RACCONTO DELL'ESPERIENZA.

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1 Indice generale RACCONTO DELL'ESPERIENZA. Introduzione...1 Collaborazione con l'università...2 Scansione temporale e fasi del progetto...2 Racconto dell'esperienza...a cura dell'insegnante Stefano Slaviero...3 Descrizione del contesto....3 Perchè Linux?...5 Time is on my side!...6 Soluzioni tecniche ( distribuzioni Linux usate...)...7 Descrizione del midi sequencer...8 Riguardo l'uso didattico...10 Descrizione del software synthesizer...11 Possibilità di usare versioni live...14 Valore del progetto per l'acquisizione di competenze informatiche...14 Valore del progetto per l'acquisizione di competenze musicali...15 Prerequisiti raggiunti senza computer...15 Collegamento alla programmazione curricolare...16 Ascoltare...17 Suonare...18 Uso della notazione...22 Inventare...22 Valutazione...23 Introduzione Il progetto Open Mind nasce dal sogno di trasformare il computer in uno strumento musicale che possa essere usato dai bambini. L'idea che un bambino faccia musica con un computer può sembrare strana, ma il valore didattico di questa esperienza si è rivelato considerevole sotto vari punti di vista, soprattutto per quanto riguarda l'acquisizione di nuove competenze: musicali informatiche metacognitive. Per realizzare questo sogno abbiamo dovuto risolvere molti problemi, soprattutto tecnici. Abbiamo scelto di ricercare le soluzioni attraverso programmi informatici a codice aperto. La scelta dell'open Source risulta centrale in questa esperienza. Il titolo nasce proprio da un gioco di parole

2 che mette in relazione alcune capacità metacognitive, intese come Open Mind ( mente aperta, in italiano ) attraverso l'uso di software Open Source ( codice aperto, o libero, in italiano). Si è intrapresa questa esperienza nel segno dell'innovazione che investe il nostro Istituto nel suo complesso. Creare nei ragazzi delle menti aperte è un obiettivo della nostra scuola. Proprio il carattere innovativo di questa attività ha reso necessario procedere con una certa gradualità. Quest'anno si è conclusa la fase iniziale e sperimentale in cui l'insegnante responsabile ha testato queste soluzioni tecniche all'interno del suo plesso. Proprio nella filosofia dell'open Source c'è però la ferma intenzione di diffondere e di trasferire l'esperienza che in questo plesso si è vissuta. La valutazione di questo esperimento si sta dimostrando infatti positiva da molti punti di vista. Collaborazione con l'università Il progetto è nato dalla collaborazione con l'università di Padova in quanto l'insegnante responsabile sta frequentando il terzo anno del corso on line della Facoltà di Scienze della Formazione Primaria. Una collaborazione più stretta si è avuta con il professor Michele Biasutti, titolare del corso di educazione musicale in questa facoltà. Il progetto Open Mind sarà infatti l'argomento dell'elaborato finale (a conclusione dei tre anni di corso) dell'insegnante Stefano Slaviero. Il professor Michele Biasutti sarà il relatore. Il costante contatto con il mondo accademico è stato uno stimolo importante in tutte le fasi del progetto, a partire dall'ideazione, la programmazione, l'attuazione fino alla verifica. Scansione temporale e fasi del progetto. 2008/2009 presentazione del progetto agli insegnanti e ai genitori degli alunni dell'istituto; breve corso per i genitori e gli insegnanti interessati a conoscere meglio il mondo dell' Open Source; avvio del progetto con le classi quarta e quinta del plesso dell'insegnante incaricato del progetto;

3 utilizzo di software Open Source per diverse attività didattiche con particolare attenzione alla musica. 2009/2010 estensione del progetto agli altri plessi dell'istituto: le competenze e i risultati ottenuti nel plesso dell'insegnante responsabile del progetto saranno lo stimolo perchè anche altri insegnanti possano proseguire in modo sempre più autonomo su questa strada; eventuale estensione della proposta ad altri Istituti vicini. Racconto dell'esperienza...a cura dell'insegnante Stefano Slaviero. Descrizione del contesto. Il progetto è partito quest'anno nel plesso di Altissimo, una scuola di montagna con pochissimi alunni! ( 47 ) Il paese si caratterizza per una forte tradizione musicale: esistono tre attivissimi cori parrocchiali ( uno dei quali coinvolge anche numerosi bambini della scuola), una scuola di campanari e alcune giovani promesse canore, una delle quali è già arrivata a San Remo! I bambini sembrano mediamente predisposti per la musica e la motivazione nei confronti di questa forma di espressione è comunque alta. Le classi coinvolte sono principalmente la quarta e la quinta. La classe quarta è composta da nove alunni, alcuni dei quali particolarmente dotati per la musica. Il percorso di educazione musicale portato avanti negli anni precedenti ha riguardato sia l'ascolto che la produzione. La motivazione per la musica è alta e anche gli alunni che in musica incontrano maggiori

