UNIONE DEI COMUNI BASSA ROMAGNA Venerdì, 10 aprile 2015

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1 UNIONE DEI COMUNI BASSA ROMAGNA Venerdì, 10 aprile 2015

2 UNIONE DEI COMUNI BASSA ROMAGNA Venerdì, 10 aprile 2015 Prime Pagine 10/04/2015 Prima Pagina Il Sole 24 Ore 1 10/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 1 Imputato di bancarotta fa strage in tribunale: tre morti 2 10/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 2 Marco LudovicoVittorio Nuti Verso la riforma sul modello Palermo 3 10/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 4 Mariolina Sesto Renzi: «Falle evidenti nella sicurezza» 5 10/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 6 Giorgio Santilli Asse Delrio Cantone sugli appalti: basta con le procedure speciali 7 10/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 6 Davide ColomboMarco Rogari Morando conferma: Pa, coperture incerte 9 10/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 6 Pa, dagli acquisti 1,5 miliardi di risparmi 11 10/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 6 Gianni Trovati Salvagente per Firenze, Roma e Napoli 13 10/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 10 Luca Orlando Acciaio e fonderie nel mirino 15 10/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 10 L.Or. Ribolla: «Imposta odiosa, subito stop agli accertamenti» 17 10/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 14 Pagina a cura dilaura Dominici Le tasse assediano il turismo 19 10/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 20 Ivan Cimmarusti Appalti, si allarga l' inchiesta Soa: cinque procure su gare 21 10/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 20 Nel mirino della coop Concordia anche il business degli aeroporti 23 10/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 21 Lina Palmerini Le prossime insidie del Governo tra tensioni sul rimpasto e numeri /04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 28 Simone Filippetti A2A, conti in rosso per la recessione ma sale il dividendo 27 10/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 37 Gian Paolo Ranocchi L' eventuale errore può essere «coperto» 29 10/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 37 Marco Mobili Trasmissione corrispettivi solo da 217 operatori della Gdo 31 10/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 40 Claudio Tucci Sì al riordino senza automatismi 33 10/04/2015 Italia Oggi Pagina 1 PIERLUIGI MAGNASCHI C' è una socialità demagogica e perversa che finisce per /04/2015 Italia Oggi Pagina 2 SERGIO LUCIANO Tra Renzi e gli enti locali la pace è lo /04/2015 Italia Oggi Pagina 4 FRANCO ADRIANO Spari a Milano, polverone a Roma 39 10/04/2015 Italia Oggi Pagina 6 MARCO BERTONCINI 8 mila supposti evasori totali 42 10/04/2015 Italia Oggi Pagina 7 ALESSANDRA RICCIARDI Pd, al senato è allarme per il Def 44 10/04/2015 Italia Oggi Pagina 8 CESARE MAFFI Negozi aperti quando servono 46 10/04/2015 Italia Oggi Pagina 9 ANTONINO D' ANNA Finanze del Papa, più tedeschi 48 10/04/2015 Italia Oggi Pagina 11 Mentre la Grecia diventa un hub europeo per il gas russo in Puglia c' /04/2015 Italia Oggi Pagina 11 GIOVANNI BUCCHI Napoli, parte già la sfida in Fi 52 10/04/2015 Italia Oggi Pagina 12 EDOARDO PETTI Legge elettorale, Polito sbaglia 54 10/04/2015 Italia Oggi Pagina 25 TANCREDI CERNE il fisco degli altri 56 10/04/2015 Italia Oggi Pagina 26 GLORIA GRIGOLON Affitti supertassati 58 10/04/2015 Italia Oggi Pagina 26 voluntary disclosure, le risposte degli esperti 59 10/04/2015 Italia Oggi Pagina 29 BEATRICE MIGLIORINI Casse di previdenza in chiaro Oneri informativi anche per chi collabora 61 10/04/2015 Italia Oggi Pagina 30 Revisori, legalità prioritaria 63

