INTERVENTI DI CONSOLIDAMENTO IN PARETI ROCCIOSE

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "INTERVENTI DI CONSOLIDAMENTO IN PARETI ROCCIOSE"

Transcript

1 1. ANALISI DELLA STABILITA DEL VERSANTE: - Inquadramento geomorfologico e stratigrafico; - rilievo geostrutturale; - caratteristiche geotecniche (classifica beniaski) e analisi di stabilità. 2. SCELTA DEL SISTEMA DI CONSOLIDAMENTO E SUA VERIFICA I sistemi attivi (tiranti attivi, reti in acciaio elastiche) sono dimensionabili e pretensionabili e, in base alle caratteristiche dei materiali che li compongono, possono acquisire un energia tale che, ridistribuita sul terreno/roccia, impedisca ogni forma di alterazione (erosione), movimento (frana) e distacco (crollo).evitano che un dissesto accada. I sistemi passivi, sia rigidi (valli, gabbionate, reti a maglia esagonale, reti rinforzate con funi, muri, pannelli di rete in fune d acciaio, terre rinforzate, barriere tradizionali, opere di ingegneria naturalistica) che elastici (barriere elastiche e deformabili, briglie in acciaio) servono a dissipare le energie scaturite a seguito dei dissesti ed a contenere i materiali di risulta.intervengono a dissesto avvenuto per mitigarne i danni.

2 INTERVENTI PASSIVI: Sono considerati quegli interventi che non incidono sulla genesi del distacco dei massi, ma che si limitano a controllarne la caduta, evitando così il rischio per le infrastrutture viarie e per gli utenti. Reti in aderenza Barriere paramassi Rilevati paramassi INTERVENTI ATTIVI: Vengono attuati interventi mirati ad impedire il movimento delle masse rocciose in zona di distacco mediante opere di consolidamento sulla superficie e nel sottosuolo o con l impiego di sovrastrutture di contenimento.agiscono quindi in modo diretto sulle cause che hanno determinato il fenomeno bloccandolo all origine. Reti armate, cioè rivestimenti costituiti da ancoraggi abbinati a reti metalliche di vario tipo (in funi e fili di acciaio). Rilevati paramassi

3 RAFFORZAMENTI CORTICALI: interventi che hanno la funzione di consolidare la parte corticale dell'ammasso roccioso e di contenere eventuali distacchi (tendenzialmente fino a 1-1,5 m3). Interventi che possono essere considerati a metà strada fra gli interventi passivi e quelli attivi. Per chiarezza occorre fare subito una netta distinzione tra un rivestimento corticale e la stabilità globale del fronte roccioso o della pendice: quest'ultimo aspetto, se la stabilità è il problema da risolvere, va affrontato con interventi profondi (soil nailing) ai quali si può sicuramente abbinare un "rivestimento", anch'esso peraltro costituito da un insieme di ancoraggi e reti/funi combinate tra di loro.

4 Tipo intervento Scopo Applicazioni tipiche A T T I V E Trincee - valli al piede della parete Barriere paramassi ad elevata dissipazione di energia Strutture paramassi di rete realizzata in sito reti in aderenza Intercettare massi di piccole e grandi dimensioni Intercettare massi di varie dimensioni Intercettare ed arrestare i massi in caduta Controllare la caduta dei massi consentendone l'accumulo al piede della parete Protezione di strade situate al piede di scarpate di scavo Protezione di strade e insediamenti al piede di pendii naturali Chiusura di colatoi Protezione di scarpate stradali e insediamenti anche in abbinamento, con trincee - vallo P A S S I V E Rafforzamenti corticali Soil nail Consolidamenti profondi con chiodi e tiranti Consolidare la parte corticale dell'ammasso e contenere in parete eventuali distacchi Stabilizzazione globale della pendice Stabilizzazione di corpi rocciosi di grande proporzione, singoli o in gruppo, caratterizzati da cinematismo noto Protezione di scarpate stradali e insediamenti Sistemazione di fronti di scavo Pendici rocciose naturali, fronti di scavo

5 1. ANALISI DELLA STABILITA DEL VERSANTE: - Inquadramento geomorfologico e stratigrafico; - rilievo geostrutturale; - caratteristiche geotecniche (classifica beniaski) e analisi di stabilità. 2. SCELTA DEL SISTEMA DI CONSOLIDAMENTO E SUA VERIFICA

6 Scopo del RILIEVO GEOSTRUTTURALE è quello di descrivere in modo analitico e quantitativo le discontinuità, cioè i piani di debolezza, all interno dell ammasso roccioso. Giacitura: l orientazione delle discontinuità è stata espressa in termini di inclinazione (angolo in gradi tra la direzione di massima pendenza del piano e l orizzontale) e di immersione (angolo in gradi misurato in senso orario compreso tra la direzione del nord magnetico e la proiezione sul piano orizzontale della linea di massima pendenza); Tipologia della discontinuità (giunti deposizionali, discontinuità di origine indefinita); Litologia: Spaziatura: la distanza media fra discontinuità isoorientate misurata nel senso ortogonale ai piani; Persistenza (K): rapporto tra le aree discontinue e l area totale lungo un piano di discontinuità; Resistenza a compressione delle pareti delle discontinuità: tale parametro è stato rilevato mediante Martello di Schmidt. Apertura: distanza misurata perpendicolarmente tra le pareti adiacenti di una discontinuità espressa in millimetri; Riempimento: (detrito di riempimento, vegetazione.); Presenza d acqua sul versante e sua provenienza.

7 CLASSIFICAZIONE DI BENIAWSKI (1973): Consente, in funzione del problema in esame (realizzazione di gallerie, di scavi, stabilizzazione di frane o realizzazione di fondazioni), di definire le proprietà meccaniche equivalenti di un ammasso roccioso fratturato. Tali proprietà vengono ricavate assegnando un peso relativo ai seguenti parametri: 1. resistenza a compressione uniassiale della roccia integra; 2. RQD (rock quality designation); 3. spaziatura e orientamento delle discontinuità esistenti nell ammasso; 4. condizione attuale (riempimento, rugosità, apertura...) delle discontinuità; 5. condizioni della falda.

8

9 CLASSIFICA DI BENIAWSKI

10 CLASSIFICA DI BENIAWSKI rating < 20 Class No. I II III IV V description Very good rock Good rock Fair rock Poor rock Very poor rock Cohesion (kpa) > < 100 Friction angle ( ) > < 15

11 1. ANALISI DELLA STABILITA DEL VERSANTE: - Inquadramento geomorfologico e stratigrafico; - rilievo geostrutturale; - caratteristiche geotecniche (classifica beniaski) e analisi di stabilità. 2. SCELTA DEL SISTEMA DI CONSOLIDAMENTO E SUA VERIFICA

12 1. DISGAGGIO E DEMOLIZIONI : Pulizia delle pareti rocciosa da porzioni di roccia instabili, demolizione di grossi massi tramite esplosivo o cemento espansivo. 2. RIVESTIMENTI CON RETI METALLICHE: Reti metalliche rinforzate od armate con chiodature e maglia di funi metalliche stesa fra gli ancoraggi; il tutto per il consolidamento sistematico delle pareti rocciose. 3. RIVESTIMENTI CON PANNELLI IN FUNI DI ACCIAIO: Rivestimento di elevata resistenza ottenuto dalla cucitura di più pannelli in fune d'acciaio opportunamente vincolati al versante con ancoraggi in barra d'acciaio o ancoraggi in fune d'acciaio. 4. CHIODATURE: Esecuzione di consolidamenti puntuali tramite chiodature passive in barra d'acciaio ed acciai speciali ad alta resistenza, tiranti attivi in trafolo o barra, tiranti in fibra. 5. BARRIERE PARAMASSI 6. INIEZIONI DI MISCELE CONSOLIDANTI

13 RIVESTIMENTI CON RETI METALLICHE

14 RIVESTIMENTI CON RETI METALLICHE 1) Fune di sostegno in sommità; 2) Reticolo di rinforzo a maglia romboidale 3) Teli di rete a doppia torsione 4) Fune di contenimento al piede

15 RIVESTIMENTI CON RETI METALLICHE

16 1. ancoraggio DYWIDAG in acciaio 2. ancoraggio in fune zincata con anima metallica 1 capo libero con redancia stampata 3. ancoraggio in fune zincata con anima metallica a 2 capi liberi con redancia stampata 4. ancoraggio in fune zincata spiroidale a 2 capi liberi con redancia fusa 5. ancoraggio in fune zincata con anima metallica a 2 capi liberi con redancia fusa 6. chiodo per ancoraggio in FE44K piegato e saldato 7. chiodo per ancoraggio in FE44K filettato 8. chiodo per ancoraggio in FE44K piegato 9. ancoraggio DYWIDAG a barre a filettatura continua in acciaio 10. ancoraggio DYWIDAG a barre a filettatura continua in acciaio

17 Reti semplici in aderenza (sistema passivo) Controllare la caduta dei massi consentendone l'accumulo al piede della parete Proteggere strade (o centri abitati) situate direttamente adiacenti al piede di scarpate di scavo o pendii naturali Contenere il distacco di piccoli elementi rocciosi in pendii soggetti ad alterazione e degrado della roccia per azione delle piante, dilatazione termica, vento, gelodisgelo, spinte idrostatiche, ecc. La rete in acciaio a doppia torsione è la soluzione ideale sia per la flessibilità in ogni direzione, sia per la capacità di evitare smagliature della rete in caso della rottura accidentale di qualche filo.

