Grande forum economico italo-russo il 3 ottobre a Verona

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1 N.104 A cura de Il Sole 24 ORE S.p.A. in collaborazione con Intesa Sanpaolo N settembre 2009 QUINDICINALE D INFORMAZIONE PER INVESTIRE IN RUSSIA E NELLE REPUBBLICHE DELLA CSI Sommario EDITORIALE 1. in ottobre a Verona un grande forum economico italo-russo APPROFONDIMENTI 5. Il risanamento delle banche russe TREND E MERCATI 7. Turismo russo in diminuzione GUIDA PRATICA 9. La regione di Pietroburgo: le banche riducono gli utili MERCATI FINANZIARI 11. I fondi di credito m u t u o guadagnano la popolarità LEGGI E NORME 13. Le novità delle dogane russe DA IL SOLE 24 ORE 16. Una selezione di articoli, pubblicati sulle pagine de Il Sole 24 ORE BUSINESS CENTER 26. Investimenti e collaborazioni industriali 28. Proposte commerciali CALENDARIO FIERE 30. Fiere internazionali in Russia e nella Csi nel Grande forum economico italo-russo il 3 ottobre a Verona L evento sarà organizzato dall Associazione Conoscere Eurasia e dall Istituto nazionale per il Commercio Estero con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri italiano - Tra i partecipanti i principali imprenditori dei due Paesi - Le Olimpiadi invernali del 2014 a Sochi e molti altri eventi aprono alle piccole e medie imprese italiane un nuovo canale per entrare nel sistema economico e finanziario della Russia - Nel corso dell appuntamento gli operatori economici italiani potranno stabilire contatti diretti con potenziali partner e con i vertici politici, economici e finanziari della Russia. attuale economia mondiale risente L ancora degli effetti negativi della crisi finanziaria ed economica, non congiunturale ma sistemica, che da più di un anno affligge quasi tutti i Paesi del mondo, anche se in modi e forme diversi. Nello stesso tempo, dopo l adozione di misure generalmente tempestive e adeguate dei vari Governi e con il concorso responsabile degli imprenditori e delle forze sociali, sembra manifestarsi una tendenza positiva dello sviluppo economico e degli scambi internazionali. La Russia, in particolare, negli ultimi due mesi sembra aver contenuto, se non smentito, le previsioni eccessivamente negative formulate da più parti e pare riprendere a svilupparsi non soltanto con le massicce misure anticrisi già adottate, ma anche con significativi investimenti in infrastrutture - messi in budget - ai quali dovrebbero aggiungersi capitali internazionali al fine di stimolare e approfondire le partnership tra Stato e investitori privati, tra i quali le banche commerciali italiane e russe. Si tratta soprattutto dei numerosi e importanti progetti per realizzare le Olimpiadi invernali di Sochi nel A questi vanno aggiunti quelli per le Universiadi previste a Kazan nel 2013 e per il Forum dell'asia Pacific Economic Cooperation Organization, in calendario a Vladivostok nel E a queste importanti manifestazioni internazionali è dedicato il grande Forum organizzato il 2 e il 3 Ottobre di Verona. L Associazione Conoscere Eurasia e l ICE si propongono con questo evento di fare incontrare le autorità politiche, gli enti pubblici, che sovraintendono alla concretizzazione degli investimenti, e le grandi aziende russe pubbliche e private impegnate nelle opere con le aziende italiane che hanno già realizzato i lavori per le Olimpiadi invernali di Torino e Ogni anno le piste sciistiche della regione di Sochi, attrezzate con impianti italiani e svizzeri, attirano diverse decine di migliaia di appassionati. (Il complesso sciistico Krasnaya Polyana, sponsorizzato da Gazprom)

2 altre importanti infrastrutture di carattere sportivo, culturale e sociale. In secondo luogo, il Forum vuole mettere in evidenza il ruolo che le piccole e medie aziende dei due Paesi possono avere nella realizzazione di questi progetti in cooperazione con grandi realtà imprese. Infatti,,l esperienza e la competenza della struttura economica italiana, fondata sull attività e la creatività delle piccole e medie imprese possono suggerire opportunità significative per la collaborazione anche con le piccole e medie realtà della Russia. Ovviamente, sarebbe utile che gli istituti finanziari supportassero la partecipazione delle aziende italiane interessate a contribuire alla realizzazione delle Olimpiadi invernali di Sochi del 2014 e degli altri progetti infrastrutturali della Federazione Russa. Olimpiadi invernali di Sochi 2014: la partnership pubblico-privata Programma del Forum italo-russo, Palazzo della Gran Guardia, Verona, 3 ottobre :30 Registrazione partecipanti 09:00 Apertura del Forum Introduzione di Antonio Fallico, Presidente Associazione Conoscere Eurasia. Saluto di Franco Frattini, Ministro degli Affari Esteri dell Italia. Saluto di Svetlana Orlova, Vicepresidente del Consiglio della Federazione della Russia. Saluto di Arkadij Dvorkovich, Assistente del Presidente della Russia. Saluto di Aleksandr Yakovenko, Viceministro degli Affari Esteri della Russia. 09:30 Prima Sessione La partnership pubblico-privato: le grandi imprese nella realizzazione delle opere infrastrutturali. Problemi e opportunità. Intervengono: Adolfo Urso, Viceministro allo Sviluppo Economico dell'italia. Aleksandr Shokhin, Presidente Unione Russa Industriali e Imprenditori (RSPP). Emma Marcegaglia, Presidente Confindustria. Taimuraz Bolloev, Presidente Olimpstroy Dmitrij Mosin, Vicepresidente Comitato Organizzatore Sochi Amedeo Schiattarella, Presidente Ordine degli Architetti di Roma. Braccio Oddi Baglioni, Presidente OICE Paolo Buzzetti, Presidente ANCE. 11:30 Seconda Sessione Il ruolo delle PMI nella fornitura di beni e servizi. Il contributo delle PMI alla preparazione e alla realizzazione delle Olimpiadi. Ruolo degli istituti finanziari. Dopo il Intervengono: Sergey Borisov, Presidente OPORA Rossii Massimo Mamberti, Direttore Generale Istituto nazionale per il Commercio Estero Editoriale Sochi Verona 2

3 Mikhail Blinkin, Consigliere del Presidente Gazprombank Fabio Innocenzi, Direttore Generale Cassa di Risparmio del Veneto (gruppo Intesa Sanpaolo) Mikhail Kopeikin, Membro del Board Vnesheconombank Gianni Coriani, Amministratore Delegato di UniCredit Corporate Banking Alberto Bauli, Presidente Banca Popolare di Verona Piercarlo Gera, Global Managing Director of Accenture Strategy Practice in Financial Services Case story: Luisa Todini, Todini Costruzioni Generali Claudio de Eccher, Rizzani de Eccher Giuseppe Zoppini, Studio Zoppini Mario Lazzeri, direttore commerciale D Appolonia 13:30 Pausa per colazione 14:30 Terza Sessione Progetti internazionali e regionali: politica, cultura e sport. Il Forum APEC Vladivostok-2012, l'universiade Kazan e il Campionato mondiale di calcio. 16:30 Incontri B-2-B 20:00 Spettacolo dell'ensemble di danza Rossianočka e del gruppo folkloristico Krutojar (Teatro Nuovo di Verona) Per partecipare al Forum: Associazione Conoscere Eurasia Sede legale: via Achille Forti, Verona Tel: +39 (045) Fax: +39 (045) Internet: Editoriale Un suggestivo panorama delle montagne della regione di Sochi (Krasnaya Polyana) Foto: Elena Perova

