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1 120 Comune di Piandimeleto - Pesaro Urbino In relazione alla tipologia dei terreni, alla configurazione morfologica e alle caratteristiche geomorfologiche dell area in dissesto, si è ritenuto di procedere con gli interventi ritenuti più idonei. È stata, quindi, realizzata una paratia tipo berlinese, avente uno sviluppo pari a ml. 120,00 con diametro di 80 cm. posti ad interasse di cm. 240, costituita da 51 pali ed un altezza minima di 11 metri, superiormente collegati da un cordolo armato, ammorsati nel substrato a base compatta (formazione costituita da marne compatte non fratturate) per uno spessore minimo di ml. 3,00. Si è proceduto, poi, all allargamento della sede stradale esistente, mediante preparazione del piano di posa e realizzazione della sovrastruttura stradale. Posa in opera di barriere stradali di protezione.

2 Sono stati, quindi, previsti interventi complementari quali: la sistemazione della scarpata, il rifacimento del tappetino di usura, lo spostamento di manufatti. I lavori sono stati realizzati nel rispetto di quanto previsto nel progetto originario e non si sono avuti impedimenti tecnici rilevanti che ne abbiano compromesso i tempi di realizzazione o modificato i costi economici, né si sono verificati incidenti e/o infortuni; la problematica maggiore che si è dovuta affrontare è stata quella della realizzazione dell impianto di cantiere per la collocazione della strumentazione meccanica per la perforazione dei pali. Tale difficoltà Comune di Piandimeleto - Pesaro Urbino 121

3 122 Comune di Piandimeleto - Pesaro Urbino è stata causata dalla notevole acclività della scarpata su cui si operava e dalla esigua dimensione del sito di appoggio, aggravata dalla presenza di fabbricati e di attività produttive presenti sul posto. La realizzazione dell intervento non ha comportato, comunque, alcun danneggiamento a cose e/o persone.

4 regione MOLISE COMUNE DI SAN PIETRO AVELLANA (IS) Sistemazione di dissesti idrogeologici nel centro abitato Uno dei maggiori problemi che attualmente riguarda il centro abitato del comune di San Pietro Avellana è quello della regimentazione e dell allontanamento verso valle di tutte le acque meteoriche provenienti dal versante di monte. Allo stato attuale sia il Fosso dei Mulini che il suo affluente Vallone San Rocco con le loro caratteristiche torrentizie vengono influenzati rapidamente, anche in corrispondenza di eventi di non ecceziona-

5 124 COMUNE DI SAN PIETRO AVELLANA - ISERNIA le portata, da notevoli apporti meteorici diretti che, proprio per via dell attuale sezione idrica e delle elevate pendenze, tendono ad amplificare l azione erosiva sia laterale che di fondo con conseguente trasporto a valle anche di materiale solido. Lo stesso Fosso dei Mulini presenta in asse al suo tratto iniziale una serie di ruderi in pietrame, testimonianza di veri e propri vecchi mulini che condizionano, peraltro, il regolare deflusso delle

6 acque meteoriche provenienti da monte soprattutto in situazioni di piena. Sono stati altresì rilevati dissesti puntuali anche nella rete viaria interna sia nel tratto compreso fra la strada comunale dei Prati e Fonte San Rocco con una evidente rotazione e scivolamento verso valle dell ossatura stradale che in via Duca degli Abruzzi con avvallamenti nella carreggiata (lungo il lato di valle) e sul marciapiede stesso nonché con lesioni longitudinali rappresentative del fatto che alcune opere non sono più idonee a contenere la stessa piattaforma stradale. Da una attenta ricognizione in sito sull intera area, ed anche sulla scorta delle indicazioni fornite dallo stesso studio geologico, gli interventi realizzati con i fondi dell otto per mille dell IRPEF a diretta gestione statale, sono stati diversificati per ciascuna delle aree interessate dai vari dissesti. È stata infatti prevista la sistemazione idraulica dell intero Fosso dei Mulini compreso il tratto dell affluente Vallone San Rocco mediante la ripulitura e la risagomatura delle varie sezioni dell alveo stesso, per una fascia della larghezza media COMUNE DI SAN PIETRO AVELLANA - ISERNIA 125

