Mutazioni del gene HFE, emocromatosi e possibili marcatori per uno screening genetico

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Mutazioni del gene HFE, emocromatosi e possibili marcatori per uno screening genetico"

Transcript

1 Mutazioni del gene HFE, emocromatosi e possibili marcatori per uno screening genetico Giuseppe Menardi (1), Laura Perotti (1), Riccardo Balbo (1), Dario Marenchino (1), Maristella Prucca (1), Aldo Manca (2), Gianmichele Peano (1) (1) Servizio di Immunoematologia e Trasfusionale, (2) Divisione di Gastroenterologia, ASO Santa Croce e Carle, Cuneo Hereditary haemochromatosis (HH) is one of the most common genetic disorders affecting the populations of Northern European origin. The isolation of HFE gene, with its mutations C282Y and H63D, allows genetic diagnosis in a large number of cases. However, different mutation frequencies have been reported in HH patient populations from various geographic regions. Objective of our study was to determine the frequency of HFE gene mutations in patients with haemochromatosis and in not affected people of Cuneo Province. Our results demonstrate that within the population of the Province of Cuneo genetic testing can identify the majority of patients with HH and that H63D mutation can be more important for the expression of haemochromatosis than in other populations. We also discusse the importance of HLA aplotype A3-B7 for the selection of people to be subjected to genetic screening for HH in the population of bone marrow donors. Parole chiave: emocromatosi, HFE, genetica di popolazione. Key words: haemochromatosis, HFE, population genetics. Introduzione L'emocromatosi è una degenerazione tessutale multisistemica, dovuta ad un alterato metabolismo del ferro, che si evidenzia in pazienti con età superiore a anni ed è causata dall'accumulo di una eccessiva quantità di Fe nel parenchima di alcuni organi bersaglio, la cui struttura e funzione vengono progressivamente compromesse. Ciò è Ricevuto: 1 febbraio Accettato: 7 marzo 2001 Corrispondenza: Dott. Giuseppe Menardi Via Santo Stefano, Morozzo (CN) dovuto ad un aumentato assorbimento del Fe a livello duodenale, che, in un individuo sano, risulta di 1-2 mg al giorno e in caso di emocromatosi raggiunge valori di 3-4 mg al giorno 1. Il Fe in eccesso viene accumulato nel fegato ed in vari altri organi. Quando esso supera il valore globale di circa 15 g, cominciano ad evidenziarsi i sintomi dovuti a danno epatico, miocardiopatie, diabete, ipogonadismo. Se la malattia non viene riconosciuta e curata, il paziente ha un'aspettativa di vita ridotta e può andare incontro a morte per cirrosi, carcinoma epatocellulare e miocardiopatie. Se invece il paziente, al fine di ridurre i depositi di Fe in eccesso, viene sottoposto a salassi periodici, si ritarda lo sviluppo delle complicanze dell'emocromatosi e si consente di ripristinare una normale aspettativa di vita. La diagnosi di emocromatosi fatta in base alla espressione fenotipica da accumulo di Fe è soggetta all'età del paziente, ma può essere modificata da fattori non genetici, quali tipo di dieta, donazioni di sangue, mestruazioni, gravidanze e perdite ematiche patologiche. Per questi motivi, l'emocromatosi ereditaria (HH) è una patologia che viene significativamente sottostimata: le popolazioni del Nord Europa 2 mostrano il tasso più elevato di HH, con 1 individuo affetto su 300. Fino al 1996, il marker genetico maggiormente conosciuto associato alla predisposizione all'emocromatosi è stato l'allele HLA-A3 del maggior complesso di istocompatibilità umano; nel 1996 è stato identificato 3 un gene, inizialmente chiamato HLA-H e successivamente definito HFE dal Comitato Internazionale per la nomenclatura dei fattori HLA 4, le cui mutazioni sono la causa dell'hh e rivestono importanti implicazioni per la diagnosi dell'emocromatosi. Il gene HFE è situato sul braccio corto del cromosoma 6, in posizione telomerica rispetto al Sistema HLA, a circa LA TRASFUSIONE DEL SANGUE vol num. 3 maggio-giugno 2001 ( )

2 Mutazioni HFE ed emocromatosi Figura 1: molecola HLA di classe I e HFE con relative mutazioni C282Y e H63D Proteina codificata dal gene HLA di classe I Megabasi dal locus HLA-A: esso codifica per una proteina simile alle molecole HLA di classe I. Questa molecola, espressa a bassi livelli su tutte le cellule ed in maggior concentrazione sugli epatociti e nelle cripte dell'intestino tenue, riveste un ruolo importante nel reclutamento del Fe, interagendo con il recettore della transferrina (TfR) e modificando l'affinità del TfR per la transferrina 5. La molecola che viene codificata dal gene HFE è composta da 343 amminoacidi ed è molto simile alla molecola HLA di classe I: come essa possiede i domains α 1 ed α 2, anche se non deve presentare l'antigene, ed il domain α 3, che, come nella molecola HLA, si lega alla β 2 -microglobulina, formando una struttura stabile; inoltre, entrambe possiedono una porzione transmembrana ed una intracitoplasmatica (Figura 1). Nel 1996 è stata individuata 3 una prima mutazione del gene HFE, denominata C282Y, dovuta alla sostituzione di una guanina (G) con una adenina (A) in posizione 845 della catena nucleotidica, con conseguente sostituzione di una molecola di cisteina con una molecola di tirosina in posizione 282 della catena proteica HFE. Il residuo di cisteina in posizione 282 è indispensabile per la formazione del ponte disolfuro del loop α 3 che permette il legame con la β 2 - microglobulina. Senza questo legame, la molecola HFE non è stabile e, quindi, non può essere espressa in superficie, con la conseguenza che, mancando la regolazione negativa sul TfR, si ha sovraccarico di Fe nel fegato ed in altri organi e quindi emocromatosi 5,6. Successivamente, è stata individuata una seconda Modello ipotetico di proteina codificata dal gene HFE basato sulla analogia con la molecola HLA mutazione del gene HFE 3, denominata H63D, nella quale una guanina (G) sostituisce una citosina (C) in posizione 187 della sequenza nucleotidica, con conseguente sostituzione dell'amminoacido istidina con acido aspartico in posizione 63 della catena proteica. Questa mutazione non ha alcun effetto sul legame con la β 2 -microglobulina o con l'espressione della proteina a livello della superficie cellulare, ma interessa la parte della molecola equivalente al pozzetto per la presentazione dell'antigene nella molecola HLA (Figura 1), e determina una diminuita affinità della transferrina per il TfR 2,7, pur in modo meno marcato rispetto alla mutazione C282Y. Le due mutazioni, C282Y e H63D sono state riscontrate raramente sullo stesso cromosoma 38. Recentemente, sono state individuate altre mutazioni 2,8-12 del gene HFE, di cui la S65C 9, dovuta alla sostituzione di una serina con una cisteina in posizione 65 della catena proteica, localizzata sull'esone 2 in prossimità della mutazione H63D, sembra essere una variante genetica che aumenta il rischio di sviluppare forme lievi di HH in associazione con C282Y o H63D. La mutazione C282Y è prevalente nell'hh ma con frequenze diverse da popolazione a popolazione: infatti si riscontra nell'80-90% dei pazienti del Nord Europa mentre diminuisce a % nei pazienti del Sud Europa 16,17, dove si osserva un aumento della frequenza di altre mutazioni 9 del gene HFE e di altri geni coinvolti nell'emocromatosi, come il gene TFR2 sul cromosoma 7 nel caso dell'hfe3 18 o il gene dell'emocromatosi giovanile sul 159