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5 Risanamento delle banche russe? No, grazie! Le banche sperano che la ricapitalizzazione tramite lo swap dei bond del Tesoro (OFZ) in azioni privilegiate permetta di evitare l applicazione delle procedure di risanamento A rischio 5-7 istituti di credito L agente per il risanamento, l Agenzia per l assicurazione dei depositi bancari, dispone di fondi assai limitati che le permettono di condurre intervenire ogni anno in realtà In diminuzione l erogazione dei crediti alle persone fisiche. a ricapitalizzazione delle banche russe L tramite i bond del tesoro (OFZ) dovrebbe permettere di evitare un risanamento di massa delle banche russe. Se la procedura di ricapitalizzazione tramite lo swap dei bond OFZ in azioni privilegiate delle banche sarà estesa ad almeno istituti di credito, la procedura di risanamento tramite l Agenzia per l assicurazione dei depositi bancari non dovrebbe rendersi necessaria. Inoltre, la Banca centrale ha deciso di rinunciare a risanare massicciamente il settore bancario: questa procedura sarà applicata soltanto nei casi eccezionali e interesserà non più di 5-7 realtà. Ed è molto probabile che non sia necessario alcun intervento. Nello stesso tempo, dal momento che il ministero delle Finanze ha stabilito un aliquota delle attività bancarie di 30 miliardi di rubli per poter accedere alle procedure di ricapitalizzazione tramite lo scambio delle obbligazioni OFZ in azioni privilegiate, soltanto tra le maggiori banche russe potranno sfruttare questa occasione. Vale a dire che l Istituto centrale e il Governo hanno deciso di rinunciare all assistenza a pioggia di tutte le banche che soffrono di problemi finanziari. Di conseguenza, le procedure di risanamento tramite l Agenzia per l assicurazione dei depositi bancari saranno applicate esclusivamente in casi limitati. Una fonte della Banca centrale ha dichiarato al quotidiano Rbc Daily che gli approcci del Regolatore all applicazione di risanamento con mezzi pubblici saranno molto più duri rispetto all autunno 2008, il periodo in cui le decisioni sugli aiuti alle banche erano state prese sotto la pressione di una probabile fuga in massa di capitali dalla banche. Contemporaneamente, la Banca centrale ha enfatizzato la propria risolutezza a rafforzare la lotta contro l aumento a dismisura di capitali bancari attraverso mezzi esterni, che i vertici dell Istituto hanno chiamato attività improprie. Si moltiplicano gli esempi concreti di questa lotta: la Banca centrale ha respinto la richiesta di costituzione di una banca regionale che doveva essere costituita con i mezzi ricavati dalla vendita di quadri. In realtà il valore vero dei dipinti era di un milione di dollari e non di 200 milioni come dichiarato nella richiesta dei promotori dell istituto. Quelle della Banca centrale sono valutazioni molto più ottimistiche rispetto alle dichiarazioni rese in precedenza dal Il capo dell Agenzia per l assicurazione dei depositi bancari, Aleksandr Turbanov Approfondimenti 5

6 presidente dell Agenzia per l assicurazione dei depositi bancari, Aleksandr Turbanov: Per la fine del 2009 dovrebbero essere soggette alle procedure di risanamento banche mentre istituti di credito dovrebbero perdere le loro licenze, aveva dichiarato Turbanov. E questo perché una notevole crescita dei debiti del settore corporate rischia di provocare nel quarto trimestre del 2009 una seconda ondata della crisi economico e finanziaria. In questo periodo l Agenzia per l assicurazione dei depositi bancari è coinvolta nelle procedure di risanamento di 18 banche, ma gli analisti dell agenzia di rating internazionale Standard & Poor s hanno ricordato che l Agenzia dispone di un budget assai limitato, adatto per condurre il risanamento di non più di banche all anno. Le iniziative riguardo alla concessione dei mezzi supplementari agli istituti di credito sono state accolte positivamente dell Associazione delle banche regionali. Il presidente dell Associazione, Anatolij Aksakov ha dichiarato che le misure del Governo destinate ad aumentare la capitalizzazione degli istituti non potranno non diminuire il numero delle banche che rischieranno di essere soggette alle procedure di risanamento. Inoltre, già adesso molte banche in difficoltà hanno lanciato dei programmi per risolvere i problemi di insufficienza di capitali attraverso il rastrellamento di mezzi supplementari dei propri azionisti e degli investitori, oppure passando sotto l egida delle banche più grosse. Insomma, contrariamente al pessimismo del primo momento soltanto poche banche saranno soggette alle procedure di risanamento. Allo Nello stesso tempo gli analisti finanziari temono che la ricapitalizzazione sia applicata alle maggiori banche, quelle della lista Top-30, mentre gli istituti di dimensioni medio piccole rischiano di rimanere a bocca asciutta. Questo fatto rischia di aumentare il numero di banche con seri problemi finanziari, che necessiteranno delle procedure di risanamento dell Agenzia per l assicurazione dei depositi bancari. In altri termini, se il peso dei debiti scaduti dovesse aumentare di 2-3 volte, per lricapitalizzare le banche russe entro la fine del 2010 ci vorranno come minimo 700 miliardi di rubli, molti di più dei 460 miliardi che aveva deciso di stanziare il Governo per finanziare nel prossimi 18 mesi il programma di scambio dei bond OFZ in azioni privilegiate delle banche. E mentre gli analisti fanno delle previsioni sulle prospettive di sviluppo del settore bancario russo, le banche hanno ridotto ulteriormente l erogazione dei prestiti alle persone fisiche, che nel mese di luglio sono diminuiti dello 0,4 per cento. Dall inizio dell anno il portafoglio di crediti alle persone fisiche delle banche russe è calato dell 8,3 per cento rispetto a quanto registrato nello stesso periodo dell anno precedente. In diminuzione sono anche i crediti al settore corporate, che nel mese di luglio hanno registrato una flessione dello 0,2%, mentre dall inizio del 2009 la crescita è stata del 2,4% contro l aumento del 22,7% registrato nei primi sette mesi del Complessivamente, il portafoglio creditizio del settore bancario russo al primo agosto del 2009 è stato pari a miliardi di rubli, di cui soltanto miliardi erano crediti concessi a persone fisiche. Notiziario dai mercati Csi Approfondimenti 6

