N. 11 NOVEMBRE ANNO VIII

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1 N. 11 NOVEMBRE ANNO VIII NOTIZIARIO DI AGGIORNAMENTO DEL SETTORE CN/CONV/0969/2010 Free Service Edizioni - Falconara M. (AN) - Notiziario di aggiornamento del settore

2 I nostri ricambi usati si trasformano nel tuo business RITIRIAMO CATALIZZATORI ESAUSTI ACQUISTIAMO IN TUTTA ITALIA ALTERNATORI - MOTORINI - GIUNTI - PINZE FRENO - COMPRESSORI ARIA CONDIZIONATA - STERZI IDROGUIDA E MANUALI - POMPE IDROGUIDA ED ELETTRICHE - STERZI ELETTRICI - SEMIASSI - MARMITTE CATALITTICHE - TURBINE - POMPE DIESEL - INIETTORI - COMMONRAIL - TESTATE - ALBERI MOTORE - MOTORI E CAMBI Responsabile sud Italia GOBBI SPARE PARTS Spa Via Capannaguzzo, Macerone di Cesena (FC) Italia Tel: Fax: S.R.L. T

3 Notiziario di aggiornamento del settore Edizioni: Free Service s.r.l. Sede amministrativa, Direzione, Redazione, Grafica: Via del Consorzio, Falconara M. / AN tel fax Aut.Trib. di Ancona n. 11/2011 del 10/06/2011 Direttore Responsabile: Stefano Agostinelli Grafica: Free Service srl Responsabile Marketing: Fabio Bastianelli Stampa: BIEFFE s.r.l. via Zona Industriale P.I.P Recanati (MC) Una copia: 7,00 Arretrati: 14,00 Abbonamento annuale: 58,00 Versamento su C/C postale n intestato a Free Service s.r.l. Via del Consorzio, Falconara M. (AN) Per abbonamenti: Inviare fax allo oppure contattare la mail all indirizzo: SOMMARIO EDITORIALE... 5 DPR 43/2012 (GESTIONE GAS FLUORURATI A EFFETTO SERRA) NOVITÀ NEL SISTEMA DI STOCCAGGIO AUTO! +60% DI POSTI DISPONIBILI RISPETTO AI METODI TRADIZIONALI!... 7 OTTOBRE REGISTRA IL 13 CALO CONSECUTIVO... 9 LOGIMA S.R.L. L AUTODEMOLIZIONE PRATICA E VELOCE CONVEGNO CAR - ECOMONDO 2012 LA VIRTUOSA GESTIONE DEL RIFIUTO-VEICOLO IN UN PANORAMA DI GREEN ECONOMY. CENTRALITÀ DEL RUOLO DELL AUTODEMOLITORE IL MINISTERO FA CHIAREZZA SUI CONTRIBUTI AMBIENTALI L UE PUNTA ALL ARMONIZZAZIONE DI REGOLE E DISPOSITIVI DIFFERENZA TRA PNEUMATICI USATI E FUORI USO La Redazione di AUTODEMOLITORI si riserva il diritto di modifi care, rifi utare o sospendere un articolo a proprio insindacabile giudizio. L Editore non assume responsabilità per eventuali errori di stampa. Gli articoli fi rmati impegnano solo i loro autori. È vietata la riproduzione totale o parziale di testi, disegni e foto. Manoscritti, disegni e foto, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. Tutti i diritti sono riservati.

4 Leader in italia per il trattamento acque piovane da piazzali attività di rottamazione e autodemolizione

5 L EDITORIALE Mentre mezza Italia è sott acqua, il territorio deturpato da politiche di edilizia invasiva rende la pariglia contribuendo al dissesto di infrastrutture, abitazioni e centri industriali e produttivi; sul Mediterraneo si scatena la furia del primo tornado di classe F2 registrato a queste latitudini e sui giornali continuano a sommarsi notizie poco rasserenanti circa la necessità di future e più restrittive manovre economiche per sconfi ggere la crisi, gli Stati Generali della Green Economy e gli Istituti di ricerca internazionali, dall altro, sono molto chiari su alcuni punti fondamentali: non si è fatto abbastanza per far partire una nuova economia globale più sostenibile e, conseguenza, gli effetti antropici sul cambiamento climatico non solo persistono, ma anzi, non si raggiungeranno gli obiettivi di riduzione di gas sera di qui al Questo signifi ca che, le piccole liti da condominio dei vari politici internazionali non solo non hanno portato alla risoluzione di un problema epocale, ma non hanno neppure mitigato lo spettro dell innalzamento di 2 C della temperatura media del pianeta. Ormai si parla di un innalzamento medio di + 4 C. Roba da far tremare le vene ai polsi! Ma le paure della gente sono ben altre, purtroppo. La crisi continua a strangolare imprese e gli operatori di mercato nicchiano nell attesa messianica che tutto ritorni al bel tempo che fu. Nel frattempo, si immola sull altare della sicurezza economica la salute dei cittadini e si palesa pure che enormi gruppi industriali possono operare in spregio a quelle stesse regole che le piccole imprese sono tenute ad osservare meticolosamente pena punizioni esemplari. C è il sospetto che le regole non siano uguali per tutti e che, oggi, le scelte non siano più orientate da indirizzi politici, etici, programmatici, bensì da ricatti continui dettati da urgenze E intanto la nostra libertà va a farsi friggere Il Direttore Responsabile Stefano Agostinelli RECUPERARE CATALIZZATORI: DA SEMPRE IL NOSTRO MESTIERE INVEMET S.r.l. Strada Coasso - Zona Industriale IR Cirié (TO) - ITALIA Tel Fax:

