2 FOOD SAFETY 4 FOOD SYSTEM SHOCK 6 CONVIENE DARSI UNA REGOLATA 8 IL PERCORSO DEL CIBO 10 FIDARSI E BENE, CONTROLLARE E MEGLIO

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1 point of U Unione dei Giovani Assicuratori e Riassicuratori Italiani IN QUESTO NUMERO IL PUNTO DI UGARI 2 FOOD SAFETY Cosa si intende per sicurezza alimentare? 4 FOOD SYSTEM SHOCK 6 CONVIENE DARSI UNA REGOLATA 8 IL PERCORSO DEL CIBO 10 FIDARSI E BENE, CONTROLLARE E MEGLIO 12 BUON APPETITO! IL FALSO E SERVITO SPECIAL ISSUE EXPO 2015

2 Il punto di Ugari Da Campi a Veruti, passando per Magritte, De Chirico e Caravaggio, fino a Warhol, i maestri dell arte tra la fine del 500 ad oggi hanno amato dipingere i cibi e i piatti delle loro terre. Un viaggio nell arte, che ha offerto un variegato menu artistico attraverso gli occhi di alcuni dei più importanti pittori. Il fil rouge giunge fino a noi e conduce al tema dell esposizione universale. A partire da maggio, i sei mesi di Expo 2015 hanno gettato senza dubbio nuova luce nel dibattito in ambito food. I problemi nutrizionali si sono intrecciati con quelli delle economie dei paesi in via di sviluppo sino ad arrivare al tema della sostenibilità, della qualità delle materie prime e del prodotto finito. Temi che hanno reso necessaria un importante riflessione sui rischi potenziali ai quali le imprese del settore possono andare incontro. In questo contesto, diventa rilevante domandarsi il ruolo dell industria assicurativa. In questo numero speciale percorreremo tutta la filiera: dalle materie prime fino alla loro trasformazione, mostrandovi una nuova sfida per il settore assicurativo. SPECIAL ISSUE

3 Food Safety Cosa si intende per sicurezza alimentare? Sotto la patina estetica della società del cibo, dove gli chef sono i guru di una nuova religione alimentare, si muove una grande riflessione. Dopo diversi anni di letargo e apatia, osserviamo un risveglio dell interesse per alcuni temi. Oltre alla distribuzione delle risorse ed alla responsabilità sociale, anche la sicurezza alimentare, la sostenibilità, la qualità ed i controlli sono oggetto di dibattito. Oramai se ne parla con costanza, anche se dopo anni di pizza, spaghetti e mandolino, il Bel Paese si fa cogliere forse un po impreparato nella gestione del tema. E importante discutere di sicurezza alimentare dei cibi, dal punto di vista microbiologico e nutrizionale. La riflessione sul tema è diventata talmente cruciale, tanto da indurre l Unione Europea a creare, già dal 2002, un organismo dedicato: EFSA, acronimo di European Food Safety Authority, con sede nella città di Parma. La sicurezza del cibo prodotto e poi distribuito è una delle preoccupazioni principali per le Istituzio- ni europee. Anche l esperienza e il ruolo dei consumatori assumono una rinnovata importanza. A loro è stato chiesto come sarà il cibo del I dati Doxa in merito parlano chiaro: si va verso un cibo più sicuro e controllato. Lo studio ha indagato sulle aspettative e i timori dei cittadini di otto Paesi del mondo - Italia, Germania, Usa, Russia, Cina, India, Brasile e, una parte dei risultati, sono stati presentati in una tavola rotonda organizzata da Coop Italia, alla fine di giugno. In tre generazioni tutto sembra essere cambiato, e lo sviluppo di una nuova consapevolezza ha portato ad un rapporto più razionale con il cibo, confida Vilma Scarpino AD di Doxa. Negli otto paesi considerati il 56% dei cittadini chiede del cibo buono e più sicuro per tutti. Sembra proprio che, da quanto emerge, a decidere le caratteristiche del cibo del futuro saranno soprattutto i consumatori, seguiti dal mercato e dall industria dell agro-alimentare. Business, bisogno di benessere e attenzione alla qualità, sembrano d ora in poi andare di pari passo ed integrarsi pienamente. La lente d ingrandimento viene puntata sull industria locale di medio-piccole realtà, ma anche sulle multinazionali e la grande distribu- 2

