Individuazione e costruzione di basi informative per un azione di regolazione

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1 Laura Cavallo Individuazione e costruzione di basi informative per un azione di regolazione SOMMARIO 1 Introduzione Il fabbisogno di informazione dei regolatori Fonti informative indirette Fonte Ufficiale e fonte pubblica, fonti non ufficiali Fonti Ufficiali a livello Nazionale Le Fonti Ufficiali Internazionali Le fonti dirette L interpretazione dei dati Conclusioni Bibliografia 41 1

2 1 Introduzione La questione e la rilevanza della qualità della regolazione è stata negli ultimi anni al centro di analisi e discussioni a livello nazionale e europeo, nonché oggetto di provvedimenti e iniziative legislative specifiche. La necessità di ottenere un azione coordinata a livello comunitario e dei singoli Paesi in materia di qualità della catena della regolazione, dal disegno regolatorio alla sua applicazione, ha portato il Consiglio Europeo di Lisbona del marzo 2000 a richiedere esplicitamente, nelle sue Conclusioni, la definizione di una strategia comune tra la Commissione, il Consiglio e gli Stati Membri per migliorare e semplificare il quadro regolatorio attraverso una azione coordinata, prestando particolare attenzione all impatto della regolamentazione. Le principali azioni intraprese a livello nazionale e internazionale per migliorare la qualità della regolazione si basano sulla semplificazione della regolazione esistente e sulle analisi di impatto della regolazione. Una analisi di impatto tecnicamente accurata permette di approfondire la nostra comprensione del processo regolatorio e favorisce l adozione di provvedimenti regolativi qualitativamente migliori, ovvero più coerenti, più efficienti e convenienti per i soggetti a cui sono destinati. La qualità delle analisi di impatto dipende a sua volta dalla accuratezza delle stime dei benefici e dei costi, attuali e/o attesi, sulla determinazione delle opzioni disponibili e di quelle preferibili. La qualità dell analisi è quindi strettamente dipendente dalla qualità e dalla quantità delle informazioni e dalle possibilità e capacità delle amministrazioni di accedere e gestire tali informazioni. In questo lavoro si offre una visione delle principali questioni legate alla raccolta, all elaborazione e all interpretazione delle informazioni e delle statistiche rilevanti ai fini dell attività di regolazione. La qualità delle informazioni presuppone determinate caratteristiche delle fonti statistiche e del processo di costruzione e organizzazione di queste fonti. Il lavoro discute alcune di queste caratteristiche di cui l analista preposto alle valutazioni di impatto della regolazione deve avere consapevolezza nel selezionare e confrontare le fonti o valutarne il grado di attendibilità e l efficacia nel rispondere alle esigenze dell attività regolatoria, nel raccogliere informazioni non disponibili dalle fonti esistenti. Le prime fasi di sperimentazione dell AIR, avviate rispettivamente con le direttive del 27 marzo del 2000 e del 21 settembre 2001 hanno messo in luce le criticità dovute alla scarsità o alla inadeguatezza dei mezzi informativi disponibili al soggetto preposto all azione di regolazione. La 2

3 maggior parte delle amministrazioni non possiede banche dati interne strutturate e organizzate in grado di soddisfare le esigenze informative dei soggetti preposti alle attività amministrative e di regolazione, nonostante in alcuni casi tali esigenze informative emergono nella stessa amministrazione con una regolarità e una ripetitività tale da rendere più che opportuno un investimento iniziale in tal senso. Le fonti informative esterne esistenti non sempre sono adatte a soddisfare il fabbisogno informativo generato dall attività di analisi della regolazione; comunque non sempre i soggetti preposti alla regolazione o all analisi di impatto dei provvedimenti hanno le conoscenze e/o le competenze necessarie per acquisire e finalizzare ai propri scopi informazioni di fonti informative o banche dati esterne. Questo lavoro introduce il tema delle basi informative a supporto dell attività di regolazione. La prima parte del lavoro offre una prima classificazione delle fonti informative e dei fabbisogni informativi dei soggetti preposti ad azione di regolazione. Nel secondo paragrafo sono richiamate le principali fonti informative disponibili, ufficiali e non ufficiali, e le eventuali problematiche o regole d accesso ai dati. Il terzo paragrafo discute il problema dei dati non disponibili o difficili da reperire e presenta alcune metodologie di rilevazione diretta delle informazioni. Il quarto paragrafo si concentra su problemi d interpretazione dei dati raccolti e offre alcune indicazioni relative all utilizzo e alla gestione dei dati. Il quinto paragrafo conclude. 2 Il fabbisogno di informazione dei regolatori Nelle amministrazioni e nelle sedi istituzionali dove si svolge attività di regolazione difficilmente si dispone di una produzione statistica sistematica e organizzata in grado di rispondere alle esigenze informative dell analista preposto all analisi di impatto della regolazione. L accesso e il ricorso fonti di produzione statistica esterne esistenti soffre peraltro della scarsa diffusione all interno delle amministrazioni delle informazioni relative a queste fonti e ai loro contenuti, nonché della carenza di competenze e professionalità necessarie a raccogliere, gestire e analizzare le informazioni. Quello che manca è proprio una cultura quantitativa attraverso la quale leggere e filtrare le diverse opzioni normative. Eppure ogni singolo provvedimento normativo implica conseguenze più o meno quantificabili sui soggetti direttamente o indirettamente coinvolti, sia che esso riguardi le imprese o le attività produttive che attività relative alla sanità, l istruzione, 3