6 NOTIZIARIO DI AGGIORNAMENTO DEL SETTORE DPR 43/2012 (GESTIONE GAS FLUORURATI A EFFETTO SERRA) a cura dell Avv. Rosa Bertuzzi Dal 5 maggio 2012 è il vigore il DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 27 gennaio 2012, n. 43 che istituisce il Regolamento recante attuazione del regolamento (CE) n. 842/2006 su taluni gas fl uorurati ad effetto serra. Tale decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Uffi ciale n. 93 del 20 aprile Nello specifi co il decreto disciplina le procedure per l ottenimento e il conseguimento della certifi cazione per gli operatori, la designazione degli organismi di certifi cazione ed introduce l istituzione di un Registro Nazionale delle persone e delle imprese certifi cate. L obbligo di certifi cazione interessa le persone e le imprese che si occupano delle operazioni di installazione, riparazione e manutenzione delle apparecchiature stabili di refrigerazione, condizionamento d aria e pompe di calore e dei sistemi di protezione antincendio, includenti gas fl uorurati ad effetto serra e conseguentemente per le attività di contenimento e recupero dei medesimi gas dalle sopra indicate strumentazioni. Conseguentemente le imprese che si occupano di manutenzione di veicoli (autoffi cine, demolitori, ecc ) che operano su suddetti impianti, si dovranno iscrivere in un apposito registro nazionale che verrà istituito presso il Ministero dell Ambiente; l iscrizione dovrà essere inoltrata entro 60 giorni dalla sua istituzione. Tale certifi cazione è comunemente indicata come Patentino del Frigorista rilasciata successivamente il superamento di un esame teorico e pratico, da Organismi di Certifi cazione appositamente accreditati. Il Registro, non ancora istituito, sarà gestito dalle Camere di Commercio che rilasceranno Certifi cati provvisori per le persone e le imprese, e successivamente, entro sei mesi, dovranno sostituire con certifi cati permanenti rilasciati da un Organismo di Certifi cazione accreditato e designato dal Ministero dell Ambiente. Come sopra accennato il DPR individua le modalità di attuazione del regolamento (CE) n. 842/2006 e dei regolamenti della Commissione europea di esecuzione in materia: a) l individuazione delle autorità competenti di cui agli articoli 3, paragrafo 6, e 6, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 842/2006; b) le procedure per la designazione degli organismi di certifi cazione e valutazione delle persone e delle imprese di cui agli articoli 10 e 11 del regolamento (CE) n. 303/2008, agli articoli 10 e 11 del regolamento (CE) n. 304/2008, agli articoli 5 e 6 del regolamento (CE) n. 305/2008 e agli articoli 4 e 5 del regolamento (CE) n. 306/2008; c) le procedure per la designazione degli organismi di attestazione delle persone di cui all articolo 3 del regolamento (CE) n. 307/2008; d) il rilascio dei certifi cati provvisori alle persone e alle imprese di cui agli articoli 6 e 9 del regolamento (CE) n. 303/2008 e agli articoli 6 e 9 del regolamento (CE) n. 304/2008; e) l acquisizione dei dati sulle emissioni di cui all articolo 6, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 842/2006; f) i registri di cui all articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 303/2008, all articolo 10, comma 3, del regolamento (CE) n. 304/2008, all articolo 5, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 305/2008 e all articolo 4, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 306/2008; g) l etichettatura delle apparecchiature di cui all articolo 7 del regolamento (CE) n. 842/2006. La Confederazione Nazionale dell Artigianato e della Piccola e Media Impresa (CNA) consiglia d attendere che lo scenario normativo sia completato attraverso l emanazione dei decreti necessari, in quanto odiernamente non esistono Organismi di Certifi cazione italiani accreditati in grado d operare. CNA ha già preparato, attraverso la collaborazione di partner, un sostegno per le imprese, cercando di: 1) indirizzare persone e imprese ad Organismi di Certifi cazione seri e affi dabili; 2) fornire un adeguata formazione teorica e pratica agli operatori; 3)organizzare percorsi fi nanziati per la formazione; 4) assistere le imprese per gli adempimenti volti a conseguire la certifi cazione necessaria. Avv. Rosa Bertuzzi Consulente Ambientale 6

7 NOVITÀ NEL SISTEMA DI STOCCAGGIO AUTO! +60% DI POSTI DISPONIBILI RISPETTO AI METODI TRADIZIONALI! Il sistema multidirezionale e la compattezza del carrello elevatore Combilift ne fanno una soluzione di altissimo livello che permette la massima razionalizzazione dello stoccaggio, con la riduzione della corsia di lavoro a poco più di 3 mt. Il nostro elevatore garantisce vantaggi rispetto ad un carrello tradizionale anche in termini di prestazioni stabilità e sicurezza in un giusto rapporto costo-qualità. Obiettivo della partnership OHRA - Euro Assistance è quello di proporre una moderna ma semplice soluzione già apprezzata in Europa, sensibile alla sicurezza e alle esigenze specifi che dei centri raccolta e smaltimento, rendendo le attività lavorative meno complicate con conseguente contenimento dei costi. Grande successo e interesse ha suscitato l innovativa proposta di stoccaggio auto per demolitori presentata congiuntamente dalle ditte Ohra Regalanlagen GmbH ed Euro Assistance s.r.l. in occasione della fi era Ecomondo di Rimini. La ditta Ohra, tedesca, è leader europeo nel settore delle scaffalature industriali e forte di una consolidata esperienza nel settore auto. Euro Assistance è importatore esclusivo per l Italia dei carrelli elevatori Combilift, di produzione irlandese, affermati a livello internazionale per l innovativo sistema multidirezionale. Insieme, hanno infatti proposto soluzioni per lo stoccaggio intensivo di auto con la possibilità di scaffali con un numero di livelli fi no a 4-5 piani e con utilizzo di corridoi stretti e guidati per l ottimizzazione degli spazi disponibili e per la massima sicurezza nelle movimentazioni. Rispetto ad un sistema di stoccaggio tradizionale a tre livelli di carico e con corridoi della larghezza di circa 5500 mm pur sempre possibile, la combinazione tra cantilever Ohra ed elevatore Combilift, permette di stoccare circa il 60% in più di auto sulla stessa superficie, con un aumento della sicurezza, una maggiore velocità e precisione di manovra, accrescendo così il caratteristico valore aggiunto della scaffalatura. Noi elaboriamo una soluzione su misura, dal semplice scaffale al moderno impianto guidato, prospettiamo con un progetto le potenzialità future del cliente decidendo insieme le eventuali tappe fi no al raggiungimento dell obiettivo massimo ha dichiarato l Ing. Franceschelli, Responsabile della sede di Bologna. 7

