GIS Day Il GIS per il governo e la gestione del territorio. a cura di Salvatore Sessa

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3 GIS Day 2010 Il GIS per il governo e la gestione del territorio a cura di Salvatore Sessa

4 Copyright MMXII ARACNE editrice S.r.l. via Raffaele Garofalo, 133/A B Roma (06) isbn I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di riproduzione e di adattamento anche parziale, con qualsiasi mezzo, sono riservati per tutti i Paesi. Non sono assolutamente consentite le fotocopie senza il permesso scritto dell Editore. I edizione: gennaio 2012

5 Indice 9 Introduzione di S. Sessa 11 Un GIS per l Ambito 21 del PRG di Napoli di C. Bronzino, A. De Riggi, M.S. Lambiase, M. Montuori, E. Peduto, P. Ruggiero, G. Rolando, T. Talamo 29 Analisi degli standard urbanistici mediante tecnologia GIS nel Comune di Avellino di B. Cardone, F. Di Martino, S. Sessa, R. Spiniello 49 Uso di tecnologia GIS come strumento di supporto alla pianificazione urbanistica del Comune di Crotone di B. Cardone, F. Di Martino, I. Garofalo, S. Sessa, O. Ventura 61 Il piano strategico delle Aree Gioco Urbane: accessibilità, continuità e influenza dei servizi di G. Carrieri, A. Demarchi 79 Il GIS per il Museo Archeologico Nazionale di Napoli: applicazione dei Sistemi GIS per la gestione informatizzata di un edificio museale di A. Castellucci, M.F. Frettolosi, V. Ingravallo, R. Mazza, F. Miele, G. Rolando, L. Sorrentino, P. Talamo, G. Tropeano 5

6 6 GIS Day La valutazione spaziale integrata nell elaborazione del piano urbanistico comunale di Cava de Tirreni (SA) di M. Cerreta, P. De Toro, S. Parrella, A. Picariello 127 Il GIS come sistema di supporto alle decisioni per la pianificazione della mobilità sostenibile in un caso studio di V. Cortese, P. D Amico, F. Di Martino, R. Mari, P. Napolitano, G. Palma, S. Sessa, F. Sgariglia, M. Soravia 141 Progettazione e costruzione di un database relazionale finalizzato alla gestione del patrimonio storico artistico del Museo del Mare di Napoli di D. D Angelo 157 Uso di sistemi GIS per il posizionamento in mare di gabbie per l allevamento ittico di L. Avagliano, F. de Chiara, R. di Costanzo, S. Esposito 177 MapReduce per la gestione della propagazione dei cambiamenti su geo banche dati distribuite per il progetto ETHOS di F. Di Martino, L. Scarpa, S. Sessa 201 Il WEBGIS per la gestione e il controllo delle attività di cantiere di L. Donate Blazquez, A. Genito, U. Malvone 209 Un GIS per il Comune di Torre del Greco (NA): analisi di danno sismico del centro antico di G. De Masi, G. Delli Priscoli, G. Florio, A. Formisano, R. Landolfo, F.M. Mazzolani 231 Costruzione in ambiente GIS di un indice di consumo di suolo per la misurazione della diffusione insediativa di R. Gerundo, M. Grimaldi

7 Indice La carta del RISCHIO locale dei beni culturali: una sperimentazione con l utilizzo di tecnologie GIS di A. Graziato 277 Piano del colore dei Comuni di Castelvetere sul Calore e Giffoni Sei Casali di M. Matteis, S. Sica 289 Un sistema di intelligenza computazionale integrato in un GIS per la previsione della concentrazione di piombo nel suolo di S. Rampone, G. Testa 303 Gli applicativi BIM e la logica dei database: l interoperabilità come strategia per l ottimizzazione del processo edilizio di S. Russo Ermolli, E. Tersigni 317 Tecnologia GIS per la tutela di specie protette in Campania: l esempio del Gabbiano corso Larus Audouinii (Payraudeau, 1826) di A. Usai, C. Savarese