4 l ambiente. Prima di presentare e discutere le principali fonti di informazione a disposizione del regolatore o dei metodi e dell opportunità di costruire fonti addizionali a quelle esistenti o fonti interne alle amministrazioni allo scopo di indirizzare l azione normativa, è importante evidenziare quali siano le effettive necessità conoscitive richieste dai soggetti che pongono in essere azioni amministrative. Una stima del fabbisogno di informazioni delle Regioni per lo svolgimento dell attività legislativa è contenuta nello studio di Zamaro e D Autilia 1. Sulla base di elaborazioni su informazioni consultate presso la banca dati delle leggi regionali tale studio illustra in quali settori risulta più ampio il fabbisogno di informazione statistica. Il fabbisogno potenziale di informazioni in ciascuna materia è stimato sulla base della frequenza con cui i descrittori, ovvero le parole chiave che identificano la materia (istruzione, sanità famiglia etc.) ricorrono nei provvedimenti legislativi. Dai risultati emerge che l area che presenta il maggiore fabbisogno informativo è quella sociale (la quota di ricorrenze è il 41,8% delle leggi), seguita da quella economica (33,1% delle leggi) e quella ambientale (24,7% delle leggi), mentre quella che incide per la quota minore è l area demografica. 1 N. Zamaro, L. D Autilia, Fonti informative statistiche per l analisi di impatto della regolamentazione in: L Analisi di impatto della regolamentazione: le esperienze regionali, Formez,

5 Figura 1: Fabbisogno informativo delle amministrazioni per materia Ambientale 25% Demogafica 0% Sociale 42% Economica 33% Fonte: elaborazione dati Zamaro e D Autilia, op. cit. Lo studio mette anche in evidenza come la rilevanza di alcune materie si estenda oltre l ambito di riferimento: ad esempio, i riferimenti all area economica ricorrono con quote percentuali più elevate (39,2%) di quanto si rilevi nelle leggi dell area economica in senso stretto (33,1%). La graduale estensione dell AIR alla produzione normativa di tutte le amministrazioni statali e regionali nonché alle autorità amministrative indipendenti, come previsto dall art. 12 della legge di semplificazione n. 229/03, amplifica la necessità di adeguare la produzione statistica esistente alla nuova domanda e alle nuove esigenze informative, dando maggiore rilievo alle aree tematiche ancora non considerate in modo appropriato dalla statistica ufficiale o approfondendo l articolazione territoriale delle rilevazioni. In prospettiva, sarebbe utile finalizzare alcune banche dati ufficiali esistenti alle esigenze determinate dalla diffusione dell AIR come supporto alla regolazione o creare delle banche dati ad hoc interne alle amministrazioni, che sarebbero di più facile fruizione per gli analisti, più adatti a soddisfare il fabbisogno informativo delle specifiche amministrazioni e in grado di mantenere alti standard di qualità e di attendibilità dell analisi. Una prima classificazione permette di dividere le fonti informative in: 5

6 fonti informative dirette fonti informative indirette. Le fonti informative dirette sono quelle rilevate attraverso indagini disegnate e svolte specificamente per gli obiettivi previsti; le fonti informative indirette sono invece quelle rilevate per altri scopi o per soddisfare esigenze informative più generali e utilizzabili anche per analisi diverse. L utilizzo di queste fonti può essere più problematica perché richiede la loro finalizzazione agli specifici scopi dell analisi in oggetto. Per facilitare l utilizzo di queste fonti ai fini dell Analisi di impatto della regolazione è opportuno diffondere all interno delle amministrazioni la conoscenza relativa alle fonti informative esistenti, alle modalità di accesso a queste fonti, al grado di attendibilità dei dati, alle modalità di utilizzo degli stessi ed eventuali cautele da adottare nell interpretazione e nell utilizzo dei dati. I meccanismi di rilevazione diretta dei dati e delle informazioni permettono invece di costruire un prodotto statistico ad hoc, disegnato sulla base delle esigenze informative generate dal tipo di attività da regolare e non reperibile dalle fonti informative esistenti. Uno dei più noti meccanismi di rilevazione diretta utilizzato a supporto dell attività di regolazione o più specificamente per l AIR è quello delle consultazioni (si veda: A. La Spina e S. Cavatorto, La consultazione nell analisi di impatto della regolazione, a cura del Dipartimento della funzione pubblica). 6

