La dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "La dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti"

Transcript

1 2 La dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti SOMMARIO 1. I soggetti attivi. Continuità normativa con la previgente fattispecie. 2. La condotta. 3. L elemento soggettivo del reato. 4. Le circostanze; il tentativo. 5. Il concorso di persone. 6. Il concorso di reati. 1. I soggetti attivi. Continuità normativa con la previgente fattispecie Il reato di dichiarazione fraudolenta mediante l uso di fatture o di altri documenti per operazioni inesistenti è previsto e punito dall art. 2, d.lgs. n. 74/2000, il quale così dispone: Normativa «È punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, indica in una delle dichiarazioni annuali relative a dette imposte elementi passivi fittizi. Il fatto si considera commesso avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti quando tali fatture o documenti sono registrati nelle scritture contabili obbligatorie, o sono detenuti a fine di prova nei confronti dell amministrazione finanziaria. Se l ammontare degli elementi passivi fittizi è inferiore a euro ,07, si applica la reclusione da sei mesi a due anni». Trattasi della fattispecie sanzionatoria più grave fra quelle regolate dalla normativa di riforma del sistema penale tributario. La gravità della sanzione penale applicabile deriva in concreto dalle molteplici difficoltà che essa crea nell accertamento dell imposta dovuta all Erario, essendo connotata da una particolare frau-

2 14 Gli illeciti penali in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto dolenza, consistente nell uso di fatture o di altri documenti per dichiarare passività inesistenti. Rispetto alla previgente disciplina, l attuale formulazione della norma de qua appare sostanzialmente diversa. In passato, l art. 4, comma 1, lett. d), d.l. n. 429/1982 (convertito nella legge n. 516/1982), prevedeva infatti la punibilità di chi emetteva o utilizzava fatture o altri documenti per operazioni in tutto o in parte inesistenti, o recanti l indicazione dei corrispettivi o dell imposta sul valore aggiunto in misura superiore a quella reale; ovvero, emetteva o utilizzava fatture o altri documenti recanti l indicazione di nomi diversi da quelli veri, in modo che risultasse impedita l identificazione dei soggetti cui si riferivano. In linea con la ratio della normativa delle c.d. manette agli evasori, il legislatore del 1982 aveva quindi inteso punire anche la semplice condotta prodromica di emissione o utilizzazione di fatture o altri documenti non veritieri, mediante il loro inserimento nella contabilità aziendale, a prescindere dal loro concreto uso in sede di dichiarazione. L ipotesi di dichiarazione fraudolenta mediante uso di documentazione falsa era invece oggetto di apposita e distinta disposizione, contenuta nell art. 4, comma 1, lett. f), d.l. n. 429/1982, a norma del quale era punibile chi indicava, nella dichiarazione dei redditi ovvero nel bilancio o rendiconto ad essa allegato, al di fuori dei casi previsti dall art. 1 del d.l. n. 429/1982, ricavi, proventi od altri componenti positivi di reddito, ovvero spese od altri componenti negativi di reddito in misura diversa da quella effettiva, utilizzando documenti attestanti fatti materiali non corrispondenti al vero, ovvero ponendo in essere altri comportamenti fraudolenti idonei ad ostacolare l accertamento di fatti materiali. Punto di partenza del vigente testo dell art. 2 è costituito dalla nuova e diversa nozione di frode fiscale accolta dal legislatore delegato nel Questa consiste nella dichiarazione fraudolenta fondata su falsa documentazione, idonea a fornire una falsa rappresentazione contabile della situazione fiscale del contribuente. Come per le altre ipotesi delittuose di cui al d.lgs. n. 74/2000, il bene giuridico tutelato dalla fattispecie in esame coincide con l interesse dell Erario alla percezione dei tributi, a differenza di quanto disposto dalla previgente legge del 1982, che proteggeva principalmente l interesse del Fisco al corretto svolgersi dell azione di accertamento tributario. Tanto la giurisprudenza quanto la dottrina, subito dopo l entrata in vigore della riforma del 2000, si sono misurate in un acceso dibattito circa la presunta continuità normativa sussistente fra la vecchia e la nuova formulazione del delitto in esame. Invero, presumibilmente al fine di scongiurare il rischio che potesse giungersi ad una vera e propria depenalizzazione del delitto di frode fiscale, come in precedenza disciplinato dall art. 4, comma 1, lett. d), legge n. 516/1982, la Cassazione, rinvenendo identità di bene giuridico tutelato fra vecchio e nuovo reato, e ravvisando una tipica fattispecie di abrogatio sine abolitione, ha in un primo momento stabilito che:

3 La dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti 15 Giurisprudenza «Vi è continuità normativa fra la frode fiscale mediante utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti ed il delitto di cui all art. 2 d.lg. n. 74 del Elemento specializzante di quest ultimo delitto è l indicazione degli elementi passivi fittizi supportati dalle f.o.i. [fatture per operazioni inesistenti, n.d.r.] nella dichiarazione annuale. Per nozione di comune esperienza, secondo la quale non si utilizzano delle f.o.i. se non per trasfonderle nelle dichiarazioni annuali, può ritenersi sussistente il dolo, almeno eventuale, sull anzidetto elemento specializzante, anche nei confronti dell autore della frode ex art. 4 lett. d) l. n. 516 del 1982». Cass. pen., sez. III, 27 aprile 2000, n Tale assunto, per quanto approfonditamente argomentato, è stato poi sostanzialmente sconfessato dalle Sezioni Unite della Suprema Corte, le quali hanno affermato l intervenuta abolitio criminis con riguardo all ipotesi prodromica di reato di cui all art. 4, comma 1, lett. d), legge n. 516/1982. Le stesse Sezioni Unite hanno però ravvisato continuità normativa fra il vigente art. 2 d.lgs. n. 74/2000 e la fattispecie prima prevista dalla lett. f) del suddetto art. 4, sul presupposto che: Giurisprudenza «Per la frode fiscale ex art. 4 lett. f) l. n. 516 del 1982 può ravvisarsi, stante l omologa strutturazione e la sovrapposizione delle due previsioni punitive (salvo per quanto attiene all estensione dell attuale incriminazione alla dichiarazione annuale i.v.a., rispetto alla quale non è configurabile un rapporto di successione modificativa tra leggi), una continuità normativa d illecito con la nuova ipotesi dell art. 2 comma 1 d.lg. n. 74 del 2000, rispetto alla quale la prima si atteggia come lex mitior per i profili del trattamento sanzionatorio e dei termini prescrizionali, sempre che non ricorra l ipotesi attenuata prevista dall art. 2 comma 3 del medesimo decreto». Cass. pen., SS.UU., 7 novembre 2000, n La particolare gravità del delitto in commento ha fatto sì che, conformemente a quanto previsto dall art. 9, comma 2, lett. a), n. 1, legge n. 205/1999, il testo di legge vigente non contenesse alcun riferimento ad eventuali soglie di punibilità, bensì prevedesse una semplice diminuzione di pena nell ipotesi di cui al terzo comma dell art. 2 (cioè in caso di ammontare dei passivi fittizi inferiore ad ,07). Soggetto attivo del reato può essere unicamente colui il quale è contribuente ai fini delle imposte dirette e dell IVA, oppure è amministratore, liquidatore o 1 In questo senso BISORI, Illiceità delle false fatturazioni dopo la depenalizzazione dei reati tributari, in Dir. pen. e processo, 2001, 1, 79, secondo cui potrebbe desumersi l esistenza di una abrogatio sine abolitione dal fatto che anche oggi, con riguardo al vigente art. 2, è previsto il dolo specifico di evasione delle imposte, è assente una soglia di punibilità ed è in ogni caso autonomamente punita la condotta di emissione di fatture per operazioni inesistenti (art. 8, d.lgs. n. 74/2000). 2 A favore della tesi dell abolitio criminis anche CORSO, La Cassazione contesta la depenalizzazione dell utilizzo di fatture false, in Corriere trib., 2000, 26, 1911, e CERQUA, La persistente rilevanza penale dell utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, in Giur. trib., 2000, 12, 1065.

4 16 Gli illeciti penali in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto rappresentante del contribuente soggetto ad imposizione (art. 1, comma 1, lett. c), d.lgs. n. 74/2000). L ambito soggettivo di applicazione dell art. 2 appare dunque ampio, potendo riguardare anche i titolari di redditi di lavoro dipendente, di terreni, di fabbricati o comunque di entrate non soggette all obbligo di tenuta delle scritture contabili, bensì soltanto all obbligatoria presentazione della dichiarazione annuale. È rilevante (in vista della presentazione in dichiarazione) anche la condotta di chi si limita a detenere la falsa documentazione fiscale previa registrazione nelle scritture contabili obbligatorie, pur se per fini diversi da quelli di prova nei confronti dell Amministrazione finanziaria. * * * All indomani dell entrata in vigore del novellato art. 127, d.p.r. 22 dicembre 1986, n. 917 (c.d. TUIR) 3 in materia di responsabilità in un consolidato fiscale nazionale, parte della dottrina 4 si è interrogata sull applicabilità dell art. 2, in tema di dichiarazione fraudolenta mediante fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, alle ipotesi del c.d. consolidato tributario. In linea di principio, nell ambito della tassazione consolidata, ai sensi dell art. 3 Tale norma oggi dispone che «1. La società o l ente controllante è responsabile: a) per la maggiore imposta accertata e per gli interessi relativi, riferita al reddito complessivo globale risultante dalla dichiarazione di cui all art. 122; b) per le somme che risultano dovute, con riferimento alla medesima dichiarazione, a seguito dell attività di controllo prevista dall art. 36 ter D.P.R. 600/1973, riferita alle dichiarazioni dei redditi propria di ciascun soggetto che partecipa al consolidato e dell attività di liquidazione di cui all art. 36 bis del medesimo decreto; c) per l adempimento degli obblighi connessi alla determinazione del reddito complessivo globale di cui all art. 122; d) solidalmente per il pagamento di una somma pari alla sanzione di cui alla lettera b) del comma 2 irrogata al soggetto che ha commesso la violazione. 2. Ciascuna società controllata che partecipa al consolidato è responsabile: a) solidalmente con l ente o società controllante per la maggiore imposta accertata e per gli interessi relativi, riferita al reddito complessivo globale risultante dalla dichiarazione di cui all art. 122, in conseguenza della rettifica operata sul proprio reddito imponibile, e per le somme che risultano dovute, con riferimento alla medesima dichiarazione, a seguito dell attività di controllo prevista dall art. 36 ter D.P.R. 600/1973, e dell attività di liquidazione di cui all art. 36 bis del medesimo decreto, in conseguenza della rettifica operata sulla propria dichiarazione dei redditi; b) per la sanzione correlata alla maggiore imposta accertata riferita al reddito complessivo globale risultante dalla dichiarazione di cui all art. 122, in conseguenza della rettifica operata sul proprio reddito imponibile, e alle somme che risultano dovute con riferimento alla medesima dichiarazione, a seguito dell attività di controllo prevista dall art. 36 ter D.P.R. 600/1973, e dell attività di liquidazione di cui all art. 36 bis del medesimo decreto, in conseguenza della rettifica operata sulla propria dichiarazione dei redditi; c) per le sanzioni diverse da quelle di cui alla lettera b). [ 3. ( ).] 4. L eventuale rivalsa della società o ente controllante nei confronti delle società controllate perde efficacia qualora il soggetto controllante ometta di trasmettere alla società controllata copia degli atti e dei provvedimenti entro il ventesimo giorno successivo alla notifica ricevuta anche in qualità di domiciliatario secondo quanto previsto dall art. 119». 4 TOMASSINI, Responsabilità penale tributaria nel consolidato e nei distretti, in Corriere trib., 2006, 27, 2116.

