Umbria. I Quaderni di Unioncamere. Supplemento n. 2 all Osservatorio Economico Regionale n. 1/ Spedizione in abbonamento postale 50%

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1 La domanda dei servizi di trasporto e logistica in Umbria 30 I Quaderni di Unioncamere Umbria Supplemento n. 2 all Osservatorio Economico Regionale n. 1/ Spedizione in abbonamento postale 50%

2 DIRETTORE RESPONSABILE Dr. Alberto Porcacchia REDATTORE CAPO Carlo Catalucci COMITATO DI REDAZIONE Leonello Tosi, Andrea Massarelli, Chiara Brutti, Samantha Del Lungo e Carlo Tardocchi COORDINAMENTO SCIENTIFICO Prof. Sergio Sacchi DIREZIONE, REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE Unione regionale delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura dell Umbria Largo Don Minzoni, TERNI REGISTRAZIONE Cancelleria Tribunale di Terni n. 8/89 del Spedizione in abbonamento postale - 50% COMPOSIZIONE e IMPAGINAZIONE IN PROPRIO Uniontrasporti è una società promossa da Unioncamere e dalle Camere di commercio locali, nata nel 1990 per sostenere lo sviluppo del sistema dei trasporti, della logistica e delle infrastrutture. E un organismo tecnico, di supporto all elaborazione delle linee di politica dei trasporti a livello nazionale e locale, alla promozione degli interessi collettivi; fornisce servizi qualificati mirati al potenziamento dei sistemi infrastrutturali locali, alla crescita degli operatori e supporta i progetti di fattibilità e di finanza di progetto. La redazione del presente documento è stata curata dal dr. Alessandro Africani e dalla dr.ssa Iolanda Conte con il supporto della dr.ssa Carmela Petrillo e dal team di lavoro di Unioncamere Umbria, composto da Carlo Catalucci, dal dr. Andrea Massarelli con il supporto della dr.ssa Samantha Del Lungo e la collaborazione della dr.ssa Chiara Vivoli della società ASTer di Perugia. 2

3 INDICE PRESENTAZIONE 7 CARATTERI E TENDENZE DEL SISTEMA SOCIO ECONOMICO DELL UMBRIA 9 Demografia 9 Mercato del lavoro 9 Tessuto imprenditoriale 11 Distribuzione territoriale delle unità locali al Cartografia settore ALIMENTARE 15 Cartografia settore MODA 16 Cartografia settore LEGNO 17 Cartografia settore CARTA ED EDITORIA 18 Cartografia settore CHIMICA, GOMMA E PLASTICA 19 Cartografia settore CERAMICA 20 Cartografia settore METALMECCANICA E ELETTRONICA 21 Commercio con l estero 22 Risultati economici 23 LE INFRASTRUTTURE DI TRASPORTO E LOGISTICA IN UMBRIA 25 L offerta stradale: caratteristiche della rete e criticità 27 L offerta ferroviaria: caratteristiche della rete e criticità 32 L offerta aeroportuale: caratteristiche e criticità 37 L offerta logistica 38 I traffici sulla rete infrastrutturale umbra 39 LA DOMANDA DI SERVIZI LOGISTICI DA PARTE DELLE IMPRESE UMBRE 43 Introduzione 43 Struttura e caratteristiche del campione 44 I mercati di riferimento 51 La domanda di trasporto 56 L organizzazione della logistica 61 Valutazione del servizio di trasporto e dei servizi accessori 68 Livello di soddisfazione per le infrastrutture 70 La domanda di servizi logistici: criteri per la scelta dei fornitori 73 Approccio dell azienda alla logistica 76 Organizzazione tra le imprese 82 Sintesi dei risultati della ricerca 83 GLI SCENARI FUTURI: INTERVENTI PROGRAMMATI SUL TERRITORIO 87 BIBLIOGRAFIA 95 SITI INTERNET DI INTERESSE 95 ALLEGATO 1: NOMENCLATURA STATISTICA DEL TRAFFICO 96 ALLEGATO 2: QUESTIONARIO D INDAGINE 102 INDICE DELLE TAVOLE Tavola 1: Consistenza della popolazione in migliaia di unità 9 Tavola 2: Mercato del lavoro occupati e disoccupati per ripartizione territoriale (valori in migliaia) 10 Tavola 3: Rapporti caratteristici del mercato del lavoro - anno Tavola 4: Gli occupati per settore di attività economica nel 2005 (in %) 11 3

4 Tavola 5: Imprese attive per settore di attività e ripartizione territoriale (al ) 12 Tavola 6: Commercio estero importazioni ed esportazioni anni 2004, 2005 e variazioni 22 Tavola 7: Esportazioni manifatturiere e totali 2004 e 2005 incidenza % sul totale regionale 23 Tavola 8: Pil pro capite Tavola 9: Variazioni annue del valore aggiunto pro-capite, valori in percentuale 24 Tavola 10: Composizione % del valore aggiunto per settori - anno Tavola 11: Investimenti fissi lordi per la branca produttrice anno 2003, 2004 (milioni di euro correnti) 24 INDICE DELLE TABELLE Tabella 1: Offerta stradale in Umbria (Km) - anno Tabella 2: Indicatori infrastrutturali regionali - anno Tabella 3: Ripartizione delle corse treni FS per tratta (%) - anno Tabella 4: Corse treni FCU (numero) - anno Tabella 5: Traffici merci su strada in Umbria - anno Tabella 6: Chilometri medi percorsi - anno Tabella 7: Ripartizione geografica per altre sedi - anno Tabella 8: Volumi di merci trasportate in origine con varie tipologie di trasporto - anno Tabella 9: Volumi di merci trasportate in destinazione con le varie tipologie di trasporto - anno Tabella 10: Utilizzo delle varie tipologie di trasporto da parte delle imprese umbre - anno Tabella 11: A chi viene affidato il servizio di trasporto? 67 Tabella 12: Problematiche connesse ai trasporti ed ai servizi accessori al trasporto 69 Tabella 13: Quali servizi vorrebbe le fossero offerti da parte di un fornitore? 74 Tabella 14: Figure professionali di cui si sente la necessità 77 Tabella 15: Interventi prioritari in Umbria 88 INDICE DEI GRAFICI Grafico 1: Densità imprenditoriale - anno Grafico 2: Sedi d impresa - variazioni % (2000/2005) 13 Grafico 3: Unità locali - variazioni % (2000/2005) 14 Grafico 4: Indice di dotazione ferroviaria 36 Grafico 5: Distribuzione delle imprese indagate per settori produttivi 45 Grafico 6: Distribuzione delle imprese per classe dimensionale - anno Grafico 7: Distribuzione delle imprese per classe di fatturato - anno Grafico 8: Principali merceologie trattate - anno Grafico 9: Flussi di merce per area di origine - anno Grafico 10: Ripartizione dei flussi di merce originati dall Italia - anno Grafico 11: Flussi di merce per area di destinazione - anno Grafico 12: Ripartizione dei flussi di merce destinati all Italia - anno Grafico 13: Volumi trasportati, in origine, con varie modalità (valori %) - anno Grafico 14: Volumi trasportati, per destinazione, con varie modalità (valori %) - anno Grafico 15: Ripartizione per classi di addetti alla logistica - anno Grafico 16: Con quali risorse l azienda provvede allo svolgimento delle diverse funzioni? 64 Grafico 17: Destinazione delle risorse interne alla logistica per classe dimensionale 4