7 126 COMUNE DI SAN PIETRO AVELLANA - ISERNIA di m 9,00, con la realizzazione di nuove briglie in gabbionate di pietrame dell altezza utile di salto pari a m 2,00 nonché il consolidamento di quelle già esistenti, che attualmente evidenziano fenomeni di instabilità locale e di scalzamento al piede. Sono state inoltre realizzate, lungo il tratto del Vallone San Rocco, alcune gabbionate di contenimento spondale eseguite sempre in pietrame disposte su due file parallele dell altezza di m 1,00 cadauna. Tutti i ruderi dislocati in vario modo lungo il tratto iniziale del Fosso dei Mulini sono stati comunque consolidati ed i relativi giunti adeguatamente raschiati, puliti e successivamente stilati con malta cementizia.

8 Su entrambi i tratti iniziali sono state inoltre realizzate alcune trincee drenanti, con sezioni della larghezza di cm 80 e profondità di cm 12, successivamente riempite con pietrame di idonea pezzatura, al fine di intercettare le acque meteoriche sia di ruscellamento che di infiltrazione superficiale, convogliandole direttamente nei rispettivi alvei. Infine, nel tratto compreso tra la strada comunale dei Prati e Fonte San Rocco è stata eseguita una palificata continua sul lato di valle della carreggiata stradale della lunghezza complessiva di m 62,00 con pali disposti ad interasse di cm 120,00 del diametro di cm 80,00 e della profondità di cm 1200,00 con sovrastante cordolo di coronamento in c.a. delle dimensioni di cm 90,00 x 50,00 sul COMUNE DI SAN PIETRO AVELLANA - ISERNIA 127

9 128 COMUNE DI SAN PIETRO AVELLANA - ISERNIA quale poggia direttamente anche un ringhiera in ferro di protezione. Per l intero tratto è stata rimossa sia l attuale pavimentazione stradale che la relativa sottofondazione per una larghezza di m 3,00 sostituita con un getto continuo in cls. da cm 10 con annegata rete elettrosaldata nonché uno strato di misto granulare stabilizzato di fondazione successivamente finito con bynder e relativo tappetino. Tutti i vari interventi sono stati puntualmente scelti in maniera tale da creare il minimo impatto nel contesto ambientale circostante.

10 regione PIEMONTE COMUNE DI TASSAROLO (AL) Sistemazione idraulica e delle frane a monte dell abitato di Tassarolo I fenomeni alluvionali che hanno colpito il Piemonte e il territorio del comune di Tassarolo nel 1994, nel 2000 e nel 2002, hanno provocato gravi danni agli alvei e alle sponde dei corsi d acqua e ai loro versanti. Il territorio del comune di Tassarolo è un area collinare di pregio ambientale e paesaggistico con numerosi problemi di assetto idrogeologico, tanto che è sottoposta in gran parte al vincolo idrogeologico ai sensi del R.D. 30/12/1923 n e della legge regionale (Piemonte) 9/8/1989 n. 45.