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9 GIS Day 2010 ISBN DOI / p. 9 (gennaio 2012) Introduzione Come già avvenuto nel 2008 e 2009, il 16 novembre 2010 si è tenuto l evento GIS DAY 2010: IL GIS PER IL GOVERNO E LA GESTIO- NE DEL TERRITORIO nell Aula Magna della Facoltà di Architettura (Chiesa Monumentale di SS. Demetrio e Bonifacio in Piazzetta Monticelli, Napoli), organizzato dal Dipartimento di Costruzioni e Metodi Matematici in Architettura dell Università degli Studi di Napoli Federico II. Con questa terza raccolta monografica di articoli riguardanti i Sistemi Informativi Territoriali, continua il contributo degli esperti di questa tecnologia intervenuti all evento per presentare i loro lavori: si tratta di liberi professionisti, docenti e ricercatori universitari, dipendenti di Enti Pubblici e di Enti Locali che hanno mostrato come i GIS sono usati per la corretta gestione e il buon governo del territorio. Ancora una volta si ringraziano tutti gli autori che hanno inviato il loro articolo ed ESRIITALIA, la cui sponsorizzazione è stata fondamentale per la riuscita e l organizzazione dell evento. Un particolare ringraziamento alle signore Alessandra Sciarrino e Silvia D ambrosio che hanno curato la parte amministrativa dell evento, nonché alla studentessa Eleonora Marino per il suo supporto all organizzazione. Per il Dipartimento Prof. Salvatore Sessa 9

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11 GIS Day 2010 ISBN DOI / pp (gennaio 2012) Un GIS per l Ambito 21 del PRG di Napoli C. Bronzino, A. De Riggi, M.S. Lambiase, M. Montuori, E. Peduto P. Ruggiero, G. Rolando, T. Talamo abstract: sempre più l uso del GIS sta entrando nel mondo dei beni culturali, come ad esempio per l archeologia ed il restauro che pur necessitano l integrazione di dati di diversa natura collegati a precise informazioni spaziali. La possibilità di elaborare tutti i dati inerenti la conoscenza di un manufatto architettonico ed integrarli con i riferimenti che aiutano a ricostruire ipotesi sulla cultura materiale e sulla trasformazione sociale, agganciandoli alla realtà fisica del territorio, incrementano la possibilità di comunicazione di discipline spesso difficili da divulgare. Per quanto riguarda il restauro, è il monumento stesso il luogo dove una molteplicità di saperi si incontrano ed è sempre più necessario gestire una quantità di informazioni che devono relazionarsi tra loro, pur tuttavia mantenendo un quadro unitario, ed in questo l uso del GIS può essere di grande aiuto. Noi mostriamo l uso del GIS nell ambito 21 del PRG di Napoli. keywords: GIS, restauro architettonico. * Università degli Studi di Napoli Federico II, Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio, Via Monteoliveto 3, Napoli; e mail: gmail.com, it, 11

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14 14 C. Bronzino et al.

15 Un GIS per l Ambito 21 del PRG di Napoli 15

16 16 C. Bronzino et al.

17 Un GIS per l Ambito 21 del PRG di Napoli 17

18 18 C. Bronzino et al.

19 Un GIS per l Ambito 21 del PRG di Napoli 19

20 20 C. Bronzino et al.

21 Un GIS per l Ambito 21 del PRG di Napoli 21

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23 Un GIS per l Ambito 21 del PRG di Napoli 23

24 24 C. Bronzino et al.

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26 26 C. Bronzino et al.

27 Un GIS per l Ambito 21 del PRG di Napoli 27

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29 GIS Day 2010 ISBN DOI / pp (gennaio 2012) Analisi degli standard urbanistici mediante tecnologia GIS nel Comune di Avellino B. Cardone*, F. Di Martino*, S. Sessa**, R. Spiniello** abstract: la necessità di tutela ed organizzazione dello spazio antropizzato, ha portato allo sviluppo di nuove tecniche informatizzate per la pianificazione urbanistica. Si è passati dalla catalogazione dei dati per fini statistici alla necessità di legare le informazioni alle singole entità territoriali. Questo è stato possibile con l introduzione dei GIS (Geographic Information System), che permettono l acquisizione, la registrazione, l analisi, la visualizzazione e la restituzione di informazioni derivanti da dati geografici. La costruzione di un GIS avviene attraverso un processo che parte con la raccolta delle informazioni e finisce con la presentazione dei risultati. La riforma del Titolo V della Costituzione ha apportato l obbligo, da parte dei Comuni, di fornire i piani in formato digitale, questi ultimi nati proprio dall esigenza di poter disporre di potenti strumenti per la raccolta e l elaborazione delle informazioni, necessarie per effettuare le migliori scelte possibili associate al territorio. Obiettivo fondamentale di questo lavoro è di utilizzare un GIS, capace di essere strumento di supporto tecnico ai processi decisionali, nel quadro di una pubblica amministrazione sempre più orientata alla logica del rispetto dei principi di oggettività, trasparenza e sostenibilità ambientale, in termini di pianificazione territoriale ed urbanistica. keywords: GIS, legislazione urbanistica, standard urbanistici. * Università degli Studi di Napoli, Dipartimento di Costruzioni e Metodi Matematici in Architettura, Via Toledo 402, Napoli; e mail: unina.it; ** Contrada Archi, Parco Gilia 10, Avellino; e mail: 29

