagnetismo nella ricerca per l energia da fusione nucleare di plasma d idrogeno. R Cesario

L elettromagnetismo nella ricerca per l energia da fusione nucleare di plasma d idrogeno. R Cesario L elettromagnetismo nella ricerca per l energia da fusione nucleare di plasma d idrogeno R Cesario R Cesario I primi tesisti di Roma Tre a Frascati (2005-2006) Sommario del corso integrativo di Progetto

Dettagli

Istituto Superiore Vincenzo Cardarelli Istituto Tecnico per Geometri Liceo Artistico A.S. 2014 2015

Istituto Superiore Vincenzo Cardarelli Istituto Tecnico per Geometri Liceo Artistico A.S. 2014 2015 Istituto Superiore Vincenzo Cardarelli Istituto Tecnico per Geometri Liceo Artistico A.S. 2014 2015 Piano di lavoro annuale Materia : Fisica Classi Quinte Blocchi tematici Competenze Traguardi formativi

Dettagli

ENERGIA NUCLEARE DA FUSIONE

ENERGIA NUCLEARE DA FUSIONE ENERGIA NUCLEARE DA FUSIONE Laura Savoldi Richard DENER - Dipartimento di Energetica Politecnico di Torino Sistemi energetici per il futuro: i reattori a fusione nucleare L. Savoldi Richard Dipartimento

Dettagli

SCIENZE INTEGRATE FISICA

SCIENZE INTEGRATE FISICA CLASSE DISCIPLINA ORE SETTIMANALI TIPO DI PROVA PER GIUDIZIO SOSPESO MODULO 1: Il moto e l energia I concetti di sistema di riferimento e le grandezze cinematiche. I diversi tipi di rappresentazione del

Dettagli

Sommario. Analysis & design delle applicazioni parallele. Misura delle prestazioni parallele. Tecniche di partizionamento.

Sommario. Analysis & design delle applicazioni parallele. Misura delle prestazioni parallele. Tecniche di partizionamento. Sommario Analysis & design delle applicazioni parallele Misura delle prestazioni parallele Tecniche di partizionamento Comunicazioni Load balancing 2 Primi passi: analizzare il problema Prima di iniziare

Dettagli

quale agisce una forza e viceversa. situazioni. applicate a due corpi che interagiscono. Determinare la forza centripeta di un

quale agisce una forza e viceversa. situazioni. applicate a due corpi che interagiscono. Determinare la forza centripeta di un CLASSE Seconda DISCIPLINA Fisica ORE SETTIMANALI 3 TIPO DI PROVA PER GIUDIZIO SOSPESO Test a risposta multipla MODULO U.D Conoscenze Abilità Competenze Enunciato del primo principio della Calcolare l accelerazione

Dettagli

Indice PREFAZIONE. Capitolo 5 LE LEGGI DEL MOTO DI NEWTON 58 5.1 La terza legge di Newton 58

Indice PREFAZIONE. Capitolo 5 LE LEGGI DEL MOTO DI NEWTON 58 5.1 La terza legge di Newton 58 Indice PREFAZIONE XV Capitolo 1 RICHIAMI DI MATEMATICA 1 1.1 Simboli, notazione scientifica e cifre significative 1 1.2 Algebra 3 1.3 Geometria e trigonometria 5 1.4 Vettori 7 1.5 Sviluppi in serie e approssimazioni

Dettagli

Fisica nucleare radioattività, fusione e fissione nucleare

Fisica nucleare radioattività, fusione e fissione nucleare Fisica nucleare radioattività, fusione e fissione nucleare Christian Ferrari Liceo di Locarno Il nucleo atomico: aspetti storici 1 L ipotesi del nucleo atomico risale al 1911 e fu formulata da Rutherford

Dettagli

Benchmark Ansys Fluent su CRESCO

Benchmark Ansys Fluent su CRESCO Benchmark Ansys Fluent su CRESCO NOTA TECNICA ENEA GRID/CRESCO: NTN201003 NOME FILE: NTN201003-BenchmarkFluentCresco-v1_0.doc DATA: 30/07/2010 STATO: Versione iniziale AUTORE: F. Ambrosino Abstract: Questa

Dettagli

Un Algoritmo parallelo per l Equazione delle Onde nelle Applicazioni Geofisiche

Un Algoritmo parallelo per l Equazione delle Onde nelle Applicazioni Geofisiche UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA TRE FACOLTÀ DI SCIENZE M.F.N. Un Algoritmo parallelo per l Equazione delle Onde nelle Applicazioni Geofisiche Sintesi della tesi di Laurea in Matematica di Riccardo Alessandrini

Dettagli

RIASSUNTO DI FISICA 3 a LICEO

RIASSUNTO DI FISICA 3 a LICEO RIASSUNTO DI FISICA 3 a LICEO ELETTROLOGIA 1) CONCETTI FONDAMENTALI Cariche elettriche: cariche elettriche dello stesso segno si respingono e cariche elettriche di segno opposto si attraggono. Conduttore:

Dettagli

& ricerche. ITER: a Great Step Ahead (but with some limits)

& ricerche. ITER: a Great Step Ahead (but with some limits) primo piano l intervista studi & ricerche ITER: un grande passo avanti (ma con alcuni limiti) Guido Possa Presidente della 7 a Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali) del Senato La

Dettagli

Macchine per! fusione a confinamento magnetico! Cenni su principî, risultati, prospettive!