7 Figura 2: Tipologia delle fonti dei dati Fonti infomative Dirette Indirette Consultazioni Fonti Statistiche Ufficiali (FSU) Fonti Statistiche Non Ufficiali Fonte pubblica prodotta da amministrazioni pubbliche (Enti, Istituti di ricerca, Università, etc.) e resa disponibile da enti pubblici o privati Fonte privata: Provider di dati (Datastream, Bankscope) Associazioni di categoria Altre FSU Internazionali: Eurostat ESS Banca Centrale Europea OCSE FMI ONU FSU Nazionali: ISTAT SISTAN SISTAR Banca d Italia Istituzioni private incluse nel SISTAN (GRTN, Istituto Tagliacarne, Ferrovie dello Stato, etc. 7

8 3 Fonti informative indirette 3.1 Fonte Ufficiale e fonte pubblica, fonti non ufficiali. In prima approssimazione le fonti di informazione indirette si distinguono tra fonti ufficiali e non ufficiali. Le fonti ufficiali sono caratterizzate da certezza giuridica e per gli obiettivi di pubblico interesse che devono perseguire e le modalità con cui sono prodotte e diffuse le statistiche presentano, rispetto ad altre fonti, maggiori requisiti di garanzia e di affidabilità. E per questo motivo che le amministrazioni pubbliche dovrebbero per quanto possibile prediligere queste fonti tra le alternative disponibili. A livello nazionale, secondo quanto disposto dal decreto legislativo 6 settembre 1989, n.322, il compito di produrre, pubblicare e diffondere le statistiche ufficiali è affidato all Istituto nazionale di statistica (ISTAT) e al Sistema statistico nazionale (SISTAN) di cui l ISTAT fa parte. Nell ambito del SISTAN opera un organo collegiale indipendente (la Commissione Per la Garanzia dell Informazione Statistica, CGIS), che ha il compito di vigilare: sull'imparzialità e completezza dell informazione statistica; sulla qualità delle metodologie statistiche e delle tecniche informatiche impiegate; sulla conformità delle rilevazioni alle direttive degli organismi internazionali e comunitari; sulla riservatezza (legge privacy). Tuttavia in un contesto in rapida evoluzione come quello attuale e con l espandersi delle fonti informative a carattere pubblico o privato, il concetto tradizionale di "pubblicazione ufficiale" comincia a diventare inadeguato e controverso e diventa difficile chiarire i limiti delle fonti che possono essere considerate ufficiali 2. Il concetto di ufficialità è legato alle caratteristiche dei singoli sistemi istituzionali e amministrativi ed è difficile darne una definizione standard. All'interno delle stesse pubblicazioni ufficiali esistono tipologie diverse (ad es. pubblicazioni amministrative, pubblicazioni scientifiche etc.). Nel 1995 l'associazione italiana biblioteche (AIB) ha costituito un gruppo di studio sulle pubblicazioni ufficiali con lo scopo di esaminare i problemi relativi alla definizione e al controllo 2 Cfr. V. Cerulli Irelli, Problemi di ufficialità del dato statistico pubblico, in Sistan- Istat, Atti della seconda conferenza nazionale di statistica (Roma, 1994), Roma, Sistan- Istat, 1995, p

9 bibliografico di tali materiali e al fine di rilanciare la riflessione su queste tematiche 3. Il gruppo di studio dell AIB suggerisce di adottare la definizione di pubblicazione ufficiale con riferimento ai fogli legali e tutte quelle pubblicazioni caratterizzate da certezza giuridica e di utilizzare quella di documentazione di fonte pubblica per indicare i prodotti documentari con diffusione o rilevanza esterna delle amministrazioni pubbliche. Le produzioni di rilievo pubblico, in genere, sono inserite nei programmi statistici nazionale o regionali predisposti ogni anno dagli enti preposti alla produzione delle statistiche pubbliche. Le amministrazioni pubbliche inoltre, spesso organizzano le loro attività registrando le informazioni relative alla loro attività in apposite banche dati, disponibili in molti casi anche in formato elettronico. Esempi di Banche dati prodotte dalle amministrazioni pubbliche: Casellario generale dei pensionati, tenuto presso l INPS; Archivio delle dichiarazioni fiscali delle persone fisiche e dei sostituti di imposta, tenuto dall amministrazione finanziaria e dalla SOGEI; Registro delle imprese attive; Archivio dei bilanci delle imprese, l archivio dei componenti dei consigli di amministrazione delle imprese tenuto dalle CCIA; Archivio delle istituzioni private (fondazioni, degli enti morali, comunità terapeutiche, enti religiosi) presso le Prefetture, presso il Ministero dell Interno o anche presso il Ministero dell Economia; Registro delle organizzazioni di volontariato e albo delle cooperative sociali tenuti presso le amministrazioni regionali; Archivi del personale di ruolo e delle articolazioni territoriali o funzionali delle amministrazioni regionali; Archivi degli enti strumentali regionali; degli enti di f formazione professionale enti attivi in campo sanitario. 3 si veda AIB, Gruppo di studio sulle pubblicazioni ufficiali, Dfp, Documentazione di fonte pubblica in rete, a cura di F. Venturini, 2003, URL (www.aib.it/aib/commiss/pubuff/notadfp.htm) 9

