Restauro delle Mura antiche tratto CD - DE (III Stralcio)

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2 Milano, Marzo 2014 Restauro delle Mura antiche tratto CD - DE (III Stralcio) Progetto esecutivo del terzo stralcio Progetto Architettonico: MTa Associati Antonio Troisi, responsabile di progetto Monica Mazzolani Andrea Chiarolini collaboratori Annalisa Ingala, Mattia Demaria consulenti: Architettura dei giardini e del paesaggio Illuminazione e impiantistica Strutture Rilievo Coordinatore della Sicurezza in fase di progettazione Arch. Maria Chiara Piracini Ing. Claudio Smilovich Ing. Simone Francioli Università degli Studi di Firenze Dipartimento di Progettazione dell'architettura Sezione Architettura e Disegno Responsabile Scientifico Prof. Emma Mandelli Arch. Vania Bargagli Responsabile del Procedimento Area 4 Arch. Sabrina Martinozzi MTa Associati Via Crocefisso, Milano t f C.F. e P.IVA

3 INDICE Documentazione tecnica 2 Premessa 2 1. Elaborati di analisi dello stato attuale Cenni storici relativi al contesto Cenni storici relativi alle mura Cronologia storica delle mura Bibliografia generale Descrizione delle motivazioni e finalità di qualità paesaggistica definiti dagli strumenti normativi e di piano. LIVELLI DI TUTELA Rappresentazione fotografica dello stato attuale dell'area Rappresentazione grafica dello stato attuale 23 Elaborati di progetto Descrizione dell'intervento Opere di mitigazione Rappresentazione grafica dello stato di progetto 29 ALLEGATO: SCHEDE TECNICHE DEGLI INTERVENTI PREVISTI 30 1

4 Documentazione tecnica RICHIEDENTE: Comune di Massa Marittima nella persona dell'arch. Sabrina Martinozzi, dirigente area 4 INDIRIZZO CIVICO DELL OPERA: Mura antiche, tratti CD DE prospicienti la via Massetana. TIPOLOGIA DI INTERVENTO : progetto di riqualificazione e riutilizzo della Cinta Muraria, lato ovest. DESTINAZIONE D'USO: le aree adiacenti alle mura sono, nella parte superiore private e occupate da giardini e orti, nella parte inferiore, prevalentemente rocciosa, destinate a verde pubblico e a parcheggio. Premessa La Regione Toscana, l Università degli studi di Firenze e il Comune di Massa Marittima hanno avviato a partire dal 2005 il progetto di recupero e valorizzazione della cinta muraria. La fase di studio si è conclusa con la realizzazione del progetto pilota per la promozione dei beni paesaggistici Sistema murario di Massa Marittima eseguito dalla Università degli Studi di Firenze. Questa fase ha portato al rilievo di dettaglio della cinta muraria, eseguito attraverso tecniche innovative. La fase di rilievo e indagine è stato il primo passo del lungo processo di recupero della cinta muraria il cui completamento ha consentito di ottenere una adeguata conoscenza delle mura e delle loro relazioni con il centro storico e con la città. La cinta muraria costituisce una fondamentale soluzione di continuità tra l abitato storico e il sistema di accesso viario alla città. Gli spazi adiacenti alle mura civiche sono spesso edificati, ma in buona parte risultano adibiti a orti o a verde pubblico, se non incolti. Pertanto si offre l opportunità di realizzare degli spazi che consentano la valorizzazione delle mura, il loro recupero strutturale, il loro inserimento nel paesaggio e l organizzazione del sistema di accesso al centro storico. Il Comune di Massa Marittima, nelle scelte di pianificazione, ha privilegiato la sistemazione delle aree adiacenti alla cinta muraria per servizi collettivi quali parcheggi, verde pubblico, ecc. Si tratta di una scelta che presenta numerosi profili di complessità, poiché gran parte delle aree sono di proprietà privata, ma è la logica conclusione di un iter che ha impegnato il Comune a partire dagli anni ottanta, quando gli spazi residuali attorno alle mura erano utilizzati prevalentemente come depositi, ricoveri per animali, ecc. La cinta muraria, pressoché integra, è un segno fondamentale nel paesaggio attorno a Massa Marittima e offre scorci spettacolari sul territorio delle colline metallifere, e sull arcipelago toscano. 2