18 Rafforzamenti Corticali (sistema attivo) Evitare la genesi del distacco migliorando la stabilità superficiale della parete Consolidare e stabilizzare la parte corticale dell'ammasso roccioso Proteggere strade (o centri abitati, ecc.) situate direttamente adiacenti al piede di scarpate di scavo o pendii naturali Contenere il distacco di grandi elementi rocciosi in pendii soggetti ad alterazione e degrado della roccia per azione delle piante, dilatazione termica, vento, gelodisgelo, spinte idrostatiche, ecc. Maccaferri ha sviluppato Steelgrid, un nuovo tipo di rete a doppia torsione che prevede la tessitura di funi in acciaio all'interno della rete al momento della produzione, sviluppando un nuovo prodotto in grado di collocarsi a metà strada tra le reti rinforzate con funi e i rivestimenti corticali armati con pannelli in fune. Steelgrid MO (mono oriented) presenta le funi in acciaio inserite longitudinalmente al rotolo come filo di bordatura ed al centro del rotolo stesso.

19 Barre di ancoraggio Si tratta di elementi strutturali connessi al terreno o alla roccia che in esercizio sono sollecitati a trazione ma sono in grado di assorbire anche eventuali sollecitazioni taglianti. Si tratta quindi di tiranti particolari, i cui elementi caratteristici sono: -armatura costituita da una singola barra -lunghezza in genere limitata -impiego prevalente in roccia -solidarizzazione, di norma, per semplice cementazione. E possibile operare distinzioni in base alle modalità di applicazione degli sforzi di trazione (attivi e passivi) ed in base alla durata di esercizio (provvisori e permanenti).

20 Ancoraggi in parete Sono costituiti da barre di acciaio ancorate al terreno che entrano in carico a seguito dei movimenti dell ammasso. Generalmente la miscela impiegata per la solidarizzazione con il foro è una miscela cementizia (con un rapporto acqua /cemento di 0.35). La miscela viene iniettata mediante un tubo che viene immesso nel foro prima di inserire la barra.

21 Threadbar Anchor Type CCB <> domed anchor nut anchor plate sheathing threadbar grout spacer cast compression bodies anchor foot type of bar nominal diameter steel grade yield load ultimate load [mm] [N/mm 2 ] [kn] [kn] THREADBAR with right-hand thread /1050WR /1050WR /1050WR /1050WR /1050WR

22 Per ridurre il rischio associato al distacco di elementi lapidei da versanti rocciosi sono utilizzate due tipologie di intervento: Gli interventi attivi, che provvedono ad impedire il distacco degli elementi lapidei dal versante; e passivi, per intercettare, deviare o arrestare i massi in movimento. Le barriere paramassi a rete si collocano tra gli interventi di difesa passivi. Le barriere paramassi a rete possono ulteriormente poi suddividersi a loro volta in due categorie in base al loro comportamento durante l'impatto con gli elementi lapidei: - le barriere a ridotta deformabilità (anche dette "rigide") progettate e costruite per arrestare i blocchi con deformazioni ridotte (comportamento in campo prevalentemente elastico); - le barriere a grande deformabilità (generalmente definite "deformabili"), concepite e realizzate per assorbire l'energia cinetica posseduta dai massi in caduta in regime di grandi deformazioni.

23 Una barriera paramassi a rete è formata da uno o più elementi modulari affiancati. Ciascun modulo funzionale può considerarsi costituito da una struttura di intercettazione, da una struttura di supporto, da una struttura di collegamento e da una struttura di fondazione. - la struttura di intercettazione, costituita da reti di funi d'acciaio (con maglie di forma quadrata, romboidale o circolare), ha la funzione di sostenere direttamente l'impatto del masso; trasmettendo le sollecitazioni alle strutture di collegamento, di supporto e di fondazione. - la struttura di supporto, costituita da montanti in acciaio tubolari o in profilo aperto o chiuso, mantiene dispiegata la struttura di intercettazione; può essere a quest'ultima collegata direttamente ovvero tramite la struttura di collegamento.

24 - la struttura di collegamento, costituita da funi d'acciaio, è disposta sulla superficie di intercettazione e fuori dal piano di questa per riportare le sollecitazioni in fondazione. - le fondazioni, possono essere presenti, a seconda dei casi, piastre di base per i montanti, micropali di sottofondazione delle stesse (in caso di terreno sciolto), plinti in calcestruzzo, tirafondi, tiranti. Le funi sono sempre, com'è ovvio, collegate al terreno tramite ancoraggi.

25 Una corretta progettazione deve considerare che gli impatti ai quali è assoggettata l'opera di difesa nella realtà possono essere assai differenti da quello sperimentale.

26 BARRIERE PARAMASSI Le case costruttrici delle reti metalliche forniscono le energie cinetiche di assorbimento: - Classe 1 : Ec < 10kJ verticali - Classe 2 : 10 < Ec <15 kj - Classe 3 : 15 < Ec<50kJ - Classe 4 : 50 < Ec < 150 kj a sacco - Classe 5 : 150 < Ec <200 kj METODO PER LA VERIFICA STRUTTURALE DELLE BARRIERE (Peila, 1996) Il metodo presuppone l adozione di un urto di progetto sulla base del quale viene espressa la forza massima agente (F max ) e la deformata corrispondente ed effettua quindi una analisi statica per la quantificazione delle forze sui vari elementi strutturali.

27 METODO PER LA VERIFICA STRUTTURALE DELLE BARRIERE (Peila, 1996) - la direzione dell impatto è ortogonale alla barriera; - l azione della gravità, durante l impatto, non è considerata; - il masso non ha moto rotatorio; - la deformata di calcolo (d) è quella misurata nelle prove in sito; - la forza di calcolo è pari a 2,5 la forza media teorica; F max = (1/2) m v i2 /d - la barriera è composta da tre campate. F max =2.5 Fmedia L analisi statica permette di determinare le forze agenti sulle funi, sui montanti e in fondazione.

28 RILEVATI PARAMASSI IN TERRA RINFORZATA Vengono messi in opera a protezione di strutture ed infrastrutture di notevole estensione. Lo sviluppo longitudinale può superare il centinaio di metri con altezze di 6-8 m e larghezze di m alla base. Il vantaggio di questo tipo di opera è la più facile manutenzione ed il minor impatto ambientale. La capacità di assorbimento di energia cinetica è maggiore di 3000 kj.

29 INIEZIONI DI MISCELE CONSOLIDANTI Le miscele adottate in rocce fratturate sono generalmente costituite da miscele cementizie (sospensioni). Le sospensioni si comportano come un mezzo alla Binghamian. La penetrabilità di una miscela d iniezione è influenzata dalle sue proprietà reologiche (η= viscosità plastica, C= coesione o rigidità iniziale).

30 INIEZIONI DI MISCELE CONSOLIDANTI Il processo di penetrazione di una miscela sotto pressione all interno di una frattura dipende da molti fattori. (geometria delle aperture, estensione e loro interconnessione). (Lombardi, 1985) Nel modello teorico semplificato, la distanza raggiunta dalla miscela (R): R = (p t) /C L eccessiva pressione può provocare l apertura di altri giunti preesistenti (hydro-jacking) o la formazione di nuove fratture (hydro-fracturing).

31 INIEZIONI DI MISCELE CONSOLIDANTI E noto che limitare la pressione o rallentare il fenomeno di indurimento della miscela non sono sufficienti ad evitare fenomeni di hydro-jacking o hydro-fracturing. (Lombardi, 1993) Si definisce Grouting Intensity Number (GIN, Lombardi, 1993) il prodotto fra la pressione di iniezione P ed il volume V misurato ogni volta che si interrompe l iniezione e la portata si annulla. L intensità di iniezione è una stima dell energia immessa nell ammasso roccioso. Il GIN-value è un indicatore della distanza media raggiunta dalla miscela (è proporzionale alla distanza al cubo)

32 INIEZIONI DI MISCELE CONSOLIDANTI Metodo GIN Il progetto dell iniezione prevede la definizione di : -P max = massima pressione d iniezione; -V max = massimo volume da iniettare; - GIN= massima intensità. Zona con pericolo di idrofratturazione

33 INIEZIONI DI MISCELE CONSOLIDANTI Metodo GIN Si nota che ciascuna distanza R corrisponde ad un determinato valore GIN indipendentemente dall apertura del giunto. Esempio di iniezione in una singola discontinuità. e = apertura del giunto; R = distanza raggiunta dalla miscela.

34 INIEZIONI DI MISCELE CONSOLIDANTI Metodo GIN

35 INIEZIONI DI MISCELE CONSOLIDANTI Metodo GIN Caratteristiche del metodo: - si fa uso di una sola miscela; - si registrano i valori della pressione, della portata e del volume iniettato. Vengono tenute sotto controllo due curve: - una esprime l energia spesa per l iniezione (proporzionale al prodotto P V, chiamato GIN); - una esprime la portata specifica Q/P in funzione del tempo e del volume iniettato; - l iniezione termina quando la curva di iniezione (2) interseca il bordo del campo definito dal GIN, da P max e V max.