7 Turismo: in diminuzione i viaggi di turisti russi all estero Nella prima metà del 2009 il numero dei russi in che hanno visitato Paesi stranieri è diminuito del 22,6% - In questo periodo all estero sono andati 3,8 milioni di russi Il flusso turistico dalla Russia verso l Italia è aumentato di oltre l 11 per cento In calo invece i viaggi in Spagna - I russi hanno paura dell influenza da virus A. ella prima metà del 2009 il numero N dei turisti russi all estero è diminuito del 22,6% rispetto al corrispondente periodo del Come ha dichiarato il portavoce dell Unione russa dell industria turistica, Irina Tjurina, la flessione ha colpito molti Paesi popolari tra i turisti russi: Il numero dei turisti russi che nella prima metà dell anno hanno visitato i Paesi esteri è diminuito di 1,1 milioni di persone ovvero del 22,6 per cento, ha dichiarato la Tjurina. Il numero totale dei russi che nel periodo gennaio-giugno si sono recati all estero è sceso dunque a quota 3,8 milioni. In maniera particolarmente grave sono stati colpiti i viaggi nel secondo trimestre del 2009,,periodo in cui il flusso turistico dalla Russia verso l estero è sceso del 23 per cento. Più di tutti gli altri Paesi ha sofferto la Cina che ha visto diminuire del 59 per cento gli arrivi di turisti dalla Russia. Innanzitutto, hanno disertato il versante cinese i cosiddetti commercianti-spola, che si recavano oltre la grande muraglia per riportare in Russia prodotti registrati alla dogana come possessi personali, ma successivamente venduti in numerosi mercati, come il Cherkizovskij, clamorosamente chiuso dalle autorità di Mosca. E ciò perché negli ultimi mesi le dogane russe hanno introdotto controlli molto più rigidi sulla merce importata dai questo tipo di turisti. Sono stati colpiti in maniera altrettanto grave dal calo tutti gli altri Paesi che in precedenza avevano attirato dalla Russia centinaia di migliaia di turisti commerciali.. I viaggi in Ucraina sono diminuiti del 48%, le visite in Lituania hanno registrato una flessione del 47,5 per cento. La crisi economica, ma soprattutto il drastico aumento dei prezzi dagli hotelier, hanno inciso sicuramente sulle visite dei turisti russi in Croazia: nella prima metà del 2009 i viaggi dei russi nel Paese sono diminuiti del 42 per cento. La situazione potrà migliorare alla fine del terzo trimestre, inizio del quarto. Un mini sondaggio, condotto dal Notiziario Csi tra le agenzia di viaggio di Mosca ha permesso di capire che in settembre il flusso turistico verso le principali località croate, Dubrovnik e Istria, è aumentato di parecchio, trasformando la ricerca di biglietti aerei e di camere negli alberghi delle categorie elevate in un impresa assai ardua. La Turchia, uno dei Paesi più popolari tra i russi che amano la spiaggia, ha registrato una diminuzione del flusso turistico del 18%, passando al secondo posto dopo l Egitto, che in base ai risultati della prima metà dell anno è salito in vetta alle Trend e mercati 7

8 classifiche delle località preferite dai turisti russi. I viaggi dei russi verso l Egitto sono diminuiti comunque dell 8 per cento. Gli alberghi della Turchia non hanno voluto ridurre i prezzi a differenza dell Egitto che in maniera molto operativa ha offerto alle agenzie di viaggio della Russia pacchetti speciali anti crisi. È aumentato invece il flusso turistico verso lo Stato d Israele: rispetto al primo semestre 2008 l incremento è stato del 68 per cento. Sul risultato ha certamente influito che da quest anno Russia e Israele hanno finalmente abolito reciprocamente il sistema di visti d ingresso. L esempio di Israele permette di capire l infondatezza dei timori di taluni Paesi europei che hanno paura di un flusso incontrollato di clandestini dalla Russia. Per la prima volta dagli ultimi anni è aumentato addirittura del 36% il flusso turistico russo verso gli Stati Uniti: Il corso del dollaro, basso rispetto alla valuta europea, le offerte speciali degli alberghi e delle compagnie aeree hanno permesso di avvicinare i viaggi dei russi negli Stati Uniti quasi ai dati europei, ha sottolineato la Tjurina. Secondo le stime russe, il flusso turistico verso l Italia è aumentato nella prima metà del 2009 del 11,5 per cento. Molti turisti russi hanno scoperto zone a sud di Roma, che cominciano a competere alla pari con Rimini e con le altre località balneari favorite dai viaggiatori che arrivano dalla Russia. Invece, le visite di russi in Spagna sono diminuite del 9 per cento. E questo perché le autorità russe hanno sconsigliato ai turisti russi di andare in Spagna a causa dell influenza da virus A. Infine, il flusso turistico dalla Russia verso la Corea del Sud è aumentato del 24%, mentre quelle in Olanda, Indonesia e Lettonia hanno registrato un aumento rispettivamente del 21,5%, 15,5% e 12 per cento. Anche i viaggi in Inghilterra e in Bulgaria sono aumentati del 9,5% e dell 8,6 per cento. E nel mezzo della crisi hanno goduto di una stabile domanda dei turisti russi Paesi come India, Vietnam, Germania, Montenegro, Cipro. Oltre ai servizi turistici, la recessione in Russia ha colpito duramente i consumi: nel mese di luglio è stata registrata una flessione del 7,2% per i generi alimentari e dell 11,6% per i beni di consumo non alimentari. Secondo i dati del Rosstat nel mese di luglio la popolazione ha speso per i prodotti e per i servizi appena il 62% dei propri guadagni: il risultato più basso degli ultimi 12 anni. Solo un anno prima, nel luglio 2008 la popolazione aveva speso il 72% dei propri guadagni. Notiziario dai mercati Csi Trend e mercati 8