5 delle imprese - anno Grafico 18: Destinazione delle risorse esterne alla logistica per classe dimensionale delle imprese - anno Grafico 19: Destinazione delle risorse sia interne che esterne alla logistica per classe dimensionale delle imprese - anno Grafico 20: Come giudica il livello di soddisfazione rispetto alle infrastrutture utilizzate per il trasporto merci? 71 Grafico 21: Come giudica il livello di soddisfazione rispetto alle infrastrutture utilizzate per il trasporto merci? (grafico epurato dalle risposte non utilizza) 72 Grafico 22: Con quali criteri vengono scelti i fornitori dei servizi di trasporto? 73 Grafico 23: Quali servizi vorrebbe che le fossero offerti da parte del fornitore? 75 Grafico 24: Piani strategici per la logistica 76 Grafico 25: Figure professionali presenti in azienda 77 Grafico 26: Figure professionali presenti o meno in azienda Piccole aziende 78 Grafico 27: Figure professionali presenti o meno in azienda Medie aziende 79 Grafico 28: Figure professionali presenti o meno in azienda Grandi aziende 79 Grafico 29: Quali attività verranno potenziate nei prossimi 3 anni? 80 Grafico 30: Attività di formazione e assistenza nella logistica 81 Grafico 31: Organizzazione tra imprese 82 INDICE DELLE FIGURE Figura 1: Rete viaria principale dell Umbria 25 Figura 2: Strade a servizio dell anello 29 Figura 3: Criticità della rete stradale 31 Figura 4: Offerta ferroviaria FS e FCU - anno Figura 5: Offerta ferroviaria FS 34 Figura 6: Mappa dell Aeroporto di S. Egidio 37 Figura 7: Milioni di TONNELLATE/Km per Km di linea 41 Figura 8: Il Quadrilatero Umbria-Marche 89 Figura 9: Tracciato E45, E55 90 Figura 10: Interventi ferroviari sul territorio umbro 92 5

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7 PRESENTAZIONE Il tema delle infrastrutture ha fortemente caratterizzato anche in Umbria il dibattito politico in questi ultimi anni nella consapevolezza del ruolo decisivo che tale fattore riveste ai fini dello sviluppo economico e della competitività del territorio. Questa considerazione assume una valenza del tutto particolare per la nostra regione in ragione del suo storico isolamento rispetto alle principali direttrici del trasporto nazionale ed internazionale, che indubbiamente ne ha frenato nel tempo la crescita. E ormai universalmente riconosciuto che la rapidità e l efficienza nel trasporto di merci e persone costituiscano fattori determinanti in uno scenario di globalizzazione, dove la concorrenza tra territori si gioca per gran parte proprio sulla dotazione delle infrastrutture. Trasporti e logistica sono da considerare vitali per lo sviluppo economico di un territorio in cui operano migliaia e migliaia di imprese impegnate a far fronte a nuove e complesse esigenze gestionali della propria attività, in presenza di un incessante ampliamento della gamma delle produzioni, di un numero crescente di aree di mercato e di un restringimento dei tempi di produzione e di consegna. La logistica, intesa come servizio delle imprese di produzione ed industria di servizi, si connette funzionalmente ai trasporti in questo contesto. In Umbria, tra i molteplici interventi programmati dalle Istituzioni locali per ridurre il divario dalle aree maggiormente sviluppate in materia di infrastrutture, è prevista la realizzazione di alcune basi logistiche in grado di assicurare un adeguata integrazione con la rete nazionale, supportando la costruzione di un sistema di terminali di trasporto e di logistica interconnessi ed omogenei. Unioncamere Umbria, nell ambito della costante attività di monitoraggio e di approfondimento della conoscenza del sistema imprenditoriale regionale, ha inteso fornire il suo contributo, cercando con questa ricerca di individuare alcuni dei principali caratteri della domanda dei servizi di trasporto e di logistica espressa dal sistema delle piccole e medie imprese operanti nella regione. Il presente lavoro va quindi a riconfermare un significativo impegno che il sistema camerale regionale assicura nel promuovere attività di supporto nella fase di promozione e programmazione degli interventi infrastrutturali, giovandosi, in particolare, del forte e diretto legame con gli interessi del sistema locale delle imprese. Lo studio, che costituisce per la nostra realtà regionale una novità assoluta, potrà costituire per i principali attori istituzionali e privati uno strumento per conoscere meglio e valutare le istanze provenienti dal mondo imprenditoriale, stimolando una riflessione ed una condivisione in merito alle strategie infrastrutturali più adeguate per accrescere la competitività del sistema Umbria. ADRIANO GAROFOLI Presidente Unioncamere Umbria 7

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9 CARATTERI E TENDENZE DEL SISTEMA SOCIO-ECONOMICO DELL UMBRIA Demografia L'attuale quadro demografico vede l'umbria mantenere un suo specifico profilo strutturale e dinamico che la distingue in modo piuttosto netto dall'analoga evoluzione nazionale. Malgrado un'inversione di tendenza positiva della dinamica del movimento naturale, manifestatasi a livello generale nell'ultimo periodo dopo parecchi anni di flessione, l'umbria vede persistere costantemente un saldo naturale deficitario, che però è più che compensato da quello migratorio stabilmente positivo. Per effetto di queste contrapposte tendenze, la popolazione residente in Umbria continua a crescere ininterrottamente con incrementi piuttosto consistenti come quelli del 2004 e del 2005 (tavola 1). Questa dinamica, che identifica l'umbria come un'area "attrattiva", evidenzia anche una struttura della popolazione residente con una rilevante quota degli abitanti con oltre 65 anni di età (23,4%) che, oltre a superare il corrispondente valore dell'italia centrale (21,3%), sopravanza di quasi quattro punti l'analogo valore medio italiano (19,5%). La densità abitativa (101,6 abitanti per kmq), pur se in costante crescita, risulta nettamente al di sotto di quella calcolata per l'italia Centrale (192,7) e per l'italia (194,0). La distribuzione della popolazione nel territorio risulta abbastanza uniforme considerato che nella provincia di Perugia risiedono 100 abitanti per kmq. e in quella di Terni 106. Tuttavia in conseguenza dello squilibrio territoriale tra le due aree risulta che ben il 70% della popolazione risiede nella provincia del capoluogo di regione. Tavola 1: Consistenza della popolazione in migliaia di unità Popolazione a fine anno Saldo naturale annuale Saldo migratorio annuale Perugia 622,7 632,4 640,3-1,3-0,6-1,8 11,0 10,3 14,3 Terni 225,3 226,5 227,6-1,1-0,9-4,7 5,2 2,0 9,3 UMBRIA 848,0 858,9 867,9-2,4-1,5-2,6 16,2 12,4 13,0 ITALIA C , , ,3-19,8-8,1-1,1 162,9 130,0 7,8 ITALIA , , ,7-42,4 15,9-0,2 609,6 558,2 5,2 Fonte: elaborazioni Unioncamere Umbria su dati Istat Mercato del lavoro Il bilancio occupazionale dell' anno 2005 conferma, per il quarto anno consecutivo, la positiva dinamica del mercato del lavoro umbro anche se il risultato deve essere interpretato con una certa prudenza (tavola 2). Infatti, a seguito della introduzione di una nuova metodologia a partire dal 2004, non sono poche le perplessità in merito alla capacità dell'indagine Istat sulle 9