10 Le pubblicazioni statistiche ufficiali rientrano quindi nel più ampio insieme della documentazione di fonte pubblica. L informazione statistica, ossia l attività di rilevazione e di diffusione dei risultati deve assumere una veste formale in virtù dell interesse pubblico che essa è volta a soddisfare 4. Accanto alle istituzioni pubbliche stanno inoltre diventando sempre più numerose le istituzioni private rilevanti per l informazione statistica ufficiale, e che inserite formalmente nel Sistema statistico nazionale, hanno collocato i propri lavori all interno del Programma statistico nazionale. Alcuni esempi sono l Automobil club d Italia, le Ferrovie dello Stato spa, la Fondazione Enasarco, il Gestore della rete di trasmissione nazionale spa, l istituto Guglielmo Tagliacarne (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12 marzo 2002). Il Gruppo di studio dell AIB ha poi orientato la propria attenzione sul più vasto tema della documentazione prodotta dalle istituzioni e sui problemi derivanti dalla diffusione in rete dell'informazione pubblica. L'orientamento del gruppo di studio dell'aib è stato confermato dal Libro verde della Commissione europea sull'informazione del settore pubblico. Negli ultimi anni, il ruolo dell'unione europea nel rendere disponibili documenti e informazioni ai cittadini europei è stato rilevante, sia sotto il profilo giuridico (norme sulla trasparenza delle istituzioni comunitarie contenute nel Trattato di Amsterdam) che su quello delle concrete politiche di diffusione attraverso la rete Internet. Tornando all Italia, L AIB ha realizzato un repertorio della documentazione di fonte amministrativa prodotta da ciascuna amministrazione disponibile in rete (Documentazione di Fonte Pubblica in rete, DFP). DFP segnala e illustra le principali fonti informative, documenti e servizi prodotti dalle amministrazioni pubbliche per orientarsi nell'individuazione delle informazioni pubbliche disponibili sulla rete (risorse prodotte da enti pubblici, risorse di enti privati che offrono documentazione prodotta da enti pubblici in modo quasi esclusivo o molto rilevante, risorse che offrono strumenti per l'accesso a documentazione di fonte pubblica in modo quasi esclusivo). Le risorse indicate sono solo quelle italiane con limitate eccezioni di risorse provenienti da Organizzazioni internazionali che producono documentazione strettamente rilevante per l'italia. 4 I. Diamond, J. Jefferies, Introduzione alla statistica per le scienze sociali, McGraw-Hill

11 Rientrano nella definizione di apparato pubblico ai fini delle informazioni rilevate da DFP: gli organi costituzionali, gli organi giurisdizionali, le autorità indipendenti, le amministrazioni nella definizione del Dlg. 165 del 2001 ("tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale"). Esistono poi numerose banche dati non ufficiali private che raccolgono informazioni di solito molto complete e articolate in forma strutturata. Tali banche dati possono essere liberamente disponibili, o a pagamento. Esempi di Istituti che hanno banche dati accessibili a titolo oneroso sono Infocamere, Il sole 24 ore, Datastream, Bankscope, Mediobanca, etc 5. Senza entrare nel dettaglio di tutte le possibili fonti informative, ricordiamo che produzioni statistiche a carattere settoriale o su temi specifici possono poi essere fornite da Enti o associazioni di categoria (Imprenditoriali, sindacali, consumatori), università o istituti di ricerca e altre organizzazioni economiche o sociali. L appartentenenza all Unione Europea e la crescente integrazione dei mercati e dei sistemi economici a livello internazionale possono rendere rilevante, ai fini dell analisi degli effetti della regolazione, non solo le fonti statistiche ufficiali nazionali ma anche quelle internazionali. 3.2 Fonti Ufficiali a livello Nazionale ISTAT A livello nazionale, la principale fonte di statistiche ufficiali è l Istituto Nazionale di statistica (ISTAT). 5 v. anche P. Corbetta, Metodologia e tecniche della ricerca sociale, il Mulino, 1999; P. Corbetta, G, Gasperoni, M. Pisati, Statistica per la ricerca sociale, Il Mulino, Bologna,