3 10/04/2015 Italia Oggi Pagina 31 Contributi, funziona il saldo quote con F /04/2015 Italia Oggi Pagina 33 Def, pace fatta tra Anci e Renzi 67 10/04/2015 Italia Oggi Pagina 33 e 69 10/04/2015 Italia Oggi Pagina 34 MATTEO BARBERO Conti, parte l' operazione pulizia 71 10/04/2015 Italia Oggi Pagina 34 MATTEO BARBERO Regolarità fiscale al netto dell' Iva 73 10/04/2015 Italia Oggi Pagina 34 ANTONIO G. PALADINO Rendiconti, ecco i questionari 74 10/04/2015 Italia Oggi Pagina 35 ILARIA ACCARDI Irpef regionale, aliquote online 75 10/04/2015 Italia Oggi Pagina 35 Una piattaforma unica per la fatturazione elettronica nella 77 10/04/2015 Italia Oggi Pagina 36 Agevolazioni in pillole 78 10/04/2015 Italia Oggi Pagina 36 L' Europa tutela l' ambiente 79 10/04/2015 Italia Oggi Pagina 36 Toscana, contributi per la infomobilità degli enti 81 10/04/2015 Italia Oggi Pagina 37 Lo Scaffale degli Enti Locali 82 10/04/2015 Italia Oggi Pagina 37 Numero legale fai da te 83 10/04/2015 Italia Oggi Pagina 38 Anticorruzione, al via consultazione online 85 10/04/2015 Italia Oggi Pagina 38 eventi 87 10/04/2015 Italia Oggi Pagina 38 MASSIMO VENTURATO I revisori locali vanno pagati 88 Il Resto del Carlino Ravenna 10/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 21 CAFFE' LETTERARIO PANZA STASERA AL SALONE ESTENSE 90 10/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 21 Confesercenti, taglio del nastro con Poletti 91 10/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 21 MONTANARI LORENZA Il dialogo tra islamici e cristiani inizia con una mostra sull' Egitto 92 10/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 22 SCARDOVI LUIGI Massaggi cinesi Il centro offriva anche gli extra' 93 10/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 22 A Bagnacavallo serata con il Cai 94 10/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 22 Due serate in centro tra shopping e VinLugo' 95 10/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 22 A Giovecca il ricordo del partigiano Crescimanno 96 10/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 25 De Capitani porta in scena Arthur Miller 97 Corriere di Romagna Ravenna 10/04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 10 Avis, aumenta la raccolta di sangue Sempre più giovani che scelgono /04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 30 Le foto di Luigi Tazzari e le donne partigiane di Ilenia Carrone /04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 33 PIerluigi Panza e la dimenticanza /04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 34 VENERDÌ 10 APRILE /04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 37 Nuova sede, uffici e sale per la Confesercenti lughese Apertura col /04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 37 Economia, gli operatori a confronto /04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 37 Chiuso centro massaggi /04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 37 Area Naviglio, i commercianti: «Non lasceremo nulla di /04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 37 Un messaggio di pace per cristiani e musulmani /04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 37 Le cantine in vetrina /04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 37 FUSIGNANO Nuova centenaria 109

4 10/04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 37 CAFFE' LETTERARIO Il romanzo di Panza /04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 37 Le donne della Resistenza /04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 37 Incontro con Sclavi /04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 44 Il "Fricandò" questa sera al Teatrino /04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 44 Servizio di Radiologia, la situazione è di stallo 114 La Voce di Romagna Ravenna 10/04/2015 La Voce di Romagna Pagina 4 Distretti industriali, si consolida la crescita +3,5% /04/2015 La Voce di Romagna Pagina 29 Assolto Giovanni, fratello di Vasco Errani /04/2015 La Voce di Romagna Pagina 29 Donazioni di sangue ancora in calo ( 7%) ma Ravenna resta sempre una /04/2015 La Voce di Romagna Pagina 30 Un centro relax? No, il "solito" bordello cinese /04/2015 La Voce di Romagna Pagina 30 Fusignano brinda ai cento anni di Giuseppina Garotti /04/2015 La Voce di Romagna Pagina 32 'No al polo commerciale in area Naviglio' /04/2015 La Voce di Romagna Pagina 32 ATTO VANDALICO IL SINDACO A GIOVECCA /04/2015 La Voce di Romagna Pagina 32 PARTE "VINLUGO" DUE GIORNI CON BACCO /04/2015 La Voce di Romagna Pagina 32 Oggi ad Alfonsine inaugura la mostra "Educati alla guerra" /04/2015 La Voce di Romagna Pagina 32 DISINFESTAZIONE Da domani al via la lotta contro le larve di zanzara tigre /04/2015 La Voce di Romagna Pagina 32 Oggi Ilenia Carrone presenta il libro Le donne della Resistenza' /04/2015 La Voce di Romagna Pagina 32 Il 70º della Liberazione a Massa Lombarda 127

5 Il Sole 24 Ore Prima Pagina 1

6 Pagina 1 Il Sole 24 Ore Terrore a Milano. Il killer uccide un giudice, un avvocato e un coimputato, due feriti Arrestato dopo la fuga Sotto accusa la sicurezza. Imputato di bancarotta fa strage in tribunale: tre morti Mattarella convoca il Csm: fare piena luce Basta discredito nei confronti dei magistrati. Terrore al Tribunale di Milano: un imputato di bancarotta, Claudio Giardiello, ha ucciso un giudice (Fernando Ciampi), un avvocato (Lorenzo Claris Appiani) e un coimputato (Giorgio Erba) e ferito due persone. Killer arrestato dopo la fuga. Mattarella al Csm: fare piena luce, basta discredito sui magistrati. Sicurezza sotto accusa. Elli, Monaci, Nuti, Galullo, Galimberti, Sesto, Negri, Palmerini u pa gine