4 difficoltà partecipano abbastanza volentieri alla lezione di musica e la loro motivazione nel tempo sembra aumentare. La classe quinta è composta di 12 alunni e anche qui la predisposizione per la musica è piuttosto variegata. Ci sono bambini molto dotati e alcuni frequentano corsi di musica esterni. Anche i bambini meno musicalmente dotati presentano una motivazione buona, soprattutto per quanto riguarda le attività con lo strumento. In questi cinque anni non ho seguito con continuità l'attuale classe quinta nelle attività di musica e informatica. Entrambe le classi hanno buone competenze informatiche e questi bambini, soprattutto, sono abbastanza veloci ad apprendere nuove strategie che sanno utilizzare in modo elastico. C'è una buona collaborazione anche tra gli alunni più bravi e quelli in difficoltà. L'acquisto del proiettore ha migliorato di molto la qualità delle lezioni di informatica. A scuola si utilizzano chitarre, flauti, un basso elettrico, pianole varie, lo stereo, lo strumentario Orff, uno djembe e i computer dell'aula di informatica. A settembre sono arrivati dei nuovi computer che hanno reso possibile l'inizio del progetto. Una banca aveva donato cinque computer che usavano Linux come sistema operativo. C'era inoltre un computer in cui Windows ( nella versione Millenium) non dava più cenni di vita. Inizialmente questi computer erano in un'aula della scuola Secondaria di primo grado, ma visto che non venivano utilizzati mi è stato concesso di portarli nel mio plesso. Su questi sei computer ho installato Mandriva 2006 e la stessa distribuzione è stata installata su un computer già presente nel plesso sul quale è rimasto anche Windows XP. Ho accettato questi nuovi computer in quanto le loro caratteristiche corrispondevano a quelle del migliore computer presente nella scuola. Per me è stato un passo in avanti, anche se si tratta comunque di macchine piuttosto datate: dei Pentium III con 256 di Ram. In sintesi adesso a scuola posso usare 7 computer con processore Pentium III e 256 Mb di Ram. Di questi sette solo uno funziona anche con Windows ( versione XP), con gli altri è possibile usare solo Linux. E' stato donato inoltre dai genitori anche un computer attuale ( Processore Duo e 2 Gb di Ram). Per ragioni economiche in questo computer non è istallato Windows. Ho istallato la versione Linux Mint 5 Elyssa ( una versione un po' più elegante di Ubuntu 8,4). Questo ultimo computer è collegato al proiettore ( anche questo è un acquisto recente). Questa lunga spiegazione riguardo l'allestimento dell'aula di informatica mi serve per giustificare il fatto che quest'anno nella mia scuola si usa solo Linux. Non credo che questa sia la scelta migliore. Personalmente tra Windows e Linux preferisco Linux, ma visto che il progetto si chiama Open Mind credo che non sia il caso di avere atteggiamenti integralisti. Avere possibilità di scelta e poter percorrere strade diverse penso sia educativamente arricchente. Mi sono già attivato per fare in modo di avere il prossimo anno dei computer con prestazioni tali da consentire di

5 utilizzare anche Windows. Personalmente, se ci fossero i fondi, mi piacerebbe usare anche la tecnologia Mac OS, anche perchè sembra che per la musica questi computer siano insuperabili! Per una serie di coincidenze ( che io considero comunque fortunate) sono riuscito a far usare Linux a scuola. Perchè Linux? Il primo motivo per cui ho scelto Linux è la gratuità. I midi sequencer funzionano benissimo con i sistemi Windows e Mac OS, ma bisogna pagarli e il loro costo non è indifferente. Anche nel caso l'amministrazione scolastica fosse in grado di fornire questi software a pagamento, sarebbe molto difficile far sostenere a tutte le famiglie il costo di queste licenze per far proseguire il percorso ai ragazzi anche a casa. Il secondo motivo è che Linux è un sistema operativo che mi piace molto. Personalmente lo preferisco di gran lunga a Windows. Secondo me è migliore in termini di prestazioni, di stabilità, di sicurezza e di possibilità di controllo sul sistema. Inizialmente l'ho scelto per la sicurezza, poi ho potuto apprezzare anche tutti gli altri vantaggi. Di Linux mi affascina soprattutto la filosofia che sta alla base del mondo dell'open Source. Mi limito qui a dire che l'idea di base è quella di non seguire la logica del profitto, ma quella della condivisione. Richard Stallman poteva tranquillamente seguire la strada di Bill Gates, ma ha preferito che i traguardi da lui raggiunti potessero essere condivisi da tutti. Stallman non è diventato l'uomo più ricco del mondo, ma ha dato origine alla comunità dell'open Source e per questo ha tutta la mia stima. Uno dei principi che regola questa comunità è quello del copy- left, in alternativa al copy-right.la comunità può uilizzare e migliorare il materiale software prodotto, ma nessuno può utilizzare questi prodotti per venderli. Per fare un esempio io non potrei prendere Open Office, modificarlo in minima parte e cominciare a venderlo come se fosse mio. Nel corso di questo progetto ho potuto contare sulla collaborazione di questa comunità e l'esperienza è stata molto emozionante. Mi sono reso conto che con internet e una sufficiente conoscenza dell'inglese il mio orizzonte si è allargato a livello planetario: potevo comunicare giornalmente con membri di questa comunità dalla Romania o dal Giappone. Questo mi porta direttamente al terzo motivo, che è quello educativo. Nella logica della testa ben fatta penso sia positivo che a scuola si possano conoscere diversi sistemi operativi, senza