4 Food Safety Cosa si intende per sicurezza alimentare? zione. E facilmente osservabile come la capacità di gestire questi rischi di oggi, si leghi a una molteplicità di fattori da monitorare attentamente: dall approvvigionamento delle materie prime, alla produzione del lavorato, dalla qualità del packaging, fino alla distribuzione e la vendita. A questo scenario si aggiunge anche l estremizzazione delle logiche di profitto che, in un mercato sempre più globalizzato, possono portare ad un abbassamento degli standard qualitativi. Per conseguire obiettivi di prevenzione, è cruciale gestire questo processo con una logica volta all individuazione dei rischi potenziali, alla quale deve seguire una fase di monitoraggio e verifica di alcuni KPI. Il ruolo delle compagnie assicurative deve quindi ampliarsi, e non limitarsi semplicemente ad intervenire in un secondo momento, a sinistro già avvenuto. Il compito delle compagnie deve tradursi in un affiancamento vero e proprio delle aziende, per individuare le aree critiche del processo produttivo, mitigando quanto meno sul nascere gli effetti negativi di un evento. 3

5 Food System Shock L incontro, organizzato da Lloyd s e Aon il 16 giugno 2015 in Expo, ha trattato delle principali problematiche relative alla gestione dell alimentazione a livello globale, discutendo del ruolo delle assicurazioni nel far fronte ai rischi legati alla sicurezza e alla garanzia di qualità degli alimenti. Ci sono avvenimenti che sfuggono al controllo umano, ma la cui conoscenza e catalogazione può permettere di attuare misure preventive. Osserviamo grandi catastrofi e pensiamo che si tratti di avvenimenti lontani, senza conseguenze per noi. Ma non sempre è così. Basta ricordare il disastro di Chernobyl ed il divieto di importazione dei beni. È necessaria una riflessione al riguardo. Il report di Lloyd s, in collaborazione con Aon, ha posto l accento sulle significative conseguenze economiche e umanitarie che potrebbero provocare gli sconvolgimenti meteorologici, le catastrofi climatiche o le pandemie vegetali. Ad esempio, lo studio ha portato all analisi degli effetti del fenomeno El Nino. Sembra che il bambinello abbia una buona probabilità di manifestarsi nuovamente, con alluvioni in Sud America, caldo oltre la norma in Canada, periodi di siccità in Asia. Gli effetti potrebbero manifestarsi anche in Europa. Inoltre, eventi come la diffusione della ruggine del frumento in Russia e l aumento delle temperature in Sud America, potrebbero determinare un aumento fino a quattro volte i prezzi del grano, del mais, della soia e del riso, scatenando rivolte in tutto il Medio Oriente, Nord Africa e America Latina, e ciò favorirebbe l instabilità politica con ripercussioni per molte imprese. Visione quasi apocalittica, che deve sollecitare il settore assicurativo ad identificare gli impatti sulla sicurezza alimentare, spesso poco considerati. Ciò al fine di garantire soluzioni assicurative al passo con il I DIECI PAESI IN CUI IL mutamento degli scenari e dell esigenze dei clienti. 4 CAMBIAMENT O CLIMATICO RISCHIA DI AVERE EFFETTI DEVASTANTI Ciad, seguito da Eritrea, Burundi, Repubblica democratica del Congo, Africa Centrale democratica, Sudan, Nigeria, Haiti, Afghanistan, Guinea Bissau. L Italia è trentesima nella classifica generale. Rispetto agli ultimi anni il nostro Paese è però sempre più a rischio. Lo scopo di questo indice è quello di aiutare le imprese a rendere prioritari gli investimenti necessari per rispondere efficacemente a queste sfide globali.

