Laboratorio di Sistemi Operativi

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1 Laboratorio di Sistemi Operativi Prof. Mario Di Raimondo Centro Ricerche IPPARI Comiso A.A Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 1 / 157

2 Parte I Bash Scripting Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 2 / 157

3 Breve storia di UNIX Introduzione Unix Negli anni 60, dominano i mainframe da milioni di $. Questi hanno sistemi operativi: enormi (milioni di righe assembler); quindi poco efficienti e pieni di errori (correggendoli se ne introducevano altri!). Alla fine degli anni 60, fallisce il progetto del mega S.O. MULTICS. Intanto compaiono i minicomputer: 50% prestazioni, 5% costo di un mainframe. Nel 1969 un ex progettista di MULTICS, Ken Thompson trova alla Bell Labs un minicomputer per cui scrive in assembler un SO. E una versione ridotta di MULTICS: UNIX. Più avanti, Thompson e Dennis Ritchie riscrivono UNIX in linguaggio C, linguaggio ad alto livello, molto conciso e potente. Essendo ad alto livello, il C è indipendente dall hardware. Ciò ha permesso di portare UNIX su pressoché ogni hardware: PC, workstation, mini e super computer. Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 3 / 157

4 Unix oggi Introduzione Unix Esistono varie versioni commerciali di UNIX: alcune commerciali, alcune libere. I sistemi UNIX, nonostante siano nati più di 40 anni fa, sono ancora una realtà. Costituiscono la base tecnologica della moderna Internet. La maggioranza dei server di rete, a livello planetario, gira su sistemi UNIX-like. Caratteristiche principali: disponibile su molte piattaforme; multi-utente e multi-programmato; ben strutturato e fortemente affidabile; pensato per la rete. Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 4 / 157

5 La filosofia di UNIX Introduzione Unix This is the Unix philosophy. Write programs that do one thing and do it well. Write programs to work together. Write programs to handle text streams, because that is a universal interface. - Doug Macllroy, a founder of Unix tradition Filosofia nella programmazione scrivi piccoli pezzi connessi da interfacce chiare e pulite; progetta programmi che possono comunicare facilmente con altri programmi; progetta le cose in modo semplice; aggiungi complessità solo quando indispensabile; prima crea un prototipo che funziona, poi lo si ottimizza. - da The Art of Unix Programming Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 5 / 157

6 Linux Introduzione Linux Tra le tante reincarnazioni di UNIX ne esiste una che ha acquisito una particolare rilevanza per le sue caratteristiche: Linux creata nel 1991 da Linus Torvalds all Università di Helsinki; un sistema UNIX-like ma non derivato dai sorgenti di UNIX; completamente riscritto da zero ma intenzionalmente compatibile ed interfacciabile con i sistemi UNIX originali; rilasciato sotto licenza GPL: codice sorgente aperto, liberamente accessibile e modificabile; grazie alla sua natura aperta, è nata una comunità di sviluppatori che ci lavora ormai da anni. I sistemi UNIX hanno sempre dominato sul lato server: oggi Linux sta rimpiazzando una buona parte delle installazioni UNIX commerciali. Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 6 / 157

7 Progetto GNU Introduzione Linux Il progetto Linux riguarda solo lo sviluppo del kernel del Sistema Operativo. Esso ha una struttura monolitica. In realtà l idea di ricreare un sistema UNIX ma a codice aperto era stato intrapreso qualche anno prima dal progetto GNU (GNU is Not Unix) fondato da Richard Stallman. Questi avevano ben presto riscritto dal nulla tutte le utility che un moderno sistema operativo UNIX-like doveva avere, il tutto sotto licenza GPL. Un sistema operativo necessita di un kernel: il loro kernel era Hurd: ha una struttura a micro-kernel; concezione moderna ma...; il progetto risultò particolarmente complesso da sviluppare e da correggere; sviluppo molto lento e stagnante. Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 7 / 157