5 La dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti TUIR, la consolidante è la sola ad avere l obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi del consolidato. Appare pertanto opportuno distinguere, ai fini che qui interessano, la posizione della consolidante da quella delle singole consolidate. Secondo l opinione citata, in tanto la consolidante potrà ritenersi penalmente responsabile per il delitto di dichiarazione fraudolenta ex art. 2, d.lgs. n. 74/2000 commesso da una consolidata, in quanto sia dimostrata la sussistenza di un coinvolgimento psicologico dell ente, a titolo di concorso morale nel reato commesso. In caso contrario, sarà la sola consolidata a rispondere penalmente della propria condotta, nei limiti in cui il suo comportamento abbia prodotto una imposta evasa a livello di gruppo, con superamento delle soglie di punibilità previste dalla legge. In altri termini, secondo tale prospettazione dottrinaria, la consolidante andrebbe esente da responsabilità penale in applicazione dello schema del c.d. autore mediato 5. Tale istituto presuppone che l autore materiale del reato sia strumentalizzato con l inganno dal deceptor, che induce nel deceptus una falsa rappresentazione della realtà, così da determinarne la condotta criminosa. La non punibilità del deceptor è tuttavia condizionata alla ricorrenza di tutti i presupposti indicati dall art. 47 c.p. (dovendo pertanto sussistere il c.d. error facti). È dunque necessario che l errore dell autore mediato, determinato dall altrui inganno, verta sul fatto di reato, e non sul precetto penale. Al di là di tali considerazioni, va ricordato che i delitti tributari sono oggi (quasi) tutti punibili a titolo di dolo specifico di evasione delle imposte: pertanto, appare difficile configurare una responsabilità colposa in capo alla consolidante che, pur a fronte della condotta penalmente rilevante di una controllata, si sia limitata ad effettuare la presentazione della dichiarazione, relativa al consolidato fiscale nazionale in ossequio al disposto di legge dell art. 122 TUIR. 2. La condotta Il comportamento punito in virtù della norma in esame ha una struttura articolata in due fasi 6. 5 Occorre tuttavia ricordare che la figura dell autore mediato costituisce un istituto specifico dell ordinamento tedesco, utilizzato al fine di giustificare la punibilità di quelle ipotesi di concorso di persone che non rientrano nelle fattispecie tipizzate dal codice penale germanico: di qui, per autorevole dottrina, la sua problematica applicazione nell ordinamento italiano (cfr. sul punto FIAN- DACA, MUSCO, Diritto penale Parte generale, Bologna, 2007, 458, sub nota n. 19). 6 Conformi, in dottrina, PUOTI, SIMONELLI, I reati tributari, Padova, 2008, 73-74, e SOANA, I reati tributari, Milano, 2009,

6 18 Gli illeciti penali in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto In primo luogo, vi è la condotta prodromica di tenuta delle fatture o degli altri documenti per operazioni inesistenti, mediante la loro registrazione e/o detenzione a fini probatori nei confronti dell Erario. Successivamente, vi è il concreto utilizzo di tali documenti mediante indicazione, in dichiarazione, di elementi passivi fittizi o di attivi inferiori a quelli reali, così fornendo all Amministrazione finanziaria una falsa rappresentazione della situazione contributiva. * * * Particolare importanza assume, con riguardo al delitto de quo, la nozione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. A tal proposito, occorre far riferimento alla definizione autentica di fattura, contenuta nell art. 1, comma 1, lett. a), d.lgs. n. 74/2000. In base alla suddetta norma, sono rilevanti tanto le fatture, quanto tutti quei documenti aventi analogo valore probatorio sotto il profilo fiscale (es.: ricevute, note, conti, parcelle, contratti, documenti di trasporto, note di addebito e di accredito, ecc.), che abbiano ad oggetto operazioni mai avvenute dal punto di vista materiale, e quindi esistenti solo sulla carta. Va poi esaminata la nozione di operazione inesistente. Il concetto di inesistenza dell operazione fiscalmente rilevante è tradizionalmente tripartito dalla dottrina 7 con riguardo ad operazioni oggettivamente inesistenti (in quanto mai effettuate, totalmente o parzialmente), sovrafatturazioni (consistenti nell aumento fittizio di passività in parte esistenti) ed operazioni soggettivamente inesistenti (in quanto concluse fra soggetti in tutto o in parte diversi da quelli che le hanno poste in essere). La Corte di Cassazione 8, con riguardo all inesistenza oggettiva di operazioni relative ad imposte dirette, ha recentemente chiarito che essa può essere anche soltanto materiale, e cioè può consistere unicamente in cessioni di beni o in prestazioni di servizi che non sono mai avvenute nella realtà (inesistenza oggettiva totale), oppure sono avvenute per quantità o qualità minori rispetto a quelle dichiarate (inesistenza oggettiva parziale). Attraverso operazioni oggettivamente inesistenti, si produce dunque un costo fittizio che l utilizzatore dichiara per abbattere imponibile e imposta. L inserimento in dichiarazione, un operazione inesistente, ad esempio, può aversi nel caso di indicazione di costi di ricerca applicata e di sviluppo 9 : questi, infatti, potrebbero prima essere stati indebitamente iscritti all attivo del bilancio socie- 7 Per tutti, ANTOLISEI, Manuale di diritto penale Leggi complementari, Milano, 2008, II, Cass. pen., sez. III, 14 marzo 2010, n OLDRÀ, Costi di ricerca e sviluppo a rischio di frode fiscale o di falso in bilancio, in Corriere trib., 2004, 46, 3627.

7 La dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti 19 tario, giustificandoli in relazione ad un progetto di ricerca asseritamente realizzabile, oppure svalutati (facendoli risultare come costi effettivi di un progetto in realtà non più realizzabile), al fine specifico di evadere le imposte. L inesistenza oggettiva si ha pure nell ipotesi di c.d. sovrafatturazione di operazioni effettivamente avvenute, consistente nella diversità, totale o parziale, tra costi indicati in dichiarazione e costi di fatto sostenuti. Per la giurisprudenza di legittimità, la sovrafatturazione ricorre Giurisprudenza «( ) sia nell ipotesi di inesistenza relativa (ovvero quando l operazione vi è stata, ma per quantitativi inferiori a quelli indicati in fattura) sia, infine, nell ipotesi di sovrafatturazione qualitativa (ovvero quando la fattura attesti la cessione di beni e/o servizi aventi un prezzo maggiore di quelli forniti), in quanto oggetto della repressione penale è ogni tipo di divergenza tra la realtà commerciale e la sua espressione documentale». Cass. pen., sez. III, 25 ottobre 2007, n Potrà poi aversi un inesistenza soggettiva della prestazione, caratterizzata dalla diversità tra il soggetto che ha effettuato la prestazione e quello indicato in fattura. In tema di inesistenza soggettiva, occorre distinguere fra la c.d. interposizione fittizia e quella c.d. reale 10. La prima figura ricorre quando l operazione è in realtà avvenuta, ma fra soggetti diversi da quelli dichiarati, e tutti i soggetti di essa vogliono che gli effetti del negozio si producano nei confronti di una persona diversa da quella che appare nell atto. L interposizione fittizia sussiste dunque quando le parti abbiano effettivamente posto in essere un negozio, ma quest ultimo sia stato oggetto di quella che, in termini civilistici, è definita simulazione relativa soggettiva (che ricorre quando fra le parti sia intervenuto un accordo di fatto diverso da quello risultante ex contractu, in modo da dissimulare il contraente effettivo). Consapevole della frequenza con cui si verificano le fattispecie di interposizione fittizia in ambito tributario, il legislatore ha appositamente introdotto nell ordinamento una disposizione antielusiva (art. 37, comma 3, d.p.r. n. 600/1973), secondo cui: Normativa «In sede di rettifica o di accertamento d ufficio sono imputati al contribuente i redditi di cui appaiono titolari altri soggetti quando sia dimostrato, anche sulla base di presunzioni gravi, precise e concordanti, che egli ne è l effettivo possessore per interposta persona» Cfr. ANTONACCHIO, Interposizione reale e fittizia nel delitto di frode fiscale, in Fisco, 2005, 36,

