3 INTEGRARE OPEN SOURCE E SOFTWARE COMMERCIALE

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1 OPEN SOURCE: VANTAGGI E INTEGRAZIONE IN AZIENDA 1 IL SOFTWARE OPEN SOURCE 1.1 Definizione e storia dell Open Source Stallman, GNU e FSF Diritto alla libera circolazione del software Libero scambio delle informazioni Libertà di modificare il software Piacere, divertimento e innovazione Linus e Linux 1.2 Proprietà di dati e codice Software Libero Software Open Source (OSS) Software con permesso d autore Software Proprietario Freeware Shareware Software Commerciale 1.3 Tipi di Licenze GPL LGPL Public Domain 2 IL MODELLO OPEN SOURCE 2.1 Diffusione dell Open Source La situazione attuale Primo esempio: Apache Altre applicazioni Open Source 2.2 Motivazioni Qualità e Affidabilità Sicurezza TCO 2.3 Conclusioni: GNU/Linux o Windows 3 INTEGRARE OPEN SOURCE E SOFTWARE COMMERCIALE 3.1 Scenario introduttivo 3.2 Interfacce di rete 3.3 VPN e Firewall 3.4 Web Server e Data Base Applicazioni da Ufficio 3.7 Conclusioni 1

2 1 IL SOFTWARE OPEN SOURCE 1.1 DEFINIZIONE E STORIA DELL OPEN SOURCE Stallman, GNU e FSF Per iniziare è necessario dare una definizione di Open Source in modo da evitare ambiguità ed incomprensioni nel seguito della trattazione: un programma open source è un insieme di moduli disponibili nel cosiddetto formato sorgente, ossia nella forma in cui le singole unità che lo compongono sono state scritte dai programmatori. Probabilmente uno dei protagonisti più famosi della propaganda a favore del software libero è stato Marshall Stallman, l ultimo degli hacker secondo una sua definizione; dopo aver lasciato Harvard per trasferirsi al M.I.T., dal 1971 al 1983 ingaggiò una battaglia per un sistema aperto a tutti gli utenti senza codici di accesso e i segreti dei sistemi di segretezza. Dopo aver abbandonato il lavoro di sistemista si pose come obiettivo lo sviluppo di un sistema Unix compatibile con lo standard della AT&T. Nacque così il progetto GNU (Gnu is Not Unix) che si prefiggeva come obiettivo lo sviluppo di un sistema operativo Unix-like privo di copyright, che proprio secondo Stallman stava indebolendo la comunità intelletuale. Lo standard imposto fu quello del software open, che poi sarebbe stato compilato dal compilatore della macchina: ecco un altra differenza, mentre il software commerciale veniva distribuito già compilato, in modo da nasconderne il codice, quello open di GNU veniva fornito come codice sorgente in modo da apportare eventuali personalizzazioni, modifiche e miglioramenti. Per rendere concreto tutto ciò nel 1985 venne fondata la FSF (Free Software Foundation), un organizzazione i cui aderenti potevano contribuire con denaro o codice a favore della comunità open; questa attività permise al progetto di raccogliere validi professionisti che potevano dedicare gran parte del loro tempo all accrescimento della FSF. Attualmente vengono occupati a tempo pieni programmatori, tecnici e diversi impiegati che gestiscono l attività dell organizzazione, oltre a tutta quella serie di persone che nel tempo libero spendono del tempo a favore della causa e che il boom di Internet ha messo facilmente a disposizione. L obiettivo principale della FSF è oggi diventato quello di promuovere un modello nuovo di lavorare composto essenzialmente da alcuni innovativi concetti Diritto alla libera circolazione del software L idea generale è che l informazione generale dovrebbe essere libera, con grande beneficio di tutta la comunità. Si dà la possibilità all utilizzatore di interagire con il prodotto e di controllarlo. La libera circolazione del software, inoltre aiuta a stimolare lo sviluppo e la diffusione della conoscenza, contribuisce quindi in linea generale a migliorare la preparazione di un individuo generico Libero scambio delle informazioni E necessario promuovere un sistema di apprendimento diffuso e qualificato attraverso sistemi open, che non pongano barriere tra il lavoro e l informazione, nella concezione originaria hacker le barriere alla circolazione dell informazione pongono pesanti limiti alla conoscenza, per non parlare dell ostacolo creato alla creatività ed alla libera espressione del pensiero Libertà di modificare il software Richiama l impegno del buon programmatore nel metterci le mani per capire come funziona e modificare ciò che interessa a proprio piacimento, senza incorrere in alcun tipo di rischio legale Piacere, divertimento e innovazione Il piacere e il divertimento sono un forte incentivo alla programmazione. Spesso il computer viene percepito solo come uno strumento, non da tutti per fortuna, c è più di qualcuno infatti, che lo considera un modo per estendere la propria immaginazione e dare sfogo alla propria creatività; la possibilità di evoluzione dei programmi inoltre costituisce una vera e propria sfida all intelligenza. In sostanza si vuole sostituire un modello di organizzazione del lavoro di tipo burocratico ad un modello interattivo e creativo. 2