8 Il progetto GNU/Linux Introduzione Linux L arrivo di Linux capito proprio al momento giusto: la congiunzione dei due progetti fece nascere il sistema operativo GNU/Linux. Oggi tale sistema viene erroneamente denominato dalla massa come Linux, ma in realtà Linux è solo il kernel del sistema. Queste imprecisioni fanno infuriare i puristi (soprattutto i fautori del progetto GNU). Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 8 / 157

9 Le interfacce grafiche Introduzione Linux I sistemi UNIX originali hanno da sempre avuto come unica interfaccia con il suo utente la cosiddetta linea di comando (o shell): uno spaventoso cursore lampeggiante su uno schermo desolatamente nero! Alcuni progetti Open Source si sono posti come obiettivo quello di creare interfacce grafiche user-friendly che ne permettessero l utilizzo anche all utente medio meno esperto. Inoltre bisogna considerare che: anche l occhio vuole la sua parte! Sono nati bei progetti come Gnome, KDE e XFCE che forniscono una interfaccia (compresa di programmi applicativi) che, ad oggi, non hanno nulla da invidiare rispetto ad altre interfacce commerciali... Avvertimento Per questo corso, scordatevi le interfacce grafiche! Non le utilizzeremo! Il nostro ambiente di lavoro sarà la linea di comando. Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 9 / 157

10 Le distribuzioni Introduzione Linux Oggi il sistema GNU/Linux è disponibile sotto forma di varie distribuzioni, ne esistono a centinaia: base comune: sono comunque sistemi GNU/Linux; metodi di installazione e configurazione diversi; organizzazione dei pacchetti diversa; target di utilizzo diverso: desktop, server e/o embedded. Tra le più famose ed evolute: Debian (comprese le sue varianti: Knoppix, Ubuntu, Mepis,...); Suse; RedHat; Mandriva (ex Mandrake); Gentoo;... Scegliete quella che preferite! Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 10 / 157

11 Altre varianti di UNIX Introduzione Linux Un altro ceppo derivante dal sistema UNIX originale è costituito dalla famiglia dei sistemi BSD. Ne esistono varie versioni: alcune prettamente commerciali, altre libere. In genere i sistemi BSD sono particolarmente apprezzati in ambienti server per la loro stabilità e sicurezza. Dalla base BSD è nato proprio un sistema operativo che sta rapidamente diffondendosi: Apple MAC OS X. Si tratta fondamentalmente di un sistema Unix con un kernel (chiamato Darwin) a codice aperto ed una interfaccia accattivante che dimostra come un sistema UNIX può diventare user-friendly e alla portata di tutti. Sfortunatamente alcune parti del sistema (prevalentemente l interfaccia) sono closed-source e non permetteno di considerarlo un vero sistema libero. Volendo, per il corso, potete anche sperimentare su un Apple recente: con qualche click in più, potete scovare dove è stata nascosta la shell. Si può pensare anche di impiegare altri sistemi UNIX-like (anche commerciali) come Solaris, AIX, XP-UX,... Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 11 / 157

12 Cos è questa shell?! Introduzione La shell Si tratta di una interfaccia testuale attraverso cui si possono impartire al S.O. una serie di comandi o lanciare interi programmi. I primi sistemi UNIX avevano solo la shell come possibile interfaccia dell utente. Erano altri tempi e l avvento delle nuove interfacce grafiche farebbe pensare che il loro utilizzo è completamente superato ed obsoleto. Falso! Ciò non è affatto vero. Nei sistemi UNIX-like l interfaccia da linea di comando rappresenta ancora il metodo migliore per gestire le installazioni. Le moderne distribuzioni mettono anche a disposizione interfacce e servizi di configurazioni abbastanza efficienti. Purtroppo, spesso risultano troppo rigide e macchinose e mal si adattano ad esigenze specifiche di alcuni sistemisti. In realtà anche i sistemi Microsoft Windows hanno una rudimentale shell che risale alle sue origini più nascoste (l MS-DOS). Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 12 / 157