3 G Menardi et al. cromosoma 1 nel caso dell'hfe2 19. Allo scopo di valutare la distribuzione delle due mutazioni C282Y e H63D nella Provincia di Cuneo e di individuare eventuali marcatori di suscettibilità all'emocromatosi utili per selezionare soggetti maggiormente a rischio di HH, ne abbiamo analizzato le frequenze in associazione con gli alleli HLA di classe I in una popolazione di pazienti con emocromatosi ed in due gruppi di controllo costituiti, il primo da donatori di midollo osseo reclutati al momento della iscrizione al Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo (IBMDR) ed il secondo da donatori iscritti al Registro IBMDR risultati HLA A3- B7; quest'ultimo gruppo è stato poi messo a confronto con 45 donatori di midollo osseo HLA A3-B7 negativi. Materiali e metodi Lo studio è stato eseguito su un gruppo di 70 pazienti (46 maschi e 24 femmine, età media 56 anni) con diagnosi di emocromatosi; su un gruppo di controllo costituito da 50 donatori di midollo osseo (22 maschi e 28 femmine, età media 28 anni), non imparentati, scelti casualmente; su un gruppo di 50 donatori di midollo osseo risultati HLA A3- B7 positivi (25 maschi e 25 femmine, età media 30 anni) e su un gruppo di 45 donatori HLA A3-B7 negativi (20 maschi e 25 femmine, età media 28 anni). La diagnosi di emocromatosi è stata fatta in base alla presenza di almeno due dei seguenti parametri: saturazione di transferrina maggiore di 60% nei maschi e 50% nelle femmine, concentrazione di ferritina sierica maggiore di 400 µg/l nei maschi e 300 µg/l nelle femmine, concentrazione di Fe sierico maggiore di 20 µmol/l. Su tutti i soggetti coinvolti nello studio, dopo estrazione del DNA eseguita mediante le colonne QIAamp Mini kit (Qiagen, Milano), è stata effettuata la ricerca delle mutazioni C282Y e H63D del gene HFE con il test di mutazione genica dell'emocromatosi, Haemochromatosis Gene Mutation Assay I e II (Vienna Lab, distribuito dalla ditta Nuclear Laser Medicine, Settala, Milano); le sequenze del gene HFE, marcate in posizione terminale con molecola reporter, sono state amplificate ed i prodotti di amplificazione sono stati ibridati a sonde oligonucleotidiche allele-specifiche (wildtype e mutanti); le sequenze normali e mutate sono state discriminate mediante l'impiego di un anticorpo coniugato a perossidasi di rafano e diretto contro la molecola reporter. Tutti i donatori di midollo osseo e 52 pazienti sono stati tipizzati per il Sistema HLA di classe I con tecnica sierologica, mediante la classica metodica di microlinfocitotossicità, utilizzando piastre del commercio (Biotest, Trezzano sul Naviglio, Milano). I calcoli statistici di confronto tra i vari gruppi studiati sono stati eseguiti mediante il test χ-quadro in tavole 2x2 ed il valore p e stato espresso dopo correzione di Yates per basso numero di campioni. Risultati Le frequenze percentuali delle due mutazioni nei quattro gruppi sottoposti a studio sono rappresentate in figura 2. La ricerca delle mutazioni C282Y e H63D del gene HFE nei 70 pazienti affetti da emocromatosi e nel gruppo di 50 donatori di midollo osseo di controllo, ha evidenziato che l'88,6% dei pazienti ed il 36% del gruppo di controllo presentano delle mutazioni del gene HFE (Figura 2a-2b). Dei pazienti, il 37% risulta omozigote per la mutazione C282Y ed il 16% eterozigote per entrambe le mutazioni contro 2% e 0% nel gruppo di controllo. Dall'analisi dei cromosomi coinvolti nell'hh, è risultato che la mutazione C282Y interessa il 49% dei cromosomi dei pazienti e l'8% dei cromosomi dei donatori di controllo (p 0,00001). La mutazione H63D è stata riscontrata nel 22% dei cromosomi dei pazienti e nel 13% dei cromosomi del gruppo di controllo (p non significativa). La mutazione H63D, calcolata invece sui cromosomi coinvolti nell'hh non mutati C282Y, rappresenta il 44% dei pazienti ed il 14% del gruppo di controllo (p = 0,011) L'analisi delle mutazioni del gene HFE in associazione con gli alleli HLA di classe I ha messo in evidenza come ben 10 di 11 pazienti con aplotipo HLA A3-B7 presentano anche la mutazione C282Y. Il gruppo di controllo composto da 50 donatori di midollo osseo HLA A3-B7 ed inserito nello studio a causa dell'associazione riscontrata nei nostri pazienti dell'aplotipo HLA A3-B7 con la mutazione C282Y, ha dato i seguenti risultati: il 42% di questi donatori possiede la mutazione C282Y contro il 13% dei donatori non HLA A3-B7, p = 0,00028, ed il 61% dei pazienti, p non significativa (fig. 2c- 2d). Mentre nel gruppo dei donatori non HLA A3-B7 nessun soggetto è risultato omozigote per la mutazione C282Y o doppio eterozigote con H63D, nei donatori HLA A3-B7 queste due condizioni raggiungono la percentuale di 8% (4% ognuna). La mutazione H63D interessa il 22% dei donatori di entrambi i gruppi contro il 42% dei pazienti (p non significativa). Le frequenze geniche dei singoli alleli sono riportate nella tabella I. Discussione Lo studio dei risultati della tipizzazione molecolare del gene HFE evidenzia come il gruppo dei pazienti affetti da 160

4 Mutazioni HFE ed emocromatosi Figura 2: confronto delle mutazioni C282Y e H63D del gene HFE nei gruppi di pazienti e donatori cuneesi studiati Figura 2a: distribuzione % delle mutazioni HFE nei donatori Figura 2b: distribuzione % delle mutazioni HFE nei pazienti Figura 2c: distribuzione % delle mutazioni HFE nei donatori non HLA A3-B7 Tabella I: frequenze geniche degli alleli HFE nel gruppo dei pazienti e nei gruppi di controllo Allele Pazienti Donatori Donatori HLA A3-B7 282C 0,298 0,717 0, Y 0,288 0,041 0,123 63H 0,530 0,639 0,668 63D 0,117 0,067 0,057 La frequenza genica è stata calcolata secondo l equazione: p= 1-1-f, dove p= frequenza genica ed f= frequenza allelica. HH in Provincia di Cuneo (Figura 2b), pur raggiungendo valori complessivi di mutazioni paragonabili a quelli riscontrati in altre popolazioni (88,6% dei pazienti cuneesi presenta almeno una delle due mutazioni), manifesti una distribuzione percentuale delle singole mutazioni significativamente diversa da quella riscontrata nelle altre popolazioni studiate, anche italiane. Infatti, la frequenza in forma omozigote della mutazione C282Y (37,1%) nei pazienti cuneesi affetti da emocromatosi risulta significativamente più bassa rispetto alle popolazioni del Nord Europa 13,15,20 (91%), della Francia del Sud 17 (68%), della penisola iberica 21,22 (58%) e del Nord Italia 23 ( 64%). Contemporaneamente, nel gruppo dei pazienti, la percentuale di eterozigoti per entrambe le mutazioni (15,7%) risulta molto più elevata rispetto ai donatori di controllo Figura 2d: distribuzione % delle mutazioni HFE nei donatori HLA A3-B7 (0%), p = 0,0088, ed alle altre popolazioni studiate 25-34, nelle quali si aggira attorno al 5%. Anche la mutazione H63D in forma eterozigote, con una frequenza di 25,7% nei pazienti, risulta più elevata rispetto alle altre popolazioni (Tabella II). In complesso, nella popolazione dei pazienti con emocromatosi della Provincia di Cuneo, pur essendo la mutazione C282Y quella maggiormente coinvolta nell'espressione dell'emocromatosi, sembra che anche la mutazione H63D rivesta, rispetto alle altre popolazioni studiate, un ruolo nel determinare questa patologia. Il significato dell'allele H63D è ancora molto controverso: alcuni degli studi pubblicati indicano che la mutazione H63D da sola non è importante nell'espressione di un fenotipo emocromatosico 14,16, mentre altri Autori hanno evidenziato che i soggetti con la mutazione H63D omozigote o eterozigote presentano concentrazioni sieriche di Fe e saturazione di transferrina significativamente più elevate dei soggetti con genotipo normale 2,25,26. Il nostro studio è, quindi, un'ulteriore conferma di come l'emocromatosi in Italia sia una patologia disomogenea, in cui sono coinvolti diversi fattori genetici e acquisiti. L'analisi dei dati cuneesi in rapporto a quelli pubblicati in letteratura (Tabella III) mette in evidenza come, nei gruppi di controllo rappresentativi della popolazione in generale, le frequenze cuneesi delle singole mutazioni non si discostino significativamente da quelle delle altre 161