Macchine per! fusione a confinamento magnetico! Cenni su principî, risultati, prospettive! Macchine per! fusione a confinamento magnetico! Cenni su principî, risultati, prospettive! per il Corso di Fisica dei Plasmi, C. L. M. in Ingegneria Energetica! S. Atzeni! 11 maggio 2010, rev. 16 maggio

Dettagli

ENTE PER LE NUOVE TECNOLOGIE, Imbrigliare l energia delle stelle

ENTE PER LE NUOVE TECNOLOGIE, Imbrigliare l energia delle stelle ENTE PER LE NUOVE TECNOLOGIE, Imbrigliare l energia delle stelle SOMMARIO Il sole la materia diventa energia L Energia della fusione sulla Terra Un gas ma non solo! Uguale ma diverso Una gabbia magnetica

Dettagli

L energia nucleare. Tesina di SCIENZE. Studente: Filippo Turchi ESAME DI Classe 3ª Sez. E LICENZA MEDIA Anno scolastico 2008/2009

L energia nucleare. Tesina di SCIENZE. Studente: Filippo Turchi ESAME DI Classe 3ª Sez. E LICENZA MEDIA Anno scolastico 2008/2009 SCUOLA MEDIA STATALE BUSONI - VANGHETTI EMPOLI L energia nucleare Studente: Filippo Turchi ESAME DI Classe 3ª Sez. E LICENZA MEDIA Anno scolastico 2008/2009 Tesina di SCIENZE L ENERGIA NUCLEARE Massa ed

Dettagli

Servizio Centralizzato Informatica e Reti. Funzione centrale Risorse Umane CURRICULUM DI: Pagina 1 di 32. Data di nascita. Matricola Cognome Nome

Servizio Centralizzato Informatica e Reti. Funzione centrale Risorse Umane CURRICULUM DI: Pagina 1 di 32. Data di nascita. Matricola Cognome Nome Funzione centrale Risorse Umane Servizio Centralizzato Informatica e Reti CURRICULUM DI: Matricola Cognome Nome Data di nascita 12810 BRIGUGLIO SERGIO 17-01-1958 1. SITUAZIONE ANAGRAFICO-PROFESSIONALE

Dettagli

Conoscenze e abilità che devono accompagnare gli studenti lungo tutto il quinquennio di fisica

Conoscenze e abilità che devono accompagnare gli studenti lungo tutto il quinquennio di fisica SYLLABUS DI FISICA Elaborato nell'ambito del progetto Liceo Scientifico opzione Scienze Applicate e abilità che devono accompagnare gli studenti lungo tutto il quinquennio di fisica Conoscere Saper Fare

Dettagli

Le reazioni di fusione. 1 kev = 11.000.000 K

Le reazioni di fusione. 1 kev = 11.000.000 K Le reazioni di fusione 1 kev = 11.000.000 K 1 Fusione inerziale LASER LENTE CAMERADI SCARICA LASER LASER BERSAGLIO Plastica D+T solido D+T gas LASER NIF (USA): 192 fasci laser da 1.8 MJ su una piccola

Dettagli

Università degli Studi di Bari ATOMI NEUTRI E IONI NEGATIVI NELLA FUSIONE NUCLEARE

Università degli Studi di Bari ATOMI NEUTRI E IONI NEGATIVI NELLA FUSIONE NUCLEARE Università degli Studi di Bari FACOLTA DI SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI Corso di Laurea Triennale in Fisica ATOMI NEUTRI E IONI NEGATIVI NELLA FUSIONE NUCLEARE Relatore: Chiar.mo Prof. Savino

Dettagli

La ricerca sulla fusione

La ricerca sulla fusione La ricerca sulla fusione La ricerca sulla fusione vede impegnati i migliori laboratori di tutto il mondo con l obiettivo di arrivare ad una fonte di energia rinnovabile, sicura, praticamente inesauribile,

Dettagli

INDICE CARICA ELETTRICA E LEGGE DI COULOMB 591 ENERGIA POTENZIALE E POTENZIALI ELETTRICI 663 CAMPO ELETTRICO 613 PROPRIETÀ ELETTRICHE DELLA MATERIA 93

INDICE CARICA ELETTRICA E LEGGE DI COULOMB 591 ENERGIA POTENZIALE E POTENZIALI ELETTRICI 663 CAMPO ELETTRICO 613 PROPRIETÀ ELETTRICHE DELLA MATERIA 93 INDICE CAPITOLO 25 CARICA ELETTRICA E LEGGE DI COULOMB 591 25.1 Elettromagnetismo: presentazione 591 25.2 Carica elettrica 592 25.3 Conduttori e isolanti 595 25.4 Legge di Coulomb 597 25.5 Distribuzioni

Dettagli

Confronto tra i codici di calcolo QUAD4-M e LSR2D

Confronto tra i codici di calcolo QUAD4-M e LSR2D 2 Confronto tra i codici di calcolo QUAD4-M e LSR2D Introduzione Questo documento riporta un confronto tra i risultati di un analisi di risposta sismica locale condotta con il codice di calcolo LSR2D (Stacec

Dettagli

PARTE II PROGRAMMAZIONE PARALLELA

PARTE II PROGRAMMAZIONE PARALLELA PARTE II PROGRAMMAZIONE PARALLELA Metodologie di Esplicitazione del Metodologie di Esplicitazione del Implicito Funzionale (Control Parallelism ) Basato sui dati (Data Parallelism ) Ogni metodologia di

Dettagli

Davide Cesari Massimo Bider Paolo Patruno. Emilia Romagna

Davide Cesari Massimo Bider Paolo Patruno. Emilia Romagna 1 IMPLEMENTAZIONE OPERATIVA DI UN MODELLO DI PREVISIONI METEOROLOGICHE SU UN SISTEMA DI CALCOLO PARALLELO LINUX/GNU Davide Cesari Massimo Bider Paolo Patruno Emilia Romagna LM-COSMO-LAMI 2 Il modello LM