11 130 COMUNE DI TASSAROLO - ALESSANDRIA La zona è costituita quasi esclusivamente da vigneti di pregio (fa parte della zona del Gavi DOC) e da boschi inseriti in un territorio collinare prossimo ad importanti centri abitati come Novi Ligure che attirano un numero importante di persone residenti. Con il progetto finanziato con i fondi dell otto per mille dell IRPEF a diretta gestione statale, è stato completato il quadro degli interventi per la messa in sicurezza del territorio, con lavori ed opere nel bacino del rio Campolasso: un corso d acqua che scorre a monte dell abitato di Tassarolo e che termina nello stesso attraversandolo in un tratto tombinato,

12 assai pericoloso durante gli eventi alluvionali per il rischio di occlusione della tombinatura e la possibile divagazione di acque e materiale solido attraverso le case. L intervento principale ha riguardato la sistemazione di un versante franoso lungo il rio Campolasso nella valle di Vaie, con la stabilizzazione di una frana che COMUNE DI TASSAROLO - ALESSANDRIA 131

13 132 COMUNE DI TASSAROLO - ALESSANDRIA interessava la parte alta del versante dove è stata realizzata una palificata a due pareti con ancoraggi al substato e drenaggi a monte. Nella parte più bassa dello stesso versante è stata sistemata una profonda erosione da parte di un corso d acqua laterale con la realizzazione di una rampa in legname e pietrame formata da una serie di brigliette a step-pool (una serie di piccole vasche concatenate) con il fondo in ciottoli che evitino ulteriori erosioni di fondo: lo scopo degli step-pool, infatti, è quello di ridurre l energia cinetica dell acqua in modo da limitare le erosioni e il trasporto solido e, nel complesso dell intervento, di evitare l intasamento della tombinatura che attraversa l abitato. A completamento dell intervento principale sono stati realizzati interventi diffusi sulle sponde e sul fondo del rio Campolasso, sempre volti a ridurre il trasporto solido dell acqua. Sono stati effettuati anche interventi

14 forestali per evitare il trasporto di tronchi e legname morto nell alveo che rappresentano un pericolo per l ostruzione della tombinatura. Per una efficace e duratura riuscita degli interventi realizzati, l amministrazione comunale ha predisposto accordi di manutenzione del territorio con le imprese agricole locali. Tutti gli interventi hanno tenuto conto della elevata naturalità e biodiversità del luogo, mettendo in atto i tagli degli alberi secondo criteri di selvicoltura naturalistica volti a favorire lo sviluppo delle piante autoctone e, per gli interventi sull alveo attivo, secondo modalità che favoriscano la libera circolazione delle specie tipiche di pesci e di crostacei. Nella valutazione delle diverse soluzioni progettuali è stata data, pertanto, la preferenza agli interventi di ingegneria naturalistica sia come soluzione quasi obbligata trattandosi di una zona ad alto valore ambientale, sia per i costi inferiori rispetto alla realizzazione di opere tradizionali in calcestruzzo. COMUNE DI TASSAROLO - ALESSANDRIA 133

15 134 COMUNE DI TASSAROLO - ALESSANDRIA Sono state quindi realizzate: una palificata a parete doppia per la stabilizzazione di una frana lunga m. 40 con sezione m. 2,5 x 2,5; una sistemazione di alveo di un corso d acqua laterale al rio Campolasso, proveniente dalla frana, mediante una serie di brigliette a step-pool per una lunghezza di 40 m.; una soglia di fondo lunga 8 m. sul rio Campolasso, appena dopo la confluenza col corso sopra accennato, seguita da difese spondali costituite da scogliere in ciottoli sovrastate da palizzate contro sponda per una lunghezza di 30 m. su entrambi i lati; difese spondali immediatamente a monte dell attraversamento della strada della Valletta sul rio Campolasso, costituite da scogliere in ciottoli, sovrastate da palizzate contro sponda per una lunghezza di 30 m. su entrambi i lati; una palificata a parete doppia per la

16 stabilizzazione del movimento franoso in zona San Rocco di m. 15 con sezione m. 2,0 x 2,0. Successivamente agli interventi realizzati, si sono verificati fenomeni di forte piovosità ma non si sono riscontrati più i problemi di intasamento e trasporto solido lungo i corsi d acqua prossimi all abitato. Inoltre, a distanza di tre anni dal termine dei lavori, le opere realizzate, interamente in legname, pietrame e vegetali vivi, risultano completamente inserite nel paesaggio naturale, conferendo allo stesso elementi di maggior pregio. COMUNE DI TASSAROLO - ALESSANDRIA 135