3 1.1.6 Linus e Linux Vale sicuramente la pena di parlare dell argomento Linux: se è vero che la filosofia Open Source va espandendosi velocemente negli anni, è altrettanto vero che gran parte del merito è di Linus Torvalds e del suo gioiellino, che è il più noto caso di Open Source. Nel 1990 uno studente dell Università di Helsinki, Linus Torvalds, decise di scriversi da solo un sistema operativo partendo da Minix, molto conosciuto nelle università, in modo da ricreare le funzionalità di un calcolatore di fascia alta su un personal computer da lui posseduto all epoca. Nel 1991 la prima minimale versione del sistema era pronta: Linus sostituì la lettera finale con la x di Unix dando vita a Linux, la cui mascotte fu stabilito essere il pinguino; decise nel periodo seguente di diffondere su Internet il suo sistema operativo, senza chiedere alcuna contropartita a chi volesse utilizzarlo e ampliarlo. Il suo invito fu accolto da centinaia di studenti, che da quei giorni iniziarono a contribuire all evoluzione, trasformando quello che poteva essere considerato un prototipo didattico in una linea di prodotti industriali. Oggi grazie a tutte queste persone Linux è installato su milioni di calcolatori in tutto il mondo, si è diffuso in modo veloce soprattutto tra le persone più acculturate informaticamente e sta prendendo piede anche tra il resto degli utilizzatori, senza considerare che molte società di servizi lo adottano da tempo (esempio le poste degli Stati Uniti). 1.2 PROPRIETÀ DI DATI E CODICE Verranno qui di seguito citate e spiegate alcune delle definizioni più in uso, per quanto riguarda la proprietà del software e del codice Software Libero Come detto sopra il software libero è distribuito in modo che chiunque ne abbia il permesso d uso, copia e distribuzione, in forma modificata o meno, gratis o a pagamento. In pratica ciò significa che il codice sorgente deve essere sempre disponibile Software Open Source (OSS) Il termine è usato da alcuni come sinonimo di software libero, la differenza tra i due è comunque molto sottile, quasi di tipo filosofico. I movimenti operano su piani diversi, il software OSS non necessariamente è libero, il principio di base è che i suoi file sorgenti siano disponibili e accessibili, questo non vuol dire che non possa essere a pagamento. Il movimento del Free Software ha come compito principale quello di rendere disponibile software in modo gratuito a tutti. Sul sito della FSF si trova la definizione : Il software libero è questione di libertà non di prezzo., che chiarifica parecchio, dal momento che la parola free in inglese sta sia per libero che per gratis Software con permesso d autore (Copyleft) Il software con permesso d autore è un modulo libero, le cui condizioni di distribuzione non permettono ai redistributori di porre alcuna restrizione addizionale all atto di redistribuire o modificare il software. Ciò significa che ogni copia del software anche se modificata, deve essere libera Software Proprietario Il software proprietario è quello che non è libero o semilibero. Il suo utilizzo, redistribuzione o modifica, sono proibiti o richiedono un permesso o sono sottoposti a tali vincoli per cui in pratica non si possono fare liberamente. I prodotti Microsoft ne sono il caso più noto Freeware Il termine non ha una definizione accettata da tutti, ma è comunemente utilizzata per i pacchetti software che possono essere redistribuiti, ma non modificati (e il loro codice sorgente non è disponibile). Questi pacchetti non sono considerati software libero, perciò non bisogna usare freeware per indicare il software libero Shareware La shareware è software che dà la possibilità di redistribuire copie, ma impone a chiunque continui ad usarne una copia di pagare la licenza d uso. 3

4 1.2.7 Software Commerciale Il software commerciale è sviluppato da una azienda allo scopo di guadagnare dal suo utilizzo, commerciale e proprietario non sono la stessa cosa. La maggior parte del software commerciale è proprietario, ma c è software libero commerciale, e c è software non commerciale non libero. Detto tutto ciò si può rimanere confusi circa quanto prima, inoltre bisogna aggiungere i tipi di licenze che si possono trovare in giro, per quel che riguarda il software libero. 1.3 TIPI DI LICENZE Le licenze in circolazione sono presenti in numero molto grande, per praticità ne analizzeremo alcune tra cui quelle che ci saranno utili per continuare il resto delle problematiche GNU GPL E la General Public License, è una licenza per il software libero e una licenza con permesso d autore GNU LGPL Meglio nota come Lesser General Public License. Questa è una licenza per software libero, ma non è una licenza con un forte permesso d autore, poiché ne permette il collegamento con moduli non liberi; tuttavia è compatibile con la GPL. Non si tratta di una licenza per sole librerie, intese come elementi di un sistema o un programma, ma il suo uso è spesso più appropriato per le librerie, la cui disponibilità viene data anche per sviluppi di software non libero Public Domain Anche se essere di dominio pubblico non è esplicitamente una licenza, significa comunque che il materiale non è protetto da copyright e per l utilizzo non è prevista nessuna licenza. In pratica se un opera è di dominio pubblico, potrebbe anche avere una licenza come software libero del tutto permissiva senza permesso d autore. Lo stato di dominio pubblico è compatibile con la GPL. Ecco uno schema riassuntivo per facilitare la comprensione di quanto detto fino ad ora, sono riportati i tipi più usati di licenze e di software, non tutte le configurazioni trattate sono comunque presenti. 4

5 2 IL MODELLO OPEN SOURCE 2.1 PERCHÉ SCEGLIERE L OPEN SOURCE La situazione attuale Nella situazione in cui ci troviamo, soprattutto in Italia, c è molto spirito conservatore da parte delle aziende, per quel che riguarda le soluzioni informatiche da adottare; per fortuna il discorso non vale per tutte. Assistiamo ad una minima informatizzazione e dove è presente, ci si affida a prodotti solo perché pubblicizzati maggiormente o perché presenti apparentemente da più tempo sul mercato. Non sussistono apparentemente delle valide motivazioni affinché si dia una sterzata alle linee guide che imboccano le aziende quando si tratta di avere a che fare con pacchetti informatici, siano essi applicativi di ogni genere. Forse c è la paura da parte di chi prende le decisioni che non ci siano alternative, cioè che ciò che si trova in un software commerciale, non sia possibile trovarlo in quello libero, o forse il fatto che si paghi il programma, spesso salatamente, crea una consapevolezza implicita che quello che si è comprato è lo standard per eccellenza. Focalizziamo il discorso sul mercato workstation: la gran parte della torta è ancora tra le mani di Microsoft, ma non è detto che sia la soluzione migliore; bisogna ammettere infatti che le cose stanno cambiando, molte più persone e aziende si rivolgono a Linux o ad applicazioni Open Source più in generale, rimanendone soddisfatte. Molti di coloro che hanno avuto successo grazie a soluzioni Open Source, hanno il merito di essersi informati e aver abbattuto pregiudizi che aleggiano intorno a questo mondo. I meccanismi alla base della diffusione dell Open Source sono ancora poco chiari persino ai suoi padri fondatori, costatando che Linux, è usato per il controllo dei sistemi robotizzati e ha volato a bordo dello Shuttle. Poiché la vasta letteratura sui processi di diffusione delle tecnologie diviene importante circoscrivere l ambito di analisi facendo riferimento alle caratteristiche del bene oggetto di diffusione e dei soggetti chiamati a domandarlo. Dal punto di vista economico la produzione di informazione si caratterizza per avvenire con alti costi fissi e costi marginali trascurabili: tutta la massa del costo è concentrata nella prima copia i cui costi di riproduzione sono, invece, estremamente ridotti. Dal lato della produzione il software presenta forti economie di scala: quante più copie si producono e si vendono, tanto più l alto costo della prima sarà assorbito dal bassissimo costo delle successive. Dal lato della domanda, entra in gioco il discorso dell esternalità: vi è l esternalità diretta quando i consumatori appartengono una rete che non è fisica, ma virtuale come nel caso degli utenti di uno stesso sistema operativo. L esternalità indiretta caratterizza, invece, il binomio paradigma hardware-software in cui due o più beni sono uniti a formare un sistema che per operare ha necessita di entrambe le componenti. Gli utenti dei programmi per elaboratore sono sottoposti principalmente al primo tipo di esternalità: l esempio classico è quello dello scambio di file. Chi possiede lo stesso programma per la gestione di un dato tipo file può leggere e modificare i file ricevuti da altri soggetti che, a loro volta, potranno compiere le medesime operazioni. Da ciò deriva l importanza di condividere un particolare tipo di software: il sistema operativo al quale è deputata la gestione del file system dell elaboratore. Situazioni in cui, un piccolo vantaggio iniziale a favore di uno standard è sufficiente perché esso si imponga, conquistando tutto il mercato che resta, in seguito, bloccato su di esso per la presenza di elevati costi di switching. Lo sviluppo dell Open Source contraddice questa previsione, in quanto esso guadagna terreno sullo standard dominante rappresentato da Microsoft facendo pensare che tra i due si arriverà ad un equilibrio in cui i due paradigmi convivono fianco a fianco. Occorre quindi cercare di spiegare come un nuovo standard possa affermarsi in presenza di un altro già consolidato e come due standard possano convivere. Per esempio il mercato del Web server Apache era ben lontano dalle attuali condizioni, forse le aspettative non prevedevano neanche che potesse essere leader così come lo è ora. Sarebbe bello pensare che la stessa previsione fosse fattibile per il sistema operativo Linux, emblema del movimento Open Source. Tuttavia le cifre parlano chiaro: sempre più persone utilizzano Linux, sia perché c è una maggiore pubblicità di questi tempi, sia perché comunque si è standardizzato come qualcosa di più di un alternativa. 5