30 30 B. Cardone, F. Di Martino, S. Sessa, R. Spiniello 1. Il GIS e la legislazione urbanistica I Sistemi Informativi Geografici sono utilizzati in tutte quelle applicazioni nelle quali la cartografia è sempre stata un elemento fondamentale, come ad esempio per la gestione delle attività di controllo del territorio ed in particolare per l urbanistica e la pianificazione territoriale. L utilizzo dell informazione geografica e della sua rappresentazione sul territorio si è rivelato nel tempo uno strumento insostituibile per conoscere, descrivere, controllare, visualizzare vari aspetti del mondo circostante. In questi anni l uso di cartografia tradizionale è stato man mano sostituito dall utilizzo di database geografici e dai relativi sistemi di gestione ed elaborazione informatica. L urbanistica è stata tra i primi campi di applicazione di questi nuovi strumenti. Già nei primi anni 80 alcune amministrazioni comunali avevano strutturato sistemi per la gestione del territorio; da allora, però, non si è assistito ad un vero e proprio processo di informatizzazione del dato territoriale; le grandi difficoltà che sono state riscontrate sono principalmente legate all alto costo di acquisizione della cartografia necessaria ai comuni, alle province ed alle regioni per effettuare le analisi territoriali finalizzate al governo del territorio. Oltre a questo aspetto, che è indubbiamente il principale, ci sono problemi legati alla mancanza di conoscenze informatiche da parte del personale che lavora per le amministrazioni locali, provinciali e regionali, nonché di leggi e procedure adeguate. Come è ben noto, l urbanistica in Italia è strutturata sulla base di una legge risalente al 1942, esattamente la n Tale normativa è stata modificata ed integrata da 11 leggi successive, l ultima delle quali è la n. 179 del Questa legge prevedeva l approvazione di un Piano Regolatore Generale (attuato mediante piani particolareggiati) che si estende all intero territorio comunale, e di un piano territoriale di coordinamento da compilare in determinate parti del territorio nazionale. Da allora molte cose sono cambiate, in particolare sono state trasferite alle Regioni a statuto ordinario le funzioni di ordinamento e organizzazione amministrativa, servizi sociali, sviluppo economico, assetto ed utilizzo del territorio, tramite il D.P.R. 616 del Altro passaggio molto importante è la legge

31 Analisi degli Standard Urbanistici mediante Tecnologia GIS nel Comune di Avellino del 1990 che detta il nuovo ordinamento delle autonomie locali. In particolare, la legge detta i principi dell ordinamento dei Comuni e delle Province e ne determina le funzioni. Comuni e Province concorrono alla determinazione degli obiettivi contenuti nei piani e programmi dello Stato e delle Regioni e provvedono, per quanto di propria competenza, alla loro specificazione ed attuazione. È stabilito inoltre che la Provincia, predisponga e adotti il Piano Territoriale di Coordinamento, che determina indirizzi generali di assetto del territorio. Infine, l ultimo passaggio fondamentale è la riforma del Titolo V della Costituzione, che ha sancito la fine della gerarchia centralizzata a favore dell autogoverno delle Regioni, delineando i contorni di una nuova urbanistica, in cui emerge la centralità della legislazione regionale. Molte regioni prevedono l utilizzo dei sistemi GIS nella loro normativa, attribuendo un elevato livello d importanza dell informazione geografica da semplice strumento di ausilio alla pianificazione territoriale a vero e proprio elemento cogente per l approvazione degli strumenti urbanistici introducendo, ad esempio, l obbligo, da parte dei comuni, a fornire i piani regolatori in formato digitale, per ottenerne la relativa approvazione. Nello specifico la Regione Campania ha adottato la legge regionale 16 del 22 dicembre 2004, che ha apportato notevoli varianti alla pianificazione, ma soprattutto ha istituito il Sistema Informativo Territoriale (SIT), come si evince dal Titolo I, Capo I, art Cosa sono i Sistemi Informativi Geografici I Sistemi Informativi Geografici sono strumenti con cui è possibile gestire ed elaborare informazioni di varia natura associate al territorio. Operando sul territorio sono detti anche Sistemi Informativi Territoriali o, con terminologia più ampia, Sistemi Informativi Ambientali. I concetti di territorio e ambiente sono assimilati, nella definizione, come una stessa entità, o più correttamente come un insieme di oggetti suddivisi per classi. Un GIS è l insieme: delle persone (gli operatori); del software (i programmi);