8 20 Gli illeciti penali in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto L interposizione reale (cui la prevalente dottrina non ritiene applicabile il citato art. 37, comma 3, d.p.r. 29 settembre 1973, n. 600) 11 si ha invece quando gli effetti della vendita si producono realmente in capo all acquirente, e quindi manca un accordo simulatorio. Pertanto, affinché possano aversi effetti tributari penalmente rilevanti, occorre che una terza persona (di solito un nullatenente) ponga in essere un successivo negozio di trasferimento in favore di un altro soggetto. Nell interposizione reale, è dunque l interposto il soggetto passivo dell obbligazione tributaria, che nasce dal fatto-presupposto a sua volta originatosi dal compimento del negozio giuridico con il terzo. Non così nell interposizione fittizia, ove invece è l interponente il soggetto passivo della relativa obbligazione tributaria. Sul punto va segnalata un interessante pronuncia della giurisprudenza di merito, secondo cui: Giurisprudenza «Non può parlarsi di operazioni soggettivamente inesistenti ex art. 2, d.lg. 10 marzo 2000 n. 74, nel caso in cui non si tratti di transazioni simulate, bensì di operazioni reali effettivamente intervenute tra il fornitore nazionale (acquirente comunitario) ed il cessionario italiano, e sia escluso ogni diretto rapporto tra quest ultimo ed il venditore estero». App. Torino, sez. I, 3 novembre 2008, n Trattasi di pronuncia che sicuramente rompe con la consolidata giurisprudenza di legittimità 12 che invece non distingue, ai fini penali tributari, fra ipotesi di interposizione fittizia e reale, ritenendo entrambe punibili, sul presupposto che esse costituiscono operazioni che comunque non consentono di individuare il vero soggetto cui si riferisce la fattura. Non è peraltro mancato chi ha vivacemente criticato l orientamento giurisprudenziale che afferma in ogni caso l indetraibilità dell IVA assolta sugli acquisti, ove la fattura non provenga dal soggetto che ha effettuato la cessione o la prestazione. A tal proposito parte della dottrina 13 ritiene, infatti, che in tanto l IVA debba ritenersi indetraibile, in quanto sia stato previamente ed in concreto verificato che l acquisto non c è stato, o che lo stesso sia avvenuto per importo diverso da quello contabilizzato, o che manca l inerenza tra l acquisto effettuato e l attività economica. 11 Ex multis, GALLO, Prime riflessioni su alcune recenti norme antielusive, in Dir. e prat. trib., 1992, Cfr. Cass. pen., sez. III, 16 dicembre 1986; in questo senso anche PUOTI, SIMONELLI, I reati tributari, cit., BEGHIN, Le frodi IVA e il malleabile principio di neutralità del tributo, in Corriere trib., 2010, 19, 1511, il quale rammenta l importanza del concetto di neutralità dell IVA nel quadro dell attività dell impresa-contribuente, per la quale il tributo non deve assumere connotazioni di fatto parasanzionatorie.

9 La dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti 21 Per autorevole dottrina 14, l inesistenza dell operazione dovrebbe poi essere valutata caso per caso, a seconda che la c.d. società cartiera sia del tutto fittizia, oppure sia reale. In questa seconda ipotesi, infatti, nessuna censura dovrebbe essere mossa, quando l esistenza delle ragioni economiche e della ragion d essere della società asseritamente interposta risulta da elementi di fatto del tutto convincenti (quali ad esempio la stipula di affidamenti bancari e garanzie fideiussorie valide, o il possesso di beni immobili, che lasciano presumere l effettivo esercizio di un attività economica). Più in generale, il contribuente non dovrebbe essere incriminato per frode fiscale per il semplice fatto di avere avuto rapporti commerciali con una c.d. società cartiera: ciò non dovrebbe automaticamente condurre a ritenere che il destinatario delle fatture (contestate come) false fosse a conoscenza della natura criminale dell attività economica esercitata. Occorre sempre tener presente che gli automatismi probatori propri del contenzioso tributario non possono trovare applicazione diretta ed immediata nel processo penale, che resta invece governato da principi costituzionali e regole a sé stanti, ispirate non già al favor fisci, bensì al favor rei 15. L inesistenza dell operazione indicata in dichiarazione può essere anche solo giuridica: si tratta, per lo più, dei casi in cui la fattura (o il diverso documento ad essa equipollente sul piano fiscale) attesti una cessione di beni od una prestazione di servizi diversa da quella che le parti hanno consapevolmente e volontariamente dissimulato 16. Non così ritiene una parte della giurisprudenza di merito 17, la quale pone l accento sulla definizione normativa di operazioni inesistenti, contenuta nel corpo dell art. 1, comma 1, lett. a), d.lgs. n. 74/2000: perciò devono considerarsi tali (solo) le transazioni non realmente effettuate. Ne consegue che, in caso di mendacio che riguardi esclusivamente la qualificazione giuridica di un operazione realmente e- sistita, non può aversi frode fiscale, e si impone dunque l assoluzione del contribuente. * * * Con riguardo alla distinzione fra costi non inerenti alla gestione societaria e costi falsi (cioè imputabili ad operazioni inesistenti), la giurisprudenza di legitti- 14 CARACCIOLI, Interposizioni e norme antifrode in materia di IVA: profili penali, in Fisco, 2006, 14, Sempre CARACCIOLI, Sulla prova nei processi per falsa fatturazione in ipotesi di c.d. cartiere parziali, in Fisco, 2005, 37, Ad esempio, il contribuente può far figurare un mutuo quale prestazione di un servizio, ad es., di leasing; oppure come si è detto può effettuare un acquisto non inerente all attività economica o professionale esercitata, dichiarandolo invece come tale. 17 Trib. Trento, 13 giugno 2007, n

10 22 Gli illeciti penali in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto mità 18, in una recente pronuncia, ha chiarito che non è punibile l amministratore di società che usa fatture false emesse sull azienda, a fronte di servizi dalla stessa non fruiti. Secondo la Suprema Corte, l attività di iscrizione di costi fittizi si differenzia infatti da quella di fatturazione per operazioni inesistenti, poiché avviene mediante l intestazione, in capo alla società, di acquisti di beni e servizi destinati al consumo da parte della persona fisica collegata alla stessa: trattasi cioè di un operazione commerciale realmente intercorsa tra i soggetti, che risultino essere da un lato l effettivo committente della merce o del servizio e dall altro il cessionario degli stessi, nella quale il primo abbia effettuato il relativo pagamento 19. Per il semplice fatto che il cliente (amministratore di società) è in possesso di partita IVA, il fornitore (emittente la fattura) è legittimato a considerarlo soggetto passivo, senza ulteriore indagine sulla destinazione inerente o non inerente dell acquisto. Pertanto, ove sia provata la non inerenza dei costi rispetto all attività societaria, e sussista effettivamente l imputazione di spese non completamente aziendali, tali operazioni saranno punibili a titolo di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici ex art. 3, d.lgs. n. 74/2000, o di dichiarazione infedele ex art. 4, d.lgs. n. 74/2000, ma non per frode fiscale ex art. 2, d.lgs. n. 74/2000. * * * In tema di ripartizione dell onere probatorio, l inerenza dei costi all attività imprenditoriale, specie nel caso di attività prodromiche al suo esercizio, può ritenersi provata dall apparente destinazione a finalità imprenditoriali dell operazione imponibile, nonché dalla qualità soggettiva del soggetto passivo d imposta. Per contro, costituisce circostanza sfavorevole al riconoscimento dell inerenza dei costi all attività imprenditoriale il fatto che l operazione, inizialmente programmata dal contribuente, non abbia poi avuto attuazione. In tal caso, parte della dottrina 20 sostiene che, in caso di contenzioso tributario, sia onere del contribuente dimostrare che ciò è stato determinato da ragioni intrinseche alla logica imprenditoriale (ad es., a seguito dell esito negativo di valutazioni di redditività del costo preventivato). Tali considerazioni devono però essere rapportate alle disposizioni che informano il processo penale tributario. In altri termini, occorre sempre considerare 18 Cass. pen., sez. III, 23 gennaio 2009, n. 3203, con nota di CENTORE, Il confine tra costi non i- nerenti e falsi nella norma penale, in Corriere trib., 2009, 11, Nello stesso senso CARDONE, PONTIERI, Fatture o altri documenti per operazioni soggettivamente inesistenti: l ipotesi dell interposizione reale, in Fisco, 2009, 26, MARCHESELLI, Allegazione e prova dell inerenza di costi detraibili per spese di impianto, in Corriere trib., 2004, 44, Cfr., nella giurisprudenza, Cass. civ., sez. V, 18 giugno 2007, n

11 La dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti 23 che un conto sono le regole probatorie proprie del contenzioso tributario; altre sono quelle che governano il processo penale (e quindi i procedimenti aventi ad oggetto i reati tributari). Ciò posto, va rilevato che, in sede penale, l onere della prova del carattere fittizio dei costi indicati nella dichiarazione annuale è a carico del P.M., stante il principio di presunzione di innocenza fino a condanna definitiva, di cui all art. 27, comma 2, Cost.; diversamente avviene come si è detto nel contenzioso tributario, ove invece l onere della prova della non fittizietà delle fatture ricade sul contribuente, mentre l Ente impositore potrà limitarsi ad offrire un fumus di elementi suffraganti la tesi della fittizietà delle fatture 21. In altri termini, in sede di processo penale, in cui i meri indizi risultino essere preponderanti rispetto alle prove, il combinato disposto degli artt. 192 c.p.p. e 530, comma 2, c.p.p. vieta al Giudice di pronunciare sentenza di condanna, se sulla colpevolezza dell imputato persiste un ragionevole dubbio: il permanere di una lettura alternativa di determinati fatti, anche se assistita da un minor grado di probabilità, genera un dubbio non irragionevole sulla responsabilità dell imputato, ed impone l assoluzione 22. Per contro, ove il giudice del merito ritenga sussistente il disegno criminoso di evasione fiscale ed il reato di dichiarazione fraudolenta sulla base di una prova logica, fondata su indizi gravi, precisi e concordanti la relativa pronuncia sarà immune dai vizi denunciati dall imputato mediante ricorso per Cassazione, e consentirà, al di là di ogni ragionevole dubbio, di pervenire ad un giudizio di responsabilità del ricorrente 23. La consumazione del reato in esame avviene con la presentazione della dichiarazione fraudolenta, e cioè con l unico atto mediante il quale nelle intenzioni del legislatore della riforma penale tributaria l interesse erariale alla percezione dei tributi è messo concretamente a repentaglio. Poiché ad ogni dichiarazione corrisponde una potenziale lesione all interesse erariale, in presenza di più dichiarazioni fraudolente sussiste una pluralità di violazioni penalmente rilevanti Così sostiene autorevole dottrina: CORSO, Frode fiscale e ripartizione dell onere della prova, in Corriere trib., 2009, 7, 507. Contra, peraltro, nella giurisprudenza tributaria di legittimità, Cass. civ., sez. trib., 21 agosto 2007, n Cfr., nella giurisprudenza di merito, App. Milano, 10 aprile 2006, n. 1424, con nota di CORSO, Frode fiscale e prova al di là di ogni ragionevole dubbio, in Corriere trib., 2006, 33, Ad esempio, Cass. pen., sez. III, 6 marzo 2008, n , ha ritenuto che la coincidenza fra l importo di fatture contestate, in quanto riferite ad operazioni inesistenti, e la sussistenza di un insieme di assegni circolari tratti da fornitori dalla società contribuente, ed incassati dal legale rappresentante e dai familiari di quest ultimo, costituisca prova logica sufficiente per addivenire alla condanna della società imputata. 24 MARCHESELLI, Effetti della natura istantanea della dichiarazione fraudolenta in caso di reiterazione del reato, in Corriere trib., 2008, 46, 3699.