6 nessun pregiudizio. La larga diffusione di Windows non può essere un motivo sufficiente per non conoscere anche altre possibilità. A questo punto sarebbe interessante analizzare la resistenza che si incontra quando si propone questo tipo di software. Alla domanda: Perchè Linux? si potrebbe cioè rispondere con un'altra domanda: Perchè no? Non sempre le resistenze incontrate si basano su dati oggettivi, arrivano a volte da persone che questi software li conoscono pochissimo, e molto spesso conoscono molto poco anche Windows. Quasi mai queste resistenze arrivano dagli alunni. Time is on my side! Questa citazione dei Rolling Stones esprime la mia convinzione che Linux sarà sempre più la scelta del futuro. Primo perchè Windows funziona sempre peggio; a chi mi dice di trovarsi spaesato con Open Office chiedo se ha provato la nuova versione di Office. Secondo, perchè Linux diventa sempre più facile ed efficace. Problemi che qualche anno fa richiedevano competenze quasi da programmatore ora trovano soluzioni attraverso un'interfaccia grafica sempre più intuitiva. Terzo, perchè ormai si considerano vecchi dei computer che con Linux possono ancora funzionare bene. Se in teoria si può lavorare anche con dei Pentium II con 64 Gb di Ram, questo richiede molta abilità e molte ore di lavoro. I computer che mi sono arrivati a scuola, perchè eliminati da chi non li riteneva utilizzabili, cominciano ad avere prestazioni compatibili anche con la gestione della multimedialità e non solo per la scrittura di testi. Presumo che Linux migliorerà, sia nel riconoscimento dell'hardware che nella facilità d'uso e che sarà sempre più probabile disporre a scuola di computer scartati da altri, ma con prestazioni sempre migliori. Dunque... il tempo è dalla mia parte, yes it is! Il contatto con il mondo accademico mi ha convinto ulteriormente che Linux sia una strada che si può percorrere. Una delle mie prime lezioni universitarie si è svolta in una meravigliosa aula di informatica, con dei computer nuovissimi sui quali Windows non c'era; funzionavano tutti con Fedora. Anche l'esame di informatica è stato su Open Office e non su Office. Tutto questo mi ha

7 fatto sentire meno solo nella mia passione per Linux! Soluzioni tecniche ( distribuzioni Linux usate...) Come dicevo è possibile lavorare anche con dei computer più vecchi, ma dei Pentium III con 256 Gb di Ram sono forse da considerarsi come lo stretto indispensabile! Le distribuzioni tra cui scegliere sono molte. Io a casa uso Ubuntu, ma su questi computer non è il caso di usarlo perchè, se funziona, le prestazioni sono bassissime, anche con versioni più snelle come Xubuntu. Per avere una certa uniformità ho istallato su tutti i computer Mandriva 2006, in italiano e con la versione 2.2 di Open Office in italiano. A questo proposito sto pensando che potrebbe essere molto interessante far usare ai bambini Open Office in inglese, perchè i termini che si devono imparare sono quelli sempre più indispensabili anche nella vita. Ma già ci sono molte resistenze nei riguardi di Open Office, figuriamoci se fosse anche in inglese! Sul computer collegato al proiettore, quello che usa l'insegnante, ho istallato Linux Mint 5 Elisa, la versione un po' più elegante di Ubuntu 8.4 che è quella che uso anche a casa. Ho preferito mettere questa versione perchè mi permette di fare molte più cose in modo più semplice. Su questa versione, a differenza di Mandriva sono istallati il Midi Sequencer e il Software Synthesizer, che sono un po' il nucleo del mio progetto. Su tutti i computer è inoltre possibile usare un'altra distribuzione che io per molti aspetti ritengo geniale. Mi riferisco a dynebolic. Il principale creatore di questa distribuzione è un italiano e il suo nome d'arte è Jaromil. Ho avuto la possibilità di incontrarlo in rete ed è una persona molto disponibile e competente. E' stato molto contento di sentire che volevo usare la sua distribuzione a scuola. Dynebolic nasce proprio per la multimedialità, la musica e l'arte in genere. Oltre a voler fornire dell'ottimo software gratuito vuole anche essere un sistema in grado di funzionare anche sui computer meno recenti. Sta trovando una sempre più larga diffusione nei paesi in via di sviluppo; sto seguendo in questi mesi un ampio dibattito sulla mailing list che riguarda il tentativo di tradurla nelle lingue ispaniche di tanti paesi in via di sviluppo. I punti di forza di dynebolic ( oltre che all'ottima gestione in genere della multimedialità) sono le funzioni Dock e Nest che illustrerò meglio più avanti. Per ora mi basta dire che queste funzioni mettono insieme i vantaggi di una distribuzione live ( facilità d'uso anche per i non esperti) e una versione istallata ( prestazioni e stabilità).