32 32 B. Cardone, F. Di Martino, S. Sessa, R. Spiniello dei dati; delle procedure; dell hardware (le apparecchiature) il cui fine è acquisire, organizzare, elaborare e restituire i dati riguardanti un organizzazione, al fine di mettere a disposizione dei responsabili delle decisioni operative tutte le informazioni necessarie per effettuare le migliori scelte possibili [1]. Un Sistema Informativo si dice Territoriale quando è progettato per operare con dati riferiti allo spazio geografico. Un GIS è quindi un sistema che contiene specifiche funzioni per acquisire, elaborare, gestire e restituire dati georiferiti. Il dato territoriale deve essere inteso in senso ampio, sia come dato cartografico numerico, georiferito, sia come dato descrittivo direttamente o indirettamente associato agli elementi rappresentati sulla Cartografia: in questo sta la grande potenzialità dei GIS, quella di associare ad un elemento spaziale un numero virtualmente infinito di attributi di tipo descrittivo, residenti nel database, collegando così la mappa alla banca dati Il GIS tecnicamente Allo scopo di rappresentare e gestire le informazioni spaziali mediante un GIS, è necessario utilizzare una rappresentazione dei dati che sia sganciata dalla realtà fisica; questo viene realizzato definendo un modello dei dati che sia abbastanza ampio da accogliere al suo interno tutti gli oggetti che esistono nel mondo fisico (aree, linee, punti, quote, ecc.) e che sia sufficientemente elastico da permettere di adattarlo a tutte le combinazioni che effettivamente occorrono nella realtà. Rispetto ad una rappresentazione puramente geometrica degli oggetti presenti nella realtà, ad un GIS viene richiesto di mantenere e gestire tutte le informazioni che riguardano le mutue relazioni spaziali tra i diversi elementi, come la connessione, l adiacenza o l inclusione, cioè di strutturare i dati definendone anche la topologia. Oltre a questi due aspetti geometrico e topologico, il modello dei dati, per essere efficace, deve prevedere l inserimento al suo interno dei dati descrittivi dei singoli oggetti reali, definibili come attributi. Questi

33 Analisi degli Standard Urbanistici mediante Tecnologia GIS nel Comune di Avellino 33 tre insiemi di informazioni (geometria, topologia, attributi) vengono poi effettivamente implementati in un GIS mediante uno specifico modello fisico, che oggi si basa su strutture dei dati di tipo relazionale, tipiche dei data base più evoluti e su architetture hardware e software di tipo client/server, tipicamente in reti locali di elaboratori. Caratteristica fondamentale di un GIS è la sua capacità di georiferire i dati; ovvero di attribuire ad ogni elemento le sue coordinate spaziali reali. In altre parole, le coordinate di un oggetto non sono memorizzate relativamente ad un sistema di riferimento arbitrario, né relativamente al sistema di coordinate della periferica usata, come la tavoletta digitalizzatrice o il video, ma sono memorizzate secondo le coordinate del sistema di riferimento in cui realmente è situato l oggetto e nelle reali dimensioni, non in scala. La scala di rappresentazione diventa a questo punto solamente un parametro per definire il grado di accuratezza e la risoluzione delle informazioni grafiche, e quindi utilizzabili ad esempio per definire la densità di rappresentazione: ad una scala minore, elementi come gli edifici non vengono rappresentati e compaiono gli isolati o le aree urbanizzate Panorama delle funzioni e degli operatori GIS Se una organizzazione dei dati di tipo topologico caratterizza già i sistemi GIS, la loro capacità di effettuare operazioni di analisi spaziale li distanzia ulteriormente e definitivamente dal mondo dei sistemi nati per effettuare operazioni di sola cartografia e disegno al computer. Mediante tale analisi, partendo dalle informazioni esistenti nel nostro database geografico, possono essere creati nuovi livelli informativi, associando i dati in maniera da identificare relazioni prima non chiaramente visibili. Tipico esempio sono le analisi effettuate con la semplice sovrapposizione di più livelli informativi (overlay) come l uso del suolo ed i dati catastali, allo scopo di identificare, per ogni proprietà (particella catastale), la tipologia di uso del suolo. Analisi più sofisticate possono essere effettuate con la combinazione di diversi operatori anche estremamente complessi che operano sui dati sia bidimensionali sia tridimensionali.