6 Food System Shock Tom Bolt, direttore del Performance Management dei Lloyd s, fornisce un ottima prospettiva. Se gli assicuratori tradizionalmente prendono in esame solo l impatto finanziario e fisico delle catastrofi, nel mondo odierno, sempre più interconnesso, è doveroso considerare anche le conseguenze economiche ed umanitarie. Il settore assicurativo può svolgere un ruolo chiave, attuando una logica proattiva e reattiva, incoraggiando le imprese ad una riflessione in merito alla loro esposizione al rischio e fornendo prodotti innovativi, per migliorare la resistenza globale agli shock del sistema alimentare. Al passo con i tempi si è dimostrato il progetto FAO, che ha annunciato il lancio di una speciale struttura che aiuta i paesi a rendere la produzione alimentare meglio preparata all esposizione al rischio. Da FAO emerge che, da 78 valutazioni sui danni pot-disastro, fatte in 48 paesi in via di viluppo tra il 2003 e il 2013, il 22% di tutti i danni causati da calamità naturali hanno impattato nel settore agricolo. Il conteggio finale è stato di 70 miliardi di dollari di danni alle colture e al bestiame, nel decennio preso in esame. L Asia è stata la regione più colpita, con perdite fino a 28 miliardi di dollari, seguita dall Africa con 26. Oltre alle ovvie conseguenze sulla sicurezza alimentare, le economie e i trend di sviluppo di intere nazioni possono essere modificati dalle catastrofi naturali che colpiscono l agricoltura: ciò risulta determinante per la vita di 2,5 miliardi di persone. Riccardo Parretti di Aon sostiene che, per far fronte al mancato approvvigionamento di materie prime, il mercato assicurativo sta rispondendo con coperture parametriche, che andranno a indennizzare la perdita economica subita, senza che sia necessario provare l effettivo danno, rendendo il risarcimento molto più snello. Per gli assicuratori la collaborazione con i ricercatori, nello sviluppo di modelli in grado di rilevare non solo gli effetti fisici di eventi estremi, ma anche i loro vari impatti economici e sociali, può costituire un momento importante. Si tratta di un nuovo approccio verso l individuazione di strumenti al passo con i tempi e con le necessità di una società globalizzata. Fonte Food4 5

7 Conviene darsi una regolata Allo stato attuale, la nostra è stata definita una società cibo centrica. Oggi #food è tra i trend topic e tema di tendenza. Coldiretti ha anche annunciato che il 23% degli studenti, iscritti al primo anno delle scuole secondarie superiori italiane, ha scelto un indirizzo legato all agricoltura e all enogastronomia. Proviamo a uscire dal perimetro italiano. Ci si può chiedere cosa ha fatto di male Queen Elizabeth, per meritarsi il nipote William che disdegna una carriera professionale in uno dei tanti fondi di investimento londinesi, per iscriversi alla facoltà di agraria? Può darsi che si tratti di una nouvelle vague di passaggio, ma resta il fatto che il cibo ora, è l ingrediente sociale più diffuso. E nutrizione, antropologia, comunicazione, marketing, ecologia e anche diritto. E doveroso pertanto riflettere sul tema, prendendo in considerazione anche gli aspetti di natura normativa. L ex Regolamento 178/2002 del Parlamento Europeo ha stabilito i principali requisiti generali della legislazione alimentare, regolando obblighi e diritti vincolanti per tutti i destinatari della disciplina. Il primo sforzo di uniformità sul tema è avvenuto definendo alimento : qualsiasi sostanza o prodotto trasformato, parzialmente trasformato o non trasformato, destinato ad essere ingerito da esseri umani (bevande comprese). La definizione viene ripresa ed ampliata dal Codex Alimentarius, (redatto nel 1962 dall Organizzazione Mondiale della Sanità OMS e dall Organizzazione per l Alimentazione e l Agricoltura FAO), fino a comprendere ingredienti e additivi per trattare tali sostanze sotto il profilo igienico-sanitario e della sicurezza. Secondo uno stile, ormai consolidato della normativa comunitaria, seguono altre opportune definizioni, a partire da quella di "legislazione alimentare". Ecco che, univocamente, sono definiti i concetti di "rischio" ed "analisi del rischio", nei suoi tre diversi momenti: valutazione, gestione e comunicazione. Come riportato al successivo art. 6, l'analisi del rischio è il cardine fondamentale della legislazione alimentare, e troverà fondamento dagli studi scientifici e dai loro risultati. Anche per le definizioni che riguardano il rischio, il Regolamento attinge a piene mani all'ultimo aggiornamento del 1999 del Codex Alimentarius. Gli alimenti sono considerati a rischio se sono dannosi per la salute e se sono inadatti al consumo. Per determinare se un alimento sia considerato dannoso per la salute di una persona, occorre valutare gli effetti immediati, a breve termine, riflettendo anche sui probabili effetti tossici che si manifestano, a lungo termine, ingerendo l alimento. 6