12 24 Gli illeciti penali in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto Nello stesso senso si è attestata la giurisprudenza di legittimità, secondo cui: Giurisprudenza «In caso di frazionamento in successive dichiarazioni annuali delle quote di ammortamento dell importo di fatture per l acquisto (inesistente) di beni strumentali, il reato di cui all art. 2 d.lg. n. 74 del 2000 è integrato da ogni dichiarazione nella quale vengono indicati i corrispondenti elementi passivi fittizi in detrazione dei redditi». Cass. pen., sez. III, 24 settembre 2008, n Invero per la Cassazione, se in ipotesi di costo frazionato si ritenesse realizzato il reato solo con la prima dichiarazione (relativa alla prima frazione di costo), si finirebbe per considerare ingiustificatamente irrilevante, dal punto di vista penale, il tentativo di sottrarre all imposizione il resto del costo (corrispondente alle frazioni di cui alle dichiarazioni successive). Invece, al fine di evitare che vengano a crearsi zone franche di punibilità, l ipotesi di cui alla norma in commento deve ritenersi configurabile anche nel caso di un frazionamento in successive dichiarazioni annuali delle quote di ammortamento dell importo di fatture per l acquisto (inesistente) di beni strumentali, ogni qualvolta siano indicati nella singola dichiarazione, i corrispondenti elementi passivi fittizi in detrazione dei redditi. È stato quindi superato quel risalente indirizzo giurisprudenziale 25 secondo cui la fattispecie criminosa di cui all art. 2, d.lgs. n. 74/2000 si consuma nell anno in cui le fatture per operazioni inesistenti sono registrate nella contabilità e recepite nella dichiarazione dei redditi, mentre sarebbe irrilevante il loro riutilizzo nelle dichiarazioni dei redditi per gli anni successivi, allorché si verifichi un ipotesi di ammortamento frazionato di beni nei successivi esercizi. Ribadendo la natura istantanea del reato in esame, sempre la Suprema Corte di Cassazione, in un recente arresto giurisprudenziale, ha statuito che: Giurisprudenza «Il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti si consuma nel momento della presentazione della dichiarazione. (Fattispecie in tema di conflitto, nella quale la Corte ha ritenuto che il luogo della consumazione fosse da individuare in quello di utilizzazione delle fatture, e cioè di presentazione della dichiarazione, e non già in quello di emissione)». Cass. pen., sez. I, 5 marzo 2009, n Cfr. Cass. pen., sez. III, 10 aprile 1991 n Conforme Cass. pen., sez. III, 21 novembre 2008, n. 626; in dottrina, PUOTI, SIMONELLI, I reati tributari, cit., 72.

13 La dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti 25 Tanto in dottrina 27, quanto in giurisprudenza 28, l ipotesi di cui all art. 2, d.lgs. n. 74/2000 è stata pure considerata di pericolo concreto, sul presupposto che per la sua integrazione non è richiesta evasione d imposta. In questo senso, si è ritenuto che la fattispecie in argomento possa restare integrata anche quando, ad esempio, gli elementi passivi fittizi incrementino una perdita riportata a nuovo, i cui effetti, in termini di evasione fiscale, potranno a- versi in un successivo esercizio. 3. L elemento soggettivo del reato Il delitto in esame è punito a titolo di dolo specifico: è quindi richiesta la finalità di conseguire un evasione delle imposte sui redditi o sul valore aggiunto. L art. 1, comma 1, lett. d), d.lgs. n. 74/2000, definisce il fine di evadere le imposte come quello che consente Normativa «di conseguire un indebito rimborso o il riconoscimento di un inesistente credito d imposta ( )». Il dolo specifico sussiste, dunque, quando non è stata neppure prospettata un esclusiva finalità extraevasiva della condotta del contribuente. In altri termini, la condotta di utilizzo di fatture deve essere strumentalmente idonea a conseguire l indebito risparmio fiscale: è quindi necessario che l evasione sia un fine della condotta, rientrando così nell intenzione dell agente. Il fine di evasione, ad esempio, non sussiste ove l obiettivo del contribuente, nel periodo di imposta considerato, non appaia tanto quello di evadere le imposte, quanto piuttosto quello di cercare di tamponare gravi carenze contabili, creando almeno una parvenza di regolarità nella tenuta della contabilità aziendale. Manca il dolo di evasione pure nel caso in cui risulti documentato (attraverso documenti contabili, ai quali corrispondono regolari pagamenti, ad es. con assegni bancari) che una determinata operazione, relativa all acquisto di beni inerenti l esercizio dell attività di impresa, si è realmente perfezionata. Peraltro, la precipua finalità di evasione non esclude affatto la compatibilità di tale specifico elemento psicologico con altri scopi (più o meno leciti, e più o meno evidenti), avuti di mira dall autore del reato. Ciò consente, ad esempio, che, in 27 LO MONTE, Prime osservazioni sul progetto di decreto legislativo ai sensi dell art. 9 l. n. 205/99 di riforma dei reati tributari, in Rass. trib., 2000, 139; GOLINO, Prime riflessioni sulla riforma delle sanzioni penali tributarie, in Fisco, 2000, Cass. pen., sez. II, 11 gennaio 2007, n. 5656; vedasi anche la già citata Cass. pen., sez. III, 27 aprile 2000, n

14 26 Gli illeciti penali in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto relazione alla medesima condotta, al contribuente possano essere contestati, oltre alla frode fiscale, anche i reati di truffa aggravata (nelle ipotesi di cui agli artt. 640 c.p. e 640 bis c.p.) e di falso in bilancio (artt e 2622 c.c.: sul punto, si veda infra) 29. Bisogna poi tener presente che l attuale formulazione dell art. 2, d.lgs. n. 74/2000 non contempla più, fra gli scopi dell agente, l agevolazione all evasione altrui: pertanto, il fatto di chi abbia utilizzato fatture per operazioni soggettivamente inesistenti al solo fine di agevolare l evasione di terzi (e non la propria) è oggi privo di rilevanza penale Le circostanze; il tentativo Il reato di dichiarazione fraudolenta ex art. 2, d.lgs. n. 74/2000 prevede un ipotesi base, al comma 1, ed una ipotesi attenuata, al comma 3, ove la pena è fortemente ridotta nei casi in cui gli elementi passivi fittizi, documentati con fatture false, siano complessivamente inferiori a ,07. Il legislatore ha preferito non inserire alcuna soglia di punibilità in relazione al delitto in esame, limitandosi a prevedere una circostanza attenuante speciale e ad effetto speciale (che quindi, ai sensi dell art. 63 c.p., importa una diminuzione di pena superiore ad un terzo). Secondo il più recente orientamento della giurisprudenza di legittimità, Giurisprudenza «Il delitto di cui all art. 2, comma terzo, del D.Lgs. n. 74 del 2000 è circostanza attenuante e non fattispecie autonoma di reato». Cass. pen., sez. III, 8 maggio 2008, n Peraltro, nell ambito della medesima sezione della Corte di Cassazione 31 vi è attualmente contrasto sul punto, atteso che è stato pure ritenuto che l art. 2, comma 3 in esame costituisca un ipotesi autonoma ed attenuata di frode fiscale, sulla scorta della necessità di evitare gli effetti testualmente definiti perversi del giudizio di equivalenza o prevalenza delle attenuanti. Quest ultimo orientamento, per quanto motivato da comprensibili ragioni di tutela sostanziale degli interessi erariali, non appare condivisibile sul piano strettamente giuridico, per un duplice ordine di motivi. 29 Cfr. SOLDI, Interposizione inconsapevole di società di leasing nell emissione di fatture per operazioni inesistenti, in Riv. dir. trib., 2008, 5, Uff. indagini preliminari Milano, 8 giugno Cass. pen., sez. III, 6 marzo 2008, n

CIRCOLARE N. 20/E. Roma, 11 maggio 2015

CIRCOLARE N. 20/E. Roma, 11 maggio 2015 CIRCOLARE N. 20/E Direzione Centrale Normativa Roma, 11 maggio 2015 OGGETTO: Trattamento agli effetti dell IVA dei contributi pubblici relativi alle politiche attive del lavoro e alla formazione professionale

Dettagli

SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI SULLA CERTEZZA DEL DIRITTO NEI RAPPORTI TRA FISCO E CONTRIBUENTE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI SULLA CERTEZZA DEL DIRITTO NEI RAPPORTI TRA FISCO E CONTRIBUENTE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI SULLA CERTEZZA DEL DIRITTO NEI RAPPORTI TRA FISCO E CONTRIBUENTE VISTI gli articoli 76 e 87 della Costituzione; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA VISTA la

Dettagli

SOCIETA COOPERATIVE TRA PROFESSIONISTI: ASPETTI FISCALI. Bologna, 22 luglio 2014

SOCIETA COOPERATIVE TRA PROFESSIONISTI: ASPETTI FISCALI. Bologna, 22 luglio 2014 SOCIETA COOPERATIVE TRA PROFESSIONISTI: ASPETTI FISCALI Bologna, 22 luglio 2014 INQUADRAMENTO NORMATIVO FISCALE La nuova disciplina sulle società tra professionisti non contiene alcuna norma in merito

Dettagli

La delega di funzioni in materia di illeciti amministrativi: brevi appunti operativi per la vigilanza ambientale

La delega di funzioni in materia di illeciti amministrativi: brevi appunti operativi per la vigilanza ambientale La delega di funzioni in materia di illeciti amministrativi: brevi appunti operativi per la vigilanza ambientale A cura della Dott.ssa Stefania Pallotta Il primo nucleo di ogni attività di accertamento

Dettagli

RISOLUZIONE N. 211/E

RISOLUZIONE N. 211/E RISOLUZIONE N. 211/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,11 agosto 2009 OGGETTO: Sanzioni amministrative per l utilizzo di lavoratori irregolari Principio del favor rei 1. Premessa Al fine

Dettagli

L Iva all importazione non è la stessa imposta dell Iva interna di Sara Armella

L Iva all importazione non è la stessa imposta dell Iva interna di Sara Armella L Iva all importazione non è la stessa imposta dell Iva interna di Sara Armella La sentenza n. 12581 del 2010 1 della Corte di cassazione è parte di un gruppo di recenti sentenze 2, le prime a intervenire

Dettagli

Il concorso di persone nell illecito amministrativo ambientale: la disciplina normativa e la prassi applicativa

Il concorso di persone nell illecito amministrativo ambientale: la disciplina normativa e la prassi applicativa Il concorso di persone nell illecito amministrativo ambientale: la disciplina normativa e la prassi applicativa A cura della Dott.ssa Stefania Pallotta L art. 5 della legge n. 24 novembre 1981, n. 689

Dettagli

Qual è la valenza ai fini penali dell'accertamento sintetico?

