Annuario 2004 Dipartimento di Economia

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1 Annuario 2004 Dipartimento di Economia Università dell'insubria Via Ravasi 2, Varese Università dell'insubria 1

2 Indice Prefazione.3 Afferenti...5 Schede sintetiche dei progetti di Ricerca.7 Progetti di Ricerca in conto terzi 25 Pubblicazioni Scientifiche del 2004 inserite nel Catalogo Cineca.26 Quaderni di Ricerca Seminari Dottorato europeo in Economia della produzione e dello sviluppo...36 HDS2: nuovo Help Desk di Statistica 38 Convegni 2004 organizzati a Varese..39 2

3 Prefazione Il 2004 apre il secondo triennio di attività del Dipartimento di Economia dell Università dell Insubria, istituito il 1 gennaio 2001, e coincide con il primo anno del mio secondo mandato come direttore. Il 2004 è stato caratterizzato da un lato dalla creazione di molti nuovi dipartimenti all'interno dell'ateneo, e dall altro dall avvio di due nuovi centri presso il nostro Dipartimento, che manifestano una crescente capacità progettuale di ricerca in collaborazione con il territorio. L attivazione nel 2004 di molti nuovi dipartimenti nell'ateneo, che oggi ne conta ben 20, è coincisa con la suddivisione di tutti i dipartimenti storici dell'ateneo (a eccezione del Dipartimento di Economia) in due o più nuove entità. Il Dipartimento di Economia è stato interessato da questo fenomeno solo in maniera indiretta: tre afferenti del Dipartimento di Economia hanno infatti optato per il nuovo Dipartimento in Ambiente Salute e Sicurezza. Il 2004 ha visto sorgere due nuovi centri: il Centro di Ricerche su Etica negli Affari e Responsabilità Sociale (CREARES), diretto dalla Prof.ssa Locatelli, e il Centro di ricerca interdipartimentale su Economia Sanità Innovazione e Territorio (CRESIT), diretto dal Prof. Onetti. Continuano la loro attività il centro CRIEL (diretto dal Prof. Garofoli), il nuovo Help desk di Statistica HDS2 (diretto dalla Prof.ssa Mira), il Laboratorio di economia sperimentale (diretto dal Prof. Bernasconi), il dottorato di ricerca (diretto dal Prof. Garofoli). A tutti vanno i migliori auguri di buon lavoro. Nel 2004 il personale in servizio presso il dipartimento è variato rispetto agli anni precedenti. La Sig.a Roberta Viola in servizio presso la nostra struttura ha richiesto di essere trasferita presso il Dipartimento di Informatica e Comunicazione, presso cui è stata distaccata. Colgo questa occasione per ringraziarla per il puntale impegno con cui ella ha svolto le proprie mansioni, e per augurarle buon lavoro presso la nuova struttura. Il trasferimento della Sig.a Viola è coinciso con l'arrivo presso la nostra struttura della Sig.a Antonella Bressan. A lei va il benvenuto di tutto il dipartimento. Il Dott. Gabriele Panella, nostro segretario amministrativo, ha proseguito la sua attività, sia pure limitatamente a un terzo del suo tempo per la contemporanea responsabilità di due altre strutture dipartimentali. E' giunta inoltre da poco notizia del suo prossimo trasferimento presso altra amministrazione, che sarà operativo a partire dal 1 maggio p.v. Nel ringraziare il Dott. Gabriele Panella per l'egregio servizio svolto presso il nostro dipartimento in questi anni, gli auguriamo buona fortuna presso la nuova amministrazione. La Dott.a Silvia Trabucchi nel corso del 2004 è stata promossa dalla categoria C alla D per concorso interno. Da settembre 2004 è inoltre in congedo per maternità; per entrambi gli eventi a lei vanno le migliori felicitazioni di tutto il dipartimento. La Sig.a Celardo ha continuato la sua attività presso il dipartimento, attività che svolge con puntale impegno. Assieme a tutte le unità di personale in servizio, ha dovuto sopportare un maggiore carico 3