8 Uno strano binomio Sono due le iniziative che con Expo vedono protagonista la strana coppia: cibo e matematica. Il luogo eletto è Mathesia, piattaforma di crowdsourcing dedicata alla matematica applicata. La prima è il progetto Food Safety and Risk Analysis da parte di Thusia srl, società che si occupa di analisi e sicurezza alimentare. Alberto Fugazza spiega che assieme ai suoi clienti si trova a gestire grandi quantità di dati, che però vengono elaborati separatamente. Per superare questo limite è stato predisposto uno specifico progetto euro è il budget di questa iniziativa, che chiede agli iscritti della piattaforma di proporre lo sviluppo di algoritmi e software per gestire grandi quantità di dati, prevedere rischi e avere informazioni rapide e sintetiche. L obiettivo è quello di aumentare gli standard della sicurezza alimentare. L aspettativa verso Mathesia, è quella di condividere questa esigenza con esperti di tutto il mondo, sperando di ricevere preziosi contributi da chi ha già avuto modo di approcciare a simili problematiche. Da dicembre 2014 ad oggi, Mathesia conta 600 iscritti tra studenti, consulenti, aziende e startup di 50 differenti nazioni. La seconda iniziativa lanciata da Mathesia è il Math&Food Contest, rivolto a chi ha un idea e un progetto che riesca a mettere in relazione i due ambiti, così apparentemente lontani. Un altra sfaccettatura sul tema, riguarda la particolare sensibilità, sotto il profilo della salute, di specifiche categorie di consumatori, nel caso in cui l alimento sia destinato ad essi. Ortoressia (dal greco orthos -corretto- e orexis -appetito-), è l attenzione diffusa ed eccessiva per ciò che si mangia e che spinge molte persone a seguire mille scrupoli alimentari nel timore di conseguenze alla salute. Fomentata dalle incertezze su provenienza, sicurezza e salubrità, questa cibocondria, stimola una enorme domanda di conoscenza. Si prenda ad esempio l Italia dove i consumatori sono i più informati. Le attività dedicate alla sicurezza alimentare impegnano oltre 60 mila addetti, per controlli e analisi di prodotti e processi. I moderni consumatori si alimentano sempre meno di materia, ingerendo maggiori dosi di informazioni e conoscenza. Per determinare se un alimento sia inadatto al consumo umano, occorre stabilire in modo preciso l origine della sua non idoneità. Il Codex Alimentarius definisce contaminante ogni agente chimico o biologico, sostanza estranea o altre sostanze non aggiunte intenzionalmente all alimento. Conviene darsi una regolata Queste sostanze sono in grado di compromettere la sicurezza alimentare. La contaminazione viene definita naturale quando causata da microorganismi, come nel caso di muffe. Inoltre può avvenire da fonte antropica, come nel caso di: prodotti chimici, pesticidi, inquinanti ambientali, metalli pesanti, vetro, plastica, parti di attrezzature o di macchinari staccatisi durante la fase di lavorazione, sassi e gusci. Questo consente d identificare le responsabilità a carico del produttore, del distributore - dettagliante o soggetti terzi. 7

