Il Cremlino deve cambiare strategia per evitare una crisi economica

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1 N.65 A cura de Il Sole 24 ORE S.p.A. in collaborazione con Intesa Sanpaolo N febbraio 2008 QUINDICINALE D INFORMAZIONE PER INVESTIRE IN RUSSIA E NELLE REPUBBLICHE DELLA CSI Sommario EDITORIALE 1. Il Governo russo deve cambiare la strategia per evitare una crisi economica APPROFONDIMENTI 4. La Russia rafforza i controlli sulle finanze dei cittadini stranieri TREND E MERCATI 6. Il mercato russo di cioccolata e di cioccolatini GUIDA PRATICA 9. La regione di Novosibirsk MERCATI FINANZIARI : i prestiti record per le società russe LEGGI E NORME 14. Il calendario fiscale russo DA IL SOLE 24 ORE 16. Una selezione di articoli, pubblicati sulle pagine de Il Sole 24 ORE BUSINESS CENTER 26. Investimenti e collaborazioni industriali 29. Proposte commerciali CALENDARIO FIERE 33. Fiere internazionali a Mosca nel 2008 (aprile - giugno) Il Cremlino deve cambiare strategia per evitare una crisi economica L economista Egor Gaidar: Il Governo russo deve cambiare urgentemente la politica finanziaria, altrimenti le conseguenze della recessione globale potrebbero essere disastrose per il Paese - Le elezioni legislative e quelle presidenziali: i problemi finanziari sono coincise nel tempo con il cambio di guardia al vertice politico della Russia e il Governo non cambierà S urgentemente la politica finanziaria, le conseguenze della recessione globale per la Russia potrebbero essere davvero disastrose. Lo ha dichiarato l economista e già primo ministro della Russia, Egor Gaidar. Secondo Gaidar il successore di Vladimir Putin, potrebbe cercare di evitare nel periodo l eventuale calo dell economia russa e la svalutazione del rublo aumentando la spesa pubblica. Questo tipo di politica finanziaria potrà far sprofondare il Paese in una crisi economica e finanziaria su larga scala, ha sottolineato Gaidar, mentre alcuni esperti governativi del ministero delle Finanze hanno dichiarato che le previsioni dell ex premier, che attualmente gestisce un proprio Centro studi per le economie in stato di transizione, sembrano abbastanza realistiche. A mio avviso, Egor Gaidar, non esagera le proporzioni di rischio di una recessione globale e mette a fuoco i pericoli che ne deriverebbero per l economia della Russia, ha dichiarato il vice ministro delle Finanze, Serghej Shatalov. La crisi e il mutamento della congiuntura economica globale richiederanno al nuovo Governo della Russia (che con molta probabilità sarà gestito dal presidente uscente, Vladimir Putin) una revisione di fondo della politica economica e creditizia per i prossimi 2-3 anni. Ma per il momento - ha detto Shatalov - non si è nemmeno discusso di questo tema al vertice del Governo. Secondo Gaidar, che nel 1992 gestì il passaggio della Russia da un sistema di economia pianificata sovietica a un sistema di libero mercato, il principale motivo dell attuale crollo dei mercati azionari internazionali sarebbe legato alla conclusione di un periodo di sviluppo favorevole in modo anomalo dell economia mondiale nel periodo , e all inizio della recessione negli Stati Uniti, in Cina e nella zona europea. In futuro, dice Gaidar, per la Russia potrebbe realizzarsi uno scenario piuttosto drammatico: il calo della domanda Egor Gaidar

2 internazionale di petrolio e di metalli, una drastica riduzione dei redditi ricavati dall esportazione, la fuga di capitali stranieri dal Paese e, infine, la svalutazione del rublo. Gaidar ha lanciato un monito: Le speranze che la Russia, sullo sfondo della crisi americana, possa rimanere una isola felice' per i capitali stranieri non possono essere confermate dall andamento delle precedenti crisi economiche mondiali, quando gli investitori ritiravano i propri fondi dai mercati emergenti per investirli in treasuries statunitensi. Il principale pericolo per lo sviluppo economico e finanziario della Russia consiste nel fatto che l aggravarsi dei problemi economici e finanziari drammaticamente coincide con il cambio della guardia al Cremlino, con il periodo tra le elezioni legislative del dicembre 2007 e quelle presidenziali del 2 marzo prossimo. Qualora con un nuovo presidente la crescita economica annuale dovesse scendere dall attuale 7-8% al 2-3% del Pil, con il pericolo di una svalutazione del rublo, le autorità potrebbero cominciare a stimolare l economia artificialmente attraverso un aumento della spesa pubblica e il sostegno del rublo, spendendo le riserve aurifere e valutarie finora accumulate. L insieme di questi fattori potrebbe avere delle conseguenze disastrose per la Russia, ha detto Gaidar, secondo cui il Governo russo potrebbe trovarsi del tutto impreparato a realizzare una politica anti crisi nelle condizioni di un generale peggioramento della congiuntura globale, un processo destinato a durarsi con molta probabilità per un periodo di due o tre anni. Inoltre, la Russia non potrà contare sui motori dell economia mondiale come Cina, India, Europa e nemmeno sulle repubbliche ex sovietiche dove nei prossimi anni il rallentamento della crescita economica potrebbe scendere al 2% del Pil. Intanto, l esperienza dei cicli economici mondiali indica che un rallentamento della crescita del 2% del Pil locale provoca una riduzione dei prezzi mondiali dei principali commodities, in primo luogo del petrolio e dei metalli, del per cento. È soggetto a una reazione addirittura più intensa il capitale internazionale, la cui fuga su larga scala può rovinare anche le economie nazionali sane e forti. Come esempio Gaidar ha citato l esperienza Editoriale La tua banca italiana nel cuore della Russia Petroverigskij per, 2 - str. 2, Mosca Tel: +7 (495) Fax: +7 (495)