Dettagli

Descrizione e stima dell errore

Descrizione e stima dell errore Descrizione e stima dell errore Raccomandazioni per l analisi di accuratezza di una simulazione CFD: 1 Descrizione e stima dell errore Raccomandazioni per l analisi di accuratezza di una simulazione CFD:

Dettagli

Introduzione alla Microscopia Elettronica in Trasmissione. Dr Giuliano Angella. Istituto IENI CNR Unità territoriale di Milano

Introduzione alla Microscopia Elettronica in Trasmissione. Dr Giuliano Angella. Istituto IENI CNR Unità territoriale di Milano Introduzione alla Microscopia Elettronica in Trasmissione Dr Giuliano Angella Istituto IENI CNR Unità territoriale di Milano Schema ottico della colonna di un TEM Sorgente elettronica e sistema di accelerazione

Dettagli

Il campo magnetico. 1. Fenomeni magnetici 2. Calcolo del campo magnetico 3. Forze su conduttori percorsi da corrente 4. La forza di Lorentz

Il campo magnetico. 1. Fenomeni magnetici 2. Calcolo del campo magnetico 3. Forze su conduttori percorsi da corrente 4. La forza di Lorentz Il campo magnetico 1. Fenomeni magnetici 2. Calcolo del campo magnetico 3. Forze su conduttori percorsi da corrente 4. La forza di Lorentz 1 Lezione 1 - Fenomeni magnetici I campi magnetici possono essere

Dettagli

Un framework per simulazione massiva distribuita basata su Agenti D-MASON: Architettura. Carmine Spagnuolo

Un framework per simulazione massiva distribuita basata su Agenti D-MASON: Architettura. Carmine Spagnuolo Un framework per simulazione massiva distribuita basata su Agenti D-MASON: Architettura Carmine Spagnuolo 1 Simulazione Multi-Agente Una simulazione multi-agente è un sistema in cui entità (agenti) intelligenti

Dettagli

L incidente di Fukushima

L incidente di Fukushima L incidente di Fukushima DEA - Dipartimento di Energia e Ambiente - CISM http://www.cism.it/departments/energy-and-environment/ Premessa Nel distretto di Fukushima vi sono due centrali nucleari: Fukushima

Dettagli

Prof. Caterina Rizzi Dipartimento di Ingegneria Industriale

Prof. Caterina Rizzi Dipartimento di Ingegneria Industriale RUOLO DELLA MODELLAZIONE GEOMETRICA E LIVELLI DI MODELLAZIONE PARTE 2 Prof. Caterina Rizzi... IN QUESTA LEZIONE Modelli 2D/3D Modelli 3D/3D Dimensione delle primitive di modellazione Dimensione dell oggettoy

Dettagli

Parte VIII. Architetture Parallele

Parte VIII. Architetture Parallele Parte VIII Architetture Parallele VIII.1 Motivazioni Limite di prestazioni delle architetture sequenziali: velocità di propagazione dei segnali, la luce percorre 30 cm in un nsec! Migliore rapporto costo/prestazioni

Dettagli

IL NUCLEO ATOMICO E LA MOLE

IL NUCLEO ATOMICO E LA MOLE IL NUCLEO ATOMICO E LA MOLE Gli atomi sono costituiti da un nucleo, formato da protoni (carica elettrica positiva, massa 1,6724 x 10-24 g) e neutroni (nessuna carica elettrica, massa 1,6745 x 10-24 g),

Dettagli

Varie forme di energia

Varie forme di energia ENERGIA DAL NUCLEO La fissione nucleare : il processo Teoria della fissione nucleare I reattori nucleari Un reattore naturale La fusione nucleare : il processo Fusione nucleare nelle stelle Fusione nucleare

Dettagli

Programmazione Modulare

Programmazione Modulare Indirizzo: BIENNIO Programmazione Modulare Disciplina: FISICA Classe: 2 a D Ore settimanali previste: (2 ore Teoria 1 ora Laboratorio) Prerequisiti per l'accesso alla PARTE D: Effetti delle forze. Scomposizione

Dettagli

Prestazioni computazionali di OpenFOAM sul. sistema HPC CRESCO di ENEA GRID

Prestazioni computazionali di OpenFOAM sul. sistema HPC CRESCO di ENEA GRID Prestazioni computazionali di OpenFOAM sul sistema HPC CRESCO di ENEA GRID NOTA TECNICA ENEA GRID/CRESCO: NEPTUNIUS PROJECT 201001 NOME FILE: NEPTUNIUS201001.doc DATA: 03/08/10 STATO: Versione rivista

Dettagli

Carica positiva e carica negativa

Carica positiva e carica negativa Elettrostatica Fin dal 600 a.c. si erano studiati alcuni effetti prodotti dallo sfregamento di una resina fossile, l ambra (dal cui nome in greco electron deriva il termine elettricità) con alcuni tipi

Dettagli

Campione sciolto in un solvente (deuterato) e. posto in un tubo. di vetro a pareti sottili di diametro di 5 mm e lungo circa 20 cm

Campione sciolto in un solvente (deuterato) e. posto in un tubo. di vetro a pareti sottili di diametro di 5 mm e lungo circa 20 cm posto in un tubo Campione sciolto in un solvente (deuterato) e di vetro a pareti sottili di diametro di 5 mm e lungo circa 20 cm o spettrometro NMR è formato da alcuni mponenti fondamentali: un magnete,

Dettagli

Prodotto Matrice - Vettore in OpenMP

Prodotto Matrice - Vettore in OpenMP Facoltà di Ingegneria Corso di Studi in Ingegneria Informatica Elaborato di Calcolo Parallelo Prodotto Matrice - Vettore in OpenMP Anno Accademico 2011/2012 Professoressa Alessandra D Alessio Studenti

Dettagli

PROGRAMMA DI MATEMATICA. gli insiemi numerici N, Z e Q, operazioni, proprietà e calcolo con le potenze.