9 Il percorso del cibo La qualità delle materie prime è fondamentale ai fini della sicurezza e della qualità del prodotto finale. È quindi necessario un approccio sistematico, dal campo agricolo alla tavola, al fine di evitare la contaminazione dei prodotti alimentari, individuando i potenziali rischi. Ad oggi pensiamo al cibo come ad ogni altro prodotto industriale, in una propria catena di montaggio. La distinzione che applichiamo è fra vicino e lontano. Classifichiamo i nostri cibi pensando che ciò che mangiamo possa provenire da pochi passi da noi ( a Km zero ) o da migliaia di Km di distanza. Come per alcuni cocchi che, raccolti acerbi e maturati con il carburo di calcio, vengono staccati dalla pianta, mettono le ruote e arrivano in aeroporto. Qui mettono le ali, attraversano l oceano, rimettono le ruote e raggiungono le nostre tavole, e la memoria delle nostre papille gustative ci illude di essere al mare. La riflessione sulle cause da contaminazione di un prodotto, induce ad osservazioni anche sulla supply chain e sui rischi connessi. Oltre i rischi da eventi atmosferici e catastrofali, è importante annoverare anche quelli connessi alla trasformazione, conservazione, stoccaggio e trasporto. In questa delicata fase, sia nel caso in cui queste funzioni siano in capo all azienda pro- duttrice, sia nel caso ci si avvalga di attori esterni, è importante che venga fornita un ottimale conservazione della materia prima, dei semi lavorati o dei prodotti finiti. Nell industria alimentare i trasporti sono coperti dalla legislazione sugli standard di qualità: la normativa dell Unione Europea, sull igiene e sulla sicurezza degli alimenti, si applica al trasporto e allo stoccaggio in sinergia con le norme dell International Standards Organisation (ISO). Anche il Codex Alimentarius, contempla i problemi del trasporto e dello stoccaggio nelle raccomandazioni globali per la tutela degli alimenti. Questo processo diventa di grande rilevanza per un azienda come Ferrero. I rischi connessi alla gestione della supply chain assumono dei risvolti che possono indurre timore, ma posso anche risultare stimolanti in relazione alle rilevanti quantità di materie prime acquistate dal gruppo Ferrero: ogni anno le tonnellate di zucchero acquistate sono ; sono le tonnellate di cacao; le tonnellate di nocciole e tonnellate di latte. Il Gruppo Ferrero commercializza ogni anno 390 milioni di kg di Nutella nel mondo. Alberto Tinivella -Group Insurance Manager dell azienda- il 16 giugno 2015 ha parlato a Milano di fronte a una platea composta da professionisti del mondo assicurativo. I prodotti Ferrero hanno scadenze variabili, che vanno dai 40 giorni a oltre un anno, in relazione alla tipologia di prodotto. Per garantirne la qualità e la freschezza, sono stati stabiliti dei parametri di temperatura precisi per le varie categorie di prodotti finiti. Se ci si trova in ambienti privi di strutture adeguate per la conservazione dei cibi, i rischi di contaminazione derivati dall ambiente o dalla scarsa igiene possono rappresentare una delle preoccupazioni principali per la grande distribuzione. I trasporti avvengono via nave, via terra o via ae- 8