5 G Menardi et al. Tabella II: frequenze genotipiche percentuali delle mutazioni C282Y e H63D del gene HFE nei pazienti cuneesi confrontate con le frequenze dei pazienti di altre popolazioni Genotipo Cuneo Italia Italia Francia Francia Penisola Germania Europa USA C282Y H63D Nord Sud Nord Sud Iberica Nord +/+ -/- 37,1 63, , ,4 78,4 -/- +/+ 1,4 1,6 11,8 1,2 2 10,4 0 1,3 1,5 +/- +/- 15,7 5,3 17,6 5,5 4 4, /- -/- 8,6 5, ,5 0 1,3 3,5 -/- +/- 25,7 8,5 17,6 3, ,4 4,3 -/- -/- 11,4 13,8 47 4,5 9 13, ,3 Riferimenti Bibliografici: Italia Nord 23,28, Italia Sud 24, Francia Nord 9,14,26, Francia Sud 17, Penisola Iberica 21,22, Germania 34, Europa Nord 13,15,20,31,32, USA 1,27,29,33 Tabella III:frequenze genotipiche percentuali delle mutazioni C282Y e H63D del gene HFE nella popolazione cuneese confrontate con le frequenze di altre popolazioni Genotipo Cuneo Italia Italia Francia Penisola Europa Germania USA C282Y H63D Nord Sud Nord Iberica Nord C I A +/+ -/- 2 2,1* 0 0,5 0 1, /- +/+ 4 2,8 0,7 7 1, /- +/ ,2 0 2, /- -/ ,2 5,6 14, /- +/ ,1 24, , ,5 -/- -/ , ,3 57, ,5 C = Caucasici, I = Ispanici, A = Neri di origine africana *Frequenza espressa sul numero di cromosomi Riferimenti Bibliografici: Italia Nord 23,28, Italia Sud 24, Francia Nord 9,14,26, Francia Sud 17, Penisola Iberica 21,22, Germania 34, Europa Nord 13,15,20,31,32, USA 1,27,29,33 popolazioni caucasiche studiate, mentre nei pazienti assuma importanza la mutazione H63D, soprattutto nella forma eterozigote in combinazione con la mutazione C282Y: 15,7% verso un valore medio di 5% delle altre popolazioni caucasiche (Tabella II). Solo ulteriori studi, comprendenti la tipizzazione delle altre mutazioni del gene HFE recentemente individuate, potranno fare chiarezza su quanto influisca la mutazione H63D da sola od in concomitanza con altri fattori genetici e acquisiti nel causare un fenotipo emocromatosico. A questo proposito, l'analisi delle frequenze alleliche HLA nei pazienti, pur non aggiungendo nulla a quanto indicato dalle mutazioni del gene HFE per quanto riguarda la diagnosi di emocromatosi, mette in evidenza come la maggior parte (91%) dei pazienti HLA A3-B7 risulti essere in possesso della mutazione C282Y. Lo studio delle mutazioni del gene HFE nei donatori di midollo osseo HLA A3-B7 (Figura 2d) evidenzia un aumento percentuale altamente significativo della mutazione C282Y (42%), all'interno di questo gruppo rispetto a quello (Figura 2c) dei donatori non A3-B7 (13,3%, p = 0,00028) e paragonabile con i pazienti, mentre si registra una mancanza di correlazione con la mutazione H63D (22% sia nei donatori HLA A3-B7 che nei donatori non HLA A3-B7). È degno di nota il fatto che nel gruppo di donatori negativi per HLA A3-B7 (Figura 2c) nessuno risulti omozigote C282Y o doppio eterozigote con H63D a differenza di quanto si riscontra nel gruppo dei pazienti e dei donatori HLA A3-B7 positivi (Figura 2b-2d). In conclusione, le mutazioni C282Y e H63D del gene HFE dell'emocromatosi risultano importanti nel determinare lo stato del metabolismo del ferro negli individui di origine europea. Questo vale anche per la popolazione cuneese da noi studiata, soprattutto quando la mutazione C282Y si presenta in forma omozigote o in eterozigosi con la mutazione H63D. Quest'ultima mutazione sembra però ricoprire una importanza maggiore nel causare un fenotipo emocromatosico rispetto a quanto evidenziato in altre popolazioni studiate. Per un programma di screening genetico nella popolazione, oltre allo studio della saturazione della transferrina, il fenotipo HLA A3-B7 può risultare un marcatore utilizzabile nella popolazione dei donatori di midollo osseo già tipizzati per HLA, per individuare soggetti portatori della mutazione C282Y e quindi maggiormente a rischio di esprimere il fenotipo emocromatosico. Un normale programma di donazioni periodiche di sangue intero potrebbe permettere ai soggetti risultati in possesso della mutazione C282Y di non accumulare Fe nei tessuti e di evitare i danni da emocromatosi, consentendo loro una normale prospettiva di vita. 162

6 Mutazioni HFE ed emocromatosi Riassunto L'emocromatosi ereditaria (HH) è una delle patologie ereditarie più frequenti nella popolazione nord europea. L'isolamento del gene HFE e delle mutazioni C282Y e H63D permettono la diagnosi di HH nella maggior parte dei casi. Comunque, la frequenza delle singole mutazioni del gene HFE varia a seconda della provenienza geografica dei pazienti. In questo studio presentiamo le frequenze delle mutazioni riscontrate nei pazienti e nella popolazione di donatori della Provincia di Cuneo. I risultati ottenuti confermano che i test genetici delle due mutazioni del gene HFE permettono di identificare la maggior parte dei pazienti con HH e che nella popolazione cuneese la mutazione H63D sembra rivestire maggior importanza rispetto ad altre popolazioni studiate per l'espressione dell'emocromatosi. Discutiamo, inoltre, l'importanza dell'aplotipo HLA A3-B7 nella popolazione dei donatori di midollo osseo per selezionare individui su cui effettuare lo screening genetico per HH. Ringraziamenti Gli Autori ringraziano i componenti del Gruppo Cuneese di Studio per le Malattie del Fegato, di cui fanno parte la Divisione di Gastroenterologia dell'ospedale di Cuneo e le Divisioni di Medicina degli Ospedali di Alba, Bra, Mondovì e Savigliano, per la collaborazione nel fornire dati clinici e campioni dei pazienti. Bibliografia 1) Bothwell TH, MacPhail AP: Hereditary hemochromatosis: etiologic, pathologic, and clinical aspects. Seminars in Hematology, 35, 55, ) Rosmorduc O, Poupon R, Nion I et al.: Differential allele expression in hemochromatosis heterozygote. Gastroenterology, 119, 1075, ) Feder JN, Gnirke A, Thomas W et al: A novel MHC class I- like gene is mutated in patients with hereditary haemochromatosis. Nature Genetics, 13, 399, ) Bodmer JG, Parham P, Albert ED, Marsh SGE: Putting an hold on "HLA-H". Nature Genet, 15, 34, ) Bacon BR, Powell LW, Adams PC et al: Molecular medicine and hemochromatosis: at the crossroads. Gastroenterology, 116, 193, ) Pietrangelo A, Camaschella C: Molecular genetics and control of iron metabolism in hemochromatosis. Haematologica, 83, 456, ) Feder JN, Penny DM, Irrinki A et al.: The hemochromatosis gene product complexes with the transferrin receptor and lowers its affinity for ligand binding. Proc Nat Acad Sci USA, 95, 1472, ) Wallace DF, Dooley JS, Walker AP: A novel mutation of HFE explains the classical phenotype of genetic hemochromatosis in a C282Y heterozygote. Gastroenterology, 116, 1409, ) Mura C, Raguenes O, Férec C: HFE mutations analysis in 711 hemochromatosis probands: evidence for S65C implication in mild form of hemochromatosis. Blood, 93, 2502, ) Piperno A, Arosio C, Fossati L et al.: Two novel nonsense mutations of HFE gene in five unrelated Italian patients with hemochromatosis. Gastroenterology, 119, 441, ) Douabin V, Moirand R, Jouanolle A et al.: Polymorphisms in the HFE gene. Hum Hered, 49, 21, ) Barton JC, Sawada-Hirai R, Rothemberg BE, Acton RT: Two novel missense mutations of the HFE gene (I105T and G93R) and identification of the S65C mutation in Alabama hemochromatosis probands. Blood Cells Mol Dis, 25, 147, ) Distante S, Berg JP, Lande K et al: HFE gene mutation (C282Y) and phenotipic expression among a hospitalized population in a high prevalence area of haemochromatosis. GUT, 47, 575, ) Jouanolle A-M, Gandon G, Jezequal P et al.: Haemochromatosis and HLA-H. Nat Genet, 14, 251, ) Cardoso EMP, Stal P, Hagen K et al: HFE mutations in patients with hereditary hemochromatosis in Sweden. J Intern Med, 243, 203, ) Carella M, D'Ambrosio L, Totaro A et al.: Mutation analysis of HLA-H gene in Italian hemochromatosis patients. Am J Hum Genet, 60, 828, ) Borot N, Roth MP, Malfroy L et al.: Mutations in the MHC class I-like candidate gene for hemochromatosis in French patients. Immunogenetics, 45, 4, ) Camaschella C, Roetto A, Cali A et al.: The gene TFR2 is mutated in a new type of haemochromatosis mapping to 7q22. Nat Genet, 25, 14, ) Roetto A, Totaro A, Cazzola M et al.: Juvenile hemochromatosis locus maps to chromosome 1q. Am J Hum Genet, 64, 1388, ) Murphy S, Curran MD, McDougall et al: High incidence of the Cys 282 Tyr mutation in the HFE gene in the Irish population. Implications for haemochromatosis. Tissue Antigens, 52, 484, ) Porto G, Alves H, Rodrigues P et al.: Major Histocompatibility Complex class I associations in iron overload: evidence for a new link betweeen the HFE H63D mutation, HLA-A29, and non classical forms of hemochromatosis. Immunogenetics, 47, 404, ) Moreno L, Vallcorba P, Boixeda D et al: The usefulness of the detection of Cys 282 Tyr and His 63 Asp mutations in the diagnosis of hereditary hemochromatosis. Rev Clin Esp, 199, 632, ) Piperno A, Sampietro M, Pietrangelo A et al.: Heterogeneity of hemochromatosis in Italy. Gastroenterology, 114, 996, ) Demarco F, Giardina MG, Matarazzo M et al.: Occourence of HFE C282Y and H63D mutations in patients with ereditary hemochromatosis from Southern Italy. (Abstr), Bioiron '99. pag.246, Sorrento,