PROGRAMMA DI MATEMATICA. gli insiemi numerici N, Z e Q, operazioni, proprietà e calcolo con le potenze. PROGRAMMA DI MATEMATICA CLASSE 1^AE DOCENTE Algebra: gli insiemi numerici N, Z e Q, operazioni, proprietà e calcolo con le potenze. Calcolo letterale, i monomi (definizioni, proprietà e operazioni) I polinomi(

Dettagli

I.I.S. "PAOLO FRISI"

I.I.S. PAOLO FRISI I.I.S. "PAOLO FRISI" Via Otranto angolo Cittadini, 1-20157 - MILANO www.ipsfrisi.it PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DISCIPLINARE DI FISICA Anno Scolastico:2014-15 CLASSI TUTTE III, IV E V LICEO DOCENTE : _ Rinaldi.

Dettagli

Ma M g a n g e n t e ism s o m

Ma M g a n g e n t e ism s o m Magnetismo Magnetismo gli effetti magnetici da magneti naturali sono noti da molto tempo. Sono riportate osservazioni degli antichi Greci sin dall 800 A.C. la parola magnetismo deriva dalla parola greca

Dettagli

CORSO I.F.T.S TECNICHE PER LA PROGETTAZIONE E LA GESTIONE DI DATABASE

CORSO I.F.T.S TECNICHE PER LA PROGETTAZIONE E LA GESTIONE DI DATABASE CORSO I.F.T.S TECNICHE PER LA PROGETTAZIONE E LA GESTIONE DI DATABASE Ing. Mariano Di Claudio Lezione del 24/09/2014 Indice 1. Aspetti di Data Management CouchBase 2. Aspetti Architetturali Infrastruttura

Dettagli

Liceo Scientifico Statale A. Volta, Torino Anno scolastico 2015 / 2016

Liceo Scientifico Statale A. Volta, Torino Anno scolastico 2015 / 2016 Liceo Scientifico Statale A. Volta, Torino Anno scolastico 2015 / 2016 FISICA ELETTROMAGNETISMO FISICA MODERNA classe 5 B MAG. 2016 Esercitazione di Fisica in preparazione all Esame di Stato A.S. 2015-2016

Dettagli

CURRICULUM VITAE ET STUDIORUM di SERGIO BRIGUGLIO. 22 Dicembre 2014

CURRICULUM VITAE ET STUDIORUM di SERGIO BRIGUGLIO. 22 Dicembre 2014 CURRICULUM VITAE ET STUDIORUM di SERGIO BRIGUGLIO 22 Dicembre 2014 Data di nascita: 17-01-1958 Luogo di nascita: Nizza Sicilia (Messina) Residenza: Via Carlo Lucidi 3, Frascati (Roma) Domicilio: Via Carlo

Dettagli

CENTRALI TERMOELETTRICHE

CENTRALI TERMOELETTRICHE CENTRALI TERMOELETTRICHE Le centrali termoelettriche sono impianti che utilizzano l energia chimica dei combustibili per trasformarla in energia elettrica. Nelle centrali termoelettriche la produzione

Dettagli

/ * " 6 7 -" 1< " *,Ê ½, /, "6, /, Ê, 9Ê -" 1/ " - ÜÜÜ Ìi «V Ì

/ *  6 7 - 1<  *,Ê ½, /, 6, /, Ê, 9Ê - 1/  - ÜÜÜ Ìi «V Ì LA TRASMISSIONE DEL CALORE GENERALITÀ 16a Allorché si abbiano due corpi a differenti temperature, la temperatura del corpo più caldo diminuisce, mentre la temperatura di quello più freddo aumenta. La progressiva

Dettagli

Definizioni fondamentali

Definizioni fondamentali Capitolo 12 Definizioni fondamentali 12.1 Considerazioni introduttive Iplasmisonofluidi le cui particelle costituenti sono cariche elettricamente. Il termine plasma fu coniato da Tonks e Langmuir nel 1929,

Dettagli

D. Nicolini, A. Fontanella, E. Giovannini. Report RdS/PAR2013/173 MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

D. Nicolini, A. Fontanella, E. Giovannini. Report RdS/PAR2013/173 MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l energia e lo sviluppo economico sostenibile MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO Analisi fluidodinamica CFD su dispositivi a colonna d acqua oscillante OWC -

Dettagli

Sistemi Distribuiti. Introduzione Definizione Vantaggi e svantaggi Architetture hardware e software Problemi di progetto. Sistemi Operativi mod.

Sistemi Distribuiti. Introduzione Definizione Vantaggi e svantaggi Architetture hardware e software Problemi di progetto. Sistemi Operativi mod. Sistemi Distribuiti Introduzione Definizione Vantaggi e svantaggi Architetture hardware e software Problemi di progetto 19.1 Introduzione A metà degli anni quaranta inizia l era dei calcolatori elettronici

Dettagli

Introduzione. Sistemi Distribuiti. Introduzione. Introduzione. Definizione di sistema distribuito. Introduzione

Introduzione. Sistemi Distribuiti. Introduzione. Introduzione. Definizione di sistema distribuito. Introduzione Sistemi Distribuiti Definizione Vantaggi e svantaggi Architetture hardware e software Problemi di progetto A metà degli anni quaranta inizia l era dei calcolatori elettronici moderni: grandi, costosi e

Dettagli

Corso di Laurea in TECNICHE DI RADIOLOGIA MEDICA, PER IMMAGINI E RADIOTERAPIA

Corso di Laurea in TECNICHE DI RADIOLOGIA MEDICA, PER IMMAGINI E RADIOTERAPIA Corso di Laurea in TECNICHE DI RADIOLOGIA MEDICA, PER IMMAGINI E RADIOTERAPIA Anno: 1 Semestre: 1 Corso integrato: MATEMATICA, FISICA, STATISTICA ED INFORMATICA Disciplina: FISICA MEDICA Docente: Prof.