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9 Mercato auto OTTOBRE REGISTRA IL 13 CALO CONSECUTIVO Tuttavia in questo mese la caduta delle immatricolazioni rallenta al 4,6% rispetto all 11% di settembre di Agnese Mengarelli In assenza di interventi capaci di ridurre la pressione fi scale sulle famiglie e di conseguenza stimolare i consumi, l Italia non può che appesantire i risultati europei, e la stessa Europa mantiene un trend negativo, in attesa che gli annunciati provvedimenti a sostegno dell innovazione e dell industria trovino realmente esecuzione. Questo è stato il commento di Romano Valente, Direttore Generale dell UNRAE, sui risultati diffusi dall ACEA, l Associazione dei costruttori europei di automobili, sul mercato europeo dell auto. Un mercato ancora lontano dalla ripresa, tanto che il mese di ottobre ha registrato il tredicesimo calo consecutivo. L Europa dei 27 più l Efta (European Free Trade Area), infatti, ha segnato una diminuzione del 4,6% e immatricolazioni rispetto allo stesso mese di un anno prima, che portano i primi 10 mesi del 2012 a fl ettere del 6,9%, con auto vendute. Senza il contributo negativo dell Italia con un pesante -12%, l auto in Europa si troverebbe a fi ne ottobre a un calo più fi siologico pur considerando i mercati di Spagna e Francia anche loro in recessione. Il risultato, seppur deludente, fotografa tuttavia un mercato, la cui caduta rallenta, rispetto alla contrazione dell 11% del mese di settembre. In Germania, grazie anche alle due giornate lavorative in più rispetto allo scorso anno e al lancio di nuovi modelli, il mercato ha registrato una lieve crescita (+0,5%) e auto immatricolate, dopo il pesante calo a doppia cifra di settembre. Gli automobilisti tedeschi continuano a preferire il diesel, con il 48% di quota di mercato e un incremento dell 1,5%. Sebbene si preveda uno sviluppo dei veicoli elettrici, grazie ai benefi ci fi scali approvati dal Parlamento federale per il 2013, la fi ducia dei consumatori resta ancora appesantita dalle incertezze legate alla crisi del debito in Europa. In controtendenza, il mercato del Regno Unito, le cui vendite segnano in ottobre un ulteriore incremento (+12,1%) a unità. Nei primi 10 mesi le auto immatricolate ammontano a , in crescita del 5%. Grazie alla crescita dell occupazione e alla bassa infl azione, gli acquisti delle famiglie sono in crescita, così come la 9

10 NOTIZIARIO DI AGGIORNAMENTO DEL SETTORE richiesta di vetture city car e utilitarie, che benefi ciano anche della commercializzazione di nuovi modelli. Al contrario, continua la fl essione nel mercato francese, che, nonostante i due giorni lavorativi in più, in ottobre ha evidenziato un calo del 7,8% e immatricolazioni. Le problematiche occupazionali e una politica fi scale fortemente restrittiva, considerata da alcuni il più acuto inasprimento fi scale degli ultimi 30 anni, pesano come un macigno sulle intenzioni di acquisto. Si spera, però, che le recenti misure a supporto dell auto introdotte dal Governo francese possano offrire una boccata di ossigeno al mercato. Crollo delle vendite anche in Spagna, con un tremendo calo del 21,7% e unità complessive immatricolate. Ancora, però, non si possono vedere gli effetti del piano di incentivi alla rottamazione introdotto a metà ottobre, che prevede un bonus di euro dallo Stato e euro dalle Case, all acquisto di veicoli nuovi o usati con al massimo un anno di anzianità e un livello di emissioni di CO 2 non superiore a 160 g/km. Incentivi, che potrebbero produrre effetti sulle vendite di novembre e dicembre. La raccolta degli ordini, infatti, ha registrato una crescita del 70% rispetto a settembre, a benefi cio del rinnovo del parco circolante. Per quanto riguarda le marche, hanno registrato le fl essioni maggiori Mitsubishi (-22,4%) e Renault (-21,2%), seguite da General Motors (-14,2%) e Ford (-8,1%). In controtendenza Jaguar Land Rover, che segna +11,5%, Hyundai (+10,2%), Daimler (+3,2%), Toyota (+2,3%) e Wolkswagen (+1,5%: risultato della compensazione tra il +10,7% di Audi, il -11,2% di Seat e il -4,2% di Skoda). Nel mese di ottobre Fiat Group Automobiles ha segnato una calo del 5,8%, immatricolando in Europa nuovi veicoli, rispetto alle dell anno precedente. A settembre il calo del gruppo torinese era stato del 18,5%. Nei primi dieci mesi dell anno Fiat Group Automobiles ha venduto in Europa nuove vetture, in fl essione del 15,9% rispetto alle dello stesso periodo del Secondo la previsione 2012 per il mercato europeo dei 27 (esclusa l Efta) effettuata degli analisti della Global Insight, il calo delle vendite sarà di oltre il 7% a unità, in ulteriore contrazione il prossimo anno (-2,5%) a circa vetture vendute. Queste fl essioni, secondo l UNRAE, saranno solo parzialmente compensate dal leggero miglioramento delle performance dell area Efta (+4.5%). L Unione Europea cerca di correre ai ripari, presentando un Piano per il rilancio del settore automobilistico. È mio dovere impedire la fuga dell industria automobilistica dal continente ha dichiarato Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione europea e Responsabile di Industria e Imprenditoria, presentando il Piano Cars Il documento, che riprende in parte il Rapporto di giugno del Gruppo CAR 21, si pone l obiettivo concreto di far crescere la quota di PIL europeo derivato dal settore auto dall attuale 16% al 20% entro il 2020, attraverso quattro punti salienti da mettere in atto: - investire nelle tecnologie avanzate e fi nanziare l innovazione per produrre veicoli puliti, a basso impatto ambientale; - rafforzare il mercato interno alleggerendo i meccanismi di omologazione, stringendo la sorveglianza per evitare la concorrenza sleale e snellendo gli incentivi fi nanziari per i veicoli di nuova generazione; - migliorare la competitività sui mercati mondiali con una politica commerciale effi cace e con l armonizzazione delle normative; - investire nella formazione del personale per acquistare competenze e ammortizzare l impatto sociale della ristrutturazione. Sulla carta il Piano contiene davvero buoni principi per produrre veicoli migliori, più sicuri e più effi cienti nell uso energetico, offrendo posti di lavoro qualifi cati a milioni di persone. Bene, ora bisogna metterli in pratica il più presto possibile. Prima che sia troppo tardi! Nuove immatricolazioni a ottobre 2012: risultati nella UE dal 2003 al 2012 fonte: ACEA 10