9 Gli istituti di credito riducono gli utili nella regione di Pietroburgo Nella prima metà del 2009 sono calati gli utili ante imposta di 5,3 volte rispetto ai risultati registrati nel corrispondente periodo del 2008 Il portafoglio creditizio delle banche di San Pietroburgo, che nel 2008 aveva registrato un aumento del 6%, nei primi sei mesi del 2009 è diminuito del 2,5 per cento, fino a quota miliardi di rubli - Nell insieme dei crediti scaduti la quota dei clienti corporate delle banche pietroburghesi negli ultimi mesi è aumentata di quattro punti di base fino al 4,7% dell intero portafoglio creditizio. e banche di San Pietroburgo e le filiali L pietroburghesi delle banche di Mosca e di altre regioni della Russia hanno ridotto nella prima metà del 2009 gli utili ante imposta di 5,3 volte rispetto ai risultati registrati nel corrispondente periodo del Le dimensioni del portafoglio creditizio delle banche di San Pietroburgo, che nel 2008 aveva registrato un aumento del 6%, nei primi sei mesi del 2009 è diminuito del 2,5 per cento, fino a miliardi di rubli. Nove tra le maggiori banche di San Pietroburgo, che in Russia rientrano nella lista dei cento big del settore, hanno visto aumentare di oltre due volte il volume dei crediti scaduti, che ha raggiunto la quota di 125,8 miliardi di rubli. Queste banche hanno tagliato l erogazione dei crediti al settore non bancario dello 0,3%, a 2mila miliardi di rubli. Secondo i dati diffusi dalla Banca centrale della Russia, nell insieme dei crediti scaduti la quota dei clienti corporate delle banche pietroburghesi negli ultimi mesi è aumentata di quattro punti di base fino al 4,7% dell intero portafoglio creditizio. La riduzione dei redditi delle banche è stata influenzata in gran parte dalle perdite finanziarie di vario tipo e dall aumento delle riserve: per esempio, le riserve accumulate dalla banca Sankt- Peterburg sono cresciute del 93,5% fino a 8,5 miliardi di rubli, mentre la banca VTB Severo-Zapad a fatto crescere le proprie riserve del 64% fino a 49,2 miliardi di Guida pratica 9 Banca La situazione delle 10 maggiori banche di San Pietroburgo (miliardi di rubli) Il debito netto sui crediti erogati al 1 di luglio 2009 Il debito netto sui crediti erogati al 1 di luglio 2008 I depositi delle persone fisiche al 1 di luglio 2009 I depositi delle persone fisiche al 1 di luglio 2008 La Banca nord-est 321,5 275,3 322,6 281,1 di Sberbank Kit Finans 174,4 90,3 4,3 8,8 VTB Severo-zapad 163,1 153,7 8,5 33,3 Bank St-Peterburg 161,2 135,8 54,2 40,9 Bank Rossija 66,4 66,2 5,6 4,8 VTB 24 39,6 20,1 45,1 18,6 MBSP 27,9 30,3 6,0 3,6 Raiffeisen 26,5 26,1 15,3 9,4 Kalion Rusbank 24,9 21,7 0,1 0,1 Baltijskij Bank 23,2 30,3 34,0 32,2 Totale: 1200,9 1,1, 552,8 537,4 Fonte: L Associazione delle banche del Nord-Ovest

10 rubli. Dall inizio dell anno le banche della regione hanno aumentato le riserve destinate a compensare le eventuali perdite, in primo luogo quelle legate a un peggioramento drammatico della capacità finanziaria dei clienti corporate. Ancora nel 2008 la parte dei fondi trasferiti in riserve era stata pari ad appena l 1% del portafoglio creditizio. Nel mese di luglio la parte delle riserve rispetto al portafoglio creditizio è aumentata fino al 4 per cento. Le proroghe per i pagamenti si estendono fino a tre mesi e ciò non può che costringere le banche a fare delle riserve supplementari. Infatti, l aumento dei crediti scaduti incide sulle riserve e sui guadagni delle banche: in luglio il peso dei crediti scaduti e ancora non rimborsati è aumentato a San Pietroburgo fino al 10-15% rispetto al 3-4% registrato all inizio dell anno. Molte banche hanno denunciato proroghe nei pagamenti, che non di rado raggiungono non tre ma ben cinque mesi. Dal momento che molti clienti delle banche di San Pietroburgo hanno registrato perdite nel corso degli ultimi due-tre trimestri, sono stati registrati addirittura mancati rimborsi di crediti ristrutturati. Di conseguenza, gli utili bancari dei primi sei mesi del 2006 sono stati trasferiti in riserve, perché la delibera no.254-p della Banca centrale prescrive più che esplicitamente di aumentare dall 1% al 20-50% del volume del debito complessivo le dimensioni delle riserve nel caso in cui una banca dovesse registrare crediti tossici. Se si tratta di una grosso cliente, o addirittura del principale cliente corporate di questa banca, l aumento delle riserve può essere più che notevole. I principali guadagni ottenuti dalle banche nel primo trimestre sono stati legati a operazioni valutarie, mentre nel secondo trimestre il principale peso si è spostato nel campo delle operazioni con titoli. Secondo i dati più recenti del mese di agosto, le riserve hanno rallentato la crescita vertiginosa dei mesi precedenti. E questo perché le aziende sono riuscite a migliorare la propria situazione finanziaria, aumentando la disponibilità di denaro liquido. Parallelamente all evoluzione della situazione in tutta la Russia, i depositi bancari di persone fisiche nelle banche di San Pietroburgo sono aumentati del 3% raggiungendo all inizio di agosto i 537,4 miliardi di rubli. Nello stesso tempo, i depositi bancari della clientela privata presso le prime nove banche di San Pietroburgo hanno registrato una flessione pari al 3,2%, scendendo a quota 115 miliardi di rubli. Notiziario dai mercati Csi Guida pratica Le casse di risparmio dello Stato, San Pietroburgo, una foto d epoca 10

11 I fondi di credito mutuo guadagnano in popolarità La diffusione di questi prodotti permetterà alle banche di risparmiare sulle riserve per i crediti scaduti Per il inizio del 2010 il loro numero potrebbe raggiungere Come spesso accade i fondi mutui di questo tipo vengono costituiti con i mezzi di 1-2 soci, non di rado con i fondi della banca costituente Dal momento che i fondi mutui non dovranno costituire delle riserve per compensare le eventuali perdite finanziarie provenienti dai crediti scaduti, potranno essere applicati tassi d interesse inferiori alla media di mercato. n costante aumento tra i piccoli I risparmiatori, e non solo, la popolarità dei fondi di credito mutui. Secondo gli analisti finanziari russi per il numero delle registrazioni effettuate i fondi di credito mutuo si trovano al secondo posto dopo quelli di immobili. Se questa tendenza sarà mantenuta fino alla fine dell anno,per il inizio del 2010 il numero dei fondi di credito mutui potrebbe arrivare a In gran parte la popolarità dei fondi di credito mutui è legata al fatto che questi fondi non sono soggetti alla regolamentazione della Banca centrale. Per questo motivo le banche che usano questo strumento finanziario possono rinunciare a costituire delle riserve supplementari per coprire i prestiti scaduti. In Russia il Servizio federale per i mercati finanziari ha registrato finora 20 fondi di credito mutui. Il numero dei soci di un fondo mutuo non supera i 10. Come spesso accade, i fondi mutui di questo tipo sono stati costituiti con i mezzi di 1-2 soci. Attualmente nei fondi di credito mutui sono stati investiti più di due miliardi di rubli. Gli analisti si aspettano che per la fine di quest anno, prendendo in considerazione l istituzione dei fondi nuovi, la cifra di mezzi investiti in questi fondi possa raggiungere i cinque miliardi di rubli. In questo momento il progetto maggiore è il fondo della società per la gestione finanziaria Uralsib, il fondo chiuso chiamato ZPIF Kooperativny, le cui attività a pieno regime dovrebbero raggiungere i tre miliardi di rubli. La società di gestione finanziaria ha registrato in Russia il primo fondo di credito IPF Agrokredit, che dovrà erogare crediti alle aziende dell industria agroalimentare. Inizialmente, il fondo avrà a propria disposizione un capitale minimo di 300 milioni di rubli (un milione di dollari circa), destinato successivamente a aumentare fino a 25 miliardi di rubli. Nei documenti costituenti del fondo mutuo Agrokredit il principale compito finanziario è stato indicato come crediti e finanziamenti dei progetti nel settore agricolo sul territorio della Russia. In primo luogo i mezzi del fondo agricolo saranno inviati per finanziare le società soci del fondo tramite un sistema di investimenti diretti, nonché per finanziare sotto forma di crediti le società esterne del complesso agroindustriale della Russia, in primo luogo quelle specializzate nella coltivazione di piante e nell allevamento del bestiame. Mercati finanziari 11