8 Descrizione del midi sequencer. Alcuni anni fa, quando ho scoperto Rosegarden sono stato molto colpito dalla sua grafica pulita e dal fatto che era in italiano. Il sogno di poter usare questo software a scuola è nato quindi praticamente in modo immediato. Sinceramente non sono in grado di valutare le potenzialità più sofisticate del programma perchè in realtà io mi sono limitato ad usare le funzioni più semplici, senza arrivare ad un utilizzo professionale di chi pensa a produrre un disco o utilizzarlo in situazioni dal vivo. La realizzazione del sogno di usare Rosegarden a scuola ha richiesto diversi anni, ma alla fine sono molto contento dei risultati. La prima grossa difficoltà dipende dal fatto che non esiste una versione di Rosegarden che possa funzionare con Windows. A differenza di altri programmi Open Source come ad esempio Open Office, Audacity o The Gimp ( ottimo programma grafico), Rosegarden può funzionare solo all'interno di una versione di Linux. Questo dipende dall'architettura stessa del sistema che gestisce i segnali midi in modo profondamente diverso. In Linux generalmente si utilizza il sistema ALSA. La seconda grossa difficoltà dipende dal fatto che la gestione dei segnali midi nei sistemi Linux rappresenta probabilmente uno dei punti deboli, almeno allo stato attuale. In rete ci sono un sacco di forum di gente che non riesce a far suonare i sequencer midi usando Linux. Le cose non sono molto intuitive e non possiamo ancora definire questo aspetto come user friendly. Qualche esperto dice che Linux è user friendly, ma purtroppo è molto selettivo nella scelta delle amicizie! La soluzione di questi problemi è stata possibile grazie al matrimonio tra Rosegarden e ZynAddSubFX il software synthesizer, ma parlerò meglio di questo nel prossimo paragrafo. Per il momento è sufficiente dire che un file midi è completamente diverso da un altro file musicale con estensione wave o mp3. Semplificando potremo dire che un file midi non contiene la musica, ma contiene le istruzioni per far suonare un dispositivo midi. Questo dispositivo midi può essere interno o esterno al computer stesso. Le dimensioni di un file midi sono quindi molto più piccole rispetto a un file wave poiché cointiene solo le istruzioni per far suonare un dispositivo midi che poterebbe essere un Expander o un Software synthesizer come nel nostro caso. Queste istruzioni sono suddivise in tracce separate che corrispondono ai diversi strumenti.

9 Nell'illustrazione sopra si vede come appare l'interfaccia principale di Rosegarden. Si vedono tre tracce che appaiono denominate rispettivamente come: Acoustic Grand Piano General Midi Device 1 General Midi Device 2 E' possibile visualizzare le tre tracce secondo diverse modalità. Anche se ogni modalità presenta degli interessanti spunti didattici, quella che ho preferito è stata quella dello spartito, del foglio Illustrazione 2: Rosegarden: finestra con notazione.

10 musicale con la notazione classica. A questo punto il computer diventa uno strumento che ci consente di costruire uno spartito, composto anche di più tracce, aggiungendo le note una alla volta con il mouse. Tutto diventa abbastanza intuitivo: una volta selezionata la durata della nota ( usando la barra degli strumenti che appare a sinistra nell'illustrazione 3) la nota verrà posizionata sullo spartito utilizzando il mouse. L'operazione richiede in realtà una certa abilità e anche gli alunni più abituati ad usare il computer richiedono un certo tempo di familiarizzazione per inserire esattamente le note nello spartito, ma nel giro di pochi giorni tutti sono in grado di avere una precisione sufficiente. In questa fase di familiarizzazione ho lasciato i ragazzi moto liberi, ognuno metteva le note a caso. Il risultato era comunque sempre divertente e stimolante. Solo in un secondo momento ho cominciato a proporre delle consegne più precise come ad esempio: costruisci una scala ascendente e discendente di semiminime. Ciò che è didatticamente interessante è inoltre che il computer poi sarà in grado di suonare lo spartito che abbiamo scritto permettendoci di ascoltare le singole tracce simultaneamente o separatamente. Riguardo l'uso didattico Un midi sequencer è un programma che può essere usato per trovare le soluzioni didattiche più diverse. Di seguito descriverò l'uso che ho deciso di farne io, considerandolo la normale prosecuzione del mio modo di intendere la musica. Il valore di questo programma sta proprio però nel fatto di poter essere utilizzato con modalità estremamente variegate e non chiuse. Altri insegnanti sapranno sicuramente trovare soluzioni alternative rispetto alle mie scelte didattiche, in base al loro modo di intendere la musica e il suo insegnamento. L'impatto sulla didattica della musica può essere considerevole, sia sul piano dell'uso della notazione sia nello sviluppo di nuove competenze che riguardano sia l'ascolto che la produzione. Particolarmente interessanti, a mio avviso, sono le consapevolezze armoniche: possiamo sperimentare molto semplicemente se alcune note suonano bene insieme e renderci conto immediatamente dell'effetto che fa! Già Emile Jaques Dalcroze ( ) propose esperienze innovative con lo scopo di sviluppare l'orecchio musicale, inteso come consolidamento di abilità quali il senso del ritmo della melodia e dell'armonia 1 e io mi ritrovo in pieno in questa antica visione della didattica della 1 Michele Biasutti. Comunicare in musica. Edizioni La Biblioteca Pensa MultiMedia pag 106