36 L ESEMPIO DEL COSTONE DI CAPRI

37 L ESEMPIO DEL COSTONE DI CAPRI

38 L ESEMPIO DEL COSTONE DI CAPRI

39 L ESEMPIO DEL COSTONE DI CAPRI

40 L ESEMPIO DEL COSTONE DI CAPRI Geogriglia ancorata Copertura materiali sciolti Costone calcareo Rete metallica a doppia torsione fissata con ancoraggi di acciaio.

41 L ESEMPIO DEL COSTONE DI CAPRI Sistemazione del ciglio superiore Si ipotizzano meccanismi di scivolamento superficiali che, per la loro conformazione morfologica ed il ridotto spessore, ben si prestano ad essere interpretati con il metodo del pendio indefinito. Dimensionamento degli ancoraggi D h P C α A C b i/2 B

42 L ESEMPIO DEL COSTONE DI CAPRI Sistemazione del ciglio superiore Dimensionamento degli ancoraggi D h A P C b i/2 C α B Si ipotizza ancoraggi disposti con una maglia quadrata (i i). FS = C b cosα + ( P cosα ) tanφ P( senα + k cosα ) h P: peso del blocco di terreno ABCD nell intorno del singolo ancoraggio (P=γ h i 2 ); h: profondità della superficie di scorrimento analizzata; α: inclinazione del pendio e della superficie di scorrimento; φ: angolo di attrito del terreno (φ=35 ); γ: peso dell unità di volume del terreno (γ=15 kn/m3); C b : resistenza al taglio della barra (Cb=99.5 kn per barre di acciaio FeB44k di diametro 24 mm); k h : coefficiente sismico orizzontale (in questo caso, kh=0.04, perché secondo la nuova classificazione sismica nazionale Capri è definita zona di Terza Categoria).

43 L ESEMPIO DEL COSTONE DI CAPRI Sistemazione del ciglio superiore Imponendo un valore prefissato del coefficiente di sicurezza (FS = 1.5), è possibile ricavare il valore dell interasse i tra i singoli tiranti che lo soddisfi secondo la formula: i = γ h C cosα [( senα + k cosα ) FS cosα tanφ] h b Per garantire la profondità minima di ancoraggio nella roccia di base di 1.5 m, si prevedono quindi chiodi a lunghezza variabile in funzione dello spessore della coltre e della pendenza del ciglio. i (m) FS=1.5 h=1.5 m h=2.0 m h=3.0 m α ( )

44 L ESEMPIO DEL COSTONE DI CAPRI Sistemazione della parete sub-verticale - Chiodature puntuali; - Sistemazione in aderenza sulla parete calcarea di una rete metallica a doppia torsione zincata plastificata a maglia esagonale fissata al terreno con ancoraggi di acciaio tipo FEB 44K (diametro D=24 mm e resistenza allo snervamento pari a F yk = 440 N/mm 2 ), posizionati secondo una maglia quadrata (con interasse i pari a i v =i h =3.0 m).

45 L ESEMPIO DEL COSTONE DI CAPRI Sistemazione della parete sub-verticale Dimensionamento Chiodature puntuali Viene effettuato in funzione delle dimensioni dei blocchi da sostenere. Bisogna verificare sia che tali masse non superino con il loro peso la resistenza al taglio del chiodo (verifica al taglio del materiale costituente il chiodo), sia che il tratto di chiodo ancorato (Lc) sia tale da impedire lo sfilamento del chiodo stesso (verifica allo sfilamento all interfaccia elemento di rinforzo-roccia)

46 L ESEMPIO DEL COSTONE DI CAPRI Sistemazione della parete sub-verticale Dimensionamento Chiodature puntuali Viene effettuato in funzione delle dimensioni dei blocchi da sostenere. Bisogna verificare sia che tali masse non superino con il loro peso la resistenza al taglio del chiodo (verifica al taglio del materiale costituente il chiodo), sia che il tratto di chiodo ancorato (Lc) sia tale da impedire lo sfilamento del chiodo stesso (verifica allo sfilamento all interfaccia elemento di rinforzo-roccia) L c α s L b

47 L ESEMPIO DEL COSTONE DI CAPRI Sistemazione della parete sub-verticale Verifica a taglio Il contributo resistente a taglio (Cb) fornito dal singolo chiodo lungo un giunto dipende dalle caratteristiche geometriche e meccaniche del chiodo. C b =0.5 N u ; N u =A c F yk L c α L b N u = lo sforzo assiale ultimo per rottura a trazione della barra di acciaio; A c = area della barra; F yk = resistenza allo snervamento s FS = C b / T m = C b / P b P b = peso del masso P b *=P b (1+k v ) in presenza di sisma

48 L ESEMPIO DEL COSTONE DI CAPRI Sistemazione della parete sub-verticale FS = Cb / Tm = Cb / Pb Verifica a taglio: - Si Ipotizza di utilizzare barre di acciaio tipo Dywidag ø 26.5 ad alta resistenza con resistenza allo snervamento pari a F yk = 835 N/mm 2; si ottiene un contributo a taglio Cb=230 kn. - Si ipotizza un blocco parallelepipedo di volume L b L b s (con s=1 m). FS = C P b b = L 2 b C b s γ Verifica a taglio di 1 chiodo 12 FS Pb (t) Un masso di circa 7 t di peso ha un volume inferiore a 3 m 3. FS n C b = n chiodi P b

49 L ESEMPIO DEL COSTONE DI CAPRI Sistemazione della parete sub-verticale Verifica a sfilamento FS S = S ξ c P senα b D L c α -S è la superficie laterale del tratto connesso (pari al prodotto del perimetro del foro (D=100 mm) per la lunghezza del tratto ancorato Lc); - c è la coesione del terreno (pari a 200 kpa); - ξ un coefficiente riduttivo (in questo caso assunto pari a 0.5). - Pb è il peso del blocco che tende a sfilare il tirante; (in particolare si ipotizza un distacco di un masso di 4.0 m 3, e quindi Pb=9t); - α è l inclinazione del tirante sull orizzontale (10<α<20 ). P b s L b FS S = P b S ξ c [ senα ( 1+ k ) + K cosα ] v h In presenza di sisma

50 L ESEMPIO DEL COSTONE DI CAPRI Sistemazione della parete sub-verticale Verifica a sfilamento FS S = S ξ c P senα b D L c α P b L b s

51 L ESEMPIO DEL COSTONE DI CAPRI Sistemazione della parete sub-verticale Sistemazione in aderenza sulla parete calcarea di una rete metallica a doppia torsione zincata plastificata a maglia esagonale fissata al terreno con ancoraggi di acciaio tipo FEB 44K (diametro D=24 mm e resistenza allo snervamento pari a F yk = 440 N/mm 2 ), posizionati secondo una maglia quadrata (con interasse i pari a i v =i h =3.0 m). Rete a maglia esagonale α L=3.0 L b s P P P b /(2senα) Ancoraggi di acciaio FEB 44k P b /(2 senα) Figura 1: Rete metallica: schema di calcolo per distacco di un blocco dalla parete.

52 L ESEMPIO DEL COSTONE DI CAPRI Sistemazione della parete sub-verticale Dimensionamento degli ancoraggi della rete (in barra FEB 44K, diametro D=24 mm e interasse i=3 m) C T b FS = = m C P b br Verifica a taglio i h FS S = S ξ c P senα br Verifica a sfilamento i v P br = ¼ del peso del blocco di progetto

53 L ESEMPIO DEL COSTONE DI CAPRI Sistemazione della parete sub-verticale Verifica della rete lo scopo delle reti di protezione ancorate (rafforzamenti corticali) è duplice: innanzitutto, esse tendono a migliorare la connessione tra la parte fessurata superficiale di un versante in roccia e quella più integra in profondità; in secondo luogo, esse devono impedire la caduta massi al pari delle reti di protezione semplici non ancorate L=3.0 L b s P Rete a maglia esagonale Ancoraggi di acciaio FEB 44k Figura 1: Rete metallica: schema di calcolo per distacco di un blocco dalla parete. α P P b /(2 senα) P b /(2senα) La verifica più critica della rete deve essere fatta immaginando che essa debba essere in grado di sostenere il blocco di progetto (di volume pari a 4 m 3 e peso Pb=92 kn).

54 L ESEMPIO DEL COSTONE DI CAPRI Sistemazione della parete sub-verticale Si immagina in modo cautelativo che collaborino al sostegno solo i fili appartenenti ai lati superiore ed inferiore della rete circostante il masso (Nf =2 L/i). Evidentemente, per il modo in cui sono disposti i fili in queste reti, la sollecitazione in essi agente è massima proprio lungo il perimetro della massa considerata (quindi per L=L b ), pertanto, la verifica critica è quella relativa ad L=L b. Il coefficiente di sicurezza alla rottura del filo verticale della rete sarà pari al rapporto tra la massima tensione di trazione che tale filo può sopportare (σ max ) e lo stato tensionale σ in esso agente a causa del distacco del blocco. Rete a maglia esagonale FS = σ max σ L=3.0 L b s P α P P b /(2senα) Ancoraggi di acciaio FEB 44k P b /(2 senα) Figura 1: Rete metallica: schema di calcolo per distacco di un blocco dalla parete.