12 Dal momento che i fondi di credito mutui non sono soggetti alle regolamentazioni da parte della Banca centrale della Russia, i fondi di questo tipo possono elaborare una politica creditizia del tutto autonoma nei confronti dei propri clienti. Per questo motivo i fondi saranno in grado di applicare i tassi d interesse di mercato o addirittura sotto le aliquote medie del mercato. Inoltre, i fondi non dovranno richiedere ai potenziali clienti garanzie speciali, mentre le condizioni flessibili di rimborso del prestito permetteranno di rimborsare la principale somma del prestito dopo l estinzione dell accordo di prestito. Molti analisti sono d accordo che i fondi di credito mutui riusciranno a competere alla pari con il sistema di crediti bancari, in particolare con i settori problematici tra cui l industria agroalimentare. Si prevede che nei prossimi 1-2 anni i fondi di credito speciali saranno costituiti in molti settori dell economia nazionale russa, soprattutto se si tratterà di crediti in bianco. Per quanto riguarda i crediti al consumo, la società per la gestione finanziaria Yugrafinans ha costituito un fondo mutuo da un miliardo di rubli che dovrà erogare crediti alle persone fisiche da utilizzare per l acquisto di appartamenti e di abitazioni di vario tipo in base a programmi mutui, compresi quelli sponsorizzati dallo Stato e dalla regioni della Russia. Secondo gli esperti russi e internazionali i fondi di crediti mutui amplieranno l offerta di servizi creditizi, ma non entreranno in concorrenza con le banche stesse. E questo perché nella fase iniziale della costituzione di questi fondi il principale e l unico socio sarà la banca costituente, che dispone di ottime capacità di analisi finanziaria nei specifici settori economici. Infine, alle banche conviene molto di costituire questi fondi mutui, trasferendovi del cash per ampliare notevolmente i propri servizi creditizi, ma senza dover costituire riserve speciali per compensare come ordinato dalla Banca centrale le eventuali perdite finanziarie derivanti dall aumento del peso dei crediti scaduti. Notiziario dai mercati Csi Mercati finanziari un nuovo progetto mediatico dalla ZAO Banca Intesa in Russia 12

13 Le novità delle dogane russe: formaggio e attrezzature mediche Il 20 agosto 2009 la Russia ha introdotto un nuovo sistema di dazi doganali sulle importazioni di formaggi. Gli emendamenti riguardano la Delibera del Governo della Federazione Russa no. 718 Sulle tariffe doganali del 27 novembre Le nuove tariffe entrano in vigore il 20 settembre Queste tariffe doganali sono state introdotte provvisoriamente per un periodo di sei mesi. Le nuove tariffe doganali per i formaggi italiano sono seguenti: Codice della Nomenclatura merceologica del Commercio con l estero della Federazione Russa e la tariffa in % del dichiarato valore doganale in Euro o in dollari ma non meno di 0,5 euro al chilo ma non meno di 0,5 euro al chilo ma non meno di 0,5 euro al chilo ma non meno di 0,5 euro al chilo ma non meno di 0,5 euro al chilo ma non meno di 0,5 euro al chilo ma non meno di 0,5 euro al chilo ma non meno di 0,5 euro al chilo ma non meno di 0,5 euro al chilo ma non meno di 0,5 euro al chilo Tipo di formaggio Emmentaller Edam Caciocavallo Grana Padano, Parmigiano Reggiano Fiore sardo, Pecorino Provolone Asiago, Caciocavallo, Montasio, Ragusano Fontina Italico, Taleggio Chefalogruviera, Casseri Leggi e norme Fonte: Il Servizio delle dogane della Federazione Russa 13

14 Inoltre, il 21 agosto 2009 con la Delibera no. 696 il Governo russo ha azzerato le tariffe doganali sull import di alcuni tipi di impianti medicali, cambiando così la tariffa introdotta con la Delibera no.718 il 27 novembre del Gli impianti medicali a cui importazione in Russia viene applicata la tariffa doganale 0 Codice della Nomenclatura merceologica del Commercio con l estero della Descrizione delle Dogane russe Federazione Russa Per l industria medica Impianti per l industria medica Per l industria medica Macchine fotografiche destinate specialmente per le riprese subacquee, aeree oppure per i controlli medici o chirurgici tramite l inserzione negli organi interni del paziente; apparecchi fotografici che permettono di eseguire le comparazioni a scopi giudiziari o criminaloghi Trapani per dentisti, uniti o non sulla medesima base solida con altri impianti per la stomatologia Impianti non ottici Impianti ottici Schermi fluorescenti e schermi per i raggi x amplificanti, schermi e reti anti dispersione. Leggi e norme Fonte: Il Servizio delle dogane della Federazione Russa Sui contrasti del valore doganale della merce e il prezzo da contratto nfine, il Governo russo ha fornito delle I spiegazioni riguardo alle situazioni in cui le società non capivano come registrare la merce se il valore delle merci importate stabilito dalla Dogana russa superava di gran lunga il costo della stessa merce previsto dal contratto commerciale. Il concetto del valore doganale della merce viene definito dall articolo 322 del Codice doganale della Federazione Russa, in base al quale il valore doganale rappresenta una base fiscale per il calcolo dei dazi doganali e viene applicato esclusivamente dalle dogane. La modalità per definire il valore doganale è regolamentata dall articolo 323 del Codice doganale, in base al quale gli organismo doganali hanno il diritto di dichiarare di non essere d accordo con il 14 metodo scelto dal dichiarante per definire il valore doganale della merce e, di seguito, proporre al dichiarante di usare un altro metodo per definire il valore doganale della stessa merce. In conseguenza del metodo usato per definire il valore doganale della merce, questo valore può coincidere o non coincidere con il valore della stessa merce indicato nel contratto commerciale. Inoltre, in base alla regola stabilita dal punto 2 dell articolo 19 della Legge sulla tariffa doganale, per le persone interdipendenti il valore della merce definito dal contratto commerciale non deve essere accettato come valore doganale della stessa merce. Nello stesso tempo il Codice doganale non definisce le responsabilità dei partecipanti delle