11 musica. L'armonia mi sembra normalmente l'aspetto meno utilizzato a scuola e questo porta a far perdere molte occasioni di creatività e di invenzione. Dal momento che io suono il basso elettrico sono invece molto portato ad acquisire nuove consapevolezze riguardo a come melodia armonia e ritmo si combinano nella magia di ogni musica. Se devo essere sincero io sono diventato bassista ( già in età adulta) perchè ero convinto che questo mi rendesse un insegnante di musica migliore. Al di là delle conoscenze teoriche, per insegnare musica penso sia indispensabile affinare alcune capacità musicali ( genericamente definite orecchio ) e la pratica strumentale è una via che porta ad apprendere molte cose, non solo sulla musica,ma che riguardano l'apprendimento in genere. Anche se rimarrò un bassista mediocre ciò che conta è che il basso elettrico mi ha reso un insegnante migliore. Sono in grado di capire Emile Jaques Dalcroze quando parlava di capacità dell'insegnante di guidare l'improvvisazione con il pianoforte, proponendo schemi ritmici e stimolando nei bambini adeguate variazioni 2. Sentendomi così in sintonia con Dalcroze, mi piace pensare che anche lui avrebbe fatto usare un midi sequencer ai suoi ragazzi, se l'avesse avuto. Descrizione del software synthesizer Il software synthesizer che ho usato è ZynAddSubFX e probabilmente il suo difetto principale sta nel nome. Per il resto è un programma eccezionale. Il creatore di ZynAddSubFX è Paul Nasca, un giovane programmatore rumeno. Per rendere un po' l'idea di come funziona la comunità Linux voglio raccontare questo episodio. Questa estate avevo qualche problema riguardo alla configurazione del synthesizer e scrissi un messaggio nella mailing list dedicata al programma. Dopo dieci minuti stavo dialogando direttamente con Paul Nasca che mi dava tutta la sua disponibilità e si dimostrava molto felice che un insegnante usasse il suo software a scuola! ZynAddSubFX rappresenta la soluzione al ( non semplice) problema di far suonare Rosegarden su un maggiore numero di computer possibile. Come dicevo un file midi contiene solo delle istruzioni che servono per far suonare qualche dispositivo. Un sintetizzatore suona quindi le istruzioni che riceve da un programma midi. Per far suonare Rosegarden quindi io uso ZynAddSubFX. In altre parole Rosegarden suona solo se prima ho acceso ZynAddSubFX. Questa è l'apparentemente semplice soluzione di un problema sul quale io ho perso un sacco di tempo! ZynAddSubFX si presenta con due tipi di interfaccia, credo che a scuola sia molto conveniente 2 Michele Biasutti. Comunicare in musica. Edizioni La Biblioteca Pensa MultiMedia pag 107

12 usare quella più semplice. Nell'illustrazione 4 vediamo l'interfaccia del programma. Sulla parte destra la selezione degli effetti che in un primo momento può essere trascurata. In fondo una tastiera di pianoforte che ci consente anche di trasformare la normale tastiera del computer in una semplice pianola. La cosa più importante è in realtà la selezione del canale: nell'immagine accanto a dove è scritto Part troviamo selezionato il numero 1 e la spunta sull'opzione Enabled. Attraverso questi programmi potremo far dialogare ZynAddSubFX con Rosegarden. Ad ogni traccia che abbiamo creato con Rosegarden dobbiamo far corrispondere un canale ( Part ) di ZynAddSubFX. Questa associazione avviene in realtà in modo automatico, ma appena avviamo il programma risulterà attivo solo il primo canale. Se dobbiamo usare tre tracce andremo a selezionare i canali (Part) 2 e 3 e metteremo la spunta su Enabled. Questo è stato l'aiuto che mi ha dato Paul Nasca! A questo punto possiamo decidere che voce dare ad ogni canale, scegliere cioè lo strumento per ogni traccia. Per fare questo dobbiamo cliccare sulla finestra appena sotto a quella della scelta della Part, la finestra dove si vedono delle parole a metà. Illustrazione 3: Interfaccia semplice di ZynAddSubFX. Cliccando su questo tasto si aprirà la finestra per la scelta dello strumento.