7 G Menardi et al. 25) Burth MJ, George PM, Upton JD et al.: The significance of haemochromatosis gene mutations in the general population: implications for screening. GUT, 43, 830, ) Moirand R, Jouanolle AM, Brishot P et al.: A French Study of 1110 Unrelated Iron-Overload Patients and Relatives. Gastroenterology, 116, 372, ) Beutler E: Genetic iron beyond haemochcromatosis: clinical effects of HLA-H mutations. Lancet, 349, 296, ) Restagno G, Gomez AM, Sbaiz L et al.: A pilot C282Y hemochromatosis screening in Italian new borns by Taq Man techology. Genet Test, 4, 177, ) Marshall DS, Linfert DR, Tsongalis GJ: Prevalence of the C282Y and H63D polymorphisms in a multiethnic control population. Int J Mol Med, 4, 389, ) Beutler E, Gelbart T, West C et al: Mutations analysis in hereditary hemochromatosis. Blood Cells Mol Dis, 22, 187, ) Jazwinska EC, Cullen LM, Busfield F et al: Haemochromatosis and HLA-H. Nat Genet, 14, 249, ) The UK Haemochromatosis Consortium: A simple genetic test identifies 90% of UK patients with haemochromatosis. GUT, 41, 841, ) Barton JC, Shih WW, Sawada-Hirai R et al.: Genetic and clinical description of hemochromatosis probands and heterozygotes: evidence that multiple genes linked to the Major Histocompatibility Complex are responsible for hemochromatosis. Blood Cells Mol Dis, 23, 135, ) Gottschalk R, Seidl C, Lõffler T et al.: HFE codon 63/282 (H63D/C282Y) dimorphism in German patients with genetic hemochromatosis. Tissue Antigens, 51, 270, ) Tan L, Khan MK, Hawk III IC: Use of blood therapeutically drawn from hemochromatosis patients. Transfusion, 39, 1018, ) Barton JC, Grindon AJ, Barton NH, Bertoli LF: Hemochromatosis probands as blood donors. Transfusion, 39, 578, ) Mc Donnell SM, Grindon AJ, Preston BI et al.: A survey of phlebotomy among persons with hemochromatosis. Transfusion, 39, 651, ) Thorstensen K, Asberg A, Kvitland M et al.: Detection of an unusual combination of mutations in the HFE gene for hemochromatosis. Genet Test, 4, 371,

EMOCROMATOSI EREDITARIA WWW.FISIOKINESITERAPIA.BIZ

EMOCROMATOSI EREDITARIA WWW.FISIOKINESITERAPIA.BIZ EMOCROMATOSI EREDITARIA WWW.FISIOKINESITERAPIA.BIZ Iron Metabolism Essential Nutrient Heme + cofactor for many enzymes Iron Intake dietary iron absorbed by duodenum transported by transferrin stored as

Dettagli

Il donatore di emocomponenti e di cellule staminali emopoietiche: attualità e prospettive Compatibilità nel trapianto di CSE e sistema HLA

Il donatore di emocomponenti e di cellule staminali emopoietiche: attualità e prospettive Compatibilità nel trapianto di CSE e sistema HLA Il donatore di emocomponenti e di cellule staminali emopoietiche: attualità e prospettive Compatibilità nel trapianto di CSE e sistema HLA Nicoletta Sacchi Italian Bone Marrow Donor Registry E.O. Ospedali

Dettagli

Oggi. L emocromatosi ereditaria

Oggi. L emocromatosi ereditaria Oggi Vol. 95, N. 10, Ottobre 2004 L emocromatosi ereditaria Massimo Franchini 1, Dino Veneri 2 Riassunto. L emocromatosi ereditaria è una patologia del metabolismo del ferro caratterizzata da un progressivo

Dettagli

Polimorfismi HLA nella popolazione della provincia di Cuneo: analisi di alleli ed aplotipi estesi

Polimorfismi HLA nella popolazione della provincia di Cuneo: analisi di alleli ed aplotipi estesi Polimorfismi HLA nella popolazione della provincia di Cuneo: analisi di alleli ed aplotipi estesi Giuseppe Menardi (1), Laura Perotti (1), Sabina Rendine (2), Riccardo Balbo (1), Dario Marenchino (1),

Dettagli

Lo screening dell aplotiplo nella diagnosi della celiachia

Lo screening dell aplotiplo nella diagnosi della celiachia Martedì 7 giugno 2011 Lo screening dell aplotiplo nella diagnosi della celiachia Dott.ssa Lucia Terzuoli Dipartimento di Medicina Interna, Scienze Endocrino-Metaboliche e Biochimica Università degli Studi

Dettagli

La patologia Quali sono i sintomi?

La patologia Quali sono i sintomi? EMOCROMATOSI La patologia L'emocromatosi è una condizione che causa un aumentato assorbimento del ferro alimentare e che determina un progressivo accumulo di ferro nell'organismo ed è una malattia ereditaria

Dettagli

"Sotto l'azzurro fitto del cielo qualche uccello di mare se ne va, nè sosta mai perchè tutte le immagini portano scritto più in là".

Sotto l'azzurro fitto del cielo qualche uccello di mare se ne va, nè sosta mai perchè tutte le immagini portano scritto più in là. Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore

Dettagli

Oggetto: presentazione progetto di ricerca anno 2010

Oggetto: presentazione progetto di ricerca anno 2010 Associazione Un Vero Sorriso Onlus via Morghen, 5 10143 Torino Torino, 01/10/2010 Oggetto: presentazione progetto di ricerca anno 2010 Titolo: Nuovi approcci per l identificazione di mutazioni rare in

Dettagli

EMOCROMATOSI GENETICA

EMOCROMATOSI GENETICA G. Forte, G. Biscaglia, F. Terracciano, F.R. de Filippo DEFINIZIONE L'emocromatosi genetica è una malattia ereditaria caratterizzata da un progressivo accumulo di ferro nell'organismo. Si possono distinguere:

Dettagli

CELIACHIA E TEST HLA RACCOMANDAZIONI

CELIACHIA E TEST HLA RACCOMANDAZIONI CELIACHIA E TEST HLA RACCOMANDAZIONI a cura di Maria Cristina Mazzilli 1 Antonio Calabrò 2 Carlo Catassi 2 Luigi Greco 2 Riccardo Troncone 2 Umberto Volta 2 Valerio Misefari 3 Antonio Amoroso 4 Ettore

Dettagli

DAI TEST GENETICI AL RISCHIO DI MALATTIA

DAI TEST GENETICI AL RISCHIO DI MALATTIA DAI TEST GENETICI AL RISCHIO DI MALATTIA Conosciamo il nostro Genoma Varese, 20 aprile 2013 Elisabetta Lenzini LE TAPPE DELLA 1953 Watson and Crick Struttura del DNA 1956 Tijo e Levan Cariotipo 46 cr 1959

Dettagli

RELAZIONE TECNICA. Indagini Biologico-Molecolari per Accertamento di Paternità

RELAZIONE TECNICA. Indagini Biologico-Molecolari per Accertamento di Paternità RELAZIONE TECNICA Indagini Biologico-Molecolari per Accertamento di Paternità PROSPETTO RIASSUNTIVO DELL'ANALISI ANALISI INDAGINE DI PATERNITA' PERSONE SOTTOPOSTE AL TEST QUESITO Campione Biologico Tampone

Dettagli

Mendeliana Autosomica Dominante (AD) Autosomica Recessiva (AR) X-linked Recessiva (X-linked R) X-linked Dominante (X-linked D) Y-linked

Mendeliana Autosomica Dominante (AD) Autosomica Recessiva (AR) X-linked Recessiva (X-linked R) X-linked Dominante (X-linked D) Y-linked Trasmissione ereditaria di un singolo gene (eredità monofattoriale) Mendeliana Autosomica Dominante (AD) Autosomica Recessiva (AR) X-linked Recessiva (X-linked R) X-linked Dominante (X-linked D) Y-linked

Dettagli

PRODA Istituto di Diagnostica Clinica

PRODA Istituto di Diagnostica Clinica Test genetici per evidenziare il rischio di trombolfilia Il Fattore V della coagulazione è un cofattore essenziale per l attivazione della protrombina a trombina. La variante G1691A, definita variante

Dettagli

Polimorfismi LEZIONE 6. By NA 1

Polimorfismi LEZIONE 6. By NA 1 Polimorfismi LEZIONE 6 By NA 1 * Polimorfismo Variazione presente nella popolazione con una frequenza superiore a 1% Variazioni nell aspetto By NA 2 Polimorfismo proteico Variazione presente nella popolazione

Dettagli

4. Bilancio nutrizionale

4. Bilancio nutrizionale 4.1 Stato Magnesio 4.2 Alimentazione e infiammazione 4.3 Metabolismo ferro BILANCIO NUTRIZIONALE Affaticamento, stress, sports, studio alimenti industriali Gravi problemi di alimentazione, persone anziane

Dettagli

Diagnosi genetiche molecolari

Diagnosi genetiche molecolari Diagnosi genetiche molecolari INDICAZIONI per la diagnosi genetica Ricorrenza nella famiglia di una malattia genetica - identificazione dei portatori - confermare la diagnosi basata sul quadro clinico