34 34 B. Cardone, F. Di Martino, S. Sessa, R. Spiniello Una categoria a parte sono gli operatori specializzati per la gestione e l analisi delle reti a grafo che operano su una struttura dati topologica di tipo lineare avente degli attributi alfanumerici particolari, necessari ad effettuare le analisi di connettività, minimo percorso, allocazione di risorse ecc. tipiche delle reti a grafo. Data la crescente importanza che sta avendo la gestione ed analisi delle reti, si pensi alle reti di distribuzione di acqua e gas, alle reti elettriche e telefoniche, alla gestione del traffico stradale (e sono solo alcune tra le possibili applicazioni di un GIS alla gestione delle reti) particolare sforzo è stato fatto per estendere le funzionalità di tali sistemi nel settore. In tempi assai recenti ad esempio è stata proposta una estensione del modello topologico lineare denominata segmentazione dinamica (dynamic segmentation); mediante tale estensione e le relative nuove funzioni disponibili per la sua gestione, alla struttura topologica fisica è possibile sovrapporre una nuova topologia, definita in maniera logica, senza la necessità di modificare i dati presenti nel database. La possibilità data da un modello dei dati, come quello geo relazionale, di poter essere esteso senza la necessità di riformulare radicalmente la sua struttura, dimostra ancora una volta la validità della sua scelta come struttura di base per un Geographic lnformation System La diffusione dei dati GIS Gli ultimi studi sui costi/benefici dei Sistemi Informativi Territoriali effettuati nei paesi d oltre oceano hanno evidenziato una netta riduzione del costo attribuito ai dati rispetto al costo complessivo del sistema. Si sta gradualmente decrementando la spesa sui dati dal 70% al 20%, favorendo in tal modo la diffusione della tecnologia GIS. La riduzione della spesa sui dati è dovuta essenzialmente alla grande disponibilità di basi territoriali in forma digitale: dai dati di pubblico dominio degli enti governativi alle banche dati, generate da società private, immesse sul mercato a prezzi decisamente interessanti. Anche in Italia molti enti pubblici e società private hanno acquisito basi territoriali di particolare interesse per molti potenziali utenti. In questo senso, una recente iniziativa italiana è stata quella della pubblicazione del catalogo ArcData Italia, nel quale sono presenti

35 Analisi degli Standard Urbanistici mediante Tecnologia GIS nel Comune di Avellino 35 dati di diversa tipologia, da coperture geografiche a tabelle di attributi, da modelli digitali del terreno a immagini da satellite. Tali banche dati sono state sviluppate da ESRI ITALIA, da vari enti pubblici e società private e sono potenzialmente utili in diversi campi di applicazione quali: gestione delle risorse naturali, analisi socio demografiche, trasporti, pianificazione territoriale, ricerche di mercato, ecc. Tra i primi dati presenti a catalogo figurano grafi stradali (con la toponomastica e i numeri civici), foto da satellite, indicatori di marketing, cartografia a varie scale di alcune regioni (limiti amministrativi, idrografia, strade, ferrovie, ecc.) e dati statistici georiferiti, mentre altre banche dati sono in preparazione Le applicazioni Le figure professionali ed i soggetti che utilizzano questi sistemi sono: Operatori sul territorio e sull ambiente (ingegneri, architetti, geologi, agronomi, geografi, ambientalisti, ecologi, forestali); Enti ed istituzioni preposti al governo del territorio ed alla salvaguardia delle risorse ambientali; Ministeri (Ambiente, Trasporti, Sanità, Lavori Pubblici, Turismo, Beni Culturali); Regioni; Province; Comuni; Autorità di bacino; Comunità montane; Enti parchi; ASL; Aziende pubbliche e private; Università; Protezione civile; Banche; Assicurazioni; Aziende pubblicitarie;