12 L ISTAT è l istituto preposto a diffondere l informazione e la cultura statistica garantendo agli utenti finali la corretta interpretazione dei dati e a migliorare l informazione prodotta in relazione al fabbisogno dei destinatari della stessa 6. Le pubblicazioni dell ISTAT hanno carattere generale o specifico. Le principali pubblicazioni di carattere generale sono il Rapporto annuale l Annuario statistico italiano e il Bollettino mensile di statistica. Negli ultimi anni alle tradizionali pubblicazioni su carta sono state affiancate quelle on line. Al fine di facilitare la diffusione dell informazione e l accesso da parte degli utenti finali, tutti i prodotti dell'istat sono resi reperibili nei Centri di informazione statistica (Cis) dislocati sul territorio nazionale presso gli uffici regionali dell'istat, che offrono anche consulenza per la ricerca e l'elaborazione personalizzata dei dati. I principali compiti dell Istituto Nazionale di Statistica sono: Predisporre ogni 3 anni il Programma Statistico Nazionale (PSN) Eseguire censimenti e altre rilevazioni ufficiali Coordinare il Sistema Statistico Nazionale (SISTAN) Predisporre nomenclature e metodologie ufficiali e vincolanti Pubblicare e diffondere dati e ricerche Provvedere allo sviluppo informatico degli archivi e alla formazione Tenere i rapporti con enti statistici nazionali e internazionali Le Principali indagini dell ISTAT riguardano: Censimenti Statistiche della Contabilità Nazionale Rilevazioni sui prezzi Rilevazione trimestrale delle forze di lavoro Indagine sui consumi delle famiglie Indagine multiscopo sulle famiglie Indagine sui conti delle imprese Indagine sull attività turistica 6 V. Cerulli Irelli, op. cit 12

13 SISTAN Il Sistema Statistico Nazionale (Sistan) ha il compito di fornire l informazione statistica ufficiale al Paese e agli organismi internazionali. Il Sistan deve garantire l'unità di indirizzo, l'omogeneità dei metodi e la razionalizzazione dell'informazione statistica ufficiale di tutti i lavori statistici prodotti nel quadro del Programma statistico nazionale, attraverso il coordinamento organizzativo e funzionale che coinvolge l'intera Amministrazione pubblica, centrale, regionale e locale. Oltre l ISTAT, del SISTAN fanno parte: gli enti ed organismi pubblici di informazione statistica (Isae, Inea); gli uffici di statistica delle amministrazioni centrali dello Stato degli enti nazionali, delle Regioni e Province autonome, delle Province, dei Comuni; gli uffici di statistica delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, degli Uffici territoriali del Governo, di alcuni enti privatizzati e dei soggetti privati aventi particolari requisiti previsti dalla legge. Al Sistan si affianca il Sistar, il Sistema Statistico Regionale, che prevede iniziative di coordinamento e promozione dell attività statistica sul territorio regionale e di supporto agli enti locali 7. Il Sistar è stato costituito nel 2003 dalle seguenti Regioni: Piemonte, Emilia Romagna, Liguria, Lazio e Marche, Abruzzo, Puglia, Veneto e Molise oltre alle Province autonome di Trento e Bolzano. Al Sistar partecipano, con differenti modalità, anche le strutture statistiche delle regioni, degli enti locali, delle università e di altre autonomie funzionali. I Sistemi statistici regionali, oltre a consentire il coordinamento e la coerenza dei programmi regionali con quelli nazionali, hanno anche lo scopo di promuovere sistemi informativi a livello locale (comuni, città metropolitane, comunità montane). A livello di rete periferica provinciale l organizzazione statistica italiana comprende le Province, gli Uffici territoriali del Governo (Utg) e le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura (Ccia). L attività degli uffici preposti si articola in una rilevazione di carattere generale o nazionale e una di carattere specifico, orientata alla documentazione delle situazioni locali. Nell ambito di questa organizzazione assumono particolare rilievo gli Uffici 7 Sulle competenze di Sistan e Sistar cfr. M.P. Guerra, L ordinamento statistico, in: S.Cassese (a cura di), Trattato di diritto amministrativo, t. I, Giuffrè, Milano, 2000, p