13 Introduzione I pro e i contro della shell La shell Iniziamo con gli aspetti positivi: permettono una gestione delle macchine anche da remoto in modo del tutto naturale (telnet, ssh); attraverso la creazione di semplici script (raccolte di comandi) è possibile automatizzare dei compiti di routine in modo da risparmiare tempo e lavoro; sistema che vai, interfaccia grafica di configurazione che trovi : tutto ciò non vale per la shell che rimane invariante nei sistemi UNIX-like. Passiamo a quelli negativi: può incutere timore e diffidenza nei nuovi utenti; con la shell non si può improvvisare, bisogna prima studiarsi i suoi principi di funzionamento ed i vari comandi a disposizione; Obiettivo Uno degli obiettivi di questo corso è proprio quello di imparare ad utilizzare le shell dei sistemi UNIX ed imparare la programmazione scripting. Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 13 / 157

14 Il processo di avvio (1) Introduzione Concetti fondamentali Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 14 / 157

15 Il processo di avvio (2) Introduzione Concetti fondamentali Dopo il power on del sistema, il BIOS viene caricato dalla EPROM del computer e questo (attraverso il boot loader che sta nel settore di avvio del primo disco) carica il kernel del S.O.; una volta avviato il kernel, questo ha accesso alle risorse del computer, quale la RAM su cui è caricato esso stesso e su cui farà girare tutti i suoi processi, ed il filesystem, su cui risiedono tutti i file dei programmi; il primo processo avviato dal kernel è il cosiddetto processo init che provvede ad inizializzare il sistema e, dipendentemente da ciò che è configurato nel file /etc/inittab, lancia i processi di login; ci può essere più di un processo di login su più terminali fisici (cioè reali) o virtuali; il programma di login consente all utente del sistema di autenticarsi prima di accedere allo stesso. Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 15 / 157

16 Cos é l autenticazione? Introduzione Concetti fondamentali A differenza del sistema MS-DOS e dei primi sistemi Windows, i sistemi UNIX sono stati da sempre multi-utente. La stessa macchina può essere utilizzata da più utenti contemporaneamente (localmente e/o in remoto). Ad ogni utente è associato un username ed una password che permettono di identificarlo al momento del login. I dati di tutti gli utenti del sistema sono memorizzati all interno del file /etc/passwd. Tutto il sistema è basato sui diritti di accesso: ogni oggetto (file, periferica, processo) ha delle strutture di accesso che decidono quali operazioni un dato utente è abilitato a fare. Queste strutture prevedono la suddivisione in gruppi logici (con intersezioni) per una maggiore flessibilità. Ogni utente ha un proprio ambiente di lavoro perfettamente isolato dagli altri. Un utente, in genere, non può interferire nel lavoro degli altri utenti. Esiste un utente particolare, chiamato root, che ha i massimi privilegi sul sistema: può fare quello che vuole. In genere è l account dell amministratore di sistema. Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 16 / 157

17 Ambiente iniziale Introduzione Concetti fondamentali Una volta effettuato il login correttamente ci si ritrova all interno del proprio spazio utente. A secondo di come è configurato il nostro sistema ci possiamo ritrovare in due diverse situazioni: se il login è stato effettuato in modalità testuale, allora ci ritroveremo direttamente difronte ad una shell (sempre testuale); alcuni sistemi (sopratutto quelli meno recenti) utilizzano l interfaccia testuale per default; il login viene effettuato attraverso una interfaccia grafica (desktop manager)che ci permette di introdurre le nostre credenziali (username/password) e quello che ci viene presentato dopo è un terminale grafico con una interfaccia user-friendly tipo Gnome o KDE; in questo caso, bisogna aprire manualmente un terminale per permetterci di lavorare con la shell. Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 17 / 157

18 Eccoci nella shell Introduzione Concetti fondamentali Quello che ci viene presentato è un prompt che ci indica che il sistema è pronto a ricevere comandi da noi. Esempio di prompt dei comandi A questo punto possiamo inserire i comandi che vengono poi mandati in esecuzione premendo il tasto di invio (o enter ). Finché il comando non viene inviato in esecuzione, abbiamo la possibilità di modificarne la sintassi correggendolo. Infatti questo viene mantenuto in un buffer di input fino all invio. Alcuni tasti utili Ctrl-C: interrompe l esecuzione di un comando; Ctrl-S: blocca l output che scorre sullo schermo; Ctrl-Q: sblocca lo stesso output. Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 18 / 157