17 136 COMUNE DI LESEGNO - CUNEO COMUNE DI LESEGNO (CN) Consolidamento del pendio a valle dell abitato della frazione Prata Il comune di Lesegno sorge alla confluenza del torrente Mongia con il torrente Corsaglia e si estende per un territorio di 14,38 kmq su un altitudine che varia da 422 a 601 m. s.l.m. La conformazione dell abitato è caratteristica poiché presenta due borghi distinti in Villa (capoluogo del Comune) e Prata, situati l uno di fronte all altro sui rilievi prospicienti la valle. I settori urbanizzati sono disposti a ridosso dei bordi dei terrazzi morfologici sopraelevati di alcune decine di metri (50-60) rispetto al fondovalle. Gli eventi alluvionali del novembre 1994 e le successive intense piogge del maggio 1999 e del maggio 2000, che hanno colpito il Piemonte, hanno evidenziato la fragilità, dal punto di vista idrogeologico, del territorio. A seguito di tali eventi atmosferici, nel territorio comunale sono stati eseguiti diversi interventi relativi alla regimazione delle acque meteoriche e dei corsi d acqua, al consolidamento di versanti in frana a valle del capoluogo e di dissesti in varie località del comune. Le costruzioni più antiche della frazione Prata sono situate sul terrazzo morfologico prospiciente il torrente Corsaglia. Negli anni 90, a seguito di una consistente frana che aveva colpito il tratto iniziale del pendio, con conseguente arretramento del ciglio della scarpata, era stata realizzata una scogliera a lato del torrente Corsaglia ed il riempimento dell area in frana con materiale inerte, al fine di evitare ulteriori scivolamenti

18 dovuti ad infiltrazioni sia delle acque meteoriche che del torrente. La stabilità del versante in corrispondenza dell abitato, già compromessa dagli eventi alluvionali del novembre 1994, è stata ulteriormente pregiudicata dalle intense piogge del maggio 1999 che hanno evidenziato il progressivo arretramento del ciglio della scarpata in prossimità dei fabbricati. A seguito di tali fenomeni atmosferici, mediante l impiego di un contributo regionale, il Comune aveva realizzato dei micropali, lungo i due tratti del versante più dissestati. Tali opere non sono risultate, comunque, sufficienti a garantire la stabilità dell intero versante, per cui si è COMUNE DI LESEGNO - CUNEO 137

19 138 COMUNE DI LESEGNO - CUNEO reso necessario intervenire lungo tutto il pendio, al fine di assicurare la protezione dell abitato. Le cause del dissesto del pendio sono state essenzialmente di due tipologie: erosione spondale e scivolamenti rotazionali. L erosione spondale del torrente Corsaglia, che lambisce il pendio a valle della frazione Prata, ha causato negli anni dissesti di crollo e arretramento del piede della scarpata, con conseguente verticalizzazione della stessa. Dall esame e confronto tra la documentazione cartografica e il rilievo dello stato di fatto è emerso che il torrente ha variato con il tempo il suo corso, accentuando l ansa in corrispondenza della frazione Prata e che l arretramento della base della scarpata è in alcuni punti di una decina di metri.

20 In concomitanza delle piogge di elevata intensità, che hanno caratterizzato gli eventi alluvionali del 1994 e del 1999, l imbibizione e la saturazione dei terreni superficiali hanno determinato dissesti lungo il versante, quali scivolamenti rotazionali con evoluzione a colata e colate di terra che si mobilitano con movimento fluido ed hanno un evoluzione paragonabile a quella delle valanghe di neve, il cui materiale in frana aumenta progressivamente di volume in quanto coinvolge i terreni superficiali sui quali si sviluppa il movimento. COMUNE DI LESEGNO - CUNEO 139

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