6 2.1.2 Primo esempio: Apache Una delle applicazioni Open Source di maggior successo è sicuramente Apache, noto Web server. Per osservare meglio la sua evoluzione nel mercato si può osservare la figura: Si nota come la vera e propria impennata subita da Apache in questi ultimi anni, abbia di fatto sbaragliato quasi qualsiasi altro concorrente a livello di server di fascia alta. Nato inizialmente come un progetto di alcuni studenti universitari, si è in seguito avvalso della collaborazione di centinaia di programmatori, che ne hanno permesso il miglioramento di volta in volta, fino al raggiungimento dell attuale situazione di efficienza e affidabilità. Secondo NetSurvey più del 60% dei server utilizza Apache per i siti Internet, anziché IIS (il prodotto di Microsoft) o altri. Questo comunque non è il solo caso fortunato che dir si voglia, è solo il più noto; sono presenti molte altre applicazioni che sfatano il mito del Commerciale è il meglio Altre applicazioni Open Source Ci sono un gran numero di applicazioni basati sul software libero e sull Open Source. Su SourceForge, uno dei più famosi portali del genere, ci sono più di 60,000 diversi progetti, tra cui 7,000 sono stati adattati da Windows95/98/2000. I progetti con maggior successo hanno anche il proprio sito. Si riporta di seguito una lista dei più usati in modo da rendere noto all utenza che le applicazioni ci sono, basta avere la convinzione di usarle: Linux è probabilmente l esempio più conosciuto di Open Source, ne esistono svariate distribuzioni, che si distinguono in relazione alle modifiche apportate da parte di gruppi o vere e proprie aziende sul software base. Apache come già detto sopra. Non è necessario aggiungere altro. Bind è, senza dubbio, largamente il server DNS più usato nella rete. Il compito principale di un DNS (Domain Name Server) per chi non lo sapesse, è di tradurre i nomi dei computer in indirizzi IP e viceversa. DHCP è un software per la configurazione automatica dei nodi in una rete basati su indirizzi IP. FreeS/WAN è un famoso software Open Source per la costruzione di VPN (Virtual Private Network): usa IPSEC e comuni algoritmi di cifratura, come 3DES e AES con eventuali opzioni di compressione dati durante il traffico. 6

7 Gimp è un visualizzatore e manipolatore di immagini a livello professionale. Supporta l editing da fotocamere digitali, ma è anche un programma di disegno facile da usare e in grado di convertire file immagine in diversi formati. Mozilla è un Web browser con un codice simile a quello di Netscape, tra l altro Mozilla ha una suite di programmi supportati sia da Linux che da Windows MySQL è un database potente basato su SQL con applicazioni di amministrazione, controllo e tool per i client. E il database Open Source più usato in rete, supporta molte piattaforme include Linux e Windows. OpenOffice è una suite completa da ufficio: il corrispondente di Office sotto Windows. Al suo interno ci sono programmi di videoscrittura, presentazione e fogli di calcolo. Gran parte della realizzazione si ha grazie all impegno di Sun, il cui progetto ha sviluppato il proprio formato basato su XML, supporta file di MS Office, funziona sia su Linux che su Windows. Samba è un programma che emula un server NT su una piattaforma basata su Unix, lavora sia come print server che come file server, per i client Linux o Windows indifferentemente. SendMail è il più famoso tra tutti i mail server di Internet, include funzioni di routing, relay, anti-spam e supporta protocolli quali SMTP, POP e IMAP. Può anche funzionare come un client mail server. Queste sono ovviamente un numero limitatissimo delle possibilità che il mercato Open Source può offrire. Sta agli utenti e alle proprie esigenze scovare gli applicativi che possono aiutare nella problematica da affrontare; di sicuro e certo che nel bazar, come viene definito da qualcuno, qualcosa si trova. 2.2 MOTIVAZIONI Qualità e affidabilità Secondo i teorici di un nuovo modello di sviluppo del software, definito bazar (Raymond, 1999), i contributi di migliaia di programmatori che lavorano in modo totalmente volontario, si scambiano idee e file attraverso la rete Internet; giungono così in assenza di autorità centrale a realizzare programmi complessi. Gli sviluppatori, sparsi in tutto il mondo, lavorano ai vari progetti in modo asincrono, spesso sacrificando il tempo libero e i fine settimana: la struttura top down, gerarchicamente organizzata e pianificata, condivisa dalla quasi totalità dei processi produttivi, è qui abbandonata a favore di un modello bottom-up, non coercitivo ed ampiamente decentralizzato, anche se sottoposto a regole condivise di comportamento. È proprio per questo che il movimento Open Source sembra essere un concorrente temibile per le imprese che dominano il mercato del software. Queste, infatti, si trovano a fronteggiare una minaccia che proviene dall esterno: non si tratta di un nuovo concorrente che fa le cose nello stesso modo, anche se più velocemente o in modo più efficiente, ma di un nuovo paradigma, nettamente contrapposto a quello tradizionale. Nel paradigma proprietario gli sviluppatori, retribuiti e concentrati nello stesso luogo, lavorano contemporaneamente alla scrittura di un codice che sarà protetto da una licenza commerciale che ne vieterà la distribuzione se non in forma binaria e a fronte di forti limitazioni nell utilizzo, che ne impediranno tra l altro la duplicazione e ogni tipo di modifica. Fornendo ai programmatori la possibilità di lavorare liberamente sul codice sorgente, la filosofia alla base del movimento Open Source facilita sia la correzione degli errori sia l adattamento ad esigenze e piattaforme hardware diverse. Se a ciò si aggiunge l assenza delle pressioni imposte alle software house dai loro stessi annunci di versioni più aggiornate ed efficienti non sorprende che il risultato possa essere un software qualitativamente migliore. L affidabilità è, infatti, indicata tra le caratteristiche che fanno del software Open Source un prodotto qualitativamente molto valido. La sua resistenza ai crash può essere misurata in mesi ed anni piuttosto che in giorni o settimane: il Web Server Apache equipaggiato con sistema operativo Linux, installato nel 1997 nei laboratori della Compaq Computer Corporation ha resistito per ben 267 giorni prima di crashare e lo ha fatto solo in seguito ad un temporale che ha privato di energia elettrica lo stabile dove esso era collocato. 7

