AZIONI DI PIANO LA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO FORESTALE

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1 TITOLO AZIONE PR3 - Valorizzazione di boschi ad elevato valore produttivo Descrizione generale PERIODICITA D INTERVENTO PRIORITA 2 B CATEGORIA Valorizzazione della funzione produttiva AMBITI TERRITORIALI DI PROGETTO Note Castagneti ad elevato valore produttivo ben serviti FINALITA Miglioramento forestale dei castagneti quali consorzi prevalentemente in stato di abbandono, ma con buona potenzialità produttiva nella fattispecie castagneti dei substrati carbonatici dei suoli mesici e mesoxerici con buona accessibilità

2 TIPOLOGIE DI INTERVENTO Descrizione delle tipologie di castagneto esistenti sul territorio I cedui di castagno presenti nell area di interesse appartengono alle seguenti tre tipologie forestali: - castagneto dei substrati carbonatici dei suoli xerici; - castagneto dei substrati carbonatici dei suoli meso-xerici; - castagneto dei substrati carbonatici dei suoli mesici. Per quanto riguarda le potenzialità produttive e la relativa convenienza ad intervenire, è da escludere la tipologia del castagneto dei substrati carbonatici dei suoli xerici per le condizioni di aridità e stress idrico in cui si trova a vegetare il castagno. Eventuali interventi di valorizzazione saranno da limitare alle altre due tipologie. In prevalenza i castagneti esistenti versano in stato di abbandono da qualche decennio. Ci si trova quindi di fronte a cedui invecchiati con notevole presenza di ceppaie con numerosi polloni (3-10) di cui la maggior parte morti in piedi e la restante parte con diametri variabili da 10 a 25 cm con una densità delle ceppaie variabile a seconda delle condizioni stazionali. Non sono disponibili studi specifici sullo stato fitosanitario di questi popolamenti dai quali si possa evincere la reale virulenza del cancro corticale del castagno (Cryphonectria parasitica Mur). L unica indagine (Nastasio,1986) evidenzia una situazione stazionaria non dissimile ad altri ambiti castanicoli maggiormente osservati. Allo stato attuale si constata come queste formazioni godano di condizioni fitosanitarie complessivamente buone o quantomeno è da escludere una involuzione dovuta ad una recente recrudescenza del patogeno suddetto. Indirizzi per la valorizzazione Le potenzialità produttive dei cedui di castagno sono legate alla valutazione di diversi fattori di seguito elencati, per i quali vengono sinteticamente forniti alcuni elementi di analisi: 1. l idoneità stazionale 2. lo stato fitosanitario e la qualità del legno 3. le condizioni evolutive 4. l accessibilità del popolamento 5. l assortimento che si vuole produrre 6. possibilità di avvantaggiarsi di contributi 7. le aspettative in termini di durata del turno, impegno e ritorno economico da parte del proprietario 1. L idoneità stazionale potrà essere verificata tramite il rilievo delle altezze del popolamento che per finalità produttive dovranno corrispondere ai seguenti valori minimi: Età dei polloni (anni) Statura (m)

3 2. Le condizioni fitosanitarie per considerarsi buone, significa che il popolamento dovrà dimostrare buona capacità di reazione agli attacchi. Dovrà essere verificata una ridotta presenza di disseccamenti per contro la presenza di forme ipovirulente del cancro corticale manifestate da una buona cicatrizzazione. La qualità del legno riguarda principalmente la presenza o meno di fenomeni di cipollatura del fusto, difetto che consiste nel distacco di una parte degli anelli, collegato a diversi fattori in particolare riscontrabile in soggetti con diametri ed età elevata, e accrescimenti irregolari. Si tratterà quindi di verificare se localmente questo difetto è presente e con quale frequenza esso si presenta. 3. Le scelte selvicolturali non potranno prescindere da una analisi delle condizioni evolutive ossia dello stadio evolutivo del soprassuolo, della densità delle ceppaie (ottimale 600/ha, tollerabile l intervallo /ha), dell area basimetrica, della composizione ossia della presenza o meno di specie secondarie di interesse (querce, robinia, frassino) valutando una loro valorizzazione o la necessità di un loro contenimento. 4. L accessibilità del popolamento è condizione essenziale per rendere economicamente vantaggioso un intervento selvicolturale. Le piste forestali quando vengono costruite con opportuni criteri e se giustificate dall entità e dall importanza del taglio, andrebbero realizzate secondo una densità da valutare caso per caso in relazione anche a possibili alternative di esbosco. Importante riferimento in tal senso è rappresentato dalla D.G.R. 8 agosto 2003, n. 7/14016 Direttiva relativa alla viabilità locale di servizio all attività agro-silvo-pastorale. 5. Altra valutazione iniziale è la scelta del prodotto che si vuole ottenere. Dal castagno gli assortimenti ritraibili sono i seguenti: Prodotto Dimensioni Caratteristiche Tronchi da sega o trancia: Tronchi da segati da falegnameria e industria del mobile Paleria da opera (pali tutori per viticoltura, verde ornamentale e forestazione; tondame per ingegneria naturalistica) Assortimenti da triturazione Legna da ardere diametro minimo in punta 18-20cm lunghezza 2,5-6m Diametro minimo in punta 18-20cm lunghezza 2-2,5m Diametro variabile da 8 cm a cm a seconda dell uso lunghezze più frequenti 2-4 m Dimensioni varie a seconda se provenienti da tagli intercalari, del ceduo a regime, da tagli di avviamento ad alto fusto ecc.. Dimensioni varie a seconda se provenienti da tagli intercalari, del ceduo a regime, da tagli di avviamento ad alto fusto ecc.. Da piante di cm di diametro e 40-50anni di età Assortimento di elevato pregio e valore senza difetti Da piante di cm di diametro e 30-40anni di età Assortimento di buon pregio e valore intermedio Da piante di anni di età Per estrazione del tannino, produzione di pannelli o biomassa a fini energetici. Basso valore. Scarsa qualità del materiale legnoso come legna da ardere per l elevato contenuto di tannini Da: Cedui di Castagno. Regione Piemonte e IPLA S.p.A., 2000, modificato.