11 LogiMa s.r.l. L AUTODEMOLIZIONE PRATICA E VELOCE I cantilever sinonimo di ordine, pulizia e sicurezza. Parola di Gianluca Pace della MOMÒ Srl di Pratola Peligna di Agnese Mengarelli Impianto caotico e disorganizzato? Non più, grazie! Oggi con i prodotti LogiMa, l autodemolizione è diventata più sicura e ordinata. La giovane azienda di Porto d Ascoli, società leader nella progettazione, consulenza e vendita di soluzioni per la logistica e la gestione di magazzini dispone di un ampia gamma di soluzioni per seguire l evoluzione di un mercato sempre più competitivo ma anche sempre più severo dal punto di vista normativo. La disciplina sugli standard per i centri di raccolta, infatti, impone un adeguato stoccaggio dei pezzi smontati, nonché fra criteri di gestione, regole precise circa la sovrapposizione massima consentita dei veicoli messi in sicurezza e non ancora sottoposti a trattamento, fatte salve le condizioni di stabilità e la valutazione dei rischi per la sicurezza dei lavoratori. I cantilever LogiMa possono fare la differenza. All avanguardia sotto il profi lo tecnologico, pratiche e innovative, le scaffalature riescono a stoccare un gran numero di veicoli in modo pratico e sicuro. Ne è convinto anche Gianluca Pace, Titolare della MOMÒ Srl, impianto di autodemolizione, recupero e smaltimento di Pratola Peligna in provincia de L Aquila. Nata agli inizi degli anni 80, la MOMÒ Srl con i suoi 11 dipendenti e un centro di m 2, fi n dal 2005 si affi da alla professionalità dello Staff LogiMa. Negli ultimi anni abbiamo comprato oltre 60 cantilever bifronte, una ventina solo quest anno, e siamo intenzionati a ordinarne altri. - ha spiegato il Sig. Pace - Il costo è davvero conveniente e il centro risulta ordinato, pratico ed effi ciente. Lo stoccaggio in verticale, infatti, risulta sicuro sia per i lavoratori, evitando i rischi e i pericoli dell accatastamento dei veicoli uno sull altro, e per le auto stesse, evitando il deterioramento dei pezzi di ricambio. Lo Staff LogiMa è veramente professionale. Sono sempre disponibili e riescono ad accontentare ogni nostra esigenza ha concluso il Sig. Pace, confermando il valore aggiunto di LogiMa, che da sempre ha fatto dell affi dabilità e dell effi cienza i punti di forza dei propri prodotti. PER CONTATTI: Giovanni Paolini Giovanni Del Moro

12 NOTIZIARIO DI AGGIORNAMENTO DEL SETTORE Convegno CAR - ECOMONDO 2012 LA VIRTUOSA GESTIONE DEL RIFIUTO-VEICOLO IN UN PANORAMA DI GREEN ECONOMY. CENTRALITÀ DEL RUOLO DELL AUTODEMOLITORE Integrare la sostenibilità con la crescita economica, migliorando le prestazioni ambientali, in un ottica di responsabilità sociale d impresa. di Agnese Mengarelli Esiste una gerarchia tecnologica nella fi liera del fi ne vita dei veicoli e tale gerarchia va rispettata ponendo il ruolo dell autodemolitore al centro della gestione del rifi uto-veicolo. Questo è quanto emerso al Convegno dal titolo La virtuosa gestione del rifiuto-veicolo in un panorama di green economy. Centralità del ruolo dell Autodemolitore, organizzato da CAR (Confederazione Autodemolitori Riuniti) in collaborazione con CNA (Confederazione Nazionale dell Artigianato e delle piccole e medie imprese) e con il Patrocinio del Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministero dello Sviluppo Economico, che si è tenuto il 9 novembre nell ambito della 16 edizione di ECOMONDO a Rimini. Il tradizionale appuntamento che CAR organizza per gli operatori del settore del recupero e del trattamento dei veicoli fuori uso presso la Fiera Internazionale del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile, nell anno della Conferenza Internazionale di Rio+20 sullo Sviluppo Sostenibile, non poteva non dare conto della necessità della sfi da della sostenibilità ambientale degli impianti e dei processi di lavorazione anche, e in particolare, per le imprese di autodemolizione. L autodemolizione a impatto zero del resto è lo slogan associativo. Dopo gli ultimi eventi di proposte di modifi ca dell attuale fi liera del fi ne vita del veicolo, CAR anche ad ECOMONDO 2012 ha voluto ribadire la centralità e autonomia del ruolo dell Autodemolitore. 12

13 Alla presenza di tantissimi esponenti di aziende di autodemolizione, esponenti delle locali forze dell ordine, ha salutato i lavori il Presidente Assofermet per i Rottami Ferrosi, Romano Pezzotti, che ha voluto sottolineare come CAR in difesa della Categoria degli autodemolitori abbia da sempre contrastato la proposta di revisione dell Accordo di Programma Quadro Gestione Veicoli. Inoltre, ha ricordato quanto sia importante lavorare insieme al Tavolo tecnico ministeriale in quanto le lotte del CAR sono le stesse lotte dei riciclatori, che si vedono danneggiati dalla proposta di revisione del Testo dell Accordo di Programma Quadro di Gestione dei Veicoli Fuori Uso, secondo la quale i Veicoli Fuori Uso dovrebbero essere consegnati direttamente agli impianti di frantumazione, danneggiando gravemente le imprese coinvolte con drammatiche ricadute occupazionali e sociali. In rappresentanza del Prefetto Santi Giuffrè, Direttore Centrale per le Specialità della Polizia Stradale del Ministero dell Interno, è intervenuto Giandomenico Protospataro, Alto Funzionario presso il Servizio di Polizia Stradale del Ministero dell Interno, il quale con un intervento stimolante ha ribadito la sincronica collaborazione instaurata tra CAR e il Ministero dell Interno in tema di controlli di polizia. Occupandosi di questioni normative, il Dott. Protospataro si è confrontato con CAR dal 2011 raccogliendone le sollecitazioni e le istanze, in quanto l autodemolizione, come ogni attività imprenditoriale e industriale, necessita di continua attenzione. Nel 2012 ci siamo concentrati sul fenomeno dell esportazione di veicoli acquisti dai concessionari e trasferiti all estero per essere demoliti, eludendo tutte le norme relative all autodemolizione e all esportazione transfrontaliera di rifi uti. Per questo motivo, a Marzo 2012 abbiamo redatto una Circolare per i nostri reparti per sollecitare la tematica riguardante la documentazione da produrre per la radia- 13