55 L ESEMPIO DEL COSTONE DI CAPRI Sistemazione della parete sub-verticale σ FS = max σ Pb N σ = = 2 senα A N A N i f i f L=3.0 L b s P Rete a maglia esagonale α P P b /(2senα) A i : sezione dei fili della maglia esagonale (diametro 2.7 mm); Ancoraggi di acciaio FEB 44k P b /(2 senα) P b : peso del blocco di dimensioni L b L b s (con s= spessore pari a 1 m); N f : numero di fili presenti lungo la direzione verticale (N f =2 L b /i); α: generica inclinazione del filo rispetto all orizzontale. FS alfa 40 alfa 60 σ max = resistenza a trazione della barra = 450 N/mm 2 ) L b (m)

Sussidi didattici per il corso di PROGETTAZIONE, COSTRUZIONI E IMPIANTI. Prof. Ing. Francesco Zanghì FONDAZIONI - II

Sussidi didattici per il corso di PROGETTAZIONE, COSTRUZIONI E IMPIANTI. Prof. Ing. Francesco Zanghì FONDAZIONI - II Sussidi didattici per il corso di PROGETTAZIONE, COSTRUZIONI E IMPIANTI Prof. Ing. Francesco Zanghì FONDAZIONI - II AGGIORNAMENTO 12/12/2014 Fondazioni dirette e indirette Le strutture di fondazione trasmettono

Dettagli

GEOTECNICA. ing. Nunziante Squeglia 13. OPERE DI SOSTEGNO. Corso di Geotecnica Corso di Laurea in Ingegneria Edile - Architettura

GEOTECNICA. ing. Nunziante Squeglia 13. OPERE DI SOSTEGNO. Corso di Geotecnica Corso di Laurea in Ingegneria Edile - Architettura GEOTECNICA 13. OPERE DI SOSTEGNO DEFINIZIONI Opere di sostegno rigide: muri a gravità, a mensola, a contrafforti.. Opere di sostegno flessibili: palancole metalliche, diaframmi in cls (eventualmente con

Dettagli

Modelli di dimensionamento

Modelli di dimensionamento Introduzione alla Norma SIA 266 Modelli di dimensionamento Franco Prada Studio d ing. Giani e Prada Lugano Testo di: Joseph Schwartz HTA Luzern Documentazione a pagina 19 Norma SIA 266 - Costruzioni di

Dettagli

Barriere flessibili contro le frane superficiali di versante: la soluzione vantaggiosa contro i pericoli naturali.

Barriere flessibili contro le frane superficiali di versante: la soluzione vantaggiosa contro i pericoli naturali. Barriere flessibili contro le frane superficiali di versante: la soluzione vantaggiosa contro i pericoli naturali. Barriere flessibili di protezione contro le frane superficiali in pendii instabili: -

Dettagli

Verifica sismica di dighe a gravità in calcestruzzo

Verifica sismica di dighe a gravità in calcestruzzo Verifica sismica di dighe a gravità in calcestruzzo Keywords: dighe a gravità in calcestruzzo, verifica sismica, metodi semplificati, programmi di calcolo. Autore: L. Furgoni, Relatore: Prof. C. Nuti,

Dettagli

Nel cemento armato si valorizzano le qualità dei due materiali: calcestruzzo e acciaio, che presentano le seguenti caratteristiche

Nel cemento armato si valorizzano le qualità dei due materiali: calcestruzzo e acciaio, che presentano le seguenti caratteristiche CEMENTO ARMATO METODO AGLI STATI LIMITE Il calcestruzzo cementizio, o cemento armato come normalmente viene definito in modo improprio, è un materiale artificiale eterogeneo costituito da conglomerato

Dettagli

Norme Tecniche per il Progetto Sismico di Opere di Fondazione e di Sostegno dei Terreni

Norme Tecniche per il Progetto Sismico di Opere di Fondazione e di Sostegno dei Terreni 1/58 ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI BERGAMO Corso di aggiornamento professionale Dott. Ing. Giulio Pandini IX Corso Università degli Studi di Bergamo - Facoltà di Ingegneria Dalmine 21 novembre

Dettagli

10 CALCOLO AGLI STATI LIMITE DELLE STRUTTURE IN C.A.

10 CALCOLO AGLI STATI LIMITE DELLE STRUTTURE IN C.A. 10 CALCOLO AGLI STATI LIMITE DELLE STRUTTURE IN C.A. Il capitolo fa riferimento alla versione definitiva dell'eurocodice 2, parte 1.1, UNI EN 1992-1-1, recepito e reso applicabile in Italia dal DM del

Dettagli

Risposta sismica dei terreni e spettro di risposta normativo

Risposta sismica dei terreni e spettro di risposta normativo Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Aerospaziale e Geotecnica Risposta sismica dei terreni e spettro di risposta normativo Prof. Ing. L.Cavaleri L amplificazione locale: gli aspetti matematici u=spostamentoin

Dettagli

4 CAPITOLO 4. STRUTTURA ESISTENTE A TELAIO IN CA

4 CAPITOLO 4. STRUTTURA ESISTENTE A TELAIO IN CA 123 4 CAPITOLO 4. STRUTTURA ESISTENTE A TELAIO IN CA Il presente esempio è finalizzato a guidare il progettista alla compilazione del SI-ERC per un edificio con struttura a telaio in CA per il quale è

Dettagli

RELAZIONE TECNICA 1. 1 - DESCRIZIONE GENERALE DELLE LAVORAZIONI

RELAZIONE TECNICA 1. 1 - DESCRIZIONE GENERALE DELLE LAVORAZIONI RELAZIONE TECNICA 1. 1 - DESCRIZIONE GENERALE DELLE LAVORAZIONI Le lavorazioni oggetto della presente relazione sono rappresentate dalla demolizione di n 14 edifici costruiti tra gli anni 1978 ed il 1980

Dettagli

MECCANISMI RESISTENTI IN ELEMENTI NON ARMATI A TAGLIO

MECCANISMI RESISTENTI IN ELEMENTI NON ARMATI A TAGLIO MECCANISMI RESISTENTI IN ELEMENTI NON ARMATI A TAGLIO MECCANISMO RESISTENTE A PETTINE Un elemento di calcestruzzo tra due fessure consecutive si può schematizzare come una mensola incastrata nel corrente

Dettagli

MODELLO ELASTICO (Legge di Hooke)

MODELLO ELASTICO (Legge di Hooke) MODELLO ELASTICO (Legge di Hooke) σ= Eε E=modulo elastico molla applicazioni determinazione delle tensioni indotte nel terreno calcolo cedimenti MODELLO PLASTICO T N modello plastico perfetto T* non dipende

Dettagli

OPERE DI SOSTEGNO determinare le azioni esercitate dal terreno sulla struttura di sostegno;

OPERE DI SOSTEGNO determinare le azioni esercitate dal terreno sulla struttura di sostegno; OPERE DI SOSTEGNO Occorre: determinare le azioni esercitate dal terreno sulla struttura di sostegno; regolare il regime delle acque a tergo del muro; determinare le azioni esercitate in fondazione; verificare

Dettagli

7 PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE

7 PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE 7 PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE Il presente capitolo disciplina la progettazione e la costruzione delle nuove opere soggette anche all azione sismica. Le sue indicazioni sono da considerare aggiuntive

Dettagli

4.1 COSTRUZIONI DI CALCESTRUZZO.. 7.4 COSTRUZIONI DI CALCESTRUZZO..

4.1 COSTRUZIONI DI CALCESTRUZZO.. 7.4 COSTRUZIONI DI CALCESTRUZZO.. E. Cosenza NORME TECNICHE Costruzioni di calcestruzzo Edoardo Cosenza Dipartimento di Ingegneria Strutturale Università di Napoli Federico II 4.1 COSTRUZIONI DI CALCESTRUZZO.. 7.4 COSTRUZIONI DI CALCESTRUZZO..