3 vissuta dalla Thailandia, un Paese dove la fuga di capitali stranieri ha fatto scendere i ritmi della crescita economica dal +10% al -10% del Pil annuo. Purtroppo nemmeno un programma economico statale dedica un capitolo all analisi dei cicli economici globali, mentre le autorità non sembrano aver capito che il periodo della favorevole congiuntura economica internazionale è ormai alle spalle, ha dichiarato Gaidar. Molti analisti indipendenti hanno però dichiarato di non essere d accordo con le previsioni apocalittiche dell ex premier russo. Per gli esperti della Citi il mercato russo dovrebbero riuscire a resistere al crollo dei mercati internazionali cominciato nel gennaio del 2008 per le sue solide caratteristiche: Le posizioni della Russia sembrano buone. Malgrado una serie di crolli dei mercati globali i prezzi del petrolio rimangono piuttosto alti. Fino a quando i prezzi del greggio rimarranno sugli attuali livelli elevati, la Russia non dovrà temere un peggioramento della propria situazione macroeconomica ; ha sottolineato l analista della Citi, Dmitrij Vinogradov. Di conseguenza, il boom degli investimenti nella costruzione edilizia, l espansione dei consumi e l aumento dei redditi reali della popolazione dovrebbero proseguire in Russia ancora per i prossimi 2-3 anni. Nello stesso tempo, gli analisti russi e internazionali hanno sottolineato che il mercato russo non può essere immune del 100% ai problemi dei mercati globali. Ma ciò significa che i problemi del mercato russo, che nella prima metà di gennaio era sceso sotto la quota psicologica di 2mila punti dell indice Rts, potrebbero offrire agli investitori delle opportunità di acquistare dei titoli a buon mercato. Bisogna essere molto prudenti con gli investimenti in titoli delle società che producono commodities. Nel 2008 dovrebbero trovarsi in vantaggio le società che guadagneranno direttamente dalle tendenze macroeconomiche russe: boom degli investimenti nel mattone, la crescita vertiginosa dei consumi. Si consiglia dunque di investire in azioni di società di telecomunicazioni, di immobili e anche nelle banche, ha sottolineato Vinogradov della Citi. All inizio del 2008 la maggior parte delle blue chips russe sono scese ai minimi degli ultimi 4-5 mesi, disponendo di un potenziale di crescita fino al 70 per cento. Nonostante l invito alla cautela per i titoli delle società che producono energia e metalli, sono sempre interessanti gli investimenti nelle azioni di Gazprom, del monopolio elettrico in via di ristrutturazione Rao- Ues, di Norilsk Nickel, uno dei maggiori produttori nel mondo di nickel e di platinoidi, dei gruppi metallurgici Evraz e Mechel. Notiziario dai mercati Csi Editoriale 3

4 La Russia rafforza i controlli sulle finanze dei cittadini stranieri La Banca centrale ordina agli istituti di credito di controllare le attività finanziarie di un ampio circolo di cittadini stranieri - L iniziativa fa parte della legge Sulla lotta contro il riciclaggio di denaro sporco - La lista delle persone soggette ai controlli è molto ampia e potrebbe creare non poche difficoltà alle banche russe che rischiano di perdere la licenza per la lotta insufficiente al reato di riciclaggio a Banca centrale della Russia ha inviato L a tutti gli istituti di credito operanti nel Paese una circolare che precisa la lista dei cittadini stranieri nei confronti dei quali le banche russe devono svolgere i controlli finanziari nell ambito della legge federale sulla lotta contro il riciclaggio e contro il finanziamento del terrorismo no. 115-FZ. L elenco delle persone soggette ai controlli finanziari è molto vasto e va dai capi di Stato, ai primi ministri e ai cugini dei membri del Comitato olimpico internazionale. Secondo gli esperti un elenco così vago potrà creare molte difficoltà alle banche per l individuazione delle persone da controllare. Nello stesso tempo, gli errori - anche involontari - potranno permettere agli organismi di controllo di dichiarare certe banche colpevoli di non osservare la legge sulla lotta al riciclaggio. La lista delle persone pubbliche straniere da controllare con le spiegazioni della Banca centrale sono state pubblicate sul Notiziario della Tsentrobank (Vestnik TsB). Le nuove regole sono entrate in vigore il 15 gennaio scorso, ma la legge russa Sulla lotta al riciclaggio non ha specificato la lista delle persone pubbliche straniere soggette ai controlli finanziari in Russia. Di conseguenza, nel telegramma no. 8-T siglata dal Governatore della Banca centrale, Serghej Ignatiev, l istituto ha suggerito alle banche di basarsi sui documenti della Fatf, dell Unione Europea e del gruppo di Wolfsberg. Dal canto suo, l intelligence finanziaria russa (Rosfinmonitoring) ha proposto alle banche di prendere in considerazioni i suggerimenti del comitato antiriciclaggio dell Associazione delle banche russe (Arb). In base a questi suggerimenti la lista delle persone pubbliche è molto lunga, ma anche molto vaga. Secondo Fatf, fanno parte di questa lista oltre ai capi di Stato e dei Governi anche i politici stranieri, i rappresentanti dei Governi, i funzionari pubblici di vario rango, i giudici, i militari di alti ranghi, i top manager delle imprese statali, i leader dei partiti politici. Dal canto suo, il Gruppo di Wolfsberg comprende nella lista di ufficiali pubblici i cosiddetti influenti funzionari delle società statali e dei settori dell economia nazionalizzati. L Unione Europea allarga la lista ai membri dei consigli di direzione delle Banche centrali. Come se non bastasse l Associazione delle banche russe ha consigliato agli istituti di credito di prendere in considerazione oltre ai suggerimenti della Fatf, del Gruppo di Wolfsberg e della Ue, anche gli standard elaborati della Rete degli Stati Uniti per la lotta contro i reati finanziari, del gruppo per la lotta contro il riciclaggio delle Gran Bretagna e, infine, anche della Commissione bancaria federale della Svizzera. Vale a dire che nel gruppo dei personaggi pubblici rientrano anche i capi e i loro vice delle organizzazioni internazionali come l Onu, l Opec, il Coi (Comitato olimpico internazionale), la Banca mondiale, il Parlamento europeo, Approfondimenti 4

5 gli organismi giudiziari internazionali (il Tribunale internazionale dell Aia, il Tribunale internazionale per i diritti umani). Ma oltre ai conti bancari che eventualmente saranno aperti in Russia da queste persone, le banche russe dovranno controllare anche i conti dei membri delle famiglie di queste persone pubbliche e anche dei loro parenti stretti. Inoltre, le banche dovranno controllare le attività finanziarie delle persone che congiuntamente con le persone pubbliche controllano una società o una persona giuridica di qualche altro tipo, oppure che hanno un business in comune. Dovranno essere controllati i conti bancari dei consiglieri personali delle persone pubbliche straniere. In base alla legge della Legge antiriciclaggio, le banche dovranno prendere delle misure adeguate per scoprire le fonti dei redditi, dei finanziamenti e degli altri beni materiali delle persone pubbliche straniere. L Associazione delle banche russe ha suggerito alle banche russe di ottenere dalle persone pubbliche straniere delle spiegazioni esaurienti riguardo ai motivi e alla necessità di aprire un conto bancario proprio in Russia. I banchieri devono essere messi in guardia da spiegazioni contrastanti riguardo i rapporti di parentela con una persona pubblica straniera, oppure l afflusso sui conti intestate alle persone pubbliche straniere dei consistenti bonifici emessi dagli organismi di Stati esteri, dalle società statali, comprese le Banche centrali, oppure dalle organizzazioni non commerciali. In altri termini, le banche russe avranno molto lavoro da fare per individuare e per controllare le persone pubbliche straniere: due violazioni della legge anti-riciclaggio saranno sufficienti per far perdere a una banca la propria licenza. Vestnik (Notiziario) della Banca centrale: Prtid=Vestnik Notiziario dai mercati Csi Approfondimenti 5