7 Pagina 2 Il Sole 24 Ore La crisi del sistema. Un mese fa a Roma era stato lanciato l' allarme per il pericolo attentati nel Palazzo di Giustizia della Capitale. Verso la riforma sul modello Palermo ROMA La sicurezza nei tribunali è un incubo minaccioso da tempo. Proprio un mese fa a Roma un comitato provinciale per l' ordine pubblico e la sicurezza, presieduto dal prefetto Giuseppe Pecoraro, si è occupato solo di questo tema. Con i massimi vertici: il questore Nicolò D' Angelo, i generali dell' Arma, Salvatore Luongo, e della Finanza, Ivano Maccani, il procuratore capo Giuseppe Pignatone e il presidente della Corte d' appello Luciano Panzani. Il dossier è ora sul tavolo e allo studio del nuovo prefetto, Franco Gabrielli, reso più che mai attuale dai fatti drammatici di ieri: a breve ci sarà una riunione operativa per definire il piano di intervento. Nella capitale vanno messi in efficienza i sistemi di videosorveglianza, spesso assenti o non funzionanti; gli accessi dall' esterno, l' organizzazione del personale, solo per citare i temi più scottanti. E se i fatti di Milano lasciano attoniti, lo scenario romano resta comunque a rischio elevato, il più alto, con decine e decine di sedi tra penale, civile, fallimentare, militare. Luoghi ad alta variabilità di controlli, di intrusioni, di furti, di scarsità di garanzie di sicurezza. La capitale è l' esempio peggiore, forse, certo il più preoccupante di un modello che fa acqua e che dovrà essere riorganizzato dal ministero della Giustizia su scala nazionale, ferme restando le esigenze ben diverse tra un tribunale di provincia e una sede giudiziaria di una grande città. Panzani nella sua accorata relazione all' inaugurazione dell' anno giudiziario invocò con un disperato appello la realizzazione di «un palazzo di giustizia adeguato». Oggi spiega al Sole24Ore che «certo, bisogna risolvere e garantire il coordinamento della forze dell' ordine impegnate» ma poi sottolinea che «occorre fare i conti con i tagli continui del personale: incidono proprio sul numero degli agenti impiegati per la sicurezza». E vanno garantiti «i controlli agli accessi, con efficienza ed equilibrio: non ci possono essere file chilometriche ma neanche buchi nella vigilanza in atto». Il modello attuale si affida ai Procuratori generali dei 26 distretti di Corte d' appello, cui un Dm Giustizia del '93 attribuisce il compito, sentiti prefetto e capi degli uffici, di «adottare i provvedimenti per la sicurezza esterna ed interna delle strutture in cui si svolge l' attività giudiziaria». I Pg danno un parere sui provvedimenti su «sicurezza ed incolumità» dei magistrati a rischio e si coordinano con i prefetti sull' ordine pubblico. Soprattutto, adottano i provvedimenti tecnici organizzativi «per la sicurezza interna delle strutture» per la tutela di magistrati, operatori e cittadini dai rischi su cui vigilano i comitati provinciali per l' ordine e la sicurezza pubblica. D' intesa con gli stesso prefetti i Pg stabiliscono così l' Continua > 3

8 Pagina 2 < Segue Il Sole 24 Ore organizzazione delle forze dell' ordine che difendono le cittadelle della giustizia. La sorveglianza esterna è a carico dei Comuni che sostengono i costi per le guardie giurate ma che da settembre perdono questa competenza. Un problema in più per il ministero Giustizia. Nei servizi di sicurezza affidati a guardie private giurate, fa notare l' Assiv, l' associazione delle imprese di vigilanza, «non c' è un protocollo standard uguale per tutti, i requisiti sono definiti in sede di appalto, ma c' è sicuramente una pressione del mercato per ottenere prezzi bassi» e anche la Pa non fa eccezione «assegnando spesso gare a chi offre la tariffa più bassa». Nel quadro attuale, non mancano le eccezioni. Così gli uffici giudiziari di Roma e Napoli fanno storia a sè: sono a carico direttamente del ministero della Giustizia, che assicura tramite il Dipartimento dell' amministrazione penitenziaria la vigilanza e i controlli ai varchi e agli ingressi con una settantina di agenti assegnati al servizio. All' interno, alla sicurezza ci pensano i Carabinieri. Danno il loro contributo a integrazione dei servizi di sorveglianza anche le associazioni locali dei Carabinieri in pensione (a Torino) e gli agenti penitenziari in pensione, coordinati da due agenti della Polizia locale (ad Avellino). L' evoluzione, dopo i fatti di Milano, potrebbe essere quella degli uffici giudiziari di Palermo, la cui sicurezza è stata oggetto a gennaio di un Dm Giustizia contro il rischio di attentati: oltre a già attivi controlli radiogeni e con metal detector per tutti compresi avvocati e dipendenti, unico caso in Italia arriveranno perimetrazione esterna, punti di controllo per l' accesso e interventi per la canalizzazione controllata dei visitatori. «Ho deciso di convocare nei prossimi giorni tutti i procuratori generali per trarre elementi utili a una ricognizione complessiva del sistema» ha detto il ministro Andrea Orlando. È possibile che si discuta a quel punto anche della riorganizzazione delle forze dell' ordine addette alla sicurezza nelle sedi giudiziarie. In questo quadro potrà emergere la proposta del procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri, che suggerisce il potenziamento del ruolo della Penitenziaria nella vigilanza dei palazzi dei tribunali. RIPRODUZIONE RISERVATA. Marco LudovicoVittorio Nuti 4