5 A seguito del completamento della fase di studio il Comune di Massa Marittima aveva bandito un concorso di idee allo scopo di esplorare il tema della riqualificazione delle Mura e delle aree circostanti. La necessità di affrontare in modo sistematico la manutenzione della cinta muraria, aggredita dalla vegetazione e bisognosa di restauro, era vista dal Comune come un'opportunità per affrontare l'area circostante nel suo complesso, sia per quanto riguarda il rapporto tra la città storica e i suoi percorsi, che quello con la Via Massetana e il paesaggio circostante. La proposta con cui lo studio MTA Associati aveva vinto il concorso intendeva dare risposta a queste richieste, considerando il restauro delle Mura Antiche parte di un progetto più generale che appunto riguardava la città nel suo complesso, perché comprendeva non solo il restauro di un suo monumento tra i più significativi, ma interessava tematiche più ampie quali: l'accesso alla città, i parcheggi di sosta delle autovetture, l'utilizzo delle aree a verde comprese tra le mura e l'abitato storico; e, più in generale, il ruolo che questo manufatto può avere nella città contemporanea nel suo rapporto con il paesaggio e il territorio rurale. Nella relazione del progetto di concorso si diceva:...città e territorio erano strettamente legati sebbene le mura, che circondavano e proteggevano la città, identificassero con chiarezza il limite tra i nuclei abitati e il territorio. La città trovava le sue risorse nella campagna o nel sottosuolo, come nel caso di Massa, il paesaggio era il risultato dell antropizzazione. Le mura costituivano la vera barriera fisica all assalto dei nemici e per questo il loro tracciato corrispondeva alle postazioni con maggiore apertura visuale verso il territorio, ma - se grandiose e imponenti - riuscivano per forza simbolica a scoraggiarne gli assalti. E oggi quali significati devono prevalere e quali valori possono assumere nella città contemporanea? Le mura raccontano la storia. Le fortificazioni, risultato degli eventi drammatici che hanno caratterizzato la storia della città, sono un monumento da salvaguardare e da conservare. La narrazione della storia delle mura coincide con quella della città e della sua forma, quale risultato di successive stratificazioni condizionate dagli eventi ma anche dalla morfologia del suolo, dai materiali da costruzione locali, dalle opportunità di dominio sul territorio circostante. La loro forma quindi deriva dalla combinazione di tecnica militare e configurazione del sito. Nel caso di Massa la doppia cerchia si configura in due tracce ad anello che si intersecano per un tratto, alla saldatura fra la città vecchia e la città nuova, dando luogo a una forma a farfalla di straordinario potere evocativo che la rende unica. Le mura sono uno straordinario osservatorio tra città e territorio. Il fatto che la città sia in posizione elevata rende la percezione del paesaggio straordinaria. Un osservatorio lineare da cui scoprire un paesaggio duplice: da una parte la natura, dall altra la città; e il loro rapporto appare del tutto esplicito. Attraversare le mura come esperienza. Nel tratto meridionale del tracciato, la continuità delle strutture ancora ben conservate e la quasi assenza di nuove costruzioni mantengono invariato il limite fisico tra città e territorio. Sebbene attraversarle assuma un diverso significato rispetto al passato, l ingresso e l uscita dalla città costituiscono una transizione importante tra artificio e natura, tra un luogo compresso e stratificato - la città - e il paesaggio aperto caratterizzato dalla dilatazione, dalla apertura, dalla luce che abbaglia - la campagna. Due città vicine, il borgo vecchio e il borgo nuovo, modellate dalle mura, un paesaggio - quello toscano - delicatamente antropizzato e di grande presenza: organizzarne la migliore fruizione ed esplicitarne le connessioni è obiettivo principale di questo progetto. Come riscoprire le mura: nel progetto esistono tre modalità possibili di percezione delle mura: - dal centro storico con percorsi radiali resi riconoscibili con segnali caratteristici di forte attrazione che conducano direttamente alle mura concludendosi con episodi significativi; - dalla via Massetana riqualificando e pedonalizzando il margine a ridosso delle mura e ripensando all illuminazione del percorso e delle mura stesse; - seguendo l antico percorso di ronda. Il futuro recupero del manufatto e le indicazioni del piano regolatore che prevedono la realizzazione di una fascia di verde pubblico a ridosso delle mura, fanno pensare che sia possibile avere sul margine interno alcuni tratti di percorso che consentano una visione ampia del territorio circostante. La lettura della città monumentale e delle mura in rapporto al territorio: gli itinerari. 3