Dettagli

Facoltà di Medicina e Chirurgia - Corso di Laurea Magistrale a Ciclo Unico in Odontoiatria e Protesi Dentaria. Università degli Studi dell Insubria

Facoltà di Medicina e Chirurgia - Corso di Laurea Magistrale a Ciclo Unico in Odontoiatria e Protesi Dentaria. Università degli Studi dell Insubria Università degli Studi dell Insubria Corso integrato: FISICA E STATISTICA Disciplina: FISICA MEDICA Docente: Dott. Raffaele NOVARIO Recapito: raffaele.novario@uninsubria.it Orario ricevimento: Da concordare

Dettagli

Antonio De Blasiis Modelli matematici per l ingegneria nucleare

Antonio De Blasiis Modelli matematici per l ingegneria nucleare A09 Antonio De Blasiis Modelli matematici per l ingegneria nucleare Copyright MMXIII ARACNE editrice S.r.l. www.aracneeditrice.it info@aracneeditrice.it via Raffaele Garofalo, 133/A B 00173 Roma (06)

Dettagli

Lunedì 20 dicembre 2010. Docente del corso: prof. V. Maiorino

Lunedì 20 dicembre 2010. Docente del corso: prof. V. Maiorino Lunedì 20 dicembre 2010 Docente del corso: prof. V. Maiorino Se la Terra si spostasse all improvviso su un orbita dieci volte più lontana dal Sole rispetto all attuale, di quanto dovrebbe variare la massa

Dettagli

LICEO STATALE A.VOLTA COLLE DI VAL D ELSA PROGRAMMA DI FISICA SVOLTO NELLA CLASSE VA ANNO SCOLASTICO 2014/2015

LICEO STATALE A.VOLTA COLLE DI VAL D ELSA PROGRAMMA DI FISICA SVOLTO NELLA CLASSE VA ANNO SCOLASTICO 2014/2015 LICEO STATALE A.VOLTA COLLE DI VAL D ELSA PROGRAMMA DI FISICA SVOLTO NELLA CLASSE VA ANNO SCOLASTICO 2014/2015 Insegnante: LUCIA CERVELLI Testo in uso: Claudio Romeni FISICA E REALTA Zanichelli Su alcuni

Dettagli

LICEO SCIENTIFICO " L. DA VINCI " Reggio Calabria PROGRAMMA di FISICA Classe II G Anno scolastico 2014/15 Docente: Bagnato Maria

LICEO SCIENTIFICO  L. DA VINCI  Reggio Calabria PROGRAMMA di FISICA Classe II G Anno scolastico 2014/15 Docente: Bagnato Maria LICEO SCIENTIFICO " L. DA VINCI " Reggio Calabria PROGRAMMA di FISICA Classe II G Anno scolastico 2014/15 Docente: Bagnato Maria La velocità Il punto materiale in movimento. I sistemi di riferimento. Il

Dettagli

Sistemi RAID. Sistemi RAID. Sistemi RAID

Sistemi RAID. Sistemi RAID. Sistemi RAID Sistemi RAID 1 Sistemi RAID Dei tre elementi fondamentali di un qualsiasi sistema computerizzato: processore, memoria primaria, memoria secondaria, quest ultimo è di gran lunga il più lento. Inoltre, il

Dettagli

Sistemi RAID. Sistemi RAID

Sistemi RAID. Sistemi RAID Sistemi RAID 1 Sistemi RAID Dei tre elementi fondamentali di un qualsiasi sistema computerizzato: processore, memoria primaria, memoria secondaria, quest ultimo è di gran lunga il più lento. Inoltre, il

Dettagli

FSE, l approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio Ing. Pierpaolo Gentile, PhD Direttore del Corpo Nazionale dei Vigili Del Fuoco

FSE, l approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio Ing. Pierpaolo Gentile, PhD Direttore del Corpo Nazionale dei Vigili Del Fuoco DIPARIMENTO DEI VIGLI DEL FUOCO DEL SOCCORSO PUBBLICO E DELLA DIFESA CIVULE Ordine degli Ingegneri Provincia di Latina FSE, l approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio Ing. Pierpaolo Gentile,

Dettagli

Speedup. Si definisce anche lo Speedup relativo in cui, invece di usare T 1 si usa T p (1).

Speedup. Si definisce anche lo Speedup relativo in cui, invece di usare T 1 si usa T p (1). Speedup Vediamo come e' possibile caratterizzare e studiare le performance di un algoritmo parallelo: S n = T 1 T p n Dove T 1 e' il tempo impegato dal miglior algoritmo seriale conosciuto, mentre T p

Dettagli

Induzione Magnetica Legge di Faraday

Induzione Magnetica Legge di Faraday nduzione Magnetica egge di Faraday ezione 8 (oltre i campi elettrostatico, magnetostatico, e le correnti stazionarie) Variazione nel tempo del campo : Muovendo un magnete vicino a una spira connessa ad

Dettagli

Un sistema Cloud Computing Server per analisi 3D del terreno

Un sistema Cloud Computing Server per analisi 3D del terreno Un sistema Cloud Computing Server per analisi 3D del terreno Oreste Tommasi GeoMind Srl (Abaco Group), Via Carducci 64/D, San Giuliano Terme (PI) Tel. 050 9911062, Fax 050 9911063, email: tommasi@geomind.it

Dettagli

Characterization of Gas Turbine Film Cooling Efficiency on High Performance Computing platforms: an Experimental/Numerical integrated approach