4 di lavoro, per la simultanea assenza di alcuni dei colleghi e una crescente dimensione delle attività del dipartimento. Questa situazione eccezionale mi ha spinto a limitare alcuni dei servizi in passato coordinati dal personale del dipartimento, come la gestione dei panini per i lunch seminars. La speranza è che, quando le presenze di personale lo permetteranno, queste decisioni possano essere revocate. A cavallo della fine 2004 e dell'inizio 2005 si sono trasferiti presso diversi atenei i Proff. Giovanni Cocco, Antonio Majocchi. A loro va il saluto e il ringraziamento di tutto il dipartimento per l'attività svolta. Varese, 17 marzo 2005 Prof. Paolo Paruolo, Direttore del Dipartimento 4

5 Afferenti Area Aziendale Professori Ordinari: Gianluca Colombo, Enrico Cotta Ramusino, Rossella Locatelli Professori Associati: Anna Maria Arcari, Cristiana Maria Schena Ricercatori: Giovanna Gavana, Antonio Majocchi, Alberto Onetti, Patrizia Gazzola, Francesco Sacco Assegnisti di ricerca: Davide Secchi, Andrea Uselli Area Economica Professori Ordinari: Michele Bernasconi, Gioacchino Garofoli, Paolo Paruolo, Alberto Sdralevich Professori Associati: Giancarlo Bertocco, Anna Marenzi Ricercatori: Fabio Montobbio, Laura Pagani, Luisa Piccinno, Lucia Cusmano, Raffaello Seri, Marcello Spanò Assegnisti di ricerca: Michele Scarpinato, Simona Montagnana, Christine Choirat, Matteo Galizzi, Giorgia Maffini Dottorandi: Matteo Boemi, Alberto Botta, Andrea Giacomelli, Francesco La Forgia, Vera Malvicini, Stefania Prizzon, Eleonora De Cata, Massimiliano Calì, Alessia Pisoni Area Giuridica Professori Ordinari: Giovanni Cocco 1, Sergio Patriarca Professori Associati: Maurizio D'Ettore 2, Vincenzo Salvatore 2, Maria Pierro Ricercatori: Giorgio Grasso, Diverio Davide 3 Assegnisti di ricerca: Ilaria Capelli, Raffaele Manfrellotti, Antonino Grasso, Paolo Borghini Area Matematico-Statistica Professori Ordinari: Angelo Guerraggio Professori Associati: Antonietta Mira, Matteo Rocca Ricercatori: Enrico Miglierina, Giovanni Fonseca, Giovanna L. M. Redaelli Assegnisti di ricerca: Paolo Tenconi Altre aree Ricercatori: Maria Teresa Fabbro (Linguistica) 1: fino al 30 ottobre : fino al 31 maggio : dal al

6 Personale tecnico/amministrativo Dott. Gabriele Panella Dott.a Silvia Trabucchi Sig.a Antonella Bressan Sig.a Michelina Celardo segretario amministrativo contabilità e fornitori segreteria, contabilità e fornitori assistenza uffici docenti e stampa Strutture afferenti al Dipartimento Centri di Ricerca Centro per l Internazionalizzazione delle Economie Locali (CRIEL) Centro di Ricerca in Etica negli affari e Responsabilità Sociale (CREA RES) Centro di Ricerca Interdipartimentale su Economia Sanità, Innovazione e Territorio (CRESIT) Centri di Eccellenza Internazionalizzazione ed innovazione d impresa: evidenze dal sistema italiano e locale e d evoluzione Laboratori Help desk di Statistica HDS2 Laboratorio di Studi sperimentali per le istituzioni economiche e sociali Giunta di Dipartimento 2004 Direttore di Dipartimento, Prof. Giovanni Cocco 1, Prof. Sergio Patriarca 2, Prof.a Anna Marenzi, Prof.a Anna Maria Arcari, Dott. Enrico Miglierina, Dott.a Silvia Trabucchi, Segretario amministrativo, Sig. a Michelina Celardo. Direttore Prof. Paolo Paruolo Vice Direttore Prof. Giovanni Cocco 1 1: fino al 31 ottobre : dal 13 dicembre