10 Fonte CELS Il percorso del cibo rea, attraverso autocarri frigo o container. Gli standard qualitativi, decisi dal gruppo Ferrero, sono elevati e richiedono: un accurata pulizia interna, l assenza di odori, umidità, infestanti o tracce di essi, il buon funzionamento dei termometri interni ed esterni, l assenza di gocciolamento di condensa all interno ed i sigilli di garanzia. Individuati i rischi della supply chain, il gruppo Ferrero ha chiesto agli assicuratori delle coperture All Risks in tutte le fasi di trasporto e di giacenza effettuate direttamente. Inoltre ha richiesto: delle coperture di Responsabilità vettoriale in capo ai trasporti marittimi e terrestri; delle coperture per Responsabilità dei Depositari e di tutti coloro che intervengono nella supply chain. Risulta pertanto indispensabile risolvere le problematiche dei settori trasporti ed alimentare, mediante la realizzazione di una polizza trasporti All Risks dedicata. La soluzione potrebbe essere una copertura assicurativa per tutti i rischi legati al trasporto, alla movimentazione ed alla giacenza a magazzino, di materie prime e prodotti finiti. I rischi tutelati potrebbero riguardare i dan- ni da ritardo, riconoscendo un importo per ogni giorno di ritardo sulla consegna. Potrebbero anche essere compresi i danni derivati dalla non commerciabilità del prodotto, a tutela dei danni che derivano da un prodotto respinto dal fornitore, in quanto ritenuto non commerciabile, secondo gli standard di mercato. Potrebbero essere anche rimborsabili le spese sostenute per contenere i danni per rottura o malfunzionamento dell impianto (sia durante il trasporto, sia nella copertura a magazzino). Parliamo quindi di rilevanti temi assicurativi. 9

11 Fidarsi è bene, controllare è meglio Solo nell anno 2012 si sono verificati, entro i confini dell Unione Europea, oltre 900 casi di ritiro prodotti, in buona parte avvenuti prima dell acquisto da parte del consumatore. Una forma di difesa attuata dall industria alimentare. Ovviamente tali richiami non sono indolori, comportano costi e oneri riferiti al controvalore del prodotto e alla diminuzione del fatturato. Vanno inoltre aggiunti i costi logistici necessari per ritirare e distruggere il prodotto inadeguato, i danni legati alla chiusura della linea produttiva o dell intero stabilimento. Ciò può costituire inoltre un grave danno reputazionale per l impresa. Una parte di questo onere, ricade sul distributore o sul dettagliante, i quali devono collaborare con il produttore per l adempimento delle attività di ritiro o richiamo. La contaminazione, reale o presunta, di alimenti e bevande può verificarsi in modo accidentale, o per un azione deliberata da parte di soggetti che vogliono ottenere dolosamente vantaggi di tipo politico o finanziario. In queste eventualità è fondamentale, per le aziende agroalimentari, poter fronteggiare in tempi brevi la situazione, per non incorrere in danni da business interruption. A questo tema è stata dedicata l edizione del Premio Assiteca, discutendo di come alcune aziende del settore si siano attrezzate per costruire un piano di continuità, in caso di interruzione del business, che includa anche il rischio di recall prodotti. In tal senso è importante, per le compagnie assicurative, riflettere su come fornire la copertura dei costi di ritiro del prodotto in tutto il mondo. Alcune compagnie garantiscono anche una tutela delle perdite di profitto e delle spese finalizzate al ripristino dello status di partenza, inclusa l elaborazione di strategie atte a prevenire e contenere le situazioni di crisi. L approccio assicurativo prevede tre aree di rischio, supportabili da specifiche soluzioni. La polizza di Responsabilità Civile dei Prodotti (RC prodotti), che garantisce da danni materiali a terzi, causati a cose e persone. L attenta valutazione delle possibili implicazioni, derivanti dalla fornitura di un prodotto non conforme, ha reso questa polizza uno strumento indispensabile per chi opera nel settore produttivo. Con questo contratto di assicurazione è possibile coprire il danno patrimoniale derivante dalla situazione dannosa, consistente nella richiesta risarcitoria avanzata da un terzo danneggiato dall assicurato. 10