13 Illustrazione 4: ZynAddSubFX: scelta dello strumento. La piccola freccia vicino alla scritta Refresh bank list aprirà un menu a tendina in grado di far apparire gli strumenti disponibili. Nell'illustrazione 5 avevo selezionato Bass. Possibilità di usare versioni live E' possibile provare Linux a casa anche da parte degli alunni e le loro famiglie. In generale le possibilità sono due: 1. istallare Linux sul proprio computer di casa; questa sarebbe la soluzione migliore, ma richiede una certa competenza per creare le partizioni del disco fisso; è un'operazione non priva di rischi! 2. Utilizzare versioni live. Queste versioni si avviano direttamente dal cd e non modificano minimamente quello che c'è nel disco fisso. E' un modo sicuro di usare Linux e spesso è il primo passo per provare una distribuzione e quindi, eventualmente, decidere di istallarla. Il problema di questa seconda possibilità riguarda le prestazioni in quanto utilizzando il cd la velocità del sistema risulta ridotta ( in funzione alla velocità del supporto usato, il cd appunto)! Come ho detto, dynebolic è in grado di coniugare i vantaggi di queste due possibilità. Per quanto riguarda le versioni live è importante poter avere diverse possibilità. In questo modo

14 aumentano le possibilità di poterle far funzionare su un maggior numero di computer. Non è infatti detto che tutte le distribuzioni funzionino su qualsiasi computer. Per i computer più vecchi dynebolic resta probabilmente una scelta obbligata. Computer con prestazioni più attuali possono utilizzare anche Ubuntu. Con Remastersys ho creato delle immagini personalizzate che sono in italiano e contengono il software che usiamo a scuola. Ne ho preparata una versione scarna ed essenziale, che praticamente contiene solo Rosegarden e ZynAddSubFX. E' così scarna per poter essere usata anche su computer non nuovissimi. Ho creato anche un'immagine più ricca che contiene tutto il software che ho anche sul mio computer di casa. Valore del progetto per l'acquisizione di competenze informatiche. L'uso dell'open Source deve portare a un' Open Mind ( titolo del progetto): la flessibilità e la trasferibilità delle competenze è una delle esigenze della scuola oggi. In informatica, e non solo, è impensabile che una competenza possa essere appresa in modo rigido: il contesto in cui ci troveremo ad applicarla sarà profondamente cambiato nel giro di qualche anno ( o qualche chilometro). Le resistenze più grandi in questo senso ce le aspettiamo dagli insegnanti, più che dai bambini o dalle famiglie. Un midi sequencer trasforma la musica in una sequenza di operazioni eseguite da una macchina. Solo questa affermazione ci rende consapevoli dell'esplosiva potenzialità didattica ( matetica secondo Papert) dello strumento. All'acquisizione di nuove competenze musicali ( armonia, ritmo, melodia, timbro, intensità, stile, notazione musicale...) si affianca una nuova consapevolezza riguardo al fatto che il computer esegue le nostre istruzioni secondo una certa sequenza e logica ( che può essere uno spartito musicale). Questa consapevolezza è molto meno evidente usando un programma di videoscrittura. Valore del progetto per l'acquisizione di competenze musicali. Il computer in questo caso ha il grande vantaggio di rendere facilmente percepibili alcuni aspetti del linguaggio musicale. L'utilizzo di Rosegarden e ZynAddSubFX sembra rientrare nelle indicazioni che ci da il professor Biasutti: Il computer deve essere usato coscientemente come

15 strumento per realizzare principi e azioni non sintetizzabili con le tecniche tradizionali, stimolando la comprensione e l'analisi dei problemi. La tecnologia è una risorsa, una possibilità e rappresenta un punto di partenza, non di arrivo. Essa deve favorire la ricerca di soluzioni creative e divergenti piuttosto che supplire la mancanza di idee. 3 Personalmente le idee in musica penso non mi siano mai mancate e considero il computer proprio come uno strumento prezioso nell'allargare il nostro raggio d'azione. In questo non può certo essere troppo enfatizzato: non rinuncerei mai al canto, alla pratica strumentale o all'ascolto, ma offre delle occasioni in più. Basti pensare che consente di giocare con la notazione: una modalità di codifica certo non è immediata nella scuola primaria, ma che ha un grandissimo valore sull'apprendimento. Senza fare noiosi esercizi di solfeggio si cominciano ad usare le note sul pentagramma, che immediatamente il computer trasforma in suoni. Prerequisiti raggiunti senza computer. Come dicevo le idee non mi mancavano anche senza computer e proprio una serie di attività tradizionali hanno consentito ai miei alunni di poter utilizzare questi programmi con successo. L'informatica ha quindi consentito di consolidare delle esperienze musicali che avevano acquisito con altri mezzi; in questo senso parlo di prerequisiti. Alcuni di questi prerequisiti riguardano le finalità stesse dell'educazione musicale. La musica è un modo per stare insieme, senza rivalità, in cui ognuno può dare il proprio contributo per migliorare l'insieme, e non sempre chi fa le cose più complesse porta il contributo più importante ( Miles Davis insegna). Sia l'ascolto che la produzione ruotano attorno a tre pilastri basilari per la didattica musicale: il ritmo, l'armonia e la melodia. Lavorare con questi tre elementi porta a vivere la musica in modo attivo e creativo: non c'è più il modo giusto e quello sbagliato: ci sono delle regole, che non sempre si rispettano, che ci permettono di usare il linguaggio della musica. L'ascolto va di pari passo con la produzione: ogni bravo musicista prima di tutto è un grande ascoltatore e la progressiva conoscenza di melodia, ritmo e armonia possono portarci ad un progressiva competenza in questo linguaggio... il percorso non sarà mai concluso, per quanto bravo possa essere un musicista. Anche l'ascolto, percorrendo questa via, diventerà sempre più significativo e piacevole, si impara ad amare la musica. La musica la facciamo per divertirci e non perché bisogna, se non ci divertiamo è un brutto 3 Michele Biasutti. Comunicare con la musica. La Biblioteca Pensa Multimedia pag 146