14 NOTIZIARIO DI AGGIORNAMENTO DEL SETTORE zione dei veicoli, affi nché l esportazione all estero risulti meno semplice, attraverso l indicazione del futuro acquirente. Grazie a questo accorgimento, secondo i dati del PRA, l esportazione all estero di veicoli radiati si è notevolmente ridotto. Un risultato ottenuto grazie alle sollecitazioni del CAR, che da tempo denuncia questo fenomeno. A testimoniare la vicinanza delle Forze dell Ordine alla categoria il Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato, Aldo Terzi, ha portato i saluti del Comandante del Corpo Forestale dello Stato, l Ing. Cesare Patrone. In apertura dei lavori è stata data lettura della comunicazione di saluto del Comandante Regione Emilia- Romagna della Guardia di Finanza, Mario D Alonzo. È seguita, quindi, la relazione dell Avv. Sergio Rastrelli, Penalista del Foro di Napoli, che ha dimostrato come le esigenze di CAR circa la centralità del ruolo dell Autodemolitore siano in linea con l attuale panorama normativo di settore, nazionale e comunitario, a differenza della proposta di modifi ca recentemente avanzata. In particolare l Avv. Rastrelli ha sottolineato come la proposta di revisione dell Accordo di Programma Quadro è in potenziale contrasto con la normativa nazionale e con i trattati sovranazionali. L obiettivo primario dell evento promosso da CAR è stato quello di sensibilizzare tutti gli operatori della fi liera sulla questione della sostenibilità integrata alla crescita economica, in prospettiva del raggiungimento degli obiettivi di recupero e riciclaggio imposti dalla Normativa Comunitaria. Il D.Lgs 209/2003, all articolo 7, fi ssa gli obiettivi di recupero e riciclaggio: entro il 1 gennaio 2015 la percentuale di reimpiego e recupero dovrà raggiungere il 95%, mentre quella di reimpiego e riciclaggio dovrà attestarsi sull 85 %. Eliminando dalla fi liera il ruolo dell autodemolitore, - ha sottolineato l Avv. Rastrelli - si sposta l asse su cui ruota l ELV, senza garantire una reale tracciabilità e un effettivo recupero e riciclaggio dei materiali. Applauditissimo e caloroso, l intervento dell Avv. Alfonso Gifuni, Presidente CAR, che ha ribadito l importanza del ruolo dell Autodemolitore, quale soggetto che effettua la differenziata del veicolo, operazione principale che si esegue nel fi ne-vita del veicolo. CAR, fi n dai primi giorni di Agosto, prima ed unica associazione di Categoria, ha impugnato la deleteria proposta di revisione dell Accordo Quadro Gestione Veicoli Fuori Uso che vorrebbe spostare il sistema dalla autodemolizione alla frantumazione, in contrasto con la normativa vigente e imponendo una contrazione della libertà d impresa. Il Presidente CAR, che non ha mai nascosto il timore che altre fi gure della fi liera tentino di occupare ed esautorare il ruolo dell autodemolitore, ha ricordato come in un ottica di green economy, non si può cambiare il processo di recupero e riciclaggio del rifi uto-veicolo, perché queste procedure sono possibili solo negli impianti di autodemolizione, garantendo la massima compatibilità ambientale. La proposta, secondo la quale il rifi uto-veicolo dovrebbe essere conferito direttamente ai frantumatori, non garantisce la tracciabilità né tanto meno il riciclaggio dei materiali, che sarebbe praticamente impossibile dopo la frantumazione. - ha spiegato Gifuni - Non ammettiamo prevaricazioni da coloro che pensano che la nostra presenza in fi liera non sia legittima, tentando di realizzare il sistema francese anche in Italia. Nonostante i sacrifi ci economici per dotarci di impianti tecnologicamente a norma e rispettosi dell ambiente, grazie anche all evoluzione culturale da parte di noi operatori, pretendiamo una rigorosa pari dignità con tutti i partners della fi liera evitando indebite ingerenze nel nostro ruolo. Ha chiuso i lavori Mario Turco, Responsabile Nazionale Cna Servizi alla Comunità/Autoriparazione, che ha sottolineato l univocità di veduta anche del mondo dell autoriparazione sulla centralità del ruolo dell Autodemolitore nella fi liera del fi ne-vita dei veicoli. A causa della crisi economica, infatti, il recupero e il riuso di determinati pezzi di ricambio per l autoriparazione risponde ad una determinata e specifi ca richiesta di mercato. Per la nostra categoria il ruolo dell autodemolitore è fondamentale. - ha spiegato Mario Turco - Per questo motivo la CNA/ Autoriparazione sarà al fi anco del CAR per mettere in atto tutte le iniziative possibili per eliminare il rischio palese dell estromissione delle imprese di autodemolizione dalla fi liera del fi ne vita veicoli. Nei saluti fi nali il Presidente CAR ha invitato gli operatori della fi liera ELV presenti nel pubblico a partecipare alle giornate monotematiche di informazione e formazione in materia di responsabilità amministrativa degli enti ai sensi del D.Lgs. 231/2001, organizzate dalla Confederazione Autodemolitori Riuniti, che si svolgeranno a Gennaio Segreteria CAR: Via Antonio Salandra, Roma Tel Fax www. carautodemolitori.it 14

15 METALFER DI COPPOLA ANTONIO Commercio all ingrosso di rottami ferrosi e metallici Aiutaci a salvaguardare l ambiente Servizi - messa in riserva e recupero di rottami ferrosi e non - commercio di rottami ferrosi e non - demolizione strutture contenenti ferro e metalli Metalfer di Coppola Antonio Sede Legale: Contrada Fiego S.S. 19 Km Atena Lucana (SA) - Deposito: Contrada Sant Antuono, Zona industriale Polla (SA) Amministrazione: Tel Fax Antonio Coppola Cell Ricambi: Tel ; (Salvatore); (Marco) -