36 36 B. Cardone, F. Di Martino, S. Sessa, R. Spiniello Aziende di telecomunicazioni; Agenzie immobiliari; Imprese di distribuzione. I Comuni evidenziano il ruolo prioritario delle applicazioni di pianificazione e gestione urbanistica (piani regolatori comunali) e al secondo posto quelle connesse alle reti tecnologiche. Le aziende di servizi pubblici, nazionali e locali, hanno per lo più realizzato applicazioni per interventi di progettazione, gestione e controllo di reti tecnologiche per l erogazione di gas, elettricità, acqua e di monitoraggio ambientale. Ma accanto a questi utenti e a queste applicazioni che potremmo definire più tradizionali, sono presenti realtà nuove [5] Gli architetti ed il GIS Gli architetti non sono dei ottimi intenditori dell intimità della tecnologia GIS, ma, da oltre 10 anni, sono diventati estremamente interessati dell utilizzo delle varie applicazioni di questa tecnologia. Abituati a pensare ed a operare in 3D, ad impegnarsi ed assicurare il management di operazioni complesse partendo dall analisi e dal rimodellamento urbanistico fino ad impianti architettonici in tessuti già esistenti, gli architetti vogliono sempre lavorare con informazioni spaziali collegate a: la struttura del territorio: le valenze spaziali del tessuto urbano; le componenti funzionali del territorio; densità e demografia; qualità, capacità e ripartizione dell infrastruttura; le caratteristiche geometriche del terreno e delle costruzioni; le caratteristiche spaziali e le informazioni di ordine storico e giuridico degli immobili; la distribuzione, la densità e la qualità della vegetazione; la presenza degli elementi naturali; la presenza e le caratteristiche dei siti storici ed archeologici; le caratteristiche geoclimatiche del territorio.

37 Analisi degli Standard Urbanistici mediante Tecnologia GIS nel Comune di Avellino 37 Tutti questi dati ed informazioni sotto forma scritta, statistica, grafica e spaziale sono diventati indispensabili nel prendere le decisioni di rimodellamento urbanistico, di creazione di piani urbanistici generali, zonali e di dettaglio, di configurazione spaziale volumetrica e di dettaglio architettonico di alcune zone indagate. 2. La realizzazione del GIS per il Comune di Avellino L obiettivo è di utilizzare un Sistema Informativo Geografico capace di essere strumento di supporto tecnico ai processi decisionali, nel quadro di una pubblica amministrazione sempre più orientata alla logica del rispetto dei principi di oggettività, trasparenza e sostenibilità ambientale nelle scelte intraprese in termini di pianificazione territoriale e urbanistica. Si parte da una dettagliata conoscenza del territorio ( edificato, popolazione, zonizzazione del territorio, ecc.) e dalla ricognizione dello spazio pubblico per dimensionare gli standard urbanistici. Gli standard urbanistici sono uno comuni strumenti di lavoro per la predisposizione dei piani urbanistici. Generalmente questi standard sono di carattere quantitativo, ovvero si limitano a fissare la quantità minima o ottimale per abitante o utente che occorre prevedere nel dimensionamento delle aree residenziali o dei servizi. Lo scenario attuale è strutturato in dati informativi, in forma integrata tra dati alfanumerici e grafici in modo da disporre di una rappresentazione con tutte le informazioni associate. La conoscenza della consistenza dello spazio pubblico è fondamentale per il dimensionamento del PUC e quindi, per definire i caratteri dimensionali degli spazi da destinare agli usi futuri della popolazione. La sperimentazione attraverso le potenzialità offerte dal GIS, non si limita solo al dimensionamento degli standard urbanistici, ma permette di individuare delle aree da destinare a servizi e spazi pubblici mediante un analisi dettagliata dell intero territorio comunale. Lo studio effettuato, permette un ampio quadro conoscitivo del territorio comunale attraverso la distribuzione delle aree edificate, delle attrezzature di uso pubblico, della popolazione, della densità edilizia e delle aree a rischio idrogeologico.