16 segno. Questo non toglie che dobbiamo metterci un certo impegno: a volte scopriremo che maggiore sarà l'impegno maggiore sarà il divertimento. Suonare insieme è meglio che suonare da soli. La musica è un modo bellissimo per stare con gli altri perché attraverso la musica ognuno può dare il suo contributo, anche se ha capacità diverse rispetto ad altri. Non dovrebbero esserci rivalità, perché la musica sia bella dobbiamo collaborare. L'unica cosa che si richiede è l'impegno, non la capacità. Non occorre suonare sempre e tutti, ma se non suoni è importante che ascolti, perché anche così puoi imparare molto. Le regole in musica esistono, ma ci lasciano una grandissima libertà espressiva. La cosa bella è che ognuno può trovare soluzioni diverse. Ascoltati quando suoni e quando canti e prova a metterti nei panni dell'ascoltatore. Le capacità che hai acquisito cantando e suonando ti daranno maggiore comprensione e piacere nell'ascolto della musica e viceversa, più attentamente saprai ascoltare e più bravo sarai a cantare e a suonare. Collegamento alla programmazione curricolare. Il progetto Open Mind si collega quindi direttamente al mio modo di insegnare musica a scuola. L'attività didattica in educazione musicale prevede momenti di ascolto, di produzione e di riflessione che continuano ad inseguirsi in un gioco che ha come elementi base la melodia, il ritmo e l'armonia. La caratteristica forse più particolare delle mie scelte è quella di trovare un particolare spazio per l'armonia. Una volta individuate le principali regole dell'armonia è infatti possibile usarle in modo molto semplice e creativo in ogni attività didattica. Spiegherò ora brevemente come il computer possa potenziare i vari aspetti della programmazione didattica in musica. Anche se li ho separati questi aspetti in realtà si intersecano spesso: ascoltare, suonare, cantare e inventare non sono da vedere in realtà come attività separate. Ascoltare Le consapevolezze che si possono acquisire attraverso l'uso didattico di un midi sequencer in relazione all'ascolto partono dagli elementi fondamentali della musica: le variazioni di altezza e di durata di una nota sono direttamente percepibili anche dal punto di vista visivo. Potendo modificare

17 anche il timbro e l'intensità delle note potremo cominciare ad affinare le nostre capacità discriminatorie riguardo a questi elementi. Più avanti descriverò anche la capacità di discriminare gli effetti che possiamo applicare ad un suono. Accanto a questi aspetti che riguardano la singola nota è possibile sperimentare il concetto di tempo, andando a modificare il tempo delle tracce. E' molto interessante far notare come il cambiamento del tempo possa modificare completamente l'effetto sul piano emotivo della nostra composizione. Su un piano più complesso ho utilizzato Rosegarden per proporre una particolarissima modalità d'ascolto di brani di musica classica. Senza voler fare ingiusti confronti tra l'esecuzione orchestrale originale e un computer che suona musica classica, credo che questa strada non sia priva di interesse didattico. In fin dei conti già il confronto tra l'esecuzione umana e quella della macchina propone interessanti spunti di riflessione. Potremo chiederci: che cosa rende bella un'esecuzione, al di là della correttezza delle note che suoniamo? Che cosa rende un'esecuzione espressiva? Io ho provato a far ascoltare alcuni brani di musica classica con Rosegarden, usando il proiettore dell'aula di informatica. Esiste un sito dal quale è possibile scaricare la versione midi di moltissimi brani di classica. Io ho scelto Vivaldi con le Quattro Stagioni per l'intento particolarmente descrittivo di questa musica. Dopo aver fatto conoscere e ascoltare i brani da un normale cd, ho voluto farli suonare a Rosegarden. Devo precisare che per far questo bisogna regolare ZynAddSubFX in modo che le tracce suonino in modo appropriato. A differenza con altri midi sequencer ( io ad esempio con Windows uso Cakewalk) la mappatura degli strumenti non è quella standard, o almeno io non sono riuscito a impostare questa funzione automaticamente. Intendo dire che se prendiamo un file midi costruito da altri, se usiamo Rosegarden questo file non suonerà alla stessa maniera in cui suonava con chi lo ha costruito, a meno che non riusciamo a regolare ZynAddSubFX nel modo corretto. Per me questo non rappresenta un grosso problema, ma studiandoci un po' sopra probabilmente si riuscirebbe a trovare una regolazione standard del software synthesizer. Io per suonare Vivaldi ho scelto dei suoni abbastanza elettronici per due motivi: primo perchè scegliendo gli archi il confronto con l'orchestra era decisamente impietoso; secondo perchè era stimolante sentire le Quattro Stagioni suonate da un sintetizzatore da suoni spaziali e questo portava i ragazzi a concentrarsi maggiormente sugli elementi essenziali che sostanzialmente erano presenti nello spartito che scorreva davanti ai loro occhi. Se in classe avevamo imparato a discriminare i suoni in base alle immagini che Vivaldi stesso ci suggeriva ( lampi, tuoni, pioggia, vento, abbaiare dei cani...), davanti allo spartito suonato da Rosegarden questi elementi ritrovavano la rappresentazione grafica della notazione. Anche senza pretendere la lettura vera e propria, anche in modo intuitivo i ragazzi percepivano quali erano gli