14 territoriali del Governo, nati come trasformazione delle Prefetture in base al dpr n.287 del 17 maggio 2001, che hanno ampliato le loro competenze assumendo anche le funzioni in precedenza svolte dagli uffici periferici del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, del Ministero delle attività produttive, del Ministero della salute e di quello delle Comunicazioni. La loro attività è stata concentrata, soprattutto negli ultimi anni, nel settori sociale e in quello Demografico. Agli Utg sono attribuite funzioni di coordinamento dei Comitati provinciali di censimenti, che hanno il compito di seguire lo svolgimento delle attività di censimento a livello territoriale. Gli Utg infine provvedono alla costituzione e al coordinamento degli Osservatori provinciali che si concentrano su materie specifiche (infanzia, immigrazione, settore produttivo locale etc.). Appartengono al Sistema statistico nazionale e sono coinvolti in attività di produzione statistica anche alcuni comuni (circa il 36,4% del totale che rappresentano il 64% della popolazione italiana). Funzioni di notevole rilievo per l area delle statistiche economiche vengono infine svolte dalle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Banca D Italia La Banca d'italia produce un articolato insieme di informazioni statistiche, elaborando opportunamente le informazioni raccolte per i propri fini istituzionali. Il patrimonio informativo utilizzato dalla Banca d'italia è costituito in maniera prevalente dai dati raccolti dagli intermediari creditizi e finanziari, che hanno obblighi segnaletici nei confronti della Banca determinati dal d.lgs. 385/93 (Testo Unico delle leggi in materia creditizia e finanziaria) e dal d.lgs. 58/98 (Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria). L acquisizione delle informazioni viene curata da un'apposita unità organizzativa della Banca, il Servizio Informazioni Sistema Creditizio (SISC), che ha anche funzioni di controllo e validazione delle segnalazioni fornite. Le informazioni statistiche relative ai soggetti sottoposti a vigilanza vengono raccolte in pubblicazioni statistiche periodiche consultabili in formato PDF nel sito della Banca d Italia. Altre pubblicazioni rilevanti della Banca sono: il Bollettino Statistico ed il Quadro di sintesi, pubblicati con cadenza trimestrale, che contengono informazioni analitiche riguardanti l'operatività degli intermediari bancari e finanziari, la distribuzione del credito e i tassi di interesse; i Supplementi al 14

15 Bollettino statistico, che in genere hanno periodicità mensile e contengono numerosi indicatori sulle principali grandezze macroeconomiche, utili principalmente all'analisi congiunturale. Le principali statistiche monetarie, finanziarie e di bilancia dei pagamenti sono elaborate secondo definizioni e criteri armonizzati in ambito europeo. L'Italia ha aderito nel 1996 allo Special Data Dissemination Standard del Fondo Monetario Internazionale (http://dsbb.imf.org), che prevede requisiti standardizzati per la raccolta e la diffusione di determinate categorie di indicatori macroeconomici. Tramite un apposito sistema di navigazione denominato Base Informativa Pubblica on-line, è possibile accedere in formato elettronico a tutta la produzione informativa oggetto di pubblicazione. La Banca effettua periodicamente due indagini campionarie che sono pubblicate e disponibili: l Indagine sui bilanci delle famiglie italiane e quella sulle aspettative di inflazione. In formato anonimo è possibile accedere anche ai microdati della prima indagine. La Banca, ai sensi dell'art. 4, comma 4, del D.lgs , N. 322 produce inoltre elaborazioni statistiche periodiche ed estemporanee per l'istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) e per altri enti del SISTAN. Come previsto dall'art. 5 dello Statuto del Sistema Europeo delle Banche Centrali (S.E.B.C), la Banca d Italia collabora con la Banca Centrale Europea e con le altre Banche Centrali Nazionali del S.E.B.C. alla raccolta delle informazioni statistiche di interesse comune; tali informazioni, vengono poi opportunamente aggregate e diffuse dalla B.C.E. (sono disponibili al pubblico sul sito La disciplina relativa alla raccolta delle informazioni necessarie al Sistema Europeo delle Banche Centrali è prevista dal Regolamento BCE 1998/16 e successive modificazioni. La Banca trasmette periodicamente informazioni statistiche su fenomeni monetari e finanziari anche ad altre istituzioni italiane e a organismi internazionali di primaria rilevanza, quali ad es. il Fondo Monetario Internazionale (F.M.I.), la Banca dei Regolamenti Internazionali (B.R.I.), l Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (O.C.S.E.). Su richiesta di alcune categorie di utenti (università, centri di ricerca, organismi pubblici, istituzioni creditizie e finanziarie) e eventualmente a titolo oneroso, la Banca può anche effettuare elaborazioni e aggregazioni di dati volte a soddisfare esigenze informative specifiche. La disciplina del diritto di accesso ai dati statistici prodotti nell ambito del Sistan, è disciplinata dal d.lgs n. 322/89. Tale disciplina assume carattere speciale rispetto a quella generale dell accesso ai documenti amministrativi (legge n.241/1990) e si fonda sul principio di imparzialità. In genere l accesso a dati elaborati è consentito a tutti ed è sufficiente la richiesta 15