8 Condividere i risultati permette al ricercatore di migliorarli grazie ai feedback forniti dai colleghi, dai quali egli può ricevere riconoscimento per il proprio lavoro e quindi prestigio. Analogamente condividendo il codice sorgente, si ricevono dagli altri membri del gruppo suggerimenti che consentono di perfezionarlo. Il fatto che i risultati siano sotto gli occhi di tutti, conferisce, poi, un prestigio che è tanto maggiore quanto più la comunità è ampia. Sempre parlando di affidabilità e qualità del software è innegabile come il codice sorgente permette un miglioramento notevole a queste due caratteristiche: pensiamo ad un azienda che abbia bisogno di un software e si rivolga ad un consulente. Quest ultimo potrà presentare un offerta abbastanza ampia da poter soddisfare quasi sicuramente le esigenze; oltre ad evitare il ruolo di venditore, nel quale potrebbe trasformarsi nel proporre software commerciale, avrebbe la possibilità contattare direttamente il programmatore a costi sicuramente minori per apportare eventuali modifiche, visto che colui che modificherà il codice avrà a disposizione tutta la libreria del pacchetto Sicurezza Altro punto a favore dell Open Source è il discorso riguardante la sicurezza. Oggi la maggior parte dei problemi che si riscontrano in Windows è dovuta a virus, trojan, o artefici di vario genere, senza contare le vere e proprie falle in termini di permessi lasciate da programmi come IIS. Sicuramente in Linux questo problema è minimo o quasi inesistente visto che sono i casi di virus per Unix si contano sulle dita di una mano. Altra questione sicuramente valida riguarda il codice incapsulato: più di qualche volta si è infatti parlato della possibilità che Microsoft, incastonasse delle backdoor all interno dei suoi programmi in modo da controllare i server sparsi per il mondo in modo remoto. Resta comunque il fatto che è difficile quantificare la sicurezza a differenza delle prestazioni, non esistono dei veri e propri benchmark, è spesso difficile capire quando un azienda è stata crackata con successo; le compagnie non vogliono divulgare spesso le informazioni al pubblico per varie ragioni, commerciali e di immagine. Se i clienti perdono fiducia nei confronti dell azienda infatti, la perdita economica potrebbe avere ripercussioni più grandi di quelle intrinseche dovute all intrusione stessa. La maggior parte dei siti bucati sono sovente ospitati da Windows, e il numero di siti Windows attaccati è ben più grande di quanto ci si aspetti, considerando la sua fetta di mercato. Quest ultima potrebbe essere una tecnica valida per valutare: comparare il numero di siti attaccati e la piattaforma su cui poggiano, con la quota di mercato della piattaforma stessa. Solitamente quando un sito Web viene bucato, la home page viene cambiata e modificata dai malfattori, che lasciano i più svariati messaggi, in questo modo è molto difficile per le vittime nascondere il fatto che qualcosa non ha funzionato molto bene. Naturalmente non tutti i server sono attaccati a causa del loro Web server, molti sono soggetti ad attacchi a causa di password gestite male, programmazione Web male organizzata, e così via. Ma se è così perché c è così tanta differenza nel numero di defacement in base al sistema operativo installato? Di certo non si può discutere totalmente in questa sede della questione, ma sembra, guardando da un punto di vista più alto, che in linea di principio il software OS sia più sicuro. Un ulteriore approcio per misurare la sicurezza è usare i database delle vulnerabilità, uno dei più famosi è quello di Bugtraq, sito noto a coloro che si occupano di sicurezza informatica; in questo database ci sono moltissime delle vulnerabilità che si conoscono inerenti ai più noti sistemi operativi in circolazione. Ecco una tabella presa dal sito: questi dati non devono essere presi troppo seriamente ma sono tuttavia indicativi di una situazione evidente. Bisogna dire anche alcune vulnerabilità sono più importanti di altre (alcune permettono di combinare dei disastri, altre magari solo la creazione di file o qualcosa di simile). Un altro aspetto da notare è che ogni distribuzione è un po una situazione a sé: la stessa vulnerabilità in cinque distribuzioni diverse conta come cinque separate vulnerabilità, ciò ingrandisce il numero effettivo delle falle nei SO linux-based. Un altra considerazione è che molte delle vulnerabilità in linux sono scovate tramite analizzatori di codice e tool vari, queste sono istantaneamente patchate e riportate prima che qualsiasi exploit possa sfruttarle. 8