7 Schede sintetiche dei progetti di Ricerca Titolo: La questione della specificità delle banche rispetto alle altre istituzioni finanziarie Ente Finanziatore: Ateneo, Fondi di Ateneo per la Ricerca 2004 Responsabile del Progetto: Giancarlo Bertocco Breve descrizione del Progetto: Negli anni sessanta Tobin criticò quella che definì old view che attribuiva alle banche un ruolo specifico rispetto alle altre istituzioni finanziarie, giustificato dal fatto che le loro passività venivano usate come mezzo di pagamento, ed elaborò una new view che affermava che non esistono ragioni per attribuire alle banche un ruolo speciale. Negli ultimi anni si sono sviluppati due approcci che, in modo differente, sostengono la tesi della specificità delle banche: l approccio del circuito monetario e l approccio dei New Keynesians basato sulla presenza di asimmetrie informative. L obiettivo della ricerca consiste nel valutare se, alla luce di questi sviluppi teorici, la new view di Tobin sia ancora significativa. 7

8 Titolo: Costituzione europea e ruolo della Commissione Ente Finanziatore: Ateneo, Fondi di Ateneo per la Ricerca 2004 Responsabile del Progetto: Giovanni Cocco Membri del Gruppo di Ricerca: Giorgio Grasso, Raffaele Manfrellotti Breve descrizione del Progetto: 1. Il progetto di Trattato che istituisce una Costituzione per l Europa, adottato nel luglio 2003 dalla Convenzione europea, convocata dal Consiglio europeo di Laeken, ha portato avanti il processo di connotazione politica della Commissione europea. Nel testo del progetto, infatti, la Commissione si configura come un organismo strettamente legato al Parlamento europeo, sulla base di una responsabilità di tipo collegiale, confermandosi l esistenza di un voto di investitura iniziale da parte del Parlamento e la possibilità da parte di quest ultimo di approvare una mozione di censura, con la maggioranza di due terzi dei voti espressi e a maggioranza dei membri che compongono l Assemblea, che implica, se approvata, l obbligo di dimissioni di tutti i commissari. In più il progetto sembra valorizzare, secondo quanto si dirà meglio tra breve, il momento della dipendenza dell organo dalle maggioranze partitiche presenti nell Assemblea parlamentare, con un accentuazione della caratterizzazione in senso parlamentare del rapporto che si instaura tra i due organi, sempre che si possano utilizzare per la definizione della forma di governo dell Unione europea le tassonomie tipiche delle forme di governo che l indagine costituzionalistica ha elaborato per gli Stati di democrazia classica. Questo mutamento di prospettiva impone, per un primo aspetto, di riconsiderare molte delle funzioni, anche di tipo neutrale, che erano state attribuite alla Commissione, in ragione della sua natura prevalentemente amministrativa (quali le competenze in materia di concorrenza), e che rischiano di stridere rispetto ad un organo che esprime ora un più marcato elemento di derivazione dalle forze politiche. Sotto un secondo profilo, e con un paradosso solo apparente, esso evidenzia un significativo consolidamento proprio di numerosi poteri amministrativi che la Commissione comunque mantiene e che rispondono ad una lunga evoluzione nel tempo della medesima. 2. Capovolgendo l ordine dei problemi, risulta generalmente acquisita, nelle ricostruzioni della dottrina, la tipologia delle funzioni amministrative attribuite originariamente alla Commissione, che consistevano in strumenti di regolazione mite quali le comunicazioni (felicemente assimilate alle circolari del diritto amministrativo interno, in ragione della loro efficacia vincolante de facto nei 8