9 Pagina 4 Il Sole 24 Ore Renzi: «Falle evidenti nella sicurezza» Ma per il premier «il Paese non è in preda al terrore» Orlando: errori gravi Alfano ringrazia le forze dell' ordine. roma Renzi parla di «falle evidenti». Il guardasigilli Andrea Orlando di «gravi errori». Il ministro dell' Interno Angelino Alfano chiede celerità nelle indagini per individuare «il responsabile dell' ingresso di un' arma a palazzo di giustizia». Quanto accaduto al tribunale di Milano, dove un uomo è entrato armato e ha ucciso tre persone, fa balzare in primo piano il tema sicurezza. Nei palazzi di giustizia e non solo, visto che il grave episodio si è verificato nella città che tra venti giorni ospiterà l' Expo, e questo induce inevitabili associazioni. Renzi è il primo a frenare, intervenendo poco dopo le 15 direttamente da Palazzo Chigi: «Ci dovranno essere tutte le indagini del caso, ma da qui a strumentalizzare gli eventi e inserire per l' ennesima volta l' Expo, ce ne passa. Il Paese non è in uno stato di terrore», avverte. «Sono tranquillo», l' episodio «non è collegato a Expo aggiunge il governatore lombardo Roberto Maroni ma a una lacuna nel sistema di sicurezza e controllo del tribunale che va subito colmata». E lo stesso Renzi ammette che «il controllo non può permettersi buchi e falle come quelli che ci sono stati nel tribunale di Milano». «Il nostro impegno è che non succeda più e che chi ha sbagliato paghi», ha tirato le conclusioni Renzi, spiegando che «il nostro sistema di sicurezza poggia su donne e uomini che si sono dimostrati capaci di atti di vero eroismo» come l' aver fermato il killer di Milano che al momento dell' arresto «era ancora armato». Un punto su cui ha insistito anche il ministro dell' Interno: «Io ero qui per il Comitato per l' ordine e sicurezza pubblica, abbiamo seguito istante per istante tutto ciò che si è verificato e mi sento di ringraziare le forze dell' ordine e specificatamente i carabinieri. È stato attivato un sistema in modo da arrivare presto alla cattura di un uomo che era pronto a uccidere altre persone a Vimercate». La gravità della vicenda ha spinto il ministro della Giustizia, che ieri si è recato a Milano, ad annunciare che entro una decina di giorni convocherà a Via Arenula i procuratori generali presso le corti d' appello. È sulla base delle loro disposizioni, infatti, che viene effettuata la vigilanza all' interno dei tribunali. È innegabile che, per la sua stessa dinamica, l' episodio di Milano, sebbene isolato, abbia acceso i riflettori su un problema. Intervento nel pomeriggio in Consiglio comunale per il sindaco Giuliano Pisapia: «Credo sia importante dare un' immagine del fatto che siamo uniti per dare il massimo di sicurezza alla nostra città. È importante che la magistratura, l' avvocatura e i lavoratori sentano vicina la città e l' impegno di tutti noi Continua > 5

10 Pagina 4 < Segue Il Sole 24 Ore affinché fatti di questo tipo non si ripetano». Polemica l' esponente di Forza Italia, Daniela Santanchè: «L' Isis è alle porte e ci minaccia ogni giorno, tra pochi giorni avrà inizio l' Expo: il nostro Paese dovrebbe essere iper sicuro invece è ridotto a uno scolapasta. Ci spieghi Alfano e lo faccia in fretta come si fa ad entrare armati in un Tribunale come è avvenuto a Milano». Intervento a gamba tesa per il segretario della Lega, Matteo Salvini: «Il primo pensiero è per le famiglie delle vittime del Tribunale, il secondo è che sono preoccupatissimo: se questo è il livello di sicurezza nella Milano di Expo immagino cosa possano pensare di fare dei potenziali terroristi; come sentirsi sicuri se questa è la sicurezza di cui parla Alfano?». Nel pomeriggio è poi arrivato anche un messaggio dell' arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola: «Unisco il mio dolore e quello della Chiesa ambrosiana al dolore dei cittadini di Milano e del Paese intero. Lo smarrimento e la paura che ora invadono noi tutti non diano spazio a sterili polemiche. La tragica morte delle vittime incrementi il nostro impegno nell' edificazione della vita buona tesa al benefico sviluppo della nostra Milano. Ogni istituzione, a partire dalla Chiesa, faccia la propria parte per prevenire e contenere il male che acceca e uccide, per educare al bene comune e per garantire sicurezza ai cittadini». RIPRODUZIONE RISERVATA. Mariolina Sesto 6