18 elementi che indicavano la durata delle note, la loro altezza e il loro timbro. Le note dello spartito prendevano letteralmente vita e tutti potevano intuire la potenza di questo linguaggio. Si crea forse in questo modo la predisposizione motivazionale a decidere di studiarlo nel corso degli anni. La parte più interessante è stata quella in cui abbiamo provato ad ascoltare le tracce una alla volta. I ragazzi hanno capito l'importanza dell'insieme e di come anche le parti che sembravano insignificanti determinavano in realtà una particolare emozione nell'ascolto d'insieme. Questa è una cosa fondamentale nella musica e nell'educazione in genere: se facciamo qualcosa insieme è importante il contributo di tutti, nella diversità. La volontà di emergere ad ogni costo è spesso dannosa. Forse è per questo che suono il basso! Suonare Già parlando di ascolto siamo arrivati ad alcune capacità indispensabili durante la produzione: ascoltare mentre si suona è una delle cose più importanti. Come dicevo, l'armonia è un elemento centrale nel mio modo di fare musica a scuola. Proverò a illustrare ora che cosa intendo con questo. Nel presentare una canzone parto sicuramente dalla melodia che molto spesso viene anche cantata. A volte con i flauti si riproduce la melodia, ma molto più spesso si ricercano delle linee di accompagnamento in base alla struttura armonica del brano. Questo sembra complicato, ma in realtà semplifica molto le nostre proposte didattiche e le competenze musicali necessarie per intraprendere un percorso del genere non sono certo stratosferiche. Al di là delle regole, a mio avviso, rimane poi centrale l'orecchio, anche perchè questo rimane un obiettivo fondamentale nella scuola primaria. In linea generale prima di presentare la struttura armonica di un brano cerco di rendere in modo intuitivo il concetto di accordo; vedo che comunque per i ragazzi è semplice intuire che ci sono delle note che stanno assieme meglio di altre e che basta cambiare di poco una sola nota per modificare l'effetto globale: distinguono divertendosi l'accordo minore dal maggiore... in questo caso la mimica facciale dell'insegnante aiuta molto, spesso assieme alla musica bisogna fare un po' di teatro! A questo punto passo a presentare la struttura armonica del brano scrivendola alla lavagna. Naturalmente scelgo delle canzoni abbastanza semplici e regolari dal punto di vista armonico. Rappresento ogni accordo scrivendo sul pentagramma le tre note che ne rappresentano la tonica,

19 la terza e la quinta. Se presentassi Blowin' in the wind di Bob Dylan, alla lavagna, o su un cartellone traccerei uno zione 5: Blowin' in the wind, struttura armonica della strofa.. Illustra schema di questo tipo. E' importante far capire che, ad esempio, se scrivo la nota do è possibile suonarla in diverse ottave perchè sempre do rimane. Si ricercano quindi diverse linee di accompagnamento che posso evidenziare alla lavagna colorando le note in modo diverso. Per esempio una delle linee più semplici potrebbe essere questa. Illustrazione 6: Linea di accompagnamento. Queste linee semplicissime sono di fondamentale importanza per diversi motivi. Primo perchè nell'insieme risulteranno di grande effetto, anche se da sole dicono davvero poco. Secondo perchè

20 avendo pochissime note consentono ai ragazzi di concentrarsi sulla qualità del suono e su possibili variazioni ritmiche che potrebbero derivare dall'ascolto della melodia o della chitarra. Terzo perchè rappresentano un rifugio sicuro per chi si perde nel tentativo di provare strade più complesse e permettono a tutti di suonare, anche se le capacità sono limitate. Su questo brano io poi solitamente utilizzo una ritmica che richiama la melodia per creare molti possibili percorsi all'interno della sequenza di accordi. Illustrazione 7: Tre possibili linee sulla ritmica della melodia. Alla lavagna non scrivo la ritmica delle note: per me è sufficiente avere la sequenza degli accordi e sapere che con quelle note si può giocare ritmicamente in modo abbastanza libero. Credo che già la sequenza degli accordi sia sufficientemente complessa dal punto di vista visivo. Aiutandomi con il colore dei vari percorsi comincio quindi ad eseguire il brano trovando le possibili variazioni. Se le tre linee dell'illustrazione 8 corrispondono ad esempio a tre colori ( giallo, rosso, bianco), possa dare queste consegne: suoniamo tutti insieme prima il percorso giallo, poi quello rosso e in fine quello bianco; l'ultima fila suona il percorso giallo, la seconda il rosso e la prima il bianco; ognuno suona il percorso che vuole cercando di cambiare ogni volta. Nell'illustrazione 3 si vede lo stesso lavoro proposto con il ritornello della Ninna Nanna del Contrabbandiere di Davide Van De Sfross.

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