6 Il tratto delle mura interessato dal concorso ha oggi un ruolo marginale essendo attraversabile solo dalla Porta di San Bernardino. La vita della città si svolge essenzialmente sugli assi principali che si snodano dalla Porta all Arialla verso il Candeliere e la Città Nuova, interessando i principali monumenti. Questi percorsi consentono di scoprire la città dall interno, con la straordinaria unicità delle sue testimonianze, ma raramente offrono affacci sul doppio anello delle mura e sul territorio, finchè appunto non si raggiungono le strutture fortificate della sommità. Pensiamo che a questo itinerario sia possibile affiancarne un altro, mirato essenzialmente alla riscoperta delle mura e del territorio: percorrendo i margini si rende evidente la continuità del manufatto murario, si consente la vista di scorci panoramici unici sulla campagna circostante, si offre una lettura della città ad oggi sconosciuta. I due itinerari potrebbero essere identificati da segnali evidenti: tracce nella pavimentazione (di notte anche luminose), brevi tratti di corrimano nei punti chiave, pannelli che ci informano sulla storia e le particolarità dei luoghi, il ripetersi di un logo che raffigura le mura, ma che appare stilizzato come una farfalla. Nel progetto si intrecciano e si sovrappongono - l itinerario della città monumentale, che incrocia il piccolo giardino adiacente la Via Parenti; - quello delle mura che si snoda a cavallo del settore interessato e, attraverso un nuovo varco ipotizzato in prossimità dell area attualmente occupata dal distributore, si riconnette al sistema del Cassero Senese e al settore delle mura più recente. 4