11 Pagina 6 Il Sole 24 Ore L' incontro. Lungo confronto e piena sintonia fra il neoministro delle Infrastrutture e il presidente dell' Autorità anticorruzione Nel mirino la legge obiettivo e la struttura di missione. Asse Delrio Cantone sugli appalti: basta con le procedure speciali ROMA Sotto i riflettori o forse già nel mirino sono finite subito la legge obiettivo, la struttura di missione del ministero delle Infrastrutture, la figura del general contractor. Per la prima si partirà da alcune correzioni fondamentali, ma in prospettiva c' è l' assorbimento nelle procedure ordinarie del codice degli appalti. Per la seconda, si partirà con un alleggerimento del peso rispetto alla centralità che ha oggi nel ministero: più compiti tecnici, non la definizione di linee strategiche come è stato in passato. Quanto al general contractor, tenderà a scomparire come la legge obiettivo. Più di un' ora di colloquio fra il neoministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, e il presidente dell' Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, è servito per trovare subito una sintonia su alcune questioni fondamentali. «Basta procedure speciali» è il primo messaggio forte che i due condividono e fanno trapelare all' esterno: obiettivo è ridare trasparenza ed efficienza a un settore che oggi non è solo percorso da vasti fenomeni di corruzione, ma è anche incapace di portare avanti i lavori infrastrutturali necessari per il Paese. Non è mancata l' espressione di una volontà di collaborazione reciproca su specifiche opere, come il Mose o l' Expo. Ma si sono individuate criticità anche su specifici settori o piani: il maggiore allarme è stato forse per le concessioni autostradali, sulle cui criticità in termini di trasparenza Cantone ha già avuto modo di esprimersi. Né è mancato un riferimento alla situazione delicata dell' Anas su cui si vuole andare all' apertura di una nuova stagione. Più in generale si è registrata una convergenza sul criterio generale della rotazione dei dirigenti ministeriali. Ma sullo sfondo c' era soprattutto la riforma degli appalti che mercoledì, nel testo presentato dal relatore al Senato, il pd Stefano Esposito, ha fatto un balzo avanti notevole soprattutto nella direzione di una forte discontinuità con il sistema attuale. E in quello schema, il ruolo centrale per garantire trasparenza e una maggiore vigilanza ma anche una regolazione efficiente, lo acquisisce proprio l' Anac. «Sono molto soddisfatto dice Cantone al Sole 24 Ore che ci sia un dibattito in Parlamento sul rafforzamento dei poteri dell' Anac perché questo è anche un riconoscimento importante all' attività che l' Autorità sta svolgendo. Poi è giusto che il Parlamento faccia una discussione approfondita e alla fine assuma una decisione, che è politica, sulla tipologia dei poteri da affidarci. Però intanto apprezzo che questa sia la direzione e che questa direzione non sia messa in discussione Continua > 7

12 Pagina 6 < Segue Il Sole 24 Ore da nessuno». Delrio intanto ha lavorato ancora ieri all' allegato infrastrutture al Def che oggi sarà approvato dal Consiglio dei ministri. Il ministro vuole rafforzare l' impianto strategico del documento, inserendo nell' elenco delle opere solo quelle effettivamente strategiche in chiave nazionale e ricordando che ci sono poi altri momenti di pianificazione, come i contratti di programma di Anas e Fs. Al tempo stesso Delrio ridurrà ulteriormente il numero delle opere inserite nel Def che già nella bozza tecnica erano scese da 419 a 49. Un elenco molto snello è quello che vuole annunciare oggi da Palazzo Chigi. RIPRODUZIONE RISERVATA. Giorgio Santilli 8

13 Pagina 6 Il Sole 24 Ore La riforma al Senato. Martedì il parere della Ragioneria. Morando conferma: Pa, coperture incerte Per la delega Pa è già tempo di un nuovo, ulteriore restyling. Il testo approdato in Aula al Senato per il primo via libera è destinato ad essere rivisitato nelle stesse parti modificate dalla commissione Affari costituzionali di palazzo Madama. A confermare l' allarme già lanciato dalla commissione Bilancio (v. Il Sole 24 Ore di ieri) sul pericolo che molti dei ritocchi mai esaminati dalla stessa "Bilancio" ma approvati dalla "Affari costituzionali" possano comportare nuovi "oneri" per la finanza è il viceministro dell' Economia, Enrico Morando. Che di fatto conferma che a rischio copertura sono alcuni dei correttivi su dirigenza, segretari comunali, digitalizzazione della Pa, nuovi controlli medici sulle assenze degli statali e anche sulla "ghigliottina" per tagliare i decreti attuativi. Una lunga serie di nodi contabili peraltro incompatibili con un provvedimento, come la riforma della Pa, che è stato "collegato" dal Governo all' ultima legge di stabilità. In attesa dei rilievi della Ragioneria generale dello Stato che arriveranno martedì alla "Bilancio", Morando si è soffermato sui pericoli contabili e finanziari collegati alle modifiche approvate dalla commissione Affari costituzionali sugli automatismi di carriera dei dirigenti. Il viceministro, così come il presidente della commissione Bilancio, Antonio Azzollini (Ncd), considera «foriere di nuovi oneri» le previsioni sulla riduzione del divario digitale e sulla nuova figura del dirigente incaricato di traghettare la Pa al digitale stesso. Morando si è detto di «avviso contrario» anche sulla soluzione ponte trovata per i segretari comunali e ha espresso perplessità sull' inserimento dei dirigenti delle Camere di commercio nel ruolo unico statale. Nel mirino anche il trasferimento di risorse e competenze dalle Asl all' Inps per i controlli sulle assenze per malattia degli statali. Morando ha poi chiesto di inserire la clausola di invarianza finanziaria all' articolo cosiddetto "taglia decreti". A questo punto, dopo i rilievi della Ragioneria e il parere della commisione Bilancio in arrivo martedì, l' Aula del Senato sarà costretta a correggere in diversi punti il testo, su cui dalla metà della prossima settimana dovrebbero cominciare le votazioni. Circa 800 gli emendamenti presentati dai gruppi parlamentari, tra cui un ritocco Sacconi Quagliariello (Ncd) sull' estensione del jobs act alla Pa e un correttivo Lanzillotta (Pd) sull' allungamento a 5 anni degli incarichi dirigenziali. Intanto Yoram Gutgeld, uno dei nuovi commissari alla spending, ribadisce che il Governo non prevede licenziamenti nel pubblico impiego: «Trasferiremo dipendenti dove c' è bisogno. Infatti stiamo pensando all' agenzia alla mobilità». Gutgeld a La7 afferma che non bisogna solo tagliare ma occorre «spendere in modo diverso» rendendo «la spesa sociale più qualificata» e rivedendo gli investimenti. Continua > 9