9 riguardi delle diverse amministrazioni nazionali), e che solo più di recente si è avvicinata ad un modello di amministrazione attiva sempre più simile alle esperienze amministrative dei diversi Stati membri. Ciò è particolarmente evidente in riferimento alla regolazione nei settori delle biotecnologie e delle telecomunicazioni, che sembrano offrire un campo di studio molto fecondo nella prospettiva in esame. Il settore delle telecomunicazioni spicca, in proposito, per la forte tendenza all instaurazione di un amministrazione europea in grado di imporsi agli Stati membri, ai sensi di quanto previsto dall art. 7, co. III e IV della direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 7 marzo Tale disposizione obbliga, infatti, le autorità nazionali a comunicare alla Commissione i progetti di misure regolative in materia di comunicazioni. Nel dettaglio la norma prevede che le diverse autorità sospendano l emanazione di siffatte misure per un periodo fino a due mesi, nel corso dei quali la Commissione può emanare una decisione con cui obbliga l autorità nazionale a ritirare la misura, ove la ritenga contrastante con gli obiettivi comunitari. In altri termini, la Commissione dispone di un vero e proprio potere di veto in ordine ai provvedimenti di regolazione delle autorità nazionali. Come è evidente, la norma ex art. 7 fuoriesce completamente dal modello dei rapporti tra Commissione ed amministrazioni nazionali fondato sulla persuasione e sul c.d.diritto mite. Essa istituzionalizza, in buona sostanza, quasi una sorta di rapporto gerarchico tra i soggetti citati, che la prassi aveva visto affermarsi soltanto in via informale. La Commissione, infatti, ha il potere, nel sistema dell art. 7, di far valere coattivamente la propria volontà alle amministrazioni stesse. Sicché, la tendenza che sembra possibile percepire, abbastanza chiaramente, è quella di un unica struttura amministrativa, al cui vertice c è la Commissione, che può affermarsi sulle autorità di regolazione nazionali non più sul mero piano dell opportunità politica, ma attraverso atti giuridicamente vincolanti. Sul punto il progetto di Costituzione per l Europa tace, ma questo comporta misurare i confini della nuova dimensione dell attività amministrativa della Commissione, assunta di recente dal diritto comunitario derivato, rispetto alle funzioni tipicamente di indirizzo politico, prima accennate, che innervano ora il testo proposto dalla Convenzione. Appena ai margini di questa prospettiva di ricerca, poi, il progetto licenziato dalla Convenzione suggerisce anche di guardare sotto una luce diversa il rapporto tra la Commissione e gli strumenti attraverso i quali gli Stati membri, nel corso dell esperienza giuridica comunitaria, hanno tentato di frenare la vocazione sopranazionale dell organo in esame. Ci si riferisce al noto e contestato fenomeno della comitologia, oggetto di attenzione da parte della dottrina, che è pervenuta ad un ambito di conclusioni alquanto variegato. Tuttavia, un settore di indagine ancora poco esplorato è costituito dal rapporto tra i comitati e le agenzie europee, organismi simili per funzione ai primi ma 9

10 ad essi opposti per struttura, in ragione dell indipendenza dagli esecutivi degli Stati membri. 3. Considerando poi la questione della compatibilità del ruolo politico della Commissione con le funzioni neutrali ad essa assegnate, la ricerca cercherà di indirizzarsi nel senso di rinvenire le condizioni giuridiche per la realizzazione di un mercato concorrenziale, onde poter definire, in conseguenza dei risultati raggiunti, le caratteristiche dell organo posto a salvaguardia della concorrenza stessa. Tuttavia la tematica in oggetto offre suggestioni e spunti di riflessione ulteriori, che rendono particolarmente seducente, e utile ai fini dell analisi, il tentativo di elaborare una teoria giuspubblicistica della concorrenza, che al momento, a differenza che nella sfera del diritto privato, sembra ancora mancare. Sotto altro profilo, la tutela della concorrenza e la coerenza del mantenimento di tale funzione nella titolarità della nuova Commissione devono essere verificate anche nell ambito di specifici settori di intervento, che già adesso sono sottratti alla competenza della Commissione: emblematico, a tale riguardo, pare l esempio del governo del credito. 4. I due grandi filoni di ricerca sopra accennati vanno ad inquadrarsi, come si è già venuti a dire, nel più stretto raccordo tra la Commissione ed il Parlamento europeo, disegnato dal progetto di Costituzione e che rende la prima un organo dotato di una colorazione politica molto pronunciata. Sul punto sono opportune ulteriori osservazioni. Un decisivo momento di svolta, all interno dei rapporti tra Parlamento e Commissione, sembra costituito dallo sviluppo in senso presidenzialista dei poteri attribuiti al Presidente della Commissione, che deve assicurare la realizzazione dell indirizzo politico globale dell Unione. Anche in questo caso valgono tutte le cautele prima evidenziate sull acritica trasposizione nel diritto comunitario di una teoria delle forme di governo pensata per i singoli ordinamenti costituzionali, sul modello dell ordinamento giuridico statale. Come che sia, tale evoluzione è tipizzata dall art. I 26 del progetto di Costituzione, che inserisce, all interno dell assetto della Commissione, una forte componente legata agli interessi espressi dai partiti europei presenti in Parlamento: il Presidente della Commissione, eletto dal Parlamento a maggioranza dei membri che lo compongono, su proposta a maggioranza qualificata del Consiglio Europeo, tenuto conto delle elezioni del Parlamento europeo e previe consultazioni appropriate, definisce gli orientamenti (politici) nel cui quadro opera l organo, ne decide l organizzazione interna e persino, in qualche misura, la composizione, disponendo di un vero e proprio potere di revoca verso i singoli commissari, ciascuno dei quali è obbligato a rassegnare le dimissioni solo che il Presidente glielo chieda. In questo contesto, il Presidente si configura come il vero titolare del potere di armonizzare gli interessi sociali pervenuti, tramite le amministrazioni nazionali, fino alla Commissione; tale sintesi è, in altri termini, concretamente operata da un organo legittimato dal consenso dei partiti presenti in Parlamento. E grande, allora, l analogia tra il modello che ne risulta e quello dicasteriale, a 10