16 NOTIZIARIO DI AGGIORNAMENTO DEL SETTORE Pneumatici Fuori Uso IL MINISTERO FA CHIAREZZA SUI CONTRIBUTI AMBIENTALI Emanata una Circolare sul possesso di pneumatici da parte di cessionari intermedi e sugli esportatori abituali di Agnese Mengarelli Il Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha recentemente emanato una Circolare, precedentemente predisposta in bozza dall Uffi cio Legislativo del Ministero, formulando il parere del 5 ottobre 2012, relativa alla modalità di osservanza degli obblighi di versamento del contributo ambientale di cui all art. 228 del D.lgs. del 3 aprile 2006 n. 152 e successive modifi cazioni al D.M. n. 82 del In tema di disciplina del recupero dei PFU è previsto che produttori e importatori di pneumatici provvedano, singolarmente o in forma associata almeno una volta l anno, alla gestione di quantitativi di pneumatici fuori uso pari a quelli da loro stessi immessi sul mercato e destinati alla vendita in territorio nazionale e, per coprire i costi che tale operazione comporta, è stato introdotto il contributo a carico degli utenti fi nali. Inoltre si è stabilito che per immissione sul mercato si intende il momento in cui gli pneumatici nuovi, sia prodotti che importati, e usati provenienti da importazione, sono fatti oggetto per la prima volta di cessione nel mercato nazionale del ricambio, a qualsiasi titolo, mediante atto idoneo e documentabile. Per quanto riguarda invece gli esportatori abituali che acquistino pneumatici dalla società istante, richiedendo la consegna alle loro sedi in Italia, in vista di successive esportazioni, cioè coloro che comprano da fornitori italiani pneumatici da stoccare in Italia per poi esportarli, il Ministero, sciogliendo ogni dubbio e per evitare che sorgano situazioni di incertezza in ordine all assoggettabilità al contributo ambientale delle vendite in simili ipotesi effettuate, o alla sua eventuale rimborsabilità a posteriori, richiede comunque il versamento del contributo, che potrà essere successivamente rimborsato a fronte di documentazione valida anche ai fi ni fi scali. La Circolare conclude che sono esclusi dal versamento del contributo ambientale solo coloro che non rientrano contemporaneamente nei 2 casi esaminati: - immissione sul mercato (attraverso la conclusione di un contratto) e - destinazione alla vendita sul territorio nazionale (la cui effettiva verifi cazione è accertabile, evidentemente, solo ex post). Con questa Circolare, il Ministero allarga di fatto il concetto di immissione sul mercato - e quindi l obbligo di pagare il contributo ambientale dall atto contrattuale di vendita all intenzione di vendita, cioè destinati alla vendita sul territorio nazionale facendo rientrare nella nozione anche prodotti da vendersi in un momento successivo. In questo modo anche se la vendita del pneumatico al cliente fi nale non è immediata o diretta, la sola cessione a qualsiasi titolo da un produttore o da un importatore rappresenta la circostanza suffi ciente a far insorgere l obbligo di legge e quindi a versare il contributo. 16

17 Commissione Europea: Sicurezza L UE PUNTA ALL ARMONIZZAZIONE DI REGOLE E DISPOSITIVI Promuovere la sicurezza a livello internazionale e aiutare le esportazioni dell industria automobilistica europea di Agnese Mengarelli In collaborazione con partner internazionali, sono state introdotte dalla Commissione Europea nuove norme per armonizzare a livello mondiale dispositivi avanzati di frenata d emergenza (Advanced Emergency Braking Systems - AEBS) e sistemi di avviso di deviazione dalla corsia di marcia (Lane Departure Warning Systems - LDWS) per i veicoli commerciali. La normativa UE, che fi ssa già le date per l introduzione obbligatoria nella UE di queste tecnologie, ha lo scopo di promuovere la sicurezza a livello internazionale e aiutare le esportazioni dell industria automobilistica europea. In seno al Forum mondiale delle Nazioni Unite per l armonizzazione delle regolamentazioni relative ai veicoli (United Nations World Forum for Harmonization of Vehicle Regulations), la Commissione ha attivamente contribuito ad adottare queste e altre tecnologie, tesi a rafforzare la sicurezza, come quelle applicate nei sistemi di ritenuta per bambini (Child Restraint Systems - CRS) di nuova generazione, denominati i-size e le norme che disciplinano la sicurezza delle batterie montate sui veicoli elettrici. Poiché è importante che questi sistemi si fondino su norme armonizzate su scala mondiale, l inclusione di queste misure nell Accordo internazionale sulla costruzione dei veicoli delle Nazioni Unite (United Nations International Agreement on vehicle construction) farà sì che non solo in Europa, ma anche in altri paesi come Giappone, Russia e Corea del Sud, saranno adottate prescrizioni identiche, riducendo così le barriere all ingresso sul mercato e favorendo gli scambi tra i principali mercati nel settore automobilistico. Si tratta di un passo avanti nella semplifi - cazione della normativa comunitaria e nella promozione di un armonizzazione internazionale che agevoli l accesso dei produttori europei ai mercati dei paesi terzi - ha dichiarato Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario per le Imprese e l Industria - Stiamo migliorando la sicurezza stradale e semplifi cando la legislazione, sempre sulla base di norme concordate a livello internazionale. È in questo modo che funziona in pratica il piano d azione Auto L armonizzazione tecnica a livello globale rappresenta un fattore chiave per rafforzare la competitività dell industria automobilistica europea a livello mondiale. Quanto più si regolamenta a livello UNECE, la Commissione Economica per l Europa delle Nazioni Unite, tanto meglio sarà per l industria europea e tanto meno sarà necessaria una legislazione UE. 17

18 NOTIZIARIO DI AGGIORNAMENTO DEL SETTORE Dispositivi avanzati di frenata d emergenza (Advanced Emergency Braking Systems - AEBS): Gli AEBS dei dispositivi di emergenza che si servono di sensori per avvisare il conducente di un avvicinamento eccessivo al veicolo che precede. Se il conducente non reagisce in tempo, il sistema fa scattare in automatico la frenata di emergenza per impedire lo scontro o ridurne l impatto. Si tratta di sistemi particolarmente efficaci, utili quando, ad esempio, un camion si avvicina a una coda e il suo conducente non reagisce, o non fa in tempo a frenare. Sistemi di avviso di deviazione dalla corsia di marcia (Lane Departure Warning Systems - LDWS): Gli LDWS assistono i conducenti nel mantenersi all interno delle proprie corsie di marcia ed emettono un segnale di allerta se il veicolo tende a uscire in modo non intenzionale dalla corsia, a causa - soprattutto - di una disattenzione del conducente. Sono sistemi particolarmente utili per evitare una delle principali cause di incidenti sulle autostrade: gli incidenti causati da veicoli pesanti che deviano dalla propria corsia. Sistemi di ritenuta dei bambini (Child Restraint Systems - CRS) La nuova generazione di seggiolini per bambini dovranno essere compatibili e integrarsi pienamente nelle autovetture moderne. Finalmente i genitori non saranno più confusi con difficili categorie di peso, in quanto il nuovo sistema di ritenuta per bambini, denominato i-size offrirà una scelta semplice tra diverse dimensioni, molto simile alla scelta di un indumento. Dato che i seggiolini per bambini fi no a 15 mesi di età saranno rivolti all indietro, i più piccoli non correranno il rischio di un uso precoce di sedili rivolti in avanti. Infi ne, i nuovi sedili per bambini offriranno una protezione migliore negli urti laterali. Requisiti di sicurezza delle batterie montate su veicoli elettrici Forti vibrazioni, improvvisi cambiamenti di temperatura o incidenti sono le più comuni condizioni limite a cui sono esposte le batterie che alimentano veicoli elettrici, con conseguente rischio di deterioramento della batteria e di possibile impatto sulla sicurezza dei passeggeri. Ora è possibile contenere tali pericoli grazie a una nuova serie di prove che simula alcune situazioni che possono verifi carsi nella guida reale, come incidenti, incendi esterni o corto circuiti. 18