14 Pagina 6 < Segue Il Sole 24 Ore RIPRODUZIONE RISERVATA. Davide ColomboMarco Rogari 10

15 Pagina 6 Il Sole 24 Ore La nuova spending. Nel Def e nel Pnr il rafforzamento del sistema Consip, in arrivo un disegno di legge delega per riordinare tutte le regole sulle forniture centrali e locali. Pa, dagli acquisti 1,5 miliardi di risparmi Marco Rogari. ROMA È uno dei punti fermi della nuova spending review. Anche perché il completamento del processo di centralizzazione degli acquisti di beni e servizi, imperniato su Consip, nel 2016 potrebbe garantire nuovi risparmi per 1,5 2 miliardi. Ma questo obiettivo potrebbe essere centrato soltanto con il pieno decollo delle misure già previste del decreto Irpef e nell' ultima legge di stabilità sulla creazione di un nuovo sistema basato su sole 35 stazioni appaltanti. Che però non è ancora pienamente operativo a causa dei ritardi accumulati nel varo dei decreti attuativi. Il Governo assicura, anche attraverso il Def e il Pnr (Programma nazionale di riforma) oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri per il varo definitivo, che l' operazione sarà completata in autunno e che decollerà a pieno regime dall' inizio del Ma l' Esecutivo punta anche a rafforzare questo intervento con l' obiettivo di rendere più stringenti i vincoli nei confronti di Comuni, e anche Regioni, per la razionalizzazione delle forniture. Non a caso nella bozza di Pnr allegata al Def si afferma che «sarà necessario apportare alcuni aggiustamenti», alle misure già in vigore «con particolare riguardo alla possibilità dell' obbligo di approvvigionamento tramite i 35 soggetti aggregatori agli enti locali nel loro complesso». In altre parole il Governo conta di rendere sempre più vincolante il ricorso da parte di tutte le amministrazioni pubbliche al nuovo sistema di centralizzazione degli acquisti che poggia su Consip. La bozza di Pnr parla chiaro: «Per arrivare ad una reale razionalizzazione degli acquisti a livello nazionale e locale è necessario apportare delle modifiche che, pur nel rispetto delle peculiarità delle diverse amministrazioni interessate, uniformino l' obbligatorietà al ricorso ai soggetti aggregatori». Ma i correttivi per favorire ulteriormente l' utilizzo da parte degli enti locali delle centrali uniche d' acquisto non sono le sole nuove misure in arrivo. Il Governo sarebbe intenzionato a varare un apposito disegno di legge delega per riordinare tutta la materia degli obblighi e delle facoltà per gli acquisti di beni e servizi della Pa. Una serie di interventi che dovrebbe rendere ancora più strategico il ruolo di Consip. Che, del resto, considera possibile riuscire a presidiare al termine del biennio un flusso di uscite per acquisti di beni e servizi di non meno di 50 miliardi, 12 in più di quelli "gestiti" nel 2014 (38 miliardi) superando abbondantemente il 50% dell' intera spesa complessivamente "appaltabile" dalla Pa (circa 90 miliardi). Se questo traguardo dovesse essere tagliato, con il metodo Consip potrebbero essere realizzati non meno di 10 miliardi di risparmi nel biennio. Continua > 11

16 Pagina 6 < Segue Il Sole 24 Ore Come è noto la nuova spending che ha in cantiere il Governo prevede anche una stretta sulle partecipate, il riordino delle tax expenditures e degli incentivi alle imprese,l' estensione del meccanismo dei costi e dei fabbisogni standard per Comuni e Regioni, l' attuazione della riforma della Pa con la "potatura" delle sedi territoriali dello Stato e la razionalizzazione delle spese per gli immobili pubblici. Ma l' esecutivo pensa anche a integrare maggiormente il processo di revisione della spesa con quello sul controllo di conti pubblici facendo leva sull' attuazione della delega per il completamento della riforma del bilancio. Che dovrebbe portare al "pensionamento" della legge di stabilità destinata ad essere assorbita dalla legge triennale di bilancio. RIPRODUZIONE RISERVATA 12