10 forze di lavoro di cogliere le oscillazioni trimestrali in una realtà territoriale piccola come l'umbria. L'aumento dell'occupazione è da attribuire in modo inequivocabile all'andamento del lavoro dipendente che, cresciuto in linea con la media nazionale, incide percentualmente del 70,6% sul totale degli occupati. Accanto a questo trend positivo (5.600 unità in più pari ad una variazione percentuale dell'1,7% rispetto all'anno 2004), va segnalato, contemporaneamente, un incremento del numero dei disoccupati di unità per una variazione percentuale di + 9,3%. Tavola 2: Mercato del lavoro - occupati e disoccupati per ripartizione territoriale (valori in migliaia) Media 2004 Media 2005 OCCUPATI variazioni v.a. Δ% Umbria 339,9 345,5 5,6 1,7 Marche 633,4 634,6 1,2 0,2 Toscana 1487,7 1509,9 22,2 1,5 Lazio 2076,2 2085,1 9 0,4 ITALIA C. 4537,2 4575,1 37,9 0,8 ITALIA 22404, ,8 158,4 0,7 Media 2004 Media 2005 DISOCCUPATI variazioni v.a. Δ% Umbria 20,5 22,4 1,9 9,3 Marche 35,6 31,2-4,4-12,3 Toscana 81,6 83,7 2,1 2,6 Lazio 179,1 174,5-4,6-2,6 ITALIA C. 316,8 311,8-5 -1,6 ITALIA 1960,4 1888,6-71,8-3,7 Fonte: elaborazioni Unioncamere Umbria su dati Istat Il risultato, apparentemente contraddittorio, dipende da un aumento dello stock complessivo di forza lavoro, determinato non dalla riduzione della cosiddetta "disoccupazione sommersa", ma da una ulteriore dilatazione della popolazione. Quasi del tutto in modo speculare alle tendenze dell'occupazione, il tasso di disoccupazione in Umbria appare piuttosto alto rispetto alle regioni confinanti, ad eccezione del Lazio, regione il cui valore raggiunge il livello medio nazionale (tavola 3). Per quanto attiene ai rapporti caratteristici del mercato del lavoro il tasso di occupazione calcolato per il 2005 fa rilevare un valore del 46,2%, che risulta leggermente più basso di quello dell'italia centrale (47,2%) ma più elevato di quello nazionale (45,3%), mentre il tasso di disoccupazione registra in Umbria un livello migliore (6,1%), sia nei confronti del centro Italia (6,4%) che del Paese nel suo complesso (7,7%)(tabella 3). 10

11 Alcuni aspetti di rilievo, infine, scaturiscono dall'analisi delle tendenze dell'occupazione per macro settori di attività produttiva (tavola 4). Si nota infatti: il netto recupero dell'occupazione agricola; la tenuta generale dell'industria per effetto dell'espansione del comparto delle costruzioni, aumentato di quasi unità, contro le dell'industria; e la perdita modesta, ma di segno inequivocabile, di posti di lavoro nel settore dei servizi, seriamente indebolito dalla flessione in atto nel comparto del commercio. Tavola 3: Rapporti caratteristici del mercato del lavoro - anno 2005 Tasso di attività * Tasso di occupazione * Tasso di disoccupazione ** Totale Femminile Maschile Totale Femminile Maschile Totale Femminile Maschile Umbria 49,2 39,9 59,2 46,2 36,4 56,8 6,1 8,8 4,1 Marche 50,7 41,4 60,6 48,3 38,7 58,5 4,7 6,5 3,4 Toscana 50,6 41,7 60,5 48,0 38,6 58,2 5,3 7,3 3,7 Lazio 50,3 40,8 60,9 46,4 36,9 57,0 7,7 9,5 6,4 ITALIA C. 50,4 41,1 60,6 47,2 37,7 57,6 6,4 8,3 4,9 ITALIA 49,0 37,9 61,0 45,3 34,1 57,2 7,7 10,1 6,2 * Calcolati in rapporto alla corrispondente popolazione di 15 e più anni. ** Calcolato in rapporto alle forze di lavoro Fonte: elaborazioni Unioncamere Umbria su dati ISTAT Tavola 4: Gli occupati per settore di attività economica nel 2005 (in %) Agricoltura Industria Manifatturiero Costruzioni Servizi Totale Perugia 4,3 32,8 23,5 9,3 62,9 100,0 Terni 4,3 29,5 19,6 10,0 66,2 100,0 UMBRIA 4,3 32,0 22,6 9,5 63,7 100,0 ITALIA 4,2 30,8 22,3 8,5 65,0 100,0 Fonte: Elaborazione Istituto G. Tagliacarne su dati Istat Tessuto imprenditoriale Il sistema imprenditoriale umbro si caratterizza per una presenza preponderante di piccole e piccolissime imprese e per una consistente presenza dell'artigianato, cui appartiene circa il 30% delle ditte iscritte alle Camere di commercio. La densità imprenditoriale calcolata per la regione risulta abbastanza elevata, considerato che, mettendo in relazione le imprese attive con la popolazione residente, risultano mediamente 72,6 unità imprenditoriali operanti nei settori extragricoli ogni abitanti a fronte di un analogo valore di 71,1 calcolato sia per la media nazionale che per l'italia centrale (grafico 1). Va ricordato peraltro che sulle caratteristiche e sulla evoluzione del tessuto imprenditoriale hanno inciso in modo significativo due fattori: 11

12 la particolare composizione della popolazione costituita per quasi un quarto da persone anziane (con più di 65 anni di età); la presenza storica di alcune grandi aziende industriali, concentrate soprattutto nell'area del ternano-narnese ed operanti nei settori della metallurgia e della chimica, che hanno costituito per diversi decenni una opportunità occupazionale preferenziale, frenando lo spirito d'intraprendere un'attività in proprio. Grafico 1: Densità imprenditoriale - anno 2005 Terni 65,5 84,7 Perugia 75,2 99,7 Umbria 72,6 95,7 Marche 80,0 104,3 Toscana Lazio 58,7 68,8 85,0 98,4 Italia C. 71,1 85,2 Italia 71,1 87,6 0,0 20,0 40,0 60,0 80,0 100,0 120,0 imprese non agricole ogni 1000 abitanti imprese ogni 1000 abitanti Fonte: Unioncamere Umbria, 2006 Da un punto di vista esclusivamente numerico l'evoluzione imprenditoriale degli ultimi anni ha manifestato una crescita ininterrotta determinata soprattutto dalla espansione del settore delle costruzioni (tavola 5). Tavola 5: Imprese attive per settore di attività e ripartizione territoriale (al ) Agricoltura Industria Altre N.C. Totale Perugia Terni UMBRIA ITALIA C ITALIA Fonte: Infocamere Questo particolare fenomeno si riscontra anche nel panorama nazionale, ma in Umbria lo sviluppo del comparto edile ha trovato un fattore preponderante nel 12

13 lavoro di ricostruzione, recupero e riqualificazione, resosi necessario in seguito ai danni del terremoto del 1997, che ha interessato pressoché tutto il territorio regionale. A questo riguardo va comunque precisato che l'aumento del numero delle imprese, che di per sé indica vivacità imprenditoriale, deve essere considerato con cautela in ragione del fatto che, data la consistenza della forza lavoro, una crescita del numero delle imprese comporta una riduzione delle dimensioni medie. Analizzando la dinamica imprenditoriale dei diversi settori di attività manifestatasi nel corso del 2005, si osserva: un recupero delle imprese agricole dalle , risultanti attive al 31 dicembre del precedente anno 2004, alle dell anno successivo; una robusta espansione del numero delle imprese operanti nel macrosettore dell'industria, da a , da attribuire esclusivamente, come detto, all'aumento delle aziende edili (+4,4%) che ha più che compensato il disavanzo delle imprese manifatturiere (-0,9%); una ulteriore e consistente crescita del numero del numero delle imprese dei servizi da a , di cui si evidenza la dinamica sostenuta dei "servizi professionali per imprese e famiglie". Grafico 2: Sedi d impresa - variazioni % (2000/2005) Terni 7,5 10,0 Perugia 7,5 9,2 UMBRIA 8,0 8,8 ITALIA 10,8 10,4 SERVIZI INDUSTRIA Fonte: Unioncamere Umbria, 2006 Per quanto concerne la forma giuridica si conferma la tendenza delle imprese ad adottare forme giuridiche sempre più strutturate, specie nella forma di società di capitali, che hanno costituito quasi la metà delle imprese giuridiche registrate nel corso del Tuttavia l'incidenza percentuale di quest'ultima forma giuridica (11,2%) resta ancora piuttosto distaccata sia da quella che si riscontra per l'italia centrale (14,1%) che per l'italia (13,1%). 13

14 Grafico 3: Unità locali - variazioni % (2000/2005) Terni 13,7 13,0 Perugia 8,5 13,0 UMBRIA 9,6 13,0 14,4 ITALIA 15,7 SERVIZI INDUSTRIA Fonte: Unioncamere Umbria, 2006 Distribuzione territoriale delle unità locali al Con le pagine che seguono ci si propone di fornire una rappresentazione generale della distribuzione territoriale del sistema produttivo regionale con riferimento ai comparti portanti dell economia umbra, volendo porre in particolare evidenza la specifica vocazione delle diverse aree regionali. Per ognuna delle principali attività di produzione è stato realizzato un cartogramma in cui le aree dei 92 comuni della regione evidenziano la propria specializzazione produttiva rispetto alla struttura economica complessiva dell Umbria. In particolare per ciascuna classe di attività economica l indice di specializzazione è stato calcolato rapportando l incidenza del numero delle unità locali operanti nella suddetta attività sul totale delle unità locali del settore industriale all analoga incidenza calcolata a livello regionale. In presenza di valori di tale indice superiori all unità, si considera specializzazione a livello comunale rispetto al comparto di attività considerato. Pertanto l indice di specializzazione produttiva (IS ij )di un comune rispetto alla media regionale è dato dalla seguente formula: LC IS i j = LC dove: LC i j LC tot j LR i LR i j tot j LRi LR = unità locali attive nel settore manifatturiero i nel comune j = totale delle unità locali attive manifatturiere nel comune j = unità locali attive nel settore manifatturiero i nella regione Umbria = totale delle unità locali attive manifatturiere nella regione Umbria L analisi è stata inoltre arricchita confrontando il valore dell indice( grafico radar) e la consistenza numerica (grafico a barre) dei dieci comuni con il maggior numero di unità locali attive nel settore in esame. 14

15 San Giustino ALIMENTARE Citerna Monteleone d Orvieto Castel Viscardo Tuoro sul Trasimeno Paciano Allerona Fabro Castel Giorgio Lisciano Niccone Castiglion del Lago Città della Pieve Ficulle Porano Monte Santa Maria Tiberina Passignano sul Trasimeno Panicale Piegaro Montegabbione Parrano Orvieto Magione Città di Castello Umbertide Corciano San Venanzo Baschi Montone Marsciano Fratta Todina Monte Castello di Vibio Collazzone Pietralunga Perugia Todi Deruta Torgiano Bastia Umbra Gualdo Cattaneo Massa Martana Gubbio Bettona Cannara Acquasparta Montecchio Avigliano Umbro Montecastrilli Guardea Sangemini Alviano Amelia Bevagna Montefalco Giano dell Umbria Valfabbrica Assisi Castel Ritaldi Terni Scheggia e Pascelupo Spello Costacciaro Spoleto Sigillo Fossato di Vico Gualdo Tadino Valtopina Trevi Nocera Umbra Foligno Nera Sant Anatolia di Narco Scheggino Ferentillo Vallo di Arrone Polino Sellano Cerreto di Spoleto Campello sul Clitunno Monteleone di Spoleto Indice di specializzazione produttiva calcolato sulle unità locali attive al Divisioni di attività manifatturiera: 15 - Industrie alimentari e delle bevande Preci Cascia Poggiodomo Norcia Fonte: Elaborazioni Unioncamere Umbria su dati Infocamere Lugnano in Teverina Attigliano Giove Penna in Teverina Otricoli Narni Calvi dell Umbria Stroncone Montefranco Classi percentuali: 0-0,5 da 0,6 a 1,2 da 1,3 a 2,0 da 2,1 a 2,5 maggiore di 2,5 I 10 COMUNI UMBRI CON IL MAGGIOR NUMERO DI UNITÀ LOCALI ATTIVE NEL SETTORE ALIMENTARE TODI BASTIA UMBRA CITTA' DI CASTELLO ORVIETO PERUGIA 1,6 1,4 1,2 1,0 0,8 0,6 0,4 0,2 0,0 SPOLETO TERNI ASSISI FOLIGNO GUBBIO PERUGIA TERNI FOLIGNO GUBBIO ASSISI SPOLETO ORVIETO CITTA' DI CASTELLO BASTIA UMBRA TODI Indice di specializzazione Consistenza delle unità locali attive nel 2000 e nel

16 San Giustino MODA Citerna Monteleone d Orvieto Castel Viscardo Tuoro sul Trasimeno Paciano Allerona Fabro Castel Giorgio Lisciano Niccone Castiglion del Lago Città della Pieve Ficulle Porano Monte Santa Maria Tiberina Passignano sul Trasimeno Panicale Piegaro Montegabbione Parrano Orvieto Magione Città di Castello Montecchio Guardea Alviano Umbertide Corciano San Venanzo Baschi Montone Marsciano Fratta Todina Monte Castello di Vibio Collazzone Acquasparta Avigliano Umbro Montecastrilli Amelia Pietralunga Perugia Todi Deruta Torgiano Bastia Umbra Bettona Cannara Gualdo Cattaneo Massa Martana Sangemini Gubbio Bevagna Montefalco Giano dell Umbria Valfabbrica Assisi Spello Castel Ritaldi Terni Scheggia e Pascelupo Costacciaro Spoleto Sigillo Fossato di Vico Gualdo Tadino Valtopina Trevi Nocera Umbra Foligno Nera Sant Anatolia di Narco Scheggino Ferentillo Vallo di Arrone Polino Sellano Cerreto di Spoleto Campello sul Clitunno Monteleone di Spoleto Indice di specializzazione produttiva calcolato sulle unità locali attive al Divisioni di attività manifatturiera: 17 - Industrie tessili 18 - Confezione di articoli di abbigliamento; preparazione, tintura e confezione di pellicce 19 - Preparazione e concia del cuoio; fabbricazione di articoli da viaggio, borse, marocchineria, selleria e calzature Preci Cascia Poggiodomo Norcia Fonte: Elaborazioni Unioncamere Umbria su dati Infocamere Lugnano in Teverina Attigliano Giove Penna in Teverina Otricoli Narni Calvi dell Umbria Stroncone Montefranco Classi percentuali: 0-0,5 da 0,6 a 1,2 da 1,3 a 2,0 da 2,1 a 2,5 maggiore di 2,5 I 10 COMUNI UMBRI CON IL MAGGIOR NUMERO DI UNITÀ LOCALI ATTIVE NEL SETTORE MODA SPOLETO UMBERTIDE FOLIGNO MAGIONE PERUGIA 2,0 1,8 1,6 1,4 1,2 1,0 0,8 0,6 0,4 0,2 0,0 ASSISI CITTA' DI CASTELLO BASTIA UMBRA CORCIANO TERNI PERUGIA CITTA' DI CASTELLO BASTIA UMBRA CORCIANO TERNI ASSISI MAGIONE FOLIGNO UMBERTIDE SPOLETO Indice di specializzazione Consistenza delle unità locali attive nel 2000 e nel

17 San Giustino LEGNO Citerna Lisciano Niccone Monte Santa Maria Tiberina Città di Castello Umbertide Montone Pietralunga Gubbio Scheggia e Pascelupo Costacciaro Sigillo Fossato di Vico Indice di specializzazione produttiva calcolato sulle unità locali attive al Divisioni di attività manifatturiera: 20 - Industria del legno e dei prodotti in legno e sughero, esclusi i mobili; fabbricazione di articoli di paglia e materiali da intreccio Fabbricazione di mobili Monteleone d Orvieto Castel Viscardo Tuoro sul Trasimeno Paciano Allerona Fabro Castel Giorgio Castiglion del Lago Città della Pieve Ficulle Porano Passignano sul Trasimeno Panicale Piegaro Montegabbione Parrano Orvieto Magione Corciano San Venanzo Marsciano Baschi Fratta Todina Monte Castello di Vibio Collazzone Acquasparta Montecchio Avigliano Umbro Montecastrilli Guardea Sangemini Alviano Amelia Perugia Todi Deruta Torgiano Bastia Umbra Bettona Cannara Gualdo Cattaneo Massa Martana Bevagna Montefalco Giano dell Umbria Valfabbrica Assisi Spello Castel Ritaldi Terni Spoleto Gualdo Tadino Valtopina Trevi Nocera Umbra Foligno Cerreto di Vallo Spoleto di Nera Sant Anatolia di Narco Scheggino Ferentillo Arrone Polino Sellano Campello sul Clitunno Monteleone di Spoleto Preci Cascia Poggiodomo Norcia Fonte: Elaborazioni Unioncamere Umbria su dati Infocamere Lugnano in Teverina Attigliano Giove Penna in Teverina Otricoli Narni Calvi dell Umbria Stroncone Montefranco Classi percentuali: 0-0,5 da 0,6 a 1,2 da 1,3 a 2,0 da 2,1 a 2,5 maggiore di 2,5 I 10 COMUNI UMBRI CON IL MAGGIOR NUMERO DI UNITÀ LOCALI ATTIVE NEL SETTORE LEGNO GUBBIO TODI SAN GIUSTINO ORVIETO CITTA' DI CASTELLO 2,0 1,8 1,6 1,4 1,2 1,0 0,8 0,6 0,4 0,2 0,0 SPOLETO PERUGIA TERNI ASSISI BASTIA UMBRA CITTA' DI CASTELLO PERUGIA TERNI ASSISI BASTIA UMBRA SPOLETO ORVIETO SAN GIUSTINO TODI GUBBIO Indice di specializzazione Consistenza delle unità locali attive nel 2000 e nel

18 San Giustino CARTA ED EDITORIA Citerna Lisciano Niccone Monte Santa Maria Tiberina Città di Castello Umbertide Montone Pietralunga Gubbio Scheggia e Pascelupo Costacciaro Sigillo Fossato di Vico Indice di specializzazione produttiva calcolato sulle unità locali attive al Divisioni di attività manifatturiera: 21 - Fabbricazione della pasta - carta, della carta e del cartone e dei prodotti di carta 22 - Editoria, stampa e riproduzione di supporti registrati Monteleone d Orvieto Castel Viscardo Tuoro sul Trasimeno Paciano Allerona Fabro Castel Giorgio Castiglion del Lago Città della Pieve Ficulle Porano Passignano sul Trasimeno Panicale Piegaro Montegabbione Parrano Orvieto Magione Montecchio Avigliano Umbro Guardea Alviano Corciano San Venanzo Marsciano Baschi Fratta Todina Monte Castello di Vibio Collazzone Amelia Perugia Todi Deruta Torgiano Bettona Cannara Gualdo Cattaneo Massa Martana Acquasparta Montecastrilli Bastia Umbra Sangemini Bevagna Montefalco Giano dell Umbria Valfabbrica Assisi Spello Castel Ritaldi Terni Spoleto Gualdo Tadino Valtopina Trevi Nocera Umbra Foligno Nera Sant Anatolia di Narco Scheggino Ferentillo Vallo di Arrone Polino Sellano Cerreto di Spoleto Campello sul Clitunno Monteleone di Spoleto Preci Cascia Poggiodomo Norcia Fonte: Elaborazioni Unioncamere Umbria su dati Infocamere Lugnano in Teverina Attigliano Giove Penna in Teverina Otricoli Narni Calvi dell Umbria Stroncone Montefranco Classi percentuali: 0-0,5 da 0,6 a 1,2 da 1,3 a 2,0 da 2,1 a 2,5 maggiore di 2,5 I 10 COMUNI UMBRI CON IL MAGGIOR NUMERO DI UNITÀ LOCALI ATTIVE NEL SETTORE CARTA E EDITORIA BASTIA UMBRA SAN GIUSTINO SPOLETO ASSISI PERUGIA 1,6 1,4 1,2 1,0 0,8 0,6 0,4 0,2 0,0 2,8 CITTA' DI CASTELLO TERNI FOLIGNO CORCIANO PERUGIA CITTA' DI CASTELLO TERNI FOLIGNO CORCIANO GUBBIO ASSISI SPOLETO SAN GIUSTINO BASTIA UMBRA GUBBIO Indice di specializzazione Consistenza delle unità locali attive nel 2000 e nel

19 San Giustino CHIMICA, GOMMA E PLASTICA Citerna Lisciano Niccone Monte Santa Maria Tiberina Città di Castello Umbertide Montone Pietralunga Gubbio Scheggia e Pascelupo Costacciaro Sigillo Fossato di Vico Indice di specializzazione produttiva calcolato sulle unità locali attive al Divisioni di attività manifatturiera: 24 - Fabbricazione di prodotti chimici e di fibre sintetiche e artificiali 25 - Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche Monteleone d Orvieto Castel Viscardo Tuoro sul Trasimeno Paciano Allerona Fabro Castel Giorgio Castiglion del Lago Città della Pieve Ficulle Porano Passignano sul Trasimeno Panicale Piegaro Montegabbione Parrano Orvieto Magione Corciano San Venanzo Marsciano Baschi Fratta Todina Monte Castello di Vibio Perugia Deruta Collazzone Todi Torgiano Bastia Umbra Bettona Cannara Gualdo Cattaneo Massa Martana Bevagna Acquasparta Montecchio Avigliano Umbro Montecastrilli Guardea Sangemini Alviano Amelia Giano dell Umbria Valfabbrica Assisi Spello Montefalco Castel Ritaldi Terni Spoleto Gualdo Tadino Valtopina Trevi Nocera Umbra Foligno Cerreto di Vallo Spoleto di Nera Sant Anatolia di Narco Scheggino Ferentillo Arrone Polino Sellano Campello sul Clitunno Monteleone di Spoleto Preci Cascia Poggiodomo Norcia Fonte: Elaborazioni Unioncamere Umbria su dati Infocamere Lugnano in Teverina Attigliano Giove Penna in Teverina Otricoli Narni Calvi dell Umbria Stroncone Montefranco Classi percentuali: 0-0,5 da 0,6 a 1,2 da 1,3 a 2,0 da 2,1 a 2,5 maggiore di 2,5 I 10 COMUNI UMBRI CON IL MAGGIOR NUMERO DI UNITÀ LOCALI ATTIVE NEL SETTORE CHIMICA, GOMMA E PLASTICA CITTA' DI CASTELLO ASSISI NARNI TREVI PERUGIA 2,4 2,2 2,0 1,8 1,6 1,4 1,2 1,0 0,8 0,6 0,4 0,2 0,0 TERNI GUBBIO CORCIANO MARSCIANO PERUGIA TERNI GUBBIO CORCIANO MARSCIANO FOLIGNO TREVI NARNI ASSISI CITTA' DI CASTELLO FOLIGNO Indice di specializzazione Consistenza delle unità locali attive nel 2000 e nel

20 San Giustino CERAMICA Citerna Lisciano Niccone Monte Santa Maria Tiberina Città di Castello Umbertide Montone Pietralunga Gubbio Scheggia e Pascelupo Costacciaro Sigillo Fossato di Vico Indice di specializzazione produttiva calcolato sulle unità locali attive al Divisioni di attività manifatturiera: Fabbricazione di prodotti ceramici non refrattari, non destinati all edilizia e di prodotti ceramici refrattari Fabbricazione di piastrelle in ceramica per pavimenti e rivestimenti Monteleone d Orvieto Castel Viscardo Tuoro sul Trasimeno Paciano Allerona Fabro Castel Giorgio Castiglion del Lago Città della Pieve Ficulle Porano Passignano sul Trasimeno Panicale Piegaro Montegabbione Parrano Orvieto Magione Montecchio Guardea Alviano Corciano San Venanzo Marsciano Baschi Fratta Todina Monte Castello di Vibio Collazzone Acquasparta Avigliano Umbro Montecastrilli Amelia Perugia Todi Deruta Torgiano Bastia Umbra Bettona Cannara Gualdo Cattaneo Massa Martana Sangemini Bevagna Giano dell Umbria Valfabbrica Assisi Spello Montefalco Castel Ritaldi Terni Spoleto Gualdo Tadino Valtopina Trevi Nocera Umbra Foligno Nera Sant Anatolia di Narco Scheggino Ferentillo Vallo di Arrone Polino Sellano Cerreto di Spoleto Campello sul Clitunno Monteleone di Spoleto Preci Cascia Poggiodomo Norcia Fonte: Elaborazioni Unioncamere Umbria su dati Infocamere Lugnano in Teverina Attigliano Giove Penna in Teverina Otricoli Narni Calvi dell Umbria Stroncone Montefranco Classi percentuali: 0-0,5 da 0,6 a 1,2 da 1,3 a 2,0 da 2,1 a 2,5 maggiore di 2,5 I 10 COMUNI UMBRI CON IL MAGGIOR NUMERO DI UNITÀ LOCALI ATTIVE NEL SETTORE CERAMICA GUBBIO ORVIETO CITTA' DI CASTELLO GUALDO TADINO 6,4 MARSCIANO 2,0 1,8 1,6 1,4 1,2 1,0 0,8 0,6 0,4 0,2 0,0 UMBERTIDE 17,1 DERUTA TERNI TORGIANO 2,8 DERUTA GUALDO TADINO GUBBIO ORVIETO TORGIANO PERUGIA CITTA' DI CASTELLO UMBERTIDE MARSCIANO TERNI PERUGIA Indice di specializzazione Consistenza delle unità locali attive nel 2000 e nel

21 Citerna San Giustino METALMECCANICA ED ELETTRONICA Monteleone d Orvieto Castel Viscardo Tuoro sul Trasimeno Paciano Allerona Fabro Castel Giorgio Lisciano Niccone Castiglion del Lago Città della Pieve Ficulle Porano Monte Santa Maria Tiberina Passignano sul Trasimeno Panicale Piegaro Montegabbione Parrano Orvieto Magione Città di Castello Umbertide Corciano San Venanzo Baschi Montone Marsciano Fratta Todina Monte Castello di Vibio Deruta Collazzone Pietralunga Perugia Todi Torgiano Bastia Umbra Bettona Cannara Gualdo Cattaneo Gubbio Massa Martana Acquasparta Montecchio Avigliano Umbro Montecastrilli Guardea Sangemini Alviano Amelia Bevagna Montefalco Giano dell Umbria Valfabbrica Assisi Spello Castel Ritaldi Terni Scheggia e Pascelupo Costacciaro Spoleto Sigillo Fossato di Vico Gualdo Tadino Valtopina Trevi Nocera Umbra Foligno Cerreto di Vallo Spoleto di Nera Sant Anatolia di Narco Scheggino Ferentillo Arrone Polino Sellano Indice di specializzazione produttiva calcolato sulle unità locali attive al Divisioni di attività manifatturiera: 27 - Metallurgia 28 - Fabbricazione e lavorazione dei prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti 29 - Fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici 30 - Fabbricazione di macchine per ufficio, di elaboratori e sistemi informatici 31 - Fabbricazione di macchine ed apparecchi elettrici N.C.A Fabbricazione di apparecchi radiotelevisivi e di apparecchiature per le comunicazioni 33 - Fabbricazione di apparecchi medicali, di apparecchi di precisione, di strumenti ottici e di orologi 34 - Fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi 35 - Fabbricazione di altri mezzi di trasporto Campello sul Clitunno Monteleone di Spoleto Preci Cascia Poggiodomo Norcia Fonte: Elaborazioni Unioncamere Umbria su dati Infocamere Lugnano in Teverina Attigliano Giove Penna in Teverina Otricoli Narni Calvi dell Umbria Stroncone Montefranco Classi percentuali: 0-0,5 da 0,6 a 1,2 da 1,3 a 2,0 da 2,1 a 2,5 maggiore di 2,5 I 10 COMUNI UMBRI CON IL MAGGIOR NUMERO DI UNITÀ LOCALI ATTIVE NEL SETTORE METALMECCANICA ED ELETTRONICA NARNI SPOLETO CORCIANO BASTIA UMBRA PERUGIA 1,6 1,4 1,2 1,0 0,8 0,6 0,4 0,2 0,0 PERUGIA TERNI TERNI CITTA' DI CASTELLO CITTA' DI CASTELLO FOLIGNO UMBERTIDE GUBBIO BASTIA UMBRA FOLIGNO CORCIANO SPOLETO UMBERTIDE NARNI GUBBIO Indice di specializzazione Consistenza delle unità locali attive nel 2000 e nel

22 Commercio con l'estero Nel periodo la quota percentuale dell'export umbro sul totale delle esportazioni italiane è oscillata intorno ad un valore medio dello 0,9%, facendo registrare una crescita media annua del 4% che eguaglia l'analogo andamento registrato a livello nazionale. Le esportazioni umbre hanno come destinazione principale quella dei paesi industrializzati (in particolare Germania e Francia costituiscono i principali mercati di sbocco), ma negli ultimi 10 anni la quota delle esportazioni verso le economie avanzate si è sensibilmente ridotta a vantaggio delle aree cosiddette "in transizione" (sostanzialmente l'europa orientale) e quelle in "via di sviluppo". Per quanto attiene ai settori che maggiormente contribuiscono all'export regionale, il comparto della siderurgia e della metallurgia è quello che fornisce il maggior contributo con una quota che sfiora un terzo del totale del valore delle merci esportate, seguito dalle macchine ed apparecchi meccanici (17% c.ca), dal tessile-abbigliamento (13% c.ca) e dai prodotti alimentari, bevande e tabacco (6%) e quindi via via dagli altri comparti con percentuali inferiori. Al contrario è diminuita la specializzazione in comparti quali: tessileabbigliamento, legno e prodotti in legno, gomme e materie plastiche e prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi. Nel rapporto delle esportazioni regionali con l'andamento del commercio mondiale, l'umbria ha accusato un differenziale negativo nei periodi e , mentre nel periodo la crescita dell'export regionale è risultata superiore alla domanda mondiale. Osservando gli ultimi risultati disponibili, nel corso del 2005 il valore delle esportazioni umbre evidenzia una significativa crescita (+5,1%) rispetto al Un risultato che supera di poco la media nazionale pari al 4,0%, ma che appare ancor più apprezzabile se comparato a quello del Centro-Italia, che mostra una situazione di sostanziale stasi (cfr. tavola 6 e tavola 7). Tavola 6: Commercio estero - importazioni ed esportazioni anni 2004, 2005* e variazioni IMPORTAZIONI ESPORTAZIONI var % var.% Perugia 1.126, ,1-1,7% 1.467, ,0 3,0% Terni 1.007, ,2 19,3% 1.179, ,2 7,8% UMBRIA 2.134, ,3 8,2% 2.646, ,2 5,1% ITALIA C , ,6 10,3% , ,6 0,0% ITALIA , ,5 7,0% , ,9 4,0% * valori in migliaia di euro Fonte: elaborazioni Unioncamere Umbria su dati Istat 22

23 Tavola 7: Esportazioni manifatturiere e totali 2004 e incidenza % sul totale regionale INDUSTRIA MANIFATTURIERA TOTALE Perugia 54,3 53,8 54,6 54,3 Terni 45,7 46,2 45,4 45,7 UMBRIA 100,0 100,0 100,0 100,0 Fonte: elaborazioni Istituto G. Tagliacarne su dati Istat Risultati economici Sulla base delle stime elaborate da Unioncamere e dall'istituto Tagliacarne per l'anno 2004 in merito alla ricchezza prodotta, si evince come l'umbria si mantenga in una posizione intermedia nella graduatoria delle regioni italiane. In particolare la provincia di Perugia si colloca al 57 posto con un valore di ,00 per abitante, mentre la provincia di Terni è posizionata al 61 con ,00 (tavola 8). Fatta uguale a 100 la media nazionale, il numero indice per abitante stimato per la provincia del capoluogo di regione è 96,6 e 93,1 quello calcolato per la provincia ternana. Dal confronto con l'anno precedente e, soprattutto, con il 1995, si osserva per l'umbria una sensibile perdita di posizioni rispetto al quadro nazionale, determinata da un sensibile arretramento della provincia di Perugia il cui numero indice procapite ammontava ad un valore di 99,9 che non è stato compensato dal modesto progresso della provincia ternana risalita ad un livello del 93,5. Tavola 8: Pil pro capite 2004 VALORE PRO CAPITE INDICE PRO CAPITE* VARIAZIONE % (in euro) 2004/2005 Perugia ,1 96,6 38,9 Terni ,2 93,1 42,9 Umbria ,6 95,7 40,0 ITALIA C ,9 110,9 47,1 ITALIA ,8 100,0 43,6 *media Italia= 100 Fonte: Istituto G. Tagliacarne Analizzando le tendenze annuali relativamente alla ricchezza prodotta si osserva come l'umbria nel 2004, anno cui si riferiscono le ultime stime disponibili, abbia fatto registrare un risultato superiore a quello medio nazionale, invertendo una tendenza che la vedeva meno dinamica rispetto al complesso del Paese (tavola 9). 23

24 Tavola 9: Variazioni annue del valore aggiunto pro-capite, valori in percentuale 96/95 97/96 98/97 99/98 00/99 01/00 02/01 03/02 04/03 Perugia 4,4 5,2 2,9 4,2 5,2 5,4 1,8 1,1 3,4 Terni 5,0 2,7 2,8 6,6 3,2 4,7 4,5 3,4 3,4 UMBRIA 4,6 4,5 2,9 4,8 4,7 5,2 2,5 1,7 3,4 ITALIA C. 6,3 3,4 4,6 2,8 4,7 6,6 4,2 2,8 4,0 ITALIA 6,6 3,7 3,9 2,8 5,2 5,7 3,9 2,6 2,6 Fonte: elaborazioni Unioncamere-Istituto G.Tagliacarne Tavola 10: Composizione % del valore aggiunto per settori - anno 2004 Agricoltura Industria Altre attività Totale Perugia 3,1 26,7 70,2 100 Terni 2,0 29,2 68,8 100 UMBRIA 2,8 27,3 69,9 100 ITALIA C. 1,8 22,4 75,8 100 ITALIA 2,5 26,6 70,9 100 Fonte: Unioncamere -Istituto G. Tagliacarne Tavola 11: Investimenti fissi lordi per la branca produttrice - anni 2003 e 2004 (milioni di euro correnti) Costruzioni Macchine attrezzature e mezzi di trasporto Totale Costruzioni Macchine attrezzature e mezzi di trasporto Totale Perugia Terni UMBRIA ITALIA C ITALIA Fonte: Istituto G. Tagliacarne Analizzando la composizione settoriale del valore aggiunto si conferma la prevalenza del contributo fornito dalle "altre attività" la cui incidenza è sostanzialmente in linea con la media nazionale ma molto al di sopra di quella del Centro-Italia (circa 5 punti percentuali in meno) (tavola 10). Esaminando i volumi degli investimenti effettuati per gli anni 2003 e 2004 si riscontrano due interessanti elementi di valutazione: il primo riguarda una crescita calcolata per l'umbria (+3.0%) inferiore sia a quella dell'italia centrale (+5,8%) che alla media nazionale (+5,3%) ed il secondo concerne l'elevata incidenza del comparto delle "macchine, attrezzature e mezzi di trasporto" che sfiora il 60% del totale rispetto ad un valore nazionale di oltre 5 punti percentuali inferiore (tavola 11). 24

25 LE INFRASTRUTTURE DI TRASPORTO E LOGISTICA IN UMBRIA L Umbria è suddivisa nelle province di Perugia, capoluogo regionale, e Terni. Altre cittadine importanti sono Foligno, Città di Castello, Spoleto, Gubbio e Orvieto La popolazione totale è di circa abitanti, con una densità media di 101 abitanti per chilometro quadrato. Le infrastrutture di trasporto della regione umbra presentano un assetto che rispecchia la struttura insediativa policentrica del territorio, costituita da un anello centrale Perugia Assisi Foligno Spoleto Terni Todi Marsciano Perugia anche se i diversi assi non si congiungono perfettamente tra loro (tratto SS 3 Spoleto Terni) e da collegamenti radiali che uniscono all anello i poli urbani extraregionali. Figura 1: Rete viaria principale dell Umbria Fonte: Regione Umbria,

26 Lungo tale struttura si concentra circa l 80% delle unità locali attive garantendo un rapporto mediato tra città e campagna grazie ad una maglia a distribuzione equilibrata di piccoli e medi centri urbani. Nell area di Terni e Narni si concentrano i principali insediamenti industriali siderurgico-metalmeccanico-chimici, mentre nel polo perugino sono concentrate importanti industrie alimentari e tessili. Al di fuori dell anello l Umbria presenta due importanti insediamenti produttivi nelle zone di Gubbio e Città di Castello. Tali insediamenti sono collegati con le altre unità produttive locali da strade che facilitano gli spostamenti, individuabili in alcuni principali assi di scorrimento, come la E45, impostata sulla Val Tiberina. Secondo una definizione ripresa dal Piano Regionale dei Trasporti possiamo individuare sul territorio umbro alcuni bacini generatori di domanda logistica soprattutto per via della presenza di imprese operanti in diversi rami industriali. Essi sono stati definiti Bacini Regionali di domanda e sono i seguenti: 1. Bacino di Perugia-Trasimeno, nel quale presentano una notevole consistenza le industrie alimentari e tessili, tra le quali alcune aziende multinazionali; 2. Bacino di Terni-Narni, nel quale sono presenti le maggiori realtà nei settori chimico-siderurgico e meccanico; 3. Bacino di Città di Castello (Alta Valle del Tevere), interessato principalmente dall industria della carta e dell editoria nonché da industrie tessili. 4. Bacino di Orvieto, nel quale assumono determinante rilievo le industrie per la fabbricazione di apparecchi e macchine elettriche oltre che quelle tessili e di vestiario. 5. Bacino di Foligno, che include i comprensori della Valle Umbra Sud, Spoletino e Valnerina, e nel quale sono concentrate le produzioni di macchine ed apparecchi meccanici e di industrie tessili. 6. Bacino di Gubbio - Gualdo Tadino, nel quale risulta di grande interesse la presenza di strutture di produzioni di materiali per l edilizia e cementifici. 7. Bacino di Todi-Marsciano (Media Valle del Tevere), in cui prevalgono industrie per la fabbricazione e la lavorazione di prodotti in metallo e industrie tessili e di vestiario. 26

27 L offerta stradale: caratteristiche della rete e criticità L offerta stradale umbra può essere suddivisa in tre livelli di viabilità: viabilità autostradale: la regione, per la sua collocazione geografica, si trova infatti in posizione marginale rispetto alle due direttrici di transito Nord-Sud della A1 (Milano-Roma) e A14 (Bologna - Taranto); viabilità principale: costituita essenzialmente dalla E45 che attraversa la regione, costituendo l asse portante a livello infrastrutturale per il sistema produttivo umbro. Collega infatti le due province (Terni e Perugia) e funge da connessione con la rete viaria nazionale. Tale strada collega altresì a Sud la provincia di Terni con Narni e quindi attraverso la SS 204 con l Autostrada A1. Inoltre prosegue da Perugia verso Umbertide e San Sepolcro collegando anche a Nord le zone produttive della regione e garantendo buoni collegamenti con la rete viaria nazionale. viabilità secondaria, costituita dalle diverse ramificazioni a cui è affidata la funzione di capillarizzazione del territorio. Tabella 1: Offerta stradale in Umbria (Km) - anno 2003 Toscana Lazio Marche Umbria Centro-Italia Italia Autostrade Strade regionali e provinciali Altre strade di interesse regionale* Strade comunali Totale * strade regionali non ancora classificate, ma rilevanti per la mobilità del territorio Fonte: Elaborazioni Uniontrasporti su dati Conto nazionale dei trasporti, 2006 Nel complesso, sul territorio umbro insiste il 15% della rete stradale del Centro e il 3% dell intera rete stradale nazionale (tabella 1). Se facciamo una distinzione secondo i livelli di viabilità evidenziati all inizio del paragrafo possiamo dire che la regione ha il 5% delle autostrade che interessano la macroripartizione Centro, corrispondenti all 1% del totale nazionale. Da un punto di vista chilometrico si nota che l Umbria possiede un terzo delle autostrade delle Marche e poco più di un decimo delle autostrade di Lazio e Toscana (tabella 1). La marginalità della rete autostradale viene sopperita da una discreta dotazione stradale. Infatti, la Regione presenta km di strade regionali e provinciali con circa il 14% della dotazione complessiva del Centro Italia (Conto Nazionale dei Trasporti 2003). 27

28 Nella tabella 2 sono elencati gli indicatori infrastrutturali regionali relativi all anno 2004; si tratta di indici tradizionalmente usati per consentire un confronto fra la dotazione stradale di una regione ed altre aree del Paese. In questo senso, sono stati presi in esame: l indice infrastrutturale stradale sulla popolazione (IISP), pari ai chilometri di rete stradale (autostrade e strade di interesse nazionale) ogni abitanti; l indice infrastrutturale stradale sulla superficie (IISS), pari ai chilometri di rete stradale (autostrade e strade di interesse nazionale) ogni 100 chilometri quadrati di superficie; l indice infrastrutturale sui veicoli circolanti (IIVC), pari ai chilometri di rete stradale (autostrade e strade di interesse nazionale) ogni veicoli circolanti. Tabella 2 Indicatori infrastrutturali regionali - anno 2004 IISP Autostrade IISP Strade di Interesse Nazionale IISS Autostrade IISS Strade di Interesse Nazionale IIVC Autostrade IIVC Strade di Interesse Nazionale Piemonte 1,9 1,6 3,2 2,8 3,0 2,6 Valle d'aosta 9,0 12,5 3,4 4,7 9,3 12,9 Lombardia 0,6 1,1 2,4 4,1 1,0 1,8 Trentino-Alto Adige 1,9 0,0 1,4 0,0 3,6 0,0 Veneto 1,0 1,6 2,6 4,1 1,7 2,8 Friuli Venezia Giulia 1,8 4,3 2,7 6,5 2,9 7,1 Liguria 2,3 0,8 6,9 2,4 4,5 1,5 Emilia Romagna 1,4 2,9 2,6 5,3 2,2 4,7 Totale Nord 1,3 1,7 2,8 3,7 2,1 2,8 Toscana 1,2 2,6 1,8 4,0 1,9 4,1 Umbria 0,7 7,0 0,7 7,0 1,1 10,7 Marche 1,1 3,4 1,7 5,3 1,8 5,5 Lazio 0,9 0,9 2,7 3,0 1,3 1,4 Totale Centro 1,0 2,3 1,9 4,3 1,5 3,5 Abruzzo 2,7 7,4 3,3 8,9 4,6 12,6 Molise 1,1 16,2 0,8 11,9 2,1 30,3 Campania 0,8 2,3 3,3 9,9 1,4 4,2 Puglia 0,8 3,7 1,6 7,9 1,5 7,5 Basilicata 0,5 17,8 0,3 10,7 0,9 34,8 Calabria 1,4 6,8 2,0 9,2 2,8 13,0 Sicilia 1,2 4,4 2,3 8,8 2,1 7,9 Sardegna 0,0 7,5 0,0 5,1 0,0 13,8 Totale Sud 1,0 4,9 1,7 8,4 1,8 9,1 ITALIA 1,1 3,0 2,2 5,7 1,9 5,0 Fonte: Uniontrasporti, 2006 Dagli indicatori emerge che il territorio umbro è caratterizzato da una forte presenza di strade di interesse nazionale (viabilità primaria e secondaria). Se si 28

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