Characterization of Gas Turbine Film Cooling Efficiency on High Performance Computing platforms: an Experimental/Numerical integrated approach Characterization of Gas Turbine Film Cooling Efficiency on High Performance Computing platforms: an Experimental/Numerical integrated approach Silvia Ravelli Giovanna Barigozzi UNIVERSITA di BERGAMO Raffaele

Dettagli

FUSIONE NUCLEARE E CONFINAMENTO Tokamak

FUSIONE NUCLEARE E CONFINAMENTO Tokamak 10b_EAIEE_FUSIONE_NUCLEARE_TOKAMAK (ultima modifica 03/12/2013) FUSIONE NUCLEARE E CONFINAMENTO Tokamak 1 Premessa Teoria della Relatività di Einstein In una trasformazione nucleare la riduzione della

Dettagli

Accuratezza di uno strumento

Accuratezza di uno strumento Accuratezza di uno strumento Come abbiamo già accennato la volta scora, il risultato della misurazione di una grandezza fisica, qualsiasi sia lo strumento utilizzato, non è mai un valore numerico X univocamente

Dettagli

LabVIEW offre un ambiente di programmazione grafica

LabVIEW offre un ambiente di programmazione grafica 03 COME OTTIMIZZARE IN LABVIEW APPLICAZIONI DI TEST AUTOMATIZZATI PER PROCESSORI MULTICORE David Hall Vediamo come delle applicazioni scritte in LabVIEW possono essere ottimizzate sfruttando tecniche di

Dettagli

RELAZIONE DI LETIZIA LEONARDI RELATIVA AL TRIENNIO 1995-1998 PER LA PROMOZIONE E VERIFICA DELLA PRODUZIONE SCIENTIFICA DI PROFESSORE ASSOCIATO

RELAZIONE DI LETIZIA LEONARDI RELATIVA AL TRIENNIO 1995-1998 PER LA PROMOZIONE E VERIFICA DELLA PRODUZIONE SCIENTIFICA DI PROFESSORE ASSOCIATO RELAZIONE DI LETIZIA LEONARDI RELATIVA AL TRIENNIO 1995-1998 PER LA PROMOZIONE E VERIFICA DELLA PRODUZIONE SCIENTIFICA DI PROFESSORE ASSOCIATO STRUTTURA DELLA RELAZIONE: 1 INFORMAZIONI GENERALI...1 2 ATTIVITÀ

Dettagli

Corso integrato: FISICA, STATISTICA E INFORMATICA Disciplina: FISICA MEDICA Docente: Prof. Massimo MONCIARDINI Recapito: maxmonc@inwind.

Corso integrato: FISICA, STATISTICA E INFORMATICA Disciplina: FISICA MEDICA Docente: Prof. Massimo MONCIARDINI Recapito: maxmonc@inwind. Corso integrato: FISICA, STATISTICA E INFORMATICA Disciplina: FISICA MEDICA Docente: Prof. Massimo MONCIARDINI Recapito: maxmonc@inwind.it Programma: Introduzione Meccanica Cinematica Dinamica Statica

Dettagli

L ENERGIA. L energia si trasforma. L energia compie lavoro. A cura di M. Aliberti

L ENERGIA. L energia si trasforma. L energia compie lavoro. A cura di M. Aliberti A cura di M. Aliberti L ENERGIA Spunti per la ricerca Che cos è l energia? Come si manifesta concretamente l energia? Quali forme può assumere? E possibile passare da una forma di energia all altra? Con

Dettagli

ARCHITETTURE MULTIPROCESSORE E CALCOLO PARALLELO (Motivazioni e Classificazioni)

ARCHITETTURE MULTIPROCESSORE E CALCOLO PARALLELO (Motivazioni e Classificazioni) ARCHITETTURE MULTIPROCESSORE E CALCOLO PARALLELO (Motivazioni e Classificazioni) Michele Colajanni Università di Modena e Reggio Emilia E-mail: colajanni@unimo.it Perché le Architetture Multiprocessor?

Dettagli

Dipartimento di Fisica Programmazione classi seconde Anno scolastico2010-2011

Dipartimento di Fisica Programmazione classi seconde Anno scolastico2010-2011 Liceo Tecnico Chimica Industriale Meccanica Elettrotecnica e Automazione Elettronica e Telecomunicazioni Istituto Tecnico Industriale Statale Alessandro Volta Via Assisana, 40/E - loc. Piscille - 06087

Dettagli

ENEA GRID un'infrastruttura al servizio della ricerca e delle imprese

ENEA GRID un'infrastruttura al servizio della ricerca e delle imprese ENEA GRID un'infrastruttura al servizio della ricerca e delle imprese Francesco Beone Alessio Rocchi Cristina Baracca Patrizia Ornelli Silvio Migliori Nasce nel 1998 con 6 cluster geografici nazionali

Dettagli

VERSO LA SMART SPECIALIZATION TRE LEVE MOLTO IMPORTANTI PER UNA NUOVA COMPETITIVITÀ

VERSO LA SMART SPECIALIZATION TRE LEVE MOLTO IMPORTANTI PER UNA NUOVA COMPETITIVITÀ COMPETITIVITA 2.0? VERSO LA SMART SPECIALIZATION TRE LEVE MOLTO IMPORTANTI PER UNA NUOVA COMPETITIVITÀ F.Boccia/B.IT sas 1 SOMMARIO PROGETTAZIONE ASSISTITA DA CAE/SIMULAZIONE/SUPERCALCOLO LOGISTICA INTELLIGENTE

Dettagli

Parte IV Architettura della CPU Central Processing Unit

Parte IV Architettura della CPU Central Processing Unit Parte IV Architettura della CPU Central Processing Unit IV.1 Struttura della CPU All interno di un processore si identificano in genere due parti principali: l unità di controllo e il data path (percorso