Dettagli

SPETTRO DI RISPOSTA ELASTICO SPETTRO DI PROGETTO

SPETTRO DI RISPOSTA ELASTICO SPETTRO DI PROGETTO SPETTRO DI RISPOSTA ELASTICO SPETTRO DI PROGETTO 1 (Ridis. con modifiche da M. De Stefano, 2009) 2 3 Concetto di duttilità 4 5 6 7 E necessario avere i valori di q dallo strutturista ( ma anche qo). Per

Dettagli

Moto sul piano inclinato (senza attrito)

Moto sul piano inclinato (senza attrito) Moto sul piano inclinato (senza attrito) Per studiare il moto di un oggetto (assimilabile a punto materiale) lungo un piano inclinato bisogna innanzitutto analizzare le forze che agiscono sull oggetto

Dettagli

ANALISI MEDIANTE LO SPETTRO DI RISPOSTA

ANALISI MEDIANTE LO SPETTRO DI RISPOSTA ANALISI EDIANTE LO SPETTRO DI RISPOSTA arco BOZZA * * Ingegnere Strutturale, già Direttore della Federazione regionale degli Ordini degli Ingegneri del Veneto (FOIV), Amministratore di ADEPRON DINAICA

Dettagli

Corsi di:produzione EDILIZIA E SICUREZZA - ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE OPERE PROVVISIONALI. prof. ing. Pietro Capone

Corsi di:produzione EDILIZIA E SICUREZZA - ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE OPERE PROVVISIONALI. prof. ing. Pietro Capone Corsi di:produzione EDILIZIA E SICUREZZA - ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE prof. ing. Pietro Capone Opere realizzate provvisoriamente allo scopo di consentire l esecuzione dell opera, la loro vita è legata

Dettagli

LE CAPRIATE Sviluppo delle strutture lignee di copertura

LE CAPRIATE Sviluppo delle strutture lignee di copertura LE CAPRIATE Sviluppo delle strutture lignee di copertura Premessa Fra le strutture di legno, le capriate reticolari costituiscono un tipo di costruzione diffuso che sfruttano pienamente i vantaggi potenziali

Dettagli

Edifici in muratura in zona sismica

Edifici in muratura in zona sismica Collegio dei Geometri e dei Geometri Laureati Reggio Emilia - 26 novembre 2010 Edifici in muratura in zona sismica Dott. Ing. Nicola GAMBETTI, Libero Professionista EDIFICI IN MURATURA IN ZONA SISMICA

Dettagli

PROGETTO DI TOMBINATURA DEL RIO SALSO IN LOC. FRATTA TERME tratto con sponde libere ( m. 65 circa ) OPERE COMPUTATE 1 - SCAVI E DEMOLIZIONI

PROGETTO DI TOMBINATURA DEL RIO SALSO IN LOC. FRATTA TERME tratto con sponde libere ( m. 65 circa ) OPERE COMPUTATE 1 - SCAVI E DEMOLIZIONI PROGETTO DI TOMBINATURA DEL RIO SALSO IN LOC. FRATTA TERME tratto con sponde libere ( m. 65 circa ) OPERE COMPUTATE 1 - SCAVI E DEMOLIZIONI N. VOCE DESCRIZIONE LAVORAZIONE QUANTITA' PREZZO UNIT. TOTALE

Dettagli

1.1 Descrizione e collocazione dell intervento...3 1.2 Modalità di uso corretto...3

1.1 Descrizione e collocazione dell intervento...3 1.2 Modalità di uso corretto...3 Piano di manutenzione della parte strutturale dell opera Pag. 1 SOMMARIO 1 MANUALE D USO...3 1.1 Descrizione e collocazione dell intervento...3 1.2 Modalità di uso corretto...3 2 MANUALE DI MANUTENZIONE...3

Dettagli

Valore caratteristico EC7

Valore caratteristico EC7 Procedura da adottare - Azioni (E) Valore caratteristico EC7 Per le combinazioni delle azioni si rimanda a quanto detto ampiamente in precedenza. Resistenze (Rd) del sistema geotecnico Il valore di progetto

Dettagli

Corso di Laurea Magistrale in. Ingegneria civile per la protezione dai rischi naturali D.M. 270. Relazione di fine tirocinio A.A.

Corso di Laurea Magistrale in. Ingegneria civile per la protezione dai rischi naturali D.M. 270. Relazione di fine tirocinio A.A. Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria civile per la protezione dai rischi naturali D.M. 270 Relazione di fine tirocinio A.A. 2013-2014 Analisi Strutturale tramite il Metodo agli Elementi Discreti Relatore:

Dettagli

OPERE SPECIALI PREFABBRICATI

OPERE SPECIALI PREFABBRICATI OPERE SPECIALI PREFABBRICATI (Circ. Min. 13/82) ISTRUZIONI SCRITTE (Articolo 21) Il fornitore dei prefabbricati e della ditta di montaggio, ciascuno per i settori di loro specifica competenza, sono tenuti

Dettagli

Calcolo semplificato agli stati limite

Calcolo semplificato agli stati limite CARLO SIGMUND Calcolo semplificato agli stati limite PER STRUTTURE IN CEMENTO ARMATO ACCIAIO LEGNO MURATURA @ SERVIZI GRATUITI ON LINE Questo libro dispone dei seguenti servizi gratuiti disponibili on

Dettagli

Circolare 2 febbraio 2009, n. 617 - Istruzioni per l applicazione delle Nuove norme tecniche per le costruzioni di cui al D.M.

Circolare 2 febbraio 2009, n. 617 - Istruzioni per l applicazione delle Nuove norme tecniche per le costruzioni di cui al D.M. Circolare 2 febbraio 2009, n. 617 - Istruzioni per l applicazione delle Nuove norme tecniche per le costruzioni di cui al D.M. 14 gennaio 2008 Con decreto ministeriale 14 gennaio 2008, pubblicato nella

Dettagli

ISOLATORI ELASTOMERICI. ISOLATORI ELASTOMERICI serie SI S02

ISOLATORI ELASTOMERICI. ISOLATORI ELASTOMERICI serie SI S02 ISOLATORI ELASTOMERICI ISOLATORI ELASTOMERICI serie SI S02 INTRODUZIONE CERTIFICAZIONI Nel 1992 FIP Industriale ha ottenuto la certificazione CISQ-ICIM per il Sistema di Assicurazione Qualità in conformità

Dettagli

SCHEDA RIEPILOGATIVA INTERVENTO OPCM n. 3779 e 3790

SCHEDA RIEPILOGATIVA INTERVENTO OPCM n. 3779 e 3790 SCHEDARIEPILOGATIVAINTERVENTO OPCMn.3779e3790 A)Caratteristicheedificio Esitodiagibilità: B-C (OPCM 3779) E (OPCM 3790) Superficielordacomplessivacoperta( 1 ) mqnum.dipiani Num.UnitàImmobiliaritotali B)Contributorichiestoaisensidi

Dettagli

LA PROTEZIONE DA RISCHI DI CADUTA DAI LUCERNARI nelle coperture industriali

LA PROTEZIONE DA RISCHI DI CADUTA DAI LUCERNARI nelle coperture industriali LA PROTEZIONE DA RISCHI DI CADUTA DAI LUCERNARI nelle coperture industriali MANUALE TECNICO APPLICATIVO A CURA DI ASSOCOPERTURE PERCHÈ PROTEGGERE I VUOTI Riteniamo necessario parlare ai tecnici del settore

Dettagli

ANALISI PUSHOVER Statica Lineare Dinamica Lineare Statica Non Lineare Dinamica Non Lineare PUSH-OVER

ANALISI PUSHOVER Statica Lineare Dinamica Lineare Statica Non Lineare Dinamica Non Lineare PUSH-OVER ANALISI PUSHOVER - Analisi sismica Statica Lineare - Analisi sismica Dinamica Lineare - Analisi sismica Statica Non Lineare - Analisi sismica Dinamica Non Lineare Con il nome di analisi PUSH-OVER si indica

Dettagli

Sommario. vengono riconosciuti. duttili. In. pareti, solai. applicazioni

Sommario. vengono riconosciuti. duttili. In. pareti, solai. applicazioni APPLICAZIONI INNOVATIVE CON MICROCA ALCESTRUZZI DUTTILI PER RINFORZII ED ADEGUAMENTI SISMICI Dario Rosignoli Stefano Maringoni Tecnochem Italiana S.p.A. Sommario Con gli acronimi HPFRC High Performancee

Dettagli

Num.Ord. TARIFFA E L E M E N T I unitario TOTALE ANALISI DEI PREZZI

Num.Ord. TARIFFA E L E M E N T I unitario TOTALE ANALISI DEI PREZZI pag. 2 Nr. 1 CHIUSURA MASSICCIATA STRADALE eseguita con fornitura e messa in opera di materiale D.0001.3 di saturazione formato esclusivamente con pietrisco minuto di cava dello spessore di mm 0-2, rispondente

Dettagli

INTERVENTI POST SISMA TECNICHE DI PREVENZIONE E SICUREZZA

INTERVENTI POST SISMA TECNICHE DI PREVENZIONE E SICUREZZA INTERVENTI POST SISMA TECNICHE DI PREVENZIONE E SICUREZZA OPERE PROVVISIONALI CRITERI GENERALI Le opere di pronto intervento hanno lo scopo di garantire condizioni di sicurezza nelle strutture oggetto

Dettagli

Trattasi di un edificio monopiano con sito d impianto su suolo costituito da n. 4

Trattasi di un edificio monopiano con sito d impianto su suolo costituito da n. 4 1. Descrizione della struttura portante Trattasi di un edificio monopiano con sito d impianto su suolo costituito da n. 4 terrazzamenti delimitati da preesistenti muri di sostegno. L edificio è suddiviso

Dettagli

I LAVORI IN QUOTA. Expo Edilizia - Roma, 14 novembre 2008. I Dispositivi di Protezione Individuale. Problematiche e soluzioni

I LAVORI IN QUOTA. Expo Edilizia - Roma, 14 novembre 2008. I Dispositivi di Protezione Individuale. Problematiche e soluzioni Expo Edilizia - Roma, 14 novembre 2008 I LAVORI IN QUOTA I Dispositivi di Protezione Individuale Problematiche e soluzioni Luigi Cortis via di Fontana Candida 1, 00040 Monte Porzio Catone (Roma) telefono