11 lungo largamente prevalente nei sistemi istituzionali europei. In entrambi i casi sembra registrarsi un continuum tra il momento politico e quello amministrativo, che trova nelle figure politiche di vertice il punto di coagulo dei due differenti interessi rappresentati, rispettivamente, dall amministrazione e dalle forze partitiche e politiche; ed è dalla sintesi tra questi che scaturisce un interesse unitario giuridicamente significativo, per quanto concerne l esercizio dell iniziativa normativa (di grado legislativo e/o secondario). Il progetto rafforza ulteriormente questa tendenza, nella parte in cui inserisce nella compagine della Commissione il Ministro degli affari esteri, nominato dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata previo accordo con il Presidente della Commissione, che costituisce, di diritto, uno dei vicepresidenti dell organo, e che subisce anch esso il voto di investitura collegiale da parte parlamentare (mentre, per quello che riguarda l eventualità che il Parlamento europeo possa votare un analoga mozione di censura nei suoi confronti, il testo del progetto non appare così chiaro). Alla luce di questi ultimi rilievi, lo studio della posizione complessiva che la Convenzione ha attribuito alla Commissione non può prescindere da considerazioni di più ampio respiro aventi ad oggetto il sistema europeo dei partiti politici, il ruolo che essi esercitano all interno della forma di governo comunitaria e gli eventuali punti di incontro tra il sistema partitico europeo e quelli delle differenti realtà nazionali che compongono l Unione Europea. E questa sarà la terza fondamentale pista di approfondimento della ricerca che ora si presenta. 5. Rispetto a queste diverse problematiche, brevemente ricordate, deve segnalarsi che sul tema del progetto di ricerca verrà organizzato il 26 marzo 2004 un Convegno, presso la Facoltà di Economia dell Università dell Insubria, dal titolo Il ruolo della Commissione tra derivazione partitica e funzioni neutrali nel progetto di Costituzione europea, con il coordinamento scientifico del proponente e con la partecipazione di illustri relatori provenienti da diverse Università italiane. Questa occasione di incontro vuole rappresentare il primo confronto sulle tematiche del progetto, che saranno poi studiate nel corso del prossimo biennio dal gruppo di ricerca formato dal personale indicato nella domanda e coordinato dal proponente il progetto medesimo. 11

12 Titolo: L analisi dei rischi economico-finanziari connessi all internazionalizzazione delle piccole e medie imprese Ente Finanziatore: Ateneo, Fondi di Ateneo per la Ricerca 2004 Responsabile del Progetto: Enrico Cotta Ramusino Membri del Gruppo di Ricerca: Antonio Majocchi, Alberto Onetti, Davide Secchi Breve descrizione del Progetto: L obiettivo principale della ricerca consisterà nell elaborazione di un modello per analizzare e valutare i rischi economico-finanziari connessi all internazionalizzazione delle piccole e medie imprese (PMI), sia per quanto concerne l attività commerciale che produttiva. In particolare, la ricerca si focalizzerà sull analisi di tre delle modalità più diffuse di internazionalizzazione: (1) esportazioni, (2) Joint Ventures (JV) e (3) investimenti diretti all estero (IDE). Nel primo caso, assume rilevanza la valutazione dell impatto, in termini di rischiosità, che la variazione della percentuale di esportazioni detiene sull impresa internazionalizzata. Nel secondo caso, l obiettivo sarà quello di valutare quale significato economico-finanziario assumano le variabili che determinano il livello del rischio nelle imprese coinvolte nella JV. Infine, la terza variabile risulta significativa soprattutto in relazione a determinate aree di sviluppo (Est Europa, Sud-Est asiatico). 12