38 38 B. Cardone, F. Di Martino, S. Sessa, R. Spiniello 2.1. I dati I dati acquisiti, elaborati e prodotti dal sistema sono nel seguente formato: vettoriale: shapefile (proprio di ArcView),.dwg e.dxf; raster: tif;.jpg;.bmp;.ecw. Tutti i dati sono georeferiti nel sistema Gauss Boaga. I dati rappresentano l aspetto più importante del GIS comunale, suddivisa in informazioni cartografiche e informazioni alfanumeriche. La cartografia di base rappresenta l ossatura del sistema. Di seguito viene schematizzata l organizzazione dei dati (alfanumerici e cartografici): aerofotogrammetria (del 2000) del Comune di Avellino in scala 1:4000 (dato vettoriale.dwg); ortofoto territorio comunale, anno 2000, (dato raster; estensione.ecw); dati ISTAT (alfanumerico e grafico) relativi al censimento della popolazione e delle abitazioni del 2001, aggregati per zone di censimento; Shapefile (fonte ISTAT) delle sezioni censuarie Trattamento dati di input L analisi della distribuzione spaziale delle aree edificate e della popolazione è stata compiuta ricorrendo al tool GIS ESRI/AR- CVIEW 3.2. Prima di essere implementati in ARCVIEW 3.2, i dati di input sono stati opportunamente preparati. I dati numerici sono stati inseriti in tabelle Excel e salvati in formato Dbf, formato importabile direttamente in ARCVIEW 3.2. Dall aerofotogrammetrico, invece, per ogni foglio sono stati individuati i layer relativi all edificato. Per questi sono state chiuse tutte le polilinee relative agli oggetti poligonali (edifici) e a tutti i layer è stata azzerata la quota z, riconducendo così tutti gli ele-

39 Analisi degli Standard Urbanistici mediante Tecnologia GIS nel Comune di Avellino 39 menti ad uno stesso piano. I files (fogli aerofotogrammetria) sono stati esportati in formato.dwg per essere importati in ARCVIEW Importazione ed elaborazione dei dati in ARCVIEW ARCVIEW 3.2 può essere implementato caricando una serie di estensioni che permettono l interazione con altri programmi: Autocad, Excel, ecc. L estensione Cad Reader permette, infatti, di importare un file CAD e trasformarlo in shape file. In particolare, dopo aver importato il file in DXF come punti, linee e poligoni con il comando Add Theme di View, si attiva l estensione Cad Reader e, per ogni entità, si procede alla separazione degli elementi secondo i layer di partenza attraverso il comando make cad layer di cad. Quindi, vengono selezionati i layer pertinenti il solo edificato e convertiti in shape file in modo da renderli editabili. Con il comando merge themes dell estensione XTools gli shape files dell edificato creati vengono uniti in un unico file. Tali operazioni sono state eseguite per tutti i fogli, creando per ciascuno di essi un unico file shape. Questi, poi, sono stati a loro volta uniti in un unico file chiamato aggregati. Ciò è stato possibile in quanto i singoli fogli DWG/DXF risultano essere georiferiti. Dalle cartografie (cfr. Figura 1) importate in ARCVIEW 3.2 sono stati ricavati una serie di file in formato.shp come: limite comunale; aerofotogrammetria; edifici; edifici strategici (scuole, palazzi di governo, ecc.); parchi, aree verdi, attrezzature sportive, parcheggi; viabilità; sezioni censuarie (ISTAT 2001). I dati socio demografici ISTAT relativi al censimento nazionale dell anno 2001 sono così suddivisi: popolazione residente totale; numero di maschi residenti;

40 40 B. Cardone, F. Di Martino, S. Sessa, R. Spiniello numero di famiglie; numero di alloggi; numero di edifici L iter progettuale La prima parte del lavoro è consistita nella trasformazione del PUC del Comune di Avellino in uno shapefile. Successivamente è stato elaborato uno shapefile poligonale degli edifici a partire da un raster georiferito di Avellino (cfr. Figura 2), dell editing dei valori di identificativo di sezione di censimento, nell associazione attraverso una funzione di Join nominale tra la Tabella attributi del file shape delle sezioni censuarie e il.dbf dei dati ISTAT in maniera tale da attribuire ad ogni sezione censuaria i dati di popolazione residente totale. La funzione union di geoprocessing tra lo shape edificato e le sezioni censuarie ha permesso di unire graficamente i due temi, per cui si è generato un nuovo shapefile (cfr. Figura 3), in cui alla tabella attributi dell edificato vengono associati i campi della tabella delle zone di censimento. Figura 1. Importazione di cartografia in ARCVIEW 3.2.

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