6 Saturazione vicina per il mercato russo di cioccolata e cioccolatini La crescita annuale è del 5% - Quello della cioccolata è il 45% dell intero mercato di dolci russo - Un russo consuma fino a 5-6 chili di cioccolata e di cioccolatini l anno - Sono tre i maggiori produttori che insieme controllano il 42% del mercato russo dei prodotti a base di cioccolata a domanda di cioccolata e di L cioccolatini in Russia è vicina al punto di saturazione: nel 2007 le vendite retail sono cresciute del 5% (indicatore quantitativo), mentre nei sette anni precedenti ( ) le vendite aumentavano in media dell 8-10% l anno. Secondo le stime dell agenzia Business analitica, il volume del mercato russo di cioccolata e di cioccolatini è stato nel 2005 di 620mila tonnellate, ovvero di 3,5 miliardi di dollari. Il 37% dell intero mercato di cioccolata e di cioccolatini viene consumato a Mosca e a San Pietroburgo. Una favorevole situazione economica e la crescita dei redditi reali disponibili hanno permesso di aumentare le vendite di cioccolata di qualità medio-alta. Al momento della scelta del prodotto i russi sempre più spesso badano alla notorietà del produttore e prendono a riferimento la pubblicità. L aumento dell offerta dei prodotti di alta qualità ha fatto crescere nel 2007 i prezzi medi dei cioccolatini del 7 per cento, mentre negli anni precedenti i prezzi diminuivano di anno in anno. I consumatori russi preferiscono a molti altri prodotti di cioccolata i cosiddetti snack : barre di cioccolata (Mars, Snickers), dolci a base di cioccolata che possono essere consumati per strada (M&M s, Hershey s Kisses, ecc.). Questi tipi di dolci sono venduti nei piccoli chioschi insieme a giornali, sigarette e altri prodotti della cosiddetta domanda impulsiva. I cioccolatini in scatola oppure la cioccolata della fascia premiale, che molto spesso vengono acquistati per fare regali, si comprano prevalentemente nei supermercati e nei negozi specializzati. Trend e mercati Il mercato russo di cioccolata (i maggiori produttori) Obedinenny e Konditery 18% Altri produttori 38% Nestle SA 16% Fonte: Euromonitor 6 Ruzskaja KF 2% Ferrero Group 2% Odinzov skaja KF 3% Orcla Group 6% Mars Inc. 7% Craf t Foods Rus 8%

7 Consumi Il settore degli snack di cioccolata si è sviluppato molto attivamente negli ultimi cinque anni grazie alla pubblicità che posiziona questi prodotti come tramezzini e non come un prodotto che si mangia in occasioni speciali. A differenza della vendita di cioccolata (+5% nel 2007), le vendite di snack di cioccolata sono aumentate l anno scorso del 14%, raggiungendo quota 20,2 miliardi di rubli. Molti esperti sostengono, però, che anche il settore di snack di cioccolata è vicino alla saturazione, mentre la crescita delle vendite nel 2007 è il risultato di un fortissimo sostegno pubblicitario a questi prodotti (domina la pubblicità di Bounty, Snickers, M&M s). Un tratto particolare del mercato russo di prodotti di questo tipo è legato all aumento di consumi di snack di cioccolata da parte degli uomini adulti, che rappresentano un gruppo molto importante di consumatori. In passato il gruppo di consumatori era stato dominato da bambini e da adolescenti. I ritmi della vita sempre più celeri spinge la popolazione adulta a cercare nuovi alimenti energetici, preferendo snack di cioccolata a molti altri prodotti della categoria. Un altro fatto interessante è rappresentato dal fatto che i consumatori russi acquistano cioccolatini in scatola di alta qualità e costosi innanzitutto per fare regali,mentre per sé stessi acquistano prodotti della fascia economica, spesso venduti a peso. Lo spostamento della domanda verso la fascia alta spinge le vendite di cioccolatini in scatola e di cioccolata amara in barre. Di conseguenza, le vendite di confezioni di cioccolatini denominate in denaro sono aumentate del 14% grazie all aumento della domanda di prodotti più costosi soprattutto a Mosca e negli altri maggiori centri abitati. Ciononostante, nel settore della cioccolata in barre i russi preferiscono quella al latte senza additivi. Nel 2007 la quota di cioccolata di latte ha rappresentato il 70% delle vendite totali denominate in denaro. Gli elevati consumi di cioccolata dolce al latte sono legati alla lunga tradizione del consumo di questo prodotto in Russia: per molti decenni la cioccolata al latte è stata l unica prodotta dalle fabbriche di dolci dell Unione Sovietica. La cioccolata amara si trova al secondo posto per popolarità tra i consumatori russi. L aumento dei consumi in questo segmento è legato alla crescente popolarità di prodotti di classe Trend e mercati La dinamica delle importazioni di cioccolata e di cioccolatini nel (quantità, %) % Cioccolatini confezionati Cioccolatini a peso Cioccola Snack di cioccolata Cioccolata (totale) Fonte: Business Analitika 7

8 alta, prodotta soprattutto sotto forma di cioccolata amara. Stando alle valutazioni più diffuse, un russo in media consuma ogni anno due chili di cioccolatini venduti a peso, 1,5-2 chili di cioccolata in barre e 0,5-1 chili di cioccolatini confezionati in scatole. Mentre in Russia cioccolata e cioccolatini occupano il 45% dell intero mercato di dolci, nel mondo la quota di cioccolata è del 60 per cento. Dal momento in cui in Germania e negli Stati Uniti i consumi annui di cioccolata e di cioccolatini sono di 13 chili e di 19 chili per persona, il mercato russo ha buone prospettive di crescita. Produttori Il mercato russo di cioccolata e di cioccolatini è fortemente consolidato: nel 2006 (l ultimo dato disponibile) tre società hanno controllato il 42% delle vendite al minuto denominate in denaro. Si tratta di un dato piuttosto alto al confronto con la media europea di concentrazione che non supera il 38 per cento. La prima trojka è composta dal gruppo russo Obedinennye kondidery, che controlla il 18% di mercato, dalla svizzera Nestlé (16%) e al terzo posto Craft Foods (6%). Nel periodo questi produttori sono riusciti a conservare le proprie posizioni grazie al lancio di campagne di promozione in televisione, sui giornali e direttamente nei luoghi di vendita. Il biennio è stato contrassegnato da numerose fusioni e take-over. Nell aprile del 2006 il gruppo norvegese Orkla ha acquisito il controllo della celebre fabbrica di dolci ex sovietica KF Krupskoj per 50 milioni di dollari. Due anni prima Orkla aveva acquisito il controllo di un grande produttore di dolci SladKo. Un altro evento che nel 2007 ha suscitato l interesse degli esperti è l acquisizione della fabbrica di cioccolata A.Korkunov da parte del gruppo Wrigley per 300 milioni di dollari. Il passaggio dal mercato di gomma da masticare a quello di cioccolata rappresenta un evento unico e conferma il crescente interesse nei confronti del mercato russo di cioccolata dimostrato da parte dei maggiori gruppi internazionali di generi alimentari. Notiziario dai mercati Csi Trend e mercati LA CHIAVE CHE GARANTISCE LA SICUREZZA DI TUTTE LE OPERAZIONI ONLINE Internet ancora più sicuro! Dal 4 febbraio 2008 potrai accedere al servizio con la nuova chiave O-Key. Ritira al più presto la tua chiave personale: è disponibile gratuitamente in Filiale dal 4 febbraio. Che cos'è... O-Key è un dispositivo che genera un codice di 6 cifre (Codice O-Key) da inserire nell apposito campo quando richiesto. Una volta utilizzato, il Codice O-Key non sarà più valido. 8