9 Qualsiasi bug di Windows trovato con programmi di auditing simili, dagli stessi sviluppatori, viene spesso corretto in modo silenzioso, senza la comunicazione a nessuna fonte di informazione, per cui non rientra nei conteggi: questo fenomeno riduce il numero effettivo di falle di sicurezza presenti in Windows. Detto ciò, le cifre non rendono ancora l idea di quanto Windows sia sproporzionatamente più insicuro di altri sistemi operativi, una spiegazione plausibile potrebbe essere il fatto che in questi anni Microsoft ha preso decisioni, per quanto riguarda i prodotti, con evidenti problemi di sicurezza e questo la ha resa il bersaglio perfetto piuttosto che altri sistemi operativi. Per avere idea delle possibilità di insicurezza, basti pensare a cosa può succedere nell eseguire le macro in Word, o al discorso allegato in Outlook (non si vogliono ricordare i milioni di dollari di danni provocati da LoveLetter ) Probabilmente Microsoft ha pensato che i suoi clienti compreranno i suoi prodotti a prescindere dal fatto che siano sicuri o meno. Dopo tutto, prima della recente competizione, non c era alcuna necessità di spendere soldi per il settore invisibile della sicurezza. E possibile anche pensare che il gigante di Redmond, si stia ancora adeguando ad un mondo a misura di Internet, visto che se non fosse stato per i sistemi Unix, che hanno supportato lo standard Internet per decenni, questo non sarebbe mai esistito. Microsoft infatti iniziò a giocare con la rete solo nei primi anni novanta; si è spesso rifugiata in scusa che acclamavano il fatto che non potesse aumentare la sicurezza dei programmi a causa della loro ricercata facilità d uso. Se è vero che rendere più sicuro un software può renderlo più difficile da usare è altrettanto vero che un software può essere altrettanto facile da usare se gli elementi di sicurezza, sono insiti in modo curato nel prodotto. D altra parte come fa ad essere più facile usare un sistema che necessità di una reinstallazione ogni tre o quattro mesi perché l ennesimo virus ha fatto centro? TCO Il TCO o Total Cost of Ownership, cioè tutto quell insieme di costi che bisogna affrontare quando si valuta una soluzione piuttosto che un altra è un fattore critico per le aziende. Spesso è la prima che interessa all azienda che valuta se la scelta di un alternativa piuttosto che un altra le permetta di guadagnare. Bisogna rendersi conto che è in ogni caso probabile trovare TCO diversi a seconda delle circostanze. Senza troppo stupore infatti, sia Microsoft che Sun stilano studi dimostrando che i loro prodotti hanno il più basso TCO. E altrettanto vero che il costo totale dipende dalla piattaforma e dalle esigenze: per identificarlo, occorre determinare tutti i fattori di costo importanti e stimare il costo di questi. Non si devono dimenticare inoltre i costi indotti, quali costi di amministrazione, cosi di upgrade, supporto tecnico, costi di formazione, ed altro ancora; comunque l OSS ha di sicuro molti vantaggi in termini di costo, per quanto riguarda diverse categorie. Inizialmente l Open Source costa molto meno, anche se non è free nel senso monetario del termine, come spiegato nel primo capitolo, perché si dovranno spendere soldi per documentazione, supporto, formazione, amministrazione, così come lo si fa per i sistemi proprietari. Una prima differenza è che in molti casi i programmi attuali nelle varie distribuzioni possono essere scaricate gratuitamente da Internet (linux.org è uno dei siti che mette a disposizione parecchie distribuzioni). Analizziamo ora un piccolo ma esplicativo esempio: supponendo di voler configurare un server, come potrebbe essere un Web server pubblico o una rete intranet e un server, nei quali si installerà il supporto per C++ e RDBMS. Usando dei prezzi recuperati su un documento di Global Computing Supplies (Suwanee, GA), September 2000, ecco un piccolo sommario di quello a cui andiamo incontro: analizzando le cifre, di base Windows 2000(25 client) costa circa $1510, il server Microsoft Exchange (accesso per 10 client) costa $1300, SQL Server 2000 costa $2100 ( con 10 licenze CAL), la suite di sviluppo Visual C++ costa $500. Red Hat Linux (una distribuzione abbastanza affermata) costa $29 di base ( con 90 giorni di supporto via ), $76 la versione Deluxe (in più della versione di base, si hanno 30 giorni di supporto telefonico), $156 per la versione 9

10 professional (che in aggiunta ha il supporto di SSL). In tutte le versioni sono inclusi tutti i vari applicativi ( Web server, server, database server, C++ e molto altro). Tirando le somme, un Web server Windows con un RDBMS potrebbe costare intorno ai $3610 contro Red Hat che ne potrebbe costare $156; un sever Windows potrebbe costare circa $2810 contro i $76 di Linux. Nella tabella a fianco si dà l idea del risparmio totale. Entrambe le soluzioni hanno funzionalità che l altra non ha. GNU/Linux viene fornita con un numero illimitato di licenze, per Microsoft non si può dire lo stesso visto che la cifra delle licenze che si paga dipende dal numero di client che si vogliono impiegare. Proseguendo nell analisi affrontiamo il discorso upgrade e manutenzione: i costi di manutenzione a ungo termine sono minori per i sistemi OSS/FS, per esempio, fare l upgrade di un sistema Microsoft costa circa la metà del costo originale. Al contrario i sistemi GNU/Linux possono essere scaricati gratuitamente da Internet, o riacquistati generalmente per meno di $100; il singolo upgrade inoltre può essere esteso a illimitate macchine. Tralasciando il problema licenze, già accennato, e dove pare che non ci sia alcun dubbio a riguardo che Microsoft è molto più costoso, ci imbattiamo nel tema hardware. I sistemi OSS/FS vanno statisticamente più veloci su hardware più veloce ovviamente, ma possono sfruttare l hardware non molto recente più efficientemente rispetto ai sistemi proprietari, facendo così che talvolta componentistica scartata da Windows, possa essere riutilizzata abbastanza decentemente da Linux, naturalmente ciò comporta una riduzione dei costi. Secondo uno studio Cybersource del 2002 usando un sistema OS/FS anziché Microsoft permette di risparmiare dal 24% al 34%: si è modellata una organizzazione di circa 250 computer, un appropriato numero di workstation, server con connessioni a Internet, sistemi di e-business, software standard e salari per personale IT dedito a fornire il supporto necessario all infrastruttura. D altra parte anche Microsoft ha ammesso che i loro prodotti sono più costosi rispetto a GNU/Linux anche se per molto tempo Microsoft ha tentato di convincere gli utenti che i loro prodotti sono in qualche modo meno costosi. Lo stesso Steve Ballmer nel 2002 ha confessato che Windows non ha compreso come costare meno di Linux; tuttavia diversi studi sponsorizzati dalla azienda di Redmond affermano il contrario. In uno di questi si è confrontato Windows 2000 con Linux, si è calcolato quest ultimo ha un minore TCO per la fascia Web server, mentre il prodotto di Microsoft ha un minore TCO per le infrastrutture di rete: print serving, file serving e applicazioni riguardanti la sicurezza. Anche se lo studio è stato sponsorizzato da Microsoft, come in modo apprezzabile viene scritto più volte nella relazione, si può affermare che il TCO di un sistema dipende dall uso che se ne vuole fare. Un altro studio, sempre sponsorizzato da Microsoft riporta che la suite con la tecnologia.net è meno costosa di quella J2EE presente in GNU/Linux; la Giga Research (la ditta che ha compiuto lo studio) ha confrontato i costi di cinque aziende di medialarga scala, che usando Java Enterprise Edition, con il costo di altre che utilizzano.net, per sviluppare portali. Per grandi compagnie, il costo dei prodotti Microsoft risulta essere del 28% minore della piattaforma con J2EE/Linux, mentre per compagnie di media grandezza Microsoft risulta più conveniente del 25%. C è un aspetto da non sottovalutare: in questi studi la soluzione proposta è principalmente più economica perché i sistemi GNU/Linux sono stati accoppiati a software proprietario altamente costoso come Oracle e BEA. In realtà esistono soluzioni molto comuni che nell analisi vengono trascurate, un esempio è la LAMP (Linux, Apache, MySQL, PHP/Python/Perl), configurazione molto popolare tra i server per applicazioni Web. La domanda che sorge è quindi, perché sono state omesse queste cose nello studio? Chi ha stilato lo studio, ha replicato dicendo che le aziende analizzate erano strutturate così. Una risposta non troppo convincente. 10