16 del soggetto interessato; l accesso a dati elementari per necessità di ricerca viene consentito invece solo su richiesta motivata soggetta ad autorizzazione del Presidente dell Istat. 3.3 Le Fonti Ufficiali Internazionali. La crescente integrazione a livello internazionale e l importanza di disporre di statistiche attendibili e omogenee per valutare e confrontare la situazione dei diversi Paesi e coordinare e indirizzare gli interventi di policy ha portato le principali istituzioni internazionali alla costituzione, nel loro ambito, di specifici uffici statistici e produzioni statistiche orientate al perseguimento di diversi obiettivi. L attività di questi uffici è coordinata per garantire la possibilità di confronti e per evitare inutili duplicazioni. EUROSTAT e ESS A livello europeo, la consapevolezza dell importanza di supportare le decisioni, la programmazione e l implementazione delle politiche comunitarie con una produzione statistica attendibile e soprattutto omogenea e confrontabile è nata parallelamente al processo di creazione della Comunità europea. Con l obiettivo di costruire una produzione statistica a livello europeo che rispondesse a queste caratteristiche fu istituito il Sistema Statistico Europeo (ESS, European Statistical System). Del Sistema fa parte EUROSTAT, che è l Ufficio Statistico delle Comunità Europee, e tutti gli organismi statistici ufficiali degli stati membri e di Islanda, Norvegia e Liechtenstein. Il rispettivo ruolo delle istituzioni europee nella produzione delle statistiche ufficiali, in particolare della Commissione attraverso Eurostat e della BCE è definito all art. 285 del Trattato e dallo Statuto del Sistema europeo delle Banche Centrali e della BCE. Le rispettive responsabilità delle Istituzioni comunitarie e della BCE sono sancite nel Memorandum of Understanding on Economic and Financial Statistics del Nell area delle statistiche relative alla bilancia dei pagamenti, la BCE (tramite il DG, Directorate General Statistics) ha come priorità quella di curare le statistiche relative al conto finanziario e ai redditi da investimenti, mentre la Commissione (Eurostat) deve occuparsi di tutte le altre voci delle partite correnti e del conto dei movimenti di capitale. 16

17 Il compito di Eurostat è quello di fornire all Unione Europea informazioni statistiche armonizzate a livello europeo che permettano i confronti tra paesi e regioni. L ESS agisce come un network; Eurostat, in stretta cooperazione con le autorità nazionali, ha il compito di coordinare l armonizzazione delle statistiche. Il Sistema statistico europeo coordina il suo lavoro anche con gli organismi internazionali come OCSE, ONU, Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale. I principali obiettivi dell ESS sono definiti nel Programma Statistico che viene formulato ogni cinque anni. Il programma Statistico sintetizza le principali politiche a livello Comunitario come segue: Unione Economica e Monetaria: comprende tutte le statistiche relative alla Fase III dell UME e al Patto di Stabilità e di Crescita. Allargamento dell UE: comprende gli indicatori statistici di maggiore rilievo per le negoziazioni di accesso e per l integrazione dei Paesi candidati a far parte dell Unione Competitività, sviluppo sostenibile e Agenda sociale: in particolare, include le statistiche sul mercato del lavoro, dell ambiente, dei servizi, delle condizioni di vita, dell immigrazione e dell Europa digitale. Indicatori strutturali: ulteriore consolidamento del lavoro sugli indicatori richiesti dal consiglio europeo di Lisbona. Principali Temi coperti dale Statistiche dell ESS: Statistiche generali e regionali Economia e Finanza Popolazione e condizioni sociali Industria, commercio e servizi Agricoltura e pesca Commercio Estero Trasporto Energia e ambiente Scienza e tecnologia 17