7 1. Elaborati di analisi dello stato attuale 1.1. Cenni storici relativi al contesto In un sistema policentrico di civitas fortificate come divenne quello della maremma grossetana, Massa M. assunse ben presto un ruolo strategicamente primario. Nel XII secolo ereditò le funzioni episcopali di Populonia e si trovò ben presto a dominare un esteso patrimonio metallifero minerario. La sua posizione sul confine tra la Toscana e le terre dominate dal papato la resero oggetto di appetiti di conquista. Subì numerosi assalti durante le guerre che coinvolsero Siena, Firenze e Pisa fino alla sottomissione al Granducato di Firenze nel secolo XVI. Libero Comune nel 1225 ebbe un governo autonomo fino al 1335 e in quel periodo furono anche regolamentati gli sfruttamenti dei giacimenti minerari da parte dell Amministrazione pubblica, sostituitasi ai privati. La presenza di Comuni più importanti come Siena e Firenze ebbe un ruolo determinante nel favorire il passaggio dal potere signorile a quello comunale, ma continuò a costituire una minaccia costante che costrinse i Comuni più piccoli a perfezionare il proprio sistema difensivo, con la costruzione di fortificazioni e di casseri nei centri abitati per ospitare le proprie guarnigioni. Dopo la conquista senese di Massa nel 1335 si videro notevoli trasformazioni nel tessuto urbano e nelle mura cittadine con l imponente costruzione del Cassero, dovute alla necessità di presidio e di controllo da parte dei vincitori. Nel complesso l importanza della città e la ragione della sua sopravvivenza sono inscindibili dalla presenza dei giacimenti minerari, la cui chiusura nel secolo XVII determinò spopolamento e il progressivo impoverimento della città. L attività estrattiva e metallurgica era stata coltivata in epoca etrusca e dimenticata nella fase romana per essere ripresa nel periodo medievale grazie al concorso di maestranze provenienti dall area germanica. La loro riattivazione nel XIX secolo aiutò la ripresa economica fino alla chiusura definitiva alla metà del secolo scorso Cenni storici relativi alle mura (Si riporta qui un estratto dalla relazione storica di accompagnamento al Progetto di Rilevazione delle Mura della Città Vecchia elaborato dall Università di Firenze, Dipartimento di Architettura, sezione Architettura e Disegno.) Il nome di Massa Marittima deriva dalla parola massae con cui, in epoca romana, si chiamavano le grandi proprietà terriere. Nei primi documenti il nome Massa non era affiancato da nessuna specificazione, fu solo sotto il dominio Lorenese che le fu aggiunto l attributo marittima o maremma. Nel 1194 il Vescovo Martino ebbe in feudo la città da Enrico VI, insieme ai castelli di Monteregio, dell Accesa e della Marsigliana. Fu allora che iniziò il primo ampliamento dell abitato specialmente nella parte alta 1. La Città Vecchia ed il Borgo sono successivamente sorti ai piedi del poggio di Monteregio dove attualmente è situata la Cattedrale. In questo luogo sorgevano la chiesa di San Cerbone e le modeste abitazioni di lavoratori. La Città Nuova 2 è il cosiddetto Terziere dei Minatori 3, cioè la parte di abitato che si sviluppò a partire dalla seconda metà del XII secolo sul piano contiguo al Castello di Monteregio. 1 Si ipotizza che questo borgo fosse il nucleo originario nato sull antica Massa Veternense sviluppatosi intorno al Corso Diaz, alla Chiesa di S. Pietro e alla Rocca di Monteregio. 2 Questa parte di città si sviluppa dal 1228 in poi ortogonalmente all attuale corso Diaz saldandosi con il vecchio borgo. 3 I tre Terzieri erano il Terziere di Borgo (Città Vecchia), il Terziere di mezzo (Vecchio Borgo) e il Terziere dei Minatori (Città 5

8 Dalla fine del XII secolo si ebbe un forte incremento demografico e di conseguenza edilizio: chi voleva trasferirsi nella Città Nuova doveva costruirsi la casa. In questo periodo la cinta muraria era assai più ampia dell attuale 4 e si svolgeva secondo un tracciato che, osservandolo oggi rispetto all abitato, pareva piuttosto seguire la conformazione morfologica del luogo. Durante il XIV secolo, invece, dopo la prima espansione dovuta ai senesi 5, le mura furono ridotte al tracciato odierno escludendo il convento di San Francesco e la chiesa di San Rocco. I lavori delle fortificazioni senesi 6 compresero anche l erezione di un arco che congiunge il castello di Monteregio alla torre del Candeliere edificata durante il periodo comunale (1228) e un cassero 7 per separare le vie di comunicazione interne al centro abitato. Tale intervento, che come testimonia l incisione posta sopra la Porta alle Silici 8, fu terminato il 19 febbraio 1337, comportò il piegamento ad angolo retto verso la Porta di San Francesco (detta anche a Giannino) 9 delle mura di cinta e la divisione netta tra Città Nuova e Città Vecchia. Osservando la pianta della città risulta palese, infatti, la forma ad ali di farfalla del circuito murario il cui cuore è proprio la fortezza senese; queste mura sono fatte di conci di travertino disposti a filaretto ed erano decorate da archetti guelfi e arrichite da torri, bastioni e rivellini. Dalla riduzione muraria deriva l apertura della Porta Senese o di San Rocco 10 posta sotto la fortezza che sostituì la Porta Bufolona situata presso la Chiesa di San Rocco. La porta più importante delle mura duecentesche è la Porta dell Arialla, che dà accesso alla Città Vecchia dalla strada di Follonica, caratterizzata da una seconda porta interna distrutta nel Questa porzione di città oltre alla Porta dell Arialla ha anche la Porta di San Bernardino riaperta nel 1943 e la Porta alla Spina (attualmente murata), dietro il Duomo, invece, verso la Città Nuova ci sono la Porta delle Formiche (poi detta dell Abbondanza o del Teatro) e la Porta Eleonora (detta Nuova, del Soccorso o della Rocca) riaperta nel Nel 1857 fu abbattuta la Porta S. Pietro, detta anche al Poggio, sormontata da una grossa torre e munita di ponte, per facilitare la viabilità di Città Nuova, qui infatti fu creata l attuale Piazza XXIV maggio Cronologia storica delle mura XIII-XIV secolo. Cinta muraria con andamento irregolare costruita in parte nel XIII (mura massetane) ed in parte nel XIV secolo (fortificazioni senesi). Queste ultime furono erette a cavaliere tra la Città Vecchia e la Citta Nuova per separare le vie di comunicazione interne al centro abitato (nascita della forma a farfalla). Nuova). 4 Il perimetro originario formava un quadrilatero di 2600 metri che andava dalla Valle Aspra alla Porta dell Arialla (o Salnitro o a Mare) 5 Nel 1335 Siena si impadronì di Massa e cacciò i vescovi da Monteregio 6 La Fortezza dei senesi fu progettata dall architetto Angiolo Ventura. 7 Per costruire queste nuove fortificazioni i senesi abbatterono diverse case private. 8 La porta delle Silici è la porta interna che collega la Città Vecchia a quella Nuova ed è affiancata da una torre quadrilatera detta del Candeliere che andò a sostituire quella costruita in periodo comunale tre volte più alta. 9 In origine chiamata dell Ala conserva ancora gli stemmi di Massa, di Siena e dei due castellani che la fecero costruire, Teodorico di Cecco di Ciani e Matteo Peruzzi. 10 Questa Porta reca lo stemma con il Leone coronato simbolo di Siena e lo scudo della Balzana senese. 11 Si ipotizza che tutte le porte cittadine avessero doppia saracinesca; infatti nel 1784 fu abbattuta anche la porta interna di Porta S. Francesco. 6