13 Titolo: Il diritto di stabilimento e la libera prestazione di servizi alla luce dell'allargamento dell'unione Europea e dell'entrata in vigore del Progetto di trattato che istituisce una costituzione per l'europa Ente Finanziatore: Ateneo, Fondi di Ateneo per la Ricerca 2004 Responsabile del Progetto: Diverio Davide Breve descrizione del Progetto: Ai fini della realizzazione del mercato interno, il Trattato istitutivo della Comunità europea prevede quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci e delle persone (lavoratori subordinati e lavoratori indipendenti), la libera prestazione dei servizi e la libera circolazione dei capitali. Il diritto di stabilimento e la libera prestazione di servizi concernono le attività economiche prestate dietro retribuzione, distinguendosi fra loro per l elemento della occasionalità o meno nell esecuzione della prestazione. Con l adozione delle direttive di armonizzazione e attraverso l opera interpretativa della giurisprudenza della Corte di giustizia su di esse e sul Trattato stesso, i citati principi rappresentano un parametro di riferimento costante della legittimità delle normative nazionali in materia di attività economiche. Queste ultime vengono, infatti, sottoposte a verifiche volte a reprimere non soltanto le disposizioni discriminatorie (e dunque palesemente contrarie al Trattato) ma anche le normative indistintamente applicabili (e quindi in linea di principio neutre) qualora, nella sostanza, producano un qualsiasi effetto discriminatorio. L allargamento dell Unione europea del 1 maggio 2004 a venticinque Stati membri ha determinato, come del resto gli ampliamenti precedenti, un applicazione al momento soltanto graduale delle libertà fondamentali e dei principi di base del diritto comunitario ai nuovi Stati membri e ciò, in particolare, proprio in materia di libera circolazione dei lavoratori e dei servizi. Dopo aver individuato le linee essenziali della disciplina generale in vigore, soprattutto attraverso la ricognizione della giurisprudenza comunitaria, da condursi oggi anche alla luce delle pertinenti disposizioni del Trattato che adotta una Costituzione per l Europa, occorre, dunque, esaminare quale sia il regime transitoriamente applicabile nei rapporti fra gli Stati della vecchia Unione a quindici membri ed i nuovi aderenti, evidenziandone le implicazioni pratiche sulla libera circolazione delle attività economiche. 13

14 Titolo: Miglioramenti della stima nei modelli per serie storiche Ente Finanziatore: Ateneo, Fondi di Ateneo per la Ricerca 2004 Responsabile del Progetto: Giovanni Fonseca Breve descrizione del Progetto: Si propone l applicazione di metodi asintotici di correzione della distorsione per il miglioramento dello stimatore di massima verosimiglianza dei parametri di un modello (lineare o anche non lineare) per serie storiche. In particolare i metodi asintotici permettono la modificazione diretta dello stimatore oppure la modificazione dell equazione di stima relativa allo stimatore. Infine si confrontano gli stimatori ottenuti con stimatori sviluppati con altri metodi di miglioramento delle proprietà. 14