17 Pagina 6 Il Sole 24 Ore Salvagente per Firenze, Roma e Napoli Tra le alternative ai tagli: tassa aeroportuale, rinegoziazione mutui e utilizzo delle alienazioni. ROMA Conferma dell' accordo quadro siglato nella conferenza Stato Città del 31 marzo, una settimana di tempo per trovare i correttivi con cui alleggerire la cura alle Città metropolitane di Firenze, Roma e Napoli e, soprattutto, archiviazione delle polemiche di questi giorni. Sono i tre risultati dell' incontro che ieri di prima mattina ha visto di fronte a Palazzo Chigi il premier Matteo Renzi e gli amministratori locali. Il faccia a faccia, soprattutto all' inizio, è stato caratterizzato da toni piuttosto «franchi», ma ha rappresentato l' occasione per fare un po' di ordine nel polverone delle polemiche che si è sollevato nei giorni scorsi. Primo: il Def, che il consiglio dei ministri approverà oggi insieme al programma nazionale di riforma, non c' entra nulla (come spiegato sul Sole 24 Ore di ieri), perché il tema caldo è quello degli effetti dell' ultima legge di stabilità sui bilanci di quest' anno: «Il Def non produce elementi di novità per i Comuni e sono sorpreso delle polemiche dei giorni scorsi ha sostenuto Renzi nel pomeriggio parlando a Malta ; le parole di oggi di Fassino sono state chiare». «Abbiamo superato le incomprensioni aveva spiegato in mattinata il presidente dell' Anci e ora ciascuno dei punti oggetto di chiarimento deve trovare una soluzione operativa». Qui inizia la parte più complicata. Entro mercoledì, data del prossimo incontro fra sindaci e Governo, bisognerà trovare il modo di confermare il contributo complessivo chiesto dalla manovra alle Città metropolitane, dando però ossigeno a Firenze, Roma e Napoli che nelle tabelle diffuse nei giorni scorsi incontrano i numeri più duri. La somma totale non è più in discussione, anche perché rispetto alle ipotesi iniziali che chiedevano circa 350 milioni ai nuovi enti "eredi" delle Province nei grandi centri, la versione definitiva ha alleggerito il carico fino a quota 256 milioni. A saldi invariati, però, cambiare i criteri di distribuzione è complicato, perché ogni euro tolto a una città si scaricherebbe sulle altre, e già nei giorni scorsi ci sono state scintille in particolare tra Bologna e Firenze. Il lavoro dei tecnici, allora, si concentrerà anche su altre voci. Ieri è tornata sul tavolo l' idea di una tassa (da un euro o due a passeggero) sui biglietti di aerei e navi: questa tassa per le Città metropolitane è prevista dai decreti sul federalismo approvati nel 2011 (articolo 24 del Dlgs 68/2011, sul «sistema di finanziamento delle Città metropolitane»), ma non è mai stata attuata. Secondo il presidente Anci Fassino «sarebbe un piccolo contributo sul biglietto aereo, ma moltiplicato per tutto il traffico di Fiumicino risolverebbe molti problemi». Una nuova tassa sembra al momento piuttosto improbabile Continua > 13

18 Pagina 6 < Segue Il Sole 24 Ore perché, anche se "mini", sarebbe materia politicamente delicatissima per il Governo, soprattutto alla vigilia delle amministrative in programma il 31 maggio in sette Regioni e oltre mille Comuni. Tra gli altri strumenti sul tavolo c' è l' avvio di un programma ad ampio raggio di rinegoziazione dei mutui, per alleggerire i tassi aggiornandoli ai livelli di mercato attuali, e la possibilità di utilizzare in via eccezionale i proventi dalle dismissioni per finanziare la spesa corrente. La scelta sugli strumenti è prevista per settimana prossima, ma per tradurne in pratica alcuni serviranno correttivi alle norme. Sul punto torna in campo il decreto enti locali, indispensabile anche per attuare la riforma del Patto di stabilità e delle sanzioni per chi lo ha sforato nel 2014 secondo le regole scritte in un' altra intesa, raggiunta da Governo ed enti locali a metà febbraio ma ancora da applicare. In questo contesto, i sindaci ribadiscono la richiesta di una replica del fondo Tasi da 625 milioni, quello che l' anno scorso è stato distribuito a Comuni per quadrare i conti dove le aliquote dell' Imu erano già arrivate al massimo ed è servito a finanziare una parte delle detrazioni per l' abitazione principale. Anche sui 625 milion i il governo intende aprire un tavolo tecnico per capire quale sia la cifra minima realmente necessaria per salvaguardare bilanci locali e detrazioni per i cittadini. RIPRODUZIONE RISERVATA. Gianni Trovati 14

19 Pagina 10 Il Sole 24 Ore Gli «imbullonati». Moltissimi accertamenti fiscali e richieste di aumenti delle rendite catastali alle aziende della provincia di Brescia. Acciaio e fonderie nel mirino In alcuni casi Imu triplicata Multinazionale tedesca a rischio per milioni di euro. «Eh, sì, è toccato anche a noi, ma sono numeri fuori dalla realtà». Giancarlo Dallera è tra i tanti imprenditori bresciani caduti nella tagliola degli "imbullonati", i macchinari assimilati dal fisco agli immobili e dunque in grado di aumentare la rendita catastale. «Con calcoli peraltro strampalati prosegue l' imprenditore perché nel nostro caso vogliono farci pagare anche ciò che abbiamo investito all' estero». Per l' azienda di Dallera, la Chromodora Wheels, si tratta di un "colpo" da centinaia di migliaia di euro in termini di Imu aggiuntiva, accertamento ora oggetto di ricorso. Storia curiosa, quella della tassazione degli "imbullonati", con regole affidate ad una circolare interpretativa che lascia ampi margini di discrezionalità, così come estremamente variegato è l' utilizzo dello strumento sul territorio, affidato in buona sostanza alla volontà di intervento dei singoli comuni. Quelli del bresciano paiono tra i più attivi, concentrati in particolare nella filiera dell' acciaio e delle fonderie, tra i settori a più alta intensità di capitale, quelli in cui l' aggiunta di una linea produttiva alla rendita catastale può in effetti fare una grande differenza. «Nel 2014 spiega Andrea Agnelli, direttore finanziario del gruppo Ori Martin il conto dell' Imu per noi è lievitato a un milione di euro, cinque volte tanto rispetto all' anno precedente. Per ora abbiamo pagato, con diritto di rivalsa, ma in realtà pare che ci chiedano cinque anni di arretrati. Di fatto,chi investe viene discriminato». La "sfortuna" di Ori Martin, tra i maggiori gruppi dell' acciaio in Italia, è stata quella di intervenire sui fabbricati, dunque compilare un Docfa, documento catasto fabbricati, innescando in questo modo i controlli successivi. «Per noi spiega il vicepresidente di Federacciai e amministratore di Aso group Paola Artioli il valore degli immobili in questo modo è stato più che raddoppiato, facendo schizzare l' Imu da 180mila a 500mila euro. Naturalmente abbiamo impugnato tutto, in un caso siamo già arrivati in Cassazione e abbiamo vinto, per gli altri ricorsi si vedrà. Il paradosso è che ci chiedono di più perché abbiamo investito, sette milioni di euro due anni fa a Ospitaletto: da un lato il Governo vara crediti di imposta su alcuni investimenti, dall' altro i comuni ci tassano in questo modo, penalizzando gli strumenti che utilizziamo per produrre». I ricorsi tra gli associati di Federacciai sono numerosi, così come tra le aziende che operano nel settore delle fonderie, altro comparto ad alta intensità di capitale su cui si concentra l' attenzione degli enti locali, con un quadro in continua evoluzione. Continua > 15