19 DIFFERENZA TRA PNEUMATICI USATI E FUORI USO a cura di Alberto Piastrellini La Cassazione torna pronunciarsi sulla differenza esistente tra Pneumatici usati e fuori uso. Secondo il Codice ambientale (articolo 183, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152,, un rifi uto è qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l intenzione o abbia l obbligo di disfarsi. Il Legislatore pone all attenzione di tutti gli operatori il signifi cato preciso della dizione pneumatico fuori uso, sottolineando il processo attraverso il quale il pneumatico è diventato un rifi uto, ossia nel momento in cui è cessata la sua funzione originaria, quella cioè di completare la ruota di un veicolo per consentirne la mobilità in condizioni di sicurezza. In questo senso, a causa di usura, degrado o altre condizioni, il pneumatico non può più essere utilizzato e il proprietario se ne disfa, avviandolo a recupero per generare altri prodotti. Al contrario il signifi cato di pneumatico usato si presenta più generico, riferendosi al pneumatico non più nuovo, ma che può essere ancora utilizzato per la sua funzione originaria. In questo caso non si parla di rifi uto, bensì di prodotto ancora in buone condizioni, ricostruibile o direttamente riutilizzabile, rispetto al quale non risulti l obiettiva volontà da parte del detentore di disfarsene. A maggior informazione dei Lettori, pubblichiamo di seguito il testo della Sentenza succitata, così come desunto dal sito tuttoambiente.it Cass. Pen. III n del 27/06/ Pres. Petti - Est. Ramacci - Ric. Dettori e a. Ritenuto in fatto 1. La Corte di appello di Cagliari - Sezione Distaccata di Sassari, con sentenza dell 1l , ha riformato parzialmente la sentenza con la quale, in data , il Tribunale di Sassari aveva riconosciuto G. D. e P. A. G. D. responsabili del reato di cui all art. 51, comma 1, lettera al d.lgs. 22/97 per lo stoccaggio non autorizzato di rifi uti consistenti in pneumatici, materiali da demolizioni, asfalto proveniente dalla raschiatura del manto stradale, una cabina di camion e rifi uti arrugginiti. Conseguentemente, la Corte territoriale ha assolto gli appellanti limitatamente alla illecita gestione degli pneumatici e del materiale ferroso per insussistenza del fatto, rideterminando la pena dell ammenda infl itta dal giudice di prime cure. Avverso tale pronuncia i predetti propongono ricorso per cassazione. 2. Con un primo motivo di ricorso denunciano l inosservanza dell art. 593, comma 3 cod. proc. pen., rilevando che la Corte di appello si è erroneamente pronunciata su una sentenza di condanna alla sola pena dell ammenda e, in quanto tale, inappellabile. 3. Con un secondo motivo di ricorso deducono il vizio di motivazione con riferimento alla natura di rifi uto incongruamente attribuita ai materiali diversi da quelli per i quali vi era stata assoluzione solo in ragione della permanenza degli stessi nell area ove erano stati rinvenuti per il tempo intercorrente tra il controllo da parte della polizia giudiziaria e la decisione di primo grado, ritenuto sintomatico dell intenzione di non procedere ad una successiva riutilizzazione. Insistono, pertanto, per l accoglimento del ricorso. Considerato in diritto 4. Occorre preliminarmente osservare, con riferimento al primo motivo di ricorso, che effettivamente la sentenza riformata dalla Corte territoriale era inappellabile ai sensi dell art. 593, comma 3 cod. proc. pen. perché con la stessa era stata applicata agli imputati la sola pena dell ammenda. Secondo la giurisprudenza consolidata di questa Corte, che il Collegio condivide, il giudice che ha ricevuto l atto di gravame avrebbe dovuto limitarsi, secondo quanto stabilito dall art. 568, comma quinto cod. proc. pen., alla verifi ca dell oggettiva impugnabilità del provvedimento e dell esistenza della volontà di impugnare, intesa come proposito di sottoporre l atto impugnato a sindacato giurisdizionale e, conseguentemente, trasmettere gli atti al giudice competente astenendosi dall esame dei motivi al fi ne di verifi care, in concreto, la possibilità della conversione (Sez. V n , 25 maggio 2009; Sez. III n , 12 maggio 2009; Sez. III n.2469, 17 gennaio 2008; Sez. IV n. 5291, 10 febbraio 2004; Sez. V n , 26 giugno 2003; Sez. IV n.17374, 14 aprile 2003; Sez. II n.14826, 28 marzo 2003; Sez. II n ,19 marzo 2003; Sez. III n.17474, 9 maggio 2002 SS. UU. n , 20 dicembre 2001). Nel caso in cui, come nella fattispecie, il giudice che riceve l atto di gravame si pronunci sullo stesso, è legittima l impugnazione dell imputato e, in caso di ricorso per cassazione, la Corte deve annullare senza rinvio la sentenza impugnata e ritenere il giudizio, qualifi cando l originario gravame quale ricorso (Sez. V n , 06/12/2010; Sez. V n. 4016, 10 novembre 2000). Ne consegue che la sentenza della Corte d Appello di Cagliari -Sezione Distaccata di Sassari deve essere annullata senza rinvio con la conseguenza che l appello - qualifi cato ricorso per cassazione - va trattenuto da questa Corte per la decisione. 5. Va tuttavia dichiarata l inammissibilità dello stesso in quanto fondato su motivi manifestamente infondati. A sostegno dell impugnazione viene in primo luogo richiamato il disposto della legge 179/2002, affermando che gli pneumatici rinvenuti dalla polizia giudiziaria erano suscettibili di ricostruzione e, come tali, esclusi dal novero dei rifi uti, nel quale non rientravano neppure gli altri materiali rinvenuti perché anch essi destinati al riutilizzo, senza che assumesse alcun rilievo la circostanza che gli stessi non fossero conservati senza cure particolari, posto che non sussiste alcun obbligo in tal senso per l imprenditore che li detenga in un area recintata. 6. Date tali premesse, occorre rilevare, riguardo agli pneumatici, che il richiamo normativo risulta corretto ma non riferibile, come meglio si dirà in seguito, alla fattispecie in esame. La gestione degli pneumatici fuori uso è attualmente disciplinata dall articolo 228 d.lgs. 152/06 il quale richiama, in premessa, le disposizioni speciali in materia di veicoli fuori uso (D.L.vo 209/2003) e quelle generali di cui agli articoli 179 e 180 allo scopo di ottimizzarne il recupero anche tramite attività di ricerca, sviluppo e formazione e per ridurne la formazione anche attraverso la ricostruzione. 19