9 La regione di Novosibirsk L a regione di Novosibirsk si trova nella Siberia Occidentale, nel territorio tra i fiumi Ob e Irtysh. Il territorio è di oltre 178mila chilometri quadrati. La regione di Novosibirsk confina nella zona sud con il territorio di Altaj e con il Kazakhstan, nella parte ovest ha un confine comune con la regione di Omsk, a nord con quella di Tomsk, a est con Kemerovo. Il territorio è prevalentemente una pianura ricoperta dalla steppa nella parte meridionale. A nord il territorio è ricoperto dalle foreste e sono presenti zone paludose. Il clima è continentale con inverni lunghi e freddi, mentre i periodi estivi sono brevi. Nella regione abitano 2,7 milioni di persone, di cui 1,4 nel capoluogo della regione, la città di Novosibirsk (anno di fondazione 1903). Il tratto principale della regione è l estensione della taiga, una notevole quantità di paludi e più di mille tra fiumi e laghi. Dopo la costruzione della diga sul fiume Ob si è creata un enorme riserva artificiale, nota anche come il Mare di Obskoe, lunga 230 chilometri. Più del 5% del territorio della regione è occupato da laghi tra cui quello di Chany, uno dei più grandi nel mondo. Le risorse naturali Il sottosuolo della regione è molto ricco di materie prime: finora sono stati scoperti 523 giacimenti industriali di petrolio, di gas naturale, di carbone fossile, di oro, di bauxite. Attualmente la produzione industriale avviene presso 83 giacimenti. Tutti gli altri sono di riserva statale. Le principali riserve di greggio e di gas sono concentrate nella parte settentrionale della regione. Le provate riserve di petrolio superano 514 milioni di tonnellate, mentre quelle di gas sono pari 9 Guida pratica Una delle aree della Russia a più alto potenziale scientifico - Le ricchezze naturali contano oltre 530 giacimenti di petrolio e di gas naturale - I settori dominanti del sistema economico regionale sono la metallurgia, l agroindustriale e la produzione di energia elettrica

10 a 110 miliardi di metri cubi. Le riserve minerarie della r e g i o n e contengono giacimenti di metalli rari tra i quali disossido di zirconio e titanio, le cui r i s e r v e ammontano rispettivamente a 7,2 milioni e 1,7 milioni di Il Governatore della regione di tonnellate. Ci Novosibirsk, Mikhail Tolokonskij sono due giacimenti industriali di bauxite, mentre nella parte sud-est della regione ci sono 25 giacimenti auriferi. Il territorio della regione è assai ricco di sorgenti di acque minerali: molte sono famose per le proprietà curative e mediche. Le riserve estraibili di acque minerali sono stimate in 472mila decalitri mentre la reale produzione ammonta ad appena 140mila decalitri al giorno. Le maggiori riserve di carbone sono concentrate nelle tre regioni carbonifere nella parte est del territorio: le riserve di antracite di altissima qualità sono stimate in milioni di tonnellate, quelle di carboni di qualità inferiore è di milioni di tonnellate. Le riserve di torba contengono 7,6 miliardi di tonnellate di questa preziosa materia naturale. Nella regione si sviluppa a ritmi accelerati la produzione di materiali da costruzione. Oltre ai materiali comunemente diffusi come sabbia, breccia e argilla, ci sono giacimenti di argille resistenti al calore, di materia prima per la produzione di cemento e di marmo. Economia I principali settori dell economia regionale sono l agroindustriale, l industria metalmeccanica, la metallurgia, la produzione di energia elettrica, la metallurgia non ferrosa, la produzione di materiali da costruzione. Il peso complessivo di questi settori supera il 79% dell economia della regione. L industria agroalimentare è specializzata nella produzione di pasta, di prodotti di carne, di latte e di latticini. Nella regione sono ben sviluppati tutti i tipi di trasporti. L elevato peso dei trasporti ferroviari è legato a una notevole quantità di carichi che passano per il territorio della regione. L estensione dei binari ferroviari è di chilometri, mentre la densità delle ferrovie è di 86 chilometri ogni 10mila di chilometri quadrati (la media russa è di 50 chilometri). Nella regione ci sono 12 aeroporti: Tolmachevo è internazionale ed è in grado di far atterrare aeromobili di tutti i tipi. Una comoda posizione geografica ha permesso all aeroporto di Novosibirsk di diventare un importante nodo di transito per i voli russi e internazionali. L estensione delle vie fluviali è di 647 chilometri. La regione di Novosibirsk gode di alti rating d investimento: il 18 aprile del 2007 l agenzia di valutazione Fitch Ratings ha assegnato alla regione il rating a lungo termine per i crediti in rubli e in valute pregiate di BB-; per i crediti a breve termine in valute estere a quota B, mentre il rating su scala nazionale è di A+ (rus). La previsione per tutti i rating è Stabile. Amministrazione regionale di Novosibirsk Russia Novosibirsk, Krasnij Prospekt, dom 18 Tel: +7 (3832) Fax: +7 (3832) Internet: Notiziario dai mercati Csi in collaborazione con l Amministrazione regionale di Novosibirsk Il distintivo dei costruttori sovietici della metropolitana a Novosibirsk Guida pratica 10