9 1200. Dal Targioni-Tozzetti ( ) "... essendo molto cresciuta la popolazione di Città Vecchia... si cominciò a costruire un borgo in cima al poggio (chiesa di San Pietro) che nel 1200 fu cinto da mura e chiamato Cittanuova....Le mura castellane che cingono Cittanuova, unendole colla vecchia, sono molto belle e di bella fabbrica di pietre quadrate e con spesse torri.... i senesi... fecero adunque costruire un Cassero o Fortezza molto grande... in travertino... e fabbricavano un ponte a passare che dal Cassero mettesse nella Citta Vecchia e nell'antica Rocca detta del Candeliere o Torre dell'oriolo (1228)..." Con il dominio senese (1337) furono abbattute le mura poste a nord che circondavano il convento di San Francesco fino alla Porta Bufalona. Le mura massetane sono costituite da conci parallelepipedali di travertino disposti a filaretto (non sappiamo come era il coronamento). Il perimetro originario formava un quadrilatero di 2600 metri che andava dalla Valle Aspra alla Porta all'arialla (o Salnitro o a Mare) Costruzione fortificazioni senesi dalle quali rimase escluso il convento di San Francesco. Lo spessore della cinta è costante (circa 1 metro e mezzo), l'altezza però varia a causa dell'andamento morfologico del terreno. Le porte principali (S. Rocco o Senese, S. Francesco o a Giannino, dell'arialla e S. Pietro o al Poggio) vennero aperte in prossimità degli angoli nord, sud ed est ovvero in corrispondenza delle vie di accesso alla città. Inoltre c'era la porta interna delle Silici che divide la Città Vecchia da quella Nuova. La fortezza dei senesi fu progettata dall'architetto Angiolo di Ventura. I senesi eressero anche una torre quadrilatera a controllo della porta delle Silici Le mura senesi (conci squadrati di travertino tenero) furono costruite tra il 1336 e il 1339 e sono caratterizzate da un coronamento di merli e beccatelli ancora ben conservato La fortezza senese fu munita di artiglieria. Tra il 1744 e il 1844 la fortezza fu svuotata per la costruzione dell'ospedale di S. Andrea, oggi istituto G. Falusi. Nel 1857 fu abbattuta la Porta San Pietro eretta nel 1206 e sormontata da una maestosa torre Tutte le porte avevano doppia saracinesca ma nel 1781 fu abbattuta la parte interna della Porta all'arialla e nel 1784 quella di Porta S. Francesco Durante il XIX secolo le mura hanno perso la loro funzione, le merlature sono quasi completamente scomparse, molti tratti sono stati interrotti per agevolare la viabilità ed altri sono divenuti parte integrante degli edifici (vedi catastali Leopoldini) Realizzazione del progetto del 1943 di ampliare piazza Mazzini e quindi di modificare un piccolo tratto di mura riutilizzando però i materiali di recupero ricavati dall'abbattimento. Durante la metà del XX secolo lavori di restauro e consolidamento. Cosa rimane delle mura oggi: un tratto ribassato, irregolare e inglobato nelle abitazioni lungo la statale 439 (Via per Siena) a sud-ovest della piazza del Duomo, un tratto su Piazzale Mazzini, una porzione molto irregolare su Via Valle Aspra dietro S. Agostino, un tratto ben conservato che va da piazza XXIV Maggio fino a porta S. Francesco, la fortezza Senese. XIII-XIV secolo. Cinta muraria con andamento irregolare costruita in parte nel XIII (mura massetane) ed in parte nel XIV secolo (fortificazioni senesi). Queste ultime furono erette a cavaliere tra la Città Vecchia e la Citta Nuova per separare le vie di comunicazione interne al centro abitato (nascita della forma a farfalla) Dal Targioni-Tozzetti ( ) "... essendo molto cresciuta la popolazione di Città Vecchia... si cominciò a costruire un borgo in cima al poggio (chiesa di San Pietro) che nel 1200 fu cinto da mura e chiamato Cittanuova....Le mura castellane che cingono Cittanuova, unendole colla vecchia, sono molto belle e di bella fabbrica di pietre quadrate e con spesse torri.... i senesi... fecero adunque costruire un Cassero o Fortezza molto grande... in travertino... e fabbricavano un ponte a passare che dal Cassero mettesse nella Citta Vecchia e nell'antica Rocca detta del Candeliere o Torre dell'oriolo (1228)..." 7