Qual è la valenza ai fini penali dell'accertamento sintetico? Accertamento sintetico Art. 38, dpr 29/9/73, n. 600; artt. 2727 e 2729 cc; artt. 4 e 5, D.Lgs. 10/3/00, n. 74 Qual è la valenza ai fini penali dell'accertamento sintetico? di Alessandro Traversi* L'accertamento

Dettagli

Fatturazione verso soggetti non residenti: le nuove regole dal 1 gennaio 2013

Fatturazione verso soggetti non residenti: le nuove regole dal 1 gennaio 2013 Ai Gentili Clienti Fatturazione verso soggetti non residenti: le nuove regole dal 1 gennaio 2013 Con i co. da 324 a 335 dell unico articolo della L. 24.12.2012 n. 228 (Legge di Stabilità 2013), l ordinamento

Dettagli

L abuso edilizio minore

L abuso edilizio minore L abuso edilizio minore L abuso edilizio minore di cui all art. 34 del D.P.R. 380/2001. L applicazione della sanzione pecuniaria non sana l abuso: effetti penali, civili e urbanistici. Brunello De Rosa

Dettagli

Informativa per il professionista

Informativa per il professionista Informativa per il professionista Informativa n. 17 del 20 dicembre 2011 Termini di decadenza dal potere di accertamento e di riscossione degli atti impositivi INDICE 1 Premessa... 3 2 Avvisi di accertamento

Dettagli

RISOLUZIONE N. 42/E QUESITO

RISOLUZIONE N. 42/E QUESITO RISOLUZIONE N. 42/E Direzione Centrale Normativa Roma, 27 aprile 2012 OGGETTO: Interpello (art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212) - Chiarimenti in merito alla qualificazione giuridica delle operazioni

Dettagli

L esenzione da accisa per l auto-produzione di energia elettrica pulita del Dott. Antonio Sgroi e dell Avv. Alessandro Galante

L esenzione da accisa per l auto-produzione di energia elettrica pulita del Dott. Antonio Sgroi e dell Avv. Alessandro Galante L esenzione da accisa per l auto-produzione di energia elettrica pulita del Dott. Antonio Sgroi e dell Avv. Alessandro Galante Abstract L energia elettrica derivante da fonti rinnovabili è esente da accisa

Dettagli

CIRCOLARE N. 15/E. Roma, 10 maggio 2013. Direzione Centrale Normativa

CIRCOLARE N. 15/E. Roma, 10 maggio 2013. Direzione Centrale Normativa CIRCOLARE N. 15/E Direzione Centrale Normativa Roma, 10 maggio 2013 OGGETTO: Imposta di bollo applicabile agli estratti di conto corrente, ai rendiconti dei libretti di risparmio ed alle comunicazioni

Dettagli

La giurisprudenza sul raddoppio dei termini. di accertamento. di STEFANO LOCONTE E LUCIANNA GARGANO

La giurisprudenza sul raddoppio dei termini. di accertamento. di STEFANO LOCONTE E LUCIANNA GARGANO La giurisprudenza sul raddoppio dei termini di accertamento di STEFANO LOCONTE E LUCIANNA GARGANO Il legislatore ha previsto, con l integrazione operata dal dl n. 223 del 2006 alle norme di cui agli artt.

Dettagli

Articolo 17- ter. Operazioni effettuate nei confronti di enti pubblici IL TESTO CHE SEGUE SOSTITUISCE INTEGRALMENTE IL COMMENTO ALL ARTICOLO

Articolo 17- ter. Operazioni effettuate nei confronti di enti pubblici IL TESTO CHE SEGUE SOSTITUISCE INTEGRALMENTE IL COMMENTO ALL ARTICOLO Articolo 17- ter Operazioni effettuate nei confronti di enti pubblici IL TESTO CHE SEGUE SOSTITUISCE INTEGRALMENTE IL COMMENTO ALL ARTICOLO 1. Premessa L art. 1, comma 629 della legge 23 dicembre 2014,

Dettagli

Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti

Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti ........ Reperimento risorse per interventi in ambito culturale e sociale Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti di Federica Caponi Consulente di enti locali... Non è

Dettagli

La composizione e gli schemi del bilancio d esercizio (OIC 12), le imposte sul reddito (OIC 25) e i crediti (OIC 15)

La composizione e gli schemi del bilancio d esercizio (OIC 12), le imposte sul reddito (OIC 25) e i crediti (OIC 15) La redazione del bilancio civilistico 2014 : le principali novità. La composizione e gli schemi del bilancio d esercizio (OIC 12), le imposte sul reddito (OIC 25) e i crediti (OIC 15) dott. Paolo Farinella

Dettagli

ESECUZIONE DI PENE DETENTIVE. PROBLEMATICHE RELATIVE AL DECRETO DI SOSPENSIONE PER LE PENE DETENTIVE BREVI

ESECUZIONE DI PENE DETENTIVE. PROBLEMATICHE RELATIVE AL DECRETO DI SOSPENSIONE PER LE PENE DETENTIVE BREVI 1 ESECUZIONE DI PENE DETENTIVE. PROBLEMATICHE RELATIVE AL DECRETO DI SOSPENSIONE PER LE PENE DETENTIVE BREVI. LINEAMENTI DELLE MISURE ALTERNATIVE ALLE PENE DETENTIVE BREVI Dott. Umberto Valboa Il pubblico

Dettagli

Il principio del corrispettivo pattuito ha alcune eccezioni come ad esempio:

Il principio del corrispettivo pattuito ha alcune eccezioni come ad esempio: FATTURAZIONE In linea generale l Iva deve essere applicata sull ammontare complessivo di tutto ciò che è dovuto al cedente o al prestatore, quale controprestazione della cessione del bene o della prestazione

Dettagli

LABORATORIO DI SCRITTURA PAOLO GRILLO. In tema di arbitrio condizionante: I poteri dell'imputato correlati alla contestazione del fatto nuovo

LABORATORIO DI SCRITTURA PAOLO GRILLO. In tema di arbitrio condizionante: I poteri dell'imputato correlati alla contestazione del fatto nuovo LABORATORIO DI SCRITTURA PAOLO GRILLO In tema di arbitrio condizionante: I poteri dell'imputato correlati alla contestazione del fatto nuovo 1. Premessa La contestazione di un fatto nuovo 1 costituisce

Dettagli

COMMISSIONE PRECEDURE CONCORSUALI. Gruppo di studio formato da: Malagoli Rag. Claudio (responsabile) Altomonte Dott. Luca. Giovanardi Dott.

COMMISSIONE PRECEDURE CONCORSUALI. Gruppo di studio formato da: Malagoli Rag. Claudio (responsabile) Altomonte Dott. Luca. Giovanardi Dott. COMMISSIONE PRECEDURE CONCORSUALI Gruppo di studio formato da: Malagoli Rag. Claudio (responsabile) Altomonte Dott. Luca Giovanardi Dott.ssa Enrica Luppi Dott.ssa Stefania Menetti Dott. Pietro Marco Pignatti

Dettagli

Deliberazione n.57/pareri/2008

Deliberazione n.57/pareri/2008 Deliberazione n.57/pareri/2008 REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Nicola Mastropasqua Presidente dott. Giorgio Cancellieri

Dettagli

CIRCOLARE N. 37/E. Roma, 29 dicembre 2006

CIRCOLARE N. 37/E. Roma, 29 dicembre 2006 CIRCOLARE N. 37/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 29 dicembre 2006 OGGETTO: IVA Applicazione del sistema del reverse-charge nel settore dell edilizia. Articolo 1, comma 44, della legge

Dettagli

La compensazione impropria nei rapporti di dare avere quale rimedio al maggior danno nei contratti di mutuo. ANALISI TECNICA

La compensazione impropria nei rapporti di dare avere quale rimedio al maggior danno nei contratti di mutuo. ANALISI TECNICA La compensazione impropria nei rapporti di dare avere quale rimedio al maggior danno nei contratti di mutuo. ANALISI TECNICA Per un proficuo approccio alla problematica presa in esame si propone, qui di

Dettagli

Passività iscritte nei bilanci IAS: il coordinamento fiscale con le modifiche apportate allo IAS 37

Passività iscritte nei bilanci IAS: il coordinamento fiscale con le modifiche apportate allo IAS 37 Le novità civilistiche e fiscali per la stesura del bilancio di Stefano Chirichigno e Vittoria Segre Passività iscritte nei bilanci IAS: il coordinamento fiscale con le modifiche apportate allo IAS 37

Dettagli

INTEGRAZIONE E DEFINIZIONE PER GLI ANNI PREGRESSI DEFINIZIONE DEI RITARDATI OD OMESSI VERSAMENTI

INTEGRAZIONE E DEFINIZIONE PER GLI ANNI PREGRESSI DEFINIZIONE DEI RITARDATI OD OMESSI VERSAMENTI 2003 AGENZIA DELLE ENTRATE INTEGRAZIONE E DEFINIZIONE PER GLI ANNI PREGRESSI DEFINIZIONE DEI RITARDATI OD OMESSI VERSAMENTI artt. 8, 9, 9-bis e 14 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni

Dettagli

CIRCOLARE N. 45/E. Roma, 12 ottobre 2011

CIRCOLARE N. 45/E. Roma, 12 ottobre 2011 CIRCOLARE N. 45/E Roma, 12 ottobre 2011 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Aumento dell aliquota IVA ordinaria dal 20 al 21 per cento - Articolo 2, commi da 2-bis a 2-quater, decreto legge 13 agosto

Dettagli

I CHIARIMENTI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE SUL REVERSE CHARGE

I CHIARIMENTI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE SUL REVERSE CHARGE I CHIARIMENTI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE SUL REVERSE CHARGE Circolare del 31 Marzo 2015 ABSTRACT Si fa seguito alla circolare FNC del 31 gennaio 2015 con la quale si sono offerte delle prime indicazioni

Dettagli

TRIBUNALE DI PORDENONE. Decreto ex art. 180, comma V, R.D. 16 marzo 1942 n. 267

TRIBUNALE DI PORDENONE. Decreto ex art. 180, comma V, R.D. 16 marzo 1942 n. 267 TRIBUNALE DI PORDENONE Decreto ex art. 180, comma V, R.D. 16 marzo 1942 n. 267 Il Tribunale, riunito in camera di consiglio nelle persone dei magistrati: - dr. Enrico Manzon - Presidente - dr. Francesco

Dettagli

La prescrizione dell azione sociale di responsabilità nelle procedure concorsuali

La prescrizione dell azione sociale di responsabilità nelle procedure concorsuali La prescrizione dell azione sociale di responsabilità nelle procedure concorsuali SOMMARIO: 1. - La fattispecie concreta 2. Le azioni di responsabilità contro gli amministratori: caratteri essenziali 3.

Dettagli

COMUNE DI FROSSASCO C.A.P. 10060 - PROVINCIA DI TORINO. Legge 24 novembre 1981, n. 689. D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267

COMUNE DI FROSSASCO C.A.P. 10060 - PROVINCIA DI TORINO. Legge 24 novembre 1981, n. 689. D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 COMUNE DI FROSSASCO C.A.P. 10060 - PROVINCIA DI TORINO Regolamento per l applicazione delle sanzioni amministrative in materia di violazioni ai regolamenti e alle ordinanze comunali Legge 24 novembre 1981,

Dettagli

CIRCOLARE N. 21/E. Roma, 10 luglio 2014

CIRCOLARE N. 21/E. Roma, 10 luglio 2014 CIRCOLARE N. 21/E Direzione Centrale Normativa Roma, 10 luglio 2014 OGGETTO: Fondi di investimento alternativi. Articoli da 9 a 14 del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 44 emanato in attuazione della

Dettagli

LA TERRITORALITÀ IVA DEI SERVIZI RIFERITI AGLI IMMOBILI

LA TERRITORALITÀ IVA DEI SERVIZI RIFERITI AGLI IMMOBILI INFORMATIVA N. 204 14 SETTEMBRE 2011 IVA LA TERRITORALITÀ IVA DEI SERVIZI RIFERITI AGLI IMMOBILI Artt. 7-ter, 7-quater e 7-sexies, DPR n. 633/72 Regolamento UE 15.3.2011, n. 282 Circolare Agenzia Entrate

Dettagli

ALLEGATO C FACSIMILE DICHIARAZIONE RILASCIATA ANCHE AI SENSI DEGLI ARTT. 46 E 47 DEL D.P.R. 445/2000

ALLEGATO C FACSIMILE DICHIARAZIONE RILASCIATA ANCHE AI SENSI DEGLI ARTT. 46 E 47 DEL D.P.R. 445/2000 ALLEGATO C FACSIMILE DICHIARAZIONE RILASCIATA ANCHE AI SENSI DEGLI ARTT. 46 E 47 DEL D.P.R. 445/2000 (N.B. la presente dichiarazione deve essere prodotta unitamente a copia fotostatica non autenticata

Dettagli

REGIME FORFETARIO 2015

REGIME FORFETARIO 2015 OGGETTO: Circolare 4.2015 Seregno, 19 gennaio 2015 REGIME FORFETARIO 2015 La Legge di Stabilità 2015, L. 190/2014 articolo 1 commi da 54 a 89, ha introdotto a partire dal 2015 un nuovo regime forfetario

Dettagli

Uscita dal regime dei minimi

Uscita dal regime dei minimi Fiscal Adempimento La circolare di aggiornamento professionale N. 08 03.03.2014 Uscita dal regime dei minimi A cura di Devis Nucibella Categoria: Regimi speciali Sottocategoria: Contribuenti minimi Dopo

Dettagli

CIRCOLARE N. 1/E. Roma, 9 febbraio 2015

CIRCOLARE N. 1/E. Roma, 9 febbraio 2015 CIRCOLARE N. 1/E Direzione Centrale Normativa Roma, 9 febbraio 2015 OGGETTO: IVA. Ambito soggettivo di applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti Articolo 1, comma 629, lettera b), della

Dettagli

DDL 1345-S in materia di delitti ambientali. (Approvazione in Senato 4 marzo 2015)

DDL 1345-S in materia di delitti ambientali. (Approvazione in Senato 4 marzo 2015) DDL 1345-S in materia di delitti ambientali. (Approvazione in Senato 4 marzo 2015) Il testo inserisce nel codice penale un nuovo titolo, dedicato ai delitti contro l'ambiente, all'interno del quale vengono

Dettagli

IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE

IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE COSA CAMBIA CON LA RIFORMA PREVISTA NEL D.LGS DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE DELEGA 15/2009. L OBBLIGO DI AFFISSIONE DEL CODICE DISCIPLINARE La pubblicazione sul sito istituzionale

Dettagli

Il tema principale che giustifica il provvedimento che quest oggi ci. occupa verte sulla possibilità di confusione fra le denominazioni di due

Il tema principale che giustifica il provvedimento che quest oggi ci. occupa verte sulla possibilità di confusione fra le denominazioni di due Il tema principale che giustifica il provvedimento che quest oggi ci occupa verte sulla possibilità di confusione fra le denominazioni di due società, regolamentata dell art. 2564 c.c., che prevede l integrazione

Dettagli

LA CORRUZIONE TRA PRIVATI:

LA CORRUZIONE TRA PRIVATI: LA CORRUZIONE TRA PRIVATI: APPROFONDIMENTI In data 18 ottobre 2012, dopo un lungo iter parlamentare, il Senato ha approvato il maxi-emendamento al Disegno di Legge recante Disposizioni per la prevenzione

Dettagli

CIRCOLARE N. 15/E. Roma, 13 aprile 2015

CIRCOLARE N. 15/E. Roma, 13 aprile 2015 CIRCOLARE N. 15/E Direzione Centrale Normativa Roma, 13 aprile 2015 OGGETTO: Operazioni effettuate nei confronti di pubbliche amministrazioni: cd. scissione dei pagamenti. Articolo 1, commi 629, lettere

Dettagli

Il regime fiscale degli interessi e degli altri redditi derivanti dai Titoli di Stato domestici

Il regime fiscale degli interessi e degli altri redditi derivanti dai Titoli di Stato domestici Il regime fiscale degli interessi e degli altri redditi derivanti dai Titoli di Stato domestici Il presente documento ha finalità meramente illustrative della tassazione degli interessi e degli altri redditi

Dettagli

Le novità per gli appalti pubblici

Le novità per gli appalti pubblici Le novità per gli appalti pubblici La legge 98/2013 contiene disposizioni urgenti per il rilancio dell economia del Paese e, fra queste, assumono particolare rilievo quelle in materia di appalti pubblici.

Dettagli

Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. N.6 del 29.05.2013 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI

Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. N.6 del 29.05.2013 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro N.6 del 29.05.2013 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI Introduzione Le Societá tra Professionisti, introdotte dalla legge 183/2010, sono una delle novitá

Dettagli

Il sottoscritto... nato il.. a... in qualità di... dell impresa... con sede in... via. n. telefono...n. fax... indirizzo e-mail...pec...

Il sottoscritto... nato il.. a... in qualità di... dell impresa... con sede in... via. n. telefono...n. fax... indirizzo e-mail...pec... ALLEGATO A Istanza di inserimento nell Elenco operatori economici consultabile dall AGC 14 Trasporti e Viabilità Settore Demanio Marittimo Opere Marittime nelle procedure negoziate di cui all art. 125

Dettagli

CIRCOLARE N. 18/E. Roma, 28 aprile 2015

CIRCOLARE N. 18/E. Roma, 28 aprile 2015 CIRCOLARE N. 18/E Direzione Centrale Normativa Roma, 28 aprile 2015 OGGETTO: Addizionale IRES per il settore energetico (c.d. Robin Hood Tax) - Articolo 81, commi 16, 17 e 18, del decreto legge 25 giugno

Dettagli

CIRCOLARE N. 14/E. Roma, 4 giugno 2014

CIRCOLARE N. 14/E. Roma, 4 giugno 2014 CIRCOLARE N. 14/E Roma, 4 giugno 2014 OGGETTO: Le perdite e svalutazioni su crediti La nuova disciplina ai fini IRES e IRAP introdotta dall articolo 1, commi 158-161, della legge 27 dicembre 2013, n. 147

Dettagli

PROCEDURA APERTA AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI TRASPORTO SCOLASTICO DEI COMUNI DI VOLTERRA E CASTELNUOVO VAL DI CECINA A.S. 2012/2013 2013/2014

PROCEDURA APERTA AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI TRASPORTO SCOLASTICO DEI COMUNI DI VOLTERRA E CASTELNUOVO VAL DI CECINA A.S. 2012/2013 2013/2014 PROCEDURA APERTA AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI TRASPORTO SCOLASTICO DEI COMUNI DI VOLTERRA E CASTELNUOVO VAL DI CECINA A.S. 2012/2013 2013/2014 (CIG ) (CPV ) Io sottoscritto... nato a... il...... nella mia