18 OCSE L OCSE raccoglie le statistiche relative all analisi dello sviluppo economico e sociale avvalendosi di analisti interni, comitati, gruppi di lavoro e con il coinvolgimento delle autorità di governo nazionali e altre istituzioni e agenzie statistiche degli stati membri. L organizzazione delle attività statistiche dell OCSE è basata su un sistema decentrato, costituito da un Direttorato Statistico centrale (STD) e di otto Direttorati responsabili di studi analitici e analisi di policy. Il Direttorato Statistico si occupa delle statistiche macroeconomiche (bilanci nazionali, indicatori economici di breve periodo, commercio internazionale, etc.) e di alcune statistiche in campo sociale o delle imprese. Gli altri Di rettorati si occupano della maggior parte delle altre attività statistiche. La maggior parte della produzione statistica dell OCSE è accessibile liberamente al pubblico tramite il portale statistico dell OCSE, in formato cartaceo ed elettronico (www.oecd.org/statistics). Le amministrazioni governative e alcune organizzazioni e agenzie possono avere accesso all intera produzione statistica dell OCSE tramite il servizio Extranet (Olisnet). FMI Il Fondo Monetario Internazionale produce una serie di pubblicazioni con diverse periodicità, disponibili mediante ordinazione o sottoscrizione. La più rilevante, anche ai fini dell attività di sorveglianza del Fondo, è il World Economic Outlook, con frequenza semestrale, che presenta le analisi e le previsioni sullo sviluppo economico nei principali gruppi di Paesi classificati per area geografica, livello di sviluppo etc. Il Fondo produce anche l IFS, International Financial Statistics, una fonte di informazioni statistiche di portata internazionale che copre tutti gli aspetti di finanza internazionale e domestica. La banca dati contiene, per molti Paesi, dati relativi ai problemi dei pagamenti internazionali e su inflazione e deflazione, sui tassi di cambio, sulla liquidità internazionale, tassi di interesse, prezzi, produzione, transazioni internazionali, bilanci pubblici nazionali, etc, disponibili anche on-line previa sottoscrizione. La produzione statistica del Fondo Monetario Internazionale: 18

19 Pubblicazioni principali: World Economic Outlook Annual Report Global Financial Stability Report Altre pubblicazioni periodiche: IMF Survey (pubblicato ogni due settimane) Finance & Development (trimestrale) IMF Staff Papers IMF Research Bulletin (trimestrale) Sono disponibili liberamente sul sito del FMI: Working Papers Country Reports Economic Issues Policy Discussion Papers ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) La Divisione statistica dell ONU raccoglie statistiche da varie fonti internazionali e produce aggiornamenti a livello globale come lo Statistical Yearbook, il World Statistics Pocketbook e i vari yearbooks su argomenti statistici definiti. La Divisione statistica, svolgendo un ruolo centrale nell ambito della produzione statistica a livello internazionale, fornisce anche ai vari Paesi specifiche, studi e informazioni riguardo i metodi migliori volti a raccogliere e organizzare le informazioni, con l obiettivo di rendere i dati omogenei e confrontabili. Le principali funzioni della Divisione statistica dell ONU sono: La raccolta, elaborazione e diffusione delle informazioni statistiche. La Divisione fornisce un centro di dati relativi al commercio internazionale, energia, industria, ambiente, trasporto, e statistiche demografiche e sociali raccolti da fonti nazionali e internazionali. 19

20 La definizione di standard dei metodi statistici, dei metodi di classificazione e delle definizioni adottate da organismi internazionali e l assistenza ai Paesi membri a livello di consulenza o di formazione per sviluppare e migliorare i loro sistemi di produzione statistica. Il programma tecnico di cooperazione. Il coordinamento deli programmi e delle attività statistiche internazionali (anche attraverso il Committee for the Coordination of Statistical Activities (CCSA) BCE Il sistema statistico della Banca centrale Europea ha come obiettivo prevalente quello di sostenere la politica monetaria della Banca e gli altri compiti attribuiti all Eurosistema e al Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC). Le statistiche della Banca Centrale Europea sono prodotte in collaborazione con le Banche centrali nazionali, e in alcuni casi, altre autorità nazionali, che forniscono alla BCE i dati rilevati e aggregati a livello nazionale. La BCE costruisce su queste basi gli aggregati a livello europeo. La BCE lavora inoltre in stretta collaborazione con le Istituzioni della Comunità Europea. La ripartizione dei compiti e delle responsabilità informative tra la BCE e della Commissione Europea (tramite Eurostat), come si detto, è esplicitamente definita nel Memorandum of Understanding on Economic and Financial Statistics (Marzo 2003). Le principali statistiche pubblicate dalla BCE riguardano: 1. I mercati Monetari, bancari e Finanziari. I principali aggregati monetari sono calcolati facendo riferimento al settore delle Istituzioni monetarie e finanziarie, la cui definizione è più ampia di quella di istituzioni creditizie (comprende ad esempio alcuni fondi del mercato monetario) ma le informazioni comprendono anche istituzioni finanziarie non incluse in questo settore. La BCE fornisce anche dati mensili sui titoli di debito o azionari e pubblica indicatori strutturali sul settore bancario e fondi di investimento nell area Euro, nonché statistiche sul volume e il valore dei pagamenti. La BCE fornisce inoltre statistiche sul ruolo internazionale dell euro e gli indici di cambio effettivi per l euro in termini nominali e reali, utilizzando vari deflatori. 2. Bilancia dei pagamenti e altre statistiche esterne 20

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