Dettagli

4 modulo didattico - Modalità di trasmissione delle malattie

4 modulo didattico - Modalità di trasmissione delle malattie 4 modulo didattico - Modalità di trasmissione delle malattie monogeniche. L analisi dell albero genealogico: uno strumento indispensabile della genetica medica I SIMBOLI DELL ALBERO GENEALOGICO L ANEMIA

Dettagli

Progetto sulle esostosi multiple

Progetto sulle esostosi multiple Progetto sulle esostosi multiple PROGETTO SULLE ESOSTOSI MULTIPLE EREDITARIE Dott. Leonardo D Agruma Servizio di Genetica Medica - Dipartimento dell Età Evolutiva IRCCS Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza

Dettagli

Stefano Goldwurm Medical geneticist Centro Parkinson - Parkinson Institute Istituti Clinici di Perfezionamento-Milan neurodegenerative diseases,

Stefano Goldwurm Medical geneticist Centro Parkinson - Parkinson Institute Istituti Clinici di Perfezionamento-Milan neurodegenerative diseases, Stefano Goldwurm Medical geneticist Centro Parkinson - Parkinson Institute Istituti Clinici di Perfezionamento-Milan neurodegenerative diseases, movement disorders, Parkinson disease 1- genetic counselling

Dettagli

A IFE F G 16 1-17 1 7 O

A IFE F G 16 1-17 1 7 O Colorectal Cancer in a young patient with Partial Androgen Insensitivity Syndrome (PAIS) Stefano Signoroni Unit of Hereditary Digestive Tract Tumours, Department of Preventive and Predictive Medicine,

Dettagli

Salassoterapia nei pazienti affetti da emocromatosi ereditaria: esperienza del SIT di Verona

Salassoterapia nei pazienti affetti da emocromatosi ereditaria: esperienza del SIT di Verona Salassoterapia nei pazienti affetti da emocromatosi ereditaria: esperienza del SIT di Verona Daniela Bertuzzo, Massimo Franchini, Marzia de Gironcoli, Aurora Vassanelli, Giorgio Gandini, Claudia Roata,

Dettagli

Cenni storici. Tale tecnica trova largo impiego in tutte le aree di ricerca biologica:

Cenni storici. Tale tecnica trova largo impiego in tutte le aree di ricerca biologica: DNA Microarray: griglia di DNA costruita artificialmente, in cui ogni elemento della griglia riconosce una specifica sequenza target di RNA o cdna. Tale tecnica trova largo impiego in tutte le aree di

Dettagli

A relazione dell'assessore Quaglia:

A relazione dell'assessore Quaglia: REGIONE PIEMONTE BU48S1 01/12/2011 Deliberazione della Giunta Regionale 28 novembre 2011, n. 66-2973 Recepimento Accordo Stato Regioni del 29.4.2010: definizione, requisiti e funzioni del Registro Regionale,

Dettagli

La sindrome di Lynch. Cancro colonrettale ereditario non poliposico o HNPCC. G. A. Pablo Cirrone. lunedì 11 marzo 2013

La sindrome di Lynch. Cancro colonrettale ereditario non poliposico o HNPCC. G. A. Pablo Cirrone. lunedì 11 marzo 2013 La sindrome di Lynch Cancro colonrettale ereditario non poliposico o HNPCC G. A. Pablo Cirrone 1 Caratteristiche generali I HNPCC (Hereditary Non-Polyposis Colonrectal Cancer) è caratterizzato dalla comparsa,

Dettagli

Dipartimento di Medicina Trasfusionale ed Ematologia della Provincia di Sondrio 2. Università Vita-Salute, Istituto Scientifico San Raffaele Milano 4

Dipartimento di Medicina Trasfusionale ed Ematologia della Provincia di Sondrio 2. Università Vita-Salute, Istituto Scientifico San Raffaele Milano 4 Recommendations Proposed recommendations from SIMTI (the Italian Society of Transfusion Medicine and Immunohaematology) on screening blood donors for Hereditary Haemochromatosis and on the suitability

Dettagli

La possibilita di conoscere i geni deriva dalla capacita di manipolarli:

La possibilita di conoscere i geni deriva dalla capacita di manipolarli: La possibilita di conoscere i geni deriva dalla capacita di manipolarli: -isolare un gene (enzimi di restrizione) -clonaggio (amplificazione) vettori -sequenziamento -funzione Il gene o la sequenza

Dettagli

Linee guida diagnostiche e terapeutiche nell emocromatosi ereditaria

Linee guida diagnostiche e terapeutiche nell emocromatosi ereditaria Linee guida nell emocromatosi - 1 Associazione per lo Studio dell Emocromatosi e delle Malattie da Sovraccarico di Ferro - ONLUS c/o Ospedale San Gerardo - Via Donizetti 106 - Monza www.emocromatosi.it

Dettagli

UTILIZZO OTTIMALE DEI TEST DI II LIVELLO PER TALASSEMIA

UTILIZZO OTTIMALE DEI TEST DI II LIVELLO PER TALASSEMIA UTILIZZO OTTIMALE DEI TEST DI II LIVELLO PER TALASSEMIA Dr.ssa Anna Ravani Laboratorio di Genetica Molecolare Servizio di Genetica Medica Azienda Ospedaliera-Universitaria S.Anna FERRARA EMOGLOBINOPATIE:

Dettagli

RELAZIONE TECNICA. Indagini Biologico-Molecolari per Accertamento di Paternità

RELAZIONE TECNICA. Indagini Biologico-Molecolari per Accertamento di Paternità RELAZIONE TECNICA Indagini Biologico-Molecolari per Accertamento di Paternità PROSPETTO RIASSUNTIVO DELL'ANALISI ANALISI INDAGINE DI PATERNITA' Campione Biologico PERSONE Prelievo Ematico Padre XXXXXXXX

Dettagli

SCHEDA INFORMATIVA E MODULO DI CONSENSO INFORMATO PER AMD genetic test 6

SCHEDA INFORMATIVA E MODULO DI CONSENSO INFORMATO PER AMD genetic test 6 SCHEDA INFORMATIVA E MODULO DI CONSENSO INFORMATO PER AMD genetic test 6 Approvato dalla Società Oftalmologica Italiana Luglio 2012 Che cos è un test genetico? Per test genetico si intende l'analisi del

Dettagli

La brevettazione in campo medico e biotecnologico. Università degli Studi di Ferrara, 29 marzo 2007

La brevettazione in campo medico e biotecnologico. Università degli Studi di Ferrara, 29 marzo 2007 La brevettazione in campo medico e biotecnologico Università degli Studi di Ferrara, 29 marzo 2007 La brevettazione delle sequenze di acido nucleico Elena Comoglio Jacobacci & Partners S.p.A. Brevetti

Dettagli

Lo screening della Celiachia in una popolazione con Diabete Mellito tipo 1. Epidemiologia, follow-up clinico e ruolo della tipizzazione HLA.

Lo screening della Celiachia in una popolazione con Diabete Mellito tipo 1. Epidemiologia, follow-up clinico e ruolo della tipizzazione HLA. UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA FACOLTÀ DI MEDICINA E CHIRURGIA Tesi di laurea Lo screening della Celiachia in una popolazione con Diabete Mellito tipo 1. Epidemiologia, follow-up clinico e ruolo della

Dettagli

Prof. Pier Paolo Piccaluga Università di Bologna

Prof. Pier Paolo Piccaluga Università di Bologna Prof. Pier Paolo Piccaluga Università di Bologna DNA: la molecola della vita L'acido desossiribonucleico (DNA) è un acido nucleico, presente nel nucleo delle cellule, che contiene le informazioni genetiche

Dettagli

-malattie monogeniche o mendeliane:

-malattie monogeniche o mendeliane: Martedì 16 Febbraio è venuta nella nostra classe la dr.ssa Petrelli Maria a spiegarci le malattie sessualmente trasmissibili e ereditarie, sessualità e affettività. Ci ha spiegato la divisione delle cellule

Dettagli

"Ma.Tr.OC: un progetto europeo per studiare la progressione di malignità delle esostosi multiple"

Ma.Tr.OC: un progetto europeo per studiare la progressione di malignità delle esostosi multiple VIII Incontro-Convegno A.C.A.R 2006-2016: DIECI ANNI DI A.C.A.R. Montecatini Terme (PT), 16 Aprile 2016 A.C.A.R "Ma.Tr.OC: un progetto europeo per studiare la progressione di malignità delle esostosi multiple"

Dettagli

Progetto: Borsa di studio Dott. Antonio Cartisano Alla Memoria

Progetto: Borsa di studio Dott. Antonio Cartisano Alla Memoria Progetto: Borsa di studio Dott. Antonio Cartisano Alla Memoria Per il Laboratorio di Immunogenetica del reparto di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII

Dettagli

ATASSIA SPINOCEREBELLARE 17 (SCA17) (OMIM #607136)

ATASSIA SPINOCEREBELLARE 17 (SCA17) (OMIM #607136) ATASSIA SPINOCEREBELLARE 17 (SCA17) (OMIM #607136) Il gene implicato nella SCA17 è il gene TATA box-binding protein (TBP) che fa parte del complesso della RNA polimerasi II ed è essenziale per dare inizio

Dettagli

Esistono tre forme di diabete

Esistono tre forme di diabete Il Diabete mellito L insulina regola la captazione del glucosio Incapacità delle cellule di captare il glucosio in circolo iperglicemia e glucosuria Disponendo di meno glucosio le cellule degradano i grassi

Dettagli

Mutagenesi: introduzione di alterazioni in una sequenza nucleotidica. Mutagenesi random: le mutazioni avvengono a caso su un tratto di DNA.