15 operazioni del commercio con l estero per quanto riguarda l introduzione dei cambiamenti nel valore doganale della merce nel caso in cui esse dovesse distinguersi dal valore doganale. Vale a dire che gli organismi doganali non hanno il diritto di interferire nei calcoli e neppure nei pagamenti tra le parti coinvolte nell affare commerciale. In base al capitolo 2 delle regole della rendicontazione finanziaria, le merci vengono accettate per la rendicontazione da ragioneria a seconda del loro prezzo reale, che in particolare deve comprendere le somme, pagate in base all accordo commerciale al venditore della merce, nonché le tasse pagate alla dogana. Le regole della rendicontazione finanziaria non prevedono la registrazione delle merci in base al loro valore doganale. In altri termini, il valore doganale incide lateralmente sul prezzo reale della merce e rappresenta un sistema di calcolo per definire le tasse da pagare alla dogana. In conformità all articolo 320 del Codice fiscale della Federazione russa il contribuente ha il diritto di costituire il valore delle merci in base al prezzo di acquisto, definito dal contratto commerciale con le spese legate all acquisto di queste merci (in particolare con le tasse pagate alla dogana). Il Codice fiscale non prevede la registrazione delle merci in base al loro valore doganale. Come previsto dall articolo 40 del Codice fiscale per gli scopi di tassazione viene accettato il prezzo della merce, indicato dalle parti dell affare commerciale. Gli organismi fiscali hanno il diritto di controllare la correttezza dei prezzi tra le persone interdipendenti e nei casi fondati aggiungere delle somme alle tasse da pagare utilizzandone i prezzi al commercio al minuto della stessa merce. Il calcolo delle tasse interne russe in base al valore doganale della merce non è previsto dal Codice fiscale. Gli organismi fiscali non hanno il diritto di controllare i rapporti doganali e non possono presentare al contribuente pretese sulla diversità del valore della merce come da contratto commerciale e del valore doganale della medesima. Dal momento che nel caso concreto il valore da contratto della merce sia inferiore al valore doganale, l aumento del valore da contratto a quello doganale porterebbe all incremento delle spese del contribuente e, di conseguenza, diminuirebbe la base imponibile per la tassa sui redditi. Vale a dire che gli organismi fiscali non hanno alcun interesse a presentare pretese riguardo alla differenza tra il valore da contratto e quello doganale della merce. Per quanto riguarda l Iva doganale, il suo pagamento viene controllato dagli organismi doganali, mentre nella competenza degli organismi fiscali si trova esclusivamente il controllo dell esattezza della presentazione di questa Iva alla rispettiva detrazione. Ciò significa che anche nella parte dell Iva doganale gli organismi fiscali non sono interessati a penalizzare il contribuente. In ogni caso, la presentazione di un ricorso al tribunale per contestare la correttezza dei dazi doganali pagati in caso di un aumento del valore doganale della merce è possibile nel modo seguente. In base all articolo 355 del Codice doganale della Federazione Russa al competente organismo doganale si presenta una dichiarazione motivata sul rimborso delle somme pagate oltre il dovuto. Dopo aver ricevuto dall organismo doganale una risposta negativa riguardo al rimborso, si può fare ricorso al tribunale per invalidare questa decisione delle dogane. Il consenso del dichiarante con la definizione del valore doganale della merce, proposta dalla dogana, non esclude la possibilità di una revisione dal dichiarante. Il punto 9 dell articolo 355 del Codice doganale stabilisce una lista più che esauriente e precisa i casi in cui le somme delle tasse doganali pagate oltre il dovuto non possano essere rimborsate. In ogni caso, la parte lesa deve rispettare il termine di tre anni per presentare ricorso sul rimborso. Notiziario dai mercati Csi Leggi e norme 15

16 Intesa verso il no ai Tremonti bond Passera al Financial Times: pronti a rinunciare ai 4 miliardi di aiuti pubblici mentre l'istituto pensa a distribuire il dividendo Intesa Sanpaolo potrebbe rinunciare alla richiesta di Tremonti bond per 4 miliardi di euro. È quanto emerge da un'intervista rilasciata dall'amministratore delegato dell'istituto, Corrado Passera al Financial Times pubblicata sull'edizione odierna del giornale londinese. Passera, a Londra questa settimana per incontrare gli investitori, ha ricevuto un chiaro messaggio dagli azionisti sul fatto che sia meglio per la banca non sottoscrivere gli aiuti predisposti dal governo e poter agire così con maggiore indipendenza. L'a.d. di Intesa Sanpaolo ha comunque sottolineato che la decisione verrà presa questa settimana dal board della banca in base all'evoluzione dei mercati, ai risultati e al raggiungimento degli obiettivi: una risposta che lascia aperta la possibilità che Ca' de Sass non sottoscriva i Tremontibond o che ne sottoscriva solo una parte. Intesa infatti nel secondo trimestre ha riportato un utile di 513 milioni e ha riconfermato le sue previsioni per l'intero esercizio. La banca, ha ricordato Passera nell'intervista, non ha bisogno di un'immissione di nuovo capitale e pensa di pagare un dividendo agli azionisti per quest'anno. Il rifiuto dei Tremonti-bond, e la diffidenza da parte degli investitori verso gli aiuti governativi, si iscrive nel mutato scenario finanziario degli ultimi mesi: di recente il governo svizzero ha venduto la propria quota di Ubs, mentre altre banche salvate dalla mano pubblica stanno studiano l'uscita degli Stati dal loro capitale. Nell'intervista al Financial Times Passera ha sottolineato come alle attuali condizioni i Tremonti-bond risultino particolarmente onerosi, anche se l'a.d. del gruppo bancario ha detto di non aspettarsi che il governo cambi le condizioni dei prestiti. Il fatto che il tasso applicato al prestito sia pari all'8,5%, sottolinea il quotidiano londinese, si è dimostrato un freno all'appetito delle banche italiane verso le iniezioni di capitale, da utilizzare per migliorare gli indici di solidità patrimoniale. Il Financial Times sottolinea comunque che anche Unicredit ha allo studio un ricorso a questo tipo di prestiti, sia in Italia che in Austria, e che molti altri piccoli istituti italiani hanno già sottoscritto i titoli. Il quotidiano londinese ricorda inoltre che il settore bancario italiano è riuscito ad evitare fino ad ora il peggio della crisi finanziaria grazie alla scarsa propensione verso i rischiosi strumenti di credito che hanno affossato altri operatori a livello mondiale. Lo stesso Corrado Passera lodando l'operato delle autorità di controllo italiane sottolinea nell'intervista che l'applicazione di regole simili alle nostre, insieme ad una maggior propensione al risparmio caratteristica degli italiani, avrebbe maggiormente protetto altri mercati dall'impatto della crisi. G. Ve. Corrado Passera Da Il Sole 24 ORE 16