19 Il filesystem Introduzione Concetti fondamentali Si tratta di una struttura (tipicamente ad albero) mantenuta su disco che contiene tutti i dati del S.O. e dei suoi utenti. Il filesystem contiene i seguenti tipi di oggetti: file: unità di base di memorizzazione dei dati; directory: meccanismo di raggruppamento di altri oggetti in modo annidato, dando origine a strutture ad albero; altro. Ogni filesystem ha un directory speciale che contiene tutti gli altri oggetti del filesystem (direttamente o indirettamente): root (o radice). Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 19 / 157

20 Esempio di filesystem Introduzione Concetti fondamentali Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 20 / 157

21 I path (1) Introduzione Concetti fondamentali Per lavorare con gli oggetti del filesystem ci serve poterli identificare in un modo ben preciso. Vengono utilizzati due metodi principali: Percorso assoluto Il percorso assoluto (o absolute path ) di un file è il percorso che va dalla radice del filesystem allo stesso. Il percorso parte dalla root quindi inizia con il carattere / e ogni elemento del path è separato dal precedente da un altro carattere /. Esempio: /home/utente/file.txt Percorso relativo Fissando logicamente una particolare directory (in genere quella corrente) è possibile identificare un file attraverso il percorso relativo (o relative path ) che va da tale directory ad esso. Un percorso relativo non inizia mai con il carattere /. Esempio: utente/documenti/cv.pdf Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 21 / 157

22 I path (2) Introduzione Concetti fondamentali Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 22 / 157

23 I path (3) Introduzione Concetti fondamentali Osservazione In effetti il percorso assoluto di un file è il suo percorso relativo rispetto alla root. Nella costruzione dei percorsi possiamo utilizzare due cartelle virtuali che esistono in ogni directory: la cartella.: indica la cartella stessa ( auto-referenziamento ); la cartella..: indica la cartella genitore. La cartella speciale.. risulterà molto utile per navigare all interno del nostro filesystem. Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 23 / 157

24 I path (4) Introduzione Concetti fondamentali Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 24 / 157

25 File speciali Introduzione Concetti fondamentali In ambiente UNIX esistono dei file speciali chiamati file di dispositivo: identificano una particolare periferica del sistema ed attraverso esso il S.O. e i programmi possono interagire con tale periferica. In genere risiedono nella cartella predefinita /dev/. Ne esistono di due tipi: a caratteri: le operazioni sul dispositivo vengono fatte per flussi di input/output con il carattere come unità di base. Esempio: tastiera, stampante, scheda audio; a blocchi: si opera con modalità ad accesso casuale e si agisce per blocchi. In genere riguarda i dischi fissi ed i CD/DVD. Esempi: dischi ATA (/dev/hda,/dev/hdb,...), partizioni all interno dei dischi (/dev/hda1,/dev/hda2,...), floppy disk (/dev/fd0), terminali testuali (/dev/tty1), schede audio (/dev/dsp). Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 25 / 157

26 Più di un filesystem Introduzione Concetti fondamentali In genere in un sistema esistono più di un filesystem: ne necessita uno per un eventuale CD-ROM inserito nel lettore, uno per ogni partizione sul disco, ecc. Sui sistemi MS-DOS/Windows siamo abituati ad identificare ogni possibile filesystem con una diversa lettere dell alfabeto: A:, C:,... Nei sistemi UNIX tutto questo viene evitato montando i filesystem in cascata. Esiste un filesystem principale (in genere quello da cui viene caricato il S.O.) e la sua radice sarà la root di tutto il sistema. Ogni filesystem secondario viene montato come se fosse un ramo dell albero principale. In questo modo si viene a creare un unico grande albero ed ogni file del sistema può essere identificato con un path assoluto che parta dalla root del sistema /. In genere i filesystem secondari vengono montati della cartella standard /mnt/ e quelli delle unità removibili (tipo floppy-disk o chiavette USB) in /media/. Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 26 / 157