20 NOTIZIARIO DI AGGIORNAMENTO DEL SETTORE All epoca dei fatti per cui si procede era applicabile il d.lgs. 22/97 in quanto il reato contestato era stato accertato il Diversamente da quanto indicato nell originaria indicazione del D.Lv. 22/97, che faceva riferimento agli «pneumatici usati», la qualifi ca di rifi uto è stata successivamente ristretta ai soli pneumatici «fuori uso», perché l art. 23, comma 1, lettera I) della legge 31 luglio 2002, n. 179, richiamato dai ricorrenti, ha disposto che «all allegato A [del d.lgs 22/97] le parole: pneumatici usati sono sostituite dalle seguenti: pneumatici fuori uso». Il secondo comma della richiamata disposizione, il quale dava così riscontro alla Decisione 2000/532/CE del 3 maggio 2000, che aveva riformulato nello stesso senso il codice , stabiliva, inoltre, che il Ministro dell ambiente e della tutela del territorio era autorizzato ad apportare le conseguenti modifi che ed integrazioni al decreto del Ministro dell ambiente 5 febbraio 1998, come in effetti avvenuto ad opera del D.M. 9 gennaio 2003 recante «Esclusione dei pneumatici ricostruibili dall elenco di rifi uti non pericolosi» ove, considerata «la necessità di escludere i pneumatici ricostruibili dall elenco dei rifi uti non pericolosi individuato dall allegato 1 al citato decreto ministeriale 5 febbraio 1998» si è stabilito di sopprimere la voce 10, punto 3, del suballegato 1 all allegato 1 del decreto ministeriale 5 febbraio 1998 che tale tipologia di pneumatici contemplava, lasciando invece inalterata la voce 10, punto 2 concernente gli pneumatici non ricostruibili, le camere d aria non riparabili e gli altri scarti di gomma. 7. Si è dunque operata una duplice classifi cazione degli pneumatici, distinguendo quindi quelli «usati» ricostruibili da quelli «fuori uso». Pur mancando una chiara defi nizione delle due categorie come sopra individuate, pare comunque evidente come nella categoria degli pneumatici fuori uso possano senz altro collocarsi quelli che, per le condizioni di decadimento o altre ragioni abbiano perso la loro funzione originaria e non siano ricostruibili, mentre in quella degli pneumatici usati andranno invece considerati quelli ancora utilizzabili, ad esempio perché rispondenti ai requisiti di effi cienza tecnica previsti dalle vigenti disposizioni in materia di circolazione stradale e quelli ricostruibili. Va inoltre rilevato che, sebbene il menzionato decreto 9 gennaio 2003 si limiti alla mera soppressione di una voce relativa ad una delle categorie di rifi uti non pericolosi sottoposti alle procedure semplifi cate di recupero contemplate dal D.M. 5 febbraio 1998, il complessivo tenore del provvedimento non lascia adito a dubbi sulla volontà di sottrarre dal novero dei rifi uti gli pneumatici ricostruibili. Di ciò ha peraltro già dato conto la giurisprudenza di questa Corte (Sez. III n. 8679, 1 marzo 2007) pur essendosi in altra occasione affermato che, fermo restando quanto disposto dalla citata legge n. 179/02, «... esulano dalla nozione di rifi uto solo i materiali residuali di produzione o di consumo che siano effettivamente riutilizzati senza subire alcun trattamento preventivo, ovvero subendo un trattamento preventivo che non importi un operazione di recupero, mentre i pneumatici usati, dei quali il detentore si disfa o che vende a terzi perché siano riutilizzati previa rigeneratura o ricopertura, costituiscono rifi uti, stante la loro destinazione ad un operazione di recupero» (Sez. III n , 14 dicembre 2007) richiamando così il contenuto di altre precedenti decisioni (Sez. III n , 6 luglio 2006; Sez. III n. 4702, 9 febbraio2005). 8. Va tuttavia considerato che il Collegio ritiene di condividere l orientamento espresso con la citata sentenza n. 8679/07, in quanto maggiormente aderente alla lettera delle disposizioni in precedenza menzionate, chiaramente indicative dell intento del legislatore di limitare l applicazione della disciplina dei rifi uti ai soli pneumatici fuori uso, mentre la sentenza 46643/07, pur dando atto dell intervento innovativo del legislatore, si limita a richiamare le precedenti (che però non attribuiscono alcun rilievo alle disposizioni nel frattempo emanate e si fondano su altri riferimenti normativi) senza fornire alcuna ulteriore specifi cazione. Verso tale opzione ermeneutica risulta peraltro orientata la dottrina, che è pervenuta ad analoghe conclusioni ed appare in linea anche con quanto osservato in materia dalla giurisprudenza costituzionale. La Regione Emilia-Romagna aveva infatti impugnato alcune disposizioni della legge 28 dicembre 2001, n. 448 «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato legge fi nanziaria 2002», tra le quali fi gurava l art. 52, comma 14, che, per fi nalità di A.T. Ricambi di Tassi A. Via Porrettana, 73/ Marzabotto (BO) - Italy Tel./Fax Cell chiarezza e serietà al vostro servizio RACCOGLITORE AUTORIZZATO recuperiamo catalizzatori esausti, motorini d avviamento ed alternatori 20

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