11 2.3 CONCLUSIONI: GNU/LINUX O WINDOWS Come è stato visto nella trattazione fin qui proposta nel capitolo, l adozione dell Open Source presenta diversi vantaggi rispetto al software proprietario. Proviamo a riassumere tutta l analisi compiuta in funzione di evidenziare i principali fattori di interesse aziendale. Innanzitutto inizierei con la modularità. La scelta di una soluzione aperta permette infatti all azienda di incrementare la funzionalità del software, senza dover ricorrere all acquisto di nuove licenze per l aggiornamento del software; questo fattore inoltre garantisce una maggiore continuità produttiva, una ulteriore indipendenza da software house, che per esempio fallendo potrebbe intralciare gli sviluppi aziendali futuri. In parecchi casi il soddisfacimento di un cliente nei confronti di un applicativo, si traduce per una software house in minime modifiche al programma stesso, questo non fa che contenere i costi per il committente; spesso infatti una richiesta di modifica significa aumentare notevolmente i costi, operazione che viene affrontata solamente da coloro che percepiscono effettivamente un alto rapporto qualità/prezzo. Sovente nel mondo dell informatica si pensa a professionalità in quanto certificazione, magari rilasciata da parte di un marchio famoso. In realtà essere professionali significa possedere le tecniche necessarie per soddisfare le esigenze sempre più complesse di clienti che man mano aumentano sempre il loro grado di esigenze, motivo per cui si sviluppa una specie di selezione naturale che non riescano ad offrire standard qualitativi alti. All interno della comunità Open Source invece, si parte dal presupposto che ogni modifica del software apportata da un utente qualsiasi sia sotto gli occhi di tutti, per le aziende ciò significa controllare al massimo il livello della qualità del prodotto. Ciò porterebbe ad una situazione in cui una software house debba garantire elevata qualità del codice per non fare brutte figure e avere d altro canto un buon biglietto da visita. Continuando un ipotetico discorso su una software house che basi il suo modello di business sul software libero, è necessario che mantenga una qualità del codice elevata poiché rilasciando lo stesso, il cliente potrebbe svincolarsi da lei quando lo ritenga necessario; la comunità degli sviluppatori di software valuterebbe in modo molto critico il lavoro svolto, provvedendo a dare una certificazione della bontà dell operato. Un altro aspetto interessante è quello riguardante l innovazione, è luogo comune pensare infatti che sulle tecnologie emergenti siano possibili solo soluzioni proprietarie perché più impegnate forse nel campo della ricerca. Questo è vero in alcuni casi di nicchia, ma se prendiamo per esempio il fatto che al momento molti produttori di hardware divulghino le specifiche tecniche dei propri prodotti per far sì che vengano sfruttati i loro componenti in ambienti aperti, ci rendiamo conto che non è sempre così. La sicurezza, peraltro già trattata nella sezione 2.2.2, riveste un ruolo sempre più strategico e delicato: utilizzare software aperto consente di applicare patch in tempi spesso molto ridotti oltre ad avere un completo controllo di ciò che fa il codice. Tutti questi fattori si traducono in evidenti vantaggi per le aziende che intendono adottare o implementare soluzioni basate su piattaforme aperte, mentre per le aziende che vogliono sviluppare soluzioni aperte si aprono opportunità di crescita e sviluppo interessanti in un mercato tutto ancora da scoprire (alta competenza e professionalità, indipendenza da marchi e certificazioni). Entrare nel mondo Open Source potrebbe essere un idea di business per tutti, ma soprattutto per chi inizia, il risparmio sugli investimenti iniziali è, come analizzato nella sezione relativa al TCO, quasi sempre minore. La stabilità è eccezionale, la compatibilità anche; per non parlare dell eliminazione praticamente totale del problema dei virus. Siamo giunti finalmente alla conclusione dell analisi, e non ci restano quindi che due possibilità, affidarci come fa la massa a soluzioni proprietarie, senza chiederci neanche se sia la miglior scelta e la più conveniente, oppure entrare nel mondo dell Open Source, una realtà ricca di potenzialità, alcune come visto già ampiamente affermate, e provare a fare qualcosa per migliorare la qualità dei servizi in circolazione. Ora diciamo che si voglia adottare una soluzione OSS/FS, ci sono due ulteriori scenari possibili: l azienda da avviare e l azienda già avviata. Per quanto riguarda il primo caso, non c è niente da dire, poiché le procedure sono le stesse del software proprietario (non i costi!). Nel secondo caso ci troviamo di fronte l ipotesi di migrazione totale all Open Source oppure un integrazione all interno della rete già esistente; a primo acchito la scelta migliore e meno drastica è quella dell integrazione, per poi abbandonare eventualmente se possibile il software proprietario in modo totale. Quest ultima possibilità verrà affrontata nel prossimo capitolo. 11