10 1337. Con il dominio senese (1337) furono abbattute le mura poste a nord che circondavano il convento di San Francesco fino alla Porta Bufalona. Le mura massetane sono costituite da conci parallelepipedali di travertino disposti a filaretto (non sappiamo come era il coronamento). Il perimetro originario formava un quadrilatero di 2600 metri che andava dalla Valle Aspra alla Porta all'arialla (o Salnitro o a Mare) Costruzione fortificazioni senesi dalle quali rimase escluso il convento di San Francesco. Lo spessore della cinta è costante (circa 1 metro e mezzo), l'altezza però varia a causa dell'andamento morfologico del terreno. Le porte principali (S. Rocco o Senese, S. Francesco o a Giannino, dell'arialla e S. Pietro o al Poggio) vennero aperte in prossimità degli angoli nord, sud ed est ovvero in corrispondenza delle vie di accesso alla città. Inoltre c'era la porta interna delle Silici che divide la Città Vecchia da quella Nuova. La fortezza dei senesi fu progettata dall'architetto Angiolo di Ventura. I senesi eressero anche una torre quadrilatera a controllo della porta delle Silici Le mura senesi (conci squadrati di travertino tenero) furono costruite tra il 1336 e il 1339 e sono caratterizzate da un coronamento di merli e beccatelli ancora ben conservato La fortezza senese fu munita di artiglieria. Tra il 1744 e il 1844 la fortezza fu svuotata per la costruzione dell'ospedale di S. Andrea, oggi istituto G. Falusi. Nel 1857 fu abbattuta la Porta San Pietro eretta nel 1206 e sormontata da una maestosa torre Tutte le porte avevano doppia saracinesca ma nel 1781 fu abbattuta la parte interna della Porta all'arialla e nel 1784 quella di Porta S. Francesco Durante il XIX secolo le mura hanno perso la loro funzione, le merlature sono quasi completamente scomparse, molti tratti sono stati interrotti per agevolare la viabilità ed altri sono divenuti parte integrante degli edifici (vedi catastali Leopoldini) Realizzazione del progetto del 1943 di ampliare piazza Mazzini e quindi di modificare un piccolo tratto di mura riutilizzando però i materiali di recupero ricavati dall'abbattimento. Durante la metà del XX secolo lavori di restauro e consolidamento. Cosa rimane delle mura oggi: un tratto ribassato, irregolare e inglobato nelle abitazioni lungo la statale 439 (Via per Siena) a sud-ovest della piazza del Duomo, un tratto su Piazzale Mazzini, una porzione molto irregolare su Via Valle Aspra dietro S. Agostino, un tratto ben conservato che va da piazza XXIV Maggio fino a porta S. Francesco, la fortezza Senese. 8