Dettagli

Lezione 15 Sistemi di confinamento magnetico toroidali

Lezione 15 Sistemi di confinamento magnetico toroidali Lezione 15 Sistemi di confinamento magnetico toroidali G. Bosia Universita di Torino G. Bosia Introduzione alla fisica del plasma Lezione 14 1 Sistemi di confinamento tipo Stellarator Un modo per produrre

Dettagli

Sistemi RAID tutti i dati che contiene RAID

Sistemi RAID tutti i dati che contiene RAID Sistemi RAID 1 Sistemi RAID Dei tre elementi fondamentali di un qualsiasi sistema computerizzato: processore, memoria primaria, memoria secondaria, quest ultimo è di gran lunga il più lento. Inoltre, il

Dettagli

MAGNETI SUPERCONDUTTIVI E CRIOGENIA

MAGNETI SUPERCONDUTTIVI E CRIOGENIA Pier Paolo GRANIERI Titolo: Ricercatore all'estero Ente: European Organization for Nuclear Research Data inizio:01/05/2011 MAGNETI SUPERCONDUTTIVI E CRIOGENIA Attività didattica: contenuti OBIETTIVI FORMATIVI

Dettagli

LA TERMOLOGIA. studia le variazioni di dimensione di un corpo a causa di una

LA TERMOLOGIA. studia le variazioni di dimensione di un corpo a causa di una LA TERMOLOGIA La termologia è la parte della fisica che si occupa dello studio del calore e dei fenomeni legati alle variazioni di temperatura subite dai corpi. Essa si può distinguere in: Termometria

Dettagli

Indice generale 1 INTRODUZIONE, CINEMATICA IN DUE O TRE DIMENSIONI; VETTORI 71 DINAMICA: LE LEGGI DI NEWTON 115 MOTO: CINEMATICA IN UNA DIMENSIONE 25

Indice generale 1 INTRODUZIONE, CINEMATICA IN DUE O TRE DIMENSIONI; VETTORI 71 DINAMICA: LE LEGGI DI NEWTON 115 MOTO: CINEMATICA IN UNA DIMENSIONE 25 Indice generale PREFAZIONE ALLO STUDENTE TAVOLA DEI COLORI x xiv xvi 1 INTRODUZIONE, MISURE, STIME 1 1 1 La natura della scienza 2 1 2 Modelli, teorie e leggi 3 1 3 Misure ed errori; cifre significative

Dettagli

Prof. Luigi Puccinelli IMPIANTI E SISTEMI AEROSPAZIALI VEICOLI SPAZIALI

Prof. Luigi Puccinelli IMPIANTI E SISTEMI AEROSPAZIALI VEICOLI SPAZIALI Prof. Luigi Puccinelli IMPIANTI E SISTEMI AEROSPAZIALI VEICOLI SPAZIALI IMPIANTO ELETTRICO Potenza elettrica 2 La potenza installata varia con la complessità del veicolo Primi satelliti 1W Satellite per

Dettagli

1. La natura elettrica della materia 2. La scoperta delle proprietà elettriche 3. Le particelle fondamentali dell atomo 4. La scoperta dell elettrone

1. La natura elettrica della materia 2. La scoperta delle proprietà elettriche 3. Le particelle fondamentali dell atomo 4. La scoperta dell elettrone Unità n 7 Le particelle dell atomo 1. La natura elettrica della materia 2. La scoperta delle proprietà elettriche 3. Le particelle fondamentali dell atomo 4. La scoperta dell elettrone 5. L esperimento

Dettagli

Competenze. Riconoscere che una calamita esercita una forza su una seconda calamita. Riconoscere che l ago di una bussola ruota in direzione Sud-Nord.

Competenze. Riconoscere che una calamita esercita una forza su una seconda calamita. Riconoscere che l ago di una bussola ruota in direzione Sud-Nord. Ist.Magistrale G. Comi Tricase ( LE Allegata al verbale del Consiglio di classe del 19/10/2015 PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE della CLASSE 5 AA Anno scolastico 2015/2016 MATERIA Fisica DOCENTE Nicolì Pasquale

Dettagli

Modelli meteorologici

Modelli meteorologici Fondamenti di meteorologia e climatologia Cenni storici Vilhelm Bjerknes (1904): L evoluzione degli stati atmosferici é controllata da leggi fisiche, quindi condizioni necessarie e sufficienti per risolvere

Dettagli

Interazione delle Onde gravitazionali con la Materia

Interazione delle Onde gravitazionali con la Materia Interazione delle Onde gravitazionali con la Materia Primo Galletti Aldo Aluigi 20 Gennaio 2003 Le due Onde Gravitazionali di elevata intensitá registrate il 16 23 Agosto 1999 e il 25 30 Agosto 1999 (v.

Dettagli

Tecniche di Analisi Termica e Diffrazione di Raggi X

Tecniche di Analisi Termica e Diffrazione di Raggi X ESERCITAZIONI DI CHIMICA FISICA A.A 2010/2011 I MODULO 6 crediti (Anna Corrias) Tecniche di Analisi Termica e Diffrazione di Raggi X Analisi Termica Cenni teorici Descrizione esperienze di laboratorio

Dettagli

Sicurezza e protezione

Sicurezza e protezione Le Tecnologie Magneti superconduttori a bassa temperatura Materiali e componenti per alti flussi termici Meccanica di precisione Manutenzione remota, sistemi metrologici e sensoristica Tecnologie del vuoto

Dettagli

Sistemi Operativi UNICAL. Facoltà di Ingegneria. Domenico Talia A.A. 2002-2003 1.1. Sistemi Operativi. D. Talia - UNICAL