17 Italease e quel falò da due miliardi in 24 mesi Senza soldi freschi crack inevitabile - Saltate due cedole già da giugno Fabio Pavesi Le date sono una pura coincidenza, ma mai come in questo caso sono significative. Martedì prossimo il Banco Popolare delibererà sul sostanzioso assegno da poco meno di 900 milioni da staccare al più presto per salvare la controllata Banca Italease. E sempre martedì, nella stessa giornata, Italease non pagherà la cedola ai sottoscrittori di un prestito subordinato da 150 milioni emesso nel Non è la prima volta. Già a giugno era saltato il pagamento di un'analoga cedola. Il motivo? Il patrimonio dell'istituto attivo nel leasing è talmente al di sotto delle regole di Vigilanza da esornarlo dal pagamento degli interessi. Se non fosse una preferirei security, ma una normale obbligazione sarebbe il segnale inequivocabile del crack. Non lo è, ma solo per motivi tecnici e perché dietro Italease c'è il sostegno finanziario dell'onnipresente socio di controllo. Quel Banco Popolare, di cui Italease rappresenta da quasi due anni una sorta di incubo. Eppure si pensava che con l'arresto di Massimo Faenza e del suo giro di stretti collaboratori e con l'evidenza della maxi appropriazione indebita alle spalle dell'istituto, il cammino potesse svolgersi in discesa. Più volte l'ad Massimo Mazzera ha sostenuto che la pulizia dei conti era finita. Lo dichiarava nel lontano aprile del 2008 dicendo che «il peggio era passato». Il peggio si sarebbe ripresentato solo poco dopo. In quell'anno le perdite del gruppo Italease si riveleranno di 1,1 miliardi. Nel 2007 si erano fermate a 525 milioni. E solo nei primi sei mesi del 2009 il buco nei conti è di 160 milioni. Fate le somma e avrete visto andare in fumo in poco più di due anni la bellezza di 1,8 miliardi. Cinque-sei volte l'attuale valore di Borsa di Italese o poco meno della metà del valore di mercato dell'intero Banco Popolare, oggi all'88% del capitale di Italease. Una distruzione di valore impressionante. E rischia di non finire qui. Già perché i crediti di difficile recupero ammontano ancora oggi a quasi 4 miliardi, il 20% dei 20 miliardi complessivi di prestiti. Colpa di Faenza e della sua attività illecita, ma soprattutto della concentrazione dei prestiti su pochi grandi immobiliaristi finiti poi nei guai. Basti pensare a Zunino. Da sola Italease ha crediti per oltre 200 milioni, un terzo di quelli erogati da Intesa Sanpaolo, che è però almeno 30 volte più grande in termini di attivo. Ecco da dove originano le falle della banca che è di fatto tecnicamente in predefault. L'attività è ferma: in 12 mesi il valore dei nuovi contratti è precipitato da 1,4 miliardi a 63 milioni, perché manca il patrimonio a fronteggiare gli impieghi. Il capitale netto consolidato è di soli 248 milioni e i coefficienti sono ai minimi termini. Il Iter 1 ratio è all'1,6% (era al 7,6% a settembre 2008) e il total capital ratio al 2,96% (era al 9% nel settembre scorso). Senza quell'iniezione di capitale fresco da Da Il Sole 24 ORE State cercando un partner o un cliente in Russia? Vi suggeriamo un modo sicuro, semplice e gratuito: pubblicate un annuncio su Inviate le vostre inserzioni a: oppure a 17

18 un miliardo la banca deve chiudere le attività. Lo sa bene Pier Francesco Saviotti, l'esperto banchiere che Fratta Pasini ha chiamato sei mesi fa a raddrizzare le sorti del Banco Popolare. Ed è plausibile che Saviotti ce la faccia. Il piano è pronto con la bad bank cui verranno conferite le attività non recuperabili e che eviterà di portare al collasso l'intera Italease. Ma l'opera di risanamento è costata solo di nuove risorse circa due miliardi. Un conto salato pagato in termini di valore bruciato in Borsa che non sarà mai recuperato dagli azionisti di Italease e del Banco Popolare. Faenza ha pagato con il carcere l'attività criminosa. Resta la responsabilità di quel vecchio Cda con banchieri di lungo corso come Fabio Innocenzi e Piero Montani che non ha visto per tempo quel cumulo gigantesco di prestiti agli immobiliaristi prima rampanti e poi falliti. Tutti i bonus del 2008 ai banchieri A 30 manager versati 7,41 milioni spesso senza alcuna motivazione - Dai rendiconti non emergono indicazioni per le erogazioni attribuite a Corrado Passera e Francesco Micheli di Intesa Sanpaolo. Bonus ai banchieri?«nessuno, se non ci sono anche i malus», sostiene Sarkozy. Il presidente francese vuole che i premi ai top manager delle aziende di credito transalpine siano versati per due terzi dopo alcuni anni: se i risultati attesi non fossero stati confermati addio incassi. Un'idea tradotta in chiave italiana dal presidente di Bipiemme, Massimo Ponzellini, per il quale «l'unico modo per calcolare i bonus» dovrebbe essere quello di «legarli alla soddisfazione della clientela». Se fosse stato questo il benchmark del 2008, qualcuno tra i clienti di piazza Meda potrebbe chiedere conto dei 350mila euro erogati l'anno scorso a Fabrizio Viola, il dg che ha lasciato la carica il 31 luglio Nello stesso periodo 30 top manager di banche quotate a Piazza Affari hanno incassato bonus e incentivi per un totale di 7,4 milioni. Denaro che non comprende, ovviamente, le somme erogate agli stessi manager sotto altre voci. Ma che in un terzo dei casi è stato versato senza indicare motivazioni e a fronte di risultati deludenti: Sarkozy non sarebbe d'accordo. Lo indica l'analisi dell'ufficio Studi del «Sole 24 Ore» sui bilanci 2008 delle banche italiane quotate (Mediobanca è esclusa perché i conti annuali saranno esaminati dal Cda il 18 settembre). Dai rendiconti non emergono indicazioni per le erogazioni attribuite a Corrado Passera e Francesco Micheli di Intesa Sanpaolo, Alfredo Bizzocchi di Credem, Giovanni Bossi, Alberto Staccione e Alessandro Csillaghy di Banca Ifis, Giorgio Girelli e Pier Mario Motta di Banca Generali, Alfredo Pallini di Popolare Spoleto, Victor Massiah e Riccardo Sora di Ubi Banca. Diverso il caso della Popolare Etruria. Le somme erogate a una dozzina tra manager e amministratori derivano dal riparto dell'utile di esercizio. I 604mila euro ricevuti da Massimo Mazzega di Italease sono indicati quale quota di retribuzione una tantum. I 454mila euro di Antonio Vigni, dg di Mps, sono a titolo di premio di rendimento. In Banco Desio Alberto Mocchi e Nereo Dacci hanno incassato bonus differenti ma deliberati in esercizi precedenti, soggetti a condizione sospensiva che si è avverata nel Infine i bonus di Pasquale Casale e Benedetto Marti, rispettivamente ex ad ed ex vicepresidente di Iw Bank, sono sì stati accantonati nel bilancio 2008, ma vanno sottoposti all'approvazione dell'assemblea degli azionisti. Tutto a posto, dunque? Forse no. Perché anche l'ecofin dei 27 ministri economici europei, in preparazione del G20 in corso a Londra, intende porre un tetto ai bonus dei manager bancari. Vedremo se l'idea di Sarkozy diventerà la linea ufficiale Ue. N. B. Da Il Sole 24 ORE 18