11 1.4. Bibliografia generale BADII G., Massa Marittima- Il Comune, il Mandamento, la Diocesi, Massa Marittima, Tipografia Pallini, 1926 GABRIELLI A., Storia dell antica città di Massa, Grosseto, Tipografia Barbarulli, 1881 GALLI DA MODIGLIANA S., Memorie storiche di Massa Marittima, compilate dal Prof. Stefano Galli Da Modigliana per cura di Olinto Comparini (con illustrazioni), tipografia A. Dionigi, Massa Marittima - Portoferraio, CARLI E., L arte a Massa Marittima, Centro Offset, Siena, 1976 LOMBARDI E., Breve guida di Massa Marittima, Scuola Tipografica Rifugio S.Anna, Massa Marittima LOMBARDI E., Massa Marittima e il suo territorio nella storia e nell arte, Cantagalli Editore, Siena, LOMBARDI E., San Cerbone nella leggenda, nel culto, nell arte LOPES PEGNA M., Storia di Massa Marittima, ediz. de La Torre Massetana, MXMLVII, 1957 FALOSSI G., LOMBARDI E., Storia e guida ai territori di Massa Marittima, Scarlino, Follonica, ediz. Il Quadrato, Milano, 1966 GUIDONI E., Arte e urbanistica in Toscana, Roma, 1980 LUCCHIN P. I, La P Maiuscola, in Bell Italia n 50, Giugno 1990, G. Mondatori Editore PETROCCHI L., Massa Marittima, arte e storia, A. Venturi Editore, Firenze, 1900 SANTI B. (a cura di), Guida storico-artistica della Maremma, Siena, 1995, p. 29 MAZZOLAI A., Storia ed arte della Maremma, Fratelli Bonari Editori, 1980, Grosseto. TARGIONI TOZZETTI G., Relazione d alcuni viaggi fatti in diverse parti della Toscana, Stamperia Granducale, Firenze MCDLXVIII AA.VV., Città da scoprire Vol 2, Guida ai centri minori Italia centrale, Touring Club Italiano, Milano, 1984 Il soldato del capitano Serafino Burali nobile aretino dove si tratterà di fortificazioni, d alloggiamenti campali, levar piante, discrivere province, il tutto con ogni brevità che sia possibile, manoscritto in biblioteca Consortile di Arezzo,

12 FIG.1: Pianta topografica tratta da La Storia di Massa del prof. Lopes Pegna. 10

13 FIG.2: Pianta topografica della Fortezza Senese tratta dal manoscritto del Capitano aretino Serafino Burali (1664) 11

14 FIG.3: Progetto di rinforzo della cinta con costruzione di bastioni del 1675 (mai portato a termine) FIG.4: Planimetria della cinta muraria tratta dal manoscritto del Capitano aretino Serafino Burali (1664) 12

15 FIG.5: Planimetria a volo d uccello di tutta la città tratta dal manoscritto del Capitano aretino Serafino Burali (1664) Legenda: I Porta Senese, M Porta dell Arialla, P Porta del Soccorso, R Porta S. Pietro, X Porta di S. Francesco 13