12 Fidarsi è bene, controllare è meglio Con l assicurazione della Responsabilità Civile Prodotti, la Compagnia tutela l assicurato dall obbligo di risarcire i terzi, che eventualmente risultano danneggiati dalla sua attività di produttore o venditore. Come normalmente accade, questa polizza può prevedere anche la copertura dei danni derivati dal blocco totale o parziale della produzione, sia per criticità del processo lavorativo, sia per eventuali misure cautelari, imposte dall autorità governativa o adottate dall impresa danneggiata, in base al principio di precauzione, a cui devono essere ispirate le procedure di ritiro e richiamo degli alimenti, ai sensi del Reg.to 178/2002. Il mercato assicurativo offre anche la garanzia di ritiro prodotti come parte integrante della polizza base di Responsabilità Civile Prodotti. In questo caso l Assicuratore si deve impegnare a rimborsare -nella Fidarsi è bene, misura in cui verranno documentate ed entro i massimali indicati- controllare le somme è meglio spese per l operazione di ritiro e l eventuale smaltimento dei prodotti. Il ritiro, contemplato dalle principali compagnie assicurative, viene offerto in presenza di alimenti di rischio per la salute del consumatore. La polizza Tampering garantisce la contaminazione o alterazione dolosa o accidentale dei prodotti. Con questa formula è possibile assicurare le perdite di profitto, il danno d immagine, le spese di consulenza e gli oneri per il ritiro e il richiamo dei prodotti. La normativa in materia è molto giovane e probabilmente molte delle compagnie assicurative si trovano in una fase di studio rispetto a questi temi. Attenzione a considerare aziende che esportano i propri prodotto in USA e Canada: in questi casi le coperture devono essere estese ed integrate. Diventa quindi fondamentale un ennesima forma di comunicazione: l etichetta alimentare è ciò che consente di costruire la storia, il percorso, la durata e il ciclo di vita. Ad esempio in Gran Bretagna, sono sperimentate etichette a semaforo, per segnalare la presenza di sale, grassi e zucchero in eccesso, esperimento bloccato poi, per vari motivi, dalla UE. La sicurezza e l origine del prodotto sono legate indissolubilmente. Ha una forte influenza la potenza evocativa del territorio, che nel caso della Svizzera può rimandare a valori quali precisione e raffinatezza. Per la Germania robustezza e affidabilità e per l Italia creatività e amore. Tutto bene finché questi sistemi valoriali evocano immagini positive. Tutt altra storia è l episodio accaduto nel 2013, quando il colosso cinese Shuanghui International, ha acquisito uno degli storici produttori americani di carne di maiale, Smithfield Foods. I consumatori statunitensi hanno avuto paura di un inversione di percorso (non più dagli USA verso la Cina, ma viceversa), perché si può dire che il Made in China rappresenta tutto fuorché la qualità. 11