Dettagli

News per i Clienti dello studio

News per i Clienti dello studio News per i Clienti dello studio Ai gentili clienti Loro sedi Il nuovo regime forfettario previsto dalla legge di stabilità per il 2015 Gentile cliente, con la presente desideriamo informarla che con la

Dettagli

a cura della Commissione di diritto societario dell Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano

a cura della Commissione di diritto societario dell Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano La ricostituzione della pluralità dei soci nella s.a.s. In ogni numero della rivista trattiamo una questione dibattuta a cui i nostri esperti forniscono una soluzione operativa. Una guida indispensabile

Dettagli

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare Adozione con delibera

Dettagli

STUDI DI SETTORE: LE INDICAZIONI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE (Sunto della C.M. n.31/2007)

STUDI DI SETTORE: LE INDICAZIONI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE (Sunto della C.M. n.31/2007) STUDIO MINTO Associazione Professionale Commercialisti Revisori Contabili Consulenza del Lavoro Mirano (VE) Telefono 041/5701020 CIRCOLARE INFORMATIVA n. 16 Giugno 2007 STUDI DI SETTORE: LE INDICAZIONI

Dettagli

Roma, 11 marzo 2011. 1. Premessa

Roma, 11 marzo 2011. 1. Premessa CIRCOLARE N. 13/E Direzione Centrale Accertamento Roma, 11 marzo 2011 OGGETTO : Attività di controllo in relazione al divieto di compensazione, in presenza di ruoli scaduti, di cui all articolo 31, comma

Dettagli

Operazioni, attività e passività in valuta estera

Operazioni, attività e passività in valuta estera OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI Operazioni, attività e passività in valuta estera Agosto 2014 Copyright OIC PRESENTAZIONE L Organismo Italiano di Contabilità (OIC) si è costituito,

Dettagli

MODELLO DELLA DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA

MODELLO DELLA DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA MODELLO DELLA DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA Spett.le ACSM-AGAM S.p.A. Via P. Stazzi n. 2 22100 COMO CO Oggetto: Dichiarazione sostitutiva in merito al possesso dei requisiti di ordine generale prescritti dall

Dettagli

Fiscal News N. 206. Sospensione feriale dei termini processuali. La circolare di aggiornamento professionale 23.07.2013. Premessa

Fiscal News N. 206. Sospensione feriale dei termini processuali. La circolare di aggiornamento professionale 23.07.2013. Premessa Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 206 23.07.2013 Sospensione feriale dei termini processuali Categoria: Contenzioso Sottocategoria: Processo tributario Anche quest anno, come di

Dettagli

Articolo 55 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 Elettorato passivo

Articolo 55 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 Elettorato passivo ALL. 1) Articolo 55 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 Elettorato passivo 1. Sono eleggibili a sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale e circoscrizionale gli elettori di un qualsiasi

Dettagli

Il regime fiscale delle anticipazioni erogate dai fondi pensione Michela Magnani Dottore commercialista in Bologna

Il regime fiscale delle anticipazioni erogate dai fondi pensione Michela Magnani Dottore commercialista in Bologna PREVIDENZA COMPLEMENTARE E TFR Guida al Lavoro Il regime fiscale delle anticipazioni erogate dai fondi pensione Michela Magnani Dottore commercialista in Bologna 14 Confronto di convenienza, anche fiscale,

Dettagli

CIRCOLARE N. 23/E. OGGETTO: Ravvedimento Articolo 13, comma 1, lettera a-bis), del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 Chiarimenti.

CIRCOLARE N. 23/E. OGGETTO: Ravvedimento Articolo 13, comma 1, lettera a-bis), del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 Chiarimenti. CIRCOLARE N. 23/E Direzione Centrale Normativa Roma, 9 giugno 2015 OGGETTO: Ravvedimento Articolo 13, comma 1, lettera a-bis), del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 Chiarimenti. La legge di

Dettagli

Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti

Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti 08 Giugno 2015 Elisa Noto, Mariateresa Villani Sommario La prescrizione breve in materia di rapporto

Dettagli

PRINCIPI DI REDAZIONE DEL BILANCIO D ESERCIZIO

PRINCIPI DI REDAZIONE DEL BILANCIO D ESERCIZIO PRINCIPI DI REDAZIONE DEL BILANCIO D ESERCIZIO IL BILANCIO D ESERCIZIO E UN DOCUMENTO AZIENDALE DI SINTESI, DI DERIVAZIONE CONTABILE, RIVOLTO A VARI DESTINATARI, CHE RAPPRESENTA IN TERMINI CONSUNTIVI E

Dettagli

Adempimenti fiscali nel fallimento

Adempimenti fiscali nel fallimento ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI ED ESPERTI CONTABILI DI LECCO Adempimenti fiscali nel fallimento A cura della Commissione di studio in materia fallimentare e concorsuale Febbraio 2011 INDICE 1. Apertura

Dettagli

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DEI REQUISITI GENERALI DI CUI ALL ART. 38, C. 1 DEL D.LGS. N. 163/06

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DEI REQUISITI GENERALI DI CUI ALL ART. 38, C. 1 DEL D.LGS. N. 163/06 PROCEDURA APERTA, AI SENSI DELL ART. 124 DEL D.LGS. 163/2006 E DELL ART. 326 DEL DPR 207/2010, PER L AFFIDAMENTO QUADRIENNALE DEL SERVIZIO DI CONSULENZA E BROKERAGGIO ASSICURATIVO. CIG: 30590339E1 DICHIARAZIONE

Dettagli

Bilancio finale di liquidazione e piano di Riparto

Bilancio finale di liquidazione e piano di Riparto Bilancio finale di liquidazione e piano di Riparto Natura e composizione Non vi sono specifiche indicazioni in merito alle modalità di redazione del bilancio; Il bilancio finale di liquidazione dovrebbe

Dettagli

Agroalimentare: la nuova tutela penale fornita dal codice ai prodotti DOP e IGP

Agroalimentare: la nuova tutela penale fornita dal codice ai prodotti DOP e IGP PREVENZIONE Agroalimentare: la nuova tutela penale fornita dal codice ai prodotti DOP e IGP Cosimo Nicola Pagliarone* Lelio Palazzo** In ambito di mercato i marchi di tutela hanno la funzione di preservare

Dettagli

IL DIRITTO ANNUALE DOVUTO ALLA CAMERA DI COMMERCIO

IL DIRITTO ANNUALE DOVUTO ALLA CAMERA DI COMMERCIO IL DIRITTO ANNUALE DOVUTO ALLA CAMERA DI COMMERCIO TARDIVO OD OMESSO VERSAMENTO SANZIONI - RICORSI IL RAVVEDIMENTO - COMPENSAZIONE RIMBORSI SCHEDA N. 3 Claudio Venturi Camera di Commercio Diritto Annuale

Dettagli

BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ

BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ Tra le modifiche introdotte nell agosto 2010 all art. 186, C.d.S., vi è anche l inserimento del nuovo comma 9 bis, che prevede l applicazione del lavoro

Dettagli

Consiglio nazionale del notariato, Studio 98-2013/I; Codice civile, art. 2363; D.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma societaria).

Consiglio nazionale del notariato, Studio 98-2013/I; Codice civile, art. 2363; D.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma societaria). Luogo di convocazione dell assemblea nelle società di capitali della Dott.ssa Roberta De Pirro L ADEMPIMENTO Il Consiglio nazionale del notariato, nello Studio n. 98-2013/I ha fatto il punto sul luogo

Dettagli

IL TRATTAMENTO FISCALE DELLE SPESE DI RAPPRESENTANZA

IL TRATTAMENTO FISCALE DELLE SPESE DI RAPPRESENTANZA IL TRATTAMENTO FISCALE DELLE SPESE DI RAPPRESENTANZA Una circolare dell Agenzia delle entrate chiarisce il trattamento fiscale delle spese di rappresentanza Con la circolare in oggetto, l Agenzia delle

Dettagli

REGOLAMENTO IN MATERIA DI TITOLI ABILITATIVI PER L OFFERTA AL PUBBLICO DI SERVIZI POSTALI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI

REGOLAMENTO IN MATERIA DI TITOLI ABILITATIVI PER L OFFERTA AL PUBBLICO DI SERVIZI POSTALI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Allegato A alla delibera n. 129/15/CONS REGOLAMENTO IN MATERIA DI TITOLI ABILITATIVI PER L OFFERTA AL PUBBLICO DI SERVIZI POSTALI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 Definizioni 1. Ai fini del presente

Dettagli

LA NON IMPONIBILITÀ IVA DELLE OPERAZIONI CON ORGANISMI COMUNITARI

LA NON IMPONIBILITÀ IVA DELLE OPERAZIONI CON ORGANISMI COMUNITARI LA NON IMPONIBILITÀ IVA DELLE OPERAZIONI CON ORGANISMI COMUNITARI Tratto dalla rivista IPSOA Pratica Fiscale e Professionale n. 8 del 25 febbraio 2008 A cura di Marco Peirolo Gruppo di studio Eutekne L

Dettagli

Nel procedimento per la sospensione dell esecuzione del provvedimento impugnato (art. 5, L. 742/1969).