16 FIG.6: Planimetria della città 1:1250 (catastale leopoldino del 1825) FIG.7: Planimetria della città 1:1250 (catastale leopoldino del

17 FIG.8: Planimetria della città tratta da Memorie Storiche di Massa del prof. Stefano Galli da Modigliana del 1873 FIG.9: situazione attuale 15

18 1.5. Descrizione delle motivazioni e finalità di qualità paesaggistica definiti dagli strumenti normativi e di piano. LIVELLI DI TUTELA Il vincolo paesaggistico-ambientale è rappresentato dal D.M. del ex legge 1497/1939 recante dichiarazione di notevole interesse pubblico del centro storico del Comune di Massa Marittima in provincia di Grosseto Le mura sono altresì vincolate ai sensi del Codice dei beni culturali D.Lgs n. 42 art

19 1.6. Rappresentazione fotografica dello stato attuale dell'area TRATTO DI MURA CD 01 17

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21 04 19

22 TRATTO DI MURA DE 01 20

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25 1.7. Rappresentazione grafica dello stato attuale Lo stato di conservazione. L attuale stato di conservazione delle mura è il risultato della combinazione di complessi fattori degenerativi e alterativi che, a un analisi complessiva delle patologie di degrado riscontrate nel tratto di mura oggetto dell intervento, si possono ricondurre, per diffusione e importanza dei fenomeni, a tre grandi classi: a) malta dei giunti: mancanza, disgregazione, erosione, distacco; b) elementi della muratura: mancanze, fessurazioni profonde, dissesti; c) presenza di vegetazione superiore e piante infestanti. I depositi superficiali di polveri e particellato atmosferico sono per lo più incoerenti e i depositi coerenti, calcare, guano e croste nere interessano porzioni circoscritte delle mura. Erosioni superficiali e profonde della pietra, peraltro raramente presenti, non causano degradazione del materiale che mantiene una buona compattezza e resistenza meccanica. I carichi statici cui sono soggette le mura attualmente sono rappresentati dal solo peso proprio, ampiamente sopportabile dal loro spessore. La spinta del terreno, dove presente, appare sopportabile e l esiguo carico trasmesso dalle mura sul terreno lo è anche dai tratti con modesta capacità portante (Briccoli Bati S. Lucchesi M., La consistenza statica della cinta muraria di Massa Marittima in Mandelli E., Le mura di Massa Marittima. Una città fortificata, Pacini Editore, Pisa, 2009, p.163). Al di là delle cause intrinseche dovute alla mancanza di diatoni, sono le cause estrinseche che stanno causando la lenta, ma inesorabile perdita di parti di muratura. La causa della perdita dell equilibrio di porzioni murarie, dei rigonfiamenti, delle fessurazioni, dei dissesti e dei crolli parziali attualmente visibili è da ricercarsi nella progressiva erosione dei giunti di malta e nella mancanza di elementi di protezione sulla sommità delle mura che hanno determinato la formazione di vuoti e lacune nella struttura muraria, aprendo la strada a infiltrazioni che hanno innescato il proliferare di vegetazione. Alcune parti delle mura sono interessate da macchie di umidità, dovute al non corretto deflusso delle acque oppure alla presenza di infiltrazioni causate da perdite provenienti da tubazioni all interno della muratura. I materiali e le tecniche costruttive. I litotipi utilizzati per la costruzione delle mura sono prevalentemente il travertino, reperito sul luogo, e un calcare grigio chiaro anch esso proveniente dalla collina di Massa Marittima. Entrambi hanno caratteristiche meccaniche idonee allo scopo per il quale sono stati utilizzati ma diverse modalità di posa in opera - con conci sbozzati oppure squadrati, con pezzature di varie grandezze, con utilizzo di più o meno malta nei giunti - creano tessiture murarie diverse lungo il perimetro. La muratura, a tratti con grandi spessori e a tratti modificata dalla presenza di edifici adiacenti e da reinterri, era originariamente costituita da un doppio paramento faccia a vista con un riempimento interno, senza diatoni di collegamento. Si vedano in merito gli elaborati grafici di rilievo Tavola 002 e Tavola

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