19 I segreti della finanza rispettosa della «shari'a» È un settore che oggi ha 750 miliardi di dollari in asset e crescerà ancora... Introdurre il lettore alla conoscenza dei principi ispiratori e dei meccanismi di funzionamento dell'economia e della finanza islamica. È questo l'obiettivo del libro «Economia e finanza islamica». Con una popolazione di quasi 1,5 miliardi di fedeli, pari a un quarto della popolazione mondiale, e un patrimonio di migliaia di miliardi di dollari, il mondo islamico rappresenta un interlocutore e un'opportunità non trascurabili per l'economia e la finanza occidentali. Con il termine finanza islamica si intende il complesso di pratiche, transazioni, contratti finanziari che sono conformi ai dettami della shari'a, la legge islamica. Sono 65 i paesi con più di 600 istituzioni finanziarie totalmente islamiche e 500 fondi d'investimento che seguono i principi della shari'a. Il mercato dei titoli islamici, sukuk, conta ormai quasi 100 emittenti corporate e pubblici mentre le assicurazioni islamiche sono quasi un'ottantina. È un'industria nata poco meno di 30 anni fa che ha raggiunto una dimensione significativa in termini assoluti (750 miliardi di dollari in asset) con tassi di crescita tra il 10 e il 15 per cento annui. Seppur in termini relativi rappresenti poco più dell'1% della finanza mondiale, in molti paesi le istituzioni islamiche hanno assunto, all'inizio degli anni 2000, un peso significativo (9% nei paesi del golfo, 7% in Malaysia, 6% in Bangladesh). Vi sono, inoltre, alcuni paesi in cui il sistema finanziario è stato interamente islamizzato (Iran, Sudan, Pakistan). Secondo alcuni studi, la dimensione di tale industria dovrebbe assestarsi entro il 2015 tra i e i miliardi di dollari. Nel volume si fa luce sui principi ispiratori e sui meccanismi del sistema islamico: dall'evoluzione storica delle strutture economiche e finanziarie del mondo musulmano fino al funzionamento di una banca islamica e alle sue differenze con quelle convenzionali: dalle caratteristiche del mercato islamico dei 19 capitali fino al controverso rapporto con il sistema di microcredito. Gli autori del libro sono Rony Hamaui e Marco Mauri. Il primo è amministratore delegato di Mediafactoring, società del gruppo Intesa Sanpaolo. Ha insegnato economia monetaria internazionale nelle università Bocconi e Cattolica di Milano. Mauri è responsabile investimenti «shari'a compliant» nei mercati finanziari dell'unicorn Investment Bank, banca di investimento islamica con sede a Manama, Bahrain, e socio fondatore di Assaif. Da Il Sole 24 ORE

20 Ferrero vince la campagna di Russia Pietro e Giovanni Ferrero: «Questa sentenza ci conforta sulla decisione di investire nel nuovo stabilimento locale» Rita Fatiguso MILANO Ferrero ha vinto anche stavolta. Forma sferica, colore bianco, peso netto dieci grammi: costa fatica immaginare che una pralina al cocco, interno crema al latte e mandorla intera, battezzata con l'impegnativo nome di Raffaello, sia stata in grado di scatenare l'ennesima massiccia campagna in difesa del Made in Italy. Lanciata in Germania vent'anni fa, presente in molte piazze europee, Raffaello è la seconda pralina nel portafoglio della multinazionale di Alba dopo i Rocher, difesi con le unghie e i denti dai reiterati attacchi della cinese Montresor, autrice dei cloni Tresor Dorè. Fini diplomazie, schiere di avvocati esperti in proprietà intellettuale e, ovviamente, le massime istanze giurisdizionali, questa volta si sono mosse sullo scenario russo. La vicenda è stata lunga e complessa. A metà degli anni 90, la Zao Landrin di Pietroburgo si mette a copiare i Raffaello, commercializzando la pralina Waferatto, praticamente identica. A Mosca, ma anche in Georgia, Ucraina, Lituania, Lettonia, grazie a una trama di società collegate. Nel 1997 Ferrero rompe gli indugi e passa al contrattacco, fino alla sentenza di ieri della Corte d'appello di Mosca che ha bocciato i Waferatto della Landrin bollandoli come contraffatti. Più della metà delle vendite di Raffaello si concentra in Germania e Russia. Nel 2010 circa 115mila quintali finiranno nel mercato dell'ex Urss, Polonia, Ungheria e Romania, 55mila in Germania. Facile immaginare quanti problemi potessero dare i Waferatto, mentre Ferrero, a 150 chilometri da Mosca, nel sito di Vladimir, il mese prossimo inaugura un nuovo stabilimento da 500 addetti. «La Russia dà filo da torcere a tutti. Porsche, Deutsche Bank, British Petroleum, la spagnola TeleSonera, sono risultate soccombenti davanti ai più alti Tribunali russi commenta Francesco Paolo Fulci, ambasciatore presso le Nazioni Unite, ora vicepresidente di Ferrero International. Del resto, che il clima attuale non risulti particolarmente favorevole agli investitori stranieri, emerge dalle dichiarazioni pubbliche del fondatore della multinazionale Ikea: Ingvar Kamprad ha annunciato il blocco degli investimenti in Russia per non sottostare ulteriormente all'eccessiva corruzione imperante, malgrado i reiterati sforzi dei governanti russi di arginarla e reprimerla». «Landrin ha addirittura attaccato la validità dello stesso marchio originale della Ferrero. Pretesa accolta, incredibilmente aggiunge Paolo Fulci - con conseguente cancellazione del legittimo marchio della società italiana a suo tempo regolarmente registrato ed accettato dall'ufficio brevetti russo». Ieri, la svolta. L'ambasciata d'italia a Mosca, le autorità governative italiane, in prima fila il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, le autorità russe, si sono schierate a fianco di Ferrero. «Questa sentenza ci conforta dichiarano i Ceo del gruppo italiano, Pietro e Giovanni Ferrero nella fiducia che riponiamo sullo sviluppo futuro del mercato russo e delle regole che lo sostengono». Neanche il tempo di assaporare la vittoria che già gli occhi sono puntati sulla minaccia turca: da lì, infatti, continuano a spuntare nuovi falsi e pessime copie dei classici Ferrero, esportati in grandi quantità in Medio Oriente e Nord Africa. Fenomeno talmente acuto da aver costretto la Ferrero a imboccare la solita s t r a d a lastricata di liti giudiziarie: ben 120 azioni legali in Turchia e nei Paesi in cui i falsi vengono esportati da aziende turche senza scrupoli. Da Il Sole 24 ORE 20

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