20 Pagina 10 < Segue Il Sole 24 Ore «Nel nostro caso dice Claudio Arizzi, imprenditore delle omonime fonderie bergamasche la richiesta di accatastamento di alcuni impianti è arrivata, vediamo come va a finire». «Per noi spiega Enrico Frigerio, ad della Fonderia di Torbole per fortuna la richiesta si limita all' ultimo anno e ancora non ci chiedono gli arretrati, come accade ad altri miei colleghi. Il conto per noi è di 100mila euro in più, ho perso il ricorso in primo grado e ora vediamo come va in appello. Tra i tanti aspetti censurabili della vicenda c' è anche la compartecipazione ai maggiori introiti di chi assiste i Comuni nell' accertamento». Il riferimento è ad esempio alla cooperativa sociale "Fraternità Sistemi", attiva proprio nel bresciano nell' attività di accertamento, sviluppata anche grazie all' inserimento in organico di personale in uscita dalla locale agenzia del Territorio, tra cui l' ex responsabile per i fabbricati. «Noi applichiamo le leggi dello Stato italiano spiega l' ad Attilio Carrara che possono essere giuste o ingiuste. Direi che la Legge di Stabilità non ha fatto che confermare la validità del nostro lavoro. Le percentuali incassate dai Comuni? Per la perequazione pochi decimali di punto o anche nulla, per l' accertamento cioè l' imposta evasa ed effettivamente recuperata l' ordine di grandezza è dal 22 al 28%, ma teniamo conto che i costi del contenzioso sono a carico nostro». Un centinaio i comuni coinvolti, anche se è possibile che la rete, anche per altri concessionari, si allarghi. «In effetti confessa il dirigente proposto ai tributi locali di un comune bergamasco con le nostre risorse facciamo fatica ad accertare i valori catastali: anche noi, viste le finanze traballanti, stiamo valutando se affidarci ad un partner esterno». Nell' area bergamasca c' è chi lo ha già fatto, recapitando alla filiale di una multinazionale tedesca una richiesta di rivalutazione delle rendite che potrebbe costare all' azienda qualche milione di Imu in più. «E questo ci racconta un manager significa che la nostra competitività sui costi si riduce: veda lei come possono valutare questa cosa in Germania». Lo spauracchio dell' accertamento è dunque in agguato, chi non ha ricevuto ancora richieste specifiche spesso chiede di non essere citato. «Per carità sbotta un imprenditore bresciano della meccanica non svegliamo il can che dorme». «Fatturo un quarto rispetto al 2001 aggiunge il titolare di una Pmi monzese, certo che le mie presse sono imbullonate al terreno. Vogliono tassarle? Prego: se hanno deciso di farci chiudere basta dirlo». In Lombardia verifiche e accertamenti proseguono anche nelle ultime settimane, a riprova che i chiarimenti della Legge di Stabilità con il "rimando" alla tristemente nota circolare 6/T del novembre 2012 in realtà non hanno affatto risolto il problema: che per un' impresa siderurgica bresciana si è tradotto in un aggravio dell' Imu e della Tasi di oltre cinque volte, da 390 mila a 1,6 milioni di euro. Ai guai della manifattura si aggiungono quelli del turismo, dopo la sentenza della Cassazione che ha confermato l' obbligo di Imu anche per funivie e impianti di risalita. «Per noi spiega Marco Rocca, imprenditore di Livigno e presidente della sezione turistica di Confindustria Sondrio si è trattato in pochi anni di passare da 40mila a 180mila euro. La sentenza è stata una mazzata, temo che molti impianti saranno costretti a chiudere». RIPRODUZIONE RISERVATA Terza di una serie di puntate Le precedenti sono state pubblicatel' 8 e 9 aprile scorsi. Luca Orlando 16

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