11 Prestiti record per le società russe sul mercato globale nel 2007 Il volume dei crediti ottenuti dalle società russe sui mercati internazionali è cresciuto da 70 miliardi di dollari a 115 miliardi - Sul mercato del debito in rubli molte emissioni sono state rinviate al 2008 el 2007 il volume dei crediti ottenuti N sul mercato globale dei debiti è cresciuto da 70 miliardi di dollari (2006) a 115 miliardi. Di quasi due volte sono aumentati i volumi dei prestiti sindacati (syndicated loans), mentre è diminuito il volume dei crediti Abs (prestiti securitizzati). Il volume complessivo dei crediti sindacati ottenuti da società russe è stato nel 2007 di 68,3 miliardi di dollari contro 35,5 miliardi ottenuti nel Secondo gli analisti finanziari il boom di questo tipo di prestiti è legato direttamente ai problemi sul mercato globale di capitali, che hanno portato a una drastica diminuzione dei volumi di emissioni dei buoni di debito con un adeguata crescita di metodi alternativi di ottenimento di prestiti di notevoli dimensioni. Alle fine del inizio del 2008 la situazione è cambiata. La parte principale di crediti sindacati è stata registrata nel periodo settembre-ottobre del 2007, mentre all inizio del 2008 i volumi sono diminuiti notevolmente. Nel 2007 sono mutate le posizioni delle banche russe all interno di questo settore del mercato del debito: il leader del 2006, la banca Abn Amro, ha ceduto le proprie posizioni alla Bnp Paribas, che è diventata la maggiore organizzatrice dei crediti sindacati, ottenendo per i clienti russi oltre 10 miliardi di dollari. Ricordiamo che nel 2006 la Bnp Baribas si era trovata al quinto posto, organizzando 12 crediti per un totale di 2,1 miliardi di dollari. Tra gli organizzatori russi nella lista delle 30 maggiori banche si trova soltanto la Sberbank che nel 2007 ha organizzato solo un prestito sindacato alla Fabbrica d alluminio di Boguchansk per 130 milioni di dollari. Invece, la situazione sul mercato di Cln e di Eurobond appare molto più uniforme. Malgrado la crisi internazionale di liquidità il volume del mercato di Cln, dei bond in valuta pregiata e in rubli è aumentato di 1,5 volte salendo a quota 44,7 miliardi di dollari. Le società russe hanno aumentato di parecchie volte i volumi di crediti ottenuti in rubli (RUR), ma la parte principale di prestiti (come era stato anche nel 2006) è stata ottenuta nel 2007 in Eurobond in valuta pregiata per 37,1 miliardi di dollari. Il volume di affari nell ambito di prestiti Abs (prestiti securitizzati) è sceso nel 2007 di due volte, a 1,8 miliardi di dollari. Secondo gli analisti russi la diminuzione di prestiti securitizzati indica che gli investitori stranieri perdono l interesse per le attività ad alto tasso di rischio. Nella seconda metà del 2007 è diminuito l interesse delle società russe per gli Eurobond; molti prestiti sono stati rinviati al 2008 e attualmente gli organizzatori aspettano una congiuntura più favorevole. Tra i partecipanti al mercato di Eurobond non ci sono stati cambiamenti di rilievo: come nel 2006 il maggiore organizzatore è stata la banca Abn Amro che ha gestito 15 emissioni per un totale di 3,6 miliardi di dollari. Gli organizzatori russi non riescono a competere alla pari con le banche straniere. Soltanto la banca Vtb che ha partecipato all organizzazione di quattro emissioni di bond valutari per un totale di 1,6 miliardi di dollari è entrata nella lista dei maggiori 10 organizzatori del settore. Per quel che riguarda gli organizzatori e gli undertrader dei prestiti obbligazionari in rubli, nel 2007 le società russe hanno diminuito le emissioni del 4% rispetto ai risultati registrati nell anno precedente. Il leader tra gli organizzatori è stata la Mercati finanziari 11

12 banca Vtb che ha rubato il primato alla banca Gazprombank, mentre la società finanziaria Troyka Dialog è salita dall ottavo al terzo posto. Secondo i dati del centro di analisi finanziari Cbonds, nel 2007 sul mercato del debito russo sono stati emessi obbligazioni per un totale di oltre 521 miliardi di rubli, ovvero 21,6 miliardi in meno rispetto al La trojka dei leader nel 2007 è composta dalla banca Vtb che ha organizzato emissioni per 78,15 miliardi di rubli, dalla banca Gazprombank che ha organizzato emissioni per 60,6 miliardi e dalla società finanziaria Troyka Dialog che ha organizzato emissioni per 52,6 miliardi. Una riduzione dei volumi dei prestiti ottenuti dalle società sul mercato russo del debito è stata più che prevedibile, dal momento che la crisi di liquidità, cominciata in Russia nell agosto 2007 e durata fin quasi alla fine dell anno, non ha permesso di fare investimenti a lungo termine. Molti emittenti hanno rinviato le operazioni finanziarie fino all inizio del 2008 aspettando una stabilizzazione dei mercati. Il volume di offerte rinviate ha raggiunto la cifra elevata di 478 miliardi di rubli. Malgrado un afflusso notevole sul mercato alla fine del 2007 dei mezzi provenienti dal budget, la situazione sul mercato del debito in rubli è cambiata poco o niente. Gli investitori pretendono premi maggiori per le obbligazioni, sul mercato è disponibile una notevole quantità di denaro poco costoso e a breve termine, mentre gli emittenti non sono per niente disposti a pagare questi premi. Non bisogna dimenticare che gli investitori occidentali tardano ancora a ritornare sul mercato russo del debito, mentre la domanda russa permette alle emissioni di arrivare a quota 1-3 miliardi di rubli. Su grandi linee anche la prima metà del 2008 dovrebbe essere abbastanza modesta per quel che riguarda il numero e le dimensioni di emissioni obbligazionarie, mentre per la seconda metà dell anno gli analisti si aspettano un aumento esplosivo di emissioni. E questo perché nei periodi di recessione i mercati del debito ricevono una spinta: gli investitori sono disposti a pompare i fondi in buoni con un tasso di redditività bassa, ma garantita. Notiziario dai mercati Csi su dati Cbonds Mercati finanziari 1 Banca d investimento 12 La banca Vtb compresa la banca Vtb24 e la Vtb Severo-Zapad Top-10 organizzatori di emissioni dei bond in rubli nel 2007 Volume in milioni di rubli Numero degli emittenti Numero delle emissioni 78, Gazprombank 60, Società d investimento Troyka Dialog 52, Rosbank 35, Raiffeisenbank 30, Transkreditbank 22, Gruppo finanziario Uralsib 19, Deutsche Bank 16, Bank Moskvy 15, Svyaz-Bank 14, Fonte: Cbonds