Nel procedimento per la sospensione dell esecuzione del provvedimento impugnato (art. 5, L. 742/1969). Il commento 1. Premessa La sospensione feriale dei termini è prevista dall art. 1, co. 1, della L. 07/10/1969, n. 742 1, il quale dispone che: Il decorso dei termini processuali relativi alle giurisdizioni

Dettagli

COMMISSIONE PARLAMENTARE DI VIGILANZA SULL ANAGRAFE TRIBUTARIA AUDIZIONE DEL DIRETTORE DELL AGENZIA DELLE ENTRATE

COMMISSIONE PARLAMENTARE DI VIGILANZA SULL ANAGRAFE TRIBUTARIA AUDIZIONE DEL DIRETTORE DELL AGENZIA DELLE ENTRATE COMMISSIONE PARLAMENTARE DI VIGILANZA SULL ANAGRAFE TRIBUTARIA AUDIZIONE DEL DIRETTORE DELL AGENZIA DELLE ENTRATE Modello 730 precompilato e fatturazione elettronica Roma, 11 marzo 2015 2 PREMESSA Signori

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA Lombardia 300/2014/PAR REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Gianluca Braghò dott. Donato Centrone dott. Andrea Luberti

Dettagli

IL REGIME FISCALE DELLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE E DELLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE (COMPRESE LE SOCIETÀ SPORTIVE DILETTANTISTICHE)

IL REGIME FISCALE DELLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE E DELLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE (COMPRESE LE SOCIETÀ SPORTIVE DILETTANTISTICHE) RIVISTA DI ISSN 1825-6678 DIRITTO ED ECONOMIA DELLO SPORT Vol. III, Fasc. 1, 2007 IL REGIME FISCALE DELLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE E DELLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE (COMPRESE LE SOCIETÀ SPORTIVE

Dettagli

La comunicazione dei dati relativi al Tfr e altre indennità

La comunicazione dei dati relativi al Tfr e altre indennità La comunicazione dei dati relativi al Tfr e altre indennità La sezione relativa all esposizione sintetica e analitica dei dati relativi al Tfr, alle indennità equipollenti e alle altre indennità e somme,

Dettagli

OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI. Imposte sul reddito. Agosto 2014. Copyright OIC

OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI. Imposte sul reddito. Agosto 2014. Copyright OIC OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI Imposte sul reddito Agosto 2014 Copyright OIC PRESENTAZIONE L Organismo Italiano di Contabilità (OIC) si è costituito, nella veste giuridica di

Dettagli

La sanzione prevista per chi ha commesso un reato è LA PENA. Essa può essere pecuniaria (tipo multa, denaro) o detentiva (reclusione in carcere).

La sanzione prevista per chi ha commesso un reato è LA PENA. Essa può essere pecuniaria (tipo multa, denaro) o detentiva (reclusione in carcere). Breve percorso sulla Magistratura La Magistratura La funzione giurisdizionale è la funzione dello stato diretta all applicazione delle norme giuridiche per la risoluzione delle controverse tra cittadini

Dettagli

Bilateralità e fiscalità di Eugenio della Valle

Bilateralità e fiscalità di Eugenio della Valle Bilateralità e fiscalità di Eugenio della Valle 1) Premessa. Con le lenti del tributarista il tema della bilateralità può essere affrontato avendo riguardo ai seguenti tre aspetti: (i) la natura, commerciale

Dettagli

Servizio Amministrativo di Supporto alle Autorità Indipendenti Via Michele Iacobucci, 4 L Aquila

Servizio Amministrativo di Supporto alle Autorità Indipendenti Via Michele Iacobucci, 4 L Aquila Modello B) REGIONE ABRUZZO CONSIGLIO REGIONALE Servizio Amministrativo di Supporto alle Autorità Indipendenti Via Michele Iacobucci, 4 L Aquila acquisito di materiale di cancelleria per l Ufficio amministrativo

Dettagli

Il valore normale degli immobili come criterio per l accertamento dei tributi

Il valore normale degli immobili come criterio per l accertamento dei tributi Il valore normale degli immobili come criterio per l accertamento dei tributi dott. Christian Attardi Agenzia delle Entrate Ufficio di Modena Parte 1 Il valore normale come criterio d accertamento nelle

Dettagli

ed attesta numero iscrizione del forma giuridica

ed attesta numero iscrizione del forma giuridica . (FAC-SIMILE ISTANZA DI PARTEZIPAZIONE) AL COMUNE DI PIANA DEGLI ALBANESI DIREZIONE A.E.S. LAVORI PUBBLICI E PROGETTAZIONE VIA P. TOGLIATTI, 2 90037 PIANA DEGLI ALBANESI (PA) Il sottoscritto.... nato

Dettagli

ALL UFFICIO DI PIANO Via Garibaldi n. 1 08048 Tortolì ( Og ) Telefono 0782 600 715 Fax 0782 600711

ALL UFFICIO DI PIANO Via Garibaldi n. 1 08048 Tortolì ( Og ) Telefono 0782 600 715 Fax 0782 600711 1 ALL UFFICIO DI PIANO Via Garibaldi n. 1 08048 Tortolì ( Og ) Telefono 0782 600 715 Fax 0782 600711 www.plusogliastra.it plusogliastra@pec.it ISTANZA DI PARTECIPAZIONE LOTTO DESCRIZIONE BARRARE IL LOTTO

Dettagli

Direzione Centrale Entrate. Roma, 10/04/2015

Direzione Centrale Entrate. Roma, 10/04/2015 Direzione Centrale Entrate Roma, 10/04/2015 Circolare n. 72 Ai Dirigenti centrali e periferici Ai Responsabili delle Agenzie Ai Coordinatori generali, centrali e periferici dei Rami professionali Al Coordinatore

Dettagli

SPLIT PAYMENT: IN VIGORE DAL 1 GENNAIO 2015 di Antonio Gigliotti

SPLIT PAYMENT: IN VIGORE DAL 1 GENNAIO 2015 di Antonio Gigliotti SPLIT PAYMENT: IN VIGORE DAL 1 GENNAIO 2015 di Antonio Gigliotti Premessa - Dallo scorso 1 Gennaio è entrato in vigore il particolare meccanismo c.d. split payment, il quale prevede per le cessione di

Dettagli

CAPITOLO I L IMPOSIZIONE DIRETTA PER LE SOCIETÀ SEMPLICI IMMOBILIARI 1 1 SOCIETÀ SEMPLICI ESERCENTI ATTIVITÀ DI GESTIONE IMMOBILIARE

CAPITOLO I L IMPOSIZIONE DIRETTA PER LE SOCIETÀ SEMPLICI IMMOBILIARI 1 1 SOCIETÀ SEMPLICI ESERCENTI ATTIVITÀ DI GESTIONE IMMOBILIARE Società immobiliari CAPITOLO I L IMPOSIZIONE DIRETTA PER LE SOCIETÀ SEMPLICI IMMOBILIARI 1 1 SOCIETÀ SEMPLICI ESERCENTI ATTIVITÀ DI GESTIONE IMMOBILIARE Ai sensi dell art. 2249 c.c., le società che hanno

Dettagli

GUIDA FISCALE PER GIOVANI AVVOCATI

GUIDA FISCALE PER GIOVANI AVVOCATI GUIDA FISCALE PER GIOVANI AVVOCATI Ordine degli avvocati di Genova Direzione Regionale della Liguria La Guida prende spunto dal confronto tra Agenzia delle Entrate e Ordine degli Avvocati di Genova. Principale

Dettagli

di Roberto Fontana, magistrato

di Roberto Fontana, magistrato 10.1.2014 LE NUOVE NORME SULLA FISSAZIONE DELL UDIENZA E LA NOTIFICAZIONE DEL RICORSO E DEL DECRETO NEL PROCEDIMENTO PER DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO di Roberto Fontana, magistrato Sommario. 1. La nuova

Dettagli

LE NUOVE REGOLE DI FATTURAZIONE DAL 01 GENNAIO 2013 (Art. 1, commi da 324 a 335 ** Legge di Stabilità 2013 n. 228 del 24.12.2012)

LE NUOVE REGOLE DI FATTURAZIONE DAL 01 GENNAIO 2013 (Art. 1, commi da 324 a 335 ** Legge di Stabilità 2013 n. 228 del 24.12.2012) LE NUOVE REGOLE DI FATTURAZIONE DAL 01 GENNAIO 2013 (Art. 1, commi da 324 a 335 ** Legge di Stabilità 2013 n. 228 del 24.12.2012) Condividere la conoscenza è un modo per raggiungere l immortalità (Tensin

Dettagli

Valore in dogana e valore ai fini IVA da dichiarare sulla bolletta doganale (di Ubaldo Palma)

Valore in dogana e valore ai fini IVA da dichiarare sulla bolletta doganale (di Ubaldo Palma) Valore in dogana e valore ai fini IVA da dichiarare sulla bolletta doganale (di Ubaldo Palma) Il valore imponibile a fronte di bollette doganali è oggetto di numerose liti fiscali a causa della poca chiarezza

Dettagli

Rapporti fra il reato di cui all articolo 572 c.p. e altri reati

Rapporti fra il reato di cui all articolo 572 c.p. e altri reati Rapporti fra il reato di cui all articolo 572 c.p. e altri reati Molti sono i reati che confinano con quello di cui all articolo 572 del codice penale. Si tratta di fattispecie penali che possono avere

Dettagli

l agenzia in f orma CONTRIBUENTI MINIMI : ADEMPIMENTI MINIMI il fisco facile per piccoli imprenditori e professionisti

l agenzia in f orma CONTRIBUENTI MINIMI : ADEMPIMENTI MINIMI il fisco facile per piccoli imprenditori e professionisti 1 2008 l agenzia in f orma CONTRIBUENTI MINIMI : ADEMPIMENTI MINIMI il fisco facile per piccoli imprenditori e professionisti 1 2008 l agenzia in f orma CONTRIBUENTI MINIMI : ADEMPIMENTI MINIMI il fisco

Dettagli

CONVENZIONE TRA LA SANTA SEDE E IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA IN MATERIA FISCALE

CONVENZIONE TRA LA SANTA SEDE E IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA IN MATERIA FISCALE CONVENZIONE TRA LA SANTA SEDE E IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA IN MATERIA FISCALE La Santa Sede ed il Governo della Repubblica Italiana, qui di seguito denominati anche Parti contraenti; tenuto conto

Dettagli

ntrate genzia Informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi dell art. 13 del D.Lgs. n. 196 del 2003 Finalità del

ntrate genzia Informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi dell art. 13 del D.Lgs. n. 196 del 2003 Finalità del genzia ntrate BENI CONCESSI IN GODIMENTO A SOCI O FAMILIARI E FINANZIAMENTI, CAPITALIZZAZIONI E APPORTI EFFETTUATI DAI SOCI O FAMILIARI DELL'IMPRENDITORE NEI CONFRONTI DELL'IMPRESA (ai sensi dell articolo,

Dettagli

Schema di Decreto legislativo recante Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a norma dell art.

Schema di Decreto legislativo recante Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a norma dell art. Schema di Decreto legislativo recante Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a norma dell art. 1, comma 1, lett. m, della legge 28 aprile 2014, n. 67 RELAZIONE Lo

Dettagli

ART. 19 Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali

ART. 19 Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali 121 TITOLO III - DELL ATTIVITÀ SINDACALE ART. Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali Rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite ad iniziativa dei lavoratori in ogni unità

Dettagli