13 Un viaggio nella filiera fra trasparenza e rintracciabilità Buon appetito! Il falso è servito Il gruppo Barilla, per i sei mesi di Expo, debutta con la proposta di mettere in vendita, al Future Food District, un edizione limitata di due prodotti. Presso il Supermercato del Futuro di Coop nell area Expo, saranno a disposizione un particolare tipo di Farfalle e il Sugo al basilico Barilla. Con un QR code presente sulle confezioni, i consumatori saranno spettatori della storia del noto marchio. Potremo seguire il percorso della pasta, dal campo di grano, scoprendo come è stato seminato coltivato e raccolto. Ci è permesso anche entrare nel mulino, per comprendere i vari passaggi della trasformazione e dello stoccaggio della semola, fino al confezionamento e all etichettatura. Le limited edition di Farfalle e Sugo al Basilico Barilla, sono il risultato della collaborazione con l innovativa piattaforma Safety For Food: un progetto più ampio ed estremamente complesso che ha l obiettivo, attraverso l adesione di un gran numero di aziende, di realizzare una banca dati mondiale per prodotti agroalimentari. Percorrere tutte le fasi della filiera rappresenta un modo efficace per rendere l informazione trasparente, a supporto di una migliore gestione di tutti i processi. Formaggi, pomodorini un buon olio d oliva e, per concludere da bravi patriottici, un caffè. Ma per alcuni il pranzo potrebbe risultare indigesto. L olio d oliva in realtà è alla clorofilla; il formaggio è danese ma spacciato per Made in Italy ; i pomodorini pelati hanno l aggiunta di coloranti e il caffè ha il marchio contraffatto. Le frodi alimentari sono sempre più frequenti e spesso assumono le fattezze di truffe vere e proprie, come spiega Salvatore Casillo, direttore del Centro studi sul Falso. I falsi d autore abbondano e sono sempre più sofisticati: vanno dalla falsificazione dell etichetta al bluff sui componenti. Le frodi si suddividono in due categorie: quelle sanitarie, dette frodi tossiche in quanto costituiscono una minaccia per il consumatore; quelle commerciali, che danneggiano gli interessi economici del consumatore, senza necessariamente arrecare danno alla salute. La distinzione può essere ulteriormente effettuata in frodi sulla qualità intrinseca di prodotto e frodi riguardanti la commercializzazione di alimenti. Tra quelle relative alla qualità intrinseca del prodotto, troviamo casi di alterazioni, adulterazioni e sofisticazioni. Le alterazioni riguardano casi di modifiche della composizione organolettica degli alimenti, causata da fenomeni degenerativi per cattiva o prolungata conservazione. Le adulterazioni riguardano l aggiunta o la sottrazione volontaria e non dichiarata di alcuni componenti, allo scopo di ottenere un tornaconto economico. Anche la sofisticazione rientra nell ambito delle modifiche volontarie della naturale composizione di un prodotto, mediante l aggiunta di sostanze non consentite dalle leggi, per migliorarne furbescamente l aspetto o coprirne difetti. Agropirateria è il neologismo coniato nel caso di frodi commerciali con effetti dannosi per più soggetti: dalle imprese al consumatore, fino allo Stato. In questa situazione, casi di falsificazione e contraffazione sono volti a sostituire un alimento con un altro, oppure hanno lo scopo di creare un prodotto nuovo ma apparentemente simile a quello reale.la Legge n. 350/2003, e le successive integrazioni, si sono rese necessarie per la tutela del consumatore nella dichiarazione delle indicazioni sull origine del prodotto. Ciò rappresenta un grande passo in avanti nella difesa del marchio da noi 13

14 Buon appetito! Il falso è servito tanto orgogliosamente celebrato del Made in Italy. Coldiretti però mostra, nel suo Padiglione a Expo, una grottesca galleria di prodotti italian sounding. C è il Parmesan australiano, con la garanzia sulla confezione di perfect italiano ; in Spagna si mangia la Mortadela Siciliana e in Argentina la Provoleta. La mostra del Made in sfregiato, mette in evidenza come la produzione di falsi italiani, avviene in un Paese su quattro. Ad imitare i nostri prodotti non sono i Paesi poveri, ma i più ricchi o emergenti. In Canada ad esempio hanno registrato un loro finto San Daniele. Ci sono anche dei kit per produrre barolo invecchiato in soli 28 giorni. Ovviamente abbondano anche le immancabili allusioni: Salsa Maffia belga, il Fernet Mafiosi tedesco, e la salsa Palermo Mafia shooting. Debellare il fenomeno fraudolento è fondamentale, non solo per il circuito clandestino, ma anche per il circuito commerciale regolare in cui i prodotti contraffatti si collocano a fianco di quelli genuini. Gli interventi devono essere repressivi, con sanzioni penali o amministrative, ma anche preventivi con la creazione di banche dati che consentano di individuare gli alimenti da salvaguardare e quelli che sono il risultato di frodi. Si tratta di temi in evoluzione ancora da approfondire. Ad esempio, un tema che resta ancora aperto è la formulazione di una polizza per la non conformità che comprenda la non accettazione o il non gradimento del prodotto da parte del consumatore finale. Abbiamo ancora tanto lavoro da fare. 14 Fonte Coldiretti

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