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14 Il calendario fiscale russo Tutte le tasse della nuova Russia - Le scadenze previste per il febbraio 2008 Imposta sui terreni I contribuenti devono presentare la dichiarazione fiscale sull imposta sui terreni per il Tassa sui mezzi di trasporto I contribuenti devono presentare agli organismi tributari del luogo di immatricolazione dei mezzi di trasporto le dichiarazioni fiscali per il Imposta sugli utili delle società I contribuenti per i quali il periodo tassabile è un mese devono pagare la tassa sugli utili della società sotto forma di interessi ottenuti dai bond municipali e federali nel mese di gennaio del Accise I contribuenti (tranne quelli che hanno una licenza per le operazioni con la benzina a distillazione diretta, oppure che hanno la licenza per le operazioni con l alcol denaturato) devono pagare il 50% della somma di accise per il dicembre del L unica tassa sociale I contribuenti che pagano somme a persone fisiche devono versare la tassa unica sociale per il gennaio del Tasse assicurative e assicurazione obbligatoria pensionistica I datori di lavoro devono trasferire rispettive somme di tasse assicurative e di assicurazione obbligatoria pensionistica sui conti dei dipendenti. Pagamento per il legname tagliato nei boschi I contribuenti devono versare il 15% di imposta annua Imposta sui giochi d azzardo I contribuenti devo presentare una dichiarazione fiscale e pagare la tassa per il gennaio Imposta sullo sfruttamento delle risorse ittiche I contribuenti devono pagare il contributo fisso. Tassa sul legname I produttori di legname devono presentare il certificato che conferma le quantità di legno tagliato in conto della tassa per il gennaio del I proprietari dei fondi forestali devono presentare un resoconto sulla quantità di legname passata per gli ammassi ai produttori, sui pagamenti per il legname tagliato, i certificati di eventuali multe come da situazione al 15 di febbraio Accise I contribuenti (tranne quelli che hanno la licenza per le operazioni con la benzina a distillazione diretta oppure che hanno la licenza per le operazioni con l alcol denaturato) devono pagare il 50% della somma di accise e devono presentare la dichiarazione fiscale per il gennaio del I contribuenti che hanno la licenza per le operazioni con la benzina a distillazione diretta, oppure che hanno la licenza per le operazioni con l alcol denaturato, devono pagare le accise per la benzina e per l alcol e presentare la dichiarazione fiscale per il novembre Tassa sulla produzione di materie fossili I contribuenti devono versare la tassa per il gennaio Resoconti sull utilizzo di alcol etilico Le società che hanno la licenza per le operazioni con alcol etilico denaturato devono presentare un adeguato Leggi e norme 14

15 resoconto sull utilizzo dell alcol etilico denaturato Imposta sugli utili di società Gli agenti tributari devono presentare le valutazioni dei risultati economici del periodo soggetto all analisi. I contribuenti devono versare il secondo pagamento mensile anticipato per il primo trimestre del 2008 come dall Articolo 286 del Codice fiscale della Federazione russa. I contribuenti che calcolano i pagamenti anticipati mensili sulla base degli utili ottenuti, devono presentare la dichiarazione fiscale e versare il pagamento anticipato per il gennaio del Tassa sulla produzione di materie fossili I contribuenti devono presentare la dichiarazione fiscale per il gennaio del Notiziario dai mercati Csi su dati del Servizio tributario RF Leggi e norme 15

16 Intesa Sanpaolo sbarca nei mezzanini La partenership è già operativa e punta a società con un Ebitda di 5 milioni di euro e forti prospettive di crescita Laura Galvagni MILANO Una partnership triennale, potenzialmente prolungabile, proietta Intesa Sanpaolo nel business dei prestiti mezzanini per le aziende. Ca' de Sass ha siglato un accordo con Dam Capital, società specializzata di settore, per sostenere le medie imprese italiane. Sdoganando di fatto un prodotto molto diffuso all'estero ma che nel paese, almeno fino ad oggi, è stato impiegato principalmente come supporto nelle operazioni di acquisizioni. «È un esperimento all'avanguardia che tra l'altro arriva in una fase in cui, considerato l'andamento dei mercati e l'impatto di Basilea 2, può servire da utile supporto a quelle aziende che, pur con progetti di crescita, non possono ricorrere al mercato dei capitali», ha spiegato Giuseppe Castagna, responsabile della direzione relazioni corporate di Intesa Sanpaolo. Ma quali saranno i target potenziali? Una prima fase di collaborazione tra Ca' de Sass e Dam Capital ha permesso di individuare già oltre una ventina di aziende potenzialmente interessate a sottoscrivere un prestito mezzanino. Il mercato di riferimento è costituito da tutte quelle società che hanno un margine operativo lordo di almeno 5 milioni e che, pur con un profilo di rischio non investment grade e un rapporto tra debito ed ebitda anche superiore alle quattro volte, presentino forti potenzialità di crescita e i presupposti per un rilancio industriale. Rispetto invece alle risorse che il tandem potrà mettere sul piatto per sostenere le pmi Dirk van Daele, ceo di Dam Capital ha dichiarato: «Il mio limite non è il denaro, per noi l'importante era trovare il partner giusto che ci permettesse di entrare nel mercato italiano». E in effetti Dam Capital attualmente ha 600 milioni di euro di fondi disponibili per investimenti. Le fonti di finanziamento comprendono 300 milioni di euro di esposizione di Anschutz (la società che controlla Dam), composti da un finanziamento della Royal Bank of Scotland e da un impegno diretto di Anschutz, oltre a 300 milioni di finanziamenti di investitori terzi. Nel 2008, tra l'altro, è previsto che Anschutz aumenti il proprio impegno. Quanto alle tecnicalità di un prestito mezzanino, Dam Capital concede prestiti fino a 40 milioni di euro con durata che varia da 5 a 10 anni e una preferenza a mantenere rapporti di lungo termine con i clienti. Anche se sia Dirk van Daele che Castagna hanno precisato che sebbene la durata minima superi i cinque anni, spesso i finanziamenti vengono rimborsati nell'arco dei primi due o tre anni. Questo perché, essendo una via di mezzo tra il debito classico e l'equity, ha un costo più elevato rispetto ai finanziamenti base e di conseguenza è la prima posta a venir rimborsata appena l'azienda ha le disponibilità. Lo spread applicato, infatti, varia tra il 6 e l'11% a seconda del profilo di rischio che presenta la società. Sui tempi di concessione del prestito, Dirk van Daele ha precisato che normalmente «dalla prima visita all'ok passano normalmente tra le otto e le dieci settimane». Questo perché viene sempre effettuata un'analisi approfondita e soprattutto prospettica dell'azienda target. Dam, in questo, ha un approccio molto simile ai fondi di private equity, con la differenza, tuttavia che non ha alcuna ingerenza nella gestione della società a cui concede il mezzanino. La partenership dovrebbe portare a concludere tra le 10 e le dodici operazioni dal taglio compreso tra 10 e 15 milioni di euro. Ma i tempi di avvio dell'accordo? «Siamo pronti a partire fin da subito», ha precisato Dirk van Daele. E Castagna ha chiosato: «Facciamo da apripista». Da Il Sole 24 ORE 16