12 3 INTEGRARE OPEN SOURCE E SOFTWARE COMMERCIALE 3.1 SCENARIO INTRODUTTIVO Molte organizzazioni vorrebbero iniziare probabilmente ad integrare Linux nella loro organizzazione ma non sanno probabilmente da dove iniziare. Innanzitutto gli utenti si trovano mediamente bene con i tools della casa di Redmond, tuttavia l azienda è interessata nel ridurre i propri costi e vorrebbe trovare il modo di operare senza scombussolare troppo l ambiente lavorativo, fattore che si rivelerebbe controproducente. Sicuramente il modo migliore per iniziare questa integrazione è partire con i server, molte funzioni di questi possono essere rimpiazzate senza che l azienda neanche se ne accorga, è possibile infatti configurare un server Linux in modo che questo appaia nella rete come un windows-based server. Si proverà di seguito ad affrontare i punti critici di una possibile integrazione partendo dall architettura di rete, per poi scendere infine al livello utente. 3.2 INTERFACCIA DI RETE Il Server Message Block (SMB) è il più comune protocollo di file-sharing compatibile con qualsiasi copia di Microsoft Windows, SMB si trova anche in alcuni PDA con installato Microsoft CE. Tralasciando il discorso sulle origini di SMB, che sono comunque più vecchie di quello che ci si possa aspettare (risalgono al DOS), diciamo che è stato adottato da molti venditori e integrato anche su altri protocolli: prima di Windows 2000, SMB era presente nell architettura NetBIOS; con la versione di WIN2000 è stato introdotto il trasporto di pacchetti SMB tramite TCP/IP. SMB è stato infine trasformato nel Common Internet File System (CIFS). Questo ora utilizza il Dynamic DNS e il Kerberos per l autenticazione, Microsoft d altro canto usa Active Directory che somiglia ma è differente da LDAP. Un altro standard infine, che vale la pena di menzionare è NFS (Network File System), sviluppato dalla Sun, venne reso disponibile anche sotto Windows ma rimase un prodotto esclusivamente commerciale. Il pacchetto Samba permette l interazione di tutti gli standard menzionati, non è altro che l implementazione Open Source di CIFS. Può essere scaricato facilmente da la documentazione necessaria all installazione è completa, anche se si trovano i più svariati articoli sulla rete a riguardo. In un articolo di PC Magazine viene mostrato che le ultime versioni di Samba sorpassano in quanto a performance Windows 2000, di circa il 100% stando ai benchmark; in termini di scalabilità, i risultati dimostrano come Linux e Samba possano tenere testa a quattro volte il numero di client per cui il prodotto di Microsoft cominci a dare segni di cedimento. Conseguenza immediata di tutto ciò è un risparmio sull aggiornamento di hardware e software. Un altro tool di importante rilevanza è SWAT, basato su pagine Web permette di configurare SWAT da qualsiasi browser, per agire basterà puntare il browser sulla giusta porta dell host ospitante Samba: una finestra di login chiederà user e password, che una volta fornite permetteranno di accedere alla home page di SWAT dove si troveranno le principali opzioni di modifica. Una volta che il server Samba è stato configurato correttamente, i client Windows vedranno il server tra le loro risorse di rete. Ci sono almeno un paio di applicazioni che permettono la visualizzazione di risorse di rete su Linux, in modo simile a come succede con Windows: Komba (una cui immagine è riportata sopra) è la più famosa, ma c è anche Linneighborhood, entrambe si reperiscono facilmente in rete. 12

13 3.3 VPN E FIREWALL Poiché molte delle distribuzioni permettono di installare configurazioni server, esistono dei tool che permettono l amministrazione remota. Uno di questi è Webmin, facile da installare in ogni computer GNU/Linux sia desktop che server; questo permetterà come già accennato, un accesso remoto all amministratore di sistema, solo utilizzando un interfaccia Web. Il programma in questione può essere molto utile se si pensa ad un azienda che installa una VPN, e l amministratore può amministrare il sistema da qualsiasi luogo fisico. Un altra soluzione è offerta da una compagnia che si chiama Smoothwall che mette a disposizione in modo gratuito il proprio software, oltre a vendere versioni commerciali dello stesso. Smoothwall è molto facile da installare e permette di amministrare firewall, server, router, vpn e Web server. La versione GPL di Smoothwall si chiama IPCOP in cui parte del codice è preso da Smoothwall; è un software gratuito e lavora molto bene, anche se è meno indicato per società con VPN molto numerose. Molte compagnie usano IPCOP per connettersi a reti telefoniche normali o ADSL: permette di settare un invisibile proxy server, che consente di bloccare l accesso a specifici siti Web. Tutto l apparato amministrativo può essere svolto tramite un Web browser. 3.4 WEB SERVER E DATABASE Ogni distribuzione Linux provvede a fornire Apache, accennato nella sezione 2.1.2, che è il più usato Web server in rete, senza dimenticare che è facile da usare e ben documentato. Combinare Apache con il PHP e un database free come MySQL permette di sviluppare potenti applicazioni Web; bisogna ricordare che il DBMS MySQL può essere utilizzato anche dal pacchetto Office di Microsoft. Alcune compagnie usano un sistema di contabilità che sfrutta PHP e MySQL. Le vendite sono registrate solo utilizzando un browser. Integrando queste tre soluzioni con Samba, permette di risparmiare quanto abbiamo già stimato. Ci sono un sacco di tool che permettono di convertire database in Access in formato MySQL, sul sito stesso di MySQL se ne possono reperire una moltitudine ( anche se la maggior parte di questi sono commerciali, la cifra che si spende di gran lunga minore di quella che si risparmia potendo utilizzare un DataBase come MySQL ). E possibile anche utilizzare OpenOffice come front-end per la propria base di dati, così come si farebbe con Access. Un buon documento è reperibile a questo indirizzo: Se l unico interesse di un azienda è poter mandare e ricevere , allora è facile sostituire Exchange. Ximian ha infatti rilasciato un Clone di Outlook chiamato Evolution, che è disponibile in molte distribuzioni Linux. E rilasciato anche un plug-in che permette agli utenti di Evolution di interfacciarsi con Exchange Server. Evolution provvede comunque un potente tool sia per le che per l agenda; se tuttavia la funzione di calendaring non è necessaria, una buona scelta potrebbe essere Sendmail, applicazione molto popolare, presente in tutte le distribuzioni. Un altro pacchetto popolarissimo è Qmail: facile da configurare e in linea di massima considerato più sicuro di Sendmail. Ipotesi successiva è la possibilità che la propria azienda voglia permettere agli utenti di accedere alle via Web, come si può fare con Hotmail per esempio; ci sono allora diverse soluzioni. IMP è la più popolare: richiede un browser che supporti JavaScript, tabelle e cookies. Ricapitolando il discorso , è assolutamente necessario capire quali sono i requisiti che l organizzazione richiede. Se sono semplicemente le a interessare, le soluzioni da integrare all interno dell organizzazione possono essere introdotte senza il minimo impatto. 13