Mutagenesi: introduzione di alterazioni in una sequenza nucleotidica. Mutagenesi random: le mutazioni avvengono a caso su un tratto di DNA. Mutagenesi: introduzione di alterazioni in una sequenza nucleotidica Mutagenesi random: le mutazioni avvengono a caso su un tratto di DNA. In genere si ottengono trattando il DNA con agenti chimici (es.

Dettagli

INTOLLERANZA AL LATTOSIO

INTOLLERANZA AL LATTOSIO per Giovanna INTOLLERANZA AL LATTOSIO LATTASI Il gene per la lattasi codifica per un enzima collocato a livello dei microvilli dell intestino tenue e deputato all idrolisi del lattosio in monosaccaridi

Dettagli

= femmina. = maschio. = fenotipo banda bianca. = fenotipo pezzato. =fenotipo colore uniforme

= femmina. = maschio. = fenotipo banda bianca. = fenotipo pezzato. =fenotipo colore uniforme Test n.8 Dalle Olimpiadi delle Scienze Naturali 2002 PARTE TERZA Le 5 domande di questa parte riguardano il medesimo argomento e sono introdotte da un breve testo e da uno schema. In una razza bovina il

Dettagli

Seminari di Specialità di Genetica Medica 22 novembre 2011 EXOME SEQUENCING. dott.ssa Alessandra Cuccurullo

Seminari di Specialità di Genetica Medica 22 novembre 2011 EXOME SEQUENCING. dott.ssa Alessandra Cuccurullo Seminari di Specialità di Genetica Medica 22 novembre 2011 EXOME SEQUENCING dott.ssa Alessandra Cuccurullo EXOME SEQUENCING Anche noto come targeted exome capture. Strategia per sequenziare selettivamente

Dettagli

INTOLLERANZA AL LATTOSIO: ESEMPIO DI BIODIVERSITA GENETICA

INTOLLERANZA AL LATTOSIO: ESEMPIO DI BIODIVERSITA GENETICA INTOLLERANZA AL LATTOSIO: ESEMPIO DI BIODIVERSITA GENETICA I.P.S.I.A. Bettino Padovano Senigallia INDIRIZZO CHIMICO BIOLOGICO 2009/10 ALUNNO:MATTEO BARBARINI CLASSE: 5 TECNICO CHIMICO-BIOLOGICO DOCENTE:PROF.SSA

Dettagli

Biotecnologie Mediche. Cinzia Di Pietro 0953782055 dipietro@unict.it http://www.bgbunict.it/

Biotecnologie Mediche. Cinzia Di Pietro 0953782055 dipietro@unict.it http://www.bgbunict.it/ Biotecnologie Mediche Cinzia Di Pietro 0953782055 dipietro@unict.it http://www.bgbunict.it/ Biotecnologie Mediche Tecnologie da applicare per la salute dell uomo Biotecnologie Mediche Prevenzione Diagnostica

Dettagli

Il Cancro è una malattia genetica

Il Cancro è una malattia genetica Il Cancro è una malattia genetica PROCESSO MULTIFASICO Il Cancro è sempre genetico Talvolta il cancro è ereditario Ciò che viene ereditato non è la malattia, bensì la PREDISPOSIZIONE In assenza di ulteriori

Dettagli

MALATTIA CELIACA. Il test HLA per la celiachia. Le malattie genetiche si distinguono tra monogeniche e multifattoriali

MALATTIA CELIACA. Il test HLA per la celiachia. Le malattie genetiche si distinguono tra monogeniche e multifattoriali MALATTIA CELIACA La ricerca della malattia celiaca si esegue evidenziando nel sangue e quindi nel DNA gli alleli che codificano per le molecole DQ2 DQ8. La presenza di questi determina la possibilità che

Dettagli

CAPITOLATO TECNICO PER DIAGNOSTICI PER TIPIZZAZIONE MOLECOLARE DA DESTINARSI AL LABORATORIO DI GENETICA MOLECOLARE-MEDICINA LEGALE P.O.

CAPITOLATO TECNICO PER DIAGNOSTICI PER TIPIZZAZIONE MOLECOLARE DA DESTINARSI AL LABORATORIO DI GENETICA MOLECOLARE-MEDICINA LEGALE P.O. ALLEGATO A CAPITOLATO TECNICO PER DIAGNOSTICI PER TIPIZZAZIONE MOLECOLARE DA DESTINARSI AL LABORATORIO DI GENETICA MOLECOLARE-MEDICINA LEGALE P.O. MONSERRATO Durata della fornitura: 1 anno + 1 rinnovabile

Dettagli

AZIENDA OSPEDALIERA S. CROCE E CARLE - CUNEO Ente di rilievo nazionale e di alta specializzazione D.P.C.M. 23.4.1993 PG/LCP

AZIENDA OSPEDALIERA S. CROCE E CARLE - CUNEO Ente di rilievo nazionale e di alta specializzazione D.P.C.M. 23.4.1993 PG/LCP AZIENDA OSPEDALIERA S. CROCE E CARLE - CUNEO Ente di rilievo nazionale e di alta specializzazione D.P.C.M. 23.4.1993 PG/LCP SERVICE CELIACHIA DELIBERAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE N. 781.. DEL 10 dicembre

Dettagli

Biotecnologie ed OGM. Prima parte: DNA ricombinante e microorganismi geneticamente modificati.

Biotecnologie ed OGM. Prima parte: DNA ricombinante e microorganismi geneticamente modificati. Biotecnologie ed OGM Prima parte: DNA ricombinante e microorganismi geneticamente modificati. COSA SONO LE BIOTECNOLOGIE? Si dicono Biotecnologie i metodi tecnici che permettono lo sfruttamento di sistemi

Dettagli

Sequenziamento del DNA: strutture dei nucleotidi

Sequenziamento del DNA: strutture dei nucleotidi Sequenziamento del DNA: strutture dei nucleotidi il metodo di Sanger 2-3 DIDEOSSINUCLEOTIDI Il contenuto di ciascuna provetta viene caricato in 4 pozzetti separati di un gel di poliacrilammide * Indica

Dettagli

I marcatori genetici e loro applicazioni nelle produzioni animali. Dott.ssa Chiara Targhetta

I marcatori genetici e loro applicazioni nelle produzioni animali. Dott.ssa Chiara Targhetta I marcatori genetici e loro applicazioni nelle produzioni animali Dott.ssa Chiara Targhetta LOCUS localizzazione genomica unica all interno di un cromosoma; permette di definire la posizione di un gene

Dettagli

Lo sviluppo del cancro è un processo complesso che coinvolge parecchi cambiamenti nella stessa cellula staminale. Poiché tutte le cellule staminali

Lo sviluppo del cancro è un processo complesso che coinvolge parecchi cambiamenti nella stessa cellula staminale. Poiché tutte le cellule staminali Tumore Cos è il tumore? Il tumore o neoplasia (dal greco neo,, nuovo, e plasìa,, formazione), o cancro se è maligno, è una classe di malattie caratterizzate da una incontrollata riproduzione di alcune

Dettagli

Divisione di Gastroenterologia - Casa Sollievo della Sofferenza- IRCCS San Giovanni Rotondo

Divisione di Gastroenterologia - Casa Sollievo della Sofferenza- IRCCS San Giovanni Rotondo EPATITE B: DIAGNOSI. Il Laboratorio GA Niro, A Andriulli Divisione di Gastroenterologia - Casa Sollievo della Sofferenza- IRCCS San Giovanni Rotondo La descrizione del meccanismo replicativo del virus

Dettagli

Biologia Cellulare e DNA «Bigino»

Biologia Cellulare e DNA «Bigino» Biologia Cellulare e DNA «Bigino» Giulio Barigelletti www.baveno.net Premesse 2 Sempre più frequentemente si sente parlare di DNA, Proteine, Amminoacidi, etc., relazionati all esistenza dell essere umano.