17 San Paolo, perché vincerà Benessia La partita nella Compagnia riguarda anche i vertici della banca di Fabio Tamburini L'incarico in gioco è la presidenza della Compagnia di San Paolo ma, ad un esame più attento, spunta l'ombra lunga di Banca Intesa Sanpaolo. Il nuovo presidente, infatti, avrà un ruolo importante nella partita per le nomine al vertice del gruppo bancario. Ufficialmente è una partita chiusa perché, per l'ultima volta proprio mercoledì scorso, l'amministratore delegato Corrado Passera ha smentito seccamente che lascerà l'istituto per altri incarichi. «È escluso ha detto che io lasci Intesa Sanpaolo per andare all'eni, diciamolo una volta per tutte». Ma l'esperienza insegna che, in vicende del genere, colpi di scena possono sempre accadere. E, in ogni caso, il rinnovo dei vertici in Compagnia di San Paolo risulta un passaggio cruciale sia perché avviene a circa metà del primo mandato della governance del gruppo bancario, sia perché a Torino e dintorni i mal di pancia non mancano. La convinzione, ben radicata in città, è che la fusione sia avvenuta penalizzando il fronte torinese a vantaggio di quello milanese e bresciano. Una circostanza aggravata dall'opinione che la dote portata dal San Paolo in termini di performance e redditività sia risultata prevalente. Ecco perché viene teorizzata la necessità che il nuovo presidente della Compagnia debba avere una doppia caratteristica: conoscere bene il mondo bancario e avere la schiena dritta per reggere il confronto con Giuseppe Guzzetti, l'esperto padre padrone della Fondazione Cariplo, e con Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza e regista di ogni operazione. L'identikit corrisponde a quello di Angelo Benessia, avvocato esperto nonché conoscitore profondo del Sanpaolo fin dall'epoca della prima grande fusione, quella con l'imi. La candidatura è firmata dal sindaco di Torino, Sergio 17 Chiamparino, ma è stata subito appoggiata dal presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso. Entrambi hanno un ruolo determinante perché gli enti locali sono, insieme alle Camere di commercio, i designatori dei 17 consiglieri che guidano la compagnia. E hanno condiviso la scelta con il presidente della Provincia, Antonio Saitta, in prima battuta mica tanto convinto. Risulta così confermata l'anticipazione con cui giovedì scorso l'agenzia di stampa Radiocor ha annunciato il deciso sorpasso di Benessia nei confronti del candidato concorrente, cioè l'ex presidente della Corte costituzionale Gustavo Zagrebelski, un raffinato professore da convertire al sapere bancario. L'unico rischio è che, nell'attesa della formalizzazione dell'incarico, il nome di Benessia finisca per venire bruciato. Un po' come è avvenuto in passato, sempre a Torino, per un'altra scelta di Chiamparino: l'indicazione dell'ex amministratore delegato della Fiat, Paolo Cantarella, per la guida della Fondazione Crt, a cui faceva capo la cassa di risparmio prima di confluire in UniCredit. Sulle scelte in Compagnia di San Paolo, almeno per il momento, non pesano gli orientamenti di Fiat e dell'ifil. Il numero uno attuale di Fiat, Sergio Marchionne, ha rapporti eccellenti con Chiamparino, con cui, durante gli anni difficili dell'auto, ha chiuso un accordo importante su Mirafiori. Franzo Grande Stevens, presidente in uscita della Compagnia, è invece su posizioni diverse, essendo il principale sostenitore di Zagrebelski insieme con Enrico Salza, presidente del consiglio di gestione della Banca Intesa Sanpaolo, punto di riferimento tradizionale delle vicende torinesi e artefice dell'accordo con Bazoli che ha portato alla fusione. Da Il Sole 24 ORE

18 Intesa Sanpaolo entra in Goglio MILANO Intesa Sanpaolo, attraverso Imi investimenti, ha rilevato nei giorni scorsi una quota pari al 16% circa del capitale della Goglio specializzata nel packaging. Imi Investimenti si legge in una nota ha sottoscritto un prestito obbligazionario convertibile emesso dalla controllante Gofin (finanziaria della famiglia Goglio) per un impegno di Intesa Sanpaolo pari a circa 20 milioni. A seguito dell'accordo, Intesa Sanpaolo avrà la facoltà di nominare due consiglieri d'amministrazione nella società «per contribuire ad attuare le strategie e intraprendere le azioni necessarie al rafforzamento del gruppo». Per Franco Goglio, presidente e a.d. dell'azienda, «questa scelta garantisce continuità ed allarga nuovi orizzonti di sviluppo possibili con l'immutato impegno da parte di tutti; questa evoluzione sia un fatto positivo per tutte le persone che operano nel gruppo, chiamato ad affrontare le sfide della globalizzazione e della gestione manageriale, per portare al successo i nostri prodotti mediante la continua spinta all'innovazione e alla qualità». La Goglio è una multinazionale con 157 anni di storia che opera nel settore del packaging. Il gruppo ha 8 impianti di cui 4 in Italia, 2 negli Usa, 1 rispettivamente in Olanda e Cina. Il fatturato 2007 è stato di circa 300 milioni. Intesa Sanpaolo lancia l'opa cash sul 41,1% di Carifirenze Da Il Sole 24 ORE MILANO Intesa Sanpaolo perfeziona l'acquisto tramite permuta azionaria del pacchetto di controllo della Cassa di Risparmio di Firenze e lancia l'opa in contanti sul residuo 41,1% del capitale. Dopo mesi di trattative e un lungo percorso autorizzativo (cui manca ancora il via libera della Banca Centrale della Romania, coinvolta perchè entrambe le banche hanno controllate a Bucarest), ieri il gruppo guidato dall'amministratore delegato Corrado Passera ha formalizzato gli accordi con i grandi soci di Carifirenze. Il 40,3% del capitale della banca toscana attualmente detenuto da Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, Fondazione Cassa di Risparmio di La Spezia e Sofibar è stato oggetto di permuta con azioni Intesa. Per effetto dello "swap" azionario, l'ente Cassa Firenze (cui appartiene la maggior quota tra i venditori) deterrà il 3,38% del capitale di Intesa Sanpaolo e, stando agli accordi abbozzati a luglio, dovrebbe avere un proprio rappresentante nel consiglio di sorveglianza del gruppo. A seguito della permuta, «Intesa Sanpaolo ha acquisito il controllo di Carifirenze si legge in una nota venendo a detenere complessivamente il 58,9% del capitale di quest'ultima per effetto della predetta permuta e della quota già detenuta direttamente da Intesa Sanpaolo (18,6% circa)». Entro venti giorni, il gruppo milanese fornirà i dettagli dell'opa nell'ambito del documento d'offerta che sarà presentato alla Consob. Gli accordi con i venditori, ribaditi ieri anche da una nota dell'ente Cassa Firenze, prevedono che quest'ultima mantenga il 10,29% di Carifirenze. L'Opa, dunque, dovrebbe avere a oggetto il 30% circa del capitale della banca. A luglio 2007, quando furono preannunciati i termini dell'accordo, Intesa Sanpaolo aveva annunciato che il prezzo dell'offerta sarebbe stato pari a 6,73 euro per azione. Livello destinato a essere confermato, anche se per l'ufficialità bisognerà attendere la documentazione che sarà trasmessa alla Consob. In Piazza Affari, il titolo Carifirenze è sostanzialmente allineato con i valori dell'opa (ieri +0,15% a 6,66 euro). Al. G. 18