14 3.6 APPLICAZIONI DA UFFICIO Sicuramente è la nota più dolente per quanto riguarda l integrazione, la suite di Microsoft è infatti la palla al piede di coloro che intendono utilizzare Linux. Molte incompatibilità sono ancora presenti infatti, tra il formato dei file di MS Office e quelli di OpenOffice, la suite più diffusa nel mondo Open Source. Nata inizialmente dal progetto StarOffice promosso dalla Sun Microsystems, è composta dagli stessi moduli presenti nel prodotto di Microsoft. Al momento la compatibilità tra i file dei vari formati non è al 100% ma intorno all 85% e si prevede che a breve termine, si possa arrivare ad una compatibilità praticamente totale tra le due suite. Certamente per un azienda che non scambia molto i file con l esterno, l impatto derivato dall adozione di OpenOffice è veramente minimo; dal momento infatti che le funzioni sono identiche a MS Office, non sarà molto difficile per gli utenti adattarsi al nuovo ambiente. Per una organizzazione che abbia necessità di scambiare file con l esterno molto spesso, ma che non voglia rinunciare alla possibilità di sfruttare un ambiente aperto come potrebbe essere Linux, è da segnalare CrossOver prodotto dalla CodeWeawer, un prodotto che permette di utilizzare applicazioni Windows in ambiente Linux. Anche se la licenza è commerciale e costa circa 60$, il costo è ben più contenuto rispetto alle licenze Microsoft, inoltre funziona anche con altri programmi della cui presenza sul sistema non se ne potrebbe fare a meno. Abbiamo cercato di analizzare le possibili applicazioni, che possono essere presenti in un azienda, tra le tante l ultima di cui discuteremo è sicuramente il bowser Web, nel mondo Open Source il più diffuso, oltre che tra i migliori è Mozilla. Basato sullo stesso motore di Netscape è ormai diversi anni che si trova in circolazione ed ha maturato una stabilità e compatibilità tale per cui ci si può fare affidamento ad occhi chiusi, tanto è vero che alcuni utenti lo preferiscono sotto Windows allo stesso Internet Explore non privo di bachi e falle dal punto di vista della sicurezza. 3.7 CONCLUSIONI Usare Linux o più in generale software libero in azienda è possibile stando a quanto visto fin ora, alcune modifiche sono addirittura invisibili alla gran parte degli utenti, il contenimento dei costi d altra parte non è poi tanto irrilevante e potrebbe essere un buon motivo per fare cambiare idea a molti di coloro che non si interessano dell alternativa allo standard (non con riferimento a standard informatico, quanto riferimento a più usato). Dal punto di vista puramente tecnico, la documentazione presente in rete, tenendo conto di tutte le varie mailing list presenti, è più che necessaria; non si dovrebbero presentare particolari ostacoli, si può tranquillamente trovare comunque della consulenza sul mercato, senza spendere troppo. Sicuramente è molto più facile per chi deve iniziare un attività di informatizzazione piuttosto di chi ne ha già una ben funzionante e collaudata. Mentre per chi comincia è infatti identico partire con una tecnologia (meno costosa) piuttosto che un altra (meno economica e qualitativamente peggiore), per chi già possiede una rete con solo computer Windows il passaggio potrebbe essere un po più ostico. È importante in tal caso pianificare per bene, sia cosa si vuole integrare, sia in che modo eventualmente migrare ad una piattaforma completamente aperta. Un fatto di cui vale la pena sicuramente di tenere conto riguarda la crescita del mercato di Linux: questo secondo differenti studi sta diventando un sistema operativo sempre più comune all interno di compagnie agenzie di ogni genere dislocate in tutto il mondo. Il suo utilizzo principale è quello di rimpiazzare sistemi Unix e Microsoft proprietari; ecco spiegato il perché Linux sia al momento il sistema operativo più in crescita sul mercato. Grandi aziende come HP e IBM preferiscono di gran lunga Linux piuttosto di Unix ( AIX per esempio ), e offrono servizi di consulenza così come facevano per i sistemi tradizionali. Molto spesso queste tendono a stringere una sorta di partnership con aziende leader quali Red Hat e Mandrake e si preoccupano che i test della loro componentistica hardware funzioni correttamente in questi ambienti. Ciò sta a dimostrare come sia HP che IBM dimostrino grande interesse nello sviluppo dell Open Source, oltre ad anche grandi produttori: Oracle tanto per citarne una, si preoccupa che le versioni del suo software siano disponibili per Linux così come per altri sistemi operativi. La scelta è dovuta al fatto che in alcune aree Linux domina totalmente il mercato server: Web server e cluster di server con grandi capacità di calcolo. 14

15 L unico motivo valido per cui non scegliere software Open Source, è che non ci sono tutti quei venditori che offrono una miriade di servizi oltre che software e supporto operativo. Anche se il numero di produttori sta rapidamente crescendo, la controparte Open è ancora limitata nel campo se si guarda dall altra parte, comunque come detto prima, il fatto che IBM, Sun, HP, Dell e altri colossi abbiano offerto il loro pieno supporto ha creato una grande impressione sul mercato, oltre ad aver alimentato una maggiore fiducia nei confronti del software libero. Si spendono due parole ora su quello che riguarda il modello del business, viene spontaneo chiedersi cosa ci sia da guadagnare in un mondo dove ( ipoteticamente ) tutto il software è gratis. È possibile avere alti profitti pur avendo a che fare con l Open Source al contrario di quanto si pensi: i modelli di business possibili riguardano sia l area della distribuzione del software (la vendita di pacchetti basati su OSS/FS); lo sviluppo e vendita di prodotti sviluppati inhouse; vendita del valore aggiunto ( il software libero può essere usato per supportare i propri prodotti, sia software che hardware ); i servizi, quali supporto, formazione, consulenza; gli strumenti, per esempio fornendo documentazione e manualistica precisa. Grazie a questi modelli nell anno 2002 sia HP che IBM hanno fatturato milioni su milioni di dollari per soluzioni Linux-based. Eccoci arrivati alla fine della trattazione, come si è visto il vantaggio c è sia dalla parte dell offerta che da parte della domanda, sta alla singola organizzazione valutarne la convenienza o meno in merito all adozione dell Open Source. 15

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