15 Titolo: Stabilità e buona posizione per problemi di ottimizzazione e disequazioni variazionali Ente Finanziatore: Ateneo, Fondi di Ateneo per la Ricerca 2004 Responsabile del Progetto: Angelo Guerraggio Membri del Gruppo di Ricerca: Enrico Miglierina, Giovanna Redaelli, Matteo Rocca Breve descrizione del Progetto: Il presente progetto si raccorda al progetto dello scorso anno e si propone di sviluppare ulteriormente le tematiche riguardanti l ottimizzazione vettoriale. Si cercherà di sistematizzare all interno di una classificazione coerente le nozioni di buona posizione per problemi di ottimizzazione vettoriale esistenti in letteratura. Verranno inoltre studiate le particolari proprietà dei problemi convessi e convessi generalizzati. Verranno inoltre trattate le relazioni tra buona posizione scalare e vettoriale. Infine, verranno studiate tematiche riguardanti le applicazioni dell ottimizzazione vettoriale (anche stocastica) a problemi di natura finanziaria e assicurativa. 15

16 Titolo: Metodi per migliorare l efficienza di stimatori MCMC (Markov chain Monte Carlo) con applicazioni a modelli di mistura e scelta fra modelli bayesiani Ente Finanziatore: Ateneo, Fondi di Ateneo per la Ricerca 2004 Responsabile del Progetto: Antonietta Mira Membri del Gruppo di Ricerca: Paolo Tenconi Breve descrizione del Progetto: Con questo progetto ci proponiamo di continuare la linea di ricerca iniziata lo scorso anno proponendo stimatori di tipo MCMC efficienti nel senso di ridurre la varianza asintotica degli stessi. Due sono le componenti che compaiono nella formula della varianza asintotica: la varianza sotto la distribuzione stazionaria e la covarianza lungo la catena di Markov. In passato abbiamo focalizzato la nostra attenzione su questa seconda componente ottenendo ottimi risultati. Ispirandoci anche alla letteratura in ambito fisico, riteniamo possibile ridurre anche la prima componente sostituendo la funzione di interesse con altra avente la stessa media in stazionarietà ma varianza minore. Gli stimatori ottenuti verranno utilizzati in ambito bayesiano per la scelta fra modelli attraverso la stima efficiente del fattore di Bayes. 16

17 Titolo: Brevettazione universitaria e open science: il caso italiano Ente Finanziatore: Ateneo, Fondi di Ateneo per la Ricerca 2004 Responsabile del Progetto: Fabio Montobbio Breve descrizione del Progetto: Le università italiane sono state considerate (fino ai cambiamenti recenti nella legislazione) i proprietari naturali dei diritti di proprietà riguardo alle invenzioni dei loro impiegati. Tradizionalmente però gli sforzi per approfittare di questa disposizione legale sono stati piccoli. Accanto a ciò si riscontra l esistenza di un numero non-trascurabile di inventori accademici, vale a dire professori e ricercatori che appaiono come inventori su molti brevetti USA ed Europei. La maggior parte di tali brevetti sono assegnati non alle loro università, ma ad imprese o al CNR. Vi è motivo di ritenere che gli inventori accademici giochino un ruolo cruciale nel collegamento fra università e industria. Cioè potrebbero svolgere un ruolo di collegamento fra i regni delle open science e della tecnologia proprietaria (Dasgupta e David, 1994). Il lavoro si propone di controllare se questo ruolo venga attuato a spese del rendimento scientifico degli inventori accademici, (come suggerito da alcuni lavori Mowery e Sampat, 2001; David, Mowery e Steinmueller, 1994) o, al contrario, se vi siano collegamenti virtuosi con le attività di pubblicazione, ( le superstar descritte da Zucker, Darby, Armstrong, 1994); o, per concludere, se non vi sia alcuna relazione fra brevetti e attività accademica di ricerca. 17

18 Titolo: Trend e cicli comuni nelle serie storiche economiche Ente Finanziatore: Ateneo, Fondi di Ateneo per la Ricerca 2004 Responsabile del Progetto: Paolo Paruolo Breve descrizione del Progetto: Il presente progetto intende proseguire l attività di ricerca del coordinatore sullo sviluppo e l analisi di tecniche inferenziali per modelli ei serie storiche non stazionarie, caratterizzate da componenti non stazionarie di tipo integrato (passeggiate casuali) e cointegrate. Tali processi permettono una rappresentazione a trend comuni. In particolare il presente progetto prevede di analizzare la rappresentazione e l inferenza relativa a componenti comuni di ciclo economico, rappresentabili da fattori comuni di correlazione seriale. Lo studio analizzerà processi integrati di ordine 1[I(1)] e integrati di ordine 2 [I(2)]. 18