4 6. Gli interventi in bosco sono periodicamente finanziati sulla base di incentivi previsti dalla L.R.7/2000. Tali finanziamenti privilegiano forme associate di gestione forestale (consorzi forestali) e proprietà dotate di Piano d Assestamento Forestale. Queste due condizioni rendono molto più conveniente e funzionale la gestione forestale. Altra opportunità è lo sgravio fiscale per i costi sostenuti per interventi forestali. 7. Il rapporto esistente tra la scelta di produrre un determinato assortimento, la durata del turno per ottenerla, e l impegno per l esecuzione delle operazioni colturali dovrà essere oggetto di una attenta analisi da parte del proprietà, al fine di valutare i costi e benefici in funzione degli obbiettivi prefissati. Di seguito vengono suggeriti alcuni interventi selvicolturali in relazione alle situazioni più frequenti che si riscontrano nel territorio in esame prospettando anche soluzioni in deroga alle prescrizioni di Massima vigenti che la Provincia in futuro potrà eventualmente considerare come possibili se riterrà opportuno. La situazione più frequente è quella dei cedui invecchiati di circa anni di età, epoca dell ultima utilizzazione, in soprassuoli più o meno densi con numerosi polloni per ceppaia di cui la maggior parte morti e/o deperienti. Premesso che le Prescrizioni di Massima e Polizia Forestale R.R. 23 febbraio 1993, n. 1 e successive modifiche, impongono, salvo deroghe motivate, per i castagneti che abbiano superato i 40 anni di età media, la conversione a fustaia, ciò significa che a fine turno non vi sarà la possibilità di tornate al ceduo, ma si dovrà mantenere il governo a fustaia. Essendo frequenti le situazioni che stanno superando questa età media, vi sarà la necessità di individuare quelle situazioni meno adatte alla fustaia in cui eventualmente prevedere una deroga per la conservazione del ceduo. Tali circostanze si verificano in genere nei castagneti dei suoli xerici dove il castagno si trova svantaggiato in quanto essendo specie tardiva, può soffrire di stress idrici nei periodi della primavera inoltrata. In queste situazioni che possono essere estese anche ai peggiori castagneti dei suoli mesoxerici, si potrebbe prevedere una conservazione del ceduo eventualmente con un allungamento del turno consuetudinario, evitando problemi di eccessiva scopertura del suolo che potrebbe innescare fenomeni di erosione spesso associati a questi ambiti. Nelle situazioni peggiori, ed età media inferiore ai 40 anni in cui è basso il numero di soggetti in condizioni buone, si consiglia la ceduazione anticipata per conservare il ceduo e riservare una gestione produttiva alla generazione di polloni successiva. Nelle situazioni migliori con età superiore ai 40 anni dovrà essere effettuata una conversione a fustaia. Questa potrà attuarsi tramite matricinatura intensiva laddove vi siano soggetti vitali che possano garantire materiale di qualità con prolungamento del turno a anni di età. Il taglio di avviamento ad alto fusto dovrà interessare i polloni deperienti, concorrenti e di cattivo portamento. Al termine del turno la rinnovazione dovrebbe essere garantita in parte da polloni affrancati, in parte da rinnovazione da seme che sarà agevolata nel proprio insediamento dal terreno smosso in seguito all esbosco e in relazione al grado di copertura erbaceo che si insedierà nel popolamento. L alternativa è quella di una conversione diretta con eliminazione fisica o chimica delle ceppaie e l impiego di rinnovazione artificiale (Pividori, 2002).

5 RIFERIMENTO AI DOCUMENTI DI PIANO CAPITOLI DESCRITTIVI CARTOGRAFIA DI INQUADRAMENTO [tavole e tematismi in legenda] Castagneti Destinazione produttiva Tav. 3a, Carta del valore della destinazione Produttiva CARTOGRAFIA DI PROGETTO [tavole e tematismi in legenda] Tav. 6, Carta degli ambiti di intervento per la valorizzazione delle dstinazioni Quadro economico di sintesi B - PREVISIONE DI SPESA PERIODICA E SALTUARIA Quantità Costo previsto [ ] Note - formazione e informazione - incentivi e contributi 492,5 ha - studi - progetti Disponibilità R.L. e U.E. - altri interventi 492,5 ha Totale Contributi per interventi di miglioramento e utilizzazione forestale Supporto tecnico amministrativo alla realizzazione degli interventi anche tramite diffusione delle indicazioni del PIF COSTO TOTALE PRESUNTO (A+B) SOGGETTI ATTUATORI Enti Parco, Provincia PARTNER ISTITUZIONALI ALTRI POSSIBILI PARTNER Imprese agricole singole o associate, Cooperative, Consorzi forestali

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