Dettagli

Diagnostica Biomolecolare: Tecnologie e Applicazioni

Diagnostica Biomolecolare: Tecnologie e Applicazioni Diagnostica Biomolecolare: Tecnologie e Applicazioni Preparazione dei campioni: (Estrazione del DNA o dell RNA dal tessuto di interesse) Analisi delle mutazioni: SSCP DHPLC Dot blot - Southern - PCR (ARMS

Dettagli

AZIENDA OSPEDALIERA DI COSENZA

AZIENDA OSPEDALIERA DI COSENZA AZIENDA OSPEDALIERA DI COSENZA PERCORSO DIAGNOSTICO DELLA MALATTIA CELIACA Redazione Elaborazione Verifica Approvazione Gruppo di lavoro Verifica clinica: Giorno 01.03.2012 Marzo 2012 Microbiologia e Virologia

Dettagli

Sindrome Adreno Genitale

Sindrome Adreno Genitale Endocrinologia Sindrome Adreno Genitale Deficit 21 idrossilasi (gene CYP21) Deficit di Aromatasi Sequenziamento diretto del gene: CYP19 Disturbo dello sviluppo sessuale 46,XY da deficit di 5-alfa-reduttasi

Dettagli

I marcatori molecolari. Dipartimento di Scienze Agronomiche e Genetica Vegetale Agraria Corso di Genetica Agraria Giovanna Attene

I marcatori molecolari. Dipartimento di Scienze Agronomiche e Genetica Vegetale Agraria Corso di Genetica Agraria Giovanna Attene I marcatori molecolari Dipartimento di Scienze Agronomiche e Genetica Vegetale Agraria Corso di Genetica Agraria Giovanna Attene Marcatori molecolari del DNA I marcatori molecolari sono sequenze di DNA

Dettagli

PRODA Istituto di Diagnostica Clinica

PRODA Istituto di Diagnostica Clinica PRODA Istituto di Diagnostica Clinica Sezione di Citogenetica e Genetica Molecolare Responsabile Dott. Guglielmo Sabbadini Specialista in Genetica Medica Informazioni sull analisi genetica per fibrosi

Dettagli

S E N A T O D E L L A R E P U B B L I C A

S E N A T O D E L L A R E P U B B L I C A S E N A T O D E L L A R E P U B B L I C A X I I I L E G I S L A T U R A N. 1152 D I S E G N O D I L E G G E d iniziativa del senatore TERRACINI COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 31 LUGLIO 1996 Istituzione

Dettagli

PRODA Istituto di Diagnostica Clinica

PRODA Istituto di Diagnostica Clinica Caratterizzazione molecolare delle Distrofie Muscolari di Duchenne (DMD) e di Becker (BMD): diagnosi di malattia e studi familari L Proda esegue le indagini molecolari per le Distrofie muscolari di Duchenne

Dettagli

SERVIZIO DI IMMUNOEMATOLOGIA E TRASFUSIONE DIRETTORE: DOTT. F. BERTOLA

SERVIZIO DI IMMUNOEMATOLOGIA E TRASFUSIONE DIRETTORE: DOTT. F. BERTOLA SERVIZIO DI IMMUNOEMATOLOGIA E TRASFUSIONE DIRETTORE: DOTT. F. BERTOLA 1 Donazione di midollo: perché donare? vil 70% dei malati affetti da empopatie NON ha un donatore compatibile all interno della famiglia

Dettagli

Epatite C e transaminasi normali

Epatite C e transaminasi normali Giornata di aggiornamento in tema di Epatologia Situazioni cliniche controverse in epatologia Savona 29 ottobre 2005 Epatite C e transaminasi normali U.O.C. di Medicina Interna (Dir. G. Menardo) U.O.S.

Dettagli

PROFILO CEFALEE CENTRO CEFALEE ASL CN2

PROFILO CEFALEE CENTRO CEFALEE ASL CN2 PROFILO CEFALEE CENTRO CEFALEE ASL CN2 (documento del settembre 2013) Dal 2002 il centro usufruisce di un gruppo di specialisti di varie specialità che collabora attivamente per la valutazione e gestione

Dettagli

Strumenti della Genetica Molecolare Umana (3) Capitoli 6-7-8

Strumenti della Genetica Molecolare Umana (3) Capitoli 6-7-8 Strumenti della Genetica Molecolare Umana (3) Capitoli 6-7-8 PCR allele specifica-arms (equivalente a ASO) Trova applicazione per individuare specifiche e NOTE mutazioni patogene in un sistema che nel

Dettagli

Scala fenotipica. Dominante o recessivo? fenotipo. fenotipo. fenotipo A 1 A 1 A 2 A 2 A 1 A 2

Scala fenotipica. Dominante o recessivo? fenotipo. fenotipo. fenotipo A 1 A 1 A 2 A 2 A 1 A 2 fenotipo Dominante o recessivo? Scala fenotipica fenotipo A 1 A 1 A 2 A 2 fenotipo A 1 A 2 A 1 dominante A 1 e A 2. codominanti A 2 dominante A 1 dominanza incompleta A 2 dominanza incompleta Nei casi

Dettagli

LE EPATITI B e C. Verso una terapia personalizzata

LE EPATITI B e C. Verso una terapia personalizzata LE EPATITI B e C Verso una terapia personalizzata 3 L EPATITE B LE EPATITI B e C Le epatiti B e C rappresentano un campo molto complesso della Clinica Medica. La Medicina di Laboratorio propone nuove analisi

Dettagli

I geni del metabolismo

I geni del metabolismo I geni del metabolismo Lezione 6 1 Premessa I Quello che interessa e individuare i geni che controllano le vie metaboliche. Per arrivare a questo risultato si possono usare diverse strategie (non tecniche:

Dettagli

I.7.1 Malattie genetiche legate al sesso

I.7.1 Malattie genetiche legate al sesso verificare tutti i possibili risultati della fecondazione tra cellula uovo e spermatozoi e constatare come le probabilità che nasca una femmina o un maschio sono entrambe pari al 50%. Figura 7 - Ad ogni

Dettagli

Bari, 27 Febbraio 2010 Nicoletta Resta Dipartimento di Biomedicina dell Età Evolutiva UOC Lab. Genetica Medica INDAGINI GENETICHE: QUANDO E PERCHE

Bari, 27 Febbraio 2010 Nicoletta Resta Dipartimento di Biomedicina dell Età Evolutiva UOC Lab. Genetica Medica INDAGINI GENETICHE: QUANDO E PERCHE Bari, 27 Febbraio 2010 Nicoletta Resta Dipartimento di Biomedicina dell Età Evolutiva UOC Lab. Genetica Medica INDAGINI GENETICHE: QUANDO E PERCHE EREDITA MENDELIANA CLASSICA ~ 600 E C M 10.000 Enzimi

Dettagli

PRODA Istituto di Diagnostica Clinica

PRODA Istituto di Diagnostica Clinica PRODA Istituto di Diagnostica Clinica Sezione di Citogenetica e Genetica molecolare Responsabile: Dott. Guglielmo Sabbadini Specialista in Genetica Medica Informazioni per la diagnosi molecolare di sordita

Dettagli

Esame di abilitazione all esercizio della professione di medico chirurgo

Esame di abilitazione all esercizio della professione di medico chirurgo CURRICULUM VITAE NOME E COGNOME Paci Ornella Onorina DATA E LUOGO DI NASCITA 3 Ottobre 1968, Porto San Giorgio (FM) COMUNE DI RESIDENZA Via Carlo Levi, 26 63900 Capodarco di Fermo (FM) TELEFONO cell.:

Dettagli

La genetica della Sindrome di Prader-Willi

La genetica della Sindrome di Prader-Willi La genetica della Sindrome di Prader-Willi Dott.ssa Milan Gabriella Laboratorio Endocrino Metabolico DIPARTIMENTO DI SCIENZE MEDICHE E CHIRURGICHE Università degli Studi di Padova Clinica Medica 3 Prader,

Dettagli

I caratteri legati ai cromosomi. sessuali sono un eccezione rispetto alle leggi di Mendel

I caratteri legati ai cromosomi. sessuali sono un eccezione rispetto alle leggi di Mendel I caratteri legati ai cromosomi sessuali sono un eccezione rispetto alle leggi di Mendel I caratteri legati ai cromosomi sessuali sono un eccezione rispetto alle leggi di Mendel il sesso di un individuo

Dettagli

Genetica delle Patologie ad Eredità Complessa

Genetica delle Patologie ad Eredità Complessa Genetica delle Patologie ad Eredità Complessa La maggior parte delle malattie comuni dell adulto (es. diabete mellito e ipertensione) e delle malformazioni congenite (palatoschisi, difetti del tubo neurale)

Dettagli

Variabilità dei ceppi di HIV nelle comunità di migranti. Stefano Buttò Istituto Superiore di Sanità

Variabilità dei ceppi di HIV nelle comunità di migranti. Stefano Buttò Istituto Superiore di Sanità Variabilità dei ceppi di HIV nelle comunità di migranti Stefano Buttò Istituto Superiore di Sanità XIII Convegno dell NFP: «Salute e migrazione: nuovi scenari internazionali e nazionali» Istituto Superiore

Dettagli

IL LABORATORIO NELLA DIAGNOSTICA DELLA MALATTIA CELIACA

IL LABORATORIO NELLA DIAGNOSTICA DELLA MALATTIA CELIACA IL LABORATORIO NELLA DIAGNOSTICA DELLA MALATTIA CELIACA La medicina di laboratorio è la disciplina clinica che ricerca dati relativi alla natura e all entità delle alterazioni di struttura e di funzione,

Dettagli

A cosa serve al clinico e alla famiglia conoscere il difetto di base? Correlazione genotipo fenotipo