19 Titolo: Trend e cicli economico-finanziari comuni nell Unione Europea Titolo del progetto nazionale: Modelli econometrici per l'analisi dell'integrazione finanziaria ed economica nell'unione Europea Allargata (Coordinato da Domenico Sartore, Università "Cà Foscari" di Venezia, Dipartimento di Scienze Economiche) Ente Finanziatore: Miur, Progetto Cofin 2004 Responsabile del Progetto: Paolo Paruolo Membri del Gruppo di Ricerca: Giancarlo Bertocco, Raffaello Seri, Marcello Spanò, Christine Choirat Breve descrizione del Progetto: La ricerca intende studiare i meccanismi di interazione tra i diversi mercati all'interno dell'area Euro, e tra variabili macroeconomiche e finanziarie all interno dello stesso mercato, sia attraverso un analisi di teoria economica che attraverso la derivazione e l applicazione di metodologie econometriche adeguate per testare proposizioni teoriche relative ai trend e cicli economici. L attenzione è incentrata in particolare sui seguenti aspetti: 1) Aspetti istituzionali 2) Cause delle crisi e degli squilibri finanziari 3) Cicli comuni e ruolo delle aspettative 4) Teoria econometrica 19

20 Titolo: Disciplina civilistica e fiscale degli strumenti ibridi di finanziamento Ente Finanziatore: Ateneo, Fondi di Ateneo per la Ricerca 2004 Responsabile del Progetto: Sergio Patriarca Membri del Gruppo di Ricerca: Maria Pierro, Ilaria Capelli, Paolo Borghini Breve descrizione del Progetto: La riforma del diritto societario attuata con il decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 6, modifica radicalmente il regime delle azioni, e in particolare quello delle obbligazioni, prevedendo la possibilità di emettere strumenti finanziari muniti di diritti patrimoniali o anche amministrativi. Pur senza la pretesa che l introduzione di nuove categorie di azioni e di strumenti finanziari ibridi risolva tutti i problemi di finanziamento delle società, appare di notevole interesse valutare l applicazione di queste nuove opportunità in alternativa ai metodi tradizionali. La riforma societaria ha inciso sostanzialmente sugli articoli 2346 e seguenti del codice civile. Oltre alle azioni e obbligazioni, il nuovo codice individua due nuove tipologie di strumenti finanziari. Da un lato, è possibile emettere, a fronte di un determinato apporto anche di opere o servizi, strumenti finanziari partecipativi, che attribuiscono ai loro possessori diritti patrimoniali e diritti amministrativi, slegati da ogni rapporto con il capitale sociale. Dall altro, è prevista l emissione di strumenti finanziari diversi dalle obbligazioni ma pur sempre disciplinati dalle norme sulle obbligazioni di cui all art. 2411, terzo comma, del codice civile. La dottrina è in difficoltà nell individuare i punti di confine tra gli strumenti finanziari assimilati alle obbligazioni dall art. 2411, terzo comma, del codice civile e gli strumenti finanziari partecipativi di cui al precedente articolo 2436 del codice civile. Contemporaneamente alla legge delega per la riforma societaria è stata varata la legge 7 aprile 2003, n. 80, recante la delega per la riforma fiscale statale e destinata ad incidere radicalmente sulla tassazione dei proventi derivanti dalle azioni e dei titoli ad esse equiparate. A seguito delle citate innovazioni in ambito societario è stato necessario, infatti, intervenire sul sistema fiscale per adeguare la relativa disciplina alle nuove norme del codice civile. A tal fine è stata istituita la Commissione Gallo, la quale è intervenuta con riferimento, in particolare, alla disciplina delle azioni, delle obbligazioni e dei nuovi strumenti finanziari, partecipativi e non partecipativi. L incertezza esistente sul piano civilistico nella classificazione degli strumenti finanziari fra quelli assimilati alle obbligazioni e quelli qualificabili come strumenti finanziari partecipativi non è irrilevante sotto il profilo fiscale. La qualificazione giuridica di un titolo in termini di azione, di strumento finanziario assimilato all azione, di obbligazione o di strumento finanziario assimilato all obbligazione produce effetti molto rilevanti. 20

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