Sistemi Operativi UNICAL. Facoltà di Ingegneria. Domenico Talia A.A. 2002-2003 1.1. Sistemi Operativi. D. Talia - UNICAL Domenico Talia Facoltà di Ingegneria UNICAL A.A. 2002-2003 1.1 Introduzione Presentazione del corso Cosa è un Sistema Operativo? Sistemi Mainframe Sistemi Desktop Sistemi Multiprocessori Sistemi Distribuiti

Dettagli

TEORIA PERTURBATIVA DIPENDENTE DAL TEMPO

TEORIA PERTURBATIVA DIPENDENTE DAL TEMPO Capitolo 14 EORIA PERURBAIVA DIPENDENE DAL EMPO Nel Cap.11 abbiamo trattato metodi di risoluzione dell equazione di Schrödinger in presenza di perturbazioni indipendenti dal tempo; in questo capitolo trattiamo

Dettagli

Indice. 2 Moto in una dimensione 2.1 Spostamento e velocità 28 2.2 Accelerazione 35 2.3 Moto uniformemente accelerato 37 2.

Indice. 2 Moto in una dimensione 2.1 Spostamento e velocità 28 2.2 Accelerazione 35 2.3 Moto uniformemente accelerato 37 2. Indice Prefazione XI 1 Misura e vettori 1.1 Le origini della fisica 2 1.2 Unità di misura 3 1.3 Conversione di unità di misura 6 1.4 Dimensioni delle grandezze fisiche 7 1.5 Cifre significative e ordini

Dettagli

CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI. Nome. Marco Cognome. Gambini Indirizzo. Via del Politecnico, 1 Ingegneria Industriale Città

CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI. Nome. Marco Cognome. Gambini Indirizzo. Via del Politecnico, 1 Ingegneria Industriale Città CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI Nome Marco Cognome Gambini Indirizzo Via del Politecnico, 1 Ingegneria Industriale Città Roma CAP 00133 Paese ITALIA Telefono (fisso) 06-72597214 Cellulare 339-4908297

Dettagli

I VANTAGGI. Molti costruttori di macchine si rendono conto dell importanza DELLA PROGETTAZIONE MECCATRONICA

I VANTAGGI. Molti costruttori di macchine si rendono conto dell importanza DELLA PROGETTAZIONE MECCATRONICA ANDREA MARIO FRANCHINI I VANTAGGI DELLA PROGETTAZIONE MECCATRONICA La fusione sinergica delle conoscenze meccaniche, elettroniche e informatiche consente di giungere a nuovi concetti di macchina e a uno

Dettagli

ELETTROSTATICA + Carica Elettrica + Campi Elettrici + Legge di Gauss + Potenziale Elettrico + Capacita Elettrica

ELETTROSTATICA + Carica Elettrica + Campi Elettrici + Legge di Gauss + Potenziale Elettrico + Capacita Elettrica ELETTROSTATICA + Carica Elettrica + Campi Elettrici + Legge di Gauss + Potenziale Elettrico + Capacita Elettrica ELETTRODINAMICA + Correnti + Campi Magnetici + Induzione e Induttanza + Equazioni di Maxwell

Dettagli

Formulario di Fisica Tecnica Matteo Guarnerio 1

Formulario di Fisica Tecnica Matteo Guarnerio 1 Formulario di Fisica Tecnica Matteo Guarnerio 1 CONVENZIONI DI NOTAZIONE Calore scambiato da 1 a 2. Calore entrante o di sorgente. Calore uscente o ceduto al pozzo. CONVERSIONI UNITÀ DI MISURA PIÙ FREQUENTI

Dettagli

Legge di Faraday. x x x x x x x x x x E B. x x x x x x x x x x R x x x x x x x x x x. x x x x x x x x x x. x x x x x x x x x x E B 1

Legge di Faraday. x x x x x x x x x x E B. x x x x x x x x x x R x x x x x x x x x x. x x x x x x x x x x. x x x x x x x x x x E B 1 B ds Legge di Faraday E x x x x x x x x x x E B x x x x x x x x x x R x x x x x x x x x x B 1 x x x x x x x x x x E x x x x x x x x x x E Schema Generale Elettrostatica moto di una carica q in un campo

Dettagli

LA MATERIA MATERIA. COMPOSIZIONE (struttura) Atomi che la compongono

LA MATERIA MATERIA. COMPOSIZIONE (struttura) Atomi che la compongono LA MATERIA 1 MATERIA PROPRIETÀ (caratteristiche) COMPOSIZIONE (struttura) FENOMENI (trasformazioni) Stati di aggregazione Solido Liquido Aeriforme Atomi che la compongono CHIMICI Dopo la trasformazione

Dettagli

Competenze Abilità Conoscenze Tempi Leggere, comprendere e interpretare un testo scritto delle varie tipologie previste anche in contesti non noti.

Competenze Abilità Conoscenze Tempi Leggere, comprendere e interpretare un testo scritto delle varie tipologie previste anche in contesti non noti. PRIMO BIENNIO Fisica: Primo anno Leggere, comprendere e interpretare un testo scritto delle varie tipologie previste anche in contesti non noti. Osservare, descrivere ed analizzare fenomeni appartenenti

Dettagli

Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) Osservatorio Astrofisico di Catania

Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) Osservatorio Astrofisico di Catania Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) Osservatorio Astrofisico di Catania Università degli Studi di Catania Dipartimento di Fisica e Astronomia - Sezione Astrofisica Il Sole Scheda didattica realizzata

Dettagli

Strutture di interconnessione nei sistemi multiprocessore

Strutture di interconnessione nei sistemi multiprocessore A cura del prof. Gino Tombolini 1 PARALLELISMO A LIVELLO DI PROCESSORE Finora il miglioramento delle prestazioni di un elaboratore si è ottenuto introducendo diversi gradi di parallelismo ai vari livelli

Dettagli