27 Esempio di mount Introduzione Concetti fondamentali Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 27 / 157

28 Introduzione Un tipico filesystem UNIX Concetti fondamentali Ecco alcune directory standard che si trovano su tutti i sistemi UNIX: /home/: ogni utente ha una propria home directory in cui i propri dati e le sue configurazioni dei programmi vengono mantenute (separatamente da quelli degli altri utenti); tutte le home degli utenti stanno in /home/; /etc/: vi risiedono tutti i file di configurazione dei programmi installati compresi gli script di avvio del sistema; /bin/: contiene i file eseguibili di buona parte delle utility del sistema; /sbin/: contiene le utility destinate all amministrazione che solo l amministratore può utilizzare; /lib/: contiene le librerie di sistema; /proc/: una directory virtuale che rappresenta alcuni aspetti interni del S.O., tipo processi, periferiche, ecc. /usr/: contiene gli eseguibili e i dati di tutto il resto dei programmi installati; /var/: contiene alcuni database, cache e dati temporanei. Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 28 / 157

29 La shell bash La shell ed i suoi comandi La shell Esistono varie shell sui sistemi UNIX: sh: Bourne Shell bash: Bourne Again Shell csh: C Shell tcsh: Teach C Shell ksh: Korn Shell Noi utilizzeremo come riferimento la bash (poiché è la più diffusa e completa), ma la maggior parte delle nozioni introdotte in questo corso si potranno impiegare anche su altri sistemi. Si trova sulla maggior parte dei sistemi UNIX moderni (volendo si può installare anche su Windows!) e fa parte del progetto GNU. Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 29 / 157

30 I comandi La shell ed i suoi comandi La shell I comandi che si possono invocare da una shell sono di due tipi: comandi esterni: si tratta di applicazioni indipendenti dalla shell che sono memorizzate all interno del filesystem ed eseguite indipendentemente dal processo della shell; possono andare dalla semplice utility testuale ad vere e proprie applicazioni grafiche complete; comandi builtin: vengono eseguiti dalla shell stessa senza coinvolgere processi aggiuntivi. Tipicamente questi comandi vengono usati per manipolare le impostazioni interne della shell e per aumentare l efficienza dei comandi usati più frequentemente. Fanno parte dei comandi builtin, inoltre, anche tutti i costrutti del linguaggio di scripting della shell. Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 30 / 157

31 I parametri La shell ed i suoi comandi La shell Tipicamente un comando può richiedere dei parametri. Si inseriscono dopo il nome del comando separati da uno spazio. Questi parametri possono essere: file: il percorso (assoluto o relativo) al/ai file su cui il comando deve lavorare; dati: identificano dei dati da passare ed in genere sono passato sotto forma di stringa con una formattazione opportuna; switch o opzioni: sono dei parametri che, usualmente, iniziano con un carattere -. Danno al comando alcune indicazioni sull esecuzione del suo compito. Spesso la stessa opzione ha più di una sintassi: una breve ed una lunga. Quella breve è in genere del tipo -h (dove h è un singolo carattere). Quella lunga inizia con un doppio trattino -- ed ha in genere un nome più mnemonico, tipo --help. Spesso le opzioni si possono collassare: al posto di due opzioni -a -b, si può spesso utilizzare -ab. Alcuni parametri sono opzionali e nella sintassi vengono indicati tra parentesi quadre [-]. Esempio: cal [[mese] anno]. Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 31 / 157

32 La shell ed i suoi comandi Cerchiamo un po di aiuto La shell I comandi UNIX sono tanti e le opzioni sono centinaia. Generalmente ogni comando è capace di fornire una breve descrizione delle sue funzionalità e delle sue principali opzioni quando viene impiegata l opzione -h o --help. Per avere più aiuto ci sono altri metodi: apropos: Sintassi: apropos stringa Visualizza la lista di tutti i comandi che contengono la stringa passata per parametro nella loro descrizione sintetica; whatis: Sintassi: whatis nome comando Visualizza la descrizione sintetica del comando passato come parametro; man: Sintassi: man nome comando Visualizza la pagina del manuale in linea relativa al comando passato come parametro. La lingua in cui le informazioni vengono fornite dipende dal sistema. Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 32 / 157