A cosa serve al clinico e alla famiglia conoscere il difetto di base? Correlazione genotipo fenotipo 2 Convegno Nazionale Sindrome di Rubinstein Taybi Lodi, 17 19 maggio 2013 A cosa serve al clinico e alla famiglia conoscere il difetto di base? Correlazione genotipo fenotipo Donatella Milani Cristina

Dettagli

La storia della dieta ipoantigenica nella crioglobulinemia

La storia della dieta ipoantigenica nella crioglobulinemia Mangiarsi la malattia Pisa 11 Ottobre 2014 La storia della dieta ipoantigenica nella crioglobulinemia Prof. Stefano Bombardieri Unità Operativa di Reumatologia Universitaria Azienda Ospedaliero Universitaria

Dettagli

CATCH 22 e altre indagini genetiche nel counseling dopo diagnosi di malformazioni fetali

CATCH 22 e altre indagini genetiche nel counseling dopo diagnosi di malformazioni fetali CATCH 22 e altre indagini genetiche nel counseling dopo diagnosi di malformazioni fetali Milano Marittima 05/06/2010 Dr. Francesco Pigliapoco Lab. Citogenetica A.O.U.-Salesi- Ancona Le sindromi DiGeorge

Dettagli

L emocromatosi: diagnostica di laboratorio

L emocromatosi: diagnostica di laboratorio 266 RIMeL / IJLaM 2010; 6 L emocromatosi: diagnostica di laboratorio P. Doretto Dipartimento di Medicina di Laboratorio, Azienda Ospedaliera S. Maria degli Angeli, Pordenone Riassunto L emocromatosi è

Dettagli

DIPARTIMENTO DI GENETICA

DIPARTIMENTO DI GENETICA Documento Informativo nr. 134 Data di emissione:15/05/2006 Revisione n. 1 DIPARTIMENTO DI GENETICA TEST DI PATERNITA E RICONOSCIMENTO INDIVIDUALE Riferimenti interni: dr.ssa Federica Cattapan Resposabile

Dettagli

F ORMATO EUROPEO INFORMAZIONI PERSONALI MASI SERENA ISTRUZIONE E FORMAZIONE PER IL CURRICULUM VITAE. Nome Indirizzo Telefono Fax E-mail

F ORMATO EUROPEO INFORMAZIONI PERSONALI MASI SERENA ISTRUZIONE E FORMAZIONE PER IL CURRICULUM VITAE. Nome Indirizzo Telefono Fax E-mail F ORMATO EUROPEO PER IL CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI Nome Indirizzo Telefono Fax E-mail MASI SERENA Nazionalità Italiana Data di nascita ISTRUZIONE E FORMAZIONE Date 2002 2007 (data conseguimento:

Dettagli

COMPARAZIONE DELLA METODICA AUTOMATICA SISH

COMPARAZIONE DELLA METODICA AUTOMATICA SISH COMPARAZIONE DELLA METODICA AUTOMATICA SISH (Silver Enhanced In Situ Hybridization) CON LA METODICA MANUALE FISH (Fluorescence In Situ Hybridization) PER LA VALUTAZIONE DELLO STATO DEL GENE HER2 (neu)

Dettagli

GENETICA seconda parte

GENETICA seconda parte GENETICA seconda parte I cromosomi sono lunghe molecole di una sostanza l acido desossiribonucleico. DNA Il DNA è una lunga catena fatta da due lunghi fili avvolti su se stessi a doppia elica. Sembra una

Dettagli

Estensioni e variazioni dell eredit. ereditàmendeliana

Estensioni e variazioni dell eredit. ereditàmendeliana Estensioni e variazioni dell eredit ereditàmendeliana I principi dell ereditariet ereditarietà enunciati da Mendel non sono sempre rispettati. Sbagliati? No, insufficienti per spiegare tutte le modalità

Dettagli

Mutazioni. Un cambiamento nel materiale genetico che non venga riparato dai meccanismi di riparo costituisce una mutazione

Mutazioni. Un cambiamento nel materiale genetico che non venga riparato dai meccanismi di riparo costituisce una mutazione Mutazioni Un cambiamento nel materiale genetico che non venga riparato dai meccanismi di riparo costituisce una mutazione Le mutazioni possono essere spontanee oppure causate da agenti fisici, chimici

Dettagli

GENETICA ed EREDITARIETÀ

GENETICA ed EREDITARIETÀ GENETICA ed EREDITARIETÀ 1. Introduzione L Epidermolisi Bollosa (EB) è una malattia di carattere genetico, la cui causa è pertanto da ricercare nei caratteri ereditari di un individuo. I processi che avvengono

Dettagli

LA PROVA DEL DNA PER LA RICERCA DELLA VERITÀ

LA PROVA DEL DNA PER LA RICERCA DELLA VERITÀ Collana diretta da Eraldo STEFANI Ugo Ricci Carlo Previdero Paolo Fattorini Fabio Corradi LA PROVA DEL DNA PER LA RICERCA DELLA VERITÀ Aspetti giurìdici, biologici e probabilistici Presentazione a cura

Dettagli

La rete dei centri di genetica e il futuro della medicina

La rete dei centri di genetica e il futuro della medicina La rete dei centri di genetica e il futuro della medicina Rosario Casalone,, MD, PhD SSD Genetica Dipartimento Materno Infantile Azienda Ospedaliera-Polo Universitario Ospedale di Circolo e Fondazione

Dettagli

Classe 2^D A.S. 2003/2004. Scuola Media Statale Vibo Marina

Classe 2^D A.S. 2003/2004. Scuola Media Statale Vibo Marina Classe 2^D A.S. 2003/2004 Scuola Media Statale Vibo Marina 1 Presentazione Introduzione La composizione del sangue Cos è il midollo osseo Alcune malattie del sangue: anemia mediterranea e leucemia. Il

Dettagli

Tappe della GENETICA UMANA. G. Mendel leggi dell ereditarietà 1865

Tappe della GENETICA UMANA. G. Mendel leggi dell ereditarietà 1865 Tappe della GENETICA UMANA G. Mendel leggi dell ereditarietà 1865 Tappe della GENETICA UMANA G. Mendel leggi dell ereditarietà 1865 Watson & Crick DNA 1953 Tappe della GENETICA UMANA G. Mendel leggi dell

Dettagli

Dissezione del fenotipo

Dissezione del fenotipo Clinica molecolare (molecular medicine):come utilizzare le informazioni del genoma per studiare le patologie genetiche Clinica molecolare Nuova branca della medicina che nasce 2.400 anni fa con Democrito

Dettagli

Biologia Molecolare. CDLM in CTF 2010-2011 L analisi del genoma

Biologia Molecolare. CDLM in CTF 2010-2011 L analisi del genoma Biologia Molecolare CDLM in CTF 2010-2011 L analisi del genoma L analisi del genoma n La tipizzazione del DNA n La genomica e la bioinformatica n La genomica funzionale La tipizzazione del DNA DNA Fingerprinting

Dettagli

Dal paziente al gene malattia : il clonaggio posizionale del gene Met

Dal paziente al gene malattia : il clonaggio posizionale del gene Met Dal paziente al gene malattia : il clonaggio posizionale del gene Met Una storia di interazione fra Medicina e Ricerca a cura di Debora Angeloni, Ph.D., Settore di Medicina Scuola Estiva di Orientamento

Dettagli

INFORMATIVA E CONSENSO INFORMATO ALL ESAME ONCOSCREENING

INFORMATIVA E CONSENSO INFORMATO ALL ESAME ONCOSCREENING INFORMATIVA E CONSENSO INFORMATO ALL ESAME ONCOSCREENING Il test OncoScreening OncoScreening è un test diagnostico, sviluppato da GENOMA Group, che permette di eseguire un analisi multipla per valutare

Dettagli

Tommaso Stroffolini, Divisione di Gastroenterologia, Ospedale San Giacomo, Roma

Tommaso Stroffolini, Divisione di Gastroenterologia, Ospedale San Giacomo, Roma Epidemiologia dell epatite C: dati italiani Tommaso Stroffolini, Divisione di Gastroenterologia, Ospedale San Giacomo, Roma Indagini policentriche effettuate in Italia hanno evidenziato una notevole frequenza

Dettagli

Thalassaemias. Thalassaemia Hb Variants. A group of blood deseases caused by a genetically determined. alteration in globin synthesis

Thalassaemias. Thalassaemia Hb Variants. A group of blood deseases caused by a genetically determined. alteration in globin synthesis Approccio diagnostico delle Varianti Hb Giovanni Ivaldi Laboratorio di Genetica Umana - Settore Microcitemia Ospedali Galliera - Genova A group of blood deseases caused by a genetically determined reduction

Dettagli

Direttore del dipartimento di Medicina Trasfusionale e Ematologia

Direttore del dipartimento di Medicina Trasfusionale e Ematologia Prati Daniele Data di nascita 20/02/1964 Direttore del dipartimento di Medicina Trasfusionale e Ematologia Direttore di dipartimento Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1991 e diploma di specializzazione

Dettagli