19 Sì finale all'ucraina nella Wto L'ex repubblica sovietica ottiene così il via libera prima della Russia che tratta da anni ma incontra l'opposizione degli Stati Uniti Riccardo Sorrentino Dentro! E prima della Russia. L'Ucraina è pronta a entrare nella Wto, l'organizzazione mondiale per il commercio. Si sono conclusi positivamente, quindi, i quindici anni di trattative con i maggiori partner del Paese dell'est europeo. L'adesione non sarà immediata, occorrono ancora alcuni passaggi; ma si tratta ormai quasi solo di formalità. Il protocollo approvato dal working party della Wto dedicato all'adesione - che comprende un rapporto con tutte le iniziative prese da Kiev per adeguare il suo sistema giuridico e amministrativo ai trattati multilaterali e un programma preciso di apertura delle frontiere - sarà ora presentato il 5 febbraio al Consiglio generale per l'approvazione definitiva per consensus, quindi senza voci contrarie. Alla riunione parteciperà il presidente Viktor Yuschenko. Entro tre mesi l'ucraina potrà poi firmare il protocollo e, un mese dopo la ratifica del Parlamento - entro agosto - diventerà un membro a tutti gli effetti, il 153, dell'organizzazione. Grande, anche se un po' rituale, la soddisfazione dei partner. L'Unione europea ha però rivelato di aver detto il sì decisivo: l'approvazione del protocollo Wto è avvenuta dopo la firma dell'«accordo, soddisfacente per tutti, sulle tariffe all'esportazione», che è stato raggiunto la settimana scorsa dal Commissario Ue Peter Mandelson e Hryhoriy Nemyria, il parlamentare di Kiev, specializzato in politica estera, molto vicino al primo ministro Yulia Tymoshenko. «I nostri team, a Ginevra, hanno poi lavorato giorno e notte per completare gli ultimi problemi tecnici, e siamo ora in posizione di avere un consensus, alla Wto, sull'adesione dell'ucraina». L'iter per l'adesione era cominciato nel '93, tre anni dopo l'indipendenza dall'ex Unione Sovietica. Le tensioni interne avevano però rallentato la procedura, che 19 prevede una serie di intese bilaterali a volte molto vincolanti politicamente. Ora tutto è finito. Entro breve un'economia da 106 miliardi di dollari, delle dimensioni paragonabili quindi a quelle dell'egitto o dell'ungheria, aprirà le sue porte al commercio mondiale. Kiev ha esportato nel 2005 beni per 29,5 miliardi di dollari: soprattutto ferro, acciaio, combustibili minerali, petrolio e distillati. Ha importato 32,7 miliardi di elettrodomestici, macchinari, e dispositivi elettronici ed elettrici. Sono cifre ora destinate ad aumentare e a sostenere una crescita economica che ormai dura ininterrotta da otto anni e raggiunge il sette per cento. L'anno scorso la produzione industriale è aumentata del 10% con vendite al dettaglio in aumento del 29% circa. Con la decisione della Wto l'ucraina sorpassa quindi l'ingombrante Paese vicino, la Russia, che sta cercando da anni di entrare nell'organizzazione incontrando però soprattutto l'opposizione degli Stati Uniti. Nulla esclude ora che Mosca sia costretta a trattare anche con l'ucraina per ottenere quel via libera definitivo che Mandelson, comunque, spera arrivi entro l'anno. Insieme, i due giganti dell'est europeo sono tra i maggiori Paesi in attesa alle porte della Wto, insieme all'iran e l'algeria. Il presidente ucraino, Viktor Yuschenko Da Il Sole 24 ORE

20 Gazprom rilancia sul p etrolio di Belgrado Putin per due giorni a Sofia, dove il presidente spera di concludere l'intesa su South Stream, il gasdotto rivale dell'europeo Nabucco Sissi Bellomo La campagna per le elezioni presidenziali in Serbia si intreccia con la complessa partita a scacchi che il Cremlino sta conducendo, per disegnare a proprio favore i destini energetici dell'europa. Da giocatore esperto, il presidente russo Vladimir Putin in questi giorni sta organizzando le sue mosse su più tavoli: il tavolo serbo, dove cerca di far digerire al Governo una sostanziale svendita della compagnia petrolifera di Stato, la Nis, in cambio dell'appoggio politico nella contesa sull'indipendenza del Kosovo e della promessa di trasformare il suo territorio in un "hub" strategico per il trasporto di combustibili. E il tavolo bulgaro, dove si gioca una partita ancora più importante, forse addirittura decisiva, per perpetuare la supremazia di Mosca nella distribuzione del gas nel Vecchio continente. Il fil rouge che accomuna i negoziati con Belgrado e quelli con Sofia - dove Putin è arrivato ieri sera - è South Stream: il controverso gasdotto promosso da Eni e Gazprom, che rischia di far naufragare il progetto concorrente del Nabucco, con cui l'unione europea vorrebbe attenuare la dipendenza dalla Russia nelle forniture di gas. Putin mira a ottenere al più presto dai bulgari il via libera per il passaggio del gasdotto sul loro territorio: un passo indispensabile per consentire la nascita del progetto, ma che il Governo di Sofia, appena accolto nella Ue, esita a compiere. Il passaggio di South Stream, inoltre, fa parte del pacchetto che Gazprom ha proposto al Governo serbo, per convincerlo a cederle il 51% di Nis al prezzo irrisorio di 400 milioni di euro: sul piatto i russi hanno aggiunto la promessa di altri 500 milioni in futuri investimenti e la scelta della Serbia come territorio di transito e di stoccaggio del gas di South Stream (che in questo caso potrebbe anche prendere una direzione alternativa). Entrambe le partite potrebbero arrivare a un punto di svolta proprio oggi, a Sofia, dove Putin si è fatto accompagnare dal vice premier Dmitrij Medvedev, suo delfino, nonché presidente di Gazprom. Ufficialmente il viaggio in Bulgaria è legato alle celebrazioni per i 130 anni dalla liberazione dal dominio turco, per mano dei russi. In realtà, gli eventi centrali saranno tutti legati alla politica energetica: il programma prevede la firma di un contratto da 4 miliardi di euro con la russa Atomstrojexport, per la costruzione di una centrale nucleare, e la costituzione della società che dovrà realizzare l'oleodotto Burgas-Alexandroupolis (51% Russia, 24,5% Grecia e 24,5% Bulgaria). Ma lo scacco matto, per Putin, potrebbe arrivare da due fuori-programma, su cui si rincorrono voci insistenti. A Sofia, a quanto si dice, il capo del Cremlino potrebbe incontrare oggi anche con il premier serbo Vojislav Kostunica, pronto a servirgli su un piatto d'argento la Nis e tutto il resto: una mossa mirata ad anticipare un eventuale cambio di rotta politico, in seguito alle elezioni di domenica. Putin, inoltre, potrebbe forse ottenere già oggi il via libera dei bulgari al passaggio della pipeline, anche se alcuni esponenti del Governo hanno gettato acqua sul fuoco: «L'accordo non sarà firmato durante la visita di Putin», ha affermato il ministro degli Esteri, Ivaylo Kalfin, mentre quello dell'economia, Petar Dimitrov, ha spiegato che le parti condividono ormai «due terzi della bozza di accordo, ma restano ancora alcune questioni da risolvere», tra cui la proprietà dei tubi e della società destinata ad operare il progetto, nonché le tariffe di transito del gas. Da Il Sole 24 ORE 20

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