33 History list (1) La shell ed i suoi comandi La shell La history list è uno strumento messo a disposizione dalla shell bash che consente di evitare all utente di digitare più volte gli stessi comandi: bash memorizza, di default, nella history gli ultimi 500 comandi inseriti dall utente; la lista viene memorizzata nel file nascosto.bash history nella home directory dell utente al momento del logout e viene riletta in fase di login; il comando history visualizza tutta la lista: $ history pwd 512 ls -al 513 cd / etc 514 more passwd 515 history ogni riga prodotta è detto evento ed è preceduto da un numero di evento; si può rieseguire l ultimo comando usando la sintassi!!. Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 33 / 157

34 History list (2) La shell ed i suoi comandi La shell si può reinvocare un comando usando la sintassi!###, dove ### è il numero di evento: $!515 history ls -al 513 cd / etc 514 more passwd 515 history 516 history in modo molto più utile è possibile scorrere la lista degli eventi già eseguiti con i tasti freccia su e giù; è possibile anche effettuare ricerche all interno dell history: prima si avvia la ricerca utilizzando la combinazione di tasti CTRL-R e poi si inizia a digitare la stringa da ricercare; la ricerca avviene dall evento più recente in su e il risultato parziale viene visualizzato a schermo: $ (reverse -i- search ) pass : more passwd Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 34 / 157

35 La shell ed i suoi comandi Command completion (1) La shell Una caratteristica molto utile della shell bash è la sua abilità di tentare di completare ciò che stiamo digitando al prompt dei comandi (nel seguito indica la pressione del tasto tabulazione). $ pass<tab> La pressione del tasto fa in modo che la shell, sapendo che vogliamo impartire un comando, cerchi quelli che iniziano con la stringa pass. Siccome l unica scelta possibile è data da passwd, questo sarà il comando che ritroveremo automaticamente nel prompt. Se il numero di caratteri digitati è insufficiente per la shell al fine di determinare univocamente il comando, avviene quanto segue: viene prodotto un suono di avvertimento al momento della pressione del tasto tabulazione; alla seconda pressione del tasto tabulazione la shell visualizza una lista delle possibili alternative; digitando ulteriori caratteri, alla successiva pressione del tasto tabulazione, la lunghezza della lista diminuirà fino ad individuare un unico comando. Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 35 / 157

36 La shell ed i suoi comandi Command completion (2) La shell Oltre a poter completare i comandi, la shell bash può anche completare i nomi dei filele usati come argomento: $ ls / etc /p<tab ><tab > pam. conf papersize php4 / profile pam.d/ passwd pmount. allow protocols pango / pcmcia / ppp / proxychains. conf paper. config perl / printcap python2.3/ $ ls / etc /pa<tab ><tab > pam. conf pango / papersize pam.d/ paper. config passwd $ ls / etc /pas <tab > /etc / passwd In questo caso alla prima doppia pressione del tasto tabulazione, la shell presenta tre possibili alternative; digitando una a e premendo due volte il tasto tabulazione, la shell ha una quantità di informazione sufficiente per determinare in modo univoco il completamento del nome di file. Il completamento funziona anche con i nomi di directory e risulta molto utile per attraversare velocemente il filesystem. Esiste anche una versione più avanzata (opzionale) della bash completion che permette di completare automaticamente anche le opzioni dei comandi e di contestualizzare il completamento dei file passati per argomento. Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 36 / 157