Dettagli

COMPUTO METRICO ESTIMATIVO DI RIFERIMENTO

COMPUTO METRICO ESTIMATIVO DI RIFERIMENTO A l l e g a t o A COMPUTO METRICO ESTIMATIVO DI RIFERIMENTO (ERRATA CORRIGE AL C.M.E. ALLEGATO ALLA GARA ED INSERITO SUL WEB) PROPRIETA ANCONAMBIENTE S.P.A. VIA DEL COMMERCIO 27, 60127 ANCONA OGGETTO OPERE

Dettagli

www.pisante.com edifici esistenti in muratura verifiche di vulnerabilità sismica analisi cinematiche

www.pisante.com edifici esistenti in muratura verifiche di vulnerabilità sismica analisi cinematiche www.pisante.com edifici esistenti in muratura verifiche di vulnerabilità sismica analisi cinematiche ANALISI CINEMATICA DEI CORPI RIGIDI 8.7.1 COSTRUZIONI IN MURATURA (D.M. 14/01/2008) Nelle costruzioni

Dettagli

Resistenza a compressione (EN 196-1) 80 N/mm 2 Resistenza a flessione (EN 196-1) 17 N/mm 2 Densità 1,65 Kg/dm 2

Resistenza a compressione (EN 196-1) 80 N/mm 2 Resistenza a flessione (EN 196-1) 17 N/mm 2 Densità 1,65 Kg/dm 2 MIT-SE Plus 300 e 400 Ancorante Chimico Strutturale Vinilestere/Epossiacrilato certificato ETA/CE DESCRIZIONE Mungo MIT-SE Plus è un ancorante chimico strutturale ad alte prestazioni e rapido indurimento,

Dettagli

Costruzioni in legno: nuove prospettive

Costruzioni in legno: nuove prospettive Costruzioni in legno: nuove prospettive STRUZION Il legno come materiale da costruzione: origini e declino Il legno, grazie alla sua diffusione e alle sue proprietà, ha rappresentato per millenni il materiale

Dettagli

Seminario Tecnico Piacenza 31/01/2013

Seminario Tecnico Piacenza 31/01/2013 Seminario Tecnico Piacenza 31/01/2013 Misure di prevenzione e protezione collettive e individuali in riferimento al rischio di caduta dall alto nei cantieri edili A cura dei Tec. Prev. Mara Italia, Marco

Dettagli

Linee guida per il montaggio e smontaggio di. ponti a torre su ruote

Linee guida per il montaggio e smontaggio di. ponti a torre su ruote Opere Provvisionali Linee guida per il montaggio e smontaggio di ANVVFC,, Presidenza Nazionale, dicembre 2008 pag 1 Il DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 (Pubblicato sulla G.U del 30 aprile 2008)

Dettagli

BBC Betonrossi Basic Concrete a cura di Luigi Coppola e del Servizio Tecnologico di Betonrossi S.p.A.

BBC Betonrossi Basic Concrete a cura di Luigi Coppola e del Servizio Tecnologico di Betonrossi S.p.A. 22 IL CONTROLLO DELLA QUALITA DEL CALCESTRUZZO IN OPERA S e i risultati del controllo di accettazione dovessero non soddisfare una delle disuguaglianze definite dal tipo di controllo prescelto (A o B)

Dettagli

OPERE PREFABBRICATE INDUSTRIALI

OPERE PREFABBRICATE INDUSTRIALI Cap. XIV OPERE PREFABBRICATE INDUSTRIALI PAG. 1 14.1 OPERE COMPIUTE Opere prefabbricate in cemento armato. Prezzi medi praticati dalle imprese specializzate del ramo per ordinazioni dirette (di media entità)

Dettagli

CONSIGLI UTILI PER UNA CORRETTA ESECUZIONE DELLE MURATURE

CONSIGLI UTILI PER UNA CORRETTA ESECUZIONE DELLE MURATURE CONSIGLI UTILI PER UNA CORRETTA ESECUZIONE DELLE MURATURE a cura del Consorzio POROTON Italia VERSIONE ASPETTI GENERALI E TIPOLOGIE MURARIE Le murature si dividono in tre principali categorie: murature

Dettagli

BOZZA. a min [mm] A min =P/σ adm [mm 2 ]

BOZZA. a min [mm] A min =P/σ adm [mm 2 ] ezione n. 6 e strutture in acciaio Verifica di elementi strutturali in acciaio Il problema della stabilità dell equilibrio Uno degli aspetti principali da tenere ben presente nella progettazione delle

Dettagli

Carichi unitari. Dimensionamento delle sezioni e verifica di massima. Dimensionamento travi a spessore. Altri carichi unitari. Esempio.

Carichi unitari. Dimensionamento delle sezioni e verifica di massima. Dimensionamento travi a spessore. Altri carichi unitari. Esempio. Carichi unitari delle sezioni e verifica di massima Una volta definito lo spessore, si possono calcolare i carichi unitari (k/m ) Solaio del piano tipo Solaio di copertura Solaio torrino scala Sbalzo piano

Dettagli

PENDII NATURALI E ARTIFICIALI

PENDII NATURALI E ARTIFICIALI PENDII NATURALI E ARTIFICIALI Classificazione del movimento, fattori instabilizzanti, indagini e controlli 04 Prof. Ing. Marco Favaretti Università di Padova Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Ingegneria

Dettagli

la nuova generazione

la nuova generazione O - D - Giugno - 20 Sistemi di adduzione idrica e riscaldamento in Polibutilene la nuova generazione Push-fit del sistema in polibutilene Sistema Battuta dentellata La nuova tecnologia in4sure è alla base

Dettagli

Edizione Agosto 2006. Il grande cerchio per una protezione naturale

Edizione Agosto 2006. Il grande cerchio per una protezione naturale Edizione Agosto 2006 Il grande cerchio per una protezione naturale FERRONDO -Innovazione astuto dinamico di valore Con un unico profilo FERRONDO GRANDE combina protezione dai rumori e Design. La sua forma

Dettagli

PRODOTTI DA COSTRUZIONE CON L OBBLIGO DI DOP E MARCATURA CE (elenco aggiornato al 31 luglio 2014) ACCIAI e altri PRODOTTI DA COSTRUZIONE

PRODOTTI DA COSTRUZIONE CON L OBBLIGO DI DOP E MARCATURA CE (elenco aggiornato al 31 luglio 2014) ACCIAI e altri PRODOTTI DA COSTRUZIONE CON L OBBLIGO DI DOP E MARCATURA CE (elenco aggiornato al 31 luglio 2014) ACCIAI e altri Acciai per la realizzazione di strutture metalliche e di strutture composte (laminati, tubi senza saldatura, tubi

Dettagli

MAPEPLAST LA POLVERE ADDITIVO PER RIEMPIMENTI FLUIDI E MALTE E CALCESTRUZZI LEGGERI NOVITÀ: SACCO IDROSOLUBILE 778/3.2000 CARATTERISTICHE TECNICHE

MAPEPLAST LA POLVERE ADDITIVO PER RIEMPIMENTI FLUIDI E MALTE E CALCESTRUZZI LEGGERI NOVITÀ: SACCO IDROSOLUBILE 778/3.2000 CARATTERISTICHE TECNICHE N NOVITÀ: SACCO IDROSOLUBILE 778/3.2000 MAPEPLAST LA POLVERE ADDITIVO PER RIEMPIMENTI FLUIDI E MALTE E CALCESTRUZZI LEGGERI elastico e resistenza a trazione, per il riempimento degli scavi effettuati nel

Dettagli

Il seguente documento, predisposto dalla Commissione strutture dell Ordine degli

Il seguente documento, predisposto dalla Commissione strutture dell Ordine degli Il seguente documento, predisposto dalla Commissione strutture dell Ordine degli ingegneri della Provincia Autonoma di Trento nell anno 2012, si propone quale traccia per la stesura del Certificato di

Dettagli

Sistema FS Uno Istruzione di montaggio. 1 Generalità 2. 2 Palificazione 3. 3 Montaggio dei singoli gruppi dei componenti 4. 4 Elenco dei componenti 6

Sistema FS Uno Istruzione di montaggio. 1 Generalità 2. 2 Palificazione 3. 3 Montaggio dei singoli gruppi dei componenti 4. 4 Elenco dei componenti 6 Sistema FS Uno Istruzione di montaggio CONTENUTO Pagina 1 Generalità 2 2 Palificazione 3 3 Montaggio dei singoli gruppi dei componenti 4 4 Elenco dei componenti 6 5 Rappresentazione esplosa del sistema

Dettagli

Università degli Studi di Firenze DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA TERRA

Università degli Studi di Firenze DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA TERRA Università degli Studi di Firenze DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA TERRA Autorità di Bacino del Fiume Arno PROGRAMMA COMUNE PER L INTEGRAZIONE E L AGGIORNAMENTO DELLA CARTOGRAFIA DEL RISCHIO DA FRANA DEL

Dettagli

Capitolo 7 TRAVI COMPOSTE ACCIAIO-CALCESTRUZZO 7 COSTRUZIONI IN ACCIAIO-CALCESTRUZZO. 7.1 Principi generali. 7.1.1 Premessa BOZZA

Capitolo 7 TRAVI COMPOSTE ACCIAIO-CALCESTRUZZO 7 COSTRUZIONI IN ACCIAIO-CALCESTRUZZO. 7.1 Principi generali. 7.1.1 Premessa BOZZA BOZZA Capitolo 7 TRAVI COMPOSTE ACCIAIO-CALCESTRUZZO 7 COSTRUZIONI IN ACCIAIO-CALCESTRUZZO 7.1 Principi generali 7.1.1 Premessa Con il nome di strutture composte acciaio-calcestruzzo vengono indicate usualmente

Dettagli

GRUPPI REFRIGERANTI ALIMENTATI AD ACQUA CALDA

GRUPPI REFRIGERANTI ALIMENTATI AD ACQUA CALDA GRUPPI REFRIGERANTI ALIMENTATI AD ACQUA CALDA 1 Specifiche tecniche WFC-SC 10, 20 & 30 Ver. 03.04 SERIE WFC-SC. SEZIONE 1: SPECIFICHE TECNICHE 1 Indice Ver. 03.04 1. Informazioni generali Pagina 1.1 Designazione

Dettagli

La dinamica delle collisioni

La dinamica delle collisioni La dinamica delle collisioni Un video: clic Un altro video: clic Analisi di un crash test (I) I filmati delle prove d impatto distruttive degli autoveicoli, dato l elevato numero dei fotogrammi al secondo,

Dettagli

OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO

OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO CORSO DI INFORMAZIONE PER STUDENTI PREVENZIONE E SICUREZZA NEI CANTIERI EDILI OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE MEDICA Servizio Prevenzione Ambienti Lavoro RISCHI DI CADUTA

Dettagli

PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE

PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE CAPITOLO 7. 7. PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE BOZZA DI LAVORO Ottobre 2014 278 [BOZZA DI LAVORO OTTOBRE 2014] CAPITOLO 7 Il presente capitolo disciplina la progettazione e la costruzione delle nuove

Dettagli

ESEDRA ENERGIA. S o c i e t à C o o p. S o c. SISTEMI DI FISSAGGIO PER PANNELLI SOLARI C A T A L O G O 2 0 1 1

ESEDRA ENERGIA. S o c i e t à C o o p. S o c. SISTEMI DI FISSAGGIO PER PANNELLI SOLARI C A T A L O G O 2 0 1 1 ESEDRA ENERGIA S o c i e t à C o o p. S o c. SISTEMI DI FISSAGGIO PER PANNELLI SOLARI C A T A L O G O 2 0 1 1 La decennale esperienza di Esedra nel mondo delle energie rinnovabili ha dato vita alla linea

Dettagli

Testo integrato dell Allegato 2 Edifici all Ordinanza 3274 come modificato dall OPCM 3431 del 3/5/05

Testo integrato dell Allegato 2 Edifici all Ordinanza 3274 come modificato dall OPCM 3431 del 3/5/05 NORME TECNICHE PER IL PROGETTO, LA VALUTAZIONE E L ADEGUAMENTO SISMICO DEGLI EDIFICI 1 OGGETTO DELLE NORME...7 2 REQUISITI DI SICUREZZA E CRITERI DI VERIFICA...8 2.1 SICUREZZA NEI CONFRONTI DELLA STABILITÀ

Dettagli

I prodotti da ancoraggio e fissaggio. secondo le norme europee UNI EN 15o4-6 ed ETA (European Technical Approval)

I prodotti da ancoraggio e fissaggio. secondo le norme europee UNI EN 15o4-6 ed ETA (European Technical Approval) I prodotti da ancoraggio secondo le norme europee UNI EN 15o4-6 I prodotti da ancoraggio C.P. MK 685410 (I) 09/11 Mapei, nell ambito della norma UNI EN 1504, edita un fascicolo dedicato ai prodotti da

Dettagli

PRESCRIZIONI ANTISISMICHE E CRITERI DI CALCOLO: Interazione tra strutture e tamponamenti

PRESCRIZIONI ANTISISMICHE E CRITERI DI CALCOLO: Interazione tra strutture e tamponamenti Convegno CRITICITÀ DELLA PROGETTAZIONE TERMICA E ACUSTICA DEGLI EDIFICI IN RAPPORTO ALLE PRESCRIZIONI STRUTTURALI ANTISISMICHE Saie 2009, Sala Topazio, Sabato 31 ottobre ore 9.00 PRESCRIZIONI ANTISISMICHE

Dettagli

percorso fatto sul tratto orizzontale). Determinare il lavoro (minimo) e la potenza minima del motore per percorrere un tratto.

percorso fatto sul tratto orizzontale). Determinare il lavoro (minimo) e la potenza minima del motore per percorrere un tratto. Esercizio 1 Una pietra viene lanciata con una velocità iniziale di 20.0 m/s contro una pigna all'altezza di 5.0 m rispetto al punto di lancio. Trascurando ogni resistenza, calcolare la velocità della pietra

Dettagli

REOXTHENE TECHNOLOGY

REOXTHENE TECHNOLOGY REOXTHENE Patented REOXTHENE TECHNOLOGY MEMBRANE IMPERMEABILIZZANTI DALLA TECNOLOGIA RIVOLUZIONARIA INNOVATIVO COMPOUND BITUME POLIMERO INCREDIBILE LEGGEREZZA (fino a 4 mm = 38 kg) MAGGIORI PRESTAZIONI

Dettagli

Valutazione della vulnerabilità e interventi per le costruzioni ad uso produttivo in zona sismica

Valutazione della vulnerabilità e interventi per le costruzioni ad uso produttivo in zona sismica Valutazione della vulnerabilità e interventi per le costruzioni ad uso produttivo in zona sismica 1 Ambito operativo e inquadramento normativo Tenuto conto del rilevante impatto che gli eventi sismici,

Dettagli

CADUTA DALL ALTO E LINEE VITA LA LEGGE PAROLARI

CADUTA DALL ALTO E LINEE VITA LA LEGGE PAROLARI CORSO DI AGGIORNAMENTO PER LA FORMAZIONE DELLE COMPETENZE PROFESSIONALI IN MATERIA DI SICUREZZA NEI CANTIERI EDILI ALLA LUCE DELL ENTRATA IN VIGORE DEL NUOVO TESTO UNICO SULLA SICUREZZA D.Lgs. 9 aprile

Dettagli

MapeWrap Resilient System

MapeWrap Resilient System C.P. MK707910 (I) 12/13 INNOVATIVO SISTEMA DI PROTEZIONE PASSIVA DEGLI EDIFICI NEI CONFRONTI DELLE AZIONI SISMICHE L unione delle tecnologie Mapei per la protezione in caso di sisma Applicazione di un

Dettagli

La movimentazione dei materiali (material handling)

La movimentazione dei materiali (material handling) La movimentazione dei materiali (material handling) Movimentazione e stoccaggio 1 Obiettivo generale La movimentazione e stoccaggio dei materiali (material handling MH) ha lo scopo di rendere disponibile,

Dettagli

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE DEI SISTEMI DI PROTEZIONE CONTRO LE CADUTE DALL ALTO

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE DEI SISTEMI DI PROTEZIONE CONTRO LE CADUTE DALL ALTO Dipartimento di Prevenzione SERVIZIO SPISAL Via S. Andrea, 8 32100 Belluno Tel. 0437 516927 Fax 0437 516923 e-mail: serv.spisal.bl@ulss.belluno.it Dipartimento di Prevenzione SERVIZIO SPISAL Via Borgo

Dettagli

IMPIANTI DI SEPARAZIONE FANGHI E OLI DEV + NEUTRAcom DEV + NEUTRAsed + NEUTRAstar

IMPIANTI DI SEPARAZIONE FANGHI E OLI DEV + NEUTRAcom DEV + NEUTRAsed + NEUTRAstar IMPIANTI DI SEPARAZIONE FANGHI E OLI DEV + NEUTRAcom DEV + NEUTRAsed + NEUTRAstar Pozzoli depurazione s.r.l. via M.Quadrio 11, 23022 Chiavenna SO P.IVA: 01263260133, REA: 61186, Telefono 0343 37475 (3

Dettagli

strutture legate non autoportanti

strutture legate non autoportanti Il comportamento sotto sisma delle strutture metalliche dedicate a vano corsa ascensore, legate ad edifici esistenti: problemi e soluzioni. - 1 a parte - abstract Le strutture metalliche che costituiscono

Dettagli

- Seminario tecnico -

- Seminario tecnico - Con il contributo di Presentano: - Seminario tecnico - prevenzione delle cadute dall alto con dispositivi di ancoraggio «linee vita» Orario: dalle 16,00 alle 18,00 presso GENIOMECCANICA SA, Via Essagra

Dettagli

Riferimenti Iconografici

Riferimenti Iconografici Corso di Aggiornamento per Geometri su Problematiche Strutturali Calcolo agli Stati Limite Aspetti Generali 18 novembre 005 Dr. Daniele Zonta Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Strutturale Università

Dettagli

S.F.S. Scuola per la Formazione e Sicurezza in Edilizia della provincia di Massa Carrara - Ing. Antonio Giorgini

S.F.S. Scuola per la Formazione e Sicurezza in Edilizia della provincia di Massa Carrara - Ing. Antonio Giorgini CADUTE DALL ALTO CADUTE DALL ALTO DA STRUTTURE EDILI CADUTE DALL ALTO DA OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO PER APERTURE NEL VUOTO CADUTE DALL ALTO PER CEDIMENTI O CROLLI DEL TAVOLATO CADUTE DALL ALTO

Dettagli

175 CAPITOLO 14: ANALISI DEI PROBLEMI GEOTECNICI IN CONDIZIONI LIMITE

175 CAPITOLO 14: ANALISI DEI PROBLEMI GEOTECNICI IN CONDIZIONI LIMITE 175 ntroduzione all analisi dei problemi di collasso. L analisi del comportamento del terreno potrebbe essere fatta attraverso dei modelli di comportamento elasto plastici, ma questo tipo di analisi richiede

Dettagli

N O EATR THI. NO LC A B ER I P TEM IS S etra.it.m w w w

N O EATR THI. NO LC A B ER I P TEM IS S etra.it.m w w w www.metra.it SISTEMI PER BALCONI. THEATRON METRA. LO STILE CHE DA VALORE AL TUO HABITAT METRA. Design, Colore, Emozione. Lo stile italiano che il mondo ci invidia. I sistemi integrati METRA sono stati

Dettagli

COMPLESSO xxxxxxxxxxx

COMPLESSO xxxxxxxxxxx PROVE DI CARICO SU PALI E INDAGINI SIT COMPLESSO xxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx PROVE N 131/132/133/134/135 /FI 8, 9, 10, 11 Giugno 2009 Committente: Direttore Lavori: Relatore: xxxxxxxxxxxxxxxx

Dettagli

Elenco Prezzi Unitari

Elenco Prezzi Unitari Pag. - 1 - di 7 D.008 mc 8,92 Scavo a sezione obbligata Scavo a larga sezione obbligata eseguito con mezzi meccanici in terreno di media consistenza fino alla profondità di 4 m, sia asciutti che bagnati,

Dettagli

Carta M_02 Carta Geomorfologica

Carta M_02 Carta Geomorfologica Carta M_02 Carta Geomorfologica La Carta Geomorfologica è senz altro quella che ha comportato il maggiore sforzo di documentazione e di armonizzazione. Lo scopo della carta è quello di illustrare la dinamica

Dettagli

Aquaflex Roof. Membrana elastica liquida con fibre, pronta all uso, per impermeabilizzare in continuo superfici da lasciare a vista

Aquaflex Roof. Membrana elastica liquida con fibre, pronta all uso, per impermeabilizzare in continuo superfici da lasciare a vista Membrana elastica liquida con fibre, pronta all uso, per impermeabilizzare in continuo superfici da lasciare a vista CAMPI DI APPLICAZIONE Impermeabilizzazione di: coperture piane; balconi e terrazzi;

Dettagli

kerabuild jet Code E591 2008/08 pagina 1/5

kerabuild jet Code E591 2008/08 pagina 1/5 recupero calcestruzzo MALTE TECNOLOGICHE STRUTTURALI ad alta resistenza chimica LINEA costruzioni kerabuild Malta tecnologica strutturale colabile monocomponente per inghisaggi a rapida messa in servizio.

Dettagli

OO.PP. Puglia 2008. Unità Misura. Prezzo DESCRIZIONE

OO.PP. Puglia 2008. Unità Misura. Prezzo DESCRIZIONE IG 01.001 IG 01.002 IG 01.003a Approntamento dell' attrezzatura di perforazione a rotazione compreso il carico e lo scarico e la revisione a fine lavori. Per ogni approntamento dellattrezzatura cad 667,35

Dettagli

ORDINANZA n. 3274 DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20 marzo 2003

ORDINANZA n. 3274 DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20 marzo 2003 ORDINANZA n. 3274 DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20 marzo 2003 Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per

Dettagli

Trasmissioni a cinghia dentata SIT - CLASSICA passo in pollici. Trasmissioni a cinghia. dentata CLASSICA

Trasmissioni a cinghia dentata SIT - CLASSICA passo in pollici. Trasmissioni a cinghia. dentata CLASSICA Trasmissioni a cinghia dentata SIT - CLASSICA passo in pollici Trasmissioni a cinghia dentata CLASSICA INDICE Trasmissione a cinghia dentata SIT - CLASSICA passo in pollici Pag. Cinghie dentate CLASSICE

Dettagli

2.2.8 Spettri di progetto

2.2.8 Spettri di progetto 2.2.8 Spettri di progetto Passando alla fase progettuale si dà per scontato che per gli Stati Limite Ultimi (SLV e SLC) la struttura vada largamente in campo plastico. Si devono quindi utilizzare metodi

Dettagli

Cuscinetti SKF con Solid Oil

Cuscinetti SKF con Solid Oil Cuscinetti SKF con Solid Oil La terza alternativa per la lubrificazione The Power of Knowledge Engineering Cuscinetti SKF con Solid Oil la terza alternativa di lubrificazione Esistono tre metodi per erogare

Dettagli

codice descrizione un. mis. pr. unit.

codice descrizione un. mis. pr. unit. 01.P24.A10.005 Nolo di escavatore con benna rovescia compreso manovratore, carburante, lubrificante, trasporto in loco ed ogni onere connesso per il tempo di effettivo impiego, della capacita' di m³ 0.500

Dettagli

IL FATTORE DI STRUTTURA PER LE COSTRUZIONI IN ACCIAIO. Domenico Leone

IL FATTORE DI STRUTTURA PER LE COSTRUZIONI IN ACCIAIO. Domenico Leone IL FATTORE DI STRUTTURA PER LE COSTRUZIONI IN ACCIAIO Domenico Leone IL FATTORE DI STRUTTURA PER LE COSTRUZIONI IN ACCIAIO Domenico Leone Il prof. Domenico Leone vanta un esperienza più che trentennale

Dettagli

Tecnica chirurgica. Cappello di chiusura per TEN. Per la stabilizzazione assiale e la protezione contemporanea dei tessuti molli.

Tecnica chirurgica. Cappello di chiusura per TEN. Per la stabilizzazione assiale e la protezione contemporanea dei tessuti molli. Tecnica chirurgica Cappello di chiusura per TEN. Per la stabilizzazione assiale e la protezione contemporanea dei tessuti molli. Sommario Indicazioni e controindicazioni 3 Impianti 4 Strumenti 4 Piano

Dettagli

Calettatori per attrito SIT-LOCK

Calettatori per attrito SIT-LOCK Calettatori per attrito INDICE Calettatori per attrito Pag. Vantaggi e prestazioni dei 107 Procedura di calcolo dei calettatori 107 Gamma disponibile dei calettatori Calettatori 1 - Non autocentranti 108-109

Dettagli

SISTEMA CIRCOLATORIO. Permette, attraverso il sangue, il trasporto di O 2. , sostanze nutritizie ed ormoni ai tessuti e la rimozione di CO 2

SISTEMA CIRCOLATORIO. Permette, attraverso il sangue, il trasporto di O 2. , sostanze nutritizie ed ormoni ai tessuti e la rimozione di CO 2 SISTEMA CIRCOLATORIO Permette, attraverso il sangue, il trasporto di O 2, sostanze nutritizie ed ormoni ai tessuti e la rimozione di CO 2 e cataboliti, per mantenere costante la composizione del liquido

Dettagli

Titolo I NORME TECNICHE PER LA PROGETTAZIONE, ESECUZIONE E COLLAUDO DEGLI EDIFICI IN MURATURA

Titolo I NORME TECNICHE PER LA PROGETTAZIONE, ESECUZIONE E COLLAUDO DEGLI EDIFICI IN MURATURA D.M.LL.PP. del 20/11/1987 Norme tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo degli edifici in muratura e per il loro consolidamento. Art. 1. Sono approvate le integrazioni e le rettifiche apportate

Dettagli

EFFETTO ANTIGHIACCIO: La potenza occorrente al metro quadro per prevenire la

EFFETTO ANTIGHIACCIO: La potenza occorrente al metro quadro per prevenire la Sistema scaldante resistivo per la protezione antighiaccio ed antineve di superfici esterne Il sistema scaldante ha lo scopo di evitare la formazione di ghiaccio e l accumulo di neve su superfici esterne

Dettagli

Montaggio su tetto piano

Montaggio su tetto piano Montaggio su tetto piano Avvertenze generali Con la crescente diffusione dei sistemi fotovoltaici, oltre a dimensioni elettriche, durata, tempi di garanzia ecc., anche i dettagli di montaggio assumono

Dettagli

Sistema di ancoraggio 15,0

Sistema di ancoraggio 15,0 Sistema di ancoraggio 15,0 Barra ancorante 15,0mm zincata 0,50m 0,72 581821000 Barra ancorante 15,0mm zincata 0,75m 1,1 581822000 Barra ancorante 15,0mm zincata 1,00m 1,4 581823000 Barra ancorante 15,0mm

Dettagli

Prova scritta di Fisica Generale I Corso di studio in Astronomia 22 giugno 2012

Prova scritta di Fisica Generale I Corso di studio in Astronomia 22 giugno 2012 Prova scritta di Fisica Generale I Corso di studio in Astronomia 22 giugno 2012 Problema 1 Due carrelli A e B, di massa m A = 104 kg e m B = 128 kg, collegati da una molla di costante elastica k = 3100

Dettagli