37 E qui cosa c è? La shell ed i suoi comandi I primi comandi ls Sintassi (semplificata): ls [-l] [-a] [-R] [pathname...] -l: visualizza informazioni dettagliate -a: visualizza anche i file nascosti -R: visualizza anche il contenuto delle cartelle ricorsivamente pathname: oggetto del filesystem sul quale visualizzare le informazioni Il comando ls consente di visualizzare informazioni sugli oggetti presenti nel filesystem. Mediante il parametro pathname è possibile identificare l oggetto sul quale reperire le informazioni. Se pathname è una directory allora viene visualizzato tutto il contenuto di quest ultima. ls lanciato senza parametri assume come pathname la directory corrente. E possibile specificare più pathname sulla stessa linea di comando, il comando visualizzerà informazioni per ciascuno di essi. Ci sono tante altre opzioni. Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 37 / 157

38 I dettagli sui file La shell ed i suoi comandi I primi comandi Quando viene utilizzata l opzione -l con ls, questo riporta una lista in cui per ogni riga ci sono i dettagli su un file o directory. La tipica riga potrebbe essere la seguente: -rwxr-xr-x 1 utente gruppo :12 script.sh i permessi di accesso dell utente, gruppo e degli altri; il numero di hard link (lo vedremo dopo); il proprietario ed il gruppo; le dimensioni del file; la data e l ora di creazione del file; il nome del file. Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 38 / 157

39 I permessi di accesso La shell ed i suoi comandi I primi comandi -rwxr-xr-x 1 utente gruppo :12 script.sh Si possono vedere come tre triple di permessi. I permessi sono quelli di: r: lettura; w: scrittura; x: esecuzione. Le triple riguardano: il proprietario del file, gli appartenenti al gruppo, tutti gli altri. Il prima carattere è destinato a contenere dei flag speciali: d: si tratta di una directory; l: si tratta di un soft link (lo vedremo dopo). Per le directory il simbolo x indica il permesso di attraversamento. Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 39 / 157

40 Esempio di uso di ls La shell ed i suoi comandi I primi comandi $ ls cartella esempio2. txt esempio. txt script.sh $ ls -la drwxr -xr -x 3 mario mario :30. drwxr -xr -x 3 mario mario :28.. drwxr -xr -x 2 mario mario :30 cartella -rw -r--r-- 1 mario mario :30 esempio2. txt -rw -r--r-- 1 mario mario :29 esempio. txt -rwxr -xr -x 1 mario mario :30 script.sh $ ls -R.: cartella esempio2. txt esempio. txt script.sh./ cartella : agenda. txt eseguimi.sh $ ls -l cartella / -rw -r--r-- 1 mario mario :33 agenda. txt -rwxr -xr -x 1 mario mario :33 eseguimi.sh Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 40 / 157

41 I metacaratteri La shell ed i suoi comandi I primi comandi Per abbreviare il nome di un file da specificare o per specificarne più di uno si possono utilizzare i metacaratteri: *: rappresenta una qualunque stringa di 0 o più caratteri;?: rappresenta un qualunque carattere; [ ]: singolo carattere tra quelli elencati; { }: stringa tra quelle elencate. $ ls esempio2. txt esempio3. txt esempio. txt script.sh scheda. pdf documento. pdf prova.sh $ ls esempio *. txt esempio2. txt esempio3. txt esempio. txt $ ls esempio?. txt esempio2. txt esempio3. txt $ ls *.{ txt, pdf } documento. pdf esempio2. txt esempio3. txt esempio. txt scheda. pdf $ ls / dev / tty [ acd ][2-5] /dev / ttya2 /dev / ttya4 /dev / ttyc2 /dev / ttyc4 /dev / ttyd2 /dev / ttyd4 /dev / ttya3 /dev / ttya5 /dev / ttyc3 /dev / ttyc5 /dev / ttyd3 /dev / ttyd5 Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 41 / 157

42 Cambiamo directory La shell ed i suoi comandi I primi comandi cd Sintassi : cd [pathname] pathname: nuova directory corrente Il comando cd consente di navigare all interno del filesystem cambiando di volta in volta la directory corrente. Se si omette il parametro pathname la directory corrente viene impostata alla home directory per l utente attuale (in genere /home/nomeutente). Si possono usare sia i pathname assoluti che relativi, compresa l utilissima directory virtuale... Prof. Mario Di Raimondo (Centro IPPARI) Laboratorio